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Boll. Malacol.

, 54: 00-00 (2, 30/11/2018)

Secondo contributo alla conoscenza della malacofauna di


Cava Signorella (Lecce)

Gabriele Macrì*

*Via F. Baracca 93, 73020 Riassunto


Scorrano (LE), Italia,
wendover@alice.it Si riesamina criticamente il materiale malacologico proveniente da un giacimento di età calabriana in ter-
ritorio di Cutrofiano (Lecce), già oggetto di una nota preliminare nel 1983 e si analizzano altri campioni
provenienti dallo stesso sito mai studiati. Se ne correggono le determinazioni, si aggiorna la sistematica e
si aggiungono altre 61 specie alla precedente checklist.

Parole chiave
Pleistocene, Calabriano, Formatione di Gallipoli, Cutrofiano, Salento, Italia.

Abstract
A preliminary study on the malacofauna from a Calabrian-age formation located into the surrounding
area of Cutrofiano (Lecce) was published in 1983. The original material is now re-examinated and old
samples (never studied) from this site are analyzed: misidentifications are fixed, the nomenclature is updat-
ed, and 61 new findings are reported. A comparison with a different site of the same area is attempted
and a few paleo-environmental data are added to the knowledge of this deposit.

Parole chiave
Pleistocene, Calabriano, Gallipoli Formation, Cutrofiano, Salento, Italy.

Introduzione ultrasuoni. Tutto il materiale utilizzato nel presente stu-


dio è depositato presso la collezione privata dell’autore.
Oltre trent’anni fa si pubblicava una breve nota prelim- Per qualche specie di lamellibranchi si è scelto di oper-
inare su un’interessante associazione malacologica are un’indagine morfometrica: il metodo di misurazi-
proveniente da una cava di argilla a cielo aperto sita in one dei parametri presi in considerazione è illustrato in
territorio di Cutrofiano (Lecce) e risalente al Pleistocene Fig. 1. Il carattere citato come allungamento è reso dal
Inferiore (Macrì, 1983). Il successivo esaurimento della rapporto tra lunghezza e altezza (L/H), il rigonfiamento
cava stessa e i relativi interventi di chiusura, bonifica e dal rapporto tra lunghezza e convessità (L/D), mentre
recupero ambientale operati dalla società titolare della l’inequilateralità è stata quantificata ricorrendo al rap-
concessione hanno poi reso impossibile qualsiasi ulteri- porto tra lunghezza posteriore e anteriore della valva
ore prelievo di materiale utile alla prosecuzione degli (P/A). Il simbolo s rappresenta la deviazione standard.
studi. Nelle illustrazioni la misura indicata si riferisce alla di-
In tempi più recenti un lavoro sulla malacofauna di Ca- mensione massima di ogni esemplare.
va Lustrelle, sita nel territorio dello stesso comune (Bru- Per i gasteropodi la sistematica segue quella proposta
netti M., 2011), ha suggerito il riesame del materiale dalla Società Italiana di Malacologia (Bogi et al., 2017);
originale, la correzione delle determinazioni errate o per i bivalvi si è adottato quanto proposto da Huber
obsolete, nonchè l’analisi di alcuni campioni prelevati (2010, 2015).
quando la cava era ancora attiva e mai studiati.
Aggiornamenti geologico-stratigrafici

Materiali e metodi Le note illustrative della Carta Geologica d’Italia (Lar-


gaiolli & Rossi, 1969) attribuivano le marne argillose
La fortunosità del recupero dei nuovi campioni ha elu- della formazione di Gallipoli al Calabriano. Ma all’epoca
so ogni possibilità di indagine volumetrico/statistica. della stesura del primo contributo su Cava Signorella la
Il materiale è stato sottoposto agli usuali metodi di determinazione dei piani riferibili al Pleistocene era
vaglio e pulizia con mezzi fisici; i campioni di sedimen- soggetta a forti contrasti, e in particolare non era più
to sono stati lavati e passati in setacci con luci delle universalmente riconosciuta l’esistenza del Calabriano
maglie di 0,6 e 1 mm, quindi vagliati con ausilio di ster- nella sua definizione micropaleontologica; ciò deter-
eomicroscopio ottico. Parte del materiale ha richiesto minò la localizzazione cronostratigrafica del sito (e del-
una ulteriore pulizia mediante passaggio in vaschetta a la stessa formazione di Gallipoli, cui il sito era correlato) 1
salinità inferiore al 36 %o (Caldara et al., 1981). Altret-
tanto suggeriscono altri ospiti nordici e ad affinità at-
lantica quali Trivia frigida Schilder, 1932, Buccinum hum-
phreysianum Bennett, 1824, B. undatum Linnè, 1758,
Acanthocardia echinata (Linné, 1758), Macoma obliqua
(Sowerby, 1817), Arctica islandica (Linné, 1767), Politi-
tapes rhomboides (Pennant, 1777) e Mya truncata Linnè,
1758, completando un quadro climatico in linea con le
caratteristiche del Calabriano.
Limitandosi solo alle forme più frequenti (riportate con
F e FF in Tab. 1), sono state individuate le seguenti spe-
cie caratteristiche esclusive:
Gabriele Macrì

Fig. 1. Metodo di misurazione dei parametri morfometrici presi in con-


siderazione per alcune specie di bivalvi. D: convessità della valva; H: al- Acanthocardia deshayesii (Payraudeau, 1826) DC!
tezza della conchiglia; L: lunghezza totale della conchiglia; A: lunghezza
del tratto anteriore; P: lunghezza del tratto posteriore. Il valore dell’al-
Laevicardium oblongum (Gmelin, 1791) DC!
lungamento è reso dal rapporto L/H, quello del rigonfiamento da D/L, Spisula subtruncatula (Da Costa, 1778) SFBC!
quello dell’inequivalvità da P/A. Serratina serrata Brocchi, 1814 DE!
Fig. 1. Method of measurement of the morphological parameters used Abra prismatica (Montagu, 1808) DC!
in some species of bivalves. D: inflation of the valve; H: height of the Polititapes rhomboides (Pennant, 1777) SGCF!
shell; L: lenght of the shell; A: lenght of the forward section; P: lenght of
the rear section. The elongation of the valve is expressed by the L/H ra-
Thracia convexa (Wood W., 1815) VTC!
tio, the tumidity by the D/L ratio, and the inequivalvity by the P/A ratio.
A parte S. subtruncatula, le altre sono tutte riconducibili
in un generico Pleistocene Inferiore (Siciliano sec. Rug- a un sedimento del piano circalitorale di tipo detritico a
gieri & Sprovieri, 1977). Una descrizione più accurata componente pelitica più o meno abbondante e condizio-
della stratigrafia di Cava Signorella è riportata da Mar- ni di idrodinamismo di varia intensità; pur all’interno
giotta & Varola (2007), assieme alla segnalazione del di limiti non molto ampi, l’associazione malacologica
rinvenimento in loco di resti fossili di cetacei e alla presenta però un certo grado di eterogeneità.
proposta di trasformazione di Cava Signorella in par- Esistono inoltre alcune specie attribuibili ai Popolamen-
co-museo di elevato interesse paleontologico. ti Eterogenei (PE secondo Picard, 1965), quali Pyrgiscus
Le nuove acquisizioni sul passaggio Pliocene/Pleisto- rufus (Philippi, 1836), Lucinoma borealis (Linné, 1758), e
cene e i nuovi dati relativi a crisi climatiche e paleomag- Solecurtus candidus (Brocchi, 1814), oltre a Myrtea spinif-
netismo hanno recentemente portato alla ristesura della era (Montagu, 1803), Astarte fusca (Poli, 1795) e Corbula
carta cronostratigrafica con l’inclusione del Gelasiano gibba (Olivi, 1792), tutte specie indicatrici di instabilità
nel Pleistocene e il ripristino del Calabriano in un ruolo di fondo. A queste è da aggiungere il polichete Ditrupa
assai vicino a quello originale (Cita et al., 2006; Cohen cornea, la cui presenza diventa talora massiccia in al-
et al., 2013); il che restituisce al deposito di Cava Signo- cune lenti di sedimentazione rilevate localmente a Cava
rella un più preciso inquadramento geocronologico. Signorella (Fig. 2). Il genere Ditrupa vive preferenzial-
mente su fondi fangosi ad alto tasso di sedimentazione
ed elevato grado di torbidità delle acque ma può ritro-
Risultati varsi anche su fondi detritici a bassa componente pelit-
ica; la sua presenza, ma solo in condizioni di dominan-
In tutto sono ora riferibili a Cava Signorella 179 entità za numerica (> 60%), è considerata indicatrice di insta-
specifiche di molluschi (1 di poliplacofori, 89 di gaster- bilità sedimentaria (Sanfilippo, 1999). L’alternanza di
opodi, 86 di bivalvi e 3 di scafopodi). In Tab. 1 è ripor- episodi di ipersedimentazione a stadi di maggiore sta-
tato l’elenco aggiornato delle specie. In grassetto sono bilità e trasparenza delle acque potrebbe contribuire a
evidenziate le specie di nuovo rinvenimento o la cui spiegare l’eterogeneità dell’associazione malacologica,
determinazione è stata corretta rispetto al contributo ma è solo ipotizzabile, stante la mancanza di osservazi-
del 1983; in quest’ultimo caso la colonna accanto mostra oni stratigrafiche durante la raccolta dei campioni.
la vecchia determinazione. I cambiamenti dovuti al Un confronto con la checklist pubblicata da Brunetti M.
semplice aggiornamento tassonomico non sono eviden- (2011) per la non lontana Cava Lustrelle mostra che 105
ziati. specie di molluschi sono condivise tra i due giacimenti;
restano 72 entità ritrovate solo a Cava Lustrelle (45
gasteropodi e 27 bivalvi) e 74 ritrovate solo a Cava Si-
Discussione gnorella (36 gasteropodi, 36 bivalvi, 2 scafopodi). Tut-
tavia, prendendo in considerazione solo le specie a fre-
Le nuove acquisizioni non hanno modificato sostanzial- quenza più elevata (indicate come F ed FF nelle relative
mente i presupposti per la ricostruzione ambientale e/o tabelle) il numero delle specie non condivise si riduce
geocronologica rispetto al lavoro precedente. Limacina drasticamente (Tab. 2).
retroversa (Fleming, 1823) e Pseudamussium peslutrae Dall’esame di questa tabella si può facilmente rilevare
2 (Linné, 1771) testimoniano acque temperato-fredde e che le più abbondanti specie “esclusive” di Cava
Segnalata
Determinazione in Frequenza Specie Piano
Specie a Cava Biocenosi
Macrì, 1983 relativa estinta batimetrico
Lustrelle
POLYPLACOPHORA            
Leptochiton serenae Dell’Angelo,
_ RR X +    
Piccioli Resta & Bonfitto, 2007
GASTROPODA            
Tectura virginea (Müller O.F., 1776) _ RR X   I AP
Emarginula cfr. octaviana Coen, 1939 _ RR     I AP
Diodora graeca (Linné, 1758)   RR     M,I AP, HP
Diodora italica (Defrance, 1820) _ RR     M,I AP!

Secondo contributo alla conoscenza della malacofauna di Cava Signorella (Lecce)


Clelandella miliaris (Brocchi, 1814)   R X   CL C, DC
Gibbula ardens (Von Salis, 1793) _ RR     I HP
Gibbula filiformis (De Rayneval,
_ RR   +    
Van den Hecke & Ponzi, 1854)
Gibbula magus (Linné, 1758)   F X   I, CL SGCF, DC
Jujubinus striatus striatus (Linné, 1758) _ RR X   I, CL AP, HP, C
Calliostoma brugnonei (Monterosato, 1890)   R   +    
Calliostoma conulus (Linné, 1758)   RR     I, CL C
Calliostoma laugieri laugieri (Payraudeau,
  RR     I, CL AP, HP, C
1826)
Bolma rugosa (Linné, 1767)   R X   I, CL AP, HP, DC
Tricolia miniata (Monterosato, 1884) _ RR     I AP, HP
Cerithidium submamillatum Bittium reticulatum
FF X   I, CL DC
(De Rayneval & Ponzi, 1854) (Da Costa, 1778)
Cerithium alucaster (Brocchi, 1814)   R X   I, CL C, DC
Turritella tricarinata pliorecens Turritella tricarinata
FF X + I, CL DC, VTC, PE
Monterosato in Scalia, 1900 (Brocchi,1814)
Turritella incrassata  SGCF, DC,
Turritella turbona Monterosato, 1877 FF X   I, CL
(J. Sowerby, 1814) VTC
Cerithiopsis barleei (Jeffreys, 1867) _ RR     I, CL  
Epitonium commune (Lamarck, 1822) _ RR     I AP
Epitonium turtoni (Turton, 1819)   R     I SFBC!
Melanella subulata
Eulima bilineata Alder, 1848 RR X   CL DC
Donovan, 1804)
Melanella lubrica (Monterosato, 1890) _ RR     CL DC
Rissoa parva (Da Costa, 1778) _ RR X   I SVMC, LEE
Alvania punctura (Montagu, 1803)   RR X   CL DC, DE
Alvania testae (Aradas & Maggiore, 1844)   FF X   CL, B VTC, VB
Pusillina lineolata (Michaud, 1832) _ RR     I LEE
Pusillina marginata (Michaud, 1832) _ RR X   I  
Setia turriculata Monterosato, 1884 _ RR     I, CL AP, C
Hyala vitrea (Montagu, 1803) _ RR X   CL VTC, VB
Aporrhais pespelecani (Linné, 1758)   FF X   I,CL, B DC, DE
Aporrhais sarsi Kobelt,
Aporrhais pliorara (Sacco, 1893) F X +    
1908
Xenophora crispa
Xenophora trinacria Fischer, 1879 FF X +    
(Koenig, 1825)
Calyptraea chinensis (Linné, 1758)   FF X   I, CL LRE
Capulus ungaricus (Linné, 1758)   R X   I, CL DC, DE, DL
Capulus sinuosus (Brocchi, 1814)   R   +    
Trivia arctica Solander
Trivia frigida Schilder, 1932 F X +    
in Humphrey, 1797
Erato voluta (Montagu, 1803)   RR X   CL DC!
Naticarius
Cochlis sulcooperculata (Ruggieri, 1949) stercusmuscarum FF X +    
(Gmelin, 1791)
Lunatia fusca Blainville,
Euspira helicina fusca (Blainville, 1825) F X   CL DC, VB
1825
3
Lunatia guillemini
Euspira macilenta (Philippi, 1844) F X   I, CL DC
(Payraudeau, 1826)
Galeodea echinophora (Linné, 1758)   R X   CL, B VTC
DC, DE,
Charonia lampas lampas (Linné, 1758) _ RR     I, CL
VTC
DC, DE,
Monoplex corrugatum (Lamarck, 1816)   R     I, CL
VTC
Ocinebrina nicolai
Ocinebrina helleri (Brusina, 1865) RR X   CL DC
Monterosato, 1884
Hadriania craticulata Bucquoy,
  RR X   CL DC, DE
Dautzenberg & Dollfus, 1882
Trophonopsis muricata (Montagu, 1803)   F X   CL DC, DE
Gabriele Macrì

Pagodula echinata (Kiener, 1840) _ RR X   CL, B DC, DE, VB


Gibberula philippi (Monterosato, 1878)   R     I AP e HP
Buccinum humphreysianum Bennett G.,
  R X   CL, B DE, DL
1824
Buccinum undatum Linnè, 1758 _ RR X   CL  
Nassarius gigantulus (Bellardi,1882) _ R X +    
Hinia prysmatica
Nassarius lima (Dillwyn,1817) FF X   CL, B DE
(Brocchi, 1814)
Nassarius musivus (Brocchi,1814)   RR   +    
Nassarius serraticosta (Bronn, 1831) _ RR X +    
Tritia mutabilis (Linné, 1758) _ RR X   I SFBC!
Mitrella subulata
Mitrella gervillii (Payraudeau, 1826) R     I, CL AP, HP
(Brocchi, 1814)
Fusinus rostratus (Olivi, 1792)   FF X   I, CL LRE
Fusinus rudis (Philippi, 1844)   RR X +    
Clathurella gracilis (Montagu, 1803)   R X   CL C
Raphitoma echinata (Brocchi, 1814)   RR X   I, CL HP, C
Raphitoma volutella (Kiener, 1839 ex
_ RR   +    
Valenciennes ms.)
Daphnella stria (Calcara,1839)   RR   +    
Taranis alexandrina
Taranis moerchi (Malm, 1863) R X   CL, B VTC, VB
Sturany, 1896
Sorgenfreispira scalariforme (Brugnone, Bela brachystoma
FF X +    
1862) (Philippi, 1844)
Bela turgida (Forbes in
Bela zenetouae (Van Aartsen, 1988) RR        
Reeve, 1844)
Turriclavus harpula (Brocchi, 1814) _ RR   +    
Heliacus fallaciosus (Tiberi, 1872)   R X   CL DC, DE, DL
Odostomia acuta Jeffreys, 1848 _ RR     CL DE, VTC
Odostomia eulimoides Hanley, 1844 _ RR     I, CL DC, VTC
Odostomia turrita Hanley, 1844 _ R        
Megastomia conoidea (Brocchi, 1814)   RR X   I,CL, B DE
Ondina dilucida (Monterosato, 1884) _ RR     I, CL  
Parthenina dollfusi (Kobelt, 1903) _ RR X   CL, B  
Parthenina indistincta (Montagu, 1808) _ RR     I, CL DC
Parthenina juliae (De Folin, 1872) _ RR        
Tragula fenestrata (Jeffreys, 1848)   RR X   I, CL DC
Turbonilla cfr. acuta (Donovan, 1804) _ RR X   I, CL  
Turbonilla cfr. hamata Nordsieck F.,
_ RR     I, CL  
1972
Turbonilla lactea (Linné, 1758)   RR X   I, CL SFBC
Pyrgiscus rufus (Philippi, 1836)   F X   I, CL PE *
Eulimella cossignaniorum Van Aartsen,
_ RR     I, CL  
1994
Acteon tornatilis (Linné, 1758)   RR X   I, CL SFBC
Cylichnina subcylindrica
Retusa nitidula (Lovén, 1846) F     CL DC, DE
(Brown, 1844)
4 Retusa truncatula (Bruguière, 1792) _   X      
Hermania scabra (Müller, 1784)   RR X   I, CL C, DC, DE
Scaphander lignarius (Linné, 1758)   F X   CL, B VTC, DE, VB
Roxania utriculus (Brocchi, 1814)   RR     I, CL  
Limacina retroversa (Fleming, 1823) _ RR        
BIVALVIA            
Nucula nitidosa Winckworth, 1930   FF     CL DC, DE
Nucula nucleus (Linné, 1758)   FF     I, CL VTC
Nucula placentina Lamarck 1819   FF X +    
DC, DE, DL,
Nucula sulcata Bronn, 1831   R X   CL, B
VTC,
Ennucula decipiens (Philippi, 1844) _ RR        

Secondo contributo alla conoscenza della malacofauna di Cava Signorella (Lecce)


Nuculana commutata (Philippi, 1844)   FF X   CL DE, DL
Yoldiella philippiana (Nyst, 1845) _ FF X   CL DE, DL
Arca tetragona Poli, 1795   R X   I, CL DC
Anadara diluvii
Anadara cfr. gibbosa (Reeve, 1844) R     CL DL
Lamarck 1805
Bathyarca pectunculoides (Scacchi, 1834)   F X   CL, B VB
Limopsis merklini Glibert &
_ RR X + CL, B  
van De Poel, 1965
Limopsis minuta (Philippi, 1836) _ RR     B VB!
Musculus costulatus (Risso, 1826) _ RR X   I AP, HP
Gibbomodiola cfr. adriatica (Lamarck,
_ RR     CL DC, DE
1819)
Arcoperna sericea (Bronn, 1831) _ RR   +    
Modiolula phaseolina (Philippi, 1844) _ RR     CL DC!
Pinna sp.   R        
Pteria hirundo (Linné, 1758)   RR     CL VTC
Similipecten similis (Laskey, 1811)   F X   CL DC, DE, DL
Pecten jacobeus (Linné, 1758)   F X   CL DC
Aequipecten opercularis (Linné, 1758)   FF X   I, CL DC
Mimachlamys varia (Linné, 1758)   RR X   I, CL AP, DC, DL
Palliolum incomparabile (Risso, 1826)   RR X   CL DC!
Pseudamussium
Pseudamussium peslutrae (Linné, 1771) F X   CL, B VTC, VB
inflexum (Poli, 1795)
Talochlamys multistriata (Poli, 1795)   RR X   I, CL LRE
Anomia ephippium (Linné, 1758)   RR X   I, CL AP, DC
Isomonia orbiculata (Brocchi, 1814)   F   +    
Heteranomia squamula (Linné, 1758) _ F X   I, CL LRE
Pododesmus patelliformis (Linné, 1758)   R     I, CL C
Limaria tuberculata (Olivi, 1792)   RR     I AP, HP
Limatula gwyni (Sykes, 1903)   RR X   CL DC
Neopycnodonte cochlear (Poli, 1795)   F X   CL C, DC
SGCF, DC,
Myrtea spinifera (Montagu, 1803)   R X   CL
PE *
Lucinoma borealis (Linné, 1758)   F X   CL, B PE *
Anodontia fragilis (Philippi, 1836)   F X   I, CL SFBC, DE
Thyasira biplicata (Philippi, 1836)   FF X   CL, B VTC, DE
Thyasira granulosa (Monterosato, 1874
_ R     CL, B DE, VTC, VB
ex Jeffreys ms.)
Leptaxinus incrassatus
Thyasira succisa (Jeffreys, 1876) R     CL, B DE, VB
(Jeffreys, 1876)
Lepton squamosum (Montagu, 1803) _ F     I, CL DC, DL
Montacuta substriata (Montagu, 1808) _ R X   CL DC, C
VTC/VP/
Kurtiella bidentata (Montagu, 1803) _ R X   CL
SFBC
Glans intermedia
Centrocardita aculeata (Poli, 1795) F X   I, CL DC
(Brocchi, 1814)
Astarte fusca (Poli, 1795)   R     I, CL SGCF, DE *
5
Gonilia calliglypta (Dall, 1903) _ RR     I, CL SGCF
Acanthocardia deshayesii (Payraudeau,
_ F X   CL DC!
1826)
Acanthocardia echinata (Linné, 1758)   FF X   I, CL DC, DE, DL
Acanthocardia paucicostata (Sowerby G.B.
  F     I, CL, B VTC
II, 1841)
Parvicardium minimum (Philippi, 1836) _ R     CL VTC
Papillicardium
Papillicardium aradasi (Crema, 1903) F X   I, CL DC
papillosum (Poli, 1795)
Laevicardium crassum
Laevicardium oblongum (Gmelin, 1791) F X   CL DC!
(Gmelin, 1791)
Lutraria lutraria
Gabriele Macrì

Lutraria angustior Philippi, 1844 RR     I, CL SGCF


(Linné, 1758)
Spisula subtruncatula (Da Costa, 1778)   F X   I SFBC!
Ensis ensis (Linné, 1758)   R     I SFBC
Arcopella balaustina (Linné, 1758) _ RR     I, CL DC
Macoma obliqua (J. Sowerby, 1817) _ F   +    
Macomopsis elliptica (Brocchi, 1814)   R   +    
Oudardia compressa Brocchi, 1814   RR     I, CL  
Serratina serrata Brocchi, 1814   F X   CL DE!
Gari fervensis (Gmelin, 1791)   R     CL DC!
Abra alba (Wood W., 1802)   FF X   I LEE
Abra longicallus (Scacchi, 1834) _ F X   CL, B VTC, VB
Abra nitida (Müller O.F., 1776) _ F     I, CL, B DE, VTC, VB
Abra prismatica (Montagu, 1808) _ FF X   CL DC!
Azorinus chamasolen (Da Costa, 1778)   F X   I, CL DC, DE
Solecurtus scopula
Solecurtus candidus (Brocchi, 1814) R     I, CL PE *
(Turton, 1822)
Arctica islandica (Linné, 1767)   F X   I, CL DE, DL
Glossus humanus (Linné, 1758)   F X   CL SFBC
Venus casina Linné, 1758   R     I, CL SGCF
Chamelea gallina
C, DE, VTC,
Venus nux Gmelin, 1791 striatula (Da Costa, F X   I, CL, B
VB
1778)
Globivenus effossa (Philippi, 1836 ex
  RR     CL C, DC
Bivona ms.)
Clausinella brongniartii (Payraudeau,
_ RR     CL SGCF
1826)
Timoclea ovata (Pennant, 1777)   F X   I, CL LRE
Pitar rudis mediterranea
Pitar mediterranea (Dautzenberg, 1891) RR     CL DC, DL
(Tiberi, 1855)
Pitar rudis mediterranea
Pitar rudis (Poli, 1795) R X   CL DC, DL
(Tiberi, 1855)
Polititapes rhomboides (Pennant, 1777)   F X   I, CL SGCF!
Dosinia lupinus (Linné, 1758)   F X   I, CL LRE
Mya truncata Linnè, 1758 _ FF X   CL cfr. SGCF
SGCF, DL,
Corbula gibba (Olivi, 1792)   FF X   I, CL
PE *
Hiatella arctica (Linné, 1767)   F X   I, CL LRE
Hiatella rugosa (Linné, 1767)   R X   I, CL C
Saxicavella jeffreysi Winckworth, 1930 _ RR     I, CL DC, DE, DL
Teredinidae sp.   F        
Thracia convexa (Wood W., 1815)   F     CL VTC!
Thracia pubescens (Pulteney, 1799)   F X   CL DE
Pandora pinna (Montagu, 1803) _ RR X   CL DC!
Cuspidaria cuspidata (Olivi, 1792) _ RR X   CL, B DL, VB
SCAPHOPODA            
Antalis inaequicostatum Dautzenberg,
  F     CL DC
1891
6
Antalis vulgaris Da Costa, 1778   RR     I, CL SGCF!
Fissidentalium rectum (Gmelin, 1790)   FF X +    

Tab. 1. Elenco delle specie di molluschi ritrovate a Cava Signorella.


Legenda: Frequenza relativa: RR= molto raro, 1-3 es.; R = raro, 4-20 es.; F = frequente, 21-200 es.; FF = molto frequente, > 200 es. Piano batimetrico:
I = infralitorale, 0-40 m; CL = circalitorale, 40-200 m; B = batiale, 200-2000 m. Biocenosi: AP = alghe fotofile; C = coralligeno; DC = detritico costie-
ro; DE = detritico fangoso; DL = detritico del largo; HP = prateria di Posidonia; LEE = lagune eurialine ed euriterme; LRE = larga ripartizione ecologica;
PE = popolamenti eterogenei; SFBC = sabbie fini ben classate; SGCF = sabbie grossolane e ghiaie fini soggette a correnti di fondo; VB = fanghi ba-
tiali; VTC = fanghi terrigeni costieri. * = specie indicatrice di instabilità sedimentaria. ! = specie caratteristica esclusiva.
Tab. 1. List of the mollusks species found in Signorella Quarry.
Table key: comparative abundance: RR = very rare, 1-3 specimens; R = rare, 4-20 sp.; F = common, 21-200 sp.; FF = very common, > 200 sp. Bathy-
metric range: I = infralittoral, 0-40 m; CL = circalittoral, 40-200 m; B = bathyal, 200-2.000 m. Biocenose: AP = photophilic algae; C = coralligenous
biocenose; DC = coastal detritic bottoms; DE = muddy detritic bottoms; DL = offshore detritic bottoms; HP = Posidonia meadows; LEE = euryhaline

Secondo contributo alla conoscenza della malacofauna di Cava Signorella (Lecce)


& eurythermal lagoons; LRE = wide ecological distribution; PE = heterogeneus communities; SFBC = fine, well-sorted sands; SGCF = sands & gravels
under bottom currents; VB = bathyal muds; VTC = coastal terrigenous muds. * = species indicating sedimentary instability. ! = exclusive characteristic
species.

Specie Piano batimetrico Biocenosi


Specie a più alta frequenza ritrovate solo a Cava Lustrelle:    
Cylichna cylindracea (Pennant, 1777) I SFBC, AP
Retusa minutissima (Monterosato, 1878)    
Cylichnina umbilicata (Montagu, 1803) I, CL SFS
Specie a più alta frequenza ritrovate solo a Cava Signorella:    
Retusa nitidula (Lovén, 1846) CL DC, DE
Nucula nitidosa Winckworth, 1930 I, CL DC, DE
Nucula nucleus (Linné, 1758) I, CL VTC
Isomonia orbiculata (Brocchi, 1814) +    
Acanthocardia paucicostata (Sowerby G.B. II, 1841) I, CL, B VTC
Macoma obliqua (J. Sowerby, 1817) +    
Abra nitida (Müller O.F., 1776) I, CL, B DE, VTC, VB
Thracia convexa (Wood W., 1815) I, CL VTC!
Antalis inaequicostatum Dautzenberg, 1891 CL DC

Tab. 2. Elenco delle specie più frequenti non condivise tra Cava Signorella e Cava Lustrelle.
Tab. 2. List of the most common species not shared between Signorella Quarry and Lustrelle Quarry.

contrario, quelle di Cava Signorella appaiono tutte con-


grue con la collocazione dell’associazione nel piano cir-
calitorale in un sedimento detritico a più o meno elevata
componente pelitica propria del giacimento. Se questa
apparente maggior chiusura agli apporti esterni del gi-
acimento di Cava Signorella sia dovuta a batimetria più
profonda, a localizzazione geografica più distante dalla
linea di costa, a differenti parametri fisico-dinamici am-
bientali o a diverso livello cronostratigrafico, ci risulta
difficile asserirlo con i dati attualmente disponibili.
Un’altra differenza che emerge dal confronto delle due
checklist è il più alto contributo offerto da Cava Signo-
rella in termini di numero di specie estinte (il 13,6%
contro il 7%), ma per giustificarla saremmo dell’opin-
Fig. 2. Particolare di un campione con elevata presenza di Ditrupa cor- ione di attribuirla a differenti metodiche di raccolta
nea. piuttosto che a reali differenze nella composizione
Fig. 2. Close-up of a high-density Ditrupa cornea sample. faunistica.

Lustrelle indicano piani più superficiali e biocenosi al-


quanto differenti da quelle che sono risultate determi- Sistematica
nanti nella ricostruzione ambientale del giacimento
stesso (Brunetti M., 2011), rappresentando probabil- Riportiamo di seguito alcuni commenti su specie che,
mente degli apporti alloctoni, sia pur non accidentali. Al per gli scarsi riferimenti in letteratura o per una trav- 7
agliata attribuzione sistematica, meritano un cenno par- Cerulli Irelli (1912) riconosce in T. biplicata (Bronn, 1831)
ticolare. la forma attualmente vivente chiamata da molti autori
triplicata (AA., non Brocchi, 1814) e la pone in sinonimia
Gibbula filiformis (de Rayneval, con T. duplicata (AA., non Linnè, 1758). Individua inoltre
Van den Hecke & Ponzi, 1854) negli esemplari determinati come T. incrassata Sowerby
(Fig. 3 J, K) e T. Sandrii n. sp. dal De Franchis (1894) i caratteri di T.
biplicata.
Trochus filiformis - de Rayneval, Van den Hecke & Ponzi, 1854: Tuttavia T. biplicata non è la specie oggi vivente, e si es-
18. tingue nel Pleistocene Inferiore; per la forma attuale al-
Gibbula filiformis - Cerulli-Irelli, 1916: 181; tav. XX, figg. 33, 35; cuni autori (Borghi & Vecchi, 2005) suggeriscono l’ipot-
Tav. XXI, figg. 1-5. esi di una sottospecie allocrona rispetto alla forma
Gibbula filiformis - Borghi & Vecchi, 2001; 21; tav. II, figg. 3-4. plio-pleistocenica T. incrassata biplicata (Bronn, 1831): T.
Gabriele Macrì

Gibbula filiformis - Forli et al., 2014: 72, fig. 6c-d.


incrassata turbona Monterosato, 1877.
Il confronto tra gli esemplari di Cava Signorella e al-
È una specie citata molto raramente; le segnalazioni cune popolazioni attuali [Capo d’Otranto (Lecce), No-
reperibili in letteratura sono le seguenti: vaglie (Lecce), Tarquinia (Viterbo)] ha permesso di sta-
Pliocene del torrente Arda (Borghi & Vecchi, 2001). bilire che gli esemplari fossili ritrovati a Cava Signorella
? Cipro (Turner, 1971). sono conspecifici con le popolazioni viventi di T. turbo-
Plio-Pleistocene del torrente Stirone in Italia (Borghi & na. Riteniamo inoltre che T. incrassata e T. turbona siano
Vecchi, 2001). specie separate sulla base di un carattere altamente sig-
? Nestos in Grecia (Stournaras & Marcopoulou-Diacan- nificativo quale la forma del seno (Fig. 3 P, Q). Il seno di
toni, 1985). T. turbona presenta due lievi ma ben evidenti curvature
Pleistocene di Monte Mario (De Rayneval et al., 1854; inverse, una adapicale e una abapicale, mentre in T. in-
Cerulli-Irelli, 1916). crassata e T. biplicata il seno è più o meno uniforme-
Le segnalazioni per Cipro e Grecia non sono corredate mente arrotondato in un solo senso (Borghi & Vecchi,
da alcuna iconografia nè commento sul materiale citato. 2005); nessuna forma intermedia si è mai evidenziata
Gli esemplari ritrovati a Cava Signorella, benchè integ- nel materiale esaminato.
ri, mostrano una superficie molto erosa, e per larghi
tratti ridotta al solo ipostraco madreperlaceo: la fine Aporrhais pliorara (Sacco, 1893)
striatura spirale, caratteristica della specie, è visibile so-
lo su piccole porzioni della superficie, ma la forma gen- Chenopus serresiana ? var. pliorara - Sacco, 1893: 26; tav. 2, fig.
erale del nicchio, la sua ornamentazione e la confor- 27.
mazione dell’ombelico non lasciano dubbi sull’attribuz- Aporrhais sarsi - Settepassi, 1971: XXI (272), tav. 11, fig. 13-22;
ione specifica. tav. 12, figg. 23-24.
Aporrhais sarsi - Macrì, 1983: 112; tav. 2, fig. 4.
Aporrhais serresiana pliorara - Tabanelli &, Segurini 1994: 9; tav.
Turritella turbona Monterosato, 1877
1, figg. 1-2.
(Fig. 3 P,Q)
Aporrhais aff. serresiana - Brunetti M., 2011: 25, figg. 1-4.
Aporrhais pliorara - Brunetti M. & Forli, 2013: 199, figg. 60-66.
Turritella turbona - Monterosato, 1877: 420.
Turritella incrassata - De Franchis, 1894: 172; tav. II, figg. 12-14.
Nella precedente checklist gli esemplari di questa spe-
Turritella Sandrii - De Franchis, 1894: 175; tav. II, fig. 15.
Turritella turbona - De Franchis, 1894: 177; tav. II, figg. 18, 19. cie, affine ad A. serresianus (Michaud, 1828), erano stati
Turritella biplicata - Cerulli Irelli, 1912: 161; tav. XXIV, figg. 40- determinati come A. sarsi Kobelt, 1908 sulla base di car-
45. atteristiche quali, principalmente, lo sviluppo del piano
Turritella incrassata - Macrì, 1983: 110; tav. I, figg. 14-16. interdigitale e la forma e l’ornamentazione della spira.

Fig. 3. Malacofauna di Cava Signorella (Lecce). A, B, C. Leptochiton serenae Dell’Angelo, Piccioli Resta & Bonfitto, 2007, 4,8 mm. D, E. Tectura vir-
ginea (Müller O.F., 1776), 3,5 mm. F. Emarginula cfr. octaviana Coen, 1939, 3,3 mm. G. Diodora italica (Defrance, 1820), 33 mm. H, I. Gibbula ardens
(Von Salis, 1793), 5,9 mm. J, K. Gibbula filiformis (De Rayneval, Van den Hecke & Ponzi, 1854), 28,4 mm. L. Jujubinus striatus striatus (Linné, 1758),
2,4 mm. M. Tricolia miniata (Monterosato, 1884), 2,2 mm. N. Cerithidium submamillatum (De Rayneval & Ponzi, 1854), 3,6 mm. O. Cerithiopsis
barleei (Jeffreys, 1867), 2,9 mm. P. Turritella turbona Monterosato, 1877, esemplare fossile di Cava Signorella. Q. Turritella turbona Monterosato,
1877, esemplare attuale di Capo d’Otranto. R. Epitonium commune (Lamarck, 1822), 12,6 mm. S, T. Melanella lubrica (Monterosato, 1890), 4,9 mm.
U. Rissoa parva (Da Costa, 1778), 2,7 mm. V. Pusillina lineolata (Michaud, 1832), 2,6 mm. W. Pusillina marginata (Michaud, 1832), 2,7 mm. X. Set-
ia turriculata Monterosato, 1884, 1,3 mm. Y. Hyala vitrea (Montagu, 1803), 2,4 mm.
Fig. 3. Molluscan fauna of Signorella Quarry (Lecce, Italy). A, B, C. Leptochiton serenae Dell’Angelo, Piccioli Resta & Bonfitto, 2007, 4,8 mm. D, E.
Tectura virginea (Müller O.F., 1776), 3,5 mm. F. Emarginula cfr. octaviana Coen, 1939, 3,3 mm. G. Diodora italica (Defrance, 1820), 33 mm. H, I.
Gibbula ardens (Von Salis, 1793), 5,9 mm. J, K. Gibbula filiformis (De Rayneval, Van den Hecke & Ponzi, 1854), 28,4 mm. L. Jujubinus striatus striatus
(Linné, 1758), 2,4 mm. M. Tricolia miniata (Monterosato, 1884), 2,2 mm. N. Cerithidium submamillatum (De Rayneval & Ponzi, 1854), 3,6 mm. O.
Cerithiopsis barleei (Jeffreys, 1867), 2,9 mm. P. Turritella turbona Monterosato, 1877, fossil specimen from Signorella Cave. Q. Turritella turbona
Monterosato, 1877, actual specimen from Cape Otranto. R. Epitonium commune (Lamarck, 1822), 12,6 mm. S, T. Melanella lubrica (Monterosato,
1890), 4,9 mm. U. Rissoa parva (Da Costa, 1778), 2,7 mm. V. Pusillina lineolata (Michaud, 1832), 2,6 mm. W. Pusillina marginata (Michaud, 1832),
8 2,7 mm. X. Setia turriculata Monterosato, 1884, 1,3 mm. Y. Hyala vitrea (Montagu, 1803), 2,4 mm.
Secondo contributo alla conoscenza della malacofauna di Cava Signorella (Lecce)

9
L’entità descritta come A. sarsi vive tuttora nel Mare del ? Natica millepunctata - De Franchis, 1894: 189.
Nord, mostra dei caratteri che in effetti richiamano Natica raropunctata var. sulcooperculata - Ruggieri, 1949: 78; tav.
quelli della popolazione di Cava Signorella, ma che 1, fig. 3.
sono stati riconosciuti ricadere in pieno range di varia- Naticarius millepunctatus - Macrì, 1983, tab. 1; tav. II, fig. 14.
Naticarius tigrinus - Menesini & Ragaini, 1985: 225; tav. 3, figg.
bilità di A. serresianus (Bouchet & Warén, 1993).
5-7.
Brunetti & Forli (2013) riconoscono negli esemplari di Cochlis raropunctata var. sulcooperculata - Pedriali & Robba,
Cava Lustrelle e Cava Signorella la var. pliorara descritta 2005: 166, fig. 15.
da Sacco (1893) per A. serresianus e la elevano a specie Naticarius ? aff. sulcooperculatus - Brunetti M. & Vecchi, 2016:
sulla base della peculiarità dei suoi caratteri. 108; tav. 12, fig. b.

Xenophora trinacria Fischer, 1879 Criteri attualistici avevano suggerito la determinazione


degli esemplari provenenti da Cava Signorella come
Gabriele Macrì

Xenophora trinacria - Fischer, 1879: p. 210, tav. 19.


Xenophora trinacria - De Franchis, 1894: 184; tav. III, figg. 4a, Naticarius stercusmuscarum (Gmelin, 1791). Il rinveni-
4b, 5. mento di un ulteriore esemplare provvisto di opercolo
Xenophora crispa - Macrì, 1983: 115; tav. II, figg. 10, 11. in situ consente ora di correggere la determinazione: le
Xenophora trinacria - Mariottini et al., 2007: 4; figg. 9a-19c, caratteristiche dell’opercolo richiamano quelle descritte
35a-36c. da Ruggieri (1949) per la “varietà” sulcooperculata di
Xenophora trinacria - Brunetti M. & Vecchi, 2016: 83; tav. 6, fig. Cochlis raropunctata (Sasso, 1827), in particolare per la
a, b. larghezza del solco interno, per la finezza delle due
creste che diventano quasi taglienti e talora dentellate, e
Il De Franchis (1894) individua nella specie ritrovata nel per la comparsa di creste accessorie all’interno dei sol-
territorio di Cutrofiano i caratteri di X. trinacria Fischer, chi intercrestali. Secondo lo stesso Ruggieri (1949),
1879, ritenendoli differenti da quelli che caratterizzano questo tipo di opercolo comincia a diffondersi nel Plio-
X. crispa (König, 1825) (che lui reputa più corretto chia- cene ma nel Calabriano sostituisce quasi completamente
mare X. commutata Fischer, 1879, accettando in toto le la forma pliocenica, rappresentando quindi un’entità di
convinzioni di quest’ultimo, che sostiene che “l’espèce particolare interesse stratigrafico; opinione, questa, con-
n’est pas décrite, son gisement est faux, et l’on ne peut savoir divisa da diversi autori (Pedriali & Robba, 2005). Ci
si la figure représente une coquille éocène, miocène ou pli- sembra quindi opportuno, sia pur come ipotesi di lav-
ocène”); inoltre definisce X. crispa/commutata una specie oro, considerare sulcooperculata come specie a sè stante.
pliocenica, X. trinacria una specie postpliocenica, e X. Tutti gli altri esemplari raccolti precedentemente pos-
mediterranea Tiberi, 1863 la forma attualmente vivente. sono essere attribuiti anch’essi a questa specie sulla
L’ambiguità della frase a pag. 188 “rappresentata attual- base, oltre che della morfologia conchigliare, anche
mente nel Mediterraneo dalla X. mediterranea, Tiberi” non delle dimensioni della protoconca, nettamente inferiori
vuole porre alcuna sinonimia: il De Franchis (1894) nel- a quelle rilevabili nel N. stercusmuscarum tuttora vivente
la pagina successiva è molto chiaro, definendo X. trina- (Pedriali & Robba, 2005).
cria una “specie estinta” e limitandola al postpliocene del
bacino mediterraneo. Sorgenfreispira scalariforme (Brugnone, 1862)
Una revisione delle Xenophoridae del bacino mediter-
raneo effettuata su base morfologica e morfometrica Pleurotoma scalariforme - Brugnone, 1862: 23-24; tav. 1, fig. 16.
(Mariottini et al., 2007) ha confermato la validità delle Bela brachystoma - Macrì, 1983: 116; tav. III, fig. 15.
specie crispa, trinacria e mediterranea, ribadendone i car- Bela scalariformis - Cavallo & Repetto, 1992: 140, fig. 378.
atteri discriminanti e la distribuzione geocronologica. Bela scalariforme - Della Bella et al., 2015: 20, figg. 53-60.

Cochlis sulcooperculata (Ruggieri, 1949) Il ritrovamento del materiale tipico di P. scalariforme


(Fig. 4 A) all’interno della Collezione Monterosato ha consentito

Fig. 4. Malacofauna di Cava Signorella (Lecce). A. Cochlis sulcooperculata (Ruggieri, 1949), 23,4 mm. B. Charonia lampas lampas (Linné, 1758), 79
mm. C. Pagodula echinata (Kiener, 1840), 16,9 mm. D. Buccinum undatum Linnè, 1758, 40,5 mm. E, F. Nassarius gigantulus (Bellardi, 1882), 24,2
mm. G. Tritia mutabilis (Linné, 1758), 27,1 mm. H. Nassarius lima (Dillwyn, 1817), esemplare teratologico, 26 mm. I. Nassarius serraticosta (Bronn,
1831), 6,5 mm. J, K. Raphitoma volutella (Kiener, 1839 ex Valenciennes ms.), 31,2 mm. L, M. Turriclavus harpula (Brocchi, 1814), 23 mm. N. Odos-
tomia acuta Jeffreys, 1848, 2,8 mm. O. Odostomia eulimoides Hanley, 1844, 2,6 mm. P. Odostomia turrita Hanley, 1844, 1,4 mm. Q. Ondina diluci-
da (Monterosato, 1884), 3 mm. R. Parthenina juliae (De Folin, 1872), 1,2 mm. S. Parthenina indistincta (Montagu, 1808), 1,4 mm. T. Parthenina
dollfusi (Kobelt, 1903), 2,3 mm. U. Turbonilla cfr. acuta (Donovan, 1804), 3,4 mm. V. Turbonilla cfr. hamata Nordsieck F., 1972, 1,8 mm. W. Eulimel-
la cossignaniorum Van Aartsen, 1994, 3,8 mm. X. Limacina retroversa (Fleming, 1823), 2 mm. Y, YY. Ennucula decipiens (Philippi, 1844), 5,7 mm.
Z, ZZ. Yoldiella philippiana (Nyst, 1845), 4,3 mm.
Fig. 4. Molluscan fauna of Signorella Quarry (Lecce, Italy). A. Cochlis sulcooperculata (Ruggieri, 1949), 23,4 mm. B. Charonia lampas lampas (Linné,
1758), 79,5 mm. C. Pagodula echinata (Kiener, 1840), 16,9 mm. D. Buccinum undatum Linnè, 1758, 40,5 mm. E, F. Nassarius gigantulus (Bellardi,
1882), 24,2 mm. G. Tritia mutabilis (Linné, 1758), 27,1 mm. H. Nassarius lima (Dillwyn, 1817), freak specimen, 26 mm. I. Nassarius serraticosta
(Bronn, 1831), 6,5 mm. J, K. Raphitoma volutella (Kiener, 1839 ex Valenciennes ms.), 31,2 mm. L, M. Turriclavus harpula (Brocchi, 1814), 23 mm. N.
Odostomia acuta Jeffreys, 1848, 2,8 mm. O. Odostomia eulimoides Hanley, 1844, 2,6 mm. P. Odostomia turrita Hanley, 1844, 1,4 mm. Q. Ondina
dilucida (Monterosato, 1884), 3 mm. R. Parthenina juliae (De Folin, 1872), 1,2 mm. S. Parthenina indistincta (Montagu, 1808), 1,4 mm. T. Parthenina
dollfusi (Kobelt, 1903), 2,3 mm. U. Turbonilla cfr. acuta (Donovan, 1804), 3,4 mm. V. Turbonilla cfr. hamata Nordsieck F., 1972, 1,8 mm. W. Eulimel-
la cossignaniorum Van Aartsen, 1994, 3,8 mm. X. Limacina retroversa (Fleming, 1823), 2 mm. Y, YY. Ennucula decipiens (Philippi, 1844), 5,7 mm.
10 Z, ZZ. Yoldiella philippiana (Nyst, 1845), 4,3 mm.
11
Secondo contributo alla conoscenza della malacofauna di Cava Signorella (Lecce)
(Della Bella et al., 2015) di accertare l’identità della spe- Nel precedente lavoro questa specie era stata determi-
cie e di ribadire le differenze rispetto all’affine brachysto- nata come A. diluvii (Lamarck, 1805), considerandola
ma (Philippi, 1844). Sulla base di queste acquisizioni si- conspecifica con la vivente A. gibbosa (Reeve, 1844). Tale
amo in grado di attribuire alla specie scalariforme gli es- punto di vista era il medesimo che il De Franchis (1894)
emplari precedentemente determinati come brachysto- aveva espresso per le poche valve ritrovate nelle sabbie
ma; inoltre, recepiamo la proposta di ascrivere l’intero argillose di Cutrofiano.
complesso brachystoma al genere Sorgenfreispira Moroni, Tuttavia, la specie lamarckiana – descritta come fossile del
1979 (Mariottini et al., 2015). Miocene medio francese – è differente dalla A. gibbosa tut-
tora vivente (Oliver & Cosel, 1993), presentando un mag-
Bela zenetouae (van Aartsen, 1988) gior numero di coste radiali (30-33) e una forma meno
rigonfia e più equilaterale. Risulta evidente che gli esem-
Bela turgida - Macrì, 1983: tav. III, fig. 16. plari di Cava Signorella appartengono ad altra specie.
Gabriele Macrì

Fehria zenetouae - Van Aartsen, 1988b: 30, fig. 4. Nell’elenco della malacofauna rinvenuta a Cava
Bela zenetouae - Mariottini et al., 2009: 4; figs. 9-16, 27 Lustrelle (Brunetti M., 2011) compare la segnalazione da
parte di G. Resta Piccioli della specie Anadara darwini
L’identità di B. turgida (Reeve, 1844 ex Forbes ms.) viene (Mayer, 1868), che non era presente nel campione studi-
messa in discussione daVan Aartsen (1988b), che con- ato dall’autore; A. darwini, secondo Harzhauser et al.
sidera la descrizione originale insufficiente a caratteriz- (2013), sarebbe da considerare sinonimo iuniore di A.
zare la specie e di conseguenza ne afferma il valore di firmata (Mayer, 1868), nell’ipotesi che A. darwini sia stata
nomen nudum. In un differente lavoro (Van Aartsen, descritta su esemplari subadulti della medesima specie.
1988a) individua come viventi nel Mediterraneo due Le valve in nostro possesso, però, non presentano nes-
sibling species separabili sulla base della sola morfologia suno dei caratteri tipici di A. darwini, salvo una spiccata
della protoconca: Bela menkhorsti n. sp. (= turgida) a svi- inequilateralità. In particolare, le coste sono in numero
luppo planctotrofico e Fehria zenetouae n. sp. a sviluppo di 28, a sezione arrotondata, piuttosto distanziate le une
lecitotrofico. dalle altre, caratteri diagnostici condivisi con A. gibbosa;
A queste si deve aggiungere una terza specie, B. trina- A. darwini, invece, è caratterizzata da un numero gen-
cria Mariottini & Smriglio, 2009, descritta per il Pliocene eralmente maggiore di coste (da 30 a 33), che sono più
di Altavilla (Palermo) e caratterizzata da una protocon- ravvicinate e appiattite.
ca multispirale di dimensioni superiori e con un nume- Un confronto morfometrico della popolazione di Cava
ro maggiore di giri rispetto a B. menkhorsti (Mariottini et Signorella con una popolazione attuale di Chioggia
al., 2009). (Venezia) (Tab. 3) ha evidenziato valori piuttosto simili
I pochi esemplari rinvenuti a Cava Signorella mostrano sia per l’allungamento sia per il rigonfiamento della
una protoconca di tipo lecitotrofico, consentendo quin- conchiglia. L’unica differenza emersa è un valore medio
di l’assegnazione a Bela zenetouae. dell’inequilateralità degli esemplari di Cava Signorella
che si è rivelato di gran lunga superiore rispetto a quel-
Anadara cfr. gibbosa (Reeve, 1844) lo registrato nella popolazione attuale. Pur riconoscen-
do che nessuna trattazione statistica può avere valore
non Arca diluvii - Lamarck, 1805: 219.
con campioni numericamente così ridotti, va notato co-
Arca gibbosa - Reeve, 1844: tav. IV, fig. 20.
munque che esistono in entrambe le popolazioni esem-
Arca Polii - Mayer, 1868: 23, 75.
Arca diluvii - De Franchis, 1894: 50.
plari che raggiungono lo stesso, elevato, valore di in-
Anadara ? gibbosa - Stevenson, 1972: 198. equilateralità (2,50), creando un’area di sovrapposizione
Anadara polii - Oliver & Cosel, 1993: 334-339; fig. 30, map 4; anche per questo parametro. Riteniamo quindi che gli
tav. V, figg. 1-9. esemplari di Cava Signorella abbiano una certa affinità
Anadara (Diluvarca) gibbosa - Huber, 2010: 140, 571. con l’attuale A. gibbosa.

Fig. 5. Malacofauna di Cava Signorella (Lecce). A, B. Limopsis merklini Glibert & van De Poel, 1965, 3,5 mm. C, D. Limopsis minuta (Philippi, 1836),
5,7 mm. E. Musculus costulatus (Risso, 1826), 2,7 mm. F. Gibbomodiola cfr. adriatica (Lamarck, 1819), 46,3 mm. G, H. Modiolula phaseolina (Philip-
pi, 1844), 2,9 mm. I. Arcoperna sericea (Bronn, 1831), 24,2 mm. J. Heteranomia squamula (Linné, 1758), 2,7 mm. K, L. Thyasira granulosa (Monter-
osato, 1874 ex Jeffreys ms.), 7,3 mm. M, N. Lepton squamosum (Montagu, 1803), 1,8 mm. O, P. Montacuta substriata (Montagu, 1808), 2,6 mm.
Q, R. Kurtiella bidentata (Montagu, 1803), 3 mm. S. Gonilia calliglypta (Dall, 1903), 1,9 mm. T. Parvicardium minimum (Philippi, 1836), 5,2 mm. U.
Acanthocardia deshayesii (Payraudeau, 1826), 47 mm. V. Arcopella balaustina (Linné, 1758), 21,2 mm. W, WW. Macoma obliqua (J. Sowerby, 1817),
22,9 mm. X, XX. Abra longicallus (Scacchi, 1834), 13 mm. Y, YY. Abra nitida (Müller O.F., 1776), 13,6 mm. Z, ZZ. Abra prismatica (Montagu, 1808),
12, 4 mm.
Fig. 5. Molluscan fauna of Signorella Quarry (Lecce, Italy). A, B. Limopsis merklini Glibert & van De Poel, 1965, 3,5 mm. C, D. Limopsis minuta (Philip-
pi, 1836), 5,7 mm. E. Musculus costulatus (Risso, 1826), 2,7 mm. F. Gibbomodiola cfr. adriatica (Lamarck, 1819), 46,3 mm. G, H. Modiolula phase-
olina (Philippi, 1844), 2,9 mm. I. Arcoperna sericea (Bronn, 1831), 24,2 mm. J. Heteranomia squamula (Linné, 1758), 2,7 mm. K, L. Thyasira granu-
losa (Monterosato, 1874 ex Jeffreys ms.), 7,3 mm. M, N. Lepton squamosum (Montagu, 1803), 1,8 mm. O, P. Montacuta substriata (Montagu, 1808),
2,6 mm. Q, R. Kurtiella bidentata (Montagu, 1803), 3 mm. S. Gonilia calliglypta (Dall, 1903), 1,9 mm. T. Parvicardium minimum (Philippi, 1836), 5,2
mm. U. Acanthocardia deshayesii (Payraudeau, 1826), 47 mm. V. Arcopella balaustina (Linné, 1758), 21,2 mm. W, WW. Macoma obliqua (J. Sow-
erby, 1817), 22,9 mm. X, XX. Abra longicallus (Scacchi, 1834), 13 mm. Y, YY. Abra nitida (Müller O.F., 1776), 13,6 mm. Z, ZZ. Abra prismatica
12 (Montagu, 1808), 12, 4 mm.
13
Secondo contributo alla conoscenza della malacofauna di Cava Signorella (Lecce)
Anadara cfr. gibbosa (Reeve, 1844) Anadara gibbosa (Reeve, 1844)
Popolazione di Cava Signorella Popolazione attuale di Chioggia

Allungamento medio L/H 1,56 (1,47-1,59 s = 0,08) 1,47 (1,25-1,63 s = 0,17)


Rigonfiamento medio D/L 0,39 (0,36-044 s = 0,04) 0,41 (0,35-0,44 s = 0,04)
Inequilateralità media P/A 2,33 (2,00-2,50 s = 0,29) 1,91 (1,42-2,50 s = 0,45)

Tab. 3. Media, limiti, deviazione standard dei parametri morfometrici delle due popolazioni di Anadara prese in considerazione.
Tab. 3. Average, limits, standard deviation of the morphological parameters used in two populations of Anadara.

Arcoperna sericea (Bronn, 1831) Papillicardium aradasi (Crema, 1903)


Gabriele Macrì

(Fig. 5 I)
Cardium obliquatum - Aradas, 1847: 244; tav. 3. fig. 2.
Modiola sericea - Bronn, 1831: 112; tav. VII [V], figg. 21-26. Cardium papillosum var. obliquatum - Monterosato, 1872: 24, 39.
Modiola sericea - Philippi, 1836: 71; tav. V, fig. 14. Cardium aradasi - Crema, 1903: 253, tav. III, figg. 2-3.
Modiolaria sericea - De Franchis, 1894: 47. Papillicardium obliquatum - Buccheri, 1970: 257.
Arcoperna sericea - Sacco, 1898: 43; Tav. XII, figg. 8, 9. Papillicardium papillosum obliquatum - Spada, Della Bella, 1990:
Modiolaria sericea - Cerulli-Irelli, 1907: 108; tav. VII, figg. 21-26. 394; tav. I, fig. e.
Modiolaria sericea - Buccheri, 1970: 241, 242. Papillicardium aradasii - Brunetti M., 2011: 24.
Arcoperna sericea - Corti et al., 2010: 198, fig. 5a-d.
I Papillicardium di Cava Signorella sono caratterizzati da
È una specie, come segnalato anche da Sacco (1898), grandi dimensioni, forma transversa e fortemente in-
caratterizzata da una grande estensione spazio-tempo- equilaterale, papille distribuite quasi esclusivamente
rale, comparendo nel Miocene, perdurando fino al sulla regione anteriore, ed una peculiare bisolcatura
Pleistocene inferiore, e diffondendosi in tutta Europa, delle costole radiali. Queste caratteristiche avevano por-
specie nel settentrione. A causa della sua fragilità è seg- tato Aradas (1847) a descrivere Cardium obliquatum per
nalata sporadicamente, ma gli esemplari ritrovati sono il Calabriano di Monte Pellegrino (Palermo), anche se il
spesso completi di entrambe le valve. Il De Franchis nome era pre-occupato da un’altra specie del Michelotti
(1894) segnala due reperti per le sabbie e le argille del (1839). Il fatto fu notato da Crema (1903), che ne suggerì
bacino di Galatina; Cava Signorella ha restituito due es- in sostituzione il nome Aradasi, ma la proposta restò let-
emplari completi, di cui uno quasi integro. tera morta per quasi tutta la comunità scientifica, fatti
salvi pochi Autori tra cui Brunetti M. (2011), che utilizza
Acanthocardia deshayesii (Payraudeau, 1826)
il binomio Papillicardium aradasii (Crema, 1903) per gli
(Fig. 5 U)
esemplari provenienti da Cava Lustrelle, e D’Abramo
(2012) che ne codifica le peculiarità e la distribuzione
Cardium deshayesii - Payraudeau, 1826: 56; tav. 1, fig. 53.
Cardium echinatum var. mucronata - Cerulli Irelli, 1908: 20; tav.
cronostratigrafica.
2, figg. 10-15.
Acanthocardia deshayesii - La Perna & D’Abramo, 2009:
676, figg. 1 H-I, 5 G-I. Conclusioni
Acanthocardia deshayesii - D’Abramo, 2012: 55-57: tav. 7,
fig. A-Q. Le ottime condizioni di conservazione dei fossili, l’ab-
bondanza del materiale e la presenza di specie rare o
Alcuni autori (Vidal, 2000; Huber, 2010) hanno interpre- a distribuzione cronostratigrafica limitata sono state
tato le forme deshayesi Payraudeau, 1826 e mucronata ancora una volta evidenziate dalla revisione del vec-
Poli, 1791 come morfi di un’unica specie estremamente chio materiale e dall’analisi del nuovo, ribadendo l’in-
variabile, Acanthocardia echinata (Linnè, 1758). Tuttavia, teresse di questo sito. Inoltre, sulla base di quanto
le più recenti revisioni effettuate all’interno della fami- emerge da questo secondo contributo, la malacofauna
glia Cardiidae (La Perna & D’Abramo, 2009; D’Abramo, di Cava Signorella sembra perfettamente comparabile
2012), pur confermando A. mucronata Poli, 1791 quale con quella di Cava Lustrelle, esprimendo i due siti
sinonimo iuniore di A. echinata (Linnè, 1758), hanno al- tutt’al più facies differenti della stessa unità di sedi-
tresì dimostrato in maniera esaustiva come Acanthocar- mentazione.
dia deshayesii (Payraudeau, 1826) rappresenti una specie La già citata eterogeneità del popolamento a molluschi
valida e da essa ben separata. Per la diagnosi differen- avrebbe meritato indagini più approfondite. In partico-
ziale tra A. echinata e A. deshayesii si rimanda a La Perna lare, riteniamo che un piano di campionamento su base
& D’Abramo (2009) e D’Abramo (2012). stratigrafica sarebbe stato pressocchè indispensabile
Nel materiale disponibile non ci è stato possibile indi- per una comprensione dei paleoambienti succedutisi in
viduare alcun esemplare riferibile ad A. lunulata (Seg- questa formazione, ma si tratta, come ampiamente
uenza, 1879), forma pur segnalata per il Pleistocene In- ribadito, di indagini non più eseguibili in questo sito.
14 feriore di Cutrofiano (La Perna & D’Abramo, 2009). Si sta quindi valutando la possibilità di procedere in tal
Secondo contributo alla conoscenza della malacofauna di Cava Signorella (Lecce)
Fig. 6. Malacofauna di Cava Signorella (Lecce). A, B. Clausinella brongniartii (Payraudeau, 1826), 19,35 mm. C. Pitar mediterranea (Dautzenberg,
1891), 23,6 mm. D. Pitar rudis (Poli, 1795), 29,8 mm. E-G. Mya truncata Linnè, 1758. E. 60 mm. F, G. Esemplare giovanile, 7,5 mm. H, I. Saxicavel-
la jeffreysi Winckworth, 1930, 6,3 mm. J, K. Pandora pinna (Montagu, 1803), 19,3 mm. L, M. Cuspidaria cuspidata (Olivi, 1792), 12,3 mm.
Fig. 6. Molluscan fauna of Signorella Quarry (Lecce, Italy). A, B. Clausinella brongniartii (Payraudeau, 1826), 19,35 mm. C. Pitar mediterranea
(Dautzenberg, 1891), 23,6 mm. D. Pitar rudis (Poli, 1795), 29,8 mm. E-G. Mya truncata Linnè, 1758. E. 60 mm. F, G. Young specimen, 7,5 mm. H,
I. Saxicavella jeffreysi Winckworth, 1930, 6,3 mm. J, K. Pandora pinna (Montagu, 1803), 19,3 mm. L, M. Cuspidaria cuspidata (Olivi, 1792), 12,3 mm.

modo su altri affioramenti poco distanti da Cava Signo- e Daniele Trono (Copertino) per avermi permesso l’esa-
rella. me di materiale di confronto.

Ringraziamenti Bibliografia
Aradas A., 1847. Descrizione di varie Specie nuove malaco-
Un sentito ringraziamento a Simon Schneider (Canadian
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Arctic Islands Project, Cambridge) e a Giuseppe Vecchi Catania, 2 (4): 234-248, tav. I-III.
(Società Reggiana di Scienze Naturali, Reggio Emilia) per Bogi C., Bonomolo G., Capua D., Ceregato A., Furfaro G.,
il determinante aiuto bibliografico, nonchè per aver vo- Micali P., Nofroni I., Quaggiotto E., Renda W., Russo P.,
luto condividere il proprio parere su taluni argomenti. Tisselli M., 2017. Sistematica mediterranea pubblicata sul
Altrettanto devo a Walter Renda (Società Italiana di Mal- sito web della Società Italiana di Malacologia, http://www.
acologia, Amantea) per l’ampia letteratura fornitami, a societaitalianadimalacologia.it/index.php?option=com_
Lucrezia e Marco Vantaggiato (V. F. Cave s.r.l., Cutrofi- content&view=category&id=108&Itemid=191.
ano) e a Fabio Macrì (geologo, San Cesario di Lecce) per Borghi M., Vecchi G., 2001. La malacofauna plio-pleistoceni-
il reperimento di parte del nuovo materiale. Un grazie ca del torrente Stirone (PR). Trochidae (Parte II). Parva Nat-
uralia. Mem. Coord. Mus. Sc. Prov. Piacenza, Piacenza: 11-43.
particolare a M. Mauro Brunetti per la rilettura critica
Borghi M., Vecchi G., 2005 - La malacofauna plio-pleistoce-
del testo e i numerosi consigli e pareri che si sono rive-
nica del torrente Stirone (PR). Cerithiidae, Turritellidae. Par-
lati di straordinaria importanza. Ringrazio anche il ref- va Naturalia. Mem. Coord. Mus. Sc. Prov. Piacenza, Piacenza, 7:
eree anonimo per gli importanti suggerimenti. Sono in- 3-46.
oltre molto grato a Primo Bellucci (Roma) per avermi Bouchet P., Warén A., 1993. Revision of the North-East At-
messo a disposizione la popolazione di Anadara gibbosa lantic bathyal and abyssal Mesogastropoda. Boll. Malacol.,
proveniente da Chioggia, e a Oreste Barnaba (Brindisi) Milano, (Suppl. 3): 579-840. 15
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Lavoro inviato il 26 gennaio 2018


Lavoro accettato il 15 maggio 2018 17

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