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LA LOTTA DI CLASSE

Essa è un concetto che rientra sempre nel materialismo di Marx, raccontato nel Manifesto comunista del
1948.
Per Marx la storia non è altro che il succedersi di lotte di clsse, in ogni periodo storico infatti si crea
sempre una "triade" antitetica per cui esistono:
- TESI; classe dominante
- ANTITESI; classe più debole
- SINTESI; vittoria dell'una sull'altra
Con l'andare avanti del tempo per il filosofo questo rapporto antitetico viene ribaltato, è a questo punto
che avviene il cambiamento storico (SOMIGLIANZA CON HEGEL E IL ROBALTAMENTO DEI
RAPPORTI SERVO-SIGNORE).
Questo concetto di lotta di classe è riconducibile, facendo riferimento alla visione materialistica della
storia di Marx, anche alla lotta tra le forze produttice e i rapporti di produzione in ambito economico. Tra
queste due dinamiche non vi è un semplice rapporto di somiglianza, ma uno di identità. Esse, in parole
povere, sono la stessa cosa. Le forze produttive infatti non sono altro che forze costituite da uomini, da
singoli individui tutti appartenenti ad una determinata classe sociale. Se si fa riferimento ai conflitti che si
creano tra esseri umani si parla di LOTTA DI CLASSE, se invece si parla dei conflitti tra le forze
produttici, costituite ovviamente da questi stessi uomini, si può fare un discorso più ampio e parlare di
storia come succedersi di strutture economiche e quindi anche di MATERIALISMO STORICO.
Marx era convinto che la storia già contenesse al suo interno delle LEGGI SCIENTIFICHE regolatrici
della lotta tra classi e del succedersi delle strutture economiche, per questo il suo prese il nome di
socialismo scientifico. Sempre secondo questa logica il comunismo quindi non dovrebbe nemmeno
essere definito come un ideale politico, ma come una teoria, una scienza che aveva solo messo per
iscritto una legge già esistente. Esso è più che altro la realizzazione di questa legge, non un'utopia o
un'ideologia politica.
Per Marx queste leggi scientifiche non erano mai state rispettate davvero, le varie rivoluzioni infatti erano
sempre state veloci ed improvvise e non avevano permesso il compimento completo ad esempio di una
forza produttiva/classe sociale e in gneenrale del movimento antitetico.
Il filosofo era convinto che l'unica vera rivoluzione che sarebbe avvenuta nel rispetto delle dovute
tempitistiche sarebbe stata quella proletaria contro alla borghesia, la quale peraltro avrebbe anche
portato alla realizzazione definitiva del comunismo. Il passaggio definitivo per la realizzazione della
rivoluzione comunista sarebbe stato accompagnato da un grande cambiamento nel rapporto antitetico.
Non sarebbe stata la classe sociale in minoranza, quella più debole, a dominare su quella più forte, ma
quella più forte su quella più debole. Sebbene fpsse partita come classe povera e debole, il proletariato
infatti, tramite un processo do PROLETARIZZAZIONE DELLA BORGHESIA, era divenuta molto forte,
soprattutto a livello numerico. Una volta sconfitta la classe sociale della borghesia inoltre, i proletari
avrebbero messo in atto un DOMINIO TEMPORALE, dalla durata necessaria solo per abolire la
proprietà privata. In parole povere, l'obbiettivo del proletariato non voleva essere quello di ottenere il
semplice dominio sulla borghesia, ma di eliminare l'esistenza di qualsiasi classe sociale e quindi portare
alla realizzazione completa del comunissimo. L'unico modo per far sì che ciò avvenisse era ottenere il
dominio per un tot di tempo.
Secondo Marx, in un luogo in cui si realizza il comunismo non si può parlare davvero di Stato, poiché
non esistono più le classi sociali. Il comunismo si differenzia quindi dal socialismo e dalla anarchia. Nel
primo l'abolizione della proprietà privata e delle classi sociali non è ancora avvdnuta e al potere vi è la
classe del proletariato, nel secondo invece la rivoluzione di tipo comunista è avvenuta, ma in un tempo
molto breve.
Ogni Stato per Marx è stato una dittatura necessaria alla collettivizzazione dei mezzi di produzione,
anche i Paesi più democratici del mondo vengono visti da lui come dittature, poiché in essi esistono
comunque le classi sociale e la proprietà privata.