Traccia
Il giorno ______Tizio e Caia contraggono matrimonio, scegliendo il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Da tale matrimonio nascono due figli, dapprima Tizietto e, dopo due anni, Caietto.
Tizio è un ricco imprenditore, nonché titolare della Ditta Alfa, e, disponendo di un già elevato tenore di vita, manifesta a Caia i
suoi dubbi riguardo la scelta della donna di trovare un lavoro. Tizio, infatti, preferirebbe che la donna si occupasse della cura
della casa e dei due figli. Caia, disponendo del solo titolo di licenza media, e non avendo alcuna particolare prospettiva lavorativa,
acconsente alla proposta di Tizio e per i successivi quindici anni di matrimonio si occupa solo ed esclusivamente delle faccende
domestiche nonché della cura ed educazione dei due figli nati dal loro matrimonio.
Dopo quindici anni, però, la convivenza fra i due comincia a diventare problematica. I litigi si fanno più frequenti e, dopo non
molto tempo, i diverbi verbali si trasformano in seri e preoccupanti percosse fisiche e maltrattamenti. Per questi motivi per Caia la
situazione diventa insopportabile, dal momento che è, oltretutto, costretta a subire anche le continue offese del marito relative
alla sua incapacità lavorativa e di gestire le faccende familiari. Decide, per questo, di rivolgersi al suo legale di fiducia per
procedere con la separazione consensuale da Tizio. Tizio, però, rifiuta di definire i loro rapporti in via consensuale.
La situazione per Caia resta, però, intollerabile. Per riuscire ad avere un proprio sostentamento la donna svolge, all’età di 40
anni, il lavoro di addetta alle pulizie in modo saltuario. Tuttavia, a causa di alcuni problemi di salute, Caia non può più svolgere tali
ultime mansioni, avendo subito un intervento al cuore ed essendo portatrice di patologie invalidanti tali da ridurne
consistentemente la capacità lavorativa.
La donna, pertanto, si rende conto di non poter più badare autonomamente al proprio sostentamento.
Assunte le vesti del legale di Caia, il candidato rediga l’atto più idoneo a tutelare le ragioni della propria assistita.
Giurisprudenza
q Cassazione civile, sez. I, sentenza 6 giugno 2008, n.15086 (per la quale l’attitudine al lavoro proficuo dei coniugi,
quale potenziale capacità di guadagno, costituisce elemento valutabile nei giudizi di separazione ai fini della
determinazione della misura dell'assegno di mantenimento da parte del giudice, che deve tenere conto non solo dei
redditi in denaro ma anche di ogni utilità o capacità dei coniugi suscettibile di valutazione economica. L'attitudine al
lavoro assume tuttavia rilievo solo se venga riscontrata non in termini di mere valutazioni ipotetiche ed astratte, ma di
effettiva possibilità di svolgimento di un'attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore
individuale ed ambientale. Secondo la Suprema Corte, al fine del riconoscimento del diritto al mantenimento in favore
del coniuge cui non sia addebitatile la separazione, è essenziale poi che questi sia privo di redditi che gli consentano di
mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto durante la convivenza e che sussista una disparità economica tra i
due coniugi, non avendo rilievo che, prima della separazione, il coniuge richiedente avesse eventualmente tollerato,
subito o - comunque - accettato un tenore di vita più modesto);
q Cassazione civile, sentenza 25 agosto 2006, n. 18547 (per la quale l'attitudine al lavoro assume tuttavia rilievo
solo se venga riscontrata non in termini di mere valutazioni ipotetiche ed astratte, ma di effettiva possibilità di
svolgimento di un'attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale ed ambientale. La
Suprema Corte specifica che, con la separazione si instaura un regime che tende a conservare il più possibile gli effetti
propri del matrimonio compatibili con la cessazione della convivenza e, quindi, anche il "tipo" di vita di ciascuno dei
coniugi, soprattutto se prima della separazione i coniugi hanno concordato - o, quanto meno, accettato - che uno di essi
non lavorasse, l'efficacia di tale accordo permane anche dopo la separazione);
q Cassazione civile, 2 luglio 2004 n. 12121 (per la quale, una volta pronunciata la separazione dei coniugi con addebito
al marito, deve essere cassata la sentenza di merito che abbia negato alla moglie, ritenuta in possesso di capacità
lavorative, l'assegno di mantenimento, in mancanza di prove di rifiuto di occasione di reddito di lavoro. Inoltre, ritenuto
che in caso di separazione personale, qualora il coniuge cui non sia stata addebitata la crisi familiare, chieda al partner
un assegno di mantenimento allegando la propria inattività lavorativa, quest'ultima può costituire circostanza idonea ad
eliminare l'obbligo di versare i mezzi di sussistenza solo se è conseguente al rifiuto, debitamente accertato, di concrete,
adeguate, effettive, e non meramente ipotetiche, opportunità di lavoro, il mancato sfruttamento delle proprie attitudini e
delle possibilità lavorative del coniuge richiedente non può lasciar presumere, di per sè, il volontario rifiuto di propizie
occasioni di reddito od una scarsa diligenza nella ricerca di un lavoro, finché non siano provati il rifiuto ingiustificato di
una concreta opportunità di occupazione, o la dismissione, volontaria, senza giusto motivo, di un'attività lavorativa
pregressa).
Svolgimento
TRIBUNALE DI_________
RICORSO PER SEPARAZIONE DEI CONIUGI
PER: La sig.ra Caia, nata a ______ il __________, residente in ______________, alla via _________, CF.
_____________________domiciliato in ______________, alla via __________, presso lo Studio dell’Avv. ______________
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Percorsi Giuffrè - Ricorso per separazione giudiziale con richiesta di a... http://www.percorsi.giuffre.it/psixsite/esercitazioni/atti/Diritto civile/R...
Si dichiara di voler ricevere le comunicazioni e le notificazioni presso il seguente numero di fax __________ o presso il
seguente indirizzo di posta elettronica __________
Ai sensi dell’art. 10 D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 e successive modificazioni ed integrazioni si dichiara che il presente
procedimento è esente dal pagamento del contributo unificato trattandosi di procedimento di separazione personale dei coniugi.
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MANDATO
La sottoscritta Caia, nata a _______, il _________, e residente in _____________, alla via__________ (C.F.___________)
DELEGA
l’Avv.___, del Foro di ___, a rappresentarla e difenderla nel presente giudizio e in ogni successiva fase e grado, compresa la
fase esecutiva, conferendo allo stesso ogni più ampia delega e procura consentita dalla legge, quale, a titolo esemplificativo e
non esaustivo, conciliare, transigere, quietanzare, incassare somme, chiamare in causa terzi, spiegare domande riconvenzionali,
nominare sostituti in udienza,
ELEGGE DOMICILIO
presso lo studio dello stesso avvocato in _____, via ______,
DICHIARA
inoltre di aver ricevute tutte le informazioni previste dagli artt. 7 e 13 del D.Lgv. 30 giugno 2003, n. 196 e presta il proprio
consenso al trattamento dei dati personali per l’espletamento del mandato conferito.
Luogo e data
Caia (firma)
La firma è autentica ed è stata apposta in mia presenza
Avv. (firma)
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