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Nicolò Ghetti 5H

Effettua un elaborato scritto sugli effetti emotivi del periodo di pandemia. Scegliere il
formato, lettera, diario, testo in prima o terza persona. Individuare, alla luce delle
conoscenze acquisite in questi anni una possibile ipotesi per l’attenuazione delle difficoltà
medesime.

Convivere forzatamente in spazi che diventano angusti a causa del vincolo assoluto ed imposto
anche dall’organizzazione della “nuova scuola”, crea disagio per tutti. In più, andare a scuola
senza prepararsi per uscire di casa, senza lo zaino e gli amici da incontrare, senza l’ansia di
arrivare in ritardo o senza scuse per non andarci, priva noi ragazzi di un’esperienza fondamentale,
ovvero l’informazione sensoriale ed emotiva che deriva dalla routine delle lezioni, delle difficoltà e
delle gioie della scuola, e che favorisce il nostro sviluppo sociale ed emotivo.
La rottura della vita normale come conseguenza di lockdown imposti dai governi o l’obbligo di stare
a casa ha avuto un impatto significativo sulla salute mentale delle persone.
Spesso per la mole sconsiderata di compiti che venivano e che vengono tutt’ora assegnati dagli
insegnanti i ragazzi non avevano nemmeno il tempo di riposarsi quell’ora al pomeriggio, o uscire a
fare una corsa visto che le attività sportive erano quasi tutte ferme…ma la colpa, se ci si pensa
bene, non è nemmeno da dare ai professori ai quali vengono date ogni giorno notizie ed
aggiornamenti riguardo ad esempio agli esami di stato o anche relativamente ai lavori di
educazione civica e ai PCTO; solo che a lungo andare diventa pesante per tutti, insegnanti e
alunni.
Alcune persone, a causa di questa situazione, ha riscoperto passioni e interessi che prima non si
sarebbero nemmeno immaginati, mentre altri individui sono caduti in depressione, a causa dei
pochi contatti sociali e alla stessa routine da affrontare tutti i giorni.
Rimembro che agli inizi della pandemia, verso l’ora di cena, si accendeva la televisione e si
ascoltavano le notizie relative al coronavirus o a cosa avrebbe detto/attuato l’ex premier Giuseppe
Conte riguardo alle restrizioni in ogni regione. Attualmente non ci si dà più così tanto peso, e si
aspetta solo di sapere di che “colore” sarà la propria regione la prossima settimana e cosa sarà
consentito fare la settimana che viene…
Per coloro che hanno o avevano un’attività commerciale questo periodo deve essere stato
alquanto stressante, tanto che sono state molte le proteste nelle varie piazze italiane, anche
perché molti hanno dovuto chiudere i battenti a causa delle tasse che arrivavano puntuali ogni
mese, ma senza lavoro o con solamente l’asporto com’è possibile pagarle tutte?
Per quanto mi riguarda, essendo uno sportivo, per distrarmi dalla quotidianeità della DAD, andavo
e vado tutt’ora a correre per vari chilometri immerso nella natura in campagna, e ora che si può
finalmente avere un po’ più di contatto con amici e parenti andare a giocare a calcetto la sera,
trovarsi in piazza per due chiacchere, cose che prima della pandemia ritenevamo normali e
davamo per scontate ma che ora ci vengono concesse da un “colore di una regione”.