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LIBRO PRI:\IO

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Per qua nto concernc .. d ~ al tra parte 1, 12 gt:neraziolle e 13 corru- 31-l u zione delle case che ller natura ? nascono e pcriscono, noi dobbiamo - allo stesso modo l,er tutte 3 - deterrninare le cause

e le definizioui di questi processi e, inoltre, per quanto concerne

1 'accrescimcnto e l'nlterazione, dobbiamo precisare che cosa sia ciascuno di questi due fenomeni c sc 1 'alterazione c la gcncrazione dcbbano essere considerate identiche per la loro essenza natu-

rale oppure diverse, come ricultano, del resto, diverse anche 11er 5

i loro nomi,

Tra i filosof antichi, intanto, alcuni identificano la generazione cosiddetta 'sempJ ice ":' COIl l' a 1 tcrazione ; altri, ill vccc, affermano Cl1C altcrazione e gcncrazione son a tra loro diverse.

, -

()tlcI1i che sostengono chc l'intero universo c una certa unita, c

che fanno gencrarc tutte le case da una COS3 sola, devono necessariarnente aflermare che la gcnerazione c urr'alterazione e chc cio che viene ill senso proprio generato non fa altro chc subire unal-

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1 1,,,' inizio del trattato viene generalmente (Filopono, Zabarel1a.

Joachim, 'Tricot) collcgato se nz'ultro a De caelo .l 313 b 21 ~

2 *' Quia considerate de generatiune et corruptione artificialium 1100 pertinct ad ~aturalem - (rl~HO~1. Comm, 3, 1)~

3 Si esclude Qui un'jndagine dettagliatamcnte biologica che Ar istotele riserva alla zoologia, alia botanica e ad altri ram. della scicnza naturale.

-t Ossta la generazione ... secondo la sostanza ' e non secondo la quantjta (accrescirnento-diminuzione), 0 la qualita [alteraziorie}, 0 il 1uogo (spostarnento). Cfr., tra I'altro, Phys, B 200 a 32, E 1; Metaph, Z 1032 a 1 5 , (~, 1 ()48 b 8 .

La pr eserite traduzione e stata condotta su A~RISTOTLE, On Comingto ... be anti Passing .. atcay ~ a revised text with Introduction and Commentary hy H. H t ]oilchirn t Oxford 1922. tole varianti adon .. lte sono state =egnalatc ill nota.

..

4

Generaeione e corruzione. I (_:\), 1, 3 J -I (J

Generazione e corruzione t I (~-\) ~ 1, 314 b

j

1 U terazionc ; quelli, invece, che, come Ernpedoclc, Anassagora e Leucippo, pongono che la materia delle cose e piu di una, sono costretti a considerare la generazione come diversa dall'altera-

Quci filosof che fanno derivare tutte le cose da un solo t"1~- ~ ... ! mento sono costretti ad identificare la generazionc c la corruzionc

con l'alterazione, dal momento che it sostrato permane sempre identico ed unico (e un tale cangiamento noi 10 chiamiamo ' alterazione '); quelli, invece, che pongono una pluralita di generi 11 devono nccessariamentc considerate l'alterazione come differente dalla generazione: difatti, secondo che i 'generi t si uni- 5 fichino 0 si sciolgano, vcngono anchc a verificarsi generazione e corruzione. Percio Empedocle si esprime appunto in questo senso 12 quando dice;

..

zione.

Anassagora, tuttavia, non si e reso conto del significato delle sue stesse parole: egli, infatti, afferma che nascere e perire sono la medcsirna cosa chc subire un'alterazione 5, quantunque egli stesso sostenga, al pari di quegli altri filosofi, la multeplicita dcg1i

15 elerncnti. Ernpedocle, da parte sua, afferma che gli elementi dei corpi per un verso sono quattro c per un altro verso, se si considerano anche quelli che producono il movirnento 6,. sono sei: Anassagora, invece - al pari di Leucippo e Democrito - sostiene che gli elementi dci carpi sono infiniti (egli pone, invero, come elementi dei carpi gli (4 omcomeri ~ 7 - ad esempio osso, carrie, midollo e ciascuna delle altre case Ie cui parti sona sino-

20 nime 8 dell'insierne -, mentre, al contrario, Democrito e Leucippo asseriscono chc tutte le a1tre cose constano di corpi indivisibili, che questi ultimi sono infiniti tanto per il numero quanta per 13 forma e che i composti differiscono tra loro secondo i corpi indivisibili che Ii compongono e secondo la posizione e l'ordine di questi 9); e, in rcalta, Ie affermazioni dei seguaci di Anassagora sono evidentemente contraric a quelle dei scguaci di Empedocle.

25 Quest'ultimo, infatti, sostiene che fuoco, acqu3, aria e terra sono quattro elementi e che sono semplici piu di quanta non 10 siano l'osso 0 la carne 0 gli altri siffatti « omeorneri ))-; i seguaci di Anassagora, invece, sostengono che gli omeomeri sono semplici e sono elementi, mentre terra, fuoco, acqua e aria sono cornposti, giacche sono una e disseminazione universale » 10 di quelli,

Di nulla cte nascimento ...

rna solo miscela e riscatto di cose che fur mescolate 13.

Evidenternente queste loro asserzioni sulla generazione e sulla corruzionc sono conformi aIle loro ipotesi, e ovviamente essi non possono non esprirnersi appunto in questa maniera: rna, d'altra parte, costoro sono costretti pure ad affermare che I'alte- It) razione e qualcosa di diverso dalla generazionet quantunque qucst'ultirna afferrnazione non si possa conciliare con Ie loro

a Cfr. 59 B 17 Diels-Kranz ~ Phys. A 187 a 26-30 ..

., Ossia Amicizia e Contesa (31 B 16~ 17, 20 Diels- Kranz).

"1 Anassagora non aveva usato questa termine, rna iJ terrnine O'1t'tpI-1Cl"t'CI. (efr. De caelo r 302 a 28)1 Per 1a questione vedasi W. K~ c. GL~THRIE, History of Greek Philosophy, II, Cambridge 1965. pp. 282 sgg~t 325 sgg.

II Cfr. Cat. 1 a 6 ..

" Cfr, Melaph .. A 985 b 15-19 ..

10 Lo stesso terrnine era usa to dagli Atomisri (efr .. De amm, /\_ 404 a 1-5; Phys. r 203 a 18-23).



stesse teorre ..

E facile, d'altrondc, rendersi conto della correttezza di questi nostri rilievi, Corne, infatti, noi vediamo che, pur essendo in quictc 1a sostanza, si produce in essa un cangiamento secondo la grandezza - vale a dire, si producono accrcscimento e diminuzione -, allo stesso modo noi vediamo che si produce in essa anche un'alterazione. Cio nonostante, se ci atteniamo a quello che t 5 dicono i sostenitori della pluralita dei pr incipi, l'alterazione viene

a risultare impossibile, Difatti Ie qualita affettive, secondo cui noi affermiamo che l'alterazione si vcrifica l-l - intendo dire, ad

11 • l\lulta genera principiorum materialium .. ("fif01\I_ Comm. 13t 3)~ 1~ OSSi3 .. de la merne ma mere qutAnaxagore • (TRICOT" p .. 5) ..

"

13 31 B 8 Diels-Kranz.

14 Cfr, Cat, 9 a 28 sgg .. Qui Arist. anticipa le sue teorie di 317 a 23 -27 ~ 319 b 6-320 a 7; 331 a 8-10. Ho preferito rendere qui e altrove it terrrune r:'i:&r, (<< passioni ~t t affezioni " «propricta --) con • qualita affettive , allo scopo d i cvi ta rc suggestion i soggctti vist iche nel I ettore,

24

6

...,. 1

cscrnpio, caldo c: frcddo , bianco c nero. secco e umido, molle e duro e cosi "via -, SOllO differenze costitutive degli elernenti, ~u come intende dire anche I~nlpedo(1c:

II sole hi anco a vedersi e caldo ill ogni sua parte J ]a pioggia in tutte sue parti di cupo colore e rigcntc 1 ~

cg li ha la })retesa di far nascer e t J i 11l10\:-O, C iascu na cosa I' ruprro

II a q uc 11 ~ un i ta ~ e da ciu cOI1SegUC evi den ternen te che, q uando s i produca una separazionc dovuta a certe difierenze 0 J certe qua-

l ita affcrtive, da una certa 11 ni ta una cosa di venta aC(l ua t: un' al t ra fuoco, come appunto egli intende dire quando chiama il sole 10 bianco c cal du, e la terra pcsante ~ dura. Se si clirninano queste ditferenze (cd esse si possono eliminate ptr il sernplice fatto che sono state f)ur geTlerate)., risulta ovviame nte nccessario C lie anc he

la terra c generate dall'acqua e l'acqua ualla terra -- c 10 stesso dicasi anche ~1er ciascuno degli altri elementi - e cia 11011 501- tanto originariamente 2.0, 1113 anche adesso :!t, dal memento che essi cangiano ncllc loro qualita affettive, }~ dalle affermazioni di 15 Empedocle vicn fuori la possibilita che le qualita affcttive yengarlo aggillnte aile cose e poi ,~cngano nuovamcnte sottratte, specialmente mentre la Contesa e l'Arnicizia stanno ancora cornbattendo

tra loro. E proprio a causa di questa lotta gli elernenti furona gencrati anchc or iginariamente da un'unita, giacclle fuoco e terra

c aC(ltla non esistevano affatto quando si idcntificavano con urr'unica cosa. E non e nel'lJure chiaro, se dobbiamo porrc, secondo Empedocle, come principio I ~'I uno » OpPllTC i molti, vale

a dire Fuoco e terra c le altre eose della medesima serie. I nfatti t 2t) ~)er un verso i: elemento 1'( uno ~\ in quaIlto esso fa da sostrato rnateriale da cui sono generati la terra c il fuoco cangiando per mezzo del mov imen to ; rna, per un altro verso, in quanto l' -(t uno I) viene prodotto mediante un l)rocesso di composizione che risulta dall'unione degli elementi tra l()TO, mentre gJi elernenti sono it risultato di un processo di dissoluzioric -. i molti hanno piu autcntiche 1c caratter istiche di clcrnenti e S0I10, per natura, .mtcriori all' ~.~ uno I).

.,-~

(si rni li d istinzioni, del resto, egli fa anche ~")er gli altri eleIllcn ti 1'l) ; e la COIls,egueIlza e che, se da Fuoco non I)UU nasccrc acqua ne da acqua terra, neI)purc da bianco vcrra fuori qualcosa che sia nero 11C da n1011e qualcosa che sia duro (e 10 stesso ragionamcnto

25. si estende anc hi: alle altre q ualita atfctti ve), mentre, ill realta, appunto in questo passaggio consiste I'alterazione 17+ E da qucste considcrazioni risulta anche cvidcnte che ai contrari l)i~()gna sernpre assegnare una sola materia 18, tanto riel casu che questa cangi sccondo il luogo quanto nel caso che cangi secondo accrescimento e diminuzionc, quanto ancora nel casu chc cangi secondo alterazione. Xc risulta, in secondo luogo, parirnenti la ncccssita che materia e alterazione si condizionino rcciprocarnente : se,. infatti, si attua un'alterazione, anche il sostrato e un unico elerncnto,

11 ~ a nel senso che una sola ~ la materia di tutte lc case che hanno la possibilita di rnutare 1 ~ una nell' altra ; e, per COI1\'t:TSU, se il sostrato e uno solo, si attua unalterazionc.

Sembra, pertanto, che Empedocle dica cose che sono in contrasto non solo con ·1' evidenza, rna anchc con le sue stesse afferrnazioni. Egli, infatti, Ilega la reciprocita della generazionE di alcuno :' degli elerncnti dall'altro, sostcncndn, iITVCCC, che da questi elementi tutte Ie altre cose sana generate ~ nello stesso tempo, pero, dopo aver riportato all'unita 19 l'inter a natura tranne la Contesa,

1 ~ 3 I B 21, 3 e 5 Die Is - K ra nz .

16 O anche ~ per le altre qualita afletti ve l) (PHILOP~ Q(/ loc.s, 1~ efr. Phys .. r 201 a 12; 202 b 25; E 226 a 26; 1-1 243 a 9.

18 cr-. i.lfetaph.. Z 1032 b 2-6.

1 ~ "l~ nita ~ in senso di ~ ~ .. '( (-.LrX ( .. .f r. Met aph, ... -\ 985 a 27; B 1000 a

28; ~\ 1069 b 21; 1075 b 4; ~ 1092 b 6; Ph)·s. LI\ 187 a 22). Per la teride nziosita delljnterpretaz ione aristotelrca cfr. JO~'C111~1, p .. 68; per 1 "orijrirre probabilmente platonica (Soph. 242 e ; Leg. 903 e) di queste osservaziuni ..:: fr . :\ '1t: G LE R, P p. 7 5 - 6.

~o Quundo, secondo ~:mpedocle~ 1~1 Conrcsa usurpo il posto dellAmi ... cizia nella Sfero (31 B 29 ~ 30, 3 t Diels-K ranz),

~l Ossia durante II rr-gllo della Contesa f 31 BIt 5) .

8

Ge nera zione e corrueione t I (A) ~ 2 t 315 a-b

Generazione e COT'IJ.Z£One~ I ( ... A), 2t 315 b

9

2~

esempio, l'agire e il patire,. ossia in che modo un corpo effcttui e S un altro subisca le azioni naturali, Democrito e Leucippo, invece, pongono le , figure» 27 e fanno derivare da queste l'alterazione e

la generazionc, e precisamente la generazione e la corruzione dalla dissociazione 0 dall'associazione di queste figure, e l'alterazione dal loro ordine e dalla loro disposizione. Poiche essi erano

del parere che la verita risiede nelle apparenze 28 e poiche Ie appa- 10 renze sana contrarie tra loro e infinite, essi concepirono un numero infinito di ~~ figure », di guisa che, secondo i mutamenti

del corpo composto, la medcsima cosa appare a chi in un modo e

a chi nel modo contrario, e sostenevano che un corpo subisce

un mutamento qualora si mescoli ad esso un altro corpo benche piccolo, e che appare completamente diverse quando uno solo dei suoi componenti sia stato spostato: difatti dalle rnedesime lettere dell"alfabeto risultano composte tanto una tragedia quanta 15 una cornmedia 29.

Quasi tutti i filosofi sono del parere che generazione e alterazione sono cose diverse tra loro e che Ie cose nascono e periscono secondo un processo di associazione e dissociazione, mentrc,

al contrario, subiscono un'alterazione quando cangiano Ie quaJib affettive ; percio noi abbiamo il dovere di condurre l'indagine soffermandoci su queste loro dottrine. Esse, in verita, implicano molte eben fondate aporie. Se, infatti, la generazione non e altro 20 che associazione, ne derivano molte conseguenze inaccettabili;

rna vi sono, al contrario, altre argomentazioni logicamente solide

e non facili ad essere dernolite secondo le quali non e possibile che 1e cose stiano altrimenti .. Se, d'altra parte, la generazione non

si identifica con l'associazione, allora, 0 non si da atTatto generazione alcuna, 0 questa si identifica con 1 'alterazione ; oppurc, piuttosto, si deve tentare di dare una chiara soluzione a questa problema, per quanta difficile esso sia ..

E nostro compito trattare, sotto un profilo gencrale, del processo 'semplice' 22 di generazione e corruzione ed esaminare se questo processo si verifichi 0 mcno e. in caso affcrmativo, in che modo esso si verifichi, ed estendere l'indagine anche agli altri movimenti 23, quali sono, ad escmpio, l'accrescimento e It alterazione.

Platone 24 si e indubbiamente occupato della gencrazione e della corruzione, rna si e limitato ad indagare solamente it modo

30 in cui questa processo si riscontra nelle cose, senza, pero, studiare la generazione nella sua totalita, rna solo quella degli elementi: circa it modo, invece, in cui sono generate Ie carni 0 le ossa 0 altre eose di tal genere, egli non ha detto nulla 25; e, per giunta, neppure per quel che conceme l'alterazione e I'accrescimento egli ha detto in che modo questi processi si riscontrano nelle cose.

A dirla in breve, nessun filosofo si e occupato di alcuna di queste questioni se non in modo superficiale, ove si eccettui Democrito; anzi non solo sembra che quest'ultimo si sia dato pensiero 3S di tutti quanti questi problerni, rna anche si distingua nettamente dagli altri per il modo di prospettarli 26a Nessun 61080£0,

315 b invero, come noi affermiamo, ha fatto alcuna precisazione a proposito dell'accrescirnento, se non nella guisa in cui De parlcrebbe anche iI primo che capiti, dicendo, cioe, che si verifica l'accrescirnento quando it simile "va insieme' col simile (rna, quando si tratta di determinare in che modo questa fatto avvenga, nessuno ne fa piu parola), e neppure a proposito della rnistione ne, per cosi dire, di nessuno degli altri fenomeni siffatti, quali, ad

!2 Cfr4' 314 a 7.

23 II Mugler, seguendo Bekker e Prantl che si appoggiano in parte ad E F e piu ancora a r, intende • degli altri rnovimenti semplici j .. (Per la distinzione tra movimenri semplici e movirnenti misti cfr, De caelo I" 302 b 6~ 303 b 5; Metaph. I 1053 a 9~)

:w PUT .. Tim .. 52 d sgg.

Z~ Aristotele considers non valide Ie tesi di Tim. 73 b-e.

21 Perche Democrito conduce I'indagine tf'tjatY..t~:; (cfr. 316 a 6 sgg.),

27 Ossia gIi atomi come L8ro:t. Per la qucstione vedasi V, E. ALFIERI, .. -4 tom 01 Idea, Firenze 1953.

28 Cfr. 325 a 23-24; De anim. A 404 a 15-31; Metaph~ r 1009 b tt-

17; nonche 68 B 6-11, 117 t 125 Diels-Kranz ..

111 L'esempio e quasi certamente di origine atomistica (cfr, DIELS" Elementum, p. 13) ..

10

Generazione e corru zione, I ( \) 2 31 ~ h ~16

- ~ ~ 'II 0..,1 ... J (J

Genera Z it) IlR e corru sione, I (A), 2. 316 a

1 1

J 1 f) a

I I punta di partenza per ovviare a tutt e qucste aporie sta ncl

25 dare una risposta al problema se Ie C()SC esistenti siano gel1erate~ alterate e accrcsciute e suhiscano i cangiamenti contrari - in virtu dcll'csistenza di grandezzc originarie indivisibili, opptJrc non esista alcuna grandczza che sia indivisibile: e, in verita, proprio qui sra la differenza fondamcntale 30, Vla non basta; se queste grandt:zze originaric SOl10 indivisibili, dobbiarno noi identificarle can corpi, come sostcngono Democrito e Leucippo, oppure

3() con superfici, come si afferrna, invecc, riel T£meo? 31 Quest'ultima alternativa --- quella, cioe, secondo cui si opera la dissoluzione delle cose fino aile superfici ~ c assurda, come abbiarno detto anche altrove 32; percio e pili conformc a ragione considcrare indivisibili i corpi, quantunquc anche questa soluzione comporti un notevole numcro di assurdita, Comunque, in virtu di questi curpi C possibile produrrc alterazione e generazione, come abbiamo detto, qualora si provochi una trasposizione del medcsimo corpo

35 mediante esposizione c contatto 33 e mediante le diff~rcn7;c delle (. figure » tra loro, come appunto fa Democrito (pcrcio egli nega pcrsino l'esistenza del colore, giacche, secondo lui, gil oggctti acquistano colore in virtu della lora esposizione}: invecc quei filasofi 34 che operano una divisione dei corpi fino aile supcrfici, non possono proprio fornire alcuna spiegazione della generazione e dell'alterazione, giacche dalla composizionc delle superfici non si produce nicnte altro trannc i solidi geornetrici, c dalle superfici, in rcalta, quei filosotl non fanno neppurc il tentative di far dcrivare a] ell na qualita a ffetti\Ta 35.

La cagione chc irnpedisce di osscrvarc nel loro complcsso i fenorncni comunemente acccttati e la mancanza di esperienza ; percio tutti quclli che hanno maggiore dirnestichezza con Ie cose

della natura sono maggiormcntc capaci di postular e principi tali che possano abbracciare un vasto numcro di fenorneni ; quelli invece che, fondandosi su un gran nurnero di ragionamenti astratti 36,. non partono dall'osscrvazione d.ei fatti concreti, trovano minore difficolta a pronunciarsi, perche hanno un hen lirnitato numcro di cose dinanzi allo sguardo 37 t E da questc nostrc 1 Ct considerazioni si pub anche vedere quanta differenza intercorra

tra quelli che eseguollo lindagine su basi fisiche c quclli che l'eseguono su basi astrattamente logichc; infatti, per quanto concerne le grandezze indivisibili, questi ultirni as affcrmano che esse esistorio, altrimcnti il triangolo-in-se sarcbbe moJteplice 39, men-

tre Dcn10crito, a1 contrario, pare che ne sia rirnasto convinto mediante argomcntazioni appropriate e di carattere fisico. :\la queste nostre affermazioni vcrranno chiarite nel proscguimento della ricerca.

Si cadc in un'aporia se si ammette l' esistenza di un qualche corpo, ossia di una grandezza, che sia totalrnente divisibile, e sc 1; si considera eseguibile una talc divisione. Che cosa, infatti, restera che si sottragga alla divisione ? Sc un corpo e totalmcnte divisibilc, c se questa divisione potra essere eseguita, esso potra cssere diviso anchc sirnultaneamente, ancorche la divisionc non

sia stata, in realta, sirnultanearncnte eseguita ; nel caso, poi, che questa divisione vcnisse realrnente cseguita, non ne conscguirebbe nulla di impossibile+". Pertanto, dal momcnto che il corpo

i: per natura "totalrncnte ' divisibilc, qualora esso venga realmente diviso tanto secondo una bisezione progressiva u quanta 2() in qualsivoglia altro modo" non sara venuto a verificarsi nulla di

36 O~S i a su dis cuss. ion i dia lett i c he (cfr, ~\1 e J a ph 6 A-\ 987 b 3 L; 8 1 050 h

35)~

30 lnfatti ~ se gli enti originari sono grandezze indivisibi li, la ~CtlCrazione s.i a ttua ncccssariamente per associazione : riel caso contrario, .invcce, non si attua necessariarnente (beriche possa anche attuarsi) per associazione (Filopono~ Joachim).

031 Tim. 53 c sgg_

32 De caelo I' 299 a 6-11 e 306 a I-b 2, 0, pili arrrpiarnerite, I' 1 ~ 7; ..l 1. 33Cfrt l"fetaph. A 985h 15-19t

34 I Pia tonici,

35 I I ten ta ti vo si r iscorrtra , i n \~ece ~ in r LA T _ Tim, 6 i e sgg.

31 Per it contrasto tra i due rnetodi di indagine err. De caelo r 297 b 22; An. post. 81 b 23.

38 I Platonici (e~ forse, in particolare Senocrate) che sono partiti da Tim. 48 e-51 b , 52 a-d, 53 c-54 c, Per la questione efr. I I. CHERNIs..~t Arist Js C"riticism u_f Plato and the Academy; New York 1962, pp, 124-9. 3U Cfr, De lin. insec. 968 a 9-14.

4.0 Per la presente accezionc del terrrune " possibile ~ cfr, Metaph, l~J 1047 a 24-26.

"'1 ~ by progressi ve bisection ad infinitum. (J oxcmvr, p, 78).

12

(;eneraz ione e corrueione, 1 (~\) ~ ! ~ ~,1 fi a-h

13

impossibile, dato chc non ne conseguirebbe alcuna impossibilita, ncppure se il corpo fosse diviso in innurnerevoli parti, divise, a lora volta, in altrc innumerevoli parti ; quantunque nessuno, probabilmente, potrebbe in realta cscguire una tale divisione. Cornunque, data che it carpo e "totalmente ' divisibile, arnmettiamo chc esso sia stato diviso. Che cosa ne rimarra ? Una grandezza ] Ma cia non e possibile, perche, in tal caso, vi sara qualcosa chc non e stata divisa, mentre noi abbiamo presupposto chc

25 il corpo sia divisibile ' totalmcnte '. ::\Ia se, d'altra parte, non ne rimarra ne un corpo ne una graodezza, c sc la divisione viene ugualmente eseguita, allora il corpo 0 risultera composto di punti - e in tal caso le sue componenti saranno prive di grandezza - oppure esso non sara nulla affatto, e in questo secondo caso esso verrebbe prodotto dal nulla e sarebbe compcsto di niente, e l'intero corpo non sarcbbc altro se non apparenza. ::\'ia allo stesso modo il corpo non avra alcuna quantita, anche nel caso che si

30 consideri composto da punti. Pur ammettendo, infatti, che i punti venissero in contatto fra loro e costituissero un'unica grandezza e stessero simultaneamente insierne, essi non renderebhero affatto pill grande l'intero corpo, giacche, quando esso sia stato diviso in due 0 piu punti, il tutto 42 non divcnterebbe ne piu piccolo ne pili grande di prima; e. in conclusione, tutti i punti, anche sc venissero sornmati, non riuscircbbcro a costituire grandezza alcuna. 1\/13, anche se un corpOt in seguito a una

3] f} h divisione, vienc ridotto a una sorta di segatura C t in questa modo. un certo corpo si distacca dal1a grandezza, sara valido il medesimo ragionamento : in che modo, infatti, quella scgatura e di visibile ? Se cia che si e staccato non c un corpo, rna una forma separata o una qualita affettiva, e se la grandczza si identifica con punti o con contatti che hanno, in tal modo, come loro proprieta questa detenninata qualita affettiva, viene a risultare assurdo che una grandezza sia composta di cose che non sono grandezze .. Inoltre,

5 in che luogo si troveranno i punti? E saranno cssi immobili 0 in movimento? Tra due oggetti c'c sempre un solo contatto 43,

e cio sta a indicare chc c'e sempre una qualche altra cosa oltre i I contatto C oltre 13 divisione e it punto.

Queste sono le conseguenze alle quali si pervicnc sc si pone che un COT1}O qualsivoglia, qualunquc grandezza esso abbia, sia divisibile nella sua totalita, Oltre a cia, se io, dopo aver diviso un pezzo di legno 0 un qualche altro oggetto, 10 ricompongo, allora il legno ridiventa uguale a cio chc "era prima e riacquista

la sua unita. Ed e ovvio chc cia si verifichera, qualunque sia il 10 punto nel qualc io avro tagliato il lcgno: quest'ultimo, dunque,

e stato potenzialmente diviso nella sua totalita, Che cosa, dunque, resta ne1 legno oltre la divisione ] Anche se c'e in esso una certa qual ita affettiva, come mai il leg no si risolve in questc componenti 0 e costituito da esse? Oppure, come mai queste qualita affettive ,,"engono separate? ~c conseguira che, essendo impossibile la gcnerazionc di grandezze da contatti e da punti, ci dovranno 15 necessariamente essere corpi e grandezze indivisibili, D'altra parte, pero, se nui poniamo l'esistenza di qucsti corpi e di queste grandezze indivisibili, giungcrcmo a conseguenze non meno assurdc; rna su questo argomento noi abbiamo svolte Ie indagini

in altri luoghi 44 .. Tuttavia dobbiamo tentare di risolvere queste difficolta; percio dobbiamo impustare daccapo l'intero problema ..

Orhene: non e affatto assurdo che ogni corpo sensibile sia divisibile in qualsivoglia suo punto e che, non pertanto, sia indi- 20 visibile : un corpo, infatti, puo esscre divisibile in potenza e indivisibile in ' cntclcchia ' 45. D'altra parte,. pero, chc esso, ancorche

in potenza, sia simultaneamente divisibile nella sua totalita, sembrerebbe impossibilc, Set infatti, cio fosse possibilc, una siffatta divisione potrebbe essere anche realmcnte eseguita 416 (e ne con-

42 Ossia la somma delle parri separate,

43 Cfr. Phys, Z 231 b 2-9; De lin. insec, 972 a 28-30~

44 Phys, Z 231 a 21 sgg.; De caelo r 303 a 3 sgg.; De lin. insect 969 b 29 sgg.

45 Ho preferito translitterarc, qui e ovunque esso ricorra, il termine ivT£Atx.£~2. (. atto perfetto t) per rrlevarne la differenza da tvtpytttX che in genere ho tradotto con « atto .; e in c;io ho tenuto presente la delucidazione del Bonitz (Index Arist, 253): • videtur Arist, ~Xt.ux" ab ivt.py£t~ distinguere ut evEpytt.Cl actionem, qua quid ex possibilitatc ad plenarn et perfectam perducitur essentiarn, t.vT:&AeXttCl ipsarn hane perfectionem significet s.

4& In conformita con la definizione del terrnine 'possibi!e' (efr .. 316 a 19).

14

Genera Z ione e corr 1I isione, 1 (~\) ~ 2'1 .11 (i h-3J i (I

1 5

47 Cfr, Phys. Z 231 b 4-6~

41l 11 paralogismo e il seguente : a) cia che e ' totalmente d ivisrbi le ~ puo esse re risol to a in pa rti 0 in null a; b) un corpo e t pe r i pates i ~ ~ totalmente divisibile I; c) un corpo pUG essere risolto 0 in parti 0 in nulla, L'arnbiguita risiede nel tennine medio (' totalmente divisibile t) che nella premessa maggiore pone la divisibilita come srrmrltanea, nella rrunore, invece, come successivamente graduale (efr. An4 pr, 64 b lO-25)t

49 cr-. Phys. Z 231 b 6-10.

in Ulla qualsivoglia parte della grandczza stcssa c che tutti i pUlltl

si trovino in tuttc lc parti di essa allo stesso modo che ciascun punta singolarmcnte preso; Ina in una qualsivoglia parte della grandezza non c'e lliu di un solo punta (giacche i punti non sono consccutivi) ~ d i conseguenza la grandezza non e total mente di v-isibile. Se, difatti, una grandczza fossc divisibile al centro, essa 10 potrebbe cssere divisa anche ill un PUlltO contiguo a quello centrale; < Ina cio non e possihile, ,.'" pcrche non c' c un .: segno ' so che sia contiguo ad un altro segno ne un punta che sia contiguo

ad un altro punto, mentre la divisione 0 la cornposizionc di una grandezza SI attuano proprio in questa modo. E da tutto cio consegue che si l)ossono pure attuare associazione c dissociazionc.

rna non fino a gralldezze atomiche ne a partire da grandezze atomiche (cio, invero, implichcrcbbc un grande numero di as- 15 surdita) ne in gllisa tale che la divisione v-enga eseguita in tutte

le parti della g-randczza (cio, infatti, sarebbe possibile solo a patto che un punto fosse contiguo a un altro punto}; rna la dissociazione si esegue fino a parti piccole 0 relativamente piccole, e l'associazione viene prodotta da patti relativamente piccole,

Questa, pero, non vuol dire affatto che la generazione sernplicc c perfetta si determini per associazione e dissociazione, come affermano, invece, certi filosofi 51, i quali sostengono che il cangiamcnto in un corpo continuo e alterazione ; rna proprio qui si cade ill tutti gli errori : infatti, il semplice processo di generazione 2(~ e corruzione non e dovuto ad associaziorie e a dissociazionc rna

,

si attua quando una cosa cangia nella sua interezza da questa

a qucst'altro. Essi, invece, credono che ogni cangiamcnto siffatto 52

sia alterazionc, mcntre, in realta, v-i intercorre una differenza.

I nfatti il sostrato di ogni cangiamento c costituito da qualcosa di formale e da qualcosa di materiale: quando proprio in queste due cornponcnti si attua il cangiamcnto, si avranno gencrazionc 0 25 corruzione ; quando, invece, il cangiamento si verifica nelle qua-

s~guirel)be non gia che il corpo sia sirnultaneamente in cntelcchi a tuttc e due queste cose - indivisibile, cioe, e divisibile -~ bensi che esso verrebbe solarnente diviso in qualsivoglia suo

25 punto); rna" in tal caso, di esso non rirnarra nulla, e il corl)() si sara vanificato ill qualcosa di incorporeo e, in questa caso, esso potra risultarc cornposto, ancora una volta, 0 da punti oJlpure assolutamente da nulla. :'\Ia come e possibile cii)? E cvidcnte, cornunque, che lln corpo vicne diviso ill grandezze che sono separabili e che diventano ognora pili piccole 47 e si vanno staccando l'una dall'altra c rimangono separate. 'Tuttavia, se si con-

3() tinua a dividere il corpo a parte a parte, 1() sgretolamento non pntra procedcre all'infinito c il corpo non potra essere sirnultaneamente diviso in ogni sua parte (questa, infatti, non i: possibile), rna solo fino a un certo limite ~ risultera, allora, che siano irnrnanenti al corpo grandezzc atomichc invisibili, specialmente se si ritiene che generazione e corruzione si verificano l'una per associazione, l'altra per dissociazione. Ed i: appllnto questo il ragionarnento, apparentemente inconfutahile, che induce ad am-

317 a metterc I' esistcnza di grandczzc atomichc ; rna accingiamoci ad affermare che esso nasconde un paralogismo e a precisare in che scnso 10 nasconda 48. Poiche, infatti, non eli! alcun punta che sia contiguo 49 ad un altro punto, la totale divisibilita di un carpo c, in un senso, possibile, rna in tln altro no. Se si arnrnette la totale di- v isibilita di una grandezza, sernbra che in essa ci sia un punto non solo in una qualsivoglia sua parte, rna anche in tutte

5 le sue parti, sicche la grandezza verra ncccssariamente divisa fino ad essere nullificata: infatti, poiche c'e un punto in tutte Ie parti della grandczza, nc conscguira che questa c com pasta o da contatti 0 da punti, :\Ia la tot ale divisibilita della grandczza si puo ritencrc possibile solo a patto che ci sia solo un punto

50 II tennine ' segno t ~ a differenza di ' punto \. ha accezione non solo spazialc, rna anche ternporale , come ~ istante ' (efr. Phys. 0 262 b 2t 25; De caelo B 285 a 11) ..

.51 Gli Atornisti.

b2 Ossia il cangi amento che si attua nel continuo.

16

Generazione e corruxione, 1 ( ... ~), 2-3, 317 a-b

Generasione e corruzione, I ( .. \)~ 3. 317 b

17

lita affettive - vale a dire in via accidentale -. allora si avra alterazione. La dissociazione e l'associazione si limitano, da parte loro, a rendere piu <0 meno) facili la distruzione (0 la generazione) delle cose : se, infatti, le gocce d'acqua si disgiungono in goccioline semprc pili piccole, si genera piu rapidamente l'aria ; se~ invece, esse si accumulano, l'aria si produce con maggiore lentezza,

30 Ma cio risultera pill chiaro nelle trattazioni seguenti 53; per

ora si consideri stabilito solamente questa: che, cioe, la generazione non pub identificarsi con un'associazione, almena nel modo in cui certi filosofi afferrnano M_

3~

nazione. Se esso sta ad indicare cio-che-e-originario, allora ci sara generazione di una sostanza da una non-sostanza ; rna cio che non ha ne una sostanza ne un'essenza determinata, non pub avere neppure alcun'altra categoria, vale a dire ne qualita ne quantita ne luogo (altrimenti Ie qualita affettive delle sostanze 10 verrebbero a esistere separatamente daIle sostanze stesse); se, d'altra parte, il termine' assoluto ' viene riferito a cio-che-universalmente-non-e, allora si avra una negazione universale di tutte

Ie cose esistenti e, quindi, cio che viene generato verra generato

dal nulla.

Questi problemi sono stati discussi e precisati con maggiore ampiezza in altri trattati s", rna anche adesso noi dobbiamo ribadire che in un certo senso la generazione procede da cio-chenon-e .. in-sense .. assoluto, e che, in un altro senso, essa procede 15 sempre da cio-che-e = infatti, cio che esiste in potenza rna non esi ...

ste in entelechia, deve necessariamente preesistere e viene indicato in tutte e due Ie maniere S9. Ma, anche dopo queste precisazioni, noi dobbiamo ritornare sui nostri passi per affrontare un problema che presenta una straordinaria aporia: come mai, cioe,

sia possibile una generazione assoluta, sia che questa proceda da cio-che-e-in-potenza sia che si origini in qualche altro modo. 20 Noi ci potremmo chiedere se ci sia generazione di una sostanza

- ossia di una cosa determinata -t rna non di una qualita 0 di una quantita 0 di un Iuogo (e allo stesso modo la questione andra posta anche per quanta concerne la corruzione). Se, infatti, un qualcosa viene generato, e evidente che vi sara una qualche sostanza - una sostanza in potenza, rna non in entelechia - dalla quaIe sara venuta fuori la generazione e nella Quale necessariamente verra a cangiare cia che si distrugge. E allora noi ci chiediamo: pub- questa sostanza avere qualche altra determina- 25 zione che sia in atto? In altri termini: puo una quantita, ad esem .. pio, a una qualita 0 un luogo essere predicato di cio che solo potenzialmente e una cosa determinata ed esistente, mentre in senso assoluto non e una cosa ne determinata ne esistente? Se, invero,

Cib stabilito, dohbiamo esaminare in primo luogo se c'e qualche cosa che venga generata e distrutta in modo 'semplice' 55,. oppure nulla nasca e nulla perisca in senso proprio, rna ogni cosa venga generata da qualcosa e sia qualcosa, come, ad esempio, il sano dall'amrnalato e l'amrnalato dal sano 0 il piccolo dal

35 grande e il grande dal piccolo, e COS! via per tutte le altre case

317 b allo stesso modo, Se, infatti, si ammette una generazione in senso assoluto, una cosa verra generata da cia che in senso assoluto non ... e, e sarebbe, quindi, esatto dire che certe case hanna come predicate il non-essere 66,. Difatti una generazione determinata procede da un determinato non-essere, ad esempio da non-bianco o da non-bello; invece la generazione assoluta procede da cia ...

5 che-assolutamente-non-e. Ora il termine ' assoluto ' sta ad indicare 0 cia che e originario in ciascuna categoria dell' essere 57, oppure l'universale, cioe quello che contiene ogni altra deterrni-

$,3 In 328 8 23-b 22 e pill precisamcnte in 328 a 33-34 (Gohlke); il Bonitz rinvia, invece, a Meteor .. ~ 5.

M Come associazione di atomi (Filopono) ..

li «Without Qualification _ (J OACHIM, p. 88),. come in 314 a 7. Cfr ..

anche An~ PO!t. 89 b 36-90 a 5.

~6 Probabile ricordo di PLAT. Soph., 237 a sgg.

57 ,. Id quod primum inter omnia praedicamenta entis, prout scilicet simpliciter ens dicitur de substantia. (THOM~ Comm. 46) 5)"

58 Phys, A 6-9~

59 Come essere e come non-essere (cfr., tra Pal tro ~ Phys. A t 91 b 13-16) ..

18

Ge neraz ione e corrue ione, I (A), 3, 3 J 7 b-3 J 8 a

t

Generaeione e corruzione, I (.\), 3) 318 a

19

u na talc: sostanza I10Il possiede nessu n prcd icato ill atto, Ina Ii possiedc tutti in potenza, allora un essere che non e un-esserc-dc-

" .... , r _ ...

terrnmato potra avere un esistcnza separata c, cosa aneor plU

3() grave~ la gcnerazione verra prodotta da un non-essere preesistente - cosa che i primi filosofi pavcntarono continuarnente pill di ogni a1tra ~ ; d'ultra parte, se non ci so no ne uu'essenza determinata ne UI1a sostanza, 1113 c'e, invccc, qualcuna delle altre determinazioni cui abbiarno accennato, allora, come gia dicemmo 60, le qual ita affctrive avranno un'csistenza separata dallc sostanze.

Di questi problerni I10i dobbiarno occuparci col massirno impegno, anchc per sapc:re <111a1c sia la causa della pcrcnnita 35 dcl1a generazione, sia di quell a assol u ta sia di q uella parziale 6l.

"' 1 ~ a E renendo presentc che llna causa C {IUe11a dalla quale noi facciamo derivate I'mizio del rnovimento e un 'altra causa e quella che si identifica con la materia, proprio di quest'ultima noi dobbiamo parlarc. Della prima, infatti, abhiamo preccdcntemcnte discusso nei nostri trattati sui movimento 62, O\Te abbiamo distinto cia che e etcrnamcntc immobile da cio che e mosso secondo un mota

5 continuo: ~)er quanto concerne quello che fra questi due principi c immobile, 10 studio (: riservato a un'altra c piu clcvata ' filo.sofia' 63; per quanto, invece, concerne cia che, mediante la continuita del suo stcsso movimcnto, muove le altre case, noi dobbiamo dare spiegazioni in apI)resso 6it,. quando precisererno quale delle cosiddctte cause particolari abbia qtlcste caratteristiche.

Ora, invece, dobbiamo indagare sulla causa considerata nel suo aspetto materiale, mediante la quale generazione e corruzionc

10 esercitano la loro ctcrna presenza nella natura: questa lato della questione si l"lresta ad essere chiarito e puo gettare,. nella stcsso tempo} una lucc anche sui problema che poc'anzi as ci creava difficolta, quando ci dornandavarno in che modo mai si debba

GO I n 3 1 7 h 1 0 - 11 .

61 Ossia alterazionc, accrcscimcnto-dirninuaione, spostarnento di una

sostanza gia esistcnte.

G2 Phys. (-:-) 258 b 10 sgg.

'J3 A 11 a teo] 0 g i a 0 fi ] os 0 fi apr i m ,} (c f r . ..'It tap h 4 E 1 026 a 1 0 - 3 3 ) . (.4 J n B io.

~~ 1 n 3 t i b 1 - i .

parlare anche della corruzione e della generazionc in senso assoluto ..

~Ia ci imbattiamo in una considerevole aporia anchc quando vogliarno sapcrc qualc sia la causa della pcrcnne continuita della generazione, dal momenta che cio-che-si-corrompe si dilegua

nel non-esscrc, e il non-esscrc C nulla (esso, infatti, non e ne 15 qualcosa di determinate ne q ualita ne q uantita ne luogo); se, intanto, pcrpctuamcntc qualcuna delle cosc csistenti si dilegua, pcrche mai l'universo gia da tempo non e andato in rovina e non

e SCOm}'arSO, dal momento chc si sia ovviarnente supposto come

to finito t cia da cui nasce ciascuna cosa generata ? In realta, I'inintcrrotta percnnita della gcncrazionc non poggia suI fatto che sia infinite cio da cui essa proviene ; giacche in atto nessuna cosa e 20 infinita, n13 solo in potenza per divisione 66, e di consegllenza si sarebbe dovuto verificare solarnente un tipo di generazionc, vale

a dire quello che non si esaurisce mai, perche progressivamente 67

~i genera qualcosa di pill piccolo: rna questo noi non l'osscrviamo,

E aJlora, in base al fatto che la distruzione di una cosa determinata ~ gcnerazione di un 'altra cosa, e la gcncrazioIlc di una cosa determinata e distruzione di un'altra, non si evincera forse la necessita che il cangiamcnto sia incessante j E, pcrtanto, per 25 quanta concerne it fatto che generazione e corruzione si verificano in maniera simile per ciascuna de11e cose esistenti, bisogna ritenere che 13 causa da 110i indicata as sia quella che e sufficit:nte }lCr ruttc le cose ; invccc, ~)cr quale motive si dica che alcune cose sono generate 0 distrutte in ... modo-assoluto e altrc non-in-rnodo-assoluto, c un problema che va nuovarnente esaminato, dal momenta che il processo secondo cui si 11a gcncrazionc di una 3{) cosa particolare e corruzione di un'altra ~ identico a1 processo secondo cui si ha corruzionc di una cosa particolare e gencrazione

di uri'altra ; ed e, questo, un prohlema che merita di essere discusso. Xoi diciarno, ad escmpio, chc una cosa c stata ora distrutta in modo assoluto e non soltanto come "un qualcosa '

6ti Cfr. Ph) IS 4 r 206 a 9-b 33.

ri7 Come avviene nel la progressiva dicotornia del continuo (efr .. Phys, ~-\. 185 b 10; B 200 b 20 e a ltrove).

6& La causa materiale (-::pwTI) .. ji:t:).

20

Gent!Taz,+one e corruzione, 1 (_.\) ~ 3) 318 a-b

Generazione e co rrusione , I (A)t 3t 318 b

21

di dctcrrninato ; in tal caso si ha una generazione in sensa assoluto o una distruzione anch'essa in senso assoluto. La cos a determi- 35 11at2, invece, e generata come "un q ualcosa " nla non i: affatto

318 b generata in senso assoluto : difatti noi diciamo chc colui che impara diviene conoscitore, rna non diciamo affatto che egli :C diviene ; in senso assoluto .. E la distinzione che noi spesso opcriamo quando diciamo che alcune case stanno ad indicare un oggetto dcterminato e altre no" va cstesa anche al problema che stiamo prendendo in esame,

In realta, il terminc in cui l'oggetto cangiante attua il mutamento si prcscnta in maniere differenti: cosl, ad esernpio, il passaggio verso il fuoco e, supponiamo, generazione assoluta, rna e, nella stesso tempo, distruzione di ' un qualcosa 't ossia, poniarno,

5 della terra; d 'altra parte, la generazione della terra e generazione di It un qualcosa ' e non affatto gencrazione in senso assoluto, rna e distruzione in senso assoluto, ossia, poniarno, del fuoco ; it che possiarno vedere in Parmenide 69, quando egli indica due cose in cui si attua il cangiamento, asserendo chc queste - vale a dire l'essere e il non-essere ~ sono rispettivarnente fuoco e terra. E non c'e alcuna differenza se si pongano per ipotesi questi elementi o altri di tal genere, giacche noi stiamo ora ricercando il modo di questi cangiamenti e non il loro sostrato ..

II passaggio verso il non-essere-in-senso-assoluto e distru ..

10 zione assoluta ; quello, invece, verso l'essere-in-senso-assoluto e gcnerazione assoluta. Pertanto, dei due termini in cui, come abbiamo precisato, si attua il cangiamento ~ siano essi fuoco e terra 0 anche altri - l'uno si identifica con I'essere, l'altro col non-essere. Questo eJ dunque, uno dei modi per stabilire una differenza tra iJ processo assoluto di generazione e di corruzione e il processo non assoluto di qucstc ; un altro modo, invece, t: quello in virtu del quale si stabilisce la suddetta differcnza in base all'eventuale proprieta della materia; difatti una materia, le

15 cui differenze stanno maggiormente a indicare una cosa determi-

~9 28 B 8, 51 sgg. Diels .. Kranz, ove probabilmente Parrnenide espone non la sua opinione, rna quella dei Pitagorici (cfr. Metaph~ A 986 b 27 .sgg.; per la quesrione vedasi J. Bl·R...'lET ~ Early Greel« Philosoph)' cit., pp. 182-7)~

nata, e maggiormente sostanza; una materia, invece, Ie cui diffe-

• It • ....... ..

renze indicano maggtormente pnvazlone, e maggtormente non-es-

sere; cosi, ad esernpio, se il caldo e un determinato predicate e una determinata forma, e il freddo, invece, e privazione, allora anche la terra e it fuoco vanno tra loro distinti secondo queste differenze.

La maggior parte degli uomini e, pero, del parere che la diffe-

renza tra generazione e corruzione risieda soprattutto nel fatto che I'una pub essere perccpita, l'altra no; quando, infatti, si at- 20 tua il cangiamento verso una materia che pub essere percepita con i sensi, si suole parlare di generazione; quando, invece, si attua it cangiamento verso una materia impercettibile, si suol par .. lare di corruzione, Dai piu, infatti, l'essere e il non .. essere vengono distinti secondo che si provi 0 non si provi una sensazione, alIa stesso modo in cui it conoscibile e essere e l'inconoscibile e nonessere (giacche~ a parer loro, la sensazione ha la stessa importanza della scienza}; pertanto, come essi credono di vivere e di esistere in virtu del fatto che essi percepiscono 0 hanno la possi- 25 bilita di percepire, cosi essi pensano che debba essere anche per

la realta oggettiva 70 e, cosl facendo, essi in un certo qual modo

si pongono sulle orme della verita, rna Ie loro asserzioni non sono afIatto vere. Del resto, la generazione e l~ corruzione, intese in senso assoluto, si presentano in maniera diversa secondo che si tenga dietro all'opinione 0 alIa verita; it vento e l'aria, infatti, secondo la percezione sono meno reali (percio si suole anche dire che le case che si corrompono in modo assoluto vengono distrutte perche cangiano • nel vento e nell'aria ' e che, al contrario, si ha 30 generazione quando esse cangiano in cia che e tangibile, ossia verso la terra); rna secondo la verita, invece, iI vento e l'aria sono un qualcosa di determinato e una forma in maggior misura che non la terra.

Noi abbiarno, dunque, precisato la causa del fatto che ci sono una generazione assoluta, la quale e corruzione di un qualche cosa, e una corruzione assoluta, la quale e generazione di un qualche cosa (la causa va, infatti, ricercata nella differenza

70 Cfr, PLAT. Theaet, 151 e sgg.J ove, come qui, si oppugnano le teorie di Protagora,

22

Generazione e corruxione, 1 (A)l' 3t 318 b-319 a

Gen~,azilme e corrueione , I (A), 3, 319 a-b

23

J 5 della materia, ossia secondo che questa materia sia una sostanza o una non-sostanza, 0 secondo che una materia sia maggiormente sostanza e un'altra no, oppurc secondo che la materia da cui

. ll ~J d si inizia c in cui termina il cangiamento sia maggiormente percettibile e un'altra 10 sia di meno); rna bisogna anche spiegar e distintamcnte per quale motive si dica che alcune cose sono ge .. neratc in sensa assoluto e altre, invecc, soltanto come un qualcosa di determinate, e per quale motivo cia non avvcnga mediante la gencrazione rcciproca di una cosa dall'altra secondo j!

5 modo che ora abbiarno indicate (finora, infatti, abbiamo precisato solamente questo, cioe perche rnai, pur idcntificandosi ogni generazione con la distruzionc di un'altra cosa e ogni corruzionc con la gcnerazione di un'altra cosa, noi non assegnamo aIlo stesso modo Ia generazionc 0 la corruzionc aIle cose che cangiano reciprocamcnte I'una nell'altra: invece, nella questione posta successivarnente 71, noi non tocchiamo pill questa difficolta, rna ci chiediamo, ad esernpio, perche mai non si dice che chi impara si genera in sensa assolu to, rna soltanto che egli si genera come

1 () conoscitore, mentre diciarno, a1 contrario, che cia che nasce viene generato); e la spiegazione 72 viene data in base alIa differenza delle categorie. Alcune cose, infatti, stanno a indicare una sostanza, altrc una qualita, altre una quantita ; pertanto, tutte quelle case che non stanno ad indicare la sostanza non si dicono generate in scnso assoluto, rna solo come un certo "qualcosa ' t Ci& nonostante, in tutte Ie categorie si parla similmente di gencrazione quando si intende indicare una delle due serie di con-

I 5 trari 73, ad esernpio, nella categoria della sostanza se si genera fuoco c non terra, e nella catcgoria della qualita se un tale diventa conoscitore e non gia sc diventa ignorante.

Abbiarno, dunque, dato le nostrc spiegazioni suI fatto che alcune cosc sono generate in senso assoluto e altre no, ed abbiamo affrontato questo problema tanto in linea generale quanto nell'ambito specifico delle sostanze ; ab biamo, altrcsi, spiegato per quale motivo il sostrato, inteso come materia, sia la causa della conti-

nuita della gcnerazionet avendo esso la capacicl di cangiare nei contrari e identificandosi, nell'ambito delle sostanze, la gene- 20 razione di una cosa sempre con la distruzione di un'altra e la distruzione di una cosa sernpre con la generazione di un'altra .

Non e, tuttavia, indispensabilc sollevare un'aporia per sapere pcrche continui a vcrificarsi la generazionc sebbene Ie case continuamcntc pcriscano 74: come, infatti, si suole parIare di corruzione in senso assoluto quando una cosa sia pervenuta a cio che non si puo percepire e 31 ' non-cssere " allo stcsso modo si suole anche parlare della gcnerazione dal ' non-essere ' quando una cosa proviene da cio che non si puo pereepire. Quindi, tanto se il 25 sostrato sia qualcosa, quanto se esso sia nulla, la generazione provicne da cio-che-non-e : e di conseguenza non solo c'c gcnerazione dal non-essere, rna similmente anche corruzione nel non-



essere. Percio e verosimile che la generazionc non venga mal

meno, giacche 1a gcncrazione e distruzionc del non-essere e la corruzione e generazione del non-essere. 1\1a questo non-esserein-senso-assoluto [si potrebbe sollevarc la questione] e, forse, uno dei due contrari, ad csempio, Ia terra 0 cio che e pesante 30 e it non-essere, mentre il fuaeo 0 do che e Icggcro e l'essere j Oppure no, rna l'esserc e, altresi, la terra, mentre il no~-es~ere

e la materia, vale a dire la materia della terra e del fuoco indiffercntemente? E ancora: e, forse, diversa la materia di ciascuno

di questi due elementi ? Oppurc <la materia e la stessa, altrirnenti) non si potra avere una generazionc reciproca di un elemento

dall' altro, ossia di un contrario dall' altro (esscndo i contrari pro- 319 b prieta di qucste cose, vale a dire del fuoco, della terra, dell'acqua

e dell'aria)? Oppure in un certo sensa la materia e la stessa, in

un a1tro c diversa? Infatti, cio che - in qualunque modo esso

sia "i'5 - fa da sostrato, e 10 stesso, rna la sua attuale esistenza non

e affatto la stessa 76.

::\la su qucsti problemi basti quello che abbiamo detto.

71 ce. 318 a 33 sgg.

71 Al quesito posto in 3-5.

n Cioe la serie positiva, come in Metaph, A 1072 a 31 ..

74 Si risponde all'obiezione di 318 a 12-23. ".$ In quanto 1t pwn, u'A r,t

76 • Materia earum quae transmutantur ad invicern, aliqualiter est

eadem et aliqualiter alia. Subiecto enim est eadem; et hoc est quod [Arist.] dicit quod id quod subiicitur est idem, qualitercumque sit ens (quia sci-

I

I

,

24

Generazio"~ ~ corrusione, I (A), 4~ 319 b

Generazione t corrusione, I (A), 4, 319 b-320 a

25

4.

stituiscc il termine finale del cangiamento sia una qualita affettiva dell'altro contrario; altrimenti si tratterebbe di alterazione. Supponiamo, ad esernpio, che I'uomo musico sia andato 25



.. .

'distrutto e che sia stato generato, mvece, un uomo a-mUS1CO e

che l'uomo permanga come qualcosa di identico, Se, pertanto,

la rnusicalita 0 la mancanza di musicalita non fossero state una qualita essenziale dell'uomo, si sarebbero verificate generazione di una qualita e distruzione dell'altra: percio, per quanto concerne

it termine' uomo " si tratta di modificazione di qualita affettive; rna, per quanto concerne i termini ' uomo-rnusico ' e ' uorno-amu ... sico J, si tratta di generazione e corruzione, In realta, perc', musicalita e mancanza di musiealita sono affezioni di un sostrato che 30 permane 79; eppero siffatti cangiamenti sono alterazione.

Quando il cangiamento di un contrario nell'altro si attua in rapporto alIa quantita, si hanno accrescimento e diminuzione; quando si attua in rapporto al luogo, si ha traslazione; quando si attua in rapporto all'atfezione e alIa qualita, si ha alterazione; quando, invece, non permane nulla di un sostrato il quale abbia

uno dei due contrari come affezione 0, in genere, come una qualsivoglia proprieta accidentale, allora si avra generazione 0) at 320.

Dobbiamo ora ·dire in che cosa generazione e alterazione differiscono tra Ioro, giacche noi sosteniamo che questi cangiamenti sono diversi l'uno dall'altro 77. Dal momento che una cosa e il sostrato e un'altra cosa e la qualita affettiva, la quale e naturalmente disposta ad essere predicata del sostrato, e dal momento che c'e cangiamento di ciascuna di queste due case, si ha l'altera-

10 zione quando it sostrato che e sensibile, pur pennanendo identico nella sua essenza, cangia nelle sue stesse qualita affettive, tanto se queste siano contrarie tra loro quanto se siano intermedie (cosl, ad esempio, un corpo e una volta sano e un'altra volta malato, pur conservando la sua identita di COrpO, e il bronzo e una volta curvo e un'altra volta angoloso, quantunque sia 10 stesso bronzo); quando, invece, una cosa cangia come intero 78 senza che per-

15 manga identico nulla di sensibile come sostrato, rna, ad esempio, dal seme come intero si produce sangue, 0 dall'acqua <come intero) si produce aria, 0 dall 'aria come intero vien prodotta aeq ua, aUora un cangiamento siffatto e senz' altro generazione di una sostanza e corruzione di un'altra, soprattutto se il cangiamenta procede da cia che e impercettibile a cio che pub essere percepito per mezzo del tatto 0 di ogni altro senso, come, ad esempio, l'acqua viene generata dall'aria 0 viene distrutta in essa:

20 I'aria, infatti, e press'a poco impercettibile. Ma se in questi casi una determinata qualita afJettiva appartenente a una coppia di contrari rimanga identica tanto in cio che e stato generato quanto in cio che t: stato distrutto (se, ad esernpio, quando da aria si genera acqua, tanto l'aria quanto I'acqua sono trasparenti e fredde), non si deve ritenere che uno dei contrari - quello, cioe, che co-

. ..

contrario, corruzione.

Da parte sua la materia e, piii di ogni altra cosa e in modo precipuo, il sostrato che fa da ricettacolo alia generazione e alia corruzione ; rna, in un certo senso, essa fa da sostrato anche agli altri tipi di cangiamento, giacche tutti i sostrati possono essere ricettacoli di certe contrarieta 80.-

A proposito, dunque, della generazione ~ se essa si verifichi 5 o non si verifichi, e in che modo si verifichi - e a proposito del .. I'alterazione valgano Ie precisazioni che noi in questo modo abbiamo fatte.

licet non est actu sed potentia}. Non est autem idem secundum esse vel rationem: aliam enim rationem et aliud esse accipit prout est sub diversis formis, et etiarn secundum hoc ipsum quod ordinatur ad diversas fonnas; sicut corpus est aliud ratione secundum quod est aegrotabile, et aliud secundum quod sanabile, Iicet sit idem subiecto , (THOM. Comm. 72, 6).

77 Cfr, PhylA E 224 a 21-226 b 17.

,. Come sinolo (TR1COT, p. 38). Per il concetto di 'intero' efr.

Metaph.. ~ 26.

18 11 Joachim, non seguendo i codici rna Filopono, anticipa I'espres .. sione WV 8£ rci&ot; TOUW WU U1rolL£voVTO<; alia linea 28.. La tradizione rnanoscritta (seguita, invece, dal Mugler) sembra confortata dall'analogia con Ie linee 10-11.

10 Cfr .. Metaph. H 1042 a 32-b 7"

26

Generasione e corrueione, I ( ... t\). 5, 320 a

Generazione e corruxione, I ( ... \), 5, 320 a-b

27

5.

e, al contrario, le parti di un corpo che diminuisce tendono verso

un luogo che diventa di volta in volta piu piccolo. .. .

E, dunquc, evidente che le differenze del cangtamento [1- 23

siedono non solo in cia nel cui ambito esso si svolge, rna anche nel modo in cui esso si svolge, secondo che un corpo venga generato 0 alterate 0 accresciuto, Ma per quanto concerne cio nel nel cui ambito si svolge il cangiamento chc si dctermina come accrescimento 0 come dirninuzione (ed e ovviamentc la grandezza cio can cui il crescere e il diminuire hanna a che fare), si deve forse ritcnere che un corpo e una grandezza si gcnerino da

cio che in potenza e grandezza e corpo rna in atto e, invece ". privo 30 di grandczza e di corpo? E poiche anchc cio pub essere mteso

in due modi diversi, in quale di questi due modi si attua l'accrescimento? Da una materia,. cioe, che ha di per se csistenza separata 0 piuttosto da una materia chc e gia presente in un altro corpo? Oppure sono irnpossibili tutte e due questc alternative?

In realta se la materia ha esistcnza separata, essa 0 non occu-

, -

pera nessun luogo (3 guisa di un punta "3) oppure vc~ra ad identi- 310 b

ficarsi con un vuoto, ossia con un corpo che non puo essere. percepito S4; rna, di queste due ipotesi, 13 prima non e a~~issibile, l'altra implica necessariamentc la presenza della matena in qual-

che altra cosa 85, I nfatti , cio che si genera da cssa occupera sern-

pre un qualche luogo, e di eonscguenza anch'essa dovra occupare

un qualchc luogo, c I'occupera 0 di pe~ se direttamente,. 0 pe~ accidente. Se, invece, essa sara presente m qualche cosa, l'jpotesi 5

~ ,.

che essa abbia esistenza in modo tale da non cssere -- ne per se

immediatamente ne per accidentc ~ proprieta di quella cosa, verra a provocare anch' cssa molte assurdita, Dico, ad esempio , chc la generazione dell'aria dall'acqua non sare~be d~v~ta al cangiamento dell'acqua, rna al fatto che la matena .dell ~t'1a .sarebbe presente nell'acqua come in un vaso. Nul!a, tnfa~tl, vieta che nell'acqua sia presente un infinito numero di matene e c~~,

di conseguenza, queste si gcnerino anche in atto ; e, oltre a CIO, 10 la gencrazionc dell'aria dall'acqua non risulta con evidenza nean-

Ci resta da trattare dell'accrescimento e da precisare in chc cos a esso differisca dalla generazione e dall'alterazione, e in che modo si produca la crescita di ciascuna cosa che si accresce e Ja 10 diminuzione di qualsivoglia cosa che diminuisce.

Bisogna, dunque, esaminare in prirno luogo se la diffcrenza che intercorre tra questi cangiamenti risieda esclusivarnente in cia nel cui ambito ciascuno di essi si svolge 81 (vale a dire, bisogna vedere se questi processi differiscono perche il cangiamento da questa cosa a quest'altra - ad esempio da una sostanza in potenza a una sostanza in ' entelechia ' - e generazione, mentrc il cangiamento secondo la grandezza e accrescimento e quello secondo una qualita affettiva e alterazione, e, quindi, accrescimento e alterazione sono rispettivamente un cangiamcnto di cio

15 che passa dal1a potenza all" cntelechia " cioe di una grandczza 0 di una qualita affettiva) oppure differisca anche il modo del cangiamento. E evidente, invero, che un corpo che subisce 1 ~ alterazione 0 un corpo che viene generato non cangiano necessariamente secondo il luogo, mentre, al contrario, un corpo chc cresce 0 diminuisce muta luogo, ancorche in modo diverse da un corpo che si sposta .. Infatti cia che si sposta muta Juogo in tutta la sua

20 interezza, mentrc cio chc cresce si comporta come un materiale che viene stirato 82. Pur rimanendo ferrno l'oggetto, le sue parti cangiano, in realta, secondo il luogo, in modo diverso, pero, dalle parti di una sfera: queste ultirne, infatti, attuano il cangiamcnto in un luogo che conser va le stesse dimensioni e nel q ualc la sfera permane nella sua interezza; invece le parti di un corpo che cresce tendono verso un luogo che diventa di volta in volta piu grande

81 • In generc circa quod est quaelibet istarum transmutancnum w (THOM. Comm. 83, 2).

8:1 • Illud autem Quod augmentatur mutat locum sicut illud quod deducitur, puta metallum per rnalleationem vel etiarn humidum in vase per infusionem sive quodcumque eiusmodi corpus; quo quidem in eodem loco manente, partes eius transrnutantur secundwn locum, vel per extensionem vel quocamque alio modo. (THO!\-f. Comm, 85. 4).

83 Cfr. Phys .. a 212 b 14. 220 a 20; Z 231 a 25. M Cfr. Phv«. ~ 213 a 27-31. 213 b 31-214 all. 85 In un altro corpo sensibile (err. 320 a 34).

28

Generasione e corrutsione, 1 (&\)t 5, 320 b

Generazione e corruzione, I (~\)~ 5, 320 b-321 a

29

che in questa modo, cioe mediante la fuoruscita dell'aria da un ~ualco.sa che. permane. E preferibile, percio, ritenere che in ogni tipo di cangrarnento la materia non sia separabile dai corpi, neJ sensa che essa e identica e unica per numero rna non per defini-

15 zione. Ne, d'altra parte, 1a materia di un corpo deve essere concepi.ta come punti 0 linee 86; essa e, invece, cia che ha i punti e Ie hnee solamente come sue estrernita e non puo mai esistere senza possedere una qualita affettiva 0 una forma ..

Come abbiamo precisato anche in altri luoghi 87, una cosa nasce da un'altra in modo assoluto, e nasce, altresl, per opera di qualcosa che gia esiste in entelechia 88 e che e a della stesso genere 0 della stessa specie (ad esernpio, it fuoco per opera del

20 fu~o 0 ru~mo per opera dell'uomo), oppure nasce per opera dell entelechia stessa 89 [un oggetto duro, infatti, non viene prodotto per opera di un altro oggetto duro]; e poiche c'e anche una materia da cui si genera la sostanza corporea e che e materia di un corpo gia determinato (non esiste, in realta, aleun corpo-ingeneral e), essa e identica come materia tanto di una grandezza quanto di una qualita affettiva e puo essere separata solo per definizione rna non per il luogo, a meno che non vogliamo ammettere che anche Ie qualita affettive possano avere un'esistenza separata.

25 DaIle nostre precedenti discussioni 90 e risultato con evidenza

che l'accrescimento non e cangiamento di una grandezza che esista solo in potenza rna che in atto non abbia grandezza aleuna: in tal caso, invero, avremmo I'esistenza separata del vuoto ; rna ehe cia sia impossibile noi l'abbiamo detto precedentemente in altri luoghi 91. Inoltre, un siffatto cangiamento non sarebbe una peculiarita dell'accrescimento, rna magari della generazione, in-

81 Come credo no gli Atomisti (efr .. 315 b 33-316 a 2) e come sostiene Platone nel Titruo (efr. 315 a 29-33). Per un pili ampio esame di queste teorie efr. De caelo r 298 b 33 Bgg.; Metaph. B lOOI b 26 sgg.; Z 1036 b 7 sgg.

81 Probabile aIJusione a Phys. A 7 0 a Metaph. Z 1032 a 12 sgg. U Nella generazione naturale (efr. Meteor. 382 a 22 sgg.).

II Nella produzione artificiale (efr. Metaph, Z 1032 a 25 sgg.), IN) ce. 320 8 27-b 12.

II Phy!. ~ 6-9.

tesa come generazione assoluta .. Infatti l'accrescimento c aumcnto

di una grandezza gia esistente, e la diminuzione e una riduzione 30 di questa (percio l'oggetto che viene accresciuto deve avere gia una certa grandezza) e, di conseguenza, non si deve affatto ritenere che l'aecrescimento parta da una cosa che e priva di grandezza e proceda verso l'attuazione perfetta di una grandezza; in

tal caso, infatti, sarebbe magari possibile parlare di generazione

di un corpo, rna non di accrescimento ..

Noi, dunque, come se ci stessimo accostando all'indagine dac-

capo .. dobbiamo considerare pill attentamente quale sia la natura dell'accrescimento e della diminuzione e quali siano le cause di 321. questi due fenomeni, E, comunque, evidente che, quando un oggetto ha subito un accrescimento, quaIsivoglia sua parte si e accresciuta e che, allo stesso modo, nella diminuzione, qualsivoglia parte dell'oggetto e diventata piu piccola e che, inoltre, si ha l'accrescimento quando_ qualcosa si aggiunge, e si ha la diminuzione quando qualche cosa va via .. L'accrescimento, inoltre, si attua necessariamente mediante l'aggiunta 0 di un incorporeo 0 di un corpo. Se si attua mediante l'aggiunta di un incorporeo, allora 5 dovremo ammettere 1" esistenza separata di un vuoto; rna, come abbiamo detto precedenternente w, c impossibile che la materia

di una grandezza abbia esistenza separata. Se, d'altra parte, l'accrescimento si attua mediante ]'aggiunta di un corpo, allora ne] medesimo luogo verranno a coesistere due corpi, ossia tanto quello che subisce l'accrescimento quanto quello che 10 attua :

rna anche questo e impossibile. Ne e, altresi, ammissibile dire 10 che l'accrescimento 0 la diminuzione si producano allo stesso modo

in cui da acqua si genera aria, per il solo fatto che anche in quest'ultimo caso la massa e diventata pill grande; in questo modo, infatti, non si otterra accrescimento, bensl generazione del termine verso cui si attua il cangiamento e distruzione del termine contrario; e non si otterra, invece, accrescimento di nessuno

dei due termini, anzi si avra 0 accrescimento di nulla 0, piuttosto, accrescimento di un qualcosa che eventualmente appartenga

in comune a tutti e due i termini --- ossia a quello che viene gene-

92 Cfr. 320 a 27 sgg.

30

Generazione e corrusione, I (~\). 5, 311 a

Genuazione e corruszion«, 1 (A), 5. 321 a-b

31

rata e a quello che viene distrutto -, vale a dire accrescimento di un corpo. L'acqua, invece, non ha subito accrescimento, e neppure

15 I' aria t rna la prima e stat a distrutta e la seconda e stata generata: quello che ha subito l'accrescimento e, se mai, il corpo. :\la anche cia e irnpossibile .. Infatti noi dobbiamo preservare con la nostra definizione le proprieta essenziali dell'oggetto che cresce 0 dirninuisce. E queste proprieta sono tre: la prima c che qualsivoglia parte ~ella grandezza che subisce l'accrescimento si ingrandisce (ad csemplo, se cresce la carne, ogni parte di carne e piu grande);

20 la seco~da e che si ha l'accrescimento quando all'oggetro si venga ad aggtungere qualche cosa: la terza e che l'oggetto che viene accresciuto si conserva e persiste : difatti, mentre nella semplice generazione 0 nella semplice corruzione di un qualche oggetto, qucst'oggctto non persiste nella sua identita, nell'alterazione, invece, e nel fenomeno d'accrescimento 0 diminuzione I'oggetto che viene accresciuto 0 alterate persiste nella sua identita, rna

25 nel prime caso la qualita affettiva e nel secondo la grandezza non permangono idcntiche. Se, quindi, I'accrescirnento venisse identificato col cangiamento sopra accennato 93, un corpo pot~ebbe essen! accresciuto senza che nulla si aggiungesse [0 persistesse], e potrebbe cssere diminuito senza chc nulla venisse tolto, e sarebbe possibile anche che l'oggetto non persistesse nella sua identita. Ma appunto questa persistenza va conservata, giacche I'accrescirnento non prcscinde da un fondamento siffatto 9-1 ..

Si potrebbe anche chiedere che cosa sia cia che viene accre-

30 sciuto, set cioe, si accresca l'oggetto at quale viene ad aggiungersi una qualche COS3, come, ad esempio, se cresce una gamba, e appunto Ia gamba che si ingrandisce senza che, pero, si ingrandisca cia mediante cui si produce l'accrescimento, vale a dire il nutrirnento. Per qual motivo, allora, non vengono a risultare accresciute tutte e due questc cose insieme? Diventano, infatti, pill grandi sia cia che vienc aggiunto sia cia a cui l'aggiunzionc vien fatta, come quando, ad esempio, si mescola vino ad acqua, gia~che aUo stesso modo diventano piu voluminosi tutti e due questi ingredienti insieme, 0, forse, Ia differenza e dovuta al fatto

che la sostanza di una cosa permane, mentre quella dell'altra

_ vale a dire del nutrimento - non pcnnane? E cia accade 35

perche, anche ne1Paltro esempio. si ass~gna raccr~ci~ento a quello dei due ingredienti che predomma nella. rrusnone, ad 321 l.J

esempio al vino, dato, che la mes~olanza nella .sua mter~z~a eser-

cita la funzione del vrno e non gla quella dell acqua. Similmente anche nel processo di alterazione, se la carne persiste nell" essercarne' e conserva la propria essenza e se viene ad appartenerle

una qualche affezione essenziale che precede~temen~~ ~on le apparteneva, la came e venuta a subire alteraZlOne; Cl~. invece, mediante cui essa c stata alterata, talvolta non ha subito alcuna affezione talvolta anch'esso l'ha subita. )la la causa agente del- 5

, ~,

l'alterazione - ossia il principio del movirnento - e presente

nell'oggetto accresciuto 0 in quello alterato (a questi oggetti e, infatti, immanente cio che produce il movimento) ; e questa accade perche cia che e entrato in un corpo potrebbe talvolta

diventare piu grande a110 stcsso modo del corpo che l'ha assor~ bito _ come avvienet ad esempio, nel caso che, dopo essen"

penetrato, diventa respiro -; rna, cia nonostante, esso, do~o aver subito quest'affezione. risulta distrutto ne, d'altra parte. In 10

esso risiede cio che produce it movimento.

Ora che abbiamo sufficientemente esaminato queste difficolta.

dobbiamo tentare di dare una soluzione anche all'intero pro~ blerna 95 riconfermando che si riscontra un accrescimcnto quando

, .

roggetto accrescluto pennanc e gli si aggiunge .qua1c~sa, e SI

riscontra una diminuzione quando qualcosa va via dan oggetto. e riconfermando, inoltrc, che qualsivoglia parte p~rcettibile del~

. fi h . 15

I' oggetto e di ventata piu grande 0 piu piccola e, In ne, c e. ne

il COlPO e un vuoto fit! due ~randczze co~siston~ ne~ m~deslm~ luogo ne si produce accresclmento mediante I agglUnzlOne di

un incorporeo. Dobbiamo, quindi, assumere la causa dell'accre-

scimento precisando in primo luogo che i 'non-ome,?~~ri ~ 9ti

si accrcscono in virtu dell'accrescersi degli 'omeomert 9, (mfatti da questi ultimi ciascuno dei non-omcomcri risulta composto)

93 Cioe il cangiamento dell'aria dall'acqua .. 'H Cioe dal persistere dell'oggetto accresciuto,

yr; Delli'accrescimento~ " Le parti organiche .. " I tessuti.

_at

32

Generazione e cOrTuziotu!, I (A), 5~ 321 b-322 a

Generazione e corrusione, I (A)I 5" 322 a

33

t' in secondo luogo che i termini 'carne ~ c 'ossa' e ciascuno degli altri termini che stanno ad indicare Ie altre parti siffatte

20 - aUo stesso modo che tutte le altre cose la cui forma e presente nella materia - hanna una duplice natura: infatti tanto la materia quanto la forma prendono il nome di carne 0 di osso. Pertanto, l'accrescirnenm di una qU31sivoglia parte di un corpo mediante raggillnzione di un qualcosa e ammissibile in riferimento alla forma, rna non alla materia. Bisogna, invero, considerare questa lato del fenomeno come se si misurasse acqua con una misura

25 sernpre identica, giacche Ia parte che viene prodotta e di volta in volta ognora diversa. In questa sensa viene accresciuta la rna. teria ,de!la carne, ed essa non viene ad aggiungersi a ogni parte q~alslasl. della came" rna una parte scorre via e un'altra sopravviene ; SI produce, mvece, accrescimento in qualsivoglia parte d.eHa figura e della forma. L'attuazione progressivamente proporzronata dell'accrescimento si riscontra can maggiore chiarezza

~ell'a~bito ,dei .n~n-omeomeri,. ad, esempio di una mano: qui,

30 infatti, la diversita della materia nspetto alIa forma si nota COn

mag~,ore evidenza che non nell'ambito della came 0 degli orneomen rn genere; e percio si e portati a credere che un cadavere abbia aneora carne ed osso piuttosto che una mano 0 un braccio. In un sensa e dunque vera che qualsivoglia parte della came e stata accresciuta, rna in un altro senso no; infatti, secondo la forma si e prodotta un'aggiunzione a qualsivoglia parte di un corpo, rna secondo la materia no. Pill grande, comunque, e di-

35 ventato l'intero, perche ad esso si e aggiunto un qualcosa che

322. prende il nome di nutrimento ° di ' contrario ' 98 e perche questo qualcosa va cangiando nella medesima forma della came come

. ~

avviene, ad esernpio, quando al secco si aggiunga l'umido e que-

st'ultimo, una volta aggiunto, cangi e si dissecchi anch'esso : in un sensa, infatti, il simile si accresce mediante il simile, rna in un altro sensa il dissirnile si accresce mediante it dissirnile.

Si potrebbe anche sollevare una questione circa Ie qualita che deve possedere cia mediante cui si produce l"accrescimento. 5 E evidente che cio che produce l'accrescimento deve potenzialmente identificarsi con cio che viene accresciuto: ad esernpio,

se la carne viene accresciuta, esso deve essere carne in potenza; in entelechia, pero, esso e un'altra cosa.. E quest'altra cosa, quindi, e diventata carne solo quando abbia sub ito un processo di distruzione .. Essa, pertanto, non si e trasformata di per se (in tal caso, infatti, si tratterebbe di generazione e non di ac .. crescirnento), rna si e trasformato it corpo che viene accresciuto per mezzo di essa. Qual e, allora, }'affezione che essa ha dovuto subire per opera del corpo che viene accresciuto? 99 Forse una miscela, come avverrebbe quando, se si versasse acqua ne1 vino, quest'ultirno avesse la capacita di mutare 1a miscela in ~~o?

E come il fuoco, essendo venuto a contatto col cornbustibile, 10 <10 muta in fuoco in entelechia), cosi ta forza accrescitiva, presente nel corpo che viene accresciuto e che e gil in entelechia, produce came in cntelechia dopo che sia sopraggiunta carne in potenza. Naturalrnente, cia che e sopraggiunto deve stare insieme col corpo che viene accresciuto ; se, infatti, fosse separato dal corpo, si avrebbe gencrazione. E: possibile, infatti, produrre in questo modo fuoco, gettando legna su un fuoco che

gia sussiste: cosi si produce accrescirnento 100; nel caso, invece, 15 che la stessa legna cominci ad ardere, allora si avra generazione.

Nell'accrescimento, poi. non si produce una quantita-in-generale, proprio come non si genera un animale che non sia ne uamo ne un qualsivoglia animale in particolare (anzi cio che nella generazione sarebbe un animale-in-generale, nell'accrescimento corrisponderebbe a una quantita-in-generale}, rna si producono came 0 osso oppure mano <0 braccio) e cosl anche gti omeomeri di questi, e si producono quando sia sopraggiunta una determinata quantita di qualcosa, rna non gii\ una carne avente una determinata quantita, Pertanto, nella misura in cui 20 cio che sopravviene e in potenza tutte e due Ie eose 101 - ad esempio una carne avente una determinata quantita -, in questa stessa misura esso produce l'accrescimento (giacche e indispensabile che vengano prodotte sia una quantita determinata sia una

II' In quanto dissimile (cfr. De anim, B 416 a 23-34).

89 Cosi il JOACHIM (pp, 32-3), sopprimendo 1)U~~~.

100 • Ignis ex propria et insita virtute convertit combustibilia in se ipsum t (ZABARELLA; ad hoc).

101 Quantita e corpo ..

34

Generazione e corruxione, I (A)~ 5-6~ 322 a-b

Gene1'azione e corrusstone, 1 (A), 6, 322 b

35

6.

affrontati in maniera vaga e imprecisa. Difatti, tutti quci filo- 5 sofi lOS che considerano gli clementi come sottoposti alla gencrazione e tutti queHi lot. che considerano sottoposte alla generazione Ie case che dagli elementi sono cornposte, fanno ricorso ai termini I dissociazionc ' e I associazionc " , agire ' e ' patire '. L'associazione e una mistione; ma in che sensa si usi il termine 'mistione ' non e state precisato con chiarezza. D'altra parte, non si possono produrre ne un'alterazione ne una dissociaz,ione 0 un'as,sociazionc senza che ci siano un agcnte e un paziente. Infatti, 10 non solo quci filosofi che pongono una molteplicita cli, elemen~i fanno generare questi dementi clall'azionc e dalla ~asslone rcciproca dell'uno da parte dell'altro, rna anche quel filosofi ~hc fanno derivare ogni cosa da un solo elemento sono costrettt a

.. .. D" 107

parlare di I azione '; e correttamente st espn~e lOgene

quando dice chc, se tutte Quante Ie cose non ~eflvasse~o da un~ cosa sola, non vi sarebbero l'azione e la passlone rectproche dl

una cosa da parte dell'altra 108; cosl, ad esempio, cio che e caldo 15

non potrebbe diventare frcddo e questo non potrcbbe a sua volta riscaldarsi; infatti ne i1 calore ne il freddo cangiano l'uno nell'altro rna e ovviamente il sostrato quello che cangia, di guisa

chc e ne~essariamente unico il 80str3to naturale 100 di tutte quelle cose in cui si riscontrano l'agire e it patire. E errato, comunque, asserire chc cio vale per tutte Quante Ie cose, rna tuttavia I'affermazione di Diogene e csatta, se si limita a quelle case in cui 20 si riscontrano I'azione e la passione reciproche dell'una da parte

dell' altra ..

1\-1a sc intendiamo condurre l'indagine sull'agire e sul patire

c sulla mistione, non possiamo fare a meno di estenderla anche 31 contatto: infatti Ie case che non si toccano reciprocamente

detenni_nata carne); rna nella misura in cui esso e in potenza carne, In questa stessa rnisura fa da alirnento ; in cia infatti di~eriscono tra lora la nozione di nutrizionc e quella di accre~ S~lment~, Ec,co perche un corpo si nutre per tutto il tempo che rimane In vita, anche quando diminuisce, mentre non sempre (_~so cresce; ed eeeD, anche, perche la nutrizionc e in un certo

25 senso identica all'accrescirnento, rna la sua cssenza e un'altra cosa; infatti, solo nella misura in cui cio che sopraggiungc e in potenza una determinata quantita di carne, solo in questa rnisura esso ha 1a capacita di accresccre la carne, rna nella misura in cui e semplicemente carne-in-potenza esso non e altro che alimento.

Questa forma 102 [senza materia] 103, a guisa di canalc, e una certa potenza. insita nella materia. Se, pero, sapravvenga una q.ualche materia che potenzialmente e un canale e possiedc poten-

30 ziaimente anche una determinata quantita, allora i canali 104 div~nta.no pi~ grandi. Se, invecc, la forma non ha pili la capacita d~ ague e SI co:nporta come acqua che in copia scmpre maggiore viene mescol~ta col vino e che alla fine rende it vino acquoso e 10 converte In acqua, allora essa causera una diminuzione di

.., . \

quannta ; CIO nonostante, pero, Ia forma persiste ..

311 b

Nella nostra indagine sulla materia e sui cosiddetti ' elementi ' dobbiamo dire. in prirno luogo, se essi sono davvero elemcnti ~ppure no, e se ciascuno di essi e eterno oppure viene generato m un, q~alche modo, e set nel caso che vcnga generato, tutti quantI. 51 ~encrano reciprocamente I'uno dall'altro oppurc uno solo dl essi e qualcosa di originario. Sarerno, pcrcio, costretti a dare 1a preccdenza ad argomcnti che sinora sono stati di solito

101 Come, ad esempio, Anassagora (efr. 314 a 13-1S, 314 a 24-b 1). gli Atomisti (cfr. 314 a 21-24, 315 b 6-15, 315 b 33-316 a 2), PIstone (cfr, 315 a 29-33, 315 b 28-316 a 4) 0 anche Anassimandro (cfr. Mu-

GLER, p. 84).

106 Come Pannenide nella, via dell'opinione • (efr. 318 b 6-7) ed Em-

pedocle (cfr, 314 b 7-8, 315 a 23-25). 101 Diogene di Apollonia.

108 64 B 2 Diels-Kranz ..

1011 Nel sensa di • qualcosa di individuale " come in Phys. A 191 a 8.

102 Cioe 1a forma che cresce in ogni sua parte (efr .. 321 b 22-34).

" 108 11 J?ACHIM (p. 135) considera interpolata questa espressione, e

I ln~erpolaz!One sarebbe stata causata dall'erronea scrittura di &'J),ov (',tIbia.) nei codici, in Filopono, Vatalbo, Bekker e Prand, invece di -xuA6v (t canale s, • condotto »).

lOot • Idest ipsae virrutes speciei, quae sunt in carne et osse et huiusmodi. extenduntur in maiorem quantitatem * (THOM. Comm, 118) 6).

36

Generazione e corruisione, 1 (A), 6, 322 h .. 323 a

Genna%i01le e corrusione, I (A), 6, 323 a

37

non hanno la possibilita, in senso proprio, di agire e di patire, ne possono corninciare a mescolarsi senza essersi in un certo qual modo toccate; da cio consegue la necessita di definire di-

25 stintamente queste tre cose, vale a dire che cosa sia il contatto

,

che cos a 1a mistione e che cosa I'azione,

Partiamo ora da questo rilievo preliminare: che, cioe, tutte Ie eose reali di cui si dia mistione devono necessariamente essere in contatto I'una con l'altra e che, allo stesso modo, devono toe-

. '" .

carsr reciprocamente m senso proprio e in condizione tale che

l'una agisca e I'altra patisca ; percio in primo luogo bisogna parlare del con tatto,

30 Orbene: come ciascuno degli altri termini ha molte acce-

zioni, essendo usati alcuni di essi per omonimia e altri in base alIa derivazione da altri termini anteriori a loro, cosl stanno Ie eose anche per quanto conccme it contatto. Comunque, questa

•• •

terrmne viene usato in senso proprio, quando e pro prieta di

quelle cose che occupano una posizione, e la posizione c, a sua volta, proprieta di quelle cose che occupano anche un luogo:

323 a del resto, anche agli enti matematici bisogna attribuire in maniera simile 110 un contatto e un luoga, tanto nel caso che ciascuno di essi si ritenga che abbia un'esistenza separata 111, quanto nel caso che venga concepito in un altro modo 112. Se, pertanto, in base aIle nostre precedenti definizioni 113, l'espressione 'esserein-contatto ' si applica a quelle case Ie cui estrernita eoincidono, si avri. che possono essere in eontatto reciproco soltanto quelle eose che, avendo una determinata grandezza 114 e occupando una

5 posizione, vengono a coineidere aIle proprie estremita. 1\1a poiche hanno posizione solamente quelle case che occupano anche un luogo, e poiche la differenza principale del luogo consiste nel-

l'alto e nel basso e negli altri opposti di tal genere 115, tutte le cose che sono in contatto tra loro avranno peso 0 leggerezza,. e avranno 0 tutte e due queste propriets 1}6 oppure una sola delle due 117; rna le cose che hanna siffatte proprieta so no passive ed attive: sicche risulta con evidenza che sono naturalmente in con- 10 tatto reciproco quei corpi le cui estrernita, quantunque Ie grandezze siano tra loro distinte, vengono a coincidere e di cui re~ ciprocamente l'uno e in grado di muoverc l'altro 0 di essere mosso

da quest'ultirno .. Poiche, pero, il motore non muove it mossa sempre allo stesso modo, rna c'e un motore che produce il movimento essendo esso stesso mosso, e un altro che produce il movimento rirnanendo immobile 118, e ovvio che noi estenderemo la medesima distinzione anche all'agente: infatti si suol dire che illS motore compie una ecrta azione e chc I'agente produce movimento .. Ma, tuttavia, c'e una differenza tra motore ed agente, e questa differenza va precisata: infatti non ogni motore e in grado

di agire, se noi considereremo l'agente in contrapposizione al paziente e sc il termine "paziente ' verra riferito a quelle cose il

cui movimento si identifica semplicemente con un'affezione 119

e se quest'affezione - ad esernpio, il bianco 0 il caldo ~ limita

il mota dei corpi alla loro alterazione, mentre il termine ' muovere ' ha un'accezione piu ampia del termine' agire '41 Ma una 20 cosa, a ogni modo, risulta con evidenza: che, cioe, in un senso

Ie cose che muovono possono essere in contatto con Ie cose mobili,

in un altro senso, invece, no. Comunque,. la definizione dell'espressione ' essere-in-contatto ' va applicata nella sua accezionc universale a quei corpi che occupano una posizione e dei quali uno e motorc c l'altro e mobile 120; la definizione, invece, dell'espressione 'essere-in-contatto-reciproco t va applicata a un

110 Come osserva il JOACHlM (p. 143): • in a stiU looser and derivative sense. (cfr, 320 a 34-b 5, 320 b 14-16) ..

111 Come pretendono j Platonici ..

U~ Come un insieme di attributi inseparabili dai carpi fisici, come ritengono i Pitagorici e,. in modo diverso, anche Aristotele.

113 Phys. E 226 b 21-23t 227 a 7" .

WI Al posto del 8tWpLG~O: dei codici e di Filopono, il Joachim. fondandosi soprarrutto au 323 a 11, propone 8Ll'lP7JfLtvoc (= • grandezze discrete .).

liS Cfr .. De caelo 6. 308 8 14-33t 311 a 15 sgg. 11' Se si tratta di aria 0 acqua ..

117 Se si tratta di fuoco 0 terra.

111 Cfr. PhYI. e 5-64 II GOHLKE (nota 3, ad hoc), escludendo che qui si accenni alit, unbewegten Beweger des Ails &~ rinvia alle spiegazioni di 324 a 24-b 34

111 Cfr. Metaph. ~ 1022 b 15 sgg.

110 Come avviene, ad esernpio, nel rapporto tra il cielo e il rnondo sublunare.

38

GenerQzione e cQrruz;one, 1 (A), 6-7, 323 a-b

Generasione e corruzione, 1 (}\)" 7'1' 323 b

39

motore e a un mobile che abbiano Ie proprieta di agire e di pa-

25 tire 121. 11 piu deIle volte accade che cio che tocca viene esso

stesso toccata dalla cosa che esso tocca: difatti quasi 122 tutte Ie cose che producono un movimento muovono Ie cose che si presentano lora dinanzi, rna nella stesso tempo sono anche mOSSe da quesre ultime, e in tutti questi casi risulta con evidenza che cib che esercita un contatto 10 esercita su cio che, a sua volta

t .... ,

csercita un contatto su di esso. E anche possibile, come noi tal.

volta diciamo, che il rnotore tocchi semplicemente it mosso senza che quest'ultimo rocchi, a sua volta, cio che esercita il contatto

30 su di esso ; rna per il fatto che Ie cose omogence muovono essendo esse stcsse masse, sernbra necessario che it contatto fra due cose debba essere reciproco; di guisa che una cosa, se rnuove essen do

~ stessa immobile, esercim un contatto suI mobile senza, peru, s~b're alcun contatto da parte di questo : infatti noi siamo soliti dl~e che ~na persona che ci affligge 'ci rocca " senza che, pen), 1101 tocchiarno lei.

A proposito del contatto che si riscontra nell'ambito delle cose naturali 123, valgano Ie prccisazioni che in questo modo noi abbiamo fatte.

7.

invece, le cose che sono tra loro dissimili e differcnti sono naturalrnente disposte ad agire e a patire reciprocamente ; e infatti,

a parer loro, un fuoco piu piccolo, quando vienc assorbito da

un fuoco pili grande, subisce questo assorbimento a causa della contrarieta 124, giacche il molto e contrario al poco. :\1 a , oppo- 10 nendosi agli altri, il solo Democrito 125 ha espresso una sua personale concczione: egli, infatti, sostiene che l'agente e il pazicntc sono «( 10 stesso e il simile »" giacche, secondo lui, Ie cose che sono altre e differenti non possono subire un'affeaione l'una per opera dell'altra ; rna anchc nel caso che esse, pur essen do diverse, esercitino una certa azione l'una sull'altra, questo fatto si riscontra

in loro, non in quanto esse sono ' altre " rna in quanta hanno una qualche proprieta identica 126.

Queste sono le opinioni dei filosofi che ci hanno preceduto ; 15 rna pare che essi, esprimendosi in questo modo, sostengano cose che sono manifestamcnte in contrasto tra loro, E il motivo di questa contrasto di opinioni sta nel fatto chc tanto gli uni quanta

gli altri vengono a trattare solo una qualche parte del problema, rnentre questa dovrebbe esserc affrontato nella sua totalita, Ci sono, infatti, buone ragioni per affcnnare che cia che e simile

a un'altra cosa cd e del tutto indifferenziato sotto ogni profilo rispetto a questa, non subisce alcuna affezione per opera del ~i: mile (perche, in realta, l'una delle due cose dovrebbe essere plU 20 attiva dell'altra ? E se e possibile che it simile subisca una qualche atfezione per opera del simile, e anche possibile che la subisca

da parte di se medesirno ; tuttavia, se Ie cose stessero cosi - set cioe, il simile fosse attivo per it solo fatto che esso e simile -t non esisterebbe nulla di incorruttibilc ne di immobile, giacche

in ~al caso ogni cosa muoverebbe se stessa 127); d'altra parte, pero,

32] h

Dobbiamo subito dopa trattare dell'azione e della passione, I filosofi che ~i hanno preceduto hanna tramandato, su questo problema, ragionamenn che sono in contrasto tra lora. Essi infatti, nella stragrande maggioranza, convengono neWaffennar~

che ~I ~imiIe ~on pub affatto subirc alcuna affezione da park

5 del sImIle. per II fatt~ che nessuna di due cosc sirnili i: maggiarmente attrva 0 passiva rispcrro all'altra (infatti Ie cose simili hanno tutte Ie loco proprieta identiche nello stesso grade), e che,

121 C . J • ..

orne avvrene so 0 tra J COrpI del mondo sublunare

. 12' Si eccertua, ad esernpio, cib che muove essendo oggetto di arnore (Fllopono).

~2~ ~ che e distinto sia dal contarto che si risconrra tra gli enti matemahcl sra da quello unilaterale tra il cielo e il mondo sublunare.

124 Cfr .. De iuuent, 469b 21-470 a 7.

126 err. De anim, A 409 b 23 sgg., B 416 b 33 sgg, Ovviamente qui Arist. non accenna a1le teor'ie empcdoclee, perche non le considera scientificamente formulate.

126 Vedasi, a tale riguardo, CH. MUGLER, Les theorie« de la oie et de la conscience chez DimOCT'~t~1 in • Revue de Philologie s, XXXIII, 1959t Pp4t 11 sgg.

121 Cia sarcbbe in contraddizione con Ie toone di Phys. (3 e di Metaph. _\ 1071 b 3 sgg.

40

Gtmerazi~ e corruzione. I (A), 7, 323 b-324 a

Generasione e corruzione, 1 (A). 7, 324 a

41

25 acca~e Ia stessa cosa se tra l'agente e iI paziente c'e complets a~tenta e non sussiste identita sotto nessun profile, Infatti 13 ~Ianch~zza no~ potra subirc alcuna affezione per opera di una linea ne una linea per opera della bianchezza, tranne che forse per accidente, ossia, ad esempio, nel caso che accidentaiment~ Ia linea sia bianca 0 nera = quelle cose, infatti, che non sono contrarie 0 che non derivano da contrari 128 non possono reciproca-

30 me~te s~cc~re se stesse 1~9 dalla propria natura. 1\tla poiche il patire e I agire sono propneta non di una qualsiasi cosa fortuira rna solamente di quelle cose che 0 irnplicano una contrarieta l~ ? son~ esse stesse contrarie, e necessaria che tanto l"agente quanto II paziente siano simili c idcntici per genere, rna dissirnili e cont,ra~i per ~pecie (difatti un corpo e per natura disposto a subire I, az~one d~ un corpo, '". sa pore l' azione di un sapore, un colore I azrone dl un colore e, insornrna, l'omogeneo I'azione dell'omo-

324 iI geneo; e la causa di cia sta nel fatto che tutti i contrari rientrano nel medesi~o genere e che sono contrarie le Case che reciprocamente agiscono e patiscono); e da tutto cib consegue che ne~essariamente l'agente e il paziente sono in un senso identici, rna

5 In un altro sensa sono "altri ' tra lora e dissimili. E poiche iJ paziente e I'agente sana identici e simili per genere rna sono divcrsi per specie, e poiche queste proprieta si riscontrano nei cont~~, risulta can evidenza che sana reciprocamente attivi e pas. ~IVI p.er. J" a~punto i contrari e gli intermedi; proprio nei con trari , infatti, In hnea generale 131, si verifica il processo di corruzione

..

e generazlone ..

Per questo motivo risulta ormai anche corretta ritenere che

to il ~uoco riscalda e il freddo raffredda e che, insornma, cia che e

attrvo assimila a se it paeienre, Infatti l"agente e il paziente sana contrari, e la generazione e un processo che va verso il contraria' d~ guisa che ~l paziente cangia necessariarnente verso I"agente: glacche soja In questo modo la generazione patti procedere

verso il contrario, Ed e anche conforme a ragione ritenere che quei due gruppi di filosofi 132, quantunque siano in disaccordo 15 tea lora, rimangono tuttavia in contatto con t'.essenza del problema. Noi, infatti, una volta diciamo essere il sostrato. quello chc subisce l'azione (ad esernpio, diciamo che l'uomo vien S3- nato 0 riscaldato 0 raffreddato, e cost via ailo stesso mode), un'altra volta invece, diciamo che il freddo e riscaldato e il

, . .

malato e sanato. Entrambe questc nostre afferrnazioni sono vere

(c le case stanno aUo stesso modo anche per qu~to concerne I'agente, giacche talvolta noi diciamo che l'uorno riscalda e tal- 20 volta, invece, che il riscaldamento e prodotto dal caldo), e ques~o avviene perche il paziente si identifica in un sen so con la matena

e in un altro senso col contrario 133. E. pertanto, alcuni filosofi 134, fennando l'attenzione suI sostrato, credettero che l'agente e il paziente dovessero possedere cert~ propriet~ identiche; gli altrP35 invece, fermando l'attenzione SUI contran, hanno sostenuto la

tesi opposta. .' .

Dobbiamo ritenere che il rnedesimo ragionamento da noi

fatto a proposito del muovere e dell'essere MOSSO vada esteso anche all'agire e al patire ; difatti anche il termine ' mQto~e ' ~ie~e 2S usato in due accezioni: sembra, invero, che il motore SI3 clb In

cui risiede iI principio del movimento (difatti • it princi~io e l~ prima delle cause), rna, d'altra parte, it motore ~ anche. C1~ che e prossimo in relazione al mosso e alia. ge~er~z.lone. Sumlment.e stanno Ie cose anche per l'agente: infatti nOI diciamo che tanto 11

medico quanta il vino procurano la guarigione .. N~ll·lmbi.to 30 del movimento nulla vieta che il primo motore sia immobile (anzi per certi motori 138 l'immobilita e indispensabile) e che,

al contrario il motore prossimo muova essendo e880 stesso sempre mos~; e cosl pure, nell'ambito dell'azione, .nuU~ vieta che il primo agente sia impassibile e che, al co~trano,. 1 .agent~ prossimo subisca anch'esso uri'azione. Tutti quegli agenti, infatti,

lU ou intennedi (cfr, 324 a 8; Mt!taph. 1 1057 b 32-34).

128 C08~ il Mugler, seguendo E L. II Joachim. invece, seguendo F H J prefensce aI reciproco ID-I]).a: il riflessivo ea:UTi.

130 Se si tratta di ineermedl.

lSI Sia come semplice (yeveaL<; &:7tAli) sia come particolare (ytYeo-tc; nc;).

131 Indicati in 323 b 3 ... 5.

133 In" base all'alterita di agente-paziente.

1&4 Come Democrito (cfr, 323 b 10) 0 piu notoriamente Empedoele. 185 Quasi tutti i filosofi (efr. 323 b 3 sggl).

13& Le intelligenze celesti (cfr, Metaph. A 1073 a 23 sggll).

Generazume e corrueione .. I (A), 7, 324 a·b

che non hanno la stessa materia del· ~

essere essi stessi soggetti a ti (.. pazicntc agiscono senza

3 . . pa Ire CIO vale ad ·

5 medicina, giacche produc d I . .' esernpio, per la

r ' en 0 a guarlglonc n hoi

medesirna ale una · d ~ ,on su isce essa

.. azione a parte di cio h'· ..

324 b cibo, mvece, net momento in cui' . c e vicne guarito): II

che modo a patirc giaceh' ' aglsce~ viene anch'esso in qual-

. • e viene 0 nscaldato ff dd

subisce una qualchc altra if . 0 ra rc ate 0

agisce. E la d.' ,a ezione nello stesso tempo in cui

me IClna puo, per cost di ~ .. ·

principio ; il cibo.' . Ire J essere considerata come

,. , lnvcce, come cio che ... -

al paziente 137• c prossimo e conti guo

Tutte Ie cose attive che non hanna la for .

5 non sono soggette a patire ; 11. rna nella matena

nella m . ' que e, mvece, chc hanno la forma

ateria, sono soggette apt- -

che la materia sia allo ...... t a dire; e, In realta, noi ritcniamo

~ esso mo 0 per Ld · ~ ·

qualsivoglia dei due . .' COSl ITC. identica per

opposti, quasi come se es f

e cia che ha la capacita di esser cald ,_: sa osse .un genere,

scaldato, quando cia ch II- d 10 v iene necessartamente ri-

c pro uce ca ore sia ·

ad esso. Ecco pcrche co d. presente e prossrmo

t ' me icevamo fra le ·

n non sono soggctte a patire alt " cosc attive alcune

la stessa situazione che nel re ,SI, e per Ie cose attive si riscontra

. . c movirncnto : ne1 c d 1 ·

infatti, il primo rnotore e . bil " aso e movrmento,

cose attive, il primo agcntlI1~~O 1 e, .cb~CloSl ~urc. nelJ'ambito delle

e e lmpaSSI 1 e eta h 10 .. ,

nel senso in cui e causa it · : I d· c e e attivo e causa

fi. ,pnnclplO el movim L

nale, mvece, non e attiva 138 ( ercio 1a '. ento. a causa

15 di agire se non in se Pf. .guanglOne non e in grado

, nso meta orico): 1 f tti d ....

l' agente, il paziente subisc 'd. n a _ 1, quan 0 e presente

. e un certo Ivcrurc · d

presenti gli 4 stati t esso d. .. . ' rna, quan 0 sono

. fi . ' non rviene pHI rna ormai '. 1 f

elm sono una sorta di 'stati' L ' ,. c, ~ e orme

materia, e passiva, 11 fuoco crta~to a ma~ena .lnvece, 10 quanta pria materia. rna se 'r ' P , possiede il caldo nella pro-

, l' e Cl losse un caldo ch ~ · t

dalla materia questo' Id ' ~ esrs esse separatarnente

20 r.. ' ca 0 non subirebb ff·

n senz'altro irnpossihilc h. c a ezione alcuna,

. c c e esista un caldo d

teria; rna se esistono ti enti separato alIa rna-

, cer I enti che ha iff

nno SI atte proprieta 139,

42

GeneTozione e corruzione- I (A). 7-8, 324 b-3Z5 (1

43

questo che noi stiarno dicendo potra cssere vera a proposito dl



eSS1.

Che cosa, dunque, siano l"agire e il patire, e in quaE cose

essi si presentino, e perche e come si presentino, si consideri

da noi precisato in questo modo.

8.

Diciamo, aneora una volta, come si vcrifichino Pagire e i1 25 patire, Alcuni filosofi 140 sono del parere che ciascun paziente subiscc un1affezionc quando l'agente prossimo - ossia queUo che esereita l'azione ne1 senso piu stretto - penetli attraverso

certi pori, e in questo modo, a parer lora, noi vediamo e udiamo e proviamo tune le altre percezioni sensibili; e, sempre a parer lore, e possibile vcdere attraverso l'aria e l'acqua e i carpi trasparcnti, perche questi corpi hanno pori che sono invisibili per

la loro piccolezza, ma frequenti e disposti in serie, e quanta piu 30

un corpo e trasparentc tanto maggiore e il numcro dei suoi pori.

In questo modo alcuni filosofi - tra cui anche Empedoc1e - hanno dato le loro spiegazioni circa 1a struttura dei corpi e non hanno limitate questa caratteristica ai corpi che agiscono e pariscono, rna sostengono l·U anche che si mescolano solamente

quei corpi i cui pori hanna rispettivamente 10 stesso ordine di grandezza 142. Ma sono stati Leucippo e Democrito quei pensa- 35 tori che, partendo da un principio conforme aHa rcalta naturale, hanno dato lc loro spiegazioni con 1a massima correttezza meto- 3~5 a.

dologica e mediante un unieo procedimcnto razionale che ab-

braccia tutti i prob1emi.

Alcuni filosofi antichi U3 reputarono, invero, che l'essere e

necessariamente uno e immobile; difatti, secondo lora, il vuoto

131 Cfr, 323 a 12-22~

138 Cf D .

r.. e amm, B 433 a 9 s ·

139 Si allude aUe . t 11" gg., ~etaph. A 1072 a 19 sgg.

1 n e igenze celesti, come in 324 a 31 ..

140 Empedode (cfr. PUT, Men. 76 c) e, ancor prima. Alcmeone di Crotone (24 A 10 Diels-Kranz).

HI Prantl. Diels, Mugler preferiscono qui il singolare (<<pl'}O"r.v) e ri-

servano al solo Empedocle questa teoria.

141 11 termine GUiJ-tLC-rpot. qui non indica simmetria, rna commensura-

bilita. come in EUCL. Elem. X (err. MUGLER, p. 86).

143 In particolare Parmenide, Zenonc e Melisse-

44

Generaztone e corrusione, I ( ... ~), 8, 325 a

Generasione e corruzione, I (A). 8, 325 a-b

45

1" Cfr. Phys. ~ 213 a 12 sgg~

14~ Melisso (30 B 3, 5, 7 Diels-Kranz).

146 Citazione ironica della celebre espressione parmenidea (28 B 8j 51).

147 II Joachim, seguendo E F H J, ritiene c post «)..l)-&t:{!X~ excidisse quaedam *; invece it Prantl e il Mugler seguono L che reca non lTt ai:~ ma E;":Et 8t (<< poiche .) ..

tazioni Ie quali, svolgendosi in accordo con Ia percezione sensibile, non avrebbero eliminate ne la generazione ne la corruzione, e neppurc il movimento e la pluralita delle cose esist~n~: 25 l\:1a, dopo aver fatto questc concessioni aUe apparenze sens~bd~

e dopo avere ammessc, d'altra parte, d'accordo con i sosteruton dell" uno ' 148~ che non ci potrebbe csscre movimento senza un vuoto, egli affcrma che il vuoto e non-essere e che nulla di ci?che-e si identifica col non-esserc: difatti I' essere, nella sua piu autentica accezione, si identifica con cio-che-e-tutto-quanto-picno. Leucippo aggiunge, peru, che un essere siffatto ~on e un~ sol?: ma ammctte l'esistenza di esseri che sono numencamente infiniti

e che sono invisibili per la piccolczza delle loro masse. E questi 30 esseri si spostano nel vuoto (giacche, secondo Leucippo, il vuoto esiste) e causano, raccogliendosi, Ia genefazion~ e, s~para~dosi,

la corruzione. Essi agiscono e patiscono nella rmsura In CUI ven-

... ..

gono fortuitamente in contatto fra lora (e proP.flo m questa se~

essi non sono ' uno ') e producono la generazlOne componendosl e intrecciandosi tra lora. D'altra parte Leucippo aggiunge che da cib-che-e-veramente.uno non pub essere generata una pluratid

di cose e che da cio_che-e-veramente-una-pluralita-di-cose non 3S

pub e~ere generato 1'uno 149, rna che una gen~razio.ne siffa~

e impossibile. Tuttavia, come Empedoc1e e alcum altri pensaton 325 b

. .. ..

affermano che i corpi subiscono Ie affezioni attraverso 1 pon,

cosi Leucippo sostiene che ogni alterazione ed ogni passione si generano allo stesso modo, perche 1a disso1~i~ne e la ~rruzione si effettuano per mezzo del vuoto, e che sirnilrnente 51 produce l'accrescimento di un corpo a causa dena penetrazione di solidi

• ... II •

attraverso I SUOI spazi vuoti.

Anche Empedocle e costretto a sostcnere quasi le stesse teo- 5

rie di Leucippo: difatti, secondo lui, esistono certi solidi che, ~er~, sono indivisibili, altrimenti i pori sarcbbero dappertutto conttmn. ~ta quest'ultima ipotesi non e .am~issibile, gia~che,. in ta~. caso,

i corpi non avrebbero nulla di solido tranne I pon, e 1 mtero corpo sarebbe vuoto. Ne consegue, quindi, nccessariamente che

11011 esiste e il movimento non puo, dal canto suo, svilupparsi

5 per il fatto che il vuoto non ha esistenza separata 144. e neppure esiste una plural ita di coset perche non csistc cia che terrebbe disgiunta una cosa dall'altra; ed cssi aggiunsero che non c'e alcuna differenza tra il ritenere che it tutto non sia continuo rna diviso in corpi contigui e l'afferrnare l'esistenza dci "rnolti 1 - cioe non di un .:. uno' - e di un vuoto. Se, infatti, l'universo e divisibile in ogni sua parte, non c'e I)er nulla un ' uno'; e di conseguenza non vengono ad esistere neppurc i "rnolti ": rna it rutto e vuoto. Ritcnere, invcce, che I'universo sia divisibile in certe sue parti c in altre no, e cos a che somiglia ad un'in-

10 venzione arbitraria, Fino a qual segno, infatti, esso e divisibile ] E perche mai una parte dell'intero universe si trova in questo stato ed e piena, mentre l'altra e divisa? Oltre a cia, a parer loro, e allo stesso modo necessario negare I' esistenza del rnovimento. Sulla base di tali argomentazioni quei filosofi, scavalcando la sensazione e trascurandola col pretesto di dover tenere dietro soltanto alia ragione, afferrnano che il Tutto e uno ed immobile,. e qual-

lS cuno 145 aggiunge anche che esso e infinite, perche, a parer suo, it limite 10 delimiterebbe nel vuoto. In questa maniera, e fon .... dandosi su questi motivi, alcuni 610s06 hanna fatto le loro rivelazioni « intorno alia verita Jt 146 <. • .> Inoltre 147, se si bada ai puri ragionamenti, sembra che si debba giungere a tali conclu .. sioni; rna se si bada ai fani, opinare in questo modo sembra

20 approssimarsi alIa follia, giacche nessun pazzo ha perduto il senno fino a] punto da credere che fuoco e ghiaccio siano una sola e medesima cosa, rna certi pazzi, a causa della loro malattia, si limitano a opinare, se mai, che non ci sia alcuna differenza soltanto tra Ie case realmente belle e quelle che solo per abitudine paiono belle!

Leucippo, invece .. credcva di essere in possesso di argomen ...

14& In particolare gli Eleati, rna in genere tutti i monisti.

149 In Metaph. Z 1039 a 7-11 Ia teoria in questione e ritenuta come

democritea.

46

Generasione e corrueione, I (A), 8~ 315 b

Genera:zione e corruzione, [ (A), 8. 325 b.326 a

47

i carpi che sono in contatto sono indivisibili e chc gli interstizi 1 () - chc egli chiama « pori s - sana vuoti: rna cia. viene a coincidere con Ie teorie di Leucippo a proposito dell'agire e del patire.

Qucste sono, in linea di rnassima, le teoric circa i modi in cui alcune cose agiscono e altre patiscono, Per quanta concerne questi filosofi 150 e la maniera in cui essi si esprimono, Ia cosa e ~hiara; anzi risulta con evidenza che le loro teorie si sviluppano

15 In perfetto accordo con Ie prernesse di cui essi si servono, Ma la cosa e meno chiara per quanta conccrne altri filosofi e COSt ad esempio, non risulta affatto can chiarczza it modo' in cui'

,

secondo Empedocle, verranno a verificarsi corruzione e alterazione. Per gli Atomisti, infatti, i corpi originari sono indivisibili c diffcriscono tra loro sol tanto per ' figura '~ e da essi Ie cose sono

.. ...

originariarnente composte e in cssi vanno per ultimo a dissolversi ..

Per Empedocle, invece, e evidente che tutte le altre cose hanno

20 la loro g~nerazione e .la loro corruzione finche non arrivino agli 41 clementi .&t ~a non nsulta can chiarezza il modo in cui sia generata C Sl3 distrutta la massa ammucchiata di questi stessi elernenti, ne gli e possibile dare spiegazioni in merito, dal mornento che. egli non d.ice che it fuoco, e alIo stesso modo anche tutti gli altri « elementi t), hanno a loro volta un elemento che li costituisce, come Platone ha appunto notate nel Timeo 1511

. In. realta le teorie di Platone differiscono da quelle di Leu-

25 CIPpO In questo senso, in 'quanto, cioe, pur ammettendo entrambi i . filosofi e~titi indivisibili e definite per mezzo di figure, LeuC1PpO sostiene che gli indivisibili sono solidi, Platone, invece, che sono superfici, e l'uno dice che [ciascuno dei solidi indivisibili] viene determinato da un numero infinito di figure, I'altro da .un numero finito di queste 152. Da questi indivisibili fa gene·

30 raz~one e la dissociazione dci corpi, secondo Leucippo, [possono verificarsi in due modi, cioe] mediante il vuoto e mediante il contatto (giacche proprio nel punto in cui avviene it contatto ciascun corpo e divisibile) ; secondo Platone, invece, soltanto

per mezzo del contatto, dato che cgli ncga l'esistenza. del Vl1~to 15a. Delle superfici indivisibili noi abbiamo parlato nei nos tn. trat~ tati precedenti 15-l; per quanto, invece, concerne la teorra del solidi indivisibiH, per il momento mettiamo da parte l'esarne 33 esauriente delle consegucnze che ne derivano; tuttavia, facendo una piccola digressionet ci limitcremo a mostrarc 1a neccssita

di sostcnere che ciascuno dei carpi indivisibili non c in grado

di subire untaffezionc (infatti essi non possono subirla sc non 32& CI

attravcrso il vuoto) e chc non c in grado di causate alcuna affezione, giacche esso non puo essere ne freddo ne duro. Tu~ta'/ia ~ assur~o assegnare il caldo esc1usivamente alIa figura sfenca, g13cche. 10

tal caso anchc il contrario, cioe it frcddo, dovrebbe nccessana- 5 mente essere attribuito a qualche altra figura lQ5. Ma e anche assurdo pretendcre che queste proprieta, vale a dire caldo c freddo, appartengano ai corpi indivisibilit mentre peaantczza e leggerezz~, durezza e mollezza non dovrebbero appartenere loro ; tuttavia Democrito dice che ciascuno degli indivisibili e piu pesante in rapporto alla superiorita delle sue dimensioni 156, ed e, di con- 10 seguenza, nvvio che pUO essere anche piu caldo ~57. ~~a, dal ~.omenta che i corpi indivisibili hanno queste qualtta, e Imposslblle che non suhiscano rcciprocamentc l'uno l'azione dell'altro, vale

a dire che, ad esempio, un corpo indivisibile piuttosto tiepido non subisca ltazione di un altro che 10 superi di gran lunga per calore. E sc cia che e duro subiscc un'azione, anche il molle dovra subirla. Anzi il molle si chiama appunto con questo nome

Per il fatto che patisce una qualche azione, giacche si di.ce ' rnolle '

cia che cede a una pressione, :\la e anche assurdo ntenere che 15 a ciascun corpo indivisibile non appartenga alcuntaltr~ ~ro-

prieta tranne la figura, e chc, una volta ammessa quest ultima

iso I seguaci di Leucippo e Democrito (Filopono). l~l Tim" 53 c sgg ..

IS! Ossia il triangolo retto isoscele e quello retto scalene (Tim" S3 c) ..

153 Contrariamente all'a~senione di Aristotele. Platone tendeva a ri· dune al rninirno, rna non ad eliminate it vuoto (cfr. MVGLER. pp. 87-8).

1M De eaelo r 299 b 33 sggl

u:' Cfr. De anini. B 403 b 31.404 a 16,405 a 8-13; De caelo T 306 b

29-307 b 18.

lSI I Democrite distingue il pesante e il leggero in base alla grandezza )I

(THEOPHR. De sensu 61)~ . .

U1 • Di guisa che, se gli atomi piu grandi sono pill pesantt, ovviamen-

te anche quell i sferici piu grandi sono pill caldi , (Fi\opono).

48

GffleTaziont. e cornaione, 1 (A), 8,. 326 a

Generaeione e corrusione, 1 (A). 8, 326 b

49

come proprieta, una sola figura debba appartenere a ciascun corpo indivisibile - ad esempio a un corpo il freddo e a un altro iI caldo -, giacche l'essenza naturale di questi corpi indivisibili non verrcbbe ad essere una sola 158. Ma, d'altra parte, e allo stesso modo impossibile arnmettere che una pluralita di proprieta appartenga ad un solo corpo indivisibilc: difatti, essendo esso indivisibile, le affezioni verranno a trovarsi nel medesimo posto c, di conseguenza, se esso subira una qualche affezione per

20 il fatto che in un certo punto viene raffreddato, in questo medesimo punto esso esercitera qualche altra azione 0 verra a subirla. Allo stesso modo stanno le case anehe per quanto conceme Ie altre aff'ezioni; difatti, sia quelli che considerano indivisibili i solidi sia quelli che considerano indivisibili le superfici vanno a imbattersi alIo stesso modo in queste conclusioni, giacche gli ' indivisibili ' non possono diventare De pill rari ne pill densi, non esistendo in essi un vuoto,

Inoltre e anche assurdo ammettere l'esistenza di "indivisi-

2S hili' piccoli e non quella di 'indivisibili' grandi. Certarnente si ritiene a buon diritto che i corpi piu grandi si prestano ad essere frantumati pili di quelli piccoli, giacche essi, come in genere le cose di grandi dimensioni, si dissolvono facilmenre, urtando con un gran numero di altri corpi ; rna perche mai I'indivisibilits, nella sua universale accezione, dovrebbe essere proprieta dei corpi piccoli piuttosto che dei grandi? Inoltre, e una sola I'es-

30 senza naturale di tutti i solidi indivisibili, oppure essi differiscono tra loro nel senso che, poniamo, alcuni potrebbero, in ragione della loro rnassa, essere di fuoco, altri di terra? Se, invero, e una sola I'essenza naturale di tutti quanti gli • indivisibili " qual e fa cosa che li viene a separare? Ovvero perche, venendo tra loro in contatto, non diventano un'unica cosa, Come accade all'acqua quando viene in eontatto can I'acqua ] Non e'i! alcuna differenza, infatti, tra il primo caso e iI secondo I Se, invece, gli

35 'indivisibili' sono differenti tra loro, quali sono Ie lora qualita differenziali? E evidente, del resto, che bisogna porre queste qualita, piuttosto che Ie 'figure" come principi e cause dei fe-

nomeni chc dagli indivisibili derivano .. Essi, inoltre, se sono diffe- 326 b renti tra loro in ragione dell'essenza naturale, potranno agire

· · I 159

o patire solo nel caso che vengano a trovarsi In contatto tra oro t

E non basta: che cosa e cia che Ii mette in moto? Se e qualcosa di diverso da loro, essi sana solamente disposti a patire; set invece, ciascun "indivisibile ' muove se medesirno, allora esso 0 sara divisibile - giacche da una parte muove e da un'altra e mosso -, oppure i contrari verranno a sussistere in esso simultaneamente, e in tal modo la materia dell" indivisibile ' verra ad 5 essere una sola non soltanto numericarnente, ma anche potenzial ... mente 160.

A proposito, poi, di quei filosofi 161 secondo j quali le affe .. zioni si producono per mezzo del movimento (che si attua attraverso) i pori 162, noi osserviamo che, se queste affezioni si pro ...

. ..... . .

ducono anche nel caso che i pori siano nempiti, 1 porI stessi sono

superflui: difatti l'rntero corpo, se in questa condizione subisce una qualche affezione, potrs subirla allo stesso modo anche nel 10 casu che non abbia pori, rna sia continuo. Inoltre, come mai potrebbe effettuarsi la visione attraverso un medio 163 nel modo in cui essi ne parlano j lnfatti it raggio visivo non pub penetrare, attraverso Ie cose trasparenti, ne nei punti di contatto ne passando attraverso i pori, se ciascuno di questi e pieno: quale differenza ci sara, infatti, in questo caso, tra l'aver pori e il non averli,

dal momenta che tutto il corpo sara ugualmente pieno? Ma anche

a voler ammettere che questi interstizi siano vuoti .. si giungera 15 nuovamente alIa medesima assurdita per il solo fatto che essi dovranno contenere in se stcssi i corpi .. Se, d'altra parte, si ammette che questi interstizi hanno dimensioni cosi piccole da non poter accogliere nessun corpo, e ridicolo credere, allora, all'esistenza di un vuoto di piccole dimensioni e non a quella di un vuoto dalle dimensioni grandi 0 avente qualsivoglia dimensione,

o anche credere chc it vuoto sia una qualche altra cosa che esista

155 Mentre gli Atomisti sostengono I'unita essenziale dei corpi (cfr.

Phy«. r 203 a 34·b 2; De eaelo A 275 b 31 .. 32).

l.S~ Cia e stato dimostrato come impossibile in 325 b 36-326 a 3. 160 Cfr. Phys~ A 190 b 24, 191 a 1 sgg.

1.1 In particolare Empedocle (cfr, 325 a 6 ... 13)<a 182 Ho seguito I'opportuna congettura del Mugler. 163 Cfr. 324 a 27-32.

50

Generazione e corrusione, I (A), 8-9, 326 h-J27 a

51

24. oltre lo spazio capacc di accogliere un corpo, di guisa che ovviamente ogni curpo avrebbe un vuoto uguale al proprio volume.

Sotto un profile universale, c superfluo postulare l'esistenza dei pori. Se, infatti, un corpo non agisce su un altro mediante il contatto, non agjra su di esso ncppure passando attraverso i suoi pori; se, invece, l'azione viene esercitata mediante il contatto, aHora, anche senza l'esistenza dei pori, fra Ie case che per natura sono reciprocamente disposte ad agirc 0 a patire, alcune subiranno l'azionc, altre Ia faranno.

25 ~isul~a, p~rtant?, can evidenza che parlare dei pori nella

~amera In Cut cern filosofi 164 li concepiscono e sbagliato 0 inurile. Se, poi, i corpi sono totaImentc divisibili 165, viene a esserc addi~ittura ridicolo postulare I'esistenza dei pori, giacche i carpi, per il solo fatto che sono divisibili, possono venire separati.

9.

mente impassihiJi anche quei corpi che non siano in contatto

ne tra loro ne con altri corpi i quali siano naturalmente disposti

ad agire e a patire (dico, ad esempio, che il fuoco riscalda non solo quando sia in contatto diretto con un altro carpo, rna anche quando sia lontano da esso: infatti it fuoco riscalda 1 'aria e questa, a sua volta, essen do per natura disposta sia ad agire sia a 5 patire, viene a riscaldare il corpo). :,\fa per quanto, poi~. conc~r~c le teorie 168 secondo Ie quali un corpo in una parte subisce I azionc

e in un'altra no <. • .> 169, noi, rifacendoci aIle precisazioni indicate all'inizio 170, dobbiamo rilevare quanto segue. Se la grandezza non c totalmentc divisibilc, rna contiene in se un carpo 0 una superficie che siano indivisibili, essa non potra essere totalmente passiva; rna, in tal caso, non esistera neppure alcuna grandezza che sia continua 171; se, invece, tutto cia c falso e se, quindi, t () ogni corpo e divisibile, non c'e alcuna differe~za nel,l'affermarc che esso e stato realmente diviso e Ie sue partr sono In contatto

tra loro, e l'afferrnare che esso e divisibile. Set infatti, it corpo pub essere dissociato nei punti di contatto, come so~t~ngono alcuni 172, anche nel caso che non sia stato rcalmente diviso ancora tuttavia verra pur diviso a un certo momento: arnrnessa,

'4•

invero, la possibilita che esso vcnga diviso, non e affatto Impossl-

bile che la divisione 'venga realmente cseguita 17Jt

Insomma: e un'assurdita ritcnere, in linea universale, che

d 15

i corpi passano subire un'affczionc soltanto in questo :n0 ~t

cioe mediante la loro scissione, LT n tale ragionarnento, infatti, elirnina l'alterazione, mentre noi vediarno, al contrario, che il

... ~-

."' l. I ....

.Ora ?oi, nel prccisare il modo in cui il generare e I'agire e il 30 panre siano proprieta delJe cose esistcnti, assumiamo come principio queUo che sovenre abbiamo enunciato tse.

Se c'e una cosa chc, tanto in potenza quanto in entelechia, possegga una certa proprieta, essa, nei limiti in cui possiede quella certa proprieta, e disposta a patire non in una parte si e in un'altra no, rna nella sua totalita, ed i: disposta a patire di piu 0 di m~no scco~do che Posscgga quella qualita in grado maggiore 0 mmore; e 10 questo senso si potrebbe ammettcre, con maggiorc

35 correttezza, l'esistenza di pori, nel modo in cui nelle miniere

ccrte venature continue si estendono nella materia passiva, Pertanto ogni corpo che sia naturalmente congiunto a un altro 167 e sia unificato ad esso, e impassibile e, d 'altra parte, sana sirnil-

·164 Empedoclt.\

1% Come e stato dimostr"to in 316 a 14-317 a 17.

. u~, Si tra~t~ del principio di idenrita sostanziale di cio che e in potenza e di CIO che e In atto (efr. jWetaph .• in particolare, H 1045 b 16-23),

1~7 Per il concetto di O"'.JfL<PUat~ (comWlanza di natura naturale con-

• • t

glWlZlone 0 accopp;amento) come detenninazionc della conrinuita efr. Phyr, ~ 213 a 9, E 227 a 23-27. (-) 255 a 12.

168 Le teorie atomistiche del vuoto (325 a 25-35)., quelle empedoclee dei pori (325 a 6-13) e quelle platoniche del coritatto tra superfici (325 h 24-33).

160 I! Joachim r itiene • post Ill) excidisse quacdam If; ness una lacuna e, invcce, supposta dal Prantl e dal Mugler, e il Tricot) d'accordo c~l Prant1 traduce: * Quant .a la supposition qu tun corps patit en tel le partie ct non' en tcUe autre. nous avons distingue au debut les differcntes theories proposees ; nous avoris maintenant a faire les remarques suivantes t .

170 Si accenna probabilmente a 316 a 14-317 a 17. ~ _

Iii Essendo ogni continuo divisibile in parti che sono sempre divisibili (Phys. E 231 a 16) ..

112 Platone (efr <I 325 b 32).

1'3 cr-. 316 a 19; ~\letaph. 0 1047 a 24-26.

52

Generazione e corrusione, I (A), 9-10, 327 a

Gcnc,.az;ont e corrusione, I (A), 10. 327 a-b

53

10,

venga mescolata con un'altra. Se infatti - osservano costoro - 35

Ie cose che sono state mescolate esistono aneora e non hanna sublto alterazione, esse non sana mcscolate adesso pili di prima, 327 b rna sana rirnaste nella medesima condizione; se, invece, una delle

due componcnti della mistione e andata distrutta, la mistione stcssa non si c prodotta, rna una cosa esiste e l'altra no, mentre

si ha la mistione quando cntrambe le componenti vengonO a trovarsi in una condizionc tra loro simile; rna allo stesso modo, infine, la mistione non pub aver luogo, se ciaseuna delle due corn- 5 ponenti sia andata distrutta, giacche non sana mescolate le cose

che non esistono affatto.

L'argomentazione di questi filosofi richiecle evidentemente che

si deterrnini con esattezza 1a differenza che intercorre tra la mistione e il processo di gencrazione c corruzione e tea cio che pub cssere mescolata e cio che pub essere generato 0 distrutto ; ed e ovvio che una differenza ci deve pur essere, se e vera che la mistionc esiste; e di conseguenza, una volta che queste differenze siano rcse manifcste, le precedenti difficolta potranno essere 10

risolte.

Orbene: noi non diciarno che it materiale bruciato ' si e me-

scolato' col fuoeo ne che eSSQ ' si mescola' nel momento in cui viene bruciato, ne che esso ' si mcscola ' con Ie sue proprie parti

ne con queUe del fuoco, rna diciamo che il fuoco viene gencrata e quel materiale, invece, viene distrutto ; allo stesso modo

noi non diciamo che it cibo, , mescolandosi' col corpo, viene a dare una configurazione alIa rnassa del corpo, ne che la figura,

, mescolandosi ' con la cera, viene a dare una configurazione alia rnassa di cera; ne e, altresi, possibile che iL corpo e la bianchezza, 15 o in genere lc afi'czioni e gli • stati " si considerino ' mescolati ' can gli oggettit giacche tutte queste case persistono negli oggett~ stessi. Ma neppure il bianco e la scienza possono esscre mescotatt tra lora. ne alcun altro termine che non possa avere esistenza scparata. Ed e appunto questo I'errore in cui cadono quei filo-

t

sofi 178 i quaE asseriscono che una volta tutte le case erano m-

medesimo ~orpOt pur restando continuo, diventa talora liquido e . talora ~o.h~o, senza aver subito queste affezioni ne per mezzo di una divisione ne per mezzo di una composizione ne mediante

.. t-

una, «esposlzlO~e t 0 un (t inter-contatto I), come appunto si

espnm~ De,~ocrlto 174; it corpo, infatti, senza cambiare l'ordine o. la dlSposl~lone ~ella propria naturale struttura, da liquido e

20 dl~enuto solido, De sana ad esso immanenti particelle dure e soli de che siano indivisibili nelle loro masse, rna esso e adesso ~ tutto quanto e in modo uniforme - umido e un'altra volta, invece, sari. duro e solido.

Oltre a cia, non potrebbero 175 neppure verificarsi accrescimenta e ,di~inuzione:, infatti una qualsivoglia parte di un corpo non potra diventare pill g-rande quando abbia ricevuto solamente una ~~m~lice aggiunzione e non abbia, invece, cangiato nella sua totalita sia perche qualche altra cosa si e mescolata con essa sia

2S perche essa stessa vada attuando di per se il cangiamento.

C~e, dunq~e, Ie cose generino e agiscano, e siano generate e .patls~ano reciprocamente tra loro, e in che modo cio sia possibile, e 10 che senso siano inammissibili Ie teorie enunciate da alcunr filosofi, si consideri precisato da noi in questa modo,

30

. Ci rim~n~ ora da studiare, con 10 stesso criterio metodologtco, la mistrone: questo, infatti, era it terzo argomento che ci erava,?o proposti all'inizio 176. Dobbiamo, percio, esaminare che cos~ Sl3 l,a mistione, e che cosa sia cio che pub essere mescolato e. dt .quah c~se e~is~enti La mistione sia proprieta, e a quali condi~ zl~n~ essa ~I realizzi ; et oltre a cio, bisogna anche esaminare se la rmstione SI verifichi realmente, oppure sia errato considerarla come una cosa realmente esistente.

Secondo alcuni filosofi 177J invero, e impossibilc che una cosa

li4 Cfr. 315 b 33-316 a 2.

11$ In base aIle teorie atomistiche (cfr, 320 b 34·321 a 29)

176 Cfr. 322 b 26. ' ·

1i7 Probabile allusione agli Atornisti, a Platone e anche ad Empedocle

(efr. MUGLER, pp. 89-90): comunque la struttura di tutta la seguente argomentazione aporematica e ripicarnente cleatica.

178 Si allude ad Anassagora (cfr. 334 a 26-b 2; Phys. A 187 a 20-23;

54

Generazione e corrueione, I (') 10 227 b 32'"

~ _....,,_. , .. ~ - (l (]

Generazrone e corrusione, 1 (A), 10, 328 a

55

2() sierne ed crano rnescolate ; infatti non c possibile che tutto sia mescolato con tutto, rna e indispensabile che ciascuna delle due cose mescolatc abbia la possibilita di esistere separatarnente mentre, al contrario, nessuna qualita puo avert: un\~sistenz~ separata. l\1a. poiche, tra le cose esistenti, alcune sana in potenza e altre In atto, C possibilc che le cose mescolate esistano in un senso, e in un altro non esistano, dal momenta che in atto il

25 risultat~ del loro mescolarsi e qualcosa di diverse, mcntre in potenza ~lascu~la delle due eomponenti rimane aneora queHa che era prIma di essere stata mescolata, ed e possibile che 110n sia andata distrutta (questa era, iufatti, la difficolta in cui si irnbatteva precedentemente il nostro discorso 179; rna c evidente che le cornponenti di una mistione una volta vengono ad incontrarsi mentre. erano preceden~emente separate, e poi uri'altra volta possono ~l nuovo scparar~l). Le cornponenti, dunque, non permang~no m atto -:- come, mvece, permangono il corpo e il bianco -,

]0 Ile vengono distrutte, tanto I'una 0 l'altra delle due quanto en .. trambe, giacche la lora potenza persiste ancora.

Si mettano da parte, pcrcio, queste question! c si esanum invece, la difficolta che ad esse e strettamente connessa se cioc. I~ I_flistione sia qualcosa che e in rclazione con la perce:ion~ sen~ sibile, Quando, infatti, Ie componenti di una mistione sono divise in piccole parti e sona poste l'una accanto all'altra in modo t~le che ci~~una .di e~se ~ella sua singolarita si sottrae aHa perccZlO. ne sensibile, SI puo dire, allora, che abbia avuto luogo la mi-

35 stiune ? Oppure no, rna si puo, invece, dire chc la mistione abbia

32~ a avut~ luogo (quando) lc cose stanno in modo tale che qualsiv~g~la parte d~lle due componenti s~a situata accanto a una qualSl~Sl ~a~e dell altra componente? 51 suolc parlarc indubhiamente di rrustione nel primo senso ; ad esempio, si dice che l'orzo i: s~ato rnescolato col frumento, quando qualsiasi granello d' orzo viene a trovarsi accanto a qualsiasi granello di frumento. l\Ia se ogni corpo e divisibile, allora, poiche ogni corpo che sia stato

mescolato con un altro corpo c omeomero 180, qualsiasi parte di .5 una delle due componenti dovra venire a trovarsi prcsso qualsiasi parte dell' altra componentc. Ma poiche non .c possibile che

il corpo sia diviso in parti minime (Ie quali non siano esse stesse divisibili/ e poiche composizione c mistionc non ~on~ tra 10r.o identiche rna diverse, C e"identc che Ie component! dl una m~stione non risultano mescolate quando esse consenano la proprIa

identita in piccole parti (giacche in tal caso si avra una co~po-

..... 1. zione c non gia una fusionc un 0 una mistione. c la nozione

s · · 0

dcll:a. parte non sara identica a quella dell'intcro lk2; noi dlcla~o, 1

invcce, che, se veramente rnistione e avvenuta, la cosa mlst~ deve essere orneomera, et come la parte del1'acqua e aequa, COSt anche ogni parte di cio che e stato fuso deve averc I~ stessa nozione dell'intcro ~ qualora, invcce, 1a mistione non sra altro che composizione di particellc, non si verifichcra niente d,i tutto qu~-

sto rna le componenti risulteranno mcscolate esc1uslvamcnte in

ra~porto alla pcrcezionc sensibile, c 1:1 medesima cos~ risultera mescolata per chi non abbia vista acuta, rna per un Linceo non 15

risultera affatto mescolata); cd c altresi evidcnte ehe le componenti di una mistione non risulteranno mescolatc se noi operiam~ una divisione dalla quale sia risultato che qualsivoglia parte di una di esse stia accanto a una qualsivoglia parte del1'altra. giacche

c impossibile che lc componenti di una mistione vengano divise

in questo modo. E allora la mistione non puo affatto aver luogo,

o piuttosto noi , per spiegarci in che m~do qu:sto fenom~.no d~lla mistionc possa rnai verificarsi, dobblamo rtprcndcre I mclagme

daccapo. ....

Come stiamo diccndo 1.83, tra lc cose esistcnti alcune sono di-

sposte ad agire, altre, invcce, sono disp~ste a ~u?i~e l'~zione delle prime. Alcune poi - cioe quelle la CUI mate~ta e identica -:sono tra loro in relazionc di reciprocita, e sono dtsposte ad aglre 20

CH .. 1\lUGLER~ I,e prohleme,d·Ana,l:ago,et in t Revue des Etudes grecques *~ LXIX .. 1956t pp. 314-76), rna molto probabilmente anche ad Anassimandro e a Empedocle ..

1(1) In 327 a 35-b 6.

180 Cfr. 328 a 9. · ~ I

161 Ossia una specie di mistione lc cui componentl sono Iiquide (efr.

Top. 122 h 25-3 n.

182 «La meme definition, la merne composition. 1a meme qualite •

(~"lrGLER. p. 90).

l~ cr-. 324 a 24-b 22.

G ~

ene.,aZJQne e corruzione J (A) 10 3'"

, 't ~'8 a-b

I'una sulI'aItra c a patire I'una da parte delI'altr" .

scnza essere disposte a f)at- tat aglscono, invece,

Ire utte quelle cose I· r

e identica. Di queste ultim a C~l materta non

percio ne Itarte dell d' : coset pertanto, non SI da mistione:

, a me rcina produce Ja sal t 1 ·

corpi ne la salute stessa si 1. ~ u e mesco andosi ai

.. , mesco a 31 COrpl 1\'1' f I

sono reciprocamente attive e'. · a ra e case che

divisibili, quando essendo pa~l\et quell- chc sono facilmente

" esse In gran numcro ·

con un piccolo numero d'alt ,. SI compongono

· re case e quando d

25 SJ compongono con altre co · I ' essen 0 esse grandi,

se prcco e non produ 4 4>

b~nsi ac~rescimento di quella delle d~e ":" mlstlOne,

mma; difatti una delle due c . com~onentt che predo-

che ha la prevalenza (percio om~onentJ cangla verso quell'aJtra

, " non SI puo parlare di mistione d

una goccia di vmo sia versata in diecimil .. q~an 0

la sua forma si discioglic' , a congJ di acqua, glacche

quando, invecs, le due co;p:n:~ita h III tutta quanta I' a~qua);

cert I anno una potenza In u

o qua modo equilibrata, aIlora l'una dell . n

30 propria essenza naturale verso queIIa d Itt I e due cangta dalla ha la prevalenza senza h ' e a tra componente che l'altra rna (d" dee, perc, <ciascuna delle due) diventi

t iventan 0 entrambe\ q 1 di .. .

cornune. / ua cosa 1 IntermedlO e di

Risulta, dunque, evidente che ' ,

gli agenti che pres t sono ,mescoJabd. soltanto que-

en ano una contrarJeta ( .. c. .

disposti a patire I'uno da part d II" 1 ) quesn, mrarn, sono

· ~ e e a tro " e 1a misti · ·

pIU facilmente quando rt· · I I ' one SI ottrene

. pa I pICCO e di una com ..

agglUnte a parti piccole delI'altra · h . ponente siano

!oro con maggiore facilita e rapiditagt:~n:r:a~blano p~sto tra

35 In un lungo tempo un co di . " .'. a contrano, solo

su un altro co di rpo ~ grandi dlmenslOfll esercita un'azione

rpo 1 grandl dlmensioni 0 bi 1 t •

opera di questo, Ecco '. s~ ~s~e. azrone per

328 b a subire un'azio ,perche, tra I carpI divisibili e disposti

ne, SI prestano aHa tnistione II' h

'facilrnente delimitabili' _ infatti ' q~e 1 c e sono

cilmente di · -. 4 • questi corpl vengono fa-

1 VISl In piccole parn giac h' ·

gnificato dcll"espressione ' 'f:; e e appu~to questo u si-

e cosi ad .. essere acr mente dehmitabile' 184 _

Ii ui ',. · ese~plO, s~ prest~no. ~assimamente alIa mistione i cor i

q di ; 10 fa ttl , tra 1 corpi divisibif it r id ' P

, rqui 0 e quello che si

56

Generozione e corrueione, 1 ( ... ~), 10,} 328 b

57

lascia piu facilmente delimitate, qualora, pero, non sia viscoso 1~5

(i liquidi viscosi, infatti, accrescono solamente it volume e la quantita della massa); quando, invece, una delle due compo- 5 nenti sia esclusivamente disposta a patire -- oppure sia eccessivamente disposta a patire, mentre l'altra e rnoderatamente tale -, allora il corpo risultantc dalla lora mistione 0 non au menta Ie proprie dimension; 0 le aumenta di poco, il chc appunto accade nella rnistione dello stagno col bronzo .. Alcune case, infatti, si comportano reciprocamente con esitazione e oscillano ora verso una parte ora verso l'altra - esse rnostrano, infatti, una certa lentezza a mescolarsi e si comportano in modo che una delle 10 due faccia da ricettacolo e I'altra faccia da forma -, it che si riscontra appunto nell'ambito dei due metalli sopra menzionati ; infatti 10 stagno, comportandosi quasi come se fosse una certa affezione immateriale del bronzo, viene pressoche a scomparire

e, una volta mescolato, si limita a dare il colore al bronzo e svanisce. E questa stcsso fatto si verifica anchc nell'ambito di altri



corpi.

Da cia chc abbiamo detto risulta, pertanto, con evidenza che la mistione si verifies realmente, e risulta anche che cosa essa

sia e per qual motivo si verifichi e quali cose esistenti si prestino 15 ad esscre mescolate, dal momento che esistono alcune cose che, per le loro proprieta, sana tali da essere disposte a patire l'una per opera dell'altra e da essere facilmente delimitabili e facilmente divisibili, I nfatti non e necessario ne che questi carpi vadano distrutti in seguito alia mistione, ne che essi rimangano

i medesirni di prima della mistione stessa, ne che la loco mistione

si identifichi con la composizione 0 sia in relazione con la percezione sensibile: rna e, insomma, mescolabile cio che, essen do 20 facilmente delimitabile, sia disposto eventualmente a patire e ad agire, ed e mescolabile con un'altra cosa che abbia proprieta sirnili aIle sue (giacche il termine 'mescolabile' e relativo a un altro tcrmine ornonimo 186), e la mistionc e unificazione delle case mescolabili dopo che queste hanno subito un'alterazione.

184 Cfr, De caelo ~ 313 b 8 ..

186 Come I'olio 0 la pece (efr .. Meteor. 382 b 15-17).

1St II tennine e qui usato nel sensa di ' sinonimo ' (cfr, Phys. H 249 a 21-25). piuttosto che secondo I'accezione tecnica indicata in Cat", t a 1-7 ..

I

LIBRO SI~CONDO

B

1.

Per quanta concerne la mistione, it contatto e l'agire e il pa .. 328 b tire, noi abbiamo detto in che senso questi fenomeni sono proprieta delle cosc chc cangiano secondo natura, e inoltre, per quanto concerne il semplice processo di generazione c corruzione, abbiamo indicate in che modo esso si vcrifichi e di che cosa sia proprieta e qualc sia la sua causa; similrnentc, anche a propo-

sito dell'alterazionc, abbiamo detto che cosa sia subirc un'alterazione e quali differenze intercorrano tra questo fenomeno e quelli prccedcnti : ora ci resta da portare I'indagine sui cosiddetti 30

L elementi ' dei corpi,

In vcrita, tutte le sostanze aventi una naturale costituzione non possono avere un processo di generazionc e di corruzione ove si prescinda dai carpi sensibili. :\Ia la materia che fa da sostrato

a questi corpi, alcuni filosofi affennano che e una sola, come fanno, ad esempio, quclli che la pongono come aria 1 0 come fuoco 2 0 come qualcosa di intermedio tra aria e fuoco 3, suppo- 35 nendo, in ogni casu, chc essa e corporca e ha esistenza separata;

altri, invcce, sostengono che essa e numcricamente pili di una 329 a 'Sola --- e cosi alcuni parlano di fuoco e terra+, altri 5 aggiungono a queste due case come terza anche l'aria, altri, infine,

I Anassirnene e Diogene di Apollonia. '2 Eraclito e I ppaso.

a Anassimandro [cfr, 332 a 20-25).

4 Parrnenide nella,. via dell'opinione , (efr. 318 b 6-7, 330 b 13.19). 3 lone di Chio (cfr, 36 B 1 Diels-Kranz).

60

" 11 (B), 1, 329 a-b

Gene-razione e corTU%IOnet

61

• Cfr. Metaph. fi 1013 a 7-10, ~\ 1070 b 22-30; DIEIS, Elem., p .. 24 ..

L'mgresso del term.ine ~OLXErO\l nel linguaggio scientifico suole essere attribuito a Platone (err. EUDEM. in Simpl. phys. 7, 13; ~~AVORJN. ap, DIOG. LAERT. III 24).

7 Anassimandro ..

8 Cosi intende il Joachim, seguendo H J ed escludendo che Arist, possa attribuire ad Anassimandro I'esistenza separata di un ~ire:tpO" percettibile (p. t 94); cosl intende anche it Mugler, II Prantl, invece, seguendo L, riporta non '!XlO'.frrJ~t; rna cr£(J.fh)Tbv 0" e, d'accordo col Prantl, it Tricot (p. 97) traduce: • car il est impossible qu'un tel corps soir sans contrariete sensible, alors qu'il est (forcemenr) sensible Ito.

• .. Anassimandro (cfr. 327 b 19).

10 Tim, 49 a-53 d passim, e in particolare 51 a.

~ 20

_ d II t ria da cui derivano; tuttavia

dano it loro appcIlau_vo a ~ rna C d confonne alla verita dire

1· ff 11 che e In massimo gra 0

eg I a erma , 0) ma analizzando i carpi, che pur

chc ogni oggctto aureo e or rfi _ 12' ntre c impossibile che la

sono solidi, Ii riduce a supe Cl, ,~~ ia si identifichi con le

· 1 dire la materia orrgmar , .

« nutrrcc l) 13, va cal. · dei corpt

. 'P'.. e affermlamo che una materia

superficl .. N01, invece, . bcnsl c sempre accom-

ibili ,. rna non ha eSlstenza separata, .' dd '

sensl I ICC, . a h da essa si generano 1 cost etti

pagnata da una contrarte~ e c e . bbiamo discusso con mag- 25

· , u questt argomentl a

, elcmcnt~ .; rna. s . ttati 14 Tuttavia, poiche e anche questo

ginr prccisione '" altr~ tr~ .' derivati dalla materia, anche

. do i · COrpl prImarl sona · ~

II rna 0 ~n cut.. 'dobbiamo fare le nostre prccisa~iom, consi-

su questl corpi not .. ia la matena la quale,

... 4p·O e come orlg1nar1 ., t

derando come prmci 1 f da sostrato ai contrarl

~ h istenza separata rna a 30

pero, non a es . 1 freddo ne questo fa da rna-

(difatti ne il caldo .fa da matcfrtada ateria ad entrambi), sicche

. I ld a 11 sostrato a am.

tcrla a ca 0, m · ... il corpo potenztalmente

1 Posto come prlnClplO 1

in primo uogo va ste come principi le con-

sensibile e in sccond,D luogo vanfnoddPo _ e solo in rerzo luogo

... d mplo caldo e re 0 . ·

trarreta - ~ ese .',. fuoco e acqua e gli altri coslddettl

vanno posh come pnncrpr . · l'uno ncU'a!tro - c 35

., Q ti ltimi Infattl cangIano

"elementt. ues u, 'E docle ed altri (altrimenti 329 b

1 .. ne parlano mpe · ._

non ne sense In CUI I) ~ mentre le contrarlcta

l'alterazionc non potreb~e averl\IJuogOt tta~ia anche dopo questi

· 1 tuna nell altra.. a, U t • ...

non c~ng.a~o .' . d. rna uali e quante siano Ie contranet~

schianmentl n01 Cl chlc.~ q I ealta gli altri pensaton ~ ". d n corpo n r

da porre come prlnClpl 1 U h·1 rna non dicono aff'atto 5

rvono ane e oro,

Ie pongono e se ne se . .

le motivo esse slana tah e tante. per qua

aggiungono come quarta anchc l'acqua, come fa appunto Empedocle - e dall'associazione e dissociazione di questi elcmenti oppure dalla Ioro altcrazione essi fanno derivare la gcncrazione e la corruzione delle cose.

5 Si consideri ammesso anche da parte nostra che e giusto chiamare ' principi ' ed 'elementi • 6 i corpi originari dal cui cangiamento - tanto se esso si cffettui per associazione e dissociazione, quanta se si effettui mediante uri'altra sorta di mutamento - scaturisce il processo di generazionc e corruzione .. C'e, peri>, da osservarc che quei filosofi 7 i quali pongono una materia unica aI di fuori dei carpi ora menzionati c la considcrano corporea

10 ed avente esistenza separata, cadono in errore.. E irnpossibile, invero, che una siffatta entita corporea esista scnza posscdere una contrarieta che si possa percepire con i sensi s, giacche questa " infinito " che secondo alcuni filosofi 9 sarebbc il principio di tutte Ie cose, deve necessariamente essere leggero 0 pesante, freddo 0 caldo. E la maniera in cui la questione viene affrontata nel Timeo 10 non otlre alcun chiarimento .. Platone, infatti, non ha detto con chiarezza se « cio-che-tutto-accoglie » abbia esistcnza

1 5 separata dagli elementi, e non si serve affatto di questa principio, limitandosi solamentc ad asserire che esso e un certo sostrato anteriore ai cosiddctti elernenti, come It oro c anteriore agli oggetti aurei (quantunque anche questo paragone, formulato in questa rnaniera, non sia affatto felice = esso, infatti, si adatta agli oggetti che subiscono alterazione, rnentre, al contrario, e impossibile chc Ie eose sottoposte al processo di generazione e corruzionc pren-

11 Tim4 49 d-50 c.

12 Tim. 53 c. + f A E TAYI .. OR A Commentary

11 T" 49 a Per I'intera questtone c r. 4 ...-.. t

rm. 4 S 311-5.

to Pinta's Timaeus, Oxford 1962 , pp.

14 Phys .. A 6-9.

62

Generaeione e corruzione, II (B), 2) 329 b

(~'l!nerazione e corruz;rme, J1 (B), 2. 329 b-330 a

63

2.

non i: altro se non associazione delle case che appartengono aHa stessa dasse, giacchC solo Ie sostanzc estrance sana queUe che risultano cspulse dal fuoea) ed e, invece, freddo cia che raccoglie

e associa allo stesso modo tanto le cose omogenec quanta quelle che non appartcngonn alla stessa classe ; d'altra parte e umido 30

cio che non puo esscre dclimitato con un limite propriamente suo, rna si la~cia faci1mente delimitare da altro, cd e, invcce, secco db chc e facilmcntc delimitato da un limite propriamente SUD,

rna si presta difficilmente ad essere dclimitato da altr(),

11 sottile e 10 spesso, il viscoso c it friabile, il duro c il rnolle

C' lc altrc differcnziazioni derivano daU'umido e dal seeeo. Difatti, poiche l'cspansivlta e propricta dcll'umido 19 per il {atto che que-

sto non e ddimitato rna si lascia facilmente delimitaTe e asse- 35

conda i limiti de\1'oggetto che viene in contatto con esso, e poiche, J'altra parte, il sottile ha come sua propricdl. l'cspansivitit (csso

e. infatti, composto di parti sotti1i, e cia che c composto da parti 330 ~ piccole ha la capacita di espandersi, giacche CSSQ tutto intern c

in contatto can tuttu l'intcro corpo cne 10 contiene, e cio chc e sottile possiede questa proprieta a1 massimo grado), da rutto cio risulta con evidenza che it sottile e proprieta deU'umido e 10 spessO c proprieta del secco. Anche il viscoso, a sua volta, e proprieta dcll'umido (infatti il viscoso e un umido che ha subito una certa affezionc20, come riscontriamo neH'olio), mcntre il 5

f riahile c propricta del secco: e, i nfatti, {riabile cib che e completamentc scceo, fino al punto da esscrsi 501idificato per mancanza

di umidita. II moUe e, a sua volta, propried1 dell'umido (tnfatti

to molIc cio che cede ritirandosi in se stesso senza mutar posto, come appunto fa l'urnido; cd ecco anche pcrcne l'urnido non si identifica tutto con it rnolle. rna il molle e solo una proprieta 10 dell'umido); il duro e, invece, propricti del secco; infatti e duro ci6 che si c solidificato, e cib che si c solidificato e sceeo.

I termini · secco' e • umido' 51 usano in molte accezil,}ni:

sono upposti, infatti, al seeco tanto l'umido quanto i1 bagnato e. .11 contrario, sono opposti all'umido tanto il secco quanta i1 solidificato; ma tuttc queste proprieta derivano dall'accezione ron·

Poiche ~ ~

not stiamo ricercando i'" ·

e poiche questa corpo e t' [J~b.l pr~ncipi ,d~l corpo sensibile

10" angi I e, ed e tanzi b I .: , h ·

ceplsce mediante il tatto '~ rid ~ 1 e (:10 C C Sl per ..

. . ' e ev I ente che non ttl

costitutscono le form . . , . u t:e c contrarieta

h . c e I prmClpl del corpo

c e so no In relazione 1 .' '. ,ma soltanto quelle

h ' co tatto I mfat tI c ·

c e ditferenzia tra lor' .... una contrarieta quella

di . 0 I corpi orrgmarr d', '

I ordine tattile, Ecco perch' ~ I bi ,c e una c.mtrarieta

la dolcezza ne l'a .. ~ ne ,a ianchezza ne la ncrezza ne

d. . marczza, nc parirnenti ale d II '

I contran sensibili ries ' . cuna e c altre coppic

, scono a costiturrc un I

Sl potra obiettare chc .. d l' c cmento. Eppure

• t aven 0 a vista p :110 d

anche 11 sostrato d 11. . d' rcce enza sul tatto 15

de a vista ovra aver' I '

cl tat to ; rna noi risp di. : a prccedenza su quello

15 on lama che la VI st 'ff.

corpo tangibile in quanto . . S ~ ~on e a ezionc di un

1 questa sia tan oibil b ~ ~

a qua ehe altra cosa .,:, e, ens: III reluaione

1 .. ,. q U :l n tun q lIe q u es t 7 a It' .

a precedenza. ra cosa SI trovr ad avcre

);uj dohbiamo d d+ .

1 unque, tstrnzuere qu I· I ..

cnntrarieta tangi bili al b 4 1. 0 a I tra e differenze e le

. , ) lana a prccedenza II 1

ricta relative al latto' ~ su e a tre. Le contra-

. so 11 ° , mtanto q ueste: c ld f d

e, umld~, pesante e leggcro, duro ~ , · T'~ ~ e r~, d~, secco

20 vido e liscio, spesso c sottile. Fra molle, \ lS.CO~~ e friahile, ru-

sante e il leggero non ' ,.q~cste coppie di contrari il l)C~

. !iono ne attivr ne " ..

chiamati con questi inomi passivi : CSSI. infatti, sono

• I noml non perche acis •

cosa ne perche subiscan 1" . g scano su qualche altra

al contrario .. gli elcmel1tOl~ d3z1one di qualche altra cosa, mentre

, . cvonD CS· •

passl".l, giacche si mes 1. se~e rcciprocamente attivi e

esco ano c can '71 1 ~

caldo c i l fredd'l •. ., ano uno nell' altro HI. II

2~' 0, I secco e I umido so hi ·

..,.r norm perche i primi d ,. ~ no C raman can questi

... ue sono atnvi g11 alt ~ d ·

c, infatti, caldo cic) ch ... ... 4 l' rl lIe sono pass} vi 17 :

, e aSSOCla e C{)SC 0 (.

soclazionc che si suole ~d Inogenee In re-alta la dis-

const crare] ~ ..

. come l)rodotta dal fU3CO

l~ Cfr .. , tra I'altro U t h .\

Pfohl. 886 b 3,-+ • ..t e ap + ... ~ 980 a 24-27' Eth ;\.T' K

t • .:'VIC. 117t) a 1"

16 efr. 329 a 36.b 2 I

17 efr .. -4lfeteor. 382 b 10

18 p' 4

robahtle allusione ell Pitagorici (cfr.

336 a 1~12)4

III efr. 1\1ett'or. 365 b 33-35 ~ De caelo r 303 b 22-29. 304 a 30-31. 2:0 efr. '!\1eteor .. 383 b 204

65

64

Gen,raz;one e corrueione, II (B), 2-3, JJO a-b

, e COTJ'uzione. 11 (R), 3, 330 b

Ge1Zerazlone

I+· vale a dire al

b 110 scmp ici,

• ~ 4 • chc sem ra . t.. a\do c

come proprtcta at COrpl 11 fuoco• mfattl. e C

{tioco• aU'aria. alracqua ~ dall(a i::~:~ essa e una sorta, di ~a~ore)~ 5

I'aria e calda e urru a g . f dda e secca. sicche e cor

sccco, ... f dda c umida, la terra e re . ' ritenere che il

\'acqua e re , tra i corpi origman e ,

retto ripartire le dlffere,nz~ nforme alle nostre leone. . ,

di questi COrpl sia co ono come ~ elementt

numero .. filosofi che pong · n.

E in verita. tutti quell· n solo elemento. a1tn ne po I

; 0 a curn U n so 0

.. corpi seml'iici, pongo11. Que\li chc pongono u

1 • altrl quattro. conden-

gono due, altn tre, , e gli altri in appresso per. "1 10

1 mento e che fanno generar . porre due princlpl, OSSla 1

e e f' sono portatl a h ~ te due

zione e rare aZl0ne, . ld '1 freddot giacC e ques

sa + pure 11 ca 0 e 1 ... ggiace come

raro e 11 denso, op 1" cleroento unlCO so

·2'3 mcntrc · me

le forze operantl • ~ ipio due clementi -- co ,

sono fin da prinel ide-

· Quelli ·che pongono . di terra - consi

materia. id 24 par1a di fuoco e lanza

· Parmen\ e ... come mesco

ad eseroplO, , , tcrmcdi ossia ana e acqua, . fi10sofi 25 che 15

rano gli elementl In t si regolano anche quel di-

d' lli e in modo analogo f Platone ne\le sue «

1 que , . ( del resto, a · me

n ono tre clementi come, . • lemento interroed10 co .

po . g . 'he eg1i consldera 1 e due clementi

visiom .. 26, gtace elli che sostengono ,.

una mescolanza); e tanto qu tre vengono a dire, supper~1U,

11' che ne sostengono h · primi 27 taghano

quanto que 1 n la sola differcnza c c t 1 ., 7\, a ci sono

la medesima cosa~ co . 1 ' ne conservano 1 untta. J.1

in due \"intermcdlO, gh a ttl

15 damentalc 21 dei termini "secco ' e .:. umido J. Poiche, infatti, il secco e opposto al bagnato, ed e bagnato cia che ha sulla propria superficie un'urnidita provenicnte dall'esterno, ed e, altresi, inzuppato cia che e bagnato fin nel profondo, ed c, invece, asciutto cia che e rimasto privo di questa umidita, risulta allora con evidenza che il bagnato e una proprieta derivante dall'urnido, men .. tre que I secco che e opposto al bagnato e una proprieta derivante dal secco inteso nella sua accezione fondamentale. Per converso, le cose stanno alia stesso modo per quanta conccrne

20 l'umido 22 e il solidificato: infatti e umido cio che ha una sua propria umidita nel profondo (cia che ha nel suo profondo uri'umidita proveniente dall'esterno e, invece, inzuppato); e solidificato, invece, cia che ha subito una privazione di questa umidita, e da cio viene a risultare che anchc queste proprieta derivano I'una dal secco, l'altra dall'umido.

Resta, dunque, chiarito che tutte le altre differenze risaIgono aile prime quattro, mentre queste prime quattro non risalgono

25 ad altre che siano di numero pili ristretto : difatti ne il caldo si identifica con cia che c essenzialmente umido 0 essenzialmente secco, ne l'umido con cia che e essenzialmente caldo 0 essenzialmente fred do, ne, infine, il freddo e il secco si subordinano l'uno all'altro ne sono subordinati al caldo e all'umido: necessariamente, quindi, le differenze fondamentali sono queste quattro,

21 Cfr .. 329 b 30-31 ..

22 Nel sense di Iiquefattibjle,

. (0 totjp"rouv.o:-a..) di

. ~ uasi p\atonlca Y.{1 388 a

.. linguu~tlcamente q Meteor .. 384 b 26~

23 Preclsazlone r 20 .. 30. Cfr., del rest01'

.. dettO tn 329 a

cia che e stato 29 1 335 b 16~11.

27 389 a 28, .' ~ come in 318 b 6-7,3 a ,

t 24 Nella t: via delr·optnlone

336 a 1~12. di Cnio (cfr. 329 a 1-2)., di Senocratc (fr. 53). pare

~~ lone 1 . a una testimOOlanza l.to Filo ono" ad uno

:1;11 Se ci attcmamo. "ome pretendc mvece P214 7) l"allu-

- h i Sl acceno1, C ~l J CHl~'l (pp. -

improbab\lc c e qu _ d' Platone. Secondo I CA, ~1 GLER (pp. 92-3) c

degli :x"(P1!p,1 M-YIJ.:1.:to a ~im. 35 a sgg-; secondo. ,1 • a~a dal10 stesso Vi-

sione sarebh~ dl:e~::timonianza di Atessa~~ro ,n:o;l Sofista e in partisulla base~ dl udn bbe all'impost3zione dlalretlpc "\IfORAUX u. listes an-

SI all u ere d ~ nche .. ...."Vl t PI

lopono, 1 estione \'e ansI a K GAIS,F.R atom

colare a 266 b. Per ad~~ ~ t te I ouvain 1951. p, 84 e· •

es , . .'··1.rl$ 0 jI .... 23 4

c!~ennts des oucrag , 19682• ppt 5 - .

. b I ehre Stuttgart

ungtSChrlt ene J ". 31 b sgg.

2.7 Cfr. Pt.x T .. TI m.

30 Poiche le qualita elerncntari sono quattro, e di quattro ter-

mini si danno sei combinazioni, e poiche, d'altra parte) i contrari non possono ovviamente formare una coppia (e impossibile, infatti, che i1 medesimo oggetto sia caldo e freddo oppure umido e secco], risulta con evidenza che Ie cornbinazioni degli elementi

330 b saranno quattro, vale a dire caldo-secco e caldo-urnido, e, d'altra parte, freddo-secco e freddo-umido. E queste quattro combinazioni sana, in conformita con Ie nostre teorie, assegnate

61

Generazione e corrueione, 11 (f~) 3 33 .

~ l 0 b-331 a

anchc alcuni che pongono fill da iri ,: ~

2() come fa Empedocle - I nCIIJI0 quattro elernenti

, quantunque an 1 1 r 1· 4 '

giacchc al fuoco egl' , e 1 cg I 1 neonduea a due

1 contraIlpone tutt - r I" ~

Comunque nc il fuoc ')" .,} quanti g 1 altri 2il,

dd ",one ana ne ciascun It de Ii -

SUu etti e sernplicc • " . a ro cg t element}

h ' rna CSSI sono mvece · ~ I +

anno lc stessc propr ~ ~tl" dei ' , , ,mlstl. corp I sernplici

id ' Ie a t'l cosiddetti • ·1 ' ,

1 entificano con questi" d ,c ementt , rna non si

I ~ l comet a esempro U

a fuoco rientra nella ste Coo., ... .: d ,n curpo che c simile

, ' .ssa specte el fuocov rn: "

un corpo che e simile all' . . I rna non e fuoco, c

2 _ 1 ana rientra nella st A

~ e 0 stcsso dicasi anchc I)C 1· ltri , essa specie dell' aria.

. r g 1 a trt corpl sernplici IJ f ·

c eccesso di calore . Il ICI. U:JC,}, mvece

d. f ' a 0 stesso modo che 'I I· r.. '

1 reddezza: difatti la c I' 1 g 11aCCIO e ecccsso

, conge azrone e I' -b: II' ·

01 eccessi, l'una della fredd l' I C ,.1 rztone sana una sorta

-I hi , , < ezza, a tra del cal ' '

I g raccio e congelazionc di .J f ' are. se, pertanto,

• _ urm 0 e rcddo 1 f

sara ebollizione (ii secco. ld ,I uoco, a sua volta,

, .. c ca a (ceca anch 1 ';

ne dal ghiaccio ne dal f) e perc lC nulla nascc

30 I . uoco ,

quattro corpr sernplici si d' :r·d '

d 11]' 1 1\ 1 ono in due' · . ·

e e qua 1 apparticnc ad un io I copple" ciascuna

~ propno uogo 29 (- f ~ f

SOllO riservati al luo h . in attr uoco e aria

go c C 51 porta 'V + I 14 ·

terra e acqua sono riservate all' erhso 1. mute cstcrno, mentrc

. uogo c C Sol P t I

e 1 corpi pili lontani e ' , ' . or a verso 11 cen tro)

, _ pm pun sono II fuoco ' I '

sono corpi interrnedi c piuttost I' c a terra, mcntre

HI .. 0 mesco atl l'acqu, ,. It. -

~ a tcrrrune dl una coppia ' ., a c ana, e CHlscun

. f ' , e contrano a ciascuno d 11' 1

In attr, e contraria l'acq 11". '. e a tra: al fuoco,

, U3, a aria la terra gl h .. ·

sono costituiti da qu' rt~ ff ' ,ace e quesn termini

assoluto ciascuno d a, 1 a a ettive contraric, 'I'uttavia, in senso

, Cl quattro ' J '

giaccl1e la terra ha c poss~e e una sola delle qualita

_ orne sua pre .' 'I · · '

) do, l'acqua il Ireddo pi l1 ch r ~drH:ta ,) ,sccco pill che if fred-

ld ' e umI 0 I aria]' · d ' ,

ca O, 11 fuoco il caldo piu h.l' umi 0 plU che it

c e) sccco 30



66

Generazione e CQrruzione, II (B), 4, 331 a

poiche prccedcntementc 3\ noi ahbiamo spicgato che i corpi sernplici si gencrano l'uno da.\l'altro, c poiche, nello stcsso tempo, risulta con evidenza anehc ana pcrcezionc scn-:;ibile 32. che essi vengono gcnerati (altrimenti non vi potrebbc essere alterazione,

giaeche l'altcrazione si attua in relaziom: a\1e qualita affcttivc dei corpi tangihili 33), dobbiamo ora chiarire qual e i\ modo del Ioro 10

cangiamento reciproco e se ugni corpo scmplice puo cssere generato da ognuno dcgli altri, oppure qualcuno ha questa po:;sibilita

e qua1che altro no.

Orbene: che tutti quanti i corpi semplici siano per natura

disposti a cangiare l'uno ndl'altro1 e cosa che 1 isulta can evidenZel, Illfatti la gcncrazione ha i contrari come punto di arrivo

e come punta di partenza, e tutti gli clementi contcngono una 15 contraricta i'uno rispctto all'a\tro per i1 fauo ehc le lora proprieta

differcnziali sono contrarie, In rcalta, pero, alcuni dementi hanna entrambc le proprieta differcllziali contrarie tra \oro, come avviene. ad csempio, nel case del fuoeo e deH'acqua (infatti l'uno e secco e caldo, l'altra c umida c fredda), altri elementi, invece,

hanno contraria una sola delle due proprieta differenziali, come avvienct ad esempio, nel caso ddl'aria e deU'acqua (infatti runa c urnida c calda, l'altra e umida e frcdda)~ quindi, sottD un pro-

filo universale, risulta can e'videllza ehe ogni clemento e per na- 20 tura disposto a essere generato da ognuno dcgli altri, rna, d'altra

parte, sotto un profilo particolare, non e d.ifficile vedcre il modo in cui cio accadc: indubbiamente, infatti, ogni clemcnto pub venir fuori da ognuno dcgli altri, ma la diffcrenza sta nel fatto che cia.scuno potra esscre generato con maggiore rapidita 0 con maggiore lcntezz3, can maggiore facilita 0 con maggiore diffi-

co\ta. Quegli dementi chc hanno tra lora una proprieta coniplementare 34 in coroune, possono trasmutarsi Puna ncll'altro con 25

31 Probabile allusione a De caeio r 304 b 23 sgg., piuttOSto che a 314 b 15-26 0 a 329 a 35 sgg.

32 efr. 314 h 13 15t

33 Cfr- 329 b 7 13t

r

S4 Probabilrnente rifaccndosi a PLJ\T, Symp. 191 d, Aristote\c usa qUi

2B efr. 31 B 62 Dicls K M

29 Cf D ... ranz; J etaph4 A 985 a 31-b 3

r. e caelo ~ 30S a 14 ~

30 Dr sgg.

Iversamcnte le ,~

3-4. propneta vengono distribul<tc .

In ",\feteo,_ 382 a

\

68

_ , Generaeione I! corrueione, II (R) 4 331

rapidita, quclli che non l'hanno .: )' a-b lentezza, poiche una sol SI. trasformeranno, invece con

1., ' a cosa cangia piu fa ·1 .'

ra Ita di cose : COSt d. ci mente di una plu~

.. ,a esemplo, dal fuoco si ·

mediante 11 cangiamento di 1 .. 1 puo generare l'aria

-I f 1 una so a delle d - ,

1 uoeo era caldo e ue proprieta (giacche

. . secco, mentre I'ari .'

quindi basta che il seccn si ia sara calda e umida e

. eeco Sla seonfitto dall' ido e si '

e dall'aria si genera a su I l' urm 0 e Sl avra I'aria)

30 valga suI caldo (inf~tf r a .vo ta, acqua, qualora it freddo pre~

,. I ana era calda e u · d

sara urnida e frcdda c qui di basta i rm a mentre l'acqua

. ' III 1 asta 11 sol .

e Sl avra l'acqua) AJI 0 cangiamento del caldo

_J II .. 0 stesso modo dalla ·

ua a terra il fuoeo Infatti i .,. cqua SI avra la terra C

• . n a tr 1 term U11 cit d

1 uno rispetto all'altro . , queste ue cappie hanno

I, ' una propncta com )1 · '

acqua, invero, e umida ~ f dd I ementare in cornune :

d. . e re a rnentre 1 t ' f

1 gUlga che bastera la fi d a erra e rcdda e secca

35 dt 1 scan tta ell 'umid ., '

a tra parte, poiche il f' 0 e 81 avra la terra, e,

331 b f dd uoco e secco e cald

rc a e secca basters I di 0 mentre 1a terra e

" "- ra a istruzio d 1 f

avra fuoco. · ne e reddo e da terra si

Da tutt .--

o CIO consegue con id

avrann evi enza che i corpi s I·"

o una generazione · r · cmp ICI

si svolge con malta f .1. ,ClC rca, e questo modo di cangiamento

di act Ita, perche negli I ~ di ·

me consecutive so - e ernenti )SPOSti in or-

no contcnute p .,

muni, Ma e anche possibile che si ropnet,a complemcntari co-

S e dall'aria Ia terra e a d 11' genenno dal fuoeo I'acqua

, ' ncora, a acqua e d 11 .

mente 11 fuoco c I'aria: ' a a terra rispettiva-

. ' pero questa gener " ·

giore difficolta perch' .. azione aVYICnC con mag-

E'.'. ' e essa irnplica it ca · · .

., indispensabile infatti h ,ngtamento di PIt) cose .

. 1 fee, se dan acq · I

1 uoco, vcngano distrutti il frcddo ,ua. 51 vuo e far nascere

terra si vuole far nasce 1" e I urnido e, ancora, se dalla

~ re arra vengan d· ...

secco: e si ha anch 1 ' 0 rstrutti 11 freddo e il

10 I' . . e 0 stesso procedim d

arta si vuole che n scano }' ento, sc al fuoco e dal-

ascano acqua e I ·

a terra, glacc}lc e indispen-

Gtnerazione e corruzione, 11 (B), 4, 331 b .

69

,

! I I

il termine '(.i"

. (]''UfAt""'0AOV nel senso di .

tron d" 1 ., srgne de rc 0 '

une solidarite t (Robin) Sh. ~ c nnaissance, manifcsta-

• • • r I "-. .. rrganvarnent

cacra, 1 ~, .. lugtcr traduce: «P 1 .. c, rna con una certa effi-

entre .. P" our es elements qui a ' d

eux '_ IU accuratamentc '1 1 ceuscnt cs rapports

tato Ie spiegazioni del Liddc1:-S O(\CHI~f (pp. 221-2), dopo aver ripor-

~ere and elsc\\o~here to mean r~ p tCoftt, osserva: • Arist. uses the term

t . . .. at 0 one whol l' ~

109 10 wlth a complementar' . e. W l1ch 18 capable of fit-

Q 1 d' ) part so as to .

ua cosa analogo si ris-contra· A constItute another "thole ..

1n n. pT B 27 ·1· ·

· per I tcrmlne a-t) -

uttfl1J

~ -

sabi1e it cangiamento di entrambe 1a qual ita clementari. Questo

tipo di generazione richiede tempo piu lungo ; set d'altra parte,

una qualita di ciascuno dci due dementi venisse distrutta, la trasmutazione verrebbe ad essere piu facile, rna non sarebbe reciprocat hens! daU'insicme di fuoeo e di acqua si avranno terra e aria e, d'altronde, dalltinsieme di aria c di terra si avranno fuoeo

c acqua. Qualora, infatti, il freddo deU'acqua e il secco del fuoeo siano stati distrutti, si avdl aria (giacche del fuoeo sara rimasto 15 il caldo e dcll'acqua l'umido)~ quando, invece, siano stati distrutti il caldo del fuoeo e 1'umido dell'acqua, si avra terra, per

il fatto che del fuoee rimane il secco e deH'acqua il freddo. AUo stcsso modo, aneora, dan'aria e dalla terra si avranno il fuoco

e l'acqua; qualora, infatti. siano stati distrutti il caldo deUtaria e

il freddo della terra, si avra acqua (giacehe dell'aria rimane l'umido 20 e della terra il secco); qualora, invece, siano stati distrutti l'umidc Jell'aria e il frcddo della terra. si avra fuoco, per il fatto che dell'aria rimane il ealdo e della terra il seccO. Ie quali proprieta noi a~segnavamo 35, appunto. al fuoco. E che il fuoco in questo modo

sia prodotto e confermato anche mediante Ia percezione sensihi\e: infarti la fiamma C la massima manifestazione del fuoco, ed essa 25

c Furno ardente, e it fumo c composto di aria e di terra aG.

Se si tratta, poi, di dementi disposti in ordine consecutivo 37 ,

non e possibile che, una volta distrutta in ciascuno dei due una delle due qual ita dementari, si verifichi un passaggio in alcuno

dei corpi sempliei, perche, in tal caso, in entrambi gli clementi rimangono soltanto 0 le stesse quatita elcmentari 0 queUe contrarie _ e dalla cornbinazionc di ncssuna di queste due qualita 30

pub gencrarsi un corpo -, il che avviene, ad escmpio, se sia di-

strutto il secco del fuoco e l'umido ddl'aria (giacche in cntrambi gli clementi resta solo il caldo); se, invece, datltuno e dall'altro elemento si elimina solo il caldo, rimangono i contrari, ossia secco e umido. Lo stesso dicasi anche per gli altri dementi che siano tra loro consccutivi; infatti in tutti qucsti clementi sono

I

\

3~ Cfr. 330 b 3-4.

31 Cfr, ~-Ueteor. 341 h 21-22. 371 a 33-h I.

31 Ossia secondo \a successione dei luoghi naturali a ogni elernento

nel mondo sublunare (fuoco. aria, aequa, terra e viccvcrsa).

r~ . t···

• _ .. +- --..--. - ~ .:::: :-- __ ''':!::... C2r -

__ . . _-_____.--- ... -- ........ -.........=------iiiiIii8~-----

70

Genera zione e corrux ione , If (13), .:J •. J, 33 J b- 332 a

Generazio1le e corrueione, 11 (B), 5~ 332 a

71

5.

verra ad esserc qualcosa di frcddo, onde conscguc I'impossibilita chc il fuoco sia aria calda, giacchc, sc cosl Fosse, la rncdcsima cosa verrebbe ad essere, ncl medesimo tempo, calJa e fredda. Entrambi gli elcmcnti, quindi, saranno una qualchc altra cosa che C identica, c ci sara una qualche materia che e "alrra ' rispctto a ciascuno del due, rna c cornune ad entrambi -10,

II rncdesimo ragionamento si estcndc a tutti quanti gli elerncnti ~ chc, cioe, di questi clcrnenti non nc csiste uno solo dal qualc dcrivino tutti gli altri. I\·'1a, tuttavia, non nc csiste neppure 20 a1cun altro al di fuori di essi, ad esernpio un qualcosa di intermcdio tra aria c aC(lua 0 tra aria c fuoco, che sia pill spesso dell'aria c del fuoco e 11iil sottile degli altri due, giacchc un siffatto clcmento sarebbe aria e fuoco con l~aggiul1ta di una coppia di contrari. :\.]a uno dei contrari e privazione, e da cia con segue r'impossihilita chc I'interrnedio csista isolatamente, come, invece, cerruni 41 pretendono per (luello che cssi chiarnano "indcterminato ' 0 ' contencnte '; esso sara, allora, nella stesso modo e nello 2S stesso tempo, qualsivoglia degli elementi (J nessuno di essi.

Se, pertanto, non esiste alcuna cosa sensibilc che sia anteriore

a qucsti elementi, non vi saranno altri clernenti al di fuori di que-

sti ; onde risultera necessario 0 che essi permangano per sernpre, senza avere la possibilits di cangiarc l'uno nell'altro -12, oppure che essi cangino, e che, in qucsto secondo casu, 0 cangino tutti quanti oppure alcuni si e altri no, come scrisse Platone nel Ti ... "zen -I~. Xoi abhiamo preccdcntcrnente 44 dimostrato che essi dcb- 30 bono necessariamentc cangiare reciprocamente l'uno nell'altro,

e [abbiamo anche precedentcmcnte 45 dimostrato] che non sempre I'uno si genera dall'altro con la stcssa rapidita, perche quelli che posscggono una qualita complementare comune si gcncrano

prescnti una qualira identica e una qualita contraria; c quindi risuita, nello stesso tempo, con chiarezza Cl1C, tra gli elernenti

35 consccutivi, la trasformazione da un solo elernento a un solo elemento si svolge quando una sola qualita c1cmentare sia stata distrutta ; invecc la trasforrnazione da due elernenti a uno solo si svolge quando sia stato distrutto un maggior numero di qualita clcmentari,

Che, pertanto, ogni elemento possa essere gcncrato da ognlltl0 ])2 a dcgli altri, e in che modo avvcnga il passaggio reciproco dell'uno nell' al tro, c stato detto.

Tuttavia, per quanta concerne gii elerncnti, noi dobbiarno allcora condurre l'indagine sui seguenti aspetti della questione.

Se i corpi naturali hanno pc:r materia, come sembra anchc ad alcuni filosofi, l'acqua, l'aria e gli altri .: elernenti ' di tal genere,

5 necessariamente questi elementi devono csscre 0 uno solo 0 due o pili .. Non C possibile, pero, che tutti i corpi naturali si identifichino con un elemento solo, vale a dire chc tutti siano csclusivamentc aria 0 acqua 0 fuoco 0 terra, dal memento chc il cangiamento si attua verso i contrari 3.8 .. Se, infatti, essi fossero, ad esernpio, aria 39 c se J'aria permane,. si avra alterazione rna non geIlerazione (d'altronde non si puo credere chc un siffatto elerncnto unico possa permanere in guisa tale da essere, ncllo stesso tempo,

1 () acqua e aria e qualsivoglia altra cosa}; ci sara, allora, una certa contrarieta e una certa differenza, e qualche altro clemente avra come sua proprieta l'altro tcrminc di qtlesta contrarieta, ad esernpio il fuoco avra come sua proprieta il calore. Tuttavia il fuoco non verra ad essere certarncntc aria calda, giacche un sitfatto cangiamcnto sarcbbe alterazione, e questo non ci r isulta COl1 evidcnza. Nelle stesso tempo, d'altronde, sc l'aria verra prodotta dal fuoco, cio sara dovuto a] cangiamento del caldo nel SU() con-

15 trario ; questa contrario, allora, sara proprieta dcll'aria, e 1 'aria

38 efr. Phys. E 224 a 21 Sgg4

~9 Come sostengono .. Anassimene e Diogcnc di .. Apollonia ..

40 Ossia la rnate ria originaria (1tpw~r, :~).:~}.

41 Anassimandro e i suoi seguaci (cfr, Phys. F 203 b 10- t 5; De caelo 1-' 303 b 12.13). Le dottr irie del1'intcrmedio vengono rcspinte sulla base del principia del terzo escluso (cfr. An4 POJt. A 73 b 18-24).

42 Corne sostie ne Empedoclc (efr .. tra I'altro, 325 b 16, 329 a 4).

4.1 Tim, 54 b-d, ove si afferrna che solo gli elernenti fluidi, e non la terra, possono carigiare 1 "urio nell'altro.

4-i Cfr. 331 a 12--20, oppure, secondo .1 Gohlke, De caelo 1" 7_ 4~ Cfr~ 331 a 20-b 36.

72

Generazione e corrueione, II (B), 5, 332 a-b

Generazione e corrusione, II (B)t 5, 332 h-333 a

73

48 In B 2-3 e in Phys. A 189 b 16 sgg,

41 Ma cio e stato respinto in 332 a 6-20. Nel tradurre il terrnine 1r&vnx ho prefcrito seguire Filopono e Mugler; rna esso poreva anche essere inteso come t tutti gli elementi , (Joachim).

411 Allusione oscura ; e poco probabile che si accenni aile ipotesi platoniche di Phaed, 109 c sgg.

IllS. t Post m~AOC excidisse 8~AOV vel EX '76Jv8e 8~AOV suspicor 1 (Joachim) ..

Siano I' la terra, -r l'acqua, A l'aria e TI il fuoco. Se .-\ call- 15 gia in IT c in )", si avril una contrarieta tra i termini A e IT. A mmettiamo che questa coritr'arieta sia bianchezza e nerczza. Sc,

a sua volta, _A cangia in Y, ci sara un'altra contrarieta, giaeehe non sono la stessa cosa )"' e IT ~ Arnmettiamo, allora, che questa

~

seconda contrarieta sia secchezza e umidita, e indichiamo con ~

la sccchezza e con )" l'umidita. Se, intanto, perrnane la bian- 20

.. ..

chezza, l'acqua sara umida e bianca ; nel caso contrario, mvece,

I'acqua verra ad essere nera, giacche il cangiamento si attua verso

i contrari : l'acqua, percio, dovra cssere 0 bianca 0 nera. Arnmcttiamo chc sia bianca; allo stcsso modo anche ]1 avra come proprieta 8J vale a dire Ia secchezza. Sara, quindi, possibile che

si attui un cangiamento anchc di TI, ossia del fuoco nell'acqua;

al fuoco, infatti, appartengono proprieta ehe sana contrarie a quelle dell'acqua, giaeche il fuoeo era dapprima nero e in ap- 25 presso secco, mentrc l'acqua era dapprima urnida e in apprcsso bianca. Risulta, allora, eon cvidenza la possibj lita che tutti gli elernenti cangino reciprocamente l'uno nell'altro e che, in base agli esempi preccdenti, anche a r, cioe alla terra, appartengano

l~ due qualita complementari, ossia il nero e l'umido, giacche queste due qual ita non sono state aneora accoppiate.

Che, d'altra parte, il processo di trasformazione non possa 30 eontinuarc all'infinito s'' - del resto, noi siamo giunti alla pre-

... • 4

cedente dimostrazione propriO mcntre CI accingevamo a provare

I'impossibilita di tale processo - risulta con chiarezza dalle seguenti considerazioni. Se, invero, a sua volta it fuoco, cioe n, cangia in un qualcosa di diverso, ad esempio in 't., senza poter ritornare in se stesso, allora al fuoco e a 'If apparterra una contrarieta che sara diversa da quelle precedcntemcnte indicate,

35 giacche si e premesso ehe 'l" non c identi ~o ~ nessuno dei ~ua,ttr~

elementi r)"AIl. Ammcttiamo che n abbia come propneta K

e che If' abbia come proprieta <D. In tal caso K verdi ad essere 333 a

. ~ .

proprieta di tutti i termini rYAn J perche questi canglan.o reci-

proeamente l'uno nell'altro ; ancorche si ammett~ che cio ~o.n sia stato aneora dirnostrato, tuttavia una cosa e chiara: che, cioc, se a sua volta \1" cangia in un altro clemente, un'altra contrarieta

piu rapidarnente l'uno dall'altro, mentre quelli che non la posseggono si generano piu lentamente. Se, quindi, c unica fa contrarieta secondo la quale si attua il cangiamento, gli elernenti devono ncccssariamente essere due, giacche il loro ' intermedio '

35 e la materia che non puo essere perccpita e non pub avere esistenza separata. Ma poiche noi vediamo che gIi elernenti sono

332 b piu di due, Ie coppie dei contrari dovranno essere almeno due.

E se qucstc coppic sono due, e irnpossibile che i termini siano tre, rna devono essere quattro, come risulta con evidenza ; e sono appunto quattro le combinazioni delle coppie di contrari, giacchet quantunque di coppie se ne possano dare sci, due di esse non si possono effettivarnente produrrc, per il fatto che sono contrarie tra loro ..

5 Ma di cio abbiamo trattato precedentemente ~G; che, invece,

in tutti i cangiamenti reciproci degli elementi sia impossibile che uno di questi elementi - tanto sc csso si trovi all'estrernita della serie quanto sc si trovi nel mezzo - faccia da "pri ncipio t, risulta chiaro da quanto segue .

..

E impossibile che un siffatto principio sia aile cstrernita, per-

che in tal caso tutti gli elernenti sarcbbero fuoco 0 terra, e con cio si verrebbe a dire che tutte Ie cose derivano dal fuoco 0 dalla terra 47; che, poi, un siffatto principio non si identifichi con alcun

10 elernento intermedio - come si riscontra, invece, in alcuni 48 i quali ritengono che l'aria cangi sia in fuoeo sia in acqua, e l'acqua, sia in aria sia in terra, mentre le estremita non cangiano mai l'una nell'altra - <risulta chiaro dalle seguenti considerazioni) 49. E indispcnsabile, in realta, ehe questa processo di trasformazione si arresti e che non continui all'infinito in modo rettilinco verso ciascuna delle due direzioni, altrimenti una serie infinita di contraricta si riscontrerebbe in un solo elemento ...

sn L' indagi ne viene qu i ricondotta a 322 b 12-14.

74

Generaeione e corrueione ~ II (B), 5 -6~ .IJJ (I

Generazione e corrussione, II (B)J 6t 33.1 a-b

75

5 apparterra tanto a '-I-" quanto al fuoco IT E allo stcsso modo, a mana a rnano che si aggiunge un nuovo tcrrnine, insiernc con questa una nuova contrarieta verra ad appartenere ognora ai termini precedenti, sicche, sc i termini sorio infiniti, saranno infinite le contrarieta che appartcngono a uno solo di essi. :\Ia, se Ie case stanno cosi, non sara possibile ne che alcun elernento '/enga definite ne che v'cnga generato : infatti, sc si vorra che un elemento sia generato dall'ultro, sara indispensabile chc l'elemento generate) percorra un ugual numcro di contrarieta 0 anche un nu-

ID mero maggiore !II; c lc consegucnze di tutto cio saranno in primo luoga l'irnpossibilita che si attui alcun cangiamcnto verso certi elernenti, come avvicne, ad csempio, nel caso che gli interrnedi siano infiniti (il che risultera inevitabile, una volta arnmesso che SOllO infiniti gli elementi), c in secondo luogo I'rmpossibilita, ad csernpio, del cangiamcnto del fuoco nell'aria, dal momento che infinite sono Ie contrarieta interrnedic. E, infine, tutti gli element] diventano uno solo: infatti tuttc Ie contrarieta dcgli elernenti che sono al di sopra di It apl1arterranno agli clcrnenti che sono a1 di sotto di n, e quelle degli elcrnenti che sona a1 di sotto di n

15 apparterranno agli clementi che sono al di sop. a di II, e la conclusione sara che tutti gli clernenti verranno ridotti a unn solo.

Essit in verita, sono uguali tutti ~~.

Orbene: se gli elemcnti sono comparabili in rapporto alla quantita, tutti gli elementi comparabili devono necessariarnentc 2() posscdcre UI13 qualche proprieta identica mediante la quale verigono misurati, come, ad esernpio, nel casu chc da un cotile d'acqu 1

se nc possano produrre dicci di aria: cntrambi gli clcmenti, dunque, dovevano pur essere identici sotto qualche profilo, dal momenta che essi vengono misurati mediante la stessa misura. SCJ poi, non sono comparabili ill rapporto alla quantita in questa modo -- ncl sense, cioe, che una ccrta quantita dell'uno sia rnisurata da una ccrta quantita dell 'altro ~, rna sono, invece, cornparahili in rapporto alla Ioro potenza di agirc (sc, ad esempio,

u n cotile d'acqua I)UQ produrrc una quantita di freddo ugual:

a q uclla che puo essere prodotta da dieci cotili di aria), anche ill 25 tal caso gli elcrnenti vcngono ad essere comparabili in rapporto alla quantita, rna non in quanta questa sia quantita, bensi ill

q uanto e una ccrta potcnza di agire. POSSOI10 essere, altresi, cornparabili le potenze di agire deg1i elernenti non mediante IJ misura della quantita, bcnsl per analogia 53, come quando, ad esernpio, si dice che un certo oggetto e caldo nella stessa misura

in cui un altro oggctto c bianco: l'espressione • nella stessa misura

in cui' sta ad indicare nella qualita la somiglianza, nella quantita l'uguagliatlza. Risulta, allora, evidcntemcnte assurdo che i 30 carpi scrnplici, pur essendo immutahili, siano cornparabili non per mera analogi a, bcnsi per la misura della loro potenza di agire, ossia per il fatto che una determinata quantita di Fuoco e unr dcterrninata quantita di aria chc sia tante voltc maggiore di quclla

del fuoco possallo essere ugualmente 0 similmente calde : infatti,

la rnedesima cosa, per il solo fatto che C omogenea (a una quan-

tita minore''. verra ad avere 11 proprio rapporto proporzionalmente a umentato.

:\Ia~ oltre a cio, se si sta alle teorie di Empedocle, non potrebbe verificarsi neppure l'accrescimento, cccctto qucllo chc si attu i 35 per aggiunzione; infatti il fuoco crescera col fuoco

e la terra dara aurnento al suo corpo e I'etcre all'etcre M; J3J l,

Di fronte ai filosofi che, al pari di Empedocle, sostengono che gli elcmenti dei corpi sono pill di uno solo rna non sono in COl)dizione tale da poter rcciprocarncnte cangiare I'uno nell'altro, ci si potrebhc chiederc con mcraviglia come mai S1 possa affcrmare che gli elernenti siano comparabili ; eppure Empcdode afferma



proprio questo :

51 Anzi un nurnero infinitamenre maggiore, quindi iriattuale , essendo inattuale 1 "infinite (efr .. Phys, I' 5-6).

52 31 II 17, 2i Djels ... Kranz.

';'J Ossia per uguaglianza di rapporto tra due coppie di termini ciaseuna delle quali appurtiene a categoric diverse (A: B == C ; D). Cfr .. Metaph, 6. 1016 h 34 ... 35; Eth, Nic .. ~ 1096 b 28-29.

~ 31 B 37 Diels ... Kranz.

76

Gt!11e-raZ£Otl€ e corrussione t J 1 (B), 6 ~ 333 b

Generaeione e corrussione, 11 (R), 6t 333 b

77

~na, in questo caso, si tratta di sola aggiunzionc; si suole osscryarc, mvece, che i carpi che subiscono accrescimento non sono affatto

~ ....

accresciun m questa modo.

Diffi~olta molto piu gravi inconrra, poi, Empedocle quando vuole sptegare la gcncrazione che avvicne per natura. Difatti, Ie _ cose che hanno una generazione naturale nascono tutte quante ;:, 0 sempre 0 per 10 pitl in un modo determinato, rncntre, al cnntrario, Ie cose che nascono in un modo chc non si riscontra ne sempre ne per 10 piu, sono prodottc dal caso 0 daIIa fortuna 55. Qual e, a~l?ra, iI rnotjvo per cui da uomo nasce uomo 0 scmpre ~ per 10 piu ; c da frumento nascc frumento, e non oliva? Oppure e,. forse, vera che, sc gli clementi vengono composti in un deterrnmato modo, viene a generarsi un ossa? Infatti nessuna cosa

10 nasce da un concorso fortuito di elerncnti, come pur sostiene Empedoc!c 56, rna ogni cosa nascc secondo un dctcnninato rapporto razicnale. Equal C:, intanto, la causa di cia? Non di certo, almena, it fuoco 0 la terra; rna ncppure sono I'Amicizia e 1a Con~ tesa, perche l'una e causa soltanto di associazione, l'altra so1tanto di dissociazione 57. Questa causa i: la sostanza di ciascuna cosa

~ ,

e non puo esserc solarnente

e it nome che si assegna in questi casi 6',

non parla affatto: eppero cgli non viene a dirci proprio nicnte H intorno alla natura»! 60 Invece 1a causa da noi indicata si idcntifica con I' eccellcnza e col bene di ciascuna cosa, mcntrc egli, al

1 .. 1 61 F.... .. l ~ 20

contrario, ci vicne a celcbrare soltanto a rmsce a . ..., I)Ol, C C

anche da notare chc non c la Contesa, bensi I' Amicizia 62 a dissociare gli clementi, che pur sono anteriori alia divinita 63, e divinita sorio anche essi stessi 6J,

Oltre a cio, Empedocle parla in rnaniera semplicistica del movimcnto. Non basta, infatti, dire che esso c'e perche I'Arnicizia e la Contesa 10 prcducono, a meno che egli non abbia inteso dire che i: cssenza dcll'Amicizia rnuoverc lc case secondo

un determinate rnovimento cd ~ cssenza della Contesa mucverle secondo un altro determinate movirncnto. Su quest.o argomento egli avrebbe dovuto 0 fornirc una definizione 0 formuJare uri'ipo- 25 tesi 0 costruire una dimostrazione, c avrebbe dovuto farlo 0 con precisione scicntifica 0 alla buana 0, almeno, in qual~ivogli~ altra guisa, Inoltre, poiche si riscontra con evidenza che I corpi scmplici sono mossi tanto per violenza e contro natura quanto secondo natura (ad escmpio il fuoco e rnosso verso I'alto non per violenza, verso il basso, invece, per violcnza], e poiche cia chc avvicne secondo natura e contrario a cia che avvicne per violenza,

e poiche, insomma, c'e un movimento che si. attua per Yi~lenza,

da tutto cio consegue che c'e anche un movimcnto che SI attua secondo natura, Ma e forsc questa it movimento che viene prodotto dall'Amicizia? In realta, il movimento naturale porta, al 30 contrario, 1a terra 'verso il basso ed e simile a una dissociazione,

c la Contcsa, piuttosto che l'Amicizia, viene ad essere causa del movimento naturale. di guisa che t anche sotto un profile universale, I' Amicizia, piuttosto che 1a ~ontcsa, vienc a~ agi~e c~~t~o natura. E sc il movimento non vienc prodotto ne dall AmICIZ1a

miscela e riscatto di cose che fur mc:-scolate [>8

come, appunto, egli afferma. Fortuna, e non rapporto razionalc

15 giacche una mescolanza puo pure esserc prodotta fortuitamente.

Degli enti naturali t, comunque, causa if trovarsi in una determinata situazione, cd c questa la naturale essenza di ciascuna cosa, mcntrc, al contrario, a proposirr, di questa, Empedoclc

~5: Cfr .. Phys. B 195 b 31-197 b 37.

S6 cr-, 31 B 57-62, 96 Diels-Kranz; .11etaplr. A 993 a 17; PhYL 8 252 a 5 sgg.

117 Cfr. 31 B 16. 17. 21, 35, 109 Diels-Kranz. nonche PL.'oT. Soph. 242 d ..

68 31 B 8 Diels-Kranz (efr. 314 b 7 sg.).

~!i Ironica parodia di espressioni empcdoclcc (efr. ancora 31 B 8).

60 Allusione ironica al titolo del pocma di Empedocle ,

61 Poiche questa sarebbe opera dellAmicizia (cfr. Metaph .. A 984 b

32-985 a 10). ., . . .

&2 La critica chc qui viene arnpramente svolta e quasi un leit ... mouo

antiempedoclco in Aristotcle (cfr., tra I'altro, Metaph .. A 985 a 21-29, B 1 ()()() a 24-b 12) ..

63 err .. 315 a 25.

64 Cfr. 31 B 6. 59 Diels-Kranz.

78

Genero zione e corrusuonc , 11 (D») 6~ 333 b ... 33-1 a

Generaaione e corruzio11e, II (B), 7~ 334 a

79

nc dalla Contesa, i c,)rpi stessi non hanno, in senso assoluto, 11eSSUIla possibilita di muoversi ne di perrnanere : rna cia e as- 35 surdo .. Inoltre, risulta con evidenza che cssi si muovono : C vero,

JJ4 J, infatti, che la Contesa ha, secnndu r:n1IJedoclc, causate la dissociazione, rna e anchc vero chc, come egli stesso dice, I'etere c portato in alto non dalla Contesa, rna una volta, secondo lui, quasi dalla fortuna:

-

I •

Talora essa corre in tal modo, rna spesso corre anche altrirnenti I~

:\la I'esamc di qucsti problemi e riservato a uri'altra inda- 15 gine I:i~; per quanta conccrne invece gli dementi di c~i i corpi sono cornposti, va notate che tutti quei filosofi co i q~ah a~m::t.tono l'csistcnza di qualcosa di cornune agli clemcnti stessi e 11 cangiamcnto rcciproco dell'uno ncll'altro, una volta che abbia~o auunesso una quabiasi di qucste due eDSC, debb.mr uccessartamente ammcttere anch~ l'altra ; quelli .0, invcce, chc non arnmettono ne la generazionc reciproca dcgli elcm~nti ne l~ gi;n~r~7,iolle

da ciascuno di essi in particoiarc, se non ncl sensa m CUI I mattoni sono cavati dal rnuro, cad0nc> in assurdita quando vogliono spiegare come mai J.agli clementi derivino carni e 05.;a c qualsi- 20

vogJia dcgli altri ome:Jrneri. , .

:.vJa h questione di cui stiamo p rrlando prcsenta un aporra

anche a quei pcnsatori che fanno generare gli clemcnti .l'uno d<ll~ l'altro, quando si tratta di spicgare in qual modo d3.gh. ele:ncnt~ possa essere c05tituita qualche altra co.;a, al di ~u?ri dcgh. c1cm':::ll,tl stessi. Dieo, ad escmpio, che dal fuoco e pos~lbtle che SI prodLlu I'acqua, e da questa c possibile che 5i produca il fu()c~ (giacch~ 2' illoro sostrato e qualcosa di camune); tuttavia dagii stess: ele~entl J anche I'osso yiene generat,), ed anc:he il midollo: come mal, a1- lora, questi ultimi vengono gcnerati? Per quelli che 1a p~n31no

alIa maniera di Emp~doclc~ qualc sara i1 m)U0 di questa g.!n·::r~zione? Per lora non potra trattarsi che di composizione, propn.u come un muro risulta composto di mattoni c di pietre. E la • rntsccla I di cui essi parlano verdi fuuri dagli elementi che rirnangono, sl, intatti, ma che sono ridotti in piccolo parti ~ me",~i 1'uno accanto allaltro ; in un siffattu modo, comunque, SI dovrchbero 30 generare anche la carne e ciascuno dcgli altri on~eomeri. Accade, dunquc, che non da qualsivoglia parte di carne 51 .gcnerano fuoco

ed acqua, come, invece, da una parte di cera SI puo .produr~c una sfera e da un 'altra parte una piramide, quando. In rcalta,

Uri'altra volta, invcce, come cgli afferma, it fU3CCJ i: stato IJer natura disp osto a sposta rsi vers J I' al to, mentre 11 ctcre (10 asserisce lui)

5 C011 Iunghe radici in giu verso terra affondava &8.

Nello stcsso tempo Empedocle afferrna chc nella nostra cpoca il mondo, sotto il dorninio della Coritesa, si trova ncllc rnedesime condizioni in cui si trovava prima satto il dominio dell' Amicizia: rna, allora, qual e, secondo lui. iI prirno motore c la prima causa del movimento? :\ on certo l' .. Arnicizia e la Contesa: qucste son a causa soltanto di un determinato movimento, mentre e vera chc il primo motore deve cssere anche primo principio,

1\1a e anche assurdo supporre che l'anirna sia cornposta dagli

10 elernenti 0 chc si identifichi con uno solo di essi ti7: se cosi Fosse, in chc modo mai si potrebbero spiegare Ie alterazioni dcll'anima, ad esernpio il passaggio dall'csser musico all'cssere a-rnusico, oppure il passaggio dalla memoria all'oblio ] E ovvio, infatti, che se I'anima si identifica col fUOC0,. si potranno riscontrare in essa solamente quelle qualita affettive che si riscontrano nel fuoco in quanto questa c fuoco, e se essa e un misto di elernenti corporci, si potranno in essa riscontrare solamente le qualita affettive dei carpi: in rcalta, pero, nessuna della qualita affettivc sopra indicate ~ corporca,

u 31 B S3 Diels -Kranz (cfr. anche Phys. B 196 a 22-23). " 31 B 54 Diels-Kranz.

67 cr-. De anim. A 409 b 25-410 a 22; An," pr, B 27.

f.H Cfr, De animo A 4-5 e in parricolare 408 a H-23, 409 b 23 sgg. 6~ I Pitagorici e 10 stesso Aristotcle.

70 In particolare Enlpedoclc<o

80

Generazione e corruzione, II (B)~ 7~ 334 a-b

Generazione e COTTuziont, II (H), 7-8, 334 b-335 a

81

~ra ,gia pussibile che I'una 0 l'altra delle due figure fosse prodotta indifferentementc dall'una 0 dall'altra parte della cera. In questo modo avviene la generaaione, allorche il fuoco e I'acqua sono

35 prodotti da qualsivoglia parte della carne; per coloro, invece, che profcssano quelle altrc dottrine 71 cia non c possibile, rna, a parer

334 b loro, come da un muro si cavano pietrc e mattoni, cosi ciascuno dei due elcmenti si genera da un luogo diverse e da una diversa parte della carne. Allo stesso modo anchc quelli chc considerano unica la materia degli elementi si imbattono in una certa difficolta, quando vogliono saperc in che modo una qualche cosa potra derivare da due elementi messi insieme, ad escmpio dal freddo e dal caldo, oppure dal fuoco e dalla terra. Set infatti, la

5 carne deriva da entrambi questi elemcnti c se questi elcmenti si conservano intatti, che altro rimane da fare se non identificare il cornposto dei due elernenti con la materia? Infatti 1a distruzionc di uno dei due elementi vienc a generare l'altro oppure Ia materia.

Orbenc 72: poiche tanto il caldo quanta il freddo possono avere uri'intcnsita maggiore 0 minore, si avra che, quando uno dei due esiste in entelechia allo stato assoluto, l'altro esistera in potenza; quando. invece, nessuno dei due esiste in modo corn-

10 pleto, rna c'e un caldo che, come caldo, e freddo, e un freddo che, come freddo, e caldo (e cia e dovuto al fatto che essi, mcscolandosi, ~jstruggono reciprocarnente l'uno gli eccessi dell'altro), allora S1 avra che ne la materia ne alcuno dei due contrari esistera in entelechia a110 stato assoluto, rna esistera, invece, un intermedic, c secondo che quest'ultimo sia potenzialmente pill caldo che freddo 0 viceversa, verra ad essere per potenza due 0 tre volte 0 un numero maggiore di volte pill caldo che frcddo secondo

15 la mcdesima proporzione a secondo un altro rapporto di tal genere. Gli altri corpi 7a. verranno prodotti dalla mescolanza dci contrari 0 degli elernenti, e gli elemcnti vcrranno prodotti dai contrari che, in un certo sensa, esistono allo stato potenziale, non, pcro, nel modo in cui esiste 13 materia, bensi secondo il

modo che abbiamo indicato: e 1a mistione ha luogo in virtu di questa processo 74, mentre, al contrario, cio che viene prodotto nell'altra maniera 75 e materia. E cio e dovuto anehe al fatto che 20 i contrari subiscono anch'essi un'affezione, secondo la definizione che abbiamo formulata nella prima parte di questo trattato 76:

4 + ,

difatti eli> ehe in entclechia c caldo, c freddo in potenza, C CIO

che in ente1echia e freddo, e caldo in potenza; di guisa che,

sc i due termini non si equivalgono, cangiano l'uno nell'altro, e

10 stesso avviene anche per gli a1tri contrari ; e in primo luogo cangiano in questo modo gH ~lem~~ti, e, in a~pr~sso" da questi 25 si gcnerano carni ed ossa e glt altn omeomen siffatti, quando,

nel cangiamento del caldo nel freddo 0 del. freddo ~el caldo,

questi contrari si approssimano a uno stato mter~edtO (allora, infatti, non esiste <a110 stato a$501uto) nessuno del due), c que-

sto stato interrnedio e molteplice c non c indivisibile. Allo stesso modo anchc it secco e l'urnido e le altre proprieta. siffatte vengono ~ produrre carne e OSSO e gli altri omeomeri sHfatti in virtu 30

della mediazione 77.

8.

Tutti quanti i corpi misti - ossia tutti i co~pi che ~ono si~ tuati intorno alluogo centrale 78 - sono compost! da tutti quanti i carpi sernplici. Infatti la terra e presente in tutti i ~orpi, per~he ciascuno di questi e. in modo precipuo e nella masslma quanttta: nel suo proprio luogo ~ l'acqua c, da parte sua, pre~entc. ~erch~

il composto deve esscre delimitato cd. essa c I'u.meo del eorp~ 35 semplici che si [asci facilmente delimitate 79 e, m~ltre, perche la terra senza l'e1emento umido non puo averc coesione, mentre l'acqua e, appunto, cio ehe Ie conferiscc continuita: se, inf~tti,

3.35 a

71 Ossia le teorie empedoclee.

-2 L~ .

, argomentazrone seguente presuppone , in gran parte, Ie indagini

di 327 h 22-31 t 328 a 29-31. 329 h 24-26~

73 cu omeomeri,

74 Indicato in 334 b 10 ... 12 .. 75 Indicata in 334b 6-7t

78 323 b 1-324 b S ..

77 n termine tJ.~0'6'n');, per il suo implicito teleologismo. non pub non

farci ricordare Eth. Nic. B 1106 a 26-32, 1106 b 36-1107 a 2. 1173 a 23-28. 18 Ossia la terra, che e al centro del1"universo.

n Cfr, 329 b 24-26J 30-32J 331 a 3-6.

SNt55Vt' d'

... jj •• ' ........ --.- ................................. --

82

Generazione e corru zione , I I (T~)~ 8 ... ,35 u

GeneT(lzione e corrusione, 11 (B), 8-9, 335 a-b

83

dulla terra vcnisse cornplctamente eliminate l'urnido, ossa si sgretolerebbe. Per questi motivi, dunque, la terra e l'acqua SOllO l)resenti nei corpi misti; I' aria c il fuoco, in vecc t vi sono prcsen ti, pcrche sono contrari alla terra e all' acq ua (difatti la terra i: in posizionc contraria rispetto allaria, e ] 'acqua rispctto al fuoco, riei

5 lirniti in cui una sostanza PU() esscre contraria a uri'altra sostanza 80); poiche, pertanto, i processi di gencrazionc hanno i contrari come punto tli partenza c poiche una delle due cop pie estrerne di contrari c presente nci corpi, C neccssario che 311Chc l'altra coppia estrcrna sia prcsente S], di guisa che in ogni cornposto

.. . .. .

saranno present: tutti quanti 1 corpi semplici, J.: sernbra che di

cio faccia testimonianza l'alimcnto di cui ogni corpo si nutrc :

1 () ogni corpo ~ i nfatti, si nu tre di quelle stesse cosc di cui esso e composto, e tutti si nutrono di una pluralita di elernenti 82. Persino quegli esscri che scrnbrerebbcro nutrjrsi di un solo elerncnto - come, ad esempio, Ie piante sernbrano nutrirsi di acqua - si alimcntano, in realta, di pili elerncnti: infatti all'acq ua e mcscolata la terra) ed anche l)cr questa motivo i contadini cercano til fare I'irriguzionc dopo aver mescolato qucsti due elemcnti.

15 Poiche il nutrirnento e fatto di materia e poiche cia chc viene

nutrito si identifica con ]3 forma c con Ia specie ( contlate insicme ." ~3 can la materia, e corretto ritencre chc lunico dei carpi semplici che tragga da sc stesso l'alimento sia il fuoco, mentrc tutti quanti gli altri vengono a prodursi reciprocarnente I'uno dall' al tro , co me han 11 0 sos tell u to, de I res to, a nc he i filosofi che ci hanna preccduto 8·1t II fuoco, invcro, - esse) solo 0 esso soprat ...

tutto - e proprieta della forma, per il fatto che e per natura disposto a portarsi verso il limite fl5. E ciaseuna cosa e natural- 20 mente disposta a portarsi verso la propria regione, e la figura e 1a forma di tutte q uante le cose risicdono nci limiti delle cose stessc !Hi.

Chc, dunquc, tutti i corpi sono cornposti di tutti quanti i

corpi sernplici, c stato delto.

9.

~lI C?ssia ,st'.condo le qual ita contrarie chc nella sostunza sono presenti, giacche In senso assoluto nessuna sostanza puo essere contraria a uri'ultra sostanza (cfr. Cat, 3 b 24-32).

bl Se sono present] frcddo .. secco (terra) e freddo-umido (aoqua), do\~anno essere presenti anche caldo-urnido (aria) e caldo ... secco (fuoco) c v reeve rsa.

~'Z Cfr. 330 b 34 sg~.; De part; anim. B 650 a 3 -4; De grner, anim. 1 't 760 b t 2-13; Meteor. 384 h 30-3 t .

1'.3 Xcssuna esprcssrorie meglio di quella dantesca (Par. XXXII I,

89) sembra degna di rcndere il terrnrne ar istotcljco O"J'Vtl.i,:r:u!-l£vo'Jt espri~ente il 'nodo' che tiene unite materia e forma (cfr., t:;\ I'altro, 321 h ~-6) 322 a 33).

k.:; Piu di ogni altro Eraclito (22 B 65, 66 Diels-Kranz). efr. anche

T'encndo prcsente chc ci sono cose soggette alla gencrazione

c alla corruzione e che 1a gencrazione si verifica ncl luogo che si estende intorno al centro 87, dobbiamo spiegarc, per quanto con- 25 cerne indiffercntemente ogni tipo di gene razio ne, quanti e quali

ne sono i principi: cosi, infatti, noi potremo pill facilmente studiare i casi particolari, una volta che gia avrerno presQ posscsso

dci principi universali.

Questi principi, comunque, sono uguali per numero e iden-

tici per genere a quelli che si riscontrano per le entita eterne e primarie. Difatti ci sono un principio che fa da materia e un prin.-

cipio che fa cia forma. Vla e indispensabilc che, oltre a questl, 30

sia presente anche il terzo principio HB, giacche i primi due non hastano a spiegare la gencrazione, aHo stesso modo che essi soli

non bastano neppurc nell'ambito delle entita primarie ~9. Per

le cosc soggettc alla generazione c causa matcriale il poter essere

o non-esscre : infatti, alcune cose esistono di neccssita, ad esern-

pio quclle eterne ; altre, invece, di necessita non esistono (c Ie 35 prime non possono non esistcre, invecc le seconde non posson~ esistere, per il fatto che non e possibile che vcngano a trovarsi 335 b in una situazione divcrsa da quella ehe e per loro necessaria};

Meteor, 354 b 33-355 " 32, ove verigorro, tra I'altro, esarninate varie teorie eraclitee, e De caelo ~ 310 b 14 sgg.

B5 Cioe \ crso Is sfera esterna del mondo sublunare.

se Cioe nelle superfici,

87 Cioe nel mondo sublunare (cfr. 334 a 31-32) ..

S8 La causa cfficiente 0 motrice.

IIi Ossia dei corpi celcsti che hanno hisogno anch'essi di un principio

rnotore.

1 ~

1

,.:

Cienerazione e corruziont., II (B), 9, 335 b~336 a

85

R4

Generazione e corruzione, If (B), 9, 335 b

stessa e la stcssa scienza e daU'altra esistano le cose che di esse partecipano, e 10 stcsso dicasi anchc a proposito delle altre cose che sono attuatc in virtu di una' potenza'. Se, poi, si pretendera

chc la materia causi la gencrazione in virtu del suo stesso movi-

mento, si parled. ccrtamcnte in modo piu con forme alIa realta naturale < di quanto non facciano i seguaci delle dourine del 25 Pedone> (infatti, db che produce alterazione 0 mutamento di figura causa la generazionc piu di qualche altra cosa, e in tutte

le produzioni indifferenterocntc ~ sia in quelle che sono dovute

aHa natura sia in quelle che sono dovute alfarte - noi siamo so-

liti identificare l'agente con cio chc produce i1 movimento); rna,

cib nonostantc, anche chi segue questa teoria non parla correttamente. Difatti c propriet3. della materia il patire e I'essere mossa 96, mentrc it muovere e l'agirc sono, invece. proprieta di un altro 30

potere, e cia risulta con chiarezza tanto se si tratti di prodotti dcll'arte quanlO se si tratti di quelli naturali: difatti non e l'acqua

in se stessa che fa nasecre da se medesima un essere vivente, ne

c illegno cio che produce un letto, rna e I'arte a produrlo~ quindi. anche costoro non parlano corrcttamente sia per le ragioni indicate sis anche perche omettono la causa che e piu importantc. eliminando l'essenza e la forma. Inoltrc. dal momento chc essi tol- 35 gono di mezzo la causa formale, anche le potenze generatrici

che essi attribuiscono ai corpi vcngono ad essere troppo stru- 336 a mentali 97. Poichc. infatti, secondo le loro dottrine, il ealdo e per natura disposto a separare e il freddo a riunire e poiche, ira ciascuna delle altre qualita, I'una e per natura c.lisposta ad agire e l'altra a patire, essi affermano che, a partire da queste e per mezzo 5 di queste, anche tutte lc altre cose sono generate e distrutte. :\1a risulta con cvidenza chc persino 10 stesso fuoco e mosso c subiscc un'azione. Inoltre essi si comportano press'a poco come chi attribuisce a una sega 0 a un altro strumcnto particolare la causa delle cose che sono prodotte. adduccndo il pretesto che il legno

al ~ fi

cunc, In net possono tanto esistere ~ ·

questa, appunto, il caso del bil quanta non csistere, ed e

questa talora e c talora ,g.encdra I +~ e del corruttihile, giacche

. non e, e a CIO conse h ·

e corruzione non possono risco . · gue c e gencrazlonc

5 che puo cssere e non-essere E~trarsl se non nell'ambito di cia

causa materiale delle case so~ tt eeco anch~ perche questa e la rnentre sono causa finale 1 · fi ge e a generazrone ed a corruzione

d 11 a gura c la forma v I di .,

e a sostanza di ciascuna 90 • a c a Ire la nozionc

B" cosa ·

lsogna ~ ·

· ' pero, aggmngere anche il t .. .

intravedono come in erzo prmCIplo, che tutti

un sogno rna di c ·

credcttero che causa suffici ui ness-uno parla. Alcuni 91

10 1 ciente a produrre I '

a natura delle forme ide I" ( ,. a gcnerazrone fosse

• 1 ca I e COSI fa II S d 1

infatti, dopo aver rimp Derate e Fedone: egli

roverato 92 agli a1t · fil fi I '

su qucsto problema . nasa 'aver taciuto

. ' suppone 93 che tra I ·

siano Ie forme ideali alt . . '. e case esistenti, alcune

id . ' rc,. lfivece siano parteci · d

1 eali c che ciascuna c . .', ar eClpl clle forme

h ,. osa, m VIrtu della " ..

C C (t e » e In virtu dell: di partecrpazione, Sl dice

. a per Ita della for ·d I 4 -

« penscc» e di can . rna I ea e SI dice che

· .' seguenza cgh reputa 94 h

rpotesi sono vere Ie f id I' c e, se tutte queste

15 ,ormc 1 ea I sono ·

tanto di generazione quanta di dj t . nece~sarlamente cause

id lS ruzione) t altri fil fi 9'" •

consi erano che qucsto . .., ' oso ". mvece

prmcrpto sra pr · 1 · '

da questa !l movirnento procedcrebbe. ;PtlO, a .mat:na: gi.acche

hanna ragione. Se infatti 1a ne glt urn ne glt altri

. ' I, sono cause Ie f. ideali

motivo queste non ge . orme 1 eali, per qual

. nerano scmpre In d .

S1 C talora no, sebbene tanto Ie form ~o ~ contrnuo, rna talora

20 di esse partecipano esistano ~ e ideali q~anto Ie eose che

osserviamo che la causa' ,se1mpre: In?ltre, In alcuni casi noi

e un a tra· difatti !.·1 di

produce negli altri la salute ell ' I· . : C I me ICO qucllo che

ncgIi altri la scienza, quantun ~ 0 dSClcnzlato quel~o che ingenera q e a una parte esistano la salute

90 Cfr. 333 b 12-20~ 111 Platon

e ..

9'2 Phaed. 96 a-99 c.

~3 Phaed~ 100 b-tOl c

94 •

tiS Phaed. ?9 e-lOO b, 101 d-e.

Indubbiamcnte gli Atomisti (come ri . -.,-

33~316 a 2), rna non si escludono altri fit inene Filopono in base a 315 b

Archelao (efr. PLAT. Phaed. 96 h) ~ p~sofi:.~~pedOCle (cfr, 315 a 22), 6-7, 330 b 13~19), ,I rtagorrci In general!: (efr. 318 b

96 Cfr. J\1etaph. e 1046 a 9-29, 1048 a 25~b 9~ Phys. 0 255 a 5 sgg·, 255 b 29-31-

97 l..'allusionc (jO\CUI:\II, pp, 251-2) sembra voler colpire in parti-

eolare i Pitagorici piuttosto che Panncnide nella ., via dell'opinione'

(cfr. 318 b 6-7, 329 b 27, 330 b 13~19).

2'1

86

Generazione e corrusione, 1I (B), 9-10, 336 a

(jeneraz ione e corru z ione J II (B), lOt 336 a-b

87

vicne necessariamente diviso quando 10 si sega e viene necessa-

J 0 r~amente lis~iato .quando 10 si pialla, c che 10 stesso avviene quando SI usano gil altri strumenti. E, in conclusione. Sf; C vero che il fuoco agiscc c produce mota pili di agni altro elemento; c pur vero chc questi filosof non sanno scorgcrc in qual maniera esso 10 pro~uca, ossia in una maniera che i: persino inferior- a quella con CUI 10 producono gli arnesi,

Da parte nostra, gia prccedentementc 98 noi trattammo delle cause in scnso univcrsale, e ci siarno poc'anzi 99 limitati a fare alcune precisazioni intorno alIa materia e alIa forma.

10.

gcnerazionc e la traslazione, risulta ccn evidenza che, sc etc

un 'unica traslazionc, non e possibile che generazione e corruzione si verifichino tutte e due insieme, per il fatto che si tratta

di processi tra loro contrari (infatti cio che e scrnpre 10 s~esso e che perrnane ognora nel medesimo stato, e per natura dl~posto

a fare sempre la rnedcsima cosa, sicche si dovrebbc verificare eternarnente 0 solo generazionc 0 solo corruzione}; rna e, invecc, indispcnsabile chc i movimenti siano pill di uno e che siano contrari tanto per la direzione dello spostarncnto quanto IJer I'irregolarita: difatti cause di cffetti contrari sono i contrari. E~co, 30 anche, perche causa di gCllerazione c di corruzione non e la prima traslazionc 105, hensi (luella che si svolge lungo l'eclittica 106, giacchc in questo spostamcnto sono prescnti tanto la continuita quanto l'attuazione cii due movimenti : perche, infatt~, il p~o~ess.o

di gencrazione e di corruzionc sia eternamente continuo, C lnd~spensahile che ci sia un qualcosa che e sempre mosso, per CVltare chc qucsti cangiamenti vengano mai meno, e che questo qualcosa compia due movimenti, per cvitarc che dei due cangiarncnti sc ne compia solamente uno.

Orbenc: della continuita c causa la traslazione dell'intero cielo 107, mcntre I'inclinazione provoca l'accostamento e I'allontanamento della causa gcneratrice 108. Accade, infatti, che quc-

• •• -II

sta causa talora si trovi lontana e talora, invece, ~,I trovi vicina, e~

poiche c ineguale la distanza, il movirnento verra ad esscre irre- 5 golarc, di guisa che una cosa, se per il suo accostamento e per la sua vicinanza e causa di gencrazione, per il S\10 aJlontanamcnto

e per la sua lontananza e causa, ancor essa, di distruzionc, e sc cssa genera per il suo frcquentc appressarsi, anche per il suo fre~ quentc dipartirsi essa distrugge: infatti cause di effetti. contran sono i contrari, e tanto la distruzionc quanta la genc:razlonc che

si effettuino secondo natura, richicdono un pcriodo di tempo

336 b

15 InoItre, poiche abbiamo dimostrato 100 che il movimento di

traslazionc i: eterno, necessariamente, stando cosi le case, anche la ?e.ncrazione e continua: difatti la traslazione produrra in modo mmterrotto la generazione per il fatto che accosts e aHontana la causa generatrice 101. Nella stesso tempo e ovviamente esarto anche cia che dicemmo precedcntemente 102 j quando; cioe, affermamma che 10 spostamento, e non giit la generazionc, e 11 prirno

20 dei cangiamenti. E. infatti, molto piu conforme a ragionc ritenere cic-che-e come causa di generazione per cio-che-non-c anziche cio-che-non-c come causa dell' esistenza di cib-che-e:

Pertanto, cia che si sposta esiste di gift, i nvecc cio che si avvia a nascere non esiste ancora 103, cppero anchc la traslazionc i: anteriore alIa generazione. E poiche noi abbiamo supposto e dirnostrato 104 che Ia gencrazione e la corruzione si riscontrano con

25 continuita nelle cose, e poiche noi sosteniarno che causa della

ss Phys. B 3-9.

~u C fr + 3 3 5 a 3 2 - b T,

roo In Phys. e i -9, oppure, secondo 11 Gohlke, Z 241 b 12-20,

101 0 . LI I . +

SS13 1 SO e , chc periodicamenu, si accosea e aIJontana a causa

dell 'obliquita dell'eclittica {cfr, Phys. n 194 b 13; .l1etaph. A 1071 a 15-16, 1072 a 10-18).

102 Phys~ 8 260 a 26-261 a 264 103 cr-, Ph)·s. 8 261 a 13~

104 In 317 b 33.

105 Ossia il movimcnto diurno di rivoluzione delle sfcre delle stelle fisse (efr .. Phys. (-) 258 h 12-260 a 10).

106 Per questa dott rina cfr., in particolare, Meteor, 34~ b 1~ sg~. il 10; Giacche it movimento di rivoluzione del primo cielo irnplica movirnento dell'jntero universe (cfr, PJl)IS. (~) 267 b 8 .. 9; De caelo H 287 a 23 - 26; il>lI e tap" . I 1 0.5 3 a 8 .. 1 2).

1UH Del sole (efr .. 336 a 16 ... 18).

J

It'"



88

Generazione e corrueione, II (B), JO~ 336 b

. e corruziQnt, II (B), 10, 336 b-337 a

Generazlont

o Poichc injatti, noi sosteniamo che

tata essere confor1me a ragl~n~rotesa ~erso it meglio, e l'essere e

in rune le cose a natura e(. ti sensi poi usiamo il ter-

. d 1 -essere 114 In quan ,,, ~ · ..

migl10re e non . + It" luoghi 11~) e poiche e tmpOSS1-

., t ':a state dctto In a rt , · f

rome essere e . 0 tutte Quante Ie cose per 11 atto

bile che l'esecre sua presente lRd 1 · it" 0 116 il dio 117 ha com- 30

t po lontane a prmcrpi 1

che queste sono rap 1 · che rimaneva possibile, ren-

letato l'universo nella so a maruera.. '0 in uesta rna-

Pd" ininterrotta la generazlOnc, propn 0 q ·

den 0,. Cloe: 1 ~ bbe potuto avere la masslma coesione

· · farti la rea tel avrc · d 11

nlcra, m t. '1 ne divenire perstnO e a gene-

po5sibile; per 11 falto che I p~ren , Ila sostanza 118.

r • a iil dl Ognl altra cosa, a . to _

razione 51 apprOSSlffi 1 P . ~' come abbiamo detto pm di

E I a di questa perennlt41 c, · Ll9 7

'" a caus ~ I che essa sola e continua ,,33 a

I 1 rsione circo are, per ..

una vo ta, a conve lIe che cangiano reclproca ...

h he tutte e a tre cos

Ecco, anc e, perc d 1 I qualita affettive e secondo

mente l'una nell"altra seconf 0 e ordo esempio appunto i corpi

~ come anno~ a , ...

lc loro potenze. .' circolare: quando, infatti.

1· · irnitanc la con v ersione ·

semp lei -: 1 • e dall'aria il fuoco e, in sense contrano,

dall'acqua 51 genera 1 arra }' noi diciamo che la genera- 5

... a generare acqu3t

dal fuoco SI Vlene .' 1 r effettuato una conver-

zione «( ha completato il circo 0 * per ave h he lo d' artenza: e da cio consegue c e anc

sione sui suo punta 1 P .' continuita perehe imita

spostamento reuilineo acquista una sua ,

· - 1 120

la converSl0ne ClfC~ are " . . 1t chiarita nello stesso tempo;

Da qucste conslderaZlOnl nsu a t

89

I{) c:guale per potersi effettuarc. Ecco perche anchc i periodi di tempo - ossia la durata della vita di ciascuna cosa - han no un numero e vengono determinati per mezzo di esso .. Infatti (t Ie case tutte quante hanno ordine tra loro » 109, e ogni tempo e ogni vita sono rnisurati mediante un periodo, quantunque non tutti mediante 10 stesso, rna alcuni mediante un periodo pili breve, altri mediante uno piu lungo: e, in verita, per alcune cose it periodo - vale a

t 5 dire la misura - e quello di un anno, per altre e pili grande, per altre e, anche, pill ridotto ll0lt

Del resto, qucsti nostri discorsi sono rnanifestamente suffragati anchc da cia che osserviamo mediante la pcrcezione sensibilc: noi vediamo, infatti, che, quando il sole si accosta, c'e generazione e, quando esso si allontana, c'e distruzione, ed eotrambi questi movimenti richiedono un tempo uguale,. giacche uguale e il tempo della generazione e della corruzione che avvengono secondo natura. Tuttavia accadc sovente che la distru-

20 zione si attua in un tempo troppo breve t a causa della mescolanza delle cose tra loro 111 t: essendo, infatti, la materia irregolare e non conservandosi identica in ogni dove, necessariamente anche i vari processi di generazionc sono irregolari, e alcuni sono pili veloci, altri piu lenti ; e, di consegucnza, a causa della generazionc di certe case si verifica la corruzione di certe altre.

In eterno, come abbiamo detto 112, sara continuo it processo di 25 generazionc e di corruzione (ed esso non verra mai meno, per 1a causa che abbiamo indicata 113), e questa nostra teoria e risul-

10' L'espresaione dantesca (Par .. I~ 103-4) mi sernbra la traduzione pi':' adeguata. Per la ql'~crt.; causa di ordine efr ... tra I'ul'tro, Phys. 8 252 a 11-12.

1tO Le affermazioni che in questa scde hanno carattere gcnerico e tono quasi Iirjco trovano la loro dettagliata applicazione nelle opere biologiche (cfr., tra I'altro, De gener, anim. B 736 b 33 sgg~t I' 762 a 18-21,. E 784 a 34 sgg.; De iuoent .. 469 h 6 sgg .. ~ 473 a 9-12; Meteor, 379 a 3 sgg~) ..

111 .. suspecta t. (Joachim). AI termine a'';yx.p.:xcrt; (' mescolanza ') che si trova net manoscrirti, Filopono erronearncnte sostituisce it tcrrnine non aristotelico crUyxpouO'~C; (' col'lisione ') ..

112 In 336 a 15 sgg ..

113 La causa materiale (efr. 319 a 9 ... 10, 23-25).

, 1 I . de 1 fenorncno fisico Aristo-

· t pretaZ10ne te co OglC3 d' d

114 Per questa In er _ 5 b 7)" ostanzialmente accor 0

· B 41~ a 2 - e s

tete (cfr. del resto De anzm.

con Platone (Symp: 207 d sgg.). h ~ 1017 a 7 sggol E 1026 a 33 sgg" Z 11:' Cfr in partlcolare, Metap ·

.... h32 t051a36sgg.. ~

1028 a 10 sggq 8 1045 sgg., f D 'flo B 292 a 18 .. b 2,,).

. 1 d sublunare (c r. e ca ..

116 Cia a,"vlene ne mon 0 , d bb'amente anche net SUOt

, .' ~ t ra tt 0 In U I ,

\1' Lo spun to crcaZlonlstlcO e .

, "I' . ~ dal Timeo platonlco.

caratterl sti isnci, __

118 cr-. De anim. B 41~ a 2, sggt

11' Cfr. Phys. e 261 a 31 sgg., . di ph' 0. 8-9 llinflussO pla-

~ . .. h el passi I l s. ~J , r

120 Ancora qUI, forse piu c e n 1 · pitagorico di ll~l1l)Gt' ce

,.. ' A he I 'uso de termlne .. ~

romeo e premln~nt~. nc. · nnia i SUOl colpi contro

• 1. 1 ~rlstotele non nspa 987 b

10 Conferma glacchl; a trove" fisi (cfr Metaph A

"t ~.., d fisico ... meta sica· ·

d ' d 11a rmmesi In se e

la ortrma e

11-13) ..

90

Generazione e corruzione, II (B)I to, 337 a

GeneraZlone e corrussione, 11 (B), 10-11) 337 a-b

91-

anche una difficolta in cui alcuni filosofi 121 si imbattono quando intendono spiegare per quale motivo, dal momento chc ciascun carpo si sposta verso la propria regionc, i carpi non sono tra

10 loro separati durante l'infinito andarc del tempo: la causa di cio e. invero, il reciproco passaggio dell'uno neil'altro .. Se, infatti, ciascuno rirnanesse nella propria regione e non cangiasse per opera di quello vicino, essi gia da tempo sarebbero stati separati: i corpi, intanto, cangiano per il fatto che la traslazionc e duplice 122; e, d'altra parte, per il fatto chc essi cangiano, non i: possibilc che

1 5 alcuno di essi permanga in una qualche regionc ordinatamente fissata,

Che, dunquc, abhia luogo un rcale processo di gencrazione e corruzione, e a quale causa csso sia d01lUtO, e chc cosa sia cio che e generabile e corruttibile, risulta manifesto da tutto quello che abbiamo detto,

Ma 123 C pure indispensabile l'esistenza di un qualcosa che faccia da motore, se si vuole che il rnovimento ci sia, come ahbiamo detto precedcntementc in altri trattati 124; e, se il movimento e eterno, e necessario che questa rnotore abbia eterna esistenza ; e, sc il movimento e continuo, c indispcnsabile che il

20 motorc sia uno, identico, immobile, ingenerato e inalterabilc ; c, se i movimenti circolari sono pill di U1IO solo, ci dovra essere anche una pluralita di rnotori, rna tutti questi dovranno pur necessariamente, in un certo modo, sottostare ad un unico comando ; e, inoltre, essendo continuo it tempo, e neccssariarnentc continuo anche il rnovirncnto, data I'irnpossibilita che ci sia tempo separato da movimento: dunque it tempo C numero di lin qualcosa di continuo, vale a dire della conversionc circolare, come

25 abbiamo precisato nelle discussioni da noi fatte all'inizio 12':~<o 1\1a

forsc it movirnento e continuo perche e continuo it mosso, oppure perche e continuo cia in cui il mota si attua, vale a dire il luogo o la qualita affettiva ? 126 Evidenternente il movimento e continuo perche c continuo il mosso (come mail infatti, potra essere continua una qualita affettiva, se non per il fatto che c continuo I'oggetto di cui essa e attributo? E, se pure la continuita del movimcnto sia dovuta a cio in cui it mota avviene, essa viene ad essere esclusivamente proprjeta di un luogo, per il solo fatto che

il luogo ha una ccrta grandezza); rna, fra cia che c rnosso, e con- 30 tinuo solo quello che si muove circolarrnentc in guisa tale da es-

,. desi 197

sere sernpre continuo rispctto a se me esimo .... ·

Ecco, allora, quello che causa la continuita del movimento:

il corpo che circolarmente si sposta ~ e il suo moto rende continuo

il tempo.

11.

121 Allusione oscura ai Presocratici in genere Ct forse, anche a perisatori dell'Accademia.

122 Ossia l ' app rossi mars I e II al Ion tana rsi del sol e sui piano dell ~ eel it .. rica (efr. 336 a 16-18}4

123 Ho preferito seguire, nella traduzione, il Tricot e il Muglcr che hanno al1cggerito 13 t gigantic protasis tt (J oxcmxr, p. 268) di 337 a 17-31" la cui apodosi e solo in 337 a 32-33t

1M Cfr .. Phys. e 255 b 31-260 a 10; lYletaph ... \ 1072 a 19-1074 b 14. 12!t In Phy« .. ~ 217 b 29 sggt; 8 251 b 10 sgg. (cfr. anche Metaph, .\ 1071 b 6-11)~

Poiche tra le case che si muovono di un moto continuo - sia nell'arnbito della gencrazione sia in quello dell'alterazione sia, in generale, in qucllo di un cangiamento ~ noi riscontriamo la con-

secutivita L2R - cioe che una data cosa viene a prodursi dopo 35

un'altra in guisa tale che non ci sia interruzione -, dobbiamo 337 b ora esarninare se ci sia qualcosa la cui futura esistcnza e neces-

saria oppure non ci sia nulla di tal gencre, rna tutte le cose possano

anche non essere generate.

E evidentc, invero, chc alcune cose vengono generate, e ap-

punta per questo lc espressioni 'sara' e ' sta per essere ' risultano tra lora immediatamcnte diverse: infatti, se e vera dire che una ecrta cosa • sara \ e necessaria anche che, in un dato futuro, sia vero dire che questa ccrta cosa ' c '~ e, se c vero dire che que- 5

1:1'; Ossia, in sede astronomica, la sfera delle stelle fisse, che Aristotele ha mutuato, con qualche modifies, da Platone, Eudosso e Callippo

(efr. Metaph. ..:\ 8).

l2~ Per la concezionc della sfericita dell'universo efr. De caelo B 286 h

10-287 b 21. Ci rca i rapporti tra tempo, movimento e grandezze nell'ambiro della concezione aristotelica della continuita cfr, Phys. Z 1-2.

l~R Ph}'S4 ~ 221 b 34, E 227 a 6-10~ Z 231 a 23t 231 b 8 ..

92

Generazione e corruxione, 11 (Ii), 11 ~ 337 b

Genrrazione e corrusione, II (B), II, 337 b-338 a

93

sta data cosa " sta per essere " nientc impediscc che essa non si verifichi: infatti chi sta per camminare potrebbe anche non camminare .. Insomma: come tra Ie cose esistenti e possibile chc alcune anche non siano, ovviarnente la faccenda sta allo stesso modo anche per Ie cose che vengono generate, e questa loro generazione non necessariamentc verra a verificarsi, Ma, allora, tutte quante Ie case esistenti si trovano in questa condizione? 0 piuttosto no,

10 rna e assolutamente necessario che alcune case siano generate .. c~ come nell'ambito dell'essere alcune cosc non-possono-non-csscre ed altre, invece, possono-non-esscre, cosi sta la faccenda anche nell'ambito della generazione? Cosi i: necessario, ad esempio, che i solstizi accadano, e non e affatto amrnissibile che essi possana non accadere ..

Se, infatti, la gcnerazione di cio che e anteriore e condizione indispensabilc per I'esistenza di cio che e posteriore 12fJ, sc, ad esempio, per la costruzione di una casa condizione indispensabile sono Ie fondamenta, e per queste ultime e condizionc indi-

15 spensabile l'argilla, forse da tutto cia conseguc che, una volta fattc Ie fondamenta, e indispensabile che anche la casa venga edificata? 0, piuttosto,. la casa non c'e ancora, a men che non si riscontrino condizioni assolutamente necessarie perche essa venga costruita? Se qucste condizioni ci sono, si avra anche di necessita che, una volta fatte le fondamenta, anche la casa venga costruita : questa e, infatti, la relazione che noi stahilivamo tra l'anteriore c il posteriore, che, cioe, se ci sara il posteriore, necessariamentc l'anteriore dovra avcrlo preceduto : se, quindi, e necessario che si ge-

2() neri il posteriore, e necessario che sia generato anche l'anteriore, e se e necessaria che sia generato I'antcriore, anche il posteriore deve essere necessariamente generato; rna questultima nccessita non dipende dalla neccssita dell'anteriore, bensi dal fatto chc noi abbiamo assunto come necessaria 1a futura esistenza del posteriore .. In tutti i casi, dunque, in cui il posteriore esiste necessariamente, c'e convertibilita, e sernpre, una volta che sia stato

generato l'anteriore, necessariarnente sara generato anche il po-

129 Per Ie varie accezioni dei termini 'anteiiorc' e ~ posteriore ' err . Metaph. .. ~ 11 .. Per il rapporto anteriorita ... posteriorita ne lla generazione efr .. Metaph. A 989 a 16t t) 1050 a 5, ~'l 1077 8 27; Phys_ E 227 a 19, (:> 261 b 14: An .. post .. A 71 b 30 sgg~J 95 a 24 sgg"



sterlore.

Se si procede, intanto, all'infinito in senso discendente., non 25

'j dara una necessita assoluta in virtu della quale una determmata

s , "" .

cosa postcriore vcnga generata, rna si dara solo una necessita rpo-

retica: infatti rjsultcra ognora nece ssario che ci sia precedentemente qualche altra cosa per mezzo della quale quella de~erminata cosa posteriorc venga nccessariamente ,prodotta; e d~ conseguenza, poiche dell'infinito non si d:i principio, non SI ,dara neppure nessun primo termine mediante cui sara necessana la

.. .. ..

gcnerazione dci terrmru posterIori.. <I •

:\o1a neppure nell' ambito delle cose che hanna un limite sara 30

vero affermarc che si da una nccessita assoluta della loro generazione, ad esempio che si pradurra una casa quando sian? s,tate fatte le fondamcnta ISO. Infatti, (se cio fosse vero), allorche viene

<I

generato un qualcosa 1a cui generazione non c sernpre necessaria,

si avrebbe come conseguenza la perenne esistenza di cio chc non scmpre puo esserc. :\Ia, se la gencrazione di . questa ~ualcosa e necessaria, e indispensabile che questa generazl0ne abbia una SU~ perennita, Difatti cia che necessariarnente-e, n~llo stes~ tempo ~ 35 anchc perenncmente (giacche cio-che-necess~namente-~ non pu~ non essere), di guisa che, se un qualcosa c necessanamenl~, e

eter no, e se C eterno, e necessariamente; eppero, sc la generazione 338 I di un qualcosa e necessaria, la gencrazionc di questo qualcosa



.. ...

c eterna, e sc essa e eterna, c necessana.

Se, dunque, la generazione di un qualcosa e as.solllt.amente

necessaria, e indispensabile che essa sia ciclica e ntorm su se _ medesima: infatti la generazione deve necessariamente 0 avere :."I



un limite 0 non averlo ; e se non l'ha, essa deve nccessanamentc

prodursi in senso 0 rettilinco 0 circolare. ::\,la, dal m?men~o che la generazione e eterna, Ira le precedenti alternative bisogna escludcre quella dello svolgimento rettilineo, perche, in tal caso~ la generazione non avrebbe inizio in modo alcuno (tanto se 1 termini vengono assunti in senso discendcnte, cioe come cose future, quanto se vcngono assunti in sensa ascendenle, cioe come

130 Altrimenti la generazionc dell'individuale sarebbe eterna (cfr, Eth. J..\~ic. Z 1139 b 33; AnI post. B 95 b 32-37).

94

Generazione e corrueione, II (H), 11 t 338 a-b

Generazione e corrueione, II (B), 11 ~ 338 b

95

cose passate 131); rna e necessario che un principio ci sia ~ t t t non

10 esscndo la generazione finita t ... che sia eterna 132: percio e necessaria che essa sia ciclica, Necessariamente, quindi, ci sara una conversione : ad csernpio, se una certa cosa csiste necessariamente, anche la cosa che la precede esiste necessariamente, e~ per converso, sc questa cosa preccdcntc esistc di nccessita, anche quell a che la segue verra necessariamente ad esistere. E cio accadra per scmprc in modo continuo: difatti non c'e alcuna differenza se noi applichiamo questa continuita a due 0 a pill ter-

t" •

a nascere in questo modo, a loro volta, anche le cose L3i che da 5 eSse dipendono ..

Perche mai, allora, si ha che alcune case sona generate in

questo modo - come, ad escmpio, sono generate ciclicarnente acqua c aria, nel senso che, se ci sara nuvola, devc piovere c,

SC pjovera, ci deve esscr nuvola - mentre, al contrario, gli uomini

e gli anirnali non ritornano su se mcdesimi, nel senso che il medesimo individuo venga generato una scconda volta (non e, infatti, necessario che, se tuo padre nacque, anche tu debba esser nato; rna, se tu sei nato, egli non pub non esscr venuto alia luce), e 10 sembra 13R, invece, che quest'ultimo tipo di generazione si svolga

in sense rettilineo?

II punto da cui deve partite questa indagine e, ancora, i!

scguente: noi ci dohbiamo chiedere se tuttc quantc le cose ritornano su se medesime nella stcsso modo oppure no, rna alcune nella loro identita numerica, altre solo ne11a lora identita specifica. Tutte quclle cose, pertanto, la cui sostanza, che pur e in movimento, non va soggctta a distruzione 139, manifestamcnte conscrvano anche la loro identita numerica (giacche la natura

del movirnento di pende da quella del mosso 140); tutte quelle cose, 15 invcce, la cui sostanza non e in questa condizione rna va soggetta alla distruzione, ritornano su se mcdesime conservando l'idcntita specifica, rna non gia quella numerica. Ecco pcrche l'aria si genera dall'acqua e l'acqua si genera dall'aria, conservando ciascuno

di questi due dementi l'identita specifica, rna non quclla numerica; e anche a voler arnmettere i n che questi elerncnti conservino

1a propria idcntita numerica, questa identita non si riscontrercbbe

in quelle cose la cui sostanza e gcnerata e ha proprieta tali che

potre bhe anche non essere.

rmru,

~ ella ciclicita del movirnento e della generazione e, dunque,

15 presente la necessita assoluta ; e se it processo C ciclico, c'e necessita che ciascuna cosa sia generata nel presente e sia stata generata gia nel passato; c, d'altra parte, se c'e questa ncccssita, la generazione di ciascuna cosa e ciclica.

E tutto cia c conforme a ragionc, sc tcniamo presentc che anche altrove 133 risulto rnanifestamente eterno il movimento circolare, ossia quello celeste, per il fatto che ncccssariamcnte sono prodotti ed esisteranno tutti quei movimenti che sono proprieta del movimento circolare c chc si attuano per mezzo di esso :

J38 b se, infatti, cia che circolarmente e mosso mette a sua volta sem-

I ,

pre in mota qualcosa., necessariamente anche it movimcnto delle cose che da esso sono masse 134 e circolare; e cosi, poiche la tra ... slazione superiore 135 e circolare, il sole si rnuove, a sua volta, circolarmente appunto in q uesto modo determinato 136; e poiche il sole si mUO\7e in questo modo, proprio per questa ragione le stagioni hanna uno svolgimento ciclico e ritomano su se medesime ; e poiche Ie stagioni in questo modo si generano, verranno

131 Come e stato dctto in 337 b 28-29~

132 II passo e incriminate dal Joachim (. post :i:PX~v excidisse quaedam suspicor .. ); il Mugler t iO\TCCC (come aveva gia fatto il Forster), preferisce seguire F H L e, quindi, traduce: • Mais il faut necessairement un com .. mencement a la generation, sans qu'elle soit limitee, et il faut qtrelle soir erernelle ~ ..

UJ Phys. 0 7-9.

l34 Ossia dei pianeti.

13~ Delle sfere delle stelle fisse .. 138 SuI piano dell 'cclittica,

137 Gli esser i viverrti.

i as Sernbra, rna non e~ perche 13 generazionc e ciclica per Ie specie,

anche se non per gli individui. Per 1a questione efr. Probl. 916 a 33 e vedunsj lc osservaz ioru del :\ll~(-;LER (p, 1 01) e 1 "articolo della studioso

....

fra ncese A I cmeon et I es eye le s physiologique s de Platen tin .. Revue des

Etudes grccques ». LXXXI, 1958, pp. 42 .. 50.

13~ I corpi celesti t nei quali la sostanza e piu erninentemente forma e

in cui individuo e specie si identificano (cfr. J.'Jetaph~ ~\ 1070 b 36-1071 a 2). 140 Essendo it movirnento un'affezionc (rri&o.;) del mosso (efr. Phys,

I' 202 a 13 -b 22) e del continuo (efr .. PhYS4 Z 1).

141 Come fa Empcdocle (efr. 315 a 4-8)"