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Quindicinale Editrice ASD Ponte Tegorzo

Anno XLIII

11.03.2021
Numero

749

Nessun luogo è lontano - pag. 1


Origini vassesi per il ministro Daniele Franco - pag. 2
San Valentino 2021 - pag. 4-5
Galleria Querese - pag. 13
Nuovo logo turistico per Segusino - pag. 15
Chiuso in redazione il 01.03.2021 - Prossima chiusura il 22.03.2021
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Tegorzo, Via Nazionale, 25 - 32031 FENER-ALANO DI PIAVE. REDATTORI: Sandro Curto, Silvio Forcellini. COLLABORATORI: Alessandro Bagatella, Tristano Dal Canton, Ivan Dal Toè, Antonio
Deon, Foto Comaron, Fotocolor Resegati, Ermanno Geronazzo, Cristiano Mazzoni, Sergio Melchiori, Andrea Tolaini.
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gando direttamente ad uno dei nostri seguenti recapiti: BAR “DA RICCI” - Alano; BAR JOLE - Fener; CARTOLIBRERIA SCHIEVENIN ALBERTINA - Quero; ALESSANDRO BAGATELLA - Quero;
BAR “PIAVE” Carpen - LOCANDA SOLAGNA - Vas; ANTONIO DEON - Vas; BAR “BOLLICINE” - Scalon; BAZAR di A. Verri - Segusino.
1 ATTUALITÀ

Nessun luogo è lontano


di Cesare Turra
L’omicidio in Congo dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio
Iacovacci che lo scortava e del loro autista locale Mustapha Milambo, per qualche
giorno ha distolto l’attenzione degli italiani dai problemi interni come il Coronavirus, le
zone rosse-arancioni-gialle, il recovery plan e le schermaglie dei partiti politici, per
proiettarci momentaneamente nelle problematiche del continente africano. Abbiamo
appreso poi in questi giorni che il Congo è un Paese con le contraddizioni sociali, politi-
che ed economiche proprie di molti Paesi africani. Ma è anche un Paese ricco di mi-
nerali, compresi quelli che sono necessari al funzionamento di cellulari e computer che
sono ormai parte integrante del nostro stile di vita e strumenti indispensabili del lavoro che, in ogni settore, ognu-
no di noi svolge. Diverse associazioni che si occupano di diritti umanitari, accusano che l’instabilità di questi Pae-
si, con la mancanza di diritti sindacali, lo sfruttamento del lavoro minorile, la discriminazione di genere, un elevato
tasso di corruzione ecc. siano nel loro insieme fattori che avvantaggiano proprio noi Paesi occidentali e le grandi
multinazionali che qui possono avere risorse minerarie e agricole a basso costo, assicurando un’abbondante of-
ferta di prodotti elettronici negli scaffali dei nostri negozi e ingen-
Nelle tre guerre in cui è incorso ti profitti ai produttori che li commercializzano. Saltuariamente
leggiamo le statistiche economiche mondiali e apprendiamo che
il Congo negli ultimi venti anni si circa il 20% della popolazione mondiale consuma oltre l’80%
calcolano dai 4 ai 6 milioni di delle risorse mondiali, che queste finiscono in sei mesi (quindi
morti per gli effetti diretti della ormai consumiamo più risorse di quelle che madre terra può of-
frire), che poche decine di famiglie nel mondo detengono più
guerra e per quelli indiretti come ricchezza di tutto il resto del mondo messo insieme, ma non ci si
la denutrizione e il collasso delle chiede mai il “perché” o il “come”. Così come non ci si indigna
più se leggiamo che il Congo negli ultimi venti anni ha affrontato
strutture sanitarie tre guerre con 4 milioni di morti (qualche organismo parla addi-
rittura di 6 milioni di morti) con punte che hanno toccato una
media di 38.000 morti al mese dovuti agli effetti diretti del conflitto sia gli effetti indiretti come la denutrizione ed al
collasso della struttura sanitaria che a quello è conseguito (1). Si calcola che siano circa 40.000 i bambini di fatto
ridotti in schiavitù, obbligati ai lavori nelle mi-
niere e nei campi (2).
La giustificazione alla nostra insensibilità è la
lontananza di questi Paesi, oppure che questi
dovrebbero risolvere i propri problemi al loro
interno perché abbiamo anche troppi problemi
in Italia per farci carico di quelli altrui. Ma... è
proprio così, quando nel cellulare che tutti ab-
biamo in tasca c’è un pezzo di questi Paesi,
così come quando beviamo il caffè o mangia-
mo frutta prodotta in queste regioni? Sono ve-
ramente solo “affari loro” quando il genocidio
spinge intere popolazioni a migrare e, chi se lo
può permettere, a raggiungere abusivamente
le coste mediterranee per imbarcarsi su mezzi
di fortuna e raggiungere le coste europee, con
tutte le problematiche che noi italiani ben co-
nosciamo?
L’ambasciatore Attanasio, il carabiniere Iaco-
vacci e l’autista Milambo si stavano recando in
un villaggio congolese proprio per queste te-
matiche che, da quanto leggiamo nei resoconti
giornalistici, stavano particolarmente a cuore
al nostro ambasciatore. Forse il modo migliore
per omaggiarli non è dedicare loro qualche
piazza o aula per poi riporli in qualche angolo della cronaca, ma cominciare a interrogarsi su cosa noi possiamo
fare per migliorare il mondo in cui viviamo, anche solo nei piccoli gesti e nelle abitudini quotidiane.

(1) fonte dei dati: https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Democratica_del_Congo


(2) fonte dei dati: invito a partecipare all’incontro on-line promosso da Chiama l’Africa in collaborazione con AOI, Solidarietà e
Cooperazione CIPSI, Time for Africa, Rete della Pace per il Congo, Tavola della Pace, coordinamento Nazionale Enti Locali per
la Pace e i Diritti Umani, Club per l’Unesco di Udine.
2 ATTUALITÀ

Daniele Franco entra nel governo Draghi con un ruolo di primissimo piano

Ha origini vassesi il nuovo ministro


dell’Economia e delle Finanze
di Silvio Forcellini
Ha anche radici vassesi Daniele Franco, chiamato a ricoprire la cruciale carica di ministro
dell’Economia e delle Finanze nel governo presieduto da Mario Draghi. Il papà Giovanni,
geometra, per anni stimato dirigente al Catasto di Belluno e meglio conosciuto in paese co-
me “Nani de la Angelina”, è infatti originario di Vas, dove c’è ancora la casa di famiglia, in via
Case Sparse 3, nei pressi della ex cartiera (nelle foto a destra, scattate da Antonio Deon).
Daniele Franco (nella foto a sinistra) è nato il 7 giugno 1953 a Trichiana, in provincia di Bel-
luno, paese d’origine della mamma Firmina Ferigo e dove la sua famiglia si era stabilita. Nel
1977 ha conseguito la Laurea in Scienze politiche presso l’Università di Padova, nel 1978 il Master in Organizza-
zione aziendale presso il CUOA di Padova e nel 1980 il Master of Science in Economia presso l’Università di
York, in Gran Bretagna. Tra il 1979 e il 1994 ha lavorato al Servizio Studi della Banca d’Italia. Dal 1994 al 1997 è
stato consigliere economico presso la Direzione Generale degli Affari Economici e Finanziari della Commissione
Europea. Tra il 1997 e il 2007 è stato capo della Direzione Finanza Pubblica del Servizio Studi della Banca
d’Italia. Dal 2007 al 2011 è stato capo del Servizio Studi di Struttura Economica e Finanziaria della Banca d'Italia.
Dal 2011 al 2013 è stato direttore centrale dell'Area Ricerca Economica e Relazioni Internazionali e ha rappre-
sentato la Banca d’Italia in audizioni parlamentari e in comitati e gruppi di lavoro costituiti presso istituzioni italia-
ne e organismi internazionali. Dal 1999 al 2007 ha presieduto il gruppo di lavoro di Finanza Pubblica del Sistema
Europeo di Banche Centrali. Ha tenuto corsi presso le Università di Bergamo e Trieste, l’Università Cattolica di
Milano e la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e ha pubblicato libri in materia di spesa pubblica,
sistemi di protezione sociale e regole fiscali europee. Infine, dal maggio 2013 al maggio 2019 è stato Ragioniere
generale dello Stato, mentre nel maggio 2019 è entrato a far parte del direttorio della Banca d’Italia - ossia
l’organo collegiale che guida l’istituto centrale che ha sede a Roma, a Palazzo Koch - prima con il ruolo di vicedi-
rettore generale, poi come direttore generale (in pratica, il sostituto del Governatore in determinati casi).
Forte di questo curriculum d’eccellenza, Daniele Franco da Via Nazionale (Bankitalia) ritorna dunque in Via XX
Settembre (Ministero dell’Economia e delle Finanze), dove - come detto - aveva ricoperto per sei anni
l’importante incarico di Ragioniere generale dello Stato. Per i non addetti ai lavori, ricordiamo che la Ragioneria
generale dello Stato è un fondamentale dipartimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si occupa della
predisposizione del bilancio di previsione e del rendiconto generale dello Stato (il bilancio consuntivo), della tenu-
ta della contabilità, della vigilanza sulla spesa pubblica e dell’accertamento delle entrate. Riveste inoltre compiti
di vigilanza sull’attività finanziaria e contabile degli enti pubblici e degli enti locali (attraverso l’esame degli atti de-
liberativi degli enti stessi). La Ragioneria generale dello Stato inoltre monìtora la spesa concernente il pubblico
impiego, opera previsioni, stime e proiezioni correlate con le proposte legislative del governo. Un compito delica-
tissimo, come si può facilmente capire, che spesso ha
messo Daniele Franco - scrupoloso “custode” dei conti
dello Stato - in attrito con i governanti di turno, spesso
non così attenti - perlopiù per calcoli elettorali o incompe-
tenza - al pareggio di bilancio e alla buona amministra-
zione. Qui ha avuto a che fare con quattro governi: Letta
(che lo nominò nel 2013), Renzi, Gentiloni e il Conte 1.
Ebbe contrasti con Renzi, con Gentiloni, ma soprattutto
con i gialloverdi di Lega e M5S, che volevano “sfondare”
il bilancio con la flat tax, il reddito di cittadinanza, quota cento e quant’altro. Daniele Franco (attaccato all’epoca in
modo volgare da Rocco Casalino, portavoce del premier, solo perché non voleva cedere sul rispetto dell’articolo
81 della Costituzione) non li boicottò, ma rese possibile la manovra imponendo tuttavia una serie di condizioni:
l’introduzione di un “catenaccio” composto da una clausola anti-sfondamento e da un monitoraggio periodico de-
gli esborsi. Per questo, se a Via XX Settembre Mario Draghi - a cui Franco, oltre che da una profonda amicizia, è
legato da una lunga collaborazione cementata dalla comune esperienza alla Banca d’Italia - avesse voluto un
miglior guardiano dei conti pubblici, non lo avrebbe trovato. Ora lo aspetta la scrivania di Quintino Sella, come
Franco gran camminatore per i sentieri montani. E soprattutto una serie di dossier, a partire dal Recovery Plan,
da far tremare i polsi, nel cercare il giusto equilibrio tra la necessità di spendere bene per rianimare il sistema
produttivo e quella di tenere sotto controllo il bilancio dello Stato.
A Vas risiedono ancor oggi molti parenti e amici della famiglia Franco, che tutti qui ricordano con stima e affetto,
soprattutto il papà Giovanni, sempre disponibile ad aiutare i paesani. Chiudiamo con una curiosità: il nostro ab-
bonato vassese Alfonso Maschio, di cui Giovanni Franco fu “santolo”, a sua volta fu padrino di Cresima di Danie-
le Franco, a cui - come Tornado - rivolgiamo i nostri auguri di buon lavoro per questo suo ultimo, prestigiosissimo
e delicatissimo incarico.
3 ASTERISCO

La foto di copertina
(M.M.) Non ho fatto molta strada per avere l’immagine di questa copertina, giusto due passi nel giardino di casa
per cogliere l’istantanea di questi bei fiori, indicatori dell’avvicinarsi di fine inverno e del prossimo arrivo della
primavera, stagione del risveglio e della rinascita. Due prospettive che di questi tempi agogniamo più di sempre e
che, forse, mi hanno condizionato nel pensare alla possibile copertina di questo numero. Di seguito alcune
informazioni su questo semplice, ma grazioso fiore, molto comune nei nostri prati.
La pratolina comune (nome scientifico: Bellis perennis L., 1753) nota come margheritina comune o
pratolina, è una specie appartenente alla famiglia delle Asteraceae molto comune in Europa. Per i fiori
così comuni come questo, l'etimologia del nome è sempre un problema in quanto si deve risalire
parecchio indietro nel tempo. Alcuni dicono che il nome derivi da Bellide, una delle barbare e crudeli
figlie (chiamate Danaidi) di Dànao, re di Argo; altri lo fanno derivare dal latino bellum (= guerra) in
riferimento alle sue presunte capacità di guarire le ferite. Più facilmente, secondo i filologi moderni, il
suo nome deriva dall'aggettivo (sempre latino) bellus (= bello, grazioso) con riferimento alla delicata
freschezza di questo fiorellino. Mentre l'epiteto specifico (perennis) fa riferimento al ciclo biologico di
questa specie (perenne).
Il binomio scientifico attualmente accettato (Bellis perennis) è stato proposto da Carl von Linné (1707 –
1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli
organismi viventi, nella pubblicazione ”Species Plantarum” del 1753.
Il nome inglese, daisy, deriverebbe da day's eye, occhio del giorno, per la peculiarità del suo riaprirsi
ogni giorno al sorgere del sole. Tratto da Wikipedia
Gli estratti di Bellis sono costituiti da acido ascorbico, malico, fumarico, tartarico, caffeico, acetico e
ossalico, resine, olio essenziale, oli grassi, zuccheri e tannini. Sono inoltre presenti inulina, mucillagini e
saponine. Attualmente non ci sono studi clinici specifici, ma per le sue proprietà antinfiammatorie alcuni
autori riportano un utilizzo anche in casi di reumatismi e di gotta. Le si attribuiscono poteri battericidi,
antinfiammatori e capacità di riassorbire le ecchimosi, azione questa molto importante per lenire i
dolori di contusioni e distorsioni.
Bellis perennis è un rimedio traumatologico. Deve, probabilmente, la sua azione antitraumatica a dei
derivati poliacetilenici, le poliine, presenti in molte specie della famiglia delle Composite a cui
appartengono, oltre che Bellis perennis, anche altre specie aventi grande applicazione nei traumi
(Arnica, Calendula). Tratto da http://www.fitobios.it/bellis-perennis/

ASTERISCO

Studio delle varianti del virus Covid


L’Istituto Zooprofilattico ha inviato ieri un riepilogo aggiornato dei sequenzia-
menti sulle positività Covid finalizzati all’individuazione di eventuali varianti virali.
Su un totale di 66 campioni esaminati relativi all’ulss Dolomiti sono state indivi-
duati 23 campioni con variante virale inglese. Tale evidenza è particolarmente
frequente nei campioni inviati dopo la metà di febbraio, con 17 positività per va-
riante inglese su 20. Va peraltro osservato che questi 20 campioni inviati
all’Istituto Zooprofilattico erano già stati selezionati sulla base di evidenze preli-
minari orientative per variante inglese.
«Anche il nostro Laboratorio di Microbiologia è impegnato come molti altri in Italia e nel mondo nello studiare le
varianti virali del Covid. E’ evidente che questo studio comporta una ricerca mirata, con probabilmente sovrasti-
ma del fenomeno, anche se appare chiaro che il nostro territorio come molti altri in Italia è fortemente interessato
da questa nuova circolazione virale, stimabile nel 50% dei campioni esaminati», spiega Eliana Modolo, respon-
sabile della Microbiologia di Belluno. «Questo importante rilievo», osserva Sandro Cinquetti, Direttore del Dipar-
timento di Prevenzione, «rende probabilmente ragione dei focolai epidemici a veloce sviluppo che stiamo regi-
strando in questi giorni nel nostro territorio e conferma ancor più la necessità di mantenere fortemente attive
tutte le misure di contenimento epidemico: evitare aggregazioni non indispensabili, rispettare il distanzia-
mento interpersonale; indossare la mascherina in ogni situazione; lavare o igienizzare frequentemente le mani;
autoisolarsi ed eseguire il tampone diagnostico in presenza di sintomatologia respiratoria anche lieve».
Belluno, 26 febbraio 2021
4 CRONACA

San Valentino, Domenica 14 febbraio 2021


(DPC) Non è per niente facile, in tempo di
pandemia, organizzare un evento, specie
se si tratta di una tradizionale ricorrenza. Il
comitato San Valentino ha così escogitato
un modo del tutto speciale. E' stata
concordata, con il Parroco Don Alessio, la
benedizione delle arance e della seguente
distribuzione dopo le Sante Messe
domenicali nella chiesa arcipretale, dove i
posti sono contingentati. In seguito, dalle
ore 13 alle 17, in località San Valentino
presso la chiesetta dedicata al Santo, una
distribuzione di arance benedette a coloro
passavano di là. Con una giornata
splendida, un po' alla volta, senza
assembramenti, tante persone e intere
famiglie hanno approfittato dell'occasione
per fare una salutare passeggiata lungo le
sponde del Tegorzo nel contesto del bel percorso natura immerso nel verde. Ringraziamo tutti coloro che hanno
voluto, anche in questa situazione particolare, mantenere viva la tradizione del 14 febbraio.

60 anni
di matrimonio
per
Maria e Pierluigi!
Il giorno 13 febbraio 2021 gli sposi Maria Dall'Acqua e Pier Luigi Licini
hanno festeggiato il bellissimo traguardo dei 60 anni di matrimonio!

Con affetto e ammirazione si congratulano i figli Giuliana e Alcide, tutti i


nipoti e la piccola Isotta!

Tanti auguri e un caloroso abbraccio per i prossimi traguardi!


5 CRONACA

La festa di San Valentino 2021


di Cesare Turra
La prudenza e i vincoli normativi per contrastare la pandemia non hanno
concesso lo svolgimento del tradizionale lancio delle arance per la festa
di San Valentino lungo le pendici adiacenti la chiesetta. Questo però non
ha scoraggiato la gente che numerosa ha approfittato della meravigliosa
giornata di sole per passeggiare lungo un torrente Tegorzo inusitata-
mente pieno di acqua, grazie anche alle abbondanti nevicate invernali
sul vicino massiccio del Grappa. Dopo mesi di clausura forzata tra lock-
down e smart working, poter uscire all’aria aperta e incontrare, sia pur a
debita distanza e con la mascherina, amici, conoscenti e anche scono-
sciuti, per un breve saluto e lo scambio di qualche battuta, ha contribuito
a rendere la giornata in qualche modo speciale.
Anche se non si è svolto il lancio delle arance, l’associazione Comitato
San Valentino ha ritenuto lo stesso di fare un gesto per evocare la tradi-
zione, consegnando ai
passanti un sacchettino
con qualche arancia e
offrendo un bicchiere di
vino. La presenza poi di
un organetto di barberia,
un curioso strumento
musicale a schede mobili che credo fosse usuale nelle feste di un
tempo lontano, con la sua musica ha contribuito a creare
un’atmosfera di festa. Mentre camminavo e facevo qualche foto,
guardando le persone camminare e i bambini correre spensierati
lungo il sentiero, mi sono venuti alla mente alcuni versi di una no-
ta filastrocca di Gianni Rodari che avevo imparato con la maestra
Dolly durante le scuole elementari: “Dopo la pioggia viene il se-
reno, brilla nel cielo l’arcobaleno. E’ come un ponte imbandierato,
e il sole vi passa festeggiato”. Il periodo appena trascorso è stato
pesante e terribile per molti e sotto molti aspetti, ma nonostante
ciò la vita continua nella ricerca della normalità e di un po’ di se-
renità. Speriamo che finalmente, con il sole che preannuncia la
prossima primavera, sia arrivato per tutti anche il momento colo-
rato e gioioso dell’arcobaleno.
In foto: sopra, all’organetto Eros Viel (da Ponte della Priula);
qui, a sinistra, alcuni membri del Comitato San Valentino: Elia
Turrin, Matteo Dalla Piazza, Federico Corso, Claudio Dal Pos

In ricordo di Pino Verri


di Alessandro Bagatella
Sono rimasto incredulo quando ho sentito la
triste notizia della dipartita di Pino Verri,
poeta dialettale come me, che desiderava
mantenere quella lingua ormai abbandonata
dalla gioventù. Quando lo incontravo, oltre a
bere qualcosa insieme, ci complimentavamo
a vicenda per il modo di scrivere. Con il suo
carattere bonario era amico di tutti e non
mancava di trovare una battuta per
intrattenere e far ridere gli amici. Voglio
ricordarti con un arrivederci e quando ci
rincontreremo mi farai leggere le tue ultime
poesie, magari quelle di Cima Balcon.
6 ATTUALITÀ

Intervista al Commissario dell’Ulss 1 Dolomiti


Adriano Rasi Caldogno
Belluno, 20 febbraio 2021
«La pandemia ha messo a dura prova la nostra Azienda, ha cambiato le
nostre abitudini e le nostre priorità. A gennaio-febbraio 2020 eravamo parti-
ti, come tutte le aziende sanitarie, in base alle indicazioni che provenivano
da Regione e Ministero, ad approfondire il tema, a fare scorta di dispositivi
di sicurezza, a fare formazione. L’ipotesi del contagio, che all’inizio sem-
brava lontana, si è avvicinata rapidamente.
Fin da subito ho capito che sarebbe stato per me e per tutti come correre
una maratona: era fondamentale mantenere lucidità e affrontare un problema alla volta. Tante le notti insonni, le
domeniche passate in ufficio, i momenti di tensione da gestire, le emozioni da trasformare in forze positive, gli
sfoghi da accogliere.
Prontamente tutta l’Azienda tutta si è adoperata con impegno: i sanitari in prima linea ad affrontare una malattia
di cui si sapeva poco, le direzioni di struttura a coordinare la riorganizzazione dei servizi in breve tempo, l’area
amministrativa a svolgere un immenso lavoro per acquisti, assunzioni e logistica.
L’Azienda ha dimostrato di sapersi adattare con flessibilità all’emergenza, declinando in concreto la possibilità di
ampliare o comprimere i servizi in base alle necessità, sia ospedalieri che territoriali. Le aree covid sono state
aperte o chiuse “a fisarmonica”, così come sono state allestite rapidamente delle linee di lavoro che prima non
esistevano; penso, ad esempio, alla capacità di eseguire e leggere tamponi, al contact tracing, alla campagna
vaccinale di massa: il Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha acquisito 100 nuovi professionisti in pochi mesi.
Ci sono stati momenti difficili, come quando il contagio ha coinvolto le case di riposo nella prima ondata, quan-
do eravamo meno preparati, o il picco della seconda ondata con oltre 200 persone ricoverate e 5 mila positivi in
provincia. In certe giornate controllavo il cruscotto aziendale dei ricoveri ogni due ore per essere certo che ci fos-
sero sempre posti letto disponibili. In questo anno non ho mai spento il telefono: ho diverse chat con i miei colla-
boratori per essere sempre aggiornato sulla situazione.
Un ricordo sentito va a tutte le persone scomparse in questo periodo, confortati dalla consapevolezza della cura
fino all’ultimo da parte dei nostri professionisti, e al dolore dei tanti familiari che hanno dovuto necessariamente
vivere il lutto senza il conforto del commiato. Ci sono stati momenti di forte emozione, come l’arrivo dei primi vac-
cini che ha portato speranza, e ho potuto accogliere innumerevoli testimonianze di grandi valori umani durante
questo percorso.
Le giornate sono state scandite per mesi dalle videoconferenze con la Regione, che è stata una solida cabina di
regia, dalle riunioni online interne tra le diverse strutture dell’azienda per una organizzazione efficace e dalla pre-
parazione dei bollettini. Le dirette su Facebook per informare in modo puntale e trasparente della situazione in
continuo divenire e dei comportanti necessari sono state per me uno sforzo utile e necessario.
La seconda ondata, che in parte ci ha sorpreso per la sua violenza, è iniziata in provincia prima che altrove, ha
portato una pressione sugli ospedali doppia rispetto alla prima, un volume di lavoro di diagnostica e prevenzione
che ha messo a dura prova la tenuta del sistema e ha condotto a sperimentare soluzioni innovative come i
drive in vaccinali e gli screening di massa.
Fondamentale la solidarietà dei Cittadini che ci hanno sostenuto con le più diverse modalità, a partire dalle nu-
merose donazioni di beni e denaro e dei Volontari, in particolare della Protezione Civile. Le Istituzioni hanno
sempre assicurato una collaborazione fattiva e concreta: ottimo il rapporto con il Prefetto Cogode, con le Forze
dell’Ordine nonché con gli Enti Locali e la Protezione Civile. In fondo l’Ulss è diventata un solido riferimento per
tutta la provincia in questo periodo.
A mio avviso, a livello organizzativo, la pandemia ha dimostrato l’imprescindibilità della rete tra le varie compo-
nenti del Servizio Sanitario (gli ospedali, la medicina de territorio, la prevenzione e le strutture socio sanitarie) e
la necessità di rivedere la gerarchia della priorità. La salute è diritto fondamentale dell’individuo e interesse della
collettività, come recita la nostra Costituzione: il Covid ci ha insegnato quanto il singolo può e deve fare per tute-
lare la sua salute e quella della comunità in cui è inserito.
Vorrei, da ultimo ma come primo pensiero, ringraziare ancora una volta il personale dell’Ulss Dolomiti che, a tutti
i livelli, si è speso con la generosità e la determinazione della gente di montagna, risorsa straordinaria della no-
stra terra.
Il traguardo è vicino ma non ancora raggiunto: i segnali epidemiologici non ci permettono di abbassare la guardia
e la campagna vaccinale non procede veloce come avrei voluto per difficoltà di approvvigionamento.
Andiamo avanti, con prudenza ma con fiducia, fino alla prossima curva, come insegnano i grandi maratoneti.
7 ATTUALITÀ
8 ATTUALITÀ

Un anno di covid
Riflessioni del dr. Renzo Scaggiante
Direttore Malattie Infettive
Ricordo molto bene quel venerdì 21 feb-
braio 2020, era il mio turno di lavoro dalle
9.00 alle 21.00 presso la Divisione di Ma-
lattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera di
Padova, sembrava un giorno di lavoro
come tanti altri ma all’improvviso nel po-
meriggio una telefonata, è in arrivo dal vicino ospedale di Schiavonia il
primo paziente con diagnosi accertata di Covid, era un anziano di Vo’
che di li a poco sarebbe stata la prima vittima italiana della pandemia.
Durante la notte e nei giorni successivi le ambulanze si susseguirono fi-
no a riempire in poco tempo tutti i posti letto del reparto, era iniziata la
pandemia, quello che fino al quel momento vedevamo solo nei notiziari
era arrivato.
Molti sono stati i momenti di sconforto, all’inizio nessuno sapeva quale
fosse il migliore approccio terapeutico, gli stessi organi internazionali di-
ramavano indicazioni in continuo cambiamento e poi la impossibilità per i
familiari, quasi sempre in isolamento domiciliare, nel poter assistere o
per lo meno vedere i propri cari, una situazione di impotenza davanti ad
una cosa che nessuno immaginava potesse succedere.
Con il tempo e le iniziali terapie efficaci ci sono state le prime dimissioni di persone guarite, persone che arriva-
vano gravi in terapia intensiva e che ne uscivano migliorate, fino a poter riabbracciare i propri cari, momenti di
sconforto per chi non riusciva a farcela e momenti di gioia per chi poteva finalmente ritornare a casa, l’ottimismo
della scorsa estate quando quasi tutti i reparti covid sono stati chiusi ed il risveglio autunnale con l’inizio di una
nuova fase epidemica.
Dobbiamo imparare, ma forse bastava guardare la storia (la peste a Venezia nel 1630, la spagnola del 1915),
che le epidemie e le pandemie sono sempre esistite e ciclicamente si ripresentano.
Belluno, 23 febbraio 2021

Un anno di covid
Intervista a Stefano Calabro
direttore della Pneumologia di Feltre
Quali considerazioni a distanza di un anno dai primi casi di COVID-19 in Veneto.
È stato un anno impegnativo. Il COVID-19 ha determinato rilevanti problemi sanitari, che hanno coinvolto, anche
dolorosamente, molte persone. Successiva-
mente si sono aggiunte le importanti conse-
guenze economiche, che a tutt’oggi perman-
gono e non dimentichiamo i rilevanti secon-
dari impatti psicologici, che hanno coinvolto
soprattutto, ma non solo, i giovani.
Il problema purtroppo permane ed ora dob-
biamo anche affrontare le varianti del virus,
ma con responsabilità, resilienza ed impe-
gno collettivo ritengo ne potremo senz’altro
uscire.
Certo occorre che tutti facciano la propria
parte; mi riferisco al mantenimento del di-
stanziamento fisico, quando necessario,
all’utilizzo delle mascherine e ovviamente
all’adesione alla vaccinazione anti-SARS-
CoV-2/COVID-19.
Il sistema sanitario in questa fase, rispetto
9 ATTUALITÀ

all’inizio della pandemia, è ben strutturato ed operativo; anche questo è un elemento importante che ci fa essere
cautamente ottimisti.
La prima fase della pandemia è stata difficile e molto impegnativa. E’ stato subito organizzato un percorso per il
paziente COVID-19, che partendo dal Pronto Soccorso si articolava fino alla Terapia Intensiva. In breve tempo
abbiamo convertito la nostra Unità operativa di Pneumologia a Centro per l’assistenza ai pazienti con COVID-19,
come da indirizzo regionale.
In seguito nell’Ospedale di Feltre si sono identificate aree di degenza diversificate in base alla gravità clinica dei
pazienti con COVID-19. Molti medici ed infermieri dell’area medica e anche chirurgica dell’ospedale hanno colla-
borato per rendere possibile un’assistenza diversificata per questi pazienti. Noi, come pneumologi, abbiamo as-
sistito i casi gravi che richiedevano anche ventilazione meccanica non invasiva.
Devo ringraziare i medici, gli infermieri e gli operatori socio-sanitari della Pneumologia per il costante impegno
assistenziale, che continuano a garantire con professionalità e umanità.
Quale è stata la soddisfazione più grande?
Come direttore la soddisfazione più grande è stata verificare la capacità di risposta positiva della mia azienda
socio-sanitaria e della mia struttura ad un improvviso stato emergenziale. Altra soddisfazione è l’aver constatato
la vicinanza della popolazione.
Sapevamo che fuori l’ospedale eravamo sostenuti; questo è stato importante nella prima fase, che è stata difficile
e impegnativa. Sostegno che si è anche concretizzato con donazioni di apparecchi medicali.
La popolazione ha espresso in questo periodo un chiaro sostegno a chi opera nel sistema sanitario sia ospeda-
liero, sia territoriale. È un segnale che ci ha aiutato molto.
Per me, che credo fortemente nel ruolo della assistenza sanitaria pubblica e del suo necessario legame con il
territorio, questo è un aspetto molto importante.
Cosa abbiamo imparato in questo anno
Il sistema socio-sanitario veneto è efficiente, questo lo sappiamo. Lo era anche prima del COVID-19.
È un sistema territorialmente diffuso, forte di professionalità e dotazioni strumentali; questo ha agevolato la
capacità di gestione dell’emergenza, anche nelle situazioni critiche, che si sono comunque manifestate in alcune
aree della regione.
L’attuale pandemia ha portato molti a riflettere su come sviluppare in futuro una innovazione migliorativa del
sistema socio-sanitario. A livello ospedaliero si è confermata la necessità di avere una diffusa e qualificata rete
assistenziale.
Come specialisti pneumologi abbiamo da anni sostenuto la necessità di mantenere la rete pneumologica regio-
nale e in questo la Regione del Veneto ci ha nel tempo sostenuto.
Nell’emergenza COVID-19 tale organizzazione è risultata utile e la presenza diffusa delle pneumologie nella re-
gione ha fortemente contribuito all’assistenza dei pazienti con insufficienza respiratoria. Questo è stato possibile
grazie alla flessibilità organizzativa delle strutture pneumologiche ed è stata sostenuta da una consolidata espe-
rienza medico-infermieristica nel trattamento nel paziente critico respiratorio.
In questo periodo emergenziale la maggior parte delle pneumologie ospedaliere, l'80-90% nel Nord Italia, si sono
trasformate in reparti di subintensiva respiratoria.
Un altro punto di riflessione emerso nel corso della pandemia è il rapporto tra territorio e rete ospedaliera.
Ho constatato con piacere che nel nostro territorio questo non è stato un aspetto di criticità. I consolidati rapporti
locali tra ospedale e territorio hanno permesso di sviluppare una stretta sinergia assistenziale.
Nella prima fase il Distretto ha anche contribuito fortemente a mantenere in equilibrio il sistema, raccordando
l’attività dell’Ospedale con quella degli Ospedali di Comunità.
È un’ulteriore evidenza di come occorra sviluppare con maggior incisività il raccordo di continuità funzionale tra
ospedale e territorio.
La Sanità post COVID dovrà rinnovarsi.
Per quanto riguarda specificatamente il futuro della mia specialità ritengo che due dovranno essere le direttrici:
da una parte la gestione diagnostico-terapeutica dei pazienti respiratori critici, dall'altra lo stretto rapporto con il
territorio per creare una sanità di prossimità, come componenti di un sistema più complesso. Entrambi gli aspetti
hanno bisogno di organizzazione e innovazione.
Ora siamo impegnati nella prevenzione e nell’assistenza delle persone con COVID-19, stiamo però già pro-
grammando il dopo COVID.
Dobbiamo tutti impegnarci, comportandoci consapevolmente, per poi ripartire su basi diverse ed auspico che
questo brutto periodo possa diventare l’occasione per migliorare.
Feltre, 23 febbraio 2021
10 CRONACA

La morte di Andrea Santini


di Sandro Curto
Il Covid ha stroncato anche la vita di Andrea Santini, classe
1935, di Segusino. Persona pacata, stimata da tutti, aveva la-
vorato per diversi anni come caporeparto alla “Tecnica” di
Nervesa ed era noto come grandissimo giocatore di scopa
all’asso ma anche come appassionato di bocce e, in questi ul-
timi anni, di bridge a cui giocava da casa col computer.
Insieme col suo compagno Toni Doro aveva vinto centinaia di
gare di scopa all’asso, girando mezzo Veneto e spadroneg-
giando in tutta la nostra zona negli anni ‘80 e ‘90. Andrea era
in grado di raccontarti qualsiasi partita giocata a distanza di
decenni.
Lascia la moglie Antonietta Verri e le figlie Marialuisa, inse-
gnante, e Federica, titolare della cartoleria-bazar di Segusino
che funge anche da recapito per il nostro giornale. A loro le
nostre condoglianze.

Alano, pavimentazione
…by Peppon & Kobe
(s.for.) Nelle due foto a fianco, i cartelli esplicativi ora visibili sul Doc e in
Piazza Martiri, posizionati recentemente dal Comune di Alano. La pavi-
mentazione alla base dei pannelli in questione, molto bella, è stata ideata
ed eseguita dai dipendenti comunali Stefano Dal Canton “Peppon” e
Antonio Simioni “Kobe”: bravi!

Notizie in breve
a cura di Sandro Curto e Andrea Tolaini
DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA DI DIANA Nel marzo 2011, dopo lunga malattia,
moriva, a poco più di cinquant’anni, Diana Pellizzari in Drusian (nella foto a sinistra,
con Dino Meneghin), attiva collaboratrice della Pro Loco di Fener e della Protezione
Civile di Alano. La ricordiamo con simpatia.
CHIUSO IL BAR “FLY” DI QUERO Domenica 14 febbraio ha chiuso i battenti il bar
tabacchino “Fly” in via Nazionale nel comune di Quero Vas gestito, in questi ultimi
nove anni, da Stefania Fiabane con la collaborazione dei genitori Emilia ed Ezio.
Anche se i tempi non sono dei migliori, la proprietà spera in una prossima riapertura.
UN ANNO DI CAFFE’ SPERANZA Visto il periodo, non ci sono stati particolari fe-
steggiamenti per il primo compleanno della nuova gestione del Caffè Speranza in
Piazza Martiri ad Alano. La pandemia che ha costretto ad oltre tre mesi di chiusura e
a una forte riduzione dell’orario di apertura non ha fiaccato l’entusiasmo di Debora
Cordella e della sua collaboratrice Consuelo Dal Canton. Brave!
FIOCCO AZZURRO AL TEGORZO Lo scorso 30 dicembre è nato Tommaso Gerlin, figlio di Alessia e Daniele. Il
lieto evento ha avuto luogo a Livigno dove, da qualche anno, vive e lavora Daniele che in quella località è anche
il responsabile di una sezione staccata dell’Inter Club Fener. Ai neogenitori e ai nonni Cesarina e Silvano le no-
stre felicitazioni.
INTER CLUB FENER Col 28 febbraio si è ufficialmente chiuso il tesseramento dell’Inter Club
“Massimo Moratti” di Fener per la stagione 2020/2021 che ha fatto registrare 339 soci ponendo il
club al primo posto nel Veneto; un traguardo inaspettato vista la situazione pandemica. Un ringra-
ziamento a soci e collaboratori con la speranza di festeggiare presto il venticinquesimo di attività.
11 COME ERAVAMO

Accadde nel 2001


a cura di Sandro Curto
RICORDO DI PICCOLOTTO E DURIGHELLO Nella primavera del 2001 si conclude ad Alano il primo mandato
del sindaco Luigi Codemo che nell’ultima seduta del consiglio comunale consegna due targhe ricordo alle fami-
glie di Orazio Piccolotto e Mario Durighello, ricordati come “protagonisti indiscussi dello sviluppo del nostro co-
mune negli ultimi 15 anni che hanno saputo mettere da parte le diverse idee politiche per lavorare al benessere e
allo sviluppo del paese; troppo presto ci hanno lasciato ma ogni angolo del nostro comune porta il segno delle
loro opere mentre il loro pensiero è sempre nei nostri cuori”. Hanno ritirato la targa in una sala gremita di pubbli-
co Antonia Silvestrin e Marilena Cassandro accompagnate dai rispettivi figli.
ALANO: TRE LISTE IN CORSA PER IL COMUNE In vista delle elezioni comunali del maggio 2001 tre le liste
presentate in comune di Alano: Alleanza Democratica con capolista il sindaco uscente Luigi Codemo, Arcobale-
no con candidato sindaco Bernardino Collavo e Impegno per Alano con candidato sindaco Flavio Prosdocimo.

Bar feneresi, avventori


a cura di Silvio Forcellini
AVVENTORI ALL’OSTERIA “DALLA PIA”

In questa foto, risalente agli anni Settanta, alcuni av-


ventori ai tavoli dell’osteria “dalla Pia” (in via della Vitto-
ria, sulla “Feltrina”, nei locali ora occupati dai negozi di
abiti da sposa e di ottica).

In primo piano, Germano De Zorzi (“Nano”), poi (in or-


dine sparso) Andrea Bertoncin (“Balét”), Bepi Bonsem-
biante (“Bepi Bodo”), Alvise Dal Zotto (“Gigéto Bacì-
ce”), Secondo Bonsembiante, Fortunato Iritti (“Nato Pi-
pa”), la moglie di Secondo, il genero della Pia…

AVVENTORI ALLA TRATTORIA “ALLA POSTA”

In questa foto, risalente agli anni Novanta, alcuni av-


ventori alla Trattoria “Alla Posta” gestita fino al 2008 da
Rita Stefani assieme al figlio Paolo Bortolomiol (e pri-
ma - per moltissimi anni - assieme al marito,
l’indimenticabile Carlo Bortolomiol, scomparso prema-
turamente).

Da sinistra: Desiderio Todoverto “Jejo”, Andrea Tolaini,


Antonio Ceccotto “Toni Rosso”, Sandro Curto, Silvio
Forcellini e Mario Durighello.

AVVENTORI ALL’OSTERIA “DA CHICHIBIO”

In questa foto, più recente, alcuni avventori ai tavoli


dell’osteria “da Chichìbio” (l’ex trattoria “Alla Posta” ge-
stita a suo tempo da Carlo Bortolomiol, Rita Stefani e
Paolo Bortolomiol e ultimamente - dopo una brevissi-
ma parentesi - dal veneziano Alberto Cristante per un
decennio, fino al 2019, prima di trasferirsi a Farra di
Soligo, come locanda “La Candola”, in una splendida
location).

Da sinistra: Piero Loja, Dimitri De Girardi, Gino Povel-


lato, Dino Taddei, Bepi Cargnelli e Lino Sacchet.
12 LETTERE AL TORNADO

Quero Vas: interrogazione della minoranza


sulla raccolta dei rifiuti inerti
Al Sig. Sindaco di Quero Vas
Ing. Bruno Zanolla
Oggetto: interrogazione sospensione raccolta rifiuti inerti.
Considerato:
che il servizio di raccolta dei rifiuti inerti è stato sospeso all’improvviso con un conseguente disagio per i
cittadini, alcuni dei quali, recatisi agli ecocentri di Quero e Vas, si sono visti costretti a riportare indietro i
propri rifiuti inerti;
che solo in un secondo momento è stato pubblicato un avviso sull’applicazione Municipium, recante
vaghissime informazioni circa la riattivazione del servizio: “Il servizio verrà riattivato nei prossimi mesi”;
che l’assenza di informazioni, riguardanti le motivazioni di sospensione del servizio e le tempistiche di
riattivazione, ha disorientato i cittadini, lasciati privi di alternative e con laconiche direttive verbali;
che la sospensione del servizio raccolta rifiuti inerti prolungato per mesi può avere non auspicabili effetti
collaterali, quali l’abbandono di suddetti rifiuti presso le isole ecologiche del Comune o, peggio ancora,
presso le aree verdi del territorio;
il gruppo consiliare Il Ponte – Laboratorio per Quero Vas CHIEDE:
1. quali sono le ragioni che hanno portato alla sospensione del servizio raccolta rifiuti inerti;
2. una maggiore precisione circa le tempistiche di ripristino del servizio;
Cordiali saluti
Quero Vas, 11 febbraio 2021
Gruppo consiliare
Il Ponte – Laboratorio per Quero Vas

COME ERAVAMO

Escursione anno 1960 o 1961


A Cima Grappa con un gruppo di giovani alanesi
Segnalazione di Luciano De Faveri - Foto fornita da Gino Rizzotto
Luciano e Gino hanno fornito la
materia prima. Ora, a chi legge il
compito di completare le caselle che la
memoria dei nostri “inviati speciali” ha
lasciato vuote. Intanto, però, ecco un…
aiutino!
Nomi, partendo da sinistra.
In piedi: Giovanni Spada (Pitacota),
Luigino Codemo (Gino Ice), ignoto con
cappello, don Giorgio Chinellato, ignoto
con cappello, Antonio Agrizzi (Toni
Fero)
Semi accosciati (e in ginocchio) nella
fila centrale: Francesco Pisan (Keco
Gnel), Ettore Licini (Ettore Mostacio),
Antonio Codemo (Toni S-cioset),
Angelo Simioni (Sachetin).
Seduti: Gino Rizzotto (Gino Mas-ciota),
Sandro Simioni (Sachetin), Pacifico
Simioni (Nino dal pan)
13 ASTERISCO

Galleria Querese
di Marcello geom. Meneghin – Quarta puntata
(M.M.) Proponiamo la quarta puntata di ritratti in bianco e nero di Marcello Meneghin, con i quali riandare a pezzi
di storia del paese di Quero. Altri quattro ritratti arricchiscono questa bella galleria proposta dal nostro letto-
re/collaboratore e ci auguriamo ancora una volta che questi sappiano suscitare il ricordo di questi nostri paesani,
descritti sinteticamente (per ragioni di spazio) dalle semplici didascalie. Saremo felici, come sicuramente l’autore,
se con questa pubblicazione avremo aiutato a riportare a galla ricordi sopiti del nostro vissuto, per ricostruire, at-
traverso la memoria, percorsi affettivi che ci possano essere d’aiuto e guida per il nostro futuro.

Bruno Dal Canton: titolare di rivendita alimentari ed Gildo Schievenin: gestore dell’edicola/cartoleria in
osteria con annesso gioco delle bocce, frequentato da centro, riferimento per generazioni di scolari.
tutto il paese. Angelo Dalla Favera: Imprenditore edile Bruno Bagatella: agricoltore appassionato del suo la-
e amministratore comunale. voro e titolare del mitico locale “Al Torcio”.
14 LETTERE AL TORNADO

E’ arrivato il “Salvatore”
di Angelo Ceccotto
Ci siamo lasciati prima di Natale con il detto di Renzi: “Non è mia intenzione far cadere il governo, a meno che
non si voglia prendere atto di un cambiamento di rotta”. Essendo venuto meno il governo a tale cambiamento, il
guastatore Renzi, come promesso, ha proseguito nei suoi intenti politici ritirando le due ministre dal governo, la-
sciando la patata bollente al premier Conte per la soluzione del caso. L’Avv. Conte, pur con buone intenzioni e
sicuro di sé, ha sfidato la sorte tanto che le fu fatale, non riuscendo a racimolare i senatori per formare un nuovo
governo e, di conseguenza, rassegnando le dimissioni. Nel frattempo prevalevano gratuiti insulti di ogni genere
all’ingombrante senatore, affibbiandogli d’essere inaffidabile e poco serio, cercando di isolarlo se non di eliminar-
lo dalla scena politica. Tanto odio si spargeva su di lui, con una viscerale rabbia sfociata in tutti i partiti, additan-
dolo d’aver portato alla rovina l’Italia, promettendogli “via Renzi, mai più con Italia Viva”, affermazioni queste fatte
anche dal premier Conte in Parlamento. Affermazioni e termini pesanti d’inadempienza al rispetto parlamentare
oltre che di mancanza di serietà di chi le ha affermate. Imperterrito, il diabolico Renzi tirava dritto proseguendo
nei suoi intenti, consapevole che in politica non esistono eterni legami ma solo compromessi che portano alla so-
luzione dei problemi sociali e nazionali. Ora, nel far sintesi del travagliato periodo della caduta del governo Con-
te, il risultato finale è che ai primi di febbraio si sono poste le basi per un nuovo governo guidato dall’osannato e
benemerito professore Mario Draghi. Personaggio di grande stima e capacità, di profonda speranza elevata nei
suoi confronti da ogni parte, come estrema soluzione dei problemi italiani. Così si realizzava il progetto renziano
con la guida di Draghi, da lui più volte menzionato anteprima la crisi di governo, mettendo in evidenza le finalità
della sua strategia politica. Egli non è uno sprovveduto, vista la sua carriera politica con i suoi molteplici incarichi
istituzionali, e questo prevale sull’inesperienza di chi voleva aprire il Parlamento come una scatola di sardine e
quantomeno asfaltare “Italia Viva”. Ora miracolosamente tutti redenti e vogliamoci tanto bene innanzi alla man-
giatoia con tanta biada dentro, pronti a inchinarsi al capezzale del neopremier con promesse di eterna solidarietà
e solenne fiducia in Parlamento, pur di aver un posto nel governo. Questo dimostra la meschina faccia di questi
soggetti voltagabbana, qualificandosi come profittatori, ignorando il vero valore della politica. Ma che politici sono
questi, ma che popolo siamo, se non si considera che questo marasma va a intaccare l’immagine internazionale
del neopremier Draghi e del popolo italiano? E’ pur vero che l’ignoranza politica acceca la realtà, poiché tradotta
in personale tifoseria con la finalità di arraffare cospicui interessi che al fine vanno a danneggiare la collettività. E’
pur vero che siamo un popolo litigioso, volubile e poco affidabile, ma per una volta cerchiamo di essere seri, spe-
cialmente in questo momento, consapevoli di una situazione preoccupante, cercando unitamente di collaborare
per quella che sembra l’inizio di una nuova era di speranza per il bene di tutti noi.

Il “miracolo” Giulio
Il “miracolo” Giulio: così il Mattino di
Padova ha titolato l’articolo (a fianco)
uscito sabato 30 gennaio 2021 e rela-
tivo ad una nascita insperata, dopo
due gravidanze interrotte alla ventot-
tesima settimana a causa di
un’ipertensione gravidica. I protagoni-
sti - oltre ovviamente a Giulio, che è
nato con un mese e mezzo di anticipo
e dal peso di un chilo e mezzo - sono
la mamma Claudia Mion e il papà
Alessio Grillo, figlio della nostra ab-
bonata Mirella Collavo e nipote
dell’altra nostra abbonata Maria Biz,
che a Giulio e ai genitori ha dedicato
la seguente, e commovente, poesia:
“Nella serata dell’anno 2021, / dopo
una lunga attesa / di CLAUDIA e
ALESSIO, / il loro sogno si è avvera-
to. / Mamma CLAUDIA / nel grembo
materno / cresceva una vita umana, / immenso desiderio / a diventare mamma. / Tanto sacrificio, / ansie e dolori,
un grazie è poco / ai cari dottori, / che con amore / l'hanno assistita / a portare alla luce / una nuova vita. / Sotto
un velo bianco, / sonnecchia un bimbo, / papà e mamma / sono sempre al suo fianco. / Quei giorni oscuri / sono
finiti, / davanti a loro / i prati sono fioriti. / Nel mezzo sta crescendo / un giglio bianco, / è il loro figlioletto / GIULIO
/ desiderato tanto”.
Maria Biz
15 ATTUALITÀ

Nuovo logo turistico per Segusino


(M.M.) Il ventiquattro febbraio scor-
so è stato presentato il nuovo logo
adottato da Segusino per rilanciare
le attività del settore turistico. La
proposta, mostrata in una confe-
renza stampa visibile in streaming
grazie al supporto di ValdoTv, mo-
deratrice Anna Coppe, si caratte-
rizza per la semplicità della compo-
sizione, capace però di richiamare
le linee guida che saranno svilup-
pate nel piano di rilancio turistico
del Comune. Scritta e disegni fatti a
mano per evocare la storia, la ga-
stronomia, il paesaggio che Segu-
sino intende offrire a coloro che lo visiteranno. Un angolo da scoprire, recita la scritta sotto il nome del Comune,
quest’ultimo usato come vero e proprio marchio, richiamando la collocazione geografica del territorio comunale, un an-
golo della provincia di Treviso, ma accogliente come solo un luogo raccolto sa fare, un angolo, appunto, in cui sentirsi
protetti e coccolati. Le ambizioni di sviluppo non sono state nascoste dal Sindaco, Gloria Paulon, dall’assessore al turi-
smo Diego Longo, dal Presidente della Pro Loco Denis Coppe che hanno parlato di numeri confortanti per le presenze
turistiche, numerose da fuori del proprio territorio, e di progetti che miglioreranno la già buona ricettività, offrendo mi-
gliore viabilità, parcheggi, sentieristica, vetrine social e sito internet facilmente fruibili. Un segnale di fiducia che guarda
al futuro con spirito positivo, per ripartire con la collaborazione di tutte le associazioni del territorio, già ora attive nel
promuovere le molte iniziative che valorizzano storia e vita del paese. Il logo, curato dall’agenzia di comunicazione bel-
lunese FlashFactory, è stato illustrato da Marco Feltrin e Giampaolo Rossi. La conferenza stampa si può vedere ed
ascoltare sulla pagina facebook della ProLoco di Segusino o sul canale Youtube di ValdoTv.

La Pizza di Denis Lovatel su “Le Figaro”


(M.M.) Da una rassegna stampa fatta il 14 febbraio sullo smartphone, incuriosito dalla notizia gastronomica sugli
sviluppi del consumo di pizza in Francia, mi sono soffermato a leggere l’articolo dedicato alle pizze “gourmet”,
nuova frontiera degli chef che vi applicano fantasia e capacità
culinarie. Fra le righe la bella scoperta di veder citata la
pizzeria di Alano di Piave, gestita da Denis Lovatel, definito
come nuova talentuosa figura emergente di pizzaiolo.
Immagino sia grande la soddisfazione per questi
riconoscimenti, premio a tanto impegno in cucina.

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16 CRONACA

Tempio Internazionale del donatore OdV


1° posto nella classifica regionale
Il Tempio Internazionale del donatore di Pianezze di Valdobbiadene (Tv) ha conquistato il 1° posto
nella classifica regionale dei luoghi del cuore. Lo ha annunciato il 25 febbraio 2021, il FAI (Fondo
Ambiente Italiano) nella conferenza stampa di presentazione dei vincitori della X edizione naziona-
le del censimento “I luoghi del cuore”. Classifica generale su: www.iluoghidelcuore.it
Il simbolo per eccellenza del dono si è aggiudicato il 42° posto nella
classifica nazionale, il 9° posto nella classifica dei luoghi sopra
i 600 metri e il 1° posto nella classifica della Regione Veneto.
Sorto nel 1962 su un luogo martoriato dalla Grande guerra, laddove
prima c’era una postazione di cannoni, a 1.070 metri, ai piedi del
Monte Cesen, per ricordare alle generazioni future che “il sangue si
dona e non si versa”. Per decenni è stato la méta di convegni, mani-
festazioni e della visita di donatori di sangue e non solo provenienti
da tutta Europa. Purtroppo nel 2017 il Tempio è stato chiuso per
inagibilità, a causa dei danni causati dal passare del tempo e dalle
intemperie. Per farlo rinascere, le associazioni di donatori di sangue
FIDAS, FRATRES ed AVIS e di donatori di organi AIDO si sono riu-
nite, costituendo nell’aprile del 2019 l’ODV (Organizzazione di Vo-
lontariato) Tempio Internazionale del donatore e avviando una rac-
colta fondi per il suo restauro. I lavori per il restauro sono iniziati
la scorsa estate.
Il dott. Jacopo Pressato, Consigliere Nazionale FIDAS e Vicepresi-
dente dell’OdV Tempio Internazionale del donatore, in merito
all’ufficializzazione dei risultati ottenuti dai partecipanti al censimento
FAI “I luoghi del cuore” ha dichiarato: “Il Tempio ha totalizzato 7.419
voti risultando al primo posto nella classifica dei luoghi più votati del
Veneto e confermando di essere un luogo simbolo per tutti i donatori
a livello internazionale, un luogo carico di significato che ci rende or-
gogliosi. Il nostro Tempio, che è chiuso per inagibilità dal 2017, ria-

prirà nei prossimi mesi e questa nuova ripartenza la viviamo come segno di rinascita. Voglio ringraziare tutte le
associazioni, i volontari e i privati che hanno sostenuto con i loro voti e con il loro contributo economico il nostro
luogo del cuore. Il lavoro continua, consapevoli che questo risultato ci dà quell’entusiasmo e quella certezza che
la strada intrapresa è quella giusta per rendere orgogliosi i nostri donatori attuali ed onorare la memoria di quelli
che ci hanno lasciato. Grazie davvero di cuore“.
Per la raccolta fondi su base volontaria da parte di tutte le federate FIDAS che possono contribuire alla ristrut-
turazione del Tempio attraverso una donazione da inviare a mezzo bonifico bancario al seguente IBAN:
Intestazione: ODV TEMPIO INTERNAZIONALE DEL DONATORE
IT96 Z030 6962 1561 0000 0006851
Causale: Contributo lavori di ripristino conservativo del Tempio Internazionale del Donatore

Fidas, 26 Febbraio 2021


17 LETTERE AL TORNADO

Ad un anno dalla scomparsa di Aldo Ozino Caligaris


Presidente Fidas
Onoriamone la memoria
“Se tutti i donatori di sangue effettuassero una sola donazione di plasma all’anno, avremmo già da tempo
raggiunto l’autosufficienza nazionale“, Aldo Ozino Caligaris.
Questa la citazione di Aldo dalla quale siamo partiti con l’intento di voler onorare la sua memoria. Per questo il 28
febbraio, ad un anno dalla prematura scomparsa di Aldo, invitiamo tutti a prenotare una donazione di plasma e a
condividere l’invito con altri amici di dono.
Abbiamo creato un evento su facebook per coinvolgere più facilmente gli amici che da nord al sud Italia,
passando per tutte le isole, già tendono il braccio in favore di chi ne ha bisogno. Sentiamo ancora forte l’invito di
Aldo a non restare a guardare ma a fare la nostra parte per tutti quei pazienti che necessitano di terapie
trasfusionali e di medicinali plasmaderivati. Che questo primo anno dalla sua scomparsa possa essere un
incentivo in più per avvicinare anche chi, già donatore di sangue intero, non ha ancora mai effettuato
donazioni in aferesi.
La scomparsa di Aldo è avvenuta il 28 febbraio, una
giornata importante per chi necessita di medicinali
plasmaderivati: la Giornata Mondiale delle Malattie Rare. Tra
queste ricordiamo l’emofilia e le immunodeficienze primitive:
alcune delle tante patologie rare che necessitano per l’appunto
di medicinali emoderivati.
«Nell’ultimo anno il mondo è cambiato velocemente sotto tanti
punti di vista e in un modo che mai avremmo potuto
immaginare – commenta il Presidente Nazionale FIDAS
Giovanni Musso -, eppure non è cambiato affatto l’impegno di
FIDAS nel tutelare il Sistema Trasfusionale italiano e la salute
dei pazienti che necessitano di terapie trasfusionali. FIDAS ha
proseguito il suo impegno nel solco tracciato da Aldo e proprio
in sua memoria vogliamo fare ancora di più. Caro Aldo,
vogliamo partire dalle tue parole di invito al dono affinché
proprio in tua memoria molti di noi che ti stimavano e ti
apprezzavano, in FIDAS e non solo, possano sperimentare
questa tipologia di dono purtroppo ancora troppo poco
conosciuta. Per tanti pazienti il dono del plasma è
indispensabile e in tua memoria, vogliamo farci vicini a tutti i
pazienti affetti da Malattie Rare e che necessitano di medicinali
plasmaderivati. Grazie Aldo per averci trasmesso la passione
per aiutare chi ha bisogno di noi. A tutti rivolgo il mio invito:
vi aspettiamo su facebook per aiutarci a condividere l’evento, e
soprattutto vi aspettiamo presso i centri di raccolta».
Fidas, 27 Febbraio 2021

ASTERISCO

Per non dimenticare…


(M.M.) Conoscere il vostro codice, quando ci concedete la fi-
ducia di un Vostro rinnovo, per noi è molto importante perché
facilita la gestione del data base degli abbonati. Lo ricordiamo
nuovamente e questa volta, oltre al vecchio suggerimento di
conservare l’etichetta indirizzo, che già contiene il codice ab-
bonato ed il numero che indica fino a quando riceverete il pe-
riodico, vi proponiamo questa semplice tessera, che potrete ri-
tagliare, completare con i vostri dati e tenere a portata di ma-
no, assieme alle carte di credito/debito che già tenete negli
appositi spazi. Tornerà utile a Voi e.. a noi! Grazie.
P.S. L’abbonamento dura 15 numeri.
18 ATTUALITÀ

Vaccinazione ultra 80enni


Convocata la classe 1938
L’ulss Dolomiti sta inviando le lettere di convocazione delle persone appartenenti
alle classi di nascita 1939 e 1938, per le quali è prevista la vaccinazione con
vaccino Pfizer. Si tratta complessivamente di poco meno di 4 mila persone, per le
quali sono previste le seguenti date e sedi di chiamata:
 1939:
o 26 marzo Feltre
o 29 marzo Feltre e Tai di Cadore
o 30 marzo Agordo
o 31 marzo 1 aprile Belluno
 1938
o 6 aprile Agordo
o 7 e 8 aprile Belluno
o 9 aprile Tai di cadore e Feltre
o 10 aprile Feltre
Le persone che non possono recarsi per “immobilità” o altre condizioni importanti al drive in vaccinale di
convocazione potranno richiedere, dopo il ricevimento della lettera invito, la vaccinazione a domicilio, inviando
una mail a vaccinazioni.covid@aulss1.veneto.it
Belluno, 26 febbraio 2021

Riepilogo vaccinazioni
I prossimi appuntamenti per le vaccinazioni anti covid nei Centri di Vaccinazione Pubblici in modalità drive-in
sono:
• ANZIANI
Vaccino: Pfizer/Moderna
Convocazione: tramite lettera
Modalità: drive-in nei Centri di Vaccinazione Pubblici. È quindi necessario presentarsi in auto, con abbigliamento
comodo per scoprire la parte alta del braccio. è possibile richiedere la vaccinazione a domicilio
• Classe 1941
• 27 e 28 Febbraio BELLUNO (ospedale San Martino)
Giornate di recupero territoriale da richiedere alla mail vaccinazioni.covid@aulss1.veneto.it:
o 15 marzo TAI di Cadore (piazzale Dolomiti)
o 16 marzo AGORDO (piazzale Tamonich)
o 17 marzo FELTRE (ex Marangoni Peschiera)
• Classe 1940
• 14 marzo BELLUNO(ospedale San Martino) e FELTRE (ex Marangoni Peschiera)
• 15 marzo TAI di Cadore (piazzale Dolomiti)
• 16 marzo AGORDO (piazzale Tamonich)
o Classe 1939
• 26 marzo FELTRE (ex Marangoni Peschiera)
• 29 marzo Feltre e Tai di Cadore (piazzale Dolomiti)
• 30 marzo AGORDO (piazzale Tamonich)
• 31 marzo - 1 aprile BELLUNO (ospedale San Martino)
o Classe 1938
• 6 aprile AGORDO (piazzale Tamonich)
• 7 e 8 aprile BELLUNO (ospedale San Martino)
• 9 aprile TAI di Cadore (piazzale Dolomiti) e FELTRE (ex Marangoni Peschiera)
• 10 aprile FELTRE (ex Marangoni Peschiera)
Le persone che non possono recarsi per “immobilità” o altre condizioni importanti al drive in vaccinale di
convocazione potranno richiedere, dopo il ricevimento della lettera invito, la vaccinazione a domicilio, inviando
una mail a vaccinazioni.covid@aulss1.veneto.it
• Persone fragili (persone con terapia oncologica immunosoppressiva in corso, trapiantati o in attesa di
trapianto)
Vaccino: Pfizer/Moderna
Convocazione: tramite servizi specialistici ospedalieri
Modalità:drive-in Belluno; grandi spazi Feltre
periodo: 2-6 marzo
19 ATTUALITÀ

• Forze dell’ordine e Vigili del Fuoco


Vaccino: Astrazeneca
Convocazione: a gruppi di 90 tramite la Prefettura
Modalità: drive in Belluno
Periodo: mese di marzo
• Personale della scuola (Astrazeneca)
Vaccino: Astrazeneca
Convocazione tramite registrazione a un link dedicato inviato alle scuole.
Modalità: drive in
Dopo la prima tornata di vaccinazione del 21-22-23 febbraio in cui sono state vaccinate oltre 1.200 persone, è
stato fissato per il
• 18-19 e 20 marzo il recupero della vaccinazione di chi aveva aderito alla prima chiamata ma non
era stato convocato e della fascia d’età 55-65 anni, per la quale l’ultima circolare del Ministero della Salute
estende l’indicazione alla somministrazione del vaccino Astrazeneca.
COSA PORTARE:
È necessario portare:
• la lettera/mail di invito
• un documento di riconoscimento,
• la tessera sanitaria,
• la scheda di anamnesi compilata (inviata insieme alla lettera e disponibile sul sito www.aulss1.veneto.it).
In occasione della prima vaccinazione verrà programmato il successivo appuntamento per la seconda dose.
Per informazioni scrivere a vaccinazioni.covid@aulss1.veneto.it
Aggiornamento al 26 febbraio 2021

Il saluto al nuovo Direttore Generale dell’ULSS 1 Dolomiti

Segreteria c/o UOC Sociale


A.ULSS 1 Dolomiti – Via Feltre,57 – 32100 Belluno
Tel. 0437-516833 – fax 0437-944899
@ conferenza.ulssdolomiti@aulss1.veneto.it
Pec: conferenzasindaci.aulss1@pecveneto.it
Belluno, li 26 febbraio 2021
Agli Organi di informazione in indirizzo
Oggetto: nomina nuovo Direttore Generale ULSS 1 Dolomiti
A nome mio personale e dei colleghi bellunesi porgo un cordiale benvenuto alla dottoressa Maria Grazia Carraro,
nominata dal Presidente della Regione del Veneto nuovo Direttore Generale dell’ULSS 1
“Dolomiti”. Alla dottoressa Carraro formulo i migliori auguri di buon lavoro, certo che
saprà esprimere al meglio le proprie competenze ed esperienze professionali,
particolarmente versate all'integrazione fra ospedale e territorio, nel contesto della nostra
sanità di montagna, dove non mancano peculiarità probanti, ma anche occasioni di
soddisfazione personale e professionale. I sindaci, come sempre, saranno disponibili ed
aperti ad un dialogo e a una collaborazione fattivi, nell’interesse dei nostri cittadini e delle
nostre comunità locali.
Allo stesso tempo desidero ringraziare sentitamente il dottor Adriano Rasi Caldogno, che si accinge a concludere
il proprio mandato, durante il quale ha condotto a termine investimenti strategici per il nostro sistema sanitario,
pur dovendosi confrontare con sfide di grande complessità, quali il percorso di unificazione delle due aziende
socio-sanitarie di Feltre e di Belluno e la gestione dell’emergenza pandemica che stiamo vivendo. Estendo altresì
il ringraziamento ai componenti della Direzione strategica, e in particolare al Direttore dei Servizi Socio-sanitari,
dott. Gian Antonio Dei Tos.
Il Presidente della Conferenza dei Sindaci
ULSS 1 Dolomiti
Paolo Perenzin
20 CRONACA

Ricordando Angela Gallina


di Alessandro Bagatella
Il 19 gennaio scorso Angela Galli-
na, dopo otto anni di permanenza
in Casa di Riposo ad Alano di Pia-
ve, è stata chiamata a lasciare la
vita terrena per quella eterna, la-
sciando nel dolore la famiglia che,
a causa della pandemia, non ha
potuto avere il conforto di assister-
la nei suoi ultimi istanti.
Angela era sposata con Mario
Mondin, ma rimase vedova in gio-
vane età, dovendosi rimboccare le
maniche per poter mantenere la
sua famiglia composta da figli an-
cora giovani: Renato, Orlando,
Donato e Luciana, la figlia più gio-
vane. Il giorno del suo arrivederci il nipotino Lorenzo ha voluto
dedicarle un ricordo, letto in chiesa, e che qui riproduciamo.
Ai figli, genero, nuora, nipoti e parenti tutti, compresa la sorella,
le più sentite condoglianze.
Un ringraziamento, da parte dei famigliari, al personale della Ca-
sa di Riposo Sant’Antonio Abate di Alano di Piave per le cure
prestate durante il suo soggiorno terreno.

Quero: terminati i lavori sulla “Calnova”


(M.M.) Terminati i lavori che hanno determinato la chiusura per diversi giorni della “Calnova”, con deviazione del
traffico lungo la statale Feltrina per raggiungere Fener ed Alano di Piave. I disagi sopportati hanno permesso alla
ditta di realizzare scavi e posare una nuova linea elettrica, per garantire maggior stabilità alla rete, oltre alla
posa delle strutture primarie in vista dell’arrivo della fibra ottica, che salirà a Quero da Fener.
Queste le spiegazioni forniteci dal sindaco di Quero, Bruno Zanolla, interpellato all’inizio dei lavori.

Mascherina Covid
Ghe né chi l'à met
chi che fa de manco
Immagine tratta dal sito del Comune di Buccinasco (MI)

chi no ghe bada... tanto.

Ghe né chi la tien sot al nas


parchè par forsa “no la ghe pias.

Ghe né chi no la met mai


e magari dopo i va a finir nei guai.

Ol ciapa la multa
o va a finir all'ospedal
comunque l'è sempre mal.

Ma se tuti là meton
pi prest se starie benon.

Dpc.
21 COME ERAVAMO

1959, da Quero in gita a Cortina


(M.M.) La bella foto ci è stata “prestata” dal nostro lettore/abbonato Antonio Remor e ci riporta al mese di Agosto
del lontano 1959, il giorno 20 per la precisione, allorquando una nutrita comitiva di Queresi è salita fino a Cortina
per quella che, immaginiamo, sia stata una gita organizzata in paese. Nella foto, scattata davanti allo Stadio del
ghiaccio, nonostante siano trascorsi ormai quasi 62 anni, si possono riconoscere facilmente diverse persone e
lasciamo a voi lettori il piacere di scoprire volti noti e ritrovare somiglianze per un simpatico gioco della memoria.
Grazie, intanto, ad Antonio per aver condiviso questa bella testimonianza fotografica.

Castelnuovo di Quero Vas


Durante e dopo la Grande Guerra 1915-18
di Alessandro Bagatella
Così si è vista la
fortezza di
Castelnuovo
dopo la Grande
Guerra: un
cumulo di rovine,
come lo stallone
dei cavalli sulla
destra, e l’antica
trattoria sulla
sinistra. Si può
notare la
passerella sul
Piave e la
colonna, ora
visibile nel
cimitero di Quero,
davanti alla
cappella dei
sacerdoti.
22 ATTUALITÀ

Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2021


"Ecco, noi saliamo a Gerusalemme…” (Mt 20,18).
Quaresima: tempo per rinnovare fede, speranza e carità.
Cari fratelli e sorelle,
annunciando ai suoi discepoli la sua passione, morte e risurrezione, a
compimento della volontà del Padre, Gesù svela loro il senso profon-
do della sua missione e li chiama ad associarsi ad essa, per la sal-
vezza del mondo.
Nel percorrere il cammino quaresimale, che ci conduce verso le cele-
brazioni pasquali, ricordiamo Colui che «umiliò se stesso facendosi
obbediente fino alla morte e a una morte di croce» (Fil 2,8). In questo
tempo di conversione rinnoviamo la nostra fede, attingiamo l’“acqua
viva” della speranza e riceviamo a cuore aperto l’amore di Dio che ci
trasforma in fratelli e sorelle in Cristo. Nella notte di Pasqua rinnove-
remo le promesse del nostro Battesimo, per rinascere uomini e donne
nuovi, grazie all’opera dello Spirito Santo. Ma già l’itinerario della
Quaresima, come l’intero cammino cristiano, sta tutto sotto la luce
della Risurrezione, che anima i sentimenti, gli atteggiamenti e le scel-
te di chi vuole seguire Cristo.
Il digiuno, la preghiera e l’elemosina, come vengono presentati da
Gesù nella sua predicazione (cfr Mt 6,1-18), sono le condizioni e
l’espressione della nostra conversione. La via della povertà e della
privazione (il digiuno), lo sguardo e i gesti d’amore per l’uomo ferito
(l’elemosina) e il dialogo filiale con il Padre (la preghiera) ci permetto-
no di incarnare una fede sincera, una speranza viva e una carità ope-
rosa.
1. La fede ci chiama ad accogliere la Verità e a diventarne testimoni, davanti a Dio e davanti a tutti i nostri
fratelli e sorelle
In questo tempo di Quaresima, accogliere e vivere la Verità manifestatasi in Cristo significa prima di tutto lasciarci
raggiungere dalla Parola di Dio, che ci viene trasmessa, di generazione in generazione, dalla Chiesa. Questa Ve-
rità non è una costruzione dell’intelletto, riservata a poche menti elette, superiori o distinte, ma è un messaggio
che riceviamo e possiamo comprendere grazie all’intelligenza del cuore, aperto alla grandezza di Dio che ci ama
prima che noi stessi ne prendiamo coscienza. Questa Verità è Cristo stesso, che assumendo fino in fondo la no-
stra umanità si è fatto Via – esigente ma aperta a tutti – che conduce alla pienezza della Vita.
Il digiuno vissuto come esperienza di privazione porta quanti lo vivono in semplicità di cuore a riscoprire il dono di
Dio e a comprendere la nostra realtà di creature a sua immagine e somiglianza, che in Lui trovano compimento.
Facendo esperienza di una povertà accettata, chi digiuna si fa povero con i poveri e “accumula” la ricchezza
dell’amore ricevuto e condiviso. Così inteso e praticato, il digiuno aiuta ad amare Dio e il prossimo in quanto, co-
me insegna San Tommaso d’Aquino, l’amore è un movimento che pone l’attenzione sull’altro considerandolo
come un’unica cosa con sé stessi (cfr Enc. Fratelli tutti, 93).
La Quaresima è un tempo per credere, ovvero per ricevere Dio nella nostra vita e consentirgli di “prendere dimo-
ra” presso di noi (cfr Gv 14,23). Digiunare vuol dire liberare la nostra esistenza da quanto la ingombra, anche dal-
la saturazione di informazioni – vere o false – e prodotti di consumo, per aprire le porte del nostro cuore a Colui
che viene a noi povero di tutto, ma «pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14): il Figlio del Dio Salvatore.
2. La speranza come “acqua viva” che ci consente di continuare il nostro cammino
La samaritana, alla quale Gesù chiede da bere presso il pozzo, non comprende quando Lui le dice che potrebbe
offrirle un’“acqua viva” (Gv 4,10). All’inizio lei pensa naturalmente all’acqua materiale, Gesù invece intende lo
Spirito Santo, quello che Lui darà in abbondanza nel Mistero pasquale e che infonde in noi la speranza che non
delude. Già nell’annunciare la sua passione e morte Gesù annuncia la speranza, quando dice: «e il terzo giorno
risorgerà» (Mt 20,19). Gesù ci parla del futuro spalancato dalla misericordia del Padre. Sperare con Lui e grazie
a Lui vuol dire credere che la storia non si chiude sui nostri errori, sulle nostre violenze e ingiustizie e sul peccato
che crocifigge l’Amore. Significa attingere dal suo Cuore aperto il perdono del Padre.
Nell’attuale contesto di preoccupazione in cui viviamo e in cui tutto sembra fragile e incerto, parlare di speranza
potrebbe sembrare una provocazione. Il tempo di Quaresima è fatto per sperare, per tornare a rivolgere lo
sguardo alla pazienza di Dio, che continua a prendersi cura della sua Creazione, mentre noi l’abbiamo spesso
maltrattata (cfr Enc. Laudato si’, 32-33.43-44). È speranza nella riconciliazione, alla quale ci esorta con passione
San Paolo: «Lasciatevi riconciliare con Dio» (2 Cor 5,20). Ricevendo il perdono, nel Sacramento che è al cuore
del nostro processo di conversione, diventiamo a nostra volta diffusori del perdono: avendolo noi stessi ricevuto,
possiamo offrirlo attraverso la capacità di vivere un dialogo premuroso e adottando un comportamento che con-
forta chi è ferito. Il perdono di Dio, anche attraverso le nostre parole e i nostri gesti, permette di vivere una Pa-
squa di fraternità.
23 ATTUALITÀ

Nella Quaresima, stiamo più attenti a «dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che con-
solano, che stimolano, invece di parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano» (Enc. Fratelli
tutti [FT], 223). A volte, per dare speranza, basta essere «una persona gentile, che mette da parte le sue preoc-
cupazioni e le sue urgenze per prestare attenzione, per regalare un sorriso, per dire una parola di stimolo, per
rendere possibile uno spazio di ascolto in mezzo a tanta indifferenza» (ibid., 224).
Nel raccoglimento e nella preghiera silenziosa, la speranza ci viene donata come ispirazione e luce interiore, che
illumina sfide e scelte della nostra missione: ecco perché è fondamentale raccogliersi per pregare (cfr Mt 6,6) e
incontrare, nel segreto, il Padre della tenerezza.
Vivere una Quaresima con speranza vuol dire sentire di essere, in Gesù Cristo, testimoni del tempo nuovo, in cui
Dio “fa nuove tutte le cose” (cfr Ap 21,1-6). Significa ricevere la speranza di Cristo che dà la sua vita sulla croce e
che Dio risuscita il terzo giorno, «pronti sempre a rispondere a chiunque [ci] domandi ragione della speranza che
è in [noi]» (1Pt 3,15).
3. La carità, vissuta sulle orme di Cristo, nell’attenzione e nella compassione verso ciascuno, è la più alta
espressione della nostra fede e della nostra speranza
La carità si rallegra nel veder crescere l’altro. Ecco perché soffre quando l’altro si
trova nell’angoscia: solo, malato, senzatetto, disprezzato, nel bisogno… La carità è
lo slancio del cuore che ci fa uscire da noi stessi e che genera il vincolo della condi-
visione e della comunione.
«A partire dall’amore sociale è possibile progredire verso una civiltà dell’amore alla
quale tutti possiamo sentirci chiamati. La carità, col suo dinamismo universale, può
costruire un mondo nuovo, perché non è un sentimento sterile, bensì il modo migliore
di raggiungere strade efficaci di sviluppo per tutti» (FT, 183).
La carità è dono che dà senso alla nostra vita e grazie al quale consideriamo chi versa
nella privazione quale membro della nostra stessa famiglia, amico, fratello. Il poco, se con- divi-
so con amore, non finisce mai, ma si trasforma in riserva di vita e di felicità. Così avvenne per la farina e l’olio
della vedova di Sarepta, che offre la focaccia al profeta Elia (cfr 1 Re 17,7-16); e per i pani che Gesù benedice,
spezza e dà ai discepoli da distribuire alla folla (cfr Mc 6,30-44). Così avviene per la nostra elemosina, piccola o
grande che sia, offerta con gioia e semplicità.
Vivere una Quaresima di carità vuol dire prendersi cura di chi si trova in condizioni di sofferenza, abbandono o
angoscia a causa della pandemia di Covid-19. Nel contesto di grande incertezza sul domani, ricordandoci della
parola rivolta da Dio al suo Servo: «Non temere, perché ti ho riscattato» (Is 43,1), offriamo con la nostra carità
una parola di fiducia, e facciamo sentire all’altro che Dio lo ama come un figlio.
«Solo con uno sguardo il cui orizzonte sia trasformato dalla carità, che lo porta a cogliere la dignità dell’altro, i
poveri sono riconosciuti e apprezzati nella loro immensa dignità, rispettati nel loro stile proprio e nella loro cultura,
e pertanto veramente integrati nella società» (FT, 187).
Cari fratelli e sorelle, ogni tappa della vita è un tempo per credere, sperare e amare. Questo appello a vivere la
Quaresima come percorso di conversione, preghiera e condivisione dei nostri beni, ci aiuti a rivisitare, nella no-
stra memoria comunitaria e personale, la fede che viene da Cristo vivo, la speranza animata dal soffio dello Spiri-
to e l’amore la cui fonte inesauribile è il cuore misericordioso del Padre.
Maria, Madre del Salvatore, fedele ai piedi della croce e nel cuore della Chiesa, ci sostenga con la sua premuro-
sa presenza, e la benedizione del Risorto ci accompagni nel cammino verso la luce pasquale.
Roma, San Giovanni in Laterano, 11 novembre 2020, memoria di San Martino di Tours
tratto da: https://quaresimadifraternita.it/itinerario-spirituale-2021 12 Febbraio 2021
Il Mercoledì delle Ceneri segna, nella tradizione cristiana, l'inizio della Quaresima, il tempo di preparazione alla
Pasqua. Nella seguente tabella è indicata la data del Mercoledì delle Ceneri 2021 e delle successive Domeniche
di Quaresima fino al Giovedì Santo (ultimo giorno di Quaresima).
Ricorrenza Data Evento
Mercoledi delle Ceneri 17/02/2021 Inizio della Quaresima (*)
I Domenica di Quaresima 21/02/2021 Invocavit
II Domenica di Quaresima 28/02/2021 Reminiscere
III Domenica di Quaresima 07/03/2021 Oculi
IV Domenica di Quaresima 14/03/2021 Laetare
V Domenica di Quaresima 21/03/2021 Judica
Domenica delle Palme 28/03/2021 Palmarum
Giovedì Santo 01/04/2021 Fine della Quaresima
(*) Il rito ambrosiano, osservato nella maggior parte delle chiese dell'arcidiocesi di Milano e in alcune delle dioce-
si vicine, fa iniziare la Quaresima con la prima domenica di Quaresima; l'ultimo giorno di carnevale è pertanto il
sabato, 4 giorni dopo rispetto al martedì in cui termina per chi osserva il rito romano.
Le domeniche di quaresima sono indicate anche da un nome latino, derivato dall'introito del giorno, a sua volta
tratto dall'Antico Testamento.
24 CRONACA

Quando in Grappa e Pianezze si sciava...


di Loris Curto
Fino ad alcuni decenni fa era possibile praticare lo sci e sport alpinistici nella zona di Pianezze e sul Monte
Grappa. Il primo impianto sciistico nella zona di Pianezze fu installato nel 1963, su proposta dei fratelli Sartorelli e
di Giampiero Sonda che scelse la località Buri dove la neve cadeva più abbondante. Nel 1968 fu messa in
funzione una seggiovia monoposto che da Pianezze arrivava al Monte Barbaria e poi degli skilift situati in Val de
Marie, in località Orsere, nel lato nord del Barbaria e sul Monte Scarpezza. Il piccolo comprensorio sciistico
rimase in funzione fino al 1985. Poi la diminuzione delle precipitazioni nevose unita alla necessità di
ammodernare gli impianti, affrontando i relativi costi, indusse alla chiusura. Ora nella zona si possono ancora
vedere le vecchie stazioni di partenza della seggiovia e degli skilift ed i piloni arrugginiti.
Sul Monte Grappa c’erano impianti sciistici a Ponte San Lorenzo, a Coston ed in località Lepre, Nei primi anni
duemila, quando ormai tali impianti erano chiusi da tempo, fu attivato un centro di snowboard al rifugio Scarpon
che fu chiuso nel 2006.
Ultimamente l’entusiasmo per il patrocinio dell’Unesco ha indotto gli appassionati ad auspicare la riattivazione
degli impianti nella zona di Pianezze. In una recente intervista apparsa sulla Tribuna di Treviso, il sindaco di
Valdobbiadene, Luciano Fregonese, ha fatto notare l’onerosità di tale progetto, non essendo possibile recuperare
nulla delle vecchie strutture, rimanendo comunque aperto ad eventuali progetti, magari non limitati al periodo
invernale ma che puntino ad un turismo distribuito in tutto l’arco dell’anno.
A titolo di curiosità, per un raffronto delle condizioni climatiche attuali con quelle della fine del XIX secolo,
riportiamo un estratto del libro di Giuseppe Valerio Bianchetti (1843–1888), “Asolando – Note inutili di viaggio”,
cronaca semiseria di un’escursione da Asolo al Grappa, uscito nel 1881. Benché l’escursione fosse effettuata nei
primi giorni di agosto, sulla cima del monte gli escursionisti trovarono una nevaia. Da notare che il Monte Grappa
è indicato di genere femminile “la Grappa”, come d’altronde era uso per il fiume Piave, denominato all’epoca “la
Piave”:
“…Il discorso sulla caccia indusse la comitiva a dividersi in due squadre, nell'una i cacciatori, nell'altra i
panoramisti, quelli doveano ammanire a tutti un buon arrosto di selvaggina, questi ammirare le belle viste. Il
Forcelletto venne fissato quale luogo di ritrovo. Il banchiere, l'ispettore, il cacciatore, i cani formarono la prima
squadra; l'antiquario, i due legali, Giocondo la seconda. Quella si diresse ver Scilla, questa ver Cariddi, ed il
nostro Cariddi fu la Grappa. E noi lo salimmo fino alla vetta quell'arduo cucuzzolo, provando molte delle sorprese
e delle impressioni dell'alpinista. Al piede trovammo gli edelweiss, un po' più su una nevaia perpetua, sulla cima
una penna d'aquila. Eravamo a 1773 metri sopra il livello del mare”.

Per la laurea di Elena


110 e lode
con dedica alla nonna
In questo periodo sarebbe stato il
compleanno di mia nonna, Maria
Beda di Quero, assidua lettrice de
"Il Tornado". Sicuramente, orgo-
gliosa com'era di noi nipoti,
avrebbe gradito il regalo di ve-
dermi in foto su queste pagine in
occasione della mia laurea magi-
strale in "Accounting and Finan-
ce" conseguita all'università Ca'
Foscari di Venezia il 28.10.2020.
È sempre stata una mia grande
supporter, soprattutto prima degli
esami, con incoraggiamenti e
preghiere. Impossibile non pen-
sarla al raggiungimento di un così
importante traguardo.
In foto: la neo laureata e, a fianco, con papà Giuseppe, mamma Ivana e fratello Dino. Grazie, Elena Michelon
25 LIBRI

Il libro di Armando Mondin a Trento


In concorso a Montagnalibri 2021

(M.M.) Ve lo abbiamo consigliato un paio di numeri fa e ricon-


fermiamo il nostro giudizio sulla bontà dell’opera. Vi aggior-
niamo anche con la notizia della sua partecipazione alla ras-
segna trentina di cui vedete il logo qui sopra. Una iniziativa vo-
luta dalla casa editrice, la DBS di Rasai di Seren del Grappa,
presso le cui rotative imprimiamo anche il nostro periodico,
convinta nel proporre il roman-
zo di Armando Mondin in que-
sta splendida vetrina editoriale
tutta dedicata all’ambiente della
montagna.
Qui a lato i punti vendita locali
dove poter acquistare il libro.

Il libro di Paolo Signori


tratto da: https://www.booksprintedizioni.it/libro/Romanzo/una-previsione-quasi-esatta
Nel limbo spazio-esistenziale, Edoardo e Silvano osservano la prua spezzare la quiete notturna del mare. Dentro
la stiva, sagome umane celebrano il carnevale dell’assurdo in attesa di giungere fuori dal “continente”,
nell’agreste territorio sardo. Ecco come una normale vacanza prenderà la forma di una grottesca discesa agli in-
feri, scostandosi di poco dalle previsioni inizialmente annunciate. A far da con-
trappunto, litri di Cannonau ossidato e losche figure, in una rocambolesca se-
quela di imprevisti. La penna di Paolo Signori, al suo esordio, accompagnerà il
lettore in un viaggio metafisico dentro gli istinti più primordiali fermando la
clessidra della vita in una intimistica e originale riflessione sul tempo.
Valentino Grimaldi
L’autore. Paolo Signori Artista poliedrico, esprime la sua essenza attraverso
la pittura, la poesia e la scrittura in prosa. Queste creazioni sono talvolta ac-
compagnate da un tappeto musicale, come nel caso della band Limitrofo, di
cui è fondatore e leader dal 2012. Le atmosfere dei Limitrofo sono ben struttu-
rate e fortemente caratterizzate da sonorità dark, suoni intimisti e da tematiche
esistenziali le quali nel 2017 portarono alla luce LP “Dopo il battesimo di Dio”
un album complesso ed eclettico. Paolo cura inoltre il progetto musicale nomi-
nato “Storie di Pinte”, nato nel 2015 per dare un nuovo respiro ai racconti della
seconda guerra mondiale di suo nonno Francesco Pisan, in arte “Pinte”,
anch’egli artista e scrittore, che al nipote trasmise l’amore per la bellezza e per
l’arte.
Tale progetto ha dato alla luce nel 2018 il doppio album “Voci nel Tornado”
26 ATTUALITÀ

Visto in rete: per la salute dell’anima


Disponibile in libreria dal 10 marzo
1. Che cos’è la Corona contro il virus e per quale scopo viene utilizzata?
Si tratta di un “farmaco” spirituale da utilizzare in caso di afflizione, di tristezza, di malattia e di debolezza,
condizioni di mancanza di salute che talvolta colpiscono l’anima umana, oltre che il corpo. Come dimostrano le
ricerche, questo “farmaco” produce come risultato il beneficio per cui l’anima ottiene svariate grazie. Gli effetti
positivi sono visibili nel benessere e nella serenità del cuore, la gioia interiore e il desiderio di seguire con tutto il
cuore il cammino che la devozione dei santi della Chiesa universale ci indica.
2. Deve essere somministrata nei seguenti casi:
Quando vogliamo fare l’esperienza delle grazie Divine
per mezzo della preghiera del santo Rosario.
Quando sentiamo paura a causa della minaccia
dell’epidemia.
Quando cerchiamo la luce di Dio per la vita quotidiana.
Quando vengono a mancare le forze spirituali e la nostra
Fede si indebolisce.
Quando abbiamo bisogno di un aiuto per affrontare una
decisione importante e/o complicata.
Quando auspichiamo la nostra conversione e quella dei
peccatori.
Quando non siamo in grado di perdonare noi stessi e chi
ci ha fatto un torto.
3. Prima dell’assunzione:
– Recatevi in un luogo tranquillo, rasserenatevi e riordinate i vostri pensieri.
– Fate il Segno della Croce, volgete il vostro sguardo ad una delle immaginette dei santi che trovate dentro la
scatola, chiedete la grazia per cui pregate, oppure offrite alla Madonna tutto ciò che riempie il vostro cuore.
4. Modalità di assunzione:
Per precauzione si consiglia l’assunzione del “farmaco” una volta al giorno, ma nei casi di emergenza, tante volte
quante è necessario per l’anima. Le dosi di somministrazione sono identiche per i bambini e per gli adulti.
5. Controindicazioni e possibili effetti indesiderati
Sono assenti le controindicazioni e gli effetti indesiderati.
Si può utilizzare insieme ad altre preghiere.
L’accostarsi ai Sacramenti aiuta a migliorare ancora di più l’efficacia del “farmaco”.
6. Informazioni aggiuntive
Le preghiere proposte sono un sostegno nel tentativo di conseguire il rafforzamento spirituale, e specialmente
nell’ottenere gli effetti della medicina della Corona contro il virus. Quanto più siamo afflitti spiritualmente, quanto
più siamo messi a dura prova dalle avversità, tanto più frequentemente dovremmo abbandonarci con fiducia agli
effetti salutari di questo farmaco e quindi aprire il nostro cuore a Gesù tramite l’intercessione della Madonna e dei
santi.
La scatola della CORONA CONTRO IL VIRUS contiene:
la corona del Rosario
un libretto con le preghiere in tempo di pandemia e la storia di santi che hanno vissuto in prima
linea l’emergenza di un’epidemia
6 immaginette dei santi con la preghiera dietro. Prezzo: 8,50 euro

Le suore della Beata Vergine Maria di Loreto oggi sono le eredi dell’opera di evangelizzazione, ma soprattutto
dell’entusiasmo, di don Massimo Astrua e don Angelo Albani, i fondatori della casa editrice Mimep-Docete, dove
le suore lavorano dal 1980 e che oggi sta vivendo una seconda giovinezza.
Come racconta suor Teresilla, l’avventura della Mimep comincia nel 1965. Le suore loretane si dividono tra
preghiera e lavoro, occupandosi a tutto tondo della casa editrice e dell’attività tipografica: progettano,
impaginano, stampano e rilegano i libri. Ora, da poco più di un anno, una nuova pattuglia di volontari si è
affiancata alle sorelle in “scarpe da tennis”, condividendone lo slancio missionario e la passione per la
comunicazione. Si tratta di un gruppo di giornalisti, grafici, correttori di bozze, esperti in internet, tecnici della
comunicazione che mettono a disposizione le loro professionalità per qualche consiglio: sono gli amici della
Mimep. Ma, tecnologia a parte, quello che colpisce è la vita quotidiana delle suore: lavorano con passione
instancabile fino alle 17.00 in punto, quando si ritrovano tutte in cappella ed è preghiera e silenzio. Si capisce
allora da dove scaturisce quel sorriso così aperto, cosi vero. Stampare è solo uno strumento per comunicare la
bellezza della Verità che hanno incontrato. Informazioni estrapolate da: https://www.mimep.it/
27 ATTUALITÀ

Feltre: valorizzare i maestri artigiani feltrini


Artigianato artistico e Musei cittadini uniti per la promozione delle eccellenze locali: al
Civico e alla Galleria Rizzarda verso un nuovo bookshop con i prodotti dei maestri feltrini.
Valorizzare i musei cittadini, arricchendo l'esperienza di visita con delle proposte
integrative, come – in primis - la creazione di spazi bookshop dedicati alla vendita di
prodotti editoriali, riproduzioni di beni culturali e oggetti di artigianato artistico
correlati al patrimonio e alle proposte degli stessi musei.
Va in questa direzione la scelta dell'Amministrazione
comunale di Feltre che ha dato il via libera, con una
delibera di giunta, ad un restyling, che verrà condotto
nei prossimi mesi, degli spazi di vendita del Museo Civico e della Galleria d'Arte
Moderna Carlo Rizzarda. Foto a lato: bookshop Galleria Rizzarda.
La decisione va di pari passo con il fatto che in questi mesi entrambe le
strutture sono oggetto di importanti interventi di rinnovamento, finalizzati
all'apertura presso la Galleria Rizzarda della sezione espositiva permanente
della collezione di vetri d'arte Nasci-Franzoia e alla creazione della nuova
sezione archeologica e del percorso ad essa collegato presso il Museo Civico.
Gli oggetti selezionati dovranno soddisfare alcuni criteri, tra i quali essere
espressione delle produzioni tipiche locali, essere caratterizzati dall'elevata
innovatività della proposta, o ancora essere realizzati con materiali di pregio per
essere rappresentativi della bellezza e ricchezza della cultura locale nelle sue
diverse componenti naturalistica, storica e artistica.
Tra le produzioni artigianali di interesse potranno rientrare, a titolo indicativo,
ceramiche e terracotta, produzioni tessili, oggetti in carta o cartapesta, oggetti in
pietra, oggetti in cuoio, produzioni di bigiotteria/gioielleria.
“Con questa scelta vogliamo mettere in atto una nuova sinergia, peraltro già
sperimentata con successo presso altre importanti strutture espositive,
sottolinea l'assessore alla cultura del Comune di Feltre Alessandro Del Bianco.
Musei ed artigiani locali diventano in questo senso un volano importante per lo
sviluppo turistico del territorio: il visitatore – continua Del Bianco – chiede
spesso di poter proseguire la propria esperienza museale portando con sé un
oggetto che e identifichi e rappresenti la città o il territorio di appartenenza. In
questo modo potremo fornire un incentivo alle produzioni locali di qualità,
arricchendo al contempo l'offerta della Galleria Rizzarda e del Museo Civico,
soprattutto in vista delle prossime importanti aperture”. Foto: Museo Civico.
Nelle prossime settimane verranno avviati i lavori di restyling dei bookshop.
Gli artigiani interessati a proporre i propri oggetti, che rispondano alle caratteristiche citate, potranno contattare
direttamente l’Ufficio Cultura del Comune di Feltre. Feltre, 18 febbraio 2021

ASTERISCO

C’è già aria di primavera


(M.M.) Questo gioco di parole l’ho trovato sull’edizione domenicale del Sole 24 Ore del 28 febbraio e ve lo giro
perché l’ho trovato divertente. Si tratta di un palindromo, quel verso, frase, parola o cifra che letta in senso inver-
so mantiene immutato il significato.
L’autore è Marco Buratti e questo è il gioco di parole: co-stan-te-men-te stan-co.
Se vi piacciono queste combinazioni potete leggere la pagina web che qui appresso vi indico:
http://matematica.unibocconi.it/palindromi/home.htm e guidati dal citato autore ne scoprirete delle belle!

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28 COME ERAVAMO

A spasso con Sbizzera!


(M.M.) Di questa foto poco sappiamo, se non che la corriera apparteneva alla gloriosa ditta Sbizzera di Alano di Piave,
come si legge sulla fiancata. E ben si riconosce l’autista, nonché titolare della ditta: Ruggero Sbizzera. La foto la
abbiamo avuta da Antonio Remor. La offriamo a nostra volta ai lettori, in particolare a quelli di Alano di Piave, nella
speranza che qualcuna sappia collocare questa immagine nel giusto contesto storico e geografico.

ASTERISCO

Perché in coda al supermercato la nostra fila


è sempre la più lenta?
di Loris Curto
E ’esperienza comune che quando si fa la coda in un supermercato con più casse aperte, nella maggior parte dei
casi la nostra fila è la più lenta. E questo nonostante tutte le considerazioni che si possano fare al momento della
scelta della fila. Inutile valutare il numero delle persone in fila o quanto siano pieni i carrelli; la fila accanto a noi
sarà sempre più veloce.
Tranquillizzatevi, non siete voi che sbagliate; è invece una legge matematica che vi condanna alla fila più lenta.
Qualche semplice considerazione ve ne convincerà. In presenza di due casse, la probabilità di scegliere la più
veloce è del 50%. Con tre casse questa possibilità scende al 33,33%. Se poi le casse sono 10, come può essere
in un grande ipermercato, la probabilità di scegliere la cassa più veloce diventa il 10%.
In matematica queste problematiche sono studiate dalla teoria delle code, una branca specifica che fu
teorizzata dall’ingegnere danese Agner Krarup Erlang (1878–1929).
Nel 1908 Agner Krarup Erlang fu assunto dalla compagnia telefonica di Copenaghen e nel 1909 pubblicò la sua
opera “The theory of probability and telephone conversations”, nel quale dimostra che, sotto determinate
condizioni, le chiamate telefoniche seguono la distribuzione di probabilità di Poisson. Nel 1917 pubblicò
“Solution of some problems in the theory of probability of significance in automatic telephone exchanges” nel
quale introdusse la variabile casuale Erlanghiana e propose varie formule. In suo onore l'unità di misura di
base per il traffico telefonico è denominata Erlang. La sua teoria è stata poi ulteriormente sviluppata da altri
studiosi ed è applicata a svariati campi di attività, dalla gestione dei call center, al settore dei trasporti, alla
gestione delle file di attesa negli uffici, degli ospedali e dei supermercati.
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