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TEATRO D’IRA- VOL.

I
ZITTI E BUONI
Loro non sanno di che parlo
Voi siete sporchi, fra', di fango
Giallo di siga fra le dita
Io con la siga camminando
Scusami, ma ci credo tanto
Che posso fare questo salto
E anche se la strada è in salita
Per questo ora mi sto allenando
E buonasera, signore e signori, fuori gli attori
Vi conviene toccarvi i coglioni
Vi conviene stare zitti e buoni
Qui la gente è strana, tipo spacciatori
Troppe notti stavo chiuso fuori
Mo' li prendo a calci 'sti portoni
Sguardo in alto tipo scalatori
Quindi scusa mamma se sto sempre fuori, ma
Sono fuori di testa, ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Io ho scritto pagine e pagine, ho visto sale poi lacrime
Questi uomini in macchina e non scalare le rapide
C'è scritto sopra una lapide, in casa mia non c'è Dio
Ma se trovi il senso del tempo risalirai dal tuo oblio
E non c'è vento che fermi la naturale potenza
Dal punto giusto di vista, del vento senti l'ebrezza
Con ali in cera alla schiena ricercherò quell'altezza
Se vuoi fermarmi ritenta, prova a tagliarmi la testa perché
Sono fuori di testa, ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che cosa parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l'aria
Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che cosa parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l'aria
Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che cazzo parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l'aria
Ma sono fuori di testa, ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Noi siamo diversi da loro
TEATRO D’IRA- VOL. I
CORALINE

Ma dimmi le tue verità E in cambio non chiedo niente


Coraline, Coraline, dimmi le tue verità Solo un po' di tempo
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità Sarò vessillo, scudo
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità O la tua spada d'argento e
Coraline Coraline
E Coraline piange
Coraline bella come il sole
Coraline ha l'ansia
Guerriera dal cuore zelante
Capelli come rose rosse Coraline vuole il mare
Preziosi quei fili di rame amore portali da me Ma ha paura dell'acqua
Se senti campane cantare E forse il mare è dentro di lei
Vedrai Coraline che piange E ogni parola è un'ascia
Che prende il dolore degli altri Un taglio sulla schiena
E poi lo porta dentro lei Come una zattera che naviga
In un fiume in piena
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità E forse il fiume è dentro di lei, di lei
Coraline, Coraline, dimmi le tue verità
E dimmi le tue verità
Coraline, Coraline
Coraline, Coraline, dimmi le tue
Però lei sa la verità verità
Non è per tutti andare avanti Coraline, Coraline, dimmi le tue
Con il cuore che è diviso in due metà verità
È freddo già Coraline, Coraline, dimmi le tue
È una bambina però sente verità
Come un peso e prima o poi si spezzerà
Coraline, Coraline
La gente dirà: "Non vale niente"
Non riesce neanche a uscire da una misera porta
Ma un giorno, una volta lei ci riuscirà Coraline, bella come il sole
Ha perso il frutto del suo ventre
E ho detto a Coraline che può crescere Non ha conosciuto l'amore
Prendere le sue cose e poi partire Ma un padre che di padre è niente
Ma sente un mostro che la tiene in gabbia Le han detto in città c'è un castello
Che le ricopre la strada di mine
E ho detto a Coraline che può crescere
Con mura talmente potenti
Prendere le sue cose e poi partire Che se ci vai a vivere dentro
Ma Coraline non vuole mangiare no Non potrà colpirti più niente
Sì Coraline vorrebbe sparire Non potrà colpirti più niente
E Coraline piange
Coraline ha l'ansia
Coraline vuole il mare ma ha paura dell'acqua
E forse il mare è dentro di lei
E ogni parola è un'ascia
Un taglio sulla schiena
Come una zattera che naviga
In un fiume in piena
E forse il fiume è dentro di lei, di lei

Sarò il fuoco ed il freddo


Riparo d'inverno
Sarò ciò che respiri
Capirò cosa hai dentro
E sarò l'acqua da bere
Il significato del bene
Sarò anche un soldato
O la luce di sera
E in cambio non chiedo niente
Soltanto un sorriso

Ogni tua piccola lacrima è oceano sopra al mio viso


TEATRO D’IRA- VOL. I
LIVIDI SUI GOMITI
"Ehi, calmati", ti ho detto, "Guardami"
È finito il tempo di nascondersi dietro quegli angoli
Adesso dimmi dove corri e perché ansimi
Non l'hai mai visto chi ha ballato coi fottuti diavoli
Chi è cresciuto con sogni forti e mani fragili
Chi è stato spinto nella fossa, schiacciato ai margini
Coperto d'oro e poi trafitto, la bella Kahlo Frida
Davanti a tutti stavo zitto e invece adesso guardami
Quindi tu resta col tuo gruppo
Striscia, prega, confonditi
A noi il coraggio non ci manca, siamo impavidi
Siamo cresciuti con i lividi sui gomiti
Non ce ne frega un cazzo di te
E del tuo gruppo con cui mangi, strisci, preghi, vomiti
A noi il coraggio non ci manca, siamo impavidi
Siamo cresciuti con i lividi sui gomiti
Non ce ne frega un cazzo di te
E del tuo gruppo con cui mangi, strisci, preghi, vomiti
A noi il coraggio non ci manca, siamo impavidi
Siamo cresciuti con i lividi sui gomiti
Non ce ne frega un cazzo
E se vuoi sapere la mia storia, siediti ed ascolta
Dura una manciata di secondi, quindi adesso contali
Voler brillare, aver paura e tutti gli altri complici
Della paura di brillare che abbiamo da giovani
È una bellissima morale, ma da mezzi uomini
Una cultura secolare, ma di stereotipi
Disprezza chi ha meno di te, quelli più in alto lodali
Onora tua madre e tuo padre, ma da dietro sputagli
Però mi resta la mia strada, gli sguardi, tre amici non codardi
E se il mondo l'ha capito adesso inizierà a guardarci
E sono tanti gli stracci che ho preso senza lamentarmi
Io sarò zero, ma lo zero piscia in testa a te e il tuo gruppo
Striscia, prega, confonditi
A noi il coraggio non ci manca, siamo impavidi
Siamo cresciuti con i lividi sui gomiti
Non ce ne frega un cazzo di te
E del tuo gruppo con cui mangi, strisci, preghi, vomiti
A noi il coraggio non ci manca, siamo impavidi
Siamo cresciuti con i lividi sui gomiti
Non ce ne frega un cazzo di te
E del tuo gruppo con cui mangi
Sì, del tuo gruppo con cui mangi
Sì, del tuo gruppo con cui mangi
TEATRO D’IRA- VOL. I

IN NOME DEL PADRE


Ci ho provato a liberarmi da quel senso di indesiderato
Ed ho fallito mille volte però ci ho provato
Ho messo pesi sulla schiena e poi sono caduto
Ho perso sangue dal naso e mi sono rialzato
Però a vent'anni già mi chiedo se son troppo stanco
Se quello che mi serve è quello che ho desiderato
Se un giorno riuscirò davvero ad esser realizzato
E sono spaventato
E tu stammi ad un palmo dal culo, testa di cazzo
Ho scelto sempre di essere uno ed uno soltanto
Toccare il cielo e ritornare a mangiare l'asfalto
A volte ho pianto, ma non è questo che mi ferma
Voglio il mio riscatto
Tu stammi ad un palmo dal culo, testa di cazzo
Ho scelto di essere uno ed uno soltanto
Toccare il cielo e tornare a mangiare asfalto
In nome del padre, del figlio e spirito santo
Ah, ah, ah, ehi
In nome del padre, del figlio, spirito santo
Ah, ah, ah, ehi
In nome del padre, del figlio, spirito santo
Ah, ah, ah, ehi
Nome del padre, del figlio, spirito santo
Ah, ah, ah, ehi
Nome del padre, del figlio, spirito santo
Ehi, fate spazio, fatene tanto
Che adesso non mi basta il mondo, non mi basta il palco
Mi hanno chiamato in tutti i modi, anche codardo
Son morto più di cento volte, mai morto invano
Tu dimmi che stai nascondendo, cos'hai nel palmo?
Perché dopo che mi hai guardato mi dai del pazzo?
Se pensi che sono cambiato, che sono un altro
Non hai capito un cazzo di niente, quindi che cazzo mi guardi?
Tu stammi ad un palmo dal culo, te lo ripeto
Ho scelto di guardare più avanti di ciò che vedo
Il mio passato non me lo scordo, non lo rinnego
Colpisci forte, tanto non cado, rimango in piedi
Tu stammi ad un palmo dal culo, testa di cazzo
Ho scelto di essere uno ed uno soltanto
Toccare il cielo e tornare a mangiare asfalto
In nome del padre, del figlio e spirito santo
Ah, ah, ah, ehi
Nome del padre, del figlio, spirito santo
Ah, ah, ah, ehi
Nome del padre, del figlio, spirito santo
Ah, ah, ah, ehi
Nome del padre, del figlio, spirito santo
Ah, ah, ah, ehi
Nome del padre, del figlio, spirito santo
TEATRO D’IRA- VOL. I
Ehi, per quello che ho vissuto, il tempo che ho
buttato Di cos'è fare l'artista te ne hanno
Pensavi che fossi morto e poi sono rinato mai parlato?
Di tutto quello che ho perso, che
ho sacrificato
LA PAURA DEL BUIO Di non avere voce, restare senza
Sento mille voci che parlano, ma non sento che fiato
dicono Di avere mille persone che
Mi guardo allo specchio ed immagino di essere al aspettano un tuo sbaglio
circo Sapere che ogni passo falso
Su una giostra di felicità e non voglio andare giù verrà condannato
Anche se non mi diverto più Mi chiedo spesso se son stato
A volte mi sento un miracolo e a volte ridicolo solo fortunato
Poi perdo la testa in un attimo, ma non ditelo in E non mi passa il moto della mia
giro rabbia
Son fuori di me Spero che il mio passato se lo
Son fuori di me porti via la carta
È matto, questo è matto, chiedi
E quindi prendimi, mordimi, toglimi tutto perché lo faccio
Continuerò a non avere la paura del buio In nome del padre, del figlio,
Ed anche quando sarò giù per terra distrutto spirito santo
Continuerò a non avere la paura del buio
E quindi sputami, strappami i vestititi di dosso
Continuerò a non avere la paura del buio
E quindi comprami, vendimi, fammi di tutto
Sei soltanto tu ad avere la paura del buio, noi no
Noi no, io no, io
Preparo il mio valzer col diavolo
Da quando son piccolo
Puoi darmi del pazzo, bastardo, malato
Io ci brinderò sopra col vino
Sì, brinderò te
Sì, brinderò te perché so che anche se mi hai
odiato
Canterai il mio nome
E quindi prendimi, mordimi, toglimi tutto
Continuerò a non avere la paura del buio
Ed anche quando sarò giù per terra distrutto
Continuerò a non avere la paura del buio
E quindi sputami, strappami i vestititi di dosso
Continuerò a non avere la paura del buio
E quindi comprami, vendimi, fammi di tutto
Sei soltanto tu ad avere la paura del buio, noi no
Tu tornerai da me con l'aria stanca
Porterai dei tagli sulle braccia
Sei rimasta sola sulla barca
Riconosco i segni sulla faccia
Tu tornerai da me con le mani giunte
Tornerai da me
Tornerai da me con le mani giunte
Tornerai da me
Tornerai da me con le mani giunte
Tornerai da me
TEATRO D’IRA- VOL. I

VENT’ANNI
Io c'ho vent'anni
Perciò non ti stupire se dal niente faccio drammi
Ho paura di lasciare al mondo soltanto denaro
Che il mio nome scompaia tra quelli di tutti gli altri
Ma c'ho solo vent'anni
E già chiedo perdono per gli sbagli che ho commesso
Ma la strada è più dura quando stai puntando al cielo
Quindi scegli le cose che son davvero importanti
Scegli amore o diamanti, demoni o santi
E sarai pronto per lottare, oppure andrai via
E darai la colpa agli altri o la colpa sarà tua
Correrai diretto al sole oppure verso il buio
Sarai pronto per lottare, per cercare sempre la libertà
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
Spiegare cos'è il colore a chi vede bianco e nero
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
E prometti domani a tutti parlerai di me
E anche se ho solo vent'anni dovrò correre
Io c'ho vent'anni
E non mi frega un cazzo, c'ho zero da dimostrarvi
Non sono come voi che date l'anima al denaro
Dagli occhi di chi è puro siete soltanto codardi
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
Spiegare cos'è il colore a chi vede bianco e nero
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
E prometti domani a tutti parlerai di me
E anche se ho solo vent'anni dovrò correre per me
E sarai pronto per lottare, oppure andrai via
E darai la colpa agli altri o la colpa sarà tua
Correrai diretto al sole oppure verso il buio
Sarai pronto per lottare, per cercare sempre la libertà
C'hai vent'anni
Ti sto scrivendo adesso prima che sia troppo tardi
E farà male il dubbio di non essere nessuno
Sarai qualcuno se resterai diverso dagli altri
Ma c'hai solo vent'anni