Sei sulla pagina 1di 54

Modulo 7

Lingua di insegnamento in modalità CLIL


Unità 3
Adattamento dei contenuti disciplinari alle
competenze linguistiche

Introduzione

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti


1
disciplinari alle competenze linguistiche
Prima di pianificare un percorso CLIL

Prima di progettare un percorso/modulo CLIL si dovrebbe tener conto dei seguenti elementi:

1. Il grado della scuola:


-scuola dell’infanzia;
-scuola primaria (durata quinquennale);
-scuola secondaria di primo grado (durata triennale);
-scuola secondaria di secondo grado (durata quinquennale).

2. Il livello linguistico della classe nella LS, secondo il QCER.

3. Il livello nella LS del docente della DNL.

4. Se ad insegnare è il docente della disciplina non linguistica da solo, oppure se si tratta di una co-
docenza assieme all’insegnante di lingua straniera.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


2
Livello QCER docente DNL

Livello di competenza del docente CLIL definito dal MIUR nel 2010: C1

“Comprende un'ampia gamma di testi complessi e lunghi e ne sa riconoscere il


significato implicito. Si esprime con scioltezza e naturalezza. Usa la lingua in modo
flessibile ed efficace per scopi sociali, professionali e accademici. Riesce a produrre testi
chiari, ben costruiti, dettagliati su argomenti complessi, mostrando un controllo sicuro
della struttura testuale, dei connettori e degli elementi di coesione”.

Nella scuola italiana, con alcune eccezioni, il docente CLIL non è un parlante nativo
della lingua veicolare; si è laureato nella DNL in italiano, suo campo di
specializzazione. É richiesta una padronanza linguistica alta nella L2.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche 3


LS del docente della DNL

Decreto n. 6, 16 aprile 2012 della Direzione Generale per il personale scolastico

Il profilo del docente CLIL della scuola secondaria di secondo grado è caratterizzato
da competenze linguistico-comunicative nella lingua straniera veicolare di livello C1 del Quadro
Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER)

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche 4


Il docente della DNL e il livello C1

-Il livello C1, necessario per l’insegnamento da parte del docente di una DNL, non è
sempre posseduto.
-Il livello C1 va certificato da un ente riconosciuto dal MIUR.
-Il livello C1, una volta raggiunto, non vale in eterno, va mantenuto.
-Importanza del lavoro di un team composto anche da un docente di LS.

Miur auspica la “programmazione da parte del docente della DNL concordata anche
con l’insegnante di LS e/o ove presente, con il conversatore di LS e l’assistente
linguistico”.

Ma non sempre avviene, anche perché non sono chiari (anche a livello economico) i
termini di un eventuale co-docenza.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche 5


Un solo docente o co-docenza?
Nella pianificazione di un insegnamento CLIL va subito deciso se il docente della
disciplina non linguistica (DNL) farà lezione da solo, oppure se si tratta di una co-
docenza con l’insegnante di lingua (oppure il docente di lingua affianca ma non in
classe).

Bisogno tener conto del livello linguistico in L2 della classe, ma anche del docente
DNL. Il docente DNL conosce e insegna la propria disciplina in L1, ma non significa
che automaticamente la sa spiegare nella L2.
Inoltre, l’ambiente di apprendimento non è quello tradizionale a livello sia
organizzativo che didattico-metodologico.
Il CLIL è un nuovo ambiente di insegnamento e non una copia del DNL in L2.

Quale funziona può avere la co-docenza? E quali forme può assumere?

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche 6


Ruolo del docente della lingua veicolare

Il docente della LS può avere un ruolo prettamente linguistico; parlare solo nella LS.

Il docente della L2 può aiutare a pianificare il modulo assieme al docente DNL, tenendo conto
del livello di competenza degli studenti nella LS,
-preparare materiali ed esercizi, facilitare il compito del DNL offrendo un valido supporto
linguistico nella preparazione di materiali e di esercizi,
-può fornire materiali autentici, agevolare e stimolare gli studenti attraverso una comunicazione
attiva e coinvolgente.

In classe, il docente CLIL e il docente della lingua veicolare lavorano assieme, in team nelle
varie fasi della pianificazione del percorso. A volte i due docenti sono in compresenza.
Importante: va deciso CHI sono i docenti che progettano il percorso CLIL.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche 7


Team teaching in CLIL
Secondo Marcella Menegale (2014), la collaborazione tra il docente della DNL e quello
della LS è di primaria importanza. Si tratta di un lavoro ‘collaborativo’:

-il docente della DNL porta nel team le competenze relative al contenuto disciplinare su
cui insistere, fissando gli obiettivi di conoscenza da raggiungere;
- Il docente della LS mette in campo le competenze necessarie per l’apprendimento e
lo sviluppo linguistico.

- Essi dovrebbero lavorare assieme sui vari aspetti della pianificazione e della
realizzazione didattica, confrontandosi in base alle proprie competenze. Lavorare in
team, significa decidere insieme.
- Creato il team, vanno stabiliti i compiti di entrambi nelle diverse fasi e durante tutto il
percorso CLIL.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche 8


Azioni possibili del team teaching

Azioni che necessitano di discussione e di condivisione nel lavoro collaborativo


(Menegale, 2014) :

1. Selezionare l’argomento in base alle


a. competenze linguistiche della classe;
b. alla difficoltà cognitiva dei contenuti;
c. alla motivazione e agli interessi degli studenti.

2. Stabilire gli obiettivi didattici per quanto riguarda i contenuti della DNL, dello
sviluppo delle competenze linguistiche e anche degli obiettivi trasversali sulle abilità
di studio.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche 9


Azioni possibili del team teaching

3. Fornire i materiali:
In genere, il docente DNL seleziona i materiali possibilmente ‘autentici’ e il docente
della LS interviene per rendere il materiale comprensibile, sia a livello lessicale che
sintattico, anche attraverso il ricorso a immagini fisse o multimediali.

4. Progettare attività che prevedano la rielaborazione dei contenuti sui testi prescelti e
un uso adatto della LS.

5. Disporre griglie di valutazione:


Va deciso se valutare gli studenti in itinere o alla fine del percorso CLIL, se
predisporre una griglia di valutazione complessiva, oppure due separate .

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche 10


Vantaggi del team teaching in un percorso CLIL
Team teaching: vantaggi per entrambi i docenti, se c’è stata una collaborazione attiva e
continua.
- Docente della DNL: pone attenzione ai metodi didattici che caratterizzano
l’insegnamento linguistico, come la semplificazione dei linguaggi specialistici oppure
i metodi per sviluppare le abilità ricettive e produttive, che di solito vengono dati per
scontato nell’insegnamento della disciplina in L1.
- Docente della LS: utilizza la LS come lingua veicolare e non come oggetto di studio,
pertanto la LS diventa mezzo di comunicazione, uno strumento per trasmettere
contenuti.
- Il team teaching consente di monitorare in modo efficace i livelli di apprendimento
sia dei contenuti che dei progressi nella comunicazione linguistica. Così facendo, i
co-docenti possono intervenire, al bisogno, con sostegni mirati.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche 11


L’insegnamento collaborativo funziona?

Secondo Coonan (2012: 296), la co-docenza spesso non funziona in modo adeguato per
una serie di ragioni, tra cui,

- l’esistenza di un gap culturale e/o pedagogico tra i due docenti;


- la mancata volontà di adeguare il modo di insegnare al nuovo ruolo;
- le difficoltà insite nelle nuove strategie di insegnamento;
- difficoltà a lavorare in un team;
- difficoltà a comprendere il nuovo ruolo;
- nuove responsabilità da gestire.

Fattori connessi alla politica scolastica rende la co-docenza difficile da attuare nelle
scuole italiane.
Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche 12
Introduzione
-Elementi da considerare prima di pianificare un percorso CLIL

-- Livello QCER docente DNL

-- Un solo docente o co-docenza? Implicazioni.

--Ruolo del docente della lingua veicolare

--Team teaching in un percorso CLIL

-- Elenco delle possibili azioni del team teaching

--Vantaggi del team teaching in un percorso CLIL

13
Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche
Modulo 7
Lingua di insegnamento in modalità CLIL
Unità 3
Adattamento dei contenuti disciplinari alle
competenze linguistiche

Considerazioni prima di formulare un percorso


CLIL
Modulo 7 – Unità 3-
Adattamento dei contenuti disciplinari alle 1
competenze linguistiche
Quali discipline veicolare nella lingua straniera?

Criteri da considerare nella scelta della DNL :

1. Il livello delle competenze linguistiche;


2. la maturità cognitiva e culturale della classe;
3. la natura della DNL in rapporto ai linguaggi specialistici e alle competenze cognitive
necessarie;
4. la modalità di presentazione della DNL: una modalità che favorisce l’esperienza e,
quindi, facilita la comprensione (input comprensibile).
5. Il grado di contestualizzazione della disciplina.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


2
Discipline e linguaggi

In generale, soprattutto con un livello base di apprendimento della lingua,


è opportuno veicolare una DNL dai contenuti altamente contestualizzati, al fine di
favorire l’input comprensibile.

Quali discipline? Ad esempio, discipline come la matematica, le scienze o la geografia,


il disegno potrebbero essere veicolate in LS nella scuola primaria o secondaria di primo
grado.

Discipline dai contenuti più astratti, e più impegnative a livello cognitivo, come la
storia, la filosofia o la letteratura sono di solito più adatte da veicolare in LS nella
scuola secondaria di secondo grado.
Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche
3
Categorie di modelli di LS veicolare

Nell’educazione per il bilinguismo, i modelli ‘forti’ si possono distinguere in base alla


quantità degli insegnamenti disciplinari veicolati:

1. Modello a immersione totale, dove tutte le discipline vengono veicolate in LS. Si


tratta di scuole internazionali, dove tutto il curriculum viene veicolato nella LS.

2. Un numero cospicuo di discipline, dove almeno metà di esse viene veicolata nella
LS. (es. Valle d’Aosta, in cui viene seguito il criterio dell’alternanza tra L1 e LS).

3. Numero limitato di discipline veicolate nella LS. Questo succede nelle scuole
normali, in cui vengono veicolate una o due materie.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


4
Ore da dedicare al CLIL?

Monte ore legato al grado della scuola e, soprattutto, agli obiettivi formativi da
raggiungere. Più ore necessarie se l’obiettivo da raggiungere è alto.

Il numero di ore non è il fattore unicamente rilevante. Importante è la qualità


dell’intervento didattico, tra cui le scelte a livello organizzativo e le metodologie da
applicare.

Monte ore, qualità e intensità dell’impegno didattico sono fattori essenziali e correlati,
che vanno considerati e ponderati nella pianificazione dell’insegnamento CLIL.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


5
Progettazione di un percorso CLIL

Punto di partenza da parte del docente CLIL:


Pianificazione integrata (integrated planning)

- considerare l’interdipendenza tra l’area di contenuto disciplinare e la LS;

- porre anche l’attenzione sugli interessi e i bisogni individuali degli studenti ;

- ricorrere all’uso di una molteplicità di metodi.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


6
Integrazione tra lingua e contenuto nella progettazione del percorso CLIL

Abbiamo ripetuto che al centro del CLIL vi è l’integrazione tra contenuto e lingua veicolare
in un approccio duale, che comprende l’apprendimento contemporaneo della lingua
stranera e del contenuto disciplinare.

Si impara la lingua MENTRE si impara il contenuto.

Integrated language with non language content, in a dual focussed learning environment.

Learning environment: ambiente di apprendimento


Per capire l’innovazione apportata dal CLIL bisogna capire cosa si intende per nuovo ambiente
di apprendimento duale.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


7
Finalità dell’insegnamento CLIL

Le finalità di un percorso CLIL riguardano sia il contenuto disciplinare sia quello


linguistico.

Va deciso se le finalità del contenuto disciplinare rimangono invariate, cioè sono quelle
della disciplina prefissate dai programmi ufficiali, oppure se vanno variate e, quindi,
riviste.
Per quanto riguarda la LS veicolare, la scelta del percorso CLIL ha la finalità di
incentivare e potenziare sia a livello quantitativo che qualitativo le competenze
linguistiche.

Il CLIL vuole promuovere il valore culturale e, nel contempo, il plurilinguismo.


Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche
8
Obiettivi del CLIL

Nel percorso CLIL non si insegna la LS, ma i contenuti della DNL. Gli obiettivi della
disciplina sono di primaria importanza. Gli obiettivi linguistici sono vincolati alla
materia, che veicolano.

Gli obiettivi linguistici sono funzionali alla disciplina che veicola.

Gli obiettivi di contenuto possono essere quelli previsti dal programma della disciplina,
oppure se ne sceglieranno solo alcuni, oppure ancora, se ne potranno fissare di
nuovi.

Tra gli obiettivi trasversali dell’insegnamento CLIL, vanno ricordate le abilità di studio
autonomo e le abilità cognitive (che sono comuni a tutte le materie).
Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche
9
I processi cognitivi e la lingua veicolare

La scelta del contenuto è strettamente collegato ai processi cognitivi necessari per lo


studio della materia.
Infatti, tenendo conto di ciò, si possono individuare meglio le conoscenze linguistiche
di cui hanno bisogno gli studenti per apprendere i processi cognitivi nella LS.

Prima di pianificare un percorso CLIL:


-stabilire il livello di competenza cognitiva dei contenuti disciplinari;
-individuare le abilità necessarie per comprendere e apprendere i contenuti;
-riflettere sulle strategie cognitive che conducono all’integrazione di contenuti e abilità
linguistiche;
-preparare attività di supporto (scaffolding), e se occorre supporto linguistico;
-assicurarsi che obiettivi di insegnamento e apprendimento/verifica siano coerenti.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


10
Tassonomia di Mohan (1986)

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


11
Tassonomia di Mohan (1986)

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


12
Tassonomia di Mohan (1986)

Il framework delineato da Mohan integra operazioni cognitive, contenuti, lingua.


Tripartizione, 3 livelli di complessità della conoscenza:
1. Concetti/Classificazione:
-identificare, definire, classificare
-descrizione e classificazione di oggetti nel loro contesto.
2. Principi
-relazioni , causa, effetto, regole, conseguenze, ragioni
-interpretare dati, formulare ipotesi, trarre conclusioni
3. Valutazione
-esprimere o giustificare opinioni, rielaborare in autonomia

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


13
Considerazioni prima di formulare un percorso CLIL
-- Quali discipline veicolare nella lingua straniera?
-- Discipline e linguaggi
-- Ore da dedicare al CLIL?

--Pianificazione integrata : l’integrazione tra contenuto e lingua veicolare in un


approccio duale (integrated planning)
-Obiettivi del CLIL
-Finalità dell’insegnamento CLIL

-I processi cognitivi e la lingua veicolare


Tassonomia di Mohan

14
Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche
Modulo 7
Lingua di insegnamento in modalità CLIL
Unità 3
Adattamento dei contenuti disciplinari alle
competenze linguistiche

Alternanza tra le lingue?

1
CLIL: apprendere i contenuti attraverso la LS

La LS è acquisita attraverso i contenuti di una disciplina, veicolati in modo da


incoraggiarne l’apprendimento. Un’attenzione particolare è conferita alle abilità
necessarie per imparare, poiché sono di massima importanza per un apprendimento
linguistico comunicativo efficace.
Non è sufficiente apprendere i contenuti della disciplina nel percorso CLIL. C’è
bisogno anche di curarsi della lingua veicolare che ‘trasporta’ i contenuti. La lingua
(LS) deve crescere contemporaneamente ai contenuti disciplinari.

Un ulteriore aspetto importante dell’approccio CLIL è il suo impatto sul modo in cui gli
studenti pensano e sulle loro abilità cognitive, che aiutano ad ampliare la costruzione
di mappe concettuali.

2
Alternanza L1/LS in ambiente CLIL?
Punto importante da decidere nella progettazione del percorso CLIL (da non lasciare al
caso), è la questione che riguarda una eventuale alternanza L1/LS.
Possibili scenari:
-nessuna alternanza (alternanza zero):
Tutto l’insegnamento CLIL viene svolto nella LS, mantenendo una separazione tra L1 e
LS. Non vi è alcun ricorso alla lingua della scuola. Vantaggio: viene garantita la
massima esposizione alla lingua; gli studenti fanno uno sforzo maggiore, ricorrendo,
se necessario a gesti, immagini, grafici, ma NON all’italiano.

-alternanza:
Può assumere varie forme e modalità. Vanno verificati vantaggi e svantaggi.

3
Alternanza L1/LS: come e quando?
Perché e come alternare le due lingue?

La decisione di alternare la L1 e la LS in ambiente CLIL dipende dalla necessità di


ricorrere alla L1 in alcune situazioni e contesti precisi.

-L’alternanza può tenere le due lingue separate (alternanza separata), cioè durante dei
periodi precisi, o per parti del programma.

-L’altro tipo di alternanza, chiamata alternanza concomitante, cioè si opera una switch
dalla L1 alla LS o viceversa nello stesso ambito comunicativo.

4
Alternanza concomitante di L1/LS
Significa, in pratica, usare la L1 e la LS durante la stessa lezione in classe.
Come e perché usare anche la L1:
- L1 usata solo per la parte gestionale della lezione;
- presentazione di uno schema/scaletta della lezione in L1 all’inizio della lezione per
facilitare la successiva comprensione in LS;
- un breve riassunto in L1 alla fine della lezione;
- per dare un sostegno su certi punti o concetti fondamentali nella L1;
- alternanza metodologica, dove si può optare di usare la L1 per l’inizio e la fine della
lezione (tutto il resto in LS);

5
Alternanza concomitante di L1/LS

- Uso di materiali in L1;


- alternanza delle lingue secondo attività predefinite, ad es. lettura di
materiali in L1 e discussione in LS;
- oppure, alcune abilità in L1 (ad es. produttive) e alcune in LS (ricettive),
secondo gli obiettivi linguistici prefissati;
- ricorso alla L1 per espandere ulteriormente alcuni concetti spiegati in
LS;
-comparazione di testi, fonti.

6
LS come veicolo dell’apprendimento: considerazioni
Va ricordato che apprendere alcune discipline come matematica, geografia, storia nella
L2 vuol dire affrontare una esperienza linguistica ‘forte’, intensa, in cui la L2 NON
è l’oggetto di studio, bensì il veicolo dell’apprendimento della materia.

Inoltre, quelle stesse discipline sono state affrontate in anni precedenti nella L1.

Esiste già un’alternanza tra le lingue per gli studenti:


quella tra tutte le lezioni del curriculum in L1 e l’uso della LS in ambiente CLIL
(qualsiasi sia la percentuale).

7
Alternanza strategica delle lingue?
L’alternanza della L1 e della LS in ambiente CLIL deve avere un ruolo strategico.

La percentuale delle lezioni in LS nel percorso CLIL deve essere significativo, altrimenti si
perde il presupposto stesso del Content and Language Integrated Learning.

L’eventuale alternanza delle lingue deve tener conto del grado scolastico, delle particolari
difficoltà della classe, del livello linguistico degli studenti e degli obiettivi linguistici da
raggiungere.

Le esigenze della scuola primaria sono diverse dalla scuola secondaria, anche se l’esposizione e
l’eventuale immersione nella LS è fondamentale in ambiente CLIL (ma non solo).

8
Pericoli dell’alternanza fra le lingue
• Essere consapevoli della questione linguistica è un presupposto dell’apprendimento in
ambiente CLIL.

• Da tenere in mente: essendo la L1 la lingua della scuola, del docente della disciplina e degli
studenti (in generale), il ricorso alla L1 può limitare il raggiungimento degli obiettivi
linguistici.
• Se si utilizzano contemporaneamente la L1 e la LS si crea confusione. Ogni alternanza
linguistica deve essere motivata in una precisa prospettiva metodologica.

• Se la quota del tempo d’immersione (ore complessive) nella LS e i benefici


dell’apprendimento linguistico sono correlati, ciò implica che si auspica una percentuale
‘alta’ dell’insegnamento in LS.
• Se vi è co-docenza, il pericolo è di demandare una percentuale troppo significativa della LS al
docente di lingua straniera.
9
L1 supporto alla LS
L1 deve essere un supporto alla LS in situazioni specifiche e per usi strategici.

Ricordarsi che in ambiente CLIL, la L1 va usata dove necessario, mentre la LS quasi sempre.

Non si tratta di duplicare la lezione nelle 2 lingue, in quanto l’attenzione degli studenti si
concentrerebbe solo sulle parti in L1, vanificando il discorso sulla lingua veicolare.

Secondo alcuni studiosi, la L1 deve avere un ruolo specifico nel percorso CLIL.

L’eventuale alternanza non può essere improvvisata.


Non è opportuno introdurre in modo casuale la L1. Va programmato attentamente.

10
Traumatico inserire percentuale alta di LS?
Dalla teoria alla pratica in classe:

-è traumatico per gli studenti immergersi in lezioni totalmente o quasi in LS su contenuti


disciplinari?

-certo, ma uno degli scopi del CLIL è proprio questo: maggiore esposizione possibile alla LS,
non attraverso lo studio della lingua, ma uso della LS attraverso contenuti disciplinari.

-studio di una LS è sempre traumatico.


- l’immersione per molte ore alla settimana può essere difficoltoso all’inizio, ma, se ben
programmato secondo il livello linguistico nella LS degli studenti, dovrebbe incentivare
l’apprendimento della LS come lingua veicolare.

11
Contenuti disciplinari e alternanza tra le lingue
La semplificazione o l’adattamento dei contenuti disciplinari riguarda anche il campo
dell’eventuale uso strategico delle L1 e la LS.
Inoltre, il ricorso alla L1 significa che gli interventi saranno del docente disciplinare.

Se programmato in anticipo e con obiettivi mirati, il ricorso alla L1 può essere strategico nella
preparazione dei contenuti delle lezioni CLIL, in quanto può essere utile per mediare i
contenuti (no alla traduzione):
- alcune indicazioni, azioni, spiegazioni su come fare gli esercizi (attività gestionali)
- all’inizio e alla fine della lezione, ,
- far leggere dei testi in L1 sull’argomento della lezione,
- introdurre metodi di ricerca di gruppo da parte del docente;
- far discutere gli studenti sull’organizzazione dei task di gruppo.

12
Alternanza tra le lingue?
Alternanza L1/LS in ambiente CLIL: discussione su alcuni possibili scenari

Alternanza zero e alternanza concomitante di L1/LS


Alternanza strategica delle lingue

Pericoli dell’alternanza fra le lingue


L1 supporto alla LS

Traumatico inserire percentuale alta di LS?

Rapporto tra contenuti disciplinari e alternanza tra le lingue

13
Modulo 7
Lingua di insegnamento in modalità CLIL
Unità 3
Adattamento dei contenuti disciplinari alle
competenze linguistiche

Adattamento dei contenuti in ambiente CLIL


Semplice riduzione della quantità dei contenuti?

• Il percorso didattico CLIL si integra o si sostituisce a quelli di DNL in L1 a seconda dello


spazio che occupa all’interno del curricolo della scuola e dell’anno della classe.

• Adattare un curricolo per poterlo insegnare in LS ha generato, e continua a generare sospetti


da parte di molti docenti che pensano si tratti di una semplice riduzione della quantità di
contenuto della materia insegnata.

• Non è questione di riduzione, bensì di metodo, di qualità dell’apprendimento. Le domande


da fare sono invece: cosa si insegna e come si insegna.

• Va ricordato che la didattica in ottica CLIL richiede processi più lenti e tempi più lunghi
che vanno considerati nella programmazione della ‘quantità’ dei contenuti.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


La rivisitazione dei contenuti

• La rivisitazione del curricolo implica una selezione accurata dei contenuti e delle
tematiche della DNL, in rapporto agli obiettivi prefissati.

• La riduzione dei contenuti disciplinari va fatta secondo la loro rilevanza per la


disciplina. Tuttavia, i contenuti ridotti devono essere tali da garantire un grado
accettabile di apprendimento della materia previsto dal programma ufficiale.

• I contenuti rilevanti devono essere scelti in base alla loro effettiva fattibilità.

• Infatti, i contenuti vanno rivisti anche in base al tempo a disposizione (numero di


lezioni), e, inoltre, alle esigenze linguistiche degli studenti e alla loro conoscenze
pregresse.
Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche
Eliminazione o riduzione dei contenuti

• L’eliminazione o la riduzione dei contenuti disciplinari rispetto al


programma in L1 può avvenire secondo vari fattori, tra cui
- esigenze di tempo in un percorso CLIL;
- programmazione in base a concetti fondamentali sull’argomento
scelto;
- alcuni aspetti non ritenuti essenziali.

• Talvolta c’è bisogno di una semplificazione della materia, sia a livello


cognitivo che linguistico. La metodologia didattica adottata sarà
essenziale nella nuova ottica di insegnamento e di apprendimento.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


Adattamento dei contenuti disciplinari
• Premessa: la LS veicola i contenuti, non il contrario.
• L’eventuale riduzione dei contenuti non deve essere guidata dalle esigenze linguistiche.
• Il percorso duale implica una dialogo costante tra DNL e LS (tra i 2 docenti se si tratta di
team teaching).

• I contenuti disciplinari introducono quelli linguistici. Pertanto, adattare i contenuti


disciplinari rispetto alla LS della classe significa operare, ad es. sul lessico e sulle strutture
morfosintattiche.
• Va tenuto conto dell’accessibilità della LS richiesta agli studenti .

• Il sostegno linguistico non significa un intervento a livello grammaticale, correzioni di errori


e così via. Si tratta di adattare i contenuti disciplinari in relazione alle capacità linguistiche (e
cognitive) degli studenti.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


Sostegno linguistico
Il supporto alla LS può essere indispensabile per affrontare e superare le difficoltà a
livello cognitivo e linguistico.
Le forme di supporto linguistico (Clegg 2016):
1. teacher-talk: il docente può aiutare lo studente attraverso la chiarezza espositiva,
il ricorso a domande e alla verifica costante della comprensione, alle continue
ricapitolazioni.
2. Uso di materiale visivo (grafici, immagini, diagrammi) e linguaggio del corpo.
3. Task design: il docente si avvale di una serie di attività (per le abilità ricettive e
produttive) per aiutare gli studenti. Esempi di attività: matching, sequencing,
chart-filling, liste di termini specialistici, elenchi di parole ed espressioni utili.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


Sostegno linguistico

4. Forme di interazione: la lezione frontale può essere necessaria in certi momenti, ma


spesso c’è bisogno (dovendo interagire in LS) di far lavorare gli studenti in coppia o
in piccoli gruppi.
5. Ricorso alla L1: gli studenti si trovano a proprio agio a comunicare nella L1. Come
sottolineato in precedenza, va deciso fin dall’inizio quando e come utilizzare la L1,
sia da parte del docente che degli studenti (per non creare confusione e ‘adagiarsi’).

In pratica:
Quali azioni si possono attivare in classe per facilitare l’apprendimento delle abilità
ricettive e produttive?

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


Sostegno linguistico e abilità linguistiche
Ascoltare
Per aiutare lo studente nella comprensione, il docente può fare domande, usare supporti visivi,
può soffermarsi a spiegare i nuovi termini scrivendoli alla lavagna e contestualizzandoli
attraverso esempi.
Leggere
Per facilitare la lettura, il docente può tracciare un grafico delle principali informazioni sul
quale interverranno gli studenti.
Parlare
Per facilitare che parlino in gruppo, si può lasciare che usino la L1 tra di loro, ma la LS quando
si rivolgono alla classe. Oppure, il docente può scrivere alla lavagna un elenco di frasi e
espressioni in LS che gli studenti devono poi usare quando parlano.
Scrivere
Il docente può fornire uno schema da seguire nelle sue varie parti come guida nella scrittura,
come anche espressioni utili per il task da svolgere.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


Selezione e adattamento dei materiali
Uno dei problemi del percorso CLIL è il reperimento di materiali autentici già predisposti allo
scopo. Se all’inizio si faceva ricorso all’adattamento (talvolta faticoso) di testi esistenti,
negli ultimi anni sono stati pubblicati dei libri già pronti nell’ottica CLIL per grado
scolastico e disciplina. Esistono anche dei siti con materiali CLIL da condividere.

Da non fare: adottare un manuale scolastico direttamente in LS utilizzato, ad es., in Inghilterra


per insegnare geografia. La prospettiva culturale non è quella italiana, la metodologia non è
quella CLIL, la lingua inglese non è veicolare.

Da fare: selezionare materiale autentico e adattarlo alle esigenze linguistiche degli studenti e al
contenuto che deve veicolare.

Selezionare dei materiali con una bassa densità lessicale, e con strutture morfosintattiche
‘familiari’ agli studenti in modo che si creino le condizioni per una integrazione fra gli
obiettivi di apprendimento della DNL da veicolare nella LS.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


Selezione dei materiali

Quali materiali?
Ampia tipologia: da materiali cartacei (es. libro di testo) a materiali presi da Internet, o
da CD.
Il docente e i materiali (i docenti nella co-docenza):
compito complesso e laborioso (time consuming) da attuare in almeno due fasi:

-fase 1: scelta dei materiali autentici inerenti ai contenuti da studiare;


-fase 2: adattamento e didattizzazione del materiale secondo il livello linguistico e
cognitivo della classe.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


Fase operativa: considerazioni
-bilanciare la complessità dei contenuti con gli aspetti della lingua
veicolare;
- tenere in mente l’accessibilità della LS richiesta agli studenti;
- grado di difficoltà dei concetti da studiare;
- semplicità/concretezza del contenuto da proporre (alcune tematiche sono
comprensibili anche se veicolati nella LS).

- Utilizzare elementi visivi (fissi e in movimento) per rendere l’input


comprensibile e per motivare gli studenti.
Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche
Adattamento dei contenuti in ambiente CLIL
Riduzione o eliminazione dei contenuti disciplinari.
Adattamento dei contenuti disciplinari.
Sostegno linguistico e abilità linguistiche.
Selezione e adattamento dei materiali autentici.
Cosa fare e non fare nella selezione dei materiali.
Considerazioni sulla selezione dei materiali.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


Riferimenti bibliografici (Modulo 7, Unità 3)

Coonan, Carmel Mary (2004), a cura di, CLIL: un nuovo ambiente di apprendimento
Sviluppi e riflessioni sull’uso di una lingua seconda/straniera, Università Ca’ Foscari,
Venezia
(https://www.academia.edu/3311375/CLIL_un_nuovo_ambiente_di_apprendimento_Svil
uppi_e_riflessioni_sulluso_veicolare_di_una_lingua_seconda_straniera_Venezia_settemb
re_2004?auto=download)

Clegg, John (2016), “Providing Language Support in CLIL”,


https://englishglobalcom.files.wordpress.com/2016/10/clegg-providng-language-support-
in-clil.pdf

Menegale, Marcella (2014), “L’organizzazione del team teaching nei moduli CLIL”, in ”,
in Paolo E. Balboni e Carmel M. Coonan, a cura di, Fare CLIL, Loescher Editore, Torino,
pp. 63-69.

Modulo 7 – Unità 3- Adattamento dei contenuti disciplinari alle competenze linguistiche


Menegale, Marcella (2018), “La rivisitazione del curriculo in ottica CLIL, in Carmen
Mary Coonan, Ada Bier e Elena Bellarin, a cura di, La didattica delle lingue nel
nuovo millennio. Le sfide dell’internazionalizzazione, Cafoscarina, Venezia, pp. 539-
560.

Minardi, Silvia, “Clil (s)punti di partenza”, LEND, Lingua e diaddtica


http://www.programmallp.it/lkmw_file/LLP/Tema/2010_CLIL_llp.pdf

Serragiotto, Graziano, “L’organizzazione operativa di un modulo CLIL”, in Paolo E.


Balboni e Carmel M. Coonan, a cura di, Fare CLIL, Loescher Editore, Torino, 2014,
pp. 53-61.