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14 N.

2 – Giugno 2018

Luca Pacioli e Leonardo


alla corte di Isabella
Carlo Veronesi

L
Leonardo, genio poliedrico, pose un trattato in volgare varie argomentazioni, che
artista e ingegnere, doveva sul gioco degli scacchi, il anche questi disegni possa-
conoscere geometria e pro- De ludo scachorum, utile – no essere, almeno in parte,
spettiva, e, sotto la guida scrisse Pacioli – come “schi- opera di Leonardo. È sta-
di Luca, approfondì le pro- fanoia”, cioè per schivare to osservato, per esempio,
prie conoscenze anche sul la noia. Dedicò il trattato che la qualità artistica dei
principale indirizzo della alla sua ospite, la marchesa pezzi rappresentati all’ini-
matematica del tempo, cioè di Mantova. Isabella era zio dell’opera è superiore
a matematica è certamen- lo sviluppo dell’algebra. un’appassionata giocatrice a quelli dei disegni rima-
te la meno popolare fra le E Luca, tipico uomo del di scacchi e anche commit- nenti ed è perciò plausibile
materie di studio. Non Rinascimento, non era solo tente di scacchiere di gran che i disegni siano opera di
è raro sentire persone di cultore di algebra e geome- pregio presso i maestri in- persone diverse. Inoltre i
talento e di cultura, che tria, ma si interessava an- tagliatori del tempo. pezzi sono stati disegnati
hanno avuto successo nel- che di pittura, architettura, Questo trattato sugli scac- usando sia la mano destra
le professioni, dichiarare musica, astrologia.… chi fu creduto perduto per che la sinistra ed è noto che
apertamente di non avere A Milano Frate Pacioli secoli, finché, non molti Leonardo era mancino. È
mai amato questa materia scrisse un trattato dal ti- anni fa, nel 2006, venne ri- stato anche notato che le
Ritratto di Luca Pacioli Leonardo da Vinci
e di considerarla solo un (attribuito a Jacopo de’ tolo vagamente mistico, De Autoritratto, Torino, trovato a Gorizia dal biblio- dimensioni dei pezzi rispet-
cattivo ricordo di scuola. Barbari), Napoli, Museo divina proportione, dedica- Biblioteca Reale logo Duilio Contin che rico- tano la proporzione aurea
La matematica è anche la di Capodimonte nobbe in modo indubitabile e che la forma della regina
to allo studio matematico
disciplina più difficile da ed estetico della sezione la scrittura di Pacioli. Il assomiglierebbe al disegno
divulgare e da far conosce- Fu poi chiamato a tenere aurea. Il trattato sarà pub- da Piero della Francesca) e manuale contiene gli sche- di una fontana del Codice
re. Mentre i personaggi che corsi di matematica nelle blicato a Venezia nel 1509, Leonardo la illustrò da par mi di 114 partite a scacchi, Atlantico di Leonardo.
hanno fatto la storia della scuole e nelle Università impreziosito da alcune illu- suo con i disegni di sugge- in parte giocate con regole La possibile attribuzione
scienza, Galileo, Einstein, di Urbino, Perugia, Zara, strazioni di Leonardo. La stive figure poliedriche. in uso anche oggi. Studiosi dei disegni a Leonardo ha
Darwin… sono notissimi Napoli, e ancora Roma e sezione aurea si ottiene con Ma il soggiorno milanese di questo gioco hanno esa- subito attirato intorno a
al grande pubblico, i nomi Venezia. In seguito a tutti un procedimento geometri- di Luca e Leonardo si in- minato gli schemi di Pacioli quest’opera anche l’interes-
dei grandi matematici non questi spostamenti, ricevet- co, dividendo un segmento terruppe bruscamente nel e li hanno giudicati tremen- se della grande stampa ita-
sono altrettanto conosciu- te un richiamo dall’ordine in due parti disuguali tali 1499, quando l’esercito damente difficili e molto liana ed estera: fra gli altri
ti. Ma storicamente non francescano, preoccupato che il rapporto fra l’intero francese invase il duca- avanzati per i suoi tempi. sono apparsi articoli su La
è sempre stato così. Nel per i suoi viaggi troppo nu- segmento e la parte mag- to di Milano. Ludovico il Di quest’opera esiste oggi Repubblica, sul Guardian e
Rinascimento si tenevano merosi. A questo proposito giore sia uguale al rapporto Moro si diede alla fuga e un’edizione in facsimile, sul Times di Londra. Ma su
disfide matematiche nelle i biografi e gli studiosi di fra la parte maggiore e la Luca Pacioli e Leonardo preziosa e costosissima, questa attribuzione ci sono
pubbliche piazze, con spet- Luca Pacioli non mettono parte minore. Con calcoli si rifugiarono a Mantova, pubblicata dall’editore opinioni divergenti fra gli
tatori che parteggiavano in discussione la sua voca- non difficili si trova che ottenendo protezione da Aboca di Sansepolcro, che esperti e ovviamente non
per l’uno o l’altro dei con- zione religiosa e osservano questo rapporto vale circa Isabella d’Este, all’epo- segnaliamo ai bibliofili. siamo in grado di esprimere
tendenti, e i matematici più che nei suoi scritti anche il 1,618. Questo numero, det- ca venticinquenne. Nella Nell’opera figurano anche un parere. Qualche altra
famosi venivano chiamati tema del divino viene spes- to “numero aureo”, gode quiete, forse un po’ noiosa, i disegni, in rosso e in nero, domanda però possiamo
nelle corti. Luca Pacioli, so collegato a espressioni e di interessanti proprietà del soggiorno mantovano dei pezzi della scacchiera, porcela: come ha prova-
che fu matematico famosis- forme matematiche, in un aritmetiche ed è presente Pacioli mise in mostra ed è certo che non sono to i suoi schemi di gioco
simo ai suoi tempi, amico universo armoniosamente nella natura e nell’arte. un’altra delle sue abilità. della mano di Pacioli. Dopo Luca Pacioli? Da solo da-
e collaboratore di grandi costituito secondo “nume- Il rapporto aureo è stato Luca era anche un grande il ritrovamento qualche vanti a una scacchiera? O
artisti, soggiornò e insegnò ro, peso e mesura”. Nel 1494 riconosciuto in opere archi- esperto di giochi e qui com- esperto ha sostenuto, con giocando con Leonardo e
nelle corti dei Montefeltro a il Frate matematico pubbli- tettoniche dell’antichità, con Isabella? Anche senza
Urbino, di Ludovico Sforza cò la sua opera principale, anche se non è chiaro se gli notizie certe, si può im-
a Milano e giunse anche a la Summa de arithmetica, artisti dell’epoca usassero maginare che, nella quiete
Mantova, ospite di Isabella geometria, proportioni et questo numero in modo della corte gonzaghesca,
d’Este. proportionalità, un vasto consapevole o se compaia il sommo matematico, il
Luca Pacioli era nato at- compendio ispirato agli nelle opere a loro insaputa, grande genio universale e
torno al 1445 in Toscana, Elementi di Euclide e alle per il suo valore estetico. Il la marchesa di Mantova
a Borgo Sansepolcro, terra opere degli algebristi arabi, rapporto aureo è ricono- abbiano giocato insieme
che diede i natali anche a cui Luca aggiunse origi- scibile, per esempio, nelle almeno qualche partita.
a Piero della Francesca. nali invenzioni notazionali. dimensioni della facciata
Anche se non si sa molto In questo manuale, di ma- del Partenone di Atene
della giovinezza di Luca, si tematica ed economia, tro- e per questo viene indi- Riferimenti
ritiene possibile che abbia vano posto anche regole per cato con la lettera greca
L. Pacioli, Summa de arithmetica,
iniziato la propria educa- l’uso della partita doppia, Φ (phi), iniziale del nome geometria, proportioni et proportio-
zione nello studio di Piero. data la crescente impor- dello scultore ateniese nalità, Guanda, Parma 1970.
Luca Pacioli continuò poi tanza dell’uso commerciale Fidia. Nel suo trattato sulla L. Pacioli, De divina proportione,
i suoi studi a Venezia dove dell’aritmetica. sezione aurea Luca Pacioli Silvana, Milano 1982.
L. Pacioli, De ludo scachorum,
fu nominato precettore dei Nel 1496 troviamo Luca incluse anche una parte Aboca Edizioni, Sansepolcro
figli di un ricco mercante. Pacioli a Milano alla corte dedicata ai poliedri (ripresa 2007.
Successivamente si trasferì di Ludovico Sforza, dove D. Contin, Il gioco degli scacchi di
a Roma, ospitato da Leon conosce artisti e studio- Luca Pacioli, in «Civiltà mantova-
Battista Alberti. Rientrato si. Soprattutto incontrò na», terza serie, anno XLIII, n.
126 (2008), pp. 114-129.
a Sansepolcro, ebbe modo Leonardo da Vinci, di poco S. Zuffi, Luca Pacioli tra Piero del-
di consolidare i rapporti più giovane di lui, con il Fac-simile di una pagina la Francesca e Leonardo, Marsilio,
con Piero della Francesca quale strinse un’amicizia del De ludo scachorum Venezia 2017.
e maturò la decisione di destinata a durare nel tem- di Luca Pacioli, dedicato M. Livio, La sezione aurea: sto-
a Isabella d’Este ria di un numero e di un mistero
entrare nell’ordine fran- po. Luca e Leonardo furo- e con disegni che dura da tremila anni, Rizzoli,
cescano dei Frati Minori. no maestri l’uno dell’altro. attribuiti a Leonardo Milano 2003.