Sei sulla pagina 1di 3

SOSPESA LA SPERIMENTAZIONE SUI MACACHI

E’ di questi giorni la Sentenza del Consiglio di Stato che ha nuovamente sospeso la


sperimentazione sui macachi, portata avanti dalle Università, e diventata oggetto di
una battaglia legale da chi sostiene l’inutilità della ricerca a fronte della sofferenza
degli animali. Leggo la notizia sul giornale e improvvisamente mi sento coinvolto
nell’eco del conflitto che divide la LAV* e i gruppi di ricerca, i quali non esitano a
parlare di anti scienza e di deriva animalista. Secondo i paladini della Scienza, non
esistono alternative alla sperimentazione animale e “la piccola lesione nella
corteccia visiva” viene praticata in anestesia generale e non rende ciechi i primati”.
La ricerca “potrà dare contributo” a studi per riabilitare chi ha perso la vista in
seguito a traumi o malattie come l’ictus. La LAV ribatte che rimane a carico delle
Università esplorare altre strade alternative e dimostrarne l’impraticabilità prima di
ricorrere ai raccapriccianti esperimenti sui macachi.
Qual è il rapporto che mi lega agli animali, dato che la sola lettura della notizia mi
ha dato i brividi? Ho vissuto a lungo in luoghi dove gli animali vivevano liberi e ci si
abituava alla convivenza prudente, a tratti allegra e confortevole. Vorrei accennare al
vissuto in tanti anni nella Savana del Venezuela dove era necessario abituarsi presto
ai piccoli e medi animali. A stabilire rapporto e regole del gioco, rispettando il loro
habitat, e anche preservando incolumità personale. Ecco la testimonianza.
Frequenti le formiche, gli scarafaggini minuscoli, le blatte, le mosche e i tafani, le
zanzare, i moscerini che pungono, avanguardia della varietà esistente di insetti.
Spesso si trovavano formichine miniatura, ma a volte blatte, ed allora bisognava stare
allerta e disposti alla caccia con mezzi meccanici, un infradito nella mano per
persecuzione. Bisogna essere rapidi, ma si apprende col tempo. Con le zanzare la
forma migliore per difendersi era con la zanzariera di notte, troneggiante sul letto. A
volte di pomeriggio il flagello era implacabile proprio nell’ora degli splendidi
tramonti, e qualche spirale ne mitigava gli attacchi. Divenni anche esperto del colpo
proibito sferrato con un asciugamani dalla lunghezza giusta, una volta individuato
l’insetto. Formiche grandissime e termiti pure abbondano nella Savana, e quei
monticelli di terra in evidenza non sono altro che nidi giganteschi.
Incontri ravvicinati si davano a volte con serpenti, siamo chiari! O con ragni. Ragni
ce ne sono di tutti i tipi e dimensioni, quei piccoli tessitori compagni di angoletti,
tetti, sporgenze di pareti. Ma ci sono anche i ragni più grandi, enormi, pelosi,
pericolosi, e quindi bersaglio di umane attenzioni ostili, una volta scovati. Nel
Venezuela ci sono naturalmente scorpioni di diverse dimensioni, è comune trovarli
vicino a luoghi umidi al riparo dalla vista. Dicevo che i serpenti sono frequenti e

1
costituiscono un capitolo a parte. Vi sono serpi innocenti del tipo detto cacciatore,
che fuggono al minimo segnale, del lato opposto a quello che l’umano prende per
prudente distanziamento. Ce ne sono invece dei tipi piccoli e medi con i loro veleni di
varia tossicità. Questi serpenti invece non fuggono e danno per così dire la battaglia.
Per un morso di serpente si muore senza quasi mai scampo. Sono comuni nelle
savane e nelle siepi, anche tra le pietre. I boa anche essi frequenti nelle vaste pianure,
ricordo un incontro ravvicinato, vicino al portone che dava alla strada. Anche qui
ognuno prese la direzione opposta in una fuga precipitosa.
Lucertole e varietà di gechi sono abitanti solidali e spesso inamovibili delle case,
salgono ai tetti, è difficile sloggiarle. Ho avuto addirittura due famiglie, ognuna molto
rispettosa dell’habitat dell’altra. Una era residente sul tetto e si spostava sempre fuori
della casa, l’altra stabile dentro, erano di diversa forma e corporatura. Altri animali
come topolini rane e rospi non erano infrequenti, a volte il gracidare delle rane e dei
rospi rivelava la timida presenza. Grilli invisibili ma tenaci nell’assordare di notte
facevano compagnia. Anche scoiattoli velocissimi e picchi tambureggianti e tenaci
nel compito prefisso.
Poi, già fuori di casa, c’erano armadilli, iguane, “acures”, “picures”, chigüires,
bradipi tridattili, rari camosci, anche avvistato tapiri e giaguari. Una mattina all’alba
vidi una volpe, prudentissima nella sua escursione silenziosa per trovare cibo, che si
allontanò elegante sotto il mio sguardo. Uccelli e volatili sono tanti e tali che si perde
il conto, e costituiscono la compagnia più edificante e gioiosa con i loro voli mattutini
e serali. Ci sono rondini, beccucci d’argento, pappagalli verdi chiassosi a più non
posso, “guacamayas” dai colori incredibili, “guacharacas” rumorose all’alba con il
loro volo basso e il richiamo caratteristico a cui risponde il lontano familiare nel
bosco. Api tantissime, da costituire una fonte di lavoro e di ingressi a più di un
apicultore. Potrete anche immaginare la varietà di farfalle e coleotteri, cavallette e
“saltamontes”.
E nel bosco ci sono anche le scimmie urlatrici “araguato”, mai avvistate ma spesso
udite con i loro cori possenti. Coccodrilli di piccola statura ne ho visti al Delta
dell’Orinoco, sono comuni abitanti dei tanti canali del Fiume Padre sacro agli
indigeni Warao. Tartarughe di fiume dette “morrocoy” e tantissimi pesci d’acqua
dolce completano, si fa per dire, il quadro.
Ecco, tanti i ricordi della estensa fauna sub tropicale. Ora a Milano vedo appena
qualche uccello nel parco, molti colombi, rari merli ed uccelli, ma in Città è così e la
fauna va cercata altrove. Sarà per questo che le notizie sull’estinzione e le minacce
alle specie, i tanti esperimenti e test che si fanno sugli animali ricevano la minima
attenzione? Che effetto fa sapere se un primate viene sottoposto a esperimenti
invalidanti? Oppure a test sull’efficacia e innocuità di nuovi farmaci e vaccini?
L’avanzamento della farmacologia negli ultimi decenni ha marciato sul binario

2
parallelo a quello di una ecatombe di topi e simili animaletti cavia. Nel caso dei
macachi il protocollo dell’esperimento sospeso dal Consiglio di Stato prevede la loro
soppressione al termine del trial di ricerca. Quasi 600 primati non umani vengono
utilizzati ogni anno per la ricerca in Italia, il 99% dei quali nell’ambito dello
sviluppo e dei test di sicurezza su farmaci e vaccini, obbligatori per legge.
La sospensione del progetto comporterebbe la rinuncia alla ricerca scientifica e la
criminalizzazione della stessa? Autorevoli ricercatori ritengono addirittura che
“l’uomo abbia il dovere e la responsabilità di utilizzare gli animali, senza ricorrere
ad un animale in più ma neanche a uno in meno di quanti sono scientificamente
necessari”!
Personalmente io non ho dato questo consenso e non ho firmato un patto che
richieda da me il silenzio di chi tace e non vuole sapere. Si rende un cattivo servizio
alla Scienza quando si scagliano anatemi e scomuniche a chi esprime ragioni, dubbi,
e soprattutto sentimenti, in nome di una sedicente Scienza libera da vincoli morali.
Infatti, siamo inseriti tra due contrapposizioni, l’ordine della Natura e l’ordine del
mondo morale. La concezione del mondo che si è affermata come Scienza negli
ultimi quattro secoli non ha potuto ancora costruire il ponte fra tali ordini, quello
naturale e quello morale. Siamo senz’altro inseriti nella Natura ed ad essa soggetti. Se
però vogliamo sentirci veramente uomini e donne, dobbiamo sollevarci dal semplice
ordine naturale e sentirci uniti nell’Ordine Universale che non si estrinseca nella
Natura, e di cui anche gli animali fanno parte come creature.
Credo infine che il consumo crescente di attenzione medica e farmaceutica,
protocolli e terapie, sia divenuto il palliativo per la insalubrità del lavoro e delle città,
causata da varie forme di inquinamento industriale e da stili e ritmi di vita che
predispongono alla vulnerabilità.
FILOTEO NICOLINI, Milano 2020
Immagine di Remedios Varo, Useless Science 7
*LAV =Lega Anti Vivisezione

Potrebbero piacerti anche