Sei sulla pagina 1di 4

COOPERAZIONE IN ETIOPIA/ UN’ESPERIENZA ESEMPLARE

L’architetto di Ropi

Una tecnica costruttiva

M
artoriata da ripetuti tagli di bilancio, disorien-
con mattoni crudi per tata da una mala gestione sempre più comune,
la cooperazione allo sviluppo è allo sbando.
frenare l’erosione. Ma anche Un istinto di sopravvivenza radicato e insano
formazione professionale, continua a dar vita a tanti, troppi progetti, ar-
didattica, orticoltura. chitettati soprattutto per tenere in piedi le or-
ganizzazioni “no profit” che li sponsorizzano. Slegati dai supposti
Sono i progetti realizzati beneficiari, gran parte degli interventi diventano così trapianti di
da un giovane cooperante, organi estranei, presto rigettati dall’organismo su cui vorrebbero
Lorenzo Fontana. Insieme innestarsi. Casi di corruzione e abusi danno poi fiato a quelle voci
con gli abitanti che parlano di “neocolonialismo” e vorrebbero tirar giù una volta
per tutte le tende del circo globale dell’“aiuto allo sviluppo”.
di un villaggio Cercando traccia di progetti sani – in grado di fare da bussola a chi
dell’Etiopia centrale. sogna una strambata repentina, che consenta ai veri cooperanti di
navigare col vento in poppa – sono sbarcato a Ropi, un villaggio
dell’Etiopia centrale dove non arrivano i tralicci della corrente elettri-
testo e foto di Adriano Marzi ca, i tubi dell’acqua corrente e il manto asfaltato delle strade.

30
Un cimitero di un villaggio del Siraro.
A sinistra, dall’alto: erosione delle rive
del fiume Bilate, vicino a Ropi; nuova
paglia per rinforzare i tetti degli edifici.
In apertura: l’architetto Fontana nel
cantiere della chiesa di Webedidiqqa.

tive, realtà che ha progettato e costruito


insieme ad alcuni abitanti di Ropi: le
strutture sono tutte realizzate coi bloc-
chi di terra cruda – pressata e seccata al
sole – mentre il terreno è tappezzato da
orti, forni solari, cisterne per l’acqua.
Tutto frutto di qualche anno appena di
sana cooperazione.
«Seguo diversi progetti – spiega Fon-
tana – tutti all’interno di questo Youth
Centre che abbiamo costruito grazie al
Qui, ormai 7 anni fa, è arrivato un tale, la terra si spacca in crateri profon- sostegno del Centro italiano aiuti all’in-
giovane e brillante architetto genovese, di durante la stagione secca. Quando fanzia (Ciai), e in collaborazione con
Lorenzo Fontana. Partito per raccogliere poi arriva quella delle piogge, l’acqua Nuuf Nu’u (nel dialetto locale significa
materiale utile alla sua tesi di laurea, ha s’infila nelle vene aperte del suolo e le “Noi per noi”), una cooperativa locale
trovato molto di più: terreno fertile su spalanca. Ispirato dal lavoro e dalle idee partita come impresa di costruzioni, che
cui coltivare la propria espressione uma- di Hassan Fathy e di Fabrizio Caròla, oggi si occupa anche di didattica, for-
na e professionale. Tra la polvere e le Lorenzo prova ad arginare l’avanzata mazione, orticoltura e autoproduzione.
pulci ha deciso di costruire la sua casa, e dell’erosione diffondendo nella zona Stiamo avviando altre 6 cooperative
di avviare un’attività di architetto e coo- una nuova tecnica costruttiva, che pre- (elettricisti, falegnami, fabbri, tessitori,
perante che lo portasse a lavorare al fian- veda l’utilizzo di mattoni in terra cruda panettieri e tecnici informatici) tutte
co della popolazione locale. al posto del telaio ligneo tipico delle pensate per formare lavoratori qualifica-
Ropi si trova nel Siraro, una woreda capanne locali. Per portare avanti i suoi ti, ma anche per rendere accessibili sul
(distretto) martoriata dall’erosione del progetti si appoggia di volta in volta a mercato locale un gran numero di beni
suolo. La vegetazione rada della savana partner diversi: università, enti locali, che altrimenti dovrebbero essere impor-
viene tagliata di continuo dagli abitanti associazioni, ong internazionali. tati. In questi mesi poi sta per partire un
per farne capanne, carretti, legna da ar- Lo incontro nell’area che ospita un altro progetto, sempre sotto l’ombrello
dere. Orfana della sua copertura vege- asilo e gli uffici di una serie di coopera- del Ciai: stiamo formando alcune co-

nigrizia | SETTEMBRE 2013 31


Ropi. Capanne tradizionali.

operative di donne, che produrranno se chiuso e impermeabile. Soltanto vendita degli ortaggi. Teniamo anche
conserve di ortaggi, seccati e sottaceto. negli ultimi anni ha cominciato ad dei corsi prescolari pomeridiani, in cui
L’attività sarà in grado di generare red- aprirsi a influenze globali. Lavorate non manca la musica e lo sport. Ai ma-
dito, ma soprattutto di calmierare la anche sull’emancipazione culturale estri della scuola pubblica locale offria-
grande differenza di prezzo del cibo tra della popolazione? mo corsi di inglese e di computer gratu-
stagione del raccolto e stagione secca». Il Centro ospita una piccola ma nu- iti. Insomma, come puoi vedere, portia-
«Lavoriamo anche col governo locale trita biblioteca, e ogni settimana proiet- mo avanti progetti molto diversi tra lo-
– continua l’architetto – cercando di tiamo film o documentari che mostrino ro. L’unico tratto comune è l’impronta
semplificare i modelli di contabilità e realtà lontane e non raggiungibili: ocea- della cooperazione: si lavora sempre “in-
gestione delle cooperative, in modo da ni popolati da esotici branchi di pesci sieme” ai beneficiari, non “per” loro.
favorirne la diffusione nell’Etiopia ru- colorati, elettriche e affollate metropoli Vuoi lavorare? Benvenuto, ti offriamo
rale. Un altro fronte importante su cui globali, antiche civiltà e culture sorte formazione, materiali e assistenza. Vuoi
siamo impegnati è quello delle tecniche all’altro capo del pianeta. Aiutiamo la elemosinare? Hai sbagliato posto.
agricole: nel tentativo di arginare gli gente a farsi un’idea del mondo che sta Genova è terra di navigatori dagli
influssi nefasti della monocultura ad bussando alla loro porta e che, volenti o orizzonti sconfinati. Come fa un ge-
alta intensità chimica, sempre più dif- nolenti, lo farà con forza sempre mag- novese a non soffocare in una realtà
fusa nel paese, abbiamo fatto ripetute giore. Allo stesso tempo però lavoriamo minuscola come questa?
campagne di sensibilizzazione. Invitia- per irrobustire le radici locali, soprattut- Cerco di spingere il più lontano pos-
mo gli agricoltori a sperimentare coltu- to dei bambini. L’asilo, ad esempio, è sibile i getti di tutto ciò che, radicato
re integrate, che consentano di ridurre pensato come un villaggio in miniatura, qui, sto aiutando a far crescere. Ogni
l’impiego di fertilizzanti e pesticidi chi- un grande spazio aperto con alberi, una anno organizzo dei workshop aperti a
mici – ad esempio, file di leguminose piazza centrale e soprattutto orti. giovani architetti di tutto il mondo,
tra le piante di granoturco, in modo da Ogni alunno ha in uso una piccola desiderosi di fare un’esperienza di vita
azotare il terreno e aumentare la resa porzione di terra, che deve seminare, li- e di cantiere straordinaria. Attraverso
del mais. Pian piano stiamo introdu- berare dalle erbacce, annaffiare durante un lavoro di progettazione partecipata
cendo strumenti utili a ottimizzare i la stagione secca, e di cui raccoglierà i e di autocostruzione assistita, gli ospiti
raccolti, come l’aratro versoio scalato e frutti. Le maestre coordinano l’esperien- hanno la possibilità di condividere per
le seminatrici a ruota». za, e si occupano delle fasi più comples- alcune settimane conoscenze e valo-
L’Etiopia è stata a lungo un pae- se: aratura, utilizzo di pesticidi naturali, ri con la gente di Ropi. In questi anni

32
ne ha approfittato un centinaio di stu-
denti provenienti da Genova, Roma,
Bologna, Firenze, ma anche spagnoli,
greci, ciprioti e statunitensi. Con Mas-
simo Corradi, direttore del Laboratorio
di meccanica applicata alle costruzioni
dell’Università di Genova, abbiamo an-
che dato assistenza a una dozzina di tesi
di laurea, molte delle quali premiate con
la dignità di stampa. Riguardavano tutti
progetti di tecnologia dei materiali. Ve-
nivano ideate a Ropi, messe a punto e
sperimentate nel Laboratorio di Geno-
va, e poi impiegate di nuovo qui.
Per condividere quanto appreso in
questi anni straordinari, nel 2011 ho
deciso di scrivere, pubblicare e distri-
buire Lezioni africane, un libro che sta
facendo il giro di molte facoltà di ar-
chitettura italiane. Insomma, il porto
di Genova non è più fuori dalla fine-
stra, ma continuo a godere di uno
splendido orizzonte. Q

In senso orario: l’asilo e il parco giochi


del Centro giovani; alcuni bambini;
la sede della cooperativa Nuuf Nu’u;
la struttura interna dell’asilo.

nigrizia | SETTEMBRE 2013 33