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Università di Bologna - DIN

FUEL CELLS

Corso di Sistemi Energetici LM


A.A. 2020/2021
Docente: Ing. Stefania Falfari

Dipartimento DIN – Università di Bologna
INTRODUZIONE
 Le fuel cells sono un dispositivo elettrochimico che permette di ottenere una conversione diretta
dell’energia chimica dei reagenti (tipicamente ossigeno ed idrogeno) in energia elettrica (corrente
continua).
 Poiché il processo ha luogo senza alcuna combustione intermedia, l’efficienza delle pile può
raggiungere valori molto elevati.
 Le fuel cells o celle a combustibile sono un’invenzione tutt’altro che recente: risalgono a Sir W. Growe nel
1839. Non trovò applicazione immediata per il costo del platino (elettrodo poroso) e della corrosività
dell’acido solforico (elettrolita).
 Nel 1932 Francis Thomas Bacon utilizzò un elettrodo in Nickel ed un elettrolita alcalino meno
corrosivo.
 Le prime applicazioni pratiche sono della fine degli anni ‘50 con potenze di 15 kW applicate ai primi
veicoli agricoli.
 Tale tecnologia trovò sviluppo nei primi anni ‘60 con l’impulso delle applicazioni aerospaziali: la
General Electric usò energia prodotta da fuel cells per le prime navicelle spaziali della NASA, Gemini
ed Apollo. Successivamente furono usate come fonte di elettricità per lo Shuttle.
INTRODUZIONE
 Applicazioni previste ad oggi:

 Generazione stazionaria di energia elettrica (da pochi kW a qualche decina di MW);

 Impiego automobilistico: sono un’alternativa alle batterie nei veicoli ibridi;

 Impego nella trazione dei mezzi pesanti, ove l’impiego di batterie risulta difficile.

 Trazione marittima e ferroviaria (in questo caso nei tratti privi di corrente elettrica);

 Impiego come piccolissima unità di potenza nel settore dei componenti elettronici mobili;

 Produzione di energia elettrica ad uso domestico.


CARATTERISTICHE POSITIVE DELLE FUEL CELLS
 RIDOTTE emissioni inquinanti (dipende dal combustibile)
 ELEVATA efficienza

Molte fuel cells (NON tutte) usano come combustibile idrogeno: questo riduce drasticamente le emissioni
inquinanti IN SITU. In generale tuttavia le emissioni NON sono ZERO per i problemi legati alla produzione
dell’idrogeno.
Le celle che non vanno ad idrogeno (metano, metanolo, miscele di idrocarburi ed idrogeno,..) hanno
comunque emissioni ridotte perché nella cella NON ha luogo la COMBUSTIONE. Le celle lavorano a
temperature BASSE ed in ogni modo mai superiori a 1000°C  emissioni di NOX nulle o trascurabili.
Infine NON vi sono parti in MOVIMENTO  ridotte sollecitazioni meccaniche e sonore  installazione
domestica agevole.
Hanno RENDIMENTI ELETTRICI medi del 40% - 50%, con tecnologie che promettono di arrivare fino al
70% (il rendimento termodinamico del ciclo di Carnot equivalente per un m.c.i. è inferiore al 40% e si sta
lavorando per portarlo al 40% ed oltre nel futuro: Toyota – Motore Spark Assisted Compression Ignition
SACI).
L’efficienza NON dipende dalla TAGLIA di potenza della fuel cell (come invece avviene per Turbogas o
motori Diesel), perché le celle sono MODULARI= si possono riprodurre le stesse prestazioni su scale
diverse semplicemente collegando in serie più fuel cells dello stesso tipo.
CARATTERISTICHE POSITIVE DELLE FUEL CELLS
Il funzionamento ai carichi parziali non comporta una riduzione delle prestazioni: in genere per un ampio
range di funzionamento il rendimento è pressoché costante.
Il rendimento massimo si ha in corrispondenza del 25% del carico massimo P0.
Le temperature di uscita dei prodotti di reazione sono maggiori della T ambiente  si ottiene una certa
POTENZA TERMICA per applicazioni cogenerative.
LIMITI DELLE FUEL CELLS
 L’idrogeno non è una fonte primaria di energia ma è un vettore energetico, quindi vi sono costi ed
emissioni legati alla sua produzione.
 Nel caso di impiego di combustibili primari nelle fuel cells, è prodotta almeno CO2.
 Il vero problema sono i costi: 2000 – 3000 €/kW: per essere competitivi nel mercato automobilistico
bisogna scendere a circa 50€/kW. I costi sono legati a materiali ed a lavorazioni.
 Hanno problemi di affidabilità.
 Hanno ridotta potenza specifica  notevoli dimensioni dell’impianto.
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
 Cella a combustibile= sistema energetico nel quale si ha la conversione DIRETTA da 
energia chimica ad energia elettrica attraverso reazioni elettrochimiche.

Energia CHIMICA 
Energia ELETTRICA 
dei reagenti 
(corrente 
(ossidante e 
continua)
combustibile)

𝟏
𝑯𝟐 𝑶𝟐 → 𝑯𝟐 𝑶
𝟐

Nelle FC avviene l’OSSIDAZIONE del combustibile con il comburente ma SENZA COMBUSTIONE.
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
SCHEMA DI UNA PEM

COMBUSTIBILE COMBURENTE

PRODOTTI

‐ +
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
SCHEMA DI UNA PEM

COMBUSTIBILE COMBURENTE
(prodotto per 
elettrolisi in genere)

PRODOTTI

‐ +
 All’ANODO, grazie ad un catalizzatore spalmato su esso, l’idrogeno H2 si scinde in ioni 
positivi H+ ed elettroni e‐. 
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
SCHEMA DI UNA PEM

COMBUSTIBILE COMBURENTE

PRODOTTI

‐ +
 L’ANODO è conduttore e trasporta gli elettroni nel circuito esterno, dove si trova il CARICO.
 Gli elettroni attraversano il carico e ritornano nella cella tramite il CATODO, producendo 
CORRENTE ELETTRICA CONTINUA. 
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
SCHEMA DI UNA PEM

COMBUSTIBILE COMBURENTE

PRODOTTI

‐ +
 I protoni (ioni positivi) H+ passano nell’elettrolita e si dirigono verso il CATODO.
 Al CATODO si ha la RIDUZIONE dell’OSSIDANTE (aria) fatto affluire tramite un compressore.
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
 Reazioni:

Dall’anodo Dal circuito esterno

 Globalmente: H2  H2O (come per l’elettrolisi ma al contrario) con produzione di 
ENEGIA ELETTRICA (senza combustione)
 Non essendovi alcun ciclo termodinamico, non si ha th (CARNOT): ciò consente di 
operare con basse T del ciclo (non sarebbe possibile in un ciclo termodinamico).
 Basse T di esercizio  NOx ridotti o nulli (prodotto dell’ossidazione dell’azoto atmosferico 
che si ha per miscele MAGRE ed ELEVATE temperature).
CALCOLO DEL RENDIMENTO
Rendimento di produzione:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑒𝑙 𝑜 𝐿𝐻𝑉
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎𝑟𝑖𝑎

Rendimento di cella:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐷𝐶
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑒𝑙

Rendimento alternatore:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐴𝐶
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐷𝐶
O.D.G.: 90 – 95%
• Sistema alimentazione 
comburente (compressore)
• Sistema smaltimento calore  Rendimento organico:
prodotto 𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑒
• 𝜂
Gli altri sono trascurabili 𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐴𝐶
CALCOLO DEL RENDIMENTO
Rendimento di produzione:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑒𝑙 𝑜 𝐿𝐻𝑉
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎𝑟𝑖𝑎

Rendimento di cella:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐷𝐶
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑒𝑙

Rendimento alternatore:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐴𝐶
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐷𝐶
O.D.G.: 90 – 95%
• Sistema alimentazione 
comburente (compressore)
• Sistema smaltimento calore  Rendimento organico:
prodotto 𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑒
• 𝜂
Gli altri sono trascurabili 𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐴𝐶
CALCOLO DEL RENDIMENTO
Rendimento di produzione:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑒𝑙 𝑜 𝐿𝐻𝑉
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎𝑟𝑖𝑎

Rendimento di cella:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐷𝐶
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑒𝑙

Rendimento alternatore:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐴𝐶
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐷𝐶
O.D.G.: 90 – 95%
• Sistema alimentazione 
comburente (compressore)
• Sistema smaltimento calore  Rendimento organico:
prodotto 𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑒
• 𝜂
Gli altri sono trascurabili 𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐴𝐶
CALCOLO DEL RENDIMENTO
Rendimento di produzione:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑒𝑙 𝑜 𝐿𝐻𝑉
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎𝑟𝑖𝑎

Rendimento di cella:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐷𝐶
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑒𝑙

Rendimento alternatore:
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐴𝐶
𝜂
𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐷𝐶
O.D.G.: 90 – 95%
• Sistema alimentazione 
comburente (compressore)
• Sistema smaltimento calore  Rendimento organico:
prodotto 𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑒
• 𝜂
Gli altri sono trascurabili 𝐸𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐴𝐶
CALCOLO DEL RENDIMENTO
 Rendimento del sistema:

𝜂 𝜂 ·𝜂 ·𝜂 ·𝜂

 Usando un combustibile che non sia idrogeno, metanolo per esempio, si ha che 
scompare il rendimento di produzione:

𝜂 1.0

𝜂 𝜂 ·𝜂 ·𝜂

 Combustibile per fuel cell, idrogeno escluso:
 Metanolo
 Etanolo
 GPL
 Gas naturale
 Benzina riformulata
EFFICIENZA TERMODINAMICA F.C.
cella= quantifica le prestazioni della sola cella elettrolitica

𝑝𝑜𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑜𝑡𝑡𝑎 𝑃


𝜂
𝑝𝑜𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑚𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑒𝑙 𝑚 · 𝐿𝐻𝑉
TENSIONE DI CELLA 
(o tensione agli elettrodi)
 Per definizione la tensione di cella è:

𝐿  F=costante di Faraday (F=96490 
𝑉 Per 1 mole di H2
𝑛·𝐹 C/mol)= quantità di carica 
LEL= lavoro elettrico di cella (Coulomb C) per mole di 
elettroni
𝑉 𝑉
 n= moli di elettroni

 Si può anche dire:  VLHV è equivalente in termini di tensione a LHV 


del fuel:
𝑉 𝑉 𝑉 Sempre Per idrogeno: n=2  a 25°C: VLHV1.25 V

VREV= tensione ideale o potenziale di cella reversibile = è la tensione MASSIMA ottenibile in 
assenza di perdite (IDEALE) e si raggiunge SOLO a MORSETTI APERTI (senza carico). E’ una 
FUNZIONE LINEARE della TEMPERATURA.
TENSIONE DI CELLA REVERSIBILE
(IDEALE)
TENSIONE DI CELLA Vc
Curva di polarizzazione

𝑽𝑪 𝑽𝑹𝑬𝑽
Se densità di 
corrente=0 
NO perdite
perdite per 
concentrazione
Se densità di 
corrente   VC 
Tratto lineare 
 perdite 
ohmiche

perdite di 
attivazione
PRESTAZIONI DI CELLA
 La corrente è proporzionale alla quantità di combustibile consumato nella fuel cell: 
variando la corrente, varia la tensione (curva di POLARIZZAZIONE).
 In genere una cella si alimenta così che a PIENO CARICO la corrente corrisponda al tratto 
di perdite ohmiche (tratto LINEARE, ossia laddove la diminuzione della tensione con la 
corrente è lineare e NON più che lineare).
PRESTAZIONI DI CELLA
 Ai carichi parziali (riducendo la corrente):
 La tensione VC aumenta (perché
riducendo la corrente nella zona di
polarizzazione, aumenta la VC)
 Aumenta CELLA
 Se le correnti sono troppo elevate (zona
perdite di concentrazione), facendo affluire
più fuel all’anodo, la potenza cresce sempre
più lentamente (perché la tensione
diminuisce), fino ad un massimo: dopo
prevalgono le perdite di concentrazione.
PRESTAZIONI DI CELLA

 Il FUNZIONAMENTO della F.C. è un


COMPROMESSO tra esigenze di
RENDIMENTI ELEVATI (evitando le tensioni
maggiori) e l’evitare che la potenza
diminuisca troppo (tensioni troppo basse).
PRESTAZIONI DI CELLA
 Se si AUMENTA la PRESSIONE di
CELLA, a pari corrente, si ha un
aumento della tensione di cella VC.
 Tale effetto si RIDUCE all’aumentare
della pressione di cella.
 Tipicamente le celle funzionano da 1
a 10 bar.
TIPOLOGIE DI FUEL CELLS
Classificazione in base a:
 Tipo di elettrolita= conduttore ionico (solido, sale fuso, soluzione acida o alcalina)
 Temperatura di cella

Alte T Basse T
Ogni cella, in base al SUO 
ELETTROLITA, ha una TEMPERATURA 
OTTIMALE di cella
PEMFC
 Su queste la ricerca punta molto.
 T= 60  100 °C
 cella= 35  40%
 Potenza:
 1  300 kW in STAZIONARIO
 50 kW in AUTOMOBILISTICO
 L’elettrolita è una MEMBRANA ISOLANTE agli ELETTRONI ma PERMEABILE agli IONI. E’ un
polimero detto NAFION 
 All’anodo come catalizzatore è utilizzato il PLATINO, per favorire le reazioni di
ossidoriduzione, altrimenti non significative a queste temperature.
 La CO2 non è dannosa per la cella  si può usare aria, che contiene CO2.
 Per la cella è dannoso l’ossido di carbonio CO, ammesso in 10 ppm.
 Quindi non si possono usare gas (H2 per esempio) provenienti da reforming da metano
per esempio, che hanno notevoli quantità di CO (anche 1%).
PEMFC
 Quindi le PEM richiedono H2 pressoché PURO (I LIMITE)
 COSTO: 2000  5000 €/kW, soprattutto per via del catalizzatore a base di Platino (II
LIMITE)
 Le PEM, infine, lavorerebbero meglio a pressioni di cella più elevate, ma il costo di
compressione dell’aria non le renderebbe competitive.

PREGI:
 Non contengono soluzioni acide o corrosive
 Hanno elevata potenza specifica
 Non risentono della presenza di CO2  usano aria
 Rapido tempo di avvio
 Lavorano a basse temperature  NOx assenti in SITU
PEMFC

L’elettrolita non è sensibile a CO2.

I gas sono presenti in aria
PEMFC
ANODO
𝐻 → 2𝐻 2𝑒
CATODO
1
𝑂 2𝑒 2𝐻 → 𝐻 𝑂
2
AFC
 ELETTROLITA: soluzione di idrossido di potassio KOH (= potassa caustica) ed idrossido di 
sodio NaOH (= soda caustica) in acqua. ANODO
𝐻 2𝑂𝐻 → 2𝐻 𝑂 2𝑒
CATODO
1
𝑂 2𝑒 𝐻 𝑂 → 2𝑂𝐻
2
 OH‐: Ione trasportato in 
soluzione da catodo ad 
anodo

 L’elettrolita funziona solo se 
non contaminato da CO2, 
presente in aria: per questo 
la cella è alimentata a O2
puro. Questo impedisce 
l’utilizzo di aria ambiente 
poco promettente.
PAFC
 PAFC= Phosphoric Acid Fuel Cell (H3PO4)
 Il funzionamento è come quello delle PEM ANODO
𝐻 → 2𝐻 2𝑒
CATODO
1
𝑂 2𝑒 2𝐻 → 𝐻 𝑂
2
PAFC
 Costituiscono la tecnologia più sviluppata.
 Sul mercato la taglia tipica è da 200 kW con rendimenti del 38  45%.
 Sono le celle più affidabili e quindi più mature.
 Costo: 3000 €/kW.
 Al loro interno è presente un acido molto corrosivo.
 Sono adatte alla cogenerazione: si utilizzano per produrre acqua calda a 45°C o vapore a
140°C.
 Lo zolfo è dannoso per queste celle: massimo limite accettato è 50 ppm. Si usa un filtro
purificatore se si usa un reformer esterno per produrre H2.
MCFC (Molten Carbonate F. C.)
 Elettrolita: soluzione di carbonati di litio (Li2CO3), di sodio (Na2CO3) o potassio (K2CO3).
 Lavora ad alta temperatura.
 cella= 45  50% e fino al 65% se inserita in gruppi termodinamici più complessi.
 Taglie: 100 kW  10 MW (a livello di prototipi).
 In virtù delle elevate temperature, utilizza catalizzatori meno costosi (NICHEL).
 Inoltre le elevate temperature consentono di lavorare con fuel che non siano idrogeno
(metano per esempio).
 La cella non è sensibile a CO ma allo zolfo (0.5 ppm).
 pcella= 10 bar.
 L’affidabilità nel lungo periodo non è ancora garantita.
MCFC (Molten Carbonate F.C.)

 𝐶𝑂 : Ione 
trasportato in 
soluzione da 
catodo ad anodo

ANODO

𝐻 𝐶𝑂 →𝐻 𝑂 𝐶𝑂 2𝑒 La CO2 prodotta all’anodo è ricircolata al 
catodo: quella atmosferica non è sufficiente
CATODO
1
𝐶𝑂 𝑂 2𝑒 → 𝐶𝑂
2
SOFC (Solid Oxid F. C.)
 Impiegano un elettrolita SOLIDO= ossido di zirconio in prevalenza
 Taglie: 1 kW  1 MW
 cella= 50  55% e fino al 70% se inserita in gruppi termodinamici più complessi.

ANODO

𝐻 𝑂 →𝐻 𝑂 2𝑒
CATODO
1
𝑂 2𝑒 → 𝑂
2

 𝑂 : Ione 
trasportato in 
soluzione da 
catodo ad anodo
SOFC (Solid Oxid F. C.)
 Costruttivamente alla forma planare si è aggiunta la
forma TUBOLARE, grazie all’elettrolita solido.
 pcella= 10  15 bar
 Sono molto costose ma promettono elevati
rendimenti.
 A causa delle elevate temperature, sono molto
lente ad avviarsi e ci sono problemi di durata dei
materiali.