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Ricorso per sequestro giudiziario, ex art. 670 c.


p. c.. Il sequestro giudiziario può essere
concesso anche quando il bene sul quale è
destinata a ricadere la misura cautelare sia
oggetto di diritto di godimento da parte di un
terzo, in virtù di un titolo detentivo.

Traccia
Adolfo e Mariuccia, in qualità di proprietari pro indiviso della metà di un terreno sito in località Zeta del comune di Matera, ivi
incluso un capannone industriale hanno citato in giudizio, innanzi il Tribunale della città dei Sassi, Temistocle, proprietario
dell’altra metà del fondo, che ha concesso in affitto una parte di detto fondo alla Zeta s.r.l., della quale è già intervenuto
fallimento, in seguito ad istanza di alcuni creditori, al fine di ottenere il sequestro giudiziario dell’immobile.
Adolfo e Mariuccia, intenzionati a chiedere la divisione dell’immobile, decidono di rivolgersi ad un avvocato.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Adolfo e Mariuccia, rediga il relativo atto, ritenuto più opportuno a tutelare le ragioni
dei clienti.

Giurisprudenza

o Cassazione Civile, sez. II, 11 aprile 2008, n. 9692 per la quale il sequestro giudiziario può essere concesso anche
quando il bene sul quale è destinata a ricadere la misura cautelare sia oggetto di diritto di godimento da parte di un
terzo, in virtù di un titolo detentivo, trasmessogli da una delle parti contendenti, purché vi sia un conflitto relativo alla
proprietà o al possesso, producendosi, nei confronti del terzo, titolare di un diritto di natura personale, soltanto il
subentro del custode nella posizione del concedente (nel caso di specie, l'esistenza di un rapporto di locazione tra un
terzo e uno dei comproprietari di un capannone industriale era stata opposta, come fatto impeditivo, alla concessione ed
esecuzione del sequestro giudiziario richiesto dall'altro comproprietario).

Svolgimento

TRIBUNALE DI MATERA
RICORSO PER SEQUESTRO GIUDIZIARIO
ex 670 c. p. c.

Per Adolfo, nato a _________, il________, C. F.________, residente in ____________, alla via __________, n. _____ e
Mariuccia, nata a _________, il________, C. F.________, residente in ____________, alla via __________, n. _____,
entrambi rappresentati e difesi dall'Avv.____________del foro di____________ elettivamente domiciliati presso lo studio
dell'Avv._______, del foro di__________________, C.F._______________________, alla Via________, n°____, n. di
fax__________, indirizzo di posta elettronica certificata (PEC)_______________@_______________, dal quale sono
rappresentati e difesi, giusta procura in calce al presente atto,

- RICORRENTI
In fatto

· Adolfo e Mariuccia sono proprietari della metà di un terreno sito in località Zeta del comune di Matera, ivi incluso un
capannone industriale;
· Il proprietario dell’altra metà del fondo, Sig. Temistocle, ha condotto in affitto una consistente porzione del citato
terreno alla società Zeta s.r.l., sulla quale è intervenuto fallimento, in seguito a pronuncia del Tribunale di _________;
· Essendo intenzionati a chiedere la divisione del fondo, gli odierni ricorrenti chiedono il sequestro giudiziario della
proprietà.

In Diritto

La finalità del sequestro giudiziario, ai sensi dell’art. 670, comma I, n. 1, c.p.c., è dunque quella di assicurare l’utilità pratica di
un futuro provvedimento decisorio e la fruttuosità della sua esecuzione coattiva, mediante la consegna o il rilascio forzati di
quegli stessi beni sui quali è stato autorizzato e posto il vincolo.
A parere di questa difesa sussistono ampiamente, nel caso de quo, le condizioni necessarie ad ottenere il provvedimento
richiesto: il fumus bonis iuris, inteso come verosimile fondatezza dell’azione proposta dal richiedente e del periculum in mora
che si atteggia come opportunità di provvedere alla gestione temporanea o custodia dei beni.
La dottrina maggioritaria ritiene – infatti – che il periculum in mora sussiste non solo nel caso in cui vi sia un rischio di
alterazione, deterioramento o sottrazione del bene, ma anche nei casi in cui sia configurabile un pregiudizio per i beni
sequestrati, come ad esempio, nell’ipotesi di una cattiva conservazione del bene oggetto di causa.
Le condizioni fondamentali, ai fini della sottoposizione di un bene a sequestro giudiziario consistono nell’esistenza di un
contrasto tra pretese petitorie o possessorie ed esigenza di assicurarne la tutela, in attesa di una definitiva decisione su tali
pretese, nel comune interesse delle parti.
Tale esigenza sussiste anche nel caso in cui il bene, oggetto di controversia, costituisca il frutto di un diritto personale, in virtù
del quale la detenzione è esercitata da un terzo estraneo alla controversia, proprio come nel caso de quo.
Al riguardo è utile, porre all’attenzione di codesto Ill. mo Tribunale, una vicenda simile al caso in esame, nella quale una sola
delle parti, titolari del diritto, ha compiuto atti di possesso esclusivo, come certamente deve considerarsi la concessione in
locazione del bene ad un terzo; tale vicenda è stata oggetto di una recente pronuncia della Suprema Corte di legittimità, la
quale ha statuito che: “il sequestro giudiziario può essere concesso anche quando il bene sul quale è destinata a ricadere la
misura cautelare sia oggetto di diritto di godimento da parte di un terzo, in virtù di un titolo detentivo, trasmessogli da una delle
parti contendenti, purché vi sia un conflitto relativo alla proprietà o al possesso, producendosi, nei confronti del terzo, titolare di
un diritto di natura personale, soltanto il subentro del custode nella posizione del concedente” (Cass. Civ., sez. II, 11.04.2008, n.
9692).
Tanto considerato, in fatto e in diritto gli istanti, come in epigrafe rappresentati, difesi e domiciliati, confidano nell’accoglimento
delle seguenti

CHIEDONO

che codesto Ill. mo Tribunale, ritenuti sussistenti i presupposti ex art. 670 c.p.c., Voglia, con decreto ed inaudita altera parte, ex
art. 669 sexies, comma II, c.p.c., autorizzare il sequestro giudiziario sul terreno e sul capannone ad esso pertinente, siti nella
località Zeta del comune di Matera e nominare altresì un custode.
Fissata contestualmente l’udienza di comparizione personale delle parti e termine per la notifica al sig. Temistocle e alla società
Zeta s.r.l., Voglia codesto Ill. mo Tribunale, in tale udienza, confermare i provvedimenti cautelari eventualmente già emessi
ovvero integrarli oppure emetterne come supra richiesti.
Fissato, infine, ex art 669 octies c.p.c., il termine per l’inizio del giudizio di merito, Voglia l’Autorità giudiziaria adita, in tale
sede, accogliere le seguenti

1 di 2 09/12/2014 22:44
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CONCLUSIONI

- Dichiarare la sussistenza del diritto degli istanti a procedere in via d’urgenza con l’azione cautelare intentata;
- Dichiarare l’indisponibilità per Temistocle e per il fallimento della società Zeta s.r.l., del cespite descritto, ancorché libero da
trascrizioni, ovvero l’insussistenza del diritto del medesimo a promuovere contatti con terzi per l’alienazione del cespite in
comproprietà con i ricorrenti;
- Per l'effetto, condannare Temistocle alla rifusione delle spese giudiziarie, oltre diritti, onorari, rimborso forfettario per spese
generali (12,5%), CPA ed IVA, come da legge.
Si offrono in comunicazione, mediante deposito in cancelleria, i seguenti atti e documenti:
· Atto di citazione, notificato in data_____;
· Atto notarile concernente la proprietà del terreno sito in località Zeta del comune di Matera;
· Provvedimento di declaratoria fallimentare della società Zeta s.r.l., emesso dal Tribunale di ______, in data _______.
Il sottoscritto procuratore, ai sensi del T.U. delle Spese di Giustizia, dichiara che il valore della controversia è pari a € _____.
Lo scrivente difensore, nella sua qualità ut supra indica, ai sensi di legge, la propria e-mail (pec) _____@pec_____ e il proprio
fax _____ nonché di voler ricevere a tali recapiti le comunicazioni e i biglietti di cancelleria.
____________, lì_______________ Avv.____________ (firma)

PROCURA
I sottoscritti Adolfo, nato a ___, il ___, residente in ___, via ___, (C. F. ___) e Mariuccia, nata a ___, il ___, residente in ___,
via ___, (C. F. ___) delegano l’Avv.___, del Foro di ___, a rappresentarli e difenderli nel presente giudizio e in ogni successiva
fase e grado, compresa la fase esecutiva, conferendo allo stesso ogni più ampia delega e procura consentita dalla legge, quale, a
titolo esemplificativo e non esaustivo, conciliare, transigere, quietanzare, incassare somme, chiamare in causa terzi, spiegare
domande riconvenzionali, nominare sostituti in udienza ed indicare domiciliatari,
ELEGGONO DOMICILIO
presso lo studio dello stesso avvocato in ___, via ___,
DICHIARANO
inoltre di aver ricevute tutte le informazioni previste dagli artt. 7 e 13 del D.Lgv. 30 giugno 2003, n. 196 e prestano il proprio
consenso al trattamento dei dati personali per l’espletamento del mandato conferito.

_____________, lì______________
Adolfo (firma)

……..Mariuccia (firma)

Sono vere ed autentiche


Avv._______ (firma)

(di Giuseppe Potenza)

2 di 2 09/12/2014 22:44

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