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Unità della Kriegsmarine provenienti dalla

Regia Marina
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In seguito alle vicende che seguirono l'armistizio, il Comando Tedesco, trovatosi senza un'effettiva flotta nel
Mediterraneo occidentale per contrastare l'avanzata alleata, ha ricostruito una piccola flotta utilizzando il
naviglio mercantile e militare italiano e francese, riarmandolo di tutto punto. Furono molte le unità
provenienti dalla Regia Marina che vennero incorporate nella Kriegsmarine.

Indice
Sommergibili
Torpedoboote Ausland
Incrociatori
Capitani Romani
U Boote Jäger
Note
Voci correlate
Collegamenti esterni

Sommergibili
Tra le imbarcazioni catturate dai tedeschi vi furono anche alcuni sommergibili tra cui il Giuliani, il
Comandante Cappellini e il Torelli.

I tre battelli, che erano stati trasformati in sommergibili da trasporto


per l'estremo oriente, all'armistizio si trovavano a Sabang in
Indonesia, occupata dai giapponesi che li requisirono
consegnandoli ai tedeschi;

Il primo, ribattezzato U.IT.23, navigò con bandiera tedesca e con


equipaggio misto italo-germanico, fino all'affondamento avvenuto
il 14 febbraio 1944 nel canale di Malacca ad opera del
sommergibile inglese Tally-Ho.
UIT 24 (ex Cappellini) nel 1944
Cappellini e Torelli, ribattezzati rispettivamente U.IT.24 e U.IT.25
alla resa della Germania, servirono fino al termine del conflitto
nella Marina imperiale giapponese, ribattezzati rispettivamente I503 e I504 servendo così sotto le principali
Potenze dell'Asse. Al termine del conflitto catturati dagli americani vennero autoaffondati al largo di Kobe.
Torpedoboote Ausland
Il maggior numero di queste unità catturate fece parte delle Torpedoboote Ausland ed una di queste
curiosamente ne fece parte solo per un giorno: si trattava della torpediniera Achille Papa della classe
Generali, che inizialmente classificata cacciatorpediniere, venne riclassificata torpediniera nel 1929. La
nave catturata dai tedeschi a Genova il 9 settembre 1943 entrò a far parte delle Torpedoboote Ausland con
la sigla TA 7 il 17 ottobre 1943, ma il giorno dopo venne riclassificata "Avviso Scorta" con la sigla SG 20.
Dopo essere stata gravemente danneggiata da una mina il 1º novembre 1943, l'ex Achille Papa venne
affondato in seguito ad un bombardamento aereo alleato nel porto di Genova il 12 gennaio 1944. Dopo la
guerra il suo scafo venne recuperato per essere demolito.

Incrociatori
Gli incrociatori antiaerei Etna e Vesuvio completati al 60% al momento della cattura furono sabotati da
incursori italiani affinché i tedeschi non portassero a termine il loro allestimento. I loro scafi recuperati dopo
la guerra nel porto di Trieste vennero demoliti.

Curiosa la sorte dell'incrociatore Niobe:[1] costruito nei cantieri Weser di Brema, varato nel 1899 ed entrato
in servizio nella Kaiserliche Marine nel 1900, venne venduto nel 1925 alla Yugoslavia e ribattezzato
Dalmacija. Catturato il 17 aprile 1941 dalle forze italiane, entrò in servizio nella Regia Marina il successivo
24 aprile, venendo rinominato Cattaro. Catturato dai tedeschi a Pola l'11 settembre 1943, venne
nuovamente ribattezzato Niobe entrando in servizio il 6 dicembre 1943 con un equipaggio misto tedesco-
croato, ma arenatosi il 19 dicembre presso l'isola di Selve tre giorni dopo venne distrutto da due
motocannoniere britanniche. Lo scafo venne demolito nel 1949.

L'incrociatore pesante Bolzano, catturato mentre era in riparazione alla Spezia, venne affondato in bacino
da incursori italiani il 22 giugno 1944. Il suo relitto venne recuperato dopo la guerra per essere demolito.

Capitani Romani

Tra queste unità vi furono quattro incrociatori leggeri classe Capitani Romani.

Il Caio Mario, ancora in costruzione, venne catturato all'Arsenale militare marittimo della Spezia ed ebbe
completato solamente lo scafo. Usato come deposito carburante, venne autoaffondato nel porto nel 1944. Il
Cornelio Silla catturato ancora in costruzione a Genova, mai completato, venne affondato in un raid aereo
nel luglio 1944. Stessa sorte toccò all'Ottaviano Augusto che catturato ad Ancona mentre era in
costruzione, venne affondato il 1º novembre 1943 durante un raid aereo. Tragica la storia del Giulio
Germanico che catturato a Castellammare di Stabia quando ormai era praticamente completo, vide
l'equipaggio opporsi ai tedeschi per difendere le strutture portuali ed il suo comandante Domenico Baffigo,
catturato con l'inganno e fucilato. Autoaffondato il 28 settembre 1943 dai tedeschi che abbandonavano
Castellammare di Stabia il suo scafo venne recuperato dopo la guerra e l'unità ricostruita come conduttore
di flottiglia. La nave fu ribattezzata San Marco (D 563) e prestò servizio nella Marina Militare tra il 1955 e
il 1971.

U Boote Jäger
Tra queste navi, catturate dai tedeschi e riarmate di tutto punto sia pure in modo arrangiaticcio spiccano le U
Boote Jäger, cioè le navi cacciasommergibili, identificate dalla sigla U.J. seguita da un numero.
Un cospicuo numero di queste unità era costituito dalle corvette Classe Gabbiano, sette delle quali erano già
in servizio: Antilope, Camoscio, Artemide, Vespa, Persefone, Euterpe. Altre ventuno unità vennero
catturate mentre erano in costruzione e completate dai tedeschi entrarono in servizio nella Kriegsmarine
venendo successivamente affondate: Tuffetto, Marangone, Strolaga, Ardea, Capriolo, Alce, Renna, Daino,
Lucciola, Cervo, Grillo, Cicala, Calabrone, Colubrina, Spingarda, Carabina, Bombarda, Egeria,
Melpomene, Tersicore, Euridice. Altre sei unità infine vennero catturate mentre erano in costruzione e non
furono mai completate: Stambecco, Libellula, Cavalletta, Scure, Clava, Zagaglia. Tra queste unità solo la
Bombarda sarebbe stata recuperata dopo la guerra, entrando a far parte della Marina Militare.

Note
1. ^ Niobe, su german-navy.de. URL consultato il 19-12-2007.

Voci correlate
Torpedoboote Ausland
Classe Capitani Romani
Marina Nazionale Repubblicana
Navi della Kriegsmarine

Collegamenti esterni
La Classe Gabbiano su www.regiamarinaitaliana.it, su regiamarinaitaliana.it. URL consultato il
24 novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2008).

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