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Istituto ITI IMPERA corso di Assistente Studio Veterinario

Raccolta dell’anamnesi

L'anamnesi, in campo veterinario è la raccolta di tutte le informazioni, notizie e


sensazioni che possono aiutare il veterinario a gestire meglio il paziente e a orientarsi
verso una diagnosi efficace. La raccolta di questi dati avviene tramite un colloquio
diretto con il proprietario dell’animale da curare.

Semeiologia clinica veterinaria

Il settore clinico veterinario prevede un grado di specializzazione molto simile a


quello presente in campo umano, soprattutto quando si è di fronte ad animali
d’affezione che sono spesso trattati come membri della famiglia.

Il parere di uno specialista competente e aggiornato, pronto ad affrontare qualsiasi


terapia con perizia ed esperienza, è sempre più richiesto, per tanto gli studi di
semeiologia clinica permettono di apprendere un metodo di analisi sistematico,
affidabile, efficiente e accurato, per educare il medico veterinario verso le
procedure della buona pratica clinica.

La semeiotica insegna ad allenare i propri sensi: a guardare attraverso


l’osservazione diretta e indiretta, a sentire ascoltando suoni o rumori, a percepire
sensazioni tattili e, non da ultimo, a saper discernere con cognizione e competenza
quando ricorrere alle indagini strumentali e di laboratorio, con la consapevolezza
che esse non possono in nessun modo sostituire l’esame fisico diretto del paziente.

Per approfndire l’argomento, vi consigliamola lettura del saggio “Semeiologia


clinica veterinaria” di Ciaramella P. Edizioni Poletto Editore.

In questa lezione, vedremo insieme i vari passaggi per ottenere un chiaro quadro
della situazione del paziente.

Schema di esame clinico

! Segnalamento
! Anamnesi
! Esame clinico:
o esame obiettivo generale;
o esame obiettivo particolare.
! Esami collaterali

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Segnalamento o identificazione del soggetto

! Specie
! Razza
! Sesso
! Mantello: segni particolari
! Uso: finalità gentilizia
! Altezza
! Età

Applicazione di un metodo diagnostico

! riconoscimento della sintomatologia;


! metodi basati su algoritmi;
! raccolta di più dati possibili per la ricerca di indizi diagnostici;
! metodo mirato al problema;
! raccolta di dati, formulazione di ipotesi ed esclusione di quelle improbabili
con la prosecuzione del lavoro diagnostico.

Tutte queste informazioni e precisazioni sono importanti non solo a scopo


diagnostico ma anche terapeutico.

Per esempio, molte patologie sono caratteristiche, non esclusive, di una determinata
fascia di età:

! Affezioni caratteristiche dell’età giovanile.


! Osteodistrofie, malformazioni, disturbi di accrescimento, osteocondrosi, etc.
! Affezioni caratteristiche dell’età adulta.
! Patologia del disco intervertebrale (Hansen I), calcolosi vescico- uretrale ,
etc.
! Affezioni caratteristiche dell’età senile.
! Neoplasie, artropatia degenerativa, affezioni prostatiche degenerative, etc.

Definizione di anamnesi

Si tratta di una raccolta d’informazioni, utili all’orientamento diagnostico, riguardanti


la storia del paziente con riferimento, tra le varie cose, alla situazione clinica attuale,
alla storia clinica passata, all’ambiente in cui vive, all’alimentazione cui è abituato,
alla sua età, alla discendenza.

Più l’anamnesi è accurata, più si rivela utile ai fini diagnostici, quindi maggiori
saranno il patrimonio di conoscenze e l’esperienza del medico veterinario più
approfondito risulterà il documento da far compilare al proprietario.

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Ritenuta, a ragione, da molti clinici come l’aspetto tra i più importanti per giungere
alla diagnosi, l’anamnesi può essere:

! individuale (animale da affezione, compagnia, diporto)


! di allevamento (animali da reddito)

Normalmente l’acquisizione di informazioni anamnestiche viene fatta prima


dell’esame clinico, anche se ulteriori informazioni possono essere raccolte
contestualmente all’esame clinico in riferimento ai riscontri rilevati nel corso della
visita.

È basilare stabilire un buon rapporto comunicativo con il proprietario. Vediamo come


procedere in maniera efficace:

! Porre domande con una sequenza logica.


! Distinguere i fatti dall’interpretazione di questi:
talvolta il proprietario ha un’idea sulla malattia (condizionata o meno da una
precedente consultazione o da una ricerca in internet) sulla quale cerca di
orientare il caso clinico.
! Procedere con un’attenta contestualizzazione temporale degli episodi
raccontati.
! Impiegare parole semplici e comprensibili, se necessario, anche espressioni
gergali o dialettali (evitare termini tecnici).
! Evitare di condizionare il racconto dell’interlocutore:
! Verificare, in caso di racconto contraddittorio, l’attendibilità delle
informazioni ottenute, ritornando, se necessario, su una stessa domanda con
un percorso logico/dialettico diverso.

L'anamnesi si divide in più parti, principalmente l'anamnesi personale si divide a sua


volta in fisiologica, patologica remota e patologica prossima. La raccolta dei dati
anamnestici sarà differente secondo l'età e il sesso dell’animale.

Anamnesi prossima

Relativa al processo morboso attuale.


Esempio di domande utili da porre dopo che l’interlocutore ha illustrato il problema
principale:

! quando è iniziata la sintomatologia;


! dove è iniziata la sintomatologia;
! come è iniziata la sintomatologia;
! come è evoluta la sintomatologia;
! trattamenti effettuati ed eventuale risposta a questi.

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Anamnesi remota

Individuazione di predisposizioni familiari o di affezioni geneticamente trasmissibili:

! degli ascendenti
! dei discendenti
! dei collaterali

Individuazione di affezioni ricorrenti, recidivanti ed eventuali caratteri dei precedenti


episodi:

! dell’ammalato

Anamnesi fisiologica

! Da quanto tempo il proprietario è in possesso dell’animale.


! Come si compiono le grandi funzioni organiche.
! Informazioni riguardanti la sfera genitale (parti, allattamento).

L’importanza dell’anamnesi

Come formulare le domande?

! Le risposte alle domande devono essere richieste anziché suggerite (il


proprietario spesso accondiscende alla risposta implicita della domanda o
nasconde la propria ignoranza)
! Fornire la possibilità di più risposte tra cui quella ‘non ho visto, osservato’

Fate attenzione perché una risposta errata a una domanda del veterinario o una
complicazione non ben identificata può rendere il piano di gestione del paziente
errato o vano.

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Un veterinario che non è in grado di raccogliere una buona anamnesi e un paziente
che non sia in grado di fornirla, rischiano di dare e ricevere un trattamento
sbagliato.

Una volta identificato un problema anamnestico occorre approfondire:

! Quando è stato considerato la prima volta e da chi?


! Da quando è presente?
! C’è qualche relazione tra l’insorgenza del problema e le altre attività
dell’animale?
! Qual è l’esatta sequenza del problema (cronologia)?
! Qual è la progressione del problema? (completamente risolto, rimasto
stabile, peggiorato, non so…)

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