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INTERVISTA

1. Stefano, quest’anno ti occuperai della nuova rubrica sul musical all’interno del nostro sito
Teatro per Tutti. Ci puoi raccontare chi sei e quale è la tua formazione?

R: Nel mio caso la classica introduzione “Sicuramente non ho avuto un percorso formativo
comune” penso non possa essere usata meglio. Dentro di me risponderei “Sono un amante
appassionato della musica che, per comprendere meglio alla radice il perché ne sia così
astratto, ha sentito il bisogno di ricercare e documentarsi in molti campi. Non a caso le
chiamate lavorative che ricevo sono spesso “ad personam” e non per lo specifico ruolo
richiesto in quel momento. Mi considero primariamente un allievo di Canto del M. Antonio
Juvarra, che con incredibile lungimiranza ha saputo dare un sistema chiaro e naturale in grado
di sviluppare al meglio le mie risorse. Ho naturalmente frequentato l’ISSM “P. Mascagni” di
Livorno come percussionista sotto la guida del M. Giannino Ferrari, ma la mia vera Alma Mater
è l’ISSM “L. Boccherini di Lucca” dove ho studiato e continuo a perfezionare la Direzione di
Orchestra sotto l’eccezionale M. Gianpaolo Mazzoli. Un complimento che gli rivolgo con tutte le
giustificazioni del caso, perché per primo a creduto in quel gran calderone di coscienze
disordinate che avevo acquisito e ha contribuito a darmi sicurezza nelle mie capacità. Ho
svolto (e tutt’ora incredibilmente per me svolgo in parallelo) le professioni di cantante, pianista,
direttore di orchestra, trascrittore orchestrale e preparatore musicale, audio designer,
consulente musicale per i teatri e direttore musicale per le produzioni nazionali. Come se non
fosse abbastanza (e in realtà per me quel termine non dovrebbe esistere) svolgo una intensa
attività didattica perché amo il contatto con le persone e la trasmissione delle conoscenze
acquisite. Anche qui i campi sono molteplici: le tecniche di canto individuale e corale, le materie
teoriche, il Solfeggio e l’Ear Training, le materie storico-musicali (soprattutto nel campo del
Teatro Musicale) e ultimamente ho iniziato un ciclo di lezioni universitarie sull’”Audio Dinamico”
e sulla sua implementazione nella programmazione dei Videogiochi.

2. Quando è nata la tua passione per il musical? Quando hai deciso di farne un lavoro?

R. Non è mai “nata”, nel senso che non ricordo un punto di inizio. Semplicemente mio nonno
materno, un grande musicista con la passione del Jazz e di Broadway, appena si è accorto
della mia sensibilità al mondo musicale mi ha introdotto tutto quello che conosceva con
l’entusiasmo di chi ha saputo coltivare una cosa con pazienza e contro le ideologie della sua
epoca. Per cui i miei primi ricordi sono tutti musicali, legati a film come “Funny Girl” o dischi
come “Ella and Louis”, e perennemente associati al ricordo di una persona grazie alla quale io
faccio questo mestiere e a cui devo moltissimo. Quanto al farne un lavoro semplicemente è
accaduto. Ho sostituito una insegnante che aveva fiducia in me (Petra Magoni per la
precisione) e da lì è stato un continuo alternarsi di periodi di formazione e successiva
trasmissione. Quando ho cominciato a Londra lo studio della Storia del Musical, proseguito poi
con il fenomenale Prof. John Kenrick ho scoperto che, come un bambino americano, avevo
ricevuto gli stessi input negli stessi anni e mi ritrovavo una sapienza acquisita che mi ha
permesso di focalizzarmi sulle parti mancanti bruciando le tappe. La direzione musicale degli
spettacoli è stata un conseguimento ottenuto sommando tutte le conoscenze e acquisendo una
capacità di visione globale dei vari titoli affrontati.

3. Adesso parliamo un po’ più dettagliatamente della tua rubrica. Come sarà organizzata? Quali
sono gli argomenti che affronterai?

R. Ho sempre preferito incuriosire piuttosto che inculcare. Per questo motivo, sulla falsa riga
delle strutture dei miei seminari, preparerò delle “Gossip Pills” su vari argomenti
concentrandomi sui legami inaspettati con la nostra quotidianità. Scoprirete che conoscete già
moltissime cose sui Musical anche se non vi siete mai accorti della loro effettiva provenienza.
Solo così la Storia può diventare Umana e interessante, a tratti avvincente, come il Romanzo
più avventuroso.

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