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L’UNIFICAZIONE DELL’ITALIA

IL RITORNO DELLA RESTAURAZIONE E I MOTI MAZZINIANI

Dopo la prima guerra d’indipendenza Ferdinando II in Sicilia si affrettò a ripristinare un regime reazionario
mentre nel resto della penisola venne attuata una progressiva normalizzazione dove si mirava ad una
soluzione repubblicana. Sia in Toscana che a Roma fu instaurata la repubblica ma in entrambi i casi si
ritornò al potere dei sovrani. In Piemonte Carlo Alberto a causa delle proteste dei democratici fu costretto a
dichiarare guerra all’Austria attaccandola con un esercito che fu sconfitto a Novara e rinunciò l’esercito a
favore del figlio vittorio Emanuele II che firmò un nuovo armistizio. Dopo la guerra Vittorio Emanuele II
lasciò in vigore lo Statuto albertino e il Piemonte rimase il punto di riferimento per i liberali.

Nonostante ciò le richieste di maggiori libertà civili e politiche rimasero dando origine successivamente al
RISORGIMENTO che sarebbe una serie di eventi che porto l’Italia ad uno Stato unitario. A questo esito ci
furono diverse forze a volte contrastanti tra loro. Le prime sono quelle repubblicane di ispirazione mazziana

Per Mazzini la resistenza dei reppublicani contro l’austria aveva fatto si che si credeva di potercela fare ad
liberarsi dall’Austria e per questo fondò il Comitato centrale democratico europeo. I piani di Mazzini erano
quelli di preparare una rivolta su scala nazionale ma i suoi tentativi fallirono ma nonostante ciò Mazzini
restava ancora convinto di potercela fare dando vita al Partito d’azione ma la nuova serie di moti falli lo
stesso concludendosi a Sapri e Pisicane.

CAVOUR E IL PROGRAMMA LIBERALE MODERATO

In questo periodo il piemonte al contrario degli altri stati non partecipava a cercare di unificare l’italia. In
sto periodo si stava cercando di affrontare la tematica del rapporto dello Stato e della Chiesa dove la
camera approvo le leggi Siccardi che prevedevano una riduzione dei poteri ecclesiastici. Queste leggi non
vennero approvate da tutti ma nonostante ciò grazie a Cavour il testo passo anche al Senato e qui
successivamente si creò un nuovo gruppo parlamentare liberale moderato con a capo Cavour

Cavour voleva una monarchia costituzionale che aderisse agli ideali del liberalismo promuovendo la
borghesia imprenditoriale. Aveva un ruolo fondamentale il parlamento che era eletto su base censitaria.
Inizialmente Cavour voleva unire solo l’Alta Italia ma poi aderì ad unificarla tutta ma cercando di prevenire
ogni prospettiva rivoluzionaria e per questo lui si affido il processo d’indipendenza alla monarchia sabauda
(SAVOIA)

A Cavour gli fu attribuita anche la carica di ministro delle Finanze dove fece dei trattati commerciali per il
libero scambio.

Tutti non erano daccordi alle riforme di Cavour e per questo Cavour si alleo con il capo della sinistra
moderata e successivamente si avvicinò alla centro destra consentendoli così di avviare una politica
riformatrice.

Per compiere l’unione dell’Italia Cavour cercò di stringere prima solidi legami con la Francia e l’Inghilterra e
poi attaccare l’Austria in modo che potesse essere difeso.

Per questo scoppiò la guerra di Crimea dove Cavour aderì all’alleanza franco inglese. Cavour partecipò al
congresso di Parigi e denunciò l’Austria che occupava l’italia portando questa questione a livello europeo.

il governo piemontese contrappose al Comitato nazionale la Società nazionale italiana che perseguiva
l’unità politica della penisola sotto la protezione della monarchia sabauda.
LA SECONDA GUERRA D’INDIPENDENZA

Cavour riuscì con i suoi intendi di portare all’esclusione dell’Austria dal territorio italiano e per farlo attentò
senza successo la vita di Napoleone III. Facendo così Cavour cercava di convincere l’imperatore ad un
intervento di necessità sulla penisola italiana riuscendoci. La penisola doveva essere divisa in Regno
dell’Alta Italia, uno stato della chiesa, regno dell’italia centrale e regno dell’Italia meridionale. L’accordo con
Napoleone prevedeva uno schieramento da parte dei francesi insieme al regno di Sardegna solo se l’Austria
avrebbe dichiarato guerra. Successivamente scoppio la seconda guerra d’indipendenza conquistando prima
Magenta, San Martino.

Quando le truppe entrarono nel Veneto, Napoleone III si incontrò con l’imperatore Francesco Giuseppe a
Villafranca firmando un armistizio che sospendeva tutti i conflitti e riguardante anche la cessione della
Lombardia alla Francia, il ripristino dei legittimi sovrani fuggiti e la formazione di una confederazione.
Cavour chiese le dimissioni ma poco dopo fu eletto presidente del consiglio. Nonostante però il successo
del piano di Cavour ci fu un malcontento nel meridione che non si vedeva integrata nel progetto di
rivoluzione e quindi con Giuseppe Garibaldi si fece la spedizione dei mille.

arrivato in Sicilia affermò la dittatura con l’Editto di Salemi e andò avanti fino all’intera conquista, salendo
fino a Napoli. Cavour vedendo ciò che stava succedendo nel meridione modificò la sua strategia politica,
mirando all’invasione dello stato della chiesa, marche ed umbria. Arrivati entrambi a Napoli, Garibaldi
cedette le operazioni al governo piemontese tramite un accordo chiamato “incontro di Teano”. Nel 1861 si
inaugurò il primo Parlamento nazionale, venne proclamato Vittorio Emanuele II re d’Italia.

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