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26 CORIANDOLI /CONFETTI d o m u s 1008 Dicembre / December 2016

"I LOVE JAPANESE CULTURE"


AI MAXXI di Roma un'importante retrospettiva sulla casa
unifamiliare giapponese ci permette di riflettere su un diverso
modo di abitare, dove oggi come in passato la nuda struttura
determina lo spazio. L'esposizione è completata dalla piccola e
preziosa mostra "Scarpa e il Giappone", dove emerge lo stretto
legame tra il maestro veneziano e il Sol Levante

At the MAXXI in Rome, an important retrospective on Japan's


single-family houses allows us to view a different way of living,
where today as in the past, the naked structure determines
the space. A small, precious display called "Scarpa e il
Giappone" complements the exhibition by showing the dose
link between the Venetian maestro Carlo Scarpa and the land
of the rising sun
Pippo Ciorra

Il tema dell'architettura della single Nel 2006 Arata Isozaki ha e partecipe come gli altri della
family house nel Giappone del pubblicato un'illuminante raccolta scena artistica e politica mondiale,
Dopoguerra si ramifica in una serie di saggi dedicata alla japanness, con i suoi maestri e le sue star.
di altri temi collegati che occupano vale a dire l'identità specifica Ma anche se impegnati nella
oggi il centro della discussione sui dell'architettura giapponese, intesa realizzazione di musei e istituzioni
rapporti tra architettura, società, soprattutto in relazione allo sguardo importanti in giro per il mondo i
ecologia e città in ogni parte del di chi la osserva "da fuori". Per Japanese architects non hanno
mondo. Quali sono questi temi? Il Isozaki II discorso sulla japanness mai trascurato la possibilità di
primo e il più ovvio è il fatto che i ha un inizio e una fine. L'inizio ha costruire piccole case unifamiliari
progetti di case rappresentino il una data precisa - prima si parlava in Giappone. Ed è proprio rispetto
LU MAXXI modo migliore per avvicinarsi al di japonisme - ed è il secondo $ questa continuità d'impegno nel
</> ; lavoro degli architetti giapponesi e al giorno della permanenza di Bruno progettare le case, dal Dopoguerra
3 loro interscambio con la società nella Taut in Giappone (1933), quando a oggi, che questa mostra assume
quale operano. Il secondo punto che il suo amico Isaburo Ueno lo porta una posizione lievemente diversa da
0
intendiamo sviluppare è quello del in visita nella residenza imperiale quella di Isozaki e vede la possibile
1
rapporto tra gli spazi che le persone di Katsura. La fine è meno netta, sopravvivenza di un particolare
LU abitano e la forma/organizzazione ma non più difficile da individuare, aspetto della japanness proprio nel
(/) delle città in cui vivono, questione poiché corrisponde all'inizio degli progetto di casa individuale. La tesi
Ili che ci assilla in ogni contesto e anni Novanta. È la fase più eccitata in questo senso è chiara. Da quando
ed espansiva della globalizzazione, il governo giapponese ha scelto di
z
<
a tutte le latitudini. Il terzo tema
quando il mondo delle nazioni favorire una ricostruzione postbellica
individua tutte quelle variabili, così
. specifiche in Giappone, che hanno a e dei blocchi si trasforma in un del Paese basata sulla casa in
Q. arcipelago con infiniti centri, anche proprietà "su lotto", i progettisti attivi
< che fare col tempo: il rapporto con la
memoria e con le tradizioni individuali per quel che riguarda la cultura. A in Giappone hanno accettato l'idea
—) questo punto, il Giappone non è della casa come luogo primo ed
e collettive, gli effetti a lungo termine
LU della modernità (quella che Koolhaas più un luogo lontano, situato al di eletto della loro sperimentazione
ha definito la modernità 'assorbita'), là del confine netto dell'esotismo, più autentica. La casa è il luogo
I
la preservation e la trasformabilità ma semplicemente uno di questi concettuale dove il designer
t- centri, concettualmente equidistante giapponese mette alla prova la sua
degli edifici più vecchi.

Sopra: il manifesto della mostra Pagina a fronte, in alto: alcune immagini


presso il M A X X I di Roma. Sotto: viste della mostra; al centro, un'immagine
dell'allestimento, con lo spazio a dell'allestimento con in primo piano un
tessuti tesati che ospita il lavoro storico modello storico della Tower House di
dell'architetto Kiyoshi Seike e la casa Takemitsu Azuma del 1966; in basso,
per il Prof. K Saito del 1952 (a sinistra); parte della casa White U di Toyo Ito del
e con il lavoro di Ryue Nishizawa e il 1976, oggi demolita, ricostruita in scala
modello per la casa Moriyama del 2005 reale, in occasione della mostra romana
(a destra).

SJ

IhJ
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capacità di far convivere i concetti gli autori - la domanda scompare del libero comportamento di chi tecnocratiche che si stendono sopra
immutabili di una tradizione spaziale silenziosamente, insieme con la le abita, vivono in media 26 anni la baia di Tokyo, torri smisurate e
molto resistente con esigenze sensazione che ci sia qualcosa di (lo spazio di una generazione) e tentacolari a cui i corpi edilizi si
e qualità della vita quotidiana sbagliato. Progressivamente ci si la città non può che accettare di agganciano come astronavi che
contemporanea. sente di nuovo a casa, come se derivare gran parte della sua forma accostano per fare carburante,
In questo modo, l'architetto ribadisce ci fosse qualcosa, un dispositivo instabile direttamente dalla somma Fun Palace ingigantiti che si
anche la sua collocazione sociale, architettonico segreto, che fa sì delle singole unità. Perfettamente trasformano in grandi coperture
assumendosi l'onere di gestire che lo spaesamento urbanistico espressa nel padiglione giapponese per l'Expo di Osaka. I tempi (di
nello spazio i conflitti inevitabili complessivo venga dolcemente della Biennale del 2010, questa crisi e depressione) peraltro
generati dall'evoluzione tecnologica riassorbito e compensato all'interno sembra essere la vera natura del sono particolarmente fertili per la
e antropologica, dall'ibridarsi del della vita dei singoli individui. metabolismo urbano di Tokyo. coltivazione delle utopie e quindi
gusto, dall'invadenza delle priorità Sembra evidente che per Atelier Parlare a un architetto occidentale di rendono il pubblico architettonico
economiche, gestionali e di Bow-Wow, di cui il volume citato Giappone vuol dire inevitabilmente molto sensibile ai richiami di ogni
comunicazione. Tutto ciò finisce per raccoglie alcune ricerche, questo evocare visioni eroiche di strutture alternativa radicale e visionaria.
tradursi ancora in una qualche forma dispositivo è la casa unifamiliare, e E infatti non si può dire che nella
d'identità collettiva (japanness again) che la sua efficacia si estende con nostra Japan House il Metabolismo
dell'architettura giapponese. facilità sia sul piano delle relazioni anni Sessanta sia assente - basta
Nell'introduzione a Made in Tokyo urbane che di quelle umane. In pensare al radicalismo della
gli autori descrivono con esattezza uno spazio sociale fortemente Capsule Tower di Kurokawa o alla
il disagio vagamente Biade Runner organizzato in senso moderno e forza polemica della Sky House
che coglie perfino il giapponese produttivista, spesso molto distante di Kikutake - ma è però vero
acculturato quando rientra a Tokyo dalla "scala umana" e nel quale che la ricerca alla base di questa
dall'Europa, "rotaie che scavalcano i comportamenti collettivi sono esposizione propone all'osservatore
edifici, autostrade che corrono strettamente regolati, la casa una visione sostanzialmente realista.
sopra i fiumi, rampe che portano finisce per diventare il luogo di Ancora una volta, la casa unifamiliare
auto al sesto piano...". Com'è compensazione dove il giapponese giapponese si offre come un
potuto succedere tutto questo? sviluppa più liberamente la sua accesso angolato eppure di portata
Che c'è che non va a Tokyo? Dopo individualità. vasta alla discussione architettonica
qualche giorno, però - confessano più attuale. @
Le case prendono spesso la forma
• Opposite page: centre, the poster for This page, top: views of the show;
the exhibition currently underway at the centre, a photo of the exhibition with
M A X X I in Rome; bottom, views of "The in the foreground a historic model of
Japanese House", showing the display on the Tower House by Takemitsu Azuma,
stretched fabric for the architect Kiyoshi 1966; bottom, part of the White U house
Seike and the house for Professor K. by Toyo Ito, 1976, now demolished.
Saito, 1952 (left); and the space for work This detail was rebuilt on a 1:1 scale
by Ryue Nishizawa with a model of the especially for the show in Rome
Moriyama house, 2005 (right).
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"THE JAPANESE HOUSE, I LOVE JAPANESE CULTURE collective traditions; the long- archipelago with an infinite number
A R C H I T E C T U R E & LIFE A F T E R 1945" term effects of modernity of centres.
Curatori mostra/Exhibition curators The theme of the architecture (what Koolhaas has defined as Japan was now no longer a
P i p p o Ciorra ( M A X X I ) e / a n d Kenjiro of the single-family home in postwar "absorbed modernity"); and the remote, faraway place located
H o s a k a (The N a t i o n a l M u s e u m of
M o d e m Art, Tokyo)
Japan branches out into a series preservation and transformability beyond the clearly defined bounds
of connected themes today of older buildings. of exoticism, but simply another
In collaborazione con/In collaboration with
F l o r e n c e O s t e n d e ( B a r b i c a n Centre)
at the centre of the worldwide In 2006, Arata Isozaki published of these centres, conceptually
debate over the relations between an itluminating collection of essays equidistant and part of the
Chief advisor
Yoshiharu T s u k a m o t o (Atelier B o w -
architecture, society, ecology on the subject of "Japan-ness", worldwide artistic and politicai
W o w / T o k y o Institute of Technology) and the city. Let us try to list the specific identity of Japanese scene just like ali the others, with
Idea originaria/From an originai idea of
these themes. The first and most architecture viewed above ali in its masters and its stars.
Kenjiro H o s a k a e / a n d Yoshiharu obvious is the fact that the best relation to those who observe it Although they were engaged in the
Tsukamoto way to approach the work of these from the outside. construction of important museums
Organizzazione mostra/Exhibition organisation architects and the exchange For Isozaki, the discourse on Japan- and institutions around the world,
Japan F o u n d a t i o n , Tokyo, e / a n d M A X X I that takes place between them ness has a beginning and an end. Japanese architects neverturned
Produzione mostra/Exhibition production and the society they operate The precise beginning of Japan- down the chance to build small
Japan F o u n d a t i o n , M A X X I , in is through their home design. ness (before that, the French term single-family houses in their
B a r b i c a n C e n t r e e / a n d The N a t i o n a l own country.
The second theme we intend japonisme was used) is considered
M u s e u m of M o d e m Art, Tokyo
to explore is that of the relationship the second day of Bruno Taut's And it is precisely with regard to
Progetto di allestimento/Exhibition design between the spaces people inhabit
Atelier B o w - W o w
stay in Japan (1933), when his the continuity of this commitment
and the formand organisation friend Isaburo Ueno took him to the design of homes from
Catalogo/Catalogue of the cities they live in, which
Marsilio, V e n e z i a 2 0 1 6
on a visit to the Katsura Imperiai the end of World War II until the
is a pressing question in every Villa. The end of Japan-ness, though present day that this exhibition
Sedi/Venues
context and at every latitude. less clear-cut, is equally easy to takes a slightly different position
M A X X I , Rome (9.11.2016-26.2.2017)
Barbican Centre, London ( 2 3 . 3 - 2 5 . 6 . 2 0 1 7 )
The third theme comprises ali those identify as it corresponds to the from Isozaki's. It sees the possible
T h e N a t i o n a l M u s e u m of M o d e m Art, variables - which are so remarkably early 1990s, the most frantic and survival of a particular aspect of
Tokyo ( e s t a t e 2 0 1 7 / s u m m e r 2 0 1 7 ) specific in Japan - that have expansive phase of globalisation, Japan-ness precisely in the design
www.fondazionemaxxi.it to do with time: the relationship when the world of nations, blocs of the individuai house.
with memory and individuai and and culture morphed into an The proposition in this sense

In questa pagina e pagina a fronte in alto: Il testo è tratto dal catalogo della mostra "La casa
casa W h i t e U di Toyo Ito del 1976, vista giapponese", pubblicato da Marsilio Editori.
di un interno, vista dell'esterno dall'alto
e pianta. Sotto: prospetto principale " Taken from the introduction to the exhibition
della Casa di Kenzo Tange del 1953 catalogue "The Japanese House", published by
a Setagaya. Marsilio Editori.
Pagina a fronte in basso: d u e viste degli
interni della casa e studio di Antonin
Raymond ad A z a b u progettati per se
stesso nel 1951, e oggi demoliti
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is clear. Ever since the Japanese The book Made in Tokyo: Atelier research is contained in Made visions of bold technocratic
government decided to base the Bow-Wow (201 4), by M. Kaijima, in Tokyo, this device is the single- structures spanning Tokyo Bay,
country's postwar reconstruction J. Kuroda and Y. Tsukamoto gives family house, whose efficacy easily immense tentacular towers to
on the owner-occupied detached an accurate description of the extends to the planes of urban which building blocks are tethered
house, architects working in Japan sense of uneasiness, vaguely and human relations. In a social like spaceships taking on fuel,
have accepted the idea of the reminiscent of Biade Runner that space that is highly organised in a and massive fun palaces
home as the primary privileged strikes even the more acculturated modem and productional sense, transformed into huge roofs
place in which to carry out their Japanese when they return often very remote from the human for the Osaka Expo.
most authentic experimentation. to Tokyo from Europe. scale, and where collective modes However, the time (a period
The home is the conceptual locus "Roads and train lines run over of behaviour are meticulously of crisis and depression)
where Japanese designers put to buildings, expressways wind regulated, the house is ultimately a is particularly ripe for the cultivation
the test their ability to reconcile themselves over rivers, cars can place of compensation where the of utopias and thus makes the
the immutable concepts of an drive up ramps to the rooftop Japanese can more freely express architectural public highly sensitive
extremely durable spatial tradition of a six-storey building..." their individuality. to the allure of ali radicai visionary
with the requirements and qualities How could ali this have happened? Houses often take the form of the alternatives.
of contemporary daily life, What has gone wrong in Tokyo? free behaviour of those who live in Indeed, it cannot be said that
By doing so, architects reassert After a few days, however, confess them and have an average lifespan the Japanese house is devoid of
their place in society, taking on the authors, the question quietly of 26 years (one generation), 1960s Metabolism (suffice it to
the task of dealing in spatial subsides, along with the sensation and the city has no choice cite the radicalism of Kurokawa's
terms with the conflicts inevitably that anything is wrong. but to derive much of its unstable Capsule Tower or the trenchant
generated by technological and Gradually they start to feel form directly from the sum of these force of Kikutake's Sky House).
anthropological evolution, at home again, as if there were single units. Yet it is nonetheless true
by the hybridising of faste and something, a secret architectural that the research underpinning this
Perfectly expressed in the
the intrusive nature of economie, device, that allows the feeling exhibition presents an essentially
Japanese pavilion at the 2010
management-related and of urban disorientation to be gently realistic vision to the observer.
Venice Architecture Biennale,
communicational priorities. absorbed and compensated Once again, the Japanese single-
this seems to be the true nature
Ali this finds expression in a form in the life of individuals. family home obliquely introduces
of Tokyo's urban metabolism.
of collective identity (Japan-ness It seems evident that for Atelier an architectural debate that is as
Mentioning Japan to a Western
again) of the country's architecture. Bow-Wow, some of whose topical as it is broad in its scope. @
architect inevitably evokes

» Opposite page, top arid this page, top:


the White U house by Toyo Ito, 1976.
Interior, exterior and pian.
Opposite page, bottom and this page,
bottom: the house Kenzo Tange designed
for himself in Setagaya, Tokyo, 1953,
main facade. This page, bottom: two
interiors of the house and studio Antonin
Raymond designed for himself in Azabu,
Tokyo, 1951, now demolished
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CARLO SCARPA E IL GIAPPONE/CARLO SCARPA AND JAPAN - MARGHERITA GUCCIONE DIRETTORE/DIRECTOR M A X X I ARCHITETTURA

"Carlo Scarpa è senza dubbio uno due figure è Hiroyuki Toyoda, • "Carlo Scarpa is unquestionably was Hiroyuki Toyoda, a young
di quei pochi architetti che, lontano giovane collaboratore di Shirai, one of those few architects who, far assistant of Shirai's, who was sent
da qualsivoglia concettualizzazione, non a caso inviato nel 1975 in from any conceptualising, nurtures to Italy in 1975 by the Japanese
coltivano un'attitudine quasi Italia dal maestro per conoscere an almost instinctive inclination architect to get to know Carlo
istintiva a scavare sempre più a Scarpa e la sua opera nell'ambito to delve deeper into the semantic Scarpa and his work as part of his
fondo nelle profondità semantiche di un'esperienza formativa che depths of Space." training.
dello Spazio". Con queste parole si tradurrà in una vera e propria This is how Seiichi Shirai The encounter would end up
Seiichi Shirai descrive nel giugno occasione professionale. Scarpa describes the Venetian maestro in being an opportunity in his career.
del 1977 la figura del maestro e Shirai sono già stati messi in the June 1977 monographic issue Scarpa and Shirai were already
veneziano sulle pagine del relazione dalla critica architettonica of SD Space Design dedicated paired in architecture criticism
numero monografico di SD Space e da specifici studi, tuttavia non to Carlo Scarpa, in whose work and specific studies, and their
Design dedicato a Carlo Scarpa, sono tanto gli autori, quanto le - as Shirai writes - there exists respective design research has
nella cui opera — scrive ancora rispettive ricerche progettuali an "infallible balance between been compared at a distance and
Shirai - si ritrova un "equilibrio a essere state accostate in un intellect and creative passion." in retrospect. However, as can
infallibile tra intelletto e passione confronto a distanza e a posteriori. The esteem that distinguished the clearly be seen from this letter,
creativa". La stima che connota Eppure, come dimostra con assoluta relationship between Shirai and there was a time - if not a space
il rapporto tra Shirai e Scarpa è evidenza questa lettera, c'è stato Scarpa is absolutely mutuai, as - when contact between them was
assolutamente biunivoca (come del un tempo — se non uno spazio - in was the undeniable love that Carlo concrete, although not direct.
resto, indubbiamente ricambiato cui i contatti tra i due sono stati Scarpa nurtured for Japanese Their rapport, rooted in shared
è l'amore che Carlo Scarpa nutre concreti, anche se non diretti. culture in general. Further proof aesthetic values and ways of
per il Giappone): ne è prova un La loro sintonia, radicata in una of this is a previously unpublished, working, is clearly expressed in the
inedito e prezioso documento consonanza di valori estetici e precious document on display words the Venetian master writes
esposto nella mostra "Carlo Scarpa di concezione operativa, si legge during the exhibition "Carlo to Shirai, describing his work as
e il Giappone", organizzata dal esplicitamente proprio nelle parole Scarpa e il Giappone" ("Carlo "so important for its modernity
MAXXI Architettura e curata da che il maestro veneziano scrive a Scarpa and Japan"), organised by and the vivid sense of your
Elena Tinacci. Si tratta di una Shirai descrivendo la sua opera MAXXI Architettura and curated glorious tradition"- a definition
lettera (messa a disposizione per "così importante come modernità e by Elena Tinacci: it is a letter (lent that could also be used to describe
l'occasione dall'architetto Guido col vivo senso della gloriosa vostra to the museum by the architect Scarpa's architecture.
Pietropoli) che Scarpa scrive a tradizione": ima definizione che Guido Pietropoli) that Scarpa This relationship and many other
Shirai nel febbraio del 1977 e calzerebbe perfettamente anche wrote to Shirai in February 1977. different bonds of a personal,
che verrà consegnata a mano all'architettura scarpiana. It was personally delivered to professional, practical, theoretical,
all'architetto giapponese cui Questo rapporto e molte altre the Japanese architect, whom physical and conceptual nature
Scarpa si rivolge con l'appellativo diverse relazioni di natura Scarpa addresses as maestro. In between Carlo Scarpa and Japan
'Maestro'. I due quasi certamente personale e progettuale, pratica ali likelihood, the two architects are documented in the exhibition
non si sono mai incontrati, sebbene e teorica, fisica o concettuale never met in person, although at the MAXXI Architecture
avessero conosciuto l'uno il lavoro tra Scarpa e il Giappone sono they knew each other's work. Archives Centre until 26 February
dell'altro; trait-d'union tra le documentate al MAXXI. ® The trait-d'union between them 2017.®

Carlo Scarpa

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domus 1008 Dicembre / December 2016 CORIANDOLI /CONFETTI 1S

Pagina a fronte: la lettera che Carlo • Opposite page: a letter by Carlo Scarpa " C A R L O S C A R P A E IL G I A P P O N E " Progetto grafico/Graphic design
Scarpa ha scritto nel febbraio del written on 26.2.1977 t o t h e Japanese Sara Annunziata
Curatore mostra/Exhibition curator
1977 all'architetto giapponese Seiichi architect Seiichi Shirai, w h o w a s to be
Elena Tinacci Sede/Venue
Shirai, che a giugno curerà un n u m e r o the curator of a monographic issue on
MAXXI, Rome
monografico sulla rivista SD Space the Venetian maestro in the June 1977 Organizzazione mostra/Exhibition organisation
Design sull'architetto veneziano. issue of the m a g a z i n e SD Space Design. C e n t r o Archivi M A X X I Architettura Date di apertura/Opening dates
In questa pagina: disegno di studio This page: a study by Carlo Scarpa for the f i n o a l / u n t i l 27.2.2017
Collezioni/Collections MAXXI Architettura
di Carlo Scarpa per il Padiglione del Venezuelan pavilion in the Giardini della
Laura Felci www.fondazionemaxxi.it
V e n e z u e l a presso i Giardini della Biennale, Venice 1954
Biennale di Venezia nel 1954 Progetto di allestimento/Exhibition design
B e n e d e t t o Turcano