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RIDUCI LO STRESS

AUMENTA L’EFFICACIA
INTRODUZIONE Sei pronto per un viaggio alla scoperta del tesoro
racchiuso dentro di te?
Per ogni tappa ci sono DOMANDE ed enigmi da
risolvere. Ebbene, anche questo nostro viaggio sarà
Nel corso della nostra vita viviamo dei momenti che scandito da una serie di domande, lo strumento
possiamo definire come molto complicati. prediletto da noi coach.
A volte la causa è il lavoro che svogliamo che ci pro-
voca stress, nervosismo ed anche frustrazione. Perché? Perché un coach non è un guru che insegna
In altre circostanze è la vita personale, il rapporto di la Verità, ma colui che aiuta le persone a trovare le
coppia o semplicemente le liti con familiari o amici a proprie risposte, la propria strada verso la felicità.
provocare disagi e stress. Iniziamo da una delle domande più semplici ed al
tempo stesso complesse che ti possa porre in questo
momento.
Corriamo alla ricerca di soluzioni che possano alle-
viare le nostre difficoltà, così da riportare la situazio-
ne alla normalità.
Cos’è la felicità?
Una delle frasi che mi ha accompagnato nel corso
della mia vita e che ho sempre trasmesso ai miei al- Osserva i bambini. Per loro LA FELICITÀ non è un
lievi è questa: obiettivo da raggiungere come per noi adulti ma
UNO STATO NATURALE.
La maggior parte delle persone adulte dice: “Sarò
“Tutto ciò di cui hai bisogno è dentro di te!” felice... quando avrò finalmente una casa”, “quando
avrò un compagno/a”, “quando avrò un figlio”, o
Forse stai pensando: “Questa è roba per bambini! Io “quando avrò un lavoro nuovo”...
sono un adulto.”
E se ti dicessi che “Tutto ciò di cui hai bisogno è L’essere umano quando è ancora “puro”, quando
dentro di te” è uno dei presupposti della mia attività non ha ancora subito i condizionamenti dell’ambien-
di coach? te circostante, quando non ha ancora installato nel
suo essere le “regole” che determineranno la sua vi-
sione del mondo, è felice naturalmente.
Come coach HRD del Centro Fly Torino ho il piace-
re di affiancarti nella programmazione e il raggiun-
gimento dei tuoi obiettivi, aiutandoti a riscoprire la Quando un bambino gioca spensierato e ride non ci
bellezza della vita in tutte le sue sfumature e permet- chiediamo: cosa sarà successo? Al contrario inizia-
tendoti di esprimere il leader che c’è dentro di noi. mo a preoccuparci quando è triste ed imbronciato.
Con gli adulti sembra che funzioni l’esatto opposto. bilità di scelta. Devo pensare alla mia famiglia, non
E’ assai frequente vedere gente che si lamenta del posso cambiare lavoro”, “Ho la casa da pulire, i figli
tempo, dell’euro, del governo e chi più ne ha più da accompagnare a calcio, danza, inglese... non pos-
ne metta, tanto che quasi ci sorprendiamo quando so proprio concedermi qualche ora solo per me”.
incontriamo una persona che sorride.
In realtà questo significa scaricare la responsabilità
della propria infelicità sul mondo esterno, significa
mentire a se stessi.
“I bambini ci insegnano Hai fatto caso che la parola responsabilità è compo-
che la felicità sta da due parole? RESPONS-ABILITA’.
Ed è proprio per renderti ABILE di fornire RISPOSTE
è a nostra portata di mano.” produttive che ho deciso di “disturbarti” ponendoti
tante domande. TI DISTURBERÒ!

Perché dico questo? Perché so che tutti voglia- mo


Anzi, nasciamo già con questo dono, il guaio è che, essere più felici, ma al tempo stesso facciamo resi-
crescendo, CI INCASINIAMO LA VITA con una serie stenza al cambiamento e qualunque modifica dello
di strategie, per lo più inconsce, che ci fanno perde- status quo ci disturba. Spesso anche quando il cam-
re la capacità di vedere ciò che di bello c’è intorno e biamento potrebbe essere in meglio, quando non
dentro di noi. stiamo bene dove siamo. In fondo, per quanto di-
stante possa essere dalla fe- licità, tutti noi abbiamo
una ZONA DI COMFORT fatta di abitudini e schemi
“E già – dirai tu – non è mica così semplice come
mentali che è come un nido, un abbraccio morbido
sembra. Quando si è bambini la vita è più semplice,
che dà un senso di tran- quillità e di capacità di pre-
perché non hai tutte le responsabilità che comporta
vedere gli imprevisti. La nostra difficoltà ad uscire
l’essere adulti.”
dalla zona di comfort è uno dei principali nemici del-
la nostra crescita e della nostra evoluzione.
Ecco la parola magica: RESPONSABILITA’.
Peccato che spesso questa parola venga usata come Quanto più riusciamo ad affrontare anche il senso
alibi per la propria infelicità come se fosse un peso di in- sicurezza, tanto più saremo agenti del nostro
che non dà alcuna possibilità di scampo. cambia- mento e responsabili del nostro destino. Il
mio obietti- vo come coach è allenarti a convivere
Così anziché dire: “Io sono responsabile di come sto con l’insicurezza. Non sarà un percorso facile, ma ti
e se qualcosa non mi piace, ho il potere di cambiar- assicuro che ne varrà la pena.
la” a volte la gente preferisce dire : “Non ho possi
silenzioso del mondo occidentale” che provoca i ma-
IN CHE TEMPO VIVI? lesseri più diffusi nella nostra società di oggi.

Imparare dagli errori è cosa fondamentale per cre-


scere ed evolverci come esseri umani, ma dobbia-
mo imparare ad apprendere la lezione e, una volta
La nostra mente vaga costantemente sulla linea del acquisita maggiore consapevolezza, lasciare andare
tempo: siamo così proiettati sul passato, cioè su ciò il passato PERDONANDOCI e ACCETTANDO il fatto
che è accaduto, o sul futuro, cioè quello che po- che le cose sono andate così e non si può tornare
trebbe accadere, che perdiamo la capacità di vivere indietro. Non è possibile volare in alto portando con
e goderci il presente. sé dell’inutile zavorra...

E nel nostro continuo vagare avanti e indietro con la Pur essendo nati con una naturale predisposizione
mente tra passato e futuro, tendiamo a concentrarci VERSO il piacere, crescendo veniamo PROGRAM-
di più su ciò che non è andato bene in passato e su MATI a fuggire VIA DAL dolore.
tutto ciò che potrebbe accadere che non vorremmo
che accadesse in futuro. Anni e anni di condizionamento da parte della fa-
miglia e della società, basati su ciò che non si deve
Così molte persone vivono immerse nei sensi di col- fare e sulle conseguenze negative di ciò che acca-
pa, frustrazione e rimorso per ciò che hanno fatto o drà se malauguratamente lo faremo, hanno modifi-
non hanno fatto in passato. cato il nostro modo di pensare e di approcciare le
Ansia, inquietudine e preoccupazione sono invece situazioni.
gli stati d’animo che spesso sopraggiungono quan-
do ci si proietta al futuro. Così, poco alla volta, iniziamo a focalizzarci sul po-
tenziale dolore e abituiamo la nostra mente a pen-
Così spesso anche il piacere dei bei ricordi dura sare, come prima cosa, a “cosa potrebbe succedere
poco, lasciando dietro di sé un velo di malinconia se” e, giorno dopo giorno, evitare il dolore diventa
e l’entusiasmo per un’impresa futura si converte in sempre più il nostro pensiero fisso.
ansia. Molte persone, vorrebbero apportare dei cambia-
menti a se stesse o alle proprie vite, scegliere quel
lavoro o quel modo di essere che li farebbe stare
I ricordi di torti subiti in passato spesso inacidisce bene, ma poi evitano di farlo perché si fanno condi-
la vita e indebolisce il corpo di persone che non ri- zionare dalle loro stesse preoccupazioni.
escono a perdonare e lasciar andare. L’incapacità di
perdonare è stata definita “il più spietato killer Il segreto rimane sempre lo stesso: lasciare andare
le zavorre!
“I bambini ci insegnano... a vivere nel presente e
godere di ciò che stiamo facendo!”
MA TU COSA VUOI? stress. Il risultato di questo atteggiamento è solo
uno: la situazione si complica!

La forma più acuta di rimandite è data dalle “grandi


fughe” ossia dalle situazioni nelle quali scappiamo a
Il pensiero di per sé non produce risultati: solo l’a-
gambe levate da ciò che ci spaventa.
zione produce risultati.

Ciò ha un effetto negativo sulla nostra autostima,


E tu cosa fai? Aspetti e speri che un problema si ri-
poiché ci lasciano la netta sensazione di non aver
solva da sé?
avuto il coraggio di fare ciò che avevamo deciso e
trovandoci delle giuste scuse, saremo anche in gra-
Spesso le persone agiscono solo dopo aver provato do di trasformare magicamente la nostra codardia in
una dose molto forte di dolore prima di cambiare assennatezza e ci sentiremo pure persone responsa-
la propria vita, tanto che statisticamente la “riman- bili e giudiziose.
dite” è una delle malattie più diffuse nel pianeta ter-
ra! Cosa ci fa procrastinare? LA PAURA.

La paura della delusione, del fallimento, di scopri-


re di non valere abbastanza, del rifiuto, della critica
della solitudine... E a darle man forte, al suo fianco,
troviamo naturalmente la sua accompagnatrice pre-
ferita: l’insicurezza.

Più siamo condizionati in una modalità “via da”, più


faremo di tutto per evitare queste due terribili sen-
sazioni, insicurezza e paura, e fuggiremo a gambe
levate da tutte le situazioni che possono procurarci
potenziale disagio e dolore emozionale.

Fondamentalmente la rimandite è soprattutto una


strategia per allontanare momentaneamente la pres-
sione creata da un qualsiasi problema con il quale
abbiamo a che fare, con la convinzione che “per-
dere tempo” sia il miglior modo per combattere lo
QUALI SCUSE USI? quando mentiamo a noi stessi: prima o poi dovremo
affrontare la realtà.

L’unica vera protezione nella vita è la nostra crescita


personale.

Ai bambini insegniamo che “le bugie hanno le gam- Infatti, è solo crescendo e sviluppando la nostra au-
be corte” e che mentire è peccato. Però, allo stes- tostima che possiamo gestire meglio le nostre emo-
so modo, siamo abituati a pensare che mentire ogni zioni, vivere positivamente la critica altrui, affrontare
tanto a qualcuno per evitargli un dolore si possa fare: serenamente le difficoltà, sentirci ok anche quando
in tal caso non è più dire menzogne, ma è dire una sbagliamo, rapportarci positivamente col mondo
“bugia a fin di bene”. Quindi, visto che mentire a noi esterno o assumerci con entusiasmo le responsabi-
stessi serve ad evitarci dolore, allora possiamo farlo, lità.
è accettabile.

Mentire a se stessi è una delle abitudini più dele- te-


rie per la nostra autoimmagine e riesce poco per vol-
ta a corrodere profondamente la fiducia in noi stessi.
D’altra parte potresti mai fidarti veramente di chi non
ha il coraggio di dirti come stanno davvero le cose?

Le persone mentono a se stesse per soddisfare dei


bisogni psicologici, come quello di sicurezza, di
cui non possono fare a meno quanto l’ossigeno. E
qualsiasi cosa permetta di alleviare quella sensazio-
ne di disagio e dia loro l’impressione di riprendere
il controllo della situazione all’istante, come acca-
de quando viene deformata la realtà mentendo a se
stessi, è bene accetta e dà la sensazione che “fun-
zioni”. Ma non è così. E’ solo un’illusione.

Ciò che ci toglie dal dolore nell’immediato spesso ci


può creare una quantità di dolore più grande
in tempi più lunghi e questo accade quasi sempre
“I bambini ci insegnano a crescere con gioia”
QUALI EMOZIONI HAI?
Il guaio è quando le emozioni prendono il soprav-
vento: quando la paura non ci aiuta a dare il meglio
ma ci paralizza, quando la rabbia diventa il nostro
unico motore e non ci consente di costruire ma ci
Gioia, entusiasmo, amore... sono la sostanza che porta a distruggere, quando lo stress non ci dà l’e-
ci fa volare. Sono le nostre e-mozioni positive. nergia per affrontare nuove sfide ma ci logora...
Nell’arco di una sola giornata proviamo un ventaglio
complesso di emozioni, alle quali, convenzionalmen-
Quando stiamo troppo a lungo in stati depotenzian-
te, diamo dei nomi che ci aiutano sia a chiarire a noi
ti, facciamo del malessere il nostro compagno prin-
stessi cosa stiamo provando, sia a poter condividere
cipale di vita, con la conseguenza di vivere costan-
con altri i nostri stati d’animo.
temente nel disagio e, in breve tempo, far diventare
quelle sensazioni abituali, tanto da sentirle poco per
Chiamiamo positive tutte quelle emozioni che ci fan- volta parte di noi, parte di chi noi siamo.
no sentire potenti, vitali, importanti, vivi, gradevoli
e liberi (ci fanno volare) e chiamiamo invece negati-
ve quelle emozioni che generano in noi frustrazione,
rabbia, impotenza, depressione.
“I bambini insegnano a non restare troppo
in stati emotivi depotenziati”
Una vita felice non è fatta solo di emozioni positive
ma è quella dove la loro presenza è sensibilmente
maggiore della presenza di quelle negative. È incredibile la velocità con la quale i bambini esco-
Ogni emozione è importante e sarebbe impensabile no da quegli stati d’animo e li lasciano andare. Per
vivere senza stati d’animo negativi. Anche se cerchia- un bambino è normalissimo piangere a dirotto per
mo il più possibile di rifuggirle, le emozioni negative qualcosa e, due minuti dopo, giocare felice e sorri-
svolgono molte funzioni straordinariamente utili ai dente o viceversa. Soprattutto quando vivono stati
fini del progresso della specie e della cooperazione d’animo negativi tendono a ripristinare il più presto
tra gli esseri umani: ci stimolano a trovare strade al- possibile il loro stato naturale che, è bene ricordarlo,
ternative, ad evolverci, a metterci in discussione, a è la gioia e non la tristezza o la musoneria. Il fatto che
chiedere aiuto, a capirci meglio, ad attuare cambia- sia possibile fare questo così facil- mente quando si
menti. A volte sono addirittura la chiave di volta per è bambini può forse voler dire che potenzialmente
accedere alle nostre migliori risorse. Ci sono uomini potremmo farlo anche da adulti? Certo che sì ma a
e donne che nella rabbia trovano la spinta e l’energia patto di buttare via buona parte dei condizionamenti
per affrontare situazioni che nor malmente avrebbero limitanti che abbiamo assorbito
evitato.
negli anni riguardo a questo soggetto! Sono azioni semplici e addirittura banali, ma, a causa
dell’interazione mente/ corpo, comunque efficaci e
utili allo scopo di abbassare l’intensità di un’emozio-
Il primo condizionamento di cui dobbiamo liberarci è
ne negativa che in quel momento ci sta disturbando.
l’idea che le nostre emozioni non dipendano da noi
ma dal mondo esterno. Oltre alla fisiologia gli elementi che ci permettono di
gestire al meglio le nostre emozioni sono il FOCUS
È falso affermare che “TU mi fai arrabbiare”: la verità
e le PAROLE.
è che “IO mi arrabbio quando tu ti comporti in quel
modo”, che non è il tuo comportamento responsa-
bile di come io reagisco, ma sono io che non ho la Usare la fisiologia per attuare dei cambiamenti emo-
capacità di gestire le mie emozioni in quel frangente, zionali è utile, veloce ed efficace, ma non risolve
quando avrei chiaramente la possibilità di non reagi- nulla se non viene coltivato un dialogo interno, una
re in quel modo! comunicazione con se stessi che aiuti a sviluppare
sensazioni di benessere invece che stimolare ma- les-
sere e, soprattutto, che non crei costantemente con-
Non possiamo cambiare qualcosa se non ci assumia-
dizionamenti negativi.
mo la responsabilità del fatto
che possiamo cambiarlo. Quindi:

I nostri stati d’animo dipendono da noi? SI!

Allora possiamo fare qualcosa per gestirli meglio? SI!


Gli stati d’animo si riflettono nella fisiologia della
persona, trasformandosi in precise posture e movi-
menti, in una maggiore o minore tensione muscola-
re, in una respirazione di un certo tipo.

Ciò significa che possiamo usare la nostra fisiologia


per modificare i nostri stati d’animo. Senza bisogno
di tecniche pazzesche, possiamo fare qualcosa per
diminuire sensazioni sgradevoli e improduttive: ad
esempio, respirare profondamente quando siamo in
tensione favorisce il rilassamento, così come allen-
tare la tensione intorno al collo e sulle spalle con
semplici movimenti, oppure fare qualche saltello,
così come farsi una bella risata senza alcun motivo.
COME COMUNICHI?

“I bambini insegnano che gli incantesimi funzionano.”

Come quelli delle favole, anche gli incantesimi ver- inizierà a comportarsi di conseguenza creando esat-
bali possono essere “malefici” e “benefici” e pur- tamente quella realtà.
troppo i primi sono i più diffusi. Ecco alcuni esempi
di incantesimi malefici: Infine, altri incantesimi malefici sono domande del
“Non ci posso fare niente!” “Non ce la farò mai!” tipo “Ma perché? Perché proprio a me? Cos’ho fatto
“Io sono fatto così!” di male per meritarmi questo?”
“Non cambio mai!”
“Con me non funziona!” Innanzitutto, quando ci facciamo delle domande, il
nostro cervello cerca immediatamente delle rispo-
Alcuni individui sono veri e propri maestri nel limita- ste e perciò alla domanda “Perché proprio a me?”
re le loro potenzialità con questo tipo di incantesimi risponde a velocità della luce, senza esitazioni: “Per-
negativi. Continuano a ripetersi frasi depotenzianti ché sei sfigato!”
che poco per volta diventano per loro assolutamen-
te vere. Continuare a ripetersi quelle domande non farà al-
tro che farti focalizzare ulteriormente sul problema,
Ad un altro genere di incantesimi negativi appar- facendoti sentire assolutamente impotente. Quindi:
tengono le seguenti affermazioni. “Tutti gli uomi- stai attento a come parli!
ni sono uguali...” oppure “Nessuno mi amerà mai
come merito!”. Il linguaggio che usiamo forma le nostre credenze e
le nostre credenze determinano i nostri risultati!
Si tratta di generalizzazioni: bastano due o tre insuc-
cessi per concludere che è sempre così, che
le cose non cambieranno mai, che tutte le volte ac-
cade, che nessuno potrà cambiare questo stato di
cose. Facendo questo creiamo in noi la convinzione
che le cose non potranno cambiare in alcun modo
e, appena il nostro cervello riceverà il messaggio,
COSA CREDI?

Le credenze, ciò che crediamo (non solo riguardo Ma è proprio perché le credenze soddisfano alla
a noi stessi ma anche riguardo al mondo) hanno grande il nostro bisogno di sicurezza che difficil-
un enorme impatto su tutta la nostra esistenza: le mente siamo disposti a metterle in dubbio. Anzi, ne
credenze condizionano la percezione di noi stessi cerchiamo continuamente conferme! Insomma, per
e della realtà che ci circonda, ci portano ad attri- quanto brutta e puzzolente, la zona di confort ci fa
buire un determinato significato agli eventi, influen- sentire comodi e al calduccio! ;)
zano il nostro comportamento e, di conseguenza an-
che i risultati. Quando una persona decide di cambiare un com-
portamento, un’abitudine o un lato del suo carat-
Le convinzioni che abbiamo possono essere poten- tere, spesso il nemico più grande è rappresentato
zianti, ossia rassicurarci e darci forza, coraggio ed dalle credenze relative a se stessa che la legano alla
energia, farci sentire amabili e degni di attenzione e vecchia identità, impendendogli di vedersi in modo
di fiducia, sentire che comunque vadano le cose ce la diverso rispetto a come è sempre stata. È come se ci
faremo, sentirci fortunati e meravigliosi. fosse una parte di sé che già sa e che si aspetta che
le cose non cambieranno.
Sono credenze depotenzianti invece quelle che ci
fanno pensare che i nostri sforzi sono vani, che le E ovviamente la profezia si autorealizzerà facilmen-
persone ci vogliono fregare, che il mondo va sem- te, perché, anche se per un po’ di tempo questa per-
pre peggio, ecc. sona riuscirà a mantenersi coerente con i suoi nuovi
propositi, al primo “sgarro”, appena si troverà a rien-
Le prime ci danno accesso alle nostre risorse positi- trare nel vecchio comportamento, immediata- mente
ve, ci spingono a fare, ad agire, ci aiutano a far me- dirà a se stessa:
glio. Le seconde limitano il nostro potenziale.
Potenzianti o limitanti che siano tenderemo comun- “Vedi? Ci sei riuscito per un po’, ma alla fine sei sem-
que inconsciamente a confermarle, a far sì che la no- pre il solito!”. Ed ecco che immediatamente tutto il
stra profezia si autorealizzi. lavoro fatto fino a quel punto verrà immedia- tamen-
te vanificato.
Le nostre credenze sono il fulcro della nostra zona
di comfort, la base dei nostri schemi di pensiero, e, Un cambiamento è reale e definitivo solo quando
per questo motivo, abbandonarle ci crea insicurez- cambia la nostra identità.
za, ci dà la sensazione di essere psicologicamente
senza controllo.
Se invece non cambia la nostra identità, ci sentire- Questo è il vero scopo degli obiettivi: raggiungerli ci
mo di più noi stessi in quei vecchi panni e appena permette di diventare qualcosa di più di quello che
potremo li indosseremo nuovamente provando la eravamo, di sviluppare una nuova immagine di noi,
tranquillizzante sensazione di sicurezza che psicolo- di aumentare l’autostima e la fiducia nelle nostre ca-
gicamente sperimentiamo nel rientrare nella nostra pacità. Risultati dei quali godremo per sempre e gra-
zona di comfort. E questo accade anche se la vec- zie ai quali la nostra vita non sarà mai più la stessa.
chia identità ci porterà soltanto dolore, problemi e
frustrazioni: non ha importanza!

Non c’è tornaconto psicologico più grande per l’es-


sere umano dell’essere coerente con l’immagine che
ha di se stesso. Per questo farà sempre tutto ciò che
è in suo potere per farlo sentire esattamente come
crede di essere. E sottolineo, come crede di essere,
non come è veramente.

Non permettere a te stesso di diventare il tuo limite!


Sei puro potenziale. Datti la libertà di usarlo.

Chi noi siamo veramente è qualcosa di molto più


grande e straordinario di quanto possiamo immagi-
nare.

“I bambini insegnano che le credenze si possono cambiare.”


CHE REGOLE HAI? Un po’ di regole sono indispensabili per una vita sana
e degna di essere vissuta. Ciò che è fonda- mentale
è avere alcuni “paletti” solidi riguardo a ciò che rite-
niamo veramente importante per noi e che abbiamo
deciso che vogliamo nella nostra vita e poi mante-
Troppe persone, al giorno d’oggi si creano così tan-
nersi flessibili sul resto, avendo un grande menù di
te regole per loro stesse che, per sentirsi ok dovreb-
possibilità per stare bene.
bero essere dei superuomini o delle superdonne.

Anche nei rapporti con gli altri troppe regole trop-


Se per sentirti di successo devi essere meglio di Bill
po rigide sono una garanzia di infelicità! Il problema
Gates, se per sentirti bella devi essere più “figa” di
delle regole è che ognuno ha le sue ed è ovviamen-
dieci top model messe insieme, se per sentirti un
te convinto che le sue siano quelle giuste!
buon genitore devi avere una famiglia più perfetta di
quelle delle pubblicità della Barilla o per sentirti si-
curo devi avere controllo su ogni cosa che si muo- ve “Se non mi chiami almeno 10 volte al giorno non mi
sulla crosta terrestre, ci sono buone probabilità che ami”
avrai difficilmente accesso a quelle sensazioni. “Se non resti in ufficio oltre le 18.00 non ami il tuo
lavoro”
Se in più le tue regole non dipendono nemmeno
da te, ma dall’esterno (tipo “deve esserci una bel- Questo è il gioco del “se questo quello” , un gioco
lis- sima giornata di sole”, “devo ricevere una bella sì, ma per nulla divertente che spesso rappresenta la
notizia” o “Lui o lei deve dirmi che mi ama”), non rovina di rapporti personali o professionali.
avrai neppure grande possibilità di influenzare la tua
Nel gioco “se questo quello” si tende a trasformare
felicità, che sarà determinata totalmente dai compor-
in regola il significato che noi attribuiamo ad una si-
tamenti degli altri o da eventi esterni.
tuazione o comportamento. Ci dimentichiamo
che la nostra interpretazione della realtà non è una
Chi mette la sua felicità nelle mani delle circostan- verità assoluta.
ze, limita le infinite possibilità di stare bene a una
sola e si rende totalmente dipendente, fisicamente,
mentalmente ed emozionalmente da quel risultato. Quando ti viene la tentazione di giocare al “se que-
Insomma, troppe regole, troppo rigide sono una sto...quello” poniti queste domande:
garanzia di infelicità! “Ma le cose stanno proprio così?”
“Ho tutte le informazioni necessarie per poter affer-
Questo non significa che allora non dobbiamo ave- mare questo?”
re regole! “Che altro potrebbe voler dire?”
E trova più di una risposta prima di trarre delle con-
clusioni.
Nel gioco “se questo quello” perde chi si fa intrap-
polare dall’altro e accetta di vivere secondo le sue
regole.

Ti è mai capitato di sentirti “obbligato” a compor-


tarti in un certo modo? Di fare qualcosa che non
ti piace o che non vorresti solo per compiacere qual-
cuno o semplicemente per evitare che questa perso-
na si arrabbi?
“I bambini ci insegnano
Ma nessuno ci obbliga a vivere secondo le regole che se le regole del gioco non ci piacciono o
degli altri!
sono troppo rigide meglio cambiare gioco”
Come nessuno ci obbliga a vivere secondo le nostre
regole, se ci rendiamo conto che sono vecchie, ana-
cronistiche o, peggio ancora, se sono state instal-
late da qualcun altro e quindi non sono altro che le
sue regole che ho fatto mie anche se, sotto sotto,
non mi piacciono nemmeno un granché.

Non esiste una regola che ci obbliga a rimanere an-


corati a credenze limitanti.
Siamo noi a decidere quali sono le giuste regole per
noi. E se siamo intelligenti, le scegliamo in modo che
ci permettano di essere felici.
CON CHI VAI? nostra felicità e del nostro benessere: infatti, nel pri-
mo caso ci sentiamo bene quando lo abbiamo fatto,
felici e appagati per aver agito come riteneva- mo
giusto. Nel secondo, anche se ciò che abbiamo fatto
è una cosa buona di per sé, non ci sentiamo bene,
ma con un senso di frustrazione addosso, con la sen-
sazione di aver agito manipolati dall’esterno, senza
Quante persone rischiano di perdere una parte im- una vera libertà di scelta.
portante di sé perché si fanno condizionare nelle
loro scelte, nelle loro azioni, nei loro stessi pensieri, Il limite più grande delle persone che subiscono
dall’ambiente che li circonda? troppo l’influenza del mondo esterno e che cerca- no
Permettono costantemente agli amici, alla famiglia, troppo l’approvazione altrui è che, malgrado i risul-
ai colleghi, al “pensiero comune”, di interferire tati che possono avere ottenuto, vivono costan- te-
con i loro desideri o addirittura determinare le loro mente nella paura.
decisioni.
Infatti, le persone che ci circondano e che sono im-
La paura (sempre lei) della critica, di ciò che gli altri portanti per noi, esercitano un grosso potere nei no-
possano pensare, di essere giudicati negativa- men- stri confronti. Uno dei bisogni che tutti quanti noi
te, muove la maggior parte delle persone sul pal- esseri umani abbiamo in comune è quello di esse- re
coscenico della loro stessa vita come marionette in amati e la paura inconscia di non essere amati è co-
un teatrino di strada, facendogli perdere la pro- pria mune ad ogni uomo o donna di questo pianeta.
identità.
A chiunque fa piacere ricevere approvazione, un
C’è perfino chi vincola la propria felicità a quella al- complimento, un sorriso, un gesto d’amore ed
trui. è normale e non c’è niente di male in questo. È
quando abbiamo l’assoluto bisogno di riceverne
È il caso di quei figli che si laureano per far felice la per poterci sentire “ok” che diventiamo dipendenti
propria madre, di quelle donne che lasciano il pro- dall’opinione altrui e, conseguentemente, iniziamo a
prio lavoro far felice il marito o per il bene dei figli... comportarci come gli altri vogliono per evitarne il ri-
fiuto e la disapprovazione.
È completamente diverso fare qualcosa perché lo
si ritiene giusto dal fare qualcosa perché ci si sente
“obbligati” a farlo! La paura della critica è in realtà la paura di per-
dere l’affetto delle persone intorno a noi, la pau-
ra di restare soli e non essere amati.
Il risultato ha un diretto effetto nei confronti della
Per svincolarsi dalla paura della critica è necessario Ama te stesso e cerca l’ambiente che fa per te, ovve- E anche in quel caso, ascolta attentamente e poi
iniziare a focalizzarsi consapevolmente sul fare le ro, scegli le persone a cui dare retta e a cui chiedere decidi con la tua testa. Ma solo dopo aver ascoltato
cose per la propria soddisfazione, gioia e diver- ti- consiglio tra quelle che sono un buon esempio il tuo cuore.
mento e cominciare a sentirsi approvati e amati so- e che vivono una vita che anche tu vorresti vivere!
prattutto da se stessi.

“I bambini ci insegnano... ad ascoltare il nostro cuore”


CONCLUSIONE

Ti ricordo che tutto ciò di cui hai bisogno è già


dentro di te!

Tu sei puro potenziale. C’è una scintilla divina den-


tro di te. Coltivala con amore e nutrila ogni giorno.
Ricorda che sei su questo pianeta con uno scopo,
che di certo non è soffrire, ma vivere una vita degna
di essere vissuta!

La felicità implica il coraggio di vivere la vita che


vogliamo, di seguire i nostri desideri, di credere
nei nostri sogni. Scegliere liberamente di diventare
quello che vogliamo essere e perseguirlo con gioia,
amore e passione.

Non aspettare di realizzare i tuoi obiettivi per essere


felice. Vale il contrario, potrai raggiungere quegli
obiettivi più facilmente se sarai una persona felice.

Le persone di “vero” successo, cioè coloro che rag-


giungono i loro obiettivi, ma che soprattutto stanno
bene con se stesse, sono felici e soddi- sfatte, non
hanno bisogno di raggiungere un obiettivo per es-
sere felici, ma hanno imparato a raggiungere i propri
obiettivi felicemente! Hanno capito che il successo
non sta nella destina- zione, ma nel viaggio e allora
goditi il viaggio!
il successo non sta nella destinazione
ma nel viaggio
e allora goditi il viaggio!

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