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Serafino Mazzolini

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Serafino Mazzolini (Arcevia, 23 maggio 1890[1] – San


Serafino dei conti Mazzolini
Felice del Benaco, 23 febbraio 1945) è stato un politico e
diplomatico italiano.

Indice
Biografia
Onorificenze
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Biografia Sottosegretario di Stato al Ministero


degli Affari esteri della RSI facente
Avvocato e giornalista, nel 1911 fonda la sezione nazionalista funzione di ministro
di Macerata e poco dopo diventa direttore del quotidiano
Durata mandato 23 settembre 1943 -
L'Unione. Interventista, prende parte da volontario alla Prima
guerra mondiale e viene decorato con una croce al merito. Al 23 febbraio 1945
termine del conflitto torna ad Ancona dove diventa Predecessore don Marcello dei
vicedirettore de L'Ordine. principi del Drago

Nel 1919, requisito un motoscafo nel porto di Ancona ed Successore Alberto Mellini
attraversando il Mare Adriatico, prende parte con Gabriele Ponce de Leon
d'Annunzio all'impresa fiumana, andando poi a lavorare
presso l'Ufficio Stampa della Città di Fiume. Dati generali

Divenuto consigliere comunale e provinciale di Ancona, nel Partito politico Monarchico,


1922 partecipa alla marcia su Roma ed un anno dopo si Nazionalista e poi
iscrive al Partito Nazionale Fascista, di cui sarà membro del Partito Fascista
direttorio (1924-1926) e collaboratore dell'ufficio propaganda Repubblicano
oltreché vicesegretario nel 1925. Deputato per la prima volta Titolo di studio Laurea in
nel 1924, nello stesso anno e fino al 1926 è membro del Gran
Giurisprudenza e
Consiglio del Fascismo.
Scienze Politiche
Successivamente abbandona tutti gli incarichi politici per Professione Console in Brasile
dedicarsi prima al giornalismo, fu direttore del quotidiano Il ed Uruguay
Corriere Adriatico, e poi alla carriera diplomatica: nel 1928 Ambasciatore in
viene nominato Console Generale d'Italia a San Paolo del Egitto e
Brasile, nel 1933 Console a Montevideo. In America Latina Governatore del
in quegli anni è molto numerosa e attivata una grande Montenegro
comunità italiana di emigranti ed egli ne diventa subito il
principale referente. Nel 1938 viene promosso Ambasciatore
al Cairo presso la Corte di Re Farouk e vi rimane fino allo scoppio della guerra. Con lo scoppio delle
ostilità rientra a Roma , in quanto l'Egitto, essendo un Protettorato Inglese, diventa territorio nemico.Su
indicazione del Re Vittorio Emanuele III il 19 aprile 1941 viene nominato Alto Commissario civile (e
reggente in pectore) del Regno del Montenegro,trasferendosi a Cettigne, carica che riveste fino al 23 luglio
1941.

Nel 1942 è in Libia in attesa della conquista da parte delle truppe dell'Asse dell'Egitto. Se gli eserciti italo-
tedeschi avessero conquistato l'Egitto Serafino Mazzolini sarebbe diventato Governatore Civile ed il
Feldmaresciallo Rommel Governatore Militare. Dall'aprile del 1943 è Direttore Generale del Personale e
Affari Generali presso il Ministero degli Affari Esteri, incarico che gli viene confermato il 30 luglio dal
nuovo Ministro degli Esteri Raffaele Guariglia, ma da cui verrà sollevato il 10 agosto, venendo posto in
aspettativa. Subito dopo il 25 luglio 1943 si schiera, pur rimanendo un monarchico convinto, con Mussolini
,non riuscendo a dare un senso alla ignominiosa fuga del Re, come egli stesso afferma nei suoi diari.

La sua figura è rimasta legata a Gubbio in provincia di Perugia,


dove Mazzolini risiedeva con la sua famiglia e dove ancora sono
presenti dei suoi discendenti (È un suo pronipote, il dott. Giacomo
Monacelli, che nel 1989 riporta alla luce i suoi diari manoscritti che
vanno dal 1938 al 1945 fino a pochi giorni dalla sua morte, li
trascrive e li raccoglie ordinandoli insieme a moltissime foto e
filmati dell'epoca). Da questi diari nasce il libro " Mussolini e il
Diplomatico" nel 2005.
1944 . Mazzolini con alla sua sin
Proprio nella città umbra viene raggiunto dalla notizia
Filippo Anfuso Ambasciatore Italiano
dell'armistizio con gli alleati, ed il successivo 23 settembre
a Berlino. Alla sua dx il
raggiunge la Rocca delle Caminate dove si trova il Duce appena Feldmaresciallo Wilhelm Keitel.
liberato dai tedeschi e viene invitato a riassumere servizio da
Augusto Rosso, già ambasciatore a Mosca, nella Repubblica
Sociale Italiana, del cui Ministero degli Esteri sarà dapprima Segretario Generale, ed in seguito (dal 7 marzo
1944) Sottosegretario. Risiederà per il periodo della RSI a Villa Portesina a San Felice del Benaco. In
questa veste riesce ad ottenere dagli alleati tedeschi il rimpatrio e l'internamento a Salsomaggiore dei
funzionari diplomatici e consolari italiani in Francia che si erano rifiutati di aderire alla RSI, e che erano
stati concentrati nella cittadina di Vittel in Lorena insieme ad altri prigionieri civili italiani.Tutti vennero in
seguito rilasciati dietro suo ordine, nonostante la loro dichiarata opposizione al regime fascista.

È il tessitore in Italia delle intese con il Reich. Firma il 5 febbraio 1944 insieme al Ministro per l'Economia
Pellegrini, un “accordo sull’oro”, salvandone 33 tonnellate, e il 15 maggio insieme a Tarchi la
“convenzione di Fasano”, un atto sul recupero di ogni preda bellica valido secondo le norme dell’Aia anche
se cambiano i Governi. E’ un documento internazionale (rintracciato a Salò, al Sottosegretariato Affari
Esteri, con l’aiuto dell’imprigionato Angelo Tarchi ) che evita ingerenze sovietiche nell’immediato ricupero
(5 maggio 1945) dell’oro della Banca d’Italia e dei beni artistici trasferiti in Alto Adige.

Durante questo travagliato periodo ha numerosi alterchi con l'Ambasciatore tedesco Rahn per i continui
tentativi di questi di intromettersi nelle decisioni del Governo Repubblicano.Ottiene inoltre dal Governo del
Reich che tutti i 600.000 prigionieri italiani passino ad essere considerati "lavoratori" migliorando così le
loro condizioni di vita.
In questo periodo Mazzolini, sofferente di diabete, conduce una vita frugale ed è costretto ad acquistare alla
borsa nera le medicine che gli occorrono, e che alla fine non lo sottraggono alla morte, avvenuta per
setticemia causata da una iniezione di insulina. Quando apprende la notizia della sua morte, Benito
Mussolini commenta affermando che Mazzolini "era un collaboratore onesto, intelligente, buono e devoto,
quale raramente ho avuto. Gli Esteri perdono un Capo insostituibile e l'Italia un patriota esemplare".

Onorificenze
Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria
Medaglia commemorativa della Spedizione di Fiume
Medaglia commemorativa della Marcia su Roma

Note
1. ^ G. Scipione Rossi, Mussolini e il diplomatico. La vita e i diari di Serafino Mazzolini, un
monarchico a Salò, Rubbettino, 2005, pag. 225

Bibliografia
Gianni Scipione Rossi, Serafino Mazzolini - Mussolini e il diplomatico. La vita e i diari di
Serafino Mazzolini, un monarchico a Salò. Rubbettino, 2005, ISBN 978-88-498-1208-4

Voci correlate
Filippo Anfuso
Rudolph Rahn

Altri progetti
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Collegamenti esterni
Il libro con le memorie di Mazzolini disponibile in anteprima su Google, su books.google.it.
VIAF (EN ) 8383562 (https://viaf.org/viaf/8383562) · ISNI (EN ) 0000 0000 5540 525X
(http://isni.org/isni/000000005540525X) · SBN IT\ICCU\CUBV\110350 (https://opac.
sbn.it/opacsbn/opac/iccu/scheda_authority.jsp?bid=IT\ICCU\CUBV\110350) · LCCN
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(EN ) n2006030100 (http://id.loc.gov/authorities/names/n2006030100) · BNF
autorità
(FR ) cb150519207 (https://catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb150519207) (data) (https://
data.bnf.fr/ark:/12148/cb150519207) · WorldCat Identities (EN ) lccn-n2006030100
(https://www.worldcat.org/identities/lccn-n2006030100)
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