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Analizziamo l’attuazione del tributo in relazione al processo.

Questo procedimento inizia con qualcosa che


non fa parte dello stesso, ovvero la dichiarazione tributaria, che è la porta di ingresso al processo
tributario.
Non è una mera qualificazione dei fatti, ma è una comunicazione con qualificazione, cioè il contribuente
indica questi fatti secondo categorie previste dalla legge. Inoltre, la dichiarazione autoliquida il tributo , cioè
determina la misura in cui il tributo è dovuto.
Se ci sono delle patologie, interviene l’amministrazione finanziaria con atti volti al prelievo fiscale. Sono atti
che possono avere caratteristiche diverse:
- se vogliamo mettere in discussione quanto ha detto il contribuente , noi amministrazione tributaria
dobbiamo fornire la prova, acquisire i fatti che sono rilevanti attraverso i Controlli, che parte con una
revisione a tappeto; controllo automatizzato, liquidazione automatizzata, controllo formale e controllo
sostanziale. Questi dati che vengono acquisti vengono confrontati con quelli posti in essere dalla parte
privata. -> accertamento tributario. Attività che può concludersi anche senza l’emanazione di un atto,
nella misura in cui l’amminis tributaria ritenga che le risultante acquisite non siano in grado di sconfessare
quanto detto dal privato. Quando l’amministrazione ritiene che sia dovuto un tributo maggiore rispetto a
quello autoliquidato dal contribuente, l’amministrazione emana degli atti che hanno efficacia esecutiva e che
possono portare alla riscossione del maggior tributo. Durante tutte queste attività, il contribuente può essere
assistito. Per la dichiarazione, l’assistenza può essere fornita dai centri di assistenza fiscali CAF, inoltre da
alcuni anni è prevista la dichiarazione precoompilata, è il fisco che direttamente determina il tributo, ciò è
possibile quando abbiamo il prelievo alla fonte perchè il fisco ha già ricevuto delle indicazione che è stato
emato un reddito. Il contribuente ha diritto di modificarlo, ma se non lo modifica e lo firma, si hanno delle
ripercusioni positive perchè il contribuente non deve conservare la documentazione degli oneri deducibili o
detraibili, e poi il contribuenti non è soggetto ad attività di controllo. -> maggiore efficienza.

C’è un obbligo di dichiarazione se non c’è un debito d’imposta?


Si, c’è obbligo di dichiarazione al fine di adempimento formale, per esempio nel caso di perdite pregresse-
Alcuni contribuenti non sono tenuti a presentare la dichiarazione, chi è non obbligato a presentarla?
Chi possiede reddito inferiore al minimo imponibile, coloro che effettuano esclusivamente operazioni esenti.

Gli obblighi formali (è un onere per il soggetto) si affiancano a quelli patrimoniali ma sono strettamente
legati agli stessi.
Solo alcuni soggetti sono tenuti alle scritture contabili. Perchè? Perchè cosi si puo determinare la tassazione
del reddito netto.
L’obblighi di scritture contabili sono anche per gli Enti non commerciali, cioè quello che realizza un attività
non commerciale, e non vale per questo ente il principio di attrazione al reddito d’impresa.

- Perchè sono previsti i registri aggiuntivi (delle fatture e dell’iva) ai fini dell’imposta sul valore
aggiunto? L’iva si deve poter versare tenendo conto del valore aggiunto in relazione a ciascuna operazione,
proprio per questo è importante determinare l’iva a credito e l’iva a debito per determinare l’iva del periodo.
Non è una confessione perchè nella dichirazione possiamo avere anche dei fatti che possono andare a
vantaggio del contribuente. È uno di natura non negoziale con cui si ammette al contribuente una seri di fatti
ai fini della attuazione del tributi.
L’obbligo di presentare la dichiarazione presupponte il possesso di un reddito per l’imposta sul reddito,
quindi se siamo al di sopra del minimo imponibile e non ci sono situazione di redditi esenti o in cui il
sostituto ha esaurito gli obblighi dichiarativi, le persone fisiche sono tenute a presentare la dichiarazione
quando possegono un reddito.

 Per l’imposta sul reddito: è necessario la concreta e precisa liquidazione dell’imposta, determinando
lo scomputo degli importi dedraibili e determinando gli importi da versare nei due acconti e nel
saldo. A questi si aggiungono anche degli elementi di controllo : se ci sono dei soggetti che hanno cc
all’estero ma il reddito è stato prodotto in italia, bisogna compilare il quadro DRW.
 È relativa alle opzioni, cioè possibili scelte libere del contribuente; si sono delle scelte relative alle
contabilità, cioè come si determina il reddito d’impresa; scelte relative alle perdite; scelte per
l’eccedenze d’imposta e ect. Queste opzioni sono rettificabili.
 Modelli molto rigidi, perchè se non sono conformi, il modello è nullo.
Obbligo di sottoscrizione a pena di nullità. Nullità sanabile, cioè se il contribuente si dimentica di
firmare il modello, l’ufficio deve chiedere di apporre la firma, se il contribuente non procede allora si
procede con la nullità. La firma serve per la riferibilità soggettiva.
 Ci sono dichiarazioni diverse: esempio la dichiarazione di liquidazione quando la società entra in
liquidazione; Dichiarazioni particolari per le imprese familiari ecc.
A seconda del contenuto opzione allora si modifica il debito di imposta, si rateizza in modo diverso.
Quando c’è la presentazione della dichiarazione si è sottoposti al controllo con liquidazione automatica e
controllo formale; il controllo sostaziale che porta a perizie e controlli che può essere fatto sia dall’agenzia e
sia dalla guardia di finazia.
Controllo sostanziale ≠ accertamento tributario (fatto solo dall’agenzia). L’accertamento presuppone
l’acquisizione di fatti che può avvernire con il controllo sostanziale.
La riscossione può essere fatta in modo autono dal contribuente oppure può conseguire da un controllo o da
un accertamento ( fase patologica).

Se la rettifica è in aumento ci troviamo di fronte all’obbligo di pagare le sanzioni perchè abbiamo pagato
meno di quanto avremmo dovuto pagare -> è previsto il ravvedimento operoso, cioè se si fa parte attiva
accertative ( contribuisce in modo attivo ai controlli) c’è una maggiore riduzione.
Perchè soltanto i non obbligati alla tenuta delle scritture contabili possono presentare la domanda in
modo cartaceo?
Quando guardiamo le diverse categorie reddituali: redditi fondiari, redditi di capitale, redditi di lavoro
dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi d’impresa, redditi diversi; solo due di questi sono tenuti alle
scritture contabili : i redditi d’impresa e redditi di lavoratore autonomo.
Se non sono tenuti alla tenuta delle scritture contabili, in ragione a ciascuna di questa categoria c’è una
giustificazione. Per esempio, il reddito fondiario è determinato su base media ordinaria, quindi ci sono
diverse esigenze di controllo perchè si tassa il reddito medio ordinario. Il reddito di capitale è quasi sempre
possibile confrontare quello che dice il sostituto con quello che dice il contribuente, quindi se c’è un prelievo
alla fonte lo incrociamo; stesso discorso vale per il reddito di lavoro dipendete.
Mentre per i soggetti che sono tenuti alle scritture contabili c’è una maggiore complessità, quindi con la
domanda in via telematica si facilitano i controlli.

Potere volto ad assicurare la tutela della corretta emanzione dell’atto amministrativo nel rispetto del
principio di buon andamento della pubblica amministrazione. La giurisprudenza ammente l’esercizio
discrezionale del potere di correzione dell’atto da parte dell’amministrazione. Questo potere deve
comunque consentire che l’amministrazione rispetti il principio di legalità e di capacità contributiva.
Se c’è una situazione in cui l’atto è viziato, l’amministrazione deve annullare l’atto in autotutela.

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