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Percorsi Giuffrè - Ricorso ex art. 700 c.p.c. per reintegra posto di lavoro http://www.percorsi.giuffre.it/psixsite/esercitazioni/atti/Diritto civile/R...

Ricorso ex art. 700 c.p.c. per reintegra posto di


lavoro

Traccia

Tizio svolge, insieme a Filano e Sempronio, ed alle dipendenze della società Beta (società con più di 15 dipendenti), mansioni di
sovrintendenza all’intero progetto per la sperimentazione di un farmaco.
Tra la società Beta e Tizio intercorre un rapporto di lavoro subordinato ai sensi dell’art. 2094 c.c..
La sede della società è a Roma, mentre Tizio risiede a Cagliari.
Per questi motivi è costretto a prendere in locazione un’abitazione, per potersi trasferire nella Capitale.
Tizio svolge il proprio lavoro in maniera impeccabile.
In data 20 dicembre 2007, rinvenendo delle irregolarità, le segnala, d’accordo con i due colleghi,
al suo diretto superiore, Caio, come prescritto dal manuale aziendale di condotta. Invece di ricevere apprezzamenti favorevoli per
l’impegno assunto, Tizio subisce, per contro, da Caio la richiesta di lunghi chiarimenti scritti, rivolti ad intimidirlo.
Successivamente, al rientro dalle ferie, viene prima tenuto del tutto inattivo e poi assegnato a mansioni sostanzialmente fittizie.
In data 20 gennaio 2008 riceve contestazione disciplinare attinente alla sua attività di informazione nell’azienda. A parere di Caio,
infatti, le osservazioni mosse da Tizio sono senza fondamento, e manifestamente rivolte ad insultare i superiori insinuando
immotivati sospetti sul loro operato.
A fronte di tali contestazioni, Tizio fornisce le proprie repliche alla società, precisando che trattasi di mere osservazioni sulla
regolarità delle operazioni poste in essere nel progetto, e di aver concordato la segnalazione ai superiori con i suoi due colleghi
Filano e Sempronio. Tuttavia, dopo aver collaborato con la stessa società per cercare di porre fine alle rilevate irregolarità, viene
licenziato senza alcun preavviso e con effetto immediato con nota del 02 febbraio 2008.
Filano e Sempronio assistono impotenti al licenziamento di Tizio, benché gli stessi approvino il modus operandi del loro collega.
Ritenendo illegittimo il licenziamento, Tizio si rivolge al proprio legale di fiducia al fine di ottenere la reintegrazione del posto di
lavoro. Il legale di Tizio, pertanto, con raccomandata del 23 marzo 2008, comunica all’azienda datrice di lavoro, in nome e per
conto del proprio cliente, di ritenere illegittimo il licenziamento e di volerlo impugnare.
Tizio, inoltre, a mezzo lettera raccomandata A./R. del 20 aprile 2008, ha presentato istanza alla commissione provinciale di
conciliazione controversie di lavoro presso l’U.L.P.M.O. di Roma per il tentativo di conciliazione ex art. 410 c.p.c., così come
modificato dal D.Lgs. 80/98, ed essendo decorso invano il termine di 60 giorni, risulta soddisfatta la condizione di procedibilità di
ogni eventuale ricorso.
Assunte le vesti del legale di Tizio, il candidato rediga l’atto ritenuto più opportuno, considerando che lo stesso, all’indomani del
licenziamento, è al momento disoccupato e versa in gravi condizioni economiche, dal momento che deve, tra le varie incombenze
economiche, adempiere al pagamento del corrispettivo previsto per la locazione dell’abitazione sita nella Capitale.

Giurisprudenza correlata

q Cassazione civile, Sezione lavoro, sentenza 18 ottobre 2007 -23 gennaio 2008, n. 1431 (per la quale il
licenziamento è legittimo soltanto se il lavoratore non si è limitato ad informare la società di presunte irregolarità
commesse dalla società datrice di lavoro, come prescritto dal manuale aziendale di condotta, ma è andato ben oltre,
insultando apertamente un superiore mediante comunicazione a dirigenti dell'azienda, insinuando reiteratamente
sospetti sul suo operato, rifiutando di collaborare al fine di consentire di fare piena luce sulla vicenda, nonostante la
richiesta di messa a disposizione dei documenti in suo possesso e di invio di nota esplicativa sulle irregolarità denunciate.
Nel caso di specie, il comportamento del dipendente appare ingiustificato a fronte del comportamento della società, che
aveva prontamente avviato i dovuti accertamenti, terminati con il riscontro della insussistenza delle irregolarità
denunciate. In caso contrario, invece, il licenziamento andava considerato senza dubbio illegittimo, e tale, dunque, da
legittimare l’azione di reintegra del posto di lavoro ed il contestuale risarcimento dei danni).

Svolgimento

TRIBUNALE DI ROMA
IN FUNZIONE DI GIUDICE DEL LAVORO
RICORSO EX ART. 700 C. P.C.
L’Avv. __________, con studio in Roma, alla via _________, nella qualità di procuratore domiciliatario e difensore, giusta
procura in calce al presente atto, del sig. Tizio, nato a _______, il ____________, e residente in _________, alla via
__________, espone in
FATTO e DIRITTO
1) Con contratto di lavoro subordinato ai sensi dell’art. 2094 c.c. concluso in data ____________, il ricorrente è stato assunto
alle dipendenze della società Beta (società con più di 15 dipendenti), presso la quale ha svolto, ininterrottamente, l’incarico di
sovrintendente all’intero progetto per la sperimentazione di un farmaco.
2) La sede della società è a Roma, mentre Tizio risiede a Cagliari.
3) Tizio è costretto a prendere in locazione un’abitazione, per potersi trasferire nella Capitale.
4) In particolare, l’istante ha svolto per conto della Società Beta le mansioni di controllo dell’esistenza di eventuali irregolarità
nel progetto per la sperimentazioni di un farmaco.
5) Il ricorrente, per aver svolto le mansioni innanzi indicate, va inquadrato nel ______ livello del contratto collettivo di settore.

1 di 3 09/12/2014 22:39
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6) La retribuzione percepita dal ricorrente era quella riportata nelle buste paga che si allegano.
7) In costanza di rapporto l’istante ha sempre svolto le mansioni affidategli senza mai subire alcun provvedimento disciplinare.
8) Tuttavia, in data 20 dicembre 2007, rinvenendo delle irregolarità, e d’accordo con i due colleghi Filano e Sempronio, le
segnala al suo diretto superiore, Caio. Invece di ricevere apprezzamenti favorevoli per l’impegno assunto, Tizio riceve per contro
da Caio la richiesta di lunghi chiarimenti scritti, rivolti ad intimidirlo.
9) Successivamente, al rientro dalle ferie, viene prima tenuto del tutto inattivo e poi assegnato a mansioni sostanzialmente
fittizie. In data 20 gennaio 2008 riceve contestazione disciplinare attinente alla sua attività di informazione dell’azienda.
10) A fronte di tali contestazioni, Tizio fornisce le proprie repliche alla società, precisando che l’informativa (che si allega in
atti), contiene soltanto mere osservazioni sulla regolarità delle operazioni poste in essere nel progetto, peraltro concordate con i
suoi due colleghi, non rappresentando in alcun modo un tentativo volto ad insultare i propri superiori, insinuando immotivati
sospetti sul loro operato, come eccepito nella contestazione disciplinare. Tuttavia, dopo aver fornito le proprie repliche alla
società, ed aver collaborato con la stessa per cercare di porre fine alle rilevate irregolarità, con nota del 02 febbraio 2008 la
società Beta comunicava, senza alcun preavviso, di non volersi più avvalere della prestazione dell’istante e dichiarava risolto il
rapporto di lavoro.
11) In data 23 marzo 2008, a mezzo lettera raccomandata A/R, Tizio impugnava, per mezzo del suo difensore, il licenziamento.
12) Il predetto licenziamento appare manifestamente illegittimo e inefficace in quanto Tizio si è limitato ad assolvere i suoi
doveri, informando la società delle irregolarità commesse, come prescritto dal manuale aziendale di condotta prodotto in atti, ed
ha collaborato al fine di consentire di fare piena luce sulla vicenda. La regolarità dell’operato di Tizio, peraltro, si desume
dall’informativa in atti, dalla quale si percepisce ictu oculi che trattasi di mere osservazioni sulla regolarità del progetto, e non di
insulti come eccepito nella lettera di contestazione disciplinare, nonché dall’approvazione sulla segnalazione ricevuta dai due
colleghi Filano e Sempronio.
13) Come ormai consolidato in giurisprudenza, son ben altri, e certamente più gravi, i parametri ai quali deve conformarsi il
giudizio di legittimità del licenziamento. Se, infatti, Tizio non si fosse limitato ad informare la società di presunte irregolarità
commesse, come prescritto dal manuale aziendale, ma fosse andato ben oltre, ad esempio insultando apertamente un superiore
o rifiutando di collaborare al fine di consentire di fare piena luce sulla vicenda, il licenziamento allora poteva dirsi legittimo. Ma
questa circostanza non si rinviene nella vicenda di cui ci si occupa.
14) Al contrario, il comportamento di Tizio, diligentemente informato alle regole del manuale aziendale, nonché l’atteggiamento
collaborativo dello stesso, opinano nel senso di un giudizio di assoluta, comprovata e indiscutibile illegittimità del licenziamento
operato (in tal senso la giurisprudenza è copiosa; cfr. ex plurimis Cassazione civile, Sezione lavoro, sentenza 18 ottobre
2007 -23 gennaio 2008, n. 1431).
15) Per quanto innanzi detto la domanda è assistita dal fumus boni iuris a norma dell’art. 700 c.p.c.
16) Con riferimento al periculum in mora occorre anzitutto sottolineare come il diritto al lavoro (tutelato all’art. 4 Cost.)
rappresenti per il singolo individuo garanzia della possibilità di autonomo sostentamento e, di conseguenza, costituisca lo
strumento per la fruizione di beni anch’essi corrispondenti ad esigenze primarie e connotate dalla caratteristica della
irreparabilità in termini monetari del danno eventualmente derivato dalla loro lesione.
17) Afferente a tale specie di danno può essere considerata l’impossibilità per il ricorrente di far fronte alla corresponsione del
canone di locazione, come da contratto che si allega, con conseguente privazione della unità abitativa in cui risulta alloggiato.
18) Non vi è dubbio, pertanto, che, in attesa della definizione dell’instaurando giudizio di merito, il diritto dell’istante è
minacciato da un pregiudizio imminente ed irreparabile atteso che il ricorrente è, attualmente, disoccupato e versa in
gravi condizioni economiche.
19) L’istante ha, pertanto, diritto all’immediata reintegra nel posto di lavoro di cui è stato ingiustamente privato nonché al
risarcimento del danno da commisurarsi in una somma non inferiore alla retribuzione globale di fatto spettante dal giorno del
licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione e al versamento dei relativi contributi assistenziali e previdenziali, oltre
agli ulteriore risarcimento dei danni patrimoniali e morali che intende chiedere nell’instaurando giudizio di merito.
20) Va precisato, infine, che il ricorrente, a mezzo lettera raccomandata A./R. del 20 aprile 2008 ha presentato istanza alla
commissione provinciale di conciliazione controversie di lavoro presso l’U.L.P.M.O. di Roma per il tentativo di conciliazione ex
art. 410 c.p.c., così come modificato dal D.Lgs. 80/98, ed essendo decorso invano il termine di 60 giorni, risulta soddisfatta la
condizione di procedibilità del presente ricorso.
Tutto ciò premesso e considerato, il Sig. Tizio, come rappresentato e difeso
CHIEDE
che l’On. Giudice del Lavoro adito, previa fissazione dell’udienza di comparizione delle parti, Voglia così provvedere:
1) accertare l’illegittimità del licenziamento combinato nei confronti del ricorrente da parte della società resistente;
2) accertare il grave pregiudizio che Tizio può ricevere dall’esecuzione del provvedimento di licenziamento nelle more del
giudizio ordinario;
3) per l’effetto, ordinare alla società resistente Beta (P. IVA), con sede in Roma, alla via _________, in persona del legale
rappresentante pro tempore Sig. ________, l’immediata reintegra dell’istante nel posto di lavoro;
Con vittoria di spese.
Ai sensi dell’art. 10, comma 6, D.P.R. n. 115/2002, si dichiara che il presente procedimento è esente dal pagamento del
contributo unificato.
In via istruttoria si offrono in comunicazione i seguenti documenti:
1) contratto di lavoro subordinato tra Tizio e la Società Beta;
2) copia buste paga dell’intero periodo di lavoro;
3) copia del C.C.N.L. del settore;
4) informativa del 20 dicembre 2008;
5) lettera di contestazione del 20 gennaio 2008;
6) lettera di licenziamento del 02 febbraio 2008;
7) lettera racc. A./R. del 23 marzo 2008 di impugnazione del licenziamento;
8) lettera racc. A./R. del 20 aprile 2008 contenente l’istanza per la fissazione del tentativo di conciliazione dinanzi l’U.L.P.M.O. ;
9) manuale aziendale di condotta;
10) contratto di locazione dell’abitazione sita in Roma, alla via _______, allibrata in catasto al fg. X, pt. Y.
Si chiede a conferma delle circostanze dedotte ai punti n. 2), 3), 4), 7), 8), 9), 10) e 12) della narrativa l’audizione dei seguenti

2 di 3 09/12/2014 22:39
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informatori:
1) Filano, nato a ____, il _____________e residente in ________, alla via __________ n. __;
2) Sempronio, nato a ____, il __________e residente in ________, alla via __________ n. __.
Luogo e data
Avv._______________
Mandato
Io sottoscritto Tizio delego l’Avv. ____________ a rappresentarmi e difendermi nella causa di cui al presente atto,
conferendogli ogni più ampia facoltà di legge.
ELEGGO DOMICILIO
presso il suo studio in Roma, alla via ___________, n. ________.
Autorizzo lo stesso difensore al trattamento dei dati personali ai fini dell’espletamento del presente mandato e dichiaro di essere
stato informato dei miei diritti, così come previsti dall’art. 13 del d. lgs. n. 196/2003.
Tizio
E’ autentica.
Avv._______

(di Elvira Buttiglione)

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