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Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione

Modulo IV: Sviluppo e Linguaggio

Fabrizio Stasolla
Presentazione
In questo modulo entreremo nel dettaglio della Pratica Riabilitativa a
matrice cognitivo - comportamentale ed approfondiremo alcune delle
principali tecniche di intervento che promuovono l’autonomia
personale. Ci soffermeremo sull’analisi del comportamento applicata,
l’automonitoraggio, l’autogestione di indizi, la comunicazione
alternativa aumentativa e le tecnologie assistive. Per ciascuna
strategia, cercheremo di evidenziare gli aspetti educativi e riabilitativi
propri della tecnica adottata.
La Riabilitazione Cognitivo - Comportamentale
Fabrizio Stasolla
Presentazione
In questa video-lezione presentiamo le basi della riabilitazione
cognitivo-comprtamentale. Vedremo gli elementi rinforzanti con i vari
tipi di rinforzo nel dettaglio. Introdurremo il concetto chiave di qualità
di vita e gli indici di felicità con eventuale estensione agli indici di
partecipazione positiva e impegno costruttivo.
La Riabilitazione Cognitivo – Comportamentale
Strategie di Intervento per l’Inclusione del Bambino con Disabilità
Gravi nel Contesto Classe

Promuovere forme sia pur minime di autonomia a partire da risposte e


comportamenti naturalmente presenti nel repertorio della persona

Basati sui principi dell’apprendimento (nesso causale tra risposte


comportamentali e conseguenze ambientali) sono finalizzati a far acquisire
consapevolezza del proprio comportamento per poter gestire autonomamente
gli eventi ambientali
Obiettivi Riabilitativi
Promuovere l’Autonomia Personale

Migliorare la Qualità di Vita della Persona Con Disabilità

Riduzioni degli Oneri di Famiglie ed Operatori

Facilitare l’Inclusione
Qualità di Vita
Costrutto teorico astratto e complesso che comprende il piacere, la
contentezza, il benessere personale e viene operazionalizzato con la
felicità

Emozione difficile da carpire e registrare con certezza in persone o


bambini “non verbali”.

Per questo occorre ricorrere ad indizi comportamentali quali gli indici


di felicità
Indici di Felicità
Piccoli indizi comportamentali direttamente osservabili ed indicatori di
felicità in persone “normo-dotate” quali sorrisi, movimenti eccitati del
corpo con o senza vocalizzazioni

In alcuni casi possono essere estesi ad indizi di partecipazione


positiva e/o di impegno costruttivo, ad indicare il grado di
coinvolgimento del partecipante nella situazione
Modulazione dei Rinforzi
La performance dei partecipanti con disabilità, la loro felicità,
partecipazione ed il loro grado di coinvolgimento può essere
modulato dagli elementi motivanti e/o gratificanti, definiti Rinforzi

A tale proposito, si distinguono (a) rinforzi primari, (b) rinforzi


secondari, (c) rinforzi positivi, e (d) rinforzi negativi
Rinforzo Primario
Rinforzo con valore motivante intrinseco e gratificante di per sé
e pertanto modula sistematicamente il comportamento,
aumentandone la probabilità di intensità e frequenza

Elemento altamente motivante, variabile da persona a persona


Rinforzo Secondario
Rinforzo che di per se’ non ha valore motivante o gratificante ma lo
acquisisce nel momento in cui viene associato, permutato o
commutato con il rinforzo primario

UN ESEMPIO E’ LA TOKEN ECONOMY (Econimia dei Gettoni),


ossia un contratto didattico per cui ad un determinato numero di
gettoni corrispondono determinati rinforzi primari con un ordine
gerarchico crescente di valenza (piacevolezza)
Rinforzo Positivo
Rinforzo primario che aumenta la probabilità di una risposta
desiderata o attesa da parte del bambino
Rinforzo Negativo
Eliminazione o riduzione di una situazione di disagio, da non
confondere con la punizione
Token Economy
•Contratto didattico che si stipula con il bambino per cui viene erogato
un gettone ad ogni risposta desiderata prodotta dal bambino (rinforzo
secondario).

•Il bambino avrà la possibilità di commutare il rinforzo secondario con


un primario stabilito a priori al termine della giornata/sessione di
lavoro
Per riassumere
In questa video-lezione, abbiamo introdotto la riabilitazione cognitivo
comportamentale, abbiamo definito gli obiettivi riabilitativi, abbiamo
delineato le varie tipologie di rinforzo e la loro applicazione
Gli Obiettivi e i Criteri Riabilitativi

Fabrizio Stasolla
Presentazione
In questa video-lezione definiamo gli obiettivi riabilitativi, i criteri di
selezione delle risposte ed i criteri di selezione degli stimoli, le linee
guida basilari affinché un percorso riabilitativo cognitivo
comportamentale persegua l’acquisizione della consapevolezza e
l’autonomia personale
Pianificazione dell’Intervento
Obiettivi riabilitativi (definiti in funzione delle abilità possedute
dal bambino, dei traguardi che si intendono raggiungere, delle
risorse economiche, umane e temporali di cui si dispone)

Strategie di intervento (Vengono pianificate in funzione degli


obiettivi riabilitativi)
Sequenza di Intervento
Definizione del Comportamento (Operazionalizzazione)

Osservazione di ingresso (Baseline con Codifica del Comportamento)

Intervento (Manipolazione delle Conseguenze Ambientali)

Misura di Uscita (Verifica dell’avvenuto apprendimento)


Definizione del Comportamento
Attento elenco delle risposte comportamentali direttamente
osservabili ed oggettivamente misurabili

Esempio di Attenzione e Disattenzione


Codifica del Comportamento
REGISTRAZIONE DELL’EVENTO

INTERVALLO PARZIALE

INTERVALLO TOTALE

FINE INTERVALLO
Registrazione dell’Evento
Si registra la risposta ogni volta che viene prodotta o esibita
dalla persona nell’arco temporale di lavoro

Ad esempio, una chiusura palpebrale


Intervallo Totale
Si registra la risposta solo ed esclusivamente se il comportamento
viene esibito lungo tutto l’intervallo osservato (ad esempio, 10, 15, 20,
30 o 60 secondi)
Intervallo Parziale
Si registra il comportamento se si verifica anche per un solo secondo
all’interno dell’intervallo di osservazione (es. 10, 20 o 30 secondi)
Fine Intervallo
Si registra la risposta eventualmente presente solo ed esclusivamente
alla fine dell’intervallo di osservazione definito (es. al decimo, al
ventesimo, al trentesimo secondo)
Criteri di Selezione delle Risposte
Occorre che il comportamento o la risposta siano:

(1) naturalmente presenti nel repertorio


(2) facilmente eseguibili
(3) indipendenti da distonie
(4) agevolmente riproducibili dagli operatori
Criteri di Selezione degli Stimoli
ALLERTA (ATTENZIONE)
ORIENTAMENTO
SORRISO

In sostanza gli eventi ambientali devono sempre essere altamente


motivanti e/o gratificanti tali da evitare saturazione sensoriale

Per questo occorre variarli quanto più possibile all’interno delle


sessioni
Verifica
NUMERICA (IN TERMINI di RISPOSTE)
GRAFICA (ISPEZIONE VISIVA DELL’ANDAMENTO)
CLINICA (APPREZZAMENTO DELL’EFFICACIA)
PREFERENZE DEL BAMBINO
VALIDAZIONE SOCIALE
Per riassumere
In questa video-lezione abbiamo approfondito gli obiettivi riabilitativi, i
passi fondamentali dell’intervento, le differenti modalità di codifica, i
livelli di verifica dell’efficacia di un intervento stesso.
L’Analisi del Comportamento Applicata
Fabrizio Stasolla
Presentazione
L’Analisi del Comportamento applicata (Applied Behavior Analysis,
ABA) è quell’insieme di tecniche che consentono di modulare
sistematicamente il comportamento attraverso l’uso del rinforzo.
Basandosi sui principi dell’apprendimento, stabilisce nessi causali tra
le risposte comportamentali esibite e gli eventi ambientali.
Manipolando con rigore questi ultimi, apporta variazioni sistematiche
e non transitorie nelle prime, determinando il successo del processo
di insegnamento apprendimento. In questa video-lezione,
approfondiremo 4 principali strategie di intervento, due proprie del
Condizionamento Classico (Inibizione reciproca e Desensibilizzazione
sistematica), e due del Condizionamento Operante (Modellaggio e
Modellamento) applicate al trattamento di Ansie e Fobie. Vedremo
infine l’uso dei rinforzi differenziali.
Inibizione Reciproca
•Due elementi (uno positivo e gratificante ed uno ansiogeno) si
inibiscono reciprocamente favorendo l’omeostasi.

•Il bambino viene inserito in un contesto per lui piacevole e motivante


e gradualmente l’elemento ansiogeno viene avvicinato fino a che sia
tollerato.

Esempio: Paura del cane


Desensibilizzazione Sistematica
Gerarchia di situazioni ansiogene da affrontare positivamente dalla
meno alla piu’ ansiogena in modo tale che il bambino sia
gradualmente desensibilizzato rispetto allo stesso stimolo ansiogeno

In entrambi i casi (Inibizione reciproca e Desensibilizzazione) si tratta


di neutralizzare gli effetti dello stimolo incondizionato
Modellaggio
Complementare alla contingenza, consente di modellare il
comportamento rinforzando inizialmente comportamenti lontani, per
avvicinarsi gradualmente ai comportamenti desiderati (es. avvicinarsi
al cane).
Modellamento
Apprendimento per imitazione di un modello che mostra
gradualmente e progressivamente i passi (step) desiderati.

Il bambino viene rinforzato ad ogni passo raggiunto positivamente


Rinforzi Differenziali
DRO
DRA
DRI
DRO
RINFORZO DIFFERENZIALE DI ALTRO COMPORTAMENTO

SI RINFORZA TUTTO CIO’ CHE NON E’ IL COMPORTAMENTO


ABERRANTE
DRA
Rinforzo differenziale del comportamento alternativo

Si rinforza un comportamento alternativo adattivo in assenza del


comportamento aberrante
DRI
Rinforzo differenziale del comportamento incompatibile

Si rinforza un comportamento adattivo che sia incompatibile con il


comportamento aberrante che si intende estinguere
Per riassumere
In questa video-lezione abbiamo approfondito le pratiche procedurali
relative ad alcune tecniche riabilitative finalizzate a ridurre ansie,
fobie e disturbi del comportamento. In particolare, abbiamo spiegato
l’inibizione reciproca, la desensibilizzazione (paradigma classico del
comportamento), il modellaggio, il modellamento ed i rinforzi
differenziali per il paradigma operante
L’Automonitoraggio
Fabrizio Stasolla
Presentazione
In questa video-lezione approfondiamo la tecnica
dell’automonitoraggio quale pratica riabilitativa finalizzata a favorire e
facilitare l’acquisizione del proprio comportamento e a sviluppare la
capacità di monitorarlo da parte della persona stessa con disabilità,
ovvero difficoltà di apprendimento
L’Automonitoraggio
Particolare tecnica riabilitativa che porta la persona con disabilità
dello sviluppo e/o difficoltà di apprendimento ad acquisire
consapevolezza del proprio comportamento monitorandolo e
modulandolo, conseguentemente, in funzione di determinati obiettivi.
Nelle pagine seguenti applicheremo l’automonitoraggio ad un
bambino di terzo anno di scuola primaria, di 8 anni, con ADHD e
comportamenti oppositivo - provocatori.
Esempio di Automonitoraggio
Immaginiamo un bambino con ADHD, difficoltà di apprendimento,
comportamenti oppositivo – provocatori.

Supponiamo di voler promuovere i suoi momenti di attenzione focalizzata al


compito e voler contestualmente ridurre i suoi comportamenti oppositivo –
provocatori nell’ambito del contesto classe mediante auto-monitoraggio

Definiremo “on-task” il primo comportamento target da promuovere


(attenzione focalizzata al compito)

Definiremo “off-task” il secondo comportamento target (oppositivo –


provocatorio) da ridurre, elimnare o estinguere
Esempio di Automonitoraggio
Dovremo innanzitutto selezionare le attività didattiche da proporre al
bambino, cui focalizzare l’attenzione

Si richiederanno attività che siano al tempo stesso valide sul piano


pedagogico-didattico ed altamente gratificanti, motivanti per il
bambino. Dovranno richiedere sessioni di lavoro relativamente brevi
(Max 20 minuti)

Immaginiamo di prevedere brevi attività di lavoro di 10 minuti


ciascuna (600 secondi)
Esempio di Automonitoraggio
Il primo passaggio sarà quello di definire i comportamenti target,
rispettivamente on-task ed off-task

Divideremo la lavagna in due (una colonna per l’on-task ed una per


l’off-task), ed elencheremo tutte le risposte caratterizzanti l’on-task e
tutte quelle caratterizzanti l’off-task)

Una volta definiti i comportamenti, occorre osservarli, scegliendo una


opportuna modalità di codifica per ciascun comportamento target
precedentemente definito
Codifica dei Comportamenti
Una volta definita la sessione (10 minuti, ossia 600 secondi) e
stabilita l’ampiezza dell’intervallo di osservazione (ad esempio 20
secondi), per cui il bambino in ogni sessione sarà osservato 30 volte,
dobbiamo scegliere una codifica per l’on-task ed una per l’off-task

Per un comportamento on-task che intendiamo promuovere,


sceglieremo una codifica ad intervallo totale

Per un comportamento off-task che vogliamo estinguere sceglieremo


una codifica ad intervallo parziale
Baseline
A questo punto potremo codificare i nostri comportamenti (attraverso
l’aiuto dell’insegnante) in una baseline (5-10 sessioni) ed avremo una
misura di ingresso dell’on-task e dell’off task del bambino

Ad esempio, sapremo che sarà stato il 90% del tempo off-task ed il


10% on-task

Le fasi di intervento avranno l’obiettivo di rovesciare tali percentuali di


ingresso
Intervento
Forniremo il bambino di tutto il materiale necessario per auto-
monitorarsi. In particolare, un foglio con due colonne (una on-task ed
una off task, tante righe quanti sono gli intervalli (30 in una sessione)
e degli indizi irregolari di tempo (in media ogni 20 secondi), scanditi
da indizi utili per il bambino, che gli ricorderanno di auto-monitorarsi.

Conoscendo preliminarmente la definizione di on-task ed off-task, il


bambino verrà istruito ad auto-monitorarsi in corrispondenza di ogni
indizio. Se la sua codifica (sia essa on-task ovvero off-task)
corrisponderà con l’insegnante di sostegno, riceverà un gettone,
altrimenti il gettone verrà sottratto, ovvero non verrà dato
Attendibilità delle Misure
L’attendibilità del Bambino viene misurata con il grado di convergenza
rispetto all’insegnante di sostegno, la cui misura, a sua volta, si farà
convergere con quella di altro/a collega

Il Disegno sarà ABAB con possibilità di C (Mantenimento della


Risposta)

Per il Mantenimento occorrerà estendere l’intervallo di osservazione


(esempio da 20 a 30 secondi)

Al termine della giornata il rinforzo secondario sarà permutato con il


primario, precedentemente stabilito mediante contratto didattico
Per riassumere
In questa video-lezione abbiamo visto l’auto-monitoraggio e la sua
applicazione ad un caso concreto di ADHD nel contesto classe.
L’Autogestione di Indizi
Fabrizio Stasolla
Presentazione
In questa video-lezione presentiamo l’utilizzo dell’autogestione di
indizi pittoriali e verbali (essenzialmente dei prompt), ovvero delle
facilitazioni sotto forma di istruzioni per il completamento di attività
funzionali, occupazionali, di igiene personale, ovvero accademiche
Autogestione di Indizi
Si tratta di un tecnica analoga e parallela all’automonitoraggio, la
quale consente la gestione autonoma e indipendente di istruzioni
pittoriali, verbali, combinate (misto di pittogrammi e istruzioni verbali)
per il completamento di attività occupazionali complesse,
opportunamente scomposte in operazioni semplici elementari tramite
task-analysis
Esempio di Autogestione di Istruzioni (indizi)
Immaginiamo di voler insegnare ad una adolescente di 15 anni con
encefalopatia congenita e disabilità intellettive moderate l’utilizzo di
indizi visivi e uditivi per il completamento di due attività
(apparecchiare la tavola e lavarsi i denti)

Supponiamo di aver selezionato le attività in base ad una


combinazione di intervista informale con i genitori e gli operatori da
un lato, e le preferenze della ragazza dall’altro

Procediamo ad una task analysis mediante la quale scomponiamo le


due attività in 10 passaggi ciascuna
Baseline
Potremo a questo punto procedere alla baseline accompagnando la
ragazza nei due ambienti preposti (rispettivamente la cucina e il
bagno), le verrà fornita tutto il materiale necessario e sufficiente allo
svolgimento delle attività, e verrà quindi invitata a svolgere le due
attività senza alcun aiuto, istruzione o supporto supplementari

Svolte 5-10 sessioni, avremo una percentuale media di correttezza in


ingresso sulle due attività, immaginiamo del 24 e del 30%
rispettivamente

Tali valori suggeriscono la necessità di un intervento


Intervento
Forniremo alla ragazza un insieme di 10 immagini presentate al
computer, che l’adolescente avrà la possibilità di gestirsi in autonomia
mediante sensore, interfaccia e risposta specifica (ad esempio un
sensore circolare a pressione che attiva il computer una volta
premuto come un bottone dando la possibilità alla ragazza di passare
da un’istruzione all’altra indicante, ciascuna, una singola operazione
elementare della task analysis

La stessa procedura verrà seguita per le istruzioni verbali (brevi


registrazioni indicanti ciascuna un’operazione elementare della task
analysis)
Intervento
Immaginiamo inizialmente di proporre alla ragazza di apparecchiare la tavola
mediante istruzioni visive e di lavarsi i denti mediante istruzioni verbali

Svolgiamo una trentina di sessioni con tali modalità ottenendo un


miglioramento fino all’85% di correttezza per l’apparecchiare la tavola
mediante istruzioni visive e raggiungendo anche il 100% nel lavarsi i denti
con istruzioni verbali

A questo punto rovesciamo le associazioni (Cross-Over Totale)

Ciò che prima la ragazza svolgeva con indizi pittorici (apparecchiare la


tavola), lo svolgerà con indizi verbali e viceversa
Intervento
Immaginiamo che invertendo sistematicamente l’associazione tra
indizi e attività, si invertono con altrettanta sistematicità le percentuali
di correttezza

Con questi risultati dovremo necessariamente concludere che


evidentemente entrambi i sistemi di istruzione sono efficaci per lo
svolgimento di attività funzionali, con una preferenza in termini di
performance fornita a favore degli indizi verbali.

Se, viceversa, le percentuali non si fossero rovesciate con


l’inversione dell’associazione tra indizi e attività, evidentemente
saremmo stati costretti a concludere che un’attività era più familiare o
semplice per la ragazza rispetto all’altra
Per riassumere
In questa video-lezione abbiamo approfondito l’utilizzo e
l’applicazione dell’autogestione di indizi per favorire il ripristino ovvero
l’insegnamento di attività di istruzioni in persone con disabilità dello
sviluppo
Le Tecnologie Assistive
Fabrizio Stasolla
Presentazione
In questa video-lezione approfondiamo l’uso delle Tecnologie
Assistive, le aree funzionali di applicazione, i possibili ambiti di
utilizzo, gli obiettivi riabilitativi perseguiti
Tecnologie Assistive
Obiettivo Nuove Tecnologie: limitare le conseguenze negative della
condizione di disabilità, non curarla

Aree funzionali
1. controllo ambientale
2. comunicazione
3. mobilità
4. riduzione comportamenti aberranti/posture inadeguate
Microswitch
STRUMENTI CHE FUNGONO DA INTERFACCIA FRA LA PERSONA E
IL MONDO ESTERNO, AZIONABILI CON RISPOSTE SEMPLICI
(esempio: manipolazione di oggetti)
Possibili Applicazioni
INTERAZIONE CON L’AMBIENTE E CONTROLLO DELLA
STIMOLAZIONE CON COMPORTAMENTI NON-VOCALI
Ispezione Visiva

BASELINE II
BASELINE I
INTERVENTION I INTERVENTION II
Responses per Minute

4
Mean Frequency of

0
0 10 20 30 40 50

Blocks of Sessions
Possibili Applicazioni
INTERAZIONE CON L’AMBIENTE E CONTROLLO DELLA
STIMOLAZIONE CON COMPORTAMENTI NON-VOCALI
MINIMI
Possibili Applicazioni
• INTERAZIONE CON L’AMBIENTE E CONTROLLO DELLA
STIMOLAZIONE CON COMPORTAMENTI
VOCALI
Possibili Applicazioni
CONTROLLO DELLA STIMOLAZIONE E RICHIESTA DI
CONTATTO SOCIALE ATTRAVERSO RISPOSTE
VOCALI E NON-VOCALI (MICROSWITCH & VOCA)
Possibili Applicazioni

DEAMBULAZIONE ATTRAVERSO SISTEMI DI

SUPPORTO E STIMOLAZIONE CONTINGENTE


Possibili Applicazioni
OCCUPAZIONE ADATTIVA E RIDUZIONE DI POSTURE
INADEGUATE O COMPORTAMENTI PROBLEMA
ATTRAVERSO CLUSTER DI MICROSWITCH
In conclusione
Microswitch
• Supporti tecnologici per l’autonomia e l’autodeterminazione delle persone
affette da disabilità multipla e ritardo mentale grave

• Obiettivi
 far emergere o consolidare alcune basilari autonomie,
 favorire l’acquisizione dei nessi causa-effetto;
 diminuire l’incidenza di comportamenti aberranti e di posture
inadeguate
Per riassumere
• In questa video-lezione abbiamo visto l’utilizzo e l’applicazione delle
tecnologie assistive, con particolare riferimento ai microswitch,
interfacce tecnologiche in grado di registrare risposte minime
naturalmente presenti nel repertorio della persona con disabilità gravi
dello sviluppo e restituire, in modalità contingente, conseguenze
motivanti altamente gradite
La Comunicazione Alternativa Aumentativa (AAC)

Fabrizio Stasolla
Presentazione
In questa video-lezione, approfondiamo la comunicazione alternativa
aumentativa con aiuti, parte integrante delle Tecnologie Assistive.
Vedremo alcune tecniche specifiche per promuovere lo scambio
comunicativo, richiedere l’interazione sociale, incentivare il percorso
di richiesta e scelta di item graditi, consentire l’accesso alla video-
scrittura, comunicare con partner distanti
La Comunicazione Alternativa Aumentativa
Con l’espressione Comunicazione Alternativa Aumentativa si
definisce una categoria di tecniche finalizzate ad accrescere (anziché
sostituire) il comportamento naturalmente presente nella persona,
rendendolo funzionale alla comunicazione. Si divide in due macro
aree, rispettivamente senza e con aiuti.

Nella prima rientrano tutte quelle forme di comunicazione alternative


al linguaggio parlato e scritto che non prevedono alcun supporto o
aiuto esterno (ad esempio la lingua dei segni)

Nella seconda sono invece inclusi tutti i supporti esterni più o meno
complessi o sofisticato da un punto di vista tecnologico, finalizzati a
facilitare la comunicazione
Esempi di AAC con aiuti
Alcuni esempi di strategie di AAC con aiuti riguardano:
Il PECS
Il VOCA (SGD)
I sistemi computerizzati di richiesta e scelta
L’accesso alla video-scrittura
I Tablet, gli IPOD, IPAD con relativi software
I sistemi computerizzati di comunicazione con partner distanti

Cerchiamo di analizzarli in sintesi nelle slide seguenti


IL PECS
Sistema di AAC con aiuti a bassa tecnologia basato sullo scambio di
immagini. Consta complessivamente di 6 fasi ed ha come sua unità di
base lo scambio comunicativo (Picture Exchange Communication
System)

Inizialmente ideato da Bondy e Frost (1194, 2001) per bambini con


disordine dello spettro autistico, è stato progressivamente esteso a
chiunque avesse deficit di comunicazione espressiva e ricettiva

Si distingue uno scambio autonomo da uno scambio ripetuto e l’idea


di base è di proporre qualcosa (un pittogramma) per ricevere dal
partner comunicativo qualcosa in cambio (oggetto tridimensionale
corrispondente)
VOCA
Il Vocal Output Communication Aid, ovvero lo Speech Generating
Device è un sistema di aiuto alla comunicazione a media tecnologia
basato su output vocale. Trattasi solitamente di un dispositivo
tecnologico con aree sensibili attivabili mediante touch screen in cui il
bambino ha la possibilità di attivare le aree relative in base alle sue
esigenze, per richiedere il contatto con uno o più operatori per il
soddisfacimento delle proprie necessità. Per ogni area sensibile
attivata, ci sarà una duplice istruzione: (a) visiva (con immagine
specifica) e (b) verbale con breve indicazione vocale di richiesta
preregistrata
Sistemi Computerizzati di Richiesta e Scelta
Presentati sotto forma di ipertesto, consentono la navigazione partendo da
una home page a partire dall’esibizione di una risposta comportamentale
semplice che consentirà il blocco della scansione automatica in
corrispondenza dell’item richiesto e sarà registrata mediante sensore
specifico connesso al computer tramite apposita interfaccia. Immaginiamo di
avere una pagina iniziale con tre categorie di base quali: (a) mangiare, (b)
bere, (c) giocare. Le tre opzioni sono automaticamente scansionate in base
ad un tempo predefinito, con duplice istruzione (visiva e verbale). Se il
bambino ha sete, dovrà rispondere una prima volta in corrispondenza della
seconda categoria. A questo punto potrà avere, ad esempio, 4 opzioni di
bevande. Se vuole il succo di frutta dovrà nuovamente rispondere
selezionandolo. A questo punto il sistema rivolgerà al bambino la domanda:
“vuoi veramente il succo di frutta” con risposta dicotomica SI e NO. Se il
bimbo risponde SI torna l’immagine con il succo di frutta ed un operatore
fornirà il succo di frutta richiesto.
L’accesso alla video-scrittura
Sistema ideato per persone con funziona,mento intellettivo nella
norma e disabilità motorie pervasive. Non insegna la grammatica e/o
l’ortografia della lingua, ma consente l’accesso alla scrittura.

Immaginiamo di avere un monitor con nella parte superiore dello


schermo un foglio word bianco ed il cursore lampeggiante. Nella
parte inferiore una tastiera virtuale del computer, automaticamente
scansionata in base ad un tempo predefinito. Supponiamo di voler
scrivere la parola “CIAO”. Il bambino dovrà agire rispondendo con un
comportamento minimo per bloccare la scansione, che procede riga
per riga. Non farà nulla in corrispondenza delle prime due righe e
risponderà ala terza (con la lettera C). A quel punto la scansione
procede lettera per lettera, fio ad arrivare alla C, in modo tale che il
sistema scriva sul foglio word sovrastante.
Tablet, IPOD, IPAD
Sono sistemi alternativi e analoghi a quelli computerizzati, che
consentono oltre alla comunicazione verso i partner vicini, anche (ad
esempio), l’acquisizione di abilità accademiche (come l’insegnamento
dei contenuti didattici). Solitamente sono attivabili tramite touch
screen. Il processo di insegnamento-apprendimento è garantito da
software interattivi
Sistemi computerizzati di Comunicazione a Distanza
Si tratta di tecnologia che include, oltre ad un computer, un modem
ed un sistema GPS, i quali permettono l’invio di telefonate e brevi
messaggi di testo. Sempre attraverso un sistema di blocco della
scansione attraverso una risposta comportamentale minima presente
nel repertorio, la persona sarà in grado di selezionare una categoria
di persone tra quelle proposte (esempio: familiari, amici, colleghi,
insegnanti), quindi un destinatario all’interno della categoria, scegliere
se telefonare o inviare un messaggio e, in quest’ultimo caso, il
contenuto del messaggio stesso.
Per riassumere
In questa video-lezione abbiamo approfondito nel dettaglio alcuni tra i
principali sistemi di AAC con aiuti, il loro funzionamento e le
procedure per la loro attivazione