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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA

RESIDUI DI FARMACI
In Medicina veterinaria l’eliminazione dei farmaci assume grande rilievo soprattutto in
considerazione della destinazione all’alimentazione umana di derrate di origine animale (carne, latte,
uova, miele). Si intende per residuo di un farmaco o di una sostanza chimica la quantità di quella
sostanza (sotto forma immodificata o di metaboliti) che può accumularsi nelle cellule, nei tessuti o
negli organi di animali dopo l’assunzione o la somministrazione del farmaco o della sostanza chimica.
La quantità di residui di farmaci o composti chimici (tal quali o sotto forma metabolizzata) possono
essere espressi in:
 mg/Kg o mg/l = mcg/g o mcg/ml = /g o /ml = ppm;
 mcg/Kg o mcg/l = ng/g o ng/ml = ppb;
 ng/Kg o ng/l = pg/g o pg/ml = ppt.
Lo studio dell’eliminazione dei residui di farmaci (o loro metaboliti) dalle produzioni animali
destinate al consumo alimentare serve per definire il tempo di sospensione o di interruzione, ossia il
tempo che deve intercorrere tra l’ultima somministrazione del farmaco ed il consumo degli alimenti
prodotti dagli animali trattati deve assicurare l’assenza di pericoli per la salute dell’uomo
consumatore e/o inconvenienti nella trasformazione industriale dei prodotti alimentari.
NOEL: no observed effect level (mg/Kg) nella specie più sensibile.
SF: safety factor = 100 scelto sulla base di due considerazioni:
1) L’uomo è 10 volte più sensibile della specie di laboratorio più sensibile;
2) Un individuo può essere fino a 10 volte più sensibile di un altro.
Se il principio attivo è dotato di attività teratogena, il SF utilizzato è pari a 1000.
ADI: acceptable daily intake

60 Kg
ADI = NOEL (mg/Kg) X
SF

La determinazione dei residui deve essere effettuata:


- Tenendo conto della farmacocinetica del composto;
- Utilizzando metodiche sensibili;
- Studiando il comportamento cinetico del composto in esame anche (e soprattutto) in animali malati.
Lo studio dei residui, effettuato al fine di valutare i rischi conseguenti all’assunzione continuata di
tracce di farmaci o di loro metaboliti va condotto per determinare per ogni farmaco il livello
massimo tollerato (o MRL). Si intende per MRL la concentrazione massima di residui risultante
dall’uso di un medicinale veterinario che la comunità può ammettere che sia consentita legalmente
o riconosciuta accettabile negli o sugli alimenti.
Gli MRL sono stabiliti sulla base del tipo e del quantitativo di residuo considerato esente da rischi
tossicologici per la salute umana secondo il criterio della dose giornaliera accettabile (DGA) e sulla
base dell’ipotetico consumo giornaliero di alimenti di origine animale da parte di un uomo adulto:
Grossi animali Volatili Pesci
300 g di muscolo 300 g di muscolo 300 g di muscolo e di pelle in proporzioni naturali
100 g di fegato 100 g di fegato
50 g di rene 10 g di rene
50 g di grasso 30 g di grasso
1500 g di latte 60 g di pelle
100 g di uova

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Gli MRL devono essere stabiliti in modo che la quantità totale di residui ingeriti con 500g di
muscolo o 500 g di volatili o 500 g di pesce più 1500 g di latte più 100 g di uovo più 20 g di miele
non eccedano il valore di ADI definito

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DEFINIZIONE DEI MAXIMUM RESIDUE LIMITS (MRLs)


La proposta degli MRLs a partire dal valore ADI deve tenere conto che:
- Esistono sottopopolazioni a più alto rischio (neonati e bambini);
- I consumi di organi, tessuti e prodotti animali che rappresentano costituenti significativi della
dieta umana sono soggetti ad ampie variazioni e non esistono sufficienti dati di base per
stimarli, per cui la tutela del consumatore si basa sull’adozione di valori dei consumi
arbitrariamente alti;
- Il valore di ADI non deve essere superato, anzi deve essere considerata la possibilità di proporre
MRLs sostanzialmente inferiori di quelli calcolati sulla base dell’ADI pur senza trascurare le
condizioni d’uso proposte per il medicinale veterinario, la necessità di assicurare tempi di
sospensione praticabili e la disponibilità di metodi routinari di analisi.
Il tempo di sospensione è l’intervallo che deve trascorrere tra l’ultima somministrazione del
farmaco all’animale in condizioni normali di uso e la macellazione per ottenere prodotti sicuri o
durante il quale latte ed uova devono essere scartati.
Deve assicurare che le concentrazioni dei residui nei cibi ottenuti dagli animali trattati siano
inferiori alle concentrazioni consentite. Se non può essere proposto un tempo di sospensione
praticabile, il farmaco non può essere approvato.

SPERIMENTAZIONE FARMACO-TOSSICOLOGICA
(Direttiva CEE 81/851)
SCOPI:
1) Evidenziare i limiti di tossicità del medicinale, i suoi eventuali effetti dannosi od indesiderabili
alle condizioni d’impiego previste nell’animale;
2) Evidenziare le sue proprietà farmacologiche, in rapporto qualitativo e quantitativo con l’impiego
prescritto nell’animale;
3) Determinare la persistenza dei suoi residui o dei suoi metaboliti nei prodotti alimentari destinati
al consumo umano. Definire gli eventuali effetti nefasti per l’uomo ed i loro convenienti per la
trasformazione industriale dei prodotti alimentari.
RISULTATI:
- Attendibilità;
- Idoneità ad essere generalizzati;
- Impiego di modelli matematici e statistici per la loro elaborazione.

O.M. 18/07/1990
QUANTITA’ MASSIME DI RESIDUI DELLE SOSTANZE ATTIVE DEI
PRESIDI SANITARI TOLLERATE NEI PRODOTTI DESTINATI
ALL’ALIMENTAZIONE
Residui di antiparassitari tollerate nel latte in mg/Kg (ppm) per un tenore di grasso del 4%.
Principio attivo Quantità massime
Aldrin, Dieldrin: isolatamente o assieme, espressi in Dieldrin 0,006
Clordano 0,002
DDT (somma degli isomeri del DDT, del TDE e del DDE espressi in DDT) 0,04
Endrin 0,0008
Eptaclor (somma di Eptacloro ed Eptacloro epossido espressi in Eptacloro) 0,004
Esacloro benzene (HCB) 0,01
Esaclorocicloesano (HCH):
Isomero  0,004
Isomero  0,003
Isomero  (Lindano) 3
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0,008

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L’aumento della richiesta alimentare (prodotti di origine animale) e di conseguenza dell’utilizzo dei
farmaci in quanto la produzione può essere ottenuta solo su lunga scala: rischi di infezione batterica
igiene-ceppi selezionati.
Vaccinazioni: qualità alimento e farmaci in terapia di massa: polli (30%)- vitelli e suini (80%).
Trattamento medicinale a riproduttori in lattazione.

FARMACI UTILIZZATI
Additivi: aumenta l’indice di conversione dell’alimento;
Macrolidi e polipeptidi: agiscono sulla flora intestinale, incrementando farmaceuticamente
l’utilizzazione dei nutrienti;
Polieteri ionofori: trattamento delle coccidiosi, ma anche aumento dell’indice di conversione;
Furazolidone ossitetraciclina
FARMACI
Antimicrobici e antiparassitari: % più elevata, 3000 prodotti veterinari, 2400 appartengono alle 2 categorie.
Polli, suini e pesci per via orale con acqua o alimento.
Vitelli trattamento di massa per via orale se giovani, sono sempre esclusi dal trattamento di massa
ovaiole e bovine lattifere.
PRODOTTI PARTICOLARI
Ormoni: anabolizzanti (DES);
-agonisti: agenti di ripartizione, Clenbuterolo ammesso come broncodilatatore negli animali di
allevamento (0,8 g/Kg);
Cocktail vari.
RESIDUO DI FARMACO O DI SOSTANZA CHIMICA
Il residuo di una sostanza o di un composto chimico o di loro metaboliti può accumularsi e
depositarsi nelle cellule, nei tessuti o negli organi di animali dopo l’assunzione o la
somministrazione della sostanza o del composto chimico agli animali. Tuttociò che costituisce il
“corpo residuale” (composto immodificato, metaboliti attivi, prodotti di degradazione) assume
carattere di preoccupazione tossicologica.

REGOLAMENTO CEE N. 2377/90 DEL


CONSIGLIO
del 26 Giugno 1990
Che definisce una procedura comunitaria per la determinazione dei limiti massimi di residui di
medicinali veterinari negli alimenti di origine animale
Articolo 1
1. Ai fini del presente regolamento Si intende per:
a) "residui di medicinali veterinari": tutte le sostanze farmacologicamente
attive, siano esse principi attivi, eccipienti o prodotti della degradazione, e
loro metaboliti che rimangono negli alimenti ottenuti da animali cui sia stato
somministrato il medicinale veterinario in questione;
b) "limite massimo di residui": la concentrazione massima di residui risultante dall'uso di un
medicinale veterinario (espressa in mg/kg o g/kg sulla base del peso vivo) che la comunità
può ammettere che sia consentita legalmente o riconosciuta accettabile negli o sugli alimenti.
Esso è stabilito sulla base del tipo e del quantitativo del residuo Considerato esente da rischi

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tossicologici per la salute umana secondo il criterio della dose giornaliera accettabile (DGA),
o sulla base di una DGA temporanea che utilizzi un fattore di sicurezza supplementare.

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Tiene anche conto di altri rischi pertinenti per la pubblica sanità e di aspetti di tecnologia alimentare.
Nello stabilire un limite massimo di residui (LMR) si tiene conto anche dei residui presenti negli
alimenti di origine vegetale e o provenienti dall'ambiente. Inoltre si può ridurre il LMR per renderlo
conforme alle buone prassi nell'impiego dei medicinali veterinari, nella misura in cui sono
disponibili metodi analitici pratici.
La normativa prevede l'allestimento di:
- Un elenco di sostanze farmacologicamente attive impiegate nei medicinali veterinari
per le quali siano stati fissati limiti massimi di residui.
- Un elenco di sostanze farmacologicamente attive impiegate nei medicinali veterinari
per le quali non risulti necessario per la tutela della sanità pubblica stabilire un limite
massimo di residui.
Che possa essere adottato un limite massimo di residui provvisorio purché non vi sia motivo di
ritenere che i residui nella concentrazione prospettata rappresentino un rischio per la salute del
consumatore. Il limite massimo di residui provvisorio è valido per un periodo determinato (5 anni)
eventualmente prorogabile (2 anni) per completare gli studi. Può eccezionalmente essere adottato
anche per una sostanza farmacologicamente attiva non impiegata precedentemente in medicinali
veterinari purchè non vi sia motivo di ritenere che i residui nella concentrazione prospettata per la
sostanza in questione rappresentino un rischio per la salute del consumatore.
Che nel caso si dimostri impossibile stabilire un limite massimo di residui provvisorio per una
sostanza farmacologicamente attiva impiegata in medicinali veterinari, a causa del fatto che i residui
della stessa in alimenti di origine animale costituiscono un rischio per la salute del consumatore
indipendentemente dal limite fissato, la somministrazione della sostanza ad animali destinati alla
produzione di alimenti è vietata nell’intera Comunità.

RESIDUI DEI FARMACI


Totale: farmaco originario più metaboliti (mancano).
Residui estraibili: composti che possono essere estratti con solvente acquoso o inorganico (senza
distruggerlo).
Non estraibili: composti che possono essere degradati e incorporati in strutture molecolari (non
tossici ) o non degradati e legati in modo covalente alle molecole endogene. Possono essere tossici
dotati di tossicità relais.
Biodisponibilità secondaria: studio della disponibilità di questi prodotti quando si è in condizioni
particolari: digestione gastrica o intestinale.
MRL (residuo massimo tollerato): massima concentrazione possibile del residuo farmacologico
(tal quale o metabolizzato) presente nell’alimento.

COME CI POSSIAMO TUTELARE


DEFINIZIONE:
Legislazione additivi:
- Eserciti effetto favorevole sulla produzione animale;
- Essere sicuro uomo e animale;
- Non alterare le proprietà dei prodotti;
- Controllo possibile negli alimenti;
- Non devono avere attività profilattica (coccidiostatici);
- Non devono essere farmaci di uso umano o veterinario.
Non deve determinare rischio per residui pericolosi ed effetti ambiente.

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FARMACI:
- Controllo e stabilità del principio attivo;
- Tossicità animale;
- Tossicità per utilizzatori;
- Aspetti tossicità particolari;
- Tempi di sospensione tra fine trattamento e macellazione;
- Definizione di residui tollerati.
RISCHI LEGATI ALLA SOMMINISTRAZIONE
Permanenza del farmaco:
- Caratteristiche del farmaco: liposolubilità preparati ritardo;
- Via di somministrazione (orale o parenterale);
- Specie animale, età, sesso (contaminanti ambientali, inibizione, attivazione e metabolica).
FATTORI LEGATI AD UN ERRATO IMPIEGO
Macellazione: prima del tempo di sospensione.
Somministrazione: per mascherare patologie appena prima della macellazione.
Sostanze non ammesse: di cui è ignota la via metabolica.

STUDIO DEI RESIDUI


Sono necessari studi per verificare il decremento dei residui nei tessuti edibili degli animali e
stabilire adeguati tempi di sospensione.
SONO CONSIDERATI TESSUTI EDIBILI:
NEI GRANDI ANIMALI: MUSCOLO
FEGATO
RENE
GRASSO
CUTE (suino)
LATTE
NEI VOLATILI: MUSCOLO
FEGATO
RENE
CUTE E TESSUTO ADIPOSO SOTTOCUTANEO
UOVA
NEI PESCI: MUSCOLO
CUTE
Con preparati iniettabili deve essere considerato anche il sito di iniezione.
Lo Studio deve essere condotto su animali di ambo i sessi (se il preparato commerciale è destinato
ad entrambi).
Dopo i trattamenti i tessuti edibili e i fluidi biologici devono essere raccolti ad appropriati intervalli
di tempo  la deplezione dai residui fino a valori inferiori a quelli consentiti deve essere valutata
senza estrapolazioni.
I gruppi di animali per ciascun prelievo devono essere costituiti da un numero di soggetti sufficiente
per ottenere dati significativi:
 BOVINE DA LATTE: 8 (4 in fase iniziale e 4 in fase finale di lattazione).
 ALTRI GRANDI ANIMALI: 4 per ogni tempo di sacrificio.
 VOLATILI: 6 per ogni tempo di sacrificio.
 PESCI: l0 per ogni tempo di sacrificio.
 UOVA: l0 per ogni prelievo.

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Sono richiesti, a seconda del preparato oggetto di studio, da 2 a 5 campionamenti.


Gli animali utilizzati devono essere sani e mantenuti in normali condizioni di allevamento.
Si trasmette l'aggiornamento per il 1997 del Piano Nazionale per la ricerca dei residui negli animali
e nelle carni (PNR) predisposto ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n.
l18 ed in conformità alle circolari ministeriali n. 12/88, n. 14/89, n. 6/89 come parzialmente
modificata dalla nota n. 600.7/24490/AG.13/1486 del 26 febbraio 1996.
Nell'elaborazione del presente Piano si è inoltre tenuto conto dei principi della direttiva 96/23/CE
del Consiglio del 29 aprile 1996 concernente le misure di controllo su talune sostanze e sui loro
residui negli animali vivi e nei loro prodotti e che abroga le direttive 85/358/CEE e 86/4 69/CEE e
le decisioni 89/187/CEE e 91/664/CEE.
Sulla base delle direttive fornite con il PNR si pregano codeste Regioni e Provincie autonome di
voler predisporre ed avviare al più presto il proprio piano di attività per il 1997 di cui sarà gradito
ricevere, come di consueto, copia.
PIANO NAZIONALE 1997
PER LA RICERCA DEI RESIDUI NEGLI ANIMALI E NELLE CARNI
1. STRATEGIA DI CAMPIONAMENTO
Il Piano nazionale 1997 per la ricerca dei residui negli animali e nelle carni (PNR) mira ad
esaminare e porre in evidenza le ragioni dei rischi di residui negli animali e negli alimenti di origine
animale a livello degli allevamenti, dei macelli, degli stabilimenti di produzione del pesce e
dell'ambiente in cui gli animali vivono. La ricerca dei residui sarà effettuata sulle seguenti specie
animali e nei seguenti settori:
 bovina, suina, ovi-caprina, equina
 settore avicolo (polli da carne, tacchini. faraone)
 settore acquacoltura (trote, anguille, pesce gatto, specie eurialine)
 conigli
 selvaggina d'allevamento
La programmazione per il 1997, elaborata con il supporto tecnico-scientifico dell'Istituto Superiore
di Sanità e di un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato rappresentanti dello scrivente
Dipartimento, dell'Istituto Superiore di Sanità, di alcune Regioni e di alcuni Istituti Zooprofilattici
Sperimentali, é riportata nelle tabelle 1, 2, 3, 4, 5. In particolare le tabelle
1 e 2 riguardano la programmazione per le specie bovina, suina, ovi-caprina, equina, le tabelle 3 e 4
la programmazione per il settore avicolo (polli da carne, tacchini e faraone) , per i conigli e per la
selvaggina allevata, e la tabella 5 la programmazione per il settore acquacoltura.
Indipendentemente dal luogo di raccolta dei campioni, il campionamento deve essere imprevisto,
inatteso ed effettuato in momenti non fissi ed in giorni non particolari della settimana.
Tuttavia per le sostanze della categoria A, visti i risultati conseguiti durante l'attività svolta nel
1996, si suggerisce di effettuare il campionamento in tutti i giorni della settimana, compresi sabato
e domenica.
In ottemperanza a quanto previsto dalla direttiva 96/23/CE le sostanze oggetto del
Piano vengono raggruppate secondo una nuova classificazione (allegato 7):
 Categoria A - sostanze ad effetto anabolizzante e sostanze. Non autorizzate
 Categoria B - farmaci veterinari e contaminanti ambientali.
I tipi di campionamento sono:
 campionamento completamente casuale
 campionamento casuale mirato
 campionamento su sospetto.

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 Campionamento completamente casuale: si effettua per il prelievo di campioni destinati alla


ricerca di sostanze ad effetto anabolizzante e sostanze non autorizzate che non costituiscono un
problema di sanità pubblica e per farmaci e contaminanti ambientali, consiste nel prelevare un
campione a caso senza tener conto delle caratteristiche degli animali.
 Campionamento casuale mirato: si effettua per il prelievo di campioni destinati alla ricerca di
sostanze ad effetto anabolizzante e sostanze non autorizzate che risultano essere un problema di
sanità pubblica. In questo caso, seppure in assenza di sospetto, verranno prese in considerazione
le caratteristiche dell'animale che lo fanno ritenere potenzialmente a rischio.
 Campionamento su sospetto: esula dall'attività del PNR e si effettua tutte le volte che, per segni
clinici, notizie anamnestiche, segnalazioni o altri motivi si sospetta la presenza di residui.
2. MODALITA’ OPERATIVE
Il PNR dovrà prevedere un'attività di campionamento il più possibile omogenea durante il periodo
dell'anno, pertanto si invita a predisporre un calendario di campionamento, concordato con gli
Istituti zooprofilattici sperimentali.
2.1. Modalità d’intervento in allevamento ed al macello
A) SOSTANZE DELLA CATEGORIA A CHE COSTITUISCONO UN PROBLEMA DI
SANITA' PUBBLICA
Per quanto riguarda le sostanze della categoria A che costituiscono un problema di sanità
pubblica i campioni devono essere casuali mirati, tenendo conto dei seguenti criteri minimi:
sesso, età, specie, sistema di ingrasso, qualsiasi informazione e prova d'impiego scorretto o
abuso delle singole sostanze.
In base ai risultati dei PNR degli anni precedenti si è evidenziato che rientrano in questa categoria:
 tutte le sostanze ormonali e i -agonisti utilizzati illegalmente come promotori di crescita
nei bovini
 i -agonisti nei tacchini .
 il verde malachite nel settore acquacoltura.
Sebbene a livello comunitario il verde malachite sia classificato fra le sostanze della categoria
B, in Italia non esiste alcun prodotto registrato utilizzabile in acquacoltura.
Data l'elevata tossicità per il consumatore, in conformità al parere espresso dall'Istituto
Superiore di Sanità, è pertanto inserito tra le sostanze vietate.
Si dovrà procedere al prelievo di campioni ufficiali ponendo in vincolo sanitario:
 per i bovini: in allevamento gli animali appartenenti al gruppo sottoposto a
campionamento ed al macello le carcasse da cui si prelevano i campioni;
 per i tacchini: come per i bovini;
 per il settore acquacoltura: i pesci allevati nelle vasche od appartenenti al gruppo da cui
sono stati prelevati i campioni.
Il vincolo sanitario durerà fino a che non sia reso noto l'esito favorevole delle analisi. Tenuto conto
di ciò si invitano gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali ad effettuare le analisi in Via prioritaria,
assicurando tempi di risposta compatibili con l'attività di controllo e che comunque non superino i 7
giorni dalla Consegna del campione al laboratorio.
Dovranno essere prelevate 4 aliquote in allevamento e 5 aliquote al macello, di cui 1 da lasciare al
proprietario o detentore degli animali, 1 al titolare del macello e le altre 3 da destinare al laboratorio.
Ogni aliquota dovrà essere accompagnata da copia del verbale, scritto in caratteri chiari e
facilmente leggibili. Tutte le copie del verbale devono essere firmate in originale.
Al macello devono essere, sottoposti a vincolo sanitario sia la carcassa, che le frattaglie ivi
compresa, nei bovini, la testa (con annessa marca auricolare o tatuaggio) degli animali campionati;
al fine di evitare contestazioni e problemi, si raccomanda di controllare attentamente la categoria,
l'età, il sesso degli animali e l'eventuale stato di gravidanza nonché la presenza di affezioni nei
diversi apparati.
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Alla luce dei casi di intossicazione da Clenbuterolo verificatisi recentemente in Italia, si


raccomanda di raccordare l'attività del PNR con l'attività di vigilanza effettuata in fase di
distribuzione al consumatore finale.
B) SOSTANZE DELLA CATEGORIA A CHE NON COSTITUISCONO UN PROBLEMA DI
SANITA' PUBBLICA
Per le sostanze della categoria A che non costituiscono un problema di sanità pubblica si effettuerà
il campionamento completamente casuale, senza porre in vincolo sanitario animali e carcasse.
Il campione andrà prelevato in unica aliquota.
Appartengono a questo gruppo:
 per i bovini: tutte le sostanze riportate in tabella 1 eccetto le sostanze ormonali ed i -agonisti;
 per i tacchini: tutte le sostanze riportate in tabella 3 eccetto i -agonisti;
 per il settore acquacoltura: tutte le sostanze riportate in tabella 5 (primo riquadro) eccetto il
verde malachite;
Per le altre specie: tutte le sostanze della categoria A.
C) SOSTANZE DELLA CATEGORIA B
In attesa che la Commissione della Comunità europea fissi i criteri specifici di campionamento, si
effettuerà il campionamento completamente casuale e si applicheranno le istruzioni fornite con la
circolare n. 14 del 30 maggio 1989. Il campione sarà prelevato in unica aliquota.
2.2 Modalità d'intervento successivamente al riscontro di positività
In tutti i casi di riscontro di positività si applicano le Procedure descritte nelle circolari
ministeriali n. 12/88, n. 14/89, n. 6/89 come modificata dalla nota
n.600.7/24490/AG.13/1486 del 26 febbraio 1996.
In particolare si ricorda di procedere al prelievo di Campioni su una percentuale significativa
di animali applicando la tabella riportata in allegato 14, a seguito di riscontro di positività al
macello per sostanze utilizzate illegalmente come promotori di Crescita, nell'allevamento di
provenienza e negli allevamenti funzionalmente o amministrativamente Collegati. Il numero
di campioni indicato in allegato 14 va prelevato da animali appartenenti allo stesso gruppo
od a gruppo analogo a quello in cui si é riscontrata la Positività.
Inoltre:
A) In caso di infrazioni ripetute al rispetto dei limiti massimi di residui, il Servizio
Veterinario assicurerà un controllo più rigoroso degli animali e dei prodotti dell’azienda
e/o dello stabilimento in questione e di quelli funzionalmente collegati per un periodo di
almeno sei mesi.
B) In caso di trattamento illecito (uso di sostanze o prodotti non autorizzati, ovvero utilizzo
di sostanze o prodotti autorizzati per fini o a condizioni diverse da quelli previsti), i
servizi Veterinari, per un periodo successivo di almeno dodici mesi, sottoporranno
l'azienda o le aziende appartenenti al medesimo proprietario ad un controllo più rigoroso.
Le aziende o gli stabilimenti (produttori di farmaci, di mangimi, ecc.) che riforniscono
l'azienda interessata saranno sottoposti ad un controllo supplementare, al fine di rivelare
l'origine della sostanza oggetto di positività. Lo stesso si applicherà per tutte le aziende e
stabilimenti appartenenti alla stessa catena di fornitori di animali e di alimenti per animali
dell'azienda d'origine o di provenienza.
2.3 Ricerca dei principi attivi negli alimenti ad uso zootecnico, nell'acqua di abbeverata
La ricerca dei principi attivi verrà estesa agli alimenti per animali, all'acqua di abbeverata
per le seguenti sostanze: nitrofurani, cloramfenicolo, -agonisti, cortisonici, verde malachite.
Effettuato il campionamento di un alimento ad uso zootecnico (es. da un silos) non deve
essere sospesa l'alimentazione degli animali in attesa dei risultati d'analisi.

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Per evitare inutili sovrapposizioni, l'attività del PNR per quanto riguarda i controlli
sull'acqua di abbeverata e sugli alimenti per il bestiame durante le fasi di fabbricazione,
manipolazione, magazzinaggio, trasporto, distribuzione, vendita, somministrazione, deve
essere integrata con l'attività prevista dal Piano nazionale di controllo della filiera dei
prodotti per l'alimentazione degli animali, che sarà diramato dallo scrivente Dipartimento.
2.4 Ulteriori indicazioni
Per il settore avicolo, i conigli e la selvaggina di piccola taglia, ogni campione potrà essere
ottenuto con materiale prelevato da uno o più soggetti, seguendo le indicazioni dell'Istituto
zooprofilattico sperimentale competente per territorio. Per quanto riguarda il
campionamento in allevamento, questo, potrà prevedere la soppressione di uno o più
soggetti in loco per consentire il prelievo delle matrici più idonee.
Per quanto riguarda il settore acquacoltura, l'unità campionaria da cui si ricavano le 4
aliquote si compone di 5 Pesci. L'analisi andrà effettuata sul materiale omogeneizzato ed il
risultato sarà quindi unico per la sostanza ricercata.
In caso di invio di campioni effettuati non correttamente gli Istituti zooprofilattici
sperimentali non sono tenuti ad effettuare le analisi.
3. ASSETTO ORGANIZZATIVO
Si rimanda, a quanto riportato nella nota n. 60D.7/24490/AG.13/1486 del 26 febbraio 1996 relativa
al Piano nazionale1996, per la ricerca dei residui negli animali e nelle Carni in applicazione del
decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 118.
Si suggerisce inoltre di integrare il Nucleo operativo regionale di vigilanza (NORV) con una
professionalità competente in materia di prodotti per l'alimentazione degli animali, come previsto,
dal Piano nazionale di controllo della filiera dei prodotti per l'alimentazione degli animali.
Per quanto riguarda i referenti del PNR presso le AUSL, in allegato 8 é riportato l'elenco dei
nominativi, completi di indirizzo e numero telefonico, comunicati da alcune Regioni.
Per le Regioni che non hanno ancora ottemperato a tale richiesta, si ribadisce l'invito ad inviare
l'elenco aggiornato dei referenti, corredato da indirizzo, recapito telefonico e fax, allo scrivente
Dipartimento.
I compiti dei referenti del PNR presso le AUSL sono riassunti in allegato 8-bis.
4. METODI DI CAMPIONAMENTO
Ai fini di un corretto prelievo dei campioni si raccomanda di seguire le istruzioni elaborate in
collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e riportate in allegato 9. In tale allegato sono descritte
in dettaglio anche le caratteristiche generali di contenitori e materiali utilizzabili, le corrette modalità
di sigillo dei campioni e i requisiti indispensabili per valutare l'integrità dei campioni.
La tabella che costituisce l'allegato le elenca in una lista delle verifiche procedurali operative che si
suggerisce di effettuare ad ogni campionamento casuale mirato.
5. INDAGINE EPIDEMIOLOGICA
I Servizi Veterinari delle AUSL devono compilare la scheda per l'indagine epidemiologica che
costituisce l'allegato 11 nel 5% di tutti gli allevamenti di bovini, suini, ovi-caprini oggetto di
campionamento sul territorio regionale/provinciale con un minimo di 1 per categoria e
Regione/Provincia autonoma, indipendentemente dall'esito positivo o negativo dell'analisi.
L'indagine epidemiologica va inoltre compilata a seguito del riscontro di positività per le specie
bovina, suina, ovi-caprina, per tutte le sostanze della categoria A e per i farmaci veterinari.
Tutte le schede vanno inviate sia alla Regione/Provincia autonoma competente per territorio, sia al
Ministero della sanità, Dipartimento degli alimenti e nutrizione e della sanità pubblica veterinaria
Il Centro Nazionale di Referenza per l'Epidemiologia Veterinaria (COVEPI) istituito presso l'IZS di
Teramo ha preparato e distribuito a tutte le Regioni e Provincie autonome un programma computerizzato
per l'archiviazione delle indagini epidemiologiche che utilizza il OBITI, DBIV, EXCEL.
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6. METODI DI ANALISI E TEMPISTICA


Si invitano gli IZS ad effettuare le analisi previste dal PNR, per quanto riguarda le sostanze della
categoria A che costituiscono un problema di sanità pubblica, in via prioritaria, assicurando tempi di
risposta compatibili con l'attività di controllo.
In particolare si suggerisce che i tempi di risposta indicativi per le analisi in presenza di vincolo
sanitario non superino i 7 giorni dalla consegna del campione al laboratorio.
In attuazione dell'articolo 12, comma 2 del decreto legislativo 27, gennaio 1992, n. 118, presso
l'Istituto Superiore di Sanità é stato istituito il "Gruppo di lavoro sui Residui".
Tale gruppo é a disposizione per qualsiasi chiarimento inerente aspetti tecnici del PNR.
6.1 Precisazioni inerenti gli aspetti tecnici del PNR
Le tabelle n. 1, 2, 3, 4, 5 riportano le sostanze da ricercare, le matrici da prelevare, i metodi di
screening e di conferma, il limite di rilevazione (per farmaci e contaminanti ambientali) ed il limite
d'azione per le diverse sostanze. Tali indicazioni potrebbero essere soggette a modifiche in corso di
applicazione del PNR.
Per le sostanze con un limite di legge o con un limite massimo di residuo il limite d'azione, è
rappresentato da tali valori.
Il limite d'azione per le sostanze proibite é rappresentato dal valore massimo dei limiti di
rilevazione dei diversi metodi di screening e di conferma e tiene conto delle differenze, in termini di
risorse umane e strumentali, fra i vari laboratori.
Per i metodi multiresiduo sono stati riportati gli intervalli dei limiti di rilevazione.
Per le sostanze per cui é indicato un metodo di conferma, in caso di positività con un metodo di
screening é necessario procedere all'analisi di conferma.
Qualora un laboratorio temporaneamente non possa effettuare l'analisi di conferma, quest'ultima
sarà eseguita presso un altro laboratorio preposto al controllo ufficiale dei prodotti alimentari.
Nell'ambito del PNR possono essere adottati altri metodi per l'analisi di screening e di conferma (es.
LC-MS, LC-MS-MS), purché i parametri di tali metodi siano confrontabili con quelli dei metodi
previsti dal PNR e comunque siano compatibili coi limiti d'azione.
Per alcune sostanze per le quali, allo stato attuale, non è praticabile l'uso di metodi di conferma
affidabili, la positività può essere segnalata sulla base della combinazione di due metodi di screening.
Va comunque precisato che il metodo di screening non ha validità legale, ma svolge solo funzione di
metodo per i piani di monitoraggio. Per l’azione legale di sostanze con LMR devono comunque
essere adottati sia i metodi di screening sia i metodi di conferma. I metodi di screening adottati per gli
antibiotici devono comunque avere limiti di rivelazione inferiori ai limiti massimi di residuo.
7. PROGRAMMAZIONE
Tenendo conto, ove possibile, dei nuovi criteri espressi nella direttiva 96/23/CE sulle frequenze di
campionamento, per l'anno in corso sono previsti 31.589 campioni in totale (esclusi quelli relativi
alle faraone) di cui:
- 24.800 per 1e specie bovina, suina, ovi-caprina, equina;
- 4.100 per il settore avicolo;
- 739 per il settore acquacoltura;
- 1.250 per i conigli
- 700 per la selvaggina allevata.
Applicando la nuova classificazione delle sostanze, 17.816 campioni saranno prelevati per la ricerca
di residui della categoria A (Sostanze ad effetto anabolizzante e sostanze non autorizzate) e 13.773
campioni per la ricerca di residui della categoria B (farmaci veterinari e contaminanti ambientali).
14.039 campioni saranno prelevati in allevamento e 17.550 al macello.

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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA

NUMERO CAMPIONI
Allevamento Macello Totale
Bovini 10.350 6.600 16.950
Suini 600 4.900 5.500
Ovi-caprini 300 1.400 1.700
Equini ----- 650 650
Polli 800 850 1.650
Tacchini 400 1050 1.450
Conigli 700 550 1.250
Selvaggina allevata 150 550 700
Acquacoltura 739 ----- 739
TOTALE 14.039 17.550 31.589
La programmazione specifica per ogni tipo di residuo è riportata nelle tabelle 1, 2, 3, 4 e 5.
Si raccomanda di sottoporre a congelamento rapido i campioni onde evitare la degradazione delle sostanze.
8. RIPARTIZIONE REGIONALE DEI CAMPIONI
I parametri di ripartizione dei campioni a livello regionale si basano su:
- dati ISTAT, relativi alla macellazione delle specie bovina, suina, equina, ovi-caprina relativi al 1995;
- dati ISTAT, relativi alla consistenza regionale percentuale degli allevamenti bovini e suini
relativi a1 1994;
- dati UNA, relativi alla consistenza delle macellazioni avicole riferiti al 1995;
- dati Ministero della sanità, relativi al settore acquacoltura;
- dati ANCI, relativi al settore conigli.
Poichè non sono disponibili i dati relativi alla produzione nazionale di faraone, le Regioni/Provincie
autonome nelle quali sono presenti allevamenti di questa specie animale, oppure nelle quali
vengono macellati animali in quantità rilevanti, provvederanno ad effettuare un campionamento
rispettivamente sul 10% degli allevamenti ed ogni 200 tonnellate di prodotto macellato (in peso
morto). Le sostanze da ricercare sono le stesse indicate nelle tabelle 3 e 4 per i polli da carne.
Relativamente alla selvaggina allevata (esclusa la selvaggina allevata a scopo ornamentale) i
prelievi verranno effettuati sui fagiani e sulle lepri. In assenza dei dati del censimento di tali
allevamenti, le Regioni e Provincie autonome stabiliranno il numero di campioni da prelevare che
verranno indicati nei Piani Regionali/Provinciali di recepimento del PNR.
Nella tabella 6 sono riportate le percentuali di macellazione per le specie bovina, suina, equina,
ovicaprina, nella tabella 7 le percentuali di capi allevati per le specie bovina e suina, nella tabella
7A la consistenza regionale degli allevamenti cunicoli, nella tabella 8 la consistenza regionale delle
macellazioni di pollame, nella tabella 9 il numero di impianti d’acquacoltura stimati per regione.
Si sottolinea tuttavia che, nel recepimento del PNR, le Regioni e Provincie autonome possono
modificare il numero di campioni previsto, in base a caratteristiche specifiche della zona (es. censimento
aggiornato del patrimonio zootecnico, vocazione produttiva, flussi e volumi delle macellazioni).
Si invita a recepire il PNR entro un mese dalla sua diramazione e di inviarlo, completo di tutti gli
allegati, a tutti i referenti USL per il PNR.
Per verificare che l'attuazione del PNR sia il più possibile uniforme si suggerisce di effettuare una
valutazione dell'attività svolta utilizzando anche i seguenti criteri:
1) Confrontabilità tra i risultati ottenuti nelle differenti AUSL in relazione al tipo di attività
zootecnica (es. insediamenti di vitelli a carne bianca o tipologia di animale negli impianti di
macellazione);
2) Analisi dei risultati ottenuti da campionamenti effettuati nei giorni lavorativi rispetto a quelli
condotti nel fine settimana;
3) Analisi della distribuzione dei prelievi dei campioni da parte delle AUSL nei vari mesi dell'anno;
4) Confronto dei risultati del PNR con quelli ottenuti a seguito di attività extra-PNR.
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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA

Queste informazioni, saranno comunicate al Ministero della sanità contestualmente all'invio dei
riepiloghi di attività semestrali. I criteri di campionamento utilizzati in attività exta-piano ed i
relativi risultati saranno inviati annualmente.
9. INDICAZIONI LEGISLATIVE
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale n. 24 del 30 gennaio 1997, il decreto
ministeriale 14 novembre1996, relativo alla determinazione dei livelli fisiologici massimi degli
ormoni sessuali di natura endogena estradiolo 17 beta, progesterone e testosterone nel siero o nel
plasma di sangue bovino.
Tale decreto aggiorna i valori indicati nella circolare ministeriale n. 6 del 13 aprile 1989
modificando i livelli di "sicurezza” del progesterone come segue:
- maschi oltre i 6 mesi: 1,5 ng/ml
- femmine oltre i 6 mesi (non gravide): 14 ng/ml
Sulla Gazzetta Ufficiale 2a serie speciale n. 65 del 26 agosto 1996 é stato pubblicato il regolamento
(CE) n. 1312/96 della Commissione dell'8 luglio 1996 che modifica l'allegato III del regolamento
(CEE) n. 2377/90 del Consiglio che definisce la procedura comunitaria per la determinazione dei
limiti massimi di residui di medicinali veterinari negli alimenti di origine animale. In particolare
nell'allegato III vengono inseriti gli LMR per il clenbuterolo nelle specie bovina ed equina. Viene
inoltre specificato che l'utilizzo di clenbuterolo nella specie bovina è consentito esclusivamente per
la tocolisi delle vacche partorienti.
E’ stato inoltre pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale n. 394 del 30 dicembre 1996 il Decreto
del Ministero della sanità 19 dicembre 1996 relativo alla Sospensione dell’autorizzazione all’immisione
in commercio della specialità medicinale per uso veterinario “VENTIPULMIN” preparazione
granulare per uso orale. Con l’entrata in vigore di questo decreto il VENTIPULMIN nei bovini può
essere utilizzato esclusivamente nella formulazione iniettabile nelle vacche a scopo tocolitico.
L'uso del VENTIPULMIN nei bovini é permesso solamente per questa indicazione terapeutica e la
somministrazione deve essere effettuata esclusivamente dal medico veterinario. Negli allevamenti da
ingrasso quindi non é più permesso l'utilizzo di questo farmaco. In caso di campioni risultati positivi,
vanno applicate le sanzioni previste dall'art. 3 del decreto legislativo 27 gennaio1992, n. l18.
10. DATI ATTIVITA'
Ai fini di una efficace gestione del PNR hanno la massima importanza la regolarità e l'uniformità
con cui vengono forniti i dati e le informazioni di attività.
La FINSIEL ha messo a punto un programma per la gestione computerizzata dei dati relativi al
PNR. Tale programma é stato installato presso le sedi centrali degli Istituti zooprofilattici
Sperimentali ed é in via di installazione presso le Regioni e Provincie autonome.
Per permettere la gestione computerizzata delle informazioni relative ai campioni si rende
necessario uniformare le informazioni riportate sul verbale di prelevamento che dovranno
comprendere:
1. Indicazione del Piano per cui é stato prelevato il campione (Nazionale, Regionale, ecc.)
2. Specie animale (es. bovino)
3. Categoria dell'animale (es. vitellone)
4. Sesso dell'animale
5. Provenienza (allevamento, macello)
6. Materiale prelevato
7. Esami richiesti
8. Data prelievo
9. Paese d'origine degli animali
10. Nome allevamento
11. Codice allevamento
12. Indirizzo
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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA
13. USL

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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA

14. Ente prelevatore


15. Tipo di campionamento.
In allegato 7-bis si riporta, a titolo d'esempio, un modello di verbale di prelevamento.
Il 1997 verrà considerato un “anno di prova”, ed i dati riepilogativi semestrali o annuali nel caso di
attività extra-piano, dovranno essere inviati possibilmente sia su supporto cartaceo che su supporto
magnetico.
Di seguito vengono riassunte le competenze delle Regioni e Provincie autonome, degli IZS e delle
AUSL limitatamente a quanto riguarda la raccolta e l'invio di informazioni al Ministero della
Sanità, Dipartimento degli Alimenti e Nutrizione e della Sanità Pubblica Veterinaria.
l0.1 Regioni e Provincie autonome
Gli allegati 1, 2, 3, 4, 5, 6 verranno utilizzati per la raccolta dei dati del PNR relativi al 1997;
nell'allegato 1 Verranno indicati il numero di campioni effettuati e le positività riscontrate nella
specie bovina, sia in allevamento che al macello; nell'allegato 2 verranno raccolti i dati
relativamente alle specie suina, ovina, caprina ed equina.
L'allegato 3 si riferisce ai soli allevamenti bovini. In esso verranno indicati il n. di allevamenti
presenti nel territorio regionale/provinciale, il n. di allevamenti controllati per ormoni e  agonisti
ed il n. di allevamenti positivi specificando la sostanza causa della positività.
Le informazioni comprese in questo allegato sono particolarmente importanti in quanto il riscontro di
un animale positivo lascia supporre il trattamento di tutto l'effettivo o di tutto il gruppo di animali.
Nell'allegato 4 saranno raccolti i dati relativamente al settore avicolo, nell'allegato 5 relativamente
al settore acquacoltura e nell'allegato 6 relativamente ai conigli ed alla selvaggina.
Negli allegati l-A, 2-A, 3-A, 4-A, 5-A, 6-A saranno riportati rispettivamente gli stessi dati sopra
menzionati ma relativi all'attività extra-piano.
Entro il 31/7/97 dovranno essere inviati i dati relativi al primo semestre ed entro e non oltre il
31/1/98 i dati completi per l'intero anno di attività, sia su supporto cartaceo che su, supporto
magnetico, accompagnati da una relazione che commenti i risultati ottenuti ed indichi possibili
proposte per migliorare l'incisività del PNR. In questa occasione saranno inviate anche le schede di
progetto relative ad attività di educazione alla salute che costituiscono l'allegato12 del PNR.
Per la raccolta, l'elaborazione e l'invio dei dati allo scrivente Dipartimento si suggerisce di attivare
collaborazioni con gli Osservatori Epidemiologici Veterinari degli IZS, ove istituiti. Ciò permetterà
di disporre dei risultati in tempi più brevi, di elaborare dati più aggiornati ed attendibili e di
migliorare l'attività di coordinamento e controllo regionale/provinciale.
10.2 Istituti zooprofilattici sperimentali
Gli IZS devono dare comunicazione immediata di ogni positività riscontrata allo scrivente
Dipartimento, tramite telegramma o fax.
Se presso I'IZS é attivo l'osservatorio Epidemiologico Veterinario, questo dovrà collaborare
con le Regioni e Provincie autonome per l’elaborazione ed invio periodico dei dati.
L'IZS dovrà inoltre inviare su supporto magnetico, entro il 15/7/1997 i dati relativi al 1°
semestre, ed entro il 15/01/1998 i dati annuali sia all'Assessorato regionale/provinciale alla
sanità che allo scrivente Dipartimento.
Per quanto riguarda i contaminanti ambientali, gli IZS dovranno fornire i singoli valori delle
analisi effettuate ed eventuali limiti di legge.
10.3 Aziende Unità Sanitarie Locali
Le AUSL devono dare comunicazione immediata al Ministero ed alla Regione/Provincia
autonoma di ogni positività, corredata da indagine epidemiologica, effettuata utilizzando
l'allegato 11 in caso di sostanze ormonali e  agonisti.
Si ricorda che l'indagine epidemiologica va effettuata anche in caso di risultato negativo
dell'analisi, ogniqualvolta si prelevi un campione per ormoni e  agonisti in allevamento.

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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA

L'invio tempestivo dei dati permetterà un miglior coordinamento e un più efficace


svolgimento del PNR.
11. ATTIVITA' DI FORMAZIONE, INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE SANITARIA
COLLATERALI AL PNR
Per quanto riguarda l'educazione sanitaria é stato attivato presso lo scrivente Dipartimento un
gruppo di lavoro che ha prodotto delle linee guida per le attività di educazione sanitaria nell'ambito
del PNR, diffuse con nota n. 600.7/24490/AG13/3693 del 16 maggio 1996. L'allegato 13 riporta
l'elenco dei sussidi informativi disponibili presso lo scrivente Dipartimento. E' in via di
preparazione un opuscolo sui rischi alimentari connessi alla presenza di residui chimici e una
raccolta esemplificativa di materiali di educazione sanitaria già realizzati o progettati appositamente
che potranno essere utilizzati per le attività di educazione sanitaria.
Per facilitare la comparazione degli interventi di educazione sanitaria a livello nazionale, si pregano
i Servizi Veterinari delle AUSL di utilizzare le schede che costituiscono l'allegato 8 e di inviarle
Contestualmente ai risultati analitici alle Regioni/Provincie autonome, per la successiva
trasmissione allo scrivente Dipartimento.
L'Istituto Superiore di Sanità sta attivando alcuni corsi relativi alle problematiche dei residui negli
animali e nelle carni. Notizie più dettagliate possono essere richieste alla Segreteria per le Attività
Culturali dell'Istituto Superiore di Sanità, V.le Regina Elena 299, 00161Roma, tel. 06/4990 int.
2436, fax 06/4440235.
Si segnala inoltre che lo scrivente Dipartimento sta organizzando un seminario dal titolo "I residui
negli alimenti di origine animale: problematiche e prospettive" rivolto in particolare ai referenti
AUSL per il PNR e ai componenti del NORV, e più in generale ai veterinari operanti presso le
diverse strutture sanitarie pubbliche interessati alla problematica dei residui.
Sulla busta vanno riportati in modo indelebile i dati identificativi del campione, evitando l'uso di
pennarelli il cui inchiostro si diluisca a contatto con l'acqua o l'umidità.
Gli Enti prelevatori sono tenuti all'utilizzo degli opportuni materiali, dopo aver smaltito le
precedenti scorte in carico.
Infine si intende richiamare l'attenzione in merito ai requisiti indispensabili per valutare l'integrità
del campione.
Non sono ritenuti integri ai fini delle analisi campioni con le seguenti caratteristiche:
- Sia possibile sfilare e riapporre il sigillo dal contenitore, senza violarne l'integrità (es. sigillo
apposto su sacchetti di plastica, sfruttando la deformabilità dell'involucro. Si fa notare come il
sigillo di piombo debba essere applicato in modo tale da impedire che, dietro somministrazione
di calore al sigillo e sua conseguente dilatazione, risulti possibile sfilare lo stesso dal nastro)
- Il contenuto del campione risulti parzialmente o totalmente fuoriuscito dal contenitore;
- Sia possibile manomettere i contenitori interni, senza violare l'integrità del sigillo (es. flaconi
con il tappo a pressione, inseriti in contenitori con pareti flessibili e trasparenti, che permettano
di togliere il tappo, travasare eventuali contenuti da flacone a flacone e riapporre il tappo);
- Il cui contenitore risulti lacerato o perforato, nonostante l'integrità del sigillo.
4. Identificazione degli animali
Conformemente a quanto previsto dal decreto legislativo 18 aprile 1994, n. 286 gli animali da
macello devono essere contraddistinti da un marchio ai fini dell'identificazione dell'allevamento di
origine. Durante la macellazione deve sempre essere possibile individuare visceri e frattaglie
appartenenti ad ogni carcassa.
Quando si proceda al campionamento casuale mirato la scelta e l'identificazione degli animali da
cui prelevare i campioni va eseguita durante la visita ante-mortem, seguendo poi la carcassa lungo
tutta la catena di macellazione e prelevando gli organi opportuni.
Se durante l'ispezione post-mortem emerge il sospetto di trattamenti illeciti (es. trachee dilatate,
timo atrofico in vitelli, ecc.) e si rende necessario eseguire un campionamento su sospetto, deve

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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA
sempre essere possibile identificare l’animale/gli animali campionati e la partita cui appartengono,
al fine di non inficiare la validità del prelievo.

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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA

In sede di identificazione degli animali vale la pena tenere presente che le marche auricolari
possono essere state contraffatte o sostituite con quelle appartenenti ad altri animali. E' quindi
opportuno avvalersi anche di altri segni di riconoscimento e/o della presenza di marche appartenenti
a consorzi, associazioni, ecc. In caso di eventuale assenza di marche auricolari o di non
corrispondenza delle marche con i certificati di accompagnamento degli animali, il fatto deve essere
annotato sul verbale di prelevamento.
5. Compilazione del Verbale
La compilazione del verbale deve essere eseguita nel modo più chiaro ed accurato possibile: oltre
alle indicazioni inerenti data, ora, luogo, ricerche da effettuarsi ed eventuali dichiarazioni del
proprietario o del responsabile degli animali, si suggerisce di annotare i seguenti dati:
a) Tipo di prelievo (casuale, mirato, su sospetto), PNR, extrapiano, ecc.
b) Provenienza, appartenenza ed entità della partita
c) Specie, età, razza e numero di animali campionati e loro identificazione
d) Modalità di prelievo, conservazione e tempo intercorso fra il prelievo e la consegna del
campione al laboratorio d'analisi.
6. Invio dei campioni al laboratorio
Dal momento del prelievo i campioni vanno refrigerati nel più breve tempo possibile e consegnati.
al laboratorio d'analisi, al fine di evitare che le fermentazioni batteriche o la liberazione di enzimi
lisosomiali da parte dei tessuti determini la completa degradazione delle sostanze da ricercare. Si
raccomanda di non capovolgere i campioni.
7. Notizie che rafforzano l'efficacia del campionamento
a) Lo screening: come ricordato in precedenza é possibile effettuare campionamenti su sospetto, in
base a precedenti risultanze cliniche ed anatomo-patologiche che possono fare ritenere probabile una
somministrazione di farmaci pregressa od in corso. A tale scopo rivestono importanza pratica:
- l'esame ispettivo delle trachee e della disposizione del grasso ( agonisti)
- l'esame ispettivo del timo (cortisonici)
- l'esame ispettivo della tiroide (tireostatici)
- l'esame ispettivo dell'ovaio e dell'utero in animali impuberi (anabolizzanti)
- l'esame istologico delle ghiandole surrenali (cortisonici)
- l'esame istologico delle ghiandole sessuali secondarie (ormoni)
- l'esame istologico del fegato con evidenziazione del glicogeno mediante colorazione PAS +
( agonisti)
- la misurazione del pH della carne a 45 minuti ( agonisti)
- la misurazione del pH delle urine (per verificare la somministrazione di sostanze acidificanti
od alcalinizzanti che possono favorire la eliminazione dei farmaci
b) In sede clinica sono da ritenere sospetti i seguenti sintomi:
- nervosismo, tremori, dispnea, atteggiamenti di fame d'aria ( agonisti)
- edema dei genitali e presenza di secreto dalla ghiandola mammaria in animali impuberi
(ormoni).
c) In sede di macellazione in presenza di animali con sintomatologia riferibile a fenomeni
tossici é opportuno procedere al campionamento delle opportune matrici per rilevare la
eventuale presenza di  agonisti, cortisonici, ecc. In tali casi é sempre consigliabile
campionare le urine, il muscolo ed il fegato.
d) In caso di morti improvvise in allevamento (specie nei suini magroni in fase di finissaggio) é
opportuno porre la diagnosi in modo differenziale tra malattie infettive e possibili
intossicazioni da:
- cromo e arsenicali
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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA

-  agonisti
- micotossine (es. fumonesina nei mangimi).
In tale caso é sempre consigliabile prelevare campioni del mangime effettivamente
somministrato agli animali (comprendente eventuali integrazioni estemporanee), campioni di
contenuto gastrico e di urine. L'indagine anamnestica deve essere la più precisa possibile,
corredata da indagine epidemiologica, notizie sulla sintomatologia e referti anatomo-patologici.
8. Analisi di revisione
Ai sensi del decreto ministeriale 5 maggio 1995 pubblicato sulla G.U. del 22 maggio 1995, il servizio
di analisi di revisione può essere reso dall'Istituto Superiore di Sanità solo dietro versamento
dell'importo di lire 1.000.000 (un milione) per ogni singolo campione. Il versamento va effettuato
mediante conto corrente o versamento sull'apposita contabilità speciale intestata all'Istituto Superiore
di Sanità, indicando in causale gli estremi del prelevamento e la richiesta di revisione.
Si raccomanda all'Ente prelevatore, in sede di ricevimento della domanda di revisione di verificare
la congruità del versamento e la corretta intestazione di contabilità con quanto stabilito dal
sopracitato decreto e di subordinare l'accettazione dell'istanza di revisione all'eventuale
integrazione/rettifica del versamento.
Il campione deve essere inviato all'Istituto Superiore di Sanità per l'espletamento della revisione
d'analisi unitamente a tutta la documentazione completa di verbale di prelevamento, certificato
d'analisi e ricevuta di versamento.

VERIFICHE PROCEDURALI OPERATIVE


A. Campione prelevato in allevamento
1. Identificazione degli animali da campionare (provenienza, razza,
peso-età) e loro scelta secondo i rischi e le tipologie di
trattamento SI / __/ NO / __/
2. Informazione del responsabile dell'allevamento sulle finalità e
modalità del prelievo SI / __/ NO / __/
3. Esecuzione del prelievo con materiale idoneo in presenza del
proprietario SI / __/ NO / __/
4. Materiale prelevato conforme a quanto previsto dal PNR ed in
quantità sufficiente a formare le aliquote necessarie SI / __/ NO / __/
5. Messa in opera di tutte le pratiche atte ad evitare la
contaminazione tra campioni appartenenti a differenti animali SI / __/ NO / __/
6. Corretta identificazione e numerazione dei campioni prelevati SI / __/ NO / __/
7. Apposizione del sigillo in presenza del proprietario o
responsabile degli animali facendo presente che quest'ultimo ha
facoltà di apporre un proprio sigillo in aggiunta a quello ufficiale SI / __/ NO / __/
8. Richiesta di eventuali dichiarazioni da mettere a verbale da parte
del proprietario/responsabile, in particolare riguardo a:
* provenienza animali (ai fini dell'evasione IVA)
* trattamenti farmacologici pregressi od in atto
* destinazione degli animali (intermediari, macelli) SI / __/ NO / __/
9. Registrazione sul verbale di:
* stato igienico-sanitario dell'allevamento
* destinazione degli animali
* registro trattamenti SI / __/ NO / __/

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CLASSIFICAZIONE DELLE SOSTANZE


CATEGORIA A - Sostanze ad effetto anabolizzante e sostanze non autorizzate
1) stilbeni, loro derivati e loro sali ed esteri
2) agenti antitiroidei
3) steroidi
4) lattoni dell'acido resorcilico (compreso lo zeranolo)
5) -agonisti
6) sostanze incluse nell’allegato IV del regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio, del 26
giugno 1990
7) verde malachite
CATEGORIA B - Farmaci veterinari e contaminanti ambientali
1) sostanze antibatteriche, compresi sulfamidici e chinoloni
2) altri prodotti medicinali veterinari
a) antielmintici
b) coccidiostatici, compresi i nitroimidazoli
c) carbammati e piretroidi
d) tranquillanti
e) antinfiammatori non steroidei
f) altre sostanze esercitanti un'attività farmacologica
3) altre sostanze e agenti contaminanti per l'ambiente
a) composti organoclorurati, compresi i PCB
b) composti organofosforati
c) elementi chimici
d) micotossine
e) coloranti
f) altri

ALLEGATO 8-Bis
COMPITI DEI REFERENTI AUSL PER IL PNR
Il PNR, per funzionare al meglio, necessita di personale qualificato, all'altezza dei compiti
assegnati. Il referente AUSL per il PNR assume un ruolo che presuppone conoscenze non solo in
materia veterinaria, ma anche in altri campi, quali:
- conoscenza degli adempimenti previsti dal PNR;
- conoscenza degli adempimenti legati alla gestione del contenzioso amministrativo e penale;
- conoscenze approfondite sugli effetti delle sostanze usate illegalmente come promotori di
crescita negli animali da carne.
1.Conoscenza degli adempimenti previsti dal PNR
Il referente del PNR sovraintende a tutte le attività collegate alla pratica attuazione dei piani di
monitoraggio predisposti a livello regionale. Egli tiene conto delle indicazioni fornite dal NORV,
dal coordinatore del servizio veterinario e dei suggerimenti degli altri referenti di area funzionale.
Deve conoscere in dettaglio 1e procedure previste per 1a corretta esecuzione dei programmi di
controllo con particolare riguardo alle modalità operative, alle buone pratiche di campionamento, ed
all'aggregazione dei dati di attività. Verifica in ultimo la regolare esecuzione dei piani di lavoro
affidati ai singoli operatori ed i risultati ottenuti.
L'opera del referente del PNR non deve comunque limitarsi a compiti meramente organizzativi; egli
deve farsi anche parte attiva nell'assumere il maggior numero di informazioni sulla presenza di

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residui ed in particolare su possibili attività illecite legate all'uso di sostanze vietate nel territorio di
competenza.

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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA

Il continuo scambio di notizie tra NORV e referenti del PNR permetterà l'acquisizione di utili
elementi di giudizio da utilizzare nell'attività del PNR.
2. Conoscenze legate alla gestione del contenzioso amministrativo o penale
In caso di esiti positivi ai controlli, scatta la contestazione agli interessati delle violazioni di legge. Il
referente del PNR deve pertanto possedere sufficienti nozioni, in materia di contenzioso
amministrativo e penale in grado di guidarlo nei non sempre lineari procedimenti sanzionatori.
Al riguardo si ritiene estremamente importante sottolineare come finora questa materia sia stata
sottovalutata da alcuni operatori del servizio sanitario Nazionale. Occorre pertanto una presa di
coscienza sulle mutate esigenze organizzative della Sanità pubblica veterinaria. La contestazione del
reato o della violazione di legge avvia in effetti un lungo contradditorio tra le parti il cui esito dipende
in larga misura dall'impegno e dalle attenzioni dedicate, dagli organi accertatori, ai singoli episodi.
Spesso, in passato, con l'emissione del verbale di sanzione o con la denuncia all'Autorità Giudiziaria
delle violazioni di legge, si é pensato di aver assolto compiutamente ai propri doveri.
L'esperienza insegna al contrario l'estrema importanza di un costante rapporto tra organi accertatori
ed organi inquirenti.
Ai referenti del PNR è pertanto chiesto di avviare stretti rapporti di collaborazione con gli uffici
amministrativi e con le Procure interessate al problema.
3. Conoscenze approfondite sugli effetti delle sostanze anabolizzanti negli animali da carne
E' nata come l'impiego illecito di promotori di crescita nel settore zootecnico possa indurre evidenti
modificazioni, anche anatomiche, negli animali trattati. Il referente del PNR ed i suoi collaboratori
devono utilizzare queste conoscenze per ottimizzare l'attività di vigilanza presso gli allevamenti ed i
macelli. In allegato 9 sono riportate alcune prove istologiche, indicate dall'Istituto superiore di
sanità, da eseguire negli animali macellati. Attente verifiche post-mortem possono costituire utili
elementi di giudizio ai finì di un'efficace e qualificata attività di controllo.
Il referente del PNR non potrà inoltre dimenticare, nella programmazione degli interventi, di
assicurare un maggior controllo in quelle aziende già segnalate per precedenti positività.

ALLEGATO 9
BUONE PRATICHE DI CAMPIONAMENTO
L'applicazione delle corrette pratiche di campionamento è indispensabile perché tutta la procedura di
controllo successiva sia valida. La prima preoccupazione é quella di evitare che la sostanza da ricercare,
eventualmente presente originariamente nel campione, vada incontro a degradazione e quindi dia luogo
ad un risultato falsamente negativo; la seconda preoccupazione é di evitare che la controparte trovi, nella
procedura di campionamento vizi procedurali che possono comprometterne la validità.
Tale attestazione di prelievo secondo buone pratiche di campionamento avviene attraverso la stesura di
un verbale in cui vengono riportate tutte le indicazioni ritenute utili e di seguito specificate.
1. Matrici
Le matrici da campionare devono essere quelle indicate dal PNR e segnalate in eventuali note di
aggiornamento dal Ministero della Sanità.
Il campionamento di matrici, diverse da quelle indicate, determina la nullità del prelievo ed il non
procedere all'analisi del campione da parte dell'Istituto zooprofilattico sperimentale.
Nel prelievo di matrici da piccoli animali si può procedere al prelievo della matrice specifica da diversi
animali appartenenti alla stessa partita, fino a raggiungere il peso richiesto, dopodiché si esegue una
omogeneizzazione del campione così composto e successivamente si suddivide in aliquote.
2. Dimensioni del campione e numero di aliquote
URINE: 250 ml suddivisi in 4-5 aliquote
SIERO/PLASMA: 10-15 ml suddivisi in 4-5 aliquote
LATTE RICOSTITUITO, BRODE: 250 ml suddivisi in 3-5 aliquote

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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA
PREMISCELE LIQUIDE: 100 ml suddivisi in 3-5 aliquote
MANGIMI: 2,5 kg suddivisi in 3-5 aliquote di 500 g

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FARMACOLOGIA GENERALE OMNIA UNIVERSITATIS FARMACOLOGIA

3. Contenitori e sigilli
Condizione indispensabile per l'accettazione del campione è che le aliquote dello stesso consegnate
al laboratorio siano contenute in contenitori integri, siano identificabili, siano correttamente
sigillate, siano conservate in modo appropriato.
Si sottolinea l'importanza di utilizzare per campione (urine, latte ricostituito, premiscele e mangimi
liquidi, soluzioni clandestine) idonei contenitori di plastica per uso alimentare a doppio tappo (tappo
a pressione interno più tappo a vite esterno), con apposito occhiello tra tappo a vite e corpo del
contenitore in cui far passare il filo su cui viene apposto il sigillo. E' opportuno inserire tali
contenitori in altri contenitori con caratteristiche di inviolabilità od in subordine in buste di cartone
rinforzato e plastificate all'interno, a loro volta sigillate.
Per campioni di siero e plasma é obbligatorio utilizzare provette di vetro siliconato. Per garantire la
completa inviolabilità della provetta, una volta chiusa con il tappo, si suggeriscono le tre seguenti
modalità:
1. Inserire la provetta con tappo in un contenitore di plastica a doppio tappo e sigillare, come
descritto nel paragrafo precedente;
2. In alternativa, fissare il tappo al corpo della provetta nel seguente modo, utilizzando nastro
adesivo su cui sia possibile apporre le opportune firme in modo indelebile: fissare il tappo al
corpo della provetta con due segmenti di nastro adesivo di circa 10 cm che si incrociano
ortogonalmente sull'apice dei tappo e danno luogo a 4 estremità presenti longitudinalmente sul
corpo della provetta, intervallate una ogni 90°. Eseguire con un terzo segmento di nastro adesivo
un anello che copra la circonferenza della provetta in modo che le estremità dell’anello si
sovrappongano per almeno 1 cm. Tale anello deve essere apposto in modo da inglobare a
copertura sotto di sé tutte e 4 le estremità longitudinali dei segmenti di nastro adesivo con cui é
stato fissato il tappo, lasciando fuoriuscire per ognuna delle 4 estremità una coda di nastro di
almeno 1 cm. Apporre la firma del prelevatore in corrispondenza di ognuna delle
sovrapposizioni di nastro adesivo, in modo che la firma stessa risulti sempre sovrapposta su
ognuno dei differenti segmenti: nello specifico:
- A livello di incrocio dei segmenti sul tappo;
- A livello di Sovrapposizione dell'estremità del nastro posto ad anello sulla circonferenza
della provetta;
- In corrispondenza di ogni Sovrapposizione tra nastro ad anello e segmenti longitudinali con
cui é stato fissato il tappo. Inserire le provette in un contenitore inviolabile od in subordine
in busta di cartone rinforzato e plastificata, munita di appositi sigilli.
4. In alternativa utilizzare etichette adesive antistrappo provviste di codice identificativo, disponibili
in commercio, in grado di sigillare il tappo con il corpo della provetta.
I campioni di organi, tessuti edibili e mangimi non liquidi devono essere inseriti in sacchetti di
plastica impermeabili adatti a sopportare temperature di congelamento. Tali sacchetti contenenti il
campione vengono poi sigillati entro contenitori inviolabili, od, in subordine, in buste di cartone
rinforzato e plastificate all'Interno.
Il sigillo in piombo deve recare ben impresso il sigillo dell'AUSL e tutti gli estremi identificativi.
Evitare l'uso di contenitori di plastica rigida (es. barattoli per l'analisi delle urine ad uso umano) che
si fessurano facilmente alle temperature di congelazione e che hanno la chiusura del tappo
esclusivamente a pressione. Evitare inoltre l'utilizzo di sacchetti di plastica su cui apporre
direttamente il sigillo e che contengano più aliquote appartenenti a campioni differenti. Infatti,
grazie alla flessibilità dell'involucro, è possibile manomettere le aliquote senza compromettere
l'integrità dei sigilli. Le buste di cartone sigillate mediante fermagli metallici non garantiscono a
lungo l'integrità dei sigilli che facilmente può staccarsi dal cartone.
I campioni devono essere conservati limitando il più possibile l'esposizione alla luce, in modo da
evitare il rischio che eventuali sostanze fotosensibili da ricercare vadano incontro a degradazione.

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