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Il Papa, i Franchi e le origini del

potere temporale della chiesa

Maddalena Ferra!o
Papato e rapporti con il potere
bizantino
Sin dalle prime invasioni barbariche, la Chiesa svolse un ruolo di
grande importanza nella società. Rimaste prive dell’apparato
amministrativo le città erano sopravvissute grazie ai vescovi che
presero in mano il potere politico ed il potere e l’autorevolezza del
Papa accrebbe.

La crescente potenza del papato favorì il processo di conversione al


cattolicesimo di alcuni popoli germanici, questo fatto allarmo la corte
di Constantinopoli e alla metà del VI secolo Giustiniano intervenne
esercitando sul papato il controllo secondo il modello cesaropapista
Modello cesaropapista

Il termine rimanda all’idea di una commissione tra potere


civile e potere spirituale. Più precisamente, con esso si
intende un atteggiamento di aperto controllo da parte dello
Stato sulle questioni religiose e teologiche, sino a giungere a
considerare il Papa come soggetto all’autorità civile
Papato e rapporti con l’impero bizantino
Intorno al VII I longobardi si
espandono nella penisola, scalzò
in ampie zone la presenza
bizantina, che si indebolì. Questi
fattori consentirono alla Chiesa
di Roma di aumentare la propria
autonomia rispetto all’Impero
d’Oriente che permisero al Papa
di affermare la propria autorità
politica sui territori bizantini
d’Italia
Gregorio Magno e il Patrimonio di San
Pietro
Nell’arco del suo pontificato, Papa Gregorio (540-6p4) riesce ad acquisire
il governo dei territori intorno alla città di Roma e dell’intero Lazio

Il Papa riorganizzò la gestione e l’amministrazione delle enormi proprietà


fondiarie che la Chiesa aveva accumulato nei secoli attraverso le
donazioni. Queste proprietà, costituirono il nucleo originario del
Patrimonio di San Pietro

Infine Gregorio promosse un’intensa opera di evangelizzazione, che


aveva l’obbiettivo di diffondere il cattolicesimo in tutta Europa
Patrimonio di San Pietro

Sono i primi territori di quello


che sarebbe diventato lo Stato
della Chiesa.
Lotta iconoclasta
Nell’ VIII i contrasti tra la Chiesa di Roma e l’Imperatore d’Oriente si
aggravano a causa della questione teologica legata al culto delle icone,
ovvero le immagini sacre che raffiguravano Cristo, la Madonna e i santi

Intorno al 730, l’imperatore bizantino LeoneIII l’Isaurico promosse una


politica di distruzioni delle immagini sacre (iconoclastia), considerate
segno di religiosità pagana

Papa Gregorio II condanno con vigore l’iconoclastia dichiarandola una


dottrina eretica

La distanza tra papato e Impero d’Oriente era ormai incolmabile


Donazione di Sutri
Re longobardo Liutprando tentò
di cacciare i Bizantini dalla
penisola italica, dopo aver riportato
diverse vittorie nei territori sotto
dominio bizantino e mentre stava
per puntare su Roma, il re
longobardo fu però convinto da
Gregorio II a ritirare le sue truppe

In segno di pace, liutprado donò


ala Papà la città di Sutri
Donazione di Sutri
Viene generalmente generalmente considerato come l’atto di fondazione
del potere temporale dei papi e dello Stato della Chiesa, oggi monarchia
assoluta

I contrasti fra i longobardi e il papato ripresero sotto il re Astolfo, che


decise di riprendere la politica espansionistica del suo predecessore,
rifiutando i tentativi di mediazione di Papà Stefano II
Le origini del regno franco
Il regno dei Franchi aveva stretto rapporti di collaborazione con la Chiesa,
sfociati a distanza di secoli in una vera e propria alleanza con il papato

I Franchi si erano precocemente convertiti al cattolicesimo, alla fine del V


secolo, sotto il re Merovingian Clodoveo

Alla morte di Clodoveo la corona di suddivisa fra i figli ed il territorio venne


suddiviso in tre parti: la Neustria a nord-ovest, l’Austrasia a nord-est e la
Borgogna al centro. Però i nuovi sovrani non sono in grado di controllare i
loro territori

Il potere si concentrò nelle mani dei grandi signori fondiari


Maestri di palazzo

In particolare, si era affermata


l’autorità dei maestri di palazzo,
ricchi esponenti dell’altra
aristocrazia che, sebbene fossero
formalmente solo dei funzionari
del sovrano, con il tempo
iniziarono a governare in modo
del tutto autonomo
Pipinidi e l’accordo con il papato
Nel 687 Pipino di Heristal, maestro di palazzo di Austarsia e fondatore
della dinastia dei Pipinidi, detta poi carolingia dal nome dell’illustre
discendente di Carlo Magno

Pipino guidò l’Austrasia alla conquista dei regni di Neustria e di Borgogna

Attraverso la concessione di terre, fece approvare una norma che


trasformava la carica di maestro di palazzo da elettiva in ereditaria

Pipino garantì al figlio Carlo Martello la successione nel prestigioso


incarico. Quest’ultimo si distinse per le sue vittoriose campagne militari
Pipino il Breve
Detto “il Breve” a causa della sua bassa statura

Seppe intessere una politica di reciproco


appoggio con il papato, garantendo alla Chiesa
di Roma notevoli privilegi fiscali ed
economici e si impegnò per la diffusione del
cattolicesimo e la conversione delle
popolazioni

Nel 751 Pipino si fece proclamare egli stesso


re

L’investitura ricevette anche la consacrazione


pontificia secondo il rito dell’ Unione
La fine del regno longobardi
L’ alleanza tra il pontefice e i Franchi
produsse per entrambi dei vantaggi:
il Papa vide formalizzato il proprio
potere temporale, anche grazie a un
documento, la Donazione di
Costantino (rivelandosi un falso
storico) che rivendicava al pontefice
il processo di quei territori; a Pipino,
venne riconosciuta la sacralità della
propria autorità
Re longobardo Desiderio
Il nuovo re longobardo Desiderio per riportare la pace con i Franchi
decise di dare sua figlia Ermengarda in sposa al figlio maggiore di
Pipino, Carlo (chiamato poi Magno per le sue imprese)

Nel 772 Desiderio inizia di nuovo a conquistare i territori a danno


della Chiesa. Il nuovo Papa chiede aiuto ai Franchi, Carlo sconfisse i
Longobardi a Pavia

Dopo circa due secoli di predominio in Italia (dal 568 al 774) il


regno dei longobardi cessava di esistere
Fine
Grazie per l’attenzione