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-ELEMENTI DELL’INTERNAZIONALISMO DI WILSON

I 14 punti che furono programmati nel gennaio 1918, dopo il pieno coinvolgimento
bellico degli Stati Uniti, vertevano su queste materie: Fine della diplomazia segreta; Libertà
di navigazione e di commercio; Riduzione degli armamenti; Attenzione agli interessi e alle
aspirazioni dei popoli soggetti a dominio coloniale; Evacuazione della Russia e sostegno ad
essa a favore della sua entrata nella comunità internazionale dei popoli liberi;
Restaurazione dell'autonomia del Belgio; Ritorno alla Francia della Alsazia e della Lorena;
Applicazione del principio di nazionalità nella definizione delle frontiere, comprese quelle
italiane; Autonomia dei popoli dell'Impero austro ungarico e dell'impero ottomano;
Sistemazione equa dell'area balcanica con accesso al mare per la Serbia; Garanzie
internazionali per gli stretti; Ricostituzioni di uno Stato polacco indipendente e creazione
della società delle Nazioni a garanzia dell'indipendenza politica e territoriale degli Stati.
In concreto, l'applicazione rigorosa del principio di nazionalità come garanzia di pace
futura non era realizzabile in una Europa nella quale le nazionalità erano intrecciate in
termini territoriali, politici, da sedimentazione secolari. Inoltre, caricare delle
responsabilità determinanti della guerra, i conflitti interni agli imperi multietnici era
miope nel momento in cui la guerra aveva dimostrato d'essere soprattutto un grande
conflitto fra nazioni per la supremazia in Europa e nel mondo. Pensare alle questioni delle
nazionalità oppresse secondo il modello dell'Europa romantica dei risorgimenti nazionali
era quantomeno una parziale distorsione della realtà.
- INTERNAZIONALISMO DI LENIN

Secondo la teoria leninista, la Rivoluzione russa non è che la prima tappa di un processo
rivoluzionario più generale, messo in moto dalla crisi del sistema capitalistico e destinato a
estendersi a tutto il mondo. Essa inserisce nel sistema mondiale degli Stati un principio di
contraddizione che tende a trasformarlo radicalmente: modificando la natura dello Stato,
modifica anche le regole alle quali obbediscono le relazioni internazionali.
Infatti, secondo la concezione marxista, dovunque si sostituisce il potere proletario al
dominio borghese, non soltanto tendono a scomparire gli antagonismi tra le classi, ma
anche quelli tra gli Stati. L'Unione Sovietica sarebbe dunque l'embrione di
un'organizzazione socialista universale in seno alla quale la violenza, come strumento per
risolvere i conflitti internazionali, non avrebbe avuto più ragione di esistere.
-ISOLAZIONISMO DEGLI STATI UNITI
L'isolazionismo aveva una radice culturale. Muoveva dal presupposto che il popolo
americano doveva essere preservato nella sua integrità morale, dalla corruzione che
proveniva dal mondo e in particolare dall'Europa. Questa cultura era. Tipica della
componente politica repubblicana e traeva alimento dai fallimenti, veri o presunti, nei
quali il presidente Wilson era incappato nella gestione del dopoguerra europeo. Anche i
democratici erano portatori di. Analoga presunzione. Con la differenza che essi davano una
lettura universalistica alla superiorità americana: I valori americani dovevano essere
esportati nel mondo perché il mondo fosse migliore. Il Presidente harding EI suoi
successori Coolidg3e e Hoover, Furono al contrario interpreti dello spirito di chiusura
dell'America al mondo per preservarne la purezza. Il rigetto del principio stesso di una
politica estera che implicasse il coinvolgimento degli Stati Uniti negli affari mondiali
affondava le radici nel presupposto che Atlantico e pacifico erano le insuperabili barriere
della fortezza americana. L'attacco di Pearl Harbour da parte del Giappone dimostrò 20
anni dopo che la tecnologia, soprattutto l'affermazione dell'aviazione militare, aveva
mandato nell'archivio della storia tale presupposto. Si trattava di una cultura politica
miope perché prescindeva dall’intima connessione fra interdipendenza economica e
finanziaria del mondo e ruolo politico degli Stati Uniti. Era erroneo il presupposto che gli
interessi americani nel mondo, cui gli Stati Uniti tenevano e che intendevano tutelare,
potessero essere garantiti senza il sostegno forte di una politica estera.
A partire dalle elezioni del 1920, nelle quali il candidato repubblicano. Vinse negli Stati
Uniti il tema dell'isolazionismo divenne il nodo cruciale della politica estera. Era un
approccio di politica internazionale che scaturiva da spirito di avversione verso l'Europa e
verso il comportamento tenuto dalle potenze europee alla conferenza di Versailles; Era
alimentata dalla questione dei debiti Inter alleati, ma era anche espressione della volontà
americana di appartarsi dal resto del mondo, nella errata convinzione di poterlo fare per
non venirne in qualche modo contaminati, per preservare la propria integrità morale.
Anche la politica protezionistica che fu ripresa nel dopoguerra si inseriva in questo
contesto e ne era manifestazione.

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