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Un ponte (di bambù) tra Etiopia e Svizzera

A (bamboo) bridge among Switzerland and Ethiopia

Premessa
Il valore didattico del tradizionale Workshop Africa SUPSI risiede nell’approcciare un materiale da
costruzione semplice, il cui impiego sia sostenibile e appropriato, plasmarlo e lavorarlo fintanto che non si
è creato un oggetto architettonico.
A questo valore primario si aggiungono altri aspetti formativi collaterali: l’incontro con l’Africa, l’impiego
di materiali e strutture semplici, la collaborazione con gli studenti etiopi, lo scambio culturale, la produzione
di un progetto che poi rimane a beneficio della comunità locale.
La presente proposta è tesa a salvaguardare tutti gli aspetti menzionati, nonostante l’emergenza COVID19
imponga di non pianificare un viaggio in loco da parte degli studenti.
Una nota riguardo la sinergia con il corso di “Interventi edilizi in contesti di cooperazione e
umanitario”, anch’esso proposto agli studenti del sesto semestre: mentre il corso rappresenta una
panoramica ampia e sistematica sul tema nella sua complessità ed estensione, il workshop si pone come
un’esperienza puntuale, riguardante un unico progetto, un unico materiale, approfondito nel dettaglio e,
soprattutto, realizzato con le proprie mani. Si tratta di due approcci differenti, che si completano a vicenda.

Titolo del workshop


Un ponte tra Svizzera ed Etiopia: progettazione e costruzione di un ponte pedonale in bambù

Obiettivo generale
Proporre agli studenti SUPSI e a quelli di Hawassa University un percorso formativo in parte comune ed
in parte in parallelo, composto di dieci incontri a cadenza settimanale. Si propone un approccio sia teorico
che pratico al bambù come materiale da costruzione, attraverso approfondimenti, progettazione a gruppi,
produzione di modelli meccanici in scala e al vero, con relative prove di carico. Le dinamiche impiegate
mirano a promuovere lo scambio tra il gruppo Etiope e quello Svizzero, senza che le problematiche legate
alla distanza (e alla lingua) diventino un impedimento.

Obiettivo didattico
Lo studente verrà guidato in un percorso didattico basato sul learn by doing, che gli consentirà di avvicinarsi
al bambù come materiale strutturale. Saranno presentati pregi e difetti, le possibilità tipologiche e
morfologiche, gli schemi di verifica più indicati, le pratiche eccellenti. Attraverso esercitazioni che
prevedono il contatto diretto con il materiale e la costruzione di modelli in scala, gli studenti saranno
guidati all’uso razionale e consapevole del bambù e, più in generale, del materiale da costruzione.
Il progetto finale di gruppo, che verrà definito, costruito in scala reale e collaudato nella durata del
workshop, verrà poi gratuitamente distribuito a tutti gli enti, nazionali ed internazionali, che operano a
favore dello sviluppo nella regione di Hawassa.

Partner
Università di Hawassa, Dipartimenti di Architettura e di Ingegneria Civile
Programma del Workshop

n Attività Contenuto Durata


.
0. Recyprocal Ad ogni incontro (con qualche eccezione) 20 minuti saranno dedicati a brevi 20
learning lezioni che i due gruppi si faranno a vicenda. Gli argomenti riguarderanno min/giorno
l’architettura vernacolare, storica e contemporanea dei due paesi, con
particolare riguardo all’impiego appropriato e consapevole dei materiali locali

1. Lezione - Introduzione al workshop Incontro 1


preliminare - generalità su contesto etiope, ponti di modeste dimensioni
- Note sul bambù come materiale costruttivo
- Assegnazione dei compiti perché sia il gruppo Etiope che quello
Svizzero mantengano di qui in avanti un “diario di bordo”

2. Esercitazione Ogni studente progetta e costruisce fino a 3 prototipi di “ponte” lungo 40cm, Incontro
individuale impiegando solo carta A3 e scotch di carta. 2
ex-tempore I modelli vengono poi pesati (P) e portati a rottura con un carico in mezzeria,
misurando il carico critico (C).
Si calcola così la portanza di ogni ponte (P=C/P), con lo scopo di
massimizzarla.
Per dettagli, vedi descrizione a pag. 4.

3. Lezione Il ponte pedonale in bambù: aspetti fruitivi, statici e costruttivi, esempi. Incontro
intermedia Il ponte di Cesare, i due modelli di Leonardo. Ragionamenti a valle 3
dell’esercitazione precedente, preparazione all’attività successiva.

4. Il concorso a Gli studenti lavorano in piccoli gruppi omogenei (studenti svizzeri ed etiopi Incontri
gruppi separati, per impossibilità di gestire diversamente). 4, 5, 6, 7
Lavorando con modelli di studio reali e digitali, ogni gruppo progetta un ponte (4x4=16h)
pedonale in bambù, della lunghezza di 12 metri.
I giunti e le lavorazioni dovranno essere standard, selezionati tra quelli che la
manodopera locale sa realizzare ad Hawassa.
Ogni gruppo realizza un modello in scala 1:10 del proprio ponte.
I gruppi etiopi faranno revisione a quelli svizzeri, e viceversa, per raccogliere
suggerimenti utili. Dettagli a pag. 4.

5. La (auto) I ponti verranno rotti attraverso una prova di carico, ma questa volta la Incontro
valutazione valutazione sarà più olistica, considerando oltre alla portanza del ponte anche la 8
del concorso sua semplicità costruttiva, la comodità e sicurezza d’impiego, il costo.
La valutazione verrà data collegialmente da tutti gli studenti, che prima
dovranno elencare i parametri e stabilire il peso di ciascuno, e poi esprimeranno
un voto per ogni parametro. Si stabilisce così il progetto vincitore.

6. L’incontro L’ultimo giorno sarà dedicato al perfezionamento, da parte di tutta l’assemblea Incontro
finale etio-elvetica, del progetto vincitore del concorso. I dettagli vengono rifiniti, gli 9
equilibri rivisitati, i giunti messi a punto, si seleziona tra possibili piccole
varianti.
Si arriva alla fine con un chiaro ed esaustivo progetto esecutivo di gruppo.
Dettagli a pag. 5.

7. La Sotto la guida diretta degli studenti etiopi (coadiuvati da Lorenzo Fontana) e Incontro
realizzazione quella indiretta degli svizzeri (coadiuvati da Piero Conconi), un gruppo di 10
del ponte in professionisti locali realizzerà il ponte così come è stato progettato, all’interno
scala 1:1, del campus universitario di Hawassa. Vengono effettuate le prove di carico (12
con relative persone come carico distribuito).
prove di Questa ultima parte verrà implementata subito ed inclusa nel diario delle
carico attività. I piani del ponte e la documentazione fotografica saranno condivisi con
gli operatori preposti allo sviluppo nella regione di Hawassa.

8. Gli studenti possano riordinare il “diario di bordo” e produrre un elaborato 10h


collettivo che contenga: (escluso
- Una tabella con foto, schema, descrizione e prestazioni dei ponti di dalla
carta progettati, sia in Svizzera che in Etiopia durata del
- Una raccolta di schede con descrizione, immagini del modello, corso)
2
schema, performances e valutazione di tutti i ponti in bambù progettati
- La documentazione relativa al progetto finale di gruppo: piani,
rendering, calcoli, foto, dati della prova di carico
- Un sunto delle lezioni della docenza
- Un sunto delle lezioni di recyprocal learning
- Considerazioni finali da parte degli studenti delle due Università
- Una brochure tecnica da consegnare agli operatori preposti allo
sviluppo della regione di Hawassa

Nota: Le attività da 1 a 4 sono svolte in parallelo, con episodici contatti e scambi tra i due gruppi. I numeri 0,
5 e 6 (e l’ultima parte del 2) sono svolte in teleconferenza. La 7 ha luogo in Etiopia, con alcuni eventi salienti
(come la prova di carico) in teleconferenza.

Necessità
Le attività previste non sono particolarmente onerose, compresa la costruzione del prototipo finale.
Riservandoci di lavorare ad un budget più preciso, indichiamo per ora un onere complessivo che si aggira sui
4.000CHF per materiali con relativi trasporti e manodopera specializzata.
Qui di seguito sono elencate tutte le cose necessarie alla realizzazione del workshop.

In svizzera
- Spazio per lavorare (15mq/studente circa) e per fare lezione (normale aula)
- Carta A3 da stampante (1 risma) e scotch di carta (5 rotoli)
- Bilancia elettronica e pesi (vanno bene per esempio 5kg di monete)
- Canna palustre fresca (almeno 50 canne per studente, lunghezza 1m, diametro massimo 1cm)
- Filo di rame di diametro tra 0,5mm e 1mm
- Seghetto (uno ogni coppia di studenti)
- Dremel
- Spazio all’aperto dove portare a rottura i modelli meccanici (3x3 metri, dove poter costruire e poi
distruggere i rinfianchi su cui appoggiare i modelli)
- Flessimetro millesimale (1)
- Bilancia pesapersone
- Contenitore in plastica rigida per rifiuti di cantiere, capienza almeno 100 litri (o 2 da 50 litri), o
analogo sistema di carico
- Pesi per almeno 100kg (va bene anche acqua corrente)
- (IN ALTERNATIVA AGLI ULTIMI 3: dinamometro con capacità di almeno 100kg)

In Etiopia
Stesse cose che in Svizzera ed in più:
- Bambù in numero adeguato a seconda del progetto (200 circa?)
- Manodopera per la realizzazione
- Strumentazione per la prova di carico (sacchi di sabbia, bilancia pesapersone)

NB. La docenza si riserva di adeguare la scala dei modelli, la lunghezza del ponte e/o altri parametri sulla
base dei materiali che si riescono a reperire.

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Descrizione delle tre esercitazioni principali: metodi, obiettivi, dettagli

Esercitazione ex-tempore

Gli studenti svizzeri ed etiopi hanno un primo approccio pratico alla progettazione di ponti di piccole
dimensioni. Sono chiamati a progettare e costruire delle travi di carta lunghe 40cm. Non si tratta di un
modello in scala, ma di un prototipo da portare poi a rottura, con lo scopo di massimizzarne il rapporto tra
peso portato e proprio.
Le principali conclusioni, al termine dell’esercitazione, saranno le seguenti:
1. I prototipi che sfruttano le potenzialità del materiale “carta” dimostrano una resistenza superiore a
quelli che cercano di imitare tipologie che sono pensate per altri materiali e altre dimensioni
2. I problemi di resistenza sono quasi insignificanti rispetto a quelli legati alla stabilità e all’equilibrio.
Questo è il motivo, tra l’altro, per cui ha senso lavorare su modelli in scala (legittimazione della
seconda esercitazione)
3. Gli unici problemi di resistenza sono quelli che riguardano effetti locali, in particolare nei giunti, che
richiedono quindi una speciale attenzione
Qui di seguito, le specifiche dell’esercitazione.

- Lo scopo è la progettazione e costruzione di prototipi di ponte di carta con una luce di 40cm, con
l’obiettivo di ottimizzare il rapporto tra carico di rottura e peso proprio;
- L’esercitazione è individuale; non può esserci comunicazione tra gli studenti durante il suo
svolgimento;
- La durata è di 5 ore;
- I materiali a disposizione sono unicamente fogli da stampante di formato A3 e scotch di carta, forniti
dalla docenza senza limiti di quantità;
- Gli strumenti a disposizione saranno unicamente forbici, taglierini e matite: non si potrà usare altro;
- Ogni partecipante potrà progettare, costruire e presentare da uno fino a tre prototipi;
- I prototipi devono essere semplicemente appoggiati sui due vincoli, che saranno posti ad una
distanza reciproca di 40cm;
- Per ogni prototipo di ponte, lo studente deve preparare una scheda (su modulo assegnato dalla
docenza) con le seguenti informazioni: nome, schema statico, breve descrizione, previsione
qualitativa del cinematismo di collasso;
- In fase di prova, ogni prototipo verrà pesato e successivamente portato al collasso attraverso un
carico concentrato in mezzeria, applicato dal basso. Peso proprio e carico di rottura vengono annotati
dalla docenza sulla scheda tecnica.

Esercitazione a gruppi

Forti delle lezioni apprese con l’esercitazione ex-tempore, i partecipanti sono chiamati questa volta al
progetto di un ponte pedonale di modesta campata a scala reale. Ne realizzeranno e porteranno a rottura
anche dei modelli in scala in rattan o analogo tipo di essenza vegetale, atta a rappresentare il bambù nelle
debite proporzioni. Questa esercitazione è già orientata all’individuazione del progetto reale, dunque dovrà
tener da conto una quantità più alta di parametri che non il puro rapporto tra portato e portante. I parametri di
valutazione verranno individuati dagli studenti stessi al termine dell’esercitazione, e con questo strumento
saranno chiamati ad essere giudici dei loro stessi progetti.
La cooperazione con l’Università etiope in questa fase viene mantenuta in secondo piano, con revisioni
reciproche periodiche ed il recyprocal learning, in teleconferenza. Questo, perché un’eventuale carenza di
rete in Etiopia (ormai rara per il vero, ma comunque da mettere tra i rischi) non possa recare danni gravi
all’andamento del lavoro. Di seguito, le specifiche.
- Lo scopo dell’esercitazione è la progettazione a gruppi di un ponte di bambù lungo 12 metri, inclusa
la costruzione di un modello meccanico in scala 1:10;
- L’esercitazione è a gruppi di 4 studenti al massimo, tutti provenienti dalla stessa Università. I gruppi
si faranno revisione a vicenda durante la fase di progettazione;
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- I materiali a disposizione sono unicamente bambù e corda (nel modello meccanico: canna palustre e
cordino);
- Gli strumenti a disposizione sono unicamente seghetto, coltello, martello, metro, chiodi, paletti,
Dremel;
- Ogni gruppo potrà presentare un unico progetto, attraverso il disegno di pianta, prospetto, sezioni e
modello in scala;
- I ponti devono essere semplicemente appoggiati sui due vincoli (carrelli), che saranno posti ad una
distanza reciproca di 12m (1,2m nel modello in scala);
- In fase di prova, ogni modello verrà pesato e successivamente portato al collasso attraverso un carico
uniformemente distribuito, applicato dal basso. Peso proprio e carico di rottura vengono annotati
dalla docenza;
- I ponti, dopo essere stati portati al collasso, vengono presentati al giudizio degli altri gruppi. La
scheda di giudizio contiene diversi parametri, che vengono proposti dagli studenti stessi. La lista
dovrà comunque includere i seguenti: semplicità di costruzione, rapporto tra carico di collasso e peso
proprio, economia, velocità di costruzione, sicurezza di impiego e di costruzione, comodità,
semplicità e correttezza dei dettagli tecnici (giunti);
- Ogni studente, sulla base dei parametri elencati, darà un giudizio ad ogni ponte progettato. La media
dei punteggi ottenuti disegnerà una classifica e designerà un vincitore.

Sintesi finale plenaria, realizzazione e conclusioni

L’ultima giornata di lavoro vuole essere dedicata al lavoro comune, tra le due Università. Gli studenti
verranno chiamati a lavorare a piccoli gruppi misti e poi in assemblea, con l’obiettivo di migliorare, da uno o
più punti di vista, il progetto risultato vincitore dall’attività precedente.
Il progetto, come uscito da questa ultima revisione di gruppo, verrà realizzato dalle maestranze locali
all’interno dell’Università di Hawassa. Gli studenti etiopi seguiranno il cantiere e, in teleconferenza con gli
svizzeri, effettueranno la prova di carico con sacchi di sabbia. Questa volta non si porterà la struttura al
collasso (si spera, almeno), ma si verificherà semplicemente un coefficiente di sicurezza che avremo
concordato. Gli studenti svizzeri, da parte loro, raccoglieranno tutto il materiale (foto, disegni, dati, tabelle) e
ne produrranno un manuale. Produrranno anche una brochure sintetica riguardante solo il progetto finale, che
verrà poi distribuita in Etiopia.

- In una giornata, ogni studente può portare perfezionamenti/variazioni al progetto che,


nell’esercitazione a gruppi, è risultato vincente;
- Le proposte di modifica vengono giudicate e votate dall’assemblea studentesca riunita;
- A fine giornata, si arriva ad un progetto unico, che raccoglie istanze e suggerimenti di ciascuno;
- Il ponte viene così disegnato e determinato in ogni suo aspetto;
- La realizzazione del prototipo in scala 1:1 viene eseguita da esperti lavoratori del bambù ad
Hawassa, sotto la supervisione di studenti e docenti. La prova di carico avviene davanti ad autorità
accademiche e potenziali beneficiari (in vivo ed in remoto) come IOM, UNHCR, OCHA, Governo
locale.