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Tributario 22/02

TRIBUTI E FONTI
Il concetto di tributo ci porta a un concetto di prestazione patrimoniale imposta per effetto di atto
dell'autorità e l'autorità è lo Stato che sul proprio territorio esercita la propria sovranità e ha il potere di
richiedere il pagamento di questa prestazione patrimoniale imposta. É imposta perché viene richiesta
tendenzialmente anche in via coattiva con un atto dell'autorità ed è una prestazione patrimoniale perché
linea di principio si realizza una situazione in cui i soggetti sono obbligati a pagare, ma il fatto che noi
parliamo di tributo come prestazione patrimoniale non impedisce che all'interno del diritto tributario ci
siano anche degli obblighi non patrimoniali e questi obblighi non patrimoniali sono ad esempio i così detti
obblighi documentari o obblighi dichiarativi che servono all'attuazione del tributo. Non parliamo di fiscalità
ma parliamo di diritto tributario perché l'essenza del diritto tributario è rappresentata dal fatto che essa è
regolata da un rapporto giuridico. Un rapporto giuridico, in forza del quale, un soggetto ha un credito
(soggetto attivo dell'obbligazione tributaria) che sono i soggetti locali e lo Stato, e un altro soggetto o più
altri soggetti si trovano in una situazione di debito in relazione all’adempimenti della prestazione
patrimoniale, quindi un dare qualcosa al soggetto attivo in forza del rapporto giuridico obbligatorio
le principali imposte esistenti nel nostro sistema tributario sono l'IRPEF, l’IRES e l'IVA.
ulteriori per l’erario pubblico. Quindi noi possiamo esercitare la potestà impositiva sia per fare gettito,
quindi per ottenere Entrate che servono a coprire la spesa pubblica, e sia per il perseguimento di finalità di
intervento dello Stato nell'economia con incentivi fiscali e con disincentivi ripeto ogni qualvolta ci si
perseguono queste finalità extra fiscali.L'obiettivo non è quello di reperire entrate pubbliche ma è quello di
realizzare un i comportamenti dei singoli con l'incentivazione la disincentivazione. Con gli incenntivi o
disincentivi non possiamo, però, andare contro i principi costituzionali, c’è un bilanciamento con i principi
costituzionali. Per esempio, per quanto riguarda le finalità extrafiscali di tutela dell'ambiente è chiaro che
noi possiamo penalizzare i comportamenti inquinanti nella misura in cui comportamenti inquinanti
comportano delle spese aggiuntive per l'erario pubblico ma certamente non potremo mai prelevare un
tributo ancorchè con finalità di disincentivo all'inquinamento in assenza di un comportamento inquinante
perché questo violerebbe i principi generali.
L’attività di incentivo può essere svolta per favorire l’economia per esempio il CashBack o la lotteria degli
scontrini, che sono misure messe in atto per contrastare l’evasione fiscale, in quanto il pagamento con
carta di credito o con carta di debito consente la tracciabilità dell'operazione .Quindi voi vedete come
queste finalità e in questo caso abbiamo una finalità che nel contempo fiscale ed extra fiscale perché
contrastiamo l'evasione fiscale e al tempo incentiviamo l'acquisto presso operatori fisici e l’operatore
finale, pagando con carta di credit, paga il 10% in meno perché il 10% mi viene restituito. Quindi vedete qua
c'è una finalità fiscale che si combina con una finalità extra fiscale.
TIPOLOGIA DEI TRIBUTI
La parola tributi è una parola generale che comprende al suo interno una serie di fattispecie che si
differenziano per le loro caratteristiche. Differenziamo tra imposte, tasse e contributi speciali. Le imposte
sono quelle che si hanno quando si verifica un fatto economico indicatore della capacità di concorrere al
sostegno della spesa pubblica indivisibile, quindi un tipo di tributo dovuto perché un soggetto realizza quel
fatto economico che indicatore della capacità di concorrere al sostegno della spesa pubblica indivisibile.
Allora l'imposta sul reddito cosa presuppone, qual è il fatto economico? Attenzione il fatto economico non
è il reddito, ai fini dell'imposta, ma è il possesso del reddito, quello che si chiama presupposto di fatto delle
imposte, il reddito è la base imponibile sulla quale si applica l’aliquota e si determina il tributo. Si può
parlare di astrattezza dell'imposta perché si verifica quel fatto economico che è indicatore di capacità
contributive che previsto dal legislatore al fine del contributo delle della partecipazione al sostegno.
Con la tassa ci troviamo di fronte ad una situazione in cui il tributo riguarda il diritto a ricevere un servizio
pubblico divisibile e quindi da questo di vista è molto importante comprendere che se io non ho diritto a
ricevere un determinato servizio pubblico, io non ho l'obbligo di pagare la tassa. La tassa si distingue da
imposte e corrispettivi dal fatto che risulta essere dovuta in relazione alla fruizione di un servizio pubblico o
di un’attività che viene resa dall’ente pubblico all’obbligato. Ne consegue altresì che la tassa non è dovuta
o, se è pagata, deve essere restituita, qualora il servizio non sia stato reso per fatto imputabile all’ente
pubblico erogatore. Ancora, è noto che l’ammontare della tassa non potrà superare il costo del servizio
reso e che per i servizi relativi ai bisogni essenziali o irrinunciabili della vita (come l’istruzione) dovrà essere
sempre rispettato il canone della capacità contributiva. Qui c'è una situazione in cui, diversamente
dall'imposta, la determinazione della categoria dei soggetti chiamati a pagare questo tributo è commisurata
al diritto degli stessi al ricevere questo servizio pubblico divisibile. Le tasse si verificano molto spesso
nell'ambito dei tributi locali, molti parlano sempre della qualificabilità come causa di alcuni tributi locali per
esempio le tasse sui rifiuti solidi.
C'è poi una terza categoria che potremmo dire sta gradualmente scemando di rilevanza ma che c'è tutt'ora
sul nostro territorio, i cosiddetti contributi speciali. Quando si realizzano opere di miglioria a vantaggio di
una determinata parte del territorio italiano è possibile chiedere a questi soggetti che beneficiano di queste
migliorie pubbliche una partecipazione al sostegno della spesa, anche in un anno diverso da quello in cui
magari si è realizzata la determinata bonifica. Il presupposto è quello di avere un arricchimento derivante
dalle effettuazione delle opere pubbliche. C'è una differenza per la categoria del contributo speciale che è
rappresentata dal fatto che non c'è un servizio ricevuto da un soggetto ma da un gruppo di soggetti
all’interno del quale ciascuno soggetto è tenuto a pagare. La tassa c'è una parametrazione ad un servizio
pubblico che uno è in grado di ricevere poi che noi per esempio produciamo spazzatura o non la
produciamo se c'è il servizio di raccolta dei rifiuti abbiamo diritto allo smaltimento e quindi siamo
comunque tenuti a pagare la tassa.
PARTIZIONI INTERNE
Per quanto riguarda il diritto tributario noi studiamo tutti quei rapporti giuridici che ineriscono l’attuzione
del tributo e al tempo stesso studiamo l’ attuazione del tributo, cioè il modo in cui lo Stato esercita il
proprio potere di chiedere il concorso delle persone alla spesa. Questa materia riguarda una parte
l'attuazione del tributo, una parte riguarda i rapporti giuridici del tributo e una parte riguarda anche la
concreta regolamentazione delle imposte con cui si richiede il sostegno e concorso al spesa pubblica.
Se volessi realizzare una ripartizione della cosiddetta parte generale, potremmo differenziare tra la
normativa materiale,detta anche sostanziale, che che stabilisce le condizioni per il prelievo tributario e
quindi stabilisce quelle che sono le situazioni in cui si deve pagare il tributo, quando non lo si deve pagare e
quando ci sono le esenzioni, la normativa formale o procedimentale che stabilisce le modalità di esercizio
della potestà impositiva, cioè i i poteri dell'amministrazione tributaria nell'attuazione del tributo, e poi una
normativa sanzionatoria che riguarda le conseguenze che si determina nel caso della violazione delle
norme tributarie.
Quando parliamo di singoli tributi parliamo di norme che potremmo definire di carattere sostanziale perché
con le norme di carattere sostanziale si vede quando un soggetto è tenuto a fare un tributo e quando non è
tenuto a pagarlo, invece uando parliamo di procedimento tributario stiamo parlando di norme formali
perché noi vediamo quali sono i poteri dell'amministrazione tributaria volti ad attuare il prelievo tributario,
cioè cosa può fare l'amministrazione e cosa non può fare in relazione all'obiettivo che quello di incamerare
le entrate tributarie. Per quanto riguarda la normativa sostanziale c'è questa esigenza della determinazione
di ciò che è dovuto ciò e che non è dovuto da parte del legislatore e qui entriamo in un contesto che ci
porta all'analisi dei Principi costituzionali ed entriamo gradualmente anche nell'ambito di quello che è il
principio di legalità o la riserva di legge che si applica alle prestazioni personali.
Chi è che dice che il legislatore la deve regolare questa materia? Lo dice la Costituzio, fonte Suprema del
nostro ordinamento, è la fonte delle Fonti ed è una fonte che stabilisce i principi che regolano il diritto
tributario che vengono attuati con la legge ordinaria. L'attuazione dei principi della costituzione viene
effettuata anche con una norma ordinaria di carattere generale, una legge ordinaria, che contiene molte
norme. Quindi se la potestà impositiva è attuata con legge e se principi che reggono la potestà impositiva
sono contenuti nella Costituzione l’attuazione dei principi avviene con una legge generale che si chiama
statuto dei diritti del contribuente legge 212 del 200. Questa legge attua i principi della costituzione, non è
parte della Costituzione, ma siccome ha carattere generale e atto ai principi della costituzione, il contenuto
dello Statuto dei diritti del contribuente è indirettamente ricollegabile alla costituzione. Quindi è una legge
che non può essere modificata da leggi specifiche e la violazione delle norme dello Statuto dei diritti del
contribuente generalmente implica una in diretta violazione delle norme costituzionali. Quindi lo statuto
dei diritti del contribuente non è una legge costituzionale, è una legge ordinaria di carattere generale che
attua i principi della costituzione. La Costituzione prevede un sistema di natura gerarchica che affida alla
legge statale la regolamentazione dei tributi ma nell'ambito della Costituzione si è sviluppato anche un
sistema che noi chiamiamo di federalismo fiscale che si impernia soprattutto sul titolo Quinto della
Costituzione e su alcune norme, tra cui l’art117, che consento alla legge regionale di regolare in modo
concorrente alcuni ambiti che sono relativi alla fiscalità locale/regionale. La legge regionale non può andare
in contrasto con la legge dello Stato perché questo sarebbe contrario alla funzione che articolo 117 della
Costituzione svolge all'interno del sistema costituzionale regionale. Ma perché c'è questa riserva di legge
che è una riserva Imposta dall'articolo 23 della Costituzione? Questa riserva di legge ha una funzione
caratteristicamente tipica di un principio che si è sviluppato Boston Tea Party con cui le colonie americane
e l’Inghilterra si sono ribellate al predominio della Gran Bretagna che richiedeva il pagamento dei tributi
alle colonie che non avevano il diritto di partecipare alle decisioni che riguardavano i tributi dovuti; loro
hanno detto “soltanto i nostri rappresentanti possono avere il potere di approvare i tributi dovuti”. Ed ecco
che appunto si è realizzato in questo contesto il consenso l’imposizione.
Oggi è il parlamento ad esercitare la potestà di di stabilire i tributi attraverso atti aventi forza di legge nella
materia tributaria e sono in particolare il decreto legislativo, cioè c'è una tecnica che si chiama tecnica della
legge delega con cui il Parlamento stabilisce quelli che sono i parametri entro i quali si possa prevedere da
parte del potere esecutivo l'esercizio della funzione legislativa. In attuazione di questa legge delega ci sono
i decreti delegati che hanno una forza di legge se nella misura in cui rientrano nella legge delega. È un
esercizio per delega della funzione legislativa che serve ad assicurare una omogeneità e coerenza nella
materia regolata dal diritto tributario.
Col decreto legislativo abbiamo prima una legge delega che fissa i criteri e poi un attuazione da parte del
decreto legislativo a livello governativo, invece con il decreto legge consente al governo di prevedere delle
misure, poi in Parlamento entro 60 giorni le deve ratificare. Questo strumento per molti decenni è stato
utilizzato proprio per l'esigenza di intervenire con misure urgenti e ce ne bisogno tutt'ora. Gli estremi per
poter utilizzare questo strumento :Esempio: Sugli idrocarburi, in particolarela benzina, ci sono dei tributi,
delle imposte di fabbricaziomi che si chiamano accise; le accise sugli idrocarburi sono periodicamente
modificate, perché sono determinate spesso in relazione ad un determinato importo monetario;
certamente non possiamo dire stiamo per discutere in Parlamento l'aumento dell'accisa figuriamoci se
avessimo fatto una cosa del genere, tutti quanti a fare benzina.
Ecco perchè si giustifica l'utilizzo del decreto legge per degli interventi urgenti però, nel corso degli anni,
questa parola urgente è stata utilizzata come se fosse una sorta di parola chiave e viene utilizzata anche per
ciò che non è urgente.
Ambito nel quale opera la riserva di legge.
Che cosa deve regolare la legge? L'articolo 23 della Costituzione vedete dice che nessuna persezione
personale o patrimoniale dovute se non in base alla legge; dunque la legge deve regolare le prestazioni
personali e patrimoniali, per esempio le norme sostanziali rientrano pienamente nell'ambito della riserva di
legge ma in base alla legge , cioè significa che la legge deve stabilire quelli che sono gli elementi essenziali
del tributo quindi deve determinare chi sono i soggetti chiamati a pagare il tributo, qual è la base
imponibile del tributo, qual è il fatto presupposto per la nascita dell'obbligazione tributaria e anche
generalmente qual è l'aliquota e poi il tasso per il pagamento dell'imposta o del tribunale.

Quando parliamo di base imponibile delle imposte sui redditi è il reddito la grandezza economica colpita
dal tributo per l'imposta sul valore aggiunto; vedremo che è determinata in funzione del corrispettivo cioè
del prezzo pagato dall'acquirente del bene o dal committente del servizio.
Le aliquote devono essere in linea di principio regolate dalla legge ma mi sentite dire perché in alcuni casi
la legge regola l'aliquota minima o massima, e questo perché c'è una maggiore flessibilità in relazione alla
determinazione della misura in cui il tributo è dovuto.

Divieto di retroattività per le norme sostanziali. Se la certezza del diritto implica che la legge stabilisca oggi
quello che devo pagare se io percepisco €100 di reddito, non è che domani diciamo che tutti quelli che
hanno percepito il reddito sono tassati con il 99% ,non è che domani si dice quello che io devo pagare oggi
perché ripeto io ho diritto di sapere nel momento in cui realizzo quel fatto qual è il tributo che la legge
richiede che io paghi.
Il principio di legalità introduce introduce una dimensione più chiara del principio del consenso
all'imposizione , stabilisce un sistema di certezza del diritto in cui concretamente si sa quali sono le
conseguenze e si determinano in termini di pagamento del tributo per i fatti posti in essere dai soggetti. È
un principio che ha una riserva relativa che riguarda gli elementi descritti, cioè soggetti, presupposto,tassa
e aliquota, che sono gli elementi essenziali del tributo, devono essere stabiliti dalla legge. Per le c'è un
attimo una flessibilità maggiore. Gli altri non devono essere stabiliti dalla legge , possono essere stabiliti
anche dalle cosiddette fonti secondarie del diritto e quando vediamo le fonti secondarie del diritto .
Quando parliamo di riserva di legge certamente ammettiamo le fonti europee e anche le fonti
internazionali, cioè il cosiddetto Diritto internazionale pattizio.
Ci sono anche dei Principi internazionali e in questo senso la convenzione Europea dei diritti è una
convenzione internazionale pattizio che trova applicazione nel nostro ordinamento sulla base dei Principi
stabiliti dalle norme fondamentali della Costituzione. Ma è una convenzione di principi che incide
moltissimo per esempio nel procedimento tributario quando parleremo di diritto al contraddittorio cioè del
diritto del contribuente per poter manifestare la propria posizione in relazione al tributo rispetto quanto
richiesto dall'amministrazione finanziaria.
EFFICACIA DELLE NORME NEL TEMPO E NELLO SPAZIO.
Efficacia nello spazio: la legge italiana val sul territorio italiano ma ci sono delle norme che collegano
all'imposizione italiana anche dei fatti che si sono verificati al di fuori del territorio italiano, per esempio è il
caso per quanto riguarda la tassazione dei residenti in Italia su base mondiale; se io sono residente in Italia,
l’italia ha un collegamento personale alla potestà impositiva italiana, quindi anche quei fatti a me riferibili
verificatisi al di fuori del territorio nazionale sono assoggettabili a imposizione; questo perché una persona
che percepisce 100 di reddito in Italia e una che percepisce 20 di reddito in italiana e 80 di reddito di Fonte
estera, in relazione al principio di capacità contributiva queste due persone hanno entrambe 100, se l'Italia
trattasse diversamente questi due soggetti che hanno sul territorio italiano il centro delle proprie attività e
della propria vita sociale, non ci troveremmo a chiedere di più a quelli che stanno in Italia e di meno a quelli
che non sono sottoposti all'imposizione italiana, noi applicheremo potenzialmente un concorso maggiore ai
residenti in Italia rispetto a quello che applichiamo ai soggetti residenti che hanno reddito di Fonte estera.
Quando parliamo degli aspetti di efficacia dello spazio dobbiamo, non solo pensare alle norme tributarie
sostanziali ma anche alle norme del tributario procedimentali, perché è importante per l'amministrazione
finanziaria venire a conoscenza di questi fatti affinché sia in grado di mandare la Guardia di Finanza a fare
una verifica presso un'impresa stabilità di fuori del territorio nazionale.
Si ponno fare le cosiddette verifiche congiunte nell'Unione Europea però ci sta lo strumento della
cosiddetta assistenza mutua tra le amministrazioni finanziarie, cioè io ho bisogno di sapere se Maria
Rosaria arriviamo ha percepito reddito, quindi io amministrazione tributaria italiana interroga
l'amministrazione tributario ungherese per dire guarda questa Maria Rosaria Emiliano residente a Salerno
ha percepito reddito di Fonte ungherese,Me lo puoi confermare? l'Italia assiste l’ Ungheria e l’Ungheria
assista l’ Italia.
L'efficacia della norma nel tempo: per quanto riguarda l'entrata in vigore, la legge deve consentirci di
sapere, nel momento in cui poniamo in essere un fatto, quali sono le conseguenze ai fini impositivi.
Condoni sono delle regolarizzazioni che diciamo ci consentono di pagare quanto avremmo dovuto pagare
non abbiamo pagato immaginate Cosa succederebbe se io dicessi io d'ora in poi per tutto il mese di marzo
si può fare il condono quindi non c'è bisogno diciamo di c'è una misura premiale ed ovviamente perché
nessuno andrebbe a dichiarare quello che devi dichiarare che magari poi sarebbero il condono il condono
dispone per il passato è retroattivo per sua natura Quindi quando noi parliamo della non retroattività delle
norme parliamo Certamente della retro della non retroattività delle norme sostanziali imparziale
retroattività delle norme procedimentali e poi vediamo che per quanto riguarda le sanzioni la situazione un
po' diversa cioè perché la sanzione potrebbe essere penale in un momento e poi potrebbe diventare
amministrativa perché si ritiene che quel quella che ho ragione non è così più così grave quindi questa è la
cosiddetta irretroattività della legge sanzionatoria più favorevole cioè quindi effetti della depenalizzazione
dimostra una minore pericolosità e quindi si applicano anche in via retroattiva.

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