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L'ultima volta abbiamo parlato degli strumenti normativi per la gestione ambientale o della qualità

Esistono norme per la gestione del rischio.

La norma australiana AS/NZS 4360:2004 - risk management è alla base della versione attuale.

È supportata da un handbook 436:2004- risk managemente guideline companion to //

La norma forniva alle aziende un quadro di riferimento di validità generale necessario per

 Identificare
 Analizare
 Valutare
 Controllare
 Comunicare il rischio

Relativi alle attività o alle operazioni svolte dalle organizzazioni publiche e private da imprese a
gruppi.

Dal 1999 è stata usata da molte aziende come il NHS.

Nel 2009 la ISO ha pubblicato una sua versione nel 2009 revisionata recentemente

UNI ISO 31000:2018 – risk management – Guidelines

Parla di gestione ma non fornisce i requisiti ma solo delle linee guida, la iso aveva stabilito nel 2009
che tutte le norme di gestione dovevano essere scritte seguedo l’HLS. La iso 31000 si occupano di
gestione ma non dà i requisiti ma solo le linee guida, quindi non ha bisogno di seguire l’HLS.

Per la UNI ISO 31000:2018

Rischi: effetto dell’incertezza in relazione agli obiettivi

Nota 1 un effeto riguarda ciò che potrebbe essere diverso da quando atteso e può avere come
risultato un effetto positivo o negativo

Nota 2 gli obbiettivi possono presentare aspetti e categorie differenti

Nota 3 il rischio è trattato in base ai termini fonti eventi e conseguenza

La gestione del rischio: attivita coordinate per guidare e tenere sotto controllo un operazione che ha
un rischio

La norma fornisce linee guida generali e può essere adattata a qualunque organizzazione e al suo
contesto e fornisce un approccio comune per gestire qualunque tipo di rischio. Può essere aplicata a
qualsiasi attività

La getione del rischio è legata a tutte le attività riconducibili ad un’organizzazione e comprend


l’interazione con le parti interessate
La gestione si basa su tre capisaldi in cui è evidente il ciclo di deining PDCA:

 Principi
 strutture di riferimento
 processo

Articolazione:

 Scopo e campo
 Riferimenti normativi
 Termini e definizioni
 Principi
 strututre di riferimento
 Processo: generalità, comunicazione e consultazione, campo di applicazione, contesto e
criteri, valutazione del rischio, trattamento del rischio, monitoraggio e riesame, registrazione
del processo e gestione del rischio.

Il cen (EN) non ha ritenuto necessario di recepirla, la UNI comunque l’ha recepita autonomamente

La comunicazione e la consultazione Lo scopo è di aiutare le parti interessate a comprendere il


rischio, su cosa siano basate le decisioni, sulle motivazioni sul perché siano rischieste azioni
particolari

La comunicazione cerca di promuovere la consapevolezza e la comprensione del rischio

La consultazione imlica l’ottenimento di informaizioni di ritorno complere rali da essere di supporto


al processo decisionali

Campo di applicazione, contesto, criteri.

Stabilire il motivo per ci l’azienda ha deciso di seguire un metodo di RM in modo da poter definire
quali siano i suoi obbiettivi. Definire il contesto in cui operare, definire i criteri di accettabilità di
rschio e identificare... Serve a stabilire un trattamento appropriato ad un determinato rischio

Identifichiamo il conteso del rischio, può essere interno o esterno. Per quello esterno comprende i
fattori sociali, culturale, politici ecc, i fattori chiace e le tendenze e gli obbiettvi
dell’organizzazione.................Contesto interno comprendevisione missione e valori

criteri di rischio

Valutazione del rischio tiene conto di tre fattori:

 Identificazione, cioè trovare riconosce e descrivere i rischi che possono ostacolare


l’organizzazione nel conseguire i propri obbiettivi
 Analisi del rischio, il cui scopo è comprendere la natura del rischio e le sue caratteristiche
incluso, se de caso, il livello del rischio. Può essere intrapresa con vari gradi di dettaglio e
complessità in funzione dello scopo dell’analisi, la disponibilità e l’affidabilità delle
informazione e le risposte disponibili, le tecniche di analisi possono essere qualiitative,
quantitative o una loro combinazione.
 Ponderazione del rischio, il cui obbiettivo è aggevolare il processo decisionali riguardo a quali
rischi necessitano un trattamento e le relative priorità di attuazione. È di supporto nelle
decisioni ed implica il confronto dei risultati dell’analisi del rischio con i criteri di rischio per
determinare dove siano richieste ulteriori azioni

Trattamento del rischio, selezionare delle opzioni per affrontare in maniera adeguata il rischio

Efficacia capacità di raggiungere un obbiettivo ed efficienza capacità di raggiungerlo sprecando il


meno possibile

Le opzioni per il trattamento del rischio sono tante e non si escludono a vicenda, anche se non sono
appropriate per tutte le circostanze.

Includono una i più delle seguenti azioni:

 Evitare di continuare l’attività rischiosa


 Aumentare il rischio se esso è vantaggioso
 Rimuovere la fonte del rischio
 Modificare la probabilità
 Modificare le conseguenze
 Condividere il rischio
 Ritenere il rischio con una decisione informata

Monitoraggio e riesame, controlliamo costantemente per assicurare la qualità e l’efficacia del


processo che stiamo eseguendo. I risultati vanno integrati durante tutta la gestione delle prestazioni
dell’orgaizzazione , registrazione di misura e reporting

Registrazione e reporting, volti a comnicare le attivita di gestione del rischio,migliorare le attività di


gestione di rischio ecc.

I fattori da considerare per l’attività di reporting comprendono diverse robe

Annita pappagallo residente onorro della ANRA

Essere prenditori si sa sgnifica assumersi rischi.

L'azienda corre moltissimi rischi:

 Incendio agli stabilimento


 Furto del personale
 Danni a terzi
 Dani e costi a seguito di un inquinamento
 Interruzione di attività di uno o più stabilimenti
 Etc.

Il corona virus non è stato molto preso in considerazine, imprevisto

È bene specificare l’utilità delle assicurazioni che hanno il compito di ridurre le perdite dovute al
danno.

Per raggiugere questi obbiettivi ci è di supporto la metodologia del risk management che funziona
attraverso uno schema ben preciso: sviluppato in sette fasi:

 individuare i rischi
 Valutare i rischi
 Indiiduare le risorse a disposizione dell’azienda
 Assunzione in proprio
 Trasferimento dei rischi a terze parti
 Monitoraffio nel tempi dell’evoluzione dei rischi

Il rischio zero non esiste, ma possiamo attuare delle azioni che diminuisco e fanno tendere a zero il
rischio

Non si può fare conto solo dell’assicurazione

Risk management:

 si tratta di attuare un processo trasversale che permette di induvudare i fattori di rischio


nell’attività imprenditoriale per evitare che diventnoi un costo insormontabile
 Ha un impatto a 360 gradui sulla gestione e sulle scelte strategiche dell’azienda
 Ha lo scopo di analizzare i processi e le procedure per eliminare i fatori di crisi
 Ha impatto diretto sulla riduzione dei costi e sulla salvaguardia del patrimonio aziendale,
agendo in modo benefico anche sui costi.

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Identificazione dei rischi

Si può definire in quattro fasi:

 Definire le unità di rischio, che coincidono con i beni materiali, umani, ambientali e aziendali
da salvaguardare, sono esposte al rischio. Esistono unità di rischio improprie che non
coincidono con le risorse sopra definite, sono la responsabilità di prodotto che sono rischi a
terzi e i danni ambientale
 Identificare le minacce, ad una o più unità di rischio, su una unità possono esserci più
minacce. Si può usare la cosidetta tabella delle minacce per individuare la correlazione fra
rischio e minacce
 Indentificare i fattori modificativi, condizioni agevolanti e frenanti, i primi favorisono l’evento
o ne amplificano gli effetti, i secondi sono fattori fisici, mentali, culturali che impediscono
l’evento o ne attenuano gli effetti. Questa fase è primariamente ordinata alla definizione dei
programmi di rischi e per poter definire i punti critici su cui agire
 Descrivere qualitativamente i danni, elaborazione di posibili scenari qualora il danno
divenisse reale. È necessario prevedere il livello di severità del danno, ogni livello
corrisponderà un pattern di conseguenze.

Gli strumenti per identificare i rischi

 Tabelle delle minacce, esposizione ordinata dei potenziali accadimenti sfavorevoli, non ti
dicono come identificarli, ma ti danno un dato informativo. Possono essere identificaiti rischi
del lavoro, del sistema informatico, industriale, ambientali...
 Checklist, è un elenco di domande o elementi da indagare, le domande sono del tipo si o no
o what if...? Costringe gli analisti ad esplorare tutte le situazioni di rischio
 Intervista, un incontro fra due soggettidiversi in possesso di informazioni significaative, con
la finalità di rilevare fatti e giudizi utili per l’identificazion. Si possono svolgere formalmente o
informalmente, nel primo vi è uno schema ben preciso, nel secondo l’intervistato può
divagare
 Ispezione, costatandone diretta dei luoghi dove si svolgono le operazioni aziendali, da
condurre durante il normale orario di lavoro, possibilmente senza preavviso
 Studio dei diagrammi di flusso, rappresentazioni grafiche di flusso di materiali, persone o
informazioni dentro l’impresa o all’esterno. Il flow sheet offre visione sintetica del processo
in esame, rappresentandone schematicamente, tramite simbologia convenzionale e
unificata, le varie apparecchiatura usate in un impianto
 Registrazione storiche