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Enzo Grossi

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Enzo Grossi (San Paolo del Brasile, 20 aprile 1908 – Corato,


Enzo Grossi
11 agosto 1960) è stato un militare italiano, ufficiale della
Regia Marina durante la Seconda guerra mondiale, fu
comandante della base atlantica di sommergibili BETASOM.

Indice
Biografia
Il dopoguerra e le commissioni d'inchiesta
Opere
Onorificenze
Onorificenze italiane
Onorificenze estere
Note
Bibliografia Enzo Grossi con l'uniforme della Regia
Altri progetti Marina
Collegamenti esterni Nascita San Paolo, Brasile, 20
aprile 1908
Morte Corato, 11 agosto
Biografia 1960

Sommergibilista della Regia Marina, durante la seconda Dati militari


guerra mondiale con il grado di tenente di vascello comandò Paese servito Italia
il sommergibile Medusa[1] (maggio 1939 - agosto 1941) e poi Repubblica
con il grado di capitano di corvetta il sommergibile Barbarigo Sociale Italiana
(agosto 1941 - dicembre 1942). Con quest'ultimo egli
sostenne d'aver attaccato e distrutto una corazzata statunitense Forza armata Regia Marina
della classe Maryland il 20 maggio 1942, mentre il 6 ottobre Marina Nazionale
dello stesso anno sostenne di aver attaccato e affondato una Repubblicana
corazzata della classe Mississippi. Per questi affondamenti Specialità sommergibilista
venne promosso e decorato con due medaglie d'oro al valor
Grado Capitano di Vascello
militare dal governo italiano e insignito della Croce di Ferro
di prima classe e della Croce di Cavaliere della Croce di Guerre Seconda guerra
Ferro dal governo tedesco. L'ammiraglio Karl Dönitz, mondiale
durante la premiazione, lo elogiò per "la bravura e l'ardimento
Campagne Campagna italiana
davvero eccezionali con i quali aveva saputo condurre le due
dell'Atlantico
difficilissime azioni".[2]
voci di militari presenti su Wikipedia
Dal 2 dicembre 1942 comandò con il grado di capitano di Vascello
la base Atlantica di BETASOM a Bordeaux. Dopo l'8 settembre
1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana, assumendo il comando
della 1ª Divisione Atlantica Fucilieri di Marina della Marina
Nazionale Repubblicana.

Il dopoguerra e le commissioni d'inchiesta

Nel dopoguerra fu cancellato dai ruoli della Marina per


collaborazionismo con perdita del grado, e riparò in Argentina,
mentre entrambe le azioni di affondamento con il Barbarigo, che
gli avevano valso prestigiosi riconoscimenti militari divennero
oggetto di due commissioni di inchiesta da parte della Marina
Militare italiana, avviate nel 1948 e nel 1962.

La prima commissione
d’inchiesta della Marina
terminò le indagini nel
1950 accusando di fatto
Grossi di essere un
millantatore, stante
l'assenza di conferme
fattuali e tecniche della
distruzione di qualsiasi
Enzo Grossi ricevuto a palazzo genere di naviglio militare, Il sommergibile Barbarigo
Venezia e pertanto nel 1952 con
Decreto del Presidente
della Repubblica furono revocate sia le due decorazioni a lui
concesse sia le promozioni conseguentemente ottenute, degradandolo ed estromettendolo dai ruoli[3].

Enzo Grossi in aperta polemica con tali conclusioni e con la relativa ricostruzione dei fatti scrisse nel 1955
una lettera al Capo dello Stato, affermando tra l'altro: «Tutti sanno, che in entrambe le occasioni, attaccai,
silurai e affondai in superficie, ciò significa che oltre a me, almeno altre sei persone videro i siluri colpire i
bersagli e udirono gli scoppi che ne seguirono. Vi concedo l'allucinazione collettiva, ma gli scoppi furono
sentiti anche dall'interno dello scafo.»[4]. L'affermazione, in essa contenuta, che "Il capo dello Stato annulla
i decreti reali senza una reale motivazione. All'anima della democrazia!" gli costò una condanna in
contumacia a 5 mesi e 10 giorni di reclusione[5].

Lo scrittore e polemista Antonino Trizzino nel 1953 pubblicò il libro Navi e poltrone, avente come soggetto
episodi e comportamenti della Regia Marina durante l'ultimo conflitto, che sollevò grande scalpore
nell'opinione pubblica, in cui trattava anche del caso di Enzo Grossi: ritenendo estremamente severo il
giudizio della commissione d'inchiesta[6], nel libro egli faceva notare alcuni errori significativi (per esempio
lo scambio di orari e date degli affondamenti ignorando i diversi fusi orari)[7], insinuando il sospetto che la
commissione avesse deciso in base a preconcetti politici (Grossi aveva aderito alla RSI) ed accusando
alcuni ammiragli, presenti anche tra i membri della commissione (Franco Maugeri, Gino Pavesi e Priamo
Leonardi)[7], di simpatie ed intelligenza con il nemico antecedentemente l'armistizio dell'8 settembre 1943 (il
che gli valse un processo per diffamazione da parte degli interessati e della stessa marina militare).

Nel 1962 venne ordinata una seconda commissione composta dal presidente ammiraglio Nicola Murzi e dai
membri contrammiraglio Luigi Longanesi Cattani e capitano di vascello Paolo Pollina[8]. Tale inchiesta
approfondì le ricerche anche presso gli archivi alleati, correggendo alcune imprecisioni sostenute nel corso
della prima inchiesta, arrivando al riconoscimento della buona fede di Grossi (senza tuttavia reintegrarlo nei
ruoli) e appurando che vennero effettivamente condotti due attacchi ma non a corazzate, bensì alla corvetta
Petunia[9] e all'incrociatore Milwaukee, senza che nessuna di esse venisse affondata[10]: la revoca delle
medaglie venne pertanto confermata e con essa le conseguenti azioni attuate.

Opere
Dal Barbarigo a Dongo, Due Delfini, Roma, 1959 (ristampato da Aurora edizioni, 2001)

Onorificenze

Onorificenze italiane
Medaglia d'argento al valor militare
«Comandante di sommergibile, avvistato un quadrimotore nemico che dirigeva
all'attacco dell'unità, sceglieva ed eseguiva la più adatta manovra difensiva e
controffensiva e col fuoco della mitragliera personalmente abbatteva l'aereo nemico.
Esempio di prontezza, calma, decisione e sprezzo del pericolo. Mediterraneo
Centrale, 24 settembre 1940.»
Medaglia di bronzo al valor militare
«Al comando di un sommergibile, nel corso di un lungo periodo di attività ha effettuato
numerose missioni condotte con tenace spirito combattivo e con dedizione assoluta al
sentimento patrio. Nei rischi e nei pericoli è stato sempre esemplare per coraggio e
perizia professionale. Mar Mediterraneo, giugno 1940-giugno 1941.»
Medaglia di bronzo al valor militare
«Comandante di sommergibile di altissimo spirito combattivo e di ferrea volontà. ha
effettuato dure e lunghe missioni contro il traffico nemico, superando con perizia e per
virtù d'animo ogni difficoltà e sfidando ogni pericolo con esemplare coraggio. Oceano
Atlantico, giugno 1941-giugno 1942.»
Croce di Guerra al Valor Militare
«Ufficiale superiore osservatore, comandante di sommergibile, durante la
permanenza della sua unità in una base, sede del reparto R.M.L., per assenza di
ufficiali osservatori, si offriva volontario per compiere missioni di guerra su idrovolanti
incaricati della scorta antisommergibile a convogli e ad unità di superficie della Regia
Marina.»
— 1942

Onorificenze estere
Cavaliere dell'Ordine della Croce di Ferro (Germania)
— 7 ottobre 1942[11]
Croce di Ferro di I classe (Germania)
— 11 settembre 1942[11]
Croce di Ferro di II classe (Germania)
— [11]

Note
1. ^ Archivio Fondazione Cipriani., su fondazionecipriani.it.
2. ^ (IT) Sergio Bernacconi, Da Testimone - Uomini, fatti e memorie fra la cronaca e la storia,
Ferrara, S.A.T.E. s.a.s, 1984, p. 21.
3. ^ Giorgerini 2002, pp. 535-543.
4. ^ La verità su Enzo Grossi e il “Barbarigo” a cinquant'anni dalla morte (https://web.archive.or
g/web/20121124061339/http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=3757), A.
Trizzino, Sopra di noi l'Oceano, Longanesi
5. ^ Archivio Fondazione Cipriani, su fondazionecipriani.it.
6. ^ Non era un caso raro da parte italiana l'"errore" di identificazione e la segnalazione di un
affondamento e ironicamente gli inglesi sottolinearono che secondo i bollettini italiani la loro
flotta da guerra era stata affondata per intero più volte.
7. Antonino Trizzino, Settembre nero, Longanesi, Milano, 1956.
8. ^ Giorgerini 2002, p. 539.
9. ^ HMS PETUNIA (K 79) - Flower-class Corvette, su NAVAL-HISTORY.NET.
«October 5th 1942 - Came under attack by Italian submarine BARBARIGO during escort
of inward bound convoy to Freetown with an Escort Sloop and two Corvettes. The
submarine was driven off by the sustained depth charge response from the escorts.».
10. ^ Rapidi e invisibili affondarono i sommergibili (http://archiviostorico.corriere.it/1995/gennaio/
25/Rapidi_invisibili_affondarono_sommergibili_co_0_9501251208.shtml)
11. tracesofwar.com (https://www.tracesofwar.com/persons/28064/Grossi-Enzo.htm).

Bibliografia
Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi,
Milano, A. Mondadori Editore, 2002.
Antonio Trizzino, Navi e poltrone, Milano, Longanesi & C. Editore, 1953.
Antonio Trizzino, Settembre nero, Milano, Longanesi & C. Editore, 1956.
Antonio Trizzino, Sopra di noi l'Oceano, Milano, Longanesi & C. Editore, 1962.

Altri progetti
Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/?uselang=it) contiene
immagini o altri file su Enzo Grossi (https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Enzo
_Grossi?uselang=it)

Collegamenti esterni
- Risposta scritta del Ministro della Difesa alla interpellanza dell'On. Angiolillo per conoscere i motivi che
lo hanno indotto a revocare la concessione della medaglia d'oro al combattente Enzo Grossi, in Allegato al
resoconto della 983ª seduta del Senato (25 marzo 1953). (https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/B
GT/487915.pdf)

VIAF (EN ) 3696105 (https://viaf.org/viaf/3696105) · ISNI (EN ) 0000 0000 2796 1697
(http://isni.org/isni/0000000027961697) · BNF (FR ) cb16597161w (https://catalogue.
Controllo di
bnf.fr/ark:/12148/cb16597161w) (data) (https://data.bnf.fr/ark:/12148/cb16597161
autorità
w) · WorldCat Identities (EN ) viaf-3696105 (https://www.worldcat.org/identities/viaf-3
696105)

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