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Ottobre 2006 • Anno 5 • n.

1 • Quadrimestrale a cura dei Missionari genovesi nel mondo promosso dall’Associazione MissioGenova - Onlus

Editoriale di Francesco Di Comite


Tariffa Associazioni Senza Fini di Lucro: “Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Genova”

“La missione è qui non biso-


gna andare così lontano”.
Diverse volte c’è stata rivolta questa
considerazione – non la semplice
provocazione – quando si espongono i proble-
mi che i missionari devono affrontare nella
loro attività quotidiana, un’espressione che ali-
menta sempre la riflessione di chi lavora nel-
l’ambito dell’animazione missionaria. In que-
sta frase è nascosta una grande verità: la possi-
bilità di servire il Vangelo, non dipende dalla
posizione geografica, è svincolata da un territo-
rio; in tutte le parti del mondo dove la Chiesa
annuncia la Parola, necessariamente deve fare i
conti con la sofferenza e l’ansia per l’annuncio.
“Soffri anche tu con me per il Vangelo” scrive-
va Paolo a Timoteo (2,8).
Certo che esiste un tipo di missione che opera
in modo particolare nei luoghi più difficili di
questo mondo. Ci sono territori dove non esi-
ste la Chiesa o è insufficiente a governare e ser-
vire. Ci sono vaste zone del mondo dove la
Chiesa ha una delega di coscienza per la pro-
mozione umana. E poi ci sono zone pastorali
che chiamiamo ordinarie ma anch’esse vivono
le urgenze delle grandi distese dell’Africa e del-
l’Asia. In tutto il mondo, dai luoghi più distan-
ti a quelli più vicini e “normali”, siamo chia-
mati a ricostruire sempre sulla roccia posta da
Cristo nel cuore dell’uomo.
Ricostruire sempre, senza scoraggiamento.
Perché non costruire? Si costruisce spesso
qualcosa di nuovo dalle fondamenta al tetto.
Ma Dio ha costituito per tutte il fondamen-
to che è Cristo, il resto è affidato alle varie
fasi della vita. La cosa importante è che tutti

Si ricostruisce
siamo chiamati, dalle città, alla campagna, alle
periferie fino al mondo nuovo e al deserto a
ricostruire senza perdere la speranza. A rico-
struire sempre su quella roccia posta nella
nostra vita attraverso il battesimo. A ricostrui-
re in profondità sulla Parola che non viene mai
meno. A ricostruire anche quando la fatica e
l’incomprensione ci porterebbero altrove. Cari fratelli e sorelle! salvifico si potrebbe ben sintetizzare continua questa stessa missione, che
A ricostruire su Cristo unica via della salvezza allora nelle parole dell’evangelista costituisce per tutti i credenti un
quando altre possibilità religiose diventano
più allettanti e compiacenti dei nostri desideri.
L a Giornata Missionaria Mondiale, Giovanni: “In questo si è manifestato impegno irrinunciabile e permanente.
che celebreremo domenica 22 otto- l’amore di Dio per noi: Dio ha manda-
bre p.v., offre l’opportunità di riflette- to il suo unigenito Figlio nel mondo, O gni comunità cristiana è chiamata,
re quest’anno sul tema: “La carità, perché noi avessimo la vita per lui” (1 dunque, a far conoscere Dio che è
AGENZIA FIDES anima della missione”. Gv 4,9). Amore. Su questo mistero fondamen-
http://www.fides.org/ La missione se non è orientata dalla Il mandato di diffondere l’annunzio tale della nostra fede ho voluto sof-
VATICANO carità, se non scaturisce cioè da un di questo amore fu affidato da Gesù fermarmi a riflettere nell’Enciclica
Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato il Card. profondo atto di amore “Deus caritas est”. Del
Crescenzio Sepe suo Inviato Speciale alla Celebra-
zione del Congresso Missionario Asiatico che si svol- divino, rischia di ridursi a suo amore Dio permea
gerà in Thailandia ad ottobre mera attività filantropica e Messaggio di Sua Santità l’intera creazione e la
sociale. L’amore che Dio storia umana. All’origi-
ASIA NEWS nutre per ogni persona Benedetto XVI ne l’uomo uscì dalle
http://www.asianews.it/
costituisce, infatti, il cuore per la Giornata Missionaria Mondiale 2006 mani del Creatore come
COREA
le inondazioni al Nord potrebbero aver ucciso 900
dell’esperienza e dell’an- frutto di un’iniziativa
persone nunzio del Vangelo, e d’amore. Il peccato
quanti l’accolgono ne diventano a agli Apostoli dopo la sua risurrezione, offuscò poi in lui l’impronta divina.
MISNA loro volta testimoni. L’amore di Dio e gli Apostoli, interiormente trasfor- Ingannati dal maligno, i progenitori
http://www.misna.org/
che dà vita al mondo è l’amore che ci mati il giorno della Pentecoste dalla Adamo ed Eva vennero meno al rap-
IRAK
Baghdad: attentato suicida contro ministero dell’in-
è stato donato in Gesù, Parola di sal- potenza dello Spirito Santo, iniziarono porto di fiducia con il loro Signore,
terno, numerose vittime vezza, icona perfetta della misericor- a rendere testimonianza al Signore cedendo alla tentazione del maligno
SOMALIA
dia del Padre celeste. Il messaggio morto e risorto. Da allora, la Chiesa che instillò in loro il sospetto che Egli
Delegazione corti islamiche in sudan per colloqui di
pace segue a pagina 3
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L’Africa nelle mani degli AFRICANI di Guido Oliveri

L ’Africa, nel XIX secolo, è stata


presa dalle e nelle mani degli occiden-
Nel mio viaggio in Tanzania, par-
lando proprio con persone del posto,
è stato aiutato, ora sta aiutando.
È vero che in Africa ci sono ancora
come Ospedale a tutti gli effetti.
Tutto questo è segno che l’Africa è
tali sia a livello civile-sociale-economi- sentivo che i presidenti o responsabili tanti missionari (Vescovi, preti/frati) e maturata, è diventata più adulta,
co sia a livello religioso-ecclesiale; è nazionali sono autoctoni e alcuni, suore, provenienti dall’estero, ma que- anche se non mancano dolorose e
stata anche colonizzata sotto molti e anche se non tutti, ci sanno veramen- sti, man mano, lasciano i posti di preoccupanti situazioni di conflitto
disparati aspetti. Ma questo è un pas- te fare; così pure si stanno riducendo i responsabilità al clero e al laicato loca- etnico, ferite profonde, problemi
sato che diventa sempre più passato in Vescovi esteri e le Diocesi, in larghissi- le pur continuando a restare in Africa endemici, guerre, miserie di ogni tipo,
quanto sia politicamente che ecclesial- ma parte, oramai sono guidate da come servitori e non come padroni. ingiustizie, violenze, degenerazioni e
mente l’Africa ha acquistato, magari Vescovi africani all’altezza del loro Sono gli stessi africani che richiedono dissesti morali, cattive amministrazio-
faticosamente, la sua autonomia e compito. Un Cardinale africano è già e benedicono questa presenza discreta ni, instabilità politiche e sociali,
indipendenza; è passata gradatamente approdato a Roma, nella Curia centra- e umile in quanto riconoscono di aver pesanti soggezioni politico-sociali-
dalle mani degli stranieri alle mani le della Chiesa, ed ha ricoperto il ruolo ancora bisogno di essere accompagna- economiche, che certamente ritarda-
degli africani perché l’Africa deve di Prefetto della Congregazione per i ti (non portati per mano o, peggio, no una serena e promettente promo-
essere nelle loro mani in quanto è loro Vescovi; ancora un altro Cardinale sulle spalle) e di avere qualcuno con zione umana e religiosa in quanto,
e di nessuno, ed essi sono responsabi- africano è attualmente il Prefetto della cui confrontarsi e dal quale ricevere il solo nella convivenza pacifica e solida-
li del suo sviluppo e della sua crescita. Congregazione romana del Culto e dono di un supplemento di vista e di le, è possibile far maturare tutte le
I vari Paesi dell’Africa, se non erro, della disciplina dei Sacramenti. una eventuale complementare integra- risorse di bene e di valori che sono
sono tutti africani e non ci sono più Anche l’Africa, “nuova patria di zione e rettifica di rotta circa il proprio presenti nel cuore, nella civiltà, nella
colonie estere. Cristo” appare investita dal vento o essere e operare. cultura, nella spiritualità, nel vivere
In Africa ci sono “Vescovi e sacerdo- fuoco della missione; si è scoperta, spe- Ho constatato, attraverso l’avvio e quotidiano, degli africani.
ti capaci di dare, sulle orme di Cristo, la cialmente nel Sinodo africano, come il cammino del gemellaggio tra l’Asso- C’è da augurarsi e pregare che si
testimonianza di una vita esemplare; ci “Chiesa di missione che diventa essa stes- ciazione Tumaini, con l’omonimo realizzi l’esortazione-consegna post-
sono religiosi realmente fedeli, autentici sa missionaria”; avendo preso consape- Centro sanitario della Diocesi di sinodale del servo di Dio Papa Gio-
testimoni con il loro modo di vivere i volezza e coscienza di essere “capace del Tanga, che una mano fa ancora piace- vanni Paolo II: “che la Chiesa in Afri-
consigli evangelici; c’è un laicato dina- vangelo”, non è raro vedere numerosi re e necéssita, ma ho visto e sento ca è chiamata ad assumere essa stessa un
mico, con genitori profondamente cre- suoi figli (suore, preti, laici) che eserci- dalle relazioni che arrivano che le per- ruolo attivo al servizio del progetto sal-
denti, educatori coscienti delle loro tano il loro rispettivo ministero nei sone sanno muoversi e anche sognare vifico di Dio” e passi sempre più e
responsabilità, dirigenti politici anima- Paesi europei i quali, da evangelizzato- in grande; infatti il Centro si sta orga- meglio in mano agli africani e questi
ti da profondo senso morale” (Ecclesia ri di un tempo, si vedono, oggi, evan- nizzando per poter diventare ed essere se la sappiano tenere in mano e gestire
in Africa, n.22) gelizzati molto bene dagli africani; chi riconosciuto ufficialmente dallo Stato secondo il bene comune.










www.diocesi.genova.it/centromissionario

Museo Missionario Etnologico si ringrazia


missioni@diocesi.genova.it
aggiorn
ato

Musei Vaticani per la collaborazione

I l Museo Missionario Etnologico fu fondato da


Papa Pio XI con il Motu Proprio Quoniam tam
de realizzati dallo scultore tedesco Ferdinand
Pettrich, ed ancora la collezione di reperti prei-
Associazione

praeclara del 12 novembre 1926, alla chiusura storici della Scuola Britannica di Archeologia di
G e n o v a onlus
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dell’Esposizione Universale Missionaria, che lo Gerusalemme e la preziosa raccolta di oggetti Quadrimestrale a cura dei Missionari genovesi nel mondo
stesso Pontefice aveva voluto in occasione del- cerimoniali dell’area del Sepik (Nuova Guinea) di Promossa dall’Ufficio per la Pastorale Missionaria
C e n t r o M i s s i o n a r i o D i o c e s a n o - V i a T. R e g g i o 1 7 - 1 6 1 2 3 G e n o v a
l’Anno Santo del 1925. P. Franz Kirschbaum S.V.D.. L’attuale raccolta
Il Museo venne inaugurato il 21 Dicembre museale, che ammonta a circa 100.000 opere, è
1927 nella sede del Palazzo del Laterano dove è strutturata su due distinti Percorsi. Ufficio operativo e redazione: Modalità di versamento:
Via T. Reggio 17 - 16123 Genova • bollettino postale:
rimasto sino al 1963. Nel 1973, sotto il pontifica- Il Primo, aperto al pubblico, è organizzato in c/c postale n° 44730281
to di Paolo VI, fu allestito nell’attuale sede in 24 settori rappresentanti altrettante aree geo- Sede legale: intestato a:
Via Serra 6 c - 16122 Genova
Associazione MissioGenova - Onlus
Vaticano. Il nucleo originario della collezione, di culturali. In questi sono esposte circa 4000 opere Tel 010 2468897
Via Serra 6 c, 16122 Genova
circa 40.000 opere, era stato selezionato da in prevalenza a carattere religioso, provenienti missiogenova@yahoo.it
• bonifico bancario:
un’apposita commissione – in cui operò attiva- dai quattro continenti (Asia, Oceania, Africa e codice fiscale 95072770100
c/c bancario n° 94816
ABI 5428 CAB 01400
mente P. Wilhelm Schmidt S.V.D. – tra ben America). Un ulteriore settore, denominato “Sin- sostieni la rivista con un piccolo contributo
Banca Popolare di Bergamo - Credito
di 20 euro
100.000 oggetti, provenienti da tutto il mondo, tesi Missionaria”, è dedicato esclusivamente ad Varesino
Direttore responsabile: Sede di Genova
offerti al Papa da privati, dalle missioni e da 400 opere prodotte nei diversi paesi d’origine a seguito Andrea Musso Specificare la causale
Diocesi per la grande Esposizione del 1925. dell’evangelizzazione. Coordinamento editoriale:
Negli anni, l’iniziale raccolta si è Nel Secondo Percorso, chiuso al pubblico e visi- don Francesco Di Comite Questa rivista é associata a:

arricchita con nuove acquisizioni e tabile solo su richiesta, è conservato Progetto:


studio grafico Andrea Musso
donazioni offerte ai Pontefici. il resto delle Raccolta composta da
foto di copertina: Unione stampa periodica
Tra esse va ricordata la manufatti di uso quotidiano, ceri- Luca Forno italiana
collezione del Museo Bor- moniale, artistico, provenienti da
Videoimpaginazione:
giano di Propaganda Fide, diverse società e culture. Gli Daria Pasolini

la collezione di numisma- oggetti sono collocati in depositi Fotografie: Gino Repetto Federazione stampa
missionaria italiana
tica cinese di P. Giuseppe organizzati secondo le stesse Segreteria di redazione:
Kuo, i ritratti in gesso suddivisioni geo-culturali del Mariagrazia Mangano

delle popolazioni amerin- Primo Percorso. Stampa: Grafiche Fassicomo Genova


O t t o b re 2 0 0 6 3

segue da pagina 1

fosse un rivale e volesse limitarne la “Chiunque ama è generato da Dio e della fecondità apostolica dell’azione
libertà. conosce Dio” (1 Gv 4,7). missionaria, che travalica le frontiere
Così all’amore gratuito divino essi Dunque, per amare secondo Dio e le culture, raggiunge i popoli e si
preferirono se stessi, persuasi di occorre vivere in Lui e di Lui: è Dio la diffonde fino agli estremi confini del
affermare in tal modo il loro libero prima “casa” dell’uomo e solo chi in mondo.
arbitrio. La conseguenza fu che fini- Lui dimora arde di un fuoco di divina
rono per perdere l’originale felicità ed carità in grado di “incendiare” il C ari fratelli e sorelle, la Giornata
assaporarono l’amarezza della tri- mondo. Missionaria Mondiale sia utile occa-
stezza del peccato e della morte. Non è forse questa la missione della sione per comprendere sempre
Iddio però non li abbandonò e promi- Chiesa in ogni tempo? Non è allora meglio che la testimonianza dell’a-
se ad essi ed ai loro discendenti la difficile comprendere che l’autentica more, anima della missione, concerne
salvezza, preannunciando l’invio del sollecitudine missionaria, primario tutti.
suo Figlio unigenito, Gesù, che avreb- impegno della Comunità ecclesiale, è Servire il Vangelo non va infatti con-
be rivelato, nella pienezza dei tempi, il legata alla fedeltà all’amore divino, e siderata un’avventura solitaria, ma
suo amore di Padre, un amore capace questo vale per ogni singolo cristia- impegno condiviso di ogni comunità.
di riscattare ogni umana creatura no, per ogni comunità locale, per le Accanto a coloro che sono in prima
dalla schiavitù del male e della morte. Chiese particolari e per l’intero Popo- linea sulle frontiere dell’evangelizza-
In Cristo, pertanto, ci è stata comuni- lo di Dio. zione - e penso qui con riconoscenza
cata la vita immortale, la stessa vita Proprio dalla consapevolezza di que- ai missionari e alle missionarie -
della Trinità. sta comune missione prende vigore la molti altri, bambini, giovani e adulti
Grazie a Cristo, buon Pastore che generosa disponibilità dei discepoli di con la preghiera e la loro cooperazio-
non abbandona la pecorella smarrita, Cristo a realizzare opere di promozio- ne in diversi modi contribuiscono alla
è data la possibilità agli uomini di ne umana e spirituale che testimo- diffusione del Regno di Dio sulla
ogni tempo di entrare nella comunio- niano, come scriveva l’amato Giovan- terra.
ne con Dio, Padre misericordioso ni Paolo II nell’Enciclica Redemptoris L’auspicio è che questa comparteci-
pronto a riaccogliere in casa il figliol missio, “l’anima di tutta l’attività mis- pazione cresca sempre più grazie
prodigo. Segno sorprendente di que- sionaria: l’amore che è e resta il all’apporto di tutti.
sto amore è la Croce. Nella morte in movente della missione, ed è anche Colgo volentieri questa circostanza
croce di Cristo - ho scritto nell’Enci- l’unico criterio secondo cui tutto per manifestare la mia gratitudine
clica Deus caritas est - “si compie deve essere fatto o non fatto, cam- alla Congregazione per l’Evangelizza-
quel volgersi di Dio contro se stesso biato o non cambiato. È il principio zione dei Popoli ed alle Pontificie
nel quale egli si dona per rialzare che deve dirigere ogni azione e il fine Opere Missionarie [PP.OO.MM.], che
l’uomo e salvarlo - amore, questo, a cui essa deve tendere. Quando si con dedizione coordinano gli sforzi
nella sua forma più radicale. È lì che agisce con riguardo alla carità o ispi- dispiegati in ogni parte del mondo a
questa verità può essere contempla- rati dalla carità, nulla è disdicevole e sostegno dell’azione di quanti sono in
ta. E partendo da lì deve ora definirsi tutto è buono” (n. 60). prima linea alle frontiere missionarie.
che cosa sia l’amore. A partire da Essere missionari significa allora La Vergine Maria, che con la sua pre-
questo sguardo il cristiano trova la amare Dio con tutto se stessi sino a senza presso la Croce e la sua pre-
strada del suo vivere e del suo amare” dare, se necessario, anche la vita per ghiera nel Cenacolo ha collaborato
(n. 12). Lui. Quanti sacerdoti, religiosi, reli- attivamente agli inizi della missione
giose e laici, pure in questi nostri ecclesiale, sostenga la loro azione ed
Alla vigilia della sua passione Gesù tempi. aiuti i credenti in Cristo ad essere
lasciò come testamento ai discepoli, Gli hanno reso la suprema testimo- sempre più capaci di vero amore, per-
raccolti nel Cenacolo per celebrare la nianza di amore con il martirio! Esse- ché in un mondo spiritualmente
Pasqua, il “comandamento nuovo re missionari è chinarsi, come il buon assetato diventino sorgente di acqua
dell’amore – mandatum novum”: Samaritano, sulle necessità di tutti, viva. Questo auspicio formulo di
“Questo vi comando: amatevi gli uni specialmente dei più poveri e biso- cuore, mentre invio a tutti la mia
gli altri” (Gv 15,17). L’amore fraterno gnosi, perché chi ama con il cuore di Benedizione.
che il Signore chiede ai suoi “amici” Cristo non cerca il proprio interesse,
ha la sua sorgente nell’amore paterno ma unicamente la gloria del Padre e il Dal Vaticano, 29 Aprile 2006
di Dio. Osserva l’apostolo Giovanni: bene del prossimo. Sta qui il segreto BENEDICTUS PP. XVI

Le missioni diocesane di Santo Domingo e di Puoi indicare la preferenza del progetto o lasciare a
Villa Clara (Cuba), il Perù con la Bibbia, il Fondo noi la destinazione per le situazioni più urgenti.
per l’acqua, le Borse di Studio per studenti, e i
 c/c postale 44730281
FAI UNA molti missionari disseminati nel mondo aspettano
il tuo aiuto.
 c/c 94816 Banca Popolare di Bergamo
ABI 5428 CAB01400
DONAZIONE Grazie per l’aiuto alla missione della chiesa
verso i più poveri. La crescita di un mondo di
intestati a: Associazione MissioGenova Onlus
FIDATI DI NOI pace è anche merito tuo. I piccoli segni di
amore fanno un tessuto sociale più vero e più
bello. Lo vedo e ci credo. Dio opera il bene e
via Serra 6 c - 16122 Genova
Ai sensi dell’art. 13 del D.LGS. 4/12/97 n.460 le offerte
destinate all’Associazione MissioGenova – Onlus sono detrai-
la salvezza attraverso anche di te. bili nella dichiarazione dei redditi per un importo non supe-
riore € 2.065,83 annui. Quale documentazione per la detra-
don francesco zione fiscale sarà sufficiente conservare la ricevuta del versa-
mento effettuati mediante c/c postale o bancario.
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Le porte si aprono allo Spirito di Dio di Paolo Benvenuto

dalla missione del Guaricano


O ggi si è conclusa la 13ª Missione Parrocchiale della
Parrocchia Santa Margarita, e la prima (da dopo la divi-
Alle tre del pomeriggio di tutti i giorni di missione
ci ritroviamo quindi in una cappella o in un altro punto
tiene verso sera nella cappella di settore o in un altro
punto più vicino alla gente.
sione) della Parrocchia della Divina Misericordia. adatto dentro al settore che si visiterà, e lì si realizza la E di fatto verso le sei e mezza la gente comincia ad
Don Lino Terrile aveva cominciato a realizzare que- preparazione pratica con un momento di preghiera. avvicinarsi al punto indicato. Si vede gente che va a
ste missioni nel 1994, e da quell’anno tutte le comunità Tutti i giorni si invoca innanzitutto lo Spirito Santo, si Messa la domenica, ma anche gente nuova, desiderosa
aspettano con gioia il tempo della missione. medita un passo evangelico correlato all’evangelizza- di cominciare un cammino, o forse solo curiosa. Sta di
Come si realizza la Missione? zione, si intercede chiedendo al Signore la fecondità del fatto che la cosa di fare la Messa è un richiamo che la
L’esperienza ci ha aiutato a dare una forma tipica, lavoro che si realizzerà; infine i missionari ricevono la gente sente.
che si ripete uguale tutti gli anni, a questa attività. benedizione e vanno verso la parte di settore dove Nella Messa cerco sempre di presentare il kerigma
Si comincia un mese prima annunciando alla tocca loro visitare, accompagnati da laici che vivono partendo dalle letture: far vedere cioè come l’amore di
comunità che ci avviciniamo al tempo della Missione. nel settore e conoscono bene il territorio: questi ultimi Dio, pur offuscato dal peccato, vince il peccato nella
Quindici/venti giorni prima della data di inizio si hanno la funzione di dire a ogni coppia di missionari morte e risurrezione di Cristo, e diventa chiamata alla
tengono gli incontri di formazione per i missionari e dove realizzare la visita; devono anche rendersi conto conversione e alla fede, alla vita nello Spirito e nella
per gli oranti. Con i secondi faccio sempre un momen- se ci sono famiglie che non vengono visitate, e cercare Chiesa.

‘‘
to di insegnamento sulla preghiera, sia Lo stesso hanno fatto nella Divina
nelle sue basi bibliche che sul modo di
viverla. Con i primi, c’è sempre una cate-
chesi sulla missionarietà nel Nuovo
un momento insieme, la famiglia visitata
e i missionari
‘‘ Misericordia don Lorenzo e il nostro dia-
cono Marcial, che portavano avanti le
due celebrazioni di ogni giorno.
Testamento, poi l’esplicitiazione dell’an- Alla fine della Messa, una o più testi-
nuncio del kerigma, che è centrale nella visita missio- i primi missionari liberi per inviarli là. monianze. Tra le cose che mi hanno più colpito c’è
naria, e infine l’istruzione pratica (con tanto di prova) Subito dopo l’invio dei missionari vengono inviati stata quella di un uomo che poi mi hanno detto che è
sulla maniera di realizzare la visita alla famiglia. anche gli oranti: sono fratelli anziani o non ancora in il capo di un punto di spaccio di droga; la tentazione è
Si arriva così all’ultima domenica di luglio o alla piena comunione con Cristo e che quindi non possono di pensare che erano parole legate al buon vivere, ma
prima di agosto nella quale alla Messa principale si fa evangelizzare, e che si dedicano a mantenere viva la voglio credere che il Signore ha cominciato a fare qual-
la benedizione dei missionari. preghiera nei centri di accoglienza a cui i missionari cosa in quel cuore, e mi riprometto di andarlo a trova-
A partire dal lunedì seguente, ogni giorno ci dedi- invitano la gente. re a casa sua. Così come mi ha colpito la testimonian-
chiamo a visitare le famiglie di un settore o di una Normalmente ogni coppia di missionari visita za di una donna sulla quarantina che era preda della
parte di esso. Fino all’anno scorso eravamo una sola dieci/quindici o in qualche caso venti famiglie, dipen- droga e che sei mesi fa è stata liberata, e ha ringrazia-
parrocchia di nove settori, e quindi i dieci giorni di mis- dendo dal numero di coppie presenti e dalla grandezza to pubblicamente il Signore.
sione (due settimane da lunedì a venerdì) si dedicava- del territorio che si visita. Prima della benedizione finale, l’invito a entrare alle
no in pratica uno ad ogni settore. A partire da que- Durante la visita i missionari iniziano presentando- Comunità Ecclesiali di Base (CEB): nelle nostre parroc-
st’anno la divisione delle parrocchie ha fatto sì che si; poi un breve momento di fraternità; quindi la parte chie sono come il punto di entrata alla chiesa, varia
ogni parrocchia abbia meno settori, e di conseguenza centrale, cioè l’annuncio del kerigma, che si raccoman- gente vi partecipa anche se non si è ancora decisa a par-
ogni giorno si visitava solo metà di un settore. da venga presentato accompagnato da qualche espe- tecipare con costanza alla Messa. I responsabili di setto-
Quest’anno avevano un massimo di sessantaquattro rienza personale; dopo di ciò invitano a pregare un re hanno presentato le CEB presenti nel loro settore, con
missionari a Santa Margarita e altrettanti alla Divina momento insieme, la famiglia visitata e i missionari; il posto, il giorno e l’ora in cui si riuniscono. La speranza
Misericordia. terminano invitando alla Messa di accoglienza che si è che dopo la missione le CEB acquistino più vita.



LA CARITÀ
ANIMA DELLA MISSIONE
20 ottobre 2006
presiede S. Ecc.za Mons. Angelo Bagnasco

CATTEDRALE S. LORENZO
VEGLIA DI PREGHIERA, ore 21.00
in preparazione alla giornata missionaria mondiale
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Il Congo, l’Africa, l’Europa di Giovanni Chersola

Dalla logica della guerriglia continua alla logica delle elezioni e della Pace
C oniugare insieme gli ambiti
socio-territoriali di Congo, Africa ed
tava con sé quasi automaticamente lo te i benefici di tutto questo andranno al
scatenarsi di violenze, saccheggi, popolo congolese, si dice. E ritorna la
Ed in questo meccanismo concet-
tuale, scompariranno quegli aspetti
Europa può apparire azzardato, oltre incendi, terrorismo sessuale, perpetrati speranza, ed il concetto del domani, e che invece costituiscono per la nostra
ad essere estremamente difficoltoso. con brutalità quasi bestiale. del futuro, che erano stati bruciati nei civiltà dei veri e propri punti critici: lo
Un fattore comune attualissimo Nel genocidio rwandese del 1994, diecimila incendi della boscaglia. sviluppo di tecnologie ormai obsolete
può essere costituito dalle elezioni che, e nelle due guerre civili del 1996 e dal Una volta votato, moltissimi atten- ed inquinanti, di fronte ad una presa
dopo 46 anni di lotte e violenze di ogni 1998 al 2003, in una delle più gravi dono il benessere tanto atteso. Proprio di coscienza più profonda nei con-
tipo, si stanno svolgendo nelle 10 pro- crisi umanitarie dalla fine della Secon- quello che vedono giungere dai Paesi fronti dell’ambiente e delle risorse
vince dell’ex Zaire, paese che per esten- da Guerra Mondiale, sono morti, per più evoluti, che sanno esistere fuori naturali, la messa in discussione dei
sione occupa gran parte dell’Africa fatti di guerra o per malattie e priva- dal continente africano, quello di cui nostri stessi modelli di sviluppo e di
equatoriale, ed è grande 8 volte l’Italia. zioni, più di 4 milioni di persone. Ed da sempre godono i Bianchi. commercio.
Numerosi candidati si stanno ancora oggi, nel silenzio dei media, Essere bianchi, anche di pelle, per Adesso, come andare a dire agli
affrontando, dal 30 luglio: 32 per la ele- violenza e malattie richiedono il loro taluni è quasi una ossessione, di amo- Africani che taluni detersivi inquina-
zione del Presidente della Repubblica, e tornaconto, con almeno 50 persone che re-odio, in cui si mischiano in disordi- no grandemente, che le sigarette ucci-
9600 per quella dei 500 rappresentanti muoiono ogni ora: di questi la metà ne il ricordo dell’orgoglio per i 1.000 e dono, soprattutto quelle a maggiore
al Parlamento. Cinquantamila seggi sono bambini. Poi, negli ultimissimi più anni di storie ancestrali, di tradi- tasso di nicotina distribuite da loro,
approntati anche nelle zone più sperdu- giorni, è zioni “cou- che l’ambiente deve essere rispettato,
te per 25 milioni di elettori, recensiti tra
mille difficoltà; milioni di dollari sono
stati impegnati sul territorio da tutta la
Comunità internazionale per assicurare
lo svolgimento logistico delle elezioni.
arrivata la
consapevo-
lezza

mente atto-
di
essere final-
‘‘ Una volta votato,
moltissimi attendono
il benessere tanto atteso
‘‘ tumiere”, di
reami ormai
scomparsi,
ed il mirag-
gio di un
gli alberi non abbattuti, le falde acqui-
fere protette dall’inquinamento e dal-
l’olio dei motori versato a terra, che
non sempre la televisione trasmette
programmi utili ed educativi, che non
Solo la Comunità Europea ha dato 235 ri, e poten- Occidente sempre la morale è presente in taluni
milioni di euro; le Nazioni Unite più di zialmente i vicino in nostri comportamenti sociali, e la
450 milioni di dollari. fautori di un cambiamento storico nella cui la Morte sembra scomparire dall’e- dignità dell’uomo è sempre garantita?
Un dispiegamento di forze, umane, loro società: potevano votare, e potevano sistenza umana, sommersa dai telefo- Come possiamo combattere, noi, la
militari, economiche, raramente visto decidere chi li avrebbe governati. nini, dalle belle macchine, dagli elet- corruzione, il furto, il ricatto, e denun-
in tutto il mondo, così come unico è il I giorni delle privazioni sarebbero trodomestici e dai televisioni al pla- ciarli quali fattori alla base della povertà
contingente dei 17.600 caschi blu finiti, la pace, il benessere, tutto quanto sma. e della schiavitù africane? noi che siamo
impiegati ormai da anni nella missione avevano i bianchi, anch’essi lo avrebbe- Peraltro alcuni, i pochissimi che in riusciti ad inventare innumerevoli nuo-
MONUC, al costo di miliardi di dol- ro avuto, d’incanto, domani, come qualche modo sono riusciti ad arric- ve sottili ed ambigue forme di dipen-
lari, e del contingente europeo per “ molti politici già promettevano nei tor- chirsi, già possono godere di queste denza e schiavitù, spesso così bene
securiser “ la popolazione congolese. mentati comizi nelle piazze. E, in mas- comodità nelle loro ville, circondate da mascherate da renderle irriconoscibili?
Ed ancora 47.000 osservatori naziona- sa, i Congolesi sono andati a votare, inferriate, filo spinato, e sentinelle A questo punto, il cerchio si chiu-
li, 1.500 internazionali, più di ordinatamente, facendo a piedi decine armate. de: da un punto di vista logistico ed
190.000 osservatori dei numerosissimi di chilometri per giungere ai seggi più Quindi la cosa è possibile. operativo, siamo riusciti – forse – a
partiti politici. vicini, e, poi, mostrando orgogliosi il Questo è il passaggio più critico, portare un popolo intero alle soglie di
Inizialmente, i Congolesi avevano pollice inchiostrato viola, testimonianza oggi: il rito delle elezioni, puntual- elezioni democratiche.
quasi paura di questa scadenza: la vole- del voto. mente svolto con ordine ed obbedien- Gli abbiamo insegnato un metodo
vano fortemente, ma istintivamente la Adesso, si attendono i risultati. za, può essere interpretato come un formale. Ma, nella sostanza, siamo
temevano, con l’esperienza fatta nei 46 Dopo decenni di saccheggi delle passaggio obbligato che, automatica- sicuri che siamo ancora in grado di
anni trascorsi dalla indipendenza del immense risorse naturali, diamanti, mente, porterà ad avere una esistenza trasmettere anche tutti quei valori veri
30 giugno 1960, in cui qualsiasi tenta- rame, uranio, cobalto, oro, petrolio, col- immediatamente migliore; ma, soprat- che servono ad improntare l’esistenza
tivo di pacificazione e di stabilità por- tan, zinco, lattice da gomma, finalmen- tutto, uguale a quella occidentale. ad un reale Umanesimo etico?

Riceviamo e pubblichiamo
Carissimo Don Francesco Ci sono 100 ragazzi di età dai 5 a 17 anni. casa per gli anziani, casa per i malati mentali,
Tutti studiano vicino a casa nostra. Questo anno casa per handicappati, casa per ex carcerati ecc...
Grazie della tua e.mail. Ho studiato a Roma per abbiamo 20 nuovi ragazzi orfani. Dobbiamo dare Questo anno abbiamo pensato di aprire una casa
5 anni. Per questo conosco un po' d'Italiano. Se c'è tutto a questi ragazzi: cibo, vestiti, cancellerie, per gli ammalati di AIDS.
qualche errore perdonami. medicina ecc.... Vi chiedo di mettere la vostra mente nelle nostre
Lavoro presso un orfanotrofio, Karunalayam Boys' L'anno scorso tu mi hai mandato un po' di soldi attività. Vi ricordiamo sempre nella nostra pre-
Home. attraverso suora Maristella (Suore di Monte Cal- ghiera.
vario). Un abbraccio, Franco Kannampuzha, India.
Casa sua è vicino al nostro orfanotrofio. Questi
soldi li abbiamo utilizzati per comprare sedie e
tavoli nella nostra aula. Grazie di cuore per la
vostra generosità.
Questo anno abbiamo bisogno di tante cose, noi
attendiamo e confidiamo nella provvidenza.
Questo anno i nostri frati mi hanno eletto come
Superiore Provinciale della nostra piccola e povera
congregazione. Abbiamo varie attività: orfanotrofi,
6 O t t o b re 2 0 0 6

Relazione sull’attività missionaria


svolta nel 2005
L ’attività di MissioGenova Onlus
nel 2005 ha mirato, come per il passa-
ecclesiastiche locali prima dell’apertura
della nuova missione.
cano”, ex barrio di Santo Domingo, il
primo insediamento missionario geno-
tivo e divulgativo, alle diverse attività
missionarie cristiane, è stato persegui-
to, al raggiungimento degli obiettivi L’Associazione, allo scopo di favori- vese operante dal 1992. to con la realizzazione di un convegno
indicati nello statuto dell’Associazio- re un diretto coinvolgimento di giova- Il servizio è stata trasmesso sulle reti a Genova in data 13 ottobre 2005,
ne. ni ed adulti desiderosi di partecipare a televisive locali e nazionali nei primi con la partecipazione di Mons. Rava-
Tali finalità sono state perseguite esperienze di missionarietà, ha elargito mesi del 2006 ed ha avuto una larga si, oltre a quella del Cardinale Berto-
sia in modo diretto tramite progetti e contributi – previa una adeguata for- eco non solamente a livello regionale. ne.
volontari propri, sia collaborando mazione umana e religiosa – per l’effet- Tra le altre iniziative dell’Associa- Una iniziativa innovativa realizzata
con le diverse strutture locali e non tuazione di viaggi in terra di missione. zione volte a perseguire finalità di soli- nel 2005 è rappresentata da “Pensieri
aventi affinità coerenti ai principi del- Si citano in questo contesto i viaggi in darietà sociale a favore di popolazioni di Architettura”, una raccolta di pro-
l’Associazione. Congo e nello stato indiano di Kerala. in situazioni di bisogno, portate a ter- getti edilizi da attuarsi nei paesi in via
L’anno in esame è stato particolar- In tale ambito vanno inoltre inseri- mine nel corso del 2005, vanno citate di sviluppo. Tutte le attività, le inizia-
mente significativo per l’apertura te le attività di animazione nelle scuo- le erogazioni destinate al “Fondo per tive ed i progetti realizzati o da realiz-
della Missione Diocesana nell’isola di le elementari genovesi che hanno con- l’acqua 2005” per la realizzazione di zare sono stati evidenziati nella rivista
Cuba, in località Villa Clara, con l’in- sentito di divulgare l’opera missionaria pozzi in Camerun. L’obiettivo di por- Missiogenova, la cui edizione con
sediamento stabile di due sacerdoti. e sensibilizzare le giovani genera- tare sostegno, anche periodicità trimestrale è stata curata
L’attività della Missione sopra zioni alle problematiche delle di tipo informa- dall’Associazione ed inviata a tutti i
descritta, iniziata il 3 ottobre 2005, ha popolazioni ove operano i mis- benefattori ed in congruo numero
comportato un notevole impiego di sionari genovesi. a tutte le parrocchie della
risorse in sede di preparazione e rea- Il Presidente dell’Asso- Diocesi.
lizzazione, accompagnato da un ciazione ha incontrato, nel In conclusione l’an-
primo invio di materiale di supporto corso dell’anno in esame, i no 2005 è stato parti-
per l’attività pastorale e per le prime missionari genovesi resi- colarmente significati-
necessità contingenti dei missionari. denti in Amazzonia e nella vo ed impegnativo per
Una adeguata opera di sensibiliz- Repubblica Dominicana, il sostentamento delle
zazione alle problematiche connesse erogando ad entrambe le missioni genovesi e per i
alla realizzazione di questa iniziativa è missioni locali contributi progetti portati a termine
stata portata a termine sia in ambito economici per il loro sosten- ed ha visto la profusione
vicariale che diocesano. tamento e per la realizzazio- da parte del Presidente e dei
L’Associazione ha altresì fornito la ne di singoli progetti. volontari delle proprie ener-
propria collaborazione per i viaggi pasto- Nell’estate del 2005 una gie spirituali, culturali, mate-
rali di S.E. Cardinale Bertone nella Mis- troupe televisiva di Rai 3 ha riali ed economiche per il con-
sione Diocesana a Santo Domingo nella realizzato, con la collaborazione seguimento degli scopi associa-
Repubblica Dominicana e a Cuba per del Presidente dell’Associazione, tivi che sono stati adeguata-
l’incontro con le autorità politiche ed un servizio sulla realtà del “Guari- mente perseguiti.

Riflettiamo
sul mandato missionario di Marino Poggi

L a missione vive dentro un incontro, una scoperta,


una lunga trasformazione della vita a contatto con il
tezza: il Signore sarà con loro, attraverso il suo Spirito e
i Sacramenti. In questa comunione è il fondamento
“Volto” che la ha illuminata. Così è successo agli della missione: con Gesù in cammino verso il Padre.
Apostoli, così dovrebbe succedere ad ogni cristiano, che La condizione iniziale è il riconoscimento di Gesù
vive nell’umile tentativo di seguire Cristo. risorto, rivestito di un nuovo potere: è il nuovo Adamo,
Di conseguenza la missione è tutt’uno con rapporto la sua autorità è il fondamento di un mondo nuovo.
che si instaura con il Figlio di Dio fatto carne, rapporto Come i tralci alla vite, bisogna unirci a Lui per portare
che cresce e, crescendo, trasforma la nostra quotidianità. frutto e la unione a Lui è la nostra consacrazione al
Il primo missionario è stato Gesù, che più volte si è Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Siamo chiamati e
definito tale, e al sua missione è consistita nel coinvol- mandati a “dar gloria a Dio”, nel rinnovamento del
gerci nel suo rapporto con il Padre. La Chiesa, come ogni mondo. Ecco il segreto della vita, di ogni vita, la sfida
cristiano, è missionaria per lo stesso motivo, perchè testi- della missione, che Gesù affida agli Apostoli e alla
monia l’accoglienza dell’invito di Gesù, offrendo a tutti la Chiesa: consacrare tutti gli uomini, inserendoli nel com-
possibilità di entrare in pito sacerdotale, profe-
rapporto con il Padre, tico, reale della stesso
attraverso Gesù. Gesù. Sacerdoti, perchè
Gli undici Apostoli sia santificato il nome di
(mancava Giuda all’ap- Dio; profeti, perchè
pello!) sono in Galilea venga il suo regno; re,
per riprendere il cammi- perchè sia fatta la sua
no con Gesù in modo volontà, come in cielo
nuovo: prima spettatori così in terra. La missione
meravigliati di qualcosa è il cammino verso il
di inatteso, ora, pur nei significato ultimo della
dubbi, forti di una cer- nostra esistenza.
O t t o b re 2 0 0 6 7

Una famiglia missionaria di Luigi e Isabella Bencetti

S iamo lieti di mettere in comune con chi ci legge la


nostra esperienza in Perù, all’estrema periferia di Lima,
primo che si impegna con noi in prima persona. Infatti
la Croce è anche segno di Resurrezione, non è più uno
È chiaro che per quanto possibile cerchiamo di aiu-
tarli anche materialmente, ma in pratica è quasi impos-
in una baraccopoli. strumento di morte, ma di vita, per il Sangue di Cristo sibile, se pensiamo che siamo responsabili della nostra
Anzitutto ci presentiamo: Luigi e Isabella, 69 e 72 sparso per noi. Cappella e di altri due luoghi di culto, per un totale di
anni, sposati da 47, sette figli, che a loro volta hanno Non abbiamo ancora parlato della realtà di qui. Noi 80 mila persone.
famiglie numerose e così, senza nostro merito, oggi viviamo in una cappella, sempre nella città di Lima, ma Due volte alla settimana viene un medico nei locali
abbiamo 25 nipoti. ad un’ora d’auto dal centro, dove ci sono insediamenti della nostra Cappella e noi contribuiamo all’acquisto di
Luigi è stato ordinato diacono 20 anni fa nella Chie- recenti di persone che hanno lasciato i loro paesi nelle medicine, analisi, ecc., aiutati mensilmente da alcuni
sa di Roma, ha lavorato per 35 anni alla RAI come gior- Ande o nella selva per cercare fortuna in città. Purtrop- amici di Roma. Abbiamo anche sostenuto le spese di
nalista e Isabella è consulente familiare. po Lima, con i suoi 8/10 milioni di abitanti, non può qualche intervento chirurgico urgente e spesso la vec-
Abbiamo cominciato da poco il sesto anno di missio- dare lavoro e, quindi, queste persone vivono di lavori chia auto della parrocchia, che abbiamo in uso, serve per
ne qui in Perù, avendo lasciato Roma l’11 settembre 2001, saltuari, spesso saltano almeno un pasto, non hanno ambulanza o carro funebre. Quando c’è qualche soldo in
proprio il giorno delle Torri Gemelle. Dovevamo fare scalo soldi per curarsi e senza soldi muoiono, perché qui non più, prepariamo qualche pacco con alimenti di base o
ad Atlanta, negli Stati Uniti, e poi ripartire per Lima. Ci c’è il servizio sanitario come da noi. aiutiamo per l’acquisto di libri scolastici, iscrizioni e altro
dirottarono, invece, su una piccola isola materiale scolastico.
del Canada, St. John, e vi basti sapere che
per raggiungere Lima ci mettemmo sei
giorni, con gravi disagi personali, tra cui il
dormire per terra.
All’arrivo a Lima il parroco ci accolse
‘‘ mettere in comune la nostra esperienza in Perù
‘‘ Nei progetti già in fase di rea-
lizzazione ci sono una mensa e una
biblioteca, un luogo dove i bambi-
ni possano studiare con validi sus-
sidi, per levarli così dalla strada.
con queste parole: “La missione comincia Già all’inizio di questo piccolo
con la Croce” e mai parole furono e sono resoconto della nostra missione
più vere. Allora perché siamo venuti qua, abbiamo parlato della nostra
così lontano da Roma, dalle nostre abitu- famiglia e dei nostri sentimenti e
dini, dai nostri gusti e soprattutto lontano motivazioni. Che dire di più? Che i
dai nostri affetti familiari? nostri figli con le loro famiglie ci
Noi da qualche tempo avevamo sostengono sia moralmente che
maturato insieme (queste scelte richie- materialmente, e sono anche loro
dono un intenso cammino di coppia, famiglie missionarie.
come fu a suo tempo per il diaconato) il Alcuni figli sono venuti a tro-
desiderio di vivere un’esperienza con i più varci, e una figlia, Giovanna, è
bisognosi, ma soprattutto con chi non ha venuta con tutta la sua famiglia.
ancora conosciuto profondamente il Sono entrati nello spirito giusto,
Signore della Vita, Gesù Cristo il Risorto. perchè le loro visite non sono sta-
Data la qualità di diacono di Luigi te certo turistiche. Si sono impe-
era, però, necessario sia l’invio da parte gnati con noi nel nostro lavoro,
della Chiesa di Roma, sia il contatto con con le persone, curando molto i
un vescovo che ci accogliesse. Del resto bambini. E tre nostri nipoti di 12,
anche per chi non ha il sacramento del- 10 e 8 anni, figli di Giovanna, met-
l’ordine, non è mai buona cosa essere un tendo da parte il denaro ricevuto
“battitore libero”; c’è sempre una Chiesa per onomastici e compleanni,
che t’invia e una che ti accoglie. facendo “mercatini” di cose varie o
Ovviamente con la famiglia così piccoli spettacoli, sono ritornati
allargata e con i vari impegni ecclesiali l’estate scorsa da soli, appoggian-
non eravamo gente disoccupata in cerca dosi alle hostess della compagnia
di qualcosa da fare (Luigi in quel tempo aerea, per continuare il rapporto
era anche impegnato nel sociale, come instaurato con i ragazzi di qui.
vice presidente nazionale della Croce Siamo dunque testimoni che è
Rossa Italiana)..., ma quando il Signore vero che il Signore non si lascia
fa sentire la sua chiamata, Egli stesso ci battere in generosità e che dà il
aiuta a realizzarla, pur rispettando la centuplo: da quando siamo partiti,
nostra libertà. La nostra presenza li incoraggia, sanno che c’è un i nostri figli sono più uniti, si incontrano più spesso di
Infatti ci ha spianato la strada. Per caso (e ben sappia- punto di riferimento, possono essere ascoltati e questo, prima, si aiutano vicendevolmente, ma soprattutto si
mo che non è mai un “caso”) c’incontrammo con il Retto- nel mondo di oggi, è un grande aiuto. Certo noi siamo sentono in missione con noi.
re di un Seminario del Perù che c’invitò a fare quest’espe- qui non per un’opera sociale (altri la possono fare e Famiglia missionaria allargata, dunque, dove la
rienza missionaria e poi tutto fu facile, sia pure nell’ogget- meglio di noi), ma per annunciare la salvezza donata a nostra “non presenza” (anche se una volta l’anno
tiva complessità delle situazioni. tutti gli uomini da Gesù Cristo con la sua morte e resur- andiamo a visitare le famiglie) diventa una presenza di
Abbiamo trovato veramente un Padre nel vescovo rezione. Accettare un cammino di fede, aiuta moltissi- grande spessore e lo vediamo soprattutto con i nipoti,
che ci ha accolto nella sua diocesi, mons. Lino Panizza mo questa gente, perché può entrare in un’altra dimen- che si sentono impegnati con noi in questa meraviglio-
(cappuccino, italiano, da 35 anni in Perù), un fratello sione, cambiando il modo di rapportarsi ai problemi di sa avventura nel Signore: ne parlano con i loro amici,
maggiore nel parroco della zona, p. Antonio Garciandia ogni giorno. Le loro situazioni sono illuminate dalla c’invitano nelle loro scuole quando siamo a Roma, sono
(basco) e un grande appoggio nel Cardinale Ruini come fede ed essi stessi cominciano ad avere consapevolezza orgogliosi di avere i nonni missionari.
vicario del vescovo di Roma, il Papa. della loro dignità di uomini. Cominciano a porre ordine Terminiamo con un invito: provate per crederci!
Parlavamo di “Croce”, certo, perché non siamo degli nelle loro case, eliminando per prima cosa la promi- Fate dove volete un’esperienza missionaria, anche bre-
eroi, non siamo degli esaltati, sentiamo il distacco dalle scuità (una delle cause di violenza familiare), curando ve, e vedrete come cambia la vita. Ci si relazionerà in
famiglie dei figli che vivono a Roma, sentiamo le diffi- la pulizia, stando più attenti all’igiene: è proprio vero modo diverso con il mondo che ci circonda e si darà il
coltà di vivere in terra straniera, con altri usi e costumi, che l’incontro con Gesù Cristo non è mai disincarnato, giusto peso e valore ai fatti della vita, perché spendersi
eppure... SIAMO FELICISSIMI! Com’è possibile? perché se è un incontro vero si incarna nelle situazioni un poco per gli altri fa riscoprire il vero e genuino sen-
Ritorniamo a dire che se il Signore chiama è Lui per concrete e cambia la qualità della vita. so della vita.
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TARCISIO CARD. BERTONE


ARCIVESVOCO METROPOLITA DI GENOVA

Genova, 18 agosto 2006

Cari fratelli,

sono certo che, nell’era del villaggio globale, avrete già ricevuto notizia della scelta del Santo Padre,
col quale ho avuto la grazia di un comune servizio in passato presso la Congregazione per la Dottrina
della fede: ha comunicato la sua volontà di riavermi accanto a sé a Roma, come Segretario di Stato. La
Sua decisione che diventerà operativa dal 15 settembre p.v. è stata accompagnata da una lettera molto
bella inviata ai fedeli genovesi in cui illustra le motivazioni di questa scelta.
Così la filiale adesione alla volontà del Santo Padre mi porta a lasciare la guida della Chiesa genovese,
dopo tre anni di intense attività pastorali e culturali. Il nuovo incarico è prestigioso ma non meno gra-
voso del ministero episcopale svolto nella nostra Arcidiocesi.

Voi missionari siete per me i fratelli più cari, quelli che la Madre Chiesa ha inviato lontano soffrendo
per il distacco ma assolvendo ad un incarico preciso, quello della missionarietà. Una Chiesa che non
“mandasse” i suoi figli sarebbe come una pianta sterile. I frutti buoni della Chiesa sono le molte perso-
ne consacrate per aiutare i poveri, per evangelizzare, portando la conoscenza di Gesù e restituendo la
dignità umana. Allora la Chiesa è più credibile, più vera perché obbediente a Gesù, il primo missiona-
rio che ci ha detto: «andate in tutto il mondo fino agli estremi confini della terra».

So quanto sia gravoso il vostro compito per portare l’annuncio evangelico in una cultura specifica,
convivere con modi di pensare, di agire, di vivere assai diversi; si tratta di una volontà e di uno sforzo
concreto per purificare e far maturare la nostra cultura con la buona notizia della salvezza di Gesù.
Credo di aver dimostrato la mia grande stima per i tanti missionari nel mondo, ma devo esprimere il
mio affetto e il mio apprezzamento ai missionari genovesi di Santo Domingo e Cuba che ho avuto modo
di vedere operare in loco e constatare quanto cuore e fatiche dedicano al servizio degli ultimi. Soprattutto
penso alla missione interdiocesana di Cuba, appena sbocciata, ma già tanto benefica per le popolazioni
di quel caro Paese.

Cari fratelli missionari, andrò ad operare a Roma ma i miei sentimenti per voi non muteranno, per-
ché sono certo che non è la distanza o la vicinanza che custodisce la comunione. Vi assicuro che il mio
ministero futuro sarà una finestra aperta sul mondo, guardando e avendo nei missionari un punto di
forza particolare.

Sosteniamoci con la preghiera e invochiamo la protezione della Madonna della Guardia.


Vostro aff.mo

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O t t o b re 2 0 0 6 9

Missionario in Giappone di Alberto Berra

V erso i bambini Gesù aveva una


grande predilezione e non si tirava mai
mandato. Di tale processo l’appren-
dimento della lingua non è che uno
imparare da loro a mantenere sempre
vive le parole di Gesù.
indietro nel benedirli tutte le volte dei primi passi. Una delle esperienze che più mi ha
che, saltando di gioia, gli si facevano Nel mio caso, missionario in colpito è stato ascoltare insieme ai
attorno superando il muro degli apo- Giappone, mi sono imbattuto in una bambini le favole, le belle favole giap-
stoli. Inoltre, più di una volta, non si lingua composta di suoni a cui non ponesi come “Momotaro”, molto
era limitato a manifestare simpatia per siamo abituati e di caratteri (kanji) popolare in Giappone come da noi
loro, ma li aveva indicati come gli ere- che non sono riconducibili al nostro Cappuccetto Rosso. Quando poi
di del regno dei cieli. alfabeto. Tutto ciò mi ha costretto a vedevo con loro le fiabe rappresentate
“In verità vi dico: se non vi conver- pronunciare le prime parole letteral- o proiettate in un grande salone era
tirete e non diventerete come bambini, mente come i bambini di pochi anni; difficile non farmi prendere dal loro
non entrerete nel regno dei cieli. Perciò ho cominciato a scrivere come scrivo- entusiasmo che mi faceva saltare sulla
chiunque diventerà piccolo come que- no i bambini dell’asilo seguendo le sedia, battere le mani al finale o scen-
sto bambino sarà il più grande nel indicazioni delle maestre e cercando dere i lacrimoni dagli occhi. Ma la
regno dei cieli… E chi accoglie anche di scrivere dentro nei quadrati fatti gioia più bella è stata certamente vede-
uno solo di questi bambini in nome apposta perché la scrittura avesse una re i bambini dell’asilo rappresentare la
mio accoglie me” (Mt 18,3 - 5). proporzione. natività di Gesù.
Diventare come bambini per Piano piano con questa docilità di Una santa rappresentazione piena
entrare nel regno dei cieli: se questo bambino vedevo i miei scarabocchi di personaggi e di colpi di scena che
vale per tutti, a maggior ragione è prendere una dimensione leggibile e culminava con tutti i bambini che
richiesto al missionario. Se non acco- quando la maestra mi correggeva o insieme cantavano a sguarciagola:
glie questo invito di Gesù non può mi lodava per i miei risultati, riprova- Gloria in excelsis Deo.
fare nulla. Per il missionario, infatti, vo i sentimenti dei bambini delle pri- Si sa che per i bambini le favole
far propria la condizione del bambi- me classi delle elementari. sono come racconti veri e ciò vale a
no è fondamentale anche per vivere Dopo alcuni anni di permanenza maggior ragione per quella storia vera
quel processo di inculturazione che in Giappone mi è stata affidata la dire- di un Dio fatto uomo che per essere
lo porta ad inserirsi nel popolo, nella zione di un asilo, una occasione per compresa anche dai bambini sembra
cultura e nella vita della gente a cui è ributtarmi nel mondo dei bambini e quasi una favola.

Prima che arrivi la sottile lingua nera di Lorenzo Fontana

E tiopia, Est Shoa, villaggio di Kachachullo. Due ore di fuoristrada su pista sterrata
dalla città più vicina. Una distanza che non sembra rappresentare un ostacolo così
Il concetto stesso di città non appartiene affatto all’Africa, dove si scrive “città”
ma si pronuncia “slums”, “bidonville”, “baraccopoli” o “favelas”, a seconda della col-
insormontabile, eppure tanto basta per tenere lontano ogni forma di contaminazione locazione geografica.
da parte della società “in via di sviluppo” che popola la parte “emergente” dell’Etiopia È la deculturazione: una società rurale basata sul modello del villaggio viene
(tutte queste virgolette sono proprio necessarie...). ingabbiata in uno schema formale che vie-
Ogni forma di contaminazione, dicevo, sia positiva
che negativa: istruzione, sanità, aiuti umanitari giro
di affari da una parte, e turismo selvaggio, inquina-
mento, prostituzione e degrado sociale dall’altra.
‘‘ l’asfalto porta con sé...
anche il veleno del progresso
‘‘ ne dai colonialisti Europei (certamente il
colonialismo non è ancora finito, anche se
ha cambiato nome, e ancora oggi rappre-
senta una realtà viva e dannosa) i cui orri-
Ma è solo questione di tempo: la ragnatela di bili frutti si possono ammirare oggi a Nai-
asfalto che ricopre l’Etiopia come qualunque altro robi come a Kinshasa, ad Addis Abeba come
paese del mondo si infittisce lentamente, e prima o a Brazaville.
poi toccherà anche a Kachachullo. Si tratta di anni, Con la perdita dell’identità formale, avvie-
forse di mesi. ne anche l’annullamento dell’identità sociale
La gente del villaggio attende con trepidazione e culturale.
l’arrivo della sottile lingua nera come se si trattasse Rimane poco tempo a Kachachullo prima
di una benedizione, e da un certo punto di vista non che arrivi la strada, per gettare le basi di un
si può dar loro torto, ma chi si trova adesso qui, modello di sviluppo alternativo, che permetta
cooperanti, missionari, organizzazioni governative di non disperdere il patrimonio culturale di
e non governative, ha ora una grande responsabi- questa gente che, seppure in condizioni di
lità, perchè l’arrivo dell’asfalto porta con sé, assie- miseria estrema, è riuscita a mantenere viva
me all’illusione di un improbabile sviluppo, anche il la propria identità.
veleno del progresso. In tutte le Kachachullo del mondo gli
Vi è infatti una profonda differenza tra il con- urbanisti, i pianificatori, gli architetti e i
cetto di sviluppo e quello di progresso, poiché il pri- costruttori sappiano che la loro parte di
mo è rappresentato dal lento evolversi di una situa- responsabilità è enorme nei confronti di que-
zione locale, come è successo nelle città europee, sta gente troppo innocente per sapere cosa li
protagoniste della propria crescita; il secondo con- aspetta, troppo sfinita dalla miseria per
siste invece in una violenza che viene subita, con sospettare che il futuro dell’asfalto potrebbe
l’assimilazione forzata di modelli del tutto estranei essere ancora più misero e disumano del pas-
alla cultura locale. sato di fame che essi conoscono.
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La storia continua di Caterina Caminati

L a nostra storia comincia nel 1956 quando un


gruppo di giovani, con forti motivazioni all’impe-
zioni che esistono ancora oggi, sia pure adeguate
alle sempre nuove domande.
La diffusione dell’AIDS che trova facile preda in
una popolazione già compromessa da malattie
gno sociale, decidono di dar vita ad una realtà eccle- I lettori di MissioGenova hanno conosciuto le endemiche non ancora debellate, rende l’aspettativa
siale da poco scoperta. realizzazioni della nostra missione perché vi hanno di vita inferiori ai 47 anni di età.
Si affidano a padre Damaso, che le sostiene e le più volte contribuito con la loro generosità.
incoraggia. Nel 2004 la risposta a questa
Trovano nel cardinale Giuseppe
Siri la sensibilità e la lungimiranza
per realizzare il progetto iniziale,
che si realizza nella risposta ad uno
‘‘ ...un
anni
altro problema si è diffuso in questi ultimi
e sta mettendo l’Africa in ginocchio
‘‘ urgenza nel nostro territorio si fa
ormai pressante.
La dottoressa Ione Bertocchi
lascia la direzione dell’ospedale di
dei bisogni più evidenti della Ngaoundaye affidata a personale
nostra città: l’assistenza alle giovani del luogo e inizia una faticosa
finite nel giro della prostituzione e opera di coordinamento socio sani-
pronte ad uscirne. tario di tutta la diocesi, in situazio-
Nasce l’Istituto Santa Caterina ne di grave pericolo e alla ricerca di
da Genova che sarà eretto in Istitu- sempre nuove risorse per aiutare la
to Secolare nel 1983 e che celebra popolazione stremata e in grave
proprio quest’anno il 50° di fonda- rischio di denutrizione a seguito
zione. delle conseguenze della rivolta
Si legge nelle costituzioni del- politica che ha lasciato distruzione,
l’Istituto: saccheggi e povertà sempre mag-
giore.
“La carità a noi insegnata da
nostro Signore è di tale grandezza Nel 2005 non si può attendere
e ricchezza che può e deve assu- …nei grandi centri l’AIDS dilaga e
mere aspetti speciali, secondo le colpisce il 20% della popolazione
esigenze del tempo e i bisogni dei con tutte le conseguenze sociali,
fratelli”. familiari, economiche facili da
immaginare.
Nel tempo l’Istituto con le atti- Questa volta però la risposta è
vità realizzate in città e le sorelle complessa e gravosa. Da soli non
nelle diverse parti d’Italia, hanno possiamo sostenerla ed allora nasce
cercato di rispondere a questo una cordata di associazioni e di enti
mandato e ancora oggi le risposte per un progetto multisettoriale e
continuano ad arrivare e si sono grazie all’impegno di tutti nasce il
adeguate alle mutate situazioni Centro di Wantigra dove si inizia-
ambientali e sociali. no a curare i primi malati.

La sollecitazione iniziale non “…secondo le esigenze dei fra-


poteva non riguardare i paesi del telli”.
terzo mondo che ci interpellarono
direttamente con la voce di padre E tra i bisogni emergenti la
Ernesto ci volle presenti nella mis- risposta più urgente la chiedono i
sione da poco fondata nella zona bimbi orfani dell’AIDS malati o
nord della Repubblica Centrafrica- sani.
na, uno dei paesi più poveri, sco- È un problema nuovo che
nosciuti e abbandonati della zona richiede mezzi, competenze, dispo-
subsahariana. nibilità e creatività.
E la risposta è stata un sì con- Non esistono nel paese struttu-
vinto e deciso ma anche se avvolto re di accoglienza per questi bambi-
da tutte le incertezze, le incognite ni. Occorre quindi inventare un
che il ruolo di pionieri porta con sé. tipo di assistenza a domicilio delle
Nel 1963 nasce a Ngaoundaye il centro missio- Sono risuonate anche in Africa le parole delle famiglie che li hanno accolti nella loro capanna.
nario di Santa Caterina da Genova con Adriana e nostre costituzioni: Ma il grosso problema dovrà essere affrontato
Anna a fianco dei padri cappuccini. nell’immediato futuro. Si tratta della assistenza
Vera terra di missione la ECA è un paese da “La carità può e deve assumere aspetti speciali, individuale, psicologica a questi bambini deprivati
“disboscare in tutti i sensi”. secondo le esigenze del tempo e dei fratelli…”. degli affetti, spesso demotivati e quindi fragili e
esposti ad ogni pericolo.
L’entusiasmo degli inizi, la gioventù audace, la Se anche perdurano in questo lontano paese
voglia di rispondere in modo nuovo, con la presen- Africano situazioni di emergenza mai del tutto risol- Questo chiede a noi oggi il rinnovo del mandato
za nel terzo mondo della secolarità consacrata, te, legste alle condizioni socio – politiche sempre ricevuto 50 anni fa. Siamo ancora una volta pronte
hanno richiamato tante volontarie che si sono unite precarie, un altro problema si è diffuso in questi a rispondere ma abbiamo bisogno dell’aiuto e del
al gruppetto iniziale e hanno dato vita alle realizza- ultimi anni e sta mettendo l’Africa in ginocchio. sostegno di tutti.
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“VILLA MARIA” nel lontano Cile di Roberto Ghiara

C ome è vero che partire è un po’


morire, così viaggiare è arricchire la
che ci hanno accolto hanno quasi
annullato la stanchezza del lungo viag-
sono un a presenza considerevole ed
amica, le macchine rallentano il loro corso
significativa alla Chiesa Cattolica, per
abbandonarle nel furibondo vortice del
propria vita: l’incontro con altre perso- gio in aereo. Saliti in macchina e diretti per lasciarli tranquillamente attraversare, più autentico consumismo spirituale
ne permette di condividere la loro espe- verso la Pintana, abbiamo iniziato la fanno slalom incredibili per non distur-
rienza facendola, in un certo senso, nostra esplorazione del Cile, o meglio di barne il riposo. La nostra esplorazione del Cile, sotto
propria. Santiago. la guida delle “signorine”, “las hermani-
L’aereo inizia la sua fase di atterrag- I palazzoni moderni e i cartelli pub- Le casa delle signorine sebbene non tas”, è continuata con la visita alla città
gio, tra le nubi si stagliano gli alti profi- blicitari ci hanno subito proiettato nelle si differenzi molto dalle altre, in legno di Santiago e alla bella cittadina di
li della Cordigliera delle Ande, una città nostre periferie, e man man che ci avvi- ad un piano solo, da subito è diventata Pomaire. Merita un ricordo tutto parti-
smisurata si estende sotto di noi, stia- cinavamo alla Pintana, uno dei quartie- un punto di riferimento per quanti colare il nostro viaggio a Valparaiso, la
mo arrivando a Santiago del Cile. Atter- ri più poveri e malfamati di Santiago, hanno bisogno. seconda città del Cile, sede del Parla-
rato l’aereo e presi i bagagli ci siamo vedevamo le case diventare sempre più La piccola comunità composta da mento cileno.
sentiti, d. Francesco Di Comite, vice basse: ai palazzi in cemento si sono hermana Candida, hermana Anna Valparaiso ricorda nella sua confor-
direttore dell’Ufficio Missionario e sostituite casa e tre piani poi a due poi Maria ed hermana Paola svolge il suo mazione la nostra Genova oltre a que-
Comunicazioni e
‘‘
io, proiettati in un
“altro mondo”, i
colori e il freddo
dell’inverno cileno
ci ricordavano di
‘‘ i sorrisi che ci hanno accolto hanno annullato la stanchezza

trovarci nell’altro
emisfero della
terra.
I volti sorri-
denti di due
“signorine” dell’I-
stituto San Gio-
vanni Battista,
hermana Candida
ed hermana Paola
ci hanno gioiosa-
mente accolto e
fatto sentire più
familiare quella
terra tanto lontana.
Nel clero geno-
vese sono ben conosciute le signorine di ad un piano solo in legno… eravamo nel servizio missionario collaborando con sto la grande affabilità del caro don
Villa Maria: da molti anni i ritiri e gli cuore della Pintana. il parroco nella gestione delle due Eduardo ci ha fatti sentire proprio come
esercizi spirituali in preparazione ai L’apparente ordine delle “case” grandi parrocchie affidategli e nella a casa nostra.
ministeri e agli ordini sacri si svolgono costruite su perpendicolari una all’altra visita alle famiglie povere e bisognose. Le “signorine” appena giunte in Cile
nella pace e nel raccoglimento di Villa è guarnito da un considerevole numero Anche in Cile la Comunità dell’Istituto hanno travato nella famiglia di don
Maria a Campomorone, casa madre del- di cani randagi e nei pochi spazi liberi di san Giovanni Battista, secondo la Eduardo un punto di riferimento sicuro
l’Istituto S. Giovanni Battista, fondato dai più svariati rifiuti, carta, bottiglie in volontà della fondatrice si prende cura per le loro varie necessità, e nonostante
nel 1927 dalla Signorina Antonietta plastica, pneumatici e altro ancora. Sor- dei sacerdoti offrendo ospitalità per qualche problemino con la lingua ci
Cappelli. prende il rapporto “norma- alcuni giorni di riposo, ospitando le siamo sentiti in poco tempo anche noi
Ritornando al Cile, i le” che i Pintanini riunioni della zona, animandole con la inseriti in questa splendida amicizia:
sorrisi hanno con i loro buona cucina. Il parroco, p. condotti da don Eduardo abbiamo visi-
cani, Domingo, da pochi mesi trasferito alla tato tutti gli angoli caratteristici di que-
Pintana, ha iniziato ad animare con le sta Genova cilena: lo storico ascensore
sue capacità e iniziative le varie comu- Polanco del 1911, monumento storico,
nità nelle quali le sue parrocchie sono la chiesa di San Francesco del XVIII sec,
divise. il palazzo della Marina e tanti altri tesori
nascosti.
Nel territorio della Pintana sono
numerosissimi i luoghi di culto apparte- Siamo ripartiti dal Cile col proposito
nenti a sette protestanti, che rappre- di far conoscere in Genova il lavoro
sentano una reale sfida all’impegno per umile e discreto svolto dalle hermanas
la nuova evangelizzazione, ad un cam- della Pintana, e di sostenere col nostro
mino di autentica crescita nella fede aiuto la loro missione: è l’unica chiesa
viene offerto una esperienza di fede di Cristo che qui in Italia e in Cile lavo-
tanto emozionante quanto poco fonda- ra per la nuova evangelizzazione; un
ta, che rischia di allontanare tante per- piccolo nostro sacrifico può essere
sone semplici da una appartenenza sempre di grande aiuto.
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“Torno alla Chiesa a me tanto cara


perché culla della mia vita” S.Ecc.za Mons Angelo Bagnasco

Lo abbiamo seguito in questi anni in giro per il mondo a diffondere la Buona Notizia negli ambienti più difficili
dove l’uomo è martoriato dalla guerra e dove si difende la vita attraverso rischi e pericoli.
Lo abbiamo ascoltato annunciare il Vangelo nei posti più lontani come un missionario di pace.
Anni in cui ha conosciuto luoghi di martirio e di sofferenza, confortando e amministrando i sacramenti di Salvezza.
Un pastore che ha conosciuto il mistero dell’uomo attraverso la direzione spirituale di molti sacerdoti e laici;
che ha riflettuto su cosa esista nella vita oltre quell’ombra di dubbio che incombe sull’uomo.
Un uomo abituato a non stare fermo ma a camminare nella ricerca e nell’accompagnamento dell’altro.
In questo modo vogliamo ricevere il nostro Arcivescovo: un missionario che non teme di mettersi in viaggio
e che ci accompagnerà aiutandoci ad essere veri annunciatori di salvezza e autentici testimoni della croce di Cristo.
Auguri al Nostro Pastore, viaggeremo con Lei nelle terre che il Signore ci indicherà.

FdC