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I Franchi; storia di un successo.

1. Osserva la carta che mostra il Sacro Romano Impero creato nell’800 d.C. da
Carlo Magno (il re dei Franchi). Cosa puoi dire a tal proposito? Cosa lo distingue
dall’Impero Romano.

2. Leggi il documento 1. Nel suo agire Clodoveo ha in mente un modello di potere


molto preciso al quale vuole assomigliare. Sapresti dire quale argomentando la
tua risposta?

Documento 1. Clodoveo; un capo germanico diverso dagli altri.

Il battesimo di Clodoveo, oltre a rafforzare il prestigio del re tra le famiglie di tradizione


senatoria [cioè le famiglie dell’aristocrazia romana], ebbe anche dirette conseguenze
sulla legittimazione personale del re dei Franchi. Egli ricevette infatti le insegne
consolari da parte dell’Imperatore d’Oriente, Anastasio, e le indossò nella basilica del
beato Martino diventando così delegato ufficiale dell’impero nell’antica provincia della
Gallia. La conversione, inoltre, stimolò il diretto coinvolgimento del re come mediatore
e punto di equilibrio nei rapporti fra le gerarchie ecclesiastiche: una funzione
testimoniata dalla convocazione del Concilio di Orléans (511), a cui presero parte
trentadue vescovi, e nel quale si discusse innanzitutto l’organizzazione delle istituzioni
ecclesiastiche, l’amministrazione delle proprietà della chiesa e infine il comportamento
del clero [religiosi]. Oltre che porsi come tutore dell’accordo e dell’ortodossia, il re si
impegno attivamente nella costruzione di monasteri e di edifici ecclesiastici, dotandoli
di ampi beni fondiari, e predisponendo la propria sepoltura all’interno della chiesa dei
Ss. Apostoli, fondata a Parigi insieme con la regina Clotilde. È sufficiente questo ultimo
aspetto per misurare la distanza che separava il cattolico Clodoveo dal suo avo
Childerico: il quale invece era stato sepolto sotto un grande Tumulo nel centro
dell’odierna città di Tournai, in Belgio, insieme con tutti gli ornamenti preziosi del
potere regio (fibbie, armi, monete), circondato da cinque grandi fosse contenenti
svariati giovani puledri, offerti in sacrificio dall’aristocrazia franca al re defunto.

C. La Rocca, Cristianesimi, in Storia Medioevale, Donzelli, Roma 1998.

Il battesimo di
Clodoveo su un
bassorilievo in avorio
del IX secolo e
custodito presso il
museo di Amiens.
3. Accanto a ogni paragrafo cerca di abbinare il termine più appropriato scegliendo
tra le seguenti parole:
Indipendenza/Conquista/Elargizione/Frammentazione/Consenso.

I re fannulloni.

La fama dei re merovingi (cioè i successori di Clodoveo) fu pessima, tanto che


furono soprannominati “re fannulloni”. Era una fama ingiusta, perché
governare il regno dei Franchi, che era diventato molto grande ed importante,
era un’impresa disperata. Tra il VI e il VII secolo le cose erano state semplici.
In questa fase l’esercito Franco (formato da Franchi e Latini) aveva
sbaragliato uno dopo l’atro Visigoti, Alamanni e Burgundi, conquistando terre
e bottini. Il re se ne assicurava una larga parte, diventando padrone di infinite
distese di terre, e ne distribuiva la porzione restante ai guerrieri più in vista,
guadagnando la loro fedeltà e la loro devozione.
Ogni anno, in primavera, l’esercito si dava appuntamento presso la sede
regale (che era itinerante). Celebrava i “campi di Maggio”, un raduno
durante il quale i guerrieri ascoltavano le decisioni del re; le discutevano e le
approvavano brandendo le lance secondo il rito germanico. Si progettavano le
spedizioni militari e si leggevano le leggi reali, che venivano approvate
capitolo dopo capitolo (per questo erano chiamate “capitolari”). Ogni
guerriero contribuiva all’esercito con ricchezze o soldati al suo servizio; poi,
tornato nelle proprie terre, aveva cura di mettere in pratica le volontà del
sovrano.
Nel corso del VII secolo questo sistema cambiò, man mano che i guerrieri più
importanti diventavano ricchi e i loro possedimenti crescevano, il loro
interesse per questi raduni scemava rapidamente. Non ci andavano più
perché troppo indaffarati a governare le loro terre e i loro uomini. Per giunta,
ognuno di questi signori si procurava una schiera di fedeli secondo un uso
romano che si era diffuso tra i barbari. Ciascun signore cominciò ad essere
seguito da una schiera di fedeli (detti “vassalli” dall’antico termine germanico
“gwas” che significava valletti).
L’immenso territorio conquistato dai Franchi, che andava dalla Spagna,
all’Italia, alla parte occidentale della Germania, era dunque governato da una
miriade di signori praticamente indipendenti. Il re non riusciva a controllarli
con i suoi pochi funzionari, detti “conti” (dal latino “comites”). Egli non
disponeva neppure di un efficiente apparato fiscale dal quale trarre risorse.
Per guadagnarsi la fedeltà dei signori, il re elargiva loro dei premi: in latino si
chiamavano “benefici”, e consistevano in terre oppure nel diritto di esigere
tributi. Il regno era anche disseminato di città ciascuna dominata da un
“piccolo sovrano”; il vescovo. Per ottenerne il favore il re concedeva loro,
come ai signori, dei privilegi; spesso si trattava di terre da amministrare o
dell’esenzione dai contributi per l’esercito. Queste esenzioni si chiamavano
“immunità”.

Liberamente tratto da: A.Brusa, “L’Atlante delle storie, vol 2”, Palumbo editore,
Palermo 2010
I maestri di palazzo; maestri di guerra e di propaganda, usurpatori del
potere.

È chiaro che in questa situazione i sovrani non potevano fare molto, dal momento che
il potere era governato dai signori locali. Ma allora chi aveva messo in giro il nome
spregiativo di “re fannulloni”? Erano stati i maestri di palazzo; cioè i funzionari di
grado superiore che gestivano gli affari delle proprietà regali. Dalle loro mani
passavano molte ricchezze ed erano loro che trattavano con i signori franchi.
Conosciamo dunque questi maestri di palazzo…

Pipino i Héristal (in carica dal 680 al 714)

 Stabilisce con i signori locali quei giuramenti di fedeltà che essi contraggono con i
loro vassalli.
 Riesce a rendere la carica di maestro di palazzo ereditaria.

Carlo Martello (in carica dal 716 al 741)

 Concede ai signori locali dei territori in cambio della loro fedeltà. Questi territori
prendono il nome di feudi.
 Nel 732 presso Poitiers sconfigge un esercito formato da musulmani e Visigoti
(cristiani) provenienti dalla Penisola Iberica. Sebbene non si tratti di uno scontro
decisivo egli pubblicizza questo evento proponendosi come il salvatore della
cristianità.

Pipino detto “il Breve” per la sua statura (in carica dal 741 al 768).

 Conduce numerose vittoriose compagne militari contro Longobardi, Sassoni,


Bavari, e musulmani, ma anche contro i Franchi che non accettavano la sua
autorità.
 Invia molti monaci cristiani verso i Paesi Bassi e le regioni tedesche per convertire
i popoli che vi abitano.
 Conclude un’alleanza con il vescovo di Roma (ormai il più importante di tutto
l’occidente) e nel 751 si fa incoronare re dei Franchi in cambio della sua
protezione militare. Di fatto egli usurpa il potere del legittimo re (Childerico III) e
stravolge l’usanza barbara che voleva il sovrano acclamato dai suoi guerrieri.

4. Osserva a casa il filmato proposto su Carlo Magno. Scegli una scena che ti ha
particolarmente colpito e prova a spiegare perché.

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5. Con il tuo gruppo esamina l’aspetto dell’impero carolingio che ti è stato attribuito.
 Nel farlo annotati le date menzionate.
 Soprattutto annotati gli aspetti del tema che ti sembrano più significativi.
 Ritrovati poi con gli altri specialisti e prova a spiegare loro gli aspetti più
importanti del tuo argomento.
Breve biografia di Carlo Magno.

Anno Evento
742

768

774

786

793

800

814

Il Sacro Romano Impero