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Grammathèque 406x260 D16_195x260 D16 20/11/09 16:50 Pagina 1

Cognome: Ribi
Nome: Costanza

Grammathèque Grammathèque
Lidia Parodi

Marina Vallacco
Lidia Parodi
Marina Vallacco

Terza edizione
Strumento indispensabile per lo studio in classe , per l’appr endimento autonomo o come
grammatica di riferimento, Grammathèque terza edizione presenta in modo rigoroso e da un punto Grammatica contrastiva
di vista contrastivo le regole grammaticali, sintattiche e fonetiche della lingua francese.
per italiani
Grammathèque terza edizione propone:

Grammathèque
• 47 unità completamente rior ganizzate in manier a da r eperire facilmente gli ar gomenti. Ogni
argomento è tr attato in modo completo ed esauriente , attr averso una serie di punti c he ne
rendono possibile l’uso a diversi livelli di approfondimento
• una nuova unità sulle regole del francese familiare
• differenze e parallelismi tra lingua francese e lingua italiana.

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Grammathèque exercices Grammathèque + Grammathèque exercices


+ CD audio/ROM + CD audio/ROM
978-88-530-1031-5 978-88-530-1063-6

Questo simbolo identifica i libri di testo realizzati


in formato misto, ovvero cartaceo e digitale

Terza
edizione
ISBN 978-88-530-1030-8
CIDEB
L. RA rz 8-8 IDE

Questo volume, spr ovvisto del talloncino a lato, è da


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considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE GRA TUITO,


ro M ed 30

9 788853 010308
CIDEB
di AT iz -1

fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati:


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Libro € 14,50
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art. 17, c. 2, L. 633/1941). Fuori campo applicazione I.V.A.


. V ÈQ e -8

(D.P.R. 26/10/72, n. 633, art. 2, 3° c., lett. d.)


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Grammathèque
Lidia Parodi
Marina Vallacco

Grammatica contrastiva
per italiani

Terza
edizione

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Redazione: Maréva Bernède, Cristina Spano


Progetto grafico: Nadia Maestri, Carla Devoto
Copertina: Nadia Maestri, Simona Cor niola
Impaginazione: Carla Devoto
Coordinamento grafico: Simona Corniola
Illustrazione di copertina: Anna e Elena Balbusso

Art Direction: Nadia Maestri

Proprietà letteraria riservata


© 2010 CIDEB Editrice, Genova
1a edizione: gennaio 2010
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Stampa: Stamperia Artistica Nazionale – Trofarello, Torino

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Anno: 2010 2011 2012 2013 2014 2015

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PREMESSA

Grammathèque è un testo di g rammatica rivolto agli studenti italiani che desiderano intraprendere
uno studio approfondito delle strutture fondamentali della lingua francese.
Grammathèque può essere utilizzato a complemento di un qualunque corso di lingua o per attività
di sostegno e recupero. Il testo è destinato sia a studenti principianti, che desiderano avere un punto
di riferimento g rammaticale, sia a studenti di livello intermedio o avanzato, che hanno bisogno di
approfondire o rivedere la grammatica francese.
Per favorire l’approccio e la consultazione, la terza edizione di Grammathèque presenta una parte
teorica e una parte pratica, Grammathèque exercices.

Grammathèque
Il testo di teoria, pur mantenendo invariato il contenuto, è statointeramente rivisto e riorganizzato
per poter reperire facilmente gli argomenti. Le unità sono 47, con l’aggiunta di un’unità nuova sulla
grammatica del francese familiare.
Alla fine del volume si trovano:
• alcune pagine di Annexes, in cui vengono trattati argomenti quali i faux amis, gli omofoni, i nomi
con due generi, i suffissi, i prefissi;
• un dizionarietto del francese familiare , arricchito di nuove rubriche (le parole del francese
parlato, le sigle, le parole abbreviate, le espressioni idiomatiche);
• le tavole di coniugazione dei principali verbi modello;
• un indice analitico dettagliato che permette di reperire agevolmente i punti grammaticali trattati.

Per permettere uno studio autonomo, gli argomenti sono trattati in lingua italiana. Inoltre, grazie alla
chiarezza dell’esposizione, al costante confronto con la lingua italiana e ai numerosi esempi con la
relativa traduzione, questa grammatica consente un apprendimento potenziato e consolidato. Un
efficace sistema di rimandi permette di correlare gli argomenti dando una visione più completa della
lingua.
L’apprendimento non viene, quindi, inteso come un automatismo ma come il frutto di un processo
di interiorizzazione.
La successione degli argomenti segue una progressione linguistico-pedagogica che va dai più semplici
elementi costitutivi della frase (l’articolo, il nome, l’aggettivo…) alla sintassi e all’analisi del periodo.
Ogni unità può essere utilizzata in maniera flessibile, a seconda delle esigenze.

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Cognome: Ribi
Nome: Costanza

Grammathèque exercices
Grammathèque è corredato da un eserciziario, che sviluppa l’aspetto pratico dell’apprendimento
della lingua. Grammathèque exercices segue in modo rigoroso e graduale la progressione della parte
teorica.
Infatti, l’eserciziario mira all’acquisizione, al consolidamento e al potenziamento delle conoscenze
linguistiche.
L’ampio apparato di esercizi (trasformazione, completamento, traduzione, ecc.) di tipo strutturale
e comunicativo consente di svolgere le attività anche a diversi stadi di apprendimento.
Per sottolineare la versatilità della lingua, numerose attività traggono spunto da materiale autentico
(articoli, estratti di quotidiani e di riviste francesi).
Infine la nuova edizione si arricchisce di una nuovissima sezione, realizzata in collaborazione con la
casa editrice Garzanti, dedicata all’uso del dizionario bilingue nella traduzione.
Un fascicolo contenente le soluzioni degli esercizi è disponibile separatamente.

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INDICE

1 La fonetica 7 Il plurale
I. L’alfabeto 9 I. Regola generale 51
II. L’alfabeto fonetico internazionale II. Eccezioni 51
(A. P. I.) 10 III. Particolarità 53
III. Le regole di fonetica 11 IV. Plurale di categorie particolari 54

2 La divisione in sillabe, 8 Gli aggettivi invariabili


l’accento, i segni ortografici I. Gli aggettivi composti 62
e la punteggiatura
II. Demi-, semi-, mi- e nu- 62
I. La divisione in sillabe 20
III. Gli aggettivi con valore avverbiale 63
II. L’accento 22
IV. Gli aggettivi di colore 63
III. I segni ortografici 24
V. Altri elementi grammaticali 64
IV. La punteggiatura 27
VI. Gli aggettivi sempre invariabili 64
3 Gli articoli
I. L’articolo determinativo 28
9 I possessivi
I. Gli aggettivi possessivi 65
II. Le preposizioni articolate 31
II. I pronomi possessivi 66
III. L’articolo indeterminativo 32
IV. L’articolo partitivo 33 10 I dimostrativi
I. Gli aggettivi dimostrativi 68
4 La forma negativa
II. I pronomi dimostrativi 69
I. Ne… pas 36
III. I pronomi dimostrativi neutri 72
II. Altre forme negative 37
III. La negazione apparente 37 11 Ce/Il + être
IV. Usi di non e pas 37 I. Uso di ce + être 74
II. Uso di il + être 77
5 La forma interrogativa
I. Le diverse forme interrogative 39 12 I pronomi personali
II. La forma interrogativa con I. I pronomi personali soggetto 78
gli avverbi interrogativi 40
II. I pronomi personali riflessivi 79
III. La forma interrogativa-negativa 41
III. I pronomi personali complemento
oggetto 80
6 Il femminile
IV. I pronomi personali complemento
I. Il femminile dei nomi 42
di termine 83
II. Il femminile delle professioni 46
V. I pronomi personali tonici 84
III. Il femminile degli aggettivi 47
VI. En e y 86
VII. I pronomi personali doppi 88

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Indice

13 Gli aggettivi numerali 20 Gli ausiliari


I. Particolarità 92 I. L’ausiliare avoir 133
II. I numeri e la matematica 95 II. L’ausiliare être 134
III. L’espressione della data 96 III. Osservazioni 135
IV. L’espressione dell’ora 98 IV. Être o avoir? 135
V. L’espressione dei pesi e delle misure 99 V. I semi-ausiliari 136
VI. I verbi être e avoir 137
14 Il comparativo
I. Il comparativo di qualità 100 21 L’indicativo presente
II. Il comparativo di quantità 101 I. I verbi in -er (Io gruppo) 138
III. Il comparativo di azione 101 II. I verbi in -ir (IIo gruppo) 141
IV. Altre costruzioni comparative 102 III. I verbi in -ir, -oir, -re (III gruppo) 141
o

V. Osservazioni 1 02 IV. I verbi con una coniugazione


VI. Forme particolari di comparativo 103 particolare 148
V. Uso dell’indicativo presente 149
15 Il superlativo
I. Il superlativo assoluto 105 22 L’imperativo
II. Il superlativo relativo 105 I. Formazione 150
II. L’imperativo negativo 151
16 I pronomi relativi III. La posizione dei pronomi personali
I. I pronomi relativi semplici 107 complemento 151
II. I pronomi relativi composti 109
23 Il participio passato
17 Gli interrogativi I. Formazione 152
I. Gli aggettivi interrogativi 110 II. Uso 154
II. I pronomi interrogativi 111 III. L’accordo 154

18 Gli indefiniti 24 Il passato prossimo


I. Gli aggettivi indefiniti 116 I. Formazione 158
II. I pronomi indefiniti 123 II. Osservazioni 159
III. Uso 160
19 Il paradigma dei verbi
I. I tre gruppi verbali 129 25 L’imperfetto
II. I tempi 129 I. L’imperfetto 161
III. Modello dei verbi del Io gruppo 130 II. Il trapassato prossimo 163
IV. Modello dei verbi del IIo gruppo 131
V. Desinenze dei verbi francesi 132
26 Il passato remoto
I. Formazione 164
II. Uso 167
III. Le forme composte 167

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Indice

27 Il futuro 34 La forma passiva


I. Il futuro semplice 168 I. Generalità 195
II. Il futuro anteriore 170 II. Formazione 195
III. Il complemento d’agente 196
28 Il condizionale
I. Formazione 171 35 I verbi pronominali
II. Uso 172 I. Generalità 198
III. Il condizionale passato 173 II. I verbi pronominali riflessivi 199
III. I verbi pronominali non riflessivi 200
29 Il participio presente, il gérondif IV. L’accordo del participio passato 200
e l’aggettivo verbale
V. Verbi pronominali in italiano
I. Il participio presente 174 e in francese 201
II. Il gérondif 175
III. L’aggettivo verbale 177 36 L’uso dei modi e dei tempi
I. L’indicativo in francese al posto del
30 Il congiuntivo congiuntivo in italiano 202
I. Il congiuntivo presente 179 II. L’indicativo presente in francese
II. Il congiuntivo imperfetto 181 al posto del futuro in italiano 205
III. Il congiuntivo passato 181 III. Il condizionale in francese
IV. Il congiuntivo trapassato 182 al posto del congiuntivo in italiano 205
V. Concordanza dei tempi 182 IV. Il condizionale presente in francese
al posto del condizionale passato
VI. Uso del congiuntivo 183
in italiano 206
V. Il congiuntivo presente in francese
31 Il ne explétif al posto del congiuntivo imperfetto
I. Uso dopo un verbo 188 in italiano 206
II. Uso dopo alcune locuzioni 189
III. Uso nelle proposizioni comparative 189 37 L’esclamazione
I. Con l’intonazione 207
32 L’infinito II. Con l’aggettivo quel 207
I. I tempi 190 II. Con avverbi esclamativi 207
II. La forma negativa 190
III. Posizione nella frase 190 38 L’avverbio
IV. I diversi valori 191 I. Uso 209
V. Traduzione dell’infinito italiano 192 II. Avverbi e locuzioni avverbiali 209

33 I gallicismi 39 Le preposizioni
I. Il passé récent 193 I. Generalità 217
II. Il présent continu 193 II. Principali locuzioni prepositive 228
III. Il futur proche 194 III. Espressioni contenenti preposizioni
IV. Tabella riassuntiva 194 in francese o in italiano 229

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Indice

40 La condizione e l’ipotesi 44 La concessione e l’opposizione


I. Con l’indicativo 231 I. Proposizioni 242
II. Con il congiuntivo 232 II. Traduzione di “per quanto” 244
III. Con il condizionale 232
IV. Con l’infinito 233 45 Le espressioni di tempo
V. Con il gérondif 233 I. Preposizioni e locuzioni prepositive 246
VI. Con le preposizioni/locuzioni II. Avverbi e locuzioni avverbiali 247
+ sostantivo 233 III. Le congiunzioni di subordinazione 248

41 La causa 46 Il discorso indiretto


I. Generalità 234 I. I tre tipi di frasi 250
II. Preposizioni e locuzioni prepositive 234 II. Passaggio dal discorso diretto
III. Locuzione avverbiale 235 al discorso indiretto 251
IV. Congiunzioni 2 35
47 La grammatica
del francese parlato
42 La conseguenza
I. Modifiche ortografiche e fonetiche 257
I. Locuzioni di subordinazione 237
II. Caratteristiche grammaticali 257
II. Congiunzioni di subordinazione 237
III. Altri modi per esprimere
la conseguenza 238

43 Lo scopo Annexes 259


I. Preposizioni o locuzioni prepositive 239
Petit dictionnaire du français parlé 268
II. Congiunzioni di subordinazione 240
III. Infinito 241 Verbi 274
IV. Proposizioni con il congiuntivo 241 Indice analitico 310

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UNITÀ
La fonetica

I. L’alfabeto
L’alfabeto francese ha 26 lettere.
A, a B, b C, c D, d E, e F, f G, g H, h I, i
[a] [be] [se] [de] [ə] [εf] [e] [aʃ] [i]
J, j K, k L, l M, m N, n O, o P, p Q, q R, r
[i] [kɑ] [εl] [εm] [εn] [o] [pe] [ky] [εr]
S, s T, t U, u V, v W, w X, x Y, y Z, z
[εs] [te] [y] [ve] [dubləve] [iks] [irεk] [zεd]

Le lettere dell’alfabeto francese sono di genere maschile. Conoscere l’alfabeto permette di chiarire come si
scrive una parola in caso di dubbio. Compitare una parola (cioè farne lo “spelling”) si dice épeler. Per
chiedere come si compita una parola si dice:
Vous pouvez épeler, s’il vous plaît ? / Tu peux épeler, s’il te plaît ?

F Saper compitare una parola è molto utile, soprattutto al telefono.


I In questi casi in francese si fa riferimento ad una lista di nomi propri, così come in italiano si fa di
solito ricorso a nomi di città (A come Ancona, ecc.).

Ecco i nomi propri convenzionalmente usati in francese.


A comme Anatole N comme Nicolas
B " Berthe O " Oscar
C " Célestin P " Pierre
D " Désiré Q " Quimper (città)
E " Eugène R " Raoul
E " Émile S " Suzanne
F " François T " Thérèse
G " Gaston U " Ursule
H " Henri V " Victor
I " Irma W " William
J " Joseph X " Xavier
K " Kléber Y " Yvonne
L " Louis Z " Zoé
M " Marcel

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La fonetica

II. L’alfabeto fonetico internazionale (A.P.I.)

Vocali Consonanti
Simbolo A.P.I. Esempio Trascrizione Simbolo A.P.I. Esempio Trascrizione
[a] banane [banan] [b] baguette [baεt]
[ɑ] pâte [pɑt] [d] deux [dø]
[e] cité [site] [f] famille [famij]
[ε] père [pεr] [] grand [rã]
[ə] de [də] [l] lit [li]
[i] pari, cycle [pari] [sikl] [m] mer [mεr]
[o] rose [roz] [n] numéro [nymero]
[ɔ] note [nɔt] [p] port [pɔr]
[ø] peu [pø] [k] qualité [kalite]
[
] fleur [fl
r] [r] radio [radjo]
[u] tout [tu] [s] sac [sak]
[y] tu [ty] [t] trop [tro]
[ɑ̃] enfant [ɑ̃fɑ̃] [v] verre [vεr]
[ε̃] fin [fε̃] [z] zéro [zero]
[ɔ̃] maison [mεzɔ̃] [ʃ] chat [ʃa]


] un [˜

] [] jardin [ardε̃]
[ ] ligne [li ]
[ŋ] parking [parkiŋ ]

Semivocali
[j] yeux [jø]
[w] oui [wi]
[y] huile [yil]

N.B. I simboli fonetici internazionali che indicano la pronuncia vengono convenzionalmente ripor tati tra
parentesi quadra ([ ]).

F In francese le parole si scrivono in modo diverso da come si pronunciano. A un suono possono,


I cioè, corrispondere diverse g rafie. Questo rappresenta una delle principali difficoltà
nell’apprendimento della lingua. Esistono, tuttavia, regole di fonetica che permettono di acquisire
una pronuncia perfetta.

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La fonetica

III. Le regole di fonetica


Con il termine regole di fonetica si indicano tutti i casi in cui a uno stesso segno g rafico (cioè una o più
lettere scritte) corrisponde sempre una stessa pronuncia: ad esempio, oi si pronuncia [wa].

A Le vocali
1 Le vocali

Grafia Simbolo A.P.I. Esempio


a [ɑ] – lunga 1: vase, pâte
[a] – breve 1: ami, bar, mal, patte, va
e [-] – non pronunciata in finale di
• parola: Italie, madame, rue, Sophie
• sillaba all’interno di parola: complètement, boulevard,
samedi, petit 2
[ə] – muta
• in finale di sillaba 3: degré, entreprise, mercredi
• nei monosillabi ce, de, le, je, me, ne se, te
[ε] – aperta
• all’interno della sillaba se seguita da due consonanti o x:
excès, mettre, nouvelle
• in finale di sillaba, con accento grave (`) o circonflesso (^):
mère, rêve, tête
[e] – chiusa
• in finale di sillaba o di parola, con accento acuto (’): liberté,
égalité, poésie
• all’interno della sillaba des 4: descendre, dessin, dessert
• di solito nei monosillabi ces, des, les, mes, ses, tes 5
i, y [i] ami, Paris, rôti, vite, abîme, cycle, stylo
o [o] – chiusa: pot, côte, môme, photo, hôtel 6
[ɔ] – aperta: fort, port, poste, or, photo
u [y] mur, surtout, tu, sûr

1 Sono dette anche a posteriore [ɑ] e a anteriore [a].


2 In alcune parole, come petit [p(ə)ti], la pronuncia della e è facoltativa.
3 La e si pronuncia di solito [ə]:
– quando c’è una serie di consonanti difficilmente pronunciabili: appartement [apartəm ɑ̃];
– davanti a l, m, n, r seguite dalla semiconsonante [j]: atelier [atəlje].
4 È il caso di des + consonante, tranne dessus [d(ə)sy] e dessous [d(ə)su].
5 Alcuni linguisti danno la pronuncia di questi monosillabi aperta.
6 In alcune parole, come hôtel, la o può essere chiusa o aperta.

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La fonetica

2 I gruppi di vocali

Grafia Simbolo A.P.I. Esempio


ai [e] chiusa: laisser
[ε] aperta: faire 7
au, eau [o] chiusa: eau, beau, cause
[ɔ] aperta: augmenter
ei [e] chiusa: renseigner
[ε] aperta: reine, treize
eu 8, œu [ø] chiusa: eux, chanteuse, peu, vendeuse, vœu
[
] aperta (prima di f, l, n, r, v): heure, jeune, neuf, seul, veuve
ou [u] tout, mou, fou, debout
oi [wa] moi, toi, trottoir Eccezione: oignon [ɔ ɔ̃]
ui [ɥi] cuire, lui, puis
ay 9 [ei] pays, paysage
[ej] payer
[εi] payant Eccezioni: Bayonne [bajɔn], Cayenne [kajεn]
ey 9 [ej] Asseyez-vous ! Eccezione: Audrey 10 [odre]
oy [wa] voyage 9
uy [ɥij] appuyer Eccezione: puy 11 [pɥi]

3 Le vocali nasali
Si chiamano vocali nasali le vocali o i g ruppi di vocali che, seguiti dalla consonante m o n,
costituiscono con questa una sola sillaba 12.
Grafia Simbolo A.P.I. Esempio
am, an, [ɑ̃] ambassade, enfant
em, en emploi, vent
aen, aon Caen, paon
Eccezioni: finali in [εn] e [ε̃]
abdomen [abdɔmεn] européen [ørɔpeε˜]
cyclamen [siklamεn] examen [εzamε̃]
dolmen [dɔlmεn] lycéen [liseε̃]
gluten [lytεn] méditerranéen [meditεraneε˜]
spécimen [spesimεn] moyen [mwajε̃]

7 Nella coniugazione di faire, ai si pronuncia [ə] quando è seguito da s: nous faisons [fəzɔ̃] (indicativo presente),
nous faisions (indicativo imperfetto) e faisant [fəzɑ̃] (participio presente).
8 Nelle forme della coniugazione del verbo avoir, eu si legge sempre [y] perché la e è muta: j’eus, j’ai eu…
9 La y si pronuncia come se fosse costituita da due i.
10 Si pronuncia anche [e] nelle parole straniere: hockey, volley, Mickey (Topolino), Walt Disney…
11 Vengono chiamate puy le vette del Massif central.
12 Come in italiano, la p e la b sono di solito precedute dalla m. Eccezione: bonbon.

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La fonetica

Grafia Simbolo A.P.I. Esempio


im, in [ε̃] important, fin
ym, yn thym, syndicat
aim, ain faim, pain
eim, ein Reims [r˜εs], plein
om, on [ɔ̃] tomber, coton
um, un [˜

] parfum, chacun
Eccezioni: aquarium, maximum, minimum, planétarium,
podium, rhum… 13
oin [wε̃] loin, moins
yen, ien 14 [jε̃] citoyen, doyen, libyen, moyen
bien, italien, je viens, je viendrai, je tiens

Non c’è suono nasale quando:


• la m o la n sono seguite da e muta o da vocale.
fin/fine [fin] moine [mwan] prune [pryn] Rome [rɔm] abîme [abim]
panorama [panɔrama] fini [fini] menu [məny] casino [kazino]
• quando la m e la n sono doppie e seguite da e muta o da una vocale.
pomme [pɔm] paysanne [peizan] Vienne [vjεn]
Eccezioni: ennui [ɑ̃nyi], s’ennuyer [sɑ̃nyije], emmener [ɑ̃m(e)ne], emmagasiner [ɑ̃maazine]

At tenzione! Alcune parole hanno una pronuncia irregolare.


femme [fam] solennel [sɔlanεl] e i suoi derivati

B Le consonanti
1 Le consonanti, i gruppi di consonanti e i gruppi di consonanti + vocali
In francese le consonanti doppie vengono pronunciate come consonanti semplici. Le consonanti
che non sono elencate si pronunciano come in italiano.
Grafia Simbolo A.P.I. Esempio
c + a, o, u [k] calme, côte, curiosité
Eccezione: second [s(ə)ɔ̃] e derivati: seconde [s(ə)ɔ̃d]
au, ai, cause, caisse
oi, ou coin, cousin
ue, ui évacuer, biscuit

13 um in finale si pronuncia [ɔm] in alcune parole, generalmente uguali al latino.


14 ien si pronuncia [jε̃] in finale di parola e nelle voci dei verbi venir e tenir.

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Grafia Simbolo A.P.I. Esempio


c + e, i, y [s] mince, ici, cycle
ea, ei, eu pinceau, ceinture, ceux
ia, ie social, acier
ç + a, o, u [s] amorçage, leçon, reçu
cc + a, o, u [k] saccager, raccord, occuper
ou raccourcir
cc + e, i [ks] accès, occident
ch, sch [ʃ] chercher, psychique, chat, goulasch
tch [tʃ] tchador, tchèque
ch 15 [k] chaos [kao], Munich, Michel-Ange 16, munichois,
orchestre, orchidée, psychiatre, psychologie,
Zurich, zurichois
ch + consonante [k] Christ [krist] , Jésus-Christ [ezykri], technique
Eccezione: fuchsia [fyʃja]
g + a, o, u [] garage, gorge, Gustave
ai, au portugais, gauche
oi, ou angoisse, gourmand, langouste
ue, ui bague, langue, déguisement
g + e, i, y [] sage, girafe, gymnastique
ea, eo, éo, eu décourageant, nous mangeons, géographie,
largeur
ie allergie
iai, eai, eoi stagiaire, je mangeais, bourgeois
gg + l, r [] agglomération, aggravation
gg + e [] suggérer
gu + vocale [] langue, guitare, guerre, ambiguë
[yi] aiguille, linguistique, ambiguïté, contiguïté
h muta héroïne, héroïque, histoire, homme, hôtel
h aspirata 17 hache, hardi, havre, haie, harem, henné, haine,
hareng, héros 18, haïr, haricot, hêtre, hall, hasard,
Hollande, hamac, haschich, hollandais(e),
hameau, haut, homard, handicap, hauteur, honte
h tra due vocali: le vocali cahier [kaje], chahut [ʃay]
si leggono separatamente

15 Le parole con questo suono di solito derivano dal greco.


16 Di solito, però, Michel si pronuncia [miʃεl].
17 Contrariamente a quanto accade in altre lingue, in francese la h non si pronuncia mai. Le definizioni di h muta e
h aspirata servono a differenziare una h che si comporta come una vocale (= h muta, es. l’homme, l’histoire)
dall’altra h che si comporta come una consonante (= h aspirata, es. le haricot). Con la h aspirata non si può né
apostrofare l’articolo, né fare la liaison. Generalmente, nella trascrizione fonetica sul dizionario, la h aspirata viene
indicata con un segno simile a un apostrofo o a un asterisco p. 267 .
18 I derivati di héros hanno la h muta (héroïne, héroïque, ecc.).

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Grafia Simbolo A.P.I. Esempio


j [] je, jardin
k [k] kilo
ll preceduta da i [ij] (suono “mouillé”) fille, Vintimille, Camille, camomille
[il] ville, tranquille, mille, million, millier, milliard
l, ll preceduta da – ai [aj] travail, travailler
– ei [εj] pareil, ensoleillé
– eui, uei [
j] seuil, feuille, accueil, accueillir
– oui [uj] fenouil, rouille, brouillon, grenouille
ill + é, e, o, i, u all’inizio [il] illégal, illettré, illogique, illimité, illusion
di una parola
p è talvolta muta se baptême, baptistère, les fonts baptismaux,
seguita da t sept, compte, dompter, sculpture
Eccezioni: septembre [sεptɑ̃br] , septennat,
aseptiseur, présomption
ph [f] photo
qu + vocale [k] qui, que, quatre, quelqu’un, queue
[kw] équation, équateur, aquarelle, quadrupède,
quadrimestre Eccezione: le Quirinal [kyirinal]
qu + oi [kwɑ] quoi, pourquoi
s
– all’inizio di una parola [s] soir
– all’interno di
una parola + consonante tourisme, esprit, Israël
– quando è doppia russe
– davanti a b e v sbire, svelte
– tra due vocali [z] ruse, rose, case
sc + e, i [s] scène, disciple
ie science
Eccezione: fascisme [faʃism] o [fasism]
sc + a, o, u [sk] escale, scolaire, sculpteur
ou scout
th [t] bibliothèque
ti + vocale [sj] émotion, spatiale
[si] démocratie, calvitie, bureaucratie
[tje] amitié, pitié
[ti] amnistie, garantie
w 19 [w] walkman [wɔlkman], wallon(ne), western, kiwi
Eccezioni: wagon [vaɔ̃], W.-C. [vese]

19 Si tratta soprattutto di parole di origine anglosassone.

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Grafia Simbolo A.P.I. Esempio


x [z] dixième, sixième p. 91
– fra e e a, e, i, o, u [z] exagérer, exercice, exiger, exonérer, exulter
– fra a e a, e, i, o [ks] taxation, axe, taxi, klaxon
– fra o e a, e, i paradoxal, boxe, toxique
– fra u e a, e, i luxation, luxe, auxiliaire
x + consonante [ks] prétexte
z [z] quinze, zéro

2 Le consonanti finali e i gruppi finali di consonanti e vocali


• Consonanti che non si pronunciano in finale di parola
In linea di massima le consonanti d, p, s, t (che ritroviamo nella parola deposito), g, x e z, in finale
di parola non si pronunciano.
grand [rɑ̃] trop [tro] près [prε] tout [tu] bourg 20 [bur]
beaux [bo] nez [ne]
Di solito la c e la g sono mute in finale di parola dopo una nasale.
long [lɔ̃] sang [sɑ̃] banc [bɑ̃] blanc [blɑ̃]

Eccezioni
d si pronuncia nelle parole David, Madrid, sud
N.B. Quando si fa la liaison la d si pronuncia [t].
un grandami [
˜rɑ̃tami] p. 18, C, 1 .
g si pronuncia
– nelle parole di origine straniere ping-pong [piŋpɔ̃]
– quando è preceduta da una vocale airbag, goulag, (san)tiag 21, touareg
– quando la parola è abbreviata mag(azine), (san)tiag
p si pronuncia nelle parole cap, handicap, stop
s si pronuncia
– nelle parole autobus, albatros, bus, express, hélas, maïs,
mars, oasis, ours, sens, tennis, tous (pronome)
At tenzione! fils [fis] = figlio / figli
Ma: fils [fil] = fili
– in alcune parole di origine angélus, humus, prospectus, cosinus,
latina che terminano in -us lapsus, terminus, eucalyptus, plus (a volte),
virus
– in alcuni nomi propri Calvados, Damas, Marius, Clovis, Fréjus,
Tunis
N.B. Quando si fa la liaison la s si pronuncia [z].
lesamis [lezami] p. 18, C, 1 .

20 La g è muta in bourg e tutti i suoi derivati: Strasbourg, Luxembourg, Fribourg, Saint-Pétersbourg…


21 La parola santiag, in italiano camperos, è spesso abbreviata in tiag.

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t si pronuncia
– nelle parole correct, direct, tact, exact, contact, transit,
déficit, huit, granit, Est (punto card.), Ouest,
net, sept, brut
– in alcuni nomi propri Brest, Proust, Bucarest, Faust
At tenzione! Christ [krist]
Ma: Jésus-Christ [ezykri]
– facoltativamente in but, août, en fait, au fait 22
x si pronuncia
– [s] nelle parole dix, six
– [ks] • nelle parole larynx, onyx, pharynx, sphinx
• in alcuni nomi propri Aix, Félix, Alix, Obélix
N.B. Quando si fa la liaison la x si pronuncia [z].
dixans [dizɑ̃].
z si pronuncia [z] nelle parole gaz, Suez Ma: Metz [mεs]

• Consonanti che si pronunciano in finale di parola


Le consonanti finali f, c, l, r (che ritroviamo nella parola focolare) si pronunciano abitualmente in
finale di parola.
chef [ʃεf] lac [lak] ciel [sjεl] pour [pur]

Eccezioni
c è muta
– se preceduta da n banc, blanc, flanc, franc, il vainc, tronc
(cioè dopo una nasale) Ma: zinc [zε̃]
– nelle parole escroc, estomac, porc, tabac
f è muta nelle parole bœufs (al plurale), cerf, chef-d’œuvre, nerf,
œufs (al plurale)
N.B. Quando si fa la liaison con le parole ans,
heures, e hommes la f si pronuncia [v].
neufans [n
vɑ̃], neufheures [n
v
r].
l è muta
– nelle parole fusil, gentil, outil, persil, sourcil
– nei gruppi finali auld, ault La Rochefoucauld, Perrault, Renault
r er si pronuncia [e] nelle parole chanter (finale dei verbi in -er), dernier, grenier,
parler, pommier
[εr] nelle parole amer, cher, divers, envers, fer, fier, hier, hiver,
mer, super, tiers, (à) travers, univers, ver, vers

22 La t si pronuncia nella parola fait solo nella lingua familiare.

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La fonetica

• Altre finali
b è muta nelle parole plomb, aplomb
ed – si pronuncia [e] nella parola pied.
– si pronuncia [εd] nelle parole bled, Alfred.
ent – ha suono nasale [ɑ̃] in finale di sostantivo, aggettivo o avverbio: agent, lent, lentement
– è muta nelle desinenze verbali: ils parlent, ils parlaient, qu’ils parlent
es è muta tranne che nei monosillabi in cui si pronuncia [e]: ces, des, les, mes, ses, tes
et si pronuncia [ε] in finale di sostantivo o aggettivo: guichet, grassouillet
ez si pronuncia [e] nelle desinenze verbali: vous parlez, que vous parliez

C Il legamento
Fare il legamento ( la liaison) significa pronunciare la consonante finale di una parola insieme alla
vocale o la h muta della parola seguente. Si ricorda, invece, che detta consonante è muta se la parola
viene pronunciata da sola.
nous [nu] → nousavons [nuzavɔ̃] ils [il] → ilsont [ilzɔ̃]
petit [p(ə)ti] → petithomme [p(ə)titɔm] ces [se] → cesenfants [sezɑ̃fɑ̃]
Quando ci sono più consonanti in finale di parola la liaison si fa con l’ultima consonante.
centans [sɑ̃tɑ̃] quatre-vingtsans [katrəvε˜zɑ̃] de tempsen temps [d(ə)tɑ̃zɑ̃tɑ̃]

1 Come si fa la liaison?
Quando si fa la liaison la consonante finale si pronuncia:
• [z] se la parola termina in s o x.
les [le] → lesamis [lezami] deux [dø] → deuxans [døzɑ̃]
des [de] → desheures [dez
r] mes [me] → mesenfants [mezɑ̃fɑ̃]
• [t] se la parola termina in d.
grand [rɑ̃] → grandamour [rɑ̃tamur]
quand [kɑ̃] → quandil mange [kɑ̃tilmɑ̃]
• [εr] anziché [e] se la parola termina in er 23.
premieramour [prəmjεramur] dernierétage [dεrnjεreta]
• Se la parola termina con una nasale la m o la n si pronunciano.
bon [bɔ̃] bonargument [bɔnarymɑ̃]

2 Liaison obbligatoria
La liaison si fa sempre:
• tra un determinante (ar ticolo determinativo, indeterminativo, aggettivo dimostrativo, numerale,
indefinito, possessivo, ecc.) e un nome o tra un aggettivo e un nome.
lesenfants ces bonsamis de vieuxordinateurs

23 Vengono spesso pronunciati come il loro equivalente femminile.

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La fonetica

• tra un pronome personale o on e il verbo, nonché tra un pronome personale o on e en, y.


Nousétudions. Onarrive. Vousen voulez. Ony va.
• tra il verbo e i pronomi on, en, y o i pronomi personali il, elle, ils, elles.
Dit-on. Prends-en ! Vas-y ! Disent-ils.
• tra c’est e una preposizione, un aggettivo, un articolo indeterminativo o un pronome tonico.
C’estavec moi. C’estintéressant. C’estun chat. Ce sonteux.
• tra un avverbio e il termine cui si riferisce.
Il est trèsénervé.
• tra le preposizioni avant, devant, pendant, dans, dès, sans, chez, sous e il termine cui si
riferiscono.
chezelle sousune chaise

3 Liaison facoltativa
La liaison è facoltativa, ma si fa molto spesso:
• dopo quand e dont.
Quandil vient… Le film dontil parle.
• tra il verbo e il nome o l’aggettivo che lo segue.
Il estarchitecte. Elle estheureuse.
• tra l’ausiliare alla 3a persona e il participio passato.
Il estallé à Paris. Elle avaitappelé.
• con pas, plus, jamais seguiti da vocale.
Il n’est pasencore arrivé. Il n’habite plusici. Ils n’ont jamaisécrit.

4 Liaison scorretta
La liaison non si può fare:
• dopo la -s finale di un nome al plurale seguito da un verbo.
Nos amis ont téléphoné. Ces enfants aiment le chocolat.
• davanti ai nomi che iniziano per h aspirata.
des héros
• con la congiunzione et e nelle parole citate come tali.
Paul et Isabelle Vingt et un Dans « attendre », il faut mettre deux « t ».
• dopo la consonante finale di un nome al singolare, quando essa non si pronuncia nel nome isolato.
un temps agréable
• dopo la s interna del plurale dei nomi composti.
des vers à soie
• davanti a taluni aggettivi numerali: un, huit, huitième, onze, onzième.
Nous sommes onze.
• dopo la 2 a persona singolare dell’indicativo presente e del cong iuntivo presente, quando il
verbo termina in -es.
Tu restes en classe.

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UNITÀ
La divisione in sillabe, l’accento, i segni
ortografici e la punteggiatura

I. La divisione in sillabe
A Regole generali
La divisione in sillabe avviene generalmente come in italiano.
• Quando c’è una sola consonante tra due vocali la parola si divide prima della consonante.
cli - mat cli - ma

• Quando c’è una doppia consonante la prima appartiene alla sillaba precedente, la seconda a quella
seguente.
of - fre of - fer - ta
mes - sa - ge mes - sag - gio
som - me som - ma

• Lo stesso accade se le due consonanti sono diverse.


fer - me fer - mo (col significato di saldo, compatto)
tor - ve tor - vo

At tenzione! Quando la e è seguita da una doppia consonante non può essere


accentata poiché non si trova in finale di sillaba, anche se si pronuncia [e] o [ε].
bel - le [bεl] mouet - te [mwεt]

B Particolarità
1 I gruppi di consonanti inseparabili
I seguenti gruppi di consonanti sono inseparabili.
ch péché pé - ché
chercher cher - cher
technique tech - ni - que
gn régner ré - gner
Ma: diagnostic diag - nos - tic
stagnation stag - na - tion
ph philosophe phi - lo - so - phe
th mathématiques ma - thé - ma - ti - ques

Due consonanti sono, inoltre, inseparabili se la prima non è r o l e la seconda è r o l.


pou - tre ci - ble ai - gle trou - ble Ma: par - ler
N.B. I seguenti gruppi di consonanti sono, pertanto, inseparabili: bl, br, cl, cr, dr, fl, fr, gl, gr, pl,
pr, tr, vr.

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La divisione in sillabe, l’accento, i segni ortografici e la punteggiatura

2 Le consonanti consecutive
Quando vi sono tre consonanti consecutive, si divide tra la seconda e la terza, purché non ci siano
due consonanti inseparabili.
comp - ter domp - teur Ma: cher - cher

At tenzione! Se la terza consonante è una r o una l si divide tra la prima e la seconda.


ar - bre con - trat exem - ple com - plet

Quando ci sono tre consonanti, di cui due uguali, la sillaba si divide tra le doppie.
at - tri - buer af - fron - ter
Quando ci sono quattro consonanti si divide dopo la seconda purché non ci siano due consonanti
inseparabili.
ins - truc - tion Ma: ar - thro - se

3 La s impura, la x e ct
In francese la s impura, cioè la s seguita da una consonante, appar tiene sempre alla sillaba che
precede, mentre in italiano appartiene alla sillaba che segue.
pis - tou pe - sto res - tau - rant ri - sto - ran - te
La x appartiene sempre alla sillaba che precede. Se si trova tra due vocali non può essere separata
da queste.
tex - te exa - men
La c seguita da t appartiene alla sillaba precedente.
di - rec - teur rec - tan - gu - laire

At tenzione! Quando la e è seguita da una s impura, da una x o da ct non può essere


accentata poiché non si trova in finale di sillaba, anche se si pronuncia [e] o [ε] 1.
mes - se des - sin des - cen - dre
exercice bes - tio - le di - rec - tion

4 I gruppi di vocali
Così come accade per la x, non si può dividere una parola né prima né dopo la y se questa è
preceduta e seguita da vocali.
royau - me pay - sa - ge
I gruppi di vocali restano a far parte di un’unica sillaba.
beau - coup oc - ca - sion théâ - tre (nonostante l’accento acuto)

1 Tuttavia, la e si pronuncia [ø] se fa parte del prefisso re- (che diventa res- davanti a una parola che comincia pers):
ressource, se ressaisir, ressac…

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La divisione in sillabe, l’accento, i segni ortografici e la punteggiatura

II. L’accento
A L’accento tonico
In francese l’accento tonico cade solitamente sull’ ultima sillaba. Nelle parole che terminano con una
finale muta (e, es, ent) l’accento tonico cade sulla penultima sillaba o, comunque, sulla vocale che
precede la finale muta.

Ultima sillaba accentata Penultima sillaba accentata (finale muta)


panorama photo Rome tu étudies ils parlent
climat absolu Londres il étudie ils parlaient
oubli parler vue ils étudiaient mère
Paris pied il parle
dépôt guichet

F Da quanto detto sopra si deduce che in francese, a differenza dell’italiano, le vocali


I a, i, o e u in finale di parola si pronunciano accentate senza che ci sia l’accento grafico.
papa in italiano papà menu in italiano menù
casino in italiano casinò lundi in italiano lunedì
Tali accenti, infatti, sarebbero superflui.
Si trovano, però, accenti in finale di parola sulla e e, raramente, sulla a e sulla u.
curé parlé déjà là crû dû

B L’accento grafico
In francese esistono tre tipi di accento.
l’accento acuto [´] suono chiuso sulla e parlé [e]
l’accento grave [`] suono aperto sulla e père [ε]
l’accento circonflesso [ˆ] suono aperto sulla e fête [ε]
[ˆ] suono chiuso sulla o côte [o] diverso da cote [ɔ]

Gli accenti cambiano la pronuncia della e e della o, mentre sulle altre vocali essi aiutano semplicemente
a distinguere una parola da un’altra, oppure non hanno nessuna influenza sulla pronuncia né sul
significato della parola.
In alcune parole l’accento circonflesso indica che il suono della vocale è lungo.

Ecco alcuni esempi di accenti situati sulle vocali.


Vocale Accento acuto Accento grave Accento circonflesso
a là, voilà, déjà, à pâte [pɑt] (a allungata)
diverso da patte [a]
e parlé [parle] mère [mεr] tête [tεt]
i île, abîme
o Côme, côte
u où sûr, août

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La divisione in sillabe, l’accento, i segni ortografici e la punteggiatura

1 La e accentata
La e può essere accentata:
• solo in finale di sillaba.
respecté res - pec - té cinéma ci - né - ma vérité vé - ri - té
mère mè - re têtu tê - tu
tranne che:
• in alcune parole che finiscono per es o et.
près succès décès dès forêt intérêt arrêt
• nelle finali di un sostantivo al singolare.
arrivée
• nelle finali di un sostantivo al plurale.
possibilités
• nel participio passato al femminile e al plurale dei verbi in -er.
mangée mangé(e)s

2 L’accento acuto
La e con l’accento acuto può essere presente solo in finale di sillaba oppure davanti a una e o una
s in finale di parola.
vé – ri - té ré – us - sir (l’accento divide il dittongo eu)
arrivée difficultés mangés crée

La e con l’accento acuto ha il suono [e].


N.B. Accade, però, che la e abbia questo stesso suono anche se non è accentata. Ciò è possibile
solo se la e non è in finale di sillaba, ma si trova tra due consonanti o tra vocale e consonante.
nez les - si - ve pied

3 L’accento grave
La e prende l’accento grave quando è in finale di sillaba e nella sillaba seguente vi è una e muta.
mè - re crè - me je con - si - dè - re
I verbi come considérer, celer e céder p. 139, E .

Fanno eccezione alcune parole che terminano per es.


dès procès progrès succès

At tenzione! Talvolta si può trovare una e con l’accento acuto davanti a una sillaba con e muta.
mé - de - ci-ne cré - me - rie je con - si - dé - re - rai

La e con l’accento grave ha il suono [ε].


N.B. Accade, però, che la e abbia questo suono anche senza che vi sia l’accento grave. Questo avviene
quando la e si trova tra due consonanti all’interno di una sillaba o tra una vocale e una
consonante.
fer - me res - tau - rant mer ré - el
ma - nu - el in - dus - tri - el ac - tu - el

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La divisione in sillabe, l’accento, i segni ortografici e la punteggiatura

L’accento grave sulla a e sulla u non cambia la pronuncia ma aiuta a distinguere due parole.
a 3a persona singolare del verbo avoir ≠ à preposizione
ou congiunzione di coordinazione ≠ où pronome relativo o avverbio

4 L’accento circonflesso
L’accento circonflesso è presente soprattutto nelle parole in cui, nell’evoluzione della lingua, è caduta
una s. Essendo anche l’italiano una lingua di orig ine latina, in italiano c’è spesso una s dove in
francese c’è un accento circonflesso.
tête testa conquête conquista fête festa
tempête tempesta abîme abisso côte costa

Anche l’accento circonflesso si mette soltanto in finale di sillaba, eccetto in alcune parole che
terminano in et: forêt arrêt

L’accento circonflesso si trova inoltre sulla:


• o dei pronomi possessivi.
le nôtre le vôtre
• vocale della penultima sillaba delle due prime persone plurali del passato remoto p
( assé simple).
Nous arrivâmes. Vous arrivâtes.
• vocale dell’ultima sillaba della 3a persona singolare del congiuntivo imperfetto.
qu’il prît qu’il aimât
• i dei verbi in -aître o -oître quando questa è seguita da t.
Il connaît. Il connaîtra.

L’accento circonflesso serve a distinguere tra loro gli omonimi.


du preposizione articolata ≠ dû participio passato di devoir Ma: due (f.)
sur preposizione ≠ sûr aggettivo
mur sostantivo ≠ mûr aggettivo
cru participio passato di croire ≠ crû participio passato di croître Ma: crue (f.)

In alcune parole l’accento circonflesso indica che il suono della vocale è lungo.
pâte [pɑt] anziché patte [pat] p. 11, III, A, 1 .

III. I segni ortografici


A La cediglia
La cediglia ( la cédille) è un segno [ ¸ ] che la c prende davanti alle vocali a, o, u per mantenere il
suono [s].
ça façon reçu

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La divisione in sillabe, l’accento, i segni ortografici e la punteggiatura

B La dieresi
La dieresi (le tréma) è un segno [ ¨ ] che si pone solitamente nei dittonghi sulle vocali e, i, u e indica
che le due vocali si pronunciano separatamente.
Noël égoïste maïs naïf Saül
In questi casi la dieresi ha la stessa funzione dell’accento acuto o della lettera h tra due vocali.
réussir réunion cahier chahut

La dieresi serve anche per formare il femminile di certi aggettivi perché permette di mantenere il suono
dell’aggettivo maschile p. 49, III, B, 1 .
aigu [ey] → aiguë [ey] ambigu [ɑ̃biy] → ambiguë [ɑ̃biy]
exigu [eziy] → exiguë [eziy] contigu [kɔ̃tiy] → contiguë [kɔ̃tiy]

C L’apostrofo
L’apostrofo (l’apostrophe) indica l’elisione delle vocali a, e, i davanti a vocale o h muta.
1 Elisione della a
Si elide la a dell’articolo e del pronome personale complemento la.
l’amie l’élève l’idée l’harmonie je l’ai vue

2 Elisione della e
Si fa l’elisione
• nei seguenti monosillabi che terminano per e muta: le, ne, de, que, je, me, te, se.
l’ami je n’aime pas les sports d’hiver qu’il en soit
j’habite quoi je m’appelle, tu t’appelles, il s’appelle

F Contrariamente a quanto accade in italiano l’articolo indeterminativo femminile


I singolare une non si apostrofa mai.
une arche un’arca une amie un’amica

• nelle parole jusque, lorsque, puisque, quoique, quelqu’un, quelqu’une.


jusqu’ici lorsqu’il a téléphoné
puisqu’elle le veut quoiqu’ils affirment
• della e di ce davanti al verbo être.
C’est

3 Elisione della i
La i si elide nella congiunzione si davanti a il e ils. Non si elide davanti a elle, elles, on o davanti
a nome che inizia per vocale.
s’il/s’ils Ma: si elle/si elles si on 2 décide si Isabelle

2 Nel registro soutenu on è preceduto da l (eufonica) per rendere più elegante la pronuncia.
Si l’on veut…

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La divisione in sillabe, l’accento, i segni ortografici e la punteggiatura

4 Casi in cui non si mette l’apostrofo


Non si mette l’apostrofo davanti:
• a una parola che inizia per consonante o h aspirata p. 267 .
le bois la musique la harpe le hibou
• alle parole che iniziano con le semivocali y [j] e w [w].
le yoga le yaourt le week-end le whisky
• agli aggettivi numerali un, huit, onze, huitième (m. e f.) e onzième (m. e f.).
Le numéro gagnant est le un. Il numero vincente è l’uno.
Le locataire du huit (de l’appartement n° 8) L’inquilino del numero 8.
Nous sommes le onze. Ne abbiamo undici.
C’est la huitième fois que je viens ici. È l’ottava volta che vengo qui.

D Il trattino
Il trattino (le trait d’union) si usa:
• con molti nomi composti.
un hors-d’œuvre un pot-au-feu
• dopo
– la parola Saint nei nomi di città, vie, chiese, feste…
rue Saint-Denis la Saint-Nicolas
– non-, presque-, quasi- nelle parole composte.
la non-activité la presque-neutralité un quasi-délit
– demi-, mi-, semi- nelle parole composte p. 62, II .
une demi-heure la mi-mai une semi-remorque
• tra
– il verbo e il pronome personale soggetto nelle frasi interrogative con inversione del soggetto.
Où est-il ? Que veux-tu ?
– il verbo all’imperativo e il pronome personale.
Vas-y ! Prends-en ! Prête-les-lui !
– un pronome personale e l’aggettivo même.
toi-même elles-mêmes
• con gli aggettivi numerali inferiori a cento per unire le decine e le unità.
trente-trois trois cent vingt-deux
N.B. Il trattino non si usa con i numeri in cui decine e unità sono unite dalla congiunzione et.
trente et un quarante et un
• prima e dopo ci e là.
ce livre-ci ci-joint celui-là là-bas

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La divisione in sillabe, l’accento, i segni ortografici e la punteggiatura

IV. La punteggiatura
La punteggiatura (la ponctuation) viene utilizzata per distinguere, a seconda del senso, le frasi e le parti
di una frase e indica le pause da fare nel corso della lettura.

Punteggiatura Simboli della punteggiatura


le point .
les points de suspension …
le point d’exclamation !
le point d’interrogation ?
les parenthèses ()
les crochets []
les guillemets «»
la virgule ,
le point-virgule ;
le tiret 3 –
les deux points :

Ecco alcune espressioni usate durante un dettato.


à la ligne ouvrir/fermer les guillemets
a capo aprire/chiudere le virgolette
entre parenthèses ouvrir/fermer la parenthèse
tra parentesi aprire/chiudere la parentesi

Anche in informatica si usano certi simboli di punteggiatura.

trois w www
arobas(e) @
slash [slaʃ] /
double slash //
le signe moins -
le tiret bas ou underscore _

3 Il tiret indica la lineetta nella punteggiatura. Il trattino (trait d’union) invece si usa per unire le parole composte
p. 26 .

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UNITÀ
Gli articoli
In francese esistono tre tipi di ar ticoli: l’articolo determinativo (l’article défini), l’articolo indeterminativo
(l’article indéfini) e l’articolo partitivo (l’article partitif).
L’articolo precede il nome con il quale concorda in genere e in numero.

I. L’articolo determinativo
F A volte sottinteso in italiano, l’articolo determinativo viene sempre espresso in francese.
I Au revoir, les filles ! Pierre oublia la fatigue et la douleur.
Arrivederci, ragazze! Pierre dimenticò fatica e dolore.

A Forme e generalità

Singolare Plurale
le 1
Maschile
l’ 2
les
la 1
Femminile
l’ 2

F A differenza dell’italiano, al plurale esiste un’unica forma per il maschile e per il femminile.
I
Singolare Plurale
le garçon les garçons
l’avion les avions
Maschile
le héros les héros
l’homme les hommes
la fille les filles
l’amie les amies
Femminile
la harpe les harpes
l’herbe les herbes

B Uso
L’articolo determinativo si usa per indicare cose o persone determinate, cioè g ià conosciute.
Etimologicamente, infatti, l’ar ticolo determinativo deriva dal latino ille, cioè quello. L’ar ticolo
determinativo può anche essere usato per indicare una specie o una categoria.
Le chien est fidèle.
Il cane è fedele.

1 Davanti a consonante o h aspirata.


2 Davanti a vocale o h muta.

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Gli articoli

L’articolo determinativo può svolgere la funzione di:


• un dimostrativo (aggettivo).
Oh, la belle cravate !
Che (= questa) bella cravatta!

• un possessivo.
J’ai la tête qui tourne. (= ma)
Mi gira la testa. (= mia)
Il se lave les dents. (= ses)
Si lava i denti. (= suoi)
Il a perdu la mémoire. (= sa)
Ha perso la memoria. (= sua)
N.B. Si osservi che, in questo caso, i termini che seguono l’ar ticolo indicano una par te del corpo o
una facoltà dell’anima.
• un distributivo (aggettivo indefinito).
Ces oranges coûtent un euro le kilo. Il déjeune chez ses parents le vendredi.
Queste arance costano un euro al chilo. Pranza dai genitori il venerdì.

Si mette l’articolo determinativo davanti:


• ai nomi di continenti, nazioni, regioni, fiumi, montagne, mari.
l’Europe la France la Provence
l’Europa la Francia la Provenza
la Loire les Pyrénées la Méditerranée
la Loira i Pirenei il Mediterraneo

• ai nomi di città solo quando sono determinati da un aggettivo o da un complemento.


le vieux Paris 3 le Paris 3 des années 30
la vecchia Parigi la Parigi degli anni 30

• ai nomi che indicano un popolo, una famiglia.


les Étrusques les Grecs
gli Etruschi i Greci
les Bourbons les Tudor(s) les Dupont 4
i Borboni i Tudor i Dupont

• al cognome solamente.
– se il cognome è preceduto da un aggettivo.
le grand Flaubert il grande Flaubert
– per indicare alcuni cognomi italiani di importanti figure del passato.
le Tasse le Pérugin le Titien l’Arioste
il Tasso il Perugino il Tiziano l’Ariosto

3 Generalmente in francese i nomi di città sono maschili, eccetto quelli che terminano per e o es. Tuttavia, anche in
questi casi, il maschile tende a prevalere.
4 Senza s (non è un nome famoso nella storia) p. 59, B .

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Gli articoli

L’articolo determinativo si ripete nel superlativo relativo p. 105, II .


La fille la plus gentille. Le travail le mieux réussi.
La ragazza più gentile. Il lavoro riuscito meglio.

F A differenza dell’italiano, in francese si usa l’articolo determinativo in alcune espressioni.


I Nous avons le temps. Les enfants vont à l’école. Je suis allé à la banque.
Abbiamo tempo. I bambini vanno a scuola. Sono andato in banca.
Je vais prendre l’air. Il est une heure moins le quart. Il a l’intention de partir.
Vado a prendere aria. È l’una meno un quarto. Ha intenzione di partire.

C Omissione

F A differenza di quanto accade in italiano, in francese non si mette l’ar ticolo determinativo davanti a
I monsieur, madame e mademoiselle usati al vocativo o seguiti dal cognome o dal nome della
persona.
madame Dupont monsieur Dupont madame Sophie
la signora Dupont il signor Dupont la signora Sophie
mademoiselle Dupont Vous désirez autre chose, madame ?
la signorina Dupont La signora desidera altro?/Desidera altro, signora?

At tenzione! Signora, signorina e signore, non seguiti dal cognome o dal nome, si traducono in
francese rispettivamente con dame, demoiselle e monsieur p. 53, F; p. 54, IV, 1 .
Tali sostantivi possono essere preceduti da un ar ticolo determinativo o indeterminativo oppure da
un aggettivo dimostrativo.
Tu connais la dame là-bas ? Un monsieur est dans l’entrée.
Conosci la signora laggiù? Un signore è all’entrata.
Cette demoiselle est charmante.
Questa signorina è incantevole.

Come in italiano, l’articolo determinativo si omette:


• nelle enumerazioni.
Soleil, mer, baignades, voilà mes vacances idéales.
Sole, mare, bagni, ecco le mie vacanze ideali.

• davanti a un’apposizione.
Strasbourg, chef-lieu de l’Alsace, est une ville de charme.
Strasburgo, capoluogo dell’Alsazia, è una città affascinante.

• davanti alla parte nominale per indicare la professione, la nazionalità, le opinioni religiose e politiche,
se il soggetto del verbo non è ce/c’ p. 74, I .
Ma mère est architecte. Il est espagnol. Mon ami est musulman.
Mia madre è architetto. È spagnolo. Il mio amico è musulmano.

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Gli articoli

• dopo en p. 224, 14 .
en Italie, en voiture
In Italia, in macchina

• nei titoli.
Tour d’Italie – 8 jours de Milan à Rome – 1 300 euros.
Giro d’Italia – 8 giorni da Milano a Roma – 1300 euro.

• in alcune locuzioni verbali.


avoir faim, soif, sommeil, peur, besoin, envie, mal…
aver fame, sete, sonno, paura, bisogno, voglia, male…

At tenzione! Avoir mal quelque part Ma: avoir du mal à + infinito.


J’ai mal à la tête. J’ai du mal à faire cet exercice.
Ho mal di testa. Faccio fatica a fare questo esercizio.

F A differenza dell’italiano, in francese si omette l’articolo determinativo davanti all’ora, alle percentuali,
I ai mesi, agli anni p. 96, III; p. 98, IV , agli aggettivi possessivi p. 65, B .
Je me lève à huit heures. Une remise de 10%. En avril 1944.
Mi alzo alle otto. Uno sconto del 10%. Nell’aprile del 1944.
Je l’ai rencontré en 1996. J’ai oublié mon livre de maths.
L’ho incontrato nel 1996. Ho dimenticato il (mio) libro di matematica.

II. Le preposizioni articolate


Gli articoli le e les preceduti dalle preposizioni à e de si trasformano in preposizioni articolate (les
articles contractés).

Singolare Plurale
à + le = au
à + les = aux
à + l’ = à l’
Maschile
de + le = du
de + les = des
de + l’= de l’
à la
à + les = aux
à l’
Femminile
de la
de + les = des
de l’

Nous demandons un renseignement à la fille. Je parle au garçon.


Chiediamo un’informazione alla ragazza. Parlo al ragazzo.
Il habite aux Antilles. Je téléphone du Brésil.
Abita nelle Antille. Telefono dal Brasile.
Ils parlent des cousins et des amis. Il parle aux élèves.
Parlano dei cugini e degli amici. Parla agli alunni.

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Gli articoli

F Va comunque notato che in francese, a differenza di quanto accade in italiano, si può trovare la
I preposizione semplice de, anziché quella articolata, davanti ai nomi geografici femminili singolari
o inizianti per vocale.
Les villages de (la) Provence. Les vins de (la) France. Les villes d’art de l’/d’Italie.
I villaggi della Provenza. I vini della Francia. Le città d’arte dell’Italia/d’Italia.

Inoltre, a differenza dell’italiano, le preposizioni articolate si usano in francese:


• in alcune espressioni.
Je vais au théâtre. Je joue aux cartes. Je joue aux échecs. Je joue aux dames.
Vado a teatro Gioco a carte. Gioco a scacchi. Gioco a dama.

• con gli sport.


Il joue au tennis, au football.
Gioca a tennis, a calcio.

• con gli strumenti musicali.


Je joue du piano, de la guitare.
Suono il piano, la chitarra…

III. L’articolo indeterminativo


A Forme e generalità
Come l’articolo determinativo, così anche l’articolo indeterminativo viene sempre espresso in francese.
Ce fut un artiste formidable. C’est un phénomène à ne pas ignorer.
Fu (un) artista formidabile. È (un) fenomeno da non ignorare.

Singolare Plurale
Maschile un
des
Femminile une

Nous attendons un ami. Je vois des chiens.


Aspettiamo un amico. Vedo dei cani.
Tu téléphones à des amies. Ils achètent une maison.
Telefoni a delle amiche. Acquistano una casa.

In francese gli articoli indeterminativi non prendono mai l’apostrofo.


une amie une élève
un’amica un’alunna
une enfant une idée
una bambina un’idea

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Gli articoli

B Uso
L’articolo indeterminativo si usa davanti a un nome che indica una cosa o una persona non determinata.
une table (un tavolo qualsiasi) des chaises (nessuna sedia in particolare)
un tavolo delle sedie

At tenzione! Non si confonda l’ar ticolo indeterminativo plurale des con la preposizione ar ticolata
des.
Il y a des élèves dans la cour. (art. indet.) les devoirs des élèves (prep. art.)
Ci sono degli alunni in cortile. i compiti degli alunni

F Quando in italiano l’articolo indeterminativo è seguito da un aggettivo possessivo, in francese si


I usa una costruzione particolare p. 66, C .
un de mes amis Une de vos élèves a participé au tournoi de tennis.
un mio amico Una delle vostre alunne ha partecipato al torneo di tennis.

Si osservi che in francese si usa l’articolo indeterminativo in alcune espressioni.


Prendre une douche/un bain. Fare la doccia/il bagno.

IV. L’articolo partitivo


A Forme e generalità
L’articolo partitivo concorda in genere e numero con il nome cui si riferisce.
F A differenza dell’italiano, in francese l’articolo partitivo deve sempre essere espresso.
I Le matin, je bois du lait. Je bois souvent de la bière.
Al mattino bevo (del) latte. Bevo spesso birra.

Singolare Plurale
du 5
Maschile
de l’ 6
des
de la 5
Femminile
de l’ 6

At tenzione! Non si confonda l’articolo partitivo con il complemento di specificazione che risponde
alla domanda di chi? di che cosa? Le forme sono le stesse.
Je voudrais du café. (art.) C’est la voiture du professeur. (compl.)
Vorrei del caffè. È la macchina del professore.

5 Davanti a consonante o h aspirata.


6 Davanti a vocale o h muta.

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Gli articoli

B Uso
L’articolo par titivo viene usato per indicare una par te del tutto, una quantità indeterminata e non
quantificabile.
Si tu vas chez le boulanger, achète du pain et des croissants.
Se vai dal panettiere, compra del pane e delle brioche.
J’ai mangé de la confiture de fraises.
Ho mangiato della marmellata di fragole.
Garçon, apportez-moi de l’eau minérale, s’il vous plaît !
Cameriere, mi porti dell’acqua minerale, per favore!

Si usa la forma invariabile de invece dell’articolo partitivo (e dell’articolo indeterminativo):


• dopo gli avverbi di quantità beaucoup, peu, plus, assez, trop, combien, moins, pas mal.
Ils ont toujours beaucoup de chance. Elle a trop de travail.
Hanno sempre molta fortuna. Ha troppo lavoro.

At tenzione! Con l’avverbio di quantità bien si usa l’ar ticolo partitivo, tranne che nella locuzione
bien d’autres.
À la réunion, il y avait bien des gens. Vous avez bien d’autres problèmes !
Alla riunione c’era tanta gente. Avete molti altri problemi!

• nelle proposizioni negative.


Dans cet hôtel, il n’y a pas de chambres libres. Je ne veux pas de whisky.
In questo albergo non ci sono camere libere. Non voglio whisky.

At tenzione! Nelle proposizioni negative si usa l’articolo partitivo e non de:


– quando la negazione non è assoluta.
Elle n’achète pas du parfum, mais de l’eau de toilette.
Non compra profumo, ma “eau de toilette”.
– con la costruzione ne… que (proposizione negativa apparente).
Spesso, in italiano, la costruzione ne… que viene tradotta con solo, soltanto p. 37, III .
Je ne bois que de l’eau minérale.
Bevo solo acqua minerale.
– col verbo être.
Ce ne sont pas des hôtels luxueux.
Non sono alberghi lussuosi.

• davanti a un sostantivo plurale preceduto da un aggettivo.


Dans cette ville, il y a de beaux monuments. Ils font de petits travaux.
In questa città ci sono (dei) bei monumenti. Fanno (dei) piccoli lavori.

At tenzione! Al singolare si segue la regola generale dell’articolo partitivo.


J’ai bu de la bonne bière alsacienne. Il faut acheter du bon fromage.
Ho bevuto della buona birra alsaziana. Bisogna comprare del buon formaggio.

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Gli articoli

C Omissione
Si sopprime l’articolo partitivo:
• con la locuzione ni… ni.
Elle ne mange ni sucre ni chocolat.
Non mangia né zucchero né cioccolato.

At tenzione! Con pas… ni si usa la preposizione semplice de.


Elle ne mange pas de sucre ni de chocolat non plus.
Non mangia zucchero e neppure cioccolato.
Il n’y a pas de biscuits ni de biscottes non plus.
Non ci sono biscotti e neanche fette biscottate.

• con sans.
Ils voudraient réussir sans effort. Elle est sans amis.
Vorrebbero riuscire senza sforzo. È senza amici.

• con avec seguito da un nome astratto.


Tu as travaillé avec soin. Ils suivent le film avec attention.
Hai lavorato con cura. Seguono il film con attenzione.

At tenzione! Quando avec è seguito da un nome concreto si usa, invece, l’articolo partitivo.
J’ai mangé du pain avec du jambon. Je voudrais du rôti avec des petits-pois.
Ho mangiato del pane col prosciutto. Vorrei dell’arrosto con piselli.

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UNITÀ
La forma negativa

I. Ne… pas
A Regola generale
La forma negativa con i tempi semplici si ottiene mettendo ne (o n’ davanti a vocale o h muta) prima
del verbo e pas dopo di esso.
Il ne collabore pas. Je n’aime pas ça !
Non collabora. Questo non mi piace!

N.B. Nella lingua parlata la mezza negazione ne viene soppressa. La forma negativa viene, pertanto, resa
con pas.
J’ai pas faim ! Rentre pas trop tard !
Non ho fame! Non rientrare troppo tardi!

B Casi particolari
Con i verbi composti ne e pas si mettono rispettivamente prima e dopo l’ausiliare.
Il n’est pas allé au stade.
Non è andato allo stadio.

Con i verbi devoir, pouvoir, vouloir e savoir la negazione si ottiene mettendo ne prima del verbo
e pas dopo di esso.
Mes amis ne peuvent pas sortir.
I miei amici non possono uscire.

Con i verbi désirer, penser, ecc. seguiti da infinito, i verbi impersonali ( il faut, il suffit de…),
i gallicismi, ecc. la negazione si fa mettendo ne prima di tali verbi e pas dopo di essi.
Je ne désire pas venir. Je ne pense pas partir.
Non desidero venire. Non penso di partire.
Il ne faut pas sortir. Il ne va pas tarder.
Non bisogna uscire. Non tarderà.

Con un infinito, invece, ne pas precede in blocco l’infinito stesso.


Je vous prie de ne pas parler trop fort.
Vi prego di non parlare troppo forte.

At tenzione! Nella proposizione negativa gli articoli partitivi e indeterminativi


vengono sostituiti da de p. 34, B .
Le matin, nous buvons du lait. → Le matin, nous ne buvons pas de lait.
Al mattino beviamo latte. Al mattino non beviamo latte.
Elle a une voiture. → Elle n’a pas de voiture.
Ha una macchina. Non ha la macchina.
Il a des amis. → Il n’a pas d’amis.
Ha degli amici. Non ha amici.

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La forma negativa

II. Altre forme negative


Il secondo termine della negazione pas può essere sostituito da plus, rien, jamais, personne,
aucun(e), ni… ni, point (affatto/per niente), guère (non molto), nulle part (da nessuna parte).
Elle ne travaille plus dans cette société. Il n’a aucune intention de partir.
Non lavora più in questa ditta. Non ha nessuna intenzione di partire.
Ils n’ont rien à faire. Nous ne mangeons ni viande ni poisson.
Non hanno niente da fare. Non mangiamo né carne né pesce.
Je ne bois jamais de thé. Elle n’a point envie de discuter.
Non bevo mai tè. Non ha affatto voglia di discutere.
Elle ne parle à personne. Nous n’aimons guère vos façons.
Non parla con nessuno. Non ci piacciono molto i vostri modi.
Il ne lit aucun journal. Ils ne vont nulle part.
Non legge nessun giornale. Non vanno da nessuna parte.

Rien, plus, jamais, come guère e point (meno usati), occupano sempre la posizione di pas.
Je n’ai rien mangé. Je vous demande de ne rien dire.
Non ho mangiato niente. Vi chiedo di non dire niente.
Vous n’êtes plus venus. Il nous a priés de ne plus nous garer ici.
Non siete più venuti. Ci ha pregato di non parcheggiare più qui.
Ils n’ont jamais visité cette région. Elle n’est guère/point satisfaite.
Non hanno mai visitato questa regione. Non è molto/per niente soddisfatta.

Quando la frase inizia con personne, rien o aucun il verbo è preceduto dalla par ticella ne/n’ senza
pas p. 125, C .
Personne ne veut y croire. Rien ne lui fait peur.
Nessuno vuole crederci. Niente gli/le fa paura.

III. La negazione apparente


Esiste, inoltre, una negazione, detta apparente, costituita da ne… que restrictif. La frase viene di solito
tradotta in italiano con solo, soltanto, solamente.
Il ne boit que de l’eau minérale. Beve soltanto acqua minerale.
Proprio perché si tratta di una negazione apparente e non di una negazione totale, si usa l’articolo partitivo
e non de p. 34, B, Attenzione! .

IV. Usi di non e pas


A Uso di non
Nelle risposte negative si usa non.
Vous voulez du café ? Non, merci. Desidera del caffè? No, grazie.
N.B. Nelle risposte affermative a domande negative si usa si.
Vous ne voulez pas de café ? Si, j’en veux bien, merci.
Non vuole caffè? Sì, ne voglio, grazie.

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La forma negativa

Nelle proposizioni in cui il verbo è sottinteso, per esprimere la negazione, si usa non o non pas
(o pas nella lingua familiare).
Je voudrais du rôti de porc et non du rôti de veau.
Je voudrais du rôti de porc et non pas du rôti de veau.
Je voudrais du rôti de porc et pas du rôti de veau.
Vorrei dell’arrosto di maiale e non dell’arrosto di vitello.

Non serve, inoltre, ad esprimere un’alternativa.


Tu te dépêches oui ou non ? Ti sbrighi o no?

Non plus (contrario di aussi) è una locuzione avverbiale che significa neanche. In francese si colloca
dopo il pronome personale tonico o il nome cui si riferisce.
Tu n’y vas pas ? Moi non plus, je n’y vais pas./Je n’y vais pas, moi non plus.
Non ci vai? Neanch’io ci vado.
Ton frère non plus n’a pas de voiture.
Neanche tuo fratello ha la macchina.

B Uso di pas
Si usa pas per negare un sostantivo, un aggettivo, una preposizione, un avverbio in una frase senza verbo.
Voulez-vous suivre ce stage ? Oui, mais pas cette année.
Volete fare questo stage? Sì, ma non quest’anno.
Comment le trouves-tu ? Oh, pas intéressant.
Come lo trovi? Mah, non interessante.
Tu pars avec Paul ? Non, pas avec Paul, avec Pierre !
Parti con Paul? No, non con Paul, con Pierre!
Tu vas souvent au cinéma ? Non, pas souvent.
Vai spesso al cinema? No, non spesso.

Si usa pas de per negare un sostantivo usato in senso partitivo.


Pas d’histoires ! Dis tout de suite ce que tu sais. Niente storie! Di’ subito ciò che sai.
Pas de manières ! Servez-vous. Niente complimenti! Servitevi.
Nella proposizione negativa l’avverbio même, seguito da pas, ha valore di neppure, neanche.
Il n’a même pas répondu. Non ha neppure/neanche risposto.

At tenzione! Non si confonda même pas con non plus.


Lui non plus n’a pas répondu./Il n’a pas répondu, lui non plus ! Neanche lui ha risposto.

F Si osservi che l’infinito negativo in italiano ha talvolta valore di imperativo. In questo caso occorre
I tradurlo in francese con l’imperativo p. 151, II .
Non fare ciò. Non gridare troppo forte.
Ne fais pas cela ! Ne crie pas trop fort !

La proposizione interrogativa-negativa p. 41, III .


La negazione con i pronomi personali semplici o doppi pp. 79-89 .
Uso del ne explétif p. 188 .

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Cognome: Ribi
Nome: Costanza

UNITÀ
La forma interrogativa
In francese la forma interrogativa si può costruire in tre modi.

I. Le diverse forme interrogative


A L’intonazione
In questo caso si mantiene la stessa costruzione della forma affermativa e si aggiunge soltanto un punto
interrogativo. La frase interrogativa così ottenuta va pronunciata con tono ascendente. Questa forma è
tipica della lingua parlata.

Tu as faim ? Vous avez fini ?


Hai fame? Avete finito?

B Est-ce que prima del soggetto


La costruzione della frase è quella della frase affermativa. È una forma corrente usata sia nella lingua
scritta sia nella lingua parlata.
Est-ce que tu as faim ? Est-ce que vous avez fini ? Est-ce qu’ils sont fatigués ?
Hai fame? Avete finito? Sono stanchi?

C L’inversione del soggetto


Si tratta di una forma tipica di un reg istro più sostenuto e può essere usata sia nella lingua scritta sia
nella lingua parlata quando il contesto è più formale.

Occorre distinguere due casi.


• Se il soggetto è costituito da un pronome personale oppure da ce o on, il pronome segue il verbo
(se si tratta di un tempo semplice) o l’ausiliare (se si tratta di un tempo composto). Il pronome e il
verbo o l’ausiliare vanno uniti mediante un trattino.
As-tu faim ? Peut-on prendre le métro ?
Hai fame? Si può prendere la metro?
Avez-vous fini ? Est-ce bien raisonnable ?
Avete finito? È ragionevole?

• Se il soggetto è costituito da unnome proprio di persona, da un sostantivo o da un pronome (che


non sia un pronome personale, ce oppure on), tale soggetto rimane davanti al verbo (se si tratta di
un tempo semplice) o davanti all’ausiliare (se si tratta di un tempo composto). In tal caso è necessario
aggiungere il pronome personale di terza persona, corrispondente al soggetto, dopo il verbo o
l’ausiliare (per i tempi composti), unendolo al verbo mediante un trattino.
Pierre veut-il manger avec nous ? Ceux-ci sont-ils en vente ?
Pierre vuole mangiare con noi? Questi qui sono in vendita?
Vos amies sont-elles parties ? Le vôtre est-il à gauche ?
Le vostre amiche sono partite? Il vostro è a sinistra?

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La forma interrogativa

At tenzione! Per ragioni di fonetica è necessario agg iungere una t eufonica tra il verbo o l’ausiliare
e il pronome personale soggetto il, elle, on quando c’è un incontro di vocali (ciò accade soprattutto
con i verbi del 1° gruppo). Si osservi che la t è preceduta e seguita da trattini.
Y a-t-il encore du pain ? Quand ira-t-on à Rome ?
C’è ancora del pane? Quando andremo a Roma?
Ton frère va-t-il souvent au stade ? A-t-elle déjà téléphoné ?
Tuo fratello va spesso allo stadio? Ha già telefonato?

At tenzione! L’inversione del pronome je può determinare il mutamento


di alcune forme verbali o della loro pronuncia.
Je peux ? [əpø] → Puis-je ? [pyiə]
Je chante. [əsɑ̃t] → Chanté-je ? [ʃɑ̃tεə]

II. La forma interrogativa con gli avverbi interrogativi


La frase interrogativa introdotta dagli avverbi où, quand, comment e combien mantiene le tre costruzioni
della proposizione interrogativa.
Quand vous partez ?
Quand partez-vous ? Quando partite?
Quand est-ce que vous partez ?

N.B. Est-ce que segue sempre gli avverbi quand, comment, pourquoi e combien.
N.B. La costruzione con la semplice intonazione si usa nel registro familiare, nonché in alcune frasi fatte.
Comment ça va ? Combien ça coûte ?
Come va? Quanto costa?

Quando la proposizione interrogativa inizia con uno di tali avverbi o con un aggettivo o un pronome
interrogativo è possibile anteporre il verbo al soggetto come in italiano p. 110 .
Quand part ton père ? Comment font ses parents ?
Quando parte tuo padre? Come fanno i suoi genitori?

F A differenza dell’italiano, in francese perché ha due forme: pourquoi, usato nelle domande, e
I parce que (oppure parce qu’ davanti a vocale o h muta), usato nelle risposte.
Pourquoi tu fais cette tête ? Parce que je suis en colère.
Perché fai quella faccia? Perché sono arrabbiato.

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La forma interrogativa

Nella lingua parlata, oltre alle tre costruzioni già viste, è possibile un quarto tipo di costruzione con l’avverbio
interrogativo posto alla fine.
Tu t’appelles comment ? Tu habites où ? Tu es né quand ?
Come ti chiami? Dove abiti? Quando sei nato?

Si osservi l’uso di n’est-ce pas per ottenere una conferma.


Tu es d’accord avec moi, n’est-ce pas ? Vous sortez, n’est-ce pas ?
Sei d’accordo con me, non è vero? Uscite, (non è) vero?

La proposizione interrogativa indiretta p. 251, C .

III. La forma interrogativa-negativa


La forma interrogativa-negativa si può costruire in tre modi come la forma interrogativa semplice. Basta
infatti scegliere una delle tre costruzioni possibili (intonazione, locuzione est-ce que, inversione del
soggetto) e metterla alla forma negativa.
Tu n’as pas réussi ?
Est-ce que tu n’as pas réussi ? Non ci sei riuscito?
N’as-tu pas réussi ?

Nella risposta affermativa a una domanda negativa si usa si che ha valore rafforzativo p. 37 .
Tu n’as pas réussi ? Si, j’ai réussi.
Non ci sei riuscito? Sì, ci sono riuscito.

Avverbi e locuzioni avverbiali di affermazione, negazione, dubbio p. 215, E .

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UNITÀ
Il femminile
Nomi, aggettivi qualificativi e participi passati formano generalmente il femminile con l’aggiunta di una e.

I. Il femminile dei nomi


A Regola generale
In generale il femminile si forma aggiungendo una e al maschile.
un ami → une amie un Français → une Française
un amico/un’amica un(a) francese

I nomi che al maschile terminano per -e rimangono invariati.


un élève → une élève un alunno/un’alunna

Ci sono, però, nomi nei quali la -e finale viene sostituita dal suffisso -esse.
un âne → une ânesse un prêtre → une prêtresse
un asino/un’asina un sacerdote/una sacerdotessa
un comte → une comtesse un prince → une princesse
un conte/una contessa un principe/una principessa
un hôte → une hôtesse un Suisse → une Suissesse
un/un’ospite uno/a svizzero/a
un maître → une maîtresse un tigre → une tigresse
un(a) maestro/a una tigre

N.B. Altri nomi formano il femminile con l’aggiunta del suffisso -esse alterando la radice.
un dieu → une déesse un nègre → une négresse 1
un dio/una dea un(a) negro/a
un duc → une duchesse un poète → une poétesse
un duca/una duchessa un poeta/una poetessa

B Eccezioni
È possibile, tuttavia, formare il femminile in vari altri modi.
1 I nomi che terminano per:
• -el, -en, -on, -et e alcuni nomi che terminano in -at, -ot raddoppiano la consonante e prendono
una e finale.
Daniel → Danielle 2 un gardien → une gardienne le cadet → la cadette
Daniele/Daniela un(a) custode l’ultimogenito/a
un chat → une chatte un champion → une championne un sot → une sotte
un(a) gatto/a un campione/una campionessa uno/a sciocco/a

1 Questa parola ha valore dispregiativo.


2 Si osservi che esiste anche la forma Danièle. Lo stesso accade per altri nomi propri quali, ad esempio,
Michel → Michelle/Michèle.

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Il femminile

At tenzione!
un Mormon → une Mormone un Lapon → une Lapone
un(a) mormone un(a) lappone
un Nippon → une Nippone un Letton → une Lettone
un(a) nipponico/a un(a) lettone
un compagnon → une compagne un candidat → une candidate
un(a) compagno/a un(a) candidato/a
un idiot → une idiote un dévot → une dévote
un/un’idiota un(a) devoto/a

• -an, -ain, -in seguono la regola generale dell’aggiunta della e finale.


un artisan → une artisane un sultan → une sultane
un artigiano/un’artigiana un(a) sultano/a
un Américain → une Américaine un voisin → une voisine
un americano/un’americana un(a) vicino/a

At tenzione!
un paysan → une paysanne Jean → Jeanne un copain → une copine
un(a) contadino/a Giovanni/a un amico/un’amica

• -er trasformano -er in -ère.


un écolier → une écolière un infirmier → une infirmière
uno/a scolaro/a un infermiere/un’infermiera

• -eur, e che derivano da un verbo francese, formano il femminile in -euse.

Per riconoscerli basta provare a sostituire -eur con la desinenza -ant: se la parola ottenuta è il
participio presente del verbo, il femminile si formerà sostituendo -eur con -euse.

Maschile Participio presente Femminile


un rêveur (un sognatore) → rêvant → une rêveuse
un vendeur (un venditore) → vendant → une vendeuse

Questa regola presenta, però, alcune eccezioni. Alcuni sostantivi


• cambiano -eur in -eresse.
un enchanteur → une enchanteresse un pécheur → une pécheresse
un incantatore/un’incantatrice un peccatore/una peccatrice
un chasseur → une chasseresse un vengeur → une vengeresse
un cacciatore/una cacciatrice un vendicatore/una vendicatrice

• subiscono modifiche anche nella radice.


un empereur → une impératrice un imperatore/un’imperatrice

• formano il femminile regolarmente aggiungendo una e.


un supérieur → une supérieure un mineur → une mineure
un(a) superiore un(a) minorenne

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Il femminile

I nomi che terminano in - teur seguono la regola dei nomi in -eur. Formano, cioè, il femminile in
-teuse solo quando essi derivano da un verbo.

Maschile Participio presente Femminile


un chanteur (un cantante) → chantant → une chanteuse
un menteur (un bugiardo) → mentant → une menteuse

At tenzione!
un exécuteur → une exécutrice un inventeur → une inventrice
un esecutore/un’esecutrice un inventore/un’inventrice
un inspecteur → une inspectrice un persécuteur → une persécutrice
un ispettore/un’ispettrice un persecutore/una persecutrice

I nomi che, invece, non derivano da un verbo (cioè quelli per i quali non si può ottenere un par
ticipio
presente sostituendo -eur con -ant) formano il femminile sostituendo -teur con -trice.
un acteur → une actrice un instituteur → une institutrice
un attore/un’attrice un(a) maestro/a (di scuola primaria)
un collaborateur → une collaboratrice un lecteur → une lectrice
un collaboratore/una collaboratrice un lettore/una lettrice
un électeur → une électrice un traducteur → une traductrice
un elettore/un’elettrice un traduttore/una traduttrice

• -f trasformano la -f in -ve.
un Juif → une Juive un veuf → une veuve
un ebreo/un’ebrea un(a) vedovo/a

• -x trasformano la -x in -se.
l’époux → l’épouse lo/a sposo/a

Tabella riassuntiva

Maschile Femminile
– -e
-el, -en, -on, -et, -at, -ot -elle, -enne, -onne, -ette, -atte, -otte
-an, -ain, -in -e
-er -ère
-eur -euse
-teur -trice/-teuse
-f -ve
-x -se

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Il femminile

2 I nomi con la stessa radice che hanno il femminile irregolare


Alcuni nomi formano il femminile in modo irregolare pur avendo la stessa radice.
un canard → une cane un loup → une louve
un’anatra maschio/femmina un(a) lupo/a
un copain → une copine un neveu → une nièce
un amico/un’amica un(a) nipote (di zio)
un daim → une daine un roi → une reine
un daino maschio/femmina un re/una regina
un fils → une fille un sauvage → une sauvageonne
un(a) figlio/a un(a) selvaggio/a
Frédéric → Frédérique un serviteur → une servante
Federico/a un(a) servo/a
un gouverneur → une gouvernante un tsar → une tsarine
un governatore/una governatrice uno/a zar(ina)
un héros → une héroïne un vieux → une vieille
un eroe/un’eroina un(a) vecchio/a

3 I nomi con forme diverse al maschile e al femminile


• Riferiti a persone
un frère → une sœur un monsieur → une dame
un fratello/una sorella un(a) signore/a
un garçon → une fille un oncle → une tante
un(a) ragazzo/a un(a) zio/a
un homme → une femme un papa → une maman
un uomo/una donna un papà/una mamma
le mari → la femme un parrain → une marraine
il marito/la moglie un padrino/una madrina
monsieur → madame le père → la mère
signore/a il padre/la madre

• Riferiti ad animali
un bélier → une brebis un jars → une oie
un ariete/una pecora un’oca maschio/femmina
un bouc → une chèvre un porc → une truie
un caprone/una capra un maiale/una scrofa
un cerf → une biche un singe → une guenon
un(a) cervo/a una scimmia maschio/femmina
un cheval → une jument un taureau → une vache
un cavallo/una giumenta un toro/una vacca
un coq → une poule un veau → une génisse
un gallo/una gallina un(a) vitello/a

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Il femminile

C Particolarità
Certi nomi hanno un senso diverso a seconda del genere p. 261 . La parola amour è maschile
al singolare e femminile al plurale.
À nos amours, et qu’elles durent toujours !
Ai nostri amori affinché durino per sempre!

Amours si usa al maschile plurale solo quando significa Amorini (rappresentazioni di Cupido).
J’ai peint Vénus et ses petits Amours.
Ho dipinto Venere e i suoi Amorini.

II. Il femminile delle professioni


Molti sostantivi che solitamente si riferiscono alle professioni rimangono invariati.
un auteur un médecin
un autore/un’autrice un medico
un avocat 3 un ministre
un avvocato/un’avvocatessa un ministro
un docteur 4 un peintre
un(a) dottore(ssa) un pittore/una pittrice
un écrivain un professeur 5
uno scrittore/una scrittrice un(a) professore(ssa)
un ingénieur un témoin
un ingegnere un(a) testimone

At tenzione! Esistono, inoltre, nomi femminili usati comunemente per indicare


anche persone di sesso maschile.
une star, une vedette une éminence
un divo un’eminenza

In questi ultimi anni ci sono state polemiche, anche a livello politico, riguardo all’introduzione nell’uso
comune di forme femminili riguardanti le professioni.
Già nel 1 986 una circolare del Governo suggeriva l’impiego, nei documenti ufficiali, di forme femminili
relative alle diverse professioni (es. la directrice, la secrétaire, la conseillère), suscitando l’opposizione
dell’Académie française.

Questa tendenza ha continuato ad affermarsi alla fine degli anni ’90. Il femminile delle professioni sta
entrando, non senza resistenze, nell’uso comune secondo la regola generale della formazione del femminile.

3 Nel linguaggio familiare si dice anche avocate.


4 In francese si usa il titolo docteur solo per i medici, i veterinari e i dentisti. Il femminile doctoresse ha un senso
antiquato. Nel francese moderno si usa docteur per entrambi i generi. Un dottore in lettere (un docteur ès
lettres) si chiamerà semplicemente monsieur, madame o mademoiselle.
5 Quando il termine professeur è abbreviato in prof nel linguaggio familiare diventa sia maschile sia femminile:
le/la prof.

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Il femminile

Per i nomi che terminano


• per -e si concorda solo l’articolo.
un peintre → une peintre
un pittore/una pittrice
• per consonante si aggiunge una e.
un avocat → une avocate un président → une présidente
un avvocato/un’avvocatessa un(a) presidente(ssa)

Per alcuni nomi che terminano in -eur, come per altri (chef, médecin), è comunque difficile abituarsi a
formare il femminile e si tende piuttosto a concordare solo l’articolo.
un chef → une chef un médecin → une médecin un professeur → une professeur
un(a) capo/a un(a) dottore(ssa) un(a) professore(ssa)
N.B. Per indicare il femminile ed evitare equivoci si può ricorrere alle parole madame/mademoiselle
oppure al termine femme a seconda dei casi.
Madame le professeur Les femmes écrivains sont nombreuses.
Signora professoressa Le scrittrici sono numerose.

Se il genere è evidente non è necessario specificare con ulteriori parole.


Cette femme est un excellent médecin.
Questa donna è un ottimo medico.

Molti sostantivi che si riferiscono alle professioni hanno comunque una forma propria al femminile.
un artisan → une artisane un aviateur → une aviatrice
un artigiano/un’artigiana un aviatore/un’aviatrice
un chirurgien → une chirurgienne un conseiller → une conseillère
un chirurgo un(a) consigliere/a
un employé → une employée un narrateur → une narratrice
un impiegato/un’impiegata un narratore/una narratrice

III. Il femminile degli aggettivi


A Regola generale
La formazione del femminile degli aggettivi segue quella del femminile dei nomi. Quindi il femminile
degli aggettivi si forma aggiungendo una e al maschile.
grand → grande
grande

Gli aggettivi che al maschile terminano in -e rimangono invariati al femminile.


un devoir facile → une leçon facile
un compito facile una lezione facile

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Nome: Costanza

Il femminile

B Eccezioni
Come per i nomi, esistono diversi modi di formare il femminile.
1 Gli aggettivi che terminano per:
• -c al femminile prendono la desinenza -che o -que.
blanc → blanche caduc → caduque turc → turque
bianco/a caduco/a turco/a
franc → franche franc → franque (la popolazione franca)
franco/a franco/a At tenzione!
sec → sèche public → publique grec → grecque
asciutto/a pubblico/a greco/a

• -el, -eil, -en, -on, -et, -ot raddoppiano l’ultima consonante e prendono la e finale.
cruel → cruelle ancien → ancienne muet → muette
crudele antico/a muto/a
pareil → pareille bon → bonne vieillot → vieillotte
simile buono/a antiquato/a

N.B. Si osservi che anche nul (nullo, inetto) → nulle e gentil (gentile) → gentille raddoppiano la l.

At tenzione!
lapon → lapone complet → complète indiscret → indiscrète
lappone completo/a indiscreto/a
letton → lettone concret → concrète inquiet → inquiète
lettone concreto/a inquieto/a
mormon → mormone désuet → désuète replet → replète
mormone desueto/a grassoccio/a
nippon → nippone discret → discrète secret → secrète
nipponico/a discreto/a segreto/a

• -in, -ain, -ein, -un seguono la regola generale dell’aggiunta della e.


fin → fine vilain → vilaine serein → sereine brun → brune
fine brutto/a sereno/a bruno/a

Tra gli aggettivi che terminano in -an raddoppia la n solo paysan → paysanne (contadino/a).
N.B. Gli aggettivi e i sostantivi che terminano per n al maschile hanno sempre un suono nasale,
mentre al femminile, con l’aggiunta della e, essi perdono tale suono nasale p. 13 .

• -eur o -teur formano il femminile in -euse o -teuse se derivano da un verbo.


Per riconoscerli basta sostituire -eur con la desinenza -ant del participio presente: se la parola
ottenuta corrisponde al participio presente del verbo, l’aggettivo prenderà la desinenza -euse.

Maschile Participio presente Femminile


charmeur (incantatore) → charmant → charmeuse
menteur (bugiardo) → mentant → menteuse

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Il femminile

At tenzione!
enchanteur → enchanteresse vengeur → vengeresse
incantatore/incantatrice vendicatore/vendicatrice
exécuteur → exécutrice protecteur → protectrice
esecutore/esecutrice protettivo/a

Inoltre, formano il femminile regolarmente i seguenti aggettivi derivanti dal latino.


antérieur → antérieure anteriore meilleur → meilleure migliore
extérieur → extérieure esterno/a mineur → mineure minorenne
inférieur → inférieure inferiore postérieur → postérieure posteriore
intérieur → intérieure interno/a supérieur → supérieure superiore
majeur → majeure maggiorenne ultérieur → ultérieure ulteriore

• -teur, e non derivano da un verbo, sostituiscono, al femminile, -teur con -trice.


créateur → créatrice creatore/creatrice

• -er o -ier si trasformano in -ère, -ière.


amer → amère étranger → étrangère fier → fière
amaro/a straniero/a fiero/a
cher → chère dernier → dernière premier → première
caro/a ultimo/a primo/a
N.B. Cher/chère [ʃεr] , amer/amère [amεr] e fier/fière [fjεr] si pronunciano allo stesso modo
sia al maschile sia al femminile.

• -f trasformano la -f in -ve.
bref → brève craintif → craintive naïf → naïve neuf → neuve
breve timoroso/a ingenuo/a nuovo/a

• -gu al femminile prendono una dieresi sulla e finale p. 25, B .


ambigu → ambiguë exigu → exiguë
ambiguo/a esiguo/a

• -x al maschile trasformano la -x in -se.


jaloux → jalouse heureux → heureuse
geloso/a felice

At tenzione!
faux → fausse doux → douce roux → rousse vieux → vieille
falso/a mite, dolce, morbido/a rosso/a di capelli vecchio/a

2 Aggettivi che raddoppiano la s finale


Esistono sei aggettivi che raddoppiano la s prima di aggiungere la e del femminile.
bas → basse gras → grasse las → lasse At tenzione! frais → fraîche
basso/a grasso/a stanco/a fresco/a
épais → épaisse gros → grosse métis → métisse tiers → tierce
spesso/a grosso/a meticcio/a terzo/a

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Cognome: Ribi
Nome: Costanza

Il femminile

Tabella riassuntiva

Maschile Femminile
— -e
-e -e
-c -che/-que
-el, -eil, -en, -on, -et, -ot -elle, -eille, -enne, -onne, -ette, -otte
-in, -ain, -ein, -un -e
-eur -euse
-teur -teuse/-trice
-er -ère
-f -ve
-gu -guë
-x -se
-s -sse

3 Aggettivi che aggiungono una lettera


Alcuni aggettivi aggiungono una consonante o una vocale prima della e del femminile.
andalou → andalouse favori → favorite
andaluso/a favorito/a
long → longue rigolo → rigolote
lungo/a buffo/a (fam.)

C Particolarità
Esistono, infine, aggettivi che presentano una doppia forma al maschile e un’unica forma al femminile
p. 53, III, B .

Maschile Femminile
beau, bel bello belle
fou 6, fol pazzo, pazzesco folle
mou, mol molle molle
nouveau 7, nouvel nuovo nouvelle
vieux, vieil vecchio vieille

Bel, fol, mol, nouvel e vieil si usano davanti a vocale o h muta.


un bel avenir, le vieil homme

6 Fou può avere il significato di pazzo (Il est fou. È pazzo.) e pazzesco (C’est fou ! È pazzesco!)
7 Nouveau significa nuovo, mai visto, mentre neuf significa nuovo di zecca.

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Cognome: Ribi
Nome: Costanza

UNITÀ
Il plurale
Il plurale dei nomi e degli aggettivi si forma in maniera analoga.

I. Regola generale
In generale il plurale dei nomi e degli aggettivi si forma agg iungendo una s al singolare. Dal punto di vista
fonetico non sempre la pronuncia cambia. Talvolta il plurale è percepibile grazie alla liaison.
une montre suisse → des montres suisses un jour important → des joursimportants
un orologio/degli orologi svizzero/i un/dei giorno/i importante/i

II. Eccezioni
A Parole in -s, -x, -z
I nomi e gli aggettivi che al singolare terminano in -s, -x, -z rimangono invariati al plurale.
un pardessus gris → des pardessus gris un jeu dangereux → des jeux dangereux
un/dei soprabito/i grigio/grigi un gioco/dei giochi pericoloso/i

B Parole in -al
1 Regola generale
I nomi e gli aggettivi che al singolare terminano in -al formano il plurale in -aux.
un journal régional → des journaux régionaux un/dei giornale/i regionale/i
2 Principali eccezioni
I seguenti nomi e aggettivi in -al seguono, invece, la regola generale della formazione del plurale.
Nomi l’aval → les avals l’avallo/gli avalli
un bal → des bals una/delle festa/e da ballo
un cal → des cals un/dei callo/i
un carnaval → des carnavals un/dei carnevale/i
un cérémonial → des cérémonials un/dei cerimoniale/i
un chacal → des chacals uno/degli sciacallo/i
un festival → des festivals un/dei festival
un idéal 1 → des idéals un/degli ideale/i
un récital → des récitals un/dei recital
un régal → des régals un/dei piatto/i preferito/i, una/delle leccornia/e
un Rital 2 → des Ritals
un val 3 → des vals una/delle valle/i

Aggettivi fatal → fatals fatale/i natal → natals natale/i


final → finals finale/i naval → navals navale/i
glacial 4 → glacials glaciale/i prénatal → prénatals prenatale/i
idéal → idéals ideale/i

1 Idéal ha anche la forma in -aux: idéaux. 3 Come si può notare, nell’espressione par monts
2 In argot Rital significa Italiano (fam. peggiorativo). et par vaux, il plurale di val è in -aux.
4 Raro: glaciaux.

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Cognome: Ribi
Nome: Costanza

Il plurale

C Parole in -au, -eu, -eau


I nomi e gli aggettivi che terminano in -au, -eu, -eau prendono una -x al plurale.
un nouveau jeu → de nouveaux jeux un beau château → de beaux châteaux
un/dei nuovo/i gioco/giochi un/dei bel/i castello/i

At tenzione! Taluni nomi e aggettivi formano il plurale in s.


un pneu → des pneus un landau → des landaus bleu → bleus
uno/degli pneumatico/i una/delle carrozzina/e blu

N.B. Gli aggettivi di colore che derivano da un nome e gli aggettivi composti che indicano il colore
sono invariabili p. 63, IV .
des chaussures marron des robes bleu clair des manteaux vert foncé
delle scarpe marroni dei vestiti azzurro chiaro dei cappotti verde scuro

D Parole in -ou
I nomi che terminano in -ou seguono la regola generale (+ s).
un clou → des clous un/dei chiodo/i

Ma ci sono sette sostantivi che prendono la -x al plurale.


un bijou → des bijoux un hibou → des hiboux
un/dei gioiello/i un/dei gufo/i
un caillou → des cailloux un joujou → des joujoux
un/dei sasso/i un/dei giocattolo/i
un chou → des choux un pou → des poux
un/dei cavolo/i un pidocchio/dei pidocchi
le genou → les genoux
il ginocchio/le ginocchia

E Parole in -ail
I nomi che terminano in -ail seguono la regola generale (+ s).
un détail → des détails un dettaglio/dei dettagli
Ma ci sono alcuni nomi che cambiano -ail in -aux.
un bail → des baux un travail → des travaux
uno/dei contratto/i d’affitto uno/dei lavoro/i
un corail → des coraux un vantail → des vantaux
uno/dei corallo/i un/dei battente/i
un émail → des émaux un vitrail → des vitraux
uno/degli smalto/i una/delle vetrata/e
un soupirail → des soupiraux
uno spiraglio/degli spiragli

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Il plurale

F Parole dal plurale completamente irregolare


I nomi e gli aggettivi seguenti formano il plurale in modo del tutto irregolare.
monsieur → messieurs un aïeul → des aïeux un œil 6 → des yeux
signore/i un/degli avo/i un occhio/degli occhi
madame → mesdames le ciel 5 → les cieux
signora/e il/i cielo/i
mademoiselle → mesdemoiselles tout → tous
signorina/e tutto/i

III. Particolarità
A Sostantivi usati solo al plurale
1 Solo maschile plurale p. 264
les alentours les environs les pleurs
i dintorni i dintorni i pianti
les décombres les fonts baptismaux les vivres
le macerie il fonte battesimale i viveri
Aguets nell’espressione être aux aguets (essere in agguato).
2 Solo femminile plurale p. 264
les archives les funérailles les obsèques
gli archivi il funerale le esequie
les arrhes les mathématiques les ténèbres
la caparra la matematica le tenebre
les fiançailles les noces les vacances
il fidanzamento le nozze le vacanze

B Aggettivi con due forme al singolare


Gli aggettivi con due forme al maschile singolare p. 50, C formano il plurale in un unico modo.
beau/bel → beaux nouveau/nouvel → nouveaux vieux/vieil → vieux
bello/bei nuovo/i vecchio/vecchi
fou/fol → fous mou/mol → mous
pazzo/i molle/i

5 Ciel fa il plurale in ciels quando è usato in senso reale, nella pitturaLes ciels de Turner sont impressionnants.
Si usa ciels nelle espressioni: ciels de lit (baldacchini), ciels d’église (decorazioni nelle chiese che imitano il
cielo), ciels de carrière (soffitti nelle cave di pietra). Cieux è usato nel linguaggio soutenu per indicare la volta
celeste, oppure nel linguaggio religioso: Notre Père qui es aux Cieux […].
6 Œil fa il plurale in œils nelle espressioni: œils-de-bœuf (finestrini tondi), œils-de-chat (pietre preziose), œils-
de-perdrix (occhi di pernice).

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Il plurale

C Modifica della pronuncia


L’aggiunta della -s del plurale, o il fatto stesso che la parola sia plurale, cambia la pronuncia di
determinate parole.
un œuf [˜
nf] → des œufs [dezø] un os [˜
nɔs] → des os [dezo]
un/delle uovo/a un/delle osso/a
un bœuf [˜
nbf] → des bœufs [debø]
un bue/dei buoi

IV. Plurale di categorie particolari

A I nomi composti
Nella formazione del plurale dei nomi composti occorre tener conto degli elementi che costituiscono il
termine stesso. Possono presentarsi diversi casi.

1 Nomi composti che formano una parola unica


I nomi composti, i cui elementi costituiscono ormai una parola unica, formano il plurale agg
iungendo
una -s finale.
un passeport → des passeports un pourboire → des pourboires
un/dei passaporto/i una mancia/delle mance

Alcuni nomi composti, pur essendo scritti in un’unica parola, formano il plurale variando entrambi gli
elementi che li compongono.
madame → mesdames un bonhomme 7 → des bonshommes
signora/e un uomo/degli uomini
mademoiselle → mesdemoiselles un gentilhomme 7 → des gentilshommes
signorina/e un gentiluomo/dei gentiluomini
monsieur → messieurs
signore/i

Monsieur e messieurs 8 si possono usare come nomi comuni, preceduti da ar ticoli.


Madame/Mesdames 8 e mademoiselle/mesdemoiselles 8, preceduti da articolo, diventano
rispettivamente dame/dames e demoiselle/demoiselles.
Le monsieur du troisième étage et les dames du deuxième.
Il signore del terzo piano e le signore del secondo.

Messieurs, all’inizio di una lettera, traduce l’espressione italiana Spettabile Ditta.

7 Si osservi la diversa pronuncia di bonhomme al singolare [bɔnɔm] e al plurale [bɔ̃zɔm], e di gentilhomme al


singolare [ɑ̃tijɔm] e al plurale [ɑ̃tizɔm].
8 Si usano questi termini con la maiuscola nella corrispondenza amministrativa e a proposito delle persone di cui si
parla quando si crede di dover loro rispetto. Monsieur, le frère du Roi Monsieur, il fratello del re.

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Il plurale

At tenzione! Quando i termini madame, mademoiselle, monsieur sono titoli o sono usati al
vocativo 9, rifiutano l’articolo p. 30, C .
Mesdames et messieurs, bonsoir ! Vous avez besoin d’aide, mesdames ?
Signore e signori, buonasera! Avete bisogno d’aiuto, signore?/
Le signore hanno bisogno d’aiuto?

2 Nomi composti con o senza trattino


Nei nomi composti i cui elementi si scrivono separati, si possono mettere al plurale soltanto i nomi
e gli aggettivi. Sono invariabili i verbi, gli avverbi, i pronomi e le preposizioni.
le grand-père 10 → les grands-pères un passe-partout → des passe-partout
il/i nonno/i un/dei passe-partout (chiave universale)

Come si può osservare, entrambi gli elementi digrand-père possono prendere il segno del plurale
trattandosi rispettivamente di un aggettivo e di un nome.
In passe-partout, invece, tutti e due gli elementi sono invariabili, trattandosi rispettivamente di un
verbo e di un avverbio.

Esaminiamo ora le differenti tipologie di nomi composti.


• Nome + nome
Quando il nome composto è formato da due nomi coordinati, entrambi gli elementi prendono il
segno del plurale.
un chef-lieu → des chefs-lieux un oiseau-mouche → des oiseaux-mouches
un capoluogo/dei capoluoghi un/degli uccello/i mosca

Quando il nome composto è formato da due nomi, uno dei quali è complemento dell’altro (può
essere presente o meno una preposizione), prende il segno del plurale solo l’elemento principale
(il primo che si trova nella parola composta), mentre il nome-complemento rimane invariabile.
un arc-en-ciel → des arcs-en-ciel un timbre-poste → des timbres-poste
un/degli arcobaleno/i un/dei francobollo/i
un chef-d’œuvre → des chefs-d’œuvre un ver à soie → des vers à soie
un/dei capolavoro/i un baco/dei bachi da seta
un coup d’œil → des coups d’œil
un’/delle occhiata/e

At tenzione! I seguenti nomi rimangono invariati al plurale.


des coq-à-l’âne des pot-au-feu
dei discorsi senza capo né coda dei pot-au-feu
des pied-à-terre des tête-à-tête
dei pied-à-terre dei colloqui a quattrocchi

9 È un caso latino che si usa per esprimere un richiamo a qualcosa o qualcuno cui ci si rivolge al discorso diretto.
10 Al singolare grand rimane invariato quando è unito con un trattino a certe parole femminili (la grand-mère).
Al plurale femminile grand può rimanere invariato o prendere solo la -s: grand(s)-mères, grand(s)-tantes.

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Il plurale

• Aggettivo + aggettivo
Quando un nome composto è formato da due aggettivi, entrambi gli elementi prendono il segno
del plurale.
un clair-obscur → des clairs-obscurs un sourd-muet → des sourds-muets
un/dei chiaroscuro/i un/dei sordomuto/i

At tenzione! Il primo aggettivo non varia se ha valore avverbiale.


un nouveau-né → des nouveau-nés un/dei neonato/i p. 62, I .

• Aggettivo + nome/Nome + aggettivo


In questi casi tanto l’aggettivo quanto il nome variano.
une basse-cour → des basses-cours le grand-père → les grands-pères
un pollaio/dei pollai il/i nonno/i
un coffre-fort → des coffres-forts un rouge-gorge → des rouges-gorges
una/delle cassaforte/i un/dei pettirosso/i
N.B. L’aggettivo demi rimane invariato quando precede il nome (al quale è collegato da un
trattino) mentre concorda nel genere quando lo segue.
une demi-heure → des demi-heures una/delle mezz’ora/e
une demi-journée → des demi-journées una/delle mezza/e giornata/e
Ma une heure et demie un’ora e mezzo/a p. 62, II .

• Avverbio + nome/Preposizione + nome


In questi casi soltanto il nome prende il segno del plurale purché il senso lo consenta.
un haut-parleur 11 → des haut-parleurs un sans-patrie 12 → des sans-patrie
un/degli altoparlante/i un/dei senzapatria
une arrière-boutique → des arrière-boutiques
un/dei retrobottega

• Verbo + complemento oggetto


Non esiste una regola fissa. A volte il complemento oggetto prende il segno del plurale, altre volte
rimane invariato. Molto spesso ciò dipende dall’uso e dal significato.
Ecco come si comportano i principali nomi composti che rientrano in questa categoria.

11 In questo caso haut non è aggettivo ma avverbio, cioè le haut-parleur è l’apparecchio che parla forte.
12 Il nome non prende il segno del plurale in quanto il senso è quello di persona senza patria.

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Il plurale

Il complemento oggetto prende il segno del plurale


un couvre-chef → des couvre-chefs un garde-robe → des garde-robes
un/dei copricapo/i un/dei guardaroba
un couvre-feu → des couvre-feux un passe-montagne → des passe-montagnes
un/dei coprifuoco un/dei passamontagna
un couvre-lit → des couvre-lits un pique-nique → des pique-niques
un/dei copriletto/i uno/dei picnic
un couvre-radiateur → des couvre-radiateurs un prête-nom → des prête-noms
un/dei copricalorifero/i un/dei prestanome
un couvre-roue → des couvre-roues un tire-bouchon → des tire-bouchons
un/dei copriruota un/dei cavatappo/i
un croque-mort → des croque-morts un tourne-disque → des tourne-disques
un/dei beccamorto/i un/dei giradischi
un garde-fou → des garde-fous
una/delle ringhiera/e

Il complemento oggetto resta invariabile al plurale


un ayant cause → des ayants cause un faire-part → des faire-part
un/degli avente/i causa una/delle partecipazione/i di nozze
un ayant droit → des ayants droit un prie-Dieu → des prie-Dieu
un/degli avente/i diritto un inginocchiatoio/degli inginocchiatoi
un cache-nez → des cache-nez un trompe-l’œil → des trompe-l’œil
un/dei cache-nez un/dei trompe-l’œil

At tenzione! I nomi composti contenenti la parola garde si comportano in modo diverso a seconda
del significato della parola composta. Garde prende la s del plurale quando indica una persona
(un garde-chasse → des gardes-chasses un/dei guardacaccia ), ma è invariabile quando
indica una cosa (un garde-manger → des garde-manger una/delle dispensa/e).

N.B. In alcuni nomi composti formati da verbo + complemento oggetto il complemento prende il
segno del plurale anche al singolare.
un casse-noisette(s) un compte-goutte(s) un porte-cigarettes
uno schiaccianoci un contagocce un portasigarette
un casse-noix un porte-allumettes un porte-clé(s)
uno schiaccianoci un portafiammiferi un portachiavi
un casse-pied(s) un porte-bagages un porte-parapluie(s)
un rompiscatole un portabagagli un portaombrelli
un casse-pipe(s) (fam.) un porte-cigares un porte-serviette(s)
una guerra, il fronte un portasigari un portasciugamani

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Il plurale

Il complemento oggetto può prendere o meno il segno del plurale


un abat-jour 13 → des abat-jour(s) un coupe-papier → des coupe-papier(s)
un/dei paralume/i un/dei tagliacarte
un abat-vent → des abat-vent(s) un crève-cœur → des crève-cœur(s)
un/dei cappello/i (di comignolo) un/dei crepacuore
un brise-vent → des brise-vent(s) un garde-manger → des garde-manger(s)
un/dei frangivento/i una/delle dispensa/e
un brûle-gueule → des brûle-gueule(s) (fam.) un gratte-ciel → des gratte-ciel(s)
una/delle pipa/e un/dei grattacielo/i
un cache-col → des cache-col(s) un perce-neige → des perce-neige(s)
una/delle sciarpetta/e un/dei bucaneve
un cache-pot → des cache-pot(s) un porte-bonheur → des porte-bonheur(s)
un/dei portavaso/i un/dei portafortuna
un casse-cou → des casse-cou(s) un porte-monnaie → des porte-monnaie(s)
un/dei scavezzacollo/i un/dei portamonete
un casse-croûte → des casse-croûte(s) un porte-plume → des porte-plume(s)
uno/degli spuntino/i un/dei portapenne
un casse-tête → des casse-tête(s) un saute-ruisseau → des saute-ruisseau(x)
un/dei rompicapo/i un/dei fattorino/i
un chasse-neige → des chasse-neige(s)
uno/degli spazzaneve

• Verbo + verbo/Verbo + complemento indiretto/Pronome + verbo/Verbo + avverbio/


Avverbio + verbo
In questi casi nessun elemento può prendere il segno del plurale.
Nome composto da due verbi
un laissez-passer → des laissez-passer un/dei lasciapassare
Nome composto da un verbo e da un complemento indiretto
un meurt-de-faim → des meurt-de-faim un/dei morto/i di fame
Nome composto da un pronome e un verbo
un on-dit → des on-dit una/delle diceria/e
Nome composto da un verbo e un avverbio
un passe-partout → des passe-partout un/dei passe-partout (chiave universale)
Nome composto da un avverbio e un verbo
un déjà-vu → des déjà-vu un/dei déjà-vu

• Nomi composti contenenti parole straniere


Generalmente i nomi composti stranieri sono invariabili.
un ex-voto → des ex-voto un post-scriptum → des post-scriptum
uno/degli ex-voto un/dei post scriptum
un vade-mecum → des vade-mecum
un/dei vademecum

13 Si osservi che in italiano con il termine abat-jour si intende la lampada nella sua globalità
e non soltanto il paralume come in francese.
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Il plurale

B I nomi propri
1 Nomi che prendono il segno del plurale
Prendono il segno del plurale:
• i nomi che indicano paesi, popoli, regioni, arcipelaghi, catene montuose.
les États-Unis (nome di paese) les Flandres
gli Stati Uniti le Fiandre
les Italiens (nome di popolo) les Antilles (nome di arcipelago)
gli Italiani le Antille
les Abruzzes (nome di regione) les Alpes (nome di catena montuosa)
gli Abruzzi le Alpi

N.B. I nomi che indicano la nazionalità prendono la maiuscola quando si parla del popolo, ma
rimangono con la minuscola se si riferiscono alla lingua del paese o se sono aggettivi.
les Allemands (popolo) l’allemand (lingua) un berger allemand (aggettivo)
i Tedeschi il tedesco un pastore tedesco

• i nomi propri di persona.


Si usa il plurale quando si vogliono indicare le opere di un ar tista, le dinastie, le antiche famiglie
celebri nonché i nomi che designano, per antonomasia, dei tipi.
les Monets (i quadri di Monet) les Horaces et les Curiaces
les Stuarts (dinastia) les Capets
les Bourbons les Tudor(s)
les Condés les Guises
les Plantagenêts les Mécènes (i mecenati)
les Cicérons (indica per antonomasia il tipo del grande oratore) les Césars

2 Nomi che non prendono il segno del plurale


Non prendono il segno del plurale:
• i nomi propri di persona o di famiglie illustri
Le parole indicate nel punto precedente fanno ovviamente ecce zione. Se questi nomi sono
preceduti da un articolo al plurale, anche se riferiti a un’unica persona, non prendono il segno del
plurale.
les Bonaparte les Visconti les Borgia les Goncourt
Les Racine et les Corneille sont rares.
Autori della portata di Racine e Corneille sono rari.

• i nomi che indicano titoli di riviste, giornali e libri


Je voudrais les trois derniers Nice-Matin.
Vorrei gli ultimi tre “Nice-Matin”.

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Il plurale

C I nomi stranieri
In generale si può affermare che i nomi stranieri prendono il segno del plurale quando sono di uso
molto frequente e sono quindi entrati a far parte della lingua francese. Ecco i più comuni.

un agenda → des agendas un géranium → des géraniums


un’/delle agenda/e un geranio/dei gerani
un album → des albums un hosanna → des hosannas
un/degli album un/degli osanna
un aléa → des aléas un lavabo → des lavabos
un rischio/dei rischi un/dei lavandino/i
un alibi → des alibis un muséum → des muséums
un/degli alibi un/dei museo/i di storia naturale
un alinéa → des alinéas un numéro → des numéros
un/dei capoverso/i un/dei numero/i
un alléluia → des alléluias un opéra → des opéras
un/degli alleluia un’/delle opera/e
un bifteck → des biftecks un panorama → des panoramas
una bistecca/delle bistecche un/dei panorama/i
un boa → des boas un piano → des pianos
un/dei boa un/dei pianoforte/i
un boléro → des boléros une pizza → des pizzas
un/dei bolero/i una/delle pizza/e
un bravo → des bravos un pizzicato → des pizzicatos
un/degli applauso/i un/dei pizzicato/i
un cicérone → des cicérones un récépissé → des récépissés
un/dei cicerone/i una/delle ricevuta/e
un concerto → des concertos un scénario → des scénarios
un/dei concerto/i una/delle sceneggiatura/e
un condottiere → des condottieres un sofa → des sofas
un/dei condottiere/i
un/dei sofà
un contralto → des contraltos
un soprano → des sopranos
un/dei contralto/i
un/dei soprano/i
une corrida → des corridas
un spécimen → des spécimens
una/delle corrida/e
una/delle copia/e saggio
un duo → des duos
un toast → des toasts
un/dei duetto/i
un/dei brindisi
un écho → des échos
un tréma → des trémas
una eco/degli echi
una/delle dieresi
un embargo → des embargos
une villa → des villas
un embargo/degli embarghi
una/delle villa/e
un examen → des examens
un visa → des visas
un/degli esame/i
un/dei visto/i
un fac-similé → des fac-similés
un/dei facsimile/i un zéro → des zéros
uno/degli zero/i
un factotum → des factotums
un/dei factotum

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Il plurale

1 Parole latine

Rimangono invariati i seguenti nomi di origine latina.


un amen un errata un post-scriptum
un amen un errata corrige un post-scriptum
un Ave Maria un extra un requiem
un’avemaria un extra un requiem
un Credo un miserere un vade-mecum
un Credo un miserere un vademecum
un curriculum vitæ un nota bene un veto
un curriculum vitæ un notabene un veto

Pronuncia [ɔm] della finale latina p. 13

Nel linguagg io corrente maximum, minimum, référendum, consortium e solarium


prendono la -s del plurale (mentre il loro plurale è maxima e minima nel linguaggio scientifico).

2 Parole italiane
Le seguenti parole italiane, anche se entrate nell’uso, prendono il segno del plurale italiano in -i.
un carbonaro → des carbonari un lazzarone → des lazzaroni
un bravo (un sicario) → des bravi
Confetti 14, graffiti, lasagne, macaroni, ravioli, panini, salami e spaghetti sono parole
singolari in francese e formano il plurale aggiungendo una -s.

F Si ricordi che il plurale con la -s, alla francese, si può usare per le parole straniere accanto al plurale
I della lingua di orig ine. In italiano, invece, le parole straniere rimangono di solito invariate al plurale
(un camion, dei camion/un film, dei film/una star, delle star).

3 Parole inglesi
Le parole inglesi barman, cameraman, gentleman, policeman, recordman formano il
plurale come in inglese, cambiando -man in -men.

Allo stesso modo le parole baby, dandy, grizzly, hippy, lady, milady, tory, whisky formano
il plurale come in inglese, cambiando la finale -y in -ies.

Generalmente sandwich al plurale fa sandwiches, ma non ci sono regole fisse. Queste parole
inglesi possono, infatti, formare il plurale anche alla francese: des barmans, des ladys, des
sandwichs...

4 Parole tedesche
La parola tedesca Lied (canzone), usata generalmente nel linguagg io musicale, fa il plurale alla
tedesca, Lieder. Nel linguaggio corrente si trova, però, anche il plurale lieds. Allo stesso modo la
parola Leitmotiv fa normalmente il plurale come in tedesco Leitmotive, ma si trova anche la
forma leitmotivs.

14 Si osservi che in francese confettis significa coriandoli.

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UNITÀ
Gli aggettivi invariabili
Esistono in francese degli aggettivi detti invariabili poiché non concordano in genere e in numero con il
termine cui si riferiscono.

I. Gli aggettivi composti


Negli aggettivi composti il primo aggettivo è invariabile in diversi casi.
• Cambiamento della finale in -o o -i.
Quando, cambiando rispetto alla sua forma consueta, l’aggettivo termina in -o o -i, tale aggettivo
diventa invariabile.
français: franco-italien → franco-italienne franco-italiano/a
franco-italiens → franco-italiennes franco-italiani/e
tragique: tragi-comique → tragi-comiques tragi-comico/a/i/che

• L’aggettivo deriva da un nome composto.


l’Extrême-Orient → les peuples extrême-orientaux
i popoli dell’Estremo Oriente
les populations extrême-orientales
le popolazioni dell’Estremo Oriente

• L’aggettivo ha il valore di un avverbio.


nouveau-né → des petites filles nouveau-nées
delle (bambine) neonate

At tenzione! Se nouveau fa parte di un participio passato sostantivato


concorda in genere e numero, tranne che nei composti di nouveau-né.
les nouveaux arrivés
i nuovi arrivati

II. Demi-, semi-, mi- e nu-


Demi-, semi- e mi- sono invariabili in alcuni casi, cioè quando sono seguiti da un trattino e precedono:
• un nome.
une demi-heure la mi-juin
una mezz’ora alla metà di giugno

At tenzione! Demi posto dopo un nome cui è unito dalla congiunzione et è, invece,
variabile e concorda in genere, ma non in numero, con il termine a cui si riferisce.
une heure et demie quatre heures et demie
un’ora e mezzo le quattro e mezzo

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Gli aggettivi invariabili

• un aggettivo o un participio passato con valore di aggettivo.


des régions semi-désertiques des vins demi-secs
delle regioni semidesertiche dei vini demi-sec

Anche l’aggettivo nu (usato davanti a una par te del corpo senza ar ticolo) rimane invariato e viene
unito al nome che segue mediante un trattino. Nu è, invece, variabile se segue il nome.
Elle marche nu-pieds. Ma Elle marche pieds nus.
Cammina a piedi nudi.

III. Gli aggettivi con valore avverbiale

A Gli aggettivi qualificativi


Restano invariabili gli aggettivi usati con valore avverbiale:voir clair, parler franc, sentir bon, coûter
cher, chanter faux, ecc.
Ces livres/revues coûtent très cher.
Questi/e libri/riviste sono cari/e.

B Tout
Tout usato in senso avverbiale (quando significa, cioè, interamente, del tutto, completamente) è
invariabile. È, invece, variabile in genere e numero davanti agli aggettivi femminili che iniziano per
consonante o h aspirata p. 118, B, 2 .
Il est tout étonné. → Elle est tout étonnée. È del tutto stupito/a.
Il est tout seul. → Elle est toute seule. È completamente solo/a.
Ils sont tout étonnés. → Elles sont tout étonnées. Sono del tutto stupiti/e.
Il est tout honteux. → Elle est toute honteuse. È del tutto vergognoso/a.

IV. Gli aggettivi di colore


A Gli aggettivi composti
Gli aggettivi di colore sono invariabili nei seguenti casi:
• aggettivo + aggettivo
un œil bleu clair → des yeux bleu clair une robe gris-vert → des robes gris-vert
un occhio/degli occhi azzurro chiaro un/dei vestito/i grigioverdi

• aggettivo (+ de) + nome


des chemises gris perle des rideaux bleu de Prusse
delle camicie grigio perla delle tende (color) blu di Prussia

• aggettivo + et + aggettivo (quando indicano un insieme bicolore)


des photos noir et blanc
delle foto in bianco e nero

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Gli aggettivi invariabili

B Gli aggettivi derivati da un nome


Quando un nome che indica un fiore o un frutto è usato con valore di aggettivo, l’aggettivo non
prende il segno del plurale.
des jupes marron des chemises fuchsia [fyʃja]
delle gonne marroni/e delle camicie fucsia
des yeux noisette des sandales orange
degli occhi (color) nocciola dei sandali arancioni

N.B. Gli aggettivi rose, mauve, pourpre, écarlate sono diventati degli aggettivi a tutti gli effetti e
concordano in genere e in numero col nome a cui si riferiscono.
des jupes roses
delle gonne rosa

Châtain, variabile al plurale, viene preferibilmente usato al femminile al posto di châtaine (raro).
des cheveux châtains une femme châtain(e)
dei capelli castani una donna castana

V. Altri elementi grammaticali


Alcuni elementi grammaticali, usati occasionalmente con valore di aggettivo, sono invariabili.
• Gli avverbi
les banquettes arrière des jeunes filles bien
i sedili posteriori delle ragazze perbene

• I nomi o i gruppi costituiti da aggettivo + nome


des achats bon marché
degli acquisti a buon mercato
• Extra, maxi, mini, super, ultra
des films super des vacances extra
dei film fantastici delle vacanze straordinarie

VI. Gli aggettivi sempre invariabili


Rimangono invariati gli aggettivi angora, chic, rococo, snob, sterling, open, standard, kaki…
des chemises kaki des livres sterling des vêtements chic(s)
delle camicie cachi delle sterline dei vestiti eleganti

At tenzione! Si osservi che angora, snob e chic si possono trovare anche al plurale.

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UNITÀ
I possessivi
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I. Gli aggettivi possessivi
Gli aggettivi possessivi indicano un vincolo di appar tenenza e concordano in genere e numero col nome
cui si riferiscono.
Mon appartement est ensoleillé. Notre fille est à la fac de droit.
Il mio appartamento è soleggiato. Nostra figlia frequenta (la facoltà di) giurisprudenza.

A Forme
Maschile Femminile Maschile e Femminile
mon ma/mon 1 mes
ton ta/ton 1 tes
son sa/son 1 ses
Singolare Plurale
notre nos
votre vos
leur leurs

B Osservazioni
Gli aggettivi possessivi rifiutano sempre l’ar ticolo determinativo e, di conseguenza, la preposizione
articolata, a cui si sostituisce de.
Mon sport préféré est le rugby. Voilà l’adresse de mes cousins.
ll mio sport preferito è il rugby. Ecco l’indirizzo dei miei cugini.

F L’aggettivo possessivo è, in generale, molto più usato in francese che in italiano.


I Je dois faire mes devoirs. Il est venu avec son père.
Devo fare i compiti. È venuto con il padre.
Aujourd’hui, je mets ma jupe bleue. Je prends mon petit-déjeuner à 7 heures.
Oggi mi metto la gonna blu. Faccio colazione alle sette.

Tuttavia, in francese, si usa l’articolo determinativo invece dell’aggettivo possessivo quando il rapporto di
possesso è evidente e, in generale, con un nome indicante una parte del corpo o una facoltà dell’anima
p. 29 .
Il faut que je rentre à la maison. J’ai mal à la tête.
Devo tornare a casa. Ho mal di testa.
Traduzione di più aggettivi possessivi davanti a un sostantivo p. 67, B .

Si osservi che il possesso può essere espresso in francese con il verbo être + à + pronome tonico o
nome p. 67, C . In questo caso être significa appartenir.
Ce CD est à moi/Marie. Le livre que j’ai lu est à/appartient à ma sœur.
Questo CD è mio/di Maria. Il libro che ho letto è di/appartiene a mia sorella.

1 Mon, ton, son sono usati davanti alle parole femminili che iniziano per vocale o h muta.
mon école ton université son histoire

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I possessivi

N.B. Si osservi che talune espressioni proprie della corrispondenza vengono rese in modo diverso
nelle due lingue.
Nous attendons une réponse de votre part.
Attendiamo una Vostra risposta.

C Traduzione di alcune espressioni italiane


1 Un mio, una tua, un vostro, una loro, ecc.
Queste espressioni italiane vengono tradotte con un de mes, une de tes, un de vos, une de
leurs, ecc.
J’ai rencontré une de mes amies. Un de nos collègues est parti pour la Grèce.
Ho incontrato una mia amica. Un nostro collega è partito per la Grecia.

Con gli aggettivi numerali e i pronomi indefiniti si usa la stessa costruzione del caso precedente.
trois de mes amis aucun de mes/tes... voisins
tre miei amici nessun mio/tuo... vicino
quelques-uns de mes/tes... amis chacun de mes/tes... problèmes
qualche mio/tuo... amico ogni mio/tuo... problema
certains de mes/tes... collègues plusieurs de mes/tes... amis
certi miei/tuoi... colleghi parecchi miei/tuoi... amici

Quando, però, in italiano il possessivo è preceduto da un articolo determinativo, in francese si lascia


l’aggettivo possessivo davanti all’aggettivo numerale.
mes trois amis i miei tre amici (= di cui ho appena parlato)
ses deux chiens i suoi due cani (= ne ha solo due ≠ due dei suoi cani = ne ha più di due)

Nel caso in cui in italiano compaia anche l’aggettivo dimostrativo, bisogna omettere uno dei due
aggettivi, traducendo in francese il più significativo.
Ce travail est très difficile.
Questo tuo lavoro è molto difficile.
Ton travail est très difficile.
2 Proprio
L’aggettivo proprio, con valore possessivo, si rende in francese con un aggettivo possessivo, rafforzato
eventualmente da propre.
Ognuno verrà con la propria macchina. Gli avvocati difendono i propri clienti.
Chacun viendra avec sa (propre) voiture. Les avocats défendent leurs (propres) clients.

II. I pronomi possessivi


I pronomi possessivi si usano per indicare il possesso di qualcosa g ià citato in precedenza che resta
sottinteso. Come in italiano, i pronomi possessivi sono preceduti dall’ar ticolo determinativo o da una
preposizione articolata.
Voilà mon idée, quelle est la tienne ? Je ne parle pas de mon problème, mais du tien.
Questa è la mia idea, qual è la tua? Non parlo del mio problema, ma del tuo.

N.B. In francese i pronomi possessivi sono diversi dagli aggettivi possessivi.

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I possessivi

A Forme
Maschile Femminile Maschile Femminile
le mien la mienne les miens les miennes
le tien la tienne les tiens les tiennes
le sien la sienne les siens les siennes
Singolare Plurale
le nôtre 1 la nôtre 1 les nôtres 2
le vôtre 1 la vôtre 1 les vôtres 2
le leur la leur les leurs

B Osservazioni
Quando in italiano due o più aggettivi possessivi precedono un sostantivo, in francese si lascia soltanto
il primo. Gli altri si rendono con un pronome possessivo equivalente che segue il sostantivo.
I miei e i suoi amici vanno d’accordo.
Mes amis et les siens s’entendent bien.

Come in italiano, il pronome possessivo può essere talvolta usato sottintendendo il termine familiari.
Les miens (= ma famille) sont à la mer. I miei (familiari) sono al mare.

C Altri modi per esprimere il possesso


1 Con il verbo être
Il possesso può essere espresso in francese con être + à+ pronome tonico o nome. In questo
caso il verbo être significa appartenir p. 65, B .
Ces papiers sont à moi. (= Ce sont les miens.)
Questi documenti sono miei. (= Sono i miei.)
Ces livres sont à Marie. (= Ce sont les siens.)
Questi libri sono di Marie. (= Sono i suoi.)

2 Traduzione di “il proprio” (pronome)


Il proprio si rende in francese con il pronome possessivo.
Non ci sono bicchieri, che ognuno porti il proprio.
Il n’y a pas de verres, que chacun apporte le sien.

N.B. Nella corrispondenza commerciale le espressioni la nostra, la Vostra…, che si riferiscono alle
lettere, si traducono in francese con l’aggettivo possessivo esprimendo anche il sostantivo lettera.
In risposta alla Vostra del 3 dicembre…
En réponse à votre lettre du 3 décembre…

2 Gli aggettivi notre e votre si pronunciano con una o aperta [ɔ]. Al contrario i pronomi le, la, les nôtre(s)/
vôtre(s) si pronunciano con una o chiusa [o].

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UNITÀ
I dimostrativi
Gli aggettivi e i pronomi dimostrativi servono a specificare la persona o la cosa di cui si parla, nonché a
situarla nel tempo e nello spazio.

I. Gli aggettivi dimostrativi


A Forme e generalità
Gli aggettivi dimostrativi concordano in genere e in numero con il sostantivo a cui si riferiscono.
Ce train est en retard. Ces bagages sont très lourds.
Questo treno è in ritardo. Questi bagagli sono molto pesanti.
Cette demi-heure est passée très rapidement. Ces filles sont gentilles.
Questa mezz’ora è trascorsa molto in fretta. Queste ragazze sono gentili.

Singolare Plurale
ce
Maschile
cet 1 ces
Femminile cette 2

Gli aggettivi dimostrativi traducono gli aggettivi dimostrativi italiani


questo/codesto/quello questa/codesta/quella
questi/codesti/quelli queste /codeste/quelle
cet homme ces livres
quest’/codest’/quell’uomo questi/codesti/quei libri
cette école ces maisons
questa/codesta/quella scuola queste/codeste/quelle case

B Osservazioni
In francese esiste una sola forma per questo e quello. È possibile comunque distinguerli ricorrendo
alle particelle -ci e -là poste dopo il sostantivo a cui si riferiscono, precedute da un trattino.
Ce livre-ci est intéressant, ce livre-là est ennuyeux.
Questo libro è interessante, quel libro è noioso.
Cette fenêtre-ci est ouverte, cette fenêtre-là est fermée.
Questa finestra è aperta, quella finestra è chiusa.

1 Cet va usato davanti ai nomi maschili che cominciano con una vocale o una h muta.
2 Cette non si apostrofa mai.

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I dimostrativi

Le particelle -ci e -là si usano di solito quando si parlacontemporaneamente di due cose o persone.
Esse possono, però, essere adoperate quando si parla di una sola cosa o persona, per sottolinearne la
vicinanza, la lontananza o, comunque, per enfatizzare la cosa o la persona che si sta indicando.
Je prends cette robe-ci ! Passe-moi cette chaise-là, s’il te plaît !
Prendo questo vestito! (non un altro) Passami quella sedia, per favore! (non un’altra)
J’aime bien ce chanteur-ci ! Prête-moi ces livres-là, s’il te plaît !
Mi piace molto questo cantante! (proprio questo) Prestami quei libri, per favore! (proprio quelli)

At tenzione! In francese, nella lingua parlata, si tende ad usare -là senza tenere rigorosamente
conto della nozione di vicinanza/lontananza.
Avec cet enfant-là, je ne sais pas quoi faire ! Con questo bambino non so che fare!

L’aggettivo dimostrativo e il sostantivo possono essere accompagnati da aggettivi qualificativi, numerali


e indefiniti.
ces belles queste belle
Je dois envoyer ces trois cartes postales. Devo spedire queste tre cartoline.
toutes ces tutte queste

F In italiano l’aggettivo dimostrativo può essere accompagnato da un aggettivo possessivo. In francese,


I invece, si usa l’uno o l’altro. Solitamente si elimina l’aggettivo meno impor tante nel contesto in cui
si sta parlando.
Votre travail est très important.
Questo vostro lavoro è molto importante.
Ce travail est très important.

L’aggettivo dimostrativo viene di solito sostituito dall’articolo determinativo quando è seguito da un


pronome relativo o, comunque, quando il nome è g ià sufficientemente determinato (ad esempio da
de, che introduce un complemento di specificazione).
Ce film que tu as vu. (uso familiare ed enfatico)
Quel film che hai visto.
Le film que tu as vu.
Le livre de ton ami. (unica forma possibile) Quel libro del tuo amico.

II. I pronomi dimostrativi


I pronomi dimostrativi sostituiscono un g ruppo nominale sottinteso e concordano in genere e in numero
con esso.
J’aime les deux pulls : celui-ci est doux, celui-là est très chic.
Mi piacciono entrambi i maglioni: questo è morbido, quello è molto elegante.

A Forme

Forma semplice Forma composta


Singolare Plurale Singolare Plurale
celui ceux celui-ci ceux-ci
Maschile N.B. In francese il
celui-là ceux-là pronome dimostrativo
celle celles celle-ci celles-ci differisce dall’aggettivo
Femminile
celle-là celles-là dimostrativo.

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I dimostrativi

1 La forma semplice
Di solito il pronome dimostrativo non viene usato da solo, ma accompagnato da:
• una proposizione relativa.
Ce livre n’est pas celui que j’ai commandé.
Questo libro non è quello che ho ordinato.

• un participio o un complemento preceduto da preposizione.


Vous prenez quelle chambre ? Celle donnant sur la cour ?
Quale camera prendete? Quella che dà sul cortile?
Tu veux lequel ? Celui sur la gauche.
Quale vuoi? Quello sulla sinistra.

• un complemento introdotto dalla preposizione de semplice o articolata.


Ma voiture ne marche pas : je vais prendre celle de mon père.
La mia macchina non funziona: prenderò quella di mio padre.

2 La forma composta
Le forme composte con le particelle -ci e -là si usano per mettere in contrapposizione due elementi
nonché per indicare la vicinanza e la lontananza.
Cette jupe-ci est plus serrée que celle-là.
Questa gonna è più stretta di quella.
Ce bouquiniste-ci a plus d’éditions rares que celui-là.
Questo venditore di libri usati ha più edizioni rare di quello.
Ces livres-ci sont d’occasion, ceux-là sont neufs.
Questi libri sono usati, quelli sono nuovi.

La forma composta può anche essere utilizzata da sola quando si desidera indicare proprio quello.
J’achète celui-ci. -Regarde celui-là !-Lequel ? – Le garçon blond là-bas.
Compro questo. - Guarda quello! – Quale? – Il ragazzo biondo laggiù.

Tale forma composta può, infine, essere usata da sola anche in inizio di frase, nel senso di
quest’ultimo, questi ultimi… qualora vi sia un antecedente che permetta tale costruzione.
Ceux-ci (ces derniers) ne font pas partie de notre groupe.
Questi ultimi (appena citati) non fanno parte del nostro gruppo.

Le forme composte non si usano quando il pronome dimostrativo è seguito da un pronome relativo
(qui/que/dont/où) o dalla preposizione de, semplice o articolata.
J’ai plusieurs propositions à te faire : choisis celle que tu préfères.
Ho parecchie proposte da farti: scegli quella che preferisci.
Cet hôtel est plus confortable que celui où nous avons séjourné l’été dernier.
Questo albergo è più confortevole di quello in cui abbiamo soggiornato l’estate scorsa.
Mon manteau est noir, celui de ma sœur est vert.
Il mio cappotto è nero, quello di mia sorella è verde.

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I dimostrativi

B Traduzione di “colui, colei, coloro” seguiti da pronomi relativi


I pronomi dimostrativi colui (quello), colei (quella), coloro (quelli, quelle), seguiti dai pronomi relativi
che, di cui, cui, ai quali…, si traducono come riportato nella tabella.

Singolare Plurale
Maschile Femminile Maschile Femminile
Colui Colei Coloro
Soggetto celui qui celle qui ceux qui celles qui
Compl. oggetto celui que celle que ceux que celles que
Compl. di specif. celui dont celle dont ceux dont celles dont
Compl. indiretto celui à qui/ celle à qui/ ceux à qui/ celles à qui/
auquel à laquelle auxquels auxquelles

N.B. Come si può osservare dallo schema, in francese occorre distinguere tra il maschile e il femminile
quando si traducono le espressioni italiane coloro che, di cui, cui.
Celui que tu as rencontré est mon frère.
Colui che hai incontrato è mio fratello.
Tu connais celui qui est en train de parler ?
Conosci quello che sta parlando?
Des deux sœurs, celle que j’ai rencontrée n’avait pas de lunettes.
Delle due sorelle, quella che ho incontrato non aveva gli occhiali.
Ceux dont je te parle sont partis depuis longtemps.
Quelli di cui ti parlo sono partiti da molto tempo.
Celles à qui tu penses ne sont pas celles auxquelles je pensais.
Quelle alle quali tu pensi non sono quelle alle quali pensavo io.

At tenzione! Le espressioni italiane ve ne sono di quelli che, ne conosco di quelli che si


traducono in francese con il y en a qui, j’en connais qui.
Il y en a qui peuvent rester des heures debout.
Ve ne sono di quelli che possono restare in piedi per ore.
J’en connais qui ne parlent aucune langue étrangère.
Ne conosco di quelli che non parlano nessuna lingua straniera.

C Differenze tra l’italiano e il francese


In francese, diversamente da quanto accade in italiano, il pronome dimostrativo non viene usato accanto
a un aggettivo qualificativo. In questi casi, o si ripete il sostantivo g ià citato, o il pronome dimostrativo
viene sostituito dall’articolo determinativo.
À mon avis, la cuisine française est plus élaborée que la cuisine italienne.
Secondo me la cucina francese è più elaborata di quella italiana.
Je préfère le rouge.
Preferisco quello rosso.

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I dimostrativi

Anche l’uso di un participio dopo un pronome dimostrativo viene spesso contestato.


Toutes les marchandises, même celles achetées à titre privé, doivent être déclarées.
Tutte le merci, anche quelle acquistate a titolo personale, devono essere dichiarate.
È quindi preferibile dire:
Toutes les marchandises, même celles qui ont été achetées à titre privé, doivent être
déclarées.
Tutte le merci, anche quelle che sono state acquistate a titolo personale, devono essere dichiarate.

In francese, a differenza dell’italiano, non si può costruire una frase con il pronome dimostrativo seguito
dal verbo être, all’inizio di una frase. In questi casi esso viene sostituito da ce + être o da espressioni
quali tel + être (var.), voilà o c’est là.
Ce fut le stage le plus intéressant de l’année.
Quello fu lo stage più interessante dell’anno.
Telle est mon opinion.
Voilà mon opinion. Questa è la mia opinione.
C’est là mon opinion.

III. I pronomi dimostrativi neutri


I pronomi dimostrativi neutri traducono le espressioni italiane ciò, ciò che, ciò di cui, ciò a cui...
Tout cela est incroyable. Voilà ce qui me préoccupe.
Tutto ciò è incredibile. Ecco ciò che mi preoccupa.
Dis-moi ce que tu veux. Ce dont vous avez parlé est important.
Dimmi ciò che vuoi. Ciò di cui avete parlato è importante.

A Forme
Funzione Pronome dimostrativo Traduzione
senza pronome vicinanza ceci ciò
relativo lontananza cela, ça 3 ciò
con pronome soggetto ce qui ciò che
relativo compl. oggetto ce que ciò che
compl. di specificazione ce dont ciò di cui
compl. di termine (ce 4) à quoi ciò a cui

3 Ça è la forma abbreviata di cela e si usa nel linguaggio familiare.


4 Ce è spesso sottinteso.

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I dimostrativi

B Uso
Ceci, cela e ça si usano quando non c’è il pronome relativo. Possono avere la funzione di soggetto o
di complemento.
Ceci est très important. Je n’avais pas pensé à cela.
Ciò è molto importante. Non avevo pensato a ciò.
Ne fais pas ça ! Je vais m’occuper de ça.
Non fare ciò! Mi occuperò di ciò.

1 Ceci e cela
Ceci indica una cosa vicina o ciò che si sta per dire, cela una cosa lontana. Nell’uso corrente della
lingua cela si usa comunque molto più spesso di ceci.
Ceci n’a pas d’importance. Cela n’a aucune importance.
Ciò non ha importanza. Ciò non ha alcuna importanza.

2 Ça
La forma ça è spesso usata nel linguaggio familiare in forme interrogative.
Où ça ? Qui ça ? Quand ça ? Pourquoi ça ?
Ma dove? Ma chi? Ma quando? Perché mai?/Ma perché?

Costruzione di ce + être p. 74, I .

C Traduzione di alcune espressioni italiane


1 Il che, la qual cosa
Dopo una virgola ce qui traduce l’espressione italiana il che, la qual cosa.
Il était absent, ce qui m’a étonné. Il m’a téléphoné, ce qui est rare.
Era assente, il che/la qual cosa mi ha stupito. Mi ha telefonato, il che/la qual cosa è raro/a.

2 Quello che, quello di cui


Se le espressioni italiane quello che, quello di cui, ecc. possono essere sostituite da ciò che, ciò di
cui, ecc., in francese esse si rendono con il dimostrativo neutroce que/ce qui/ce dont… In caso
contrario occorre tradurle col pronome dimostrativo p. 71, B .
Dis-moi ce que tu as acheté. Dis-moi ce qui te plaît.
Dimmi quello/ciò che hai comprato. Dimmi quello/ciò che ti piace.
Je ne comprends pas ce dont tu parles. Il ne sait pas ce qu’il veut.
Non capisco quello/ciò di cui stai parlando. Non sa quello che vuole.

Ma Voici deux livres de ton poète préféré : achète celui que tu préfères.
Ecco due libri del tuo poeta preferito: compra quello che preferisci.

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UNITÀ
Ce/Il + être
F In francese il verbo être non si trova mai da solo all’inizio di una frase, a differenza di quanto accade
I in italiano

La frase italiana senza soggetto introdotta dal verbo essere viene resa in francese anteponendo al verbo
être un soggetto rappresentato, a seconda dei casi, da ce o da il (elle, ils, elles).
C’est la chanson que je préfère. C’est madame Dupont. C’est difficile !
È la canzone che preferisco. È la signora Dupont. È difficile!
Il est interdit de se pencher au dehors. C’est moi ! C’est mon livre.
È vietato sporgersi (dal finestrino). Sono io! È il mio libro.
Qui est-ce ? Il est huit heures. Il est tard.
Chi è? Sono le otto. È tardi

I. Uso di ce + être
A Le diverse costruzioni
1 Ce + être + nome determinato
Il nome determinato è preceduto da un determinante 1.
C’est la moto que j’aimerais acheter. Ce sont trois filles.
È la moto che mi piacerebbe comprare. Sono tre ragazze.
Qu’est-ce que c’est ? C’est un livre. Ce sont mes livres.
Che cos’è? È un libro. Sono i miei libri.
Ce sont des romans. C’est ce livre-ci.
Sono romanzi. È questo libro.

2 Ce + être + pronome
C’est moi. C’est le mien. C’est celui que je veux.
Sono io. È il mio. È quello che voglio.
C’est nous. Ce sont les miens. C’est ça.
Siamo noi. Sono i miei. È questo/così.

3 Ce + être + nome proprio


C’est Gérard Depardieu. C’est monsieur Dubois. Ce sont les Beatles.
È Gérard Depardieu. È il signor Dubois. Sono i Beatles.

4 Ce + être + indicatore di tempo


C’est le mois de décembre. C’est Noël ! C’est dimanche. C’est le 25.
È il mese di dicembre. È Natale! È domenica. È il 25.

1 Si ricorda che gli ar ticoli, gli aggettivi possessivi, gli aggettivi dimostrativi e i numerali sono detti determinanti in
quanto determinano il nome cui si riferiscono.

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Ce/Il + être

5 Ce + être + aggettivo usato in senso neutro


In genere è usato per esprimere un commento.
C’est plus facile ! C’est exact. Les glaces, c’est bon !
È più facile! È esatto. Che buoni, i gelati!

6 Ce + être + avverbio o preposizione


C’est trop. Ce n’est pas assez.
È troppo. Non è abbastanza.
Où est la gare, s’il vous plaît ? C’est à gauche./Ce n’est pas ici./C’est au bout de la rue.
Dov’è la stazione, per favore? È a sinistra./Non è qui./È in fondo alla strada.

7 Infinito + ce + être + infinito


Vouloir, c’est pouvoir. Partir, c’est mourir un peu.
Volere è potere. Partire è un po’ morire.

8 Ce qui.../Ce que... + ce + être p. 72, A


Ce que je veux, c’est que tu m’écoutes. Ce qui m’inquiète, c’est son silence !
Ciò che voglio è che tu mi ascolti. Ciò che mi preoccupa è il suo silenzio!

9 Ce + être... + qui/que (pronome relativo o congiunzione)


Questa struttura viene usata quando si intende mettere in evidenza un soggetto o un complemento.
p. 76, 2
C’est moi qui ai parlé. C’est à Aix que (cong.) j’ai rencontré mon mari.
Sono io che ho parlato. È ad Aix che ho incontrato mio marito.
C’est Nicolas que j’ai rencontré.
È Nicolas che ho incontrato.

B Osservazioni
1 La forma interrogativa
Est-ce que c’est vrai ? Oui, c’est vrai. Où est-ce ? C’est ici.
È vero? Sì, è vero. Dov’è? È qui.
C’est agréable, n’est-ce pas ?
È gradevole, non è vero?
Qui est-ce ? C’est le plombier./Ce sont mes cousins.
Chi è? È l’idraulico./Sono le mie cugine.
Qu’est-ce que c’est ? C’est le dernier CD de Madonna./Ce sont mes gants.
Che cos’è? È l’ultimo CD di Madonna./Sono i miei guanti.

At tenzione!
La domanda con Qui est-ce ? e Qu’est-ce que c’est ? è sempre posta al singolare.
La risposta, invece, può essere al singolare (C’est…) o al plurale (Ce sont…).

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Ce/Il + être

2 La mise en relief
Osservate attentamente la costruzione ce + être + pronome personale + qui.

C’est moi qui ai fait ce travail. Sono io che ho fatto questo lavoro.
C’est toi qui as parlé avec lui. Sei tu che hai parlato con lui.
C’est lui/elle qui ne vient pas. È lui/lei che non viene.
Forma
C’est nous qui sommes en retard. Siamo noi ad essere in ritardo
affermativa
C’est vous qui êtes toujours en retard. Siete voi ad essere sempre in ritardo.
C’est/Ce sont eux/elles 3 qui arriveront en train.
Sono loro che arriveranno in treno.
Est-ce que c’est moi qui ai fait ce travail ? Sono io che ho fatto questo lavoro?
Est-ce que c’est toi qui as parlé avec lui ? Sei tu che hai parlato tu con lui?
Est-ce que c’est lui/elle qui ne vient pas ? E lui/lei che non viene?
Forma Est-ce que c’est nous qui sommes en retard ?
interrogativa 2 Siamo noi ad essere in ritardo?
Est-ce que c’est vous qui êtes toujours en retard ?
Siete voi ad essere sempre in ritardo?
Est-ce que c’est/ce sont eux/elles 3 qui arriveront en train ?
Sono loro che arriveranno in treno?
Ce n’est pas moi qui l’ai fait. Non sono io che l’ho fatto.
Ce n’est pas toi qui as parlé avec lui. Non sei tu che hai parlato con lui.
Ce n’est pas lui/elle qui vient. Non è lui/lei che viene.
Forma Ce n’est pas nous qui sommes en retard. Non siamo noi ad essere in ritardo.
negativa Ce n’est pas vous qui êtes toujours en retard.
Non siete voi ad essere sempre in ritardo.
Ce n’est 3/Ce ne sont pas eux/elles qui arriveront en train.
Non sono loro che arriveranno in treno.

Lo stesso tipo di costruzione si avrà con altri tempi.


C’était moi qui étais/avais… Ce sera lui qui sera/aura…
Ero io che ero/avevo… Sarà lui che sarà/avrà…

At tenzione! I tempi composti sono sostituiti da quelli semplici.


Ça a été moi → c’est moi = sono (stato) io
Ça avait été moi → c’était moi = ero (stato) io
Ça aura été moi → ce sera moi = sarò (stato) io

2 Naturalmente la forma interrogativa può essere costruita anche con la sola intonazione (lingua parlata) oppure con
l’inversione del soggetto (lingua ricercata), meno usata.
C’est toi qui as parlé ? Est-ce toi qui as parlé ?
3 L’uso del verbo être al singolare è tipico del francese familiare.

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Ce/Il + être

II. Uso di il + être


A Le diverse costruzioni
1 Il(s)/Elle(s)/On + être + nome non determinato o aggettivo
Di solito viene usato per indicare la professione, la nazionalità, lo stato civile, la religione…
Il est architecte. Il est marié.
È architetto. È sposato.
Elle est italienne. Elles sont protestantes.
È italiana. Sono protestanti.

2 Il + être + espressioni di tempo


Si tratta qui di espressioni di tempo riferite all’ora p. 98 .
Il est huit heures. Il est tard.
Sono le otto. È tardi.
Il est trop tôt. Il est minuit/midi.
È troppo presto. È mezzanotte/mezzogiorno.

3 Il + être + aggettivo + de + infinito p. 190


Il est interdit de fumer. Il est inutile d’insister.
È vietato fumare. È inutile insistere.

N.B. Si osservi in questa costruzione la presenza della preposizione de davanti all’infinito.

4 Il + être + aggettivo + que + congiuntivo


Si tratta in questo caso di frase soggettiva p. 185, D .
Il est nécessaire que tu travailles. Il est normal que tu sois comme ça.
È necessario che tu lavori. È normale che tu sia così.

5 Il(s)/Elle(s)/On + être + aggettivo riferito a un nome che precede o segue


J’ai rencontré ton frère, il est sympa ! Elle est jolie, ta jupe.
Ho incontrato tuo fratello, è simpatico! È carina la tua gonna.
On est bien content de se reposer un peu!
Si è ben contenti di riposarsi un po’!

B Osservazioni
Nella lingua familiare, nelle strutture aggettivo + de + infinito soggetto e aggettivo + que +
congiuntivo, si usa ce anziché il, soprattutto alla forma negativa.
C’est interdit de fumer. anziché Il est interdit de fumer.
È vietato fumare.
Ce n’est pas normal qu’on le fasse. Il n’est pas normal qu’on le fasse.
Non è normale che lo si faccia.
Ce n’est pas nécessaire que tu travailles. Il n’est pas nécessaire que tu travailles.
Non è necessario che tu lavori.

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UNITÀ
I pronomi personali
I pronomi personali sostituiscono un gruppo nominale. In francese si distinguono diverse forme di pronomi
personali.
Pronomi atoni Pronomi tonici
soggetto riflessivo c. oggetto c. di termine c. indiretto
1a pers. sing. je me me me moi
2a pers. sing. tu te te te toi
3a pers. sing. il/elle/on se le/la/l’ lui lui/elle/soi
1a pers. plur. nous nous nous nous nous
2a pers. plur. vous vous vous vous vous
3a pers. plur. ils/elles se les leur eux/elles

At tenzione!
Je diventa j’ davanti a vocale o h muta. Me, te, se diventano m’, t’, s’ davanti a vocale o h muta.
Le, la diventano l’ davanti a vocale o h muta.

I. I pronomi personali soggetto


A Forme

Singolare Plurale
1a pers. je nous
2a pers. tu vous
3a pers. il/elle/on ils/elles

B Osservazioni
In francese i pronomi personali soggetto sono sempre espressi e precedono il verbo. Possono essere
sottintesi soltanto quando vari verbi si riferiscono a uno stesso soggetto e sono collegati tra loro mediante
una virgola o le congiunzioni et, ou e mais. Tale costruzione si trova soprattutto nei testi letterari.
Il mit son manteau et sortit avec précipitation.
Si mise il cappotto e uscì precipitosamente.

N.B. In caso di dubbio è sempre meglio ripetere il soggetto.

Come in italiano, i pronomi personali soggetto si omettono quando il verbo è all’imperativo


p. 150 .
Viens ! Écoute !
Vieni! Ascolta!

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I pronomi personali

C Posizione nella frase


I pronomi personali soggetto precedono sempre il verbo tranne che nei seguenti casi:
• nella proposizione interrogativa costruita con l’inversione verbo-soggetto.
Partez-vous demain ? Voulez-vous du café ?
Partite domani? Volete del caffè?

• nella proposizione incidentale, in un discorso diretto p. 250 .


Je partirai demain, dit-il.
Partirò domani, disse.

• nelle proposizioni che iniziano con ainsi, à peine, au moins, aussi, encore, peut-être, sans
doute, tout au plus p. 209 .
Peut-être viendrai-je te voir demain.
Forse verrò a trovarti domani.

N.B. I pronomi personali soggetto di 3a persona singolare, posti dopo un verbo che termini per vocale,
sono uniti ad esso da una t eufonica p. 40 .
Aime-t-il la choucroute ? Parle-t-elle français ?
Gli piace la choucroute? Parla francese?

I pronomi personali soggetto hanno una forma diversa per il maschile e per il femminile alla 3a persona
singolare e plurale.
Il/Elle est toujours en retard ! Ils/Elles sont parti(e)s ce matin.
È sempre in ritardo! Sono partiti/e stamattina.

D Lingua parlata e lingua formale


Nella lingua parlata il pronome personale nous viene spesso sostituito da on p. 127, 2 .
On sort ce soir ? Qu’est-ce qu’on fait maintenant ?
Usciamo stasera? Che cosa facciamo adesso?

Il pronome personale vous si usa per rivolgersi a una persona verso la quale si usa un riguardo (in
italiano Lei). Gli aggettivi e i par ticipi passati che si riferiscono alla forma di cor tesia vous possono,
perciò, essere al singolare maschile o femminile.
Madame, est-ce que vous êtes fatiguée ? À quelle heure êtes-vous parti, monsieur ?
Signora, è stanca? A che ora (Lei) è partito, signore?

II. I pronomi personali riflessivi


A Forme

Singolare Plurale
1a pers. me nous
2a pers. te vous
3a pers. se se

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I pronomi personali

B Posizione nella frase


Indicativo presente Imperativo
Forma affermativa Forma negativa Forma affermativa Forma negativa
Je me lève. Je ne me lève pas.
Tu te lèves. Tu ne te lèves pas. Lève-toi ! Ne te lève pas !
Il/Elle/On se lève. Il/Elle/On ne se lève pas.
Nous nous levons. Nous ne nous levons pas. Levons-nous ! Ne nous levons pas !
Vous vous levez. Vous ne vous levez pas. Levez-vous ! Ne vous levez pas !
Ils/Elles se lèvent. Ils/Elles ne se lèvent pas.

I pronomi personali riflessivi si mettono prima del verbo tranne che all’imperativo affermativo.

At tenzione! All’imperativo affermativo il pronome te è sostituito da toi,


mentre gli altri pronomi rimangono invariati.

Con un verbo ( devoir, pouvoir, savoir, vouloir, i gallicismi e le espressioni impersonali quali il
faut) seguito da infinito i pronomi riflessivi si collocano davanti all’infinito.
Tu dois te laver les mains. Il faut se laver les mains avant de manger.
Devi lavarti le mani. Bisogna lavarsi le mani prima di mangiare.
Il vient de se lever. Il vaut mieux se lever tôt demain matin.
Si è appena alzato. È meglio alzarsi presto domani mattina.

Come si può osservare dalla tabella, allaforma negativa il pronome personale si trova dopo la particella
ne e prima del verbo. Se il verbo è composto il pronome si colloca fra ne e l’ausiliare.
Je ne me lave pas les mains. Je ne me suis pas levé à temps.
Non mi lavo le mani. Non mi sono alzato in tempo.
Je ne me lève pas tôt. Paul ne s’est pas peigné.
Non mi alzo presto. Paul non si è pettinato.

Accordo del participio passato con i verbi pronominali p. 154, III e p. 200, IV .

III. I pronomi personali complemento oggetto


A Forme

Singolare Plurale
1a pers. me nous
2a pers. te vous
3a pers. le/la/l’ les

Alla 3 a persona singolare i pronomi personali complemento oggetto hanno una forma diversa per il
maschile (le) e per il femminile ( la), mentre alla 3 a persona plurale il pronome è lo stesso sia per il
maschile sia per il femminile (les).

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I pronomi personali

B Posizione nella frase


Uso dei pronomi personali complemento oggetto prima di voici, voilà p. 227, 26 .

Indicativo presente
Forma affermativa Forma negativa
Tu me regardes. Tu ne me regardes pas.
Je te regarde. Je ne te regarde pas.
Je le/la regarde. Je ne le/la regarde pas.
Il nous regarde. Il ne nous regarde pas.
Il vous regarde. Il ne vous regarde pas.
Il les regarde. Il ne les regarde pas.

I pronomi personali complemento oggetto si mettono sempre prima del verbo tranne che all’imperativo
affermativo.
Je le regarde. Regarde-le!
Lo guardo. Guardalo!

Con un verbo ( devoir, pouvoir, savoir, vouloir, i gallicismi e le espressioni impersonali quali il
faut) seguito da infinito i pronomi personali complemento oggetto si collocano davanti all’infinito.
Il faut l’acheter. Je vais l’acheter.
Bisogna comprarlo. Lo comprerò.
Il ne faut pas l’acheter. Je ne vais pas l’acheter.
Non bisogna comprarlo. Non lo comprerò.
Je veux l’acheter. Je ne veux pas l’acheter.
Voglio comprarlo. Non voglio comprarlo.

Con i verbi faire (fare), envoyer (mandare), laisser (lasciare) e con i verbi di percezione écouter
(ascoltare), regarder (guardare), voir (vedere), entendre (sentire), ecc. seguiti da infinito, il pronome
personale complemento oggetto si colloca prima di tali verbi e non davanti all’infinito.
Il faut le faire traduire. Je te laisse partir. Je l’ai vu sortir.
Bisogna farlo tradurre. Ti lascio partire. L’ho visto uscire.

Come si può osservare dalla tabella, allaforma negativa il pronome personale si trova dopo la particella
ne e prima del verbo. Se il verbo è composto, il pronome si colloca dopo la par ticella ne, prima
dell’ausiliare.
Je ne la connais pas. Je ne l’ai pas acheté.
Non la conosco. Non l’ho comprato.
Je ne le vois pas. Tu ne m’as pas vu.
Non lo vedo. Non mi hai visto.

At tenzione! Quando il pronome personale complemento oggetto precede l’ausiliare avoir il


participio passato si accorda in genere e numero con esso p. 155, B .
Je ne l’ai pas achetée. Je ne les ai pas vus.
Non l’ho comprata. Non li ho visti.
Je ne les ai pas vues. Je ne l’ai pas reconnue.
Non le ho viste. Non l’ho riconosciuta.

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I pronomi personali

C All’imperativo

Forma affermativa Forma negativa


Regarde-moi ! Ne me regarde pas !
Regarde-toi ! Ne te regarde pas !
Regarde-le/la ! Ne le/la regarde pas !
Regarde-nous ! Ne nous regardez pas !
Regardez-vous ! Ne vous regardez pas !
Regardez-les ! Ne les regardez pas !

F Mentre in italiano all’imperativo affermativo e negativo i pronomi personali


I sono uniti al verbo, in francese si scrivono:
• dopo il verbo collegati con un trattino alla forma affermativa.
Alzati!
Lève-toi !
• separati dal verbo e prima di esso alla forma negativa.
Non guardarla!
Ne la regarde pas !

At tenzione! All’imperativo affermativo i pronomi me e te


sono sostituiti rispettivamente da moi e toi.
Aidez-moi à mettre la table !
Aiutatemi ad apparecchiare!

D Uso particolare di le
1 Le come pronome neutro
Il pronome le può essere usato come pronome neutro in frasi in cui rappresenta un nome
indeterminato o un’idea espressa precedentemente.
Il est parti. Je le sais. Il n’y a plus de pain. Oui, je le vois bien !
È partito. Lo so. Non c’è più pane. Sì, lo vedo!
Il est furieux ! Je le sais. Sa femme est infidèle, mais il ne le sait pas.
È furioso! Lo so bene! Sua moglie è infedele, ma lui non lo sa.

2 Omissione di le
L’uso del pronome le è, inoltre, facoltativo in certe locuzioni comparative introdotte da plus, moins,
mieux… p. 102, A .
Il a étudié plus que je ne (le) pensais.
Ha studiato più di quanto pensassi.
C’est plus compliqué que je ne (le) croyais.
È più complicato di quanto credessi.

Uso del ne explétif p. 188 .


Indicativo francese al posto del congiuntivo italiano p. 202, I .

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I pronomi personali

IV. I pronomi personali complemento di termine


A Forme

Singolare Plurale
1a pers. me nous
2a pers. te vous
3a pers. lui leur

In francese il pronome personale complemento di termine di 3 a persona ha la stessa forma per il


maschile e per il femminile (lui al singolare e leur al plurale).

B Posizione nella frase

Indicativo presente
Forma affermativa Forma negativa
Tu me parles. Tu ne me parles pas.
Je te parle. Je ne te parle pas.
Tu lui parles. Tu ne lui parles pas.
Il nous parle. Il ne nous parle pas.
Il vous parle. Il ne vous parle pas.
Vous leur parlez. Vous ne leur parlez pas.

I pronomi personali complemento di termine si mettono sempre prima del verbo tranne che
all’imperativo affermativo.
Je lui parle. Le/Gli parlo. Parle-lui ! Parlagli!/Parlale!

Con un verbo ( devoir, pouvoir, savoir, vouloir, i gallicismi e le espressioni impersonali quali il
faut) seguito da infinito i pronomi personali complemento di termine si collocano davanti all’infinito.
Il faut lui parler. Je vais lui parler.
Bisogna parlargli/parlarle. Gli/Le parlerò.
Il ne faut pas lui parler. Je ne vais pas lui parler.
Non bisogna parlargli/parlarle. Non gli/le parlerò.

Con i verbi faire (fare) e laisser (lasciare) il pronome personale complemento di termine si colloca
prima di tali verbi e non davanti all’infinito.
Il faut lui faire comprendre. Je lui laisse faire.
Bisogna fargli/le capire. Gli/Le lascio fare.

Alla forma negativa il pronome personale si trova dopo la par ticella ne e prima del verbo. Con i verbi
composti, il pronome personale si inserisce tra la particella negativa ne e l’ausiliare.
Tu ne me parles pas. Tu ne m’as pas parlé.
Non mi parli. Non mi hai parlato.
Je ne lui conseille pas d’y aller. Je ne lui ai pas répondu.
Non gli/le consiglio di andarci. Non gli/le ho risposto.

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I pronomi personali

C All’imperativo

Forma affermativa Forma negativa


Parle-moi ! Ne me parle pas !
Parle-lui ! Ne lui parle pas !
Parle-nous ! Ne nous parle pas !
Parlez-leur Ne leur parlez pas !

At tenzione! All’imperativo affermativo me e te sono sostituiti da moi e toi.


Téléphone-moi ce soir ! Achète-toi un parapluie !
Telefonami stasera! Comprati un ombrello!

Come i pronomi complemento oggetto, all’imperativo affermativo i pronomi personali complemento di


termine seguono il verbo e sono preceduti da un trattino.
Parle-moi du film que tu as vu hier soir. Dis-lui de venir ce soir.
Parlami del film che hai visto ieri sera. Digli di venire stasera.

All’imperativo negativo si usano, invece, me e te.


Ne t’achète pas une robe trop chère ! Ne me parle pas de lui !
Non comprarti un vestito troppo costoso! Non parlarmi di lui!

V. I pronomi personali tonici


A Forme

Singolare Plurale
1a pers. moi nous
2a pers. toi vous
3a pers. lui/elle/soi eux/elles

B I diversi usi
I pronomi personali tonici si usano dopo una preposizione o per rafforzare i pronomi personali soggetto
o complemento e in altri casi che esamineremo qui di seguito.
1 Dopo una preposizione
N.B. Le principali preposizioni sono à, de, par, pour, sur, sous, sans, dans, avec, chez, devant,
derrière, avant, après p. 217 .
Tu viens avec lui. Tu viens chez moi. Elle travaille pour nous.
Vieni con lui. Vieni da me/a casa mia. Lavora per noi.
Ils habitent avec eux. Elles marchent derrière nous. Je ne veux pas y aller sans toi.
Abitano con loro. Camminano dietro di noi Non voglio andarci senza di te

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I pronomi personali

Il pronome soi si usa quando il soggetto è un pronome indefinito o quando manca il soggetto.
Parler de soi n’est pas facile. À minuit, chacun rentre chez soi.
Parlare di sé non è facile. A mezzanotte ognuno torna a casa propria.

Il pronome soi si può usare, inoltre, quando ci sono due sostantivi dello stesso genere, per evitare
equivoci 1.
La mère de Marie m’a parlé de soi. (= d’elle-même)
La madre di Marie mi ha parlato di sé. (cioè di se stessa, non di Marie)
Le frère de Paul ne pense qu’à soi. (= à lui-même)
Il fratello di Paul pensa solo a sé. (cioè a se stesso, non a Paul)

2 Con i pronomi personali soggetto o complemento


Rafforzano i pronomi personali soggetto o complemento. In generale essi traducono il pronome
personale quando questo viene espresso in italiano per dare enfasi.
Moi, je vais à la pêche. Toi, tu peux aller où tu veux.
Io vado a pescare. Tu puoi andare dove vuoi.
Moi, il me rencontre quand il va travailler.
Mi incontra quando va a lavorare.

At tenzione! Nella lingua parlata il pronome tonico può essere posto in coda alla frase
con funzione iterativa.
Tu veux toujours avoir raison, toi ! Ils ne le savent pas, eux !
Vuoi sempre aver ragione, tu! Loro non lo sanno!

3 Altri usi
I pronomi tonici si usano:
• come soggetto di un verbo sottinteso nelle frasi ellittiche.
Qui veut venir avec moi ? Moi ! Qui est-ce ? (C’est) moi !
Chi vuol venire con me? Io! Chi è? (Sono) io!

• come secondo termine di paragone nei comparativi.


Il est plus âgé que toi. Tu travailles plus que lui.
È più vecchio di te. Lavori più di lui.

• davanti a un pronome relativo nelle frasi con c’est p. 74, I .


C’est moi qui ai fait ce travail. C’est lui qui est parti.
Sono io che ho fatto questo lavoro. È lui che è partito.
Ce sont eux/elles qui doivent sortir. C’est toi qui l’as fait.
Sono loro che devono uscire. Sei tu che l’hai fatto.

• con la costruzione ne... que restrittivo p. 37, III .


Il ne regarde que moi.
Guarda solo me.

1 Questo uso è soprattutto letterario.

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I pronomi personali

• davanti agli avverbi aussi e non plus.


Tu viens ? Oui, je viens moi aussi. Moi non plus, je ne le comprends pas !
Vieni? Sì, vengo anch’io. Neanch’io lo capisco!

• abbinati all’aggettivo indefinito même per insistere sull’identità di una persona.


Si ricordi che, in tal caso, même concorda con il pronome p. 126, 2 .
Ils l’ont fait eux-mêmes. Vous pouvez le faire vous-mêmes.
L’hanno fatto proprio loro. Potete farlo voi stessi.

• con le congiunzioni et, ou, ni e un eventuale terzo pronome soggetto riassuntivo.


Si ricordi che in francese moi si usa sempre per ultimo.
Toi et moi, nous sommes partis les derniers. Ni lui ni elle ne sont allés au bureau.
Tu ed io siamo partiti per ultimi. Né lui, né lei sono andati in ufficio.

VI. En e y
A Uso
1 Traduzione delle particelle “ne” e “ci/vi”
I pronomi en e y sono invariabili e traducono gli avverbi e i pronomi italiani ne e ci/vi.
Vous prenez encore du thé ? Oui, j’en prends volontiers encore une tasse.
Prende ancora del tè? Sì, ne prendo volentieri ancora una tazza.
Il m’en a parlé.
Me ne ha parlato.
Tu as été à Paris ? Oui, j’y suis allé l’été dernier.
Sei stato a Parigi? Sì, ci sono andato l’estate scorsa.
Je n’y ai pas pensé.
Non ci ho pensato.

Come si può osservare, en e y rivestono le funzioni di complemento indiretto e di pronome


avverbiale di luogo.

F In francese y non traduce le particelle pronominali ci e vi che si riferiscono alla 1a e alla 2a persona
I plurale noi e voi. Y traduce ci e vi solo quando hanno la funzione di pronomi avverbiali di luogo e
significano là, a ciò.
Vous nous avez accompagnés. Nous vous avons parlé.
Ci avete accompagnati. Vi abbiamo parlato.
J’y vais. J’y pense.
Ci vado. Ci penso.

N.B. Si osservino le espressioni On y va ! (Ci si va!/Si va!/Andiamo!) e Ça y est ! (Ci siamo!/Ecco


fatto!), molto usate in francese nella lingua corrente.

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I pronomi personali

2 Sostituzione di sostantivi
En e y sostituiscono nomi di cose o animali. Se si tratta di persone si usano i pronomi lui, elle,
eux, elles.
Isabelle parle de son voyage. Elle en parle à ses amis.
Isabelle parla del suo viaggio. Ne parla ai suoi amici.
Ma Isabelle parle de sa sœur. Elle parle souvent d’elle.
Isabelle parla della sorella. Ne parla spesso.

At tenzione! Oggi, nella lingua parlata, si tende ad utilizzare en anche quando si tratta di persone.
Tu te souviens de Claire ?
Ti ricordi di Claire?
Oui, je me souviens d’elle./Oui, je m’en souviens. (lingua parlata)
Sì, me la ricordo./Sì, mi ricordo di lei./Sì, me ne ricordo.

Quando en ha la funzione di complemento oggetto e precede il par ticipio passato coniugato con
l’ausiliare avoir, non si fa l’accordo del participio con esso p. 156, 2 .
J’ai bu du champagne. → J’en ai bu. Ho bevuto champagne. Ne ho bevuto.
J’ai acheté des livres. → J’en ai acheté trois. Ho comprato dei libri. Ne ho comprato tre.
J’ai eu des difficultés. → J’en ai eu. Ho avuto delle difficoltà. Ne ho avuto.

B Posizione
1 Nella frase
I pronomi avverbiali en e y occupano nella frase la stessa posizione dei pronomi personali:
precedono il verbo a eccezione dell’imperativo affermativo.
J’en veux. J’en ai mangé. Prends-en ! N’en prends pas !
Ne voglio. Ne ho mangiato. Prendine! Non prenderne!
Nous y allons. Nous y sommes allés. Allons-y ! N’y allons pas !
Ci andiamo. Ci siamo andati. Andiamoci! Non andiamoci!

At tenzione! La 2 a persona singolare dell’imperativo affermativo del verbo aller e dei verbi del
1° gruppo in -er prende una s eufonica quando è seguita da y e en p. 151, III .
Vas-y ! Penses-y ! Manges-en ! Parles-en !
Vacci! Pensaci! Mangiane! Parlane!

N.B. Per motivi fonetici la y viene omessa davanti a tutte le persone del futuro e del condizionale del
verbo aller, oppure si usa una forma diversa, ad esempio un gallicismo.
J’y irai./Je vais y aller.
Ci andrò.
S’il ne pleuvait pas, tu y irais !
Se non piovesse, ci andresti!
S’il ne pleuvait pas, tu pourrais y aller.
Se non piovesse, potresti andarci!

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I pronomi personali

Con un verbo (devoir, pouvoir, savoir, vouloir, i gallicismi e le espressioni impersonali quali il
faut) seguito da infinito en e y si collocano davanti all’infinito.
Je veux en parler. Il faut que j’y pense. Je viens d’en acheter. Je dois y aller.
Voglio parlarne. Bisogna che ci pensi. Ne ho appena comprato. Devo andarci.

Alla forma negativa i pronomi avverbiali en e y si mettono dopo la particella ne e prima del verbo.
Con i verbi composti, i pronomi avverbiali en e y si inseriscono tra la par ticella negativa ne e
l’ausiliare.
Je n’en veux pas. Il n’en a pas parlé. Il n’y va pas Il n’y est pas allé.
Non ne voglio. Non ne ha parlato. Non ci va. Non ci è andato.

2 Con un pronome personale complemento


Quando sono utilizzati con un pronome personale complemento, en e y lo seguono sempre
p. 89, A .
Je lui en parle. Va-t’en ! Donne-m’en ! Je vous y accompagne.
Gliene parlo. Vattene! Dammene! Vi ci accompagno
Il m’en donne. Ne t’en va pas ! Ne m’en donne pas ! Il nous y a conduits.
Me ne dà. Non andartene! Non darmene! Ci ha condotti là.

N.B. Me, te, se diventano m’, t’, s’ davanti a en e y. M’en e t’en rimangono invariati anche
all’imperativo affermativo: con en e y, infatti, non compaiono mai i pronomi moi e toi.
Parle-moi ! Parlami! Parle-m’en ! Parlamene!

3 Nell’espressione y en avoir
Nell’espressione y en avoir (essercene) y precede en.
Il y en a. Il y en a eu.
Ce n’è./Ce ne sono. Ce n’è stato./Ce ne sono stati.
Il y en avait. Il y en avait eu.
Ce n’era./Ce n’erano. Ce n’era stato./Ce n’erano stati.
Il y en aura. Il y en eut.
Ce ne sarà./Ce ne saranno. Ce ne fu./Ce ne furono.
Qu’il y en ait. Qu’il y en ait eu.
Che ce ne sia./Che ce ne siano. Che ce ne sia stato./Che ce ne siano stati.

At tenzione! Esserci, riferito alla presenza di una persona, si traduce con être là.
Ci sono/siete tutti? Maria non c’è.
Est-ce que tout le monde est là ? Marie n’est pas là.

VII. I pronomi personali doppi


Si parla di pronomi personali doppi quando il pronome personale complemento oggetto viene usato insieme
al pronome personale complemento di termine.
Pierre te le dit. (complemento di termine te + complemento oggetto le) Pierre te lo dice.
Pierre le lui dit. (complemento oggetto le + complemento di termine lui) Pierre glielo dice.

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I pronomi personali

A Ordine dei pronomi


Come si vede dagli esempi, in francese il pronome complemento di termine può precedere o meno il
complemento oggetto. Per avere più chiara la posizione dei due pronomi nella proposizione affermativa,
si osservi lo schema seguente.

C. di termine C. oggetto C. oggetto C. di termine


1a pers. sing. me le 2
2a pers. sing. te 3a pers. sing. la 2 + lui/leur
+ le/la 2/les
1a pers. plur. nous e plur. les
2a pers. plur. vous

Come si può osservare, alle prime due persone del singolare e del plurale il complemento di termine
precede il complemento oggetto, come in italiano, mentre alla 3a persona del singolare e del plurale, a
differenza dell’italiano, il complemento di termine segue il complemento oggetto.

Ecco, inoltre, un esempio di verbo coniugato con i pronomi personali doppi.


Tu me le dis. Tu me lo dici. Vous nous le dites. Voi ce lo dite.
Tu me l’achètes ? Me lo compri? Vous nous l’offrez ? Ce lo offrite?
Je te le dis. Io te lo dico. Nous vous le disons. Noi ve lo diciamo.
Je le lui dis. Io glielo dico. Ils le leur disent. Essi lo dicono loro.

F I pronomi personali doppi, al contrario di quanto avviene in italiano,


I non costituiscono mai una parola unica.
Il le lui dit. Glielo dice. Tu la lui prêtes. Gliela presti.

B Posizione nella frase


Come gli altri pronomi, i pronomi personali doppi precedono il verbo tranne che all’imperativo
affermativo.
Je te le conseille. Dis-le-moi !
Te lo consiglio. Dimmelo!

Con un verbo ( devoir, pouvoir, savoir, vouloir, i gallicismi e le espressioni impersonali quali il
faut) seguito da infinito i pronomi personali si collocano davanti all’infinito.
Tu dois le leur prêter. Il faut la lui prêter. Je viens de te le prêter.
Devi prestarlo loro. Bisogna prestargliela. Te l’ho appena prestato.

F Il complemento di termine alla 3a persona plurale è posto accanto al


I pronome complemento oggetto, mentre in italiano si trova dopo il verbo.
Vous la leur avez achetée. Vous le leur donnez.
Voi l’avete comprata loro. Voi lo date loro.

2 I pronomi le e la diventano l’ davanti a un verbo che inizia per vocale o h muta.


Tu me l’as acheté. Ils te l’ont proposé.
Me l’hai comprato. Te l’hanno proposto.

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I pronomi personali

Con i verbi faire (fare) e laisser (lasciare) 3 i pronomi personali doppi si collocano prima di tali verbi
e non davanti all’infinito.
Je vous les fais voir. Je vous les laisse prendre.
Ve li faccio vedere Ve li lascio prendere

Alla forma negativa i pronomi doppi si collocano tra la particella ne e il verbo.


Tu ne me le rends pas. Je ne te le prête pas.
Non me lo restituisci. Non te lo presto.
Il ne le lui dit pas. Nous ne vous le promettons pas.
Non glielo dice. Non ve lo promettiamo.
Vous ne nous l’apportez pas. Ils ne le leur donnent pas.
Non ce lo/la portate. Non lo danno loro.

C All’imperativo
Forma affermativa Forma negativa
moi Donne-le-moi ! me Ne me le dis pas !
toi Achète-le-toi ! te Ne te l’achète pas !
le/la/les
lui Achète-le-lui ! nous Ne nous le montre pas !
le/la/les
nous Montre-le-nous ! vous Ne vous l’achetez pas !
vous Achetez-le-vous ! le
Ne le lui achète pas !
leur Montre-le-leur ! la lui/leur
Ne le leur montre pas !
les

All’imperativo affermativo i pronomi complemento seguono il verbo e i pronomi complemento oggetto


le, la, les precedono il complemento di termine.
Achète-le-lui ! Compraglielo! Donne-le-lui ! Daglielo

At tenzione! Me e te si trasformano in moi e toi.


Donne-le-moi ! Dammelo!

N.B. All’imperativo affermativo, in francese, si mette un trattino tra un pronome e l’altro.

All’imperativo negativo i pronomi personali doppi seguono le regole generali.


Ne le lui achète pas ! Non comprarglielo! Ne me le donne pas ! Non darmelo!

D Accordo con il participio passato


Quando il complemento oggetto espresso dal pronome precede l’ausiliare avoir, il participio passato
si accorda in genere e numero con il nome a cui si riferisce p. 155, B .
Je te les ai prêtées. Il me l’a achetée.
Te le ho prestate. (= le riviste) Me l’ha comprata. (= la macchina)
Vous nous les avez envoyés. Il nous les a conseillées.
Ce li avete mandati. (= i premi) Ce le ha consigliate. (= le ostriche)

3 Faire e laisser sono seguiti da un infinito e, se entrambi i verbi hanno un complemento oggetto, sono possibili
due costruzioni. Je vous laisse le prendre oppure Je vous le laisse prendre. Vous, complemento oggetto di
laisser, e le, complemento oggetto di prendre.

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UNITÀ
Gli aggettivi numerali
In francese, come in italiano, gli aggettivi numerali si dividono in due gruppi: i numerali cardinali, che indicano
la quantità, e i numerali ordinali, che indicano l’ordine.

Numerali cardinali Numerali ordinali


0 zéro
1 un 1er, 1re premier, première
2 deux 2e, 2d, 2de deuxième, second, seconde
3 trois 3e troisième
4 quatre 4e quatrième
5 cinq 5e cinquième
6 six 6e sixième
7 sept 7e septième
8 huit 8e huitième
9 neuf 9e neuvième
10 dix 10e dixième
11 onze 11e onzième
12 douze 12e douzième
13 treize 13e treizième
14 quatorze 14e quatorzième
15 quinze 15e quinzième
16 seize 16e seizième
17 dix-sept 17e dix-septième
18 dix-huit 18e dix-huitième
19 dix-neuf 19e dix-neuvième
20 vingt 20e vingtième
21 vingt et un 21e vingt et unième
22 vingt-deux 22e vingt-deuxième
23 vingt-trois... 23e vingt-troisième
30 trente 30e trentième
31 trente et un 31e trente et unième
32 trente-deux… 32e trente-deuxième
40 quarante... 40e quarantième
50 cinquante... 50e cinquantième
60 soixante... 60e soixantième
70 soixante-dix 70e soixante-dixième
71 soixante et onze 71e soixante et onzième
72 soixante-douze… 72e soixante-douzième
80 quatre-vingts 80e quatre-vingtième
81 quatre-vingt-un 81e quatre-vingt-unième
82 quatre-vingt-deux... 82e quatre-vingt-deuxième
90 quatre-vingt-dix 90e quatre-vingt-dixième
91 quatre-vingt-onze 91e quatre-vingt-onzième
98 quatre-vingt-dix-huit... 98e quatre-vingt-dix-huitième

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Gli
Gli aggettivi
aggettivi numerali
numerali

Numerali cardinali Numerali ordinali


100 cent 100e centième
101 cent un 101e cent unième
102 cent deux 102e cent deuxième
103 cent trois... 103e cent troisième
200 deux cents 200e deux centième
201 deux cent un 201e deux cent unième
202 deux cent deux... 202e deux cent deuxième
1 000 mille… 1 000e millième
1 010 mille dix… 1 010e mille dixième
1 100 onze cents, mille cent… 1 100e mille centième
1 200 douze cents, mille deux cents… 1 200e mille deux centième
1 900 dix-neuf cents, mille neuf cents… 1 900e mille neuf centième
2 000 deux mille… 2 000e deux millième
1 000 000 un million… 1 000 000e un millionième
1 000 000 000 un milliard… 1 000 000 000e un milliardième
énième/nième = ennesimo(a)

F A differenza dell’italiano, non si mette il punto per indicare le migliaia o i milioni,


I ma si lascia uno spazio per facilitare la lettura.

I. Particolarità
A Fonetiche
1 Il numero cinq
Nel numero cinq la pronuncia della consonante finale è facoltativa davanti a un’altra consonante,
mentre è obbligatoria davanti a vocale per poter fare la liaison (il legamento eufonico).
cinq cents [sε̃sɑ̃] o [sε̃ksɑ̃] cinquecento cinqans [sε̃kɑ̃] cinque anni

2 I numeri six e dix


Nei numeri six e dix la -x si pronuncia p. 17 :
• [s] se i numeri non sono seguiti da un sostantivo, quando, ad esempio, si comunica un numero
di telefono.
Mon numéro est le 05 34 10 21 56. [sε̃kɑ̃tsis]
Il mio numero è 05 56 34 10 21.

• [z] se i numeri sono seguiti da una parola che inizia con una vocale o conh muta. In questo caso
si fa la liaison.
dixans [dizɑ̃] dieci anni sixheures [sizr] sei ore

At tenzione! La consonante finale non si pronuncia quando è seguita da una parola che inizia
con una consonante o h aspirata.
dix jours [diur] six héros [siero] dix mois [dimwa]
dieci giorni sei eroi dieci mesi

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Gli
Gliaggettivi
aggettivinumerali
numerali

3 Il numero sept
Il numero sept si pronuncia [sεt] poiché la p è muta. La -t finale si pronuncia anche davanti a una
parola che inizia per consonante.
sept jours [sεtur] sept filles [sεtfij]
sette giorni sette ragazze

4 Il numero huit
Nel numero huit, la -t finale si pronuncia:
• se il numero non è seguito da alcun sostantivo.
J’en veux huit ! [ɑ̃vøɥit]
Ne voglio otto!
• se il numero è seguito da una vocale o da h muta, cioè quando si fa la liaison.
huithélicoptères [ɥitelikɔptεr] otto elicotteri J’ai huitans. [εɥitɑ̃] Ho otto anni.

At tenzione! La consonante finale non si pronuncia quando è seguita da una parola che inizia
con una consonante o con h aspirata.
huit paires [ɥipεr] huit jours [ɥiur] huit homards [ɥiɔmar]
otto paia otto giorni otto astici

5 Il numero neuf
Nel numero neuf la -f si pronuncia [v] facendo la liaison davanti alle parole ans, heures,
hommes…
Il est neufheures. [ilεnvr] Il a vingt-neufans. [ilavε̃tnvɑ̃]
Sono le nove. Ha ventinove anni.

6 Il numero vingt
Nel numero vingt la -t si pronuncia:
• nel numero vingt et un [vε̃te
˜].
• nei numeri da vingt-deux a vingt-neuf.

At tenzione! La -t finale non si pronuncia da quatre-vingt-un a quatre-vingt-dix-neuf.

7 Il numero soixante
Il numero soixante si pronuncia [swasɑ̃t].

8 Il numero cent
La -t finale di cent è sempre muta.
cent [sɑ̃] cent un [sɑ̃
˜]
cento centouno

9 I numeri mille, million, milliard


Si pronunciano rispettivamente [mil], [miljɔ̃], [miljar] poiché non osservano la regola della l con
suono mouillé p. 15 .

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Gli aggettivi numerali

B Ortografiche
1 Il trattino
Il trattino si mette tra le decine e le unità dei numeri inferiori a cento, tranne nei casi in cui questi
siano uniti dalla congiunzione et.
deux cent trente-neuf vingt et un
duecentotrentanove ventuno

2 La s plurale
I multipli di vingt e cent aggiungono la -s finale se sono moltiplicati e non sono seguiti da nessun
altro numero.
quatre-vingts ottanta deux cents duecento
Ma quatre-vingt-deux ottantadue deux cent trois duecentotre
Essi rifiutano la -s nelle date e quando sono usati in senso ordinale.
L’an mil trois cent. Lisez jusqu’à la page quatre-vingt.
L’anno 1300. Leggete fino a pagina 80.

Al plurale zéro, millier, million, milliard e billion prendono la s.


Un million s’écrit avec six zéros. Il a gagné deux millions d’euros au casino.
Un milione si scrive con sei zeri. Ha vinto due milioni di euro al casinò.

3 I numerali un, huit, onze, huitième e onzième


Se l’ar ticolo determinativo precede i numerali cardinali un, huit, onze e gli ordinali huitième e
onzième, non si apostrofa. Inoltre non si fa la liaison se l’articolo è al plurale.
Le numéro gagnant est le un. Le huit mai, je partirai pour Paris.
Il numero vincente è l’uno. L’otto maggio partirò per Parigi.
J’habite au 8, rue Pasteur. Les onze champions ont été invités.
Abito in via Pasteur al numero 8. Gli undici campioni sono stati invitati.

Un diventa une quando si riferisce a un sostantivo femminile.


Il est vingt et une heures.
Sono le nove.

4 Il numero mille
Mille è sempre invariabile.
trois mille euros tremila euro

Mille diventa mil nelle date dopo Cristo e rimane mille nelle date avanti Cristo.
la révolution de 1789 = mil sept cent quatre-vingt-neuf
la rivoluzione del 1789
l’an mille trois cent avant J.-C.
l’anno milletrecento avanti Cristo

At tenzione! Nella lingua attuale si tende a usare sempre mille.


l’an mille, l’an deux mille

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Gli aggettivi numerali

II. I numeri e la matematica


A I numeri
Si osservi che in francese i numeri 7 0, 80 e 90 sono frutto di un’operazione matematica. Esistono
anche le forme septante e nonante (septantième, nonantième), usate in Belgio e in Svizzera, e
huitante o octante, usate solo regionalmente, in Svizzera.

I numeri con parecchie cifre si leggono come in italiano.


38 434 si legge trente/huit/mille/quatre/cent/trente/-quatre
453 212 quatre/cent/cinquante/trois/mille/deux/cent/douze
1 230 000 un/million/deux/cent/trente/mille

I nomi dei re e dei papi in francese sono seguiti dal numerale cardinale, tranne premier.
Louis XIV si legge Louis quatorze Luigi quattordicesimo
François Ier si legge François premier Francesco primo

At tenzione!
Charles-Quint (l’imperatore) Sixte-Quint (il papa)
Carlo V Sisto V
Quint equivaleva a cinq nell’ancien français.

F Quando in italiano l’aggettivo numerale è seguito o preceduto da un aggettivo possessivo,


I si traduce in francese nei seguenti modi p. 66, C :
due miei amici → deux de mes amis i miei due amici → mes deux amis

Nel secondo caso si osservi l’assenza dell’articolo determinativo in francese.


Contrariamente all’italiano, in francese l’aggettivo numerale cardinale precede l’indefinito
p. 116 o l’aggettivo numerale ordinale.
les deux autres. Les trois premières semaines.
Gli/Le altri/e due. Le prime tre settimane.

N.B. Tous les trois. Tutti e tre.

B La matematica
1 Le quattro operazioni aritmetiche
In francese le quattro operazioni aritmetiche si traducono come segue:
l’addition 1+2=3 un et deux font trois/un plus deux égale(nt) trois
l’addizione uno più due fa tre
la soustraction 7-2=5 sept moins deux font/égale(nt) cinq
la sottrazione sette meno due fa cinque
la multiplication 3x2=6 trois fois deux font/égale(nt) six
la moltiplicazione tre per due fa sei
la division 10 : 2 = 5 dix divisé par deux fait/égale cinq
la divisione dieci diviso due fa cinque

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Gli aggettivi numerali

2 I numerali collettivi
I numerali collettivi sono i seguenti.
une dizaine une quarantaine environ quatre-vingts
una decina una quarantina un’ottantina
une douzaine une cinquantaine environ quatre-vingt-dix
una dozzina una cinquantina una novantina
une vingtaine une soixantaine une centaine
una ventina una sessantina un centinaio
une trentaine environ soixante-dix un millier
una trentina una settantina un migliaio

3 I numerali frazionari
I numerali frazionari sono i seguenti.
la moitié un tiers un cinquième un septième
la metà un terzo un quinto un settimo
un demi un quart un sixième deux septièmes
un mezzo un quarto un sesto due settimi

I numerali frazionari, tranne un mezzo, la metà, un terzo, un quarto, si traducono così:


numerale cardinale (per tradurre il numeratore)
numerale ordinale (per tradurre il denominatore)
1 un 4 quatre
si legge si legge
7 septième 8 huitièmes
Ma 1 un 2 deux
si legge si legge
3 tiers 4 quarts

At tenzione! Nelle espressioni di tempo metà si può tradurre in diversi modi.


a metà dell’Ottocento → au milieu du XIXe siècle
a metà giugno → (à la) mi-juin
a metà settimana → en milieu de semaine

4 Le percentuali
F Le percentuali non sono mai precedute dall’articolo determinativo, contrariamente a
I quanto accade in italiano p. 31, F/I .
Nous avons obtenu une remise de 10%. Abbiamo ottenuto uno sconto del 10%.

III. L’espressione della data


Le date si possono esprimere:
• con giorno/mese/anno.
Le 1er avril 2005. Le 28 avril 1997. Du 5 au 7 mai.
Il primo aprile 2005. Il 28 aprile 1997. Dal 5 al 7 maggio.

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Gli aggettivi numerali

N.B. L’espressione Quanti ne abbiamo ogg i? si traduce con C’est le combien aujourd’hui ?/Le
combien sommes-nous aujourd’hui ?/Nous sommes le combien aujourd’hui ?
La risposta Oggi ne abbiamo 7 si traduce con Aujourd’hui, nous sommes le 7.
• con città/articolo/giorno/mese/anno nella corrispondenza.
Paris, le 22 janvier 2010.
Parigi, 22 gennaio 2010.
• con mese/anno.
En mai 1968. Nel maggio del ’68.
La révolution de Mai 68. La rivoluzione del maggio ’68.
De mars à avril 68/du mois de mars au mois d’avril 1968. Da marzo ad aprile del ’68.

F Contrariamente all’italiano, in francese l’articolo le o le preposizioni articolate du, au


I precedono solo il giorno, mai il mese o l’anno.
On est le 28 mai. de mai 2003 à septembre 2004
È il 28 maggio. dal maggio 2003 al settembre 2004
1789 (o l’année 1789) fut une année fondamentale pour toute l’Europe.
Il 1789 fu un anno fondamentale per tutta l’Europa.

• con l’anno soltanto.


En 1789. De 1999 à 2002. Je ne le connaissais pas avant 2008.
Nel 1789. Dal 1999 al 2002. Non lo conoscevo prima del 2008.
Je le connais depuis 2005. Je l’ai connu après 2005. La Révolution de 1789.
Lo conosco dal 2005. L’ho conosciuto dopo il 2005. La rivoluzione del 1789.

At tenzione! Quando è espresso soltanto l’anno, in francese non si mette né l’articolo,


né la preposizione articolata. Talvolta si antepone l’espressione l’année/l’an.
L’an 2000. L’année 1789.
L’anno duemila. L’anno 1789/Il 1789.

N.B. L’anno si può leggere in due modi:


– come in italiano: 1984 = mil neuf cent quatre-vingt-quatre
– dividendo la cifra in due parti: 1984 = dix-neuf cent quatre-vingt-quatre
• con il secolo o il periodo storico.
au XIXe siècle au cours du XVIe siècle
nell’Ottocento/nel XIX secolo nel Cinquecento/nel corso del XVI secolo
au Moyen Âge pendant la Renaissance
nel Medioevo durante il Rinascimento

N.B. In francese il secolo viene indicato soltanto con il numero ordinale, espresso g raficamente dal
numero romano seguito da e.
Le XIXe siècle. Le XXIe siècle.
L’Ottocento. Il ventunesimo secolo.

At tenzione! L’année 1800 = l’anno 1800 non il XIX secolo


En 1800 = nell’anno 1800 non nell’Ottocento

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Gli aggettivi numerali

IV. L’espressione dell’ora


L’ora si esprime nel seguente modo.

Il est huit heures. Il est huit heures et demie.


Il est huit heures trente.
Il est huit heures cinq. Il est huit heures trente-cinq.
Il est neuf heures moins vingt-cinq.
Il est huit heures dix. Il est huit heures quarante.
Il est neuf heures moins vingt.
Il est huit heures et quart 1. Il est huit heures quarante-cinq.
Il est huit heures quinze. Il est neuf heures moins le quart.
Il est huit heures vingt. Il est huit heures cinquante.
Il est neuf heures moins dix.
Il est huit heures vingt-cinq. Il est huit heures cinquante-cinq.
Il est neuf heures moins cinq
Il est midi.
Il est minuit.

N.B. Si può dire anche:


Il est vingt heures. Il est dix-neuf heures.
Sono le venti. Sono le diciannove.
Si ricordi che negli orari ufficiali è obbligatorio dire:
Dix-neuf heures quinze non Dix-neuf heures et quart.
Dix-huit heures trente non Dix-huit heures et demie.
Dix heures quarante-cinq non Onze heures moins le quart.

F Come si può osservare dagli esempi precedenti, in francese, a differenza dell’italiano:


I – l’ora non è preceduta né dall’articolo determinativo né dalla preposizione articolata.
Inoltre, l’aggettivo numerale è seguito da heures.
Il est huit heures. De huit heures à neuf heures.
Sono le otto. Dalle otto alle nove.
– non si mette la congiunzione e tra l’ora e i minuti.
Il est huit heures dix. Il est cinq heures vingt-cinq.
Sono le otto e dieci. Sono le cinque e venticinque.
Per tradurre in punto si usa pile.
Sono le otto in punto.
Il est huit heures pile.

At tenzione! Il est vingt et une heures. Il est une heure.


Sono le ventuno. È l’una.

1 La t finale di quart non si pronuncia.

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Gli aggettivi numerali

V. L’espressione dei pesi e delle misure


Le misure si esprimono:
• con le espressioni
être large de
être long(ue) de + numerale cardinale + unità di misura
être haut(e) de
Cette salle est large de 5 mètres. Ce tunnel est long de 20 mètres.
Questa sala è larga 5 metri. Questa galleria è lunga 20 metri.
C’est une tour haute de 320 mètres.
È una torre alta 320 metri.
• con le espressioni
avoir une largeur de
avoir une longueur de + numerale cardinale + unità di misura
avoir une hauteur de
Cette salle a une largeur de 5 mètres. Ce tunnel a une longueur de 20 mètres.
Questa sala è larga 5 metri. Questa galleria è lunga 20 metri.
Ce gratte-ciel a une hauteur de 120 mètres.
Questo grattacielo è alto 120 metri.
• con le espressioni
de large
avoir + numerale cardinale + unità di misura + de long
de haut
Cette salle a 5 mètres de large. Ce tunnel a 20 mètres de long.
Questa sala è larga 5 metri. Questa galleria è lunga 20 metri.
La tour Eiffel a 320 mètres de haut.
La torre Eiffel è alta 320 metri.
• con il verbo mesurer.
Cette salle mesure 5 mètres de large. Ce tunnel mesure 20 mètres de long.
Questa sala è larga 5 metri. Questa galleria è lunga 20 metri.
La tour Eiffel mesure 320 mètres (de haut).
La torre Eiffel è alta 320 metri.

N.B. De haut, de large, de long possono anche essere sottintesi.


Il mesure 3 mètres sur 3. C’est un tapis de 2 mètres sur 3.
Misura 3 metri per 3. È un tappeto largo 2 metri e lungo 3.

F Come per l’ora, in francese, a differenza dell’italiano, non si mette la congiunzione quando si
I esprimono le misure e i prezzi.
Il mesure un mètre vingt. Ça coûte un euro vingt.
Misura un metro e venti. Costa un euro e venti.

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UNITÀ
Il comparativo
Il comparativo viene usato per fare un confronto fra due termini di paragone, siano essi aggettivi o avverbi,
nomi o verbi. Esistono, quindi, tre tipi di comparativo:
– il comparativo di qualità (aggettivi o avverbi).
– il comparativo di quantità (nomi).
– il comparativo di azione (verbi).
Ciascun comparativo ha tre gradi: maggioranza, uguaglianza, minoranza.

I. Il comparativo di qualità
Si costruisce come indicato nella tabella.

Maggioranza plus
nome proprio
aggettivo
Uguaglianza sogg. + verbo + aussi + avverbio + que + art./agg. + nome
pronome
Minoranza moins

Maggioranza
Brigitte est plus sympathique que Nadine/que la sœur de Pierre/que sa sœur/qu’elle.
Brigitte è più simpatica di Nadine/della sorella di Pierre/di sua sorella/di lei.
Marc travaille plus vite que Pierre/que le premier de la classe/que ses amis/que lui.
Marc lavora più velocemente di Pierre/del primo della classe/dei suoi amici/di lui.

Uguaglianza
Brigitte est aussi sympathique que Nadine/que la sœur de Pierre/que sa sœur/qu’elle.
Brigitte è simpatica quanto Nadine/quanto la sorella di Pierre/quanto sua sorella/quanto lei.
Marc travaille aussi vite que Pierre/que le premier de la classe/que ses amis/que lui.
Marc lavora velocemente come Pierre/come il primo della classe/come i suoi amici/come lui.

Minoranza
Brigitte est moins sympathique que Nadine/que la sœur de Pierre/que sa sœur/qu’elle.
Brigitte è meno simpatica di Nadine/della sorella di Pierre/di sua sorella/di lei.
Marc travaille moins vite que Pierre/que le premier de la classe/que ses amis/que lui.
Marc lavora meno velocemente di Pierre/del primo della classe/dei suoi amici/di lui.

At tenzione! Il comparativo di uguaglianza con gli aggettivi (non con gli avverbi) può essere
fatto, nelle frasi negative, anche sostituendo autant que a aussi... que. Si osservi, però, che,
in tal caso, la costruzione della frase cambia.
Elle est sympathique, mais pas autant que sa sœur.
È simpatica, ma non quanto sua sorella.

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Il comparativo

II. Il comparativo di quantità


Si costruisce come indicato nella tabella.

Maggioranza plus de
nome proprio
Uguaglianza sogg. + verbo + autant de + nome + que + art./agg. + nome
pronome
que de + nome
Minoranza moins de

Maggioranza
Marie a plus de B.D. que Martine/que la copine de Pierre/que sa copine/qu’elle.
Marie ha più fumetti di Martine/dell’amica di Pierre/della sua amica/di lei.
Marie a plus de B.D. que de CD.
Marie ha più fumetti che CD.

Uguaglianza
Marie a autant de B.D. que Martine/que la copine de Pierre/que sa copine/qu’elle.
Marie ha tanti fumetti quanti (ne ha) Martine/quanti (ne ha) l’amica di Pierre/quanti (ne ha) la sua
amica/quanti (ne ha) lei.
Tu as autant de B.D. que de CD.
Hai tanti fumetti quanti CD.

Minoranza
Marie a moins de B.D. que Martine/que la copine de Pierre/que sa copine/qu’elle.
Marie ha meno fumetti di Martine/dell’amica di Pierre/della sua amica/di lei.
Tu as moins de B.D. que de CD.
Hai meno fumetti che CD.

At tenzione! Si usa que de quando segue un sostantivo usato in senso partitivo,


cioè quando il confronto è fatto tra due elementi diversi.

III. Il comparativo di azione


Si costruisce come indicato nella tabella.

Maggioranza plus que


nome proprio
Uguaglianza sogg. + verbo + autant que + art./agg. + nome
pronome
Minoranza moins que

Maggioranza
Filou miaule plus que Félix/que le chat roux du troisième/que son chaton/que lui.
Filou miagola più di Félix/del gatto rosso del terzo piano/del suo gattino/di lui.

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Il comparativo

Uguaglianza
Filou miaule autant que Félix/que le chat roux du troisième/que son chaton/que lui.
Filou miagola tanto quanto Félix/quanto il gatto rosso del terzo piano/quanto il suo gattino/quanto lui.

Minoranza
Filou miaule moins que Félix/que le chat roux du troisième/que son chaton/que lui.
Filou miagola meno di Félix/del gatto rosso del terzo piano/del suo gattino/di lui.

N.B. È possibile usare gli avverbi bien, encore, nettement, plutôt per precisare il g rado di intensità di
un comparativo.
Il est encore plus sympathique que son frère. È ancora più simpatico di suo fratello.

IV. Altre costruzioni comparative


Oltre alle costruzioni comparative appena presentate, ne esistono altre.
plus nome proprio
autant + preposizione + nome + que + preposizione + art./agg. + nome
moins pronome
Elle pense plus à Pierre qu’à Paul. Il parle moins de sa sœur que de son frère.
Pensa più a Pierre che a Paul. Parla meno di sua sorella che di suo fratello.

plus
autant + infinito + que + infinito
moins
J’aime autant chanter que danser. Cantare mi piace quanto ballare.

V. Osservazioni
A Introduzione del secondo termine di paragone
F In francese, a differenza di quanto avviene in italiano, il secondo termine di paragone
I viene sempre introdotto da que (eventualmente seguito da de).
J’ai acheté plus de livres que de cahiers. Il travaille plus que toi.
Ho comprato più libri che quaderni. L avora più di te.

At tenzione! Que viene sostituito da de davanti ai numerali.


Elle a gagné plus de 8 000 euros au loto.
Ha vinto più di 8.000 euro al lotto.
In questo caso de non introduce il 2° termine di paragone, ma rappresenta un avverbio di quantità.

Quando in italiano il secondo termine di paragone è rappresentato da una proposizione introdotta


dall’espressione di quanto con verbo al congiuntivo, in francese si usa un’altra costruzione p. 204, D .
Principale + que + sogg. + ne + (le) + verbo all’indicativo.
Ce film est plus agréable que je ne le pensais. Quel film è più piacevole di quanto pensassi.

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Il comparativo

B Autant e aussi
Nelle proposizioni interrogative e negative autant viene sostituito rispettivamente da tant que nel
comparativo di azione e tant de (davanti a un nome) mentre aussi viene sostituito da si (davanti a
un aggettivo).
Elles n’ont pas tant d’argent que ça. Il n’est pas si riche qu’on le croit.
Non hanno così tanti soldi. Non è ricco come (lo) si crede.
Ne travaille-t-il pas tant que moi ? Est-ce qu’elle est si gentille que sa sœur ?
Non lavora quanto me? È gentile come sua sorella?

C Traduzione di alcune espressioni italiane


Molto davanti a un comparativo si traduce con beaucoup o bien.
Ce livre-ci est beaucoup/bien plus intéressant que celui-là.
Questo libro è molto più interessante di quello.

At tenzione! Davanti a meilleur(e/s) e mieux (facoltativo) si usa bien al posto di beaucoup.


Il est bien meilleur que je ne le croyais. C’est bien/beaucoup mieux.
È di gran lunga migliore di quanto credessi. È molto meglio.

Sempre più e sempre meno si traducono rispettivamente con de plus en plus e de moins en
moins.
La situation devient de plus en plus difficile. La situazione diventa sempre più difficile.

VI. Forme particolari di comparativo


Alcuni aggettivi e avverbi formano il comparativo di qualità in modo particolare.

A Comparativo di maggioranza

Grado positivo Grado comparativo


bon/bonne meilleur/meilleure
buono/a migliore
mauvais/mauvaise pire plus mauvais/plus mauvaise
cattivo/a peggiore peggiore
petit/petite moindre plus petit/plus petite
piccolo/a minore più piccolo/a
bien mieux
bene meglio
mal pis plus mal
male peggio peggio

N.B. Plus mauvais e plus mal possono essere sostituiti rispettivamente da moins bon e moins bien.

Come si può osservare dalla tabella, alcuni aggettivi e avverbi hanno due forme, talvolta usate con
significato diverso.

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Il comparativo

1 Mauvais e mal
Pire si usa nel senso di nocivo e con significato morale, mentre plus mauvais si riferisce alla
qualità. Pis è, invece, usato soltanto in alcune locuzioni.
Tant pis ! de mal en pis de pis en pis au pis aller
Tanto peggio! di male in peggio sempre peggio alla peggio

2 Petit
Moindre si usa nel senso di minore, meno importante, mentre plus petit significa semplicemente
più piccolo . Moindre è sempre preceduto da un ar ticolo e non è mai seguito da que,
contrariamente a plus petit.
C’est le moindre de nos problèmes ! È il minore (il meno importante) dei nostri problemi!
Cet appartement est plus petit que celui de Marie.
Questo appartamento è più piccolo di quello di Marie.

B Traduzione di “maggiore” e “minore”


Maggiore e minore vengono tradotti in francese in modo diverso a seconda del loro significato. Quando
i due termini
• significano rispettivamente primogenito, maggiore di età o ultimogenito, minore di età vengono
tradotti con aîné/aînée e cadet/cadette.
Io sono il primogenito, Jean è l’ultimogenito. Sophie è maggiore di me di quattro anni.
Moi, je suis l’aîné, Jean est le cadet. Sophie est mon aînée de quatre ans.
• significano più vecchio, maggiore di età e meno vecchio, minore di età vengono tradotti con plus
âgé e moins âgé.
È più vecchia di me di dieci anni. È meno vecchio di sua moglie di due anni.
Elle est plus âgée que moi de dix ans. Il est moins âgé que sa femme de deux ans.
• significano più grande e più piccolo vengono tradotti con plus grand e plus petit (oppure con
plus important e moins important se il senso lo permette). T alvolta, nel langage soutenu,
majeur traduce maggiore nel senso di più importante, mentre mineur significa meno importante.
Il nostro ruolo è stato minore. il problema maggiore Hanno avuto un ruolo minore.
Notre rôle a été moins important. le problème majeur Ils ont joué un rôle mineur.
• precedono un nome indeterminato vengono tradotti con plus de e moins de.
Bisogna avere maggior coraggio. Dovrebbe avere meno (minore) orgoglio.
Il faut avoir plus de courage. Il devrait avoir moins d’orgueil.

At tenzione! I termini mineur e majeur vengono, invece, usati:


• nel senso di minorenne e maggiorenne.
Il ne peut pas voter. Il est mineur. Non può votare. È minorenne.
• in geografia.
le lac Majeur il lago Maggiore l’Asie Mineure l’Asia Minore
• in musica.
do mineur do minore
• nel linguaggio ecclesiastico.
les ordres majeurs gli ordini maggiori

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UNITÀ
Il superlativo
Esistono due tipi di superlativo: il superlativo assoluto e il superlativo relativo.

I. Il superlativo assoluto
Il superlativo assoluto serve ad indicare il grado più alto di una qualità considerata in senso assoluto, vale
a dire senza riferimenti a un qualsiasi confronto con altri termini.

A Forma con avverbi


In genere si forma con l’avverbio très posto prima dell’aggettivo. È possibile anche utilizzare altri avverbi
quali fort 1 e bien, extrêmement, tout à fait, infiniment.
Ils sont très riches. Ils sont bien gentils.
Sono ricchissimi. Sono molto gentili.
C’est un hôtel extrêmement confortable. Ce serait fort gentil de votre part...
È un albergo estremamente confortevole. Sarebbe molto gentile da parte Sua...

B Altre forme
Soprattutto nel linguagg io pubblicitario e nel reg istro colloquiale è possibile trovare superlativi costruiti
mediante prefissi quali super, extra, archi, ultra…
Voilà des équipements ultramodernes. Il s’agit d’un produit extrafin.
Ecco delle attrezzature ultramoderne. Si tratta di un prodotto finissimo.

Raramente, in alcune espressioni ricercate, si usa in francese il suffisso -issime.


Un homme richissime. Son Altesse sérénissime.
Un uomo straricco. Sua Altezza serenissima.
Un cas rarissime. La sérénissime république
Un caso rarissimo. La Serenissima Repubblica di Venezia.
N.B. Davanti ai comparativi di magg ioranza e minoranza si usa beaucoup o, più raramente, bien
p. 103, C , mentre davanti ai comparativi irregolari meilleur e pire si usa soltanto bien.
Ce produit-ci est beaucoup plus/moins cher que celui-là.
Questo prodotto è molto più/meno caro di quello.
Ce produit-ci est bien meilleur que celui-là. Questo prodotto è di gran lunga migliore di quello.

II. Il superlativo relativo


Il superlativo relativo serve a indicare il maggiore o minore grado di un aggettivo o di un avverbio riferiti
a una cosa o a una persona confrontate con altre cose o con altre persone.

A Formazione
Si forma con i comparativi di magg ioranza e di minoranza ( plus e moins) preceduti dall’ articolo
determinativo. Il secondo termine di paragone è introdotto dalla preposizione de o è sottinteso.

1 L’avverbio fort è meno usato perché molto raffinato e di uso letterario.

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Il superlativo

Maggioranza plus
sogg. + verbo + le/la/les + + aggettivo + de + pronome
avverbio nome
Minoranza moins

Marie est la fille la plus sympathique de toutes. Jules est le garçon le moins snob de la classe.
Marie è la ragazza più simpatica di tutte. Jules è il ragazzo meno snob della classe.
Julien est le plus beau (de tous mes amis). C’est la voiture qui roule le plus/le moins vite.
Julien è il più bello (di tutti i miei amici). È la macchina che va più/meno velocemente.

È necessario ripetere le plus (o le moins) davanti a ognuno degli avverbi o degli aggettivi citati.
C’est l’hôtel le plus confortable et le plus beau de la ville. C’est le pull qui coûte le plus cher.
È l’albergo più confortevole e bello della città. È il maglione che è più costoso.

At tenzione! L’articolo è variabile quando si paragonano diverse cose o persone, mentre è invariabile
(si usa, cioè, solo le) quando il superlativo si riferisce allo stato di una sola cosa o persona.
C’est la fille la plus tranquille du groupe. È la ragazza più tranquilla del gruppo.
C’est à la campagne qu’elle est le plus heureuse. Senza riferimenti ad altre persone.
È in campagna che è più felice.
C’est à la campagne qu’elles sont le plus heureuses. Senza riferimenti ad altre persone.
È in campagna che sono più felici.

B Osservazioni
L’articolo si omette quando il superlativo è preceduto da un aggettivo possessivo.
C’est mon plus cher ami./C’est mon ami le plus cher. È il mio più caro amico.

Di più e di meno si traducono rispettivamente con le plus e le moins.


È il dolce che mi piace di più. È la materia che mi piace di meno.
C’est le gâteau que j’aime le plus. C’est la matière que j’aime le moins.

Il superlativo relativo può essere costruito anche con i sostantivi. In questo caso si usano le plus de e
le moins de davanti al sostantivo.
C’est la région où il y a le plus de chômeurs. C’est le candidat qui a le moins de chances.
È la regione in cui ci sono più disoccupati. È il candidato che ha meno possibilità.

C Forme particolari di superlativo


Bon, mauvais e bien formano il superlativo relativo di maggioranza in modo irregolare.
bon le meilleur/la meilleure/les meilleurs/les meilleures
mauvais le pire/la pire/les pires
le plus mauvais/la plus mauvaise/les plus mauvais/les plus mauvaises
bien le mieux

C’est l’acteur qui joue le mieux. C’est le pire des résultats.


È l’attore che recita meglio. È il peggiore dei risultati.
Voilà la meilleure marque de vin en vente ici. Ecco la migliore marca di vino in vendita qui.
Uso del congiuntivo dopo un superlativo p. 186, E .

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UNITÀ
I pronomi relativi
I pronomi relativi sostituiscono un gruppo nominale o un pronome, detto antecedente, e introducono
una proposizione subordinata relativa. Tale proposizione fornisce ulteriori informazioni sul gruppo nominale
cui si riferisce.
Mon cousin, qui est médecin, habite à Paris.
Mio cugino, che è medico, abita a Parigi.
Le livre que tu m’as prêté est passionnant.
Il libro che mi hai prestato è appassionante.

Esistono due tipi di pronomi relativi: semplici e composti.

I. I pronomi relativi semplici


A Forme
I pronomi relativi semplici sono invariabili.

Soggetto C. oggetto C. di spec. C. indiretto (con preposizione) C. di luogo e tempo


à qui
avec qui
riferito a persone
de qui
pour qui
qui que dont où
à quoi
avec quoi
riferito a cose
de quoi
pour quoi

1 Qui
Qui è un pronome relativo soggetto. Viene usato in riferimento a persone o cose.
C’est une personne qui accepte tout. C’est un hôtel qui se trouve au bord du lac.
È una persona che accetta tutto. È un albergo che si trova in riva al lago.

Qui non si apostrofa mai.


C’est un professeur qui interroge souvent ses élèves.
È un professore che interroga spesso i suoi alunni.

Riferito a persone e preceduto da preposizioni, qui si usa per tradurre i complementi indiretti a cui,
al quale, alla quale… (à qui), con cui, col quale… (avec qui), di cui, del quale… (de qui =
dont), per cui, per il quale (pour qui), senza di cui, senza il quale (sans qui).
L’homme à qui tu parles est russe. L’homme de qui (dont) tu parles est architecte.
L’uomo al quale parli è russo. L’uomo del quale (di cui) parli è architetto.
La personne pour qui tu réserves une place arrivera demain.
La persona per la quale prenoti un posto arriverà domani.

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I pronomi relativi

2 Que
Que è un pronome relativo complemento oggetto. Viene usato in riferimento a persone o cose.
C’est un comédien/une ville que j’adore. È un attore/una città che adoro.

Si apostrofa davanti a vocale o h muta.


L’appartement qu’il a loué est confortable. L’appartamento che ha affittato è confortevole.
3 Dont
Dont è un pronome relativo complemento di specificazione che corrisponde alle espressioni
italiane del quale, della quale, dei quali, delle quali, di cui, da cui, dal quale, dalla quale, dai
quali, dalle quali. Si usa in riferimento a persone o cose nei complementi introdotti da de.
Tu m’as parlé d’un livre. → Le livre dont tu m’as parlé n’est pas ici.
Mi hai parlato di un libro. Il libro di cui mi hai parlato non è qui.
Elle descend d’une famille illustre. → La famille dont elle descend est illustre.
Discende da una famiglia illustre. La famiglia da cui discende è illustre.

N.B. Le costruzioni italiane il cui, la cui, i cui, le cui sono rese con dont + articolo determinativo.
La casa le cui finestre danno sullo stadio mi appartiene.
La maison dont les fenêtres donnent sur le stade m’appartient.

4 Quoi
Quoi si riferisce a cose e si usa preceduto da preposizioni: à, avec, de, pour, sans.
C’est ce à quoi il faut s’attendre. Il n’y a pas de quoi se vanter.
È ciò a cui si va incontro. Non c’è di che vantarsi.

5 Où
Où è un pronome relativo complemento indiretto. Traduce complementi di tempo e avverbi di luogo.
Mon père a gagné au loto le jour où je suis né. C’est le village où je suis né.
Mio padre ha vinto al lotto il giorno in cui sono nato. È il paese dove/in cui sono nato.

B Traduzione di alcune espressioni italiane


1 Traduzione di “ciò che”, “ciò di cui”… p. 73, 2
Ce + pronome relativo
• con valore di soggetto: ce qui
Ecco ciò che mi interessa. Voici ce qui m’intéresse.
• con valore di complemento oggetto: ce que
Ecco ciò che ho fatto. Voilà ce que j’ai fait.
• con valore di complemento di specificazione: ce dont
Ciò di cui mi hai parlato è molto importante. Ce dont tu m’as parlé est très important.

2 Traduzione di “ciò a cui”, “ciò con cui”, “ciò per cui”, “ciò in cui”
Ce + preposizione + quoi
È ciò a cui pensavo. È ciò con cui vivo.
C’est ce à quoi je pensais. C’est ce avec quoi je vis.
Ciò per cui sono tornata? Ecco ciò in cui hai torto.
Ce pour quoi je suis revenue ? Voilà ce en quoi tu as tort.

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I pronomi relativi

3 Traduzione di “di che”


De quoi
Non c’è di che aver paura. Il n’y a pas de quoi avoir peur.

II. I pronomi relativi composti


A Forme
I pronomi relativi composti sono variabili e concordano in genere e in numero col nome a cui si riferiscono.

Singolare Plurale
Maschile Femminile Maschile Femminile
Soggetto lequel laquelle lesquels lesquelles
C. di specificazione duquel 1 de laquelle desquels 1 desquelles
C. di termine auquel 1 à laquelle auxquels 1 auxquelles 1

At tenzione! Duquel, de laquelle, desquels, desquelles si usano al posto di dont quando


l’italiano cui è preceduto da una preposizione articolata (del, della, dei, delle) e si pospongono al
nome a cui si riferiscono.
Voilà le livre dont je t’ai parlé. Ecco il libro di cui ti ho parlato.
Voilà le livre de l’auteur duquel je t’ai parlé. Ecco il libro del cui autore ti ho parlato.
In questo caso il nome cui si riferisce il pronome composto è, a sua volta, un complemento
di specificazione: de l’auteur.

B Uso
I pronomi relativi composti sono generalmente meno usati dei loro corrispettivi semplici. Questi pronomi, infatti,
si usano raramente riferiti a persone e soltanto quando il senso della frase potrebbe non essere chiaro.
Il y aura aussi le mari de ma cousine qui est architecte.
Ci sarà anche il marito di mia cugina che è architetto.
In questo caso qui potrebbe riferirsi sia a mari sia a cousine. Le forme composte permettono di
evitare equivoci.
Il y aura aussi le mari de ma cousine lequel est architecte.
Ci sarà anche il marito di mia cugina il quale è architetto.
Il y aura aussi le mari de ma cousine laquelle est architecte.
Ci sarà anche il marito di mia cugina la quale è architetto.

I pronomi relativi composti devono, invece, essere usati nei complementi indiretti preceduti da
preposizione e riferiti a cose, poiché la costruzione preposizione + qui si usa solo per le persone.
C’est un problème auquel je n’avais pas pensé.
È un problema al quale/a cui non avevo pensato.

1 I pronomi relativi composti possono anche essere preceduti da una preposizione. Preceduti dalle preposizioni de
e à danno origine alle forme contratte.

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UNITÀ
Gli interrogativi

I. Gli aggettivi interrogativi


A Forme
Gli aggettivi interrogativi concordano sempre in genere e numero col nome a cui si riferiscono.
Quel est ton numéro de téléphone ? Quelle est ton opinion à ce propos ?
Qual è il tuo numero di telefono? Qual è la tua opinione a questo proposito?

Singolare Plurale
Maschile quel quels
Femminile quelle quelles

B Uso
Vengono usati per formulare domande circa l’identità, la qualità della cosa o della persona alla quale
si riferiscono, e si usano nelle proposizioni interrogative dirette e indirette.
• Interrogativa diretta
Quel hôtel as-tu choisi ?/Quel hôtel est-ce que tu as choisi ?
Che/Quale albergo hai scelto?
Quelles mesures veulent-ils prendre pour faire face à cette crise ?
Che/Quali misure vogliono prendere per fronteggiare questa crisi?
• Interrogativa indiretta
Je voudrais savoir quelle est ta décision.
Vorrei sapere quale è la tua decisione.

Possono assumere un valore esclamativo quando indicano stupore, sorpresa, ammirazione o


disapprovazione rispetto all’oggetto o alla persona di cui si parla.
Quel enfer ! Quels bons moments !
Che inferno! Che bei momenti!

At tenzione! L’aggettivo interrogativo quel può essere tradotto in italiano sia da che sia da quale.
Quelle solution proposez-vous ? Quale/Che soluzione proponete?

C Posizione
Gli aggettivi interrogativi possono precedere direttamente il nome al quale si riferiscono oppure essere
seguiti dal verbo être e dal nome.
Dans quelle ville habites-tu ? Quels sont mes droits ?
In che città abiti? Quali sono i miei diritti?
Quel homme êtes-vous donc ? Je me demande quelle sera sa réaction.
Ma che uomo è Lei? Mi chiedo quale sarà la sua reazione.

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Gli interrogativi

Gli aggettivi interrogativi possono costruirsi con c’est.


C’est quel peintre ?
Quel peintre est-ce ? Che pittore è?
Quel peintre est-ce que c’est ?

D Quel ≠ quello
Attenzione a non confondere gli aggettivi interrogativi francesi quel, quelle, quels e quelles con gli
aggettivi dimostrativi italiani quello, quella, quelli e quelle che vengono tradotti in funzione del ruolo
che rivestono nella frase, nei modi seguenti:
• con l’aggettivo dimostrativo (ce, cette, ecc.) o col pronome dimostrativo (celui, celle, ecc.).
p. 68
Quella signora è sempre molto elegante. Vorrei questo giornale e non quel giornale.
Cette dame est toujours très élégante. Je voudrais ce journal-ci et pas celui-là.
• col pronome dimostrativo neutro. p. 72, III
Ascolta quello che dico! Tu non sai quello che voglio io!
Écoute ce que je dis ! Tu ne sais pas ce que je veux, moi !
• con l’articolo determinativo p. 28, I , se precedono un aggettivo o se accompagnano un
nome seguito da un pronome relativo.
Preferisci il maglione rosso o quello blu? Quella persona della quale ti ho parlato può aiutarti.
Tu préfères le pull rouge ou le bleu ? La personne dont je t’ai parlé peut t’aider.

II. I pronomi interrogativi


I pronomi interrogativi si distinguono in variabili e invariabili. I pronomi interrogativi invariabili si suddividono
a loro volta in pronomi interrogativi riferiti a persona e pronomi interrogativi riferiti a cosa o neutri.

A I pronomi interrogativi variabili


1 Forme
Come i corrispondenti aggettivi interrogativi, i pronomi interrogativi concordano in genere e in numero
col nome che sostituiscono.
I pronomi interrogativi variabili hanno le stesse forme dei pronomi relativi composti. Come questi
ultimi hanno una forma semplice e una contratta.
Forma semplice
Singolare Plurale
Maschile lequel lesquels
Femminile laquelle lesquelles

F In francese i pronomi interrogativi variabili hanno forme diverse dai corrispondenti aggettivi
I interrogativi, mentre in italiano quale/quali traducono entrambi. Soltanto che, nel senso di
quale/quali, si usa unicamente come aggettivo e non come pronome.
Quel appartement avez-vous loué ? Che/Quale appartamento avete affittato?
De ces deux appartements, lequel est-ce que vous avez loué ?
Di questi due appartamenti, quale avete affittato?

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Gli interrogativi

Forma contratta
Le forme contratte sono orig inate dalla fusione delle preposizioni à e de con le forme enunciate
prima. Solo al femminile singolare non c’è forma contratta.
Singolare Plurale
Maschile Femminile Maschile Femminile
Preceduto da de duquel de laquelle desquels desquelles
Preceduto da à auquel à laquelle auxquels auxquelles

J’ai plusieurs amis. Duquel parlez-vous ? Ho diversi amici. Di quale parlate?


À laquelle de ces employées (est-ce que) tu t’es adressée ?
A quale di queste impiegate ti sei rivolta?

2 Uso
I pronomi interrogativi variabili vengono usati nelle proposizioni interrogative dirette e indirette e
possono riferirsi tanto a persone che a cose espresse precedentemente.
Possono essere seguiti dalla preposizione de + nome. Spesso il complemento introdotto dalla
preposizione de è sottinteso.
• Interrogativa diretta
Laquelle de ces athlètes a obtenu les meilleurs résultats ?
Quale di queste atlete ha ottenuto i risultati migliori?
Laquelle a obtenu les meilleurs résultats ?
Quale ha ottenuto i risultati migliori?
In quest’ultimo caso il complemento introdotto da de non è espresso. Laquelle si riferirà a
qualcosa o qualcuno che è stato citato in precedenza nel discorso, in questo caso l’atleta.
• Interrogativa indiretta
Ils m’ont demandé lequel de ces livres nous voulions.
Mi hanno chiesto quale vogliamo di questi libri.

B I pronomi interrogativi invariabili


1 I pronomi interrogativi invariabili riferiti a persone
Forme
Esistono forme semplici e composte. Queste ultime sono utilizzate soprattutto nel registro linguistico
colloquiale.

Forme semplici Forme composte


Soggetto qui qui est-ce qui
C. oggetto qui qui est-ce que

} }
à à
de de
C. indiretto pour + qui pour + qui est-ce que
chez chez
avec avec

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Gli interrogativi

Qui vient ce soir ? Chi viene stasera?


Qui est-ce qui vient ce soir ?
Qui avez-vous rencontré ?
Qui est-ce que vous avez rencontré ? Chi avete incontrato?
Vous avez rencontré qui ? 1
Avec qui sont-ils sortis ?
Avec qui est-ce qu’ils sont sortis ? Con chi sono usciti?
Ils sont sortis avec qui ? 1

Con le forme composte non si fa l’inversione p. 40, II , mentre con le forme semplici del
complemento oggetto e del complemento indiretto si può decidere se fare l’inversione a seconda
del registro linguistico prescelto (l’inversione è indice di un tipo di lingua più curato mentre l’assenza
di inversione appartiene al registro familiare).
Chez qui as-tu dîné ? (registro elevato)
Chez qui est-ce que tu as dîné ? (registro standard) Da chi hai cenato?
Chez qui tu as dîné ?/Tu as dîné chez qui ? (registro familiare)

Posizione nella frase


Le forme semplici si usano, inoltre:
• davanti all’infinito.
Qui appeler ? Chi chiamare?
• quando il verbo è sottinteso.
Il a trouvé une bonne solution. Qui ? Ha trovato una buona soluzione. Chi?
• davanti al verbo être.
Qui êtes-vous ? Chi siete?
• nelle proposizioni interrogative indirette.
Il me demande toujours qui m’aide dans mon travail.
Mi chiede sempre chi mi aiuta nel mio lavoro.

F A differenza dell’italiano, nelle proposizioni interrogative indirette bisogna usare


I l’indicativo e mai il congiuntivo p. 202, I .
Je ne sais pas qui a fait ce travail. Non so chi abbia fatto questo lavoro.

2 I pronomi interrogativi invariabili riferiti a cose o neutri nelle proposizioni interrogative dirette
Forme
Anche in questo caso esistono forme semplici e forme composte.
Forme semplici Forme composte
Soggetto qu’est-ce qui
C. oggetto que, quoi 1 qu’est-ce que

} }
à à
de de
C. indiretto pour + quoi pour + quoi est-ce que
chez chez
avec avec

1 Registro linguistico familiare.


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Gli interrogativi

Soggetto
Qu’est-ce qui t’arrive ? Che cosa ti succede?

Complemento oggetto
Que veux-tu faire ?
Qu’est-ce que tu veux faire ? Che cosa vuoi fare?
Tu veux faire quoi ?
Complemento indiretto
De quoi avez-vous discuté ?
De quoi est-ce que vous avez discuté ?
Di che cosa avete discusso?
De quoi vous avez discuté ?
Vous avez discuté de quoi ?

Come nel caso dei pronomi interrogativi invariabili riferiti a persone, con i pronomi interrogativi riferiti
a cose non si fa l’inversione quando si usano le forme composte, mentre con le forme semplici si
può scegliere se fare o no l’inversione.
Qu’est-ce qui te plaît ? Che cosa ti piace?
Que proposes-tu ? (registro elevato)
Qu’est-ce que tu proposes ? (standard) Che cosa proponi?
Tu proposes quoi ? (registro familiare)

At tenzione! Con la forma semplice que occorre fare sempre l’inversione del soggetto.

Avec quoi as-tu fait cette tarte ? (registro elevato)


Avec quoi est-ce que tu as fait cette tarte ? (standard)
Con che cosa hai fatto questa torta?
Avec quoi tu as fait cette tarte ? (registro familiare)
Tu as fait cette tarte avec quoi ? (registro familiare)

Quoi
Quoi assume talvolta il valore di una esclamazione o viene usato in forma interrogativa per chiedere
a qualcuno di ripetere qualcosa che non si è capito.

At tenzione! Questo uso è tipico del registro familiare e non è molto cortese.

– Ils font un voyage à Cuba. – Fanno un viaggio a Cuba.


– Quoi ? – Cosa?
– Je te dis qu’ils font un voyage à Cuba. – Ti dico che fanno un viaggio a Cuba.
Quoi ! Une autre amende ! Cosa! Un’altra multa!

Quoi nelle proposizioni interrogative può essere seguito da de + aggettivo/participio.


Quoi d’autre ? Quoi de plus amusant que cette pièce de théâtre ?
Che altro? Cosa c’è di più divertente di questa commedia?

Quoi, come que, viene usato davanti a un infinito per tradurre che cosa?
Quoi/Que faire ? Che cosa fare?

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Gli interrogativi

3 I pronomi interrogativi invariabili riferiti a cose o neutri nelle proposizioni interrogative


indirette
Nelle proposizioni interrogative indirette le forme italiane che e che cosa si traducono con:
• ce qui quando hanno valore di soggetto.
Je voudrais savoir ce qui te plaît.
Vorrei sapere che cosa ti piace.
• ce que quando hanno valore di complemento oggetto.
Je ne sais pas ce qu’il a décidé de faire.
Non so che cosa abbia deciso di fare.
• à, de, pour, avec... quoi quando corrispondono a un complemento indiretto.
Je me demande de quoi ils ont besoin.
Mi chiedo di che cosa abbiano bisogno.

C Traduzione di “che cos’è?” “che cosa sono?”


Le domande che cos’è? che cosa sono? vengono tradotte in modo diverso a seconda che si trovino in
una proposizione interrogativa diretta o indiretta.
• Nelle interrogative dirette vengono tradotte con qu’est-ce que o qu’est-ce que c’est que
(forma composta tipica del registro familiare).
Qu’est-ce qu’un blog ? Qu’est-ce que c’est qu’un tamis ?
Che cos’è un blog? Che cos’è un setaccio?

F Si osservi che, contrariamente a quanto avviene in italiano, la domanda è sempre posta


I al singolare, mentre la risposta può essere singolare o plurale.
C’est mon livre. Che cos’è? È il mio libro.
Qu’est-ce que c’est ?
Ce sont mes livres. Che cosa sono? Sono i miei libri.
Nelle interrogative indirette rimane la forma singolare ce que c’est.
Je veux savoir ce que c’est.
Voglio sapere che cos’è/che cosa sono.

Quando in italiano tali domande sono seguite da un nome o dal pronome neutro ça, sul quale si
chiedono chiarimenti, si possono usare due strutture.
Qu’est-ce que determinante (aggettivo, articolo…)
+ + nome/pronome
Qu’est-ce que c’est que pronome

Qu’est-ce (que c’est) qu’un OVNI ? Che cos’è un OVNI?


Qu’est-ce que c’est que ce bruit ? Che cos’è questo rumore?
Qu’est-ce que c’est que ça ? Che cos’è questo (= ciò)?
• Nelle interrogative indirette si usa la forma ce que c’est que oppure ce qu’est.
Dites-moi ce que c’est que ce paquet./Dites- moi ce qu’est ce paquet.
Ditemi che cos’è questo pacchetto.
Explique-moi ce que c’est que ça !
Spiegami che cos’è questo (ciò)!

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UNITA
Gli indefiniti
Gli indefiniti indicano persone o cose senza definirne con precisione la quantità o l’identità, né precisarne
la qualità. Gli indefiniti possono essere raggruppati in diverse categorie semantiche a seconda che esprimano
la pluralità, l’individualità, la totalità, la negazione, la differenza, la somiglianza o l’indeterminazione.

I. Gli aggettivi indefiniti


Quantità Identità
pluralità differenza
quelques (plur.) qualche, alcuni/e autre(s) altro/a/i/e
maint(e)s, plusieurs (inv.)
parecchio/a, parecchi(e) somiglianza
nombreux, nombreuse(s) numeroso/a/i/e même(s) stesso/a/i/e
certain(e)s certo/a/i/e
indeterminazione
différent(e)s, divers(e)s diverso/a/i/e
peu de 1 poco/a, pochi/e quelque un qualche
assez de 1 abbastanza tel(le)s tale/i
beaucoup de 1 molto/a/i/e n’importe quel(le)s qualunque
trop de 1 troppo/a/i/e quelconque qualunque
quel(le)s… que qualunque
individualità quelque(s)… qui/que qualunque
chaque (inv.) ogni tout(e) autre qualunque altro/a
les deux entrambi quoi que qualunque cosa
n’importe quoi qualunque cosa
totalità où que in qualunque posto
tout(e) tutto/a n’importe où in qualunque posto
tous (toutes) tutti/e n’importe quand in qualunque momento

negazione
aucun(e)/pas un(e), nul(le) nessuno/a

A La pluralità
1 Quelques
Quelques al plurale ha il significato di qualche, alcuni/e.
Prends quelques verres. Il a acheté quelques bonbons.
Prendi qualche bicchiere. Ha comprato qualche caramella.

1 In francese peu de, assez de, beaucoup de, trop de sono anche avverbi di quantità p. 210, B .

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Gli indefiniti

2 Plusieurs
Si usa solo al plurale ed è invariabile nel genere. Non è preceduto da articolo partitivo.
Il a plusieurs amis et plusieurs cousines. Ha parecchi amici e parecchie cugine.
3 Maint(e)s
Parecchio/a, parecchi(e) si può tradurre con maint(e)s. Questo uso è soprattutto letterario.
Je l’ai vu maintes fois. L’ho visto parecchie volte.
4 Nombreux
Ha il plurale femminile nombreuses. Nombreux e nombreuses possono essere preceduti dal
partitivo de.
Ils ont eu de nombreuses difficultés. Il y a de nombreux hôtels dans le centre-ville.
Hanno avuto numerose/parecchie difficoltà. Ci sono numerosi alberghi in centro.

5 Certains, différents, divers


Hanno il plurale femminile certaines, différentes, diverses. Al plurale non sono preceduti
dall’articolo partitivo.
Différents témoins ont assisté à cet épisode. Cela nous a créé différentes difficultés.
Diversi testimoni hanno assistito a questo episodio. Ciò ci ha creato diverse difficoltà.
Ils l’ont rencontré à diverses reprises. Elle a eu divers problèmes avec Luc.
L’hanno incontrato a più riprese. Ha avuto diversi problemi con Luc.
Certains journalistes ont ignoré l’événement. Certaines propositions seront acceptées.
Certi giornalisti hanno ignorato l’avvenimento. Certe proposte saranno accettate.

At tenzione! Certain usato al singolare viene preceduto dall’articolo indeterminativo.


un certain sourire un certain âge 2
un certo sorriso una certa età

N.B. Plusieurs e certain(e)s non possono essere posti accanto a un aggettivo possessivo. T ra
l’aggettivo indefinito e il possessivo occorre inserire la preposizione de.
plusieurs de mes collègues certaines de mes amies
parecchi miei colleghi/e certe mie amiche

6 Peu de, assez de, beaucoup de, trop de


Sono invariabili e vengono seguiti dalla preposizione de. In italiano corrispondono agli aggettivi
indefiniti molto, poco, troppo e all’avverbio abbastanza con funzione aggettivale.
Il a beaucoup de travail. Il y a peu de vin.
Ha molto lavoro. C’è poco vino.
Vous avez lu peu de livres. Est-ce qu’il y a assez de sel ?
Avete letto pochi libri. C’è abbastanza sale?
Tu as mis trop de sucre. J’ai mangé trop de frites.
Hai messo troppo zucchero. Ho mangiato troppe patatine fritte.

2 Si osservi la differenza di significato tra un certain âge e un âge certain (un’età certa).

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Gli indefiniti

B L’individualità e la totalità
1 Chaque, les deux
Chaque si usa soltanto al singolare e non varia nel genere.
Chaque jour, je me lève à 7 heures. Chaque page est numérotée.
Ogni giorno mi alzo alle sette. Ogni pagina è numerata.
Les deux traduce entrambi/e.
Les deux filles parlent français. Entrambe le ragazze parlano francese.

2 Tout
Concorda in genere e numero con il termine cui si riferisce.
Singolare Plurale
Maschile tout tous
Femminile toute toutes

Je me lève tous les jours à 7 heures. Toutes les pages sont numérotées.
Mi alzo tutti i giorni alle sette. Tutte le pagine sono numerate.

Tout è generalmente seguito da un articolo, da un aggettivo dimostrativo o da un possessivo.


J’ai travaillé toute la journée. Il a vécu toute sa jeunesse à Paris.
Ho lavorato tutto il giorno. Ha vissuto tutta la sua gioventù a Parigi.
On ne peut pas faire tout ce travail. Il a vendu toutes ses possessions.
Non si può fare tutto questo lavoro. Ha venduto tutti i suoi possedimenti.

Viene usato in francese seguito dall’articolo determinativo per indicare la frequenza, il ripetersi ciclico
di un certo fenomeno. In questi casi traduce l’aggettivo italiano ogni.
tous les trois jours Il y a un bus qui passe toutes les cinq minutes.
ogni tre giorni C’è un autobus che passa ogni cinque minuti.

At tenzione! La differenza tra tout e chaque è spesso molto sottile. Si osservi chechaque indica
che ogni elemento di un insieme è considerato singolarmente. Quando, invece, ogni elemento
dell’insieme è considerato collettivamente, poiché si vuole evidenziare il concetto di totalità,
l’aggettivo indefinito italiano ogni si traduce solitamente con tout.
Tout candidat doit remplir ce formulaire. Ogni candidato deve compilare questo modulo.

Tout può essere direttamente seguito da un nome e assume allora il valore di


• chaque, n’importe lequel/laquelle.
Tout homme est mortel. Pizza à toute heure.
Ogni uomo è mortale. Pizza a qualunque ora.
• total(e) (davanti a un nome astratto).
Il parle en toute franchise. Parla con totale franchezza.
• seul(e) (preceduto da pour).
Pour toute réponse, il a dit non. Come sola risposta ha detto (di) no.

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Gli indefiniti

Esistono numerose espressioni costruite con tout.


à toute allure À tout à l’heure ! tout à l’heure
a tutta velocità A fra poco! poco fa/fra poco
à tout moment à toute vitesse de toute façon/manière
in ogni momento a tutta velocità ad ogni modo
tout de suite en tout cas toute(s) sorte(s) de
immediatamente in ogni caso ogni sorta di

At tenzione! Tout può essere usato come avverbio col significato di entièrement,
complètement. In questo caso è variabile solo davanti agli aggettivi femminili che cominciano
con una consonante o h aspirata p. 63, B .
Elle est toute contente. Ils sont tout contents.
È contentissima. Sono contentissimi.
Elle a mangé la tarte tout entière ! Mon vélo est tout neuf.
Ha mangiato la torta intera! La mia bicicletta è nuovissima/nuova di zecca.
Elles sont toutes honteuses. Elle est tout heureuse.
Sono vergognosissime. È felicissima.

C La negazione
1 Nul, aucun
Si usano generalmente al singolare, tranne che con i sostantivi che hanno solo la forma plurale o
che cambiano significato al plurale.
aucun collaborateur aucunes représailles nulle part
nessun collaboratore nessuna rappresaglia da nessuna parte

Variabili nel genere ( nulle e aucune), sono sempre accompagnati dalla negazione ne, senza il
secondo termine della negazione pas p. 37, II .
Aucun ami ne lui a répondu. Je n’ai eu aucune réponse.
Nessun amico gli ha risposto. Non ho avuto nessuna risposta.
Nul homme n’est parfait. Je n’ai eu nulle réponse.
Nessun uomo è perfetto. Non ho avuto nessuna risposta.

Aucun/aucune possono essere preceduti da sans.


Il a répondu sans aucune hésitation.
Ha risposto senza nessuna esitazione.

At tenzione! Sans aucun doute significa senza dubbio,


mentre sans doute significa forse, probabilmente p. 215, E .

Aucun(e) non può essere accompagnato direttamente da un aggettivo possessivo. Come


plusieurs, certain(e)s ha la seguente costruzione:
Aucun de mes amis n’est venu. Aucune de ses réponses ne m’a convaincu.
Non è venuto nessun mio amico. Nessuna sua risposta mi ha convinto.

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Gli indefiniti

D La differenza e la somiglianza
1 Autre
Prende una s al maschile e femminile plurale.
Singolare Plurale
Maschile e femminile autre autres

È sempre preceduto da un ar ticolo oppure può seguire direttamente un aggettivo possessivo o


numerale.
les autres livres mes autres livres deux autres livres
gli altri libri gli altri miei libri due altri libri

Al plurale è sempre preceduto dalla preposizione semplice de, tranne che nei complementi di
specificazione.
Il a d’autres questions à vous poser. les critiques des autres spectateurs
Ha altre domande da farLe. le critiche degli altri spettatori
(compl. di specificazione)

2 Même
È variabile nel numero.
Les mêmes causes ont les mêmes effets. Ils ont les mêmes goûts.
Le stesse cause hanno gli stessi effetti. Hanno gli stessi gusti.

Davanti a un nome indica l’identità e la somiglianza.


Elles ont les mêmes opinions. J’achète toujours la même marque de lessive.
Hanno le stesse opinioni. Compro sempre la stessa marca di detersivo.

N.B. La même chose traduce la stessa cosa.


C’est la même chose. È la stessa cosa.
Si osservi l’espressione semanticamente vicina.
C’est pareil ! È lo stesso!

Posto dopo il nome o il pronome personale tonico p. 86 , sottolinea in modo enfatico la


persona o la cosa della quale si sta parlando o una qualità al più alto grado.
Le directeur même a parlé. Ils l’ont fait eux-mêmes.
Ha parlato il direttore stesso (in persona). L’hanno fatto loro stessi.
Il est la précision même.
È la precisione stessa (personificata).

Même si utilizza anche per costruire frasi di tipo comparativo. In questo caso è accompagnato
da que.
Elles ont les mêmes opinions que nous.
Hanno le nostre stesse opinioni.
Nous avons les mêmes professeurs que l’année dernière.
Abbiamo gli stessi professori dell’anno scorso.

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Gli indefiniti

At tenzione! Non si confonda même aggettivo indefinito con l’avverbio même che significa
perfino, persino.
Tout le monde le sait, même les enfants. Lo sanno tutti, persino i bambini.

E L’indeterminazione
1 Quelque
Quelque al singolare significa un(a) qualche, un(a) certo/a.
Ce problème présente quelque ambiguïté.
Questo problema presenta una certa/una qualche ambiguità.

Le seguenti espressioni si costruiscono con quelque al singolare.


quelque temps quelque part quelque chose quelquefois
qualche tempo da qualche parte qualcosa qualche volta

At tenzione! Non si confonda l’aggettivo indefinito quelque con l’avverbio quelque, che si usa
con gli aggettivi numerali e significa circa.
Il gagne quelque 1 500 euros par mois. Guadagna circa 1.500 euro al mese.

2 Tel
Concorda in genere e numero con il termine cui si riferisce.
Singolare Plurale
Maschile tel tels
Femminile telle telles

Un tel comportement est inacceptable.


Un tale comportamento è inaccettabile.
Nous ne pensions pas qu’il réagirait de telle manière.
Non pensavamo che avrebbe reagito in tal modo.

Tel può essere anche usato per indicare un termine imprecisato.


Supposons qu’il arrive tel jour avec tel prétexte… monsieur Untel oppure un tel
Supponiamo che arrivi il giorno tale con un certo pretesto… Il signor Tal dei Tali.

N.B. Tel quel(le)s, tel(le)s… tel(le)s… traducono rispettivamente le espressioni tale quale e
tale… tale.
Elle est restée telle quelle. Tel père, tel fils.
È rimasta tale quale. Tale padre tale figlio.

3 N’importe quel, quelconque, quel(le)s que, quelque(s)… qui/que


I seguenti aggettivi indefiniti servono a tradurre qualunque o quale/i che.
• N’importe quel è posto prima del nome.
Passe-moi n’importe quel verre. Passami un bicchiere qualunque.

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Gli indefiniti

• Quelconque è posto dopo il nome cui si riferisce.


Donnez-moi un livre quelconque. Datemi un libro qualunque.

• Quel(le)s que va posto davanti ai verbi être, devoir être, pouvoir être al congiuntivo.
Quelle que soit votre opinion… Quelles que doivent être les solutions…
Qualunque sia la vostra opinione… Quali che debbano essere le soluzioni…
Quels que soient leurs problèmes… Quelle que puisse être votre opinion…
Quali che siano i loro problemi… Qualunque possa essere la vostra opinione…

N.B. Davanti a un nome con il verbo al cong iuntivo qualunque si traduce in francese con
quelque(s)… qui (soggetto)/quelque(s)… que (complemento oggetto).
Qualunque problema vi opprima… Qualunque domanda gli facciate…
Quelque problème qui vous accable… Quelques questions que vous lui posiez…

4 Tout(e) autre
Traduce qualunque altro/a, tutt’altro/a.
Je croyais que c’était un tout autre problème. Toute autre solution serait impossible.
Credevo che fosse tutt’altro problema. Qualunque altra soluzione sarebbe impossibile.

5 Quoi que e n’importe quoi


Traducono qualunque cosa.
• Quoi que regge un verbo al congiuntivo
Quoi que tu dises… Quoi qu’il fasse…
Qualunque cosa tu dica… Qualunque cosa egli faccia…

• N’importe quoi segue il verbo.


Je ferais n’importe quoi pour lui. Dis-lui n’importe quoi.
Farei qualunque cosa per lui. Digli qualunque cosa.

6 N’importe où e où que
Si usano per tradurre in qualunque luogo, in un posto qualunque, ovunque.
• N’importe où segue il verbo.
Pose-le n’importe où. J’irais n’importe où pour le revoir.
Posalo in un posto qualunque. Andrei ovunque per rivederlo.

• Où que regge un verbo al congiuntivo.


Trouvez-le, où qu’il soit. Où qu’il soit, je le retrouverai.
Trovatelo, in qualunque luogo/ovunque sia. Ovunque sia, lo ritroverò.

7 N’importe quand
Si usa per tradurre in qualunque momento.
Vous ne pouvez pas le déranger n’importe quand.
Non potete disturbarlo in qualunque momento.
Tu peux venir chez moi n’importe quand.
Puoi venire da me in qualunque momento.

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Gli indefiniti

II. I pronomi indefiniti


Come gli aggettivi indefiniti, anche i pronomi indefiniti indicano persone o cose senza precisare né la
quantità, né la qualità o l’identità.

Quantità Identità
pluralità differenza
quelques-un(e)s alcuni/e autre(s) altro/a/i/e
plusieurs (inv.) parecchi(e) autrui (inv.) altrui
certain(e)s certe/i somiglianza
beaucoup molto/a/i/e
peu poco/a, pochi/e même(s) stesso/a/i/e
trop troppo/a/i/e indeterminazione
assez abbastanza
quelqu’un qualcuno/a
individualità on si

}
chacun(e) ciascuno/a quiconque
les deux entrambi/e n’importe qui
chiunque
totalità qui que
quel(le)s qu’il(s)/qu’elle(s)
tout(e)
tutto/a/i/e quelque chose qualche cosa/qualcosa
tous/toutes
negazione

}
personne
nul/(le) nessuno/a
aucun(e)
pas un(e) neanche uno/a
rien niente
rien d’autre nient’altro

A La pluralità

1 Quelques-uns
Si usa al plurale e varia nel genere.
Des journaux ? J’en achète quelques-uns le lundi.
Dei giornali? Ne compro alcuni il lunedì.

2 Plusieurs
Si usa al plurale e non varia nel genere.
Il y en a plusieurs.
Ce ne sono parecchi(e).

Parecchio, al singolare, si traduce con beaucoup.


Tu en as acheté beaucoup.
Ne hai comprato parecchio.

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Gli indefiniti

3 Certain
Varia in genere e numero ma, come pronome, si usa generalmente al plurale.
Singolare Plurale
Maschile certain certains
Femminile certaine certaines

Certains ne sont pas arrivés. Certaines sont arrivées.


Certi non sono arrivati. Certe sono arrivate.

4 Beaucoup, peu, assez, trop


I pronomi indefiniti molto, poco, troppo e l’avverbio abbastanza si traducono con l’avverbio di
quantità corrispondente non seguito da de.
Ce n’è molto/a. Ce ne sono molti/e. Ce n’è troppo/a. Ce ne sono troppi/e.
Il y en a beaucoup. Il y en a trop.
Ce n’è poco/a. Ce ne sono pochi/e. Ce n’è abbastanza. Ce ne sono abbastanza.
Il y en a peu. Il y en a assez.

5 Nombreux
Le espressioni in pochi, in molti dopo il verbo essere si traducono nei modi seguenti.
Eravamo in molti. Eravamo in pochi.
Nous étions nombreux. Nous étions peu nombreux.

B L’individualità e la totalità
1 Chacun(e)
Si usa al singolare e varia nel genere.
Chacun a ses problèmes. Chacune d’elles a participé.
Ciascuno ha i propri problemi. Ciascuna di loro ha partecipato.

2 Les deux
Traduce entrambi/e.
Les deux sont coupables. Je prends les deux.
Sono entrambi/e colpevoli. Li/le prendo entrambi/e.

3 Tout
Singolare Plurale
Maschile tout tous
Femminile toute toutes

Ils étaient tous absents. Je les achète toutes.


Erano tutti assenti. Le compro tutte.

Precede il participio passato e l’infinito.


J’ai tout compris. Je veux tout savoir.
Ho capito tutto. Voglio sapere tutto.

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Gli indefiniti

La s finale del pronome tous si pronuncia [tus].


Je les achète tous. Ils parlent tous ensemble.
Li compro tutti. Parlano tutti insieme.

At tenzione! Tous, nel senso di tutti, si dice anche tout le monde. In questo caso il verbo va
coniugato al singolare.
Tout le monde le savait.
Tutti lo sapevano./Lo sapevano tutti.
Tous le savaient./Ils le savaient tous.
Non si confonda tout le monde (tutti) con le monde entier (tutto il mondo).
C’est un artiste connu dans le monde entier. Tout le monde l’apprécie.
È un artista conosciuto in tutto il mondo. L o apprezzano tutti.

C La negazione
1 Personne
È preceduto o seguito dalla sola negazione ne senza pas. Personne significa nessuna persona e
si usa al maschile singolare. È, quindi, il contrario di quelqu’un.
Personne n’est venu. Je ne connais personne dans cette ville.
Non è venuto nessuno. Non conosco nessuno in questa città.

Alla forma negativa personne sostituisce pas p. 37, II .


Je ne vois personne. Non vedo nessuno. Je n’ai vu personne. Non ho visto nessuno.
Vous connaissez quelqu’un ? Non, je ne connais personne.
Conosce qualcuno? No, non conosco nessuno.

2 Nul e aucun
Nul e aucun sono preceduti o seguiti dalla sola negazionene senza pas. Variano in genere: nulle, aucune.
Nul ne peut ignorer cette loi. Une brasserie ? Je n’en connais aucune ici.
Nessuno può ignorare questa legge. Una birreria? Non ne conosco nessuna qui.

Aucun traduce nessuno quando è riferito a una cosa.


J’aime les vins français : vous en connaissez quelques-uns ? Non, je n’en connais aucun.
Mi piacciono i vini francesi: ne conosce qualcuno? No, non ne conosco nessuno.

At tenzione! Aucun(e) de traduce nessuno/a di e può riferirsi a una persona o a una cosa. Mentre
personne indica una negazione totale, aucun(e) de indica una negazione limitata a una sola categoria.
Personne n’est venu. Aucune d’(entre) elles n’a répondu.
Nessuno è venuto. Nessuna di loro ha risposto.

3 Rien
Si usa soltanto accompagnato da ne, perché, come personne, nul e aucun, ha valore negativo
e rifiuta pas.
Rien n’a changé. Je ne veux rien. Il ne dit rien. Nous n’avons rien vu.
Nulla è cambiato. Non voglio niente. Non dice niente. Non abbiamo visto niente.

Rien precede l’infinito e il participio passato.


Je ne veux rien voir. Je n’ai rien vu.
Non voglio vedere nulla. Non ho visto nulla.

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Gli indefiniti

D La differenza e la somiglianza
1 Autre
Varia in numero.
J’en veux un autre. J’en veux d’autres.
Ne voglio un altro. Ne voglio altri/e.

Al plurale è sempre preceduto dalla preposizione semplicede. La preposizione articolata des si usa,
infatti, solo nel complemento di specificazione.
Il y en a d’autres. Ne t’occupe pas des affaires des autres.
Ce ne sono altri/e. Non occuparti degli affari degli/delle altri/e.

F Contrariamente a quanto accade in italiano, in francese l’aggettivo numerale cardinale


I precede autres p. 95, F/I .
Les deux autres étaient anciennes. Passe-moi les trois autres.
Le altre due erano antiche. Passami gli/le altri/e tre.

Le espressioni aux autres, des autres possono essere sostituite con à autrui, d’autrui.
Il faut respecter la liberté des autres. → Il faut respecter la liberté d’autrui.
Bisogna rispettare la libertà degli altri Bisogna rispettare la libertà altrui.

N.B. Nella lingua corrente si preferiscono le espressioni aux autres, des autres…

Traduzione di alcune espressioni italiane


• L’espressione l’uno/a… l’altro /a, gli/le uni/e… gli /le altri /e si traducono l’un(e)… l’autre,
les un(e)s… les autres.
Una è ricca, l’altra è povera. Gli uni erano partiti, gli altri erano rimasti.
L’une est riche, l’autre est pauvre. Les uns étaient partis, les autres étaient restés.
• Le espressioni né l’uno/a, né l’altro/a e nessuno/a dei/delle due si traducono con ni l’un(e)
ni l’autre o aucun(e) des deux.
Non piace il cioccolato né all’uno né all’altro. A nessuno dei due piace il cioccolato.
Ni l’un ni l’autre n’aime le chocolat. Aucun des deux n’aime la chocolat.
• L’espressione italiana altro nel senso di altra cosa si traduce con autre chose.
Fate altro! (= qualche altra cosa) Desidera altro?
Faites autre chose ! Vous désirez autre chose ?
• L’espressione nient’altro si traduce con rien d’autre.
Non voglio nient’altro.
Je ne veux rien d’autre.

2 Même(s)
Traduce i pronomi indefiniti italiani stesso/a/i/e. In frasi comparative è seguito da que.
J’ai acheté les mêmes. J’ai acheté le même que toi.
Ho comprato gli stessi. Ho comprato lo stesso che hai comprato tu.

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Gli indefiniti

E L’indeterminazione
1 Quelqu’un
Varia in genere e numero.
Singolare Plurale
Maschile quelqu’un quelques-uns
Femminile quelqu’une quelques-unes 3

Est-ce que quelqu’un a téléphoné ?


Ha telefonato qualcuno?
Tu veux des mouchoirs ? Il y en a quelques-uns dans le tiroir.
Vuoi dei fazzoletti? Ce ne sono alcuni nel cassetto.
Tu cherches des serviettes ? Tu en trouveras quelques-unes dans le placard.
Cerchi dei tovaglioli? Ne troverai alcuni nell’armadio.

At tenzione! Il pronome indefinito quelques-un(e)s non può essere seguito direttamente da un


aggettivo possessivo. Occorre inserire la preposizione de tra il pronome indefinito e l’aggettivo
possessivo p. 66, 1 .
Quelques-uns de mes amis vont venir me voir.
Alcuni (dei) miei amici stanno per venire/verranno a trovarmi.

2 On
Traduce il pronome impersonale italiano si.
On ne peut pas fumer ici. Ici, on parle français.
Qui non si può fumare. Qui si parla francese.

Nella lingua familiare on è spesso usato al posto di nous.


Qu’est-ce qu’on fait ? On va au cinéma ?
Che cosa facciamo? Andiamo al cinema?

F Diversamente dal si italiano, on non può essere seguito da un verbo al plurale.


I Dopo on si usa sempre la 3a persona singolare (ma il participio passato e l’aggettivo
possono essere al plurale e al femminile).
À Florence, on peut admirer des monuments uniques au monde.
A Firenze si possono ammirare monumenti unici al mondo.
On ne peut pas expliquer certaines sensations.
Non si possono spiegare certe sensazioni.
On est voisins. On est parties à 7 heures.
Siamo vicini di casa. Siamo partite alle sette.

3 La forma femminile singolare si usa raramente.

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Gli indefiniti

3 Quiconque, n’importe qui, qui que, quel(le)s, qu’il(s)/qu’elle(s)…


Il pronome chiunque può essere tradotto in francese in diversi modi a seconda dei casi.
• Con quiconque quando è soggetto:
– di due verbi.
Chiunque conosca la verità deve collaborare.
Quiconque connaît la vérité doit collaborer.
Chiunque me lo chiedesse sarebbe indiscreto.
Quiconque me le demanderait serait indiscret.
N.B. Quiconque regge spesso, nella frase subordinata, lo stesso tempo della principale
p. 173 e p. 204, E .
Quiconque voudrait participer à ce voyage devrait s’inscrire avant le 30 juillet.
Chiunque volesse partecipare a questo viaggio dovrebbe iscriversi prima del 30 luglio.

– di un verbo e complemento di un altro verbo.


Questo panorama incanta chiunque lo veda.
Ce panorama enchante quiconque le voit.
Risponderò a chiunque mi farà delle domande.
Je répondrai à quiconque me posera des questions.

• Con n’importe qui quando è soggetto o complemento di un solo verbo.


Chiunque potrebbe fare questo lavoro. Egli parla con chiunque.
N’importe qui pourrait faire ce travail. Il parle avec n’importe qui.
N.B. Al posto di n’importe qui si può trovare:
– qui que ce soit quando il verbo della reggente è al presente o al futuro.
Il refuse de parler à qui que ce soit.
Rifiuta di parlare a chiunque/chicchessia.
– qui que ce fût quando il verbo della reggente è al passato o al condizionale.
Il refusait de parler à qui que ce fût.
Rifiutava di parlare a chiunque/chicchessia.

• Con qui que o, alla terza persona singolare e plurale, quel(le)s qu’il(s)/qu’elle(s) davanti al
verbo être.
qui que je sois chiunque io sia
qui que tu sois chiunque tu sia
quel(le) qu’il/qu’elle soit chiunque egli/essa sia
qui que nous soyons chiunque noi siamo
qui que vous soyez chiunque voi siate
quel(le)s qu’ils/qu’elles soient chiunque essi/esse siano
N.B. Si osservi l’uso di quel(le)s que alla terza persona singolare e plurale.

4 Quelque chose
Traduce qualcosa.
Tu veux boire quelque chose ?
Vuoi bere qualcosa?

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UNITÀ
Il paradigma dei verbi
1
I. I tre gruppi verbali
In francese i verbi si suddividono in tre gruppi verbali riconoscibili dalle desinenze dell’infinito.
I° gruppo: verbi in -er come parler
II° gruppo: verbi in -ir come finir
III° gruppo: verbi in -ir, -oir, -re (-dre, -tre, -aître, -oître, -uire, -ure)
Soltanto le coniugazioni dei verbi in -er, come parler, e in -ir, come finir, possono considerarsi regolari.
Tutti gli altri verbi sono irregolari per i cambiamenti che presentano nella radice o per le desinenze.

La vecchia divisione dei verbi francesi in quattro g ruppi, a seconda delle desinenze dell’infinito -er, -ir,
-oir, -re, è ormai considerata superata.
I verbi in -er sono i più numerosi (circa 4000) e la maggior parte dei verbi di nuova creazione appartiene
a questo g ruppo. I verbi in -ir sono circa 3 00 e tra di essi si contano pochi nuovi verbi. Queste due
coniugazioni vengono chiamate conjugaisons vivantes, in opposizione alla conjugaison morte
comprendente i verbi con altre uscite, anche di uso frequente, che non si arricchisce più di nuovi verbi.

II. I tempi
Il paradigma dei verbi francesi è costituito da cinque tempi primitivi dai quali è possibile ricavare, per i
verbi regolari, tutti gli altri tempi, detti tempi derivati.

Tempi primitivi Tempi derivati


Infinito presente futuro
condizionale
Participio presente indicativo presente (persone del plurale)
imperativo (persone del plurale)
indicativo imperfetto
congiuntivo presente
Participio passato tempi composti
Indicativo presente (1a persona singolare) indicativo presente (persone del singolare)
imperativo (persone del singolare)
Passato remoto (1a persona singolare) passato remoto
congiuntivo imperfetto

Consideriamo, a titolo di esempio, due verbi modello del I° e del I I° gruppo e vediamo come avviene la
formazione dei tempi derivati a partire dal paradigma dei tempi primitivi.
Parler, parlant, parlé, je parle, je parlai
Finir, finissant, fini, je finis, je finis

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III. Modello dei verbi del Io gruppo


PARLER

Infinito presente Participio passato


parler parlé
Futuro Condizionale Passato prossimo Trapassato prossimo
je parler-ai je parler-ais j’ai parlé j’avais parlé
tu parler-as tu parler-ais tu as parlé tu avais parlé
il parler-a il parler-ait il a parlé il avait parlé
nous parler-ons nous parler-ions nous avons parlé nous avions parlé
vous parler-ez vous parler-iez vous avez parlé vous aviez parlé
ils parler-ont ils parler-aient ils ont parlé ils avaient parlé
Futuro anteriore Condizionale passato
j’aurai parlé j’aurais parlé
Participio presente tu auras parlé tu aurais parlé
parlant il aura parlé il aurait parlé
Indicativo presente Imperativo plurale nous aurons parlé nous aurions parlé
plurale vous aurez parlé vous auriez parlé
ils auront parlé ils auraient parlé
nous parl-ons Parl-ons !
vous parl-ez Parl-ez !
ils parl-ent
Indicativo presente (1a persona singolare)
Indicativo imperfetto Congiuntivo presente
je parle
je parl-ais que je parl-e
Indicativo presente Imperativo singolare
tu parl-ais que tu parl-es
singolare
il parl-ait qu’il parl-e
nous parl-ions que nous parl-ions je parl-e Parl-e !
vous parl-iez que vous parl-iez tu parl-es
ils parl-aient qu’ils parl-ent il parl-e

Passato remoto (1a persona singolare)


je parlai
Passato remoto Congiuntivo imperfetto
je parl-ai que je parl-asse
tu parl-as que tu parl-asses
il parl-a qu’il parl-ât
nous parl-âmes que nous parl-assions
vous parl-âtes que vous parl-assiez
ils parl-èrent qu’ils parl-assent

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IV. Modello dei verbi del IIo gruppo


FINIR

Infinito presente Participio passato


finir fini
Futuro Condizionale Passato prossimo Trapassato prossimo
je finir-ai je finir-ais j’ai fini j’avais fini
tu finir-as tu finir-ais tu as fini tu avais fini
il finir-a il finir-ait il a fini il avait fini
nous finir-ons nous finir-ions nous avons fini nous avions fini
vous finir-ez vous finir-iez vous avez fini vous aviez fini
ils finir-ont ils finir-aient ils ont fini ils avaient fini
Futuro anteriore Condizionale passato
j’aurai fini j’aurais fini
Participio presente tu auras fini tu aurais fini
finissant il aura fini il aurait fini
Indicativo presente Imperativo plurale nous aurons fini nous aurions fini
plurale vous aurez fini vous auriez fini
ils auront fini ils auraient fini
nous finiss-ons Finiss-ons !
vous finiss-ez Finiss-ez !
ils finiss-ent
Indicativo presente (1a persona singolare)
Indicativo imperfetto Congiuntivo presente
je finis
je finiss-ais que je finiss-e
Indicativo presente Imperativo singolare
tu finiss-ais que tu finiss-es
singolare
il finiss-ait qu’il finiss-e
nous finiss-ions que nous finiss-ions je fin-is Fin-is !
vous finiss-iez que vous finiss-iez tu fin-is
ils finiss-aient qu’ils finiss-ent il fin-it

Passato remoto (1a persona singolare)


je finis
Passato remoto Congiuntivo imperfetto
je fin-is que je fin-isse
tu fin-is que tu fin-isses
il fin-it qu’il fin-ît
nous fin-îmes que nous fin-issions
vous fin-îtes que vous fin-issiez
ils fin-irent qu’ils fin-issent

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V. Desinenze dei verbi francesi


Tutti i verbi francesi, anche quelli irregolari che cambiano la radice, si formano con le seguenti desinenze.
Indicativo presente Indicativo imperfetto
Tempo derivato dalla 1a persona singolare Tempo derivato dal participio presente
Io IIo IIIo
1a p. sing. -e -is -x/-s/-e -ais
2a p. sing. -es -is -x/-s/-es -ais
3a p. sing. -e -it -t/-/-e 1 -ait
Tempi derivati dal participio presente
1a p. plur. -ons 2 -ions
2a p. plur. -ez 2 -iez
3a p. plur. -ent 2 -aient

Futuro semplice Condizionale presente


Tempi derivati dall’infinito
1a p. sing. -ai -ais
2a p. sing. -as -ais
3a p. sing. -a -ait
1a p. plur. -ons -ions
2a p. plur. -ez -iez
3a p. plur. -ont -aient

Passato remoto Imperativo


Tempo primitivo Tempo derivato dall’indicativo presente
Io IIo IIIo 2a p. sing. -e/s
1a p. sing. -ai -is -us/-is 1a p. plur. -ons
2a p. sing. -as -is -us/-is 2a p. plur. -ez
3a p. sing. -a -it -ut/-it
1a p. plur. -âmes -îmes -ûmes/-îmes
2a p. plur. -âtes -îtes -ûtes/-îtes
3a p. plur. -èrent -irent -urent/-irent

Congiuntivo presente Congiuntivo imperfetto


Tempo derivato dal participio presente Tempo derivato dal passato remoto
1a p. sing. -e -sse
2a p. sing. -es -sses
3a p. sing. -e -^t
1a p. plur. -ions -ssions
2a p. plur. -iez -ssiez
3a p. plur. -ent -ssent

1 Esempi del III° gruppo


Vouloir: je veux, tu veux, il veut. Prendre: je prends, tu prends, il prend. Ouvrir: j’ouvre, tu ouvres, il ouvre.
Mettre: je mets, tu mets, il met. Vaincre: je vaincs, tu vaincs, il vainc.
2 Queste desinenze sono comuni ai tre gruppi di verbi.

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UNITÀ
Gli ausiliari
I verbi ausiliari avoir e être servono per formare i tempi composti insieme al participio passato.
Il a mangé.
Ha mangiato.
Il est sorti.
È uscito.
2
I. L’ausiliare avoir
I verbi transitivi reggono l’ausiliare avoir e sono spesso seguiti dal complemento oggetto.
Il a mangé un sandwich. Il avait bu une bière.
Ha mangiato un panino. Aveva bevuto una birra.

La maggior parte dei verbi intransitivi regge l’ausiliare avoir.


Il a parlé. Il avait applaudi.
Egli ha parlato. Egli aveva applaudito.
Nous avons bien ri. Nous avions discuté.
Abbiamo riso molto. Avevamo discusso.

I verbi impersonali propriamente detti, cioè quelli che si coniugano solo alla 3a persona singolare, reggono
l’ausiliare avoir. Questi verbi si riferiscono generalmente a fenomeni meteorologici.
geler grêler neiger pleuvoir tonner
gelare grandinare nevicare piovere tuonare
Il a beaucoup neigé. Il a plu toute la journée.
È nevicato molto. È piovuto per tutta la giornata.

Ad essi vanno aggiunti falloir (bisognare, occorrere, essere necessario) e y avoir (esserci).
Il a fallu partir tout de suite. Il y a eu des grèves en automne.
È stato necessario partire subito. Ci sono stati scioperi in autunno.

F A differenza dell’italiano, il verbo y avoir si usa solo alla 3a persona singolare. Il participio passato è
I sempre invariabile in quanto è retto, appunto, dall’ausiliare avoir p. 88, 3 .
il y a c’è; ci sono
il y a eu c’è stato/a; ci sono stati/e
il y avait c’era; c’erano
il y avait eu c’era stato/a; c’erano stati/e
il y aura ci sarà; ci saranno
il y aura eu ci sarà stato/a; ci saranno stati/e
il y aurait ci sarebbe; ci sarebbero
il y aurait eu ci sarebbe stato/a; ci sarebbero stati/e
qu’il y ait che ci sia; che ci siano
qu’il y ait eu che ci sia stato/a; che ci siano stati/e
Il y a eu un violent orage. Il y a eu des incendies criminels.
C’è stato un violento temporale. Ci sono stati incendi dolosi.

At tenzione! Esserci riferito alla presenza di qualcuno si traduce être là p. 88, Attenzione .

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Gli ausiliari

Poiché in francese il verbo être regge l’ausiliare avoir, il par ticipio passato été delle forme composte è
sempre invariabile.
Il a été à Venise. Elle a été à Paris.
È stato a Venezia. È stata a Parigi.
Ils ont été à Rome. Elles ont été en Italie.
Sono stati a Roma. Sono state in Italia.

F Un’importante differenza tra le due lingue circa l’uso degli ausiliari consiste nel fatto che, mentre in
I italiano i verbi sapere (savoir), volere (vouloir), dovere (devoir) e potere (pouvoir), seguiti da
un infinito, reggono l’ausiliare dell’infinito che a essi si accompagna, in francese questi verbi, seguiti
da un infinito, vogliono sempre l’ausiliare avoir.
Nous n’avons pas pu partir. Avoir è l’ausiliare di pouvoir.
Non siamo potuti/e partire. Essere è l’ausiliare di partire.
J’ai dû partir. Nous avons pu partir. Ils n’ont pas voulu faire leurs devoirs 1.
Sono dovuto/a partire. Siamo potuti/e partire. Non hanno voluto fare i compiti 1.

II. L’ausiliare être


I verbi alla forma passiva p. 195 reggono sempre l’ausiliare être.
Ils seront accueillis par le maire. Ils ont été invités.
Saranno accolti dal sindaco. Sono stati invitati.
Elles ont été interrogées par la police. Nous étions récompensés de notre patience.
Sono state interrogate dalla polizia. Eravamo ricompensati per la nostra pazienza.

F Si osservi che in francese non si usa mai il verbo venir come ausiliare
I nella forma passiva, contrariamente a quanto accade in italiano.
La fête est organisée par la municipalité.
La festa è/viene organizzata dal comune.

I verbi pronominali riflessivi p. 199, II reggono l’ausiliare être.


Elles se sont lavées. Ils se sont écrit beaucoup de lettres.
Si sono lavate. Si sono scritti molte lettere.
Accordo del participio passato p. 154, III

Come in italiano i verbi intransitivi che esprimono movimento o cambiamento di stato reggono
l’ausiliare être.
aller andare entrer entrare partir partire sortir uscire
arriver arrivare mourir morire rester rimanere tomber cadere
décéder decedere naître nascere retourner tornare venir venire
Il faisait froid et je suis restée à la maison. Il est né le 6 octobre.
Faceva freddo e sono rimasta a casa. È nato il 6 ottobre.

1 In questo caso, in francese e in italiano l’ausiliare è lo stesso perché sia vouloir sia fare reggono l’ausiliare
avoir/avere.

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Gli ausiliari

Allo stesso modo si comportano i loro derivati.


parvenir pervenire rentrer rientrare retomber ricadere
redevenir ridiventare repartir ripartire revenir tornare
Hier soir, nous sommes rentrés tard. Il est revenu, mais il est reparti tout de suite.
Ieri sera siamo rientrati tardi. È tornato ma è ripartito subito.

F Si osservi che il soggetto è l’unico elemento che permette di capire se a compiere l’azione è un
I soggetto maschile o femminile. Si ricordi per tanto che, mentre in italiano il soggetto si sottintende
molto spesso, in francese esso deve sempre essere espresso p. 78, I .

III. Osservazioni
Alcuni verbi personali possono essere usati impersonalmente. In questo caso essi reggono lo stesso ausiliare
che hanno nella forma personale.
Costruzione personale Costruzione impersonale
Nous sommes arrivés en retard. Il est arrivé un accident.
Siamo arrivati in ritardo. È accaduto/capitato un incidente.
Une petite quantité m’a suffi. Il a suffi de lui parler.
Una piccola quantità mi è bastata. È bastato parlargli.

IV. Être o avoir ?


A “Essere” in italiano → Avoir in francese
Alcuni verbi intransitivi o presi intransitivamente 2 si coniugano con l’ausiliare avoir quando esprimono
l’azione, con être quando esprimono lo stato derivante dal compimento dell’azione. In quest’ultimo
caso il par ticipio viene ad assumere lo stesso significato di un aggettivo. Occorre considerare
attentamente i verbi che si compor tano in questo modo, poiché in italiano essi si coniugano
generalmente con essere, in quanto si tratta di verbi intransitivi.
accourir accorrere croître crescere grandir crescere
accroître accrescere dégénérer degenerare grossir ingrassare
apparaître apparire déménager traslocare maigrir dimagrire
augmenter aumentare descendre scendere monter salire
baisser abbassarsi diminuer diminuire paraître sembrare
cesser cessare disparaître sparire passer passare
changer cambiare empirer peggiorare vieillir invecchiare
Comme il a vieilli en trois ans ! Il a changé.
Com’è invecchiato in tre anni! È cambiato.
Cette fille a grandi trop vite. Ils ont disparu.
Questa ragazza è cresciuta troppo in fretta. Sono spariti.

2 Alcuni verbi possono essere transitivi e intransitivi.


Il a cessé son activité. (trans.) La pluie a cessé. (intr.)
Ha cessato la sua attività. La pioggia è cessata.

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Gli ausiliari

N.B. Si osservi comunque che l’uso di être è piuttosto raro e limitato ad alcuni verbi: passer,
paraître, apparaître, descendre, monter (riferito a persone).
Personne n’est passé par là. Je suis monté au premier étage.
Nessuno è passato di qui. Sono salito al primo piano.
Il est apparu au milieu de la foule. Elle est descendue de voiture.
È apparso in mezzo alla folla. È scesa dalla macchina.

B Verbi usati con entrambi gli ausiliari in francese


Diversamente da quanto accade in italiano, in francese alcuni verbi di moto possono essere usati
transitivamente: in questo caso reggono l’ausiliare avoir. Quando, invece, sono coniugati
intransitivamente, reggono l’ausiliare être, in quanto non si fa ormai più distinzione tra l’azione e lo stato.

Uso transitivo Uso intransitivo


Ausiliare avoir Ausiliare être
Monter portare su salire
J’ai déjà monté tes valises. Il est monté dans sa chambre.
Ho già portato su le tue valigie. È salito in camera.
Descendre portare giù scendere
Il a descendu ses bagages. Il est descendu du train.
Ha portato giù i bagagli. È sceso dal treno.
Sortir tirare fuori uscire
J’ai sorti la viande du congélateur. Je suis sorti avec des amis.
Ho tirato fuori la carne dal congelatore. Sono uscito con degli amici.
Rentrer (ri)mettere dentro rientrare/tornare
J’ai rentré la voiture dans le garage. Je suis rentrée à minuit.
Ho messo la macchina in garage. Sono rientrata a mezzanotte.

V. I semi-ausiliari
In francese il verbo venir à + infinito e il verbo devoir + infinito vengono considerati semi-ausiliari
(semi-auxiliaires). Essi indicano talune sfumature di tempo: mentre il primo indica un fatto for tuito, il
secondo indica una probabilità.
Il vint à passer par là. (fatto fortuito) Il doit avoir faim. (probabilità)
Gli capitò di passare di là. Deve aver fame.

Vengono considerati semi-ausiliari anche i gallicismi aller + infinito e venir de + infinito p. 193 .
Il va partir. (azione futura) Il vient de rentrer. (azione passata)
Sta per partire. È appena rientrato.

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Gli ausiliari

VI. I verbi être e avoir


Être e avoir non sono soltanto ausiliari, ma possono essere usati anche come verbi.

Être Avoir
– con un aggettivo. – nel senso di possedere.
Il est gentil. J’ai une voiture.
È gentile. Ho una macchina.

– nel senso di esistere. – in diverse espressioni.


Je pense, donc je suis. J’ai faim/soif/froid/chaud/sommeil/envie de…/besoin de...
Penso dunque sono. Ho fame/sete/freddo/caldo/sonno/voglia di…/bisogno di…

– nel senso di stare. – con il senso di avere con sé.


Je suis bien ici. J’ai mes papiers.
Sto bene qui. Ho i miei documenti.

– nel senso di andare. – per indicare l’età.


J’ai été à Paris. J’ai quinze ans.
Sono stato a Parigi. Ho quindici anni.

– nell’espressione impersonale y avoir (il y a…).


Il y a quelqu’un qui frappe à la porte.
C’è qualcuno che bussa alla porta.

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UNITÀ
L’indicativo presente
L’indicativo è il modo delle frasi enunciative, interrogative e delle frasi esclamative.
Le desinenze dell’indicativo presente (présent de l’indicatif) cambiano a seconda del gruppo al quale
il verbo appartiene.

I. verbi in -er (Io gruppo)


A Verbi regolari
Ecco la formazione dell’indicativo presente dei verbi in -er (Io gruppo). Come parler (parlare) si
coniugano tutti i verbi regolari in -er.
Singolare Plurale
1a persona -e je parl-e -ons nous parl-ons
2a persona -es tu parl-es -ez vous parl-ez
3a persona -e il/elle/on parl-e -ent ils/elles parl-ent

At tenzione! La coniugazione del verbo aller è irregolare.


je vais nous allons
tu vas vous allez
il/elle/on va ils/elles vont

B I verbi in -eler e -eter


I verbi in -eler, come appeler (chiamare), e in -eter, come jeter (gettare), raddoppiano
rispettivamente la l e la t davanti alle desinenze finali mute in -e, -es e -ent, cioè alle tre persone del
singolare e alla terza plurale.
Appeler chiamare Jeter gettare
j’appelle je jette
tu appelles tu jettes
il/elle/on appelle il/elle/on jette
nous appelons nous jetons
vous appelez vous jetez
ils/elles appellent ils/elles jettent

At tenzione! I verbi acheter (comprare), crocheter (scassinare), racheter (ricomprare/


riscattare), celer (celare), geler (gelare), harceler (molestare), marteler (martellare),
modeler (modellare), peler (sbucciare), i loro derivati (ad esempio déceler, remodeler,
dégeler…) e alcuni altri poco usati, pur terminando in -eler o -eter, non raddoppiano la
consonante, ma prendono un accento grave sulla penultima e alle tre persone del singolare e alla
terza plurale, quando, cioè, nella sillaba successiva c’è una desinenza muta (-e, -es o -ent).

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L’indicativo presente

Acheter comprare Modeler modellare


j’achète je modèle
tu achètes tu modèles
il/elle/on achète il/elle/on modèle
nous achetons vous modelez
vous achetez nous modelons
ils/elles achètent ils/elles modèlent

C I verbi in -ger
I verbi in -ger, come allonger (allungare), manger (mangiare), nager (nuotare), voyager
(viaggiare), prendono una e davanti alla desinenza -ons della 1 a persona plurale per mantenere lo
stesso suono [] delle altre persone.
nous mangeons nous nageons nous voyageons nous nous allongeons
Manger mangiare
je mange nous mangeons
tu manges vous mangez
il/elle/on mange ils/elles mangent

D I verbi in -cer
I verbi in -cer, come avancer (andare avanti), commencer (cominciare), lancer (lanciare), placer
(mettere) e i loro derivati ( devancer, recommencer, déplacer, relancer…), cambiano la c in
ç davanti alla desinenza -ons della 1 a persona plurale per rag ioni fonetiche, per mantenere, cioè, lo
stesso suono [s] delle altre persone.
nous lançons nous plaçons nous commençons nous avançons
Commencer cominciare
je commence nous commençons
tu commences vous commencez
il/elle/on commence ils commencent

E I verbi con una e o una é nella penultima sillaba dell’infinito


I verbi che nella penultima sillaba dell’infinito hanno unae o una é, come emmener (portare con sé),
espérer (sperare) o considérer (considerare), la cambiano in è davanti a una sillaba muta, cioè alle
tre persone del singolare e alla terza persona plurale.
Emmener portare con sé Espérer sperare Considérer considerare
j’emmène j’espère je considère
tu emmènes tu espères tu considères
il/elle/on emmène il/elle/on espère il/elle/on considère
nous emmenons nous espérons nous considérons
vous emmenez vous espérez vous considérez
ils/elles emmènent ils/elles espèrent ils/elles considèrent

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L’indicativo presente

Tra i verbi più usati ricordiamo:


alléger alleggerire → j’allège préférer preferire → je préfère
céder cedere → je cède protéger proteggere → je protège
considérer considerare → je considère régner regnare → je règne
lever alzare, sollevare → je lève répéter ripetere → je répète
mener portare → je mène se promener passeggiare → je me promène
peser pesare → je pèse semer seminare → je sème

At tenzione! I verbi in -éer, come agréer (gradire, accettare), créer (creare) e i loro derivati,
conservano l’accento acuto in tutte le voci del presente, in quanto é fa parte della radice del verbo
stesso.
Créer creare
je crée nous créons
tu crées vous créez
il/elle/on crée ils/elles créent

F I verbi in -ayer
I verbi in -ayer, come payer (pagare), hanno la doppia forma, con la i o con la y, alle tre persone
singolari e alla terza persona plurale.

At tenzione! Si ricordi che la pronuncia cambia a seconda che il verbo sia scritto con la i o la y.

Payer pagare
je paie/paye [pε]/[pεj] nous payons
tu paies/payes vous payez
il/elle/on paie/paye ils/elles paient/payent

G I verbi in -oyer e -uyer


I verbi in -oyer e -uyer, come employer (impiegare), appuyer (schiacciare, appoggiare), cambiano
la y in i davanti alla desinenza finale muta, cioè alle tre persone singolari e alla terza persona plurale.
Employer impiegare Appuyer schiacciare, appoggiare
j’emploie j’appuie
tu emploies tu appuies
il/elle/on emploie il/elle/on appuie
nous employons nous appuyons
vous employez vous appuyez
ils/elles emploient ils/elles appuient

Tra i verbi più usati, ricordiamo:


côtoyer costeggiare → je côtoie essuyer asciugare → j’essuie
déployer spiegare → je déploie nettoyer pulire → je nettoie
envoyer 1 mandare → j’envoie s’ennuyer annoiarsi → je m’ennuie

1 Si ricordi che envoyer è irregolare al futuro e al condizionale p. 169, 3 .

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L’indicativo presente

II. I verbi in -ir (IIo gruppo)


Appartengono al secondo gruppo i verbi in -ir che hanno il participio presente in -issant e si coniugano
come finir (finire).

Singolare Plurale
1a persona -is je fin-is -issons nous fin-issons
2a persona -is tu fin-is -issez vous fin-issez
3a persona -it il/elle/on fin-it -issent ils/elles fin-issent

Tra i verbi più usati ricordiamo:


accomplir compiere guérir guarire
affaiblir indebolire maigrir dimagrire
agir agire mûrir maturare
amortir ammortizzare nourrir nutrire
applaudir applaudire obéir ubbidire
approfondir approfondire pâlir impallidire
bâtir costruire punir punire
bondir balzare rafraîchir rinfrescare
choisir scegliere réfléchir riflettere
convertir convertire remplir riempire
démolir demolire réunir riunire
désobéir disobbedire réussir riuscire
établir stabilire rougir arrossire
fleurir fiorire saisir afferrare
fournir fornire salir sporcare
grandir crescere trahir tradire
grossir ingrassare vieillir invecchiare

III. I verbi in -ir, -oir, -re (-dre, -pre, -tre, -aître, -oître, -aindre,
-eindre, -oindre, -soudre, -uire, -ure…) (IIIo gruppo)
La coniugazione di questi verbi non segue uno schema preciso. Spesso, infatti, la radice del verbo si modifica
e prende diverse forme a seconda delle persone. Anche le desinenze dei verbi di questo g ruppo sono di
vario tipo.

A I verbi in -ir
1 Sul modello di servir (servire)

Singolare Plurale
1a persona -s je ser-s -ons nous serv-ons
2a persona -s tu ser-s -ez vous serv-ez
3a persona -t il/elle/on ser-t -ent ils/elles serv-ent

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L’indicativo presente

Come si può osservare, la radice del verbo non è sempre la stessa per tutte le persone, ma esistono
due uscite, una per le persone del singolare e una per le persone del plurale.

Tra i verbi più usati ricordiamo:


dormir dormire → je dors/nous dormons
mentir mentire → je mens/nous mentons
partir partire → je pars/nous partons
sentir sentire, avvertire, sapere di → je sens/nous sentons
sortir uscire → je sors/nous sortons

2 Sul modello di venir (venire)

Singolare Plurale
1a persona -s je vien-s -ons nous ven-ons
2a persona -s tu vien-s -ez vous ven-ez
3a persona -t il/elle/on vien-t -ent ils/elles vienn-ent

Come si può osservare dall’esempio, la radice del verbo ha tre forme: vien- per la prima, seconda
e terza persona del singolare, ven- per la prima e la seconda persona del plurale e vienn- per la
terza persona plurale. Le desinenze sono le stesse dei verbi sul modello di servir.

Tra i verbi più usati ricordiamo:


appartenir appartenere → j’appartiens/nous appartenons/ils appartiennent
contenir contenere → je contiens/nous contenons/ils contiennent
convenir convenire → je conviens/nous convenons/ils conviennent
détenir detenere → je détiens/nous détenons/ils détiennent
devenir diventare → je deviens/nous devenons/ils deviennent
entretenir intrattenere, mantenere → j’entretiens/nous entretenons/ils entretiennent
maintenir mantenere, sostenere → je maintiens/nous maintenons/ils maintiennent
prévenir avvertire, prevenire → je préviens/nous prévenons/ils préviennent
provenir provenire → je proviens/nous provenons/ils proviennent
s’abstenir astenersi → je m’abstiens/nous nous abstenons/ils s’abstiennent
se souvenir ricordarsi → je me souviens/nous nous souvenons/ils se souviennent
soutenir sostenere → je soutiens/nous soutenons/ils soutiennent
tenir tenere → je tiens/nous tenons/ils tiennent

3 Sul modello di ouvrir (aprire)

Singolare Plurale
1a persona -e j’ouvr-e -ons nous ouvr-ons
2a persona -es tu ouvr-es -ez vous ouvr-ez
3a persona -e il/elle/on ouvr-e -ent ils/elles ouvr-ent

La radice dell’infinito è la stessa per tutte le persone e non varia rispetto all’infinito. Le desinenze
sono quelle dei verbi in -er.

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L’indicativo presente

Tra i verbi più usati ricordiamo:


accueillir accogliere → j’accueille
assaillir assalire → j’assaille
couvrir coprire → je couvre
cueillir cogliere → je cueille
découvrir scoprire → je découvre
offrir offrire → j’offre
recueillir raccogliere → je recueille
souffrir soffrire → je souffre
tressaillir trasalire → je tressaille

B I verbi in -oir
1 Sul modello di recevoir (ricevere)

Singolare Plurale
1a persona -ois je reç-ois -ons nous recev-ons
2a persona -ois tu reç-ois -ez vous recev-ez
3a persona -oit il/elle/on reç-oit -oivent ils/elles reç-oivent

Come si può osservare dall’esempio, la radice del verbo ha tre forme.

Tra i verbi più usati ricordiamo:


apercevoir scorgere → j’aperçois/nous apercevons/ils aperçoivent
concevoir concepire, ideare → je conçois/nous concevons/ils conçoivent
décevoir deludere → je déçois/nous décevons/ils déçoivent
devoir dovere → je dois/nous devons/ils doivent
percevoir percepire → je perçois/nous percevons/ils perçoivent

2 Coniugazioni particolari
Alcuni verbi in -oir hanno una coniugazione particolare. Ecco i più comuni.
Devoir dovere Pouvoir potere Savoir sapere
je dois je peux je sais
tu dois tu peux tu sais
il/elle/on doit il/elle/on peut il/elle/on sait
nous devons nous pouvons nous savons
vous devez vous pouvez vous savez
ils/elles doivent ils/elles peuvent ils/elles savent

Valoir valere Voir vedere Vouloir volere


je vaux je vois je veux
tu vaux tu vois tu veux
il/elle/on vaut il/elle/on voit il/elle/on veut
nous valons nous voyons nous voulons
vous valez vous voyez vous voulez
ils/elles valent ils/elles voient ils/elles veulent

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L’indicativo presente

C I verbi in -re
1 Sul modello di répondre (rispondere)

Singolare Plurale
1a persona -s je répond-s -ons nous répond-ons
2a persona -s tu répond-s -ez vous répond-ez
3a persona - il/elle/on répond -ent ils/elles répond-ent

Il presente dei verbi che seguono questo modello si ottiene sostituendo alla desinenza-re dell’infinito
le desinenze: -s, -s, -, -ons, -ez, -ent. Si osservi che la terza persona singolare non ha desinenza,
dato che -d fa parte della radice del verbo.

Tra i verbi di uso più frequente, ricordiamo:


attendre aspettare → j’attends
descendre scendere → je descends
entendre sentire, udire → j’entends
prétendre pretendere → je prétends
rendre rendere → je rends
répandre spandere, rovesciare → je répands
tendre tendere → je tends
vendre vendere → je vends

2 Sul modello di rompre (rompere)

Singolare Plurale
1a persona -s je romp-s -ons nous romp-ons
2a persona -s tu romp-s -ez vous romp-ez
3a persona -t il/elle/on romp-t -ent ils/elles romp-ent

I verbi che seguono questo modello hanno la stessa radice per tutte le persone e la ottengono
togliendo la desinenza -re dall’infinito. Aggiungono le seguenti desinenze: -s, -s, -t, -ons, -ez,
-ent.

Tra i verbi più usati ricordiamo:


corrompre corrompere → je corromps
interrompre interrompere → j’interromps

3 Sul modello di prendre (prendere)

Singolare Plurale
1a persona -s je prend-s -ons nous pren-ons
2a persona -s tu prend-s -ez vous pren-ez
3a persona - il/elle/on prend -ent ils/elles prenn-ent

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L’indicativo presente

I verbi che seguono questo modello (tutti i composti di prendre) hanno radici diverse (una per le
persone del singolare, una per le prime due persone del plurale e una per la terza persona del
plurale). Aggiungono le seguenti desinenze: -s, -s, -, -ons, -ez, -ent. Si osservi che la terza persona
singolare non ha desinenza, dato che -d è parte della radice.

Tra i verbi di uso più frequente ricordiamo:


apprendre imparare, sapere, apprendere → j’apprends/nous apprenons/ils apprennent
comprendre capire → je comprends/nous comprenons/
ils comprennent
entreprendre intraprendere → j’entreprends/nous entreprenons/
ils entreprennent
reprendre riprendere → je reprends/nous reprenons/ils reprennent
surprendre sorprendere → je surprends/nous surprenons/ils surprennent

4 Sul modello di mettre (mettere)

Singolare Plurale
1a persona -s je met-s -ons nous mett-ons
2a persona -s tu met-s -ez vous mett-ez
3a persona - il/elle/on met -ent ils/elles mett-ent

I verbi che seguono questo modello hanno due radici, una con una sola -t per le persone del
singolare e una con la doppia -t per le persone del plurale. Si osservi che la terza persona singolare
non ha desinenza, dato che -t è parte della radice.

Tra i verbi più usati ricordiamo:


• mettre e tutti i suoi composti
admettre ammettere → j’admets/nous admettons
commettre commettere → je commets/nous commettons
compromettre compromettere → je compromets/nous compromettons
mettre mettere → je mets/nous mettons
permettre permettere → je permets/nous permettons
promettre promettere → je promets/nous promettons
remettre rimettere → je remets/nous remettons
soumettre sottomettere → je soumets/nous soumettons
transmettre trasmettere → je transmets/nous transmettons

• battre e tutti i suoi composti


abattre abbattere → j’abats/nous abattons
battre battere, vincere → je bats/nous battons
combattre combattere → je combats/nous combattons
débattre dibattere → je débats/nous débattons
rabattre abbassare → je rabats/nous rabattons
rebattre ribattere → je rebats/nous rebattons

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L’indicativo presente

D I verbi in -aître e -oître

Connaître conoscere Croître crescere


1a p. sing. -s je connai-s je croî-s
2a p. sing. -s tu connai-s tu croî-s
3a p. sing. -t il/elle/on connaî-t il/elle/on croî-t
1a p. plur. -ons nous connaiss-ons nous croiss-ons
2a p. plur. -ez vous connaiss-ez vous croiss-ez
3a p. plur. -ent ils/elles connaiss-ent ils/elles croiss-ent

I verbi che seguono questo modello hanno due radici diverse, una per le persone del singolare e una
per le persone del plurale, cui vanno aggiunte le seguenti desinenze: -s, -s, -t, -ons, -ez, -ent.

Tra i verbi più usati ricordiamo:


accroître accrescere → j’accrois/nous accroissons
décroître decrescere → je décrois/nous décroissons
disparaître scomparire → je disparais/nous disparaissons
naître nascere → je nais/nous naissons
paraître apparire, sembrare → je parais/nous paraissons
reconnaître riconoscere → je reconnais/nous reconnaissons
renaître rinascere → je renais/nous renaissons

At tenzione! Questi verbi prendono un accento circonflesso sulla i alla terza persona singolare: il
connaît, il disparaît, il naît… Il verbo croître, invece, prende un accento circonflesso anche
alla prima e alla seconda persona singolare per differenziarsi dal verbo croire (credere). I derivati
di croître (décroître, accroître…) prendono l’accento circonflesso solo alla terza persona
singolare come gli altri verbi di questo tipo.

E I verbi in -aindre, -eindre, -oindre

Craindre temere Peindre dipingere Joindre congiungere


1a p. sing. -s je crain-s je pein-s je join-s
2a p. sing. -s tu crain-s tu pein-s tu join-s
3a p. sing. -t il/elle/on crain-t il/elle/on pein-t il/elle/on join-t
1a p. plur. -ons nous craign-ons nous peign-ons nous joign-ons
2a p. plur. -ez vous craign-ez vous peign-ez vous joign-ez
3a p. plur. -ent ils/elles craign-ent ils/elles peign-ent ils/elles joign-ent

Questi verbi hanno due radici, una che termina in -n per le persone del singolare e una che termina in
-gn per le persone del plurale. Le desinenze sono -s, -s, -t, -ons, -ez, -ent.

Tra i verbi più usati ricordiamo:


atteindre raggiungere → j’atteins/nous atteignons
contraindre costringere → je contrains/nous contraignons

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Nome: Costanza

L’indicativo presente

éteindre spegnere → j’éteins/nous éteignons


plaindre compiangere → je plains/nous plaignons
rejoindre raggiungere → je rejoins/nous rejoignons
se plaindre lamentarsi → je me plains/nous nous plaignons
teindre tingere → je teins/nous teignons

F I verbi in -soudre come résoudre (risolvere)

Singolare Plurale
1a persona -s je résou-s -ons nous résolv-ons
2a persona -s tu résou-s -ez vous résolv-ez
3a persona -t il/elle/on résou-t -ent ils/elles résolv-ent

Questi verbi hanno due radici, una che termina in -ou per le persone del singolare e una che termina
in -lv per le persone del plurale. Le desinenze sono -s, -s, -t, -ons, -ez, -ent.

Tra i verbi più usati ricordiamo:


absoudre assolvere → j’absous/nous absolvons
dissoudre dissolvere → je dissous/nous dissolvons
soudre solvere → je sous/nous solvons

G I verbi in -uire come conduire (condurre)

Singolare Plurale
1a persona -s je condui-s -ons nous conduis-ons
2a persona -s tu condui-s -ez vous conduis-ez
3a persona -t il/elle/on condui-t -ent ils/elles conduis-ent

I verbi che seguono questo modello hanno due radici, una derivata dall’infinito (cui si toglie -re) per le
persone del singolare e l’altra ottenuta con l’aggiunta di -s al posto di -re dell’infinito per le persone del
plurale. Le desinenze sono -s, -s, -t, -ons, -ez, -ent.

Tra i verbi più usati ricordiamo:


construire costruire → je construis/nous construisons
cuire cuocere → je cuis/nous cuisons
déduire dedurre → je déduis/nous déduisons
détruire distruggere → je détruis/nous détruisons
instruire istruire → j’instruis/nous instruisons
introduire introdurre → j’introduis/nous introduisons
nuire nuocere → je nuis/nous nuisons
produire produrre → je produis/nous produisons
reproduire riprodurre → je reproduis/nous reproduisons
séduire sedurre → je séduis/nous séduisons
traduire tradurre → je traduis/nous traduisons

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L’indicativo presente

H I verbi in -ure come conclure (concludere)

Singolare Plurale
1a persona -s je conclu-s -ons nous conclu-ons
2a persona -s tu conclu-s -ez vous conclu-ez
3a persona -t il/elle/on conclu-t -ent ils/elles conclu-ent

Exclure si coniuga sullo stesso modello.

IV. Verbi con una coniugazione particolare


Ecco alcuni dei più comuni.

Boire bere Écrire scrivere Coudre cucire


je bois j’écris je couds
tu bois tu écris je couds
il/elle/on boit il/elle/on écrit il/elle/on coud
nous buvons nous écrivons nous cousons
vous buvez vous écrivez vous cousez
ils/elles boivent ils/elles écrivent ils/elles cousent

Courir correre Faire fare Suivre seguire


je cours je fais je suis
tu cours tu fais tu suis
il/elle/on court il/elle/on fait il/elle/on suit
nous courons nous faisons nous suivons
vous courez vous faites vous suivez
ils/elles courent ils/elles font ils/elles suivent

Croire credere Lire leggere Vivre vivere


je crois je lis je vis
tu crois tu lis tu vis
il/elle/on croit il/elle/on lit il/elle/on vit
nous croyons nous lisons nous vivons
vous croy y ez vous lisez vous vivez
ils/elles croient ils/elles lisent ils/elles vivent

Dire dire Plaire piacere Voir vedere


je dis je plais je vois
tu dis tu plais tu vois
il/elle/on dit il/elle/on plaît il/elle/on voit
nous disons nous plaisons nous voyons
vous dites vous plaisez vous voyez
ils/elles disent ils/elles plaisent ils/elles voient

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L’indicativo presente

V. Uso dell’indicativo presente


L’indicativo presente può indicare:
• un fatto che ha luogo o un’azione che inizia o che è in corso di svolg imento nel momento in cui si
parla.
Qu’est-ce qu’il fait ? Il est dans sa chambre, il écrit une lettre.
Che cosa fa? È in camera sua, scrive una lettera.
• un fatto vero o considerato come tale. Appar tengono a questa categoria le espressioni che indicano i
dati geografici, le operazioni matematiche, i teoremi, i proverbi, le massime.
Le lac Majeur se trouve dans le nord de l’Italie. Le Pô prend sa source dans le Monviso.
Il lago Maggiore si trova nel nord dell’Italia. Il Po nasce nel Monviso.
Douze moins huit font quatre. On ne fait pas d’omelette sans casser des œufs.
Dodici meno otto fa quattro. Non si può fare una frittata senza rompere le uova.
Par un point extérieur à une droite, on ne peut mener qu’une parallèle à cette droite.
Da un punto esterno a una retta si può tracciare una sola parallela a questa retta.
L’amour-propre est plus habile que le plus habile homme du monde. (La Rochefoucauld)
L’amor proprio è più abile del più abile uomo del mondo.
• un fatto abituale.
Il fume dix cigarettes par jour. Nous nous levons à 7 heures tous les jours.
Fuma dieci sigarette al giorno. Ci alziamo alle sette tutti i giorni.
Je déjeune à la cantine de l’école. Je prends ce bus tous les jours.
Pranzo alla mensa della scuola. Prendo questo autobus tutti i giorni.
• un fatto passato, ma presentato come se si stesse svolgendo nel momento in cui si parla per dargli un
certo rilievo. Questo tipo di presente è detto présent historique e si trova frequentemente nei testi
storici e letterari.
Le 14 juillet 1789, le peuple prend d’assaut la Bastille.
Il 14 luglio 1789 il popolo prende d’assalto alla Bastiglia.
• un fatto imminente.
Elle part pour Londres la semaine prochaine.
Parte per Londra la settimana prossima.
Qu’est-ce que tu fais après la réunion ? Je rentre chez moi.
Che cosa fai (farai) dopo la riunione? Torno (tornerò) a casa.
• gli usi e gli effetti di un prodotto (medicinale, prodotto di bellezza, detersivo…).
Ces comprimés combattent efficacement les douleurs rhumatismales.
Queste compresse combattono efficacemente i dolori reumatici.
Grâce à sa formule très douce, ce gel nettoie la peau en profondeur sans l’irriter.
Grazie alla sua formula molto delicata, questo gel pulisce la pelle in profondità senza irritarla.
Cette lessive blanchit parfaitement votre linge.
Questo detersivo sbianca perfettamente la vostra biancheria.

F Il presente viene, inoltre, usato al posto del futuro italiano nel periodo ipotetico del primo
I tipo p. 205, II .
Si nous pouvons, nous ferons un beau voyage. Se potremo, faremo un bel viaggio.
S’il y a encore des chambres libres, nous séjournerons au Ritz.
Se ci saranno ancora camere libere, soggiorneremo al Ritz.

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UNITÀ
L’imperativo
L’imperativo (impératif) viene usato per esprimere ordini, esortazioni, inviti o divieti.
Sors tout de suite ! Travaillons avec soin !
Esci subito! Lavoriamo con cura!
Viens avec moi ! Ne parlez pas avec lui !
Vieni con me! Non parlate con lui!

I. Formazione
A Regola generale
L’imperativo si compone di tre persone soltanto: la 2 a persona singolare e la 1 a e 2a persona plurale.
Esso si forma con il verbo all’indicativo presente p. 138 , al quale viene tolto il pronome personale
soggetto.

Finir Rendre Lire Dormir Écrire Faire


finire rendere leggere dormire scrivere fare
Finis ! Rends ! Lis ! Dors ! Écris ! Fais !
Finissons ! Rendons ! Lisons ! Dormons ! Écrivons ! Faisons !
Finissez ! Rendez ! Lisez ! Dormez ! Écrivez ! Faites !

B Eccezioni
I verbi del primo g ruppo in -er, il verbo aller e i verbi in -ir che seguono il modello di ouvrir
p. 142 , formano l’imperativo in modo analogo, ma perdono la-s della seconda persona singolare.

Parler Aller Ouvrir


parlare andare aprire
Parle ! Va ! Ouvre !
Parlons ! Allons ! Ouvrons !
Parlez ! Allez ! Ouvrez !

At tenzione! Per ragioni fonetiche, all’imperativo affermativo questi verbi riprendono la -s quando
sono seguiti da y o en p. 87, 1 . Nel pronunciarli occorre, infatti, fare la liaison.
Achètes-en un kilo ! Penses-y avant de prendre une décision !
Comprane un chilo! Pensaci prima di prendere una decisione!
Vas-y ! [vazi] Il n’y a plus de pain, achètes-en un peu.
Vacci! Non c’è più pane, comprane un po’.

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L’imperativo

C Verbi irregolari
L’imperativo di alcuni verbi è irregolare. P er être, avoir e savoir l’imperativo si forma, ad esempio,
con forme verbali derivate dal congiuntivo anziché dell’indicativo. L’imperativo di vouloir è irregolare.

Être Avoir Savoir Vouloir


essere avere sapere volere
Sois ! Aie ! Sache ! Veuille !
Soyons ! Ayons ! Sachons ! Voulons !
Soyez ! Ayez ! Sachez ! Veuillez !

N.B. La seconda persona plurale del verbo vouloir (veuillez) viene usata nella corrispondenza.
Veuillez agréer, Monsieur, nos meilleures salutations.
Voglia gradire, egregio Signore, i nostri più cordiali saluti.

II. L’imperativo negativo


L’imperativo negativo si forma mettendo ne davanti al verbo e pas (o un altro termine di negazione quale
plus, rien, jamais, personne… p. 37, II dopo il verbo.
Ne parle pas ainsi ! Ne dis rien !
Non parlare così! Non dire niente!
Ne pleurez plus ! Ne mens jamais !
Non piangete più!/Non pianga più ! Non mentire mai!

In francese l’imperativo negativo traduce anche l’infinito italiano.


Ne sors pas ! Ne mange pas trop !
Non uscire! Non mangiare troppo!

III. La posizione dei pronomi personali complemento


Con i verbi pronominali o, comunque, quando c’è un pronome personale complemento oen/y, l’imperativo
affermativo si forma mettendo il pronome dopo il verbo e unendolo ad esso con un trattino. In questo
caso me diventa moi e te diventa toi p. 82, C; p. 84, C; p. 89, C .
Tu te laves. → Lave-toi ! Vous en prenez. → Prenez-en !
Ti lavi. → Lavati! Ne prendete. → Prendetene!
Vous m’aidez. → Aidez-moi ! Vous le lui prêtez. → Prêtez-le-lui !
Mi aiutate. → Aiutatemi! Glielo prestate. → Prestateglielo!

At tenzione! Per la formazione dell’ imperativo negativo dei verbi pronominali o, comunque,
seguiti da pronome personale complemento, si segue la regola generale: il pronome precede il
verbo e si mantengono le forme me e te.
Ne te lave pas ! Ne les invite pas !
Non lavarti! Non invitarli!
Ne m’aidez pas ! Ne vous levez pas avant la fin du cours !
Non aiutatemi! Non alzatevi prima della fine della lezione!

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UNITÀ
Il participio passato
Il participio passato (participe passé) viene utilizzato nella formazione dei tempi composti con gli ausiliari
avoir e être.
Nous avons fait un beau voyage. Ils sont arrivés en retard.
Abbiamo fatto un bel viaggio. Sono arrivati in ritardo.

I. Formazione
Il participio passato si forma in diversi modi.

A Verbi del Io gruppo


-er → -é
parler parlare → parlé aller andare → allé
espérer sperare → espéré envoyer mandare → envoyé

B Verbi del IIo gruppo


-ir → -i
finir finire → fini choisir scegliere → choisi
envahir invadere → envahi atterrir atterrare → atterri

C Verbi del IIIo gruppo


1 Verbi in -ir che prendono una -i
bouillir bollire → bouilli mentir mentire → menti
cueillir cogliere → cueilli partir partire → parti
dormir dormire → dormi sentir sentire → senti
fuir fuggire → fui servir servire → servi
fleurir fiorire → fleuri sortir uscire → sorti

2 Verbi in -ir che prendono una -u


courir correre → couru venir venire → venu
tenir tenere → tenu vêtir vestire → vêtu

3 Verbi in -ir che prendono la finale -ert


couvrir coprire → couvert ouvrir aprire → ouvert
offrir offrire → offert souffrir soffrire → souffert

At tenzione!
acquérir acquisire → acquis
mourir morire → mort

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Il participio passato

4 Gli altri verbi del IIIo gruppo


• I verbi in -oir → -u
apercevoir intravedere → aperçu recevoir ricevere → reçu
devoir dovere → dû p. 24, 4 savoir sapere → su
mouvoir muovere → mû valoir valere → valu
pleuvoir piovere → plu voir vedere → vu
pouvoir potere → pu vouloir volere → voulu
At tenzione!
asseoir sedere → assis

• Molti verbi in -re → -u


attendre aspettare → attendu fondre sciogliersi → fondu
battre picchiare → battu lire leggere → lu
boire bere → bu perdre perdere → perdu
conclure concludere → conclu plaire piacere → plu
confondre confondere → confondu rendre rendere → rendu
croire credere → cru répandre spandere → répandu
croître crescere → crû p. 24, 4 répondre rispondere → répondu
défendre difendere → défendu taire tacere → tu
descendre scendere → descendu vaincre vincere → vaincu
entendre sentire, udire → entendu vendre vendere → vendu
• Alcuni verbi in -re → -it
dire dire → dit faire fare → fait
écrire scrivere → écrit inscrire iscrivere → inscrit
• Prendre, mettre e tutti i loro composti → -is
prendre prendere → pris
comprendre capire, comprendere → compris
apprendre insegnare, imparare, apprendere → appris
mettre mettere → mis
compromettre compromettere → compromis
• I verbi in -aître e -oître → -u
connaître conoscere → connu accroître accrescere → accru
paraître parere → paru décroître decrescere → décru
At tenzione!
naître nascere → né

• I verbi in -aindre, -eindre, -oindre → -aint, -eint, -oint


atteindre raggiungere → atteint joindre unire, collegare → joint
craindre temere → craint plaindre compatire → plaint
éteindre spegnere → éteint peindre dipingere → peint
• I verbi in -soudre → -ous
absoudre assolvere → absous dissoudre dissolvere → dissous
soudre solvere → sous

At tenzione!
résoudre risolvere → résolu
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Il participio passato

• I verbi in -uire → -it


conduire condurre → conduit instruire istruire → instruit
cuire cuocere → cuit produire produrre → produit
construire costruire → construit reproduire riprodurre → reproduit

At tenzione!
luire luccicare → lui nuire nuocere → nui

• I verbi in -ure → -u
conclure concludere → conclu exclure escludere → exclu
N.B. être → été invariabile avoir → eu [y] variabile

II. Uso
Oltre a servire per formare i tempi composti, il par ticipio passato può essere usato insieme al nome con
valore di aggettivo.
un usage répandu une cigarette éteinte
un uso diffuso una sigaretta spenta

Il participio passato si può usare con un sostantivo sotto forma diablativo assoluto 1 con valore temporale
o causale. In questo caso, in francese il participio si pone dopo il sostantivo.
Mon père arrivé, nous commençâmes à manger.
Arrivato mio padre, cominciammo a mangiare.

III. L’accordo
Il participio passato serve, come si è detto, per formare i tempi composti dei verbi. P er quanto riguarda
l’accordo del participio passato, occorre tenere conto dell’ausiliare utilizzato: avoir o être.
Nous avons mangé et nous sommes partis.
Abbiamo mangiato e siamo partiti.

A Con être
In francese il participio passato si accorda sempre con il soggetto quando è retto dall’ausiliare être.
• Al maschile plurale il participio passato prende una -s.
Ils ne sont pas venus. Essi non sono venuti.

• Al femminile singolare il participio passato prende una -e.


Marie est allée au cinéma. Marie è andata al cinema.

• Al femminile plurale il participio passato aggiunge -es.


Ses sœurs sont sorties. Le sue sorelle sono uscite.

1 Costruzione latina con valore analogo a quello di alcune proposizioni subordinate (causali-temporali, ipotetiche,
concessive). Si dice assoluto perché è sciolto da legami sintattici diretti con la frase principale.

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Il participio passato

B Con avoir
Il participio passato non si accorda quando il complemento oggetto segue l’ausiliare avoir.
J’ai mangé des pommes. Ho mangiato delle mele.

ausiliare avoir complemento oggetto

Il participio passato si accorda con il complemento oggetto quando questo precede l’ausiliare avoir.
Les pommes que j’ai mangées. Le mele che ho mangiato.

complemento oggetto ausiliare avoir


Je les ai mangées. Le ho mangiate. (= le mele)

complemento oggetto ausiliare avoir

F Quando il complemento oggetto è rappresentato da en il par ticipio passato non si accorda,


I contrariamente a quanto può accadere in italiano.
J’en ai mangé trois. (= pommes) Ne ho mangiate tre. (= mele)

C Casi particolari
1 Senza ausiliare
Il participio passato usato senza ausiliare si accorda sempre in genere e numero con il nome cui si
riferisce, come se fosse un aggettivo.
une journée bien chargée les textes analysés
una giornata molto piena. i testi analizzati

2 Con i verbi impersonali


Il participio passato dei verbi impersonali è sempre invariabile.
Il a neigé. È nevicato. Il a fallu beaucoup l’aider. È stato necessario aiutarlo molto.
Differenza nell’uso dell’ausiliare in francese e in italiano p. 134, 135, 136 .

3 Con la forma passiva p. 196 .


Alla forma passiva, il participio passato si accorda sempre con il soggetto.
Ils ont été arrêtés par la police. Elles ont été invitées par des amis.
Sono stati fermati dalla polizia. Sono state invitate da amici.

4 Con i verbi pronominali


Con i verbi pronominali si fa l’accordo del par ticipio passato solo se l’ausiliare être è preceduto da
un pronome personale riflessivo complemento oggetto (me, te, se, nous, vous, se).
Elle s’est lavée. (= Elle a lavé elle-même) Si è lavata. (= Ha lavato se stessa)

complemento oggetto

N.B. Si fa l’accordo del participio anche se il pronome personale non è analizzabile, cioè se il verbo
è essenzialmente pronominale p. 201, B .
Ils se sont tus. Essi hanno taciuto.

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Il participio passato

Quando, al contrario, il pronome personale riflessivo non ha funzione di complemento oggetto (e in


alcuni casi il complemento oggetto è g ià espresso da un altro elemento all’interno della frase) non
si fa l’accordo del participio passato, anche se il verbo regge l’ausiliare être.
Elles se sont lavé les mains. Si sono lavate le mani.

complemento di termine complemento oggetto


(= à elles-mêmes)

Ils se sont écrit. (sott. des lettres). Si sono scritti (delle lettere).

complemento di termine complemento oggetto reale, anche se sottinteso.


(= à eux-mêmes)
5 Con un infinito
Nei tempi composti coniugati con l’ausiliare avoir, seguiti da infinito, si fa l’accordo del par ticipio
passato con il complemento oggetto che precede l’ausiliare solo se esso è il soggetto dell’azione
espressa dall’infinito.
La femme que j’ai vue sortir de l’immeuble.
La donna che ho visto uscire dal palazzo.
Il complemento oggetto que (che corrisponde a la femme) rappresenta il soggetto dell’azione
espressa dall’infinito sortir quindi vu si accorda.
La femme que j’ai vu arrêter par la police.
La donna che ho visto fermare dalla polizia.
Il complemento oggetto que (che corrisponde a la femme) non rappresenta il soggetto dell’azione
espressa dall’infinito arrêter quindi vu non si accorda.
Les chanteurs que j’ai entendus chanter étaient formidables.
I cantanti che ho sentito cantare erano fantastici.
Il complemento oggetto que (che corrisponde a les chanteurs) rappresenta il soggetto dell’azione
espressa dall’infinito chanter quindi entendu si accorda.
Les chansons que j’ai entendu chanter étaient très belles.
Le canzoni che ho sentito cantare erano molto belle.
Il complemento oggetto que (che corrisponde a les chansons) non rappresenta il soggetto
dell’azione espressa dall’infinito chanter quindi entendu non si accorda.

D Casi senza accordo


1 Con fait e laissé
I participi passati fait e laissé seguiti da infinito sono generalmente invariabili.
Je les ai fait travailler. Je les ai laissé sortir.
Li ho fatti lavorare. Li ho lasciati uscire.
Cette lettre ? Je l’ai fait traduire. Elle s’est laissé aller.
Questa lettera? L’ho fatta tradurre. Si è lasciata andare.

2 Con en
Se il complemento oggetto che precede il verbo è espresso dal pronome en non si fa l’accordo del
participio passato preceduto dall’ausiliare avoir.
J’ai mangé des pommes. → J’en ai beaucoup mangé.
Ho mangiato delle mele. Ne ho mangiate molte.
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Il participio passato

3 Coûté, couru e valu


I participi passati coûté, couru e valu, sempre invariabili se sono usati in senso proprio, sono,
invece, variabili se usati in senso figurato.
Les kilomètres que j’ai parcouru... (senso proprio) I chilometri che ho percorso...
Les dangers que j’ai courus... (senso figurato) I pericoli che ho corso...
Les 460 euros que ce tapis m’a coûté. (senso proprio) I 460 euro che mi è costato questo tappeto.
Les efforts que ce travail m’a coûtés. (senso figurato) Gli sforzi che mi è costato questo lavoro.
4 Dit, dû, cru, permis, su, prévu, pu e voulu
Non si fa l’accordo del par ticipio passato dei verbi dire (dit), devoir (dû), croire (cru),
permettre (permis), savoir (su), prévoir (prévu), pouvoir (pu), vouloir (voulu) quando
si può sottintendere la presenza di un infinito o di una proposizione dopo di essi.
Il m’a donné les renseignements qu’il a pu (me donner).
Mi ha dato le informazioni che ha potuto (darmi).

5 Excepté, vu, supposé, étant donné, y compris e entendu


Quando i par ticipi passati excepté, vu, supposé, étant donné, y compris e entendu
precedono il nome cui si riferiscono, essi assumono funzione di preposizione e rimangono invariabili.
Il a tout pris, excepté cette valise.
Ha preso tutto, eccetto questa valigia.
Vu les abondantes chutes de neige, le départ a été annulé.
Viste le abbondanti nevicate, la partenza è stata annullata.

At tenzione! Questi participi si accordano con il nome se lo seguono.


Tout le monde peut participer, les enfants exceptés.
Tutti possono partecipare, eccetto i bambini.

6 Ci-joint, ci-inclus e ci-annexé


I participi passati ci-joint, ci-inclus e ci-annexé non si accordano col nome cui si riferiscono se
lo precedono. Si accordano con esso se lo seguono.
Ci-joint, vous trouverez des dépliants. Dans les dépliants ci-joints...
In allegato troverete dei dépliant. Nei dépliant qui allegati...

7 Participio passato invariabile


Il par ticipio passato dei seguenti verbi pronominali è sempre invariabile in quanto il pronome
personale non rappresenta un complemento oggetto, ma un complemento di termine o indiretto.
s’en vouloir se plaire piacersi
avercela l’uno con l’altro, con se stessi se rire de quelqu’un/quelque chose
se déplaire ridersela, farsi beffe di qualcuno/a di qualcosa
non trovarsi al proprio agio in un dato luogo se sourire sorridersi
s’écrire scriversi se succéder succedersi
se mentir mentire a se stessi se suffire bastarsi
se nuire nuocere a se stessi se téléphoner telefonarsi
se parler parlarsi

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UNITÀ
Il passato prossimo
Il passato prossimo (passé composé) serve a indicare un’azione che si è svolta in un cer to momento
del passato e che viene talvolta considerata ancora in rappor to col presente per le sue conseguenze o
perché accaduta in un periodo di tempo non completamente trascorso o, comunque, non molto lontano
dal momento attuale.
Hier, je suis allée faire mes courses au nouveau supermarché derrière la gare.
Ieri sono andata a fare la spesa nel nuovo supermercato dietro la stazione.
Ils ont eu de graves problèmes financiers, ce qui explique leur situation actuelle.
Hanno avuto gravi problemi finanziari, il che spiega la loro situazione attuale.
Cette année, j’ai beaucoup travaillé.
Quest’anno ho lavorato molto.

I. Formazione
Il passato prossimo è un tempo composto e si forma con il presente degli ausiliariêtre o avoir e il participio
passato del verbo.
Il est parti hier soir. Elle a trouvé un bon emploi.
È partito ieri sera. Ha trovato un buon impiego.

A Con l’ausiliare être


Reggono l’ausiliare être p. 133, I
• i seguenti verbi intransitivi:

aller andare naître nascere


arriver arrivare partir partire
décéder decedere rester rimanere
descendre scendere retourner tornare
entrer entrare sortir uscire
monter salire tomber cadere
mourir morire venir venire

Elle est restée à Venise une semaine. Je suis venue te voir.


È rimasta a Venezia una settimana. Sono venuta a trovarti.
Elle est née le 2 décembre 1998. Il est allé à la gare.
È nata il 2 dicembre 1998. È andato in stazione.
• i verbi alla forma passiva p. 195, II .
Cette maison a été construite par une entreprise italienne.
Questa casa è stata costruita da un’impresa italiana.
• i verbi pronominali e riflessivi p. 198, B .
Ils se sont succédé à la tête du parti. Elle s’est habillée et elle est sortie.
Si sono succeduti alla testa del partito. Si è vestita ed è uscita.
Scelta degli ausiliari e verbi che reggono entrambi gli ausiliari a seconda del significato p. 136, B .

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Nome: Costanza

Il passato prossimo

B Con l’ausiliare avoir


Reggono l’ausiliare avoir p. 134, II :
• i verbi transitivi usati alla forma attiva.
Nous avons mangé des légumes. Elle a écrit une lettre.
Abbiamo mangiato verdura. Ha scritto una lettera.
• quasi tutti i verbi intransitivi.
J’ai vécu à Rome de 1998 à 2009. Il a réussi à trouver un bon travail.
Sono vissuto a Roma dal 1998 al 2009. È riuscito a trovare un buon lavoro.
Ce pull-over a coûté 60 euros. Hier, j’ai beaucoup marché.
Questo maglione è costato 60 euro. Ieri ho camminato molto.
• il verbo être.
Vous avez été satisfaits ? Il a été content des résultats.
Siete stati soddisfatti? È stato contento dei risultati.
Nous avons été surpris. Pendant les vacances, nous avons été à Paris.
Siamo stati sorpresi. Durante le vacanze siamo stati a Parigi.
• i verbi impersonali.
Il a neigé toute la nuit. Il a fallu tout refaire.
È nevicato tutta la notte. È stato necessario rifare tutto.

F Si osservi che in italiano i verbi impersonali reggono l’ausiliare essere,


I mentre in francese essi reggono l’ausiliare avoir.

II. Osservazioni
La forma negativa si costruisce facendo precedere ne o n’ all’ausiliare e ponendo pas dopo l’ausiliare
stesso p. 36 .
Il n’a pas répondu à ma question. Elles ne sont pas sorties.
Non ha risposto alla mia domanda. Non sono uscite.

La forma interrogativa con l’inversione si ottiene anteponendo l’ausiliare al soggetto, purché esso sia
rappresentato da un pronome personale. Se il soggetto è costituito da un nome comune o da un nome
proprio, l’inversione si fa tra il pronome personale corrispondente e l’ausiliare p. 39, C .
As-tu fini tes devoirs ? Marie est-elle venue ?
Hai finito i compiti? È venuta Marie?

I pronomi personali complemento e en/y precedono sempre l’ausiliare p. 88 .


Nous les avons rencontrés. Elle en a acheté. Elles m’ont écrit une lettre.
Li abbiamo incontrati. Ne ha comprato. Mi hanno scritto una lettera.
Je ne l’ai pas vu. J’y ai pensé. Nous leur avons parlé.
Non l’ho visto. Ci ho pensato. Abbiamo parlato loro.

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Nome: Costanza

Il passato prossimo

At tenzione! Con i verbi devoir, pouvoir, vouloir e savoir i pronomi personali si pongono tra
il participio passato e l’infinito del verbo che segue.
J’ai dû le faire. Nous n’avons pas pu lui parler.
Ho dovuto farlo. Non abbiamo potuto parlargli/parlarle.
J’ai voulu le rencontrer. Je n’ai pas su le comprendre.
Ho voluto incontrarlo. Non ho saputo capirlo.

Accordo del participio passato con gli ausiliari être o avoir p. 154, III .
Elles sont parties pour Londres. J’ai écrit une lettre.
Sono partite per Londra. Ho scritto una lettera.
Voilà la lettre que j’ai écrite. Je ne les ai pas vus.
Ecco la lettera che ho scritto. Non li ho visti.

III. Uso
Il passato prossimo e l’imper fetto indicano rispettivamente un’azione breve e un’azione prolungata nel
passato. Il passato prossimo viene, quindi, usato in contrapposizione all’imper fetto per indicare un’azione
breve e puntuale.
Quand il est rentré chez lui (azione breve), sa femme dormait déjà (azione lunga).
Quando è rientrato a casa sua moglie dormiva già.
Quand je suis arrivée (azione breve) au bureau, tout le monde discutait (azione lunga)
du nouveau contrat.
Quando sono arrivata in ufficio tutti discutevano del nuovo contratto.

At tenzione! Talvolta, quando l’azione al passato è prolungata e continua, è possibile trovare, al


posto dell’imperfetto, la forma progressiva être en train de all’imperfetto p. 193, II .
Quand tu m’as téléphoné, j’étais en train de regarder la télévision.
Quando mi hai telefonato stavo guardando la televisione.

Il passato prossimo può anche essere usato in contrapposizione al trapassato prossimo ( plus-que-
parfait) quando con quest’ultimo si vuole indicare un’azione anteriore rispetto a quella espressa col passato
prossimo p. 167, B .
Quand il est arrivé au théâtre, le spectacle avait déjà commencé.
Quando è arrivato a teatro lo spettacolo era già cominciato.
Il trapassato avait commencé indica un’azione anteriore rispetto a quella indicata dal passato prossimo
est arrivé.

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UNITÀ
L’imperfetto
2
I. L’imperfetto
L’imperfetto (imparfait) esprime la durata nel passato. È un tempo derivato e si forma a par tire dalla
radice del participio presente cui vanno aggiunte le desinenze -ais, -ais, -ait, -ions, -iez, -aient.

A Formazione

Parler parlare Finir riuscire Rendre restituire


parl-ant finiss-ant rend-ant
1a p. sing. -ais je parl-ais je finiss-ais je rend-ais
2a p. sing. -ais tu parl-ais tu finiss-ais tu rend-ais
3a p. sing. -ait il/elle/on parl-ait il/elle/on finiss-ait il/elle/on rend-ait
1a p. plur. -ions nous parl-ions nous finiss-ions nous rend-ions
2a p. plur. -iez vous parl-iez vous finiss-iez vous rend-iez
3a p. plur. -aient ils/elles parl-aient ils/elles finiss-aient ils/elles rend-aient

L’ausiliare être forma l’imperfetto in modo regolare. L’ausiliare avoir e il verbo savoir hanno, invece,
una radice irregolare.
Être essere Avoir avere Savoir sapere
ét-ant ay-ant sach-ant
j’ét-ais j’av-ais je sav-ais
tu ét-ais tu av-ais tu sav-ais
il/elle/on ét-ait il/elle/on av-ait il/elle/on sav-ait
nous ét-ions nous av-ions nous sav-ions
vous ét-iez vous av-iez vous sav-iez
ils/elles ét-aient ils/elles av-aient ils/elles sav-aient

B Particolarità
1 I verbi in -cer e -ger
Per ragioni fonetiche, cioè per mantenere lo stesso suono in tutte le voci, i verbi in -cer e quelli in
-ger subiscono modifiche ortografiche p. 139, C .

I verbi in -cer prendono una -ç al posto della -c davanti alla a, cioè alle desinenze di tutte le persone
del singolare e della 3a persona plurale.

Lancer lanciare lanç-ant


je lançais nous lancions
tu lançais vous lanciez
il/elle/on lançait ils/elles lançaient

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L’imperfetto

I verbi in -ger aggiungono una e davanti alla a, cioè alle desinenze di tutte le persone del singolare
e della 3a persona plurale.

Manger mangiare mange-ant


je mangeais nous mangions
tu mangeais vous mangiez
il/elle/on mangeait ils/elles mangeaient

2 I verbi col participio presente in -iant o -yant


I verbi il cui participio presente termina in -iant o -yant hanno rispettivamente due i e yi alla 1a e
alla 2a persona plurale dell’imperfetto e del congiuntivo presente. Ciò vale per i verbi rire e croire,
nonché per i verbi regolari del primo gruppo che terminano in -ier e -yer.
nous croyions vous balayiez nous associions vous riiez
Étudier studiare Payer pagare Nettoyer pulire
étud-iant pa-yant netto-yant
j’étudiais je payais je nettoyais
tu étudiais tu payais tu nettoyais
il/elle/on étudiait il/elle/on payait il/elle/on nettoyait
nous étudiions nous payions nous nettoyions
vous étudiiez vous payiez vous nettoyiez
ils/elles étudiaient ils/elles payaient ils/elles nettoyaient

C Uso
L’imperfetto, che esprime un’azione passata considerata nel suo svolgersi, si usa:
• per indicare un fatto abituale o ripetuto, soprattutto quando non si precisa il periodo di tempo cui
ci si riferisce.
Quand je travaillais à Rome, je me levais toujours à 6 heures et demie.
Quando lavoravo a Roma mi alzavo sempre alle sei e mezzo.
Quand j’étais à la montagne, il me téléphonait tous les jours.
Quando ero in montagna mi telefonava tutti i giorni.

At tenzione! Quando si indica un fatto ripetuto, inquadrato in un periodo di tempo ben


determinato, si usa il passato prossimo e non l’imperfetto p. 160, III .
De 28 à 32 ans, j’ai travaillé comme interprète.
Dai 28 ai 32 anni ho lavorato come interprete.

• in contrapposizione al passato prossimo per indicare un’azione prolungata. L’azione di breve durata
è espressa, appunto, dal passato prossimo p. 160, III .
Quand je suis arrivée (azione breve), il dormait (azione lunga). Quando sono arrivata dormiva.
In questi casi, quando ci sono due azioni, una di breve durata e l’altra di durata magg
iore, all’imperfetto
della proposizione principale si può sostituire la forma progressiva del présent continu (= être
en train de) all’imperfetto.
Quand je suis arrivée, il était en train de dormir. Quando sono arrivata stava dormendo.

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L’imperfetto

N.B. In generale, il passato prossimo indica un’azione compiuta, mentre l’imperfetto indica un’azione
in via di svolgimento.
Elle lui a raconté ses mésaventures. (azione conclusa)
Gli/Le ha raccontato le sue disavventure.
Elle lui racontait ses mésaventures. (azione in via di svolgimento)
Gli/Le raccontava le sue disavventure.

• in contrapposizione al passato remoto, per indicare un’azione prolungata o per fare descrizioni. Il
passato remoto serve per indicare un’azione di breve durata ed è il tempo della narrazione.
Quand elle entra (azione breve), la chambre était déserte (descrizione).
Quando entrò, la camera era deserta.

• nella proposizione dipendente del periodo ipotetico di secondo tipo , quando la proposizione
principale è al condizionale presente p. 172, A; p. 203, B .
Si je pouvais sortir avec eux, je serais contente. Se potessi uscire con loro sarei contenta.

• per descrivere stati d’animo, fenomeni meteorologici…


Elle était satisfaite de ses résultats et elle avait envie de continuer son travail.
Era soddisfatta dei suoi risultati e aveva voglia di continuare il suo lavoro.
Quand je suis sorti, il faisait froid. Quando sono uscito faceva freddo.

II. Il trapassato prossimo


A Formazione
Il trapassato prossimo ( plus-que-parfait) si forma con l’imper fetto dell’ausiliare être o avoir e il
participio passato del verbo.
Manger Partir
j’avais mangé j’étais parti(e)
tu avais mangé tu étais parti(e)
il/elle/on avait mangé il/elle/on était parti(e)
nous avions mangé nous étions parti(e)s
vous aviez mangé vous étiez parti(e)s
ils/elles avaient mangé ils/elles étaient parti(e)s

B Uso
Il trapassato prossimo esprime un fatto verificatosi prima di un dato momento del passato. Lo si usa in
proposizioni principali quando nella dipendente c’è il passato prossimo, il passato remoto e l’imper
fetto.
Quand il est rentré, sa femme avait déjà dîné. Quand il arriva, elle était déjà sortie.
Quando è rientrato sua moglie aveva già cenato. Quando arrivò era già uscita.
Il corrigeait le devoir qu’il avait fait. Correggeva il compito che aveva fatto.

Il trapassato prossimo si usa, inoltre, nel periodo ipotetico del terzo tipo per indicare un’ipotesi che non
si è verificata.
S’il avait neigé, nous aurions pu skier. Se fosse nevicato, avremmo potuto sciare.

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UNITÀ
Il passato remoto

I. Formazione
Il passato remoto ( passé simple) è uno dei cinque tempi primitivi del paradigma. Le desinenze del
passato remoto variano per ogni gruppo verbale.

A I verbi in -er
Le desinenze dei verbi in -er sono: -ai, -as, -a, -âmes, -âtes, -èrent.

Singolare Plurale
1a persona -ai je parl-ai -âmes nous parl-âmes
2a persona -as tu parl-as -âtes vous parl-âtes
3a persona -a il/elle/on parl-a -èrent ils/elles parl-èrent

N.B. La desinenza -ai della 1a persona singolare dei verbi del Io gruppo si pronuncia [e], cioè un po’ più
chiusa della desinenza -ais [ε] dell’imperfetto p. 161, A .

Ad eccezione della terza persona del plurale, i verbi in-cer e -ger prendono, per una ragione eufonica,
rispettivamente una ç al posto della c e una e muta dopo la g davanti alla a della desinenza, per
mantenere lo stesso suono che hanno all’infinito.

Commencer cominciare Voyager viaggiare


je commençai je voyageai
tu commenças tu voyageas
il/elle/on commença il/elle/on voyagea
nous commençâmes nous voyageâmes
vous commençâtes vous voyageâtes
ils/elles commencèrent ils/elles voyagèrent

B I verbi in -ir
1 Verbi regolari (IIo gruppo)
Le desinenze dei verbi in -ir sono: -is, -is, -it, -îmes, -îtes, -irent.

Singolare Plurale
1a persona -is je fin-is -îmes nous fin-îmes
2a persona -is tu fin-is -îtes vous fin-îtes
3a persona -it il/elle/on fin-it -irent ils/elles fin-irent

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Il passato remoto

2 Verbi irregolari (IIIo gruppo)


I seguenti verbi in -ir hanno radici o desinenze particolari.
Tenir tenere Venir venire Mourir morire
je tins je vins je mourus
tu tins tu vins tu mourus
il/elle/on tint il/elle/on vint il/elle/on mourut
nous tînmes nous vînmes nous mourûmes
vous tîntes vous vîntes vous mourûtes
ils/elles tinrent ils/elles vinrent ils/elles moururent

Courir correre Sortir uscire Ouvrir aprire


je courus je sortis j’ouvris
tu courus tu sortis tu ouvris
il/elle/on courut il/elle/on sortit il/elle/on ouvrit
nous courûmes nous sortîmes nous ouvrîmes
vous courûtes vous sortîtes vous ouvrîtes
ils/elles coururent ils/elles sortirent ils/elles ouvrirent

C I verbi in -re, -oir, -oire


Gli altri verbi (in -re, -oir, -oire, ecc.) possono prendere le desinenze -is, -is, -it, -îmes, -îtes,
-irent oppure le desinenze -us, -us, -ut, -ûmes, -ûtes, -urent.

Prendre prendere Boire bere Recevoir ricevere


je pris je bus je reçus
tu pris tu bus tu reçus
il/elle/on prit il/elle/on but il/elle/on reçut
nous prîmes nous bûmes nous reçûmes
vous prîtes vous bûtes vous reçûtes
ils/elles prirent ils/elles burent ils/elles reçurent

D Coniugazione dei verbi più usati


Vediamo qui di seguito la coniugazione di alcuni tra i verbi di uso più frequente.

Conduire condurre, guidare Craindre temere Dire dire


je conduisis je craignis je dis
tu conduisis tu craignis tu dis
il/elle/on conduisit il/elle/on craignit il/elle/on dit
nous conduisîmes nous craignîmes nous dîmes
vous conduisîtes vous craignîtes vous dîtes
ils/elles conduisirent ils/elles craignirent ils/elles dirent

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Il passato remoto

Écrire scrivere Faire fare Mettre mettere


j’écrivis je fis je mis
tu écrivis tu fis tu mis
il/elle/on écrivit il/elle/on fit il/elle/on mit
nous écrivîmes nous fîmes nous mîmes
vous écrivîtes vous fîtes vous mîtes
ils/elles écrivirent ils/elles firent ils/elles mirent

Naître nascere Répondre rispondere Voir vedere


je naquis je répondis je vis
tu naquis tu répondis tu vis
il/elle/on naquit il/elle/on répondit il/elle/on vit
nous naquîmes nous répondîmes nous vîmes
vous naquîtes vous répondîtes vous vîtes
ils/elles naquirent ils/elles répondirent ils/elles virent

Avoir avere Être essere Connaître conoscere


j’eus je fus je connus
tu eus tu fus tu connus
il/elle/on eut il/elle/on fut il/elle/on connut
nous eûmes nous fûmes nous connûmes
vous eûtes vous fûtes vous connûtes
ils/elles eurent ils/elles furent ils/elles connurent

Devoir dovere Lire leggere Plaire piacere


je dus je lus je plus
tu dus tu lus tu plus
il/elle/on dut il/elle/on lut il/elle/on plut
nous dûmes nous lûmes nous plûmes
vous dûtes vous lûtes vous plûtes
ils/elles durent ils/elles lurent ils/elles plurent

Pouvoir potere Recevoir ricevere Savoir sapere


je pus je reçus je sus
tu pus tu reçus tu sus
il/elle/on put il/elle/on reçut il/elle/on sut
nous pûmes nous reçûmes nous sûmes
vous pûtes vous reçûtes vous sûtes
ils/elles purent ils/elles reçurent ils/elles surent

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Il passato remoto

Vivre vivere Vouloir volere


je vécus je voulus
tu vécus tu voulus
il/elle/on vécut il/elle/on voulut
nous vécûmes nous voulûmes
vous vécûtes vous voulûtes
ils/elles vécurent ils/elles voulurent

II. Uso
Il passato remoto serve a indicare un fatto accaduto nel passato e completamente concluso. V iene usato
quasi esclusivamente nella lingua scritta e ricercata, soprattutto in testi storici e letterari.
En juin 1944, les alliés débarquèrent en Normandie.
Nel giugno del 1944 gli alleati sbarcarono in Normandia.

Si trova spesso in contrapposizione all’imperfetto.


Quand nous arrivâmes, la maison était déserte.
Quando arrivammo la casa era deserta.

III. Le forme composte


A Il trapassato remoto
Il trapassato remoto (passé antérieur) si trova o si usa solo nella lingua scritta. Questo tempo si forma
con il passato remoto dell’ausiliare seguito dal par ticipio passato. Esprime un fatto compiuto rispetto a
un altro fatto passato. Nella principale c’è di solito un passato remoto oppure un altro tempo del passato.
Quand il eut fini, il s’en alla.
Quando ebbe finito se ne andò.

N.B. Nella lingua parlata è spesso sostituito dal passé surcomposé, anch’esso usato per indicare un
fatto compiuto.

B Il passé surcomposé
Nel passé surcomposé troviamo il passato prossimo dell’ausiliare al posto del passato remoto, seguito
dal participio passato del verbo. T rattandosi di lingua parlata, nella principale c’è, di solito, un passato
prossimo.
Quand il a eu fini, il s’en est allé.
Quando ebbe finito se ne andò. (alla lettera: se n’è andato)

At tenzione! Questo tempo non ha corrispondente in italiano e si traduce,


quindi, col trapassato remoto.

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UNITÀ
Il futuro
Il futuro si suddivide in futuro semplice (futur simple) e futuro anteriore (futur antérieur).

I. Il futuro semplice
A Formazione
Le desinenze del futuro, uguali per tutti i verbi, sono: -ai, -as, -a, -ons, -ez, -ont. Nella maggior parte
dei casi esse vengono aggiunte direttamente all’infinito come nel caso di parler (parlare).

Parler parlare Finir finire Rendre restituire


1a p. sing. -ai je parler-ai je finir-ai je rendr-ai
2a p. sing. -as tu parler-as tu finir-as tu rendr-as
3a p. sing. -a il/elle/on parler-a il/elle/on finir-a il/elle/on rendr-a
1a p. plur. -ons nous parler-ons nous finir-ons nous rendr-ons
2a p. plur. -ez vous parler-ez vous finir-ez vous rendr-ez
3a p. plur. -ont ils/elles parler-ont ils/elles finir-ont ils/elles rendr-ont

B Particolarità

1 I verbi in -eler e -eter


Alcuni verbi in -eler e -eter raddoppiano la l e la t davanti alla e muta.
appeler → j’appellerai, tu appelleras…
jeter → je jetterai, tu jetteras…
I verbi in -eler e -eter che al presente, anziché raddoppiare la l o la t, prendono una è al posto
della e si comportano nello stesso modo al futuro.
acheter → j’achèterai, tu achèteras…
peler → je pèlerai, tu pèleras…

2 I verbi con una e o una é nella penultima sillaba


I verbi del tipo mener, peser, lever cambiano la e in è.
mener → je mènerai, tu mèneras…
peser → je pèserai, tu pèseras…
lever → je lèverai, tu lèveras…
I verbi del tipo di céder mantengono la é per tutte le persone del futuro.
céder → je céderai, tu céderas…
préférer → je préférerai, tu préféreras…

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Il futuro

3 I verbi in -ayer, -oyer e -uyer p. 140, F, G


I verbi in -ayer hanno la doppia forma con i o y mentre i verbi in -oyer e -uyer prendono la i al
posto della y a tutte le persone p. 138, I .
Payer pagare Nettoyer pulire Appuyer premere
je paierai/payerai je nettoierai j’appuierai
tu paieras/payeras tu nettoieras tu appuieras
il/elle/on paiera/payera il/elle/on nettoiera il appuiera
nous paierons/payerons nous nettoierons nous appuierons
vous paierez/payerez vous nettoierez vous appuierez
ils/elles paieront/payeront ils/elles nettoieront ils appuieront

At tenzione! I verbi in -er, aller e envoyer, sono irregolari al futuro.


aller → j’irai, tu iras...
envoyer → j’enverrai, tu enverras…

4 I verbi in -re
I verbi in -re formano il futuro aggiungendo le desinenze alla radice dell’infinito dopo aver tolto la e
finale.
boire bere → je boirai, tu boiras…
conduire condurre, guidare → je conduirai, tu conduiras…
prendre prendere → je prendrai, tu prendras…

5 I verbi irregolari
Alcuni verbi presentano una radice irregolare, ma le desinenze restano sempre le stesse.
courir correre → je courrai, tu courras…
devoir dovere → je devrai, tu devras…
faire fare → je ferai, tu feras…
pouvoir potere → je pourrai, tu pourras…
prévoir prevedere → je prévoirai, tu prévoiras…
recevoir ricevere → je recevrai, tu recevras…
savoir sapere → je saurai, tu sauras…
venir venire → je viendrai, tu viendras…
voir vedere → je verrai, tu verras…
vouloir volere → je voudrai, tu voudras…

F Je verrai significa io vedrò.


I Io verrò si traduce con je viendrai.

Anche gli ausiliari e alcuni verbi impersonali hanno radici irregolari.


avoir avere → j’aurai, tu auras...
être essere → je serai, tu seras...
pleuvoir piovere → il pleuvra (si usa solo alla 3a pers. sing.) p. 133, I
falloir occorrere → il faudra (si usa solo alla 3a pers. sing.) p. 133, I

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Il futuro

C Uso
Il futuro serve a indicare un fatto che accadrà in un momento futuro rispetto al momento in cui si parla.
Nous aurons sans doute de bons résultats.
Avremo probabilmente dei buoni risultati.
Ils partiront pour Londres la semaine prochaine.
Partiranno per Londra la settimana prossima.
Elle sera de retour après-demain. J’arriverai vers onze heures.
Sarà di ritorno dopodomani. Arriverò verso le undici.

Per indicare un fatto che sta per realizzarsi si usa in francese il futur proche (aller + infinito)
p. 194, III .
Ils vont partir. Je vais le faire.
Stanno per partire. Sto per farlo./Lo farò.

F Nel periodo ipotetico del primo tipo, a differenza di quanto accade in italiano,
I non si può usare il futuro dopo la congiunzione si p. 205, II .
Si je peux, je ferai ce voyage. S’il m’invite, j’irai à sa fête.
Se potrò, farò questo viaggio. Se mi inviterà, andrò alla sua festa.

II. Il futuro anteriore


A Formazione
Il futuro anteriore si forma, come i tempi composti, con il futuro di uno dei due ausiliari e il par ticipio
passato del verbo.
Je serai parti depuis longtemps. À cette heure-là, tu auras fini de repasser le linge.
Sarò partito da tanto tempo. A quell’ora avrai finito di stirare la biancheria.
Nous serons rentrés pour une heure. Ils auront fait leurs devoirs avant de sortir.
Saremo rientrati per l’una. Avranno fatto i compiti prima di uscire.

B Uso
Il futuro anteriore si usa, di solito, per indicare un fatto futuro considerato compiuto rispetto a un altro
fatto futuro (espresso col futuro semplice), cioè anteriore a quest’ultimo.
Quand nous aurons fini ce travail, nous partirons en vacances.
Quando avremo finito questo lavoro partiremo per le vacanze.
Come si può osservare, l’azione di finire è anteriore rispetto a quella di partire. In questi casi il futuro
anteriore è di solito introdotto da una locuzione temporale come quand, lorsque, dès que.

È possibile anche usare il futuro anteriore in una proposizione principale , senza che esso sia in
contrapposizione con un futuro semplice, per indicare un fatto che si verificherà in un cer to momento
del futuro.
Demain, à cette heure-ci, j’aurai fini mon travail.
Domani a quest’ora avrò finito il mio lavoro.

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UNITÀ
Il condizionale
Il condizionale ( conditionnel) è usato per esprimere l’eventualità e ciò che è immag inario, oppure
un’azione futura rispetto a un tempo passato. Può, cioè, avere un valore modale o un valore temporale.
Selon les statistiques, il y aurait au moins 30 000 travailleurs immigrés dans cette ville.
Secondo le statistiche, ci sarebbero almeno 30.000 lavoratori immigrati in questa città.
Tu pourrais ouvrir la fenêtre, s’il te plaît ?
Potresti aprire la finestra, per favore?

I. Formazione
A I verbi in -er e -ir
Come il futuro semplice p. 168 , anche il condizionale presente dei verbi regolari si forma a partire
dall’infinito, cui vanno aggiunte le desinenze -ais, -ais, -ait, -ions, -iez, -aient, che sono uguali alle
desinenze dell’imperfetto p. 161 .

Parler parlare Finir finire


1a p. sing. -ai je parler-ais je finir-ais
2a p. sing. -as tu parler-ais tu finir-ais
3a p. sing. -a il/elle/on parler-ait il/elle/on finir-ait
1a p. plur. -ons nous parler-ions nous finir-ions
2a p. plur. -ez vous parler-iez vous finir-iez
3a p. plur. -ont ils/elles parler-aient ils/elles finir-aient

B Verbi irregolari (IIIo gruppo)


Il condizionale dei verbi aller e envoyer è irregolare.
aller andare → j’irais, tu irais…
envoyer mandare → j’enverrais, tu enverrais…
Modifiche ortografiche dei verbi in -er p. 138, I

Nei verbi irregolari può cambiare la radice, ma le desinenze restano sempre le stesse.
avoir avere → j’aurais, tu aurais…
être essere → je serais, tu serais…
devoir dovere → je devrais, tu devrais…
faire fare → je ferais, tu ferais…
pouvoir potere → je pourrais, tu pourrais…
prendre prendere → je prendrais, tu prendrais…
rendre restituire → je rendrais, tu rendrais…
savoir sapere → je saurais, tu saurais…
venir venire → je viendrais, tu viendrais…
vouloir volere → je voudrais, tu voudrais…

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Il condizionale

II. Uso
A Nelle proposizioni principali o indipendenti
A lungo ritenuto un modo, il condizionale viene ogg i considerato un tempo dell’indicativo in quanto
espressione del futuro ipotetico . Si ricordi, tuttavia, che il condizionale viene anche usato nelle
proposizioni principali o indipendenti per esprimere:
• un consiglio, un suggerimento.
Tu devrais étudier davantage. On pourrait prendre l’autoroute.
Dovresti studiare di più. Potremmo prendere l’autostrada.
• un desiderio.
Je voudrais être riche. J’aimerais le revoir.
Vorrei essere ricco. Mi piacerebbe rivederlo.
• un’eventualità, un fatto probabile.
Cette eau pourrait avoir des effets diurétiques.
Quest’acqua potrebbe avere effetti diuretici.
Cet homme pourrait être innocent.
Quest’uomo potrebbe essere innocente.
Manger beaucoup de légumes et de fruits servirait à prévenir certaines maladies.
Mangiare molta frutta e verdura servirebbe a prevenire certe malattie.
• il tono cortese di una richiesta.
Tu pourrais m’aider ? Pourriez-vous m’ouvrir la porte, s’il vous plaît ?
Potresti aiutarmi? Potrebbe aprirmi la porta, per favore?
• l’ipotesi p. 203, 2 .
S’ils acceptaient cette somme, ils pourraient payer leurs dettes.
Se accettassero questa somma, potrebbero pagare i loro debiti.
Si j’étais sortie à temps, je n’aurais pas raté mon train.
Se fossi uscita in tempo, non avrei perso il treno.

N.B. Si noti che si usa il condizionale passato nella proposizione principale quando nella proposizione
subordinata c’è il trapassato prossimo p. 203, 3 .

B Nelle proposizioni dipendenti


Nelle proposizioni dipendenti il condizionale viene usato:
• per esprimere il futur dans le passé in un’azione passata, ma futura rispetto a un’altra azione
passata p. 206, IV .
Il a dit qu’il arriverait avant 6 heures.
Ha detto che sarebbe arrivato entro le sei.
L’azione di arriver è passata rispetto al momento in cui si parla, ma futura rispetto all’azione deldire.

F Si osservi, inoltre, che in francese, a differenza dell’italiano,


I si usa il condizionale presente e non il condizionale passato.

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Il condizionale

• in proposizioni introdotte da locuzioni congiuntive, come quand même, quand bien même, lors
même, au cas où, dans l’hypothèse où p. 205, B .
Au cas où vous sortiriez, fermez la porte à clé. Quand même il partirait, je le suivrais.
Nel caso in cui usciste, chiudete la porta a chiave. Quand’anche partisse, lo seguirei.
F
In francese, a differenza dell’italiano, si usa il condizionale presente e non il congiuntivo imperfetto.
I

• in proposizioni introdotte da quiconque, celui/celle/ceux/celles qui quando il verbo della


principale è al condizionale p. 204, E .
Ceux qui voudraient réserver une chambre individuelle devraient payer un supplément.
Coloro che volessero prenotare una camera singola dovrebbero pagare un supplemento.

N.B. Nella lingua letteraria il condizionale passato può venire sostituito dal congiuntivo trapassato.
« Ô toi que j’eusse aimée, ô toi qui le savais ! » “O te che avrei amata, o te che lo sapevi!”
Charles Baudelaire, À une passante

III. Il condizionale passato


A Formazione
Il condizionale passato (conditionnel passé) si forma col condizionale dell’ausiliare être o avoir e
il participio passato del verbo.
Si je n’avais pas eu de contretemps, je serais parti à l’heure.
Se non avessi avuto contrattempi, sarei partito in orario.
Tu n’aurais pas dû sortir par ce mauvais temps !
Non saresti dovuto uscire con questo brutto tempo!

B Uso
Il condizionale passato esprime nel passato gli stessi valori del condizionale presente.
In particolare si usa:
• nel periodo ipotetico di terzo tipo (dell’irrealtà) p. 203, 3 .
Si tu avais étudié, tu aurais eu une bonne note.
Se avessi studiato avresti preso un bel voto.
• per esprimere un rimorso, un rimprovero, ecc.
J’aurais dû l’écouter davantage… (rimorso) Tu aurais pu faire attention ! (rimprovero)
Avrei dovuto ascoltarlo di più… Avresti potuto fare attenzione!
• per indicare un fatto che è nello stesso tempo futuro rispetto a un momento del passato,
ma precedente a un altro fatto indicato dal condizionale presente (futur dans le passé)
p. 206, IV .
Il a dit qu’il signerait le contrat quand ils auraient accepté ses demandes.
Ha detto che avrebbe firmato il contratto quando avessero accettato le sue richieste.
L’azione di accettare le richieste precede l’azione di firmare il contratto.

N.B. In italiano il condizionale passato si traduce in questo caso con il congiuntivo imperfetto.
Congiuntivo ipotetico p. 205, III .

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UNITÀ
Il participio presente, il gérondif
e l’aggettivo verbale

I. Il participio presente
Il participio presente ( participe présent) esprime un’azione momentanea o delimitata nella durata. È
un modo indefinito 1.
Un guide parlant français et anglais accompagnera le groupe.
Una guida che parla (parlante) francese e inglese accompagnerà il gruppo.

A Formazione
1 Forma semplice
In francese il participio presente costituisce uno dei cinque tempi primitivi p. 129 .
Esso può essere usato sia come verbo, sia come aggettivo p. 177, III
. Nel primo caso è sempre invariabile.

F Si usa spesso in francese per tradurre talune proposizioni relative italiane.


I Je désire séjourner dans un hôtel ayant un restaurant.
Desidero soggiornare in un hotel che abbia un ristorante.
Nous voudrions réserver une chambre donnant sur le jardin.
Vorremmo prenotare una camera che dia sul giardino.

N.B. Come si può osservare dagli esempi, il participio presente regge generalmente un complemento
oggetto diretto o indiretto.

2 Forma composta
Anche se non molto usata, esiste una forma composta del par ticipio presente, che si forma con il
participio presente dell’ausiliare seguito dal participio passato del verbo.

Infinito Forma semplice Forma composta


être essere étant ayant été
avoir avere ayant ayant eu
parler parlare parlant ayant parlé
partir partire partant étant parti(e)(s)
aller andare allant étant allé(e)(s)

La forma composta è spesso usata nel participe en construction absolue p. 175, 4 .

1 Infinito e participio sono modi indefiniti con i quali si costruiscono proposizioniimplicite (in italiano anche il gerundio
è un modo indefinito). Tutti gli altri modi sono finiti e con essi si costruiscono proposizioni esplicite.

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Il participio presente, il gérondif e l’aggettivo verbale

B Uso
1 Come sostantivo
Preceduto da un determinante, il participio presente svolge la funzione del sostantivo.
Cette ville a 30 000 habitants.
Questa città ha 30.000 abitanti.

2 Come proposizione causale, temporale…


Davanti a un avverbio o dopo un pronome personale riflessivo il participio presente traduce
proposizioni causali, temporali, ecc.
Ils sont vraiment détestables, criant et se plaignant toujours.
Sono veramente detestabili, poiché gridano e si lamentano sempre.

3 Nella costruzione del gérondif


Il par ticipio presente viene usato nella costruzione del gérondif e, in cer ti casi, per tradurre il
gerundio italiano (si veda qui di seguito).

4 Nella forma dell’ablativo assoluto 2


Il participio presente viene, inoltre, usato nell’ablativo assoluto. L’ablativo assoluto si forma con un
participio presente o passato il quale segue, contrariamente a quanto accade in italiano, il soggetto.
Esso può tradurre dei complementi di modo, maniera, tempo, delle frasi causali, temporali, ecc.
Mon emploi du temps étant très chargé, je ne viendrai pas avec vous demain.
Siccome il mio orario è molto pesante, non verrò con voi domani.
Votre fille étant majeure, elle peut partir sans votre permission.
Essendo maggiorenne, Sua figlia può partire senza il Suo permesso.
Toutes les questions ayant été posées, nous pouvons terminer notre séance.
Essendo state fatte tutte le domande, possiamo chiudere la seduta.

II. Il gérondif
Il gérondif si usa per tradurre certe espressioni italiane col gerundio.

A Formazione
Il gérondif è costituito dal participio presente preceduto dalla preposizione en.
parler parlare → en parlant
manger mangiare → en mangeant
commencer cominciare → en commençant
finir finire → en finissant
rendre rendere → en rendant

2 Costruzione latina con valore analogo a quello di alcune proposizioni subordinate (causali-temporali, ipotetiche,
concessive). Si dice assoluto perché è sciolto da legami sintattici diretti con la reggente.

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Il participio presente, il gérondif e l’aggettivo verbale

B Uso
1 Traduzione di un gerundio italiano
Per tradurre il gerundio italiano con il gérondif occorre che si verifichino quattro condizioni essenziali:
• il soggetto della principale deve essere lo stesso di quello del gérondif;
• l’azione della principale e quella del gérondif devono essere contemporanee;
Il chantait en se promenant. Azione contemporanea fatta dalla stessa persona
Cantava passeggiando.
• il gérondif non deve essere negativo.
N.B. Nella lingua parlata, tuttavia, il gérondif può anche essere negativo.
En ne faisant rien, tu ne l’aides pas.
Non facendo nulla, non lo aiuti.
• Il gérondif non deve essere composto.

2 Espressione della causa e della maniera


Molto spesso, inoltre, anziché esprimere azioni contemporanee, il verbo della principale e ilgérondif
sono legati da un rapporto di causa-effetto.
En étudiant, tu feras des progrès. Rapporto causa-effetto
Studiando farai dei progressi.
Il me regardait en souriant. Contemporaneità + maniera
Mi guardava sorridendo.

3 Espressione della concessione


L’espressione pur + gerundio delle frasi concessive si traduce in francese con bien que/tout en
+ gérondif.
Pur essendo stanco, è uscito. Studia pur ascoltando la radio.
Bien qu’étant fatigué, il est sorti. Il étudie tout en écoutant la radio.

C Traduzione del gerundio italiano


Il gérondif francese non corrisponde automaticamente al gerundio italiano e il gerundio italiano può
essere tradotto in diversi modi.
1 Con il gérondif p. 176, 1

2 Con il participio presente senza en


Si traduce così quando il gerundio italiano è negativo e/o costituito da un tempo composto.
Non studiando, non farai nessun progresso.
N’étudiant pas, tu ne feras aucun progrès.
= Si tu n’étudies pas, tu ne feras aucun progrès.
Non avendo studiato, ha avuto pessimi risultati.
N’ayant pas étudié, il a eu de très mauvais résultats.
= Comme il n’a pas étudié, il a eu de très mauvais résultats.

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Il participio presente, il gérondif e l’aggettivo verbale

Si traduce in questo modo, cioè con il participio presente senza en, quando le due azioni non sono
contemporanee oppure il soggetto del gerundio è diverso da quello della principale.
Vedendolo arrivare così tardi, lo dissi ai suoi genitori.
Le voyant rentrer si tard, je le dis à ses parents. Le due azioni sono successive.
= Quand/Puisque je le vis rentrer très tard, je le dis à ses parents.
Essendo i nostri colleghi tutti americani, non parlavamo mai francese.
Nos collègues étant tous américains, nous ne parlions jamais français.
Non c’è identità di soggetto.
= Puisque nos collègues étaient tous américains, nous ne parlions jamais français.

3 Con una congiunzione di subordinazione + verbo alla forma esplicita


Essendo arrivati i nostri amici, preparammo l’aperitivo.
Puisque nos amis étaient arrivés, nous préparâmes l’apéritif.
La costruzione alla forma esplicita è obbligatoria quando il gerundio italiano:
• si trova in una frase incidentale.
Credo che, volendo, potrete ottenere buoni risultati.
Je crois que, si vous le voulez, vous pourrez obtenir de bons résultats.
• è quello di un verbo impersonale.
Essendo sufficiente rispondere per iscritto, invieremo una lettera raccomandata.
Comme il suffit de répondre par écrit, nous enverrons une lettre recommandée.

4 Con être en train de


L’espressione perifrastica italiana stare + gerundio si traduce con il gallicismo être en train de.
Sto scrivendo una lettera. Sta telefonando.
Je suis en train d’écrire une lettre. Il est en train de téléphoner.

5 Con aller + participio presente


L’espressione italiana andare + gerundio si rende in francese con aller + participio presente, talvolta
preceduto da en.
L’inquietudine va aumentando. Un’inquietudine che va aumentando.
L’inquiétude va augmentant. Une inquiétude qui va en augmentant.

N.B. Anche in francese questa costruzione è sempre più rara e si usa soprattutto con i verbi che
indicano una trasformazione, come augmenter, diminuer, croître, ecc.

III. L’aggettivo verbale


A Generalità
Come si è detto, il participio presente usato con valore verbale è sempre invariabile. Esso può, tuttavia,
venire usato come aggettivo verbale. In tal caso l’aggettivo verbale concorda in genere e in numero
con il sostantivo a cui si riferisce.

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Il participio presente, il gérondif e l’aggettivo verbale

B Differenza tra il participio presente e l’aggettivo verbale


Generalmente l’aggettivo verbale si distingue dal par ticipio presente in quanto indica uno stato o una
qualità permanente. Il participio presente, invece, indica un’azione la cui durata è limitata nel tempo.
Per distinguere l’aggettivo verbale dal participio presente si tenga inoltre conto che l’aggettivo verbale:
• non è seguito da nessun complemento;
Il y a des enfants obéissants.
Ci sono dei bambini obbedienti.
Il y a des enfants obéissant à leurs parents.
Ci sono dei bambini che obbediscono ai loro genitori.
Nella seconda frase obéissant non è aggettivo verbale perché è seguito da un complemento di termine.
• accompagna il verbo être;
Ce sont des garçons obéissants.
Sono dei ragazzi obbedienti.

• è preceduto da un avverbio.
Il y a des populations toujours errantes.
Ci sono popolazioni sempre erranti.

C Aggettivi verbali e participi presenti con forme diverse


I seguenti aggettivi verbali hanno una forma or tografica diversa dal par ticipio presente, anche se la
pronuncia rimane la stessa.

Aggettivo Participio presente Aggettivo Participio presente


-ent -ant -cant -quant
adhérent adhérant communicant communiquant
affluent affluant convaincant convainquant
coïncident coïncidant provocant provoquant
différent différant suffocant suffoquant
divergent divergeant -gant -guant
équivalent équivalant délégant déléguant
excellent excellant fatigant fatiguant
influent influant intrigant intriguant
négligent négligeant navigant naviguant
précédent précédant zigzagant zigzaguant

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UNITÀ
Il congiuntivo
Il cong iuntivo ( subjonctif) si usa, come in italiano, per esprimere un dubbio, per indicare un fatto
necessario, auspicabile, possibile, ecc., ma non ancora reale.
Il congiuntivo è il modo della possibilità, mentre l’indicativo è quello della realtà.

Indicativo Congiuntivo
L’azione è reale, si verifica. Il congiuntivo esprime un desiderio, non una certezza.
Tu viens au cinéma avec moi. J’aimerais que tu viennes au cinéma avec moi.
Vieni al cinema con me. Vorrei che tu venissi al cinema con me.

Il fatto è reale. Il congiuntivo esprime una necessità.


Tu m’écoutes. Il faut que tu m’écoutes.
Mi ascolti. Bisogna che tu mi ascolti.

Come in italiano, anche il cong iuntivo si compone di quattro tempi: presente, imper fetto, passato e
trapassato.

I. Il congiuntivo presente
A Formazione
Con i verbi regolari il cong iuntivo presente ( subjonctif présent) si forma a par tire dal par ticipio
presente sostituendo alla desinenza -ant le desinenze -e, -es, -e, -ions, iez, ent.

Parler parlare Finir finire Rendre restituire


parl-ant finiss-ant rend-ant
1a p. sing. -e que je parl-e que je finiss-e que je rend-e
2a p. sing. -es que tu parl-es que tu finiss-es que tu rend-es
3a p. sing. -e qu’il/elle/on parl-e qu’il/elle/on finiss-e qu’il/elle/on rend-e
1a p. plur. -ions que nous parl-ions que nous finiss-ions que nous rend-ions
2a p. plur. -iez que vous parl-iez que vous finiss-iez que vous rend-iez
3a p. plur. -ent que ils/elles parl-ent qu’ils/elles finiss-ent qu’ils/elles rend-ent

Gli ausiliari être e avoir hanno una coniugazione particolare.

Être essere Avoir avere


que je sois que j’aie
que tu sois que tu aies
qu’il/elle/on soit qu’il/elle/on ait
que nous soyons que nous ayons
que vous soyez que vous ayez
qu’ils/elles soient qu’ils/elles aient

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Il congiuntivo

B Particolarità di alcuni verbi


1 I verbi che seguono il modello di jeter e appeler
I verbi che seguono il modello di jeter e appeler raddoppiano la consonante t o l davanti a una
desinenza muta (-e, -es, -ent).

Appeler chiamare Jeter gettare


appel-ant jet-ant
que j’appelle que je jette
que tu appelles que tu jettes
qu’il/elle/on appelle qu’il/elle/on jette
que nous appelions que nous jetions
que vous appeliez que vous jetiez
qu’ils/elles appellent qu’ils/elles jettent

2 I verbi in -ayer, -oyer, -uyer


Alla 1a e 2a persona plurale presentano una y prima della desinenza.

Payer pagare Nettoyer pulire Appuyer appoggiare


pay-ant nettoy-ant appuy-ant
que nous payions que nous nettoyions que nous appuyions
que vous payiez que vous nettoyiez que vous appuyiez

2 I verbi il cui participio presente termina in -iant e -yant


Hanno due i e yi nella 2a e 3a persona plurale.

Étudier studiare Croire credere


étud-iant cro-yant
que nous étudiions que nous croyions
que vous étudiiez que vous croyiez

C Verbi irregolari
Il congiuntivo presente dei verbi irregolari non si forma a par tire del par ticipio presente. Presenta le
stesse desinenze dei verbi regolari, ma cambia spesso nella radice.

In molti casi la radice della 1 a persona plurale dell’indicativo presente serve a formare la 1 a e la 2 a
persona plurale del cong iuntivo presente, mentre la radice della 3 a persona plurale dell’indicativo
presente serve a formare le restanti persone (1a, 2a e 3a persona singolare e 3a persona plurale).
nous ven-ons → que nous ven-ions, que vous ven-iez
ils vienn-ent → que je vienn-e, que tu vienn-es, qu’il/elle/on vienn-e,
qu’ils/elles vienn-ent
nous pren-ons → que nous pren-ions, que vous pren-iez
ils prenn-ent → que je prenn-e, que tu prenn-es, qu’il/elle/on prenn-e,
qu’ils/elles prenn-ent

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Il congiuntivo

Quanto appena indicato non costituisce, tuttavia, una vera e propria “regola” e per molti verbi del
IIIo gruppo non è possibile seguire questo procedimento.
être → que je sois/que nous soyons faire → que je fasse/que nous fassions
avoir → que j’aie/que nous ayons aller → que j’aille/que nous allions
savoir → que je sache/que nous sachions vouloir → que je veuille/que nous voulions

II. Il congiuntivo imperfetto


Il congiuntivo imperfetto (subjonctif imparfait) dei verbi regolari si forma a partire dal passato remoto,
sostituendo alle desinenze del passato remoto le desinenze:
• -asse, -asses, -ât, -assions, -assiez, -assent nei verbi del primo gruppo come parler;
• -isse,-isses, -ît, -issions, -issiez, -issent nei verbi del secondo gruppo come finir.

N.B. Il congiuntivo imperfetto non è mai usato nella lingua parlata e viene sostituito dal congiuntivo presente
p. 206, V .

Passato remoto Desinenze Congiuntivo imperfetto


Parler je parl-ai -asse que je parl-asse
tu parl-as -asses que tu parl-asses
il/elle/on parl-a -ât qu’il/elle/on parl-ât
nous parl-âmes -assions que nous parl-assions
vous parl-âtes -assiez que vous parl-assiez
ils/elles parl-èrent -assent qu’ils/elles parl-assent
Finir je fin-is -isse que je fin-isse
tu fin-is -isses que tu fin-isses
il/elle/on fin-it -ît qu’il/elle/on fin-ît
nous fin-îmes -issions que nous fin-issions
vous fin-îtes -issiez que vous fin-issiez
ils/elles fin-irent -issent qu’ils/elles fin-issent

At tenzione! Si osservi che la terza persona singolare dei verbi in -ir è uguale al passato remoto.
Per distinguere le due forme si mette un accento circonflesso sulla voce della desinenza al
congiuntivo.

III. Il congiuntivo passato


Il cong iuntivo passato ( subjonctif passé) è un tempo composto formato dal cong iuntivo presente
dell’ausiliare e dal participio passato del verbo.

Parler parlare Partir partire


que j’aie parlé que je sois parti(e)
que tu aies parlé que tu sois parti(e)
qu’il/elle/on ait parlé qu’il/elle/on soit parti(e)
que nous ayons parlé que nous soyons parti(e)s
que vous ayez parlé que vous soyez parti(e)s
qu’ils/elles aient parlé qu’ils/elles soient parti(e)s

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Il congiuntivo

IV. Il congiuntivo trapassato


Il congiuntivo trapassato (subjonctif plus-que-parfait) è un tempo composto formato dal congiuntivo
imperfetto dell’ausiliare e dal participio passato del verbo.

Parler parlare Partir partire


que j’eusse parlé que je fusse parti(e)
que tu eusses parlé que tu fusses parti(e)
qu’il/elle/on eût parlé qu’il/elle/on fût parti(e)
que nous eussions parlé que nous fussions parti(e)s
que vous eussiez parlé que vous fussiez parti(e)s
qu’ils/elles eussent parlé qu’ils/elles fussent parti(e)s

N.B. Il congiuntivo imperfetto e trapassato sono ormai utilizzati essenzialmente nel linguaggio letterario o
nello stile giornalistico.
Possono indicare
• Simultaneità nel passato
Il était content que le traité de paix fût signé.
Era contento che il trattato di pace fosse firmato.
• Posteriorità
J’aurais aimé qu’il nous rendît visite.
Avrei voluto che ci facesse visita.
• Anteriorità
Ils ne voulaient pas croire qu’ils eussent perdu.
Non volevano credere che (essi) avessero perso.

V. Concordanza dei tempi


Proposizione principale Proposizione subordinata
Presente indicativo Congiuntivo presente/Congiuntivo passato
Condizionale presente/Condizionale Congiuntivo presente/Congiuntivo passato (lingua
passato/Tempi del passato (imperfetto standard)/Congiuntivo imperfetto/Congiuntivo
indicativo, passato prossimo, ecc.) trapassato (lingua ricercata/lingua letteraria)

Il faut que tu fasses cela. J’aurais voulu que tu viennes.


Bisogna che tu faccia questo. Avrei voluto che venissi.
Je crains qu’il ne soit déjà arrivé. Je voulais qu’il vînt/vienne.
Temo che sia già arrivato. Volevo che venisse.
Je voudrais que tu viennes. Je craignais qu’il ne fût/soit déjà arrivé.
Vorrei che tu venissi. Temevo che fosse già arrivato.

At tenzione! In francese, nella lingua parlata, il congiuntivo presente sostituisce


il congiuntivo imperfetto, così come il congiuntivo passato viene usato al posto
del trapassato.

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Il congiuntivo

VI. Uso del congiuntivo


Si osservi che in francese l’uso del congiuntivo è molto spesso uguale a quello del congiuntivo italiano.
È, infatti, il modo delle proposizioni subordinate introdotte da que.
Differenze nell’uso dei modi e dei tempi p. 202

A In proposizioni subordinate
Come in italiano il cong iuntivo si usa in proposizioni subordinate, dipendenti da proposizioni principali
alla forma impersonale, che esprimono:
• la necessità (il faut que, il est nécessaire que…)
Il est nécessaire/Il est indispensable/Il faut que tu partes.
È necessario/È indispensabile/Occorre che tu parta.

• la possibilità (il semble que, il est possible que…)


Il est possible/Il semble qu’il ait oublié ton adresse.
È possibile/Sembra che abbia dimenticato il tuo indirizzo.

N.B. Nella lingua parlata, spesso, all’espressione il est possible si preferisce il se peut/ça se peut.
Il se peut/Ça se peut qu’il ait oublié ton adresse.
Può darsi che abbia dimenticato il tuo indirizzo.

At tenzione! Il me semble, il te semble… è seguito dall’indicativo in quanto


viene considerato un verbo di opinione p. 202, A .
Il me semble qu’il peut y avoir d’autres solutions.
Mi sembra che ci possano essere altre soluzioni.
Anche paraître (sembrare) e croire (credere) reggono l’indicativo.
Il paraît qu’il est parti.
Sembra/Pare che sia partito.
Je crois qu’il peut y avoir d’autres solutions.
Credo che ci possano essere altre soluzioni.

• il dubbio (il est douteux que, il est improbable que…)


Il est douteux/Il est improbable qu’il prenne le métro.
È poco probabile/È improbabile che egli prenda la metropolitana.

• un sentimento (il est dommage que, il est triste que…)


Il est dommage/Il est triste que tu ne sois pas venu.
È un peccato/È triste che tu non sia venuto.

N.B. Nella lingua parlata si usa più frequentemente c’est dommage/triste.

B Dopo un verbo impersonale


Come in italiano, il congiuntivo si usa dopo i verbi impersonali che esprimono la certezza o la verosimiglianza
coniugati alla forma negativa o interrogativa (il n’est pas certain que/est-il probable que… ?)
Il n’est pas certain qu’ils aient compris. Est-il probable qu’il le sache ?
Non è certo che abbiano capito. È probabile che lo sappia?

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Il congiuntivo

Talvolta tali verbi mantengono l’indicativo anche alla forma interrogativa e negativa se si vuole sottolineare
la realtà del fatto.
Il n’est pas certain qu’il obtienne/obtiendra ce travail.
Non è certo che ottenga/otterrà questo lavoro.

Attenzione! Alla forma affermativa questi verbi reggono l’indicativo p. 202, A


in quanto esprimono un’opinione.
Il est probable qu’il viendra.
È probabile che venga.

F Se in italiano il verbo della proposizione principale è al passato e nella subordinata c’è un


I condizionale passato o un congiuntivo imperfetto, nella subordinata francese si usa, di solito,
il condizionale presente p. 205, III; p. 206, IV .
Era probabile che sarebbe venuto/venisse.
Il était probable qu’il viendrait Futur dans le passé

C Dopo alcuni verbi


Il congiuntivo si usa dopo i verbi che esprimono:
• la volontà (ordine, preghiera, proibizione, desiderio, augurio...): je veux que, je souhaite que,
j’interdis que, j’aimerais que, il vaut mieux que…
Je veux que vous m’écoutiez. Je voudrais que vous m’écoutiez.
Voglio che mi ascoltiate. Vorrei che mi ascoltaste.
Je souhaite qu’il n’y ait plus de guerres. Il vaut mieux que tu saches la vérité.
Mi auguro che non ci siano più guerre. È meglio che tu sappia la verità.

• un sentimento (gioia, stupore, tristezza, rimpianto...): je suis heureux que, je m’étonne que, je
suis désolé que, je regrette que…
Je suis content que tu sois là. Je regrette que tu partes.
Sono contento che tu sia qui. Mi spiace che tu parta.

• la paura: je crains que, j’ai peur que…


Je crains qu’il ne soit en retard. J’ai peur qu’il n’ait pas entendu le réveil.
Temo che sia in ritardo. Temo che non abbia sentito la sveglia.
N.B. Si osservi la presenza del ne explétif che non dà, però, alcun senso negativo alla frase.
Affinché la frase abbia senso negativo bisogna che ci sia ne... pas dopo il verbo craindre
p. 188, B .
Je crains qu’il ne parte. ≠ Je crains qu’il ne parte pas.
Temo che parta. Temo che non parta.
Je crains qu’il ne soit pas disponible. J’ai peur qu’il n’ait pas compris.
Temo che non sia in disponibile. Ho paura che non abbia capito.

• la negazione: je nie que, j’exclus que, je refuse que…


Je nie qu’il ait raison. J’exclus qu’il puisse oublier ses documents.
Nego che abbia ragione. Escludo che possa dimenticare i suoi documenti.

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Il congiuntivo

• il dubbio: je doute que, je ne suis pas sûr/certain que…


Je doute qu’il dise la vérité. Je ne suis pas sûr qu’il soit déjà rentré.
Dubito che dica la verità. Non sono sicuro che sia già rientrato.

At tenzione! I verbi nier (negare) e douter (dubitare) alla forma negativa reggono l’indicativo
quando si vuole insistere sulla realtà di un fatto.
Je ne doute/nie pas qu’il va faire/fera tout ce qu’il faut.
Non dubito/nego che farà tutto ciò che è necessario.

• un’opinione alla forma negativa e interrogativa: je ne pense pas que/je ne crois pas que/je
n’espère pas que…
Je ne crois pas qu’il dise la vérité. Je ne pense pas qu’il réussisse son examen.
Non credo che dica la verità. Non penso che superi l’esame.

D In alcuni frasi
Il congiuntivo si usa nelle frasi:
• soggettive 1 (il est important que tu travailles/que tu travailles est important).
Il est important que tu répondes. Que tu répondes est important !
È importante che tu risponda. Che tu risponda è importante!

• oggettive 2, quando precedono la proposizione principale.


Qu’il parte, je le sais bien !
Che parta, lo so bene!
Se la frase oggettiva segue la proposizione principale, dopo savoir si usa l’indicativo.
Je sais qu’il part/va partir.
So che parte/sta per partire.

• esclamative che esprimono un’eventualità scartata con decisione.


Toi, que tu ailles à Rome avec lui ! ? Jamais !
Che tu vada a Roma con lui!? Mai!

• per esprimere l’imperativo alla 3a persona singolare e plurale.


Qu’elle entre ! Qu’ils répondent à toutes nos questions !
Che entri! Che rispondano a tutte le nostre domande!
Qu’il dise la vérité ! Qu’ils finissent de ranger leur chambre !
Che dica la verità! Che finiscano di mettere a posto la loro camera!

1 Le proposizioni soggettive sono quelle che costituiscono il soggetto del verbo della principale p. 77, 3, 4 .
2 Le frasi oggettive sono quelle che costituiscono il complemento oggetto del verbo della principale.

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Il congiuntivo

E In alcune proposizioni
Il congiuntivo si usa nelle proposizioni:

• incidentali con il verbo savoir preceduto da que.


Ses amis, que je sache, ne sont pas d’accord. Que je sache, Frédérique est partie hier.
I suoi amici, che io sappia, non sono d’accordo. Che io sappia, Frédérique è partita ieri.

• subordinate relative
– che esprimono una necessità, un fatto possibile ma non reale.
Je cherche un guide qui sache parler japonais.
Cerco una guida che sappia parlare giapponese.
N.B. Per sottolineare la realtà piuttosto che la possibilità, si può usare l’indicativo come in italiano.
Je cherche un guide qui sait parler japonais.
Cerco una guida che sa parlare giapponese.
– dopo un superlativo relativo (le plus/le moins… qui/que) e dopo le seul, le premier, le
meilleur, le dernier… qui/que.
C’est le voyage le plus intéressant que j’aie jamais fait.
È il viaggio più interessante che abbia mai fatto.
C’est le seul que je connaisse.
È il solo che io conosca.
N.B. In questi casi si può, però, trovare anche l’indicativo se si vuole sottolineare la realtà del fatto.
C’est le dernier que j’ai lu.
È l’ultimo che ho letto.
– dopo un verbo alla forma negativa o interrogativa: il n’y a personne qui/que, il n’y a rien
qui/que, y a-t-il quelque chose qui/que… ?, Y a-t-il quelqu’un qui/que… ?
Il n’y a rien qui soit intéressant. Y a-t-il quelqu’un qui puisse m’aider ?
Non c’è nulla che sia interessante. C’è qualcuno che possa aiutarmi?

• subordinate per esprimere


– lo scopo p. 239 , dopo afin que, pour que, de façon que/de manière (à ce) que
e de crainte que/de peur que.
Je vous raconterai tout afin que vous sachiez la vérité.
Vi racconterò tutto affinché sappiate la verità.
Il a tout arrangé de façon à ce que personne ne s’en aperçoive.
Ha sistemato tutto affinché nessuno se ne accorgesse.
Il a téléphoné chaque jour de crainte que ses parents ne s’inquiètent.
Ha telefonato ogni giorno per paura che i suoi genitori si preoccupassero.
– la conseguenza dopo assez/trop/suffisamment… pour que p. 237
Ce problème est trop difficile pour que je puisse le résoudre tout seul.
Questo problema è troppo difficile perché io possa risolverlo da solo.

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Il congiuntivo

– la concessione o l’opposizione p. 242 dopo


• bien que, quoique, encore que, malgré que;
Bien que la situation soit difficile, nous sommes optimistes.
Benché la situazione sia difficile, siamo ottimisti.
• si... que, aussi... que;
Si prudent qu’il soit, il devra faire attention.
Per quanto sia prudente, dovrà fare attenzione.
Traduzione di per quanto e concessive p. 244, II .

– una condizione p. 231 dopo


• à moins que, pour peu que, pourvu que, supposé que, en admettant que, soit
que... soit/ou que, à condition que;
Soit que tu partes, soit que tu restes, tu auras des problèmes.
Sia che tu parta, sia che tu resti, avrai dei problemi.
Je te laisse sortir à condition que tu rentres avant minuit.
Ti lascio uscire a condizione che rientri prima di mezzanotte.
• que (messo al posto del si) in correlazione con si, nelle subordinate ipotetiche.
S’il faisait beau et que nous puissions sortir, nous irions à la plage.
Se facesse bello e potessimo uscire, andremmo in spiaggia.

– il modo dopo de manière (à ce) que, de façon (à ce) que, de sorte que;
Parlez lentement, de façon que même les étrangers puissent vous comprendre.
Parlate lentamente in modo che anche gli stranieri possano capirvi.

At tenzione! Se l’azione di cui si parla si è realizzata, si può usare l’indicativo.


Il a parlé de façon que tout le monde a pu comprendre.
Ha parlato in modo che tutti hanno potuto capire.

– la maniera o la conseguenza non realizzata dopo sans que.


Elle est sortie sans que personne ne s’en aperçoive.
È uscita senza che nessuno se ne accorgesse.

– il tempo dopo avant que, après que, jusqu’à ce que, en attendant que
Il est parti avant que nous n’arrivions.
È partito prima che noi arrivassimo.
Attends-moi jusqu’à ce que je (ne) revienne.
Aspettami fino a quando ritorno.

N.B. In francese avant que è di solito seguito dal ne explétif p. 189, II .

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UNITÀ
Il ne explétif
Il ne explétif viene facoltativamente usato in proposizioni subordinate di senso affermativo. Lo si trova
soprattutto nella forma scritta, mentre nella lingua parlata tende a scomparire.
J’ai peur qu’il (ne) soit malade. Nous craignons qu’ils (n’) aient des problèmes.
Ho paura che sia ammalato. Temiamo che abbiano dei problemi.

I. Uso dopo un verbo


A Verbi ed espressioni che esprimono il dubbio, la negazione
Lo si può usare in proposizioni dipendenti rette da verbi che esprimono dubbio e negazione (douter,
mettre en doute que, nier…) usati alla forma interrogativa e negativa. Quando, invece, questi verbi
si trovano alla forma affermativa, il ne explétif non si usa. Tali verbi reggono il congiuntivo.
Tu doutes qu’elles ne le lui disent ? Je ne doute pas qu’il ne dise la vérité.
Dubiti che glielo dicano? Non dubito che dica la verità.
Je doute qu’il dise la vérité. Je nie qu’il me l’ait dit.
Dubito che dica la verità. Nego che me lo abbia detto.

B Verbi che esprimono l’impedimento, il timore, la precauzione


Lo si usa spesso dopo verbi usati alla forma affermativa e locuzioni prepositive che indicano
impedimento, timore e precauzione.
avoir peur de crainte que empêcher
aver paura che per timore che impedire
craindre de peur que éviter
temere per paura che evitare
dans la crainte de désespérer prendre garde
per timore di perdere la speranza stare attenti a
Je crains qu’ils ne rentrent trop tard. J’évite qu’il ne me parle.
Temo che rientrino troppo tardi. Evito che mi parli.
Nous l’avons prévenu de crainte qu’il ne fasse des bêtises.
Lo abbiamo avvertito nel timore che faccia/facesse delle sciocchezze.
Cette alarme empêche que les voleurs n’entrent pendant les heures de fermeture.
Questo allarme impedisce che i ladri entrino durante le ore di chiusura.
Je ne veux pas lui téléphoner maintenant de peur qu’il ne dorme.
Non voglio telefonargli ora per paura che dorma.

In quest’ultimo caso la subordinata esprime un qualcosa che non si vorrebbe si verificasse.

F Si ricordi che in francese il verbo empêcher regge un complemento oggetto, mentre in italiano
I impedire regge di solito un complemento di termine.
Empêche-le de sortir ! Empêche-les de partir !
Impediscigli di uscire! Impedisci loro di partire!

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Il ne explétif

At tenzione! Se la subordinata indica un qualcosa che si teme non avvenga


e si desidera avvenga, si deve fare la negazione completa.
Je crains qu’il n’ait pas faim. ≠ Je crains qu’il n’ait faim.
Temo che non abbia fame. Temo che abbia fame.

Il ne explétif si usa anche dopo un verbo che indica timore usato alla forma interrogativa e interrogativa-
negativa, mentre non si usa con il verbo alla forma negativa.
Tu crains que le train n’arrive en retard ? Ne craignez-vous pas qu’elle ne le dise ?
Temi che il treno arrivi in ritardo? Non teme che lo dica?
Nous ne craignons pas que vous disiez cela.
Non temiamo che voi diciate ciò.

II. Uso dopo alcune locuzioni


Il ne explétif si usa anche dopo le locuzioni à moins que, avant que, jusqu’à ce que. Anche se
preferibile, in questo caso l’uso del ne explétif è facoltativo.

N.B. Si ricordi che à moins que, avant que e jusqu’à ce que reggono il congiuntivo.
Je dois lui parler avant qu’il (ne) sorte.
Devo parlargli prima che esca.
Il viendra me chercher à la gare à moins qu’il (ne) doive aller au bureau.
Verrà a prendermi in stazione a meno che non debba andare in ufficio.
Je vais rester là jusqu’à ce qu’il (n’)ait fini son travail.
Resterò qui fino a che non abbia finito il suo lavoro.

N.B. Anche sans que, dopo un verbo alla forma negativa, può essere seguito dal ne explétif.
Je ne lui offrirai pas mon aide sans qu’il (ne) me le demande.
Non gli offrirò il mio aiuto senza che me lo chieda.

III. Uso nelle proposizioni comparative


Il ne explétif si usa in proposizioni comparative introdotte da moins, plus, meilleur, pire, autre,
autrement quando il verbo della proposizione principale è alla forma affermativa.

F Nelle proposizioni comparative in francese si usa l’indicativo,


I mentre in italiano si usa il congiuntivo p. 204, D .

Il est plus sympathique que je ne (le) 1 pensais. Ce vin est meilleur que je ne (le) croyais.
È più simpatico di quanto pensassi. Questo vino è migliore di quanto credessi.
Elles agissent autrement qu’elles ne parlent.
Agiscono diversamente da come parlano.
Ce travail est moins difficile que je ne le croyais.
Questo lavoro è meno difficile di quanto credessi.

1 Il le neutro p. 82, 1 .

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UNITÀ
L’infinito
L’infinito (infinitif) è un modo indefinito che serve per poter riconoscere a quale g ruppo verbale i verbi
appartengono p. 129 , nonché per poter reperire i singoli verbi sul dizionario. Si tratta di un modo
che non indica né il numero né il genere.
Il a l’intention de faire un voyage au Mexique. Partir, c’est mourir un peu.
Ha intenzione di fare un viaggio in Messico. Partire è un po’ morire.

Oltre al valore di verbo, l’infinito può avere anche quello di sostantivo.


J’ai acheté des souvenirs pour mes amis. Le pouvoir des média est souvent sous-estimé.
Ho comprato dei souvenir per i miei amici. Il potere dei media è spesso sottovalutato.

I. I tempi
L’infinito ha due tempi: il presente e il passato. L’infinito passato è costituito dall’infinito dell’ausiliare être
o avoir più il participio passato del verbo stesso. L’infinito passato si usa per indicare un’azione anteriore
rispetto al momento di cui si parla.
Après avoir fini son travail, il est sorti. Après être entré, il a fermé la porte.
È uscito dopo aver terminato il suo lavoro. Dopo essere entrato ha chiuso la porta.

II. La forma negativa


Al presente la forma negativa dell’infinito si ottiene facendo precedere ne pas, ne plus, ne rien, ne
jamais (in blocco) all’infinito stesso.
Ils m’ont demandé de ne pas rentrer trop tard. Prière de ne pas fumer.
Mi hanno chiesto di non rientrare troppo tardi. Si prega di non fumare.

Con l’infinito passato si può usare ne pas, ne plus, ne rien, ne jamais in blocco davanti all’infinito
o porre ne davanti all’infinito dell’ausiliare e pas, plus, rien, jamais subito dopo, prima del par ticipio
passato.
Il affirme ne pas avoir reçu cette lettre.
Afferma di non aver ricevuto questa lettera.
Il affirme n’avoir pas reçu cette lettre.

N.B. Ne... personne, ne... aucun(e), ne... nulle part si mettono di solito prima e dopo l’infinito.
Il pense n’avoir oublié personne. Il préfère n’aller nulle part.
Pensa di non aver dimenticato nessuno. Preferisce non andare da nessuna parte.

III. Posizione nella frase


F L’infinito che segue un verbo di opinione non viene preceduto da preposizione come succede in
I italiano . p. 217
Je crois avoir raison. Ils pensent ne pas inviter leurs cousins.
Credo di aver ragione. Pensano di non invitare i loro cugini.

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L’infinito

Quando l’infinito è preceduto da un verbo (gallicismo, verbo di opinione, verbo impersonale, pouvoir,
vouloir, devoir, savoir, ecc.), il pronome personale si pone prima dell’infinito.
p. 81, B; p. 83, B; p. 88; p. 89, B .
Je veux vous dire la vérité. Je crois lui avoir dit oui.
Voglio dirvi la verità. Credo di avergli detto di sì.

IV. I diversi valori


A Valore di predicato verbale
L’infinito può avere valore di predicato verbale, cioè di verbo vero e proprio, ed essere usato:
• come predicato verbale di frase, con valore esclamativo, interrogativo, imperativo, ecc.
Où aller ? Moi, faire ça ? Jamais !
Dove andare? Io fare questo? Mai!

• come predicato verbale di proposizione, nelle frasi relative, interrogative indirette o infinitive
(in queste ultime dopo un verbo di percezione), dopo laisser, faire oppure dopo un que relativo
avente valore di soggetto.
Je lui ai acheté un cadeau que je sais lui plaire. Je l’ai entendu chanter.
Gli ho comprato un regalo che so che gli piace. L’ho sentito cantare.
Je vous laisse choisir. Je ne sais que dire.
Vi lascio scegliere. Non so che dire.

F L’infinito italiano con valore di imperativo negativo si traduce con l’imperativo p. 151, II .
I Non piangere! Non fare capricci!
Ne pleure pas ! Ne fais pas de caprices !

B Valore di nome
Oltre al valore di predicato verbale, l’infinito può assumere la funzione di un nome ed essere usato:
• come soggetto;
Fumer est très dangereux pour la santé.
Fumare è molto pericoloso per la salute.

• come predicato nominale;


Vouloir, c’est pouvoir.
Volere è potere.

• come complemento oggetto o complemento indiretto di un verbo;


Je veux manger. Nous contribuons à le sauvegarder.
Voglio mangiare. Contribuiamo a salvaguardarlo.

• come complemento di un nome o di un aggettivo.


La peur de prendre l’avion l’empêche de partir. Il est content de vous voir.
La paura di prendere l’aereo gli impedisce di partire. È contento di vedervi.

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L’infinito

V. Traduzione dell’infinito italiano


A L’infinito sostantivato
Si parla di infinito sostantivato quando si ha un infinito usato con valore di sostantivo.
In italiano esso è preceduto, quindi, da un ar ticolo, da un dimostrativo, ecc. Se l’infinito è diventato un
vero e proprio sostantivo, bisogna distinguere due casi per tradurlo in francese:
1 si usa il corrispondente infinito sostantivato francese se questo esiste. In francese pochi infiniti
possono essere sostantivati. Ricordiamo i più comuni.
l’avoir le devenir le dormir le lever le pouvoir
l’avere il divenire il dormire l’alzarsi il potere
le boire le devoir l’être le manger le savoir
il bere il dovere l’essere il mangiare il sapere
le coucher le dire le faire le parler le vouloir
il coricarsi il dire il fare il parlare il volere
Non compie il suo dovere. È un essere umano.
Il n’accomplit pas son devoir. C’est un être humain.

At tenzione! A volte esiste l’infinito sostantivato in francese, ma nel linguaggio corrente, in italiano,
si preferisce usare un sostantivo al posto dell’infinito.
l’aller le dîner le rire le souper le toucher
l’andata la cena il riso, la risata la cena il tatto
le baiser le goûter le savoir-faire le sourire le vivre
il bacio la merenda l’abilità il sorriso il vitto
le déjeuner le laisser-aller le savoir-vivre le souvenir
il pranzo la trascuratezza l’educazione il ricordo

F Si osservi che, contrariamente a quanto talvolta accade in italiano con l’infinito sostantivato, si può
I usare l’infinito francese senza farlo precedere dall’articolo.
Connaître les langues étrangères permet de travailler dans plusieurs domaines.
(Il) Conoscere le lingue straniere permette di lavorare in diversi ambiti.

2 si ricorre a un sostantivo che abbia lo stesso senso del verbo sostantivato italiano se l’infinito francese
non può essere sostantivato.
Il suo lamentarsi non è servito a niente. Non sopporto il suo insistere.
Ses plaintes n’ont servi à rien. Je ne supporte pas son insistance.

B L’infinito con valore di verbo


Se l’infinito italiano conserva il valore di verbo, ci sono diversi modi di tradurlo in francese:
• se si tratta di un infinito soggetto, si usa il + être + aggettivo + de + infinito oppure l’infinito
senza articolo davanti al verbo in inizio di frase.
È interessante fare questa escursione. Fare questa escursione è interessante.
Il est intéressant de faire cette excursion. Faire cette excursion est intéressant.

• se l’infinito italiano è preceduto da preposizione si traduce con en + participio presente oppure


con à + infinito.
Si è divertito molto a fare questo lavoro.
Il s’est beaucoup amusé en faisant/à faire ce travail.

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UNITÀ
I gallicismi
Col termine “gallicismi” vengono indicate tre forme perifrastiche, dette anche prog ressive, usate per
esprimere diverse sfumature temporali.

Passé récent Présent continu Futur proche


Il vient de boire à la fontaine. Il est en train d’écrire un roman. Il va pleuvoir.
Ha appena bevuto alla fontana. Sta scrivendo un romanzo. Sta per piovere.

I. Il passé récent
Si costruisce con venir de + infinito. Indica un’azione appena conclusa rispetto al momento in cui si parla.
È appena rientrata.
Elle vient de rentrer. È rientrata da poco.
È rientrata un momento fa.

At tenzione!
Si osservi che il verbo venir non indica movimento.

Il passé récent può essere usato anche per indicare un’azione appena conclusa rispetto a un momento
passato. In questo caso il verbo venir si coniuga all’indicativo imperfetto.
Elle venait de finir ses études quand elle a décidé d’aller vivre à l’étranger.
Aveva appena finito gli studi quando ha deciso di andare a vivere all’estero.

F Come si può osservare, per esprimere il passé récent in italiano si ricorre a un tempo passato e
I ad espressioni o locuzioni avverbiali di tempo: poco fa, da poco, appena, or ora, ecc.

II. Il présent continu


Si costruisce con être en train de + infinito. Indica un’azione in corso di svolg imento nel momento in
cui si parla o in un dato momento del passato o del futuro.
Ils sont en train de jouer au tennis.
Stanno giocando a tennis.
Comment est arrivé l’accident ? J’étais en train de traverser la rue quand j’ai glissé.
Come è accaduto l’incidente? Stavo attraversando la strada quando sono scivolato/a.

Être può essere quindi usato all’indicativo presente, all’imperfetto e, più raramente, al futuro e al condizionale.
Demain à cette heure-ci, je serai en train de skier !
Domani a quest’ora starò sciando!
Si j’avais pu obtenir des congés, maintenant je serais en train de visiter Paris.
Se avessi potuto ottenere le ferie, adesso starei visitando Parigi.

F Come si può osservare, l’espressione francese être en train de + infinito


I corrisponde a quella italiana stare + gerundio.

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I gallicismi

III. Il futur proche


Si costruisce con aller + infinito. Indica un’azione che è sul punto di compiersi o un’azione che stava per
compiersi in un cer to momento del passato, ma che è rimasta in sospeso. Il verbo aller può essere
coniugato, quindi, non solo all’indicativo presente, ma anche all’indicativo imperfetto.
Elle va partir pour la Corse.
Sta per partire per la Corsica.
J’allais lui demander de l’argent quand j’ai retrouvé mon porte-monnaie.
Stavo per chiedergli/le dei soldi quando ho ritrovato il mio portamonete.

At tenzione!
Si osservi che, in questo caso, il verbo aller non indica movimento. Non si confonda, per tanto, il
futur proche con la struttura aller + infinito, nella quale aller indica movimento.
Il va préparer sa valise. Il va chercher ses bagages.
Sta per preparare/Preparerà la valigia. Va a prendere i bagagli.

F In italiano il futur proche si rende con svariate espressioni temporali quali stare per, essere sul
I punto di, avere intenzione di, ecc. e con locuzioni temporali quali tra poco, subito.

At tenzione!
Non si confonda il présent continu che esprime la durata con il futur proche.
Je suis en train de lire. Je vais lire.
Sto leggendo. Sto per leggere/Leggerò.

IV. Tabella riassuntiva


Passé récent Présent continu Futur proche
Venir de Être en train de Aller
+ infinito presente + infinito presente + infinito presente
Je vais… Je suis en train de… Je vais…
Je venais de… J’étais en train de… J’allais…
Je serai en train de…
Je serais en train de…

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UNITÀ
La forma passiva

I verbi alla forma attiva possono essere volti alla forma passiva solo quando sono transitivi, cioè quando
hanno un complemento oggetto e rispondono alle domandeChi? Che cosa?. Nella forma passiva il soggetto
subisce l’azione.
La forma passiva, piuttosto rara nella lingua orale, è utilizzata soprattutto nella lingua scritta. Si tenga
comunque presente che la forma passiva è meno usata in francese che in italiano.

I. Generalità
La forma passiva pone l’accento sul risultato dell’azione e su colui che la subisce piuttosto che sull’esecutore.

Proprio perché alla forma passiva è il soggetto che subisce l’azione, solo i verbi transitivi (cioè i verbi che
reggono il complemento oggetto e rispondono alle domande Chi? Che cosa? ) possono essere volti alla
forma passiva.
Forma attiva
IBM ouvrira une nouvelle filiale. Che cosa aprirà IBM? une nouvelle filiale (compl. ogg.).
IBM aprirà una nuova filiale.
Forma passiva
Une nouvelle filiale (sogg.) sera ouverte par IBM.
Una nuova filiale sarà aperta da IBM.

Come si può osservare,


• il verbo ouvrir è transitivo ed è, perciò, possibile volgerlo alla forma passiva.
• il complemento oggetto “une nouvelle filiale” della frase alla forma attiva diventa il soggetto della frase
alla forma passiva.

N.B. In francese, come in italiano, è comunque preferibile usare la forma attiva al posto della forma passiva
ogni volta che ciò è possibile.
Le public admire ce journaliste. → Ce journaliste est admiré du public.
Il pubblico ammira questo giornalista. Questo giornalista è ammirato dal pubblico.

II. Formazione
La forma passiva si forma con l’ausiliare être e il participio passato del verbo. Être si coniuga allo stesso
tempo del verbo della frase attiva.
Un vigneron provençal produit (indicativo presente) ce vin.
Un viticultore provenzale produce questo vino.
Ce vin est (indicativo presente) produit par un vigneron provençal.
Questo vino è prodotto da un viticultore provenzale.

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La forma passiva

F La forma passiva si costruisce in francese unicamente con l’ausiliare être.


I In italiano, invece, può essere resa anche col verbo venire.
Un bal sera organisé par la mairie.
Un ballo sarà/verrà organizzato dal comune.

Essendo coniugato con l’ausiliare être, il participio passato si accorda sempre in genere e in numero col
soggetto.
Luc achète une voiture. → Une voiture est achetée par Luc.
Luc compra una macchina. Una macchina è comprata da Luc.
On vend ces articles en pharmacie. → Ces articles sont vendus en pharmacie.
In farmacia si vendono questi articoli. Questi articoli sono venduti in farmacia.

Infinito presente Être vu(e)(s) par… Essere/Venire visto/a/i/e da…


Infinito passato Avoir été vu(e)(s) par… Essere stato visto/a/i/e da…
Indicativo presente Cette fille est vue par… Questa ragazza è/viene vista da…
Passato prossimo Cette fille a été vue par… Questa ragazza è stata vista da…
Indicativo imperfetto Cette fille était vue par… Questa ragazza era/veniva vista da…
Trapassato prossimo Cette fille avait été vue par… Questa ragazza era stata vista da…
Passato remoto Cette fille fut vue par… Questa ragazza fu/venne vista da…
Futuro semplice Cette fille sera vue par… Questa ragazza sarà/verrà vista da…
Futuro anteriore Cette fille aura été vue par… Questa ragazza sarà stata vista da…
Condizionale presente Cette fille serait vue par… Questa ragazza sarebbe/verrebbe vista da…
Condizionale passato Cette fille aurait été vue par… Questa ragazza sarebbe stata vista da…
Congiuntivo presente Que cette fille soit vue par… Che questa ragazza sia/venga vista da…
Congiuntivo passato Que cette fille ait été vue par… Che questa ragazza sia stata vista da…

III. Il complemento d’agente


A Introdotto da una preposizione
F Il complemento d’agente, introdotto in italiano dalla preposizione da,
I è generalmente tradotto in francese con la preposizione par.
La nouvelle sera communiquée par le ministre des Affaires étrangères.
La notizia sarà comunicata dal ministro degli affari esteri.

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La forma passiva

Si usa de in dipendenza da verbi che indicano sentimenti o stati d’animo. Si usa anche con i seguenti
participi passati quando indicano uno stato:
– accompagné (accompagnato)
– connu (conosciuto)
– environné (circondato)
– ignoré (ignorato, sconosciuto)
– précédé (preceduto)
– suivi (seguito).
Cet enfant est aimé de tous. sentimento
Questo bambino è amato da tutti.
Autrefois, ce bâtiment était entouré d’un parc. stato
Una volta questo edificio era circondato da un parco.
Cet écrivain est estimé des lecteurs. sentimento
Questo scrittore è stimato dai lettori.

Quando, invece, questi participi indicano un’azione, si segue la regola generale e si usa par
p. 225, 18 .
Ils furent entourés par les ennemis. azione
Furono circondati dai nemici.
Il est accompagné par son garde du corps. azione
È accompagnato dalla sua guardia del corpo.

B Omesso
Talvolta, il complemento d’agente può non essere espresso. In questo caso il soggetto della forma attiva
è generalmente il pronome indefinito on.
Beaucoup de maisons ont été démolies. → On a démoli beaucoup de maisons.
Molte case sono state demolite. Hanno demolito molte case.
D’autres solutions seront proposées. → On proposera d’autres solutions.
Altre soluzioni saranno proposte. Proporranno altre soluzioni.

At tenzione! In generale, il pronome personale non può trasformarsi in complemento d’agente


(tranne quando lo si vuole enfatizzare).
C’est elle qui a choisi tous les meubles. → Tous les meubles ont été choisis par elle.
È lei che ha scelto tutti i mobili. Tutti i mobili sono stati scelti da lei.

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5 UNITÀ
I verbi pronominali

I. Generalità
A I pronomi
La forma pronominale è caratterizzata dalla presenza dei pronomi personali me, te, se, nous, vous,
se che accompagnano i rispettivi pronomi personali soggettoje, tu, il/elle/on, nous, vous, ils/elles.
Je me dépêche. François/Il s’est réveillé tôt ce matin.
Mi sbrigo. François/Egli si è svegliato presto questa mattina.
Tu t’amuses. Nous nous rendons compte de vos difficultés.
Ti diverti. Ci rendiamo conto delle vostre difficoltà.
On s’écrira. Nos amis/Ils se plaignent tout le temps.
Ci scriveremo. I nostri amici/Essi si lamentano in continuazione.
Come si può osservare dagli esempi, il soggetto di terza persona può essere costituito anche da un
nome.

At tenzione! All’imperativo affermativo il pronome


di seconda persona singolare te diventa toi p. 82, C; p. 84, C .
Tu te réveilles. → Réveille-toi ! Ne te lève pas !
Ti svegli. → Svegliati! Non alzarti!

In sostituzione di una frase passiva è possibile usare la forma pronominale, solo alla terza persona
singolare o plurale.
Cet/Ces article(s) se vend(ent) très bien.
si vende/si vendono
Questo/i articolo/i molto bene.
è venduto/sono venduti

B I tempi composti
Nei tempi composti i verbi pronominali si coniugano sempre con l’ausiliare être, facendo l’accordo del
participio passato se necessario.
Je me suis levé tard. Nous nous sommes rencontrés.
Mi sono alzato tardi. Ci siamo incontrati.
Chantal s’est réveillée. Ils se sont promenés.
Chantal si è svegliata. Hanno passeggiato.

C Le diverse categorie
I verbi pronominali si distinguono in verbi riflessivi o accidentalmente pronominali (che presentano
una forma riflessiva, se laver, e una non riflessiva, laver) e verbi non riflessivi o essenzialmente
pronominali (che esistono solo alla forma pronominale).

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I verbi pronominali

II. I verbi pronominali riflessivi


Si parla di verbi pronominali riflessivi o accidentalmente pronominali quando l’azione espressa dal
verbo ricade sul soggetto in forma diretta o indiretta.
I pronomi me, te, se, nous, vous, se hanno valore di complemento oggetto o di complemento di termine.
In questo secondo caso, quando, cioè, nella frase è presente un altro complemento oggetto e il pronome
riflessivo ha la funzione di complemento di termine, être, nei tempi composti, ha valore di avoir.
Elle s’habille. (se = compl. ogg.) Elles se lavent. (se = compl. ogg.)
Si veste. (Chi? Se stessa) Esse si lavano. (Chi? Loro stesse)
Je me suis peignée. Ma Je me suis peigné les cheveux.
(me = compl. ogg.) (me = compl. di termine)
Mi sono pettinata. Mi sono pettinata i capelli.
(Ho pettinato (chi?) me stessa) (Ho pettinato (che cosa?) i capelli (a chi?) a me)
Nous nous sommes maquillées avec soin. Ma Nous nous sommes maquillé les yeux.
(nous = compl. ogg) (nous = compl. di termine)
Ci siamo truccate con cura. Ci siamo truccate gli occhi.
(Abbiamo truccato (chi?) noi stesse) (Ho truccato (che cosa?) gli occhi (a chi?) a noi)

Tra i principali verbi pronominali riflessivi o accidentalmente pronominali ricordiamo: se blesser


(ferirsi), se laver (lavarsi), se couper (tagliarsi), se réveiller (svegliarsi), se nuire (danneggiarsi).

At tenzione! Alcuni verbi riflessivi (accidentalmente pronominali) cambiano di significato alla forma
riflessiva.
apercevoir scorgere → s’apercevoir accorgersi
approcher avvicinare → s’approcher avvicinarsi
attendre aspettare → s’attendre aspettarsi
dépêcher inviare un messaggero → se dépêcher sbrigarsi
douter dubitare → se douter sospettare
échapper sfuggire → s’échapper scappare
ennuyer dar fastidio, annoiare → s’ennuyer annoiarsi
féliciter congratularsi → se féliciter rallegrarsi
hâter affrettare → se hâter sbrigarsi
plaindre compiangere → se plaindre lamentarsi
presser spremere → se presser affrettarsi
promener portare a passeggio → se promener passeggiare
réjouir rallegrare → se réjouir rallegrarsi
taire tacere → se taire fare silenzio
tromper tradire, ingannare → se tromper sbagliarsi

Tra i verbi pronominali riflessivi se ne trovano alcuni che vengono dettireciproci in quanto indicano un’azione
che diversi soggetti fanno gli uni nei confronti degli altri. Ogni soggetto fa e subisce l’azione. Talvolta questi
verbi sono accompagnati da espressioni quali réciproquement, l’un l’autre, les uns les autres.
Ils s’aident souvent. Ils se soutiennent réciproquement.
Si aiutano spesso. (l’un l’altro) Si sostengono reciprocamente.

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I verbi pronominali

III. I verbi pronominali non riflessivi


Si parla, invece, di verbi pronominali non riflessivi o essenzialmente pronominali quando i pronomi
me, te, se, nous, vous, se non hanno valore di complemento, ma fanno semplicemente par te della
forma verbale.
Elle s’est moquée de moi. Je me suis tu immédiatement.
Si è presa gioco di me. Ho taciuto immediatamente.
In questo caso la forma verbale è appunto se moquer, se taire.
Tra i verbi essenzialmente pronominali o non riflessivi, ecco i più comuni.
s’absenter assentarsi s’évanouir svenire
s’abstenir astenersi s’exclamer esclamare
s’acharner accanirsi se méfier diffidare
s’écouler scorrere se méprendre fraintendere
s’écrier esclamare se moquer prendersi gioco
s’écrouler crollare se repentir pentirsi
s’emparer impadronirsi se soucier preoccuparsi
s’enfuir scappare se souvenir ricordarsi
s’évader evadere se suicider suicidarsi

IV. L’accordo del participio passato


Per quanto riguarda l’accordo del participio passato, bisogna distinguere alcuni casi p. 154, III .

A Con i verbi riflessivi (accidentalmente pronominali)


Il participio passato dei verbi accidentalmente pronominali , cioè riflessivi, si accorda in genere e
numero col complemento oggetto solo quando questo è rappresentato da uno dei pronomi me, te,
se, nous, vous, se.
Elle s’est lavée. Si è lavata. (= ha lavato se stessa)
Elle s’est lavé les mains. Si è lavata le mani. (= ha lavato le mani a se stessa)

Come si può osservare nel secondo esempio, il complemento oggetto les mains segue il par ticipio
passato, mentre il pronome se ha valore di complemento di termine; perciò non si fa l’accordo del
participio passato. Si osservi, inoltre, che, nel primo come nel secondo esempio,être ha valore di avoir.

At tenzione! Non si fa l’accordo del participio passato con i cosiddetti verbi reciproci. In questo
caso, infatti, il pronome personale non è complemento oggetto, ma complemento di termine.
Ils se sont téléphoné. (téléphoner à quelqu’un) Ils se sont écrit. (écrire à quelqu’un)
Si sono telefonati. (l’un l’altro) Si sono scritti. (l’un l’altro)

Il participio passato dei seguenti verbi è, quindi, sempre invariabile:se complaire (crogiolarsi, divertirsi),
se nuire (danneggiarsi, danneggiarsi reciprocamente), se plaire (stare volentieri, compiacersi), se
rendre compte (rendersi conto), se rire (ridersela, farsi beffe), se sourire (sorridersi), se
succéder (succedersi), se survivre (sopravvivere l’uno all’altro).
Nous nous sommes plu chez vous. En se comportant ainsi, ils se sont nui.
Siamo stati volentieri da voi. Comportandosi così, si sono danneggiati a vicenda.

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B Con i verbi non riflessivi (essenzialmente pronominali)


Il participio passato dei verbi essenzialmente pronominali, cioè non riflessivi, si accorda in genere e
numero col soggetto.
Elle s’est évanouie. Elles se sont absentées.
È svenuta. Si sono assentate.
Les prisonniers se sont évadés. Nous nous sommes souvenus.
I prigionieri sono evasi. Ci siamo ricordati.

V. Verbi pronominali in italiano e in francese


Alcuni verbi pronominali in francese non lo sono in italiano e viceversa. Ecco i più frequenti.

A Verbi pronominali in francese p. 264


Come tutti i verbi pronominali, essi si coniugano con l’ausiliare être e il participio passato si accorda in
genere e numero col soggetto.
se disputer litigare se passer accadere
s’écrier esclamare se passer de fare a meno di
s’écrouler crollare se porter bien stare bene
s’enfuir fuggire se porter mal stare male
s’épanouir sbocciare se promener passeggiare
s’évader evadere se produire succedere
se faner appassire se sauver scappare
se méfier diffidare se taire tacere
se noyer annegare

Nous nous sommes sauvés. Siamo scappati. Ils se portent bien. Stanno bene.
N.B. Se sauver traduce anche il verbo pronominale salvarsi.

B Verbi pronominali in italiano p. 264


Non trattandosi in francese di verbi pronominali, essi si coniugano con l’ausiliareavoir e il loro participio
passato rimane invariato.
alterner alternarsi grimper arrampicarsi
avoir honte vergognarsi oublier dimenticarsi
bouger muoversi plonger 1 tuffarsi, immergersi
bronzer abbronzarsi prendre congé congedarsi
daigner degnarsi prendre la liberté prendersi la libertà
démissionner dimettersi tomber amoureux 2 innamorarsi
fondre sciogliersi tomber malade 2 ammalarsi

J’ai eu honte. Ils n’ont pas bougé. Elle est tombée malade.
Mi sono vergognato. Non si sono mossi. Si è ammalata.

1 La forma pronominale se plonger si usa solo nelle espressioni figurate: se plonger dans la lecture d’un roman
(immergersi nella lettura di un romanzo).
2 A differenza degli altri, questi verbi si coniugano con l’ausiliare être e il loro participio passato è, quindi, variabile.

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UNITÀ
L’uso dei modi e dei tempi

La lingua italiana e la lingua francese differiscono nell’uso dei modi e dei tempi. Vediamo qui di seguito in
che maniera.

I. L’indicativo in francese al posto


del congiuntivo in italiano
A Con i verbi di opinione alla forma affermativa e interrogativa-negativa
I verbi di opinione penser, croire, dire, espérer 1, estimer, ( s’)imaginer, soutenir,
reconnaître, supposer… alla forma affermativa e interrogativa-negativa reggono l’indicativo nella
proposizione dipendente.
Je crois qu’il est seul. Est-ce que vous ne pensez pas qu’il a raison ?
Credo che egli sia solo. Non pensate che egli abbia ragione?
Je croyais qu’il était seul. Est-ce que vous ne pensiez pas qu’il avait raison ?
Credevo che fosse solo. Non pensavate che egli avesse ragione?
Je pensais que tu l’avais rencontré. Nous supposons qu’il est coupable.
Pensavo che tu lo avessi incontrato. Supponiamo che sia colpevole.

Come si può osservare dagli esempi, in francese si usa l’indicativo presente dove in italiano c’è il
congiuntivo presente e l’indicativo imperfetto dove in italiano c’è il congiuntivo imperfetto.

N.B. I verbi di opinione seguiti da un infinito rifiutano la preposizione.


Je pense partir demain.
Penso di partire domani.
J’espère finir ce travail avant samedi.
Spero di finire questo lavoro prima di sabato.

At tenzione! In francese i verbi d’opinione alla forma negativa e alla forma interrogativa (con
l’inversione verbo-soggetto) reggono, come in italiano, il congiuntivo nella proposizione dipendente.
Si osservi, però, che nella lingua parlata l’indicativo tende sempre più spesso a sostituire il cong
iuntivo.
Je ne crois pas qu’il soit/est parti.
Non credo che egli sia partito.
Penses-tu qu’ils soient/sont déjà arrivés ?
Pensi che siano già arrivati?

1 Il verbo espérer si comporta come un verbo d’opinione, ma di norma regge il futuro se la speranza espressa si
riferisce a un momento futuro.
J’espère que tu es content. (adesso)
Spero che tu sia contento.
J’espère que tu seras content. (in futuro)

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L’uso dei modi e dei tempi

B Nelle proposizioni dipendenti del periodo ipotetico


A differenza di quanto accade in italiano, in francese la cong iunzione di subordinazione si regge
l’indicativo e mai il cong iuntivo. Con detta cong iunzione si formano le proposizioni subordinate del
periodo ipotetico, del quale esistono tre tipi.
Periodo ipotetico Proposizione subordinata Proposizione principale
Realtà si + presente indicativo presente indicativo,
futuro dell’indicativo, imperativo
Possibilità si + imperfetto indicativo condizionale presente
Irrealtà si + trapassato indicativo condizionale passato

1 Periodo ipotetico della realtà


Il periodo ipotetico della realtà esprime un’ipotesi reale e concreta.
S’il ne pleut pas, je sors. Dépêche-toi si tu ne veux pas manquer ton bus !
Se non piove, esco. Sbrigati se non vuoi perdere l’autobus!

Come si può osservare, in questo caso non si riscontrano differenze tra l’italiano e il francese. In
entrambe le lingue si usa l’ indicativo presente (o l’imperativo) nella proposizione principale e
l’indicativo presente nella subordinata.

F Un doppio futuro in italiano si renderà, invece, in francese con la costruzionesi + indicativo presente
I + proposizione principale al futuro.
S’il ne pleut pas, je ferai une promenade. Se non pioverà, farò una passeggiata.

2 Periodo ipotetico della possibilità


Il periodo ipotetico della possibilità esprime la possibilità che un certo avvenimento si verifichi.
S’il faisait beau, je sortirais. Je viendrais avec toi, si je pouvais.
Se fosse bello, uscirei. Verrei con te, se potessi.

Come si può osservare, alla costruzione italiana (proposizione principale al condizionale presente e
subordinata al congiuntivo imperfetto introdotta da se) si sostituisce, in francese, la costruzione con
l’indicativo imperfetto nella proposizione subordinata e il condizionale presente nella principale.

3 Periodo ipotetico dell’irrealtà


Il periodo ipotetico dell’irrealtà esprime le condizioni del mancato verificarsi di un avvenimento.
Si tu ne me l’avais pas dit, je ne l’aurais pas su. S’il avait fait beau, j’aurais été à la plage.
Se tu non me lo avessi detto, non lo avrei saputo. Se fosse stato bello, sarei andato in spiaggia.

Come si può osservare, alla costruzione italiana (proposizione principale al condizionale passato e
subordinata al congiuntivo trapassato introdotta da se) si sostituisce, in francese, la costruzione
con il trapassato prossimo indicativo nella subordinata introdotta da si.
N.B. In alcuni casi il periodo ipotetico dell’irrealtà si può esprimere con ilcondizionale presente nella
principale e il trapassato prossimo nella subordinata.
Si j’avais terminé mes études à la fac, aujourd’hui je serais avocat.
Se avessi terminato gli studi all’università, oggi sarei avvocato.
Il periodo ipotetico al discorso indiretto p. 256, C .

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L’uso dei modi e dei tempi

C Nelle proposizioni interrogative indirette


La proposizione interrogativa indiretta in francese regge l’indicativo, mentre in italiano regge il congiuntivo.
Le interrogative indirette sono introdotte da: qui, où, quand, comment, combien, pourquoi, ce
qui, ce que, ce dont, quel, lequel.
Je ne sais pas où il les met. → Non so dove egli le/li metta.
indicativo presente congiuntivo presente
Je ne sais pas où il les a mis(es). → Non so dove egli le/li abbia messi/e.
passato prossimo congiuntivo passato
Je ne savais pas où il les mettait. → Non sapevo dove egli le/li mettesse.
indicativo imperfetto congiuntivo imperfetto
Je ne savais pas où il les avait mis(es). → Non sapevo dove egli le/li avesse messi/e.
indicativo trapassato prossimo congiuntivo trapassato

Come si può osservare dagli esempi, i verbi al cong iuntivo delle espressioni italiane si traducono in
francese con i tempi corrispondenti del modo indicativo.
N.B. Che cosa si può tradurre con quoi + infinito, soprattutto nella lingua familiare e col verbo savoir
alla forma negativa.
Non so che (cosa) fare. Je ne sais pas quoi faire.

D Nelle locuzioni comparative


In francese, con le locuzioni comparative introdotte da plus que e moins que p. 102, A , si
usa l’indicativo al posto del congiuntivo italiano.
Tu as travaillé plus que je ne 2 pensais. Hai lavorato più di quanto pensassi.
Il a étudié moins que je ne le 3 croyais. Ha studiato meno di quanto credessi.

E Nelle proposizioni subordinate con quiconque, ceux qui… p. 128, 3


La proposizione subordinata introdotta da quiconque regge lo stesso tempo e modo della principale:
l’indicativo della principale va quindi esteso alla subordinata, laddove in italiano si usa il congiuntivo.
Quiconque veut participer doit s’adresser à notre agence.
Chiunque voglia partecipare deve rivolgersi alla nostra agenzia.
Quiconque voudra participer devra s’adresser à notre agence.
Chiunque voglia partecipare dovrà rivolgersi alla nostra agenzia.

Le espressioni ceux qui, celles qui (coloro che) si comportano come quiconque e reggono nella
subordinata lo stesso tempo della principale.
Ceux qui veulent participer doivent s’adresser à notre agence.
Coloro che vogliono partecipare devono rivolgersi alla nostra agenzia.
Ceux qui voudront venir avec nous seront les bienvenus.
Coloro che vorranno venire con noi saranno i benvenuti.

2 In questo tipo di frase si mette il ne explétif p. 188 .


3 In questo tipo di frase si può inserire il complemento oggetto apparente le p. 82, 1 .

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L’uso dei modi e dei tempi

II. L’indicativo presente in francese al posto


del futuro in italiano
In italiano, nel periodo ipotetico della realtà, si usa undoppio futuro: uno nella subordinata e uno nella
principale. In francese rimane il futuro nella principale, mentre, nella subordinata introdotta da si, si usa
l’indicativo presente p. 203, B .
Si je peux, je viendrai avec vous. Se potrò, verrò con voi.
Si nous allons à Paris, nous ne manquerons pas de visiter le Louvre.
Se andremo a Parigi, non mancheremo di visitare il Louvre.

III. Il condizionale in francese al posto


del congiuntivo in italiano
A Il congiuntivo ipotetico
In francese il condizionale può tradurre il cosiddetto congiuntivo ipotetico italiano . Si chiama
congiuntivo ipotetico quel tempo verbale che, pur non essendo introdotto dalla cong iunzione se,
esprime un’ipotesi.
Une chambre qui coûterait plus de 80 euros par jour serait trop chère pour nous.
Una camera che costasse più di 80 euro al giorno sarebbe troppo cara per noi.

N.B. Per riconoscere il cong iuntivo ipotetico basta sostituire alla subordinata relativa una subordinata
introdotta da se: se il senso non cambia, si tratta di un congiuntivo ipotetico.
Una camera che costasse… = Se una camera costasse…
Il congiuntivo ipotetico si usa anche dopo varie espressioni, tutte tradotte in francese con il
condizionale.

B Espressioni con il congiuntivo ipotetico


• Au cas où (nel caso in cui) p. 232, III
Au cas où vous auriez besoin d’autres renseignements, adressez-vous au bureau 2.
Nel caso in cui vi occorressero altre informazioni, rivolgetevi all’ufficio 2.

• Quand (bien) même, lors même (quand’anche, ancorché) p. 233


Quand (bien) même il aurait raison, je ne ferais pas ce qu’il veut.
Quand’anche avesse ragione, non farei ciò che vuole lui.
N.B. Si osservi che, in questo caso, la subordinata retta da quand (bien) même è solitamente
sostituita nella lingua parlata da una subordinata retta da même si (e quindi all’indicativo).
Quand (bien) même il aurait raison… = Même s’il avait raison…
Quand’anche avesse ragione… Anche se avesse ragione…

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L’uso dei modi e dei tempi

• Quiconque, ceux/celles qui (chiunque, coloro che, quelli/e che) p. 128, 3


Quando nella proposizione principale c’è un condizionale, si usa un condizionale anche dopo
quiconque, ceux/celles qui. Ricordiamo, infatti, che la subordinata introdotta da quiconque
regge lo stesso tempo della principale come la subordinata introdotta da ceux qui, ecc.
Quiconque voudrait lui parler devrait prendre un rendez-vous. registro elevato
Chiunque volesse parlargli dovrebbe prendere un appuntamento.
Ceux qui voudraient lui parler devraient prendre un rendez-vous.
Coloro che volessero parlargli dovrebbero prendere un appuntamento.

IV. Il condizionale presente in francese al posto


del condizionale passato in italiano
Il condizionale presente francese traduce il cosiddetto futur dans le passé. Ci troviamo di fronte a un
futur dans le passé quando in italiano si ha, nella principale, un tempo passato e, nella subordinata, un
condizionale passato che esprime un’azione futura rispetto a quella della principale.
Per riconoscere il futur dans le passé basta trasformare la frase dal discorso indiretto al discorso diretto:
se dopo tale trasformazione c’è un futuro nel discorso diretto, ci si trova di fronte a unfutur dans le passé.

Discorso indiretto Discorso diretto


Il a dit qu’il viendrait. Il a dit : « Je viendrai. »
Ha detto che sarebbe venuto. Ha detto: “Verrò.”
Il a dit qu’il rentrerait avant minuit. Il a dit : « Je rentrerai avant minuit. »
Ha detto che sarebbe rientrato prima di mezzanotte. Ha detto: “Rientrerò prima di mezzanotte.”

V. Il congiuntivo presente in francese al posto


del congiuntivo imperfetto in italiano
Nelle frasi subordinate nelle quali in italiano c’è un congiuntivo imperfetto (retto da un verbo al passato
o al condizionale), in francese si usa il congiuntivo presente p. 179 .
Nel francese moderno, infatti, il congiuntivo imperfetto e trapassato tendono a scomparire dalla lingua,
sia essa parlata o scritta. Al loro posto si preferisce usare rispettivamente ilcongiuntivo presente e passato.
Je voudrais que tu fasses (anziché fisses) une tarte aux fraises.
Vorrei che tu facessi una torta di fragole.
Il faudrait que tu ailles (anziché allasses) faire les courses.
Bisognerebbe che tu andassi a fare la spesa.
Il voulait que je travaille (anziché travaillasse) davantage.
Voleva che lavorassi di più.

N.B. Il congiuntivo imperfetto e trapassato si trovano soprattutto nei testi letterari.


« La vue de la petite madeleine ne m’avait rien rappelé avant que je n’y eusse goûté. »
Marcel Proust, À la recherche du temps perdu

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UNITÀ
L’esclamazione

L’esclamazione, di solito introdotta in italiano dacome, che, quanto, talmente, può essere resa in francese
in due modi: con l’intonazione o con aggettivi ed avverbi esclamativi.

I. Con l’intonazione
L’esclamazione può essere resa mediante una semplice frase affermativa pronunciata con intonazione
esclamativa ed espressa graficamente da un punto esclamativo.
Elle a refusé de signer le contrat !
Ha rifiutato di firmare il contratto!

II. Con l’aggettivo quel


L’aggettivo quel concorda in genere e in numero col nome a cui si riferisce ( quel, quelle, quels,
quelles) p. 110, I .
Il a gagné au loto. Quelle chance !
Ha vinto al lotto. Che fortuna!
Elles disent du mal de tout le monde. Quelles vipères !
Parlano male di tutti. Che vipere!

III. Con avverbi esclamativi


A Que, que de
Può precedere il soggetto della frase o un sostantivo. In questo caso si usa que de o que d’ (davanti
a vocale o h muta). Se precede il soggetto, esprime la qualità o il grado, mentre quando precede il
sostantivo esprime il numero.
Que vous êtes gentils !
Come siete gentili!
Que de fautes ! Tu dois refaire cet exercice !
Quanti errori! Devi rifare questo esercizio!

B Combien, combien de
Come que, anche combien può precedere il soggetto della frase o precedere un sostantivo. In questo
caso si usa combien de o combien d’ (davanti a vocale o h muta). Se precede il soggetto esprime
la qualità o il grado, mentre quando precede il sostantivo esprime il numero.
Combien tu étudies !
Quanto studi!
Combien de personnes ont été trompées par lui !
Quante persone sono state ingannate da lui!

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L’esclamazione

At tenzione! La costruzione con combien si usa più raramente di quella con que.
Spesso, nel registro familiare, combien è sostituito da qu’est-ce que (francese
molto familiare) o ce que (francese parlato).
Qu’est-ce que tu étudies ! Ce que tu étudies !
Quanto studi! Come studi!
Qu’est-ce que tu me manques ! Ce que tu me manques !
Quanto mi manchi! Come mi manchi!

C Comme
Precede il soggetto della frase.
Comme il est beau !
Com’è bello!
Comme vous parlez bien (le) français !
Come parlate bene francese!

At tenzione! Anche comme viene spesso sostituito, nel registro familiare,


da qu’est-ce que e ce que.
Qu’est-ce qu’/Comme il est beau ! Ce qu’/Comme il est beau !
Quant’è bello! Com’è bello!

D Si e tellement
Si usano davanti a un aggettivo o a un avverbio.
Elle est si/tellement belle !
È così/talmente bella!
Tu t’habilles si/tellement bien !
Ti vesti così/talmente bene!

E Tant
Si usa soltanto unito ai verbi.
Vous avez tant marché !
Avete camminato così tanto!
Elle souffre tant en ce moment.
Soffre così tanto in questo momento.

N.B. Al posto di tant si può trovare anche tellement.


Il a tellement marché !
Ha camminato così tanto!

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UNITÀ
L’avverbio

I. Uso
L’avverbio è una parte invariabile del discorso e viene usato per modificare o per precisare il senso di un
aggettivo, di un verbo oppure di un altro avverbio.
Nous sommes plutôt satisfaits. Vous parlez assez bien (le) français.
Siamo piuttosto soddisfatti. Parlate abbastanza bene francese.
Elle travaille sérieusement.
Lavora seriamente.

Le locuzioni avverbiali, anch’esse invariabili, svolgono la stessa funzione dell’avverbio.


On se voit tout à l’heure. Nous vous envoyons, ci-inclus, les tarifs en cours.
Ci vediamo fra poco (dopo). Vi inviamo in allegato le tariffe in vigore.
Nous serons à peu près vingt. Je suis arrivé en retard.
Saremo circa venti. Sono arrivato in ritardo.

II. Avverbi e locuzioni avverbiali


A Di tempo

Avverbi
alors allora désormais oramai maintenant adesso
après dopo dorénavant d’ora in poi naguère poco tempo fa
après-demain dopodomani encore ancora parfois qualche volta
aujourd’hui oggi enfin infine puis poi
auparavant prima ensuite in seguito, poi quand quando
aussitôt subito fréquemment frequentemente quelquefois talvolta
autrefois una volta, généralement generalmente rarement raramente
un tempo habituellement abitualmente soudain improvvisamente
avant prima hier ieri souvent spesso
avant-hier l’altro ieri jadis una volta, tard tardi
bientôt presto un tempo tôt presto
déjà già jamais mai toujours sempre
demain domani le lendemain l’indomani
depuis da allora longtemps a lungo

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Nome: Costanza

L’avverbio

Locuzioni avverbiali
à jamais per sempre en avance (être) in anticipo (essere)
à l’heure in orario en retard (être) in ritardo (essere)
à l’instant ora, subito jusqu’à présent fino a ora
à temps in tempo le jour même il giorno stesso
dans l’avenir in futuro par la suite dopo
de temps en temps ogni tanto tout à coup a un tratto
depuis peu da poco tout à l’heure poco fa, fra poco
dès maintenant fin d’ora tout de suite immediatamente, subito

B Di quantità

Avverbi
assez/assez de abbastanza plus/plus de più
autant/autant de altrettanto presque quasi
beaucoup/beaucoup de molto que de quanti
bien/bien du, de la, des molto quelque circa
combien/combien de quanto seulement soltanto
complètement completamente si così
davantage di più tant tanto
encore ancora tellement talmente
environ circa tout tutto
moins/moins de meno très molto
peu/peu de poco trop/trop de troppo

Locuzioni avverbiali
à demi a metà à peu près circa
à moitié a metà peu à peu poco a poco
à peine appena tout à fait del tutto, completamente

1 Osservazioni
• Beaucoup
Si usa con i verbi e prima dei comparativi.
J’aime beaucoup voyager. Il est beaucoup plus vieux que moi.
Mi piace molto viaggiare. È molto più vecchio di me.

• Beaucoup de
Si usa prima di un sostantivo.
Il y a beaucoup de spectateurs debout. J’ai bu beaucoup de café.
Ci sono molti spettatori in piedi. Ho bevuto molto caffè.

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L’avverbio

• Bien du/de la/des


Traduce l’avverbio molto prima di un sostantivo.
Nous avons bien du mal à le comprendre. Ils ont bien des choses à nous dire.
Facciamo molta fatica a capirlo. Hanno molte cose da dirci.

• Combien
Si usa nelle proposizioni interrogative dirette e indirette.
Combien est-ce que je te dois ? Je me demande combien vous gagnez.
Quanto ti devo? Mi domando quanto guadagnate.

• Combien de
Si usa prima di un sostantivo.
Combien d’années se sont écoulées ! Combien d’élèves y a-t-il dans cette classe ?
Quanti anni sono passati! Quanti alunni ci sono in questa classe?

• Davantage
Traduce l’espressione italiana di più.
J’en veux davantage. Vous devez étudier davantage.
Ne voglio di più. Dovete studiare di più.

• Plus e plus de
Si usano rispettivamente nei comparativi di qualità e di quantità.
Je suis plus fatigué que toi. Vous avez plus de chance que nous.
Sono più stanco di te. Avete più fortuna di noi.

• Si
Traduce così/tanto davanti a un aggettivo o un avverbio.
Elle est si gentille ! On est si bien ici !
È così/tanto gentile! Si sta così/tanto bene qui!

• Tant/Tellement
Traducono così/talmente tanto con un verbo.
Il mange tant/tellement ! Ils ont tant/tellement lutté !
Mangia così/talmente tanto! Hanno lottato così/talmente tanto!

• Très
Traduce l’avverbio molto davanti a un aggettivo o un avverbio.
Je suis très calme. Ils chantent très bien.
Sono molto calma. Cantano molto bene.

• Presque
Precede pas alla forma negativa.
Vous ne le connaissez presque pas. Je ne l’ai presque pas reconnu.
Non lo conoscete quasi per niente. Non l’ho quasi riconosciuto.

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L’avverbio

2 Posizione di beaucoup, peu, trop e assez


Gli avverbi di quantità beaucoup, peu, trop e assez usati in modo assoluto, cioè senza essere
accompagnati da sostantivi, occupano le seguenti posizioni all’interno della frase:
• seguono il verbo se coniugato a un tempo semplice.
Il mange beaucoup. Vous travailliez trop.
Mangia molto. Lavoravate troppo.

• si mettono tra l’ausiliare e il participio passato in presenza di un tempo composto.


Ils ont assez bu. Vous aviez peu réfléchi.
Hanno bevuto abbastanza. Avevate riflettuto poco.

• si collocano generalmente prima dell’infinito.


Il ne faut pas trop manger. Il faut beaucoup étudier.
Non bisogna mangiare troppo. Bisogna studiare molto.

• seguono la negazione.
Elle n’a pas beaucoup apprécié ton travail. Je n’ai pas assez mangé.
Non ha apprezzato molto il tuo lavoro. Non ho mangiato abbastanza.
Uso di beaucoup de, assez de, trop de, peu de, bien de davanti a un sostantivo
p. 33, IV; p. 117, 6 .

C Di luogo

Avverbi
ailleurs altrove derrière dietro loin lontano
auprès vicino dessous sotto où dove
autour intorno dessus sopra partout dappertutto
ci qui devant davanti près vicino
dedans dentro ici qui proche vicino
dehors fuori là là/qui y ci

Locuzioni avverbiali
à côté accanto au-delà al di là en bas in basso
à droite a destra ci-contre qui a lato en deçà al di qua
à gauche a sinistra ci-dessous qui sotto en face di fronte
à l’extérieur all’esterno ci-dessus qui sopra en haut in alto
à l’intérieur all’interno ci-inclus qui accluso/ là-bas laggiù
au centre nel centro qui incluso là-haut lassù
au loin in lontananza ci-joint qui accluso nulle part da nessuna parte/
au milieu in mezzo d’en face di fronte in nessun luogo
au-dedans al di dentro en arrière all’indietro quelque part da qualche parte
au-dehors al di fuori en avant in avanti

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L’avverbio

D Di maniera

Avverbi
ainsi così heureusement fortunatamente
bien bene mal male
comme come malheureusement sfortunatamente
comment come mieux meglio
de même lo stesso pis peggio
debout in piedi plutôt piuttosto
ensemble insieme vite presto
exprès apposta volontiers volentieri
e molti avverbi in -ment.

Locuzioni avverbiali
à la légère alla leggera en vrac alla rinfusa
à peu près circa par bonheur per fortuna
à propos a proposito par cœur a memoria
à regret a malincuore par force per forza
à savoir vale a dire/cioè par hasard per caso
à tort a torto par malheur per sfortuna
à voix haute ad alta voce pêle-mêle alla rinfusa
c’est-à-dire vale a dire/cioè quand même lo stesso
de mal en pis di male in peggio sans cesse continuamente
de pis en pis sempre peggio tout bas pianissimo
de vive voix a viva voce tout de même lo stesso
en vain invano tout haut fortissimo

1 Osservazioni
• Comme si usa nelle esclamazioni e quando si fa un confronto.
Comme tu es beau ! Elle est studieuse comme sa sœur.
Come sei bello! È studiosa come sua sorella.

• Comment (che traduce il come italiano nel senso di in che modo ) si usa nelle proposizioni
interrogative dirette e indirette.
Comment allez-vous ? Je voudrais savoir comment il a fait.
Come state? Vorrei sapere come ha fatto.

Oltre agli avverbi e alle locuzioni avverbiali di maniera della tabella, si è soliti usarne altri in -ment.

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L’avverbio

2 Gli avverbi in -ment


Formazione
Questi ultimi si formano a partire dall’aggettivo corrispondente tenendo presente le regole seguenti:
• se l’aggettivo termina con -e al maschile, basta aggiungere il suffisso -ment all’aggettivo stesso.
facile → facilement facilmente
calme → calmement con calma
probable → probablement probabilmente

• se l’aggettivo termina con una consonante, lo si pone al femminile e vi si aggiunge il suffisso -


ment.
heureux → heureuse → heureusement felicemente
sportif → sportive → sportivement sportivamente
long → longue → longuement a lungo

• se l’aggettivo termina con una vocale si aggiunge il suffisso -ment direttamente alla forma del
maschile.
absolu → absolument assolutamente At tenzione!
poli → poliment cortesemente gai → gaiement
vrai → vraiment veramente allegramente

L’avverbio derivato dagli aggettivi che terminano in-ant e -ent si forma sostituendo a tali desinenze
rispettivamente -amment e -emment.
constant → constamment costantemente
violent → violemment violentemente

At tenzione! Alcuni aggettivi fanno eccezione e seguono la regola generale.


Il più comune è l’aggettivo lent che fa lentement (lentamente).

Casi particolari
Alcuni aggettivi formano l’avverbio in -ément, cioè prendono un accento acuto sulla é.
aveugle → aveuglément ciecamente
commun → communément comunemente
diffus → diffusément diffusamente
énorme → énormément enormemente
immense → immensément immensamente
intense → intensément intensamente
précis → précisément precisamente
profond → profondément profondamente

Alcuni aggettivi che terminano al maschile singolare in -u prendono un accento circonflesso sulla -û.
cru → crûment crudamente
assidu → assidûment assiduamente

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L’avverbio

Alcuni aggettivi formano l’avverbio in modo irregolare.


gentil → gentiment gentilmente
bref 1 → brièvement brevemente
impuni → impunément impunemente

N.B. Si ricordi che gli aggettivi cher, clair, faux, fort e bas possono essere utilizzati come avverbi
di maniera p. 63, A .
Ça coûte cher ! Il chante faux.
Costa caro! È stonato.

Si ricordino inoltre le espressioni sentir bon/mauvais (avere un buon/cattivo odore, profumo).


Ces fleurs sentent bon !
Questi fiori hanno un buon profumo!

Posizione
Gli avverbi di luogo e gli avverbi in -ment spesso seguono il participio passato.
Elles ont habité ici. Je lui en ai parlé brièvement.
Hanno abitato qui. Gliene ho parlato brevemente.

Gli avverbi che accompagnano un aggettivo o un participio passato con valore di aggettivo
precedono, invece, l’aggettivo e il participio passato.
Ils sont profondément religieux. Elle est vraiment fatiguée.
Sono profondamente religiosi. È veramente/davvero stanca.

E Di opinione o giudizio: affermazione, negazione e dubbio


1 Affermazione

Avverbi
assurément sicuramente oui 2 sì
aussi anche si 3 sì
certainement certamente sûrement sicuramente
certes certo surtout soprattutto
évidemment evidentemente volontiers volentieri
naturellement naturalmente

Locuzioni avverbiali
bien entendu/bien sûr certamente en vérité in verità
d’accord d’accordo sans aucun doute senza dubbio

1 Nel senso di in poche parole.


2 Oui si usa in risposta a una frase interrogativa affermativa.
3 Si si usa in risposta a una frase interrogativa negativa p. 37, A; p. 41, III .

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L’avverbio

2 Negazione
Avverbi
ne… pas non ne… rien non… niente ne… jamais non… mai
ne… plus non… più ne… guère non… molto non no

Locuzioni avverbiali
non plus neanche non seulement non solo pas du tout affatto/per niente

3 Dubbio
Avverbi
peut-être forse probablement probabilmente

Locuzioni avverbiali
sans doute probabilmente, forse

4 Osservazioni
Quando il soggetto della frase è un pronome personale, peut-être e sans doute presentano tre
costruzioni possibili.
1 Peut-être e sans doute seguono il soggetto e il verbo se quest’ultimo è coniugato a una forma
semplice. Se il verbo è, invece, a un tempo composto, seguono l’ausiliare e precedono il par
ticipio
passato.
Vous aurez peut-être ce travail. Vous avez sans doute compris.
Forse avrete questo lavoro. Avete probabilmente capito.

2 Peut-être e sans doute si possono anche collocare all’inizio della frase. In questo caso ci sarà
l’inversione soggetto-verbo 4 p. 39, C , soprattutto in un registro linguistico formale 5.
Peut-être aurez-vous ce travail. Sans doute avez-vous compris.
Forse avrete questo lavoro. Forse/Probabilmente avete capito.

3 Peut-être e, più raramente, sans doute si collocano all’inizio della frase e l’inversione viene
evitata mettendo que prima del soggetto.
Peut-être que vous aurez ce travail. Sans doute qu’il arrivera en retard !
Forse avrete questo lavoro. Forse/probabilmente arriverà in ritardo!

Uso di aussi in contrapposizione a non plus p. 38

4 Nel registro formale l’inversione è possibile anche dopo à peine, aussi e ainsi.
5 Nel linguaggio familiare, di solito, non si fa l’inversione .

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UNITÀ
Le preposizioni

I. Generalità
Le preposizioni sono par ticelle invariabili usate per introdurre complementi indiretti. Esse forniscono
informazioni sul valore, il ruolo e la funzione del termine davanti al quale si pongono.

à a en a, in
après dopo entre tra, fra
avant prima jusque/jusqu’à fino a
avec con outre oltre
chez presso, da par per, attraverso, da
contre contro parmi fra, tra, in mezzo
dans in pendant durante
de di, da pour per
depuis da (tempo) sans senza
derrière dietro a sous sotto
dès fin da sur su, sopra
devant davanti vers/envers verso, nei riguardi di
durant durante voici/voilà ecco

At tenzione! Quando in francese le preposizioni à e de precedono un ar ticolo determinativo si


fondono con esso dando luogo a forme contratte, chiamate in italiano preposizioni articolate
(articles contractés) p. 31, II .
Ils vont au stade. Vanno allo stadio.
Tutte le altre preposizioni restano separate.
Le chat est sur le toit. Les chaussures sont sous le lit.
Il gatto è sul tetto. Le scarpe sono sotto il letto.

Preposizioni + articoli = Preposizioni articolate


à + le = au
à + les = aux
de + le = du
de + les = des

A Elenco delle preposizioni


1 À
La preposizione à può essere usata:
• per introdurre un complemento di
– stato in luogo o moto a luogo.
Ils sont à la mer. stato in luogo Je vais à l’école. moto a luogo
Sono al mare. Vado a scuola.

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Le preposizioni

La preposizione à si usa anche per introdurre i complementi di stato in luogo e moto a luogo
davanti alla magg ior par te dei nomi di città , di alcune piccole isole , di paese al maschile
singolare che iniziano per consonante e di paese al plurale p. 224, 14 .
Ils habitent à Londres. J’ai fait un voyage au Népal.
Abitano a Londra. Ho fatto un viaggio in Nepal.
Elle passe ses vacances à Malte/Chypre/Rhodes. Nous irons aux Pays-Bas.
Passa le sue vacanze a Malta/Cipro/Rodi. Andremo nei Paesi Bassi.

At tenzione! Si dice:
Aller en Avignon/Arles 1. Passer ses vacances en Sicile/Sardaigne.
Andare ad Avignone/Arles. Trascorrere le vacanze in Sicilia/Sardegna.

F À la campagne. À la plage. À la montagne. Au bureau. À la maison.


I In campagna. In spiaggia. In montagna. In ufficio. In casa.

– tempo, in par ticolare con le ore, gli anni (insieme alla preposizione de p. 221, 8 ), i
giorni e i mesi, con i nomi delle festività.
Ils arriveront à trois heures. De 1970 à 1978.
Arriveranno alle tre. Dal 1970 al 1978.
Du 16 au 18 août. De janvier à mai.
Dal 16 al 18 agosto. Da gennaio a maggio.
Au mois de mai. Elle viendra chez moi à Noël.
Nel mese di maggio. Verrà da me a Natale.
À la Toussaint. À Pâques.
A Ognissanti. A Pasqua.

– maniera o mezzo.
Un poulet cuit à la broche. Je suis venu à bicyclette/vélo.
Un pollo cotto allo spiedo. Sono venuto in bicicletta/bici.
Pierre est venu à moto. Je suis venu à pied.
Pierre è venuto in moto. Sono venuto a piedi.

At tenzione! Si dice, però, en voiture, en avion, en train, en car, en bateau, en bus, ecc.
(in macchina, in aereo, in treno, in pullman, in battello, in autobus, ecc.) perché si è all’interno
del mezzo di trasporto (en p. 224, 14 ).

• per tradurre l’italiano “da” davanti ad infinito.


J’ai beaucoup de choses à faire. Il n’y a rien à manger.
Ho molte cose da fare. Non c’è nulla da mangiare.

• per indicare la destinazione di una cosa.


Il me faut une machine à coudre. Mets-le dans la machine à laver.
Mi serve una macchina da cucire. Mettilo in lavatrice.

1 Si usa en nella lingua parlata come conseguenza della lingua occitana.

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Le preposizioni

• per caratterizzare oggetti e persone.


Une maison aux volets verts. Une fille aux cheveux roux.
3
Una casa dalle imposte verdi. Una ragazza dai capelli rossi.

• per indicare l’appartenenza, coi verbi être e appartenir p. 67, C .


À qui est ce stylo ?Ce stylo est à Robert.
Di chi è questa penna? Questa penna è di Robert.
À qui appartient cet appartement ? Cet appartement appartient à ma tante.
A chi appartiene questo appartamento? Questo appartamento appartiene a mia zia.

• in espressioni che hanno valore di avvertimento, richiamo, desiderio, saluto...


Au secours ! À bientôt ! À tout à l’heure ! À demain !
Aiuto! A presto! A fra poco! A domani!

F La preposizione italiana a dopo un verbo di moto seguito da un infinito non viene espressa in
I francese p. 241 .
Vieni a vedere! Vado a prendere Robert all’aeroporto.
Viens voir ! Je vais chercher Robert à l’aéroport.
La preposizione italiana a non viene espressa in francese neppure in alcune espressioni numerali.
Costa 25 euro al metro.