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Miloš Živković

Buffet Freud
romanzo

Editore: Admiral Books, Belgrado

Prima edizione, ottobre 2013

Seconda edizione, giugno 2014


Sinossi:

Prima della fine dell’anno 1960, sviluppando una forma particolare di autoterapia, Carl Gustav
Jung scrive la lettera a se stesso. Come andrà a finire, la terapia non farà il risultato desiderato, ma
crea una scissione insolita della psiche, ed a Jung sotto una strana influenza interna comincia a
venire in mente Ana Zec, all’inizio la su paziente, e dopo anche l'amante. Ufficialmente impiegata
nel Consolato di Jugoslavia a Zurigo come coder, in realtà spia e informatore, Ana dopo la segreta e
turbulente relazione di un anno con il dottor Jung è sparita all’improvviso. Anche se già
ottantacinquenne, Carl Gustav Jung decide di chiudere questa storia e trovare Ana. Con l’aiuto di
amici di malavita di sinistra, quelli dell’ambiente di Herbert Marcuse, viene a sapere che Ana Zec,
dopo una serie di scandali che aveva commesso in diplomazia, è stata rimandata a Belgrado, e che
lavora lì come portalettere. Più che mai nella vita desideroso di attività cospirative, Jung procura il
passaporto falso che al nome del dottor Grafenberg, per camuffamento fa crescere la barba simile a
quella di Freud, e parte con il treno verso Belgrado.

Nella capitale coperta di neve risiede in albergo Moskva, in quel periodo la covata di diversi
informatori e collaboratori della polizia segreta di Jugoslavia. Si lascia andare in una certa ricerca
investigativa di Ana Zec per l’apparentemente tranquilla Belgrado socialista, e dopo una
caduta/sincronicità sconveniente conosce Baltazar Novak, neurotico, biologo, ecologo e collettore
appassionato della cintura di castità, l'uomo sulla base del quale Zlatko Grgić, animatore di Zagreb
Film, creerà personaggio del famoso Professore Baltazar. Tra loro due nasce un'amicizia
straordinaria, ed è propio Baltazar che in una notte nebbiosa porta Jung al Buffet Freud, l'oscuro
luogo di raduno di seguaci belgradesi di freudismo, alloggiato nell'ex deposito tedesco nella parte
tenebra della città. A Jung in quel posto spetta un incontro simbolico con il suo ex insegnante, e
dopo l'opponente severo, e la prima esperienza con le sostanze chimiche illecite.

Una mattina Carl Gustav Jung dal sonno profondo l'hanno svegliato i rumori in lingua russa che
venivano da una delle camere vicine. Siccome i vicini rumorosi erano troppo persistenti, l'arrabbiato
Jung è andato a bussargli alla porta con lo scopo di avvertirli al loro comportamento. La porta, la
aprirà un uomo basso accigliato completamente nudo, nello stesso tempo discuttendo con la propia
amante che stava sdraiata nel letto. Si trattava di un pilota sovietico Yuri Gagarin, quando non
sapeva ancora se propio lui sarà a salire sull’orbita, invitato da parte del compagno Tito a tenere in
Jugoslavia un breve seminario sullo sviluppo dei programmi cosmici, perché Vertice dei Paesi non
Allineati si avvicinava, e Tito non voleva che i membri di questo movimento seguono le orme del
blocco occidentale e orientale. Avendo visto qui davanti alla porta che il nudo pilota inclina ai certi
conflitti emotivi, tra l'altro era arrabbiato perché l'amante gli aveva detto che ha pene piccolo, il
dottor Jung ben volentieri gli ha proposto di incontrarlo nella caffetteria dell'albergo. All'inizio
sospettoso, Yuri Gagarin eppure accetta il discorso, e con la bottiglia di vodka comincia la
confessione del propio crescere in un piccolo villaggio Klushino, di eventi insoliti dell'infanzia che
lo definiranno a indirizzarsi verso il cielo, al desiderio appasionato di volare nello spazio, ma anche
di complesso strappante per l'altezza di poco più di un metro e mezzo. L'incontro nella caffetteria
dell'albergo Moskva, stando in disparte, l'osserverà un membro zelante della polizia segreta, e
subito dopo presenterà la relazione alla propia centrale.

Jung riprende la ricerca investigativa per Belgrado con l’aiuto del professore Baltazar, fra non
molto li raggiungerà anche Stanislav Kos, il dirigente dell’osservatorio di Zvezdara, massone e
pornografo-dilettante. Le cose si complicano, il tempo corre, e loro tre nell'incrocio delle condizioni
strane scoprono alcuni segreti oscuri del passato reale di Belgrado, prima di guerra. Nello stesso
tempo, diligenti operatori della polizia segreta ci riescono a venire a sapere l’identità vera di Jung,
l’incontro con Jurij Gagarin interpreteranno in modo paranoido come tentativo di sequestro e
ricatto, e confusi dal caso dello spia ottantacinquenne che è venuto a demollire l’ordine del paese,
vanno in panico generale. Finalmente, il capo di polizia segreta, Marko Leko, propone che il caso
finisce altrove che sul tavolo di Josip Broz Tito.

Portato dall’opportunismo inesauribile, il compagno Tito decide di volgere le cose al propio


favore. Decide di approfittare della presenza del dottor Jung a Belgrado. Decide di sottomettersi alla
terapia psicoanalitica...

Di romanzo:

“Broz e Gagarin, operatore di Udba e informatore, gli snob di Belgrado e russofili; tutti sotto la
lente di ingrandimento di Živković di Carl Gustav Jung. Spiritoso, triste, assurdo, e così vero!“

– Vuk Drašković, scrittore e politico

“Miloš Živković nell'ambito divertente e ludico, ironico e grottesco alloggia l'azione dinamica, i
dialoghi pittoreschi e cambiamenti meravigliosi, i personaggi caricaturali e le loro vicende.”

– Ljiljana Šop, critico letterario e membro della giuria per il premio NIN

“Il gioco incantevole nel quale numerosi e famosi protagonisti – Jung, Tito, Gagarin, professor
Baltazar – sono offuscati da ugualmente incantevole episodista: Belgrado all'inizio del sesto
decennio del secolo scorso. Un romanzo eccellente, farsesco e divertente che suscita
inevitabilmente al lettore il sorriso sul viso.”

– Goran Skrobonja, scrittore e traduttore

“E alcune prime ci sono propio riuscite. Così sono i romanzi di Julijan Tamaš, Miloš Živković,
Goran Gocić. E questo è bene e potenzialmente il migliore dell'anno . E' stato buon anno per i
nuovi romanzieri.”

– Mileta Aćimović Ivkov, critico letterario e membro della giuria per il premio NIN
Di autore:

Miloš Živković è nato a Belgrado nell’anno 1974. Ha terminato il XIV Liceo di Belgrado, e si è
laureato nel reparto per la produzione di cinema e televisia della Facoltà di Arte Drammatica di
Belgrado.

Buffet Freud è il suo primo romanzo, ed è entrato nella shortlist per il premio NIN.
Precedentemente ha pubblicato la raccolta Storie rosse, che è a scelta della trasmissione Beokult
(RTS) nominata il libro dell’anno. Per la storia Marzo della raccolta indicata ha avuto il premio del
giornale Politika. Scriveva le colonne per il giornale Danas, e all’invito del giornale Guardian di
Gran Bretagna ha partecipato ai seminari sulla satira in giornalismo e letteratura.

Attualmente lavora su un nuovo romanzo satirico Suicidio sull’Orient Express.

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