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N. 2 – luglio 2006

Che cos’è la politica dei due tempi?


Il Dpef del governo:
Quella per cui prima si chiedono i sa-
crifici a chi lavora, ai pensionati, a chi
sta peggio, spiegando che poi, grazie
tagli alla spesa sociale
ad essi, l’economia andrà meglio e ci
sarà più ricchezza per tutti. In tutte le niente crescita dei salari
crisi economiche degli ultimi trent’anni,
e in particolare in quel 1992 tanto caro
al ministro dell’Economia, si è sempre
fatta questa politica. Prima il tempo dei
Che cos’è il Dpef? su 35) saranno solo tagli alla spesa
pubblica.
sacrifici, poi quello della giustizia, che Il documento di programmazione eco-
non è mai arrivato. nomico finanziaria definisce le linee
Ora, siccome in tanti hanno mangiato guida della politica economica del go- 2. Per fare cassa si
la foglia, nessuno parla più di politica verno che si traduce poi ogni anno nella
dei due tempi. Anzi, tutti i governanti legge Finanziaria. I Dpef sono così quasi
taglia la spesa pubblica
la negano recisamente: “politica dei sempre un concentrato di buoni propo- Già nella premessa del Dpef il gover-
due tempi? Quando mai, noi vogliamo siti, che molto spesso non si traducono no dice chiaramente che una manovra
mettere assieme sviluppo, risanamento in realtà. Vediamo cosa contiene il Do- di tale portata non può essere realiz-
ed equità”. Intanto, però, nel Dpef il cumento di programmazione economico zata solo trovando i soldi con un regi-
governo annuncia che taglierà pensio- finanziaria per gli anni 2007-2011. me di tassazione più giusto, con la
ni, sanità, spese degli enti locali, retri- lotta all’evasione e all’elusione fiscale,
buzioni nel pubblico impiego. Assieme e con la riduzione delle inefficienze.
naturalmente alla lotta all’evasione 1. Una manovra da Dice testualmente il Dpef: “Sarebbe
fiscale. Insomma, non ci sono più i due
tempi ma un tempo solo. Solo che in
35 miliardi tuttavia sbagliato pensare che questa
duplice azione possa, da sola, correg-
questo tempo continuano a pagare Questo Dpef è negativo perché sceglie gere gli andamenti di fondo della fi-
quelli che hanno sempre pagato, i la- una linea di rapida riduzione del debito nanza pubblica. La dimensione dello
voratori, i pensionati, i disoccupati. pubblico, accettando squilibrio rende indi-
Non ci pare un grande cambiamento. totalmente i parametri spensabile intervenire
dell’Unione europea, e L’evasione fiscale anche su tendenze
quindi proponendo, per italiana è la più alta strutturali della spesa

Una politica dei


redditi davvero nuova,
molti anni, pesanti tagli
alla spesa pubblica. Per
il 2007 il governo propo-
“ di tutti i paesi
industrializzati
Se la si combatte
pubblica che sono
sempre meno favore-

voli, dunque nei quat-
che rompe ne una manovra finan- davvero si trovano tro grandi comparti –
con vent’anni ziaria di 35 miliardi di i soldi sistema pensionistico,
di taglio dei salari? euro (70 mila miliardi per tutto servizio sanitario,
delle vecchie lire), che in amministrazioni pub-
Ripristiniamo parte serviranno per bliche, finanza degli
finanziare lo sviluppo, ma che nella enti decentrati – che ne rappresenta-
la scala mobile loro maggioranza (20 miliardi di euro no circa l’80%”.

i Chi siamo?
Rete 28 Aprile nella Cgil
per la democrazia
Cosa vogliamo
• Le lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i disoccupati vogliono cominciare a cambiare in me-
glio la loro vita. Per questo rivendicano profondi cambiamenti sociali. La sconfitta elettorale
e l’indipendenza sindacale della destra dà finalmente più speranze e possibilità di cambiare le cose, ma proprio per que-
sto è già iniziata la pressione delle forze conservatrici, della Confindustria, del Fondo monetario
www.rete28aprile.it
internazionale, per chiedere al nuovo governo e ai sindacati di realizzare una politica di concer-
tazione che serva ancora una volta a tener bassi i salari e a ridimensionare i diritti.
• Il 28 aprile del 2005 ci eravamo riuniti per affermare la necessità del conflitto, del rinnovamento, della democrazia e dell’indipendenza sin-
dacale. Nel percorso congressuale della Cgil abbiamo sostenuto le tesi alternative presentate dal segretario della Fiom. Ora diamo avvio a un
percorso di discussione come Rete per l’indipendenza e la democrazia sindacale, aperto a tutte e tutti coloro che hanno in questi anni co-
struito esperienze avanzate di contrattazione e di democrazia sindacale.
La spesa pubblica è
ancora inferiore alla

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“ media europea,
non c’è niente da

tagliare, ma solo da
crescere
3. Pensioni e sanità “moderata” la dinamica delle retribuzioni,
che dovrà restare in linea con l’inflazione
Nel Dpef il governo an- programmata e con il
nuncia i tagli, presentati futuro recupero di produt- vare a fine mese e ha bisogno di un
come indispensabili, ma Il costo del lavoro tività. In concreto, poi, il aumento del reddito e non di modera-
non dice quali saranno, governo definisce l’infla- zione salariale.
in Italia non è tra i
perché sembra riservare zione programmata al 2%
questo compito alla con-
certazione con il sindaca-
“ più alti in Europa.
Da vent’anni
“ per il 2007, all’1,7% per il
2008, all’1,5% per il 2009
Se il governo mantiene questa impo-
stazione negativa per il mondo del
to. La concertazione, quin- si taglia solo lì. e gli anni successivi, cioè lavoro, in autunno bisognerà lottare
di, non serve a decidere Adesso basta con un dato che è larga- perché il movimento sindacale non può
se tagliare, ma soltanto mente inferiore alla real- accettare, dopo tanti proclami fatti alla
come e dove tagliare. tà. vigilia delle elezioni, una nuova politica
Inoltre, per quanto riguarda le pensioni, il dei sacrifici.
governo dice che se si vorrà intervenire
sullo scalone del 2008, bisognerà trovare i
6. Ancora privatizzazioni Una strada alternativa c’è ed è indica-
soldi per farlo all’interno dello stesso siste- Sulle privatizzazioni il Dpef dice che le ta anche da tanti economisti: darsi
ma pensionistico. Si parla di interventi sulle grandi privatizzazioni sono già state fatte tempi molto più lunghi per il risana-
“finestre” di uscita o sui coefficienti con i (e sappiamo che, in molti casi, sono mento del debito pubblico, in maniera
quali viene calcolata la pensione. state fatte male) e che non resta molto che questo possa essere fatto agendo
Per la sanità, il governo chiede alle regioni da vendere per fare cassa, motivando solo con le misure di lotta contro l’eva-
di aumentare la compartecipazione alle proprio così la necessità del taglio della sione e l’elusione fiscale con la tassa-
spese, cioè i ticket (compresi quelli sui rico- spesa sociale. Tuttavia, il governo sta zione di quelli che in questi anni sono
veri ospedalieri). preparando nuove privatizzazioni. diventati ricchi e straricchi, con la lotta
alle vere inefficienze e ai veri sprechi
dello stato, della pubblica amministra-
4. La Legge 30 resta Il nostro giudizio zione, delle imprese.
Sul mercato del lavoro il Dpef parla di Ancora una volta il governo, pur dichia-
“rivisitazione” della Legge 30 e non di un rando di voler combattere l’ingiustizia
suo “superamento”, come pure era scrit- sociale e l’evasione fiscale e di volere Il sindacato deve
to nel programma di governo. Questo più equità e più sviluppo, accompagna
vuol dire che la Legge 30 resta nella sua le scelte e le misure in questa direzio-
essere indipendente.
sostanza e si interviene solo su quelle ne, con la solita politica di tagli alla Il sindacato non ha
forme di contratto più critiche, come il spesa sociale, che si traduce in una
lavoro a chiamata e lo staff-leasing, che riduzione del reddito dei lavoratori e dei
governi amici
peraltro praticamente non sono state pensionati. Inoltre, il governo ripropone e se il governo
utilizzate dalle imprese. una politica di moderazione salariale,
legata ai tassi di inflazione programma- continua su questa
5. Moderare i salari ta, che ignora completamente il fatto strada si deve andare
che la grande maggioranza dei lavora-
Sul salario il Dpef parla di mantenere tori e dei pensionati non riesce ad arri- allo sciopero generale

immagini: dalla rete


Fermiamo la guerra in Medio Oriente
Basta con l’assedio di Gaza e l’occupazione della
Cisgiordania e di Gerusalemme Est
Basta con i bombardamenti e le rappresaglie.

Due popoli, due Stati


contro la guerra
senza se e senza ma
ritiriamo le truppe italiane
dall’Afghanistan