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laleggepertutti.it

Il trust: vantaggi e costi

Giuseppe Lepore

Viene sempre più affermandosi il trust come strumento, alternativo al fondo


patrimoniale, volto a salvaguardare i beni della famiglia o dell’impresa dalle avversità
della vita: vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Il termine Trust viene usualmente tradotto con il termine affidamento e con fiducia.

Si ha un trust quando un soggetto, che definiamo il Disponente, decide unilateralmente di spogliarsi, per
un determinato periodo di tempo, di tutti o di alcuni dei propri beni, e/o diritti, trasferendoli ad un terzo, il
Trustee, a vantaggio di taluni soggetti, i beneficiari, che possono anche essere i figli, il coniuge o i
discendenti, per il raggiungimento di uno scopo meritevole di tutela dal nostro ordinamento.

Storia

Il trust trova la nascita nei paesi anglosassoni e lentamente si è evoluto in forme sempre più articolate in
varie giurisdizioni.

In Italia, l’istituto del trust non era sconosciuto. Infatti già nel 1899 la Corte di Cassazione si era posta una
problematica relativa ad un fedecommesso relativa a dei beni immobili di un cittadino inglese, situati in
Sardegna.

Attualmente il riconoscimento giuridico interno del trust scaturisce dalla ratifica, da parte del nostro
Paese, della Convenzione de L’Aja del 18 luglio 1985 relativa alla legge applicabile ai trust e al loro

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riconoscimento [1].

La Convenzione [2] afferma che “per trust si intendono i rapporti giuridici istituiti da una persona con
atto tra vivi o mortis causa qualora dei beni siano stati posti sotto il controllo di un trustee nell’interesse di
un beneficiario o per un fine determinato”

Caratteristiche essenziali

Rimandando la spiegazione di come concretamente funziona il trust a qualche riga più avanti,
possiamo anticipare che gli elementi caratterizzanti il trust sono i seguenti:

1) i beni in trust costituiscono una massa distinta e non sono parte del patrimonio del trustee;

2) i beni in trust sono intestati al trustee o ad altro soggetto per conto del trustee;

3) il trustee è investito del potere e onerato dell’obbligo, di cui deve rendere conto, di amministrare,
gestire o disporre dei beni in conformità alle disposizioni del trust;

4) il disponente può conservare alcuni diritti e facoltà.

Come si evince quindi, la Convenzione non dà una definizione di trust, ma evidenzia quali sono quegli
elementi e quei comportamenti minimi ed essenziali. Ma ogni trust deve avere delle regole che disciplinano
sia il suo funzionamento, sia i doveri del trustee, sia la sua sostituzione e così via.

La legge regolatrice

Tale riflessione, ci permette di affrontare il tema della legge regolatrice.

La Convenzione afferma che [3] il trust è regolato dalla legge scelta dal disponente e qualora una legge non
conosca il trust si applica la legge con la quale ha collegamenti più stretti, collegamenti stretti che devono
intendersi il luogo di amministrazione del trust o l’ubicazione dei beni, o la residenza o domicilio del trustee
o, in relazione allo scopo, il luogo ove esso deve esser realizzato.

La creazione di un Trust

In relazione alle modalità di istituzione di un trust, esse sono molto semplici. L’unico requisito richiesto
è la forma scritta.

In Italia, la prassi è quella di far autenticare l’atto istitutivo da un notaio o (in altri casi dove la forma è
utile che sia sorretta da una procedura più rigorosa, come per es. nei trust ove esistono beneficiari che sono

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anche soggetti deboli) di procedere con l’atto pubblico.

Va ricordato che una cosa è l’istituzione di un trust, cioè l’atto che contiene le regole, la nomina del
trustee e dei beneficiari (ove già esistenti), altro è l’atto di trasferimento in trust dei beni che serviranno
al trustee per porre in essere il programma definito e voluto dal disponente.

Tutela dai creditori e dei legittimari

È possibile conferire i beni in trust in spregio dei creditori e dei diritti dei legittimari?

La risposta è ovviamente negativa. La Convenzione [4] prevede puntualmente il divieto di porre in essere
trust lesivi delle norme sulla successione necessaria, sulla protezione dei creditori in caso di insolvenza.

Come funziona il Trust

– I beni sono trasferiti dal disponente al trustee (posti sotto il suo controllo) e costituiscono il fondo
in trust.

– I beni in trust sono separati dal patrimonio personale del trustee e non fanno parte del suo
regime patrimoniale o della sua successione (quindi non vengono trasferiti agli eredi del trustee).

– I creditori personali del trustee non possono aggredire i beni del fondo in trust.

– Il trustee è investito del potere e onerato dell’obbligo, di cui deve rendere conto, di amministrare,
gestire o disporre dei beni secondo i termini del trust e le norme particolari impostegli dalla legge.

– I beni in trust sono “segregati” e dunque non sono soggetti alle pretese di:

a) creditori personali del trustee, giacché non rientrano nel suo regime patrimoniale, matrimoniale né in
quello successorio;

b) creditori del disponente, perché non fanno più parte del suo patrimonio (salva l’ipotesi di revocatoria
ordinaria e fallimentare);

c) creditori dei beneficiari sino a che costoro non ricevono tali beni dal trustee.

I beneficiari

Esistono varie tipologie di beneficiari: beneficiari del reddito e beneficiari del Fondo.

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I beneficiari del reddito sono coloro i quali possono esser oggetto di attribuzioni reddituali (ad es.
l’immobile trasferito in trust viene locato e assolte le imposte: ciò che rimane, ove così voluto e previsto dal
disponente può esser trasferito al beneficiario). Tali beneficiari possono o meno coincidere con i beneficiari
del Fondo.

I beneficiari del Fondo sono coloro ai quali, sopraggiunto il termine finale del trust, i beni saranno
trasferiti.

Essi, a loro volta, si dividono in beneficiari vested ossia con posizione quesite, e beneficiari
contingent ossia con posizioni non ancora quesite. Ciò sta a significare che i beneficiari vested sono
quelli già individuati nell’atto, mentre quelli contingent sono quelli che, pur individuati, soggiacciono a
una condizione sospensiva, ad esempio devono esser vivi al termine finale del trust.

Tali distinzioni, se non correttamente comprese, individuate e previste nell’atto, possono creare effetti
assolutamente deleteri e contrari alla volontà del disponente.

Quando conviene creare un trust

Applicazioni frequenti del trust si rinvengono nel passaggio generazionale dei beni o delle quote di
aziende, della tutela dei soggetti di deboli, nella tutela delle situazioni di fatto quali le convivenze,
nella pianificazione e sistemazione di interessi patrimoniali e reddituali della famiglia, oppure con
funzione di garanzia in luogo delle fidejussioni.

Va sfatata la credenza che, per fare un trust, occorra avere grossi patrimoni: vi sono trust che hanno valori
irrisori il cui vero cuore non è ciò che contiene, ma lo scopo che si vuole tutelare.

Costi

I costi si dividono in tre ambiti:

Il costo di istituzione: dipenderà dalla libera pattuizione che si raggiunge col professionista che redige
l’atto di trust.

Il costo di trasferimento dei beni: dipende dalla tipologia dei beni e dalla tipologia del beneficiario. Se
ad esempio un genitore trasferisce in trust beni immobili a vantaggio di un beneficiario che è il figlio, si
applicheranno le norme sulla successione e donazione (impropriamente, perché istituire un trust non
significa nominare un erede, né tantomeno porre in essere una donazione), con una franchigia di 1 milione
di euro per ogni beneficiario, pagando solo le imposte ipocatastali pari al 3%.

Il costo delle imposte dovute durante la vita del trust (sempre ipotizziamo ad esempio che vi sia un
immobile locato) sono disciplinate dal testo unico sulle imposte sui redditi [5].

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[1] La Convenzione è stata resa esecutiva in Italia con la Legge 16 ottobre 1989, n. 364 entrata in vigore il 1°
gennaio 1992.

[2] Art. 2.

[3] Art. 6.

[4] Art. 15.

[5] Art. 73 del dpr 917/86.

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Commenti

5 di 18 04/11/2016 10:46
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19 Nov 2012 Rosalba Cavaliere

Interessante,finalmente si capisce cosa sia il trust! Grazie per il linguaggio scorrevole e complimenti per
l’articolo!

19 Nov 2012 Ilaria

Gentile dottore
Io ho un immobile del valore di 100.000 euro, in una zona rurale. Le volevo chiedere se lei ritiene che il
trust sia uno strumento eccessivo o troppo costoso per tutelare il mio immobile.Grazie mille per la risposta

Gent.ma sig.ra cavaliere, la ringrazio per il gradimento rivolto al mio lavoro.


L’obiettivo era proprio quello a cui Lei accennava. Cercare di dare una vera definizione di trust a chi non lo
conosce con parole semplici e concetti comprensibili. Purtroppo in genere di questo strumento se ne parla
male e fuori luogo.
Se avesse bisogno di chiarimenti ulteriori non esiti a contattarmi
Bona serata e grazie
Giuseppe lepore

Gent.ma sig.ra Ilaria


ogni trust ha una sua storia perchè ogni esigenza è personale e non ripetibile per ognuno di noi.
Prima di affrontare il tema dei costi occorre valutare quanto segue. Lei come tutti ad esempio se si reca in
un negozio ove producono un prodotto artigianale ad esempio delle collane di perle e pietre chiederà alla
creatrice le caratteristiche dei materiali, come potrebbe esser abbinato al suo vestito e solo dopo che sarà
stata soddisfatta delle risposte chiederà…quanto costa. Per il trust il discorso è il medesimo. Il costo è la
naturale conseguenza di un impegno nella redazione dell’atto subordinato e naturalmente dell’utilità. Certo
nessuno (dotato di buon senso) comprerebbe mai una Ferrari per andare a far la spesa e nessuno
comprerebbe una panda per recarsi a Capo Nord. Ma ciò non toglie che l’uso deve esser mirato a ciò che si
deve proteggere. A volte se mi devo proteggere dalle formiche non ho bisogno di un portone blindato ma
basta una semplice zanzariera. Se però fossimo nel medioevo avrei invece bisogno di un ponte levatoio per
proteggermi dalle catapulte. Tutto ciò per dirle che il costo di un trust è variabile, ma un buon
professionista le saprà consigliare quando oltre a convenire economicamente è utile a proteggere gli
interessi meritevoli di tutela che lei desidera e non la consiglierà di costruire un ponte levatoio per le
formiche della vita…
Non è quindi questione di 100.000,00 ma dello scopo se è meritevole o meno di tutela…il costo poi è una
variabile che un buon professionista saprà prezzare e concordare con Lei. io personalmenmte verrei meno
al mio essere un professionista eticamente orientato se impedissi ad un mio cliente di non risolvere un suo
problema solo perché il mio costo diventa l’ultima barriera che si frappone alla soluzione..Lieto della sua
attenzione porgo cordiali saluti. Giuseppe Lepore

19 Nov 2012 Stefania

6 di 18 04/11/2016 10:46
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E’ un articolo molto semplice e scorrevole, scritto davvero molto bene. complimenti! le domando: puo’
essere istituito un trust sottoposto alla condizione sospensiva della nascita di un figlio…nella specie… Il
terzo figlio?

Buongiorno Stefania, la risposta al suo quesito è assolutamente positiva


Nessun redattore di un atto di trust potrebbe mai scrivere un atto identificando quali beneficiari i figli e
basta.
Ipotizziamo infatti che una famiglia sia composta da padre Enrico madre Lucia e da due figli Roberto e
Paola.
Se nell’atto di trust scrivessimo: “…per beneficiari si intendono Roberto e Paola” questi e solo questi
sarebbero beneficiari
Ma poi a Enrico e Lucia nasce un nuovo figlio ( o lo adottano), Luca.
Con la clausola scritta come sopra, Luca non sarebbe mai beneficiario perchè non indicato esplicitamente
La clausola giusta allora sarebbe ” per beneficiari si intendono i figli nati dal matrimonio di Enrico e Lucia,
nati entro il termine finale del trust.
In questo caso tutti i figli, anche quelli adottati e anche nati per inseminazione artificiale sarebbero
beneficiari.
Un ultima piccola annotazione….Perchè ho scritto.nati dal matrimonio?
Perchè se avessi scritto i figli di Enrico e Lucia senza fare riferimento al matrimonio, potrebbe venire fuori
un grave problema
Enrico divorzia da Lucia e si risposa con un altra donna con la quale mette al mondo un altro figlio Carlo.
Non vi è dubbio che Carlo è figlio di Enrico anche se non figlio di Paola
Non vi è dubbio che anche Carlo sarebbe beneficiario perchè la clausola prevede che sia nato da Roberto
ma non necessariamente concepito con Paola!!!
Come vede le parole nel trust sono fondamentali e l’attenzione alle clausole di un atto deve essere
minuziosa…
Spero di averle chiarito i termini del problema Buona giornata Giuseppe Lepore

27 Nov 2012 Lorenzo

Gentile Dottore,
complimenti per l’articolo esaustivo e vorrei rivolgerle questo quesito: due fratelli (uno sono io) e la loro
madre sono cointestatari di 2 immobili di cui uno gravato da mutuo ipotecario ma concesso in locazione.
Per salvaguardare il patrimonio (uno dei fratelli è imprenditore) vorrebbero conferire gli immobili in un
trust. Posto che il bene ipotecato non sarebbe comunque salvaguardato nei confronti della banca, ma nei
confronti di eventuali altri creditori succesivi (dell’imprenditore)? La finalità del trust può essere quella di
vendere i due immobili (proteggendoli da altri creditori) e di godere nel frattempo dei frutti dell’affitto?

Buongiorno Stefania,
la sua domanda è assolutamente pertinente e la risposta però è molto articolata.
Posta come la scrive sembrerebbe che un trust di questo tipo debba esistere fino a che non nasce il terzo
figlio?
Ma questo cosa potrebbe significare? che se per caso arriva un terzo figlio non vogliamo che egli sia

7 di 18 04/11/2016 10:46
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beneficiario con gli altri due? e quindi il trust termina? Ma allora che senso avrebbe avuto istituirlo,
lasciando la vita del trust appesa alla condizione sospensiva della nascita di un figlio che può o meno
avvenire…
Se invece come immagino lei intendeva dire..posso istituire il trust ora con due figli e se poi arriva il terzo
anch’egli può esser beneficiario anche se inizialmente non è stato individuato…Certamente si
Cordialmente
Giuseppe Lepore

Buongiorno Lorenzo
il fondo in trust nasce con un immobile. Nulla vieta che esso possa trasmutarsi in altro cioè in denaro, che
sempre fondo rimane, per gli scopi previsti dall’atto.
Se vuole approfondire può scrivermi direttamente una mail
saluti
Gisueppe Lepore

5 Dic 2012 Mario

Egr. Dottore,
sono amministratore di una snc, che non ha debiti pregressi con fornitori e fisco. L’utilizzo dei fidi, infatti, è
nei limiti del consentito. Vorrei destinare delle somme di denaro ai miei 2 figli (maggiorenni). Non
potendolo fare con un fondo patrimoniale, posso farlo con un trust? e quali limiti incontro nell’utilizzo?
inoltre, volendo in un futuro lasciar loro la mia azienda, posso ceder loro delle quote della snc,
ricomprendole nel trust? Grazie per la risposta.

Buongiorno Mario
Le rispondo con piacere e le confermo che è possibile trasferire in trust anche denaro, cosa che come Lei
ben consoce è impossibile con il Fondo Patrimoniale, (se ha piacere dia un occhiata al mio articolo
correlato che parla delle differenze tra trust e fondo patrimoniale)
I limiti di utilizzo sono quelli previsti nell’atto. Colgo la sua domanda come spunto per spiegare meglio cosa
si può fare con un trust e cosa non si può o meglio non è corretto fare.
Il trust è uno strumento che serve a proteggere i beni per trasferirli ad un certo tempo a determinati
soggetti ( i beneficiari). Ciò non toglie che i frutti derivanti da questi beni o i beni stessi, in caos di necessità
possano esse impiegati per prendersi cura e mantenere ad esempio il tenore di vita dei soggetti previsti
dall’atto. Ma tale evenienza può avere carattere eccezionale. Con ciò intendo dire che il trust non può
diventare il portafoglio del disponente che chiama il trustee e dice dammi questo e dammi quello perché
ciò andrebbe proprio contro la vera motivazione del trust che è quella di preservare per il futuro e per
evenienze straordinarie il fondo. Se esso venisse regolarmente drenato esso verrebbe svuotato e quindi
inutilmente creato.
Per quanto attiene il secondo quesito certamente si, il trust può detenere quote di capitale di società e
quindi o esser un socio accomandante o un socio di srl o spa. Nel suo caso andrebbe trasformata in sas
oppure in srl e poi procedere alla cessione delle stesse a un trust.

18 Dic 2012 VINCENZO

8 di 18 04/11/2016 10:46
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VINCENZO: Ho costituito il fondo patrimoniale con mia moglie nel 1995, POSSO AGGIUNGERE I MIEI
NIPOTI, FIGLIO DEI MIEI FIGLI. OPPURE COSTITUIRE IL TRUST.
– abbiamo partecipazioni in due S.r.l. le quote le posso in qualche modo vincolarle.
Un saluto e un buon Natale 2013.
grazie. 18 dicembre 2012

Buongiorno Vincenzo
Senza dubbio può istituire un trust ove i beneficiari possono esser non solo i figli ma anche i nipoti.
Il trust può detenere partecipazioni sociali di qualsiasi società di capitali o anche quale accomandante di
sas
La normativa fiscale di tali operazioni è asoslutamente vantaggiosa
Se ha bisogno di ulteriori indicazioni mi contatti
Buone Feste anche a Lei
Giuseppe Lepore

16 Gen 2013 Giuseppe

Una ditta individuale con debiti ma non ancora a conoscenza dei creditori, potrebbe salvare immobili
cointestati con trust? Dopo quando potrebbe scattare la revoca?! Grazie e complimenti per l articolo .

Buongiorno a Lei mi scuso per il ritardo nella risposta ma ero fuori e non potevo
La sua domanda è una di quella tipiche corrette e necessarie.
La risposta è ovviamente generale in quanto non capisco come i creditori non sappiano dei suoi debiti in
quanto sono ” i loro crediti”!! ma avrò capito senza dubbio male io.
La risposta comunque che posso tranquillamente darle è che la Convenzione del L’Aja all’art.15 lettera e)
prevede che la Convenzione non possa esser di ostacolo alle norme in tema di protezione dei creditori in
caso di insolvenza, quindi la risposta è negativa. Se un soggetto ha dei debiti non è opportuno istituire un
trust in quanto si applicheranno ai trasferimenti in trust le norme sulla revocatoria ordinaria e
fallimentare. Ciò non vuol dire che il trust non possa comunque esser impiegato con un fine lecito in un
modo diverso.
Immaginiamo che ho un immobile e ho un creditore che non avendolo io pagato mi vuole pignorare tale
bene. Ma io non ho pagato non perchè sono una persona scorretta ma perchè il bene ad esempio non mi è
mai stato consegnato era difettoso o per altri mille vizi.
Bene io in giudizio potrò far valere le mie ragioni e potrò o meno esser creduto dal Giudice.
Ma nelle more il mio appartamento mi verrebbe magari venduto all’asta. Allora potrei comunque fare un
trust spiegando le ragioni perchè lo faccio e dicendo al Giudice. Io istituisco il trust e affido il bene a un
soggetto terzo che lo tiene fino a che non viene emessa sentenza. Se verrò condannato il bene andrà
immediatamente al mio creditore che sarà il primo beneficiario. Se invece io vincessi il bene vedrebbe me
come beneficiario e rimarrebbe in trust protetto.
Il vantaggio è evidente. Nelle more del giudizio il bene non è venduto e io ci posso continuare ad abitare
oppure il trustee lo può locare. Se perdo comunque gli effetti sarebbero sempre quelli che il bene vada al
creditore ma se io vinco, poco me ne farei se la casa fosse stata già venduta.. Come si suol dire non ha piu
importanza vincere da morti ovvero quando il bene lo ho perso e a poco vale che mi restiuiscano il valore

9 di 18 04/11/2016 10:46
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della casa che magari perchè era la casa di famiglia


Tale criterio può applicarsi anche alle aziende.
Spero di esser stato abbastanza chiaro ma la materia è complicata
Un caro saluto
Gisueppe Leporeale bee ad esempio

24 Gen 2013 elena

Buonasera Dottore,
Le volevo porre il seguente quesito. Ho ereditato da mia mamma (ma non ho ancora effettuato la
successione) 3 immobili, 3 terreni ed azioni. Io sono una prfessionista e quindi, purtroppo, soggetta a rischi
derivanti da tale attività. Stavo pertanto meditando di costituire un trust per conferire tali beni più uno già
di mia proprietà. E’ possibile, costituendo prima il trust, conferire direttamente dalla successione (evitando
pertanto un doppio trasferimnto)? E’ possibile far coincidere le 3 figure del trust in modo da contenere i
costi, intendo se è possibile gestirlo in prima persona avendo comunque competenze affini in modo da non
avere troppe spese per la gestione? grazie

Buongiorno Collega il suo quesito comporta la conoscenza di alteriori elementi che vorrà se desidera
fornirmi privatamente al mio indirizzo e mail di studio che trova. sul mio sito
http://www.studiogiuseppelepore.it.In ogni caso ritengo che il suo diritto successorio si sia già perfezionato
ancorché non formalizzare perciò occorre porre attenzione alle scelte che ancor oggi possono esser
suscettibili di diversevalutazioni
Cordialmente Giuseppe tepore

11 Feb 2013 Antonio

Gent.le Avv. desideravo chiedere in quale stato è preferibile costituire il trust se ci sono differenze
sostanziali tra un trust inglese e uno maltese. L ottica è quella di salvaguardare il mio patrimonio essendo
un imprenditore e seppur non essendo al momento a rischio di inadempienza nei confronti dei miei
creditori, considerando l attuale congiuntura economica non ė detto che tra uno o più anni potrei trovarmi
nella spiacevole situazione di veder aggredito il mio patrimonio per l impossibilità di far fronte agli impegni
presi. Costituendo oggi in tempi non sospetti un trust un domani potrei subire una azione revocatoria?
Inoltre a quanto ho capito il disponente per evitare pretese da terzi deve cedere ogni diritto sugli immobili
al trustee che li curerà a favore dei beneficiari.
Ed inoltre sono solo dicerie o si può correre il rischio che il trustee con la complicità di terzi come
consulenti senza scrupoli del disponente ponga in essere attività lesive del patrimonio conferitogli?

Grazie

14 Feb 2013 giuseppe Lepore

Egregio Antonio,

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se mi vuole contattare direttaemnte al telefono affrontiamo i temi da lei proporsti in quanto mi necessitano
ulteriori informazioni che possano eprmettermi di rispnderle correttamente
Se vuole mi può contattare sul mio sito lasciandomi suo numero di telefono o chiedendolo alla redazione
della testata
cordialmente
Giuseppe Lepore

3 Mar 2013 Giovanna

Buona sera dott.Lepore,

Volevo inseriti ire un trust per proteggere dalla residenza in paese straniero dei miei beni italiani. Volevo
sapere se un trust e’ un atto irrevocabile. Se in futuro rientrerò in Italia e voglio estinguere il trust e’
possibile. È se non sono d’accordo sulla gestione e’ possibile intervenire? Inoltre se volessi che in futuro i
miei figli si occupassero della gestione dei beni e’ possibile o il trust e’ per sempre?

Cordiali saluti,
Giovanna

3 Mar 2013 giuseppe Lepore

Buona sera Giovanna


Se vuole mi può chiamare perché i problemi che lei mi sottopone sono sicuramente risolvibili ma ho
bisogno di sentirla per ulteriori informazioni
Se vuole mi può chiamare per le 19 al n° 3454155095
Molti cordiali saluti
Rag. Giuseppe Lepore

6 Mar 2013 Angela

Buongiorno lavoro come contabile presso un’azienda che ha intrapreso un’azione trust per tutelare i beni
immobili dell’unico socio delle otto società che ha, trasferendo questi beni non so a chi ( credo la figlia ).
La mia domanda è, (lui vuole tutelarsi dai debitori, dalle banche per i fidi concessi e credo anche da noi
dipendenti in quanto sta licenziando molta gente senza pagare il Tfr) noi tutti perdiamo il diritto di quello
che ci spetta in quanto il trust protegge i suoi beni ma mica è giusta questa legge, perchè se lui dichiara
fallimento noi perdiamo tutto ed i suoli beni acquistati con il nostro lavoro, vendendo cose acquistate dai
creditori e utilizzando soldi delle banche.

6 Mar 2013 giuseppe Lepore

Angela ha perfettamente ragione.

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Se il trust è stato fatto con intento fraudolento è in violazione alla legge


Il mio lavoro non è solo quello di fare i trust ma di smontare quelli fatti per scopi illeciti e di aiutare anche
chi invece è leso da queste cose fatte in spregio dei creditori
La aiuterò con piacere se tuto ciò si rivelerà dannoso e si configuri come sotrrazione dei beni ai creditori
intendendo per creditore anche lei e i suoi colleghi
Mi chiami ins tudio e ne parliamo subito
Saluti
Rag. Giuseppe Lepore

11 Mar 2013 massimo

complimenti vivissimi al ragioniere lepore giuseppe, per massima disponibilita’ e conoscenza della materia
nel campo del trust e non .
tenevo a ringraziarlo ufficialmente .

grazie ancora massimo ravenna

6 Apr 2013 Cosimo

gentile dott Lepore,

mi chiamo Cosimo Caliandro e sono laureato in economia, vorrei approfondire gli studi in materia di trust
in modo completo, avrebbe delle letture o altro da consigliarmi?

Cordialissimi saluti.

Cosimo

11 Mag 2013 SALVATORE

Buon giorno dottore, mi chiamo Salvatore ho 25 anni, e sono proprietario di una azienda agricola estesa 30
ettari di altissimo valore commerciale,Nella medesima azienda sto realizzando impianti eolici “importanti
” che daranno una elevata PLV, per la realizzazione degli investimenti, ho ottenuto un chirografario estero
denominato PromissorY Note, vorrei un vostro consiglio se è bene trasferire l’immobile in un Trast. Grazie
e la saluto.

9 Giu 2013 Redazione

Come scritto nel box, per ottenere la risposta alla vostra richiesta di consulenza è necessario che clicchiate
sul banner “richiedi una consulenza” posto sopra questo spazio. Come da condizioni contrattuali riceverete
una risposta scritta o telefonica da un professionista del nostro studio entro 3 giorni.

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8 Giu 2013 giuseppe

è possibile trasferire gli utili aziendali in un trust?

14 Giu 2013 salvatorebi

ipotizziamo un immobile, chi le paga le tasse su di esso??Vale la stessa cosa per i beni mobili tipo fondi? E
se il beneficiario non é residente in italia come avviene l eventuale tassazione?

19 Giu 2013 gilberto

buona sera, volevo farle una domanda. può il trust essere un mezzo per escludere un erede legittimo
dall’eredità??

21 Giu 2013 alessandro

gentile signor Lepore.


volevo chiederLe ,dopo quanti anni un trust si consolida e non puo’ essere revocato?
grazie

15 Ago 2013 GIOVANNI

BUONA SERA DOTT. VOLOVO FARE UNA DOMANDA: HO FATTO CIRCA TRE 3 ANNI E 6 MESI FA
UN ATTO PATRIMONIALE , e pauro che i creditori mi predeno il mio appartamento, Le volevo chiedere
per favore ,se e piu sicuro Trast, e se. si puo trasperire latto patrimoniale al Trust.
Opure COSA MI CONSIGLIA LE. LA MIA PAURA CHE IN QUALUQUE MINUTO LA I CREDITORI MI
PREDONO LA APARTAMENTO.
COSA POSSO FARE
GRAZIE
GIOVANNI DEI PREDI

16 Ago 2013 Redazione

Questa è una risposta automatica.


La ringraziamo per la Sua mail.

L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio
di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale ed in tempi certi.

Per acquistare il “ticket” online è necessario collegarsi a un pagina qualsiasi del nostro portale

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http://www.laleggepertutti.it. In calce ad ogni articolo ivi pubblicato troverà un banner con scritto:
“Richiedi una consulenza su questo argomento”. Quindi dovrà effettuare il pagamento attraverso carta di
credito.

Si tratta di un’operazione molto semplice (euro 28.00 iva compresa o, per le consulenze telefoniche, 50
euro iva compresa) che ci consente così di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

5 Mar 2014 Pietro

Immettendo in un trust un immobile ricevuto in donazione 2 anni prima consente la protezione da


eventuali azioni revocatorie a carico del donante? immesso in un trust

8 Mar 2014 Giuseppe Lepore

Giuseppe Lepore risponde


Il suo quesito ipotizza che Tizio, che detiene un bene immobile in proprietà, ricevuto per donazione due
anni fa, intenda trasferirlo in un trust e si chiede se tale trasferimento sia oggetto di azioni revocatorie a
carico del donatario.
Per poter rispondere compiutamente occorrerebbero altri elementi come ad esempio quale sia l’attività del
donante.
In base a questa informazione possiamo capire se lei intendeva parlare di azione revocatoria ordinaria ( 5
anni) o di azione evocatoria fallimentare ( 2 anni). Ciò posto quello che va a colpire l’azione revocatoria è la
violazione dell’art. 2740 del c.c. ovvero la sottrazione della garanzia patrimoniale al creditore che su essa
ha fatto affidamento. In parole povere se io ho ottenuto credito da qualcuno e tale credito mi è stato
concesso porprio perchè chi me lo ha concesso era “tranquillo” della restituzione proprio perchè aveva visto
che il mio patrimonio era composto da un bene, ad esempio una casa, allora se io poi la vendo o la dono,
vado a levare la garanzia alla cui basa stava il presupposto per aver ottenuto il prestito. Così il mio creditore
va dal Giudice e chiede che tale trasferimento sia a lui non opponibile perchè fatto a suo danno.
Il problema della donazione a mio modesto avviso è peggiore. Infatti i beni donati hanno gravi problemi di
circolazione nel circuito economico perchè essendo “un regalo” sono soggetti ad azione di riduzione da
parte degli eredi del donate. Immagini che un padre ha due figli Piero e Paolo e a Paolo doni un immobile
che vale 100 e all’altro niente. Morto il padre Pietro che non ha ricevuto nulla non trova piu nulla da
ereditare. Ma seconda la legge italiana avrebbe avuto diritto come legittimario al 50% del patrimonio del
padre, per cui si rivolge al Giudice e chiede che gli venga attribuito l 50% del bene che il padre ha dato a
Paolo . La pericolosità di questa operazione consiste nel fatto che Paolo ha diritto a soddisfarsi sul bene
direttamente verso chiunque ne sia in quel momento proprietario, per cui potrà riprenderselo indietro.
Ecco perchè Paolo avrà fortissime difficoltà a venderlo perchè chiunque lo compri corre il rischio che un
giorno se Pietro va da un Giudice il bene gli venga tolto. Se così stanno le cose al suo quesito non può che
darsi questa risposta. Se sono decorsi i termini di cui sopra per l’esercizio dell’azione revocatoria allora non
si rischia nulla, se invece non sono decorsi il donante rischia che tale sia oggetto di tale azione. Resta il
problema che un bene donato abbia questo grave peso. Se desidera una consulenza approfondita e mirata
al suo problema può acquistare un ticket e richiedere consulenza a pagamento. Cordialmente Giuseppe
Lepore

14 di 18 04/11/2016 10:46
Il trust: vantaggi e costi about:reader?url=http://www.laleggepertutti.it/18326_il-trust-vantaggi-...

12 Lug 2014 Maria carpentieri

Buon giorno,mio padre ,morto a lasciato un ingente eredita sena testamento a me ,moglie e una sorella:10
app,buoni frutt a lui intestato.Si puo recuperar la parte leggittima di eredita paterna(in comunione dei
beni)sottratta con raggiro a un sog. debole dal suo stesso difensore?

26 Set 2014 Andrea Piovesan

Buongiorno Dott. Lepore,


Desidero sapere se l’aliquota del 3 % sul trasferimento degli immobili viene calcolata sul valore catastale o
sul valore di mercato?
Inoltre, una volta costituita una società fiduciaria (trust), quali sono i costi di mantenimento?
Cordiali saluti
Andrea Piovesan

14 Ott 2014 federico capoccia

Buonasera dott. Lepore,


ho letto su internet che è possibile autocostituire un trust.
o meglio: è possibile redigere in proprio l’ atto costitutivo del trust e poi farlo vidimare da un notaio.
è possibile tutto ciò?
una domanda: per quanto riguarda i beni immobili bisognerà poi effettuare l’ iscrizione alla conservatoria?
oppure non c’è bisogno?
ringraziandola anticipatamente, porgo cordiali saluti.

f.capoccia

6 Nov 2014 eleonora care'

Salve volevo sapere se mi conveniva fare un trust avendo una fideiussione a carico . ho una casa di
proprietà e tre figii minori ed avendo solo quella mi vorrei tutelare specialmente adesso che con la crisi mio
marito con il lavoro è fermo.grazie

9 Feb 2015 ANGELO

Salve, una domanda : tecnicamente è possibile essere conferente, trustee e beneficiario ? cioè le stessa
persona che fa ed è tutto ?
saluti

13 Feb 2015 Claudio De Luca

15 di 18 04/11/2016 10:46
Il trust: vantaggi e costi about:reader?url=http://www.laleggepertutti.it/18326_il-trust-vantaggi-...

Complimenti per l’articolo chiaro anche per chi non è dottore. Una domanda: due conviventi che decidano
di affidarsi ad un trust per tutelarsi a vicenda nelle proprietà immobiliari, sia in caso uno dei due venga a
mancare sia, come nel mio caso, sia amministratore di una piccola azienda che con la crisi potrebbe essere
a rischio d’insolvenza (incrociamo le dita), possono in seguito sposarsi? Visto che mi paredi aver capito che
il trust sia soggetto a delle ffinalità ben precise che vanno dichiarate al momento della creazione dello
stesso. Ringrazio e cordiali saluti

11 Giu 2015 STEFANIA VALENTINO

buon giorno e davvero grazie per l articolo. vorrei sottoporle il mio caso ce non riesco a risolvere…ognuno
dice la sua..commercialisti avvocati e notai…
ho tre proprieta una casa donatada mia madre del valore circa 800000 una con un mutuo acceso ancora
per dieci anni e una in sardegna del valore di 250000 circa da me interamente acquistata.
sono unico aministratore di una societa che ha seri problemi con equitalia e con le banche e soprattutto ho
fatto causa alle banche per anatocismo e le stesse ora si muoveranno contro di me avendo fidejussioni
personali per circa 150000 euro.
l avvocato mi consiglia il trust immediato ai miei tre figli con me che rimango amministratore dei beni, il
commercialista invece mi ha fatto fare una ditta immobiliare che sta gia affittando le due proprieta la
sardegna ad un privato e la casa con mutuo alla mia stessa nuova azienda, e che poi vorra convertire in srl.
altra persona mi dice che non va bene perche puo essere considerata societa di comodo ed impugnata dalle
banche…COSA MI CONSIGLIA DI FARE PER TUTELARE LE CASE PER I MIEI FIGLI??? STO
DIVENTANDO MATTA!! GRAZIE SE VORRA RISPONDERE E GRAZIE PER LA SUA DISPONIBILITA!
NOI ESSERI UMANI NORMALI IN QUESTO MONDO DI REGOLE INCREDIBILI E LEGGI
MISTERIOSE NON NAVIGHIAMO CERTO BENE!! STEFANIA VALENTINO

6 Lug 2015 massimo

buon giorno
Le scrivo per chiarirmi le idee riguardo alla figura del trust
nel mio caso,essendo 3 fratelli,abbiamo ereditato dei beni immobili e affidato il tutto in usufrutto ai nostri
genitori,uno dei tre a causa del suo lavoro e per paura di eventuali avvisi d’accertamento che potrebbero
mettere in pericolo la propria parte di beni,aveva proposto di affidarci ad un trust,io sono contrario a fare
ciò e per questo volevo chiedere se mio fratello potesse affidare al sudetto trust solo ed esclusivamente la
propria quota,senza dover costringere tutti al passaggio dei beni e se si,come funzionerebbe la gestione
degli immobili se una quota parte fosse affidata alla gestione del trust?
grazie

18 Ott 2015 fabrizio filippi

ho una societa immobiliare di cui detengo il 90 per cento delle quote mentre mia figlia il 10 %-. Io e mia
figlia possiamo essere disponenti nei confronti dei miei nipoti (beneficiari) solo trasferendo gli immobili
della societa’, oppure dobbiamo soltanto trasferire le quote di detta societa’?

16 di 18 04/11/2016 10:46
Il trust: vantaggi e costi about:reader?url=http://www.laleggepertutti.it/18326_il-trust-vantaggi-...

27 Gen 2016 silvia

Buongiorno dottor Giuseppe Lepore, il trust risulta ufficialmente intestato a me? Terze persone possono
risalire al fatto che io sono proprietaria dei beni inseriti nel trust? Si vede il contenuto del trust?
Quali sono più o meno i costi per beni mobili?

3 Mar 2016 Daniele Spina

salve Giuseppe io vorrei fare il trust per un auto che sto acquistando e intanto voglio mettere anche il mio
conto corrente qual è la spesa che vado a sostenere grazie

7 Mar 2016 annamatilde

buonasera, 5 anni fa lavoravo nell’azienda di famiglia, in cui misi delle fideiussioni, ora sono 5 anni che
sono uscito, ma per alcuni mutui, le mie fideiussioni sono ancora in essere. Volevo sapere se era
consigliabile fare un trust intestato a mia moglie o ai miei 4 figli minorenni, per poter cautelare il mio
patrimonio fatto in piccola parte di soldi e della casa in cui viviamo

4 Apr 2016 Flora Saponaro

Dott. Giuseppe Lepore, la ringrazio per la fruibilità e chiarezza del suo lavoro .Ho un dubbio per costituire
un Trust interno opaco i beneficiari ( che vorrei fossero i miei figli Matteo e Federico maggiorenni ) se
genericamente chiamati figli e non individuati per nome é fatto sufficiente per evitare al trust di essere
considerato trasparente, e mantenere la sua qualità di opaco? Grazie per un suo suggerimento

5 Mag 2016 Giovanni

Buongiorno Dott. Giuseppe, ho costituito un trust nel 2012 e come beneficiari ho messo i miei genitori e
suoceri, io sarei il guardiano e il trustee sarebbe un professionista che non riesco mai a incontrare o mal
appena, la mia fiducia non è al 100% verso tale trustee, avrei per favore una domanda, al momento della
morte dei beneficiari, vorrei sapere come avviene i possesso dell’immobile, tramite un altro atto dal notaio
e ritorno in possesso?, o la mia paura e che rimanga in possesso del trustee? Io su questo immobile ho
ancora un mutuo che pago regolarmente, non vorrei trovarmi una sorpresa dopo che è stato estinto e non
avere nulla (sempre dopo la morte dei beneficiari). Se mi permette un’altra domanda, il trustee può senza
il mio consenso investire o altro, il bene del trust a mia insaputa? grazie di cuore se mi da queste 2
informazioni. Giovanni

9 Mag 2016 antonio andrisano

Bbuogiorno Rag. LEPORE la mia domanda è la seguente, se costituisco un trust e la banca viene a sapere
di questa operazione, può decidee di erogare ulteriori fidi bancari necessari allo svolgimento dela mia

17 di 18 04/11/2016 10:46
Il trust: vantaggi e costi about:reader?url=http://www.laleggepertutti.it/18326_il-trust-vantaggi-...

attività, o eventuali alrri mutui. Grazie.

10 Giu 2016 giannico pamela

Salve Sig Lepore, avrei una domanda da farle: è normale che i beni conferiti in un trust risultino nella
visura catastale del trustee, come se ne fosse il proprietario?

22 Giu 2016 stef tess

buona sera,
volevo chiederle, se su un immobile viene fatto un trust a favore dei tre figli del proprietario, l’attuale
compagna può diventare l’usufruttuaria? e nel caso in cui potesse quali sono i rischi dei figli?? grazie mille

22 Ott 2016 Ubaldo Vecchi

Buonasera, dovendomi sposare, posso utilizzare il trust in favore di un familiare per garantirmi nei
confronti della futura consorte che non sia un matrimonio di interesse personale.
Grazie

18 di 18 04/11/2016 10:46