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16/09/20 Cannavacciuolo

La volta scorsa abbiamo iniziato a parlare dell’archeologia della traduzione, e quindi della teoria della
traduzione letteraria.
Prima di riprendere i PPT, vi vorrei far vedere un articolo interessante apparso nel 2017 in occasione della
seconda traduzione di Cien años de soledad di Gabriel García Marquez, uno dei grandi romanzi della
narrativa ispano-americana, romanzo del 1967. Nel 1968 appare la prima traduzione, viene tradotto in Italia
da Enrico Cicogna.
Le traduzioni non sono sempre uguali, perché la traduzione invecchia. La traduzione risponde al contesto di
produzione della traduzione stessa, ai lettori che dovranno fruire dell’opera tradotta e allo statuo linguistico
del periodo.
È un articolo che confronta le due traduzioni: del68 e del 2017 (Ilide Carmignani). Confrontando l’incipit e
l’excipit (la conclusione). Le traduzioni non sono identiche.
Gli anni 60 sono gli anni del boom del romanzo ispano-americano.
Marquez viene considerato il padre del realismo magico, una realtà impregnata di magia. Questo esotismo e
questa magia vengono sottolineati, viene amplificata nella traduzione di Cicogna per rispondere a un
pubblico di lettori che voleva quell’esotismo. Ilide Carmignani struttura diversamente la sua traduzione, è
più diretta, più semplice, più accessibile, più immediata, meno sognante. Rimanda la realtà del romanzo per
quello che è.
Problemi della traduzione: l’interpretazione del messaggio, il messaggio traversato.
Il traduttore letterario deve negoziare sia con l’opera che con il pubblico. Essere fedeli all’opera e rispondere
alle esigenze del pubblico che leggerà, perché questa è una richiesta delle case editrici.
L’intenzione dell’autore, la cosiddetta intentio auctoris: intenzione dell’autore e un pubblico d’arrivo.
La traduzione è soggetta a dei fattori contingenti che cambiano.

 Roman Jakobson <<Linguistic Aspects of Translation (1959)>>


Teorizza tre tipi di traduzione:
interlinguistica – traduzione in senso proprio (o endolinguistica) da una lingua a un’altra, tra due
lingue.
intersemiotica – trasmutazione interpretazione di segni verbali per mezzo di segni non verbali:
l’adattamento cinematografico. Per essere precisi è la trasposizione, si traspone. Si porta un testo verbale
all’interno di un sistema semiotico, di un sistema di segni non verbali. Quando un libro si traspone in un
film. Quando di un film si fanno dei dipinti. Il manuale di zoologia fantastica di Borges viene illustrato da
pittori. Ci sono dei racconti trasposti in fumetti. Che si muove tra due sistemi di segni diversi, dal verbale ai
segni visivi, alle immagini.
interlinguistica – riformulazione all’interno dello stesso sistema verbale. Cioè la definizione di
Jakobson: interpretazione di segni verbali per mezzo di altri segni di una stessa lingua. Per esempio la
riformulazione. Se io un racconto lo riscrivo con altre parole questa è una traduzione interlinguistica:
parafrasi.
Di che tipo di traduzione parliamo quando traduciamo i giochi di parole all’interno di un romanzo o di un
testo? Dipende se ci muoviamo tra due lingue o no.
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Se è dall’inglese all’italiano è una traduzione interlinguistica. Se oltre a tradurre le parole traduciamo il


gioco linguistico in un altro tipo di testo. Cioè rompe il gioco linguistico e ne fa la parafrasi. Non rispettando
la filastrocca dell’autore, ma la riportiamo in prosa. Avremo una traduzione interlinguistica e una
riformulazione all’interno del sistema verbale dell’italiano. Dipende sempre come ci muoviamo.
Giochi di parole sono una sorta di poesia all’interno della prosa, perché in realtà sono delle piccole
filastrocche che giocano con la rima. Sono piccoli componimenti poetici. Il traduttore in questo caso ha due
possibilità: o attua una traduzione interlinguistica e ricrea il gioco di parole nella sua lingua cioè in italiano,
cambiando il tipo di rima o le parole per rispettare la rima. Oppure attua sia una traduzione dall’inglese
all’italiano e allo stesso tempo parafrasa il gioco di parole. Ma in questo modo lo annulla perché non lo
ricrea nella sua lingua. È una doppia traduzione. Se noi parafrasiamo il gioco di parole, la filastrocca, il
ritornello: si perde la variante linguistica e il gioco con il linguaggio, quindi abbiamo nel testo di arrivo una
perdita perché eliminiamo la musicalità. Ecco perché ci dobbiamo sempre chiedere qual era l’intenzione
dell’autore: intentio auctoris, e due intentio operis e che cosa ci vuol dire l’opera.
All’interno di una stessa traduzione ci possono essere due varianti: ci può essere una traduzione
interlinguistica e allo stesso tempo una riformulazione. Quando per esempio abbiamo una poesia in prosa o
un ritornello.
Pensate per esempio a un adattamento cinematografico: sono due traduzioni in una: una traduzione
intersemiotica e anche una traduzione interlinguistica.

 Hans-Georg Gadamer <<Verità e metodo (1960)>> è un filosofo molto caro ad Umberto Eco
Traduzione=dialogo ermeneutico siamo all’interno ella filosofia ermeneutica cioè la branca della filosofia
che si occupa dell’interpretazione.
La traduzione per Gadamer ha una concezione un po’ più ampia. La traduzione è un processo interpretativo,
che implica, che è insito nella compressione delle parole altrui. Quando noi parliamo gli altri traducono il
nostro linguaggio: un processo ermeneutico cioè un processo di interpretazione di concetti. Per Gadamer la
traduzione è insita in qualsiasi atto linguistico. Semplicemente nella compressione di quello che l’altro ci
vuole dire. La traduzione è il compimento di un’interpretazione.
La traduzione è alla base di qualsiasi atto del linguaggio, che sia all’interno della stessa lingua che sia tra
due o tre lingue, tra amici, tra familiari, che sia leggendo un testo nella stessa lingua mettiamo in atto una
traduzione perché dobbiamo capire il senso, il significato e la direzione del testo. La parola senso ha due
significati: senso e significato.
Sueño ha due significati: sia sonno che sogno. Sia l ‘atto di dormi che il prodotto del dormire.
Due ispanohablantes se si parla di sueno, chi ascolta dovrà attuare un’interpretazione per far capire al suo
interlocutore di che cosa sta parlando. Se si sta riferendo a ayer tuve un sueño pesado: ho fatto fatica a
dormire o ho avuto un incubo? Una pesadilla?
Noi traduciamo continuamente. Perché la traduzione è un’interpretazione alla base di qualsiasi atto di parola.
Comprensione
Traduzione=identità strutturale con interpretazione (negoziazione)
Traduzione=compimento di un’interpretazione
Una traduzione è un’interpretazione ma non è detto che ogni interpretazione sia una traduzione.
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 George Steiner <<After Babel(1975)>>ci stiamo movendo su un’asse diacronico (cronologico). Le


teorie e gli scritti sulla teoria della traduzione dal più attivo all’più attuale.
Traduzione implicita in ogni atto della comunicazione, di ogni rapporto comunicativo. continua il
pensiero di Gadamer.
Capire significa decifrare anche all’interno della stessa lingua. decifrare il messaggio anche all’interno
della stessa lingua.
Traduzione: modello di qualsiasi scambio significativo. scambio di comunicazione: verbale ma anche
scambio non verbale. Il linguaggio dei gesti, o del corpo anche quello va tradotto. Nel momento quando c’è
una relazione tra due soggetti, c’è una traduzione: una relazione comunicativa.
 Paolo Fabbri <<La svolta semiotica (1998)>>
L’atto di traduzione è il primo atto di significazione e le cose significano grazie a un atto di traduzione a esse
interne. Pierce, Lotman. il principio di traduzione come l’impulso fondamentale per dare un significato
alle cose. La traduzione in senso molto ampio, semiotico e filosofico.
Un esempio: immaginate un popolo primordiale, una popolazione tribale. Società arcaiche: aborigeni
australiani, ecc. pensate a questo stadio dell’umanità. un giorno vedono piovere, ed è acqua. Il capo tribù
esce dalla sua tenda e vede queste gocce che cadono dal cielo. Che cosa fa? La prima cosa che farà perché è
un saggio. Osserverò le conseguenze. Vedrà che lì dov’è caduta l’acqua qualcosa cresce. Crescono i fiori,
l’erba, la terra è più morbida. La seconda cosa che farà sarà tradurre quell’evento fenomenico. Come lo
traduce? Con un racconto mitico. Che cos’è quello che cade dal cielo? Sono lacrime della divinità. Il cielo
piange ma grazie al pianto del cielo la terra diventa fertile. È un racconto mitico. Tutti i fenomeni naturali
sono impregnati della divinità, secondo la mentalità dei popoli privi di scrittura. processo associativo:
l’acqua assomiglia alle lacrime. Piange per qualche motivo. Lì inizieranno le varie versioni del mito: perché
è ferito…da questo pianto rende fertile la terraquesta è una traduzione di un fenomeno naturale. È una
traduzione la quale finalità è quella di dare un significato alla realtà.
Altro esempio: popolazione azteca: conquistano tutta l’America centrale. La divinità principale è il dio del
sole. Che cosa accade a questa divinità? Il sole secondo gli aztechi. Ogni sera combatteva una battaglia
l’ultimo sangue con i guardiani del regno delle tenebriquesto racconto serviva a spiegare il tramonto. Il
sole combatte le tenebre e perde sangue: ecco perché il cielo si tinge di rosso. Per garantire la vita sulla terra.
traduzione di un fenomeno naturale fatta attraverso una produzione di un racconto mitico.
Fabbri ci dice la traduzione è il primo atto di significazione cioè per dare significato alle cose si attua una
traduzione, producendo dei mitidando così un significato alla realtà.

Abbiamo finito la parte degli studi sull’archeologia della traduzione e ora passiamo alla traduzione
letteraria.
Cosa significa tradurre?
Le parole hanno un’etimologia, cioè una radice che ci dice molto sul significato della parola stessa.
Tradurre deriva da trado, tradere.
Trado(dal tradere)=consegnare, affidare, tramandare una traduzione

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In latino abbiamo anche traducere, non solo tradere.


Traducere=condurre oltre, trasferire, trasportare
Traslatio= trasporto
La traduzione è una traslatio. Traslatio concilia queste due radici la sfera semantica coperta da tradere e la
sfera semantica coperta da traducere. Perché traslatio vuol dire trasporto ma implica un cambiamento.
Noi trasportiamo un testo da un sistema verbale in un altro, ovvero dallo spagnolo all’italiano. Nel momento
in cui lo trasportiamo lo stiamo cambiando, anche se in minima parte. Anche se a livello di una piccola
sfumatura ma il testo d’arrivo non sarà mai identico al testo di partenza. Perché durante il trasporto ha subito
una modifica, un cambiamento.
Nel momento in cui noi traduciamo stiamo tramandando una tradizione, stiamo facendo vivere ancora una
tradizione contribuendo a che una tradizione letteraria continui a vivere.
Il traduttore letterario sta assicurando che una certa tradizione letteraria, culturale di un certo paese continui
a vivere.
Per traduzione possiamo intendere:
senso stretto: la traduzione è il trasferimento di un messaggio verbale da una lingua ad una altra:
traduzione interlinguistica.
senso lato/ampio: la traduzione è un’interpretazione di un significato all’interno della stessa comunità
linguistica (dallo spagnolo all’italiano: la prima cosa che si fa è ragionare all’interno della comunità
linguistica spagnola, cioè ragionare sul testo spagnolo. La prima cosa da fare è leggere bene il testo che
dovete tradurre e connettervi, inserirvi mentalmente all’interno di quella comunità linguistica: ispano-
hablante. E di quella comunità culturale. Poi una volta che avete ragionato in quella comunità linguistica e
avete capito il senso e dove vi vuole portare l’autore, e dove vi ha portato il testo, nel senso stretto e
materiale del termine. Iniziate a trasferire il significato e a portare le parole da quel sistema linguistico
culturale al vostro sistema linguistico culturale. Non si traduce con la fretta.
La traduzione gioca due processi mentali:
-comprensione (ed esecuzione) = far proprio l’oggetto artistico e comunicarlo.
-ripetizione
Antichità: interpretariato ed imitatio.
Interpretazione=momento semasiologico.
Quando traducete entrano in gioco due processi mentali:
la comprensione
la ripetizione
Non ci può essere una ripetizione del messaggio se non c’è una comprensione. Solo dopo aver compreso il
messaggio si può ripetere, trasferire il messaggio. Il trasferimento del testo da una lingua all’altra è una
ripetizione.
La traduzione non è una ricreazione dell’opera, non è una riscrittura. Ma è una ripetizione non identica. La
ripetizione non può essere mai identica all’originale, perché l’area semantica coperta da una lingua non è
mai coperta allo stesso modo da un’altra lingua.
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Il modo italiano del 2020, i processi mentali non è lo stesso della popolazione spagnola del 2020.
Esempio:
house: casa fisica
home: casa simbolica, il sentirsi a casa.
In realtà la porzione referenziale coperta da house non è la stessa coperta da home. Home e house non
vogliono dire la stessa cosa anche se si traduce casa.
Ecco perché una persona è my home e no my house. Perché con un amico mi sento a casa.
Noi abbiamo una sola parola per coprire due porzioni per coprire la lingua inglese. Nel momento in cui noi
trasferiamo e ripetiamo il messaggio non avremo la stessa copertura semantica perché le parole di una lingua
non coincidono mai con la copertura semantica di un’altra lingua.
Altro esempio:
-preguntar: chiedere per sapere
-pedir: chiedere per ottenere qualcosa (esigere? non è pedirè un chiedere con autorevolezza che in pedir
non c’è)
Pedir non implica una domanda, è una richiesta. Si avanza una richiesta. Non si fa sotto forma di
interrogativa.
In italiano abbiamo solo chiedere. C’è anche domandare. Le due parole in italiano sono entrambe sotto
forma di interrogativo. E quindi si perde una sfumatura.
Da questo punto di vista lo spagnolo calca più fedelmente il latino che l’italiano. L’italiano nell’evoluzione
della lingua la sfumatura del latino si è persa.
Se noi abbiamo due termini in una lingua vuol dire che questi termini si riferiscono a due significati simili
ma non identici. Nel momento in cui traduciamo una sfumatura di significato la perdiamo.
Non c’è ripetizione senza comprensione. Non ci può essere prima ripetizione e poi comprensione. Prima si
comprende e poi si ripete.
Questi due processi mentali esistevano già nella pratica di tradurre dell’antichità: interpretatio ed imitatio.
Interpretatio: è l’interpretazione del messaggio, la comprensione del messaggio.
Imitatio: era l’arte imitativa. Bisognava saper imitare. Era una forma d’arte.
L’interpretazione in teoria dei segni, semiotica, si chiama momento semasiologicoè un processo di analisi
linguistica. Per comprendere un messaggio si deve analizzare: dal punto di vista linguistica, e culturale. Per
questo è importante il background di studio dell’autore e del contesto.
Il momento semasiologico è un momento di interpretazione, ma anche di scelta delle parole. La
semasiologia è l’interpretazione linguistica di un testo.  si analizzano i vari significati che può avere un
termine, e poi si sceglie in che termine italiano trasportare le parole analizzate nel testo.
Analisi linguistica, interpretazione delle varie sfumature che può avere una parola in quel determinato
contesto culturale e linguistico ed è la scelta delle parole nella lingua d’arrivo.

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La traduzione implica:
rapporto tra parole e cose=semantico (extra testuale)ogni parola rimanda a una cosa. Una parola in un
testo rimanda a un oggetto extra testuale, cioè fuori dal testo. Nella teoria della letteratura si chiama realtà
referenziale. O realtà extra testuale, dove extra è un prefisso latino che vuol dire fuori da.
Il traduttore ha a che fare con una realtà testuale, descritta nel testo e una realtà referenziale a cui il testo
rimanda. Ogni parola rimanda una cosa. Il linguaggio ha un aspetto semantico.
La parola nomina una cosa. Come noi parliamo e come usiamo il linguaggio è molto importante. È la nostra
realtà. Nominare vuol dire far esistere.
Un aspetto del linguaggio è l’aspetto che lega ogni parola a una cosa. il cosiddetto livello letterale del
linguaggio. Casa rimanda a una casa.
A una parola corrisponde un corrispettivo, un referente, un oggetto extra testuale fuori dal testo.
rapporto tra parole=sintattico Il traduttore si muove non solo nel rapporto tra il testo e ciò che è fuori dal
testo, ma anche all’interno del testo. Deve tener conto del rapporto tra le parole rapporto sintattico. Che in
spagnolo l’aggettivo segua sempre il sostantivo, molto spesso dopo il sostantivo. Nel momento in cui il
traduttore vede che l’aggettivo è prima del sostantivo vuol dire che l’autore sta dando molto peso a
quell’aggettivo. Perché rompe uno schema sintattico usuale nella sua lingua.
Il rapporto sintattico, cioè il rapporto che lega le parole dentro il testo. Bisogna conoscere bene la sintassi
spagnola. Perché l’autore rompe la sintassi? Che cosa c’è in quella rottura?
Quell’aggettivo è interessante per capire la sfera simbolica del racconto e quindi dobbiamo metterci cura e
capire la sfumatura di senso.

Traduttore

rapporto delle parole con gli utenti=pragmatico: Lettore

Tradizione

Ha a che vedere con la pragmatica della lingua, su come la lingua viene spesa nella concretezza dei lettori
che leggono. Se c’è stata una rottura della sintassi in spagnolo, e il traduttore si chiede il perché? Nel
momento in cui traduce deve tener conto che la sua traduzione verrà letta da qualcuno. Il traduttore come lo
scrittore ha un lettore ideale a cui dirige la sua traduzione. Il lettore è il soggetto con il quale dovete
interloquire. Nel momento in cui scegliamo le parole in italiano dobbiamo pensare a cui ci legge. Capirà?
Voglio che mi capisca? Voglio che mi capisca più il lettore o voglio essere più fedele all’opera d’partenza?
Qui la scelta è nostra.
La scelta deve essere fatta consapevolmente. Siate coscienti del percorso di traduzione! Il traduttore deve
avere coscienza della sua traduzione.
Il traduttore letterario si deve rapportare con la casa editrice. L’editore è più interessato alla vendita.
Da prendere in considerazione con il lettore. Chi è il lettore che mi legge? Verso chi voglio mantenere la mia
fedeltà della mia traduzione? Verso l’autore o verso il lettore?
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La distinzione è tra source oriented o target orientedorientata verso la fonte (il testo) o verso l’arrivo (il
target/lettore).

Secondo la prof la scala sarebbe così:


-tradizione
-traduttore
-lettore
Perché il lettore si muove tra una tradizione letteraria- testuale e un lettore. È un intermediario tra questi due
grandi poli importanti.
Traduttore incarna 4 aspetti
Quattro persone diverse in una:
-un lettorelettura esattail traduttore deve prima saper leggere il testo. Una cattiva lettura o distratta può
dar luogo a un equivoco. attenta lettura
-un interpreteinterpretazione=momento ermeneuticola fase interpretativa della traduzione. Interpretare
il linguaggio, il messaggio. Vediamo se questo linguaggio letterale ha qualche sfumatura letteraria cioè una
sfumatura metaforica, simbolica.
-un traslatoretrasferimentodopo la lettura e dopo l’interpretazione letteraria e metaforica e simbolica, e
culturaleè il trasferimento del testo. Dobbiamo iniziare a scegliere mentalmente che termini usare in
italiano per trasferire quel messaggio e interpretato.
-uno scrittoreriscrittura la fase della riscrittura del testo. Scrittore va inteso come sinonimo di riscrittore.
Perché non scrive un altro testo. Uno scrittore in senso stretto perché deve scrivere la traduzione. E
scrivendo la traduzione scrive il testo in altra lingua. Non si può inventare un’altra fine del racconto.
L’ordine di questi elementi non si possono invertire. Non si può prima interpretare e poi leggere.

1)LETTURA
1)2) TESTO FONTE
2)INTERPRETAZIONE
3)TRASFERIMENTO
3)4) TESTO FOCE
4)RI-SCRITTURA

Quando voi leggete e interpretate il vostro rapporto gioca con il testo fonte (testo originale).
Foce=testo d’arrivo.

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La lettura e l’interpretazione, le prime due fasi, e le due persone incarnate nel traduttore letterario hanno a
che fare con il testo fonteleggere il testo in originale. Concertarsi sul testo originale. rapporto con il
testo di partenza!
Nella terza e la quarta fase, nel progettare il trasferimento linguistico e culturale e nella ri-scrittura, in queste
due fasi dovete concentrarvi sul fonte a cui approda la vostra traduzione. concentrarsi sulla traduzione.
Come rendo nel mio italiano per il mio lettore quello che ho letto ed interpretato? Scrivete la traduzione,
leggete la traduzione.
Quando avete tradotto: rileggete i due testi, ma nel processo finale dovete leggere il testo finale. Il vostro
testo.
È un corollario alla fase 4. Rileggete bene!
In italiano deve filare, deve reggere sintatticamente e semanticamente in italiano.