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PRINCIPI COSTITUZIONALI

Art. 81. AGGIORNAMENTO CON L. costituzionale 20


aprile 2012, n. 1 ha disposto (con l'art. 6, comma 1) che
le suddette modifiche si applicano a decorrere
dall'esercizio finanziario relativo all'anno 2014.

Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del


proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle
fasi favorevoli del ciclo economico.

Il ricorso all'indebitamento e' consentito solo al fine di


considerare gli effetti del ciclo economico e, previa
autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza
assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi
eccezionali.

Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede


ai mezzi per farvi fronte.

Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il


rendiconto consuntivo presentati dal Governo.

L'esercizio provvisorio del bilancio non puo' essere


concesso se non per legge e per periodi non superiori
complessivamente a quattro mesi.

Il contenuto della legge di bilancio, le norme


fondamentali e i criteri volti ad assicurare l'equilibrio tra
le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilita' del
debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono
stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei
componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principi
definiti con legge costituzionale.

VERSIONE PRECEDENTE DELL' Art. 81.

Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto


consuntivo presentati dal Governo. L'esercizio
provvisorio del bilancio non puo' essere concesso se non
per legge e per periodi non superiori complessivamente
a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio
non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese.
Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese
deve indicare i mezzi per farvi fronte.

Art. 117. AGGIORNAMENTO CON L. costituzionale 20


aprile 2012, n. 1 ha disposto (con l'art. 6, comma 1) che
le suddette modifiche si applicano a decorrere
dall'esercizio finanziario relativo all'anno 2014.

La potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato e dalle Regioni


nel rispetto della Costituzione, nonche' dei vincoli derivanti
dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie....


e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della
concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello
Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici (VEDI DLGS 118/11);
perequazione delle risorse finanziarie;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli
enti pubblici nazionali;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale;
giustizia amministrativa;
Sono materie di legislazione concorrente quelle rapporti
internazionali e con l'Unione europea delle
Regioni;........coordinamento della finanza pubblica e del
sistema tributario ......... Nelle materie di legislazione concorrente
spetta alle Regioni la potesta' legislativa, salvo che per la
determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione
dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta' legislativa in riferimento ad
ogni materia non espressamente riservata alla legislazione
dello Stato.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle


materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla
formazione degli atti normativi comunitari e provvedono
all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti
dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite
da legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio del
potere sostitutivo in caso di inadempienza. La potesta'
regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione
esclusiva, salva delega alle Regioni. La potesta' regolamentare
spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le
Citta' metropolitane hanno potesta' regolamentare in ordine alla
disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro
attribuite. Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce
la piena parita' degli uomini e delle donne nella vita sociale,
culturale ed economica e promuovono la parita' di accesso tra donne
e uomini alle cariche elettive. La legge regionale ratifica le intese
della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie
funzioni, anche con individuazione di organi comuni. Nelle materie di
sua competenza la Regione puo' concludere accordi con Stati e
intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le
forme disciplinati da leggi dello Stato.
Art. 97. AGGIORNAMENTO CON L. costituzionale 20
aprile 2012, n. 1 ha disposto (con l'art. 6, comma 1) che
le suddette modifiche si applicano a decorrere
dall'esercizio finanziario relativo all'anno 2014.

Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento


dell'Unione europea, assicurano l'equilibrio dei bilanci e la
sostenibilita' del debito pubblico.
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in
modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialita'
dell'amministrazione.
Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di
competenza, le attribuzioni e le responsabilita' proprie dei
funzionari.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante
concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.

L.Cost. 20 aprile 2012, n. 1 recante "Introduzione del


principio del pareggio di bilancio nella Carta
costituzionale".

La Legge Costituzionale n. 1/12 – rubricata “Introduzione del


principio del ‘Pareggio di bilancio’ nella Carta Costituzionale” – ha
riformulato gli artt. 81, 97, 117 e 119 della Costituzione, attuando il
Patto “Euro Plus”; con esso gli Stati membri sono impegnati ad
adottare misure volte a perseguire gli obiettivi della sostenibilità
delle finanze pubbliche, della competitività, dell’occupazione e della
stabilità finanziaria, e in particolare a recepire nella legislazione
nazionale le regole di bilancio dell’Unione europea fissate nel Patto
di stabilità e crescita, ferma restando “la facoltà di scegliere lo
specifico strumento giuridico nazionale” cui ricorrere, purché avente
“una natura vincolante e sostenibile sufficientemente forte (ad
esempio, Costituzione o normativa-quadro)” e tale da “garantire la
disciplina di bilancio a livello sia nazionale che subnazionale”.
A sua volta, la Direttiva relativa ai requisiti per i quadri di bilancio
degli Stati membri (Direttiva 2011/85/Ue), ha stabilito le regole
comuni atte a garantire una disciplina uniforme di bilancio negli
Stati membri.
Infine, con il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla
governance nell’Unione economica e monetaria (meglio noto come
“Fiscal Compact”), viene affermato che “gli Stati contraenti, all’art.
3, comma 2, si sono impegnati a recepire le regole del ‘Patto di
bilancio’ ‘tramite disposizioni vincolanti e di natura permanente –
preferibilmente costituzionale – o il cui rispetto fedele è in altro
modo rigorosamente garantito lungo tutto il processo nazionale di
bilancio’”. Con il Trattato le parti contraenti si impegnavano, in
particolare, ad introdurre ed applicare, tra l’altro, la regola secondo
cui il bilancio della Pubblica Amministrazione deve essere in
pareggio o in avanzo.
Dunque, le modifiche alla Costituzione rispondono alle finalità e agli
obblighi previsti in sede europea e nella sostanza comportano
l’introduzione del principio dell’equilibrio tra entrate e spese, riferito
non al singolo Ente ma al complesso di tutte le Pubbliche
Amministrazioni.
L’art. 117 della Costituzione è stato modificato, sancendo che la
materia della “armonizzazione dei bilanci pubblici” rientra negli
ambiti di competenza legislativa esclusiva statale e non più nelle
materie di competenza concorrente tra lo Stato e le Regioni; in
proposito, è da ricordare che la Corte Costituzionale ha
costantemente affermato che di regola i princìpi fondamentali fissati
dalla legislazione dello Stato, nell’esercizio della competenza di
coordinamento della finanza pubblica, si applicano anche ai soggetti
ad autonomia speciale, in quanto essi sono funzionali a prevenire
disavanzi di bilancio, a preservare l’equilibrio economico-finanziario
del complesso delle Amministrazioni pubbliche ed anche a garantire
l’unità economica della Repubblica, come richiesto dai princìpi
costituzionali e dai vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia
all’Unione europea.
A chiusura del sistema, l’art. 5, comma 2, lett. b), della Legge
Costituzionale n. 1/12 rimette ad una legge rinforzata la disciplina
della facoltà dei Comuni, delle Province, delle Città metropolitane,
delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, di
ricorrere all’indebitamento, ai sensi dell’art. 119, comma 6, della
Costituzione. A questa legge è anche affidata l’individuazione di una
serie di elementi, tra cui le norme fondamentali ed i criteri volti ad
assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la
sostenibilità del debito del complesso delle Pubbliche
Amministrazioni, e le modalità attraverso le quali gli Enti concorrono
alla sostenibilità del debito del complesso delle Pubbliche
Amministrazioni.
In effetti, la Legge rinforzata poi emanata – la n. 243/12 – ha
disciplinato, al Capo IV, l’applicazione del Principio dell’equilibrio
complessivo tra entrate e spese nei confronti delle Regioni e degli
Enti Locali (artt. da 9 a 12), fissando la nuova regola, rispetto al
previgente Patto di stabilità, del raggiungimento di un unico saldo di
“Pareggio”, che deve essere “non negativo”, precisando, con l’art. 9,
comma 1, che la regola contabile dell’equilibrio di bilancio si applica
anche alle Regioni a Statuto speciale ed alle Province autonome, e
con l’art. 10, comma 1, che le condizioni di ricorso all’indebitamento
si applicano anche nei confronti delle Autonomie speciali.

ART 119 Cost

Nell’art. 119 della Costituzione, poi, al comma 1, dopo il


riconoscimento dell’autonomia finanziaria di entrata e di spesa di
Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, è stata aggiunta la
seguente specificazione: “nel rispetto dell’equilibrio dei relativi
bilanci”, nonché l’inciso “e concorrono ad assicurare l’osservanza
dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento
dell’Ue”. Al secondo periodo del comma 6 – secondo cui le
Autonomie “possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare
spese di investimento” – è stato poi aggiunto l’inciso “con la
contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che
per il complesso degli Enti di ciascuna Regione sia rispettato
l’equilibrio di bilancio”. A proposito di quest’ultima disposizione, nei
lavori parlamentari della Legge Costituzionale, si chiarisce che il
Principio del “Pareggio di bilancio” viene riferito alla singola
Autonomia territoriale, ma che, con la novella del comma 6, assume
rilievo l’equilibrio complessivo dell’aggregato regionale degli Enti
Locali, atteso che il debito è possibile solo se compensato
dall’equilibrio del contesto regionale di cui il singolo Ente fa parte;
l’indebitamento, non solo deve finanziare spese d'investimento, ma
è condizionato, oltre che alla contestuale definizione di piani di
ammortamento, al rispetto di tale equilibrio.
E’ alla luce di questo principio fondamentale che vanno lette le
ulteriori modifiche introdotte dalla Legge Costituzionale n. 1/12. In
particolare, l’art. 97, comma 1, della Costituzione, secondo cui “le
Pubbliche Amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Ue,
assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito
pubblico”, rinvia ad una nozione unitaria di Pubblica
Amministrazione.