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Pianificare la

PR SPERITÀ
FINANZIARIA
Come far crescere il patrimonio difendendosi
da instabilità e conflitti di interesse

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Indice
Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3

La più grande incomprensione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

Pianificare è tutto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9

Il primo passo verso la pianificazione . . . . . . . . . . . . . . . 15

Come pianificare il tuo futuro finanziario . . . . . . . . . 18

Attivi e passivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

C’è posta per te . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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Introduzione
Ognuno di noi è preoccupato per il futuro, e spesso il fattore
economico è una delle principali fonti di stress e incertezza.
Riuscirò a permettermi una pensione serena e agiata? Potrò garantire
ai miei figli un percorso di studi in grado di renderli indipendenti
e felici? Sarò in grado di gestire eventuali spese impreviste per
motivi di salute, imprevisti o debiti arretrati? Quanto si svaluterà la
mia pensione nei prossimi anni?

Ma non ci sono solo le domande sul futuro: anche il presente pone


questioni che riempiono i nostri pensieri.
Come fare a migliorare il tenore di vita sin da subito, senza
annichilirsi di lavoro straordinario (ammesso che basti)? Come
vivere meglio adesso, senza pregiudicare la qualità futura della
propria vita?

Se vedi un po’ di te stesso in queste domande, devi sapere che


non sei solo, ma in compagnia della stragrande maggioranza delle
persone. Giovani alla ricerca di un lavoro, anziani già in pensione
o cinquantenni che contano gli anni che mancano e i contributi
versati sono tutti rapiti dall’incertezza del momento storico
che stiamo vivendo. Un momento straordinario, che permette
grandiose avventure personali e professionali, ma non fa sconti a
nessuno in caso di errori.

Ebbene, devi sapere che gli investimenti e la creazione di una


pensione alternativa (perfino in età pre-pensionabile) sono
assolutamente possibili con le conoscenze adeguate, e soprattutto,
con la corretta pianificazione. In questo ebook imparerai cosa
significa pianificare nel modo corretto il tuo futuro finanziario, fare
le giuste valutazioni per scoprire quali sono i tuoi reali obiettivi e
scegliere i giusti mezzi per raggiungerli facendo scelte consapevoli,
indipendenti e lucide. Tutte le strategie Moneysurfers si basano su
un principio fondamentale: “la sicurezza prima di tutto”.

Una pensione dorata, un anno sabbatico, quel viaggio intorno al


mondo che sogni da una vita, gli studi all’estero dei tuoi figli, un’idea
imprenditoriale da finanziare o più semplicemente la serenità di
poter far fronte in ogni momento a una spesa imprevista.
Per tutti questi progetti è fondamentale avere una visione a lungo
termine e la competenza finanziaria per mettere in atto una
strategia che ti porterà a realizzarli, tra 5, 10 o 15 anni.
L’ebook che hai tra le mani è il primo passo per investire in modo
commisurato al tuo capitale di partenza e agli obiettivi che vuoi
raggiungere. Pronti? partiamo!
PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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La più grande incomprensione
Sul mondo degli investimenti grava un enorme incomprensione:
investire senza avere un obiettivo aumenta il rischio di perdere
soldi e di essere poco gratificati.

Ci spieghiamo meglio. La maggior parte delle persone si avvicina al


mondo degli investimenti perché vuole guadagnare di più, perché
vuole una casa più bella, perché vuole vacanze più avventurose.
Insomma: vuole di più. Ma non è in grado di definire veramente
cosa vuole.

Fermarsi qualche giorno e iniziare a riflettere su ciò che veramente


desideriamo concretamente e quindi comprendere il motivo
per cui stiamo facendo un investimento ci aiuta a risolvere due
problemi nascosti fondamentali.

1. Comprendiamo se quello che desideriamo ci serve


realmente, e quale priorità ha nella nostra vita;
2. Comprendiamo quali rischi possiamo affrontare e quanto
a lungo possiamo investire per raggiungere il nostro
obiettivo.

Non interrogarsi in questa direzione significa andare in barca senza


bussola e senza timoniere. Come semplici passeggeri cercheremo
di fare sempre un passo oltre, assumendoci rischi inopportuni e
privandoci di ogni senso di soddisfazione e di appagamento per
tutta la durata del viaggio.

La situazione può persino peggiorare quando ci affidiamo a


qualche consulente, a qualche banca, a qualche fondo, che non
conosce assolutamente i nostri obiettivi e ci fa assumere rischi
non proporzionali alla nostra realtà e alle nostre esigenze. Questo
causa, nel lungo termine, stress e insoddisfazione, persino qualora
l’investimento andasse bene. Troppo spesso i consulenti finanziari
fanno credere ai clienti di scegliere uno strumento finanziario in
base alle loro esigenze. Ti fanno quattro domande (se sei fortunato)
per definire il tuo grado di conoscenza degli investimenti e la tua
propensione al rischio, e tirano fuori dal taschino l’investimento
adatto te. Spesso propongono il fondo d’investimento che li
remunera maggiormente o quello che la banca o l’istituto per
cui lavorano vogliono spingere in quel momento. Questa prassi
avvelena gli uffici della maggior parte dei consulenti finanziari di
tutto il mondo. Non è illegale, ma è, ovviamente, inefficiente per
le tue tasche.
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Lo sappiamo, hai ancora un pensiero fisso: “a me interessa avere
la rendita più alta possibile”. Avere la rendita più alta possibile
significa rischiare il più possibile; rischiare il più possibile significa
poter perdere tutto e, forse, andare in debito. Sei ancora dell’idea
che vuoi avere la rendita più alta possibile a qualsiasi costo?

Forse la risposta più corretta sarebbe la ricerca della rendita più


alta possibile in base al tuo obiettivo specifico. Sembra la stessa
cosa, ma c’è tutta la differenza del mondo.
Facciamo qualche esempio. Avere la rendita più alta possibile sui
tuoi risparmi per pagare eventuali imprevisti, per esempio, è ben
diverso dal cercarla per pagare l’università ai figli. Avere la rendita
più alta possibile per poter accendere un mutuo e acquistare casa
è totalmente diverso rispetto alla salvaguardia dei risparmi per
vivere una pensione serena. Diverso ancora è avere la rendita più
alta possibile per comprare una Ferrari entro cinque anni. Vero?

Difficilmente vorrai rischiare di perdere tutto, quando investi i


soldi che pagheranno l’università di tuo figlio o i risparmi per le
spese impreviste. Probabilmente sarai invece disposto a rischiare
molto per ottenere una Ferrari, soprattutto se hai uno stipendio
commisurato a mantenerla.
Il grado di rischio varia soprattutto in base alla tua capacità di
risparmio: se risparmi 100 euro al mese puoi rischiare meno rispetto
a chi risparmia 10.000 euro al mese. Perché succede questo? Perché
nel nostro inconscio consideriamo i soldi necessari per pagare
cibo, casa, sicurezza, acqua e altri beni fondamentali più importanti
rispetto ai soldi che spendiamo per comprare un’auto di lusso o
altri beni superflui. Se sappiamo di avere abbastanza entrate per
soddisfare i nostri bisogni primari, siamo più propensi a rischiare
per soddisfare bisogni meno essenziali.

La maggior parte degli investitori, però, investe per un generico


“avere più soldi” cercando di fare performance più alte di quelle
generali dei mercati ed è vittima di avidità e di mancanza di
direzione, che li porta a ottenere il risultato inverso.
Le statistiche parlano chiaro: l’investitore medio ha una rendita del
4% annualizzata nell’arco di investimenti lunghi trent’anni, contro
una rendita del mercato azionario di circa il 10% annuo.
Considerando che un investitore è considerato “bravo” se batte
l’andamento del mercato azionario, capisci facilmente come
l’approccio “voglio di più a tutti i costi” non funzioni nemmeno
lontanamente. L’immagine sottostante mostra le performance
storiche medie annuali di varie aree di investimento. Come puoi
vedere, il mercato azionario USA è quello che, storicamente, ha
guadagnato di più, con una media di circa il 10% annuo.

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Considerando che un investitore è considerato “bravo” se batte
l’andamento del mercato azionario, capisci facilmente come
l’approccio “voglio di più a tutti i costi” non funzioni nemmeno
lontanamente. L’immagine sottostante mostra le performance
storiche medie annuali di varie aree di investimento. Come puoi
vedere, il mercato azionario USA è quello che, storicamente, ha
guadagnato di più, con una media di circa il 10% annuo.

Bisogna comprendere che gli investimenti sono solo un veicolo,


non sono il fine. Gli strumenti e il mix di investimenti che utilizzi
ti servono per raggiungere una determinata meta, che devi definire
a priori. Se da Milano vuoi andare a New York, sarebbe stupido
prendere la macchina, anche se fosse un modello superlativo come
una Ferrari: semplicemente perché non ci arriveresti.

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Potresti abbinare l’utilizzo della nave, ma anche così non sarebbe
efficiente considerando tempi e costi. Qual è il modo più efficiente?
Senza dubbio l’aereo! Anche se hai paura di volare.
Lo stesso principio vale per gli investimenti: che tu sia un amante
del volo e possiedi un jet privato, se il tuo obiettivo è raggiungere
Torino da Milano, volando rischieresti più del dovuto e spenderesti
incredibilmente di più. In questo caso, il treno ad alta velocità è la
soluzione migliore poiché ottimizza tempi di percorrenza e costi.

Scendiamo nel dettaglio con un esempio pratico.


Nel 2019 l’investimento di Fabrizio ha reso in un anno il 10%. È una
performance buona o cattiva? Se verifichiamo l’andamento del
riferimento mondiale degli investimenti, ovvero l’indice S&P500,
vediamo che nello stesso periodo ha realizzato il 15%. In questo
caso, il risultato di Fabrizio sembra negativo. Poi scopriamo che
Fabrizio ha cinquant’anni, e che queste sono le performance del suo
investimento mirato a ottenere il giusto gruzzolo per la pensione.
Lo stesso dato del 10% assume tutt’altro significato. Fabrizio, infatti,
ha iniziato a risparmiare per questo obiettivo a quarantacinque
anni, e vorrebbe raggiungere il giusto gruzzolo per quando ne avrà
sessantacinque. In base alle sue esigenze di tempo e di capacità
di risparmio ha capito che il suo obiettivo era ottenere un 5%
medio annuo per vent’anni, con costanza. Il 10% ottenuto nel 2019,
a questo punto, si dimostra un ottimo avanzamento verso il suo
scopo, soprattutto perché è stato raggiunto con un mix sapiente di
rischio e prudenza.
L’importante è capire se il proprio rendimento è sulla giusta
rotta per raggiungere il nostro obiettivo. Se sballiamo queste
proporzioni tenderemo a sbagliare mira, performando
drammaticamente meno.

Nulla vieta di giocare a “chi ha il rendimento più lungo”, ma siamo


sinceri: cosa ti interessa performare per un anno al top dei migliori
fondi del mondo, se nel lungo termine non hai centrato i tuoi
obiettivi?

L’approccio tipico di Moneysurfers è altamente


innovativo e totalmente privo di conflitti di
interesse: si basa solo sulla tua persona.

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I vantaggi sono numerosi:

1. Comprendere quali sono i tuoi obiettivi e permetterti


di chiarire interiormente una scala di valori per ottenere il
massimo della gratificazione con il minimo dello stress; 
2. Scoprire quali sono i “veicoli” giusti in base alla tua situazione
attuale e ai tuoi obiettivi;
3. Imparare a cambiare strategia e veicoli d’investimento qualora
la tua situazione cambiasse, bilanciando i tuoi investimenti su
nuove necessità e obiettivi, senza causare danni, adottando
una metodologia low-risk;
4. Minimizzare le tasse e aumentare le performance nel lungo
termine, senza sbilanciare la tua strategia;
5. Essere totalmente autonomo e capace di gestire i tuoi soldi,
senza avere bisogno di essere consigliato da promotori immersi
nei conflitti di interesse, o di pagare commissioni per servizi
che non danno nessun valore aggiunto a quello che sarai in
grado di fare in modo indipendente e ragionato;
6. Aumentare la tua qualità della vita.

Mica male, vero?

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Pianificare è tutto
Nel 2016 Bob Veres (autore e consulente finanziario statunitense)
ha condotto un sondaggio su mille consulenti finanziari americani.
È emerso che solo il 50% di loro pianifica i propri investimenti.
La metà dei professionisti che consiglia i loro clienti non
seguono loro stessi una pianificazione finanziaria! E a te quale
consulente finanziario è toccato?
Questa brutta abitudine la si ritrova in molti nutrizionisti o medici,
che insegnano a mangiare in modo equilibrato e invitano a non
fumare quando spesso sono loro stessi a non seguire i loro stessi
consigli. Qualcuno potrebbe pensare “fatti loro”, ma in realtà
questo modus operandi inficia la qualità del lavoro del consulente.

Bisogna comprendere che pianificare è importantissimo, ma


rispettare i piani o cambiarli adeguatamente è altrettanto
importante. Questo sembra semplice sulla carta, e razionalmente
lo è. Il problema è che non siamo esseri esclusivamente razionali,
non siamo dei robot, ma siamo dominati per gran parte delle
nostre decisioni dall’emotività. Succede che durante forti rialzi e
forti ribassi dei mercati siamo portati a deviare dalla pianificazione,
facendo danni considerevoli. Un consulente che non vive in prima
persona questi stati emotivi, non sarà di supporto al cliente proprio
nelle situazioni più delicate, perché non si tratta di esperienze che
si possono studiare sui libri: bisogna viverle.
Per questo affidarsi a consulenti esterni raramente porta a risultati
ottimali. Sono pochi i professionisti senza conflitti di interesse,
sono pochi quelli veramente competenti e, fra questi, solo la
metà applica ciò che insegna e sa farti un piano di investimento
adeguato, aiutandoti a rispettarlo.

La vita non sempre va pianificata, spesso è giusto improvvisare,


gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ma quando si parla di soldi
l’improvvisazione costa cara. La mancata pianificazione e
comprensione di come si possono muovere e sviluppare i tuoi
investimenti nel breve, medio e lungo termine lascia spazio a
decisioni affrettate, dettate dall’emozione del momento e, quindi,
quasi sempre negative per il raggiungimento dei tuoi obiettivi.
Cosa significa non pianificare? Significa farti prendere dalla
paura quando il mercato scende e vedere i tuoi risparmi
scendere con lui. Con la corretta comprensione e pianificazione,
capisci che, nell’ottica di un investimento ventennale che può dare
il 400% di rendimento, una discesa temporanea del 40%, seppur
dolorosa, è come tornare indietro per prendere la rincorsa: è una
discesa necessaria.
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Sembra estremamente comprensibile, ma l’esperienza insegna
che nei crolli dei mercati le persone disinvestono, quando invece
sarebbe il momento di investire. Il grafico sottostante ti dimostra
proprio come nella crisi del 2008 allo scendere dell’indice di Borsa
S&P 500 (linea gialla), la gente disinvestiva a causa del panico, come
si può osservare dalla linea blu, che indica gli asset gestiti dai fondi,
crollati.

Disinvestire in un momento di crisi e di perdita è naturalmente ed


emotivamente comune. Il nostro cervello, la nostra natura sono
plasmati da milioni di anni si evoluzione al fine di scappare in caso
di pericolo. Questa parte istintiva del nostro cervello, però, non
è l’unica: in qualità di esseri umani, non reagiamo semplicemente
tramite istinti basici e animaleschi, ma abbiamo la capacità di
organizzare, proiettare, riflettere. Essendo il denaro una creazione
dell’uomo, e non qualcosa che spontaneamente è cresciuto in
natura, dobbiamo assolutamente affrontarlo e gestirlo con le
suddette capacità umane di organizzazione, riflessione, previsione.
Non c’è altro modo: la natura non farà il suo corso. I movimenti
finanziari sono determinati dai comportamenti dell’uomo, anche
in caso di catastrofi naturali. I movimenti finanziari riflettono il
comportamento dell’uomo rispetto a queste catastrofi. Una volta
presa consapevolezza della peculiarità di questo tipo di mercato
sarai più capace di gestire i tuoi soldi anche in momenti difficili.
Ovviamente questa presa di coscienza non basta, ma è la base di
tutto.

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Fallire nella pianificazione non porta semplicemente alla
mancata performance o alla perdita di soldi: spesso impone un
cambiamento di abitudini, con la necessità di vivere un futuro
al di sotto dei nostri standard attuali, in termini di qualità della
vita.

Senza un’adeguata pianificazione, il reddito generato durante gli


anni lavorativi troppo spesso viene speso per finanziare l’attuale
standard di vita, senza accantonare risparmi adeguati per la pensione.
In questo caso, la liquidità accumulata e le attività di investimento
possono essere insufficienti per mantenere il presente tenore di
vita anche durante la pensione. Una ricerca commissionata dalla
Society of Actuaries americana ha rilevato che i pensionati hanno
scarsa pianificazione e spesso non hanno obiettivi finanziari a lungo
termine. La maggior parte dei pensionati intervistati non aveva un
piano finanziario al momento del pensionamento; né, solitamente,
ne aveva uno più avanzato rispetto agli anni della pensione.
Considerato questo diffuso fallimento nella pianificazione, lo
studio ha rivelato che i pensionati hanno dovuto adattare il tenore
di vita, a causa di spese impreviste (ma prevedibili), costringendoli
ad uno stile di vita obbligatoriamente frugale. La ricerca ha rilevato
che i pensionati hanno generalmente incontrato spese e imprevisti,
dovute per esempio alla ristrutturazione e alla manutenzione degli
alloggi, donazioni/prestiti a figli e nipoti, assistenza sanitaria,
cambiamenti coniugali, perdite di investimento, inflazione e tasse.

Queste spese possono certamente verificarsi in qualsiasi momento


della vita. Tuttavia, senza pianificarle, può risultare particolarmente
difficile affrontarle durante la pensione. Riserve di cassa, conti di
investimento e altri beni dedicati al mantenimento del tenore di
vita durante la pensione possono essere esauriti per finanziare
queste spese impreviste. Alla domanda sul loro quadro finanziario,
la maggior parte dei pensionati ha indicato di sperare di sostenere
la propria ricchezza ai livelli attuali in futuro. Ma esperienze
passate di pensionati indicano che questo risultato può essere
improbabile per molte persone anziane, soprattutto in assenza di
pianificazione. Attenzione, non stiamo dicendo che a una certa
età ci si può abituare a uno stile di vita più semplice e con meno
spese. Noi di Moneysurfers non siamo mai stati degli spendaccioni
e attualmente il nostro tenore di vita è notevolmente al di sotto
delle nostre entrate: anche se potremmo permetterci la Ferrari, non
ci importa niente di averla. Così come non ci interessa cenare nei
ristoranti di lusso, ai quali preferiamo delle sane trattorie. Tuttavia,
una cosa è scegliere uno stile di vita, altra cosa è essere costretti
allo stile di vita imposto dalle nostre possibilità finanziarie.

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Questo ebook non parla solo di pensionati e pre-
pensionati: se non rientri in queste categorie
devi sapere che prima inizi a pianificare le tue
finanze, meglio è.
Un’altra conseguenza della mancata pianificazione è l’assunzione di
maggiori rischi finanziari. Le persone che non pianificano negli anni
lavorativi precedenti affrontano decisioni difficili man mano che si
avvicinano alla pensione: scegliere tra lavorare più a lungo, vivere
con meno soldi o correre più rischi di investimento nel tentativo di
raggiungere obiettivi finanziari.
Sfortunatamente, lavorare più a lungo non è sempre un’opzione
possibile, a causa di fattori indipendenti da noi, come ambienti
di lavoro difficili, esigenze familiari e problemi di salute. Le
persone, in genere, prevedono di andare in pensione a un’età
considerevolmente più avanzata rispetto agli attuali pensionati.
Per esempio, una recente ricerca empirica svolta negli Stati Uniti ha
riscontrato che i lavoratori vanno in pensione all’età di sessant’anni
(età media effettiva di pensionamento), mentre i prepensionati, in
genere, si aspettano di andare in pensione a 65 anni (età media
prevista per la pensione). Inoltre, questa ricerca ha rilevato che
quasi il 20% dei prepensionati intende lavorare fino a 68 anni o più,
e il 14% ha indicato che prevede di non ritirarsi mai.

Questa disconnessione tra le date di pensionamento previste e


quelle effettive, combinata con una pianificazione inadeguata,
induce le persone a dover assumere più rischi di investimento negli
anni successivi. In tali casi, aumentare le allocazioni di portafoglio
verso investimenti potenzialmente più redditizi e più volatili, come
azioni e obbligazioni ad alto rendimento, può essere l’unico modo
per raggiungere idealmente obiettivi finanziari a lungo termine.
Tuttavia, assumere alti rischi di investimento può essere pericoloso.
Pensa ai quasi pensionati che hanno investito eccessivamente
in investimenti rischiosi come i mutui subprime e aziende a essi
collegati che hanno portato alla Grande Recessione del 2008.
Coloro che hanno scommesso sul loro futuro finanziario nella
speranza di rendimenti più alti hanno visto precipitare i loro
risparmi in pensione nel 2008, e in molti hanno sperimentato una
perdita di valore del loro portafoglio fino al 50% o più.

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In Italia la situazione è diversa rispetto agli USA, ma non per questo
è migliore. L’età legale di pensionamento è 67 anni (al momento
in cui scriviamo, le leggi in Italia cambiano talmente spesso che è
facile perdere il conto), ma l’età media effettiva di pensionamento
è 62,1 anni (fonte OECD, Organizzazione per la Cooperazione e lo
Sviluppo Economico). Quindi le persone vanno in pensione prima
del previsto.

Spesa pensionistica netta (in % del PIL)

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Il problema fondamentale è l’incertezza della pensione e
l’adeguamento delle pensioni all’inflazione del Paese. Ti ricordiamo
che l’inflazione è ciò che ti rende, anno dopo anno, più povero a
parità di entrate: 1 euro compra sempre meno cose con il passare
del tempo.
Dal grafico soprastante puoi osservare che l’Italia è al secondo
posto al mondo come spesa percentuale pensionistica rispetto al
PIL, con un clamoroso 16% abbondante.

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Il primo passo verso
la pianificazione
Il sistema pensionistico italiano è fragile e non riesce a mantenere
il potere d’acquisto. Questo dato è chiaro e allarmante e dovrebbe
farti prendere in seria considerazione la necessità di pianificare la
tua saluta economica. Negli ultimi nove anni una pensione pari
a 1.500 euro lordi mensili nel 2011, ha cumulato una perdita
complessiva pari a 74,03 euro al mese, 962,39 euro annui (Fonte
UIL).
E non è finita qui. La differenza sarà destinata a crescere per effetto
dei blocchi previsti fino al 2021, e chissà quanti ce ne saranno in
futuro, visto che l’INPS è in rosso e bisogna in qualche modo
tagliare. È andata ancora peggio a chi prendeva un assegno pari a
1.900 euro lordi mensili nel 2011: questi pensionati hanno subito nel
corso degli ultimi nove anni un mancato incremento pari a circa
1.378,83 euro lordi annui. In pratica è come se nel 2020 avessero
percepito quasi una mensilità netta in meno.
E questo nell’arco di soli nove anni: se vai in pensione a sessantadue
anni a settantuno ti trovi una mensilità in meno. A ottanta due
mensilità in meno (se non peggio) e a ottantanove, proprio nel
momento in cui ci potrebbero essere spese importanti legate alla
salute e alla vecchiaia, tre mensilità in meno. Stiamo parlando
di potere d’acquisto che diminuisce a causa di un’inflazione che
aumenta più velocemente rispetto a un lento aumento delle
pensioni.
Gli investitori italiani accantonano in media il 12,4% del reddito
totale, rispetto ad austriaci e svizzeri, ai primi posti in classifica,
che risparmiano rispettivamente il 21,6% e il 21,3% e detengono un
sistema pensionistico qualitativamente migliore. L’Italia dunque,
dove si rischia maggiormente di avere una pensione che non
permette di mantenere una qualità della vita costante, è anche il
Paese in cui si pianifica meno.
Il 17% della popolazione dichiara perfino di non risparmiare per
la pensione, perché preferisce togliersi degli sfizi oggi. La verità
è che, con la corretta pianificazione, puoi toglierti gli sfizi oggi
e avere la corretta qualità della vita domani.

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Non vogliamo farti venire l’ansia, non si tratta di dati così drammatici,
ma sono dati da prendere in considerazione seriamente. Nessuno
vuole lavorare una vita per rischiare di fare la fame proprio nel
momento in cui desidera vivere in tranquillità. Ti sei mai chiesto
quanti soldi ti servirebbero veramente per mantenere il tuo stile
di vita attuale (o quello che desideri) durante la pensione? Se la
risposta è no, non sei l’unico. Non ci sono statistiche italiane a
riguardo, ma in USA, Paese che solitamente su questi aspetti è
all’avanguardia, l’indagine sulla fiducia nel pensionamento del

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2016 dell’Istituto di Indennità per l’Occupazione ha scoperto
che meno della metà (48%) delle famiglie che lavorano ha fatto
un calcolo delle esigenze di pensionamento. Inoltre, coloro che
hanno calcolato le loro esigenze hanno probabilmente utilizzato
un metodo privo di fondamento logico. Per esempio, il 39%
arriva alla quantità di risparmi di cui ha bisogno semplicemente
indovinando. Altri hanno letto o sentito da altri quanto avrebbero
dovuto risparmiare. Solo il 26% ha calcolato i risparmi richiesti con
l’aiuto di un consulente finanziario.

Avere consapevolezza delle spese ordinarie non è l’unico problema:


esistono anche le spese impreviste, come abbiamo accennato
in precedenza. Le spese impreviste sono all’ordine del giorno
e non possono essere incluse in un piano di gestione. Secondo
uno studio statistico di ACRI (Associazione di Fondazioni e di
Casse di Risparmio Spa), una famiglia su cinque rischierebbe di
andare in crisi, se dovesse affrontare una spesa imprevista di
1.000 euro. E se l’imprevisto fosse di 10.000 euro, appena una
famiglia su tre (il 34%) potrebbe farvi fronte con le proprie
forze. Più viviamo a lungo, più aumentano le probabilità di avere
spese impreviste, ingiunzioni di pagamento, tasse non pagate,
ristrutturazioni, manutenzione di automobili, problemi di salute.
Avere più controllo sulla nostra vita finanziaria, rendendoci
indipendenti da un singolo attore, come l’INPS o lo Stato, non può
che diminuire lo stress e aumentare la nostra qualità della vita.

La pianificazione finanziaria parte dalla capacità di risparmiare


e di eliminare tutte le false credenze limitanti e le conoscenze
sbagliate che ci impediscono di creare un sistema che crea vero
benessere finanziario. Se vuoi creare solide basi fin da subito può
esserti d’aiuto il nostro corso Money Wellness Kit, dove accederai
a un sistema semi-automatico per gestire le tue finanze, cambiare
la tua mentalità per renderla economicamente efficiente e tanto
altro. Ma giunti a questo punto, hai capito che sperare non è una
strategia.
Un piano finanziario ben organizzato ha un’alta possibilità di
successo, perché terrà conto anche degli imprevisti e sarà basato su
solide analisi rispetto ai tuoi obiettivi e alle performance storiche
degli investimenti. Alla fine, ci ritroveremo a esclamare la stessa
frase del celebre colonnello del telefilm A-Team, Hannibal Smith:
“Vado matto per i piani ben riusciti!”.

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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Come pianificare
il tuo futuro finanziario
Abbiamo capito che la pensione di Stato potrebbe procurarci
qualche problema. Potrebbe sparire o potrebbe non essere
abbastanza capiente per mantenere uno stile di vita dignitoso,
considerando che nella seconda metà della vecchiaia solitamente
le spese aumentano. È inutile nascondere la verità: ci si ammala di
più, si devono affrontare diversi tipi di problemi, che solitamente
hanno dei costi. Affidarsi ai figli non è sempre possibile e
siamo sicuri che nessuno di noi vorrebbe pesare sui propri figli
economicamente.

Le assicurazioni pensionistiche

In Svizzera è comune utilizzare in questi casi il Terzo Pilastro,


ovvero le assicurazioni pensionistiche, per garantirsi un vitalizio
aggiuntivo. È una strategia saggia. Molto saggia per chi vive con
stress la propria situazione finanziaria e teme sempre di non averne
abbastanza, al momento presente come durante la pensione. È una
strategia saggia anche per chi decide di diversificare maggiormente
le proprie entrate future e non affidarsi esclusivamente allo
Stato o alle proprie capacità di generare soldi. Un’assicurazione
pensionistica ci permetterà di avere delle entrate anche quando le
nostre capacità cognitive inizieranno a fare qualche sonnellino di
troppo o nel caso in cui lasciassimo sola la nostra famiglia.
Un’assicurazione del genere può anche creare beneficio per i nostri
eredi, sollevandoli dal pagamento delle imposte di successione,
cosa che va sempre verificata col tuo commercialista. E ci sono
anche altri benefici: spesso i versamenti in prodotti finanziari
sono deducibili dal reddito Irpef (se la legge non è cambiata nel
frattempo, in Italia fino a 5.164,57 euro all’anno, ma confrontati
sempre con il tuo commercialista per sicurezza).
Inoltre, anche le prestazioni godono di una tassazione agevolata
(con aliquota che varia tra il 15% e il 9%), così come l’imposta
sui rendimenti, che viene prelevata direttamente dal patrimonio
investito con un’aliquota agevolata che varia tra il 12,5% e il
20% (i rendimenti relativi alla posizione sono quindi a lordo di
quest’onere).
Sembra allora che le assicurazioni pensionistiche siano la panacea e
la soluzione di tutti i mali. Ovviamente non è così. Esistono diverse
problematiche. Vediamole insieme.

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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Infatti le assicurazioni pensionistiche:
1. Non offrono garanzie reali, ovvero nei confronti dell’inflazione:
neppure i comparti cosiddetti “garantiti” assicurano il potere
d’acquisto del capitale o della rendita futuri.
2. Sono rischiose, perché sono esposte agli andamenti dei
mercati finanziari;
3. Sono opache, perché non si ha nessun diritto di conoscere cosa
i fondi e i PIP (piani individuali pensionistici) hanno comprato o
venduto, né quando, né a che prezzi;
4. Sono esposte alle malversazioni, perché senza trasparenza
non è possibile scoprire eventuali imbrogli o ruberie;
5. Non sono convenienti, perché il vantaggio fiscale si ribalta
facilmente in perdita per gli alti costi commissionali, che per i
PIP superano spesso il 2% annuo.

Essenzialmente, in pochi anni il vantaggio fiscale del PIP viene


totalmente assorbito dal costo di gestione. I PIP più economici
si aggirano intorno a 1,5%, ma anche in questo caso, non siamo
sicuri che possa convenire, considerate le altre problematiche di
cui sopra.
Il PIP ha anche elementi positivi che spesso non vengono
sottolineati: i soldi investiti in PIP non sono pignorabili, alienabili
e sequestrabili. La previdenza è inoppugnabile (ma non in fase di
erogazione, ovvero quando incassi). Questo vale anche per altri
prodotti previdenziali come i fondi pensionistici aperti (FPA), che
ugualmente non possono essere attaccati. Si tratta di un dato molto
importante, soprattutto per liberi professionisti, imprenditori,
commercianti autonomi, che si accollano generalmente i rischi
professionali.

Non è un consiglio per chi ha intenzione di compiere azioni


criminali: il caso della vita può portarci a situazioni imprevedibili,
e il PIP, in queste situazioni, può salvare capitali fondamentali per
noi. Per salvare capitali ci sono anche altri metodi, per esempio
aprire un conto corrente all’estero (è legale, sì) aiuta a ritardare le
confische, ma non è l’argomento
centrale di questo ebook. In termini di diversificazione, affidarsi a
un’assicurazione pensionistica può essere uno strumento da inserire
nella propria cassetta degli attrezzi dell’investitore evoluto, ma
non può essere l’unico e va valutato correttamente.

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

19
Il rischio di longevità

Nella pianificazione dobbiamo includere un fatto fondamentale:


quanto vivremo? Bella domanda, eh? Mediamente, ogni dieci anni
la lunghezza della vita aumenta di un anno.

Dati per aspettativa di vita rimanente a 65 anni.

In uno studio della Society of Actuaries si evince la probabilità


di raggiungere una certa età, una volta compiuti i 65 anni, ovvero
mediamente l’età pensionabile. Come possiamo osservare dal
grafico qui sopra, la probabilità di raggiungere i 95 anni una volta
compiuti i 65 è del 23% per un uomo, del 30% nel caso di una
donna, e del 46% circa per almeno una persona in una coppia
di sessi opposti. Le probabilità che un membro della coppia
arrivi a 95 anni sono sempre più vicine al 50%: un tiro di moneta,
testa o croce. La probabilità di superare i 95 anni non è più
insignificante, e questo, nella nostra pianificazione, si chiama
rischio di longevità.

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

20
Se in passato una persona di cinquant’anni doveva programmare
la sua vita per altri trent’anni, oggi deve programmarla per altri
quaranta. Tra qualche decennio potrebbe essere persino qualche
anno in più. Per questo l’età pensionabile aumenta, e per questo
bisogna accettare dei buoni margini di errore nella nostra
pianificazione.

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

21
L’andamento del mercato

Oltre alla durata della vita, il secondo fattore che impatta sulla
pianificazione è l’andamento dei mercati. Ragionando su questi due
aspetti potremo attuare una pianificazione che, con alta probabilità,
potrà raggiungere i nostri obiettivi. Uno degli elementi che crea
maggiori problematiche con una strategia improvvisata (come
quelle che spesso vengono consigliate su Internet), è un periodo di
ribasso dei mercati durante i primi anni di pensionamento.

Se dal punto di vista della pianificazione degli investimenti per


la pensione una crisi finanziaria anche di media durata (quattro o
cinque anni) è trascurabile quando si hanno cinquant’anni (ancora di
più quando se ne hanno venti), a sessantacinque o settant’anni una
crisi del genere potrebbe mandare all’aria la propria pianificazione,
qualora si fosse scelto uno stile troppo aggressivo. “Ma io voglio
guadagnare subito”, sentiamo ancora obiettare. Per guadagnare
subito, magari perché sei già pensionato e non vuoi accumulare
ulteriori capitali, possiamo applicare delle strategie di investimento
che ti consentono di avere rendite mensili aggiuntive, e rischio
moderato. In più, a seconda della tua età, possiamo bilanciare
l’intervento.

RICORDA:
Che tu abbia diciotto o settant’anni, c’è una
strategia costruita su misura per te.
Il segreto è prendere consapevolezza delle opportunità e vivere
questa pianificazione senza stress, in quanto sei a conoscenza delle
occasioni e dei rischi.
Questo significa bilanciare le strategie con l’avanzare dell’età e in
base agli obiettivi.
Il mondo degli investimenti si basa puntualmente sulla ricerca delle
maggiori performance o del minore rischio, dando per scontato
che la persona farà la scelta giusta. Ma in realtà ciò che serve
è esattamente il contrario: è necessario capire quando posso
rischiare e quando no. Quando devo puntare sulle rendite e
quando sull’accumulo. Pensa di salire sulla cima d’una montagna:
prima la devi scalare, ma poi devi anche scendere a valle. Nelle
due fasi servono capacità e strumenti diversi. Lo stesso principio è
valido nella nostra vita in ambito finanziario: fino a un certo punto
servono un certo tipo di strumenti e di capacità, ma con il passare
del tempo ne servono altri.

Nella prima fase, la salita, accumuliamo denaro per raggiungere la


vetta, nella seconda fase lo spendiamo, e il nostro obiettivo sarà

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

22
spenderlo nella maniera più agevole, liscia e morbida possibile,
tanto che, per qualcuno, la cima potrebbe rivelarsi anche uno
splendido altopiano.
Pianificare significa pensare a lungo termine. Quando si pianifica
per la pensione o persino per il pre-pensionamento, si pianifica
per vivere, non per morire. Bisogna combattere l’impazienza, che
ci porta a cercare di guadagnare tanto nel breve termine e meno
nel lungo termine poiché cercare spasmodicamente di ottenere
guadagni subito, magari anche alti, implica dei grossi rischi sul
lungo termine. La pianificazione è una maratona; se partiamo come
centometristi non arriveremo mai al traguardo, anche se durante
il primo chilometro ci sembrerà di vincere. Con i soldi funziona
così. Osservali come una partita a scacchi: la pazienza ti donerà
la gratificazione di pianificare le mosse giuste che alla fine ti
permetteranno di ottenere il risultato migliore per te.

Se punti alla protezione del capitale avrai alte probabilità di


ottenere risultati significativi. Ricorda: quando perdi il 50% significa
che per tornare in pari devi fare il 100%. È doppiamente difficile. Se
da 10.000 euro perdo il 50%, dai 5.000 euro per tornare ai 10.000
euro iniziali dovrò guadagnare 5.000 euro con i 5.000 euro che
mi sono rimasti, quindi dovrò fare il 100% del capitale rimasto a
disposizione.
Pianificare a lungo termine significa pianificare per una vita lunga.
Non pensare che a 84 anni attraverserai il Lete con Caronte. Le
cose sono cambiate e c’è un’ottima probabilità che Caronte dovrà
aspettare ancora un bel po’ prima di ottenere il tuo obolo d’oro.

Metà della popolazione vive di più delle sue aspettative.


Le persone attente tendono a spendere meno ora, per evitare
di rimanere a secco in vecchiaia. Una corretta pianificazione ti
permette di spendere di più adesso e avere anche i soldi per la
vecchiaia. Purtroppo, risparmiare non basta più. Non pianificare
significa diminuire il tuo tenore di vita, adesso o in futuro. Pianificare
significa non lasciare soldi per terra, ma avere una vita più intensa e
lasciare un’eredità maggiore, ai proprio cari o in beneficienza.
Uno dei punti di vista vincenti per una corretta pianificazione è
pensare di ottenere delle performance minori del mercato. I cicli
dell’inflazione, infatti, potrebbero creare performance più alte o
più basse a seconda della nostra età e della strategia che stiamo
utilizzando. I cicli dell’inflazione esistono ma non sono facilmente
prevedibili in maniera efficace: ci si può sbagliare anche di svariati
anni. Inoltre il ciclo potrebbe non essere sincronizzato con la nostra
strategia (che si basa sui nostri obiettivi e la nostra età) e questo
porta, a volte, a rendimenti leggermente più bassi del mercato. Te
lo spieghiamo in maniera semplice.

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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Quando il ciclo dell’inflazione è ribassista e i tassi di interesse
diminuiscono, i bond tendono a dare meno interessi. Si tratta di una
realtà matematica, non si scappa. Per chi è già in pensione e riceve
buona parte delle sue rendite passive da strumenti come bond
e obbligazioni, è fondamentale comprendere questa dinamica.
Questo fatto influisce anche su chi è lontano da pensione o pre-
pensionamento, ma è meno impattante. Quindi smettiamola con le
fantasie impossibili in cui gongoliamo ottenendo la media del 12%
annuo in maniera passiva totale. Nella realtà sono possibili anche
performance superiori, ma richiedono conoscenze e capacità
approfondite, con un approccio al trading, che si può acquisire con
parecchio tempo di studio e applicazione.

Nel grafico qui sopra puoi osservare come i tassi d’interesse dei
titoli di stato americani a lunga scadenza (sopra i dieci anni, quindi
quelli che vengono influenzati meno velocemente da tagli e rialzi
improvvisi dei tassi d’interesse interbancari) scendono lentamente
alla diminuzione dei tassi interbancari, e risalgono al suo salire, ma
in maniera meno repentina rispetto ai tassi di interesse interbancari,
confermando la loro stabilità.

I tassi d’interesse sono collegati all’inflazione. Nel grafico qui di


seguito invece, vediamo l’inflazione comparata all’andamento
dei tassi dei titoli di stato e possiamo notare come, mediamente,
al rialzo dell’inflazione salgono i tassi di interesse dei bond, e
viceversa.

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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Pensare che i tuoi investimenti azionari daranno il cosiddetto
“market premium” ovvero la overperformance rispetto a quella
di un portafoglio costruito in bond, è lecito. Spesso è così. Ma
basare la propria pianificazione su questa extra-performance
è sbagliato, perché questo premio al rischio non è garantito. Ha
un’alta probabilità di verificarsi, ma non è sicuro. Contare su questo
sarebbe come trovarti in viaggio e programmare il rifornimento
basandoti su delle posizioni non certe dei distributori di carburante.
Se non hai la certezza che le stazioni di rifornimento si trovino
esattamente in una data posizione, devi preferire fare benzina
quando a sei a ¼ del serbatoio, piuttosto che rischiare di rimanere
a secco.

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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Detto questo, ognuno di noi ha una tolleranza al rischio, e una
personale volontà. Qualcuno potrebbe essere più portato
a spendere meno oggi, per prendere meno rischio nella sua
pianificazione, ma arrivare più in tranquillità all’obiettivo. Qualcuno
preferisce invece assumersi qualche rischio in più, e accettare il
fatto che se il programma non andasse esattamente come previsto,
dovrebbe aspettare magari due anni in più per raggiungere il suo
obiettivo.

Pianificare significa costruire una strategia


integrata che si basa su obiettivi e rischi
inflattivi, rischi macroeconomici e politici o
rischi imprevisti di spesa attiva, bilanciando i
vari strumenti di investimento che si hanno a
disposizione.
Per la pianificazione di medio e lungo termine noi di Moneysurfers
consideriamo gli ETF azionari ed ETF obbligazionari come i
migliori strumenti a disposizione oggi nell’infinito ventaglio delle
possibilità d’investimento, al fine di costruire una strategia solida
ed equilibrata, per raggiungere una serie di obiettivi comuni a tutti,
come una pensione serena e agiata, il percorso di studi per i figli,
l’eredità.

Per chi ha obiettivi specifici e ambiziosi come macchine di lusso,


yacht o appartamenti esclusivi abbiamo previsto corsi di formazione
specifici, dove l’assunzione della dose di rischio è molto più alta.
Uno dei problemi principali che affligge il wealth management
(la gestione del patrimonio), come hai letto nelle prime pagine
di questo ebook, è il fatto che chi fornisce le consulenze non è
indipendente nelle proposte, per cui consiglia gli strumenti migliori
per il suo portafoglio e non per il tuo.
L’assicuratore afferma che l’assicurazione vita è il migliore, il
promotore di banca ti dirà che il suo fondo pensionistico è il migliore.
Entrambi ricevono un’alta commissione sul tuo investimento.
Moneysurfers non guadagna interessi su prodotti, ETF, fondi, azioni,
assicurazioni che comprerai. Per questo possiamo garantirti la
massima onestà intellettuale nelle nostre considerazione, poiché
sono prive di secondi fini. Il nostro obiettivo è di fare del nostro
meglio per dotarti di tutti gli strumenti conoscitivi e pratici che ti
permetteranno di fare scelte migliori. Migliori saranno le tue scelte,
migliore sarà la tua fiducia verso di noi, maggiore sarà l’eventuale
passaparola che sorgerà, che non è altro che il nostro successo.

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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Non stiamo dicendo che tutte le persone là fuori gestiscono male
i conflitti di interesse, ci sono professionisti eccezionali che amano
ciò che fanno e lo fanno egregiamente. Purtroppo, a nostro avviso,
quest’ultimi si contano sulla punta delle dita e senza le giuste
competenze, puoi valutarli solo dopo anni di esperienza (positiva
o negativa?).

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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Attivi e passivi
Uno dei passaggi principali per iniziare il tuo grande lavoro di
pianificazione è mettere a confronto assets e liabilities (attivi e
passivi), ovvero ciò che produce reddito e ciò che produce debito.
Il giusto strumento di produzione del reddito deve ripagare il
giusto produttore di debito. Ripagare il mutuo con il trading ad
alto rischio è azzardato. Ripagarlo con un piano di investimenti a
basso o medio-basso rischio può essere una mossa intelligente.
Pianificare i propri investimenti significa comprendere quale qualità
e tenore di vita abbiamo e vogliamo mantenere. Questo significa
che quando un asset è investito e serve per pagare un debito o
un determinato lifestyle non è da considerare liquidità: nella tua
pianificazione, soprattutto raggiunto il pre-pensionamento grazie
ai tuoi investimenti, puoi spostare i tuoi assets e allocarli dove ti
pare, ma questo potrebbe inficiare il “pagamento” del tuo lifestyle.
Molto diverso è impiegare liquidità libera, non impegnata, per
effettuare nuovi investimenti piuttosto che finanziare uno stile di
vita ancora più alto.

Per questo è importante la corrispondenza tra attivi e passivi.


La vera liquidità è quella che avanza da questo rapporto.
È importante e saggio impiegare questo “disavanzo” in
investimenti “liquidi”, ovvero facili da disinvestire, per poter
provvedere ad altro genere di esigenze che possono insorgere.
PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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Se sei arrivato fin qui hai sicuramente compreso che i vari strumenti
di investimento che abbiamo a disposizione sono più o meno
adatti per raggiungere determinati obiettivi. La tua abilità sta nel
costruire un processo che analizzi le tue reali esigenze personali,
la tua situazione attuale, i tuoi desideri e poi, partendo da questo
specifico orizzonte, selezionare gli strumenti e le strategie di
investimento più adatte.

Vuoi sapere quali sono i migliori strumenti d’investimento


specifici per ogni tipo di traguardo che ti sei prefissato? Nel corso
completo Ethical ETF abbiamo previsto otto scenari diversi in
grado di adattarsi perfettamente alla tua pianificazione, con una
strategia passo passo che ti guida, attraverso il volume cartaceo
e le videolezioni, verso i tuoi obiettivi finanziari con semplicità,
chiarezza e il completo controllo delle tue scelte.

PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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C’è posta per te
Vogliamo concludere la lettura di questo ebook con una breve ma
significativa lettera per te.
Se ci conosci già sai bene che noi di Moneysurfers non guardiamo
al denaro come a un fine, ma come a un mezzo. Nel caso sia la
prima volta che entri in contatto con noi, è importante che tu
conosca la nostra filosofia. Non siamo contrari al lusso e non
siamo favorevoli al lusso. Crediamo che le persone debbano
soddisfare le proprie esigenze e i propri desideri, a volte anche
per capire che quelle esigenze e quei desideri non sono fatti per
loro. Spesso sentiamo persone con un basso reddito dire: “cosa
se ne fa quel tipo di quella macchina di lusso, io non la comprerei
mai, neanche se fossi ricco”. Oppure sentiamo persone che hanno
sempre vissuto con un altissimo tenore di vita commentare: “come
fa quella famiglia a vivere senza il mega televisore in casa? Io
non potrei mai”. Per quanto le due situazioni, dal punto di vista
logico, sembrino diametralmente opposte, e il “ricco” sembri in
una posizione migliore, dal punto vista spirituale o di evoluzione
personale, a entrambe le persone manca l’esperienza dell’altra:
partono da un pregiudizio “viziato” dall’abitudine per fare la loro
considerazione e trarre la loro conclusione personale. La persona
con basso reddito dovrebbe prima fare l’esperienza di possedere
per qualche mese una macchina di lusso, per capire cosa comporta
anche in termini di emozione, sensazioni, status conferito, orgoglio,
prima di dichiarare: “non me ne faccio niente”. Quasi sempre capita
che le persone che ritengono superflue certe esigenze, desideri,
oggetti, ma nel momento in cui raggiungono la possibilità di
ottenerli rimangono affascinati da quelle stesse esigenze, desideri,
oggetti che disprezzavano, talvolta sviluppandone un potente
attaccamento. L’abbiamo visto accadere innumerevoli volte.
Ed è giusto. È giusto concedersi l’opportunità di verificare cosa
significa veramente possedere un determinato oggetto o fare una
determinata esperienza, per comprendere in maniera consapevole
cosa ci succede mentre la proviamo, se veramente ci serve, e
quali parti della nostra mente stimola. Lo stesso principio vale
per la persona ricca, che senza esperire la “povertà”, l’assenza di
un oggetto o di un’esperienza, non può veramente comprendere
se questa è davvero positiva o essenziale per la propria vita. Nel
caso precedente, il ricco potrebbe provare a vivere un anno senza
maxischermo, per scoprire forse che le serate di condivisione,
lettura o dialogo sono assai migliori. Vivere senza TV, in questo
caso, non sarebbe una situazione automatica o obbligata, ma
una scelta consapevole. Il ricco farebbe il salto da una ricchezza
emotiva a una ricchezza consapevole.
PIANIFICARE LA PROSPERITÀ FINANZIARIA

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Secondo noi, il sogno di ciascuno dovrebbe essere quello di
arrivare ad avere i soldi per fare esattamente quello che ha voglia
di fare. Dipende dalle tue aspettative e dalle tue reali ambizioni
capire di quanti soldi hai davvero bisogno. Stai impiegando troppa
energia per accumulare denaro che non ti serve, oppure ti stai
adagiando nella tua comfort zone senza provare a dare voce alla
tua vocazione professionale?
Se ti interessano queste tematiche, come la gratificazione
professionale, l’equilibrio tra ricchezza materiale e benessere
interiore, il trading etico, la meditazione e quel bellissimo viaggio
che è la ricerca della tua felicità, ti consigliamo di leggere il nostro
libro La felicità fa i soldi, di iscriverti al nostro canale YouTube
o leggere il nostro blog dove parliamo in modo approfondito di
questi aspetti e moltissimi altri.

Alla prossima onda.

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