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DIABETE 2 – MATERIALE

Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia cronica su base multifattoriale caratterizzata
dalla combinazione di resistenza all'insulina periferica e alterata secrezione di
insulina da parte delle cellule beta pancreatiche. L’insulina svolge un ruolo essenziale
nel nostro organismo in quanto necessaria per l’ingresso del glucosio (zucchero) nelle
cellule e quale fonte principale di energia. Questa fondamentale azione dell’insulina è
meno efficiente nelle persone con diabete e già in quelle predisposte a sviluppare il
diabete, un’alterazione nota come insulino-resistenza.
Questa resistenza impone un aumento della produzione di insulina da parte delle cellule
beta del pancreas. Se questo effetto compensatorio viene meno si svilupperà un
progressivo aumento della glicemia che sarà tanto maggiore quanto più la produzione di
insulina diventa insufficiente. La cronica esposizione dei tessuti e  soprattutto dei vasi
alla cronica iperglicemia aumenta il rischio di sviluppare le complicanze del
diabete: retinopatia, nefropatia, neuropatia e aterosclerosi a carico dei vasi del cuore
(coronarie), dei vasi afferenti al cervello (carotidi) e delle arterie degli arti inferiori. Il
diabete di tipo 2 è la principale causa non-traumatica di cecità e insufficienza renale
cronica e comporta un rischio da due a quattro volte maggiore di malattie
cardiovascolari (cardiopatia ischemica e ictus) e un aumento di venti volte del rischio
di amputazione degli arti inferiori. Altre complicanze includono la disfunzione sessuale
e un aumentata predisposizione per le infezioni. Queste gravi complicanze rendono
conto della riduzione fino anche a dieci anni dell’aspettativa di vita delle persone con
diabete di tipo 2. Anche, se non soprattutto, per questo, negli ultimi anni, questa malattia
ha assunto le caratteristiche di una vera propria emergenza sanitaria visto il continuo
aumento del numero delle persone affette.
CAUSE E FATTORI DI RISCHIO
Il diabete mellito di tipo 2 è la risultante dell’interazione tra una predisposizione
genetica e fattori ambientali. Il diabete tipo 2 è, infatti, caratterizzato da una marcata
familiarità. Analogamente, alcune etnie (come per esempio neri, ispanici, indiani
americani e asiatici-americani), proprio per uno specifico assetto genetico, sono più
propense a sviluppare diabete tipo 2. Nei soggetti geneticamente predisposti una serie di
fattori di rischio possono favorire lo sviluppo della malattia. Tra questi ricordiamo:
 Età. Tipicamente il diabete tipo 2 era, almeno fino a un paio di decenni fa, una
patologia ad appannaggio dell’età matura e avanzata. Questo per un progressivo
aumento della resistenza all’insulina legata alle modificazione della
composizione corporea (più grasso e meno muscolo), per una riduzione della
capacità dei tessuto di “bruciare” zuccheri e per la progressiva riduzione
dell’attività fisica. Peraltro, negli ultimi decenni si è assistito a una progressiva
dimunuzione dell’età di comparsa della malattia con diabete tipo2 addirittura
diagnosticato in età infantile per effetto dell’incredibile aumento dell’obesità in
questa fascia d’età.

 Il sovrappeso e l’obesità. L’aumento del tessuto adiposo (grasso) corporeo è


un fattore di rischio primario per il diabete di tipo 2. Più grasso è presente
nell’organismo, più le cellule diventano resistenti all'insulina. Anche la
distribuzione del grasso è importante. Se la distribuzione del grasso è prevalente
a livello addominale il rischio di diabete è maggiore rispetto a quando il grasso
si raccoglie in altre sedi, ad esempio fianchi o cosce. L’obesità (definita da un
indice di massa corporea superiore a 30 kg/m2) è presente in oltre l’80% dei
pazienti con diabete di tipo 2 anche se non è necessario essere in sovrappeso per
sviluppare il diabete di tipo 2.

 Ridotta attività fisica. Lo stile di vita sedentario aumenta il rischio di diabete


di tipo 2. L'attività fisica aiuta a controllare il peso, migliora l’utilizzo di
glucosio a fini energetici e rende le cellule più sensibili all'insulina (riduce la
resistenza insulinica).

 Ipertensione arteriosa e aumento dei trigliceridi sono condizioni che spesso


si associano a insulino-resistenza e, come tali, ad aumentato rischio di diabete

 Diabete gestazionale. Le donne che in corso di gravidanza sviluppano diabete,


oltre ad andare incontro a possibili complicanze come la macrosomia fetale
(bimbi alla nascita con peso >4 kg) tendono a sviluppare, anche a distanza, più
frequentemente diabete tipo 2.

 Sindrome dell'Ovaio Policistico. La sindrome dell'ovaio policistico è una


condizione piuttosto comune che si manifesta con cicli mestruali irregolari,
eccesso di crescita dei peli e obesità.

 Pregresse alterazioni della glicemia. Il diabete è spesso preceduto da modesti


aumenti, non diagnostici della glicemia. Questi aumenti possono essere a carico
della glicemia al mattino dopo il digiuno notturno con glicemia comprese tra
100 e 126 mg/dl (alterata glicemia a digiuno o da un valore compreso tra 140 e
1200 mg/dl dopo l’assunzione di 75 gr di glucosio (curva da carico di glucosio)
nota come alterata tolleranza glucidica. Coloro che presentano queste
alterazioni sono ad elevato rischio di sviluppare diabete tipo 2.
Come si può notare alcuni di questi fattori di rischio non sono modificabili (l’età) mentre
altri possono essere opportunamente modificati (peso corporeo e attività fisica).
L’intervento su questi ultimi può essere estremamente efficace. Una anche modesta
riduzione del peso corporeo, una regolare attività fisica (per esempio trenta minuti di
camminata a passo veloce almeno 5 giorni la settimana) possono ridurre di quasi il 60
per cento il rischio di sviluppare, in questi soggetti a rischio, la comparsa di un diabete
tipo 2 clinicamente evidente.

Ad oggi, è stato dimostrato che numerose mutazioni influenzano il rischio


di diabete di tipo 2. Il contributo di ciascun gene è generalmente piccolo.
Tuttavia, ogni mutazione aggiuntiva che hai sembra aumentare il tuo
rischio.
In generale, le mutazioni in qualsiasi gene coinvolto nel controllo dei livelli
di glucosio possono aumentare il rischio di diabete di tipo 2. Questi
includono geni che controllano:
la produzione di glucosio
la produzione e la regolazione dell'insulina
come vengono rilevati i livelli di glucosio nel corpo
I geni associati al rischio di diabete di tipo 2 includono:

TCF7L2, che influenza la secrezione di insulina e la produzione di glucosio


ABCC8, che aiuta a regolare l'insulina
CAPN10, che è associato al rischio di diabete di tipo 2 nei messicani-
americani
GLUT2, che aiuta a spostare il glucosio nel pancreas
GCGR, un ormone glucagone coinvolto nella regolazione del glucosio
MECCANISMO ALLA BASE DELLA CONTRAZIONE DEL DIABETE
Il glucosio e il grasso vengono ingeriti e integrati nel sangue. Il glucosio va
nel pancreas. Le cellule beta del pancreas lo ricevono assieme agli ioni
calcio, inducendo così il rilascio di insulina. Insulina, glucosio e grasso
vengono così portate alle cellule del corpo. Il metabolismo di queste
sostanze avviene all’interno delle cellule. 4 proteine lavorano affinché
possa avvenire
ENPP-1 riceve l’insulina
Sintetizzate da DNA tramite RNA polimerasi
che sintetizza mRNA. La sintesi delle proteina
IRS fosforila l’insulina
avviene per mezzo di ribosomi.
GLUT4 riceve glucosio
CAPN-10 demolisce il grasso
Mutazioni
Mutazione dell’IRS -> insulina non viene fosforilata e il glucosio viene
accumulato
Mutazione dell’ENPP-1 -> l’insulina non viene ricevuta -> accumulo di
insulina e glucosio
Mutazione del GLUT4 -> Il glucosio non può essere ricevuto nella cellula e
quindi rimane nel sangue
Accumulo di grasso -> Il CAPN-10 non riesce a demolirlo del tutto ->
ostruzione dello spazio esterno alla cellula e accumulo di grasso, insulina
e glucosio.

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