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Attività 5

I Parte
ITALIANI FAMOSI
1. Completa la tabella con i nomi degli italiani che conosci, e confronta con i compagni.

SCRITTORI PITTORI SCIENZIATI ATTORI REGISTI FILOSOFI

2. I seguenti testi sono le biografie di Galileo Galilei e Alessandro Manzoni.


Prima di leggerle, scrivi alcune informazioni che conosci di ognuno di loro.

a) Galileo Galilei:
b) Alessandro Manzoni:

3. A) Leggi ora le due biografie, e sottolinea le parole che conosci.

Galileo Galilei
(Paragrafo 1) Titolo:
«La matematica è l'alfabeto in cui Dio ha scritto l'Universo». Queste parole pronunciate da Galileo Galilei
dicono molto su di lui: fisico, filosofo, matematico e astronomo, è considerato il padre della scienza
moderna perché creò il metodo scientifico, basato sull'osservazione oggettiva della realtà.
Processato dalla Chiesa di Roma, cercò di spiegare da cattolico la teoria eliocentrica prima di essere
costretto ad abiurare.

(Paragrafo 2) Titolo:
A Pisa si specializza in matematica Nato a Pisa nel 1564, Galileo iniziò nel 1580 a studiare medicina presso
l'Università della sua città, prima di scegliere nel 1583 di specializzarsi in matematica. A fargli da insegnante
fu Ostilio Ricci, che riteneva che la matematica fosse una scienza non astratta, ma utile per risolvere i
problemi pratici.
Fino al 1585 Galileo rimase a Pisa dove studiò anche fisica e dove fece la sua prima scoperta: si racconta che
osservando la lucerna posta sul soffitto della cattedrale di Pisa scoprì l'isocronismo delle oscillazioni del
pendolo.

(Paragrafo 3) Titolo:
Dal 1589 insegnò a Pisa e nel 1592 venne chiamato presso l'università di Padova dove fu docente fino al
1610. I diciotto anni trascorsi nella città veneta furono definiti da Galileo «i migliori di tutta la mia età».
Nello studio di Padova Galileo creò una piccola officina nella quale eseguiva esperimenti e fabbricava
strumenti che vendeva per arrotondare lo stipendio: qui inventò nel 1593 la macchina per portare l'acqua a
livelli più alti, che fu utilizzata a Venezia.
(Paragrafo 4) Titolo:
1
Nel 1604 apparve nei cieli europei una supernova. Si dice che Galileo ne approfittò per creare oroscopi a
pagamento, ma soprattutto per costruire e perfezionare tra 1604 e 1609 il cannocchiale, strumento
inventato in Olanda, usato da Galileo per la prima volta per osservare le stelle.

(Paragrafo 5) Titolo:
Per tutto il 1610 Galileo:
Acquisì informazioni precise sulla superficie della luna, stabilendo che presentava delle irregolarità.
Studiò la Via Lattea, che si rivelò un insieme di stelle lontanissime, che allargavano i confini dell'universo.
Scoprì i quattro maggiori satelliti di Giove, osservando che anche i pianeti possono avere dei satelliti.
Scrutò il sole, vedendovi delle macchie in movimento.
Le nuove scoperte vennero pubblicate nel 1611 nel Sidereus Nuncius, opera che Galileo inviò al granduca di
Toscana Cosimo II de Medici e che gli valse una posizione da insegnante a Firenze, e nel 1613 nell'Istoria
delle macchie solari e loro accidenti.
Le teorie di Galileo attirano l'attenzione della Chiesa. Nel 1611 la Chiesa e il Sant'Uffizio iniziarono a
prestare attenzione alle opere di Galileo. Per questo e per il peso accademico dei docenti Gesuiti del
Collegio romano, il matematico pisano si recò nel marzo 1611 a Roma, dove fu accolto da papa Paolo IV e
dove fu iscritto all'Accademia dei Lincei.
[Tratto da https://www.studenti.it/galileo-galilei-biografia-scoperte.html]

Alessandro Manzoni

(Paragrafo 6) Titolo:
Alessandro Manzoni nasce a Milano nel 1785 da Giulia Beccaria, figlia dell’illuminista Cesare Beccaria. I
primi anni di collegio lasciano in lui un ricordo del tutto negativo ma lo avviano alla conoscenza di autori
moderni come Alfieri e Parini e alla lettura dei pensatori francesi illuministi: la discendenza da Beccaria e
l’ambiente milanese pongono sicuramente delle solide basi per il pensiero di Manzoni che, come vedremo
fra poco, recepisce molti elementi dalla cultura illuminista rielaborandoli poi secondo la sua personale
visione del mondo.

(Paragrafo 7) Titolo:
Nel 1805milleottocentocinque Alessandro Manzoni si trasferí a Parigi dove la madre viveva con Carlo
Imbonati, il nuovo compagno (compaño) che morì però improvvisamente prima dell’arrivo del giovane in
Francia. Questo (kuesto) evento luttuoso portò ad un forte legame fra Manzoni e sua madre che non si
attenuò mai.

(Paragrafo 9) Titolo:
Nel 1808 sposa, con rito calvinista, Enrichetta Blondel, che fu sua compagna anche nel graduale processo di
conversione verso il giansenismo che avvenne dopo il “miracolo di San Rocco” quando Manzoni, durante la
festa patronale, si perse nella grande calca parigina e, preso dal panico, invocò Dio perché riuscisse a
ritrovare sua moglie e la strada di casa.

(Paragrafo 9) Titolo:
La conversione religiosa di Alessandro Manzoni coincide con un distacco definitivo dalla poesia
classicheggiante e neoclassica: compone gli Inni Sacri e le prime tragedie, fra cui spicca il Conte di
Carmagnola; vedremo in seguito queste opere.
Ancora a Parigi nel 1819 frequenta lo storico francese J. Thierry da cui trarrà l’idea, fondamentale per la sua
produzione artistica, dell’esigenza di una storiografia che nella sua indagine sia attenta alle masse e non
solo ai governi o ai regnanti.

(Paragrafo 10) Titolo:

2
Dal 1820 Manzoni è a Milano e comincia per lui un periodo appartato ma assolutamente creativo. Comincia
in questi anni la stesura della prima versione del suo romanzo storico d’eccellenza ( I promessi sposi) che
viene pubblicato in una prima edizione del 1821-1823 con il titolo di Fermo e Lucia.

(Paragrafo 11) Titolo:


Gli anni seguenti vedono Alessandro Manzoni impegnato in una profonda riflessione sulla storiografia e
sulla lingua italiana, argomento con cui si esprime il suo impegno nel processo risorgimentale: se è vero che
fatta l’Italia bisognava fare gli italiani (come si espresse D’Azeglio) la questione della lingua diventava
secondo Manzoni un tassello fondamentale per la costruzione di questa identità. Ricordiamo che in Italia
solo la lingua letteraria ha uno statuto ormai riconosciuto sul piano nazionale, si usa cioè il fiorentino come
lingua ufficiale scritta, ma il resto del popolo oltre a parlare esclusivamente dialetto è anche analfabeta e il
fiorentino pone la popolazione davanti alla stessa difficoltà che si avrebbe davanti una lingua straniera.
La predilezione per una lingua semplice Alessandro Manzoni, che dal 1861 è senatore del neonato regno
d’Italia, in linea con le idee romantiche che sposò nel corso della sua vita, predilesse una lingua fiorentina
ma semplice: non il fiorentino aulico e pomposo degli scritti letterari ma una lingua schietta, popolare, che
accogliesse anche i termini più pratici e comprensibili delle parlate locali (oltre il fiorentino di base quindi) e
i termini stranieri circolanti all’epoca.

La morte di Manzoni avvenne a Milano nel 1873 e fu occasione di solenni cerimonie che ispirarono anche
una Messa da Requiem di Giuseppe Verdi.

(Paragrafo 12) Titolo:


Alessandro Manzoni soffriva di depressione, attacchi di panico e agorafobia. La sua vita fu condizionata da
malesseri che lo portarono a temere gli spazi aperti ed i luoghi affollati a tal punto da uscire solo
accompagnato.
Tratto da https://www.studenti.it/alessandro-manzoni-biografia.html

3. B) Dalle due biografie sono stati cancellati e mescolati i titoli dei paragrafi. Assegnate ogni titolo al
paragrafo numerato corrispondente.

a. Il perfezionamento del cannocchiale


b. La conversione ed il distacco dalla poesia classicheggiante
c. Il rientro a Milano
d. Formazione
e. Anni di scoperte
f. Curiosità
g. Il trasferimento a Parigi
h. Introduzione
i. Il periodo padovano
j. Matrimonio
k. Galileo Galilei: biografia, opere e scoperte iniziali
l. Questione della lingua e unità nazionale

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II PARTE
4. Sottolinea con due colori diversi tutti i verbi al presente e passato che riconoscete.

5. Osserva il quadro del sistema verbale italiano.


In ogni casella appare la forma della terza persona singolare delle tre coniugazioni: parlare,
temere e partire. Che rapporto c’è tra i tempi della prima colonna e quelli della seconda?

6. Confronta il sistema verbale italiano con quello dello spagnolo: a quale tempo corrisponde
ogni tempo? Esiste qualche forma verbale in una delle lingue che non esista nell’altra?

7. Insieme all’insegnante, rifletti sugli elementi contrastivi segnalati dopo lo schema: che
problemi di comprensione testuale potrebbero derivarne?

IL SISTEMA VERBALE

MODO INDICATIVO

PRESENTE PASSATO PROSSIMO


parla, teme, parte ha parlato, ha temuto, è partito/a

IMPERFETTO TRAPASSATO PROSSIMO


parlava, temeva, partiva aveva parlato, aveva temuto, era partito/a

PASSATO REMOTO TRAPASSATO REMOTO


parlò, temette/é, partí ebbe parlato, ebbe temuto, fu partito/a

FUTURO SEMPLICE FUTURO ANTERIORE


parlerà, temerà, partirà avrà parlato, avrà temuto, sarà partito/a

MODO CONDIZIONALE

PRESENTE PASSATO
parlerebbe, amerebbe, partirebbe avrebbe parlato, avrebbe temuto, sarebbe partito/a

MODO CONGIUNTIVO

PRESENTE PASSATO
che lei o lui parli, tema, parta che lei o lui abbia parlato, abbia temuto, sia partita o partito

IMPERFETTO TRAPASSATO
che lei o lui parlasse, temesse, partisse che lei o lui avesse parlato, avesse temuto, fosse partita o partito

MODO IMPERATIVO

(che lei o lui) parli, tema, parta

NOTE:

4
A. Il pronome di seconda persona singolare di trattamento formale è lei, come quello
femminile di terza persona; come in spagnolo, il verbo lo accompagna coniugato in
terza persona.
B. La distribuzione prescrittiva dei diversi tempi passati è analoga a quella dello spagnolo.
Ma, come nello spagnolo, la loro effettiva distribuzione dipende dalle aree geografiche.
C. Il modo congiuntivo si usa in italiano con maggior frequenza che in spagnolo. In
genere, i verbi della frase principale che non implicano certezza (como pensare,
credere, considerare, ritenere, domandarsi, non sapere) reggono il congiuntivo nella
subordinata.
D. Il modo condizionale svolge le stesse funzioni che svolge in spagnolo. Il solo uso
contrastivo riguarda l’espressione del futuro in rapporto con il passato della principale:
in spagnolo si usa il condizionale presente (“Me dijo que vendría”) e in italiano il
condizionale passato (“Mi ha detto che sarebbe venuto”).
E. L’imperativo informale (tu) è parla, temi, parti; in negativo, si usa la negazione
dell’infinito: non parlare, non temere, non partire.

8. Dopo aver esaminato lo schema dei verbi con l’insegnante, cerca nei testi già visti esempi
dei diversi modi e tempi. Esempio: Nel primo testo (L’Italia geografica) osserva anche i verbi
pronominali (chiamarsi, dividersi, ecc.).
Completa lo schema del presente indicativo di chiamarsi, e controlla con la classe.

9. Cerca l’infinito e il significato dei verbi che non capite.

Verbi Irregolari

Come in tutte le lingue, in italiano i verbi più frequenti sono i più irregolari. Ecco il presente
indicativo di alcuni verbi di alta frequenza:

VERBO ALL’INFINITO
PERSONA
AVERE ESSERE DARE FARE DIRE

IO ho sono do faccio dico

TU hai sei dai fai dici

LUI/LEI/lei ha è dà fa dice

NOI abbiamo siamo diamo facciamo diciamo

VOI avete siete date fate dite

LORO hanno sono danno fanno dicono

10. Completa la tabella

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CHIAMARSI

Io _______ chiamo

Tu _______ chiami

Lui / Lei / lei _______ chiama

Noi ci chiamiamo

Voi vi chiamate

Loro _______ _______________