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7/10/20 Cannavacciuolo |

Abbiamo visto il volume di Eco: Dire quasi la stessa cosa.


Abbiamo visto il primo principio: disambiguazione contestualedifferenza tra la struttura della poesia rispetto alla
prosa, e i diversi problemi della traduzione: la genesi del testo poetico con il testo in prosa.
Abbiamo visto M.A.A. “Leyenda de la Tatuana” che cosa accade quando troviamo delle figure poetiche all’interno
del testo in prosa cercare di mantenere il più possibile la figura retorica senza tradurre anche la metaforacome “en
el primer dibujo de la tarde” il traduttore svela la metafora traducendola “al primo calar della sera”. Non è sbagliato
ma bypassa l’uso di queste figure poetiche di sostituzione, che abbiamo visto che sono importanti non solo per
rinnovare il linguaggio estetico della letteratura e si pescavano delle risorse appartenenti alla poesia e si introducevano
nella prosa, ma anche perché l’operazione culturale è molto particolare quello che fa Astiurias. In questo caso la
metafora serviva a riportare all’interno del testo il pensiero mitico che aveva originato il testo stesso. La storia stessa.
La presenza delle metafore in questi testi va ben oltre la volontà estetica. Ha un senso simbolico ulteriore la presenza
della metafora in queste narrazioni, perché rimanda alla struttura stessa del pensiero mitico delle popolazioni
preispaniche che hanno concepito questa storia.
Vedete quanti sensi possono avere determinate espressioni, figure retoriche. Quello di cui abbiamo spesso parlato. I
vari livelli simbolici del linguaggio.
Rispettare la metafora vuol dire anche recupero culturale non solo di rinnovamento estetico.
Noi che studiamo ispano-americano riusciamo a cogliere il senso più profondo del testo originale e sappiamo che ha
perso dei sensi importanti.
Oscar Cerruto, Cero de penumbras
Cerco=circulo
DRAE <<Asedio que pone un ejército, rodeando una plaza o una ciudad para combatirla>>
• cerchio
• assedio, conflitto, aggressione
“de penumbras”
Due possibili funzioni della preposizione genitiva “de”, che potrebbe significare “da parte di” (assedio) o “con”
(costituito da) (delimitazione e sostanza del cerchio).

Oscar Cerruto:ha scritto questo volume di racconti fantastici. Un fantastico un po’particolare in cui coltiva con il
surrealismo.

Una sua ex studentessa ha fatto una traduzione di alcuni di questi racconti di Cerrutodalla traduzione del testo
fantastico ha voluto vedere se la traduzione poteva aiutare a comprendere meglio il testo fonte. Ha fatto un’operazione
al contrario rispetto a quella che facciamo noi. Noi partiamo dal testo fonte, leggiamo, interpretiamo e traduciamo. Lei
parte dalla traduzione.
Legge il testo fonte, interpreta, traduce. Dopodiché ha utilizzato la sua stessa traduzione, il processo stesso di
traduzione per gettare luce su alcuni meccanismi fantastici del testo fonte. Origine. Perché la traduzione è ancora più
interessante quando è spesa su un testo fantastico. Il punto è come tradurre il meccanismo fantastico?
Si traduce allo stesso modo?
Da questa domanda si è originata l’idea.
La prima difficoltà di traduzionenel titolo del volume: cerco de penumbras.
Lei è partita dal primo sostantivo cerco, che in spagnolo vuol dire sia circolo ma anche assedio. L’accerchiamento
vuol dire. Rimanda sia a una forma geometrica, sia all’assedio, al conflitto e all’aggressione. Non è male questa

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riflessione perché questo è il titolo di un volume di racconti fantastici. Il fantastico è metaforizzato nel termine
penumbras.
Vuol dire che questo titolo allude all’assedio delle creature fantastiche, dell’atmosfera fantastica all’interno delle
storie. Delle realtà dei personaggi.
Come tradurre cerco de penumbras? Cerchio di penombre?
Cerchio di ombre? Accerchiamento? Assedio? Conflitto?
La seconda riflessione che lei ha fattoè il de penumbras, che confrontandolo con il latino potrebbe essere definito un
genitivo, cioè un complemento di specificazione.
Il cerchio delle penombre.
In italiano suona molto male.
La sua studentessa ha sottolineato queste due possibili funzioni della preposizione genitiva de. Che potrebbe
significare da parte di: sono le ombre fantastiche che costituiscono, formano l’assedio. Un assedio fatto dalle ombre.
Oppure con, cioè costituito da, un cerchio fatto di tenebre. Questo de penumbras rimanda o alla sostanza del cerchio,
di che cosa è fatto questo cerchio a cui allude l’autore, o il soggetto che compie l’azione di accerchiare.
Voi come l’avreste tradotto?
Per esempio, uno dei racconti contenuti in questo volume molto interessante si intitola “los buitres” che sono gli
avvoltoi. Dove tutto il racconto è proprio giocato su quest’atmosfera bellicosa che l’elemento fantastico crea
inserendosi nella realtà del personaggio.
Il fantastico dell’800, primi del 900, funziona del modo tale che abbiamo una realtà testuale dei personaggi che viene
invasa da un elemento esterno, misterioso, extra reale.
Che presumibilmente appartiene a una dimensione diversa dalla realtà dei personaggi. Cortazar rivoluziona
totalmente il fantastico.
L’elemento fantastico, dalla propria dimensione rispetto alla realtà dei personaggi, entra e invade e invade la realtà del
personaggio.
Castello d’Otrantoromanzo gotico, è ambientato in questo castello ad Otranto in cui ad un certo punto iniziano a
piovere dal cielo degli oggetti. Piove una mano gigante, uno scudo, pezzi d’armatura e da li si sviluppa la storia.
Questo avvenimento raccontato in questo romanzo è la metafora di che cosa viene nel fantastico. L’invasione da
un’alta dimensione. Da oltre il cielo. Elementi appartenenti da un'altra realtà che invadono la realtà dei personaggi.
Piove dal cielo…questo avvenimento raccontato è la metafora di che cosa viene nel fantastico. Invasione da oltre il
cielo che invade la realtà dei personaggi.
Cerco de penumbras si riveste di un’interessante profondità semantica perché rimanda da un cerchio fatto di, ma anche
ad un assedio creato da.
È possibile mantenere entrambi i sensi in italiano?
L’invasione delle tenebre?
È possibile mantenere entrambi i sensi in italiano?
Dalla metà del ventesimo secolo il modo di fare fantastico cambio, avremo il neo-fantasticone parliamo con Cortaz.
Le ombre: sono conosciute
Il fantastico si svela l’oggetto ma mai la radice! Quindi quali ombre?

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L’accerchiamento delle ombre???dice Nicolo delleocchio all’art determinativo. Delle ombre vuol dire che sono
ombre connotate e conosciute. In realtà no, perché una delle chiavi per interpretare il fantastico è capire che non si
svela mai la radice del fantastico.
Nel fantastico si svela l’effetto, l’oggetto derivato ma mai la radice, quindi quali ombre.
Quindi se aggiungiamo l’articolo determinativo vuol dire che conosciamo quella cosa.
Accerchiamento di ombre va bene però funziona ai fini editoriali un titolo cosi? Di un volume di racconti?
Accerchiamento di ombre? Insomma...Il significato simbolico mi viene già svelato.
Assedio oscuro? Assedio dell’oscurità Francescoguardate la sua soluzione. Ha trasferito la caratteristica delle
ombre in un aggettivo. Un aggettivo che rafforza l’assedio. Assedio oscuro non è male.
Il cerchio di tenebre meglio senza il determinativo. Cerchio di tenebre questa traduzione riesce a
mantenere il significato.
Nel fantastico non si mette l’artnel momento in cui avete a che fare con dei testi fantastici usate il meno possibile
gli articoli determinativi. Perché l’articolo determinativo mi determina un qualcosa di noto, di conosciuto mi indica, e
riconoscibile. Invece noi ci muoviamo in un terreno letterario creato sulla base dell’enigma dovuto all’impossibilità di
conoscere la radice di questo elemento estraneo. Che noi chiamiamo fantastico, però deriva tutto dall’estraneità che
quest’elemento ha rispetto ai personaggi.
Cerchio di tenebrequesta traduzione è forse la traduzione che più riesce a mantenere una fedeltà al testo originario e
all’intenzione dell’autore e all’alludere ad un’atmosfera bellicosa. Perché se uno è all’interno di questo cerchio di
tenebre sicuramente non è una situazione rassicurante.
Una delle prime nozione del testo fantastico è quella di incutere inquietudine nel lettore.
Bella la resa della penombra e dell’ombra come tenebre.
Le tenebre rimandano a un’oscurità che simbolicamente ci richiama la minaccia, al pericolo. Nelle tenebre si nasconde
il pericolo.
Per tradurre bisogna co testualizzare il titolo del volume. Cioè capire che il titolo deve rappresentare dei racconti
strutturati secondo il del fantastico tradizionale. Per tradurre è molto importante mettere il titolo in rapporto con gli
altri racconti.
Principio 2 Reversibilità è come se fosse la prova del nove, una piccola chicca metodologica che Eco fornisce ai
traduttori letterali per fare una modifica al contrario.
Un testo in una lingua naturale X è la traduzione del testo in una lingua naturale Y se, ritraducendo X nella lingua Y il
testo Y2 che si ottiene ha in qualche modo lo stesso senso del testo Y.

Il pp di reversibilità si gioca a partire dalla vostra traduzione. Voi traducete un testo in una lingua. nel momento in
cui avete la traduzione, si può vedere se è una traduzione coerente o aderente al testo di partenza ritraducendola.
Se la ritraducete e vedete che il testo è simile al testo fonte allora la traduzione è corretta. È una traduzione al
contrario per verificare la coerenza e la correttezza della traduzione.

Non c’è sempre tempo per tradurre.

Consiglio: fare solo nei punti di difficoltà.

Questa tecnica della reversibilità può essere spesa in punti particolari in cui avete dei dubbi.

una buona traduzioneEco fa due riflessioni. Una buona traduzione:


-rende ottimale la reversibilità Una volta ritradotto si ottiene un testo estremamente aderente o simile. al testo di
partenza. Che cosa intende per reversibilità? Il pp di reversibilità è interessante per ritradurre dei punti ostici del testo
fonte. Però attenzione a non farvi condizionare dal testo fonte.
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-permette di mantenere reversibili il maggior numero di livelli del testo (manifestazione lineare, livello ritmico, livello
concettuale).  Se voi in un testo fonte vi imbattete in una frase idiomatica o modo di dire, come la traducete in
italiano? Con un’espressione idiomatica che abbia lo stesso senso.
Il proverbio, il ritornello, l’espressione idiomatica non va tradotta letteralmente, non va mantenuta la manifestazione
lineare. Va tradotta con un equivalente nel contesto d’arrivo del senso di quell’espressione idiomatica. Va mantenuto
il senso non la letterarietà del linguaggio.
La reversibilità non si gioca solo sulla manifestazione lineare del linguaggio ma sul senso profondo.
La seconda riflessione di Eco che dice: una buona traduzione permette di mantenere reversibile il maggior numero di
livelli del testo: LA MANIFESTAZIONE LINEARE, IL SENSO LETTERALE del linguaggio, IL LIVELLO
RITMICO, IL LIVELLO SINTATTICO, IL LIVELLO CONCETTUALE, IL LIVELLO Simbolico. Più sensi, più
livelli del testo riusciamo a mantenere reversibili e più la traduzione è completa. In alcuni punti la cosa più importante
è mantenere/produrre lo stesso effetto non tradurre in modo letteralefigure retoriche, proverbi, espressioni
idiomatiche, figure poetiche all’interno di un testo di prosa. Ci sono dei punti del testo in cui mantenere l’effetto è più
importate che tradurre la manifestazione lineare cioè l’aspetto letterale del linguaggio.
Principio 3 Equivalenza funzionaleè connesso al pp della reversibilità.
Una traduzione deve produrre lo stesso effetto a cui mirava l’originale.
-il traduttore deve formulare un’ipotesi interpretativa su quello che doveva essere l’effetto previsto dall’originale.
Se in un testo originale si crea un’isotopia del ghiaccio, del bianco o del freddo. Pensa a Quiroga. Per ricreare
un’atmosfera mortifera voi dovete cogliere questo effetto espresso dagli aggettivi e dagli avverbi e dovete ricrearlo nel
testo d’arrivo. Come si fa a ricreare lo stesso effetto? Come si fa a mantenere in una traduzione lo stesso effetto
dell’originale? Formulando un’ipotesi interpretativa su quello che doveva essere l’effetto previsto dall’originale.
Torniamo sempre alle fasi della traduzione letteraria. L’interpretazione è fondamentale. Torniamo a fase 2. Dovete
sempre formulare un’ipotesi su quella che doveva essere l’intenzione dell’autore e quale che è l’intenzione dell’opera.
Qual è la finalità del testo? Che cosa vuole produrre il testo? Il testo fantastica mira a almeno due effetti: paura ed
inquietudine. Questo livello di significazione va mantenuto misteriosa, minacciosa del fantastico Per mantenere
l’effetto è molto importante la fase dell’interpretazione.

-effetto=intentio operis
-negoziazione

Eco riflette su un’operazione fondamentale e imprescindibile della traduzione letterariala negoziazione

Negoziare

Uno dei punti fondamentali della traduzione letterarianegoziare a tutti livelli, sia con l’intetio auctoris, intentio
operis, linguaggio di partenza, linguaggio d’arrivo, con l’autore, con il lettore. La traduzione letteraria si fonda su una
continua, costante negoziazione da cui non potete sottrarvi mai.

Hans Gadamer, Verità e metodo (1960)

<<Se nella traduzione vogliamo far risaltare un aspetto dell’originale che a noi appare importante, ciò può accadere
solo, talvolta, a patto di lasciare in secondo piano o addirittura eliminare altri aspetti pure presenti. Ma questi è
proprio ciò che chiamiamo interpretazione... In quanto però [il traduttore] non sempre è in condizioni di esprimere
tutte le dimensioni del testo, il suo lavoro implica anche una continua rinuncia>>

 il trad ha questa libertà. Una parola può diventare polisemica, cioè avere più di un significato e più traduzioni.

Gadamer traduce la negoziazione come rinuncia la negoziazione ha sempre alla base una scelta. La trad letteraria
ha sempre una scelta. L’accezione che volete la dovete scegliere voi. Ogni scelta vuol dire una rinuncia.

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Scegliere nel momento semasiologico implica la rinuncia di altri sensi.

Caro lettore, scegli tu!

Ogni scelta vuol dire una rinuncia.

tradurre: <<limare via>> alcune delle conseguenze o delle sfumature che il termine originale implicava.

Ogni traduzione, quindi, deve essere preceduta da un’interpretazione che, a sua volta, deve stabilire quante e quali
delle possibili conseguenze o sfumature che il termine x suggerisce possano essere limate via.

Eco parla di traduzione come un limare viaogni scelta implica scartare altri possibili sensi.

Eco afferma che ogni traduzione deve essere preceduta di un’interpretazionequale aspetto è più importante?
Nella fase interpretativa.

Scegliere le parole dopo aver interpretato.

Quirogaparentesielemento importante: si scrive sempre partendo da un’assenza. I testi della grande


letteratura universale partono sempre dalla mancanza. Una frattura del soggetto.

Più drammatica è la ferita dell’autore e più alta è la significazione del testo.

Quiroga scriveva per esorcizzare le sue paurefobia che mangiando potesse trovare degli insetti nel cibo. Chiusa
parentesi.

Come negoziare Eco dice che implica alcune perdite. Le perdite possono essere assolute o parziali

- Perdite assolute: il traduttore si imbatte in un termine che non è possibile tradurre o il traduttore sceglie di non
tradurlo. E di mantenerlo così anche nel testo d’arrivo.

In questo racconto “La muneca” Silvina Ocampola tendenza psicologica del fantastico. Lei scrive questo tipo di
fantastico. Sovversione fantastico: non si capisce se sia reale o tutto frutto dell’immaginazione o del trauma
psicologico dei personaggi.

Nei suoi racconti ci sono sempre queste bambole che prendono vita e che mangiano magari il bambino che le
possiede.

Non è possibile tradurre

<<En un break irían a buscarla el señor Ildefonso, Juan Alberto y Luis>>

<<Il signor Idelfonso, Juan Alberto e Luis sarebbero andati a prenderla con un break>>

Silvina Ocampo, <<La muñeca>> (Los días de la noche, 1970)

Nota a piè di pagina

 Break=un tipo di carrozza, con la parte posteriore adattata al carico di bagagli. Piccolo porta bagagli posteriore.

Il traduttore come traduce break? Non è una semplice carrozza. È una carrozza particolare, di dimensioni più ridotte.

Ha inserito una nota NDT: nota del traduttore, in cui ha spiegato break: per break si intende una carrozza con la
parte posteriore adibita al trasporto di bagagli. Questo è un caso di perdita assoluto perché il traduttore non traduce
il termine dal testo fonte al testo foce.

- Perdite parziali Eco dice che sono la maggior parte dei casi, perché è una conseguenza della negoziazione però
non ci autorizza a tradurre come vogliamo. O a la carlona: cosi come ci viene. Bisogna ragionare sul testo di
partenza in modo tale da limitare il più possibile le perdite.

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La maggior parte dei casi

<<el tranvía bajo el sol por las verdes alamedas […]>>

<<il tram circolava sotto il sole per i viali alberati>>

Oscar Cerruto, <<Los buitres>> (Cerco de penumbras, 1958-1975)

Verdes alamedas: viali alberati? È partita dal termine alameda: è il viale alberato di pioppi. Non voleva mantenere
una traduzione letterale. Verde viale alberato? Ha deciso di rinunciare all’aggettivo verde perché ridondante. Il viale
alberato manda già al colore verde. Scrivere verde viale alberato sarebbe stata una tautologia.  ripetizione dello
stesso concetto. Il traduttore ha optato per una perdita perché il rimando al colore verde era già inclusa nella
traduzione viale alberato.

In questo caso è una perdita parziale, ed è accettabile. Che cosa abbiamo perso? Abbiamo perso una iterazione data
dalla ripetizione del consonante v: verde viale. Che poteva creare un ritmo interessante dal punto di vista sonoro.
Perché rinunciamo al verde? perché trattandosi di prosa e non di poesia l’aspetto sonoro era un aspetto secondario,
e quindi lei ha scelto di ridurre questo aspetto per creare un’immagine visualizzabile. Il viale circondato ricoperto di
alberi e non creare ripetizioni semantiche. Ha fatto una scelta. Ha scelto quale senso era più importante mantenere.
Ha operato quello che in linguistica si chiama economia linguistica. Rinunciare a una parola perché è già sottointeso il
suo significato all’interno del sintagma: verde viale alberato.

Mettiamo che alameda avesse avuto il significato di viale di cipressise fosse stato cosi sarebbe stato interessante
perché il cipresso significa l’ingresso a un luogo mortifero. Sono gli alberi che vengono scelti per accompagnare i
visitatori che vanno a trovare i loro cari defuntisarebbe stato estremamente suggerente. Anche perché “los
buitres”è un racconto che si gioca sull’atmosfera della minacciosità, di aggressività dell’elemento fantastico che
assedia il povero protagonista all’interno di autobus. Questo protagonista si ritrova a non essere più vivo.
L’ambiguità del testo, le figure della morte si sprecano perché l’ambiguità del finale del racconto è sul fatto che non
si sa se il protagonista è ancora vivo o è morto. C’è una frattura nelle dimensioni del racconto tra una realtà e una
dimensione oltre la realtà. Il viale di cipressi sarebbe stato estremamente suggerente per le connotazioni mortifere
che ha.

Perdita assolutaun altro esempio. El fin è la ri-scrittura di uno dei testi fondamentali della storia della letteratura
argentina. È un Martin Fierro poema narrativo del 1876, di Miguel Hernandes, in cui si parla del gaucho Martin
Fierro, il mandriano, e delle sue peripezie. Diventa una figura perseguitata dalla legge all’interno della storia. Diventa
l’emblema della letteratura argentina. Il poema di Hernandes diventa un caposaldo della letteratura argentina. Il
Martin Fierro diventa un testo in cui gli argentini si identificano. Diventa un testo di identificazione nazionale. In
questo racconto Borges fa morire Martin Fierro. Mentre nel poema di Hernandes è un eroe che poi si risolleva dallo
stato di disgrazia in cui è caduto. Borges scrittore dei primi del 900 fa morire MF. C’è una parte di questo racconto in
cui si legge:
“El ejecutor era un negro que había aparecido uan noche con pretensiones de cantor y que había desafiado a otro
forastero a una larga payada de contrapunto”.
(Jorges Luis Borges, “El fin”, Ficciones, 1944).
“A suonare era un negro che era comparso una será con pretese di cantore e che aveva sfidato un altro forestiero a una
lunga payada de contrapunto”
(“La payada de contrapunto è una gara di canto improvvisato, su temi proposto dal pubblico, tra due o più payadores
che si accompagnano con la chitarra [N.d.T.]”)

El ejecutoresecutore

tra i gauchos vi erano i cosiddetti payadores, che erano i payadore? Erano dei gauchos che si divertivano la sera a
riunirsi intorno al fuoco, sotto le stelle, e si sfidavano a vicenda. Sfida poetica. A chi riusciva intonare la poesia più
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bella, più ritmata. I payadores erano un sottoinsieme dei gauchos particolari che sapevano anche suonare la chitarra e
cantare. Si sfidavano in queste payadas. Poesie cantate e recitate.

Come si traduce payada de contrapunto?il traduttore non traduce, lascia l’espressione così e inserisce una nota.

payador=Gauchio che sa cantare e recitareè un esempio di perdita assoluta perché è impossibile a tradurre.

Il traduttore sceglie di mantenere così anche per rispettare l’allusione alla cultura, a cui si riferisce, e inserisce una
nota.

Perdita parziale
“En tanto, el Maestro Almendro, que se había quedado en la ciudad perdido, deambulaba como loco por las calles
[…]”.
“Miguel Angel Asturias, “Leyenda de la Tatuana”, Leyendas de Guatemala, 1930)
“Nel frattempo, il Maestro Mandorlo, rimasto in città, si aggirava sconsolato per le strade come impazzito […]”.
(trad. Giorgio de Marchis e Ria Lussi)
il Maestro Mandorlo che prende vita e deve andare a recuperare, siamo nella dimensione atemporale del mito, il
frammento perduto della sua anima.
come ha ragionato il traduttore? C’è stato uno spostamento nella traduzione dell’aggettivazione, sia uno
spostamento del riferimento dell’aggettivazione sia una resa diversa dell’aggettivo. Perché? Perché perdido  questo
aggettivo perdido è già alluso nell’azione di deambulava. Il verbo deambular rimanda al girovagare. Chi è che va a
girovagare, una persona che non ha una direzione ed è persa.
Il traduttore ha deciso di caricare il senso semantico sul verbo delambular. Ha voluto rafforzare il significato di
deambular, spostando l’aggettivazione dal primo periodo dal fatto di essere rimasto nella città al fatto di aggirarsi nella
città. La prof avrebbe tradotto girovagava sconsolato, avrebbe calcato di più.
Nell’azione del deambular è già implicito un essere persi, senza direzione. Il traduttore ha spostato l’aggettivo per
caricare il senso sull’azione dell’aggirarsi o girovagare e hanno tradotto l’aggettivo dando una sfumatura diversa in
modo tale da non ripetere l’azione del verbo o un senso che è già inteso nell’aggirarsi.
Nell’azione di girovagare c‘è già inteso un essere persi, il verbo perdido è stato mantenuto ma è stato reso in modo
diverso, come un essere persi per la tristezza di aver perso un frammento della propria anima. Quindi l’essere meta
perché non si ha più un frammento della propria anima, questa condizione è stata resa con il suo effetto. Si è sostituita
la condizione di perdizione con l’effetto: ho perso la mia anima e l’effetto è la tristezza. (è abbastanza sottile: nel
verbo deambular è già inteso di aver perso la direzione, mantengo l’aggettivo, ma:1. Lo sposto vicino al verbo in
modo tale da caricare di più l’azione 2.metto in evidenza sempre la scelta, un senso che mi rimandi all’effetto, alla
conseguenza dell’aver perso qualcosa, del sentirsi perso, piuttosto che alla causa: e l’effetto e la tristezza (conseguenza
della perdita)).

Non si è perso tutto il senso, si è scelto di prediligere un aspetto del significato rispetto di un altro. Ci rimanda un
grande ragionamento molto profondo sul testo.

Non arricchire mai, anche quando si è tentati, il lessico dell’autore, anche se certe volte il traduttore è obbligato a
variare.
In una traduzione dal francese bisogna evitare i francesismi, come bisogna evitare gli anglicismi in una traduzione
dall’inglese.
Es. bouquet-mazzo
Es. Ni pudimos hacer laseras a escondidas de la nonna.
Né abbiamo più potuto fare cavolate di nascosto dalla abuela
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(Paula Bombara, El mar y la serpiente, 2005)


Eco mette in guardia il traduttore letterario di non arricchire il lessico dell’autore.
In una traduzione dal francese bisogna evitare i francesismi, come bisogna evitare gli anglicismi dall’inglese.
Bouquet= mazzo di fiori ma mazzo di fiori ci cambia il significato, costituisce una perdita parziale perché non ci
rimanda a quello che significa il bouquet.

Non bisogna arricchire mai il lessico dell’autoreperché? rischiate di dare altra interpretazione del testo: rischiare di
rivelare troppo il senso nascosto del testo e rischiate di sostituirvi al lettore.

Il traduttore si muove sul fil di lana.

Fil di lana cioè deve dosare le sue energie e le scelte di traduzione in modo tale da rispettare determinati sensi ma
di non spiegare troppo al lettore

è molto importante la fase di interpretazioneattuare la gerarchizzazione dei valori di un testodi un testo non
solo individuare vari livelli di significato ma cercare di capire quali significati l’autore voleva mantenere più ambigui e
quali possono essere svelati. Rischiate di svelare il gioco che l’autore voleva creare nel testo in dialogo col lettore
che cos’è la traduzione? Bisogna ricreare la stessa ambiguità!

Bouquetmazzo

Evitare i francesismi e gli anglicismi

Il mazzo di fiori non ci rimanda al bouquet

 Paula Bombara scrive nel 2005 un romanzo per ragazzi. C’è un boom di letteratura per ragazzi in Argentina in cui
viene affrontata la dittatura argentina 1976-83 “periodo nero” o guerra suciaguerra sporca tra gli argentini.
Interno al paese, all’interno della stessa popolazione. La dittatura utilizzava dei sistemi ne legali: creazione di spazi di
prigionai clandestini. ESMA-escuela superior militar de la armadaedificio di edizione clandestina Dove venivano
rinchiusi i prigionieri.

Desaparecidosperiodo negrodittatura

Questa corrente di letteratura riprende il trauma della dittatura nella coscienza dei popoli che l’hanno
vissutadesaparecidos ma anche dei bambini che nascevano durante la prigionia.

Origina il fatto al movimento de las madres de la paya de mayo che rivendicavano i copri dei figli spariti, succede il
movimento de las abuelas de la playa de mayo. Rivendicano i figli, i nipoti ormai col passare del tempo.

Immaginate la frattura identitaria di tutto questo. Molte scrittrici hanno scritto per risolvere questo problema
identitario.

Legge il pezzo sulla nonna nonna: abuelauna famiglia italo-argentina e quindi nel lessico parlato ci sono anche
dei termini italiano. Nel momento in cui traduciamo in italiano dobbiamo scrivere abuela perché se lo traduciamo del
tutto si annulla tutto. Rimanda a una doppia cultura.

Nonnabi lingueabueladoppia cultura

Laserasstupidaggini: cavolate

Parla dell’Argentina e dell’immigrazione italiana

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Bouquet è come siesta?

La prof ci sottolinea la teoria della traduzione per farci ragionare sul testo