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IL PARLAMENTO EUROPEO

-Il parlamento europeo inizialmente non deteneva il potere legislativo ma


era semplicemente un organo a funzione consultiva e di controllo
sull’operato delle altre istituzioni. Solo successivamente si fece viva
l’esigenza di recuperare una legittimità democratica che mancava nel
disegno originario dell’unione, attraverso il rafforzamento del ruolo del
parlamento nel procedimento normativo e nelle relazioni esterne, con un
ampliamento dei suoi poteri di controllo. Tale processo conoscerà un
ulteriore passo in avanti con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.
-COMPOSIZIONE. Originariamente il parlamento europeo era formato
dai delegati designati dai parlamenti nazionali fra i propri membri, da qui
la sua scarsa rappresentatività in quanto i parlamentari non venivano eletti
direttamente dai cittadini europei ma dai rappresentanti di questi
ultimi. Prima del 1979, infatti, vi era il “doppio mandato”: i membri del
parlamento europeo erano designati dai singoli parlamenti nazionali
secondo le procedure stabilite da ciascuno stato membro. Per entrare a far
parte del parlamento europeo era necessario essere membri di un
Parlamento nazionale.La ripartizione dei seggi era stata attuata sulla base
del peso politico/demografico degli stati, garantendo comunque adeguata
rappresentanza agli stati membri.Col trattato di lisbona è stato previsto che
il Consiglio, deliberando all’unanimità secondo una procedura legislativa
speciale su iniziativa del parlamento, previa approvazione di questi a
maggioranza dei membri, stabilisce le disposizioni necessarie per
consentire l’elezione dei membri del parlamento a suffragio universale
diretto secondo una procedura uniforme in tutti gli stati membri o secondo
principi ad essi comuni. Esse entreranno in vigore previa approvazione
degli stati membri, secondo le rispettive norme costituzionali. Il consiglio
ha previsto che le elezioni si svolgano con il metodo proporzionale,
lasciando gli stati membri liberi di scegliere i requisiti per l’eleggibilità
attiva e passiva, di disciplinare la procedura elettorale e di adottare lo
scrutinio di lista o uninominale preferenziale, purchè non sia alterato il
carattere proporzionale del voto. Viene anche stabilita l’incompatibilità di
membro del parlamento europeo con la carica di parlamentare nazionale,
oltre che con ogni altra carica di partecipazione al governo dello stato
membro, della commissione e della corte di giustizia. I deputati sono eletti
per 5 anni; non possono subire alcuna restrizione di ordine amministrativo
o di altro genere alla loro libertà di movimento come membri del
parlamento europeo quando si recano nel luogo di riunione ritornano da
esso.Non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti a motivo delle
opinioni o dei voti espressi nell’esercizio delle proprie funzioni.Con
riferimento a qualsiasi altro procedimento giudiziario, godono, sul
territorio del paese in cui sono eletti, delle medesime immunità di cui
godono i membri del parlamento nazionale.Sul territorio degli altri stati
membri, godono dell’esenzione da ogni provvedimento di detenzione e da
ogni procedimento giudiziario.L’immunità,può comunque essere revocata
dal parlamento europeo, a maggioranza dei componenti, a seguito di
richiesta avanzata dall’autorità competente di uno stato membro.Il Trattato
di Lisbona ha anche previsto che il numero dei parlamentari europei ha
una soglia minima di 6 seggi per Stato, mentre a nessuno stato possono
essere assegnati più di 96 seggi.Il numero massimo dei membri all’interno
del parlamento non può essere superiore ai 750 deputati,più il
presidente.Occorre ricordare che in seguito all’adesione della Croazia(1°
luglio 2013) il numero dei parlamentari europei non è più di 754 ma 766
con i 12 membri croati.Il numero dei parlamentari europei non è
predeterminato dal trattato ma da un atto adottato dal consiglio europeo
all’unanimità, su iniziativa e approvazione del parlamento europeo stesso.
-ORGANIZZAZIONE.Per quanto riguarda l’organizzazione interna, essa
è regolata dai Trattati isitutivi e dal regolamento interno, adottato dal
parlamento stesso a maggioranza dei membri che lo compongono.Il
presidente è eletto per 2 anni e mezzo dall’assemblea a maggioranza
assoluta dei voti espressi nei primi 3 turni, al quarto è eletto colui che
ottiene più voti.Al quarto scrutinio viene quindi effettuato un ballottaggio
tra i due candidati più votati dei turni precedenti, in caso di parità viene
eletto il candidato pi,ù anziano.Esso esercita importanti funzioni
amministrative e disciplinari e riveste, anche al di là delle sue competenze
specifiche, un ruolo politico di primo piano.Svolge anche funzioni
protocollari e di rappresentanza dell’unione.Inoltre, dirige i lavori
dell’assemblea e presiede le sedute plenarie.Insieme ai 14 vicepresidenti e
ai 5 questori, forma l’Ufficio di Presidenza che si occupa di questioni
finanziarie, amministrative e organizzative.La Conferenza dei Presidenti ,
composta dal presidente del parlamento e dai presidenti dei gruppi politici,
è competente per le relazioni con le altre istituzioni ed organi dell’unione,
con i parlamenti nazionali e gli stati terzi ed è responsabile per la
composizione e per le competenze delle commissioni e delle delegazioni
parlamentari.All’interno del parlamento possiamo anche trovare le
“commissioni permanenti”(operano attualmente in numero di 20 nei vari
settori);i loro membri sono eletti per 2 anni e mezzo;preparano i suoi
lavori in seduta plenaria, esaminano le questioni loro sottoposte dal
parlamento, predispongono pareri, proposte e relazioni che poi possono
essere sottoposte al voto dell’Assemblea plenaria.Inoltre il parlamento può
costituire delle commissioni temporanee, dette anche speciali,la cui durata
non può superare i 12 mesi;tra queste assumono particolare importanza le
commissioni temporanee di inchiesta che hanno il compito di esaminare le
denunce di infrazione del diritto dell’unione o di cattiva amministrazione
nella sua applicazione,e cessano con il deposito del loro rapporto.
I parlamentari sono organizzati in gruppi politici,per affinità politica e non
per nazionalità.Il regolamento interno prevede che un gruppo politico deve
essere composto da deputati eletti in almeno un quarto degli stati membri;
per costituire un gruppo occorre almeno un minimo di 25 deputati e un
deputato non può appartenere a più di un gruppo politico.I deputati che
non aderiscono a nessuno gruppo, figurano nel gruppo dei non
iscritti.Infine il trattato prevede che lo Statuto dei partiti politici a livello
europeo, e le norme relative al loro funzionamento, è determinato dal
parlamento europeo e dal consiglio che deliberano mediante regolamenti
secondo la procedura legislativa ordinaria.
-FUNZIONAMENTO.La legislatura dura 5 anni.Il Parlamento tiene una
sessione ordinaria annuale;esso si riunisce di diritto il secondo martedi del
mese di marzo.La sessione dura 1 anno ed è suddivisa in periodi di
sessione, che si tengono durante una settimana ogni mese.Prima di ogni
periodo di sessione, è redatto un progetto di ordine del giorno che è fissato
dalla conferenza dei presidenti,il progetto poi è distribuito ai deputati i
quali fisseranno l’ordine del giorno definitivo.Il trattato prevede che il
parlamento delibera a maggioranza assoluta dei suffragi espressi;il numero
legale si raggiunge quando si trovano nell’assemblea un terzo dei deputati
che lo compongono.Il voto è personale e non può essere
delegato,manifestandosi normalmente per alzata di mano,oppure per
appello nominale o a scrutinio segreto.Le sedute plenarie si tengono a
Strasburgo, mentre quelle supplementari delle commissioni e dei
parlamentari a Bruxelles.
-POTERE DI INIZIATIVA.Il Trattato istitutivo attribuisce il diritto di
proposta normativa, solo alla Commissione.Ma il Parlamento già da tempo
aveva insistito nell’attribuirsi, sulla base del proprio regolamento interno,
un potere di iniziativa almeno indiretto, prevedendo la possibilità di
adottare risoluzioni, relativamente ad ogni argomento rientrante
nell’ambito dell’attività della comunità.Il potere di iniziativa del
Parlamento è ora consacrato dal Trattato(art 225 TFUE), che gli riconosce
la facoltà di chiedere alla commissione, deliberando a maggioranza dei
suoi membri, di presentare adeguate proposte legislative su ogni questione
per la quale ritenga necessaria l’adozione di un atto dell’unione ai fini
dell’attuazione dei trattati;il parlamento può anche fissare un termine per la
presentazione della proposta da parte della commissione.Un potere di
iniziativa legislativa del parlamento è previsto anche quando si tratta di
elaborare un progetto volto a stabilire le disposizioni necessarie per
permettere l’elezione dei suoi membri a suffragio universale secondo una
procedura uniforme in tutti gli stati membri, o quando stabilisca lo statuto
e le condizioni per l’esercizio delle funzioni dei suoi membri, deliberando
mediante regolamenti secondo una procedura legislativa speciale, con
l’approvazione del consiglio e previo parere della Commissione.Su un
piano più generale, il parlamento, su richiesta di un gruppo politico di
almeno 40 deputati, può aprire una discussione straordinaria, su un
argomento di notevole rilevanza connesso alla politica dell’unione, che si
conclude senza l’approvazione di una risoluzione,; oppure su una
questione urgente, accompagnando tale richiesta da una proposta di
risoluzione sulla quale si apre un dibattito che si conclude co una
votazione.Infine ogni deputato può presentare una proposta di risoluzione
su un argomento rientrante nell’ambito delle attività dell’unione: la
Commissione competente decide sulla procedura e può decidere di
elaborare una risoluzione.
-POTERI DI CONTROLLO.Il controllo parlamentare trova la sua
legittimazione già nei trattati istitutivi, dove operava sostanzialmente nei
confronti della commissione, prevedendo il dovere di quest’ultima di
rispondere ad interrogazioni parlamentari e di sottoporre, ogni anno, al
parlamento un rapporto sulla sua attività.In seguito alle modifiche
apportate ai trattati originari, il potere di controllo del parlamento si è via
via esteso.La Commissione, oggi, è tenuta a presentare annualmente al
parlamento una relazione generale sull’attività dell’unione che viene
discussa in seduta pubblica.Presenta inoltre un rapporto annuale
sull’applicazione del diritto dell’unione negli stati membri, che viene
trasmesso alle commissioni interne interessate;infine presenta entro il
mese di ottobre un programma di lavoro per l’anno successivo, sul quale il
parlamento si pronuncia con una risoluzione.Dibattiti parlamentari
possono svolgersi su rapporti specifici che la commissione è tenuta a
presentare al parlamento relativi a determinate materie(cittadinanza
dell’unione, ricerca e sviluppo tecnologico), sulle relazioni del consiglio,
del consiglio europeo, della corte dei conti,della bce.Il parlamento può
procedere,inoltre alla verifica della base giuridica della proposta della
commissione e di ogni altro documento legislativo ed eventualemnte
modificarle.Il controllo del parlamento si è poi esteso nella prassi anche al
Consiglio che presenta tramite il suo presidente il programma di lavoro
ogni 6 mesi all’inizio di ciascuna presidenza e sul quale si apre un dibattito
che si conclude con una votazione.Altro strumento di controllo politico, e
al tempo stesso strumento di informazione per il parlamento, sono le
interrogazioni alla commissione; anche il consiglio europeo e il consiglio
possono essere uditi secondo le modalità fissate dal loro regolamento
interno.Inoltre ciascun deputato può rivolgere interrogazioni con richiesta
di risposta scritta al consiglio e alla commissione: sono trasmesse al
presidente del parlamento che le comunica all’istituzione
interessata;interrogazioni e risposte scritte sono pubblicate sulla gazzetta
ufficiale dell’unione.Altro istituto utilizzato è quello del “tempo delle
interrogazioni”: un periodo di tempo è riservato in ciascun periodo di
sessione alle interrogazioni che ogni deputato può rivolgere alla
commissione o al consiglio su questioni circoscritte e specifiche con brevi
interventi e brevi risposte immediate,con esclusioni degli affari personali.
Lo strumento di controllo politico più radicale è la censura.Il parlamento
può adottare una mozione di censura nei confronti della commissione.Tale
potere ha carattere eccezionale ed ha nella pratica scarsa importanza sia
per le conseguenze gravi che comporta sia perché non era ancora
accompagnato da un corrispondente potere del parlamento di incidere sulla
designazione della nuova commissione.Nella prassi la mozione di censura
è stata presentata 8 volte e mai approvata formalmente.Sulla mozione di
censura si pronuncia il parlamento a scrutinio pubblico dopo 3 giorni dal
suo deposito.Essa deve essere presentata al presidente da almeno un
decimo dei deputati.Se approvata,con la maggioranza dei due terzi dei voti
espressi e a maggioranza dei membri che compongono il Parlamento,
provoca la dimissione collettiva di tutti i membri della commissione.Se
sfiduciata,occorrerà procedere alla nomina di una nuova commissione per
la restante durata del mandato.Altro meccanismo che consente un controllo
del parlamento sull’operato delle istituzioni, è quello delle petizioni.Infatti
qualsiasi cittadino dell’unione, nonché ogni persona fisica o giuridica che
risiede o abbia la sede sociale in uno stato membro, ha diritto di
presentare, individualmente o in associazione con altre persone, una
petizione al parlamento su una materia rientrante nel campo di attività
dell’unione e che lo concerna direttamente.Il diritto viene esteso quindi
anche a chi non ha cittadinanza europea.Il presidente del parlamento le
riceve e le invia all’apposita commissione permanente delle petizioni;
questa elabora un rapporto e alla luce dello stesso, nel caso in cui risulti a
carico dello stato una violazione del diritto dell’unione, allora la
commissione potrebbe aprire una procedura per infrazione.
-IL MEDIATORE.Il Trattato di Maastricht ha introdotto ex novo la figura
del Mediatore(art.228 TFUE), o difensore civico,che viiene a costituire
un’ulteriore fonte di informazione per il parlamento.Il mediatore è eletto
all’inizio di ogni legislatura del parlamento europeo a scrutinio segreto e a
maggioranza dei voti espressi; egli rimane in carica fino all’assunzione del
mandato da parte del suo successore ed è rinnovabile.E’ scelto tra i
cittadini dell’unione che offrano garanzie di indipendenze e soddisfano o
requisiti richiesti nel loro paese di origine per l’esercizio delle funzioni
giudiziarie.Egli esercita il proprio mandato in piena indipendenza e
nell’interesse generale dell’unione;la sua funzione è incompatibile con
qualsiasi attività professionale.Il Parlamento europeo fissa lo statuto e le
condizioni generali per l’esercizio delle funzioni del mediatore,
deliberando mediante regolamenti seconda una procedura legislativa
speciale.Il mediatore riceve le denunce di qualsiasi cittadino dell’unione,
persona fisica o giuridica, che risieda o abbia la sede sociale in uno stato
membro, riguardanti casi di cattiva amministrazione degli organi e
istituzioni dell’unione ad eccezione della corte di giustizia nell’esercizio
delle sue funzioni giurisdizionali.L’attività del mediatore è preclusa anche
quando sia pendente un procedimento giudiziario interno rispetto ai fatti
oggetto della denuncia o anche nei confronti dell’operato strettamente
politico delle istituzioni.Le denunce vanno presentate direttamente o
indirettamente(tramite un membro del parlamento) al parlamento entro 2
anni dal fatto.Il mediatore procede alle indagini che ritenga giustificate,
godendo quindi di un ampio margine di discrezionalità.Le istituzioni e gli
organi dell’unione sono tenuti a fornire al mediatore le informazioni
richieste, senza poter opporre l’obbligo della segretezza; stessa cosa per le
autorità nazionali.All’esito dell’istruzione il mediatore può archiviare la
denuncia, se non riscontra la presenza di un caso di cattiva
amministrazione.IN caso contrario, informa l’istituzione interessata che ha
tre mesi di tempo per fargli pervenire le sue
osservazioni;successivamente , cercherà di esperire un tentativo di
conciliazione che se non ha esito positivo comporta il fatto che il
mediatore debba trasmettere al parlamento un rapporto con i risultati
dell’indagine.Il rapporto non ha valore vincolante per l’istituzione cui
destinato.Il mediatore presenta annualmente una relazione al parlamento
sui risultati delle sue inchieste.
-A completamento del quadro dei controlli che il parlamento può esercitare
sul comportamento delle altre istituzioni, occorre ricordare la possibilità di
ricorrere alle vie giufdiziarie.Innanzitutto il parlamento si è visto
riconoscere dalla corte di giustizia un diritto di intervento in alcuni
procedimenti per annullamento, senza nenache dover dimostrare il proprio
interesse ad agire( onere che invece incombe su persone fisiche e
giuridiche), e in tutti i tipi di ricorso.Per quanto riguarda il ricorso in
annullamento, molto importante fu la sentenza del 1990 ,con la quale viene
ammesso il diritto del parlamento a promuovere un ricorso in
annullamento per tutelare le proprie prerogative e purchè si fondi su
motivazioni attinenti alla violazione di queste ultime; si trattava tuttavia di
un riconoscimento parziale in quanto tale ammissibilità era subordinata
alla dimostrazione di un interesse ad agire.La nuova formulazione dell’arte
263 TFUE sancisce finalmente la piena legittimazone del parlamento a
promuovere le azioni di annullamento senza più dover dimostrare
l’esigenza di salvaguardare le proprie prerogative, mentre tale limite esiste
ancora oggi per i ricorsi promossi dalla corte dei conti e dalla bce.Resta
invece ancora esclusa la possibilità per il parlamento di promuovere ricorsi
per inadempimento nei confronti degli stati membri che abbiano violato gli
obblighi loro imposti dal diritto dell’unione, trattandosi di competenza
attribuita in via esclusiva alla commissione.La procedura di intervento,
quindi diventa un mezzo di controllo supplementare sull’attibvità delle
altre istituzioni.
-Poteri in materia di bilancio
IN materia di bilancio il parlamento esercita un ruolo fondamentale, in
quanto, trattando da una posizione di parità con il consiglio-le due autorità
di bilancio- riesce a far pesare la sua volontà in un settore vitale per tutta
l’attività dell’unione.La procedura di bilancio ha subito un’evoluzione
profonda in relazione, da un lato, alla modifica del regime finanziario
conseguente al passaggio dal sistema dei contributi statali a quello delle
risorse proprie, dall’altro, al riconoscimento di maggiori poteri al
parlamento in questa materia.Fu elimata la distinzione tra spese
obbligatorie e spese non obbligatorie.
-Partecipazione al processo di formazione delle norme dell’unione
I trattati istitutivi includevano sin dall’origine il parlamento nel
procedimento normativo comnunitario,seppur con dei grossi limiti: esso
aveva un ruolo marginale, cioè solo consultivo, nelle 2 forme del parere
obbligatorio e facoltativo, da rilasciare solo per casi espressamente previsti
e solo relativamente alle proposte della commissione.Successivamente, col
trattato di maastricht, il parlamento ha visto attribuirsi poteri più incisivi
ma non generali, cioè poteva esercitarli solo nelle ipotesi previste e
corrispondevano ad un semplice potere di veto.Solo col trattato di Lisbona
il Parlamento ha assunto un ruolo fondamentale nell’ambito del processo
normativo: è stato stabilito che esercita, congiuntemente al consiglio, la
funzione legislativa e di bilancio.Si tratta della funzione legislativa
ordinaria, cioè codecisione e maggioranza qualificata, e di quella speciale
nei casi specifici previsti dai trattati, cioè adozione di un atto normativo da
parte del parlamento con la partecipazione del consiglio o
viceversa.Tuttavia permangono dei limiti: il Parlamento è escluso dalla
fase di iniziativa legislativa salvo le ipotesi in cui debba elaborare un
progetto volto a stabilire le disposizioni necessarie per l’elezione dei suoi
membri o di stabilire lo statuto e le condizioni per esserne
membri.Nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune, il
Parlamento continua ad avere un ruolo marginale di semplice
consultazione, essendo tale potere attribuito esclusivamente al consiglio e
consiglio euroepeo.
-Competenze in materia internazionale
Il Trattato di roma attribuiva alla Comunità il potere di concludere accordi
internazionali secondo una procedura che vedeva coinvolto anche il
parlamento.La consultazione del parlamento avveniva di solito dopo la
firma dell’accordo e prima soltanto della conclusione definitiva.Tuttavia il
Parlamento si è sforzato di accrescere la sua influenza nel procedimento
decisionale in materia internazionale:cosi nel caso di consultazione
obbligatoria aveva ottenuto(c.d. Procedura LUNS attivata nel 1964) di
essere informato regolarmente dalla commissione, tramite le commissioni
interne competenti, sull’andamento dei negoziati e di essere consultato
prima della firma dell’accordo, nonché di essere consultato anche quando
il trattato non richiedeva il suo parere, come nel caso degli accordi
commerciali(la c.d. Procedura WESTER-TERP attivata nel 1973).Tali
procedure sono poi state codificate nel regolamento interno del parlamento
anche per gli accordi in settori specifici, come gli affari monetari e il
commercio.Inoltre il parlamento poteva chiedere al consiglio di essere
consultato anche sul mandato a negoziare che questi intendeva affidare alla
commissione prima che iniziassero i negoziati per la conclusione, il
rinnovo o la modifica dell’accordo.Successivamente il Trattato di Lisbona
ha previsto la “previa approvazione” del parlamento per quanto riguarda
accordi di associazione e di adesione, mentre per gli altri casi è prevista la
consultazione obbligatoria prima della conclusione degli accordi
internazionali, ad esclusione di quelli commerciali e di quelli riguardanti la
politica estera e di sicurezza comune perché, in questi ultimi casi, vi sarà la
sua informazione periodica da parte dell’alto rappresentante, sui principali
aspetti e sulle scelte fondamentali.Infine ricordiamo che il parlamento può
rivolgere al consiglio e all’alto rappresentante raccomandazioni e
interrogazioni.

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