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La Signora in Rosso

(90 anni…ma non li dimostra)

Ultimo aggiornamento : 02.12.2004


La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

La Guida Rossa d’Italia è riconosciuta dal Ministero


per i Beni e le Attività Culturali come il repertorio del
patrimonio storico-artistico italiano.
Per la conoscenza unica che offre sulla consistenza,
qualità e localizzazione dei beni culturali del nostro
Paese.

“La collana del Touring Club Italiano contraddistinta


dalla copertina rossa impressa in oro rappresenta in
maniera eccellente l’arte e l’architettura d’Italia.
Sono le guide più dettagliate e approfondite del
patrimonio dei beni culturali di questo Paese.”

The Economist, Maggio 2001

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Dott. Fabio Ghersi - via Sturla 33/3 - 16131 Genova - tel. 3282724206
La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Ringrazio

Il Centro Documentazione del T.C.I.


per il materiale consultato

Gli amici collezionisti


per le informazioni ricevute

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PRESENTAZIONE

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A cura del TOURING CLUB ITALIANO

(da inserire)

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CAPITOLO I

INTRODUZIONE

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All’inizio del 1900 non esisteva una guida italiana che coprisse in maniera completa e
capillare il territorio nazionale; per conoscere l'Italia bisognava ricorrere ai volumi delle case
tedesche Baedeker e Meyer (i primi anche in lingua francese ed inglese), della casa inglese
Murray, della casa francese Joanne-Hachette oppure ai volumi dei Fratelli Treves di Milano, i
quali comunque avevano come riferimento la tedesca Baedeker e non coprivano tutta la
Penisola.

Al riguardo scriveva Giuseppe Vota nel 1954 su "I Sessant’anni del T.C.I." : "Le guide
Baedeker, come del resto le Joanne, le Meyer e le Murray, a prescindere dalla lingua in cui
erano redatte, non erano guide adatte per gli Italiani.
I volumi Baedeker "Italie Septentrionale", "Italie Centrale", "Italie Meridionale", "Italie : des
Alpes a Naples" ed i corrispondenti volumi in tedesco ed in inglese erano stati creati per i
turisti stranieri che facevano il tradizionale viaggio in Italia avendo per meta soprattutto le
nostre grandi e piccole città ricche di monumenti storici ed artistici.
Gli aspetti naturali erano per lo più trascurati, tutta la zona alpina era trattata, nei volumi
sull'Italia, con pochi cenni lungo le vie di accesso, salvo rimandare il lettore ai volumi
descriventi territori stranieri.
Così, la descrizione delle Alpi Occidentali era compresa nel volume sulla Francia sud
orientale; quella delle Alpi Centrali in parte nel volume sulla Svizzera, in parte nel volume
sulla Baviera meridionale ed il Tirolo; la zona orientale era invece compresa nel volume
sull'Austria Ungheria. L'Appennino era quasi del tutto ignorato.
Salvo pochi casi, non erano descritti i percorsi stradali, la cui importanza veniva crescendo
con lo svilupparsi del ciclismo e dell'automobilismo.
Il Mezzogiorno poi era trattato in modo troppo succinto; e la descrizione dell'Italia in un solo
volume s'intitolava "Dalle Alpi a Napoli", escludendo gran parte dell'Italia Meridionale e delle
Isole. In realtà, i tre volumi del Baedeker, ottimi per il viaggiatore straniero, non bastavano a
dare delle regioni italiane, tanto varie di attrattive paesistiche, monumentali ed artistiche, una
descrizione sufficientemente particolareggiata per i turisti italiani".

A partire dal 1880 circa i Fratelli Treves avevano invece pubblicato i seguenti volumi relativi
alla nostra Penisola, volumi che avevano “il pratico formato e la classica legatura in tela
rossa delle guide Baedeker” :

- Alta Italia
- Italia Centrale
- Italia Meridionale
- Italia in Generale
- Genova e le due Riviere
- Milano, i Laghi ed il Canton Ticino
- Milano e la Lombardia
- Milano e dintorni (anche in francese ed in tedesco)
- Como ed i tre Laghi
- Torino e dintorni (anche in francese)
- Venezia ed il Veneto con l’Istria (anche in francese)
- Guida Storica di Venezia
- Bologna, l’Emilia e le Marche
- Firenze e dintorni (anche in francese ed in inglese)
- Roma e dintorni (anche in francese, in inglese ed in tedesco)
- Napoli e dintorni
- Napoli ed il Continente
- Palermo e dintorni
- Sicilia, Sardegna e le isole di Caprera e La Maddalena

Nel 1900, sei anni dopo la sua fondazione, il T.C.C.I. modifica il proprio nome in T.C.I.
perdendo la denominazione di "Ciclistico" ed orientandosi quindi sempre di più verso il

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mezzo del futuro, l'automobile; una prima proposta di pubblicare una Guida d'Italia che
sostituisse le guide straniere fu avanzata da L.V. Bertarelli già nel 1903, ma le forze del
Sodalizio, ancora modeste, non permisero che fosse accolta.
Passano gli anni e la struttura del Sodalizio a livello nazionale si consolida diventando di
fatto una realtà di sicuro riferimento nel Bel Paese; l'insieme di tutti questi motivi porta la
Direzione del T.C.I. a porre ai Soci, nel giugno del 1911, il quesito seguente : "Dopo la Carta
d'Italia, quale altra opera di interesse geografico-turistico ritenete che il Touring possa
intraprendere ?".
Fra le molte risposte ricevute una buona percentuale di Soci chiedeva la pubblicazione di un
"Baedeker italiano"; L.V. Bertarelli, che già da anni aveva maturato il convincimento di
produrre una Guida d'Italia completa, vista la volontà di molti Soci si decise a proporre
quest'idea al Consiglio del T.C.I. nella seduta del 2 ottobre 1912; la proposta fu approvata
all'unanimità, venne nominata una Commissione che predisponesse il piano amministrativo
ed economico e venne scelto il personale necessario.
Questa importante decisione del Consiglio ed il lavoro che ne seguì si concretizzarono due
anni più tardi con la pubblicazione del primo volume.
Seguendo la storia delle guide rosse si ha inoltre l’evoluzione delle variazioni geografiche
italiane relativamente a Colonie, acquisizioni territoriali ottenute con la prima (e durante la
seconda) guerra mondiale e mutilazioni territoriali subite a causa della sconfitta nella
seconda guerra mondiale nonchè le variazioni politiche susseguitesi durante gli ultimi cento
anni (dal Regno al Fascismo all'Impero ed infine alla Repubblica); tutte queste variazioni
(geografiche e politiche) hanno inciso sempre in maniera notevole sulla pubblicazione delle
guide stesse.
A distanza di novant’anni dalla pubblicazione del primo volume, le "rosse" continuano a
vivere e prosperare quale ottimo e sicuro riferimento per i viaggiatori e sono nel contempo
diventate oggetto di attento collezionismo.
La storia delle guide rosse non può comunque basarsi solo sul materiale conservato
nell'Archivio del Centro Documentazione del T.C.I. ma deve anche attingere alle conoscenze
dei collezionisti.
Infatti gli eventi bellici seguiti all'armistizio dell'8 settembre 1943 e la conseguente
occupazione tedesca del Nord Italia provocarono la totale dispersione degli archivi
dell'epoca e nei primi anni dell’ultimo dopoguerra non ci fu la possibilità di recuperare tutto
quanto era andato disperso o distrutto.
Pertanto eventuali mancanze che il lettore dovesse riscontrare sono semplicemente dovute
al fatto che lui possiede dei volumi di cui si è persa completamente traccia; il T.C.I. gli sarà
grato se vorrà informarne il Centro Documentazione.
Storicamente l'epopea delle "rosse" si può suddividere in 4 periodi facilmente identificabili in
base alla grafica di copertina adottata :

Periodo “A”
- anni di pubblicazione dal 1914 al 1929
- copertina in tela editoriale rosso scuro e scritte oro
- scritte in alto : nome regione (o gruppo di regioni)
- scritte al centro : GUIDA D'ITALIA DEL TOURING CLUB ITALIANO
- questo periodo coincide con la pubblicazione completa della prima serie della Guida

Periodo “B”
- anni di pubblicazione dal 1930 al 1937
- copertina in tela editoriale rosso vivo e scritte oro
- scritte in alto : GUIDA D'ITALIA DEL TOURING CLUB ITALIANO
- scritte al centro : nome regione (o città)
- in questo periodo inizia la pubblicazione della seconda serie della Guida

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Periodo “C”
- anni di pubblicazione dal 1938 al 1944
- copertina in tela rosso vivo e scritte oro
- scritte in alto : GUIDA D'ITALIA
- scritte al centro : nome regione (o città)
- scritte in basso : CONSOCIAZIONE TURISTICA ITALIANA
- in questo periodo termina la pubblicazione della seconda serie della Guida

Periodo “D”
- anni di pubblicazione dal 1945 ad oggi
- copertina in tela rosso vivo e scritte oro
- scritte in alto : GUIDA D'ITALIA
- scritte al centro : nome regione (o città)
- scritte in basso : TOURING CLUB ITALIANO
- questo periodo coincide con la pubblicazione della terza serie della Guida

Oltre alla diversa grafica di copertina adottata, ogni volume aveva una sovracoperta di carta
beige che riprendeva la grafica della copertina stessa; questa sovracoperta, fornita già con il
primo volume stampato nel 1914, verrà utilizzata fino agli Anni '60 quando verrà sostituita
dalla sovracoperta in plastica trasparente e dalla scatola rigida in cartone rosso.
Il criterio di suddivisione in 4 periodi sta prendendo piede anche fra i collezionisti che ormai
parlano sempre più frequentemente di guide con la copertina "A" oppure "B", "C" e "D",
poichè in questo modo possono identificare in maniera univoca una guida "originale" da una
sua ristampa avvenuta in epoche successive.

Contemporaneamente alla collana delle guide "classiche", venivano talvolta pubblicate delle
"varianti", diverse solamente nella veste editoriale esterna a parità di edizione, generalmente
per ragioni pubblicitarie o di propaganda; vedremo pertanto quali sono state durante i vari
periodi le diverse particolarità.

Esiste inoltre un gruppo di guide che sono strette parenti della Guida d'Italia pur non facendo
parte della collana stessa; queste sono :

- la guida della Libia in 2 volumi (Tripolitania e Cirenaica) del 1923


- la guida di Argentina, Paraguay ed Uruguay del 1932
- la Guida Breve d'Italia in 3 volumi (1937-1939-1940)
- le guide in esperanto (Milano 1931, Roma 1935)
- le guide estere (Grecia 1941, Croazia 1942 e Tunisia 1943)
- la Guida d'Italia per Stranieri (in francese, inglese, tedesco e spagnolo)
- la Guida Rapida d’Italia per Stranieri

Il campo dell’attività guidistica del T.C.I. si allargò, a partire dalla fine degli Anni ‘20, in ambiti
attigui con la pubblicazione delle guide seguenti :

- la guida “Sui Campi di Battaglia” (dal 1927 al 1931)


- la Guida Gastronomica d’Italia del 1931
- la Guida Pratica ai Luoghi di Soggiorno e di Cura d’Italia (dal 1932 al 1937)
- le Guidine Fluviali del 1936
- la collana “Da Rifugio a Rifugio” (in collaborazione con il C.A.I.)
- la collana “Guida dei Monti d’Italia” (in collaborazione con il C.A.I.)

Nel corso di questa breve storia daremo anche qualche informazione su questi volumi.

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CAPITOLO II

QUANDO NON C’ERANO LE GUIDE ROSSE

(1894 – 1913)

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L’impegno del T.C.C.I. fin dalla sua costituzione si sviluppò in un lavoro importante ed
estenuante, talvolta anche molto arduo poiché partì completamente da zero e dovette
vincere la mentalità di allora in un Paese unificato da pochi decenni.
Infatti il “viaggiare” era un lussuoso appannaggio di pochi facoltosi privilegiati, non era
un’abitudine presente nel “modus vivendi” di tutte le persone.
Questo era lo scenario nazionale nel 1894, anno di fondazione del Touring Club Ciclistico
Italiano.
Le pubblicazioni dei primi anni evidenziavano quanto necessario in un itinerario ciclistico
come ad esempio le altimetrie del percorso, la presenza di meccanici (ciclistici) e/o di circoli
(ciclistici) ove appoggiarsi in caso di necessità nonchè i possibili rifornimenti di acqua
potabile (l’acqua era fondamentale per rinfrescarsi, per detergersi lungo le strade polverose
dell’epoca e per trovare il buco nella camera d’aria quando si forava!).
Vediamo quindi brevemente cosa decise e cosa riuscì a realizzare il Sodalizio nei suoi primi
anni di vita.
Con deliberazione in data 13 novembre 1895 il T.C.C.I. determinava di intraprendere una
descrizione itineraria dell’Italia con il seguente piano di massima :

1) una Guida delle Grandi Comunicazioni dell‘Italia e dei Paesi limitrofi


2) una serie di Guide Regionali comprendente oltre le grandi comunicazioni generali anche
le piccole comunicazioni locali
3) un Annuario delle notizie utili ai turisti (specialmente indirizzi) di indole troppo variabile o
speciale, perché convenisse di inserirle nella parte itineraria delle Guide
4) delle Carte Corografiche e Topografiche dell’Italia
5) delle Monografie Topografiche di strade montane particolarmente interessanti, presentate
con planimetria e profilo

Secondo quanto riportato sul volume “Strade di Grande Comunicazione dell’Estero”, fino al
1900 furono stampate 195.000 copie di guide regionali (per totali 441.000 volumi), 85.000
copie di carte corografiche, 911.000 copie di profili e planimetrie di strade montuose nonché
75.000 copie di annuari con una spesa globale per tutte le suddette pubblicazioni di “oltre
300.000 lire”.
Della sola “Guida delle Strade di Grande Comunicazione” furono stampate, nelle varie
edizioni e ristampe dal 1895 al 1911, 180.000 copie.
Di questa guida verrà in seguito pubblicata una nuova edizione, completamente aggiornata e
rifatta in cinque volumi con copertina in tela grigio-azzurra, dal titolo “Guida Itineraria delle
Strade di Grande Comunicazione e di particolare interesse turistico dell’Italia”; questa nuova
edizione è stata distribuita gratuitamente ai Soci fra il 1927 ed il 1931.
Parallelamente alle pubblicazioni su carta destinate principalmente ai propri soci, il T.C.I. si
impegnò in un’altra opera di dimensioni notevoli proponendosi di favorire la circolazione
stradale e di soddisfarne le crescenti necessità attraverso la collocazione di cartelli indicatori
di direzione sulle strade d’Italia.

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"I Cartelli Indicatori del T.C.I."


In Italia, al contrario di ogni altra nazione d’Europa, all’inizio del 1900 non esistevano
disposizioni legislative riguardanti le segnalazioni stradali all’infuori di quelle emanate sotto il
governo Napoleonico con regolamento 20 maggio 1806, e sotto il dominio austriaco del
Regno Lombardo-Veneto con regolamento in data 31 maggio 1833.
Esse prescrivevano che “lungo le strade nazionali devono essere poste le pietre miliari e
dove si incontrano i confini tra due comuni si deve porre un’iscrizione per denotarlo”.
Non esistendo però alcuna prescrizione circa la forma da darsi alle pietre indicatrici, ne
venne che ciascuna provincia, che ciascun comune adottarono per le proprie strade cartelli
di forma diversa secondo i criteri ai quali si uniformarono gli stessi costruttori.
Si ebbero così pietre chilometriche di tutte le forme; colonnine più o meno visibili, pilastrini
quadrangolari, triangolari, troncoconici, lastre di pietra a superficie rettangolare terminante
superiormente a semicerchio.
Inoltre in parecchie provincie dell’antico Lombardo-Veneto era stato talvolta sostituito il
chilometro al “miglio geografico italiano di 60 gradi” (metri 1851,01) il quale era stato
adottato sotto il dominio austriaco; in poche altre la sostituzione si era limitata ad alcune
strade soltanto.
In Piemonte accadeva spesso di trovare delle indicazioni sulle quali le distanze erano
espresse in miglia, in mezze miglia ed in quarti di miglia; altrettanto in tutte le altre regioni.
L’adozione di un’unica unità di misura era condizione necessaria affinchè questo servizio
diventasse effettivamente rispondente agli scopi per i quali era stato istituito senza generare
confusioni dannose nell’apprezzamento delle distanze.
Per un Paese che vantava una tradizione bimillenaria relativamente alle indicazioni stradali
(ricordiamo a tale proposito le pietre miliari di epoca romana) questa era una situazione
veramente disastrosa!
In questo scenario si colloca pertanto la decisione presa dal T.C.I. nel 1903 di predisporre ed
installare a richiesta di Provincie, Comuni ed altri Enti Pubblici o Privati cartelli indicatori di
direzione e di ostacolo su tutte le strade d’Italia; questi cartelli aumentarono rapidamente
raggiungendo il ragguardevole numero di 8.000 cartelli installati dopo soli 9 anni.
E’ comunque opportuno precisare che già dal 1895 era iniziata la posa di alcuni pali
indicatori; questi servivano ad avvertire il ciclista (in seguito anche l’automobilista!)
dell’approssimarsi di una pendenza ripida, di una svolta brusca, di una distanza chilometrica,
ecc.
Il 1903 viene però considerato l’anno di nascita dell’attività segnaletica del T.C.I. poiché in
allora venne creata una Commissione Permanente per le Segnalazioni Stradali composta da
Johnson, Bertarelli, Ardenghi, Moro e Gorla.
Negli Anni ’60 era ancora abbastanza facile trovare, specialmente fuori dai grossi centri
urbani e dalle strade principali, questi cartelli in smalto con lo sfondo blu, le scritte in bianco
e lo stemma del T.C.I. a colori, attaccati ai muri delle Case Comunali oppure ai muri di case
private situate all’ingresso di un paesino oppure in vicinanza di qualche incrocio importante.

Questi cartelli furono il risultato definitivo di diversi anni di esperienza e di successivi accordi
internazionali.
Infatti il Primo Congresso Internazionale della Strada tenutosi a Parigi nell’ottobre del 1908,
al quale parteciparono anche i delegati del Touring, dopo lunghe discussioni decise che i
segnali di pericolo dovessero ridursi a quattro, da farsi mediante cartelli di forma circolare del
diametro di mt. 0,70 con fondo blu scuro, parole e segni convenzionali in bianco.
Dopo il Congresso della Strada si tenne sempre a Parigi il primo dicembre dello stesso anno
una riunione dei delegati delle diverse Associazioni per concretizzare le modalità di
applicazione di quanto votato dal Congresso.
Si decise di mantenere il fondo blu scuro con parole e segni convenzionali in bianco,
lasciando facoltà alle nazioni che per le ferrovie adottavano già le segnalazioni a disco, di
utilizzare la forma rettangolare in sostituzione di quella circolare.
Il XII Congresso degli Ingegneri ed Architetti Italiani, riunitosi nell’ottobre del 1909 a Firenze,
constatato come le strade in Italia mancassero di un servizio uniforme, completo ed ordinato

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di segnalazioni itinerarie e di direzione, propose che :


- il Governo, con apposite disposizioni di legge, disciplinasse l’importante questione nei
riguardi dell’unificazione delle unità di misura nella numerazione progressiva delle pietre
chilometriche poste su strade appartenenti a due o più Enti, onde permettere la
totalizzazione delle distanze
- le Provincie e Comuni completassero sulle loro strade il servizio di segnalazioni itinerarie
e di direzione, adottando per le nuove costruzioni una modalità tale per cui le iscrizioni
potessero risultare uniformi e molto visibili
- le distanze venissero indicate seguendo norme adatte per la chiarezza, nei due sensi
della strada, a partire da centri abitati di considerevole importanza
- gli Enti proprietari di strade stanziassero nel loro bilancio una somma adeguata per la
manutenzione dei cartelli indicatori distribuiti sulle loro strade
Successivamente alle proposte evidenziate da questo Congresso venne elaborata alcuni
anni più tardi una legge opportuna che venne approvata e sancì finalmente l’obbligatorietà e
la tipologia della segnaletica nazionale.

"Guida itinerario dell’Italia"


E’ la prima pubblicazione in assoluto del T.C.C.I., edita nel giugno del 1895 in un volume di
350 pagine con copertina in tela editoriale azzurra e scritte in oro, a pochi mesi dalla
costituzione del Sodalizio.
In questo fascicolo, che ha come limiti a nord Losanna, Andermatt, Innsbruck, Dobbiaco,
Graz e Trieste ed a Sud Otranto e Reggio Calabria, sono descritte le strade principali con
distanze progressive fra le varie località, lo stato delle strade e le altitudini.
Per le località riporta il numero degli abitanti nonché l’eventuale presenza di servizi postali,
telegrafici, ferroviari e di polizia.
Per le località più importanti vengono segnalati alberghi, meccanici (per biciclette,
ovviamente), società sportive (ciclistiche!) e soprattutto monumenti interessanti e località
paesaggistiche ed attività industriali.
Di fatto questa si può già considerare una piccola guida turistica, le cui successive edizioni e
ristampe si susseguirono fino al 1911 migliorate con i profili delle strade e le piante delle città
più importanti.
Questa prima edizione andò completamente esaurita e non fu mai ristampata in quanto
sostituita l’anno successivo da una Guida Itinerario ripartita in tre pubblicazioni separate :

- Parte I, Strade di Grande Comunicazione


- Parte II, Guide Regionali
- Parte III, Annuario

Questo criterio rimase valido per molti anni permettendo di pubblicare aggiornamenti
separati delle tre parti in funzione delle singole necessità.

"Annuari"
Gli Annuari contenevano sia notizie varie sul Sodalizio sia notizie dettagliate sui diversi
servizi che si potevano trovare nelle città italiane.
Era pertanto naturale che queste pubblicazioni, a differenza delle altre, fossero oggetto di
aggiornamenti annuali costanti vista la particolare tipologia di informazioni in essi riportate.
Gli Annuari furono pubblicati con periodicità annuale fino allo scoppio della Guerra 1915-18
per poi venire aggiornati con periodicità pluriennale non costante.

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"Guida itinerario delle Strade di Grande Comunicazione dell’Italia e dei Paesi limitrofi"
E’ la seconda pubblicazione del T.C.C.I. edita nel 1896 ma interamente rifatta sulla base di
quella dell’anno precedente e suddivisa in tre fascicoli in brossura marrone raccolti in una
copertina in tela editoriale verde :

- vol. I - Italia Settentrionale


- vol. II - Italia Centrale e Meridionale
- vol. III - l’Estero

Questa Guida fu ristampata negli anni successivi con la modifica del titolo del vol. III in
“Sicilia ed Estero” per essere quindi a sua volta sostituita dalle due Guide seguenti.

"Guida itineraria delle Strade di Grande Comunicazione dell’Italia"


Questa guida viene pubblicata nel 1900 in tre fascicoli con copertina in tela editoriale verde
per complessive 500 pagine circa; di quest’ultima edizione furono pubblicate diverse
ristampe fino al 1911, tutte con i titoli :

- vol. I - Italia Settentrionale


- vol. II - Italia Centrale e Meridionale
- vol. III - Italia Meridionale ed Insulare

"Guida itineraria delle Strade di Grande Comunicazione dell’Estero"


Anche questa guida viene pubblicata nel 1900, in unico volume di 300 pagine circa, con
allegata una cartella contenente le carte indice dei 16 Stati considerati (Spagna, Portogallo,
Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Scandinavia, Gran Bretagna, Irlanda, Lussemburgo,
Germania, Svizzera, Austria-Ungheria, Romania, Serbia e Russia); entrambi hanno la
copertina in tela editoriale verde.

"Profili e planimetrie di strade montuose"


E’ una serie di 57 fascicoli in brossura contenenti ciascuno il profilo stradale e la carta
geografica della zona interessata in scala 1:125.000; furono distribuiti ai Soci dal 1896 al
1901.
I fascicoli descrivono le strade dell’alta Lombardia, della Liguria, dell’Italia Centrale da
Bologna a Roma e da Roma a Pescara, dell’Italia Meridionale da Roma a Capua e da Eboli
a Reggio Calabria.
I fascicoli, oltre a citare lo stato delle strade e le rispettive pendenze e distanze, ne illustrano
i punti caratteristici e panoramici.

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"Itinerari - profili di quattro passi alpini"


Sono quattro fascicoli con la copertina in brossura che furono distribuiti nel 1905-1906 e si
riferiscono ai passi di :

- Moncenisio
- Stelvio
- Pian della Fugazza
- Pordoi

Hanno all’incirca le stesse caratteristiche dei 57 profili che li hanno preceduti, ma


contengono in più una trentina di pagine monografiche sulla costruzione della strada del
passo, sulle località attraversate e sulle popolazioni di quelle zone.

“Guide regionali”
Sono una serie di 22 volumi distribuiti dal 1896 al 1905 comprendenti le regioni seguenti (in
ordine di pubblicazione) :

- Lombardia (2 volumi)
- Lazio
- Veneto (3 volumi)
- Piemonte (3 volumi)
- Umbria
- Emilia (3 volumi)
- Toscana (2 volumi)
- Marche
- Campania
- Lombardia (3 volumi), edizione aggiornata
- Abruzzo e Molise
- Puglia

Veneto, Piemonte ed Emilia hanno le copertine in brossura e pertanto furono messi in


circolazione forniti di una copertina in tela editoriale adatta a contenerli mentre gli altri volumi
hanno la copertina in tela editoriale.
La Lombardia, prima ad essere pubblicata nel 1896, non conteneva il profilo altimetrico
presente invece in tutti i successivi volumi della serie; la successiva pubblicazione della
Lombardia nel 1904 non è pertanto una ristampa ma una riedizione aggiornata contenente
anche i profili.
Successivamente furono pubblicate le ristampe di Lombardia e Lazio (nel 1897), di Toscana
ed Emilia (nel 1901) e di Lazio, Piemonte e Toscana (nel 1911).
Queste guide indicano le strade delle rispettive regioni e riportano le distanze progressive
crescenti e decrescenti senza però illustrare le località attraversate ma fornendo comunque il
profilo altimetrico delle strade stesse.

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"Guide di linee ferroviarie"


Sono 12 fascicoli in brossura redatti dal prof. Ottone Brentari, distribuiti ai Soci dal 1903 al
1905 a prezzo ridotto (50 centesimi cadauno) e venduti in quattro gruppi di tre fascicoli
cadauno; sulla copertina di ogni fascicolo vi è una rappresentazione in stile liberty.
Questi fascicoli descrivono le linee ferroviarie :

- Milano - Torino
- Milano - Bologna
- Milano - Verona
- Genova - Milano
- Genova - La Spezia
- Genova - Ventimiglia
- Venezia - Verona
- Venezia - Bologna
- Bologna - Firenze
- Arona - Milano
- Arona - Torino
- Arona - Isella

Ogni fascicolo contiene una breve monografia e descrive una delle suddette tratte,
riportando data di costruzione, manufatti, chilometraggi, panorami, tempi di percorrenza e
prezzi per le tre classi e per le diverse categorie di treni; in corrispondenza delle stazioni più
importanti viene anche fornita una sommaria descrizione della città e dei suoi dintorni.
I fascicoli contengono inoltre una cartina corografica eseguita espressamente dall’Istituto
Geografico Militare e numerose illustrazioni.

"Carte corografiche"
Sono una serie di 10 carte in scala 1:500.000 a tre colori pubblicate fra il 1897 ed il 1906 a
supporto ed integrazione delle Guide Regionali, eseguite per il T.C.C.I./T.C.I. dall’Istituto
Geografico Militare; riguardano le seguenti zone :
- Veneto e regioni limitrofe
- Lombardia, Piemonte e Liguria
- Italia Centrale (tra i paralleli di Firenze e Roma)
- Italia Meridionale (tra i paralleli di Roma e Bari)
- Calabria e Sicilia
- Sardegna e Corsica
- Carta dei confini d’Italia, foglio I (Francia)
- Carta dei confini d’Italia, foglio II (Svizzera)
- Carta dei confini d’Italia, foglio III (Trentino)
- Carta dei confini d’Italia, foglio IV (Trieste, Istria, Gorizia, Dalmazia)

"Carta d’Italia in scala 1:250.000"


Terminata nel 1906 la pubblicazione delle Carte Corografiche in scala 1:500.000, il T.C.I.
annunciò ai propri Soci la nascita della Carta d’Italia in scala 1:250.000 poiché le uniche
carte esistenti all’epoca, entrambe dell’Istituto Geografico Militare, non erano adatte alle
finalità turistiche.
La carta in scala 1:100.000 era troppo ingombrante e costosa mentre quella in scala
1:500.000 era troppo ridotta e quindi con informazioni insufficienti; per il disegno cartografico
e per la stampa il Touring si appoggiò all’Istituto Geografico De Agostini.
Nel 1914, al termine dell’opera, il quadro d’unione dell’intera Italia risultava formato da 59
fogli che divennero 62 con le acquisizioni territoriali della Grande Guerra (Venezia
Tridentina, Venezia Giulia e Zara).
La carta verrà rivista ed aggiornata regolarmente negli anni successivi e continuò ad esserlo
anche dopo la Seconda Guerra Mondiale rappresentando di fatto una delle carte più comode
per il turismo italiano.

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

"Monografie turistiche delle linee di grande comunicazione italiane"


Sono 10 fascicoli in brossura pubblicati dal 1901 al 1903 che raggruppano e descrivono in
maniera turistica 26 diverse linee descritte solo “itinerariamente” nella “Guida delle Strade di
Grande Comunicazione”.
Il numero delle linee nei diversi fascicoli è lo stesso riportato sull’altra guida in modo da
poterli facilmente legare e confrontare; le 26 linee descritte nei 10 fascicoli sono :

Fascicolo 1
- linea 7 – Torino, Lanzo Torinese, Usseglio
- linea 8 – Lanzo Torinese, Balme
- linea 9 – Lanzo Torinese, Forno Alpi Graie

Fascicolo 2
- linea 14 – Avigliana, Pinerolo, Saluzzo, Cuneo

Fascicolo 3
- linea 120 – Padova, Bassano, Primolano, Trento

Fascicolo 4
- linea 150 – Spezia, Pisa, Cecina, Grosseto, Civitavecchia, Roma

Fascicolo 5
- linea 180 – Fano, Fossombrone, Scheggia, Gualdo Tadino, Spoleto, Terni

Fascicolo 6
- linea 222 – Foggia, Bari, Lecce, Brindisi, Otranto

Fascicolo 7
- linea 49 – Milano, Como, Lugano, Bellinzona
- linea 50 – Milano, Erba, Bellagio
- linea 51 – Milano, Monza, Lecco, Colico, Chiavenna
- linea 60 – Como, Argegno, Osfeno
- linea 61 – Tremezzo, Menaggio, Porlezza
- linea 65 – Bellinzona, San Bernardino, Spluga
- linea 68 – Varese, Como, Lecco
- linea 70 – Chiavenna, Spluga

Fascicolo 8
- linea 200 – Roma, Frosinone, Napoli
- linea 201 – Roma, Terracina, Capua
- linea 202 – Velletri, Valmontone

Fascicolo 9
- linea 142 – Bologna, Rimini, Ancona
- linea 143 – Argenta, Lugo, Faenza
- linea 144 – Bologna, Lugo, Ravenna
- linea 145 – Ferrara, Ravenna, Rimini
- linea 149 – Rimini, San Marino

Fascicolo 10
- linea 107 – Genova, Ventimiglia, Nizza
- linea 107 bis – Nizza, Mentone (per la Cornice Alta)

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CAPITOLO III

SI SCRIVEVA DELLE GUIDE TURISTICHE

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Fin dalla pubblicazione del primo volume della Guida d’Italia nel 1914, molto è stato scritto in
relazione alle guide stesse nel corso di quasi un secolo.
A tale proposito ho scelto due articoli fra i tanti a disposizione sull’argomento, uno scritto dal
prof. Ottone Brentari durante la prima guerra mondiale ed uno scritto dall’allora Direttore
Generale della Consociazione Turistica Italiana dott. Attilio Gerelli nel corso della seconda,
in modo da fornire al lettore la visione su due particolari momenti della vita delle guide rosse,
quelli delle guerre mondiali.

Ricordiamo che il prof. Brentari, famoso alpinista veneto e scrittore di guide alpine e di guide
turistiche tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, aveva collaborato con il Touring
nei primi anni del Novecento scrivendo le “Guide di linee ferroviarie” delle quali abbiamo
brevemente parlato nel capitolo II.

Entrambi gli articoli, proprio perché scritti in due periodi molto particolari della nostra storia,
hanno un taglio ed un’influenza dell’epoca non solo dal punto di vista strettamente turistico,
ma risentono pesantemente anche del clima storico-politico del momento.

L’articolo scritto da Gerelli risulta molto interessante sia perché prima di parlare della Guida
d’Italia del Touring presenta una breve storia delle Guide Turistiche sia perché lo stesso
Gerelli aveva lavorato per lunghi anni nell’Ufficio per la Guida d’Italia a stretto contatto con il
suo ideatore, L.V. Bertarelli; per questo motivo nel corso dell’articolo ci presenta alcuni
interessanti annedoti.

Da rilevare che l’articolo di Gerelli, poichè scritto durante il periodo fascista, riporta ovunque
la denominazione del Sodalizio come Consociazione Turistica Italiana (C.T.I.) anziché quella
di Touring Club Italiano (T.C.I.) anche nei riferimenti a periodi anteriori al 1938 nonché i nomi
di autori stranieri ivi citati sempre tradotti in italiano.
E’ anche opportuno precisare che la sigla C.A.I. in questo contesto non significa Club Alpino
Italiano ma Centro Alpinistico Italiano in base sempre alle stesse leggi fasciste che imposero
l’italianizzazione di tutte le parole e nomi “stranieri” nell’uso comune.
Analogamente il generico ed anonimo richiamo ad “un editore italiano che aveva pubblicato
una serie di guide sull’Italia” ci porta a pensare ai Fratelli Treves di Milano che nel 1938, a
seguito dell’emanazione delle leggi razziali fasciste, erano stati messi al bando ed assorbiti
dalla Garzanti.

Il terzo articolo che ho voluto inserire in questo contesto, pubblicato dal Touring in occasione
del centenario della nascita di Karl Baedeker, è un dovuto riconoscimento all’editore tedesco
al quale di ispirarono sia i suoi contemporanei sia i suoi successori.

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Ottone Brentari

La guida d’Italia del Touring


dalla NUOVA ANTOLOGIA
1° agosto 1917

Questa guerra che anche l’Italia combatte con tanto entusiasmo, eroismo, sacrifici, deve non
solo contribuire al trionfo della civiltà sulla barbarie e del diritto sulla forza e sulla prepotenza,
ma ha per essa anche gli scopi speciali non solo di assicurarle, finalmente, i suoi confini, che
le sono stati segnati dalla natura e che le sono necessari per la sua sicurezza e difesa, ma
anche di renderla più che sia possibile indipendente nel campo dei commerci, delle industrie,
degli studi.
Uno degli esempi più visibili e meno onorevoli della nostra dipendenza dallo straniero anche
nel campo intellettuale era questo: per far conoscere l’Italia, non solo agli stranieri, ma anche
agli Italiani, si doveva ricorrere a guide straniere!
L’Italia può vantare una lunga serie di ottime guide locali, e non mancano gli esempi anche
di buone guide generali; ma ad esse mancò il successo, sia perché i loro editori non diedero
a questo genere di pubblicazioni l’importanza che diedero a quelle più ricercate dal pubblico,
sia perché alla loro compilazione e continua correzione non si dedicarono i capitali
sufficienti, sia, e principalmente, perché il pubblico italiano è, diremmo così, meno… curioso
del pubblico straniero, e nel girare si preoccupa più del buon letto e del buon cibo, che della
conoscenza esatta dei paesi visitabili.
A riempire questa che era per noi una lacuna non poco vergognosa, ha pensato il Touring
Club Italiano, e per esso Luigi Vittorio Bertarelli, che delle pubblicazioni del grande Sodalizio
è l’ideatore e l’anima.
Dell’opera del Touring egli stesso scrisse, nel 1915, nella Nuova Antologia; ma la
pubblicazione della Guida d’Italia non era allora che al suo inizio, ed egli poteva in
quell’occasione appena annunziarne lo scopo: << Creare un manuale pratico per il
viaggiatore, italianamente inteso, fatto per Italiani, con riguardo a tutte le manifestazioni della
vita nazionale, e non quasi soltanto alle artistiche, con criteri nuovi per la distribuzione degli
itinerari, con la considerazione che l’italiano fa un viaggio anche solo regionale e più
analitico dello straniero, costretto a trascorrere in volata il paese, con la visione della
montagna e della strada non quasi soltanto ferroviaria, poiché ora la circolazione, oltre le
ferrovie, dispone di diecimila chilometri di linee d’auto sovvenzionate, oltre le vetture private,
le motociclette e le biciclette.
Infine si voleva una dotazione cartografica ricca ed originale, più bella di quanto si sia fatto
fin qui da chicchessia anche all’estero in materia di guide >>.
Il programma fu rigorosamente svolto nelle prime due parti dell’opera, riguardanti la prima: Il
Piemonte, la Lombardia, il Canton Ticino, e la seconda: L’Emilia, la Liguria, la Toscana
Settentrionale, e si svolgerà nella terza che è in compilazione, e che descriverà la Sicilia e la
Sardegna, rimandando a tempi più tranquilli e leggiadri quella che ci parlerà delle Tre
Venezie, e cioè di località oggi poco indicate per farvi le ricerche necessarie a simili generi di
lavori.
La guida si è proposta di essere, ed è, non già un riassunto di pubblicazioni anteriori, ma,
pur tenendo conto scrupoloso di quanto è apparso sulle singole regioni, provincie o città,
vuole seguire rigorosamente i due criteri dai quali non si può allontanare chi voglia in questo
campo far opera utile e meritevole di lode: ricorrere alla collaborazione di tutti i competenti, e
rivedere e controllare sul luogo tutte le notizie in qualsiasi modo raccolte, anche per
proporzionare tutte le parti del lavoro con un metodo uniforme.
Questi due criteri seppe seguire L.V. Bertarelli, che ha a propria disposizione non solo una
buona testa, ma anche un ottimo paio di gambe; e queste sono necessarie come quella,
perché le guide scritte senza muoversi dal tavolino non possono essere che rabberciamenti
e raffazzonature.

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Si deve anche notare che il Touring ed il Bertarelli vogliono dare una guida generale d’Italia
e non una collana di guide speciali dei singoli paesi in essa nominati; nel qual caso, per
accontentare tutti, non basterebbe una biblioteca di mille volumi.
La Guida d’Italia del Touring non è fatta per i dotti di professione (non pochi dei quali, del
resto, potranno trovare in quelle pagine parecchie cose che ignorano), né per gli analfabeti,
né per quei loro numerosissimi fratelli intellettuali, pur forniti di molto danaro e magari anche
di titoli accademici, i quali, girando, non s’interessano che del vino buono, del pane fresco e
delle belle donne; ma essa è fatta per le persone di media coltura, le quali credono loro
interesse e dovere il procurarsi una nozione generale del nostro paese, e conoscere, delle
singole regioni, quanto può interessare anche chi non vi abita.
E’ inutile adunque cercare in questa guida i cenni sulla lapide dello zio arciprete fondatore
dell’asilo infantile del paese, o sul busto del padre capitano garibaldino, o sulla cappellina
sacra al santo locale, o sulla fonte solforosa che dà un litro d’acqua alla settimana, o sulla
fabbrica di turaccioli con cinque operai: tutte cose che possono essere d’immenso interesse
locale e personale, ma che hanno un troppo scarso valore per la generalità.
Su tale concetto non si insisterà mai abbastanza, quando si è vista giudicare
superficialmente la guida da chi, corso a cercare la pagina nella quale si parla del suo
paese, s’inalberò nel non trovarvi citato il frammento di lapide romana murato sul fianco della
chiesa parrocchiale, o la fenestrella stile rinascimento della casa comunale.
Ho già detto quali sono le due parti della guida sino ad ora pubblicate.
Nell’una e nell’altra precedono le nozioni necessarie per chi voglia viaggiar bene ed a buon
mercato; seguono pagine che devono venir lette e meditate da chi voglia vedere un po’ più
in là dell’angusto tratto di mondo che può avere sotto gli occhi, e dai fabbricati e dai campi
assurgere a più alte visioni, procurandosi qualche idea della mentalità e del carattere della
popolazione, ed avere una cognizione della psiche della nostra gente così varia nella sua
unità.
Si parla in quelle pagine delle condizioni fisiche delle singole regioni, dei dialetti, demografia,
agricoltura, industria, comunicazioni, e degli altri aspetti della vita economica del paese; e
tutto in base alle più recenti notizie, attinte alle migliori fonti.
Si passa quindi alla descrizione itineraria della regione descritta, aiutando la descrizione con
opportune e chiarissime cartine.
E’ qui anche da ricordare che uno dei pregi che facevano preferire le guide Baedeker alle
guide italiane era quello della quantità e qualità delle cartine topografiche e piantine di città;
ed è consolante il constatare che se nel testo la guida del Touring supera di gran lunga tutte
le guide straniere (Baedeker, Joanne, Murray, ecc.), non è inferiore ad esse per quanto
riguarda le carte, le quali sono superiori alle guide straniere per la copia, freschezza,
italianità delle indicazioni.
Del contenuto della seconda parte della guida, come già della prima e della seconda
edizione della prima, hanno già parlato tutti i giornali d’Italia, e sarebbe inutile il ripetere
quanto essi hanno detto; ed è perciò più utile il considerare un po’ come è stato ottenuto lo
scopo raggiunto, e quante fossero le difficoltà superate.
La pubblicazione di questa Guida è qualche cosa di ben diverso dalla solita pubblicazione di
un libro; essa ha un significato nazionale, e rappresenta un mezzo di propaganda patriottica
che ha pochi eguali.
Vari fattori hanno concorso a rendere possibile l’opera del Touring; e prima di tutto…
l’esistenza di questo sodalizio, per natura sua strettamente nazionale, senza il menomo di
guadagno, al quale sono perciò aperte le porte di tutti gli uffici pubblici, ed a cui convengono,
pronte e volonterose, le varie collaborazioni, sulle quali né un autore né un editore privato
potrebbero contare.
Molto poi giova all’opera anche il criterio di continuità e la certezza dei successivi
miglioramenti.
Il Touring mantiene sempre le proprie promesse, e se annuncia un lavoro, per quanto
colossale esso sia, lo conduce a termine; ne sia prova la Carta d’Italia al 250.000, la cui
pubblicazione ha richiesto otto anni di lavoro, e nelle cui nuove edizioni si introducono
continui miglioramenti.
La guida assume grande importanza anche per le sue proporzioni.
Il Baedeker ha compresa la descrizione dell’Italia in tre volumi, e li ha riassunti in uno solo,
perché dal punto di vista dello straniero l’Italia interessa quasi esclusivamente per le sue
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bellezze artistiche e per i suoi migliori punti di vista, ed il turista affrettato proveniente
dall’estero può dire di aver visto Milano fermandovisi mezza giornata, e dell’Appennino si
accontenta di sapere che lo si traversa in ferrovia.
La Guida del Touring invece, pure non allontanandosi nello sviluppo dal tipo Baedeker (che
è il risultato di lunghi studi e tentativi e di una pratica quasi secolare), è Guida nazionale nel
vero senso della parola, e quindi contempla tutto il territorio della patria nostra, e studia
questa in tutte le sue manifestazioni morali e materiali.
Un altro coefficiente che rese possibile questa Guida è quello senza del quale è cosa pazza
e temeraria pensare ad una grande impresa: il danaro.
Il Touring, facendo pagare ai suoi soci una quota irrisoria (restituita ad essi almeno
triplicata), ed avendo perciò raccolto un numero incredibile di soci, ha radunato capitali
cospicui, tutti spesi nei servizi generali e nelle pubblicazioni.
Il sodalizio, ricco, non ha alcuno scopo di lucro; e perciò appunto esso può affrontare
imprese che a qualsiasi ardito editore sembrerebbero temerarie, soprattutto considerando
che queste costosissime pubblicazioni si regalano ai soci, moltissimi dei quali non
penserebbero certamente a comperarle.
Il semplice impianto del lavoro per la Guida ha assorbito centinaia di migliaia di lire; e quale
speculatore avrebbe osato tanto?
Dei volumi sul Piemonte, Lombardia, Canton Ticino si è avuta una prima edizione di 150.000
copie, e circa un anno dopo una seconda di 50.000; dei recenti volumi sulla Liguria, Toscana
Settentrionale, Emilia, un’edizione di 200.000 copie; in totale adunque circa 800.000 copie.
Quando mai in Italia una Guida ebbe una tiratura così colossale?
Quando per una guida si raggiungevano le 2.000 copie, pareva già di avere fatto uno sforzo
gigantesco: e molte di esse dormivano in magazzino, diventandovi vecchie ed inutili; mentre
il Touring era apparecchiato non solo a dar vita alla Guida, ma a lanciarla in ogni più remoto
angolo della patria, a migliorarla continuamente, ed a conservarla fresca, e perciò pratica ed
utile.
E’ poi da tener presente che una delle principali e più utili caratteristiche della Guida del
Touring sta (e ciò la fa differente e superiore delle Guide straniere d’Italia) nella descrizione
non solo degli itinerari ferroviari che toccano le grandi città, ma anche delle strade
carrozzabili secondarie, e delle mulattiere e sentieri montani; e vedansi per esempio nella
seconda parte della guida le pagine veramente nuove ed originali che descrivono
l’Appennino Bolognese, la Valle del Tanaro, quella del Santerno e le Alpi Apuane.
Si noti poi anche che la guida elenca e fa conoscere non solo le meraviglie naturali ed
artistiche, ma anche i progressi industriali del nostro Paese: di questo non solo le bellezze,
ma anche le ricchezze, non solo il passato, ma anche il presente svolgentesi senza posa; e
ciò ispirandosi al canto del compianto poeta del Touring :

O sacra terra nostra,


Madre benigna e cara,
La tua beltà ci mostra,
La vita tua c’impara.

Un altro particolare che merita attenzione è l’accentuazione dei nomi geografici che non
sono piani: piccola cosa in apparenza, importante nella sostanza, e che richiede una
laboriosa inchiesta.
Quante volte in questi giorni, anche da ufficiali venuti dal fronte tridentino o veneto, si sentì
pronunciare Raòssi per Ràossi, Posìna per Pòsina, Agòrdo per Agordo, Falzarègo per
Falzàrego, Lemèrle per Lèmerle, e cento altri errori di accentuazione!
Ad evitare, almeno in buona parte, per l’avvenire simili errori, gioverà molto l’indice dei nomi
della Carta d’Italia che il Touring ha di recente pubblicato avendo potuto avere la
collaborazione di trecento professori, conoscitori dell’una o dell’altra regione; ma a
raggiungere lo scopo gioverà anche la cura posta pure in questo particolare nella Guida
d’Italia.
Sia che la si consideri nelle sue parti essenziali, sia che la si consideri anche nelle minuzie,
si deve persuadersi che questa Guida rappresenta uno di quei lavori di organizzazione, dei
quali si credono ancora capaci solo i Tedeschi; e tale organizzazione va dalla ricerca dei
migliori collaboratori nel campo dell’arte e della scienza e dei più forti ed intelligenti turisti e
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conoscitori di una data località o zona, e dalla disposizione e selezione e coordinazione del
vasto materiale raccolto, sino all’accurata correzione delle bozze di stampa.
La Guida Baedeker giunse all’attuale grado di bontà dopo più di settant’anni di pratica, di
esperienza, di mutamenti; la Guida d’Italia del Touring ha dimostrato un grande progresso
dalla prima alla seconda edizione della prima parte, ed un progresso ancora maggiore dalla
prima alla seconda parte, che ha ormai trovata la via giusta, e che mi sembra, nelle linee
generali, definitiva.
Non sogneremo per questo di asserire che ci troviamo davanti un lavoro perfetto.
Simili lavori non sono perfetti mai, anche astraendo dalla considerazione che la materia in
essi trattata è del continuo soggetta a cambiamenti.
Il trovare in esso qualche menda, qualche imperfezione, qualche difetto rimediabile, è cosa
che può riuscire possibile anche al più modesto conoscitore del paese proprio, anche al
pastore che conosce a passo a passo la strada che da anni percorre ogni giorno, e che
neppure Dante o Galileo avrebbe potuto conoscere meglio di lui.
Se però tale osservatore è socio del Touring (e chi in Italia non lo è?), deve pensare che il
sodalizio a cui appartiene è una grande cooperativa materiale ed intellettuale, e che ogni suo
socio, per quanto modesto, per quanto alieno da studi speciali, pur che abbia uno zinzino di
spirito di osservazione ed un po’ di amore per il proprio paese, può riuscire un correttore, un
perfezionatore della Guida d’Italia, purchè si prenda la piccola briga di inviare, con cartolina
postale, alla direzione il frutto della propria scoperta.
Egli entrerà così a far parte del grande esercito di quei pacifici soldati che hanno combattuto
e stanno vincendo la bella battaglia per liberare la nostra nazione dalla vecchia dipendenza
dalle guide straniere; l’esercito che ha per generale in capo Luigi Vittorio Bertarelli e per
ufficiali, sottufficiali e soldati un numero sterminato di soci valenti ed affezionati.
Per conto nostro, senza entrare in minuti particolari ed in esemplificazioni che sarebbero qui
fuori di luogo, vorremmo che la guida del Touring si differenziasse ancora di più dalle guide
straniere nel dare maggior rilievo allo spirito di italianità, sia non trascurando gli accenni
danteschi che sono persino nelle guide Baedeker, sia consacrando qualche riga di più ai
ricordi storici del nostro Risorgimento, anche a costo di doverla risparmiare nei capitoli che
narrano la storia antica e medievale, visto che ogni pubblicazione del Touring deve avere, ed
ha, come scopo principale la propaganda patriottica.
Non basta però in questo momento l’emancipazione degli Italiani dalle guide straniere.
Questo era il programma di pace.
La guerra attuale porterà un grande sconvolgimento nel mondo turistico, formerà nuove
correnti, ci priverà di buona parte della clientela antica, alla quale noi dovremo sostituirne
una più amica e più gradita.
In Francia il problema del dopo guerra nell’ambiente turistico ha suscitato fervore di
discussioni e di opere.
Presso le agenzie americane si sono già iscritti a migliaia i curiosi di venire a visitare i campi
di battaglia; gli Inglesi, gli Argentini, i Brasiliani e specialmente i Russi non andranno più ad
arricchire le stazioni austro-germaniche.
Molto dovremo fare anche noi affinchè non ci sfugga la nuova corrente di visitatori; ma è
evidente che non ci è possibile far conoscere il nostro Paese senza una buona Guida.
Bisogna perciò inoculare allo straniero un po’ d’italianità, rovesciando i termini delle influenze
come furono fin qui esercitate.
Dobbiamo fare noi stessi da mentori agli stranieri in casa nostra, dir loro delle cose nostre
così oggettivamente che essi non s’accorgano che noi trasfondiamo loro un po’ del nostro
amor filiale.
Tutto ciò avrà una grandissima portata morale, ma ha anche un’evidenza materiale indubbia.
Noi non siamo, né vogliamo essere, un popolo di albergatori; il movimento dei forestieri però
ha un valore nella nostra economia molto grande e ben determinato; abbiamo industrie ed
organizzazioni che vi si sono specializzate; dobbiamo progredire e non arrestarci o
peggiorare.
Per questo complesso di ragioni morali e materiali si stanno gettando in questi giorni al
Touring le basi di una Guida d’Italia per gli stranieri alla quale ebbe ad interessarsi
personalmente anche S.E. Boselli.
Non si tratta già di una traduzione dei quattro volumi finora preparati: in essi molte notizie
che servono agli italiani sono inutili per lo straniero e viceversa; gli itinerari vi sono descritti
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irraggiando dai nostri maggiori centri anziché penetrando dall’estero; la descrizione fu


appoggiata a concetti di viaggio più analitici di quanto giovi ad uno straniero.
Inoltre finora non è completa neppure l’Italia Settentrionale.
Bisogna invece preparare subito una Guida completa di tutta Italia (per ora in francese ed in
inglese) da offrire agli stranieri a guerra ultimata, in modo che essi non sieno neppur tentati a
rivolgersi alle Guide straniere.
Se, come vivamente auguriamo, l’esecuzione dell’opera sarà resa possibile, avremo fatto un
grande progresso ed un’opera di grande italianità mercè l’attività di questo nostro sodalizio
veramente nazionale e benemerito dalla patria.

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MINISTERO DELLA CULTURA POPOLARE – DIREZ. GEN. PER IL TURISMO

LEZIONI SUL TURISMO TENUTE NELL’INVERNO 1941-42 XX


AI FUNZIONARI DELLA DIREZIONE PER IL TURISMO E DELL’ENIT

LE GUIDE ITALIANE
LEZIONE TENUTA IL 13 GENNAIO 1942-XX DAL
DOTT. ATTILIO GERELLI DIRETTORE GENERALE
DELLA CONSOCIAZIONE TURISTICA ITALIANA

La storia della guida turistica è la storia, o almeno un settore della storia, del turismo stesso.
Se questo, nell’estensione e nelle forme con cui lo si pratica oggidì, è fenomeno recente,
anche la guida, effetto e causa al tempo stesso di tale fenomeno, è recente.
Ma noi sappiamo, e la più spicciola filosofia ce lo insegna, che in realtà il turismo, nella sua
essenza prima, è antico almeno quanto la civiltà.
Esso si alimenta di una necessità insita alla stessa condizione umana: il muoversi, il
viaggiare.
Fin da quando gli uomini – in tempi che risalgono ai primi albori della civiltà umana –
seppero trovare in questa necessità di reagire alla vita sedentaria una fonte di godimento
fisico e di nutrimento spirituale; sin da quando il viaggio, superando ogni obiettivo pratico,
divenne fine a sé stesso, ci fu turismo.
Le esperienze di un simile viaggiare, come avvenne sempre di tutte le esperienze, dovettero
spesso esprimersi e fissarsi in memorie e relazioni scritte che avevano caratteri di erudizione
e insieme di pratica utilità.
Ecco, quindi, adombrata la genesi della guida turistica.
Che cosa è, infatti, una guida, se non una somma di esperienze e memorie di viaggio,
spogliate di ogni soggettività e messe al servizio del turista?
Tra i popoli antichi più inclini e addestrati alla pratica del viaggio furono, dopo i Fenici, i
Greci.
Dalle loro sedi, affacciate su frastagliatissimi lidi, il mare, questo elemento più propizio alle
migrazioni, li stimolava a percorrerne gli spazi ignoti, infondendo loro un altissimo spirito di
avventura.
Pur astraendo dalla poetica descrizione di quella avventurosa crociera mediterranea, che è
essenzialmente l’Odissea di Omero, presso i Greci ci è dato rintracciare i prototipi lontani e i
primi abbozzi delle moderne guide.
Tali possono considerarsi, ad esempio, i Peripli per i naviganti – corrispondenti, in certo
modo, ai portolani moderni – che indicavano tutti i porti di un determinato mare,
specificandone le distanze (naturalmente in giornate di navigazione), le accessibilità,
notando stretti e golfi e capi e isole.
Oltre a ciò, non trascuravano di dar notizie anche sulle città di mare, sui loro abitanti e sul
retroterra.
Ma più da vicino ci interessano le Periegesi, sorta di monografie corografiche, le quali, oltre
a offrire notizie di carattere geografico su una determinata regione, si dilungavano a
rievocare, con abbondanza di particolari, gli avvenimenti storici più importanti, a descrivere
le meraviglie naturali e d’arte che il paese offriva, i costumi degli abitanti, ecc.
La prima “periegesi” di cui si ha notizia è dovuta ad Ecateo da Mileto, del VI-V secolo A.C.
Essa descriveva, in ordine topografico, tutto il mondo allora conosciuto.
Fu un’opera alla quale attinse largamente Erodoto per le sue “Storie”, il quale da essa
desunse gran parte di notizie per la sua meravigliosa e favolosa trattazione dell’Egitto.
E’ da credere che lo stesso stimolo esercitato da certe guide moderne, ad esempio il
Baedeker, nello sviluppo delle correnti turistiche verso determinati paesi, dovette esercitare
l’opera di Ecateo e di Erodoto nell’antichità.
E’ noto, infatti che la ricca gioventù ateniese del tempo di Pericle amava molto viaggiare, per
istruzione e per diletto, in Egitto.

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Ai lidi del misterioso paese, di una civiltà già a quei tempi antichissima, la gioventù ellenica
approdava certo sotto la guida di Ecateo e di Erodoto.
Ma se alle origini le “periegesi” non furono propriamente che trattati di geografia, nel periodo
ellenistico, dopo il terzo secolo A.C., essi acquistarono più spiccatamente il carattere di
guida.
La materia trattata si ridusse anzitutto ai soli territori ellenici; e a detrimento della geografia e
della storia, ebbe in essi uno straordinario sviluppo la parte relativa alle meraviglie della
natura e del lavoro umano.
Tutto l’interesse dell’opera si concentrò, cioè, in descrizioni di edifici, di monumenti, di opere
d’arte, presentate sempre in ordine topografico.
In un periodo in cui ebbe culto particolare l’erudizione, furono esse naturalmente opera di
eruditi, quasi diremmo di professori, che miravano ad offrire al lettore dotto o curioso una
larga documentazione antiquaria, sotto forma di itinerario turistico.
Dei periegeti, il più noto per noi è Pausania, vissuto verso la metà del II secolo D.C.
La sua Periegesi della Grecia, giunta fino a noi, si compone di 10 libri, che descrivono i
santuari e le città della Grecia continentale, lungo due itinerari partenti da Atene e diretti uno
verso il Peloponneso, l’altro verso la Grecia centrale; che sono poi gli itinerari seguiti, a un
dipresso, anche dagli odierni turisti.
Per lungo tempo la Periegesi di Pausania fu considerata un vero e proprio manuale per
viaggiatori: oggi la critica esclude che avesse questo scopo.
Ma è indubbio che essa presenta affinità intrinseche ed estrinseche sorprendenti con le
guide attuali; e certo faceva parte del corredo di viaggio della gioventù romana, che sotto
l’Impero, o per vezzo di moda o per completare la propria educazione, si accingeva a visitare
la Grecia, il paese dell’arte e dei miti luminosi, da cui Roma aveva attinto tanti elementi della
sua civiltà.
Se dalla Grecia passiamo a Roma, altri fatti ci aiutano a documentare questa rapida storia
delle guide.
E’ noto anzitutto quale meravigliosa rete stradale Roma seppe creare specialmente in
Occidente.
Se pur ci è dato di rintracciare precedenti in materia nell’Impero Persiano, la costruzione e
l’organizzazione dell’antica rete viaria che congiunse Roma con tutti i centri vicini e lontani
dell’Impero, fu una delle opere che più onorano il genio romano.
Sorta per esigenze militari e politiche, essa assolse il compito provvidenziale di fondere
nell’unità di Roma tutto il mondo antico.
Anche dal punto di vista turistico essa fece di Roma il centro del mondo.
La descrizione di queste strade diede luogo agli Itinerari o guide viarie, di carattere
eminentemente pratico.
Infatti, esse comprendevano, in genere, elenchi delle stazioni di tappa, e ne indicavano le
distanze reciproche; ma il loro contenuto poteva estendersi anche a notizie sulla praticabilità
delle strade, sulle scorciatoie, sui passi, ecc.
Esistevano certo guide viarie ufficiali, dedicate a una singola via consolare o a tutte le strade
di una provincia.
E’ probabile che il miliario aureo – ombelico del mondo stradale antico, situato a Roma nel
Tempio di Saturno, là dove avevano inizio tutte le principali vie d’Italia – contenesse anche
gli elenchi di tutte le stazioni dell’immensa rete.
Scrittori del tempo attestano che gli itinerari, al pari delle moderne carte, erano compresi,
come strumenti indispensabili nel bagaglio di ogni comandante militare.
Ma essi dovevano avere larga diffusione anche tra privati, specie fra i mercanti e tutti coloro
che, per un motivo o per l’altro, fossero dediti ai viaggi.
Che poi gli itinerari non contenessero solo aridi elenchi di stazioni, ma si diffondessero
anche in altre notizie, è provato dal largo uso che di essi fecero i cultori di geografia.
Il più celebre geografo dell’antichità, Tolomeo, vissuto nel II secolo D.C., se ne giovò
ampiamente nella sua Geografia: degli 8 libri di cui l’opera si compone, 6 non contengono,
infatti, che lunghissimi itinerari.
L’unico esemplare di Itinerario giunto fino a noi sotto forma di libro è l’Itinerarium Antonini,
che ci offre sommari delle vie d’Africa, Sardegna, Corsica, Sicilia e delle provincie
dell’Impero, compresa la Britannia.

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Ma accanto alle guide varie descrittive, o Itineraria adnotata, esistevano, antesignane delle
moderne carte stradali, gli Itineraria picta, o grafici di strade, rappresentanti non solo le
stazioni o mansiones, ma anche le diverse qualità delle strade stesse e le loro diramazioni, i
paesi, i monti, i fiumi da attraversare.
Un cospicuo esempio ce ne rimane nella Tavola Peutingeriana, del XII-XIII secolo, compilata
nel terzo secolo D.C.
Essa rappresenta le vie dell’Orbis Terrarum, mutilo della parte occidentale.
Curioso il fatto che la tavola, oltre alla rappresentazione di strade, con le relative distanze e
le stazioni, ritrae talvolta, con simboli grafici, monumenti rappresentativi delle varie città.
Con l’avvento e il trionfo del Cristianesimo si offrono nuovi motivi alla formazione di
grandiose correnti turistiche.
Alludiamo ai pellegrinaggi in Terra Santa e a Roma, ad limina Apostolorum.
Entrambe queste pie usanze, divenute ben presto quasi rituali e in vigore anche oggidì,
diedero luogo a compilazioni di Itinerari che, se non differiscono sostanzialmente dagli
itinerari classici ed anzi a questi si richiamano, recano come nuovo elemento l’illustrazione
dei luoghi pii.
Gli itinerari per i pellegrinaggi in Terra Santa persero col tempo ogni carattere di oggettività e
di anonimità per trasformarsi in relazioni personali di viaggi avventurosi.
I pellegrinaggi a Roma consigliarono ben presto la compilazione di itinerari cittadini, limitati
cioè, alla visita delle basiliche e dei santuari cemeteriali.
Hanno, così, origine le prime guide di Roma.
Tali sono l’Itinerario Salisburgense del secolo VIII, l’Itinerario Malmesburiense del secolo VII,
l’Itinerario di Einsiedeln della metà del secolo VIII.
Quest’ultimo, ad esempio, si presenta sotto forma assai evoluta di guida itineraria: undici
sono gli itinerari da esso tracciati al pellegrino, quasi tutti correnti fra le varie porte della cinta
aureliana.
Le segnalazioni non si limitano alle sole basiliche, ai santuari, ai loca martyrum, ma si
estendono anche ai monumenti classici che s’incontrano sul percorso.
L’itinerario consigliato per andare dal Laterano a San Pietro è tale che potrebbe guidare
anche oggi un appassionato di archeologia: visita al Laterano e discesa al Colosseo,
passando sotto l’acquedotto Claudio; poi proseguire tra l’Arco di Costantino e la Meta
Sudante per raggiungere, rasentando a destra il tempio di Venere e Roma, l’Arco di Tito; di
qui, per la Via Sacra, passando sotto l’Arco dei Fabi, oggi scomparso, e lasciando a destra
la basilica di Massenzio e il Tempio di Antonino e Faustina, portarsi al centro del Foro
Romano, ove ogni pietra è sacra; continuare poi verso il Tempio di Saturno, l’Arco di Settimo
Severo e il Comizio, su per l’erta capitolina, fino all’Arco di Domiziano, oggi distrutto, al Circo
di Flaminio e al Teatro di Pompeo; per la Via Porticata raggiungere il Ponte Aurelio, di fronte
al grandioso Mausoleo di Adriano, donde, per la Via Cornelia, si giunge alla Basilica
vaticana.
L’esame dell’Itinerario di Einsiedeln può dar luogo a qualche fugace considerazione.
Anzitutto, la Roma dell’VIII secolo, se pur decaduta e dimessa, conservava ancora in larghi
tratti la sua maestosa fisionomia dei tempi aurei.
Esso ci documenta, inoltre, il primo risveglio del sentimento della romanità, che rianimò la
tradizione di Roma nel Medioevo.
Oltre che alle basiliche e ai coemeteria, il pellegrino volgeva ora lo sguardo e il cuore anche
ai grandiosi avanzi del passato, che si imponevano alla sua venerazione e concorrevano a
fare di Roma, in ogni senso, oggetto di stupore e ammirazione.
Un riflesso di questo stupore è nel nome stesso di Mirabilia Romae o Mirabilia Urbis, che,
dopo il mille, assunsero questi itinerari romani intesi ad illustrare i monumenti sacri e profani
dell’Urbe.
Qui la realtà si confonde col mito e con la leggenda.
Nell’entusiasmo e nella passione per la grandezza antica di Roma si ammanniscono al
lettore le notizie più ingenue e fantasiose.
Il senso del prodigio vince ogni criterio storico; il nome stesso dei monumenti viene alterato,
la loro antica destinazione misconosciuta.
Ecco la Graphia aurea Urbis Romae, redatta verso il 1155, descrivere infatti, con mirabile
ingenuità, in un tessuto di leggende, i monumenti della Città eterna.
Nel secolo XIII i Mirabilia venivano anche tradotti in volgare romanesco.
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Né l’ordine della materia, né l’abbondanza di notizie fantasiose permettono di considerare


questi Mirabilia come guide; certo è però che essi rappresentano in qualche modo il
precedente logico delle guide.
Tra l’altro, già fanno capolino le prime notizie di carattere pratico, sotto forma di consigli al
pellegrino.
In uno di essi si legge, ad esempio, che il tempo migliore per recarsi a Roma è verso la metà
di agosto, quando l’aria è più temperata, le vie sono asciutte, le giornate abbastanza lunghe,
ecc.
Oggi, forse, nessuna guida, anche la meglio intenzionata verso l’estate romana, oserebbe
un consiglio simile.
A partire dal secolo XIV, le descrizioni della Roma Sacra furono oggetto di opere particolari,
dette Mirabilia Ecclesiarum, che, sotto forma di Indulgentiae Ecclesiarum Urbis Romae,
furono le prime guide a stampa.
Se ne conosce un esemplare del 1475.
Nel secolo XV un maggior senso critico, frutto dell’Umanesimo, indusse a ripudiare le notizie
troppo fantasiose che inficiavano i Mirabilia.
Un frate, John Capgrave, redasse, verso il 1450, una completa descrizione di Roma sacra e
profana.
Un prezioso Opusculum de Mirabilibus novae et veteris Urbis diede alla stampa Francesco
Albertini alle soglie del secolo XVI, nel quale egli descrisse anche opere d’arte
contemporanee.
Di esse diede conto anche l’eruditissimo Fra Mariano da Firenze nel suo dotto Itinerarium
Urbis Romae, apparso verso la metà dello stesso secolo.
Abbiamo indugiato sulla letteratura, diciamo pure, guidistica di Roma, per il fatto che essa fu
la più abbondante nei secoli e non presenta quasi soluzione di continuità.
Ma non è certo da credere che soltanto Roma vantasse il privilegio d’una letteratura
descrittiva.
Guide in senso proprio, ad uso dei viaggiatori, si ebbero solo a partire dal secolo XVI.
Ne determinarono l’avvento, agevolato dal trionfo della stampa, le crescenti manifestazioni di
un turismo individuale, a sfondo prevalentemente culturale, in cui sono da scorgere le radici
prime del turismo moderno.
Un classico esempio di questo fenomeno si può riconoscere nel lungo viaggio di Montaigne
in Italia.
Avendo il turismo d’allora prevalente scopo di cultura, le guide, come le “periegesi” greche
del periodo ellenistico, vennero dapprima redatte con intenti antiquari; consisterono, cioè, in
lunghi elenchi di artisti, di loro dipinti e sculture, di monumenti, chiese, ecc., cui si
frammezzavano tuttavia digressioni svariate e spesso curiose su avvenimenti, usi, costumi e
tradizioni locali: un complesso di notizie che anche oggi possono interessare.
Fra le prime guide di carattere generale più meritevoli ricordiamo: La descrizione di tutta
l’Italia di Leandro Alberti, che vide la luce a Bologna nel 1550; il Ritratto delle più nobili e
famose città d’Italia di Francesco Sansovino, pubblicato a Venezia nel 1576; il Theatrum
urbium italicarum di Pietro Bertelli, apparso a Venezia nel 1599 e corredato di 58 piante di
città.
Ad illustrare l’Italia si dedicavano, intanto, anche eruditi stranieri.
Nel 1600 usciva ad Amsterdam l’Itinerarium Italiae di Francesco Scott; un altro Itinerarium
Italiae di Matteo Zailler, dotato di 45 tavole geografiche e topografiche, fu pubblicato a
Francoforte nel 1640.
Dal punto di vista della cartografia, particolare interesse presenta un’altra opera che vide la
luce a Colonia fra il 1572 e il 1618 dal titolo Civitates Orbis Terrarum, poiché conteneva ben
580 vedute di città e piante panoramiche.
Un altro elemento caratteristico delle guide moderne – la dotazione cartografica – è, quindi,
acquisito fin dalla fine del secolo XVI.
Nel secolo successivo, ogni città d’Italia ebbe la sua guida, redatta sempre con intenti di
erudizione antiquaria.
Numerose ne vantavano soprattutto Venezia, città che divideva allora con Parigi il primato di
gaiezza e attirava numerosi forestieri; Roma e Napoli.
L’erudizione traspariva dai titoli stessi, ampollosi, retorici e spesso infiorati di mitologia.

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Così, ad esempio, abbiamo per Roma Il trattato nuovo delle cose meravigliose di P.M. Felini,
uscito nel 1610; la Roma ricercata nel suo sito di Francesco Martinelli, che la pubblicò nel
1644, e, verso la fine del secolo, il Mercurio Errante di Pietro Rossini.
Nel secolo XVIII le guide locali presero nomi più spediti e aderenti alle loro funzioni, quali il
servitor di piazza, il forastiero istruito, il Gran Maestro dei forastieri, ecc., attestando come gli
intenti dei compilatori si facessero sempre più pratici e, diciamo pure, commerciali, cioè
diretti piuttosto a servire il forestiero che non a scopo esclusivamente erudito.
Nella seconda metà di questo secolo fallisce agli inizi il generoso tentativo di una guida
generale e sistematica d’Italia, intesa in senso moderno.
Esso è dovuto a Francesco Bartoli, nato a Bologna nel 1745 e morto nel 1806.
Fu costui uno strano tipo di erudito e di appassionato, autodidatta, bibliofilo e attore,
bersagliato dalla fortuna e anche dalle… virtù della moglie.
Sfogliando oltre “mille volumi” – com’egli asserisce – di guide locali, compilò, con intenti
critici e criteri razionali di distribuzione della materia, un’opera intitolata Notizie delle Pitture,
Sculture, ecc. di tutte le più rinomate città d’Italia.
Dei dodici volumi concepiti – uno per regione – non riuscì a pubblicarne che due.
Va qui segnalata, per i suoi fini esclusivamente pratici, anche una guida edita nel 1778 da
Domenico Boccolari concernente tutta l’Europa Centrale e Occidentale: Nuovo e moderno
libro di viaggi, con la descrizione di tutte le poste d’Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e
Germania, delle tariffe e dei prezzi dei migliori Auberges (sic) in qualsivoglia città.
In definitiva, una guida viaria, forse non dissimile dagli itinerari romani di cui abbiamo
parlato.
La pubblicazione di quest’opera può valere, comunque, come indice delle mutate esigenze
dei viaggiatori.
Organiche guide generali d’Italia, redatte ad esclusivo uso dei turisti che visitavano in
sempre maggior numero la nostra Patria, videro la luce in questo secolo nei principali paesi
d’Europa.
Già nel 1707, a Parigi, si stampava un’opera in tre volumi, ricca di piante e di vedute, dal
titolo Les delices d’Italie.
In Inghilterra un pittore, Gionata Richardson, pubblicava a Londra, nel 1722, An Account of
some of the Statues, Basreliefs, Drawings and Pictures in Italy.
Da un secolo circa erano cominciate le migrazioni turistiche inglesi nel continente,
specialmente in Francia e in Italia, e già la parola “touriste”, che doveva assurgere a tanta
fortuna in tutte le lingue moderne, era intesa nel suo significato attuale.
Giovani di nobile famiglia, accompagnati dai loro precettori, uomini politici già maturi,
letterati, scienziati o semplici gaudenti e perdigiorno scendevano dalle brume del nord in
cerca del sole mediterraneo e delle testimonianze di una civiltà alla quale essi erano venuti a
partecipare buoni ultimi.
In Germania usciva nel 1770 una Guida d’Italia di I.I. Wolkmann. La ricordiamo perché essa
è legata, in certo modo, alla memoria di Goethe.
Di essa si servì, infatti, il Poeta nel suo viaggio in Italia, e ne parla sovente con bonaria
condiscendenza nell’Italienische Reise, chiamandola “il buon Wolkmann”.
Ma sulla verità, sull’attendibilità dei dati che offrivano queste guide in genere abbiamo un
giudizio diretto del Card. Wiseman, l’autore di Fabiola, il quale ne lamentava, nel 1839,
l’estrema inesattezza, tale da ingannare il viaggiatore che ad esse si affidasse.
Verso la metà del secolo XIX si realizzarono tutte le premesse per le quali il turismo doveva
assumere progressivamente l’importanza e l’ampiezza attuali.
Mutate e perfezionate le condizioni di viaggio, se ne perfezionarono anche gli strumenti, a
cominciare dalla moderna guida turistica, che nacque allora in Inghilterra.
Nel 1829, un giovane appartenente a una famiglia di editori, John Murray, si avventurava in
un viaggio sul Continente, durante il quale dovette avvertire a sue spese la mancanza di una
buona guida.
S’interessò al problema, prese appunti e, tornato in Patria, compilò un Manuale per l’Olanda,
il Belgio e la Germania Settentrionale, che vide la luce nel 1836.
Appariva così il primo volume della fortunata serie delle Guide Murray, tuttora curate a
Londra dalla casa Stanford.
Pochi anni prima, e precisamente nel 1827, un giovane editore di Coblenza aveva pubblicato
un opuscolo di S.A. Klein: Rheinreise von Mainz bis Koln; Handbuch fur Schnellreisende.
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Il volumetto ebbe fortuna e l’editore, Carlo Baedeker, intuendo, anche sull’esempio della
guida Murray, tutta l’importanza dell’iniziativa, ne fu stimolato a predisporre altri volumi per le
vicine regioni.
Nel 1839 usciva, così, sul modello di quello del Murray, il Manuale per il Belgio e l’Olanda.
Nel 1842, infine, appariva una guida completa della Germania: Handbuch fur Reisende
durch Deutschland und den osterreichischen Kaiserstaat.
Per la scrupolosa esattezza, le cospicue doti di praticità, e infine per la ricca
documentazione cartografica, questi manuali si presentarono subito quali modelli del genere,
superando di gran lunga i risultati ottenuti dal Murray.
Erano, così, gettate le basi di quella grandiosa opera costituita dalla serie dei caratteristici
volumi della collezione Baedeker, i quali contribuirono non poco a promuovere e facilitare il
turismo, a rendere più agevoli, utili e istruttivi i viaggi per diporto.
Nel 1852 cominciarono ad uscire le prime edizioni in francese e in inglese.
Nel 1859, alla morte di Carlo Baedeker, la collezione delle guide comprendeva già 9 volumi.
Carlo Baedeker è, a ragione, considerato il fondatore, il padre della moderna letteratura
guidistica.
Fu suo merito avere intuito tutta l’importanza che per le sorti del turismo doveva avere la
compilazione d’un perfetto, pratico, oggettivo, tipico manuale per il viaggiatore.
La fortuna incontrata da queste sue guide fu effettivamente pari al suo merito. Baedeker
divenne presto sinonimo stesso di guida.
Il credito di cui esse godevano era assoluto e talora persino eccessivo, se è credibile quanto
si racconta di un turista il quale, piuttosto che ammettere l’errore in cui era incorsa la guida
nel segnalare a destra l’ubicazione di un palazzo, che invece si trovava a sinistra, pensò di
conciliare l’infallibile indicazione scritta con la realtà, supponendo che nel frattempo il
palazzo fosse stato spostato.
Quando il figlio di Carlo Baedeker, Federico, trasferì la Casa da Coblenza a Lipsia, il piano
delle guide s’allargò a tutta l’Europa, all’America del Nord, all’Africa Settentrionale, all’Asia
Occidentale e all’India.
La prima guida dedicata all’Italia, uscita nel 1861, si riferiva all’Italia Settentrionale e a
questo volume seguirono ben presto gli altri due.
Ma degli altissimi meriti e di qualche piccola menda dei tre volumi nei nostri riguardi avremo
occasione di accennare più oltre.
L’esempio di Baedeker trovò ben presto imitatori in tutti i Paesi più progrediti. Nella stessa
Germania numerose case editrici si diedero a compilare manuali per turisti.
Fin dal 1850 il Bibliographisches Institut intraprese, prima a Hildburghausen, poi a Lipsia, la
pubblicazione dei pregevoli Meyers Reisefuehrer.
Lipsia divenne, anzi, la cittadella della letteratura guidistica giacchè, oltre ai Meyer e ai
Baedeker, uscirono dalle sue officine anche le guide Geuter e le guide Woerl. Un’altra
importante collezione di guide iniziava a Berlino la Casa Grieben.
In Francia, nel 1840, Adolfo Joanne fondava la celebre serie di guide che da lui presero
nome e che poi, trasformate, entrarono a far parte della notissima collezione delle Guides
Bleus della Libreria Hachette. Guide di minore importanza curarono Delagrave, Flammarion,
Pol, Conty.
In Gran Bretagna, infine, la Libreria Macmillan dava inizio ai suoi Muirhead Blue Guides –
destinate a primeggiare sulle Murray già ricordate – e alle Guide Cook.

Ma se l’invito a parlare di guide turistiche è stato rivolto ad un rappresentante della C.T.I.,


non è certo perché svolga l’argomento soltanto dal punto di vista storico, pur molto
interessante; bensì, credo, perché vi dica praticamente delle odierne guide relative all’Italia,
dei loro caratteri e della loro funzione nel vasto campo del turismo italiano.
Se dal lontano passato l’Italia fu, come ho detto, maestra anche in fatto di guide, tale suo
primato era da tempo perduto al principio di questo secolo quando, col fiorire del movimento
turistico internazionale sul nostro bel suolo, maggiore era la necessità di buone guide di
viaggio.
Malgrado le numerose guide locali, spesso erudite e talora magniloquenti, ma antiquate, si
può dire che vere guide generali d’Italia in lingua italiana non esistevano, salvo una
pubblicata ad iniziativa di un editore, invero troppo modesta e lontana da quella perfezione
che avrebbe potuto assicurarle diffusione e fama.
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In realtà, gli Italiani erano allora obbligati a viaggiare col viatico di guide in lingua straniera e
nella maggior parte dei casi col famoso Baedeker.
Molto si è sparlato del Baedeker in passato; vi furono anche vere campagne di stampa, ed
ogni scrittorello che si interessasse di turismo si sentiva in dovere di fare la sua brava
sfuriata contro la classica guida, senza conoscerla a fondo.
Bisogna invece riconoscere che Baedeker ha reso al turismo italiano enormi servigi, dal
1861, quando uscì il primo Oberitalien, alla sua 19° edizione tedesca oggi in commercio.
L’edizione francese dell’Italie Septentrionale è anch’essa alla 19° edizione, mentre l’edizione
inglese del Southern Italy è alla 17°.
Vi erano, certo, nelle guide Baedeker, taluni apprezzamenti che ci offendevano e che
facevano torto all’editore; ma, d’altra parte, erano profondamente ingiusti i critici che,
rilevando solo quei piccoli nei, perdevano di vista la propaganda fatta gratuitamente all’Italia
dall’editore tedesco.
Quello che veramente ci diminuiva, era il fatto che gli Italiani, se volevano percorrere gli
itinerari della loro Patria, dovevano ricorrere a guide straniere, composte da stranieri in una
lingua non nostra; guide concepite perciò con criteri tanto diversi dai nostri, anche se
controllatissime ed esattissime; guide nelle quali la storia, la geografia, l’arte erano viste con
occhi non nostri e per giunta spesso considerate in quadri più vasti, con sacrificio degli
interessi italiani.
Basterà ricordare, per convincersene, che i 4 volumi Baedeker (Italie Septentrionale, Italie
Centrale, Italie Meridionale, Italie des Alpes a Naples) essendo dedicati ai turisti stranieri che
facevano il tradizionale viaggio in Italia per visitare le grandi e le piccole città, trascuravano
plaghe italianissime perché comprese in volumi dedicati ad altri Paesi, o perché non
sufficientemente conosciute.
Così la descrizione delle Alpi Occidentali era compresa nel volume France Sud Est, quella
delle Alpi Centrali parte nel volume Suisse e parte nel volume Sudbayern und Tirol; la parte
Orientale, poi, era inclusa nell’Oesterreich Ungarn. Egualmente era ignorato l’Appennino.
Né si parlava dei percorsi stradali, la cui importanza andava, invece, crescendo con lo
sviluppo del ciclismo e dell’automobilismo.
Il Mezzogiorno, infine, era trattato in modo eccezionalmente sintetico: basti ricordare che il
volume Baedeker descrivente l’Italia in un solo volume s’intitolava Dalle Alpi a Napoli,
negligendo gran parte dell’Italia Meridionale, la Sicilia e la Sardegna.
Questa era la situazione quando, nel 1912, la C.T.I. approvò e fece sua l’idea di L.V.
Bertarelli di creare una Guida italiana d’Italia.
L’opera si presentava ormai come logico sviluppo e conseguenza dell’attività precedente.
Fin dai primi anni di vita del Sodalizio erano stati pubblicati annuari, itinerari stradali;
successivamente furono messi in luce brevi fascicoli illustrati dal titolo Guide itinerarie, che
molti Soci conservano ora come rarità bibliografiche.
Poi venne la grande impresa della carta d’Italia al 250.000, creata e diffusa dal 1907 al 1911;
condotta questa a compimento, il Sodalizio poteva dedicare le sue energie a una nuova
iniziativa di preminente interesse turistico nazionale.
Le ragioni e gli scopi dell’opera, le sue caratteristiche formali e sostanziali, vennero
magistralmente definite nel 1912 dal Bertarelli stesso, in un articolo sulla Rivista mensile
dell’ente.
La sua parola è ancora così viva che non trovo di meglio che leggere con voi i brani
essenziali di questo scritto:
<< L’Italiano avrà fra poco una guida propria, schiettamente nostrale, non solo (il che non
sarebbe nuovo, poiché altre guide italiane già esistono), ma impiantata coi mezzi poderosi
che il Touring intende dedicarvi, il che è cosa nuova, e, soprattutto, diffusa coi mezzi suoi,
ciò che sarà non soltanto una cosa nuova, ma unica.
La propaganda turistica di quest’opera, il suo valore popolare, devono essere senza
precedenti nella storia delle iniziative private similari.
<< Il progetto approvato dal Consiglio s’ispira alla coscienza della formidabile forza morale e
materiale che il fascio di 110.000 soci (oggi sono 450.000) rappresenta nel Paese.
<< Noi pensiamo che non faranno difetto, intorno a noi, le collaborazioni volonterose, dalle
più modeste alle più alte.

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Crediamo che, al momento in cui li chiameremo, ci daranno la mano i soci isolati, i soci più
cospicui, i competenti specialisti di ogni campo, gli Enti privati e pubblici di ogni ordine, i
Corpi amministrativi costituiti, il Governo.
<< Non sono sovvenzioni di mezzi materiali che domanderemo loro. Il Consiglio del Touring
ha preso per questo le proprie precauzioni.
I Sindaci hanno esplicitamente dichiarato che, studiato il progetto finanziario, lo considerano
grandioso ma perfettamente proporzionato alle forze del Sodalizio.
<< Invocheremo, invece, da ogni parte appoggi morali e aiuti di collaborazione personale,
sicuri di trovare buon viso.
Debbono essere aperte le porte dei musei pubblici e delle collezioni private, delle biblioteche
e dei monumenti, delle chiese e dei chiostri.
I Ministeri e tutti gli organismi che da essi dipendono – depositari di preziose informazioni –
sentiranno per questa nostra opera, veramente nazionale, quella calda simpatia da cui
scaturisce subito il contributo efficace.
E così i Comuni e gli Istituti che tengono le statistiche, le Ferrovie e le Compagnie di
Navigazione e di Trasporto; e così le Associazioni professionali di tecnici e di scienziati e
quelle di cultura superiore, media e popolare; e così i Sodalizi industriali e commerciali e
sportivi e artistici.
Ogni forma di attività nazionale, individuale o collettiva, sentirà che il quadro della vita
italiana, che ci accingiamo a tracciare per tutti i turisti d’Italia, sarà un mosaico pel quale
ciascuno può, anzi deve, dare il proprio sassolino.
<< Così sentiamo noi quest’opera modesta di apparenza, grandiosa in effetti; concisa fino
alla durezza nella forma per condensare più materiale, enorme nelle sue radici ramificate a
rinserrare ogni cosa che interessi del nostro bel Paese; rigidamente oggettiva, perché ad
ognuno sia libero il giudizio personale, ma intonata in ogni suo punto al pensiero della Patria.
Vivo, forte, pulsante, dovrà scaturire da ogni sua riga che l’opera è la prediletta di un
Sodalizio il quale pone sopra ogni altro suo scopo la santa scienza del suolo natale.
<< La Guida sarà in 7 volumi di circa 300 fittissime pagine ciascuno, con alcune centinaia di
cartine topografiche, di piante di città, di panorami, di particolari per gli interni di edifici,
musei e simili.
Ogni volume, legato in tela, formerà un tutto a sé con la descrizione di un gruppo di regioni:
l’ultimo, di sapore del tutto nuovo, sarà per le nostre Colonie.
Tutto, redazione e cartografia, sarà originale >>.
Uno dei tipici caratteri propri della Guida della C.T.I., fu l’introduzione, in ogni volume, di un
capitolo preliminare intitolato “Sguardo d’insieme”, la cui lettura potesse servire come
preparazione alla visita di una regione.
<< Un viaggio compiuto con sufficienti nozioni generali sui luoghi che si vedono – scriveva
altra volta il Bertarelli – è mille volte più gradito e fruttuoso di uno al quale manchi questa
chiave, con la quale meglio si può interpretarne il senso intimo.
Una guida può ben descrivere le cose notevoli, una per una con esattezza d’inventario, ma
se la mente di un osservatore impreparato non percepisce l’aria di famiglia che avvicina
queste cose staccate, se essa non penetra il sostrato caratteristico al quale in ogni nazione
tutto attinge con radici profonde e nascoste, questo osservatore non vedrà il gran quadro
nella sua giusta luce…
Il viaggiatore colto è invece munito di un cannocchiale che porta la sua visione oltre i limiti
comuni >>.
Lo sguardo d’insieme doveva, cioè, come dice il titolo stesso, offrire un’immagine completa
della zona partitamente descritta in ciascun volume, condensando in poche chiare pagine le
nozioni essenziali sulla geografia e la geologia, sul clima, sulla fauna e sulla flora, sulla
storia, sull’arte, sugli usi e costumi, soffermandosi soprattutto sulla demografia e sulle risorse
economiche dei territori descritti.
Sotto questo aspetto, si può dire che la Guida della C.T.I. non ha ancora trovato imitatori
nemmeno all’estero, mentre è evidente l’importanza di far conoscere al turista non soltanto
le bellezze d’arte e di natura, ma anche i caratteri dell’economia nei diversi rami
dell’agricoltura, dell’allevamento, delle industrie, delle comunicazioni, del commercio e del
credito; nonché di prospettare i problemi che si connettono all’avvaloramento del Paese.
Altra novità della Guida d’Italia della C.T.I. è la descrizione degli itinerari stradali che, soli,
permettono di osservare da vicino le bellezze del paesaggio e di toccare le piccole località,
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dove pure si trovano monumenti spesso di singolare interesse, e che, con la diffusione
dell’automobilismo e del ciclismo, sono visitate da una schiera sempre più numerosa di
viaggiatori per diporto.
Infine, la Guida della C.T.I. non trascura, come le guide straniere, la trattazione della
montagna che è tanta parte della superficie del nostro Paese e delle sue bellezze naturali.
Si può affermare che la descrizione dei nostri monti nella Guida d’Italia sia la sola completa
ed aggiornata a tutt’oggi esistente.
Gli itinerari montani sono in gran parte originali, e furono raccolti con la collaborazione di
numerosissimi alpinisti, escursionisti e studiosi della montagna.
Per dare un’idea del valore di questa parte basterà ricordare che la descrizione, ad esempio,
della Val d’Aosta è oggi ancora l’unica completa di quella meravigliosa tra tutte le zone
alpine, dopo la Guida alpinistica di Bobba e Vaccarone, che risale al 1896.
Le Alpi Cozie Meridionali, le Lepontine, le Orobiche, le Prealpi Lombarde e Venete, l’intero
Appennino, i monti della Sicilia, della Sardegna e della Corsica non hanno finora altra guida
d’insieme che quella della C.T.I., sebbene esistano opere frammentarie sull’uno o sull’altro
gruppo.
I criteri seguiti nella redazione dell’opera, che durò dal 1913 al 1929, sono essenzialmente i
seguenti :
a) valersi della collaborazione dei competenti in tutti i campi, dall’arte alla geografia,
dall’economia all’alpinismo;
b) raccogliere presso l’Ufficio della Guida d’Italia il più ampio materiale bibliografico,
cartografico e informativo possibile, tenendo scrupoloso conto delle segnalazioni di soci
e lettori;
c) descrivere gli itinerari ferroviari, e soprattutto quelli stradali, sulla scorta della visione
diretta che ne ebbero i redattori, percorrendo effettivamente le decine di migliaia di
chilometri delle strade d’Italia;
d) rivedere e controllare in luogo la descrizione dei centri turistici, e non soltanto i maggiori,
ma tutti quelli che abbiano effettivamente qualche importanza;
e) dedicare cure scrupolose alle notizie pratiche, quelle, cioè, relative ad alberghi,
ristoranti, mezzi di comunicazione, tariffe, ecc.;
f) dotare la guida di una copiosa cartografia di primissima qualità, redatta sulla base di
materiale ufficiale, accuratamente controllata e frequentemente aggiornata.
Per dirvi con quanta serietà, con quale impegno e con quanta larghezza di mezzi venne
affrontata l’impresa, accennerò brevemente a qualche episodio tipico.
Resteranno certamente sempre vivi fra i miei ricordi i colloqui di Bertarelli coi collaboratori, ai
quali egli, con grande benevolenza, faceva assistere anche me, allora poco più che
ventenne e quindi privo di esperienza; e non li dimenticherò mai perché davvero erano di
interesse eccezionale, e poi… perché la loro durata si protraeva oltre ogni limite di
consuetudine.
Le 8-10 ore di conversazione con i principali collaboratori, intramezzate dallo stretto tempo
necessario ai brevissimi pasti, spesso non bastavano ad esaurire l’argomento.
Il Bertarelli, analizzatore formidabile, conoscitore profondissimo di ogni angolo d’Italia,
rivolgeva ogni suo più tenace sforzo per mettere in evidenza le necessità di volgarizzare, di
condensare e di mantenere l’opera entro i limiti stabiliti dal programma.
E subito dopo questi “scambi di idee”, riassumeva – in lettere di 19-20 cartelle ognuna,
dettate tutte d’un fiato alla stenografa, e sempre me presente perché imparassi… e
(pensavo io) mi atterrissi – il nocciolo delle conversazioni avute e degli accordi presi.
Sistemata la parte generale del primo volume, affidata a vari esperti quella alpinistica ed
escursionistica, provveduto ad assegnare la descrizione dei centri maggiori e a tante altre
cose, gli rimaneva da liberarsi da un incubo: quello di mettere insieme le notizie di ordine
pratico.
Il problema gli si presentava irto di difficoltà: Baedeker godeva di grandissima reputazione
anche per l’accuratezza di queste notizie: soprattutto per gli alberghi, un aggettivo o un
asterisco erano il frutto di anni ed anni di esperienza, di informazioni ottenute da agenti
consolari o commerciali, da privati che dopo il loro viaggio in Italia non mancavano mai di
mandare – con diligenza tutta tedesca – osservazioni o suggerimenti all’editore della loro
guida prediletta; quel che si dice, insomma, una esperienza davvero consumata.

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Bertarelli temeva il confronto e non sapeva come risolvere in pochi mesi il problema della
redazione di poche paginette informative, in cui però ogni parola doveva essere pesata e
controllata da fonti diverse, anche per la necessità di evitare apprezzamenti troppo
compiacenti o comunque tendenziosi, e con la preoccupazione, infine, di nuocere, con
giudizi che poi risultassero errati, a legittimi interessi…
Finalmente, un bel giorno, egli prese le sue decisioni: venuto in Ufficio, mi comunicò che
aveva risolto di recarsi a Lipsia per tentare un accordo con Baedeker.
E così fece, offrendo al grande editore tedesco un cospicuo compenso per potersi valere,
nel limite che credesse opportuno, delle sole notizie contenute nei suoi volumi relativamente
agli alberghi ed impegnandosi per un certo numero di anni ad astenersi dal tradurre in lingue
straniere le guide che il Touring avrebbe pubblicato.
Baedeker non accettò, ed allora io, timidamente, mi proffersi di raccogliere queste preziose e
preoccupanti notizie pratiche, anzitutto in occasione di sopralluoghi necessari anche per la
indispensabile revisione dei testi dovuti ai collaboratori, poi con inchieste presso viaggiatori
di commercio, e via dicendo.
E così avvenne, ed io iniziai un’esperienza personale che mi riuscì e mi riesce ancora assai
preziosa: imparai, cioè, a conoscere, per visione diretta, la reale ed effettiva consistenza del
nostro patrimonio alberghiero.
Se si procedeva con tanta ponderazione per quel che, dopotutto, si riferiva soltanto ad un
particolare dell’opera, potete credere quanto meticolosa fosse la preparazione di tutto il
resto.
Fra gli altri miei ricordi più cari restano le decine e decine di migliaia di chilometri percorsi in
automobile, assieme al Bertarelli, non già per descrivere le belle, ma allora non sempre
comode strade d’Italia, ma per delineare soltanto la loro fisionomia, allo scopo di precisare
l’importanza e l’interesse turistico che il percorso presentava, con impressioni fresche, vive,
dirette, vissute; traendone la possibilità – di incalcolabile valore per le opere del genere – di
graduare questa valutazione in base ad un giudizio omogeneo, emesso da una sola
persona.
In un solo punto i calcoli di L.V. Bertarelli si dimostrarono fallaci: in quello, cioè, relativo alla
mole.
Proprio a Lui, dotato di un senso pratico formidabile, uomo di cultura e di affari ad un tempo,
conoscitore di ogni più ascoso angolo d’Italia, di ogni curiosità naturale, proprio a Lui, che
più volte l’aveva già percorsa tutta in lungo e in largo col mezzo più adatto – la bicicletta –
doveva accadere di preventivare un’opera in 7 volumi per arrivare a 16!
E i 16 volumi risultavano così densi che, nelle successive edizioni, si riconobbe la necessità
di frazionarli maggiormente, sì che la serie ne comprende ora 24.
Già nel redigere la prima edizione del primo volume, che s’intitolava Piemonte, Lombardia,
Canton Ticino, previsto di circa 400-500 pagine, si arrivò a un complesso di 960 pagine; se
l’Autore trovò la via d’uscita, del resto assai pratica, di stralciare dalla descrizione delle due
regioni quella delle città capoluogo: Torino e Milano, formando un Annesso di pagine 236,
che i vecchi soci ricordano.
Nelle successive edizioni si separò la materia in due distinti volumi: Piemonte e Lombardia, il
primo di pagine 748, il secondo di 820.
Sarebbe questa, se pur ve ne fosse bisogno, un’attestazione dell’immensa ricchezza
dell’Italia in opere d’arte, in ricordi storici e in bellezze naturali. Nessun paese al mondo
racchiude in così breve spazio tanti tesori e tante bellezze.
Perciò, sebbene Bertarelli si imponesse di presentare esclusivamente quanto potesse
apparire interessante da un punto di vista generale, evitando con ferrea disciplina qualsiasi
concessione allo spirito di campanile, non potè poi costringere la materia entro limiti troppo
angusti, e fu costretto a rettificare il suo preventivo.
Si pensi che la Guida conta ora complessivamente 16.280 pagine; eppure essa non nomina
che i monumenti veramente degni di essere segnalati all’attenzione dei turisti anche di
media cultura. Un merito della Guida sta appunto in questa accurata selezione delle cose
descritte.
Una guida che elencasse tutto assumerebbe proporzioni tali da conferirle un carattere di
opera di biblioteca e non di un manuale da consultare in viaggio.
Ogni volume non è, però, uno zibaldone di notizie di vario genere, utili al turista, ma bensì un
complesso e organico strumento, in cui le varie parti sono fra loro congegnate in guisa da
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offrire al lettore e al consultatore il modo di trovare le notizie desiderate nel minor tempo e
col maggior agio possibili.
Così è stato creato quello che si può definire il più ricco inventario esistente delle bellezze
naturali e delle opere d’arte d’Italia.
Nessun altro Paese può vantare tanta dovizia e perciò nessun Paese dispone finora di una
guida altrettanto utile ed estesa.
La materia condensata in questi volumi è veramente ingente: si può dire che vi sia
concentrata, in brevi notizie oggettive, collocate ciascuna al suo giusto posto, tutta la storia e
la geografia d’Italia, il paesaggio, l’arte, i costumi, l’economia, le curiosità di ogni genere.

La Guida per tutta Italia, in 24 volumi, è evidentemente destinata al turista che visita una o
due regioni; chè altrimenti non sarebbe consigliabile appesantire il proprio bagaglio
attraverso tutta l’Italia con una piccola biblioteca.
Per i viaggiatori frettolosi, che si limitano a una rapida visita dei centri maggiori, fu redatta e
pubblicata, dal 1937 al 1940, la Guida breve d’Italia, in tre agili volumetti, che presentano al
turista il fiore dell’arte e dei paesaggi italiani.
Ancora più breve sarà la Guida rapida d’Italia, anch’essa in tre volumetti, di cui la C.T.I. ha
preparato il testo e la cartografia, per metterli a disposizione dell’E.N.I.T.
Recentemente è uscito il volume II dell’edizione tedesca, mentre altri, in edizione tedesca e
spagnola, sono in preparazione.
L’attività guidistica della C.T.I. si è estesa oltre l’Italia, alle sue Colonie e all’Impero.
Infatti essa ha al suo attivo una Guida dell’America Latina, il cui primo volume Argentina,
Paraguay, Uruguay ha visto la luce in edizione italiana e in edizione spagnola.
Altri volumi sono allo studio, e ci auguriamo che possano essere presto pubblicati nel mondo
ricostruito nel nuovo ordine che sorgerà dal presente conflitto.
La funzione di questa guida non è soltanto pratica, ma anche politica, in quanto tende
all’affratellamento delle popolazioni e all’incremento degli scambi fra il nostro Paese e gli
Stati dell’America Latina, dove vivono milioni d’Italiani che hanno dato all’incivilimento e al
progresso dell’America Centrale e Meridionale un contributo di primo ordine.
Altre guide pubblicate dalla Consociazione sono quella dell’Albania, di cui si sta preparando
una seconda edizione, e quella della Grecia, approntata poco prima che le nostre truppe
occupassero quel Paese. Attualmente è in corso di lavoro la guida della Croazia.
Occorre ricordare anche la Guida d’Italia per gli Stranieri, di cui la C.T.I. ha pubblicato 4
edizioni: tedesca in 4 volumi, inglese in 2 volumi, francese in 4 volumi, esperanto in 2 volumi.
E’ questa un’iniziativa onerosa, che il Sodalizio ha affrontato con piena consapevolezza della
sua importanza ai fini della propaganda nazionale, e non solo turistica, per sostituire i nostri
volumi italianamente pensati e stampati in Italia alle guide di produzione estera.
Come in tutti i campi dell’umana attività, anche in quello delle guide si è fatta strada la
specializzazione.
Così per l’alpinismo e lo sci è nata la Guida dei Monti d’Italia, che la C.T.I. pubblica in
collaborazione con il C.A.I. Sono stati finora pubblicati 7 volumi e un ottavo è in corso di
stampa.
Egualmente la C.T.I. ha preparato e diffuso la sua Guida dei Campi di Battaglia in 7 volumi;
la Guida da Rifugio a Rifugio, in 3 volumi, destinata agli escursionisti; la Guida Pratica ai
Luoghi di Soggiorno e di Cura d’Italia, in 5 volumi, che costituisce la più completa
documentazione dell’attrezzatura ricettiva del paese; la Guida Gastronomica d’Italia; le
Guidine Fluviali, di cui sono usciti per ora 3 fascicoli.
Resta da accennare alle iniziative guidistiche di enti pubblici e di editori privati.
Si tratta, in genere, di guide locali, talora ottime, come la guida di Venezia del Lorenzetti, la
guida di Bologna dello Zucchini, ma che non hanno caratteri uniformi,
Qualche Ente Provinciale per il Turismo ha già pubblicato una sua guidina illustrata della
provincia: è questo il caso di Sondrio.
Per la provincia dell’Aquila abbiamo la recentissima guida curata dall’Ufficio Edizioni
dell’E.N.I.T., che viene proposta ad esempio ad altri Enti.
Guide e guidine sciistiche sono state pubblicate dal C.A.I. e dalla Società Incremento
Sestriere.
Mi sia concesso chiudere questa escursione attraverso la storia della guide turistiche,
rilevando l’importanza della produzione italiana: essa è destinata ad accrescersi e a
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perfezionarsi continuamente anche sotto l’impulso animatore della Direzione Generale per il
Turismo, attraverso la produzione dell’E.N.I.T. e degli enti periferici del turismo, e costituirà
uno strumento prezioso quando, dopo la Vittoria, le correnti di visitatori riprenderanno da
ogni parte del mondo il loro pellegrinaggio verso questa nostra terra, espressione di civiltà,
madre di ogni spirituale bellezza.

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RIVISTA MENSILE
del Touring Club Italiano
Dicembre 1901

BAEDEKER
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Il centenario d’un grande Turista

A Berlino si è di recente festeggiato il centenario di Carlo Baedeker, il primo autore delle


famosissime Guide che portano il suo nome.
Nato il 13 settembre 1801 ad Essen, figlio di un libraio editore, compiè gli studi universitari a
Heidelberg, fu tenente dell’esercito, poi buttò laurea e sciabola per fondare a Coblenza una
casa libraria che in breve divenne celebre.
Amantissimo dei viaggi, volle compilare – sulla base di esperienza propria – delle guide per i
viaggiatori; e viaggiò continuamente osservando, studiando, annotando, diventando lo
spauracchio degli albergatori di cui si compiaceva a denunziare tutti i soprusi.
Si disse perfino che il governo tedesco lo avesse fornito di parecchi passaporti con nomi
diversi, affinchè potesse viaggiare meglio in incognito. Girava senza bauli, modestamente
vestito e col portafoglio ben fornito.
Morì nel 1859, e Federico Baedeker continua l’opera paterna.
La ditta fu trasportata nel 1872 a Lipsia.
Su questo argomento mandano da Berlino al Corriere della Sera una corrispondenza, che
riproduciamo nelle sue parti principali.

Agli editori, recentemente adunati in Congresso internazionale a Lipsia, hanno mostrato, tra
alcune rarità bibliologiche splendide o bizzarre, due libriccini assai modesti: l’uno s’intitola
Viaggio sul Reno da Magonza a Colonia, manuale per i viaggiatori del prof. J. A. Klein,
seconda edizione riveduta e corretta presso Carlo Baedeker, libraio in Coblenza 1836; l’altro
è una Descrizione del Belgio e dell’Olanda di Carlo Baedeker, editore C. Baedeker, libraio in
Coblenza, 1839.
Il primo di questi libriccini rivela ancora l’antica mania dei viaggiatori di fare della retorica
letteralmente ad ogni piè sospinto; gli aggettivi abbondano, le descrizioni sono prolisse, la
leggenda della Loreley vi è raccontata per filo e per segno; ma visibilmente l’esploratore di
quelle “ignote regioni” renane sdegna di far sapere ai miseri mortali dove potranno riposare
le stanche membra e mangiare un boccone!
Nell’altro libriccino, invece, l’editore fattosi autore comincia già a dimostrare lo stile
concettoso e preciso che formò poi la sua fama e quella della sua casa; e chi lo segue non
apprende soltanto ad ammirare gli storiati finestroni di Santa Gudula o i quadri dei Musei
dell’Aja o di Harlem, ma viene iniziato anche ai segreti dei consommès nelle tavernes di
Bruxelles, e a mettersi in guardia contro l’involontaria prodigalità generata dal traditore
sistema dei gulden olandesi.
Tra l’uno e l’altro libriccino vi è un abisso.
L’uno è l’omega delle ”descrizioni” parolaie; l’altro è l’alfa delle guide pratiche, utili e, non
perciò, meno veramente erudite. Si chiudeva con l’uno la serie di quei vademecum che
s’erano cominciati a pubblicare sin dai primi anni del secolo decimottavo, e di cui restano a
modello le Memorabilis Europae dell’illustre signor prof. Rodolfo Roth, direttore del ginnasio
di Ulma, e in cui, in seicento pagine, in ordine alfabetico, si descrivono le “cose più
memorande che un viaggiatore deve osservare nelle più insigni città, castella e borghi di
Europa”; principiava con l’altro la serie dei Baedeker. E forse – questo giova dire – i
Baedeker non sarebbero se i vademecum non fossero stati: forse anche se il giovine libraio
Carlo Baedeker non avesse veduto stampato in prima edizione da un suo collega coblentino
Il viaggio sul Reno dell’ignoto prof. Klein, e questi non fosse poi venuto alla sua bottega ad
offrirgliene una nuova edizione riveduta e corretta.

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Nel 1842 Carlo Baedeker pubblicò il Manuale attraverso la Germania e lo Stato Imperiale
dell’Austria.
Tre anni dopo la Guida della Germania e dell’Austria, uscì quella della Svizzera, nel 1855 si
pubblicò Parigi e i suoi dintorni, nel 1860 l’Alta Italia, nel 1862 Londra, nel 1866 L’Italia
Centrale e Meridionale, nel 1875 la Palestina e la Siria, nel 1877 l’Egitto…
E già nel 1846 usciva il primo Baedeker in francese: Les bords du Rhin e seguivano, man
mano, gli altri.
Ma il trionfo maggiore fu questo: non soltanto Murray e consorti (gli antichi editori di guide
inglesi) vennero banditi dal continente, ma Baedeker passò, a bandiera spiegata, in
Inghilterra, in tutto il mondo britannico: la prima edizione inglese del Baedeker è quella del
1861: The Rhine e ormai è forse proprio John Bull che, attraverso le sue perpetue
scorribande per il mondo, rende più noti e più popolari i lindi volumi dai fitti e chiarissimi
caratteri, dalle rosse copertine.
Due grandi pregi delle guide, come il Baedeker volle e seppe dapprima farle e poi farle fare,
sono le quantità di fatti, di cifre ed anche di pensieri condensati nel minor numero possibile
di parole e l’assoluta incorruttibilità della loro redazione.
Fritz Baedeker, il più giovane fra i figli del fondatore ed oggi capo della casa, così descrive,
per esempio, il sistema con cui, appunto per offrire molta e buona “merce intellettuale” nel
più angusto spazio, si procedette nell’elaborazione delle guide di Spagna e Portogallo.

<< Il primo manoscritto venne fornito da Lodovico Passarge, noto per le sue descrizioni della
Svezia e della Normandia ed anche per una della Spagna.
Questo manoscritto, dopo essere stato esaminato da me e dalla redazione, venne passato
alle stampe.
E con le sue bozze di stampa in tasca il dott. Propping, nostro antico collaboratore per la
storia dell’arte, percorse la penisola Iberica e introdusse le correzioni che gli parvero
necessarie sia nel testo in generale e sia nella parte storico-artistica fornite dal prof. Just.
In base poi al manoscritto di Passarge l’articolo Madrid fu rielaborato due volte da A.
Dressel, da molti anni segretario della legazione tedesca in quella capitale.
La descrizione della galleria di quadri al Prado fu scritta dal noto storico d’arte W. Bode,
direttore dei regi musei di Berlino, e, tuttavia, fu per due volte fatta e rifatta.
Poi le bozze di stampa vennero mandate a molti colti tedeschi abitanti in Spagna e in
Portogallo. E sembrandomi allora prolisso il testo, lo rifeci io stesso di sana pianta.
Per la seconda edizione mi assicurai la collaborazione del prof. Hubner, appunto perché
aveva fatto una acuta critica degli appunti archeologici.
Dressel, da parte sua, viaggiò le Asturie e la Galizia; Barcellona, Siviglia e Lisbona vennero
riviste e corrette; di Majorca si incaricò specialmente il dott. Arnolt; e molti storici dell’arte
fornirono nuovi dati e corressero i primi intorno a molte piccole città che il dott. Propping non
aveva potuto visitare.
Io stesso, infine, rividi, e “limai” nuovamente il libro da capo a fondo….>>

Si capisce, dopo un siffatto lavoro di vera pazienza tedesca, la fama di esattezza che si è
acquistata il Baedeker!
Ma forse non molti sanno che tutti i dati delle guide – da quelli eletti dalla storia o dall’arte
alle più umili cifre dei prezzi delle “consumazioni” – vengono continuamente controllati e
corretti da delegati della Casa, che viaggiano in incognito.
Potrebbero, naturalmente, essere trattati dappertutto come principi e non pagare un soldo,
anzi… Ma Baedeker come non accoglie reclames di sorta alcuna nelle sue guide, così non
tollera che i suoi emissari accettino dagli albergatori o da altri neppur un bicchier d’acqua.
Ed anche le osservazioni del pubblico viaggiatore vengono bensì accettate con grato animo,
ma non compaiono nel testo di nuove edizioni se i messi segreti e competenti della casa
Baedeker non trovano che sono conformi alla verità, che nulla c’è a dire in contrario….

Un aneddoto su di un albergo.

La grande ambizione dei suoi proprietari era quella di avere la stella nel Baedeker. La
mancanza di questo deviava dal ricco albergo tutta una corrente di viaggiatori d’alto bordo.
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Un signore, che con tutta la numerosa famiglia, aveva abitato nell’albergo molto tempo, e vi
si era trovato benone, trovò assai equo il desiderio degli albergatori, e, raccolte anche le
firme d’una trentina d’altri ospiti – molti dei quali personaggi più o meno illustri – scrisse, per
la faccenda della stella, a Fritz Baedeker, col quale si trovava in rapporti personali e d’affari.
La risposta si fece aspettare circa sei mesi, ma finalmente venne da Lipsia, dove sin dal
1872 si era trasportata la Casa :

<< Non possiamo accordare la stella – scriveva laconicamente l’intangibile erede di Carlo
Baedeker – finchè i salotti non saranno divisi dal cortile che da pareti di ferro e vetro… >>

La stella non venne.


Più facilmente assai si conquista una croce di cavaliere che non una stella del Baedeker!

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CAPITOLO IV

IL PRIMO PERIODO

(1914 – 1929)

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Le "prime edizioni" delle guide pubblicate in questo periodo, pur essendo le più vecchie, non
sono comunque le più rare in quanto venivano inviate quale regalo annuale a tutti i Soci e
quindi stampate in quantità elevate e contestualmente distribuite; la decisione di inviarle in
omaggio ai Soci permise inoltre di far conoscere a tutti fin dall'inizio il progetto editoriale che
si andava realizzando ed a pubblicizzarlo in maniera notevole.
Scriveva infatti Carlo Brusa nel 1984 su "90 Anni di Turismo in Italia":
<< La formula di consegna "gratis ai Soci", oltre a favorire una notevole diffusione, doveva
consentire altri vantaggi, quali una tiratura prevedibile - così da ridurre il costo unitario - e
l'eliminazione delle spese di distribuzione >>.
La confezione di invio ai Soci era rappresentata fino al 1922 da una scatola cartonata ad uso
postale, sostituita negli anni successivi da una busta di carta resistente e formato adeguato,
con sovrastampate varie pubblicità dell'epoca in entrambe le tipologie; alcune di queste
confezioni, giunte intatte fino ai nostri giorni, fanno bella mostra di sè al Centro
Documentazione del T.C.I. ed in qualche collezione privata.
Il progetto iniziale prevedeva una Guida d'Italia suddivisa in sette volumi; all'inizio del 1929 lo
"Stato di pubblicazione delle Guida d'Italia del T.C.I." riportato su "Italia Centrale" vol. II, 2^
ed., elencava i 7 volumi nel modo seguente :

1 - Piemonte, Lombardia e Canton Ticino, 4^ edizione in 2 volumi


2 - Liguria, Toscana a Nord dell'Arno ed Emilia, 2^ edizione in 2 volumi
3 - Sardegna e Corsica, 1 volume in preparazione
4 - Sicilia, 2^ edizione in 1 volume
5 - Le Tre Venezie, 2^ edizione in 3 volumi
6 - Italia Centrale in 4 volumi
7 - Italia Meridionale in 3 volumi

Lo stesso volume dell'Italia Centrale riporta testualmente : "Complessivamente dei 16 volumi


della Guida d'Italia, fino a tutto il 1928, sono stati diffusi 4.305.000 esemplari", mentre in
fondo al volume "Sardegna e Corsica" (pubblicato pochi mesi dopo) è riportata la carta
geografica d'Italia suddivisa nei 7 volumi "teorici".
Nell'agosto del 1929, con la pubblicazione di "Possedimenti e Colonie", la serie così ultimata
passa a 17 volumi (come evidenziato nella prefazione del volume stesso a pag. 3), "diffusi a
tutto il 1929 in 4.725.000 esemplari".
Lo "Stato di pubblicazione della Guida d'Italia del T.C.I." diventa "I volumi della Guida d'Italia
del T.C.I." così elencati sul retro del frontespizio di quest'ultimo volume :

- Piemonte, Lombardia e Canton Ticino, 2 volumi, 4^ edizione


- Liguria, Toscana a Nord dell'Arno ed Emilia, 2 volumi, 2^ edizione
- Le Tre Venezie, 3 volumi, 2^ edizione
- Italia Centrale, 4 volumi, 1^ edizione per i volumi I, III e IV; 2^ edizione per il volume II
- Italia Meridionale, 3 volumi, 1^ edizione
- Sardegna e Corsica, 1 volume, 2^ edizione
- Sicilia ed isole minori, 1 volume, 2^ edizione
- Possedimenti e Colonie, 1 volume, 1^ edizione

Pertanto la Guida d'Italia "in 7 volumi" ne comprende 16 se non si considera "Possedimenti


e Colonie" e ne comprende invece 17 includendo anche quest'ultimo volume.

Prima di analizzare in dettaglio i singoli volumi pubblicati ricordiamo rapidamente quali


furono i volumi della Guida d'Italia inviati in omaggio annuale ai Soci; sono tutti volumi del
primo periodo ad eccezione del volume considerato il “simbolo” dell’Impero (Africa Orientale
Italiana 1938) :

1914 - Piemonte, Lombardia e Canton Ticino, 1^ ed., volume unico + annesso


1915 - Piemonte, Lombardia e Canton Ticino, 2^ serie della 1^ ed., volume unico + annesso

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1916 - Liguria, Toscana Settentrionale, Emilia, 1^ ed., 2 volumi


1917/1918 - Sardegna, 1^ ed., volume unico
1919 - Sicilia, 1^ ed., volume unico
1920 - Le Tre Venezie, 1^ ed., volume I
1921 - Le Tre Venezie, 1^ ed., volume II
1922 - Italia Centrale, 1^ ed., volume II
1923 - Italia Centrale, 1^ ed., volume III
1924 - Italia Centrale, 1^ ed., volume I
1925 - Italia Centrale, 1^ ed., volume IV
1926 - Italia Meridionale, 1^ ed., volume I
1927 - Italia Meridionale, 1^ ed., volume II
1928 - Italia Meridionale, 1^ ed., volume III
1929 - Possedimenti e Colonie, 1^ ed., volume unico
1938 - Africa Orientale Italiana, 1^ ed., volume unico

Osservando queste guide complete di sovracoperta in bell’ordine sul ripiano di una libreria si
nota facilmente che l’intestazione dei volumi è stampata indifferentemente in orizzontale
oppure in verticale, mentre invece controllando il titolo stampato sul dorso scopriamo che è
sempre in orizzontale.
E’ anche opportuno rilevare che a partire dal 1929 i volumi della Guida d’Italia riportano sul
frontespizio e sulla sovracoperta, vicino all’anno di pubblicazione, anche l’anno di riferimento
“dell’Era Fascista” espresso in numeri romani.
Poiché questa “Nuova Era” era iniziata con la Marcia su Roma del 28 ottobre 1922, il primo
anno era stato ufficializzato da Benito Mussolini con il 1923.

"Piemonte, Lombardia e Canton Ticino"


E' stato il primo volume della collana pubblicato nel 1914 in volume unico con un annesso su
"L'Arte in Italia - Sguardo d'insieme su Piemonte, Lombardia, Canton Ticino - Le città di
Milano e Torino" ed una tiratura di 150.000 copie.
Questo volume reca sul frontespizio la scritta "VOLUME I" e sul dorso di copertina il numero
"I", che stanno ad indicare il primo dei 7 volumi previsti per la serie completa; questa
indicazione è presente solo su questo volume della collana.
Prima del completamento dell'opera nel 1929 verranno comunque stampate di questo
volume altre 3 edizioni di aggiornamento tutte in due parti : la 2^ nel 1916 (di 50.000 copie),
la 3^ nel 1923 (di 20.000 copie) e la 4^ nel 1925 (di 15.000 copie), mentre non verrà più
pubblicato l'annesso.
Della prima edizione (volume ed annesso) esistono due ristampe, la prima datata 25-12-
1914 e la seconda 1915 (con indicato sul frontespizio 2^ serie della 1^ edizione); della
ristampa datata 25-12-1914 esistono due tipologie, una con la data stampata sul frontespizio
ed una con la stessa data stampata su di una striscia di carta che è stata poi incollata sul
frontespizio.
E' evidente che le copie con la data incollata sono i volumi della 1^ edizione originale
stampati in eccesso riproposti al pubblico con la nuova emissione per evitare inutili sprechi.
Verificato che il volume unico della 1^ edizione risultava poco maneggevole, si provò a
suddividerlo in tre parti che furono rilegate separatamente con la copertina standard; i singoli
volumetti avevano la descrizione “Fascicolo I”, “Fascicolo II” e “Fascicolo III” impressa sulla
copertina stessa (in analogia a quanto era stato fatto per le Guide Regionali di fine ‘800) e la
numerazione delle pagine continuava sequenzialmente dal primo al secondo fascicolo e dal
secondo al terzo invece di far iniziare ogni volumetto dalla pagina 1.
Poiché questo esperimento non ebbe molto successo, con la pubblicazione della 2^ edizione
si passò alla stampa del volume suddiviso in due parti separate e tali rimasero per tutto
questo primo periodo.
Della 4^ edizione esiste una ristampa datata 1926 (di ulteriori 10.000 copie rispetto ai volumi
del 1925) ed un'altra ristampa sempre datata 1926 ma con edizione errata (5^ invece di 4^).
Già dal primo volume dell'opera, unendo alla descrizione del Piemonte e della Lombardia

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

anche quella del Canton Ticino, si capisce che la Guida d'Italia vuole essere un valido
strumento sia in Italia sia nei territori limitrofi di lingua, legami o tradizioni italiane.
La descrizione del Piemonte comprende ovviamente sia la Valle d'Aosta (che allora non
esisteva come regione a sè stante poichè diventerà regione autonoma solamente nel 1948)
sia i territori lungo il confine italo-francese che saranno ceduti alla Francia in base al trattato
di pace imposto all’Italia dalle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale (trattato di
Parigi, 10 febbraio 1947).
I territori in questione si possono riassumere in: ampia fascia di territorio a sud dello
spartiacque alpino meridionale (Alpi Marittime) comprendente tra l’altro la Valle delle
Meraviglie, parte della Valle della Tinea e parte della Val Roia con le cittadine di Briga,
Tenda e San Dalmazzo di Tenda; entroterra di Ventimiglia lungo il fiume Roia comprendente
i paesi di Piena Alta, Piena Bassa e Libri con la locale centrale idroelettrica; piccole porzioni
di territorio lungo lo spartiacque alpino occidentale di grande valore strategico (Monginevro,
Valle Stretta presso Bardonecchia, Moncenisio, Piccolo San Bernardo).

"Liguria, Toscana Settentrionale ed Emilia"


Nel 1916 viene pubblicata in 200.000 copie questa 1^ edizione suddivisa in 2 volumi.
L'attenzione profusa da L.V. Bertarelli nella stesura della Guida d'Italia è facilmente
riscontrabile guardando la pianta della città di Genova sulla quale viene rigorosamente
riportato il percorso del TELFER, una ferrovia elettrica su monorotaia sospesa costruita in
occasione della Fiera del 1892 (4^ centenario della Scoperta dell'America) per collegare le
banchine portuali alla zona fieristica, in corso di smantellamento nel 1916 per riutilizzi bellici
del materiale.
Da notare che la guida Baedeker "Italie Septentrionale" (nell’edizione del 1913) non segnala
assolutamente tale linea ferroviaria sulla pianta di Genova.

"Liguria, Toscana a Nord dell'Arno ed Emilia"


Viene pubblicata nel 1924, 2^ edizione in 20.000 copie, ma sempre in 2 volumi; i limiti
geografici sono gli stessi della 1^ edizione ma il titolo è leggermente cambiato.
Di questa edizione esistono 2 diverse tirate di stampa, una ad opera della Tipografia
Capriolo e Massimino ed una della Tipografia Sironi.

"Le Tre Venezie"


La 1^ edizione, edita nel 1920 in 2 volumi (di 200.000 copie), viene stampata quando ancora
non erano stati definiti i nuovi confini nord-orientali d'Italia in attesa del trattato di pace;
questa particolarità viene evidenziata nell'introduzione.
La volontà di pubblicare immediatamente dopo la fine della prima guerra mondiale la guida
sulle Tre Venezie (la Venezia Euganea, la Venezia Tridentina e la Venezia Giulia) si
riconduce all'importanza politica che aveva nel Paese il completamento dell'unificazione
nazionale iniziato nel 1848 con la 1^ guerra d'indipendenza e terminato appunto nel 1918
con l'acquisizione della Venezia Tridentina (attuale Trentino Alto Adige) e della Venezia
Giulia (con Trieste, Udine, Gorizia, Pola ed alcune isole), nonchè di Fiume e Zara (trattato di
S. Germain 1919, trattato di Rapallo 1920 ed accordi di Roma 1924); non a caso la 1^
guerra mondiale veniva anche detta in Italia 4^ guerra d'indipendenza.
D’altronde già nel 1300 i confini naturali d’Italia erano ben chiari e conosciuti :

…..
Sì come ad Arli ove ‘l Rodano stagna,
Sì come a Pola presso del Quarnaro,
Che Italia chiude e i suoi termini bagna,
Fanno i sepolcri tutto ‘l loco varo;
…..
Dante, Inferno, IX, 112-115

La quasi totalità della Venezia Giulia con Pola, Fiume, Zara e le isole dalmate saranno poi

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cedute alla Jugoslavia in base al trattato di pace imposto all'Italia dalle potenze vincitrici alla
fine della 2^ guerra mondiale (trattato di Parigi 1947, accordi di Osimo 1975).
Definite completamente le annessioni territoriali dopo l'impresa di D'Annunzio a Fiume ed
ufficializzati i confini fra l'Italia ed il nuovo stato di Jugoslavia nato dalle ceneri dell'impero
asburgico e di quello ottomano, viene pubblicata nel 1925 la 2^ edizione in 3 volumi,
dividendo quindi le Tre Venezie una per volume.
L'edizione originale del 1925 è quella di 20.000 copie della Tipografia Stampa Commerciale,
mentre l'edizione della Tipografia Mondaini di ulteriori 5.000 copie è una ristampa.

"Nota sui criteri adottati per i toponimi nella guida de Le Tre Venezie”
E’ interessante ricordare che nel 1920, contestualmente alla pubblicazione della 1^ edizione
dei volumi su “Le Tre Venezie”, venne dato alle stampe anche questo fascicolo di 42 pagine
al fine di facilitare la lettura e la ricerca dei nuovi territori italiani; la copertina è in brossura
bianca e scritte nere ma il formato è leggermente più grande di quello delle guide stesse.
Questo opuscolo analizza in dettaglio la toponomastica di lingua italiana e di lingua tedesca
per la Venezia Tridentina nonché quella di lingua italiana, tedesca e slava per la Venezia
Giulia.
Di questo fascicolo viene fatta menzione nell’elenco delle Guide pubblicate stampato
all’interno dei due volumi del 1920 sulle Tre Venezie e nella bibliografia catalogata del T.C.I.

"Italia Centrale"
I 4 volumi dell'Italia Centrale, pubblicati negli anni dal 1922 al 1925, risultano composti nel
modo seguente. La 1^ edizione del vol. II, inviata ai Soci nel 1922 e stampata in 200.000
copie, è intitolata "Firenze, Siena, Perugia, Assisi"; è questo il primo esempio nella collana di
una guida dedicata solamente ad una (o più) città, poichè il particolare interesse storico-
artistico delle stesse imponeva un'attenzione mirata.
Di questo volume esiste una ristampa di ulteriori 35.000 copie datata 01-11-1922, mentre nel
1929 viene pubblicata la 2^ edizione, senza però alcuna indicazione sul numero di copie
stampate; solamente questo (dei 4 volumi sull'Italia Centrale) è stato pubblicato in 2 edizioni,
mentre gli altri 3 volumi dell'Italia Centrale non vedranno mai una seconda edizione in
quanto sostituiti nel frattempo dalle singole guide regionali (v. capitolo V).
Il vol. III, inviato ai Soci del 1923 e stampato in 250.000 copie, è intitolato "Territorio ad
Ovest della linea ferroviaria Firenze, Arezzo, Perugia, Foligno, Terni, Roma"; anche di
questo volume esiste una ristampa di ulteriori 50.000 copie datata 01-11-1923.
Il vol. I, inviato ai Soci del 1924 e stampato in 300.000 copie, è intitolato "Territorio ad Est ed
a Sud della linea ferroviaria Firenze, Arezzo, Perugia, Foligno, Terni, Roma".
Il vol. IV, ultimo del gruppo, fu inviato ai Soci nel 1925 e venne stampato in 320.000 copie
con il titolo "Roma e dintorni"; di questo volume esistono due ristampe, una di ulteriori
30.000 copie (totale indicato 350.000) ed una datata 15-01-1926 (ma con indicato l'anno
1925 a fondo pagina) di altre 10.000 copie (totale indicato 360.000).
Ricordiamo inoltre che di questa seconda ristampa esiste anche una tiratura tipografica con
il logo sul frontespizio stampato in "orizzontale" (cioè ruotato di 90 gradi verso sinistra).
Il volume “Roma e dintorni” ha sul frontespizio interno la scritta “TOVRING” come in uso
all’epoca mentre la copia stampata con il logo orizzontale riporta la scritta “TOURING”
secondo la grafia a cui siamo più abituati.
Parte integrante del 4^ volume (ma fascicolata a parte) è la pianta della città di Roma; è
questo l'unico caso in cui una pianta di città viene fornita come allegato staccato dalla
relativa guida; nelle successive edizioni verrà sempre inserita all'interno del volume.

"Italia Meridionale"
La 1^ ed unica edizione dei 3 volumi dell'Italia Meridionale è stata pubblicata negli anni dal
1926 al 1928 in 400.000 copie; questi volumi, sostituiti poi dalle singole guide regionali dopo
il 1929, risultano composti nel modo seguente.
Il vol. I, inviato ai Soci nel 1926, contiene le regioni Abruzzo, Molise e Puglia.
Ricordiamo che questo volume, iniziato da L.V.Bertarelli, verrà terminato e pubblicato dopo

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la sua morte sopravvenuta il 19 gennaio 1926.


Il vol. II, inviato ai Soci nel 1927, è dedicato alla descrizione della città di Napoli e si intitola
"Napoli e dintorni".
Il vol. III, inviato ai Soci nel 1928, contiene le regioni Campania (con esclusione di Napoli),
Basilicata e Calabria.

"Sardegna"
Viene pubblicata nel 1918 la 1^ edizione (di 200.000 copie) tralasciando la vicina isola della
Corsica poichè i problemi tecnici e logistici legati alla guerra in corso non permisero di
inserirne la trattazione che fu quindi rimandata all’edizione successiva.
Di questo volume esiste una variante pubblicitaria che è ricordata nel capitolo IX.

"Sicilia"
Viene pubblicata nel 1919 la 1^ edizione (di 200.000 copie); anche in questo caso venne
tralasciata la trattazione delle isole minori (ivi compreso l’arcipelago maltese) poichè i
problemi tecnici e logistici legati alla guerra appena conclusa non lo permisero; queste
verranno poi inserite nella 2^ edizione.

"Sardegna" e “Sicilia” - Edizioni economiche


A causa dei maggiori costi e dei problemi legati alla guerra, le guide Sardegna 1918 e Sicilia
1919 vennero stampate anche in due varianti "economiche", una in brossura rossa ed una in
brossura blu (il passare del tempo fa sembrare quest'ultima o verde o grigia)
Ai Soci venne chiesto in anticipo, nel caso avessero voluto ricevere la guida con la classica
copertina in tela editoriale, di inviare la cifra di lire 1,50 quale contributo supplettivo; in
mancanza di tale versamento avrebbero ricevuto la loro copia omaggio in brossura.
All'interno delle copie in brossura viene spiegato al Socio destinatario sia il perchè ha
ricevuto la copia in brossura sia come può fare per ottenere in ritardo la copertina in tela
editoriale: deve inviare l'importo previsto per ricevere la copertina sciolta e preoccuparsi poi
di rilegare la copia in brossura già a sue mani.
Viene chiarito di non ritornare assolutamente la copia già ricevuta per uno scambio poichè i
problemi tecnici e di personale legati alla situazione bellica non permettono tale operazione.

"Sicilia ed isole minori"


Viene pubblicata nel 1928 come 2^ edizione (di 20.000 copie) comprendendo anche la
trattazione delle isole minori, tra le quali l'arcipelago maltese.
E’ interessante notare che sulla sovracoperta di alcuni di questi volumi è riportato l’anno in
numeri romani a dimostrare che queste particolari copie sono state commercializzate dopo il
1928.

"Sardegna e Corsica"
Viene pubblicata nel 1929 senza alcuna indicazione di edizione e con il numero di copie
stampate (20.000) impresso solo sulla sovracoperta.
L'indicazione dell'edizione di questo volume (la 2^) viene invece correttamente riportata
nell'elenco delle guide pubblicate stampato in "Possedimenti e Colonie" e comunque quella
del 1929 è di fatto considerata la 2^ edizione anche perchè l'edizione successiva sulla
Sardegna, pubblicata nel 1952, porta la denominazione di 3^ edizione.

"Possedimenti e Colonie"
Questo volume, che è l'ultimo della serie, fu pubblicato in 400.000 copie ed inviato in regalo
ai Soci nel 1929; comprende la trattazione di tutti i possedimenti e territori coloniali: le isole
del mar Egeo (Rodi e Dodecaneso), l'isola di Saseno (nella baia di Valona in Albania), la
Tripolitania, la Cirenaica, l'Eritrea e la Somalia.
Nella parte introduttiva si ricorda la precedente guida sulla Libia pubblicata nel 1923 in due
volumi ad opera del dott. Amilcare Fantoli (v. “La guida della Libia", capitolo VIII).
Di questa guida esiste anche una raro esemplare legato con la copertina in tela rosso vivo

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invece che in tela editoriale rosso scuro.

"Rodi e le minori isole italiane dell'Egeo"


Nel 1930 viene posto in vendita (al prezzo di lire dieci) questo volume che è un estratto del
volume "Possedimenti e Colonie" contenente solamente le isole dell'Egeo; questo volume ha
la copertina in tela kaki scuro ed è considerato molto raro fra i collezionisti.
Per la sua pubblicazione sono stati utilizzati i loghi tipografici già preparati l’anno precedente
per la stampa di “Possedimenti e Colonie” mantenendo invariata perfino la numerazione
delle pagine; per ottenere questo risultato la parte introduttiva è stata opportunamente
“sviluppata” in modo da ottenere le pagine necessarie per iniziare la trattazione delle Isole
Egee da pag. 17.
La rarità di questo volume è dovuta ad una tiratura sicuramente limitata ed al ristretto
numero di persone che lo comprarono, poichè tutti i Soci avevano ricevuto in omaggio il
volume "Possedimenti e Colonie" l'anno precedente e pertanto è facile presumere che non
venne acquistato da molte persone. Di questo volume "estratto" non vi è alcuna traccia
nell'elenco delle guide pubblicate presente all'interno di ogni guida, mentre è regolarmente
catalogato nella bibliografia del T.C.I.

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CAPITOLO V

IL SECONDO PERIODO

(1930 – 1937)

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Conclusa nel 1929, con il volume “Possedimenti e Colonie”, la pubblicazione della “prima
serie” della Guida d’Italia (17 volumi), il Touring rivolse l’attività del suo Ufficio Guida, ricco
dell’esperienza di quasi un ventennio, alla preparazione di nuove edizioni aggiornate.
In particolare si preferì in queste nuove edizioni distribuire la descrizione del Paese in volumi
regionali ben delimitati, che rendessero facile la ricerca di una località nei numerosi volumi; a
trasformazione completata la collezione avrebbe dovuto comprendere, secondo questo
programma, i seguenti 20 volumi :

- Piemonte
- Lombardia e Canton Ticino
- Veneto
- Venezia Tridentina e Cadore
- Venezia Giulia e Dalmazia
- Liguria e Nizzardo
- Emilia e Romagna
- Firenze e dintorni
- Toscana
- Marche e Umbria
- Roma e dintorni
- Lazio
- Abruzzo e Molise
- Napoli e dintorni
- Campania
- Puglia
- Lucania e Calabria
- Sicilia
- Sardegna e Corsica
- Possedimenti e Colonie

Il rapido evolversi degli avvenimenti politici e militari di quegli anni ed il successivo scoppio
della seconda guerra mondiale modificarono ampiamente le prospettive ed i programmi
editoriali a suo tempo pianificati; infatti questa "seconda serie" della Guida d'Italia, iniziata
come Touring Club Italiano, verrà completata come Consociazione Turistica Italiana nel
1942 poichè alla fine del 1937 il regime fascista impose ed obbligò l'italianizzazione della
denominazione del Sodalizio che, cercando di mantenere inalterato il proprio logo ormai
molto conosciuto, la modificò all'inizio del 1938 in "Consociazione Turistica Italiana".
Per questo motivo, le guide datate dal 1930 al 1937 sono "originali" se hanno la copertina
propria di questo periodo (copertina "B"), mentre sono delle ristampe se hanno la copertina
di un periodo successivo (copertina "C" oppure "D").
Analogamente le guide datate dal 1938 al 1942 sono "originali" se hanno la copertina "C"
mentre sono delle ristampe se hanno la copertina del periodo successivo (copertina "D").
La seconda serie della Guida d'Italia, pubblicata fra il 1930 ed il 1942 ed opportunamente
integrata con le acquisizioni territoriali sopravvenute nel corso di quegli anni, risulterà alla
fine composta da 26 volumi così suddivisi :

- Piemonte, 1940, 6^ edizione


- Lombardia, 1939, 6^ edizione
- Veneto, 1932, 3^ edizione
- Venezia Tridentina e Cadore, 1939, 4^ edizione
- Venezia Giulia, 1934, 3^ edizione
- Dalmazia, 1934 con aggiornamenti del gennaio 1942, 1^ edizione
- Liguria, 1933, 3^ edizione
- Emilia Romagna, 1935, 3^ edizione
- Toscana, 1935, 3^ edizione
- Firenze e dintorni, 1937, 3^ edizione

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- Marche, 1937, 2^ edizione


- Umbria, 1937, 2^ edizione
- Lazio, 1935, 2^ edizione
- Roma e dintorni, 1938, 4^ edizione
- Abruzzo e Molise, 1938, 2^ edizione
- Campania, 1940, 2^ edizione
- Napoli e dintorni, 1938, 2^ edizione
- Puglia, 1940, 2^ edizione
- Lucania e Calabria, 1938, 2^ edizione
- Sicilia ed isole minori, 1937, 3^ edizione
- Sardegna, 1929, senza numero di edizione
- Corsica, 1929, senza numero di edizione
- Rodi e le minori isole italiane dell’Egeo, 1930, senza numero di edizione
- Libia, 1937, 2^ edizione
- Africa Orientale Italiana, 1938, 1^ edizione
- Albania, 1940, 1^ edizione

Doveva anche essere pubblicata la 2^ edizione dedicata alle Isole dell’Egeo per completare
l’aggiornamento di “Possedimenti e Colonie” dopo la pubblicazione dei volumi “Libia” ed
“Africa Orientale Italiana”; questo volume fu sempre riportato nell’elenco presente in ogni
guida di questo periodo talvolta come pubblicato nel 1939 e talvolta in preparazione ma in
realtà, a causa della guerra in corso, non fu mai portato a termine e messo in vendita.
Dopo il 1929, in attesa della pubblicazione dei nuovi volumi, rimasero disponibili sul mercato
le guide pubblicate nel primo periodo.
Queste ristampe si differenziano dalle guide originali per la nuova copertina, la copertina "B",
in sostituzione di quella “originale”, la copertina "A"; di queste ristampe si ha la certezza
solamente per i volumi "Sicilia ed isole minori" del 1928 (che esiste addirittura in due diverse
tirate di stampa, una della Tipografia Capriolo e Massimino ed una della Tipografia
Mondaini) ed "Italia Centrale vol. II" del 1929, mentre non ci è dato sapere se esistono altri
volumi del primo periodo ristampati con la nuova copertina poichè non ne abbiamo traccia.
Poichè il lavoro editoriale del T.C.I. è sempre stato molto omogeneo, si può facilmente
supporre che buona parte delle guide della prima serie siano state ristampate nella nuova
veste editoriale; le uniche eccezioni potrebbero riguardare "Piemonte, Lombardia e Canton
Ticino" perchè i primi due volumi della seconda serie, editi nel 1930, furono appunto
"Piemonte" e "Lombardia" e forse i due volumi editi nel 1931 che furono "Roma e dintorni"
(in sostituzione di "Italia Centrale, vol. IV") e "Napoli e dintorni" (in sostituzione di "Italia
Meridionale, vol. II").

Con le guide pubblicate nel 1937 venne introdotta una modifica sulla sovracoperta: le guide
di questo periodo edite in precedenza avevano il titolo stampato in orizzontale sia sul dorso
sia sulla sovracoperta mentre quelle pubblicate nel 1937 riportano il titolo stampato sul dorso
sempre in orizzontale mentre quello sulla sovracoperta è stampato in verticale e si legge dal
basso verso l’alto.
Nel 1937 viene anche leggermente variata la tonalità del rosso della copertina che diventa
un po’ meno acceso ed un po’ più opaco.
Esistono alcune guide pubblicate prima del 1937 e ristampate ancora come Touring Club nel
1937 che esistono nelle due tipologie, una con la copertina rosso vivo e la sovracoperta con
il titolo stampato in orizzontale e l’altra con la copertina rosso chiaro e la sovracoperta con il
titolo stampato in verticale.
Dal 1938, con la modifica della denominazione del Sodalizio, anche il titolo sul dorso verrà
stampato sempre in verticale come sulla sovracoperta.

Una particolare differenziazione esistente fra alcune delle guide degli Anni ’30 riguarda
l’ultima pagina di copertina.
Già negli anni precedenti si era consolidata l’abitudine di stampare in fondo ai volumi la

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Carta Ferroviaria d’Italia; nella 2^ Serie troviamo dei volumi senza differenze editoriali ma
che differiscono per quest’ultima pagina poiché esistono copie con la Carta Ferroviaria e
copie senza di essa, a significare due diverse tirate tipografiche.
In alcune tirate di stampa la carta geografica è in bianco e nero mentre in altre ha il mare ed
i laghi colorati in azzurro.

"Piemonte" e "Lombardia"
Nel 1930 esce la 5^ edizione, di 20.000 copie per entrambi i volumi, continuando la
sequenza cronologica dopo le 4 edizioni di "Piemonte, Lombardia e Canton Ticino".
Il volume “Lombardia” uscì nel mese di maggio e fu seguito a dicembre dello stesso anno da
una ristampa; questa particolarità è evidenziata solamente nella pagina dove viene riportato,
in calce all’elenco dei volumi pubblicati, il numero totale di copie stampate ad una precisa
data di riferimento.
La trattazione della Valle d’Aosta rimane ovviamente inserita nel volume “Piemonte”.

"Milano e dintorni"
Nel 1931 viene posto in vendita questo volume che è un aggiornamento estratto dalla guida
"Lombardia" sulla città di Milano con allegata la pianta della città.
La pianta di Milano è inserita in una tasca posta all’interno della copertina anteriore; la
cartina è la stessa che troviamo inserita nel volume “Lombardia” con la differenza che
questa è in foglio unico, mentre quella del volume del 1930 è suddivisa in 3 fogli per
comodità di ripiegatura all’interno del volume.
La particolarità di questo volume, oltre alla sua estrema rarità collezionistica, è rappresentata
dalla chiusura con bottoncino automatico, unico esempio in tutta la collana delle guide rosse.
La copertina è quella standard del periodo; la sua rarità è legata al ristretto numero di copie
stampate e vendute.
Anche di questo volume (come già detto per "Rodi e le minori isole italiane dell'Egeo") non vi
è alcuna traccia negli elenchi delle guide pubblicate, ma solamente nella bibliografia
catalogata del T.C.I.
Poichè proprio nel 1931 venne pubblicato il volume su Milano in lingua esperanto (v. “Le
guide in esperanto”, capitolo VIII), è lecito supporre che "Milano e dintorni" fu stampato in
quanto disponibile il materiale preparato ed utilizzato per la versione in lingua straniera.

"Roma e dintorni" e "Napoli e dintorni"


Nel 1931 esce la 2^ edizione, di 10.000 copie per entrambi i volumi, dopo la 1^ edizione che
era rispettivamente "Italia Centrale vol. IV" e "Italia Meridionale vol. II".
Nel volume su Roma ampio spazio viene dedicato al nuovo Stato della Città del Vaticano,
dopo la firma dei Patti Lateranensi avvenuta in data 11 febbraio 1929 e la felice conclusione
della "Questione Romana" creatasi fra Regno d’Italia e Santa Sede dopo la breccia di Porta
Pia (presa di Roma, 20 settembre 1870).
Nel 1933 esce la 3^ edizione di "Roma e dintorni" (di 10.000 copie) e l'anno successivo una
ristampa di questa 3^ edizione datata però 1934.
La pubblicazione della 3^ edizione a due soli anni di distanza dall’edizione precedente fu
dovuta principalmente alla grande quantità di opere realizzate dal Regime in quegli anni
come enfaticamente riportano i documenti dell’epoca.
Si legge infatti su “L’attività geografica del T.C.I. nel quadriennio 1930-1933“ : ”…Il ritmo
impresso dal Duce alla vita della Capitale è stato così rapido che due anni sono bastati per
mutare sostanzialmente la fisionomia di intere zone della città; basta nominare la via
dell’Impero. …Notevoli aggiunte sono state fatte ai dintorni: Littoria e la resurrezione
dell’Agro Pontino, orgoglio degli Italiani, Palestrina e Civitavecchia, già comprese nel 1^
volume dell’Italia Centrale, Civita Castellana, e così via…”.

"Veneto" e "Venezia Tridentina e Cadore"


Nel 1932 esce la 3^ edizione, di 10.000 copie per entrambi i volumi, in sostituzione dei
volumi I e II della 2^ edizione della guida "Le Tre Venezie".

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Del volume “Venezia Tridentina e Cadore” se ne conoscono due varianti che hanno come
unica differenza il titolo stampato sulla copertina e sul dorso: una, la più comune, riporta
solamente la denominazione di “Venezia Tridentina” mentre l’altra (molto meno comune) ha
come titolo la denominazione completa di “Venezia Tridentina e Cadore”.

"Liguria"
Viene pubblicata nel 1933 la 3^ edizione di 10.000 copie dopo le prime due del 1916 e 1924
delle quali è la naturale prosecuzione.
Questa guida viene normalmente riportata nella bibliografia dell’epoca con il titolo “Liguria e
Nizzardo” poiché unisce alla trattazione della Liguria anche quella del Principato di Monaco
e del Nizzardo fino al fiume Var (in pratica tutto il territorio della Contea di Nizza ceduto
insieme alla Savoia nel 1860 dal Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II e Cavour alla
Francia di Napoleone III in cambio dell’aiuto ricevuto durante la 2^ guerra d’indipendenza del
1859 ed a tacitazione delle annessioni dei ducati del Nord e del Centro Italia non previste
negli accordi bilaterali franco-piemontesi).
“…sono oltre 60 pagine di nuova redazione che mettono in luce le testimonianze d’italianità
di quelle zone…” si legge su “L’attività geografica del T.C.I. nel quadriennio 1930-1933“.

"Venezia Giulia e Dalmazia"


Viene pubblicata nel 1934 in 10.000 copie, 3^ edizione per la Venezia Giulia (a conclusione
dell'aggiornamento de "Le Tre Venezie") comprendente le provincie di Udine, Gorizia,
Trieste, Pola, Fiume e Zara e 1^ edizione per la Dalmazia.
In seguito i due volumi verranno rilegati e messi sul mercato separatamente; per la Venezia
Giulia uscirà un volume sempre datato 1934 senza differenze mentre per la Dalmazia uscirà
un volume datato "1934, con aggiornamenti del gennaio 1942" dopo la conclusione della
guerra alla Jugoslavia (1941) e l'annessione da parte dell'Italia di buona parte delle coste ed
isole dalmate nonché di una notevole parte di territorio intorno alla città di Zara e delle
Bocche di Cattaro.
Non risulta invece mai pubblicata una Venezia Giulia "aggiornata" (tipo Dalmazia) dopo le
annessioni territoriali in Slovenia e la creazione della nuova provincia di Lubiana, annessioni
legate anch'esse alla "vittoriosa conclusione" della guerra contro la Jugoslavia ed alla
conseguente spartizione di questo Stato.
Nonostante alcune indicazioni bibliografiche accennino ad una "Dalmazia" pubblicata da
sola e senza alcun aggiornamento, a tutt'oggi non ci risulta che questo sia mai accaduto.
Come d'altra parte non ci risulta che i volumi separati "Venezia Giulia" e "Dalmazia" siano
stati stampati già durante questo periodo (copertina "B"), ma solamente nel successivo
(copertina "C").

"Emilia Romagna", "Toscana" e "Lazio"


Nel 1935 esce la 3^ edizione per "Emilia Romagna" e "Toscana" (quale cronologica ed ovvia
continuazione delle prime due edizioni del 1916 e del 1924) e la 2^ edizione per "Lazio"
(quale logica prosecuzione dei volumi dell’Italia Centrale), cadauna di 10.000 copie.
I volumi di “Toscana” e “Lazio” non contengono rispettivamente le città di Firenze e di Roma
(e relativi dintorni) in quanto queste erano state trattate fin dalla prima edizione in volumi
singoli con i titoli rispettivamente di “Firenze, Siena, Perugia, Assisi” e “Roma e dintorni" (v.
vol. II e vol. IV de "Italia Centrale”, capitolo IV).

"Marche", "Umbria", "Firenze e dintorni", "Sicilia ed isole minori" e "Libia"


Questi 5 volumi vengono pubblicati nel 1937 e sono gli ultimi pubblicati come Touring Club
Italiano; pochi mesi più tardi (febbraio 1938) questi e gli altri volumi della Guida verranno
riproposti al pubblico come Consociazione Turistica Italiana.
Per "Marche", "Umbria" e "Libia" questa è la 2^ edizione, mentre per "Firenze e dintorni" e
"Sicilia ed isole minori" questa è la 3^ edizione; per ognuno di questi volumi vengono messe
in stampa 10.000 copie.
Queste 5 guide hanno "circolato" (come si direbbe in termini filatelici o numismatici) con la

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copertina "B" solamente per 7-8 mesi e sono perciò abbastanza rare in questa veste
editoriale.
La guida sulla Libia comprende tutto il territorio libico, unificato all'interno dopo la
repressione della ribellione araba (1930-32), la riconquista del Fezzan, l'occupazione
dell'Oasi di Cufra e con i confini ufficialmente delimitati dall'accordo italo-anglo-egiziano
(1934) e dal trattato di Roma (1935).
E' un volume molto accurato sulla Colonia, ben diverso per contenuti da quanto trattato sia
nella guida del 1923 sia in "Possedimenti e Colonie".
Nel frattempo erano stati infatti riportati alla luce importanti insediamenti di epoca romana e
questo, negli anni di apice del Fascismo, doveva essere trattato adeguatamente.
Per accuratezza di dati geografici ed informazioni storiche, questa guida ancora ai giorni
nostri può essere validamente utilizzata dal turista italiano che intenda visitare la Libia.
Notevole impronta del periodo fascista si vede nell'urbanistica che anche nelle Colonie (e la
Libia non ne fu esclusa!) venne prepotentemente attuata secondo gli schemi degli architetti
del regime.
La “clonazione” dei progetti architettonici del Ventennio Fascista, facilmente visibili ancora
oggi in tutte le città italiane, venne applicata infatti anche ai territori coloniali.
Possiamo ad esempio ricordare che la passeggiata a mare della capitale libica fu realizzata
utilizzando lo stesso progetto disegnato ed utilizzato per la passeggiata a mare di Genova
(l’attuale Corso Italia) e pertanto le due arterie risultarono praticamente uguali avendo
perfino i medesimi lampioni.
Del volume “Libia” esiste anche una rara tipologia che ha la copertina in tela kaki marrone e
le scritte color argento, con sovrastampate una stella ed un fascio littorio in argento e due
palme con il deserto stilizzato in marrone scuro mentre del volume “Sicilia ed isole minori”
esiste una variante pubblicitaria che è riportata nel capitolo IX.

"Sardegna"
La suddivisione del volume del 1929 "Sardegna e Corsica" portò alle stampe nella prima
metà degli Anni '30 della guida "Sardegna", guida sempre datata 1929 ma senza alcuna
indicazione di edizione e numero di copie prodotte.
Questa, di fatto, è una ristampa estratta da "Sardegna e Corsica" anche se i volumi uscirono
separati; non ci risulta invece pubblicato durante questo periodo il volume relativo alla
Corsica.

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CAPITOLO VI

IL TERZO PERIODO

(1938-1945)

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Abbiamo già detto in precedenza che la seconda serie delle guide, iniziata nel 1930 con i
volumi “Piemonte” e “Lombardia”, si concluderà nel 1942 con la ristampa aggiornata di
“Dalmazia”.
Quindi può sembrare strano aver "rotto" la pubblicazione della seconda serie in due periodi,
ma la variazione di denominazione del Sodalizio imposta dal regime fascista e le influenze
che questo ha comportato nella stesura delle guide durante il periodo bellico rendono
necessaria questa diversificazione.
Bisogna sottolineare innanzitutto che tutte le guide in commercio alla fine del 1937 vennero
ritirate dalla circolazione e ri-immesse sul mercato con la nuova copertina in quanto non era
possibile per il regime continuare a vedere in vendita libri italiani con l’intestazione “Touring
Club” in "lingua straniera"!
Questo repentina operazione di “sostituzione” è facilmente verificabile dalla presenza di
alcune guide con l’intestazione esterna di “Consociazione Turistica Italiana (copertina “C”)
ma con il frontespizio interno di “Touring Club Italiano”; di queste guide conosciamo
l’esistenza di “Veneto”, “Venezia Giulia”, “Sardegna” e “Corsica”.
Esistono pertanto una o più ristampe con questa nuova copertina delle seguenti guide già
pubblicate fra il 1930 ed il 1937 :

- Sardegna, 1929
- Veneto, 1932
- Liguria, 1933
- Emilia Romagna, 1935
- Toscana, 1935
- Lazio, 1935
- Firenze e dintorni, 1937
- Marche, 1937
- Umbria, 1937
- Sicilia ed isole minori, 1937
- Libia, 1937

Potrebbero anche esistere (ma non se ne ha traccia!) le ristampe con copertina "C" di :

- Piemonte, 1930
- Lombardia, 1930
- Venezia Tridentina e Cadore, 1932
- Venezia Giulia e Dalmazia, 1934

Non dovrebbero invece esistere le ristampe di "Roma e dintorni" e "Napoli e dintorni" (in
quanto superate direttamente dalle nuove edizioni del 1938).
Le guide pubblicate per la prima volta in questo periodo furono invece le seguenti :

- Corsica, 1929
- Venezia Giulia, 1934
- Abruzzi e Molise, 1938
- Lucania e Calabria, 1938
- Africa Orientale Italiana, 1938
- Campania, 1940
- Puglia, 1940
- Albania, 1940
- Dalmazia, 1942

Mentre furono pubblicate le nuove edizioni di :

- Roma e dintorni, 1938


- Napoli e dintorni, 1938

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- Lombardia, 1939
- Venezia Tridentina e Cadore, 1939
- Piemonte, 1940

La copertina standard è in tela rossa, ma per correttezza bibliografica e storica bisogna


precisare che nei primi mesi di questo periodo fu utilizzata una copertina “C” in tela editoriale
prima di passare alla copertina in tela utilizzata ancora ai giorni nostri.
Tutte le guide di questo periodo, nuove o ristampe, sono state pubblicate con la copertina in
tela, mentre solamente alcune di esse sembra siano state pubblicate con la copertina in tela
editoriale; di queste ultime abbiamo la certezza per le guide seguenti :

- Corsica, 1929
- Libia, 1937
- Firenze e dintorni, 1937
- Umbria, 1937
- Roma e dintorni, 1938
- Abruzzo e Molise, 1938
- Napoli e dintorni, 1938
- Lucania e Calabria, 1938
- Dalmazia, 1942

Abbiamo detto poc'anzi che la copertina in tela editoriale fu utilizzata solamente nei primi
mesi (forse nel primo anno) della C.T.I., mentre dall'elenco risulta anche il volume Dalmazia
del 1942; probabilmente, a causa della guerra in corso, una tipografia utilizzò delle copertine
in tela editoriale giacenti in magazzino.

Una piccola variante introdotta fra il 1938 ed il 1940 riguarda la suddivisione geografica dei
volumi pubblicati che era stampata nell’ultima pagina di copertina; infatti prima tale
rappresentazione era intitolata “Guida d’Italia, dell’Africa Orientale e dei Possedimenti” e
terminava con l’Africa Orientale Italiana mentre in seguito diventò semplicemente “Guida
d’Italia” comprendendo anche l’Albania.
Da sottolineare che tale variazione non è legata nè alla Tipografia che ha stampato il volume
né tantomeno all’uscita di una sua ristampa; infatti esistono volumi perfettamente identici in
tutto e per tutto ma con carta geografica finale diversa a significare che comunque questi
volumi provengono da due diverse tirate di stampa (una precedente ed una successiva
all’annessione dell’Albania).
Per completezza ricordiamo che vi sono dei volumi che non possiedono questa suddivisione
geografica.
Un’altra piccola modifica dipendente dalla mutata situazione politica seguita alla caduta del
Fascismo (25 luglio 1943) consiste nell’eliminazione dell’anno in numeri romani nei volumi
ristampati fra la seconda metà del 1943 e la fine della guerra; a tale proposito ricordiamo ad
esempio la ristampa di Piemonte 1940 avvenuta appunto nel 1944 ad opera della tipografia
Colombi.

Alcune delle ristampe datate "ante 1938" hanno inoltre delle particolarità (o meglio errori!) a
dimostrazione della fretta con cui dovevano essere assecondate le richieste del regime.
Ad esempio Umbria 1937 viene riproposta come 3^ edizione, ma è in realtà sempre la 2^
perchè la 3^ edizione uscirà solamente nel 1950 e Marche 1937 viene ristampata con il logo
sul frontespizio rovesciato; questo secondo "errore" sembrerebbe più voluto che fortuito,
quasi ad opporsi, con resistenza passiva, alla nuova denominazione imposta.

"Corsica" e "Venezia Giulia"


Sono le ristampe, datate rispettivamente 1929 senza numero di edizione e 1934 3^ edizione,
estratte dai volumi "Sardegna e Corsica" e "Venezia Giulia e Dalmazia".
Poiché di questi due volumi esistono anche le tipologie con il frontespizio “Touring Club

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Italiano” possiamo facilmente concludere che entrambi fossero pronti per la pubblicazione
nel 1937 con la copertina “B” (cosa che peraltro, come già detto, non sembra essere mai
avvenuta) e subirono invece il travaglio del cambio di denominazione prima di essere resi
disponibili al pubblico.

"Roma e dintorni", "Napoli e dintorni", "Abruzzi e Molise" e "Lucania e Calabria"


Questi volumi vengono pubblicati nel 1938 in 10.000 copie cadauno; per Roma e dintorni
questa è la 4^ edizione mentre per Napoli e dintorni è la 3^.
Gli altri due volumi vengono pubblicati in 2^ edizione ed è la prima volta che queste regioni
appaiono da sole (in precedenza erano nei volumi dell’Italia meridionale (v. Capitolo IV).

"Africa Orientale Italiana"


Anche questo volume viene pubblicato nel 1938, in 1^ edizione di 490.000 copie, e viene
inviato in omaggio ai Soci del 1938 (interrompendo per un anno l'omaggio della Guida
Breve) per sottolineare l'importanza dell'unificazione delle Colonie di Eritrea e Somalia con i
territori interni dopo la conquista di Addis Abeba e la conseguente proclamazione
dell'Impero.
Questo volume, a differenza degli altri della serie, ha la copertina in tela kaki con le scritte
marrone scuro e sovrastampata l'aquila imperiale romana in argento.
Ha avuto una tiratura enorme e pertanto non è certamente una rarità per i collezionisti; è
comunque un volume molto ricercato anche da coloro che si interessano solamente di
materiale sulle Colonie oppure sul Ventennio Fascista e mantiene quindi un prezzo di
mercato elevato e nient'affatto congruo.
Esistono due tipologie la cui unica differenza consiste nella stampa (nella pagina interna di
sinistra, a lato della carta geografica dell'A.O.I.) del regio decreto che istituiva l'Impero :

R.D. LEGGE N. 754


Art. 1 – I territori e le genti che appartenevano
all’Impero d’Etiopia vengono posti sotto la sovranità
piena ed intera del Regno d’Italia.
Il titolo d’Imperatore d’Etiopia è assunto
per sé e per i suoi successori dal Re d’Italia.

Dato a Roma, addì 9 Maggio 1936-XIV


Vittorio Emanuele III
Mussolini

una copia possiede questa stampa mentre l'altra ne è priva.


Le due tipologie di guida (quella con e quella senza decreto) furono rilegate da tre diverse
legatorie il cui nome è stampato sul retro della copertina probabilmente perché, a causa
dell’alto numero di copie stampate, un’unica legatoria avrebbe impiegato troppo tempo prima
dell’immissione sul mercato (le legatorie interessate furono la Caspani, la Torriani e la
Sagdos).
Anche questa guida, come quella sulla Libia del 1937, potrebbe essere ancora validamente
utilizzata dal turista italiano di oggi.

"Lombardia" e "Venezia Tridentina e Cadore"


Vengono pubblicati nel 1939, 6^ edizione di 20.000 copie per la Lombardia e 4^ edizione di
10.000 copie per la Venezia Tridentina.

"Piemonte", "Campania" e "Puglia"


Vengono pubblicati nel 1940, 6^ edizione per Piemonte e 2^ per Campania e Puglia, tutti e
tre di 10.000 copie.
L'edizione del Piemonte ha la particolarità di riportare tutti i nomi "stranieri" delle località
valdostane italianizzati secondo la toponomastica fascista per cui Courmayer è diventato

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Cormaiore, La Thuile è Porta Littoria, Rhemes Notre Dames è Madonna di Rema, Prè S.
Didier è San Desiderio Terme, Valtournenche è Valtornenza, Chamois è Camosio, ecc.

"Lombardia” e “Puglia” - particolarità


Questi volumi esistono in due tipologie la cui unica differenza consiste nell’intestazione sul
frontespizio; una copia riporta in alto, prima della denominazione “Guida d’Italia della
Consociazione Turistica Italiana”, il nome di L. V. Bertarelli mentre l’altra ne è priva.

"Albania"
Viene pubblicata nel 1940, 1^ edizione di 10.000 copie, dopo la fuga di Re Zog, l'intervento
militare italiano in Albania e la conseguente acquisizione della corona d’Albania da parte di
Vittorio Emanuele III che così, oltre ai titoli di Re d'Italia ed Imperatore d’Etiopia, si fregia
anche di quello di Re d’Albania.
Questo volume, riferendosi ad uno Stato diventato “territorio italiano”, è stato pubblicato a
completamento della seconda serie della Guida d'Italia; nell'introduzione viene esaltato
l'intervento militare italiano effettuato “su esplicita richiesta del popolo albanese”!
Del volume in tela rossa e scritte oro esistono due tipologie la cui unica differenza è la lettera
"U" della denominazione del Sodalizio sul frontespizio, in una è scritto TURISTICA e
nell'altra TVRISTICA; della tipologia con la scritta TVRISTICA uscì anche una ristampa
l’anno successivo.
Esiste inoltre una variante di questa guida con la copertina in cartoncino rosso e scritte
argento.

"Dalmazia"
Viene pubblicato nel 1942 come "ristampa della 1^ edizione del 1934-XII preceduta da note
di aggiornamento gennaio 1942-XX", senza indicazione del numero di copie stampate.

“Albania” e "Dalmazia" – varianti pubblicitarie


Di questi volumi esistono anche alcune varianti che vengono comunque adeguatamente
trattate nel capitolo IX (“Pubblicità e Propaganda nelle Guide Rosse”).

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CAPITOLO VII

IL QUARTO PERIODO

(DAL 1945 AD OGGI)

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L'ultimo periodo nasce con la fine del secondo conflitto mondiale, riportando all’origine il
nome del Sodalizio; tranne due volumi che non saranno mai più ristampati nel dopoguerra
(Africa Orientale Italiana 1938 ed Albania 1940), tutta la serie della Guida d'Italia viene
ristampata con la nuova copertina già dal settembre 1945 per cancellare immediatamente il
ricordo e le imposizioni del periodo fascista.
In realtà non vi è la certezza che i volumi “Sardegna”, “Corsica”, “Dalmazia” e “Libia” siano
stati realmente ristampati nel dopoguerra poiché non siamo in possesso di prove certe della
loro esistenza; questi titoli sono però sempre riportati nell’elenco delle guide pubblicate
presente in ogni volume della Guida d’Italia (a differenza di Africa Orientale Italiana ed
Albania che vengono immediatamente cancellati) e pertanto è lecito supporre che siano stati
ristampati anch’essi.
In queste ristampe viene anche definitivamente eliminato dal frontespizio l’anno in numeri
romani poiché era un chiaro e diretto riferimento al Ventennio Fascista appena conclusosi.
Esiste quindi tutta la serie delle restanti 23 guide in copertina "D" pubblicate come "ristampe
post-belliche" (19 se escludiamo le 4 guide di cui non abbiamo alcuna certezza) :

- Piemonte, 1940
- Lombardia, 1939
- Veneto, 1932
- Venezia Tridentina e Cadore, 1939
- Venezia Giulia, 1934
- Liguria, 1933
- Emilia Romagna, 1935
- Toscana, 1935
- Firenze e dintorni, 1937
- Marche, 1937
- Umbria, 1937
- Lazio, 1935
- Roma e dintorni, 1938
- Abruzzi e Molise, 1938
- Campania, 1940
- Napoli e dintorni, 1938
- Puglia, 1940
- Lucania e Calabria, 1938
- Sicilia ed isole minori, 1937

- Dalmazia, 1942
- Sardegna, 1929
- Corsica, 1929
- Libia, 1937

Tra di esse si conosce una particolarità relativa ai volumi "Venezia Giulia" e “Lazio” che
esistono in due tipologie, una con il frontespizio "Consociazione Turistica Italiana" ed una
con il frontespizio "Touring Club Italiano".
Una ulteriore particolarità riguarda il volume “Lazio” che, nella versione con il frontespizio
“Touring Club Italiano”, risulta mancante del logo sempre impresso sul frontespizio stesso.
In seguito, con il passare degli anni, le edizioni ristampate verranno sostituite dalle nuove
edizioni del dopoguerra mentre alcuni volumi ("Libia", "Corsica" e "Dalmazia") verranno
definitivamente tolti dalla circolazione, altri verranno modificati nel nome ("Venezia Giulia"
diventa "Friuli Venezia Giulia", "Venezia Tridentina e Cadore" diventa "Trentino Alto Adige",
"Firenze e dintorni" diventa "Firenze e provincia", "Roma e dintorni" diventa "Roma",
"Lucania e Calabria" diventa "Basilicata e Calabria" e "Sicilia ed isole minori" diventa
"Sicilia") ed alcuni verranno pubblicati ex novo suddividendo volumi già esistenti ("Venezia e
dintorni" - "Venezia", "Milano e laghi" - "Milano", "Torino e Valle d'Aosta"), ma questa è storia
di oggi.

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Alla luce di quanto appena esposto, la collana delle guide rosse si compone allo stato
odierno di 23 volumi così suddivisi :

- Piemonte, 1976, 8^ edizione


- Torino e Valle d'Aosta, 1996, 9^ edizione, ristampa aggiornata nel 2001
- Lombardia, 1999, 10^ edizione
- Milano, 1998, 10^ edizione, ristampa aggiornata nel 2000
- Veneto, 1992, 6^ edizione
- Venezia, 1985, 3^ edizione
- Trentino Alto Adige, 1976, 6^ edizione
- Friuli Venezia Giulia, 1982, 5^ edizione
- Liguria, 1982, 6^ edizione
- Emilia Romagna, 1991, 6^ edizione, ristampa aggiornata nel 1998
- Toscana, 1997, 5^ edizione
- Firenze e provincia, 1993, 7^ edizione
- Marche, 1979, 4^ edizione
- Umbria, 1999, 6^ edizione
- Lazio, 1981, 4^ edizione
- Roma, 1999, 9^ edizione
- Abruzzo e Molise, 1979, 4^ edizione
- Campania, 1981, 4^ edizione
- Napoli e dintorni, 2001, 6^ edizione
- Puglia, 1978, 4^ edizione
- Basilicata e Calabria, 1980, 4^ edizione
- Sicilia, 1989, 6^ edizione
- Sardegna, 1984, 5^ edizione

Per completezza editoriale bisogna anche ricordare che negli anni 1995-1998 sono state
pubblicate una serie di guide rosse di formato un po’ più grande (formato quaderno), con
copertina rossa plastificata morbida e scritte in oro, dedicate alle singole città ed a zone
particolari.
Le “Piccole Grandi Rosse” pubblicate in questa serie “parallela” sono :

- Agrigento, Siracusa
- Bologna e dintorni
- Ferrara, Ravenna ed i loro lidi
- Genova la città storica, Pegli, Nervi
- Lucca, Pisa, Volterra
- Palermo, Monreale, Cefalù
- Perugia, Gubbio, Assisi
- Siena ed il senese
- Valle d’Aosta

Per offrire un prodotto alla portata del maggior numero di persone possibile, nell’aprile del
2002 il T.C.I. ha messo in commercio un’edizione “economica” delle guide rosse con la
copertina in brossura rossa ma contenuto identico a quello delle “sorelle maggiori” (le
classiche guide rosse con copertina rigida e sovracoperta di plastica trasparente, inserite
nella scatola di cartone rosso) pubblicando fino ad oggi i seguenti volumi :

- Roma, 9^ ed., 1999


- Umbria, 6^ ed., 1999
- Milano, 10^ ed., 1998, ristampa aggiornata nel 2000
- Toscana, 5^ ed., 1997

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Questi nuovi volumi portano impressa sulla copertina la scritta seguente :

tutta l’autorevolezza
delle Guide Rosse
in un’edizione integrale
pratica ed economica

Poichè non è nostra intenzione analizzare in dettaglio le pubblicazioni del dopoguerra per le
quali esistono diverse edizioni e varie ristampe di ogni singola edizione, ricordiamo qui di
seguito solamente alcune delle particolarità degne di nota.

In quattro occasioni è stata pubblicata una "ristampa con aggiornamenti" alcuni anni dopo
l'edizione originale invece di pubblicare una nuova edizione; i volumi interessati sono :

- Roma e dintorni, 6^ edizione del 1962, 6 ristampe aggiornate della 6^ edizione datate
tutte 1965
- Emilia Romagna, 6^ edizione del 1991, ristampa aggiornata della 6^ edizione nel 1998
- Milano, 10^ edizione del 1998, ristampa aggiornata della 10^ edizione nel 2000
- Torino e Valle d’Aosta, 9^ edizione del 1996, ristampa aggiornata della 9^ edizione nel
2001

Esiste una serie di volumi appartenenti alla ristampa del 1966 di “Puglia” 3^ ed. 1962 (della
Tipografia Stucchi) che è stata rilegata alla rovescia.

Esistono due ristampe di "Campania" 3^ ed. 1963 (una del 1977 ed una del 1979, entrambe
della Tipografia Grafico Linate) che furono pubblicate con l'indicazione errata di 5^ ed. sul
frontespizio.

Il volume “Friuli Venezia Giulia” 4^ ed. 1963 comprende anche tutto il territorio della penisola
istriana perso dall’Italia alla fine della seconda guerra mondiale.

Il volume "Torino e Valle d'Aosta" del 1975 è stato pubblicato come 2^ edizione
(teoricamente corretta dopo la 1^ pubblicata nel 1959!), purtroppo l'edizione del 1959 è
uscita come 7^ edizione (proseguendo cronologicamente dopo la 6^ edizione di Piemonte
1940) e quella del 1996 è ovviamente uscita come 9^.
Il volume del 1975 sarebbe pertanto dovuto uscire come 8^ edizione!

Il volume “Napoli e dintorni” del 2001 è stato pubblicato in collaborazione con Banco di
Napoli e San Paolo IMI come viene ricordato sul frontespizio interno.

Notiamo anche che verso la metà degli Anni '70 cessò l'abitudine di riportare sul frontespizio,
oltre al numero di edizione e l'anno di stampa, le migliaia di copie stampate di quel volume.
Un’ultima particolarità da sottolineare è che all’inizio degli Anni ’80 venne modificata la
grafica del dorso mantenendo comunque inalterata la grafica di copertina.
Infatti la sigla CTI venne sostituita dal logo del Sodalizio ed la scritta del titolo del volume
venne rovesciato (in precedenza si leggeva dal basso verso l’alto mentre oggi si legge
dall’alto verso il basso.
Ricordiamo infine che, vista la grande quantità di ristampe pubblicate nel dopoguerra, non
tutte sono state inserite nell’elenco dei volumi pubblicati riportato in Appendice poiché non
esiste una catalogazione ufficiale delle ristampe pubblicate.
Questa informazione potrebbe essere disponibile presso le diverse Tipografie utilizzate dal
T.C.I. nel corso degli ultimi 50 anni, ma questo dato non è certo di rilevanza nell’economia
globale di questa pubblicazione e pertanto è stato tralasciato.

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

CAPITOLO VIII

I "PARENTI" DELLE GUIDE ROSSE

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La guida della Libia (1923)


L.V. Bertarelli aveva sempre sottolineato l'interesse che gli Italiani avevano nei confronti
delle Colonie, ed infatti già nella sua prima idea della Guida d'Italia in 7 volumi aveva
riservato un volume ad esse; lo scoppio della 1^ guerra mondiale e tutti i problemi legati al
protrarsi del conflitto modificarono molti programmi editoriali.
Per questo motivo, in attesa di preparare un adeguato volume sulle Colonie, il Touring Club
Italiano pubblicò nel 1923, con l'ausilio del Ministero delle Colonie e l'apporto del dott.
Fantoli, una guida della Libia in 2 volumi (vol. I Tripolitania, vol. II Cirenaica) al fine di far
conoscere meglio la più vicina delle Colonie al popolo italiano.
La redazione di quest'opera venne commissionata al dott. Amilcare Fantoli, Direttore degli
Osservatori Metereologici della Colonia, in quanto profondo conoscitore della Libia per i
lunghi viaggi e studi compiuti; egli si avvalse, oltre che della propria esperienza, della vasta
bibliografia esistente.
Questa guida ha la copertina in tela rigida grigia con scritte nere, le pagine in carta patinata
lucida e molte fotografie in bianco e nero; il formato è di poco superiore rispetto a quello
delle guide rosse ed all'interno della copertina posteriore vi è una tasca che contiene la carta
della zona di costa interessata (all'epoca la colonia libica non si estendeva ancora all'interno
verso il deserto).
Esiste inoltre una variante "economica" di questi due volumi, con la copertina in brossura
azzurra (diventata quasi grigia con il passare del tempo) e scritte sempre nere.
Sia i volumi in tela sia quelli in brossura esistono in due diverse tirate di stampa, una con
stampato il nome della tipografia (Capriolo e Massimino) ed una senza questa indicazione.
Inoltre in queste due tirate di stampa il logo del Sodalizio stampato sul frontespizio è
leggermente diverso in quanto la scritta C.T.I. è più piccola nella tirata con stampato il nome
della tipografia.
Dai documenti dell’epoca si rileva che questa guida ebbe una tiratura di 4.000 copie nella 1^
edizione e di altrettante nella 2^ edizione che seguì immediatamente a ruota la prima visto il
grande successo riscontrato; poiché nei volumi non è presente alcuna indicazione del
numero di edizione, si può supporre che le due edizioni siano identificate dalle diverse
copertine (tela e brossura) oppure, più verosimilmente, dalla presenza o meno del nome
della tipografia (differenza che coincide anche con il diverso logo presente sul frontespizio).
Analizzando il panorama editoriale sull’argomento notiamo che nel 1925 anche i F.lli Treves
si dedicarono alla colonia libica pubblicando una guida dal titolo “Tripoli e dintorni”.
In precedenza, nel 1913, per conto della Biblioteca della Università Popolare Milanese e
della Federazione Italiana delle Biblioteche Popolari (serie di pubblicazioni “Corsi organici
d’insegnamento / Nozioni di Geografia”) ad opera del prof. Giuseppe Ricchieri era stata
pubblicata una guida sulla Libia per dare agli Italiani uno sguardo d’insieme sulla Colonia
appena conquistata (ricordiamo la vittoriosa conclusione della guerra italo-turca del 1911
con conseguente annessione del territorio libico nonché dell’isola di Rodi e di altre isole
minori dell’Egeo).
Questo volumetto fu stampato con notizie, disegni e fotografie forniti dal T.C.I. come viene
ricordato sul retro del frontespizio; si può ragionevolmente supporre pertanto che qualche
inviato del Touring seguì le truppe italiane d’invasione per scopi giornalistici oppure che
questi era addirittura inquadrato fra i militari del Corpo di Spedizione permettendo comunque
la raccolta di una notevole mole di informazioni sul nuovo territorio.
Nella primavera del 1914 il T.C.I. organizzò una Escursione Nazionale in Tripolitania alla
quale parteciparono anche L.V. Bertarelli insieme alla figlia; in occasione di tale evento il
T.C.I. regalò a tutti i partecipanti una copia di questa guida della Libia sovrastampando la
copertina con la seguente dedica :

Dono del Touring Club Italiano


ai Partecipanti alla Escursione Nazionale
in TRIPOLITANIA

(29 aprile 1914)

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La guida dell’Eritrea (mai pubblicata)


Sull’onda dell’enorme interesse destato dalla guida sulla Libia del dott. A. Fantoli, il T.C.I.
decise di preparare e pubblicare un’analoga guida sulla più vecchia delle Colonie italiane,
quella di Eritrea; in questa scelta fu fortemente incoraggiato ed appoggiato dal Ministro delle
Colonie Onorevole Federzoni.
Durante la ricerca e preparazione del materiale necessario alla pubblicazione di questo
volume si concretizzarono però le linee essenziali dell’ultimo volume della Guida d’Italia
(previsto nel progetto iniziale e dedicato alle Colonie) e pertanto le informazioni già
catalogate sulla colonia eritrea confluirono con quelle raccolte nel frattempo sugli altri territori
coloniali italiani per la stampa di “Possedimenti e Colonie” nel 1929.

La guida Argentina, Paraguay ed Uruguay (1932)


Il Touring Club Italiano aveva varie attività protese verso l'America Latina, dove d'altronde
vivevano notevoli comunità di italiani e figli di italiani.
Nel 1930 il presidente Bognetti pensò di fornire a questi Paesi una guida moderna, adattata
agli interessi ed esigenze di questa terra.
Nemmeno la casa tedesca Baedeker aveva mai prodotto una guida per il Sud America; gli
unici volumi riguardanti il Nuovo Mondo prodotti dall’editore tedesco erano quello sul Canada
(solamente in lingua inglese) e quello sugli Stati Uniti (con escursioni in Alaska e Messico).
L'impresa decisa ed intrapresa dal T.C.I. era quindi ancora più ardua non esistendo
praticamente alcun riferimento ed elemento di paragone sulla materia.

Nei primi anni del secolo scorso erano comunque stati pubblicati diversi volumi sull’America
Latina; è interessante ricordarne qualcuno per avere un quadro d’insieme più completo
sull’argomento :
- nel 1905 la casa editrice Hoepli aveva pubblicato il volume La Repubblica Argentina
inserito nella collana degli ormai famosissimi “Manuali Hoepli”
- i F.lli Treves avevano pubblicato nel 1914 una guida principalmente per dare riferimenti
ed informazioni agli emigranti italiani ed ai loro parenti rimasti in Italia dal titolo Buenos
Aires e la Repubblica Argentina
- A.B. Martinez pubblicò la guida in lingua spagnola Baedeker de la Republica Argentina
utilizzando in maniera illegale il nome del famoso editore tedesco; di questo volume,
uscito in diverse edizioni, vennero pubblicate anche le versioni francese ed inglese
- un’altra opera riguardante il Nuovo Mondo erano i volumi L’America del Sud e L’America
del Nord scritti dal prof. Augusto Michieli ad inizio Secolo per conto della Biblioteca della
Università Popolare Milanese e della Federazione Italiana delle Biblioteche Popolari
(serie di pubblicazioni “Corsi organici d’insegnamento / Nozioni di Geografia”)

La Guida dell'America Latina del Touring avrebbe dovuto comprendere 5 o 6 volumi :

- Argentina Paraguay ed Uruguay


- Brasile
- Cile Perù e Bolivia
- Ecuador Colombia Venezuela e Guyana
- Messico
- Repubbliche dell'America Centrale

Per iniziare si decise l'esperimento del primo volume, che fu pubblicato nel 1932 in edizione
italiana e spagnola in 13.000 copie.
La trattazione di ognuna delle tre repubbliche fu suddivisa in quattro parti :

a) Sguardo d’insieme, che aveva lo scopo di fornire una visione generale dello Stato sotto i

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suoi aspetti fisici, demografici, culturali ed economici.


b) Vie d’accesso, dove erano elencati i servizi aerei e di navigazione che collegavano i vari
porti del mondo a quelli del Rio della Plata.
c) Notizie pratiche, capitolo nel quale erano raccolte notizie generali, riguardanti ad esempio
l’ora, la moneta, la lingua, il piano di viaggio, gli alberghi, ecc.
d) Descrizione delle città e degli itinerari, condotta sul tipo della Guida d’Italia. Al termine del
volume, una breve Bibliografia, l’indice dei principali artisti ricordati, l’indice degli uomini
illustri, l’indice delle località, delle linee ferroviarie, delle carrozzabili, dei percorsi
marittimi, fluviali e lacuali.

L'edizione italiana ha la sovracoperta beige e la copertina in tela editoriale rosso vivo con le
scritte in oro "Guida dell'America Latina del Touring Club Italiano" in alto ed il nome dei tre
stati al centro (copertina analoga alla copertina standard del periodo, la copertina "B"); sulla
sovracoperta solamente è anche riportato il numero di edizione, la prima, ed il numero di
copie stampate per l’edizione italiana, 10.000.
L'edizione spagnola ha invece la sovracoperta azzurra con scritte blu e la copertina in tela
blu con scritte in oro, con l'intestazione "Las guias azules" a ricordare le guide estere della
casa francese Hachette.
Leggendo “L’attività geografica del T.C.I. nel quadriennio 1930-1933” si rileva che questo
volume fu pubblicato con il concorso della Società “Italia” (Flotte Riunite Cosulich, Lloyd
Sabaudo, Navigazione Generale).
Questa guida ha una particolarità: la pianta allegata della città di Buenos Aires ha il "Nord"
verso il basso in quanto rappresentata con l'orientamento da Nord verso Sud, ossia con una
visuale "rovesciata" rispetto a quella a cui siamo abituati (da Sud verso Nord).
Dopo il 1937, con la modifica della denominazione del Sodalizio, anche l'edizione italiana
potrebbe essere stata ristampata con la nuova intestazione Consociazione Turistica Italiana,
ma non si hanno conferme al riguardo; non risulta invece che questo volume sia mai stato
ristampato dopo la fine della 2^ guerra mondiale.
Di questo volume sono state prodotte alcune edizioni pubblicitarie sia dell’edizione in lingua
italiana sia di quella in lingua spagnola che vengono opportunamente elencate e trattate nel
capitolo IX.

La Guida Breve d'Italia (1937-1939-1940)


Nella seconda metà degli Anni '30 il turismo si era ampliato notevolmente, grazie anche alle
rinnovate linee di comunicazione su ruote oltre che su rotaia, ed ampliandosi era diventato
per molti versi più "frettoloso"; si vide pertanto la necessità di fornire ai Soci un valido
strumento che soddisfacesse a queste nuove esigenze.
Il progetto si concretizzò nel 1935-36 e portò alle stampe la "Guida Breve d'Italia" in 3
volumi, inviati in omaggio ai Soci negli anni 1937 (Italia Settentrionale), 1939 (Italia Centrale)
e 1940 (Italia Meridionale, Insulare e Libia); questa guida ha la copertina in tela rosso
vinaccia e scritte in argento.
Questi volumi, estratti dalla Guida d'Italia, non ne sono comunque un riassunto riduttivo ma
solamente un valido strumento opportunamente condensato rivolto a chi ha poco tempo ed
attraversa più regioni nel corso della sua vacanza.
Il volume del 1937 venne stampato come Touring Club Italiano, mentre il secondo ed il terzo
uscirono, per ovvii motivi, come Consociazione Turistica Italiana; esiste comunque una
ristampa del primo volume intestata anch'essa Consociazione Turistica Italiana.
Del primo volume esistono la 2^ (1940), la 3^ (1948) e la 4^ (1953) edizione; del secondo
volume esistono la 2^ (1948) e la 3^ (1952) edizione; del terzo volume, con il titolo ridotto di
"Italia meridionale ed Insulare", esiste solamente la 2^ edizione (1951).
La 3^ e la 4^ edizione del volume "Italia Settentrionale" sono interessanti poichè trattano
anche del "Territorio Libero di Trieste" (Zona "A" amministrata dagli alleati e Zona "B"
amministrata dalla Jugoslavia), creato dal trattato di pace di Parigi (1947) ed esistito fino al
1954, anno della restituzione della "Zona A" all'amministrazione italiana e mantenimento

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dell'amministrazione jugoslava nella Zona "B" (il problema irrisolto della Zona "A" e della
Zona "B" verrà ratificato fra Italia e Jugoslavia solamente nel 1975 con gli accordi di Osimo).
Sono stati inoltre pubblicati tre fascicoli: nel 1947 "Italia Settentrionale, Aggiornamento"
(fascicolo di 47 pagine con la copertina propria della Guida Breve), mentre nel 1948 "Milano
e dintorni" e nel 1953 “Venezia e dintorni” (entrambi estratti da Guida breve Italia
Settentrionale rispettivamente 3^ e 4^ edizione) con la copertina in brossura bianca e scritte
nere.
Il fascicolo “Venezia e dintorni” è stato pubblicato con il patrocinio dell’Ente Provinciale per il
Turismo di Venezia.
Non esistono altre edizioni, a parte alcune ristampe delle diverse edizioni sopra elencate,
perchè all'inizio degli Anni '50 era stata decisa la pubblicazione della "Guida Rapida d'Italia"
il cui primo volume uscirà nel 1958 soppiantando quindi (e mandando in pensione!) la Guida
Breve.
Come la Guida Breve, anche la Guida Rapida d’Italia viene suddivisa in 3 volumi (Italia
Settentrionale, Italia Centrale ed Italia Meridionale) mentre all’inizio degli Anni ’70 viene data
alle stampe la Nuova Guida Rapida d’Italia in 5 volumi definendo pertanto un criterio di
suddivisione (Nord Ovest, Nord Est, Centro Nord, Centro Sud, Meridione ed Isole) che viene
utilizzato ancora ai giorni nostri nelle diverse ristampe e negli aggiornamenti succedutisi.

Le guide in esperanto (Milano 1931, Roma 1935)


All’inizio degli Anni ’30 fu decisa, in collaborazione con la Federazione Esperantistica
Italiana, la pubblicazione di alcune guide in lingua esperanto; questa collana prese il nome di
“La Verda Guidlibro” e fu stampata con una copertina in tela editoriale verde.
Nel 1931 venne pubblicato il volume "Milano kaj Lagoj de Lombardio" seguito nel 1935 dal
volume "Romo kaj Cirkauajoj"; sempre nel 1935 venne stampato un opuscolo pubblicitario
che viene ricordato nel capitolo IX.
L'esperienza in esperanto si concluse con queste 3 pubblicazioni che comunque risultano
regolarmente catalogate nella bibliografia storica del T.C.I.

Le guide estere (1941-1942-1943)


Le guide estere furono pubblicate in pieno conflitto mondiale, su richiesta delle autorità di
governo per i necessari utilizzi militari e/o di propaganda; l'introduzione e lo stile di questi
volumi è comunque quello di una classica guida turistica e come tali furono messe sul
mercato.
La stampa nel 1940 della guida "Albania", pur rientrando sicuramente nelle stesse richieste
governative, è stata invece considerata come la pubblicazione di un volume della Guida
d'Italia poichè relativo ad un territorio sottomesso direttamente alla corona sabauda.
La copertina standard delle guide estere reca in alto l'intestazione "Consociazione Turistica
Italiana" ed al centro il nome dello stato; tutte e tre le guide sono state pubblicate in 1^
edizione senza alcuna indicazione del numero di copie stampate.

Le guide estere - Grecia


Questo volume è stato pubblicato nel 1941 in concomitanza alla dichiarazione di guerra alla
Grecia; se ne conoscono quattro varianti tutte con la copertina in cartoncino rosso.
Una variante ha le scritte in oro e le altre tre hanno le scritte in argento (una di queste ha
all'interno la dedica "ai Camerati del Corpo di Occupazione della Grecia").
Questa particolare dedica è propria del volume edito per conto dello Stato Maggiore Regio
Esercito (v. capitolo IX, “Le edizioni militari - Albania e Grecia”); si può facilmente presumere
pertanto che alcune copie furono rilegate erroneamente con questa copertina invece che
con quella dello S.M.R.E. (ricordiamoci che si era in piena guerra per cui certi “errori” sono
ampiamente giustificabili e comprensibili).
Di questa guida non abbiamo traccia dell'esistenza di un volume in tela rossa e scritte oro, la
classica copertina di tutte le guide rosse; confidando nella regolarità ed omogeneità

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adoperata dal Sodalizio in tutte le sue pubblicazioni supponiamo che debba esistere
anch'essa.

Le guide estere - Croazia


E' un volume interessante, pubblicato nel 1942 dopo lo smembramento della Jugoslavia e la
creazione dello stato fantoccio di Croazia.
Se ne conoscono due varianti, una con la copertina in tela rossa e le scritte oro ed una con
la copertina in cartoncino grigio e le scritte rosse.

Le guide estere - Tunisia


E' stato pubblicato nel 1943 durante la ritirata militare italiana dal Nord Africa; se ne
conoscono due varianti, una con la copertina in tela rossa e le scritte oro ed una con la
copertina in cartoncino rosso e le scritte argento.

La Guida d'Italia per Stranieri


Avviata la Guida d'Italia per gli Italiani, L.V. Bertarelli si propose un altro obiettivo: offrire ai
visitatori stranieri una guida d'Italia redatta nella loro lingua, ma pensata e scritta da italiani,
stampata e legata in Italia.
La guida del Touring Club Italiano avrebbe dovuto reggere vittoriosamente il confronto con i
modelli stranieri che, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, avevano creato guide che
erano dei veri capolavori nel loro genere; la prima guida Baedeker dedicata all'Italia, "Italie
Septentrionale" in francese, risale infatti al 1861.
Bisognava nello stesso tempo aver ben chiaro il grande rischio a cui si andava incontro: una
guida in parecchi volumi, da diffondere in tutto il mondo attraverso organizzazioni librarie
straniere, presentava notevoli difficoltà e rischi anche di carattere economico.
D'altra parte era urgente venire incontro all'intenso afflusso di turisti stranieri che si delineava
dopo la fine della grande guerra offrendo in altre lingue una completa e succinta descrizione
dell'Italia ben prima che fosse completata la collana in lingua italiana.
Il grosso lavoro di preparazione consisteva nel sintetizzare quanto di più interessante dando
nello stesso tempo risalto agli argomenti storici, monumentali e culturali che più direttamente
riguardavano il visitatore straniero, differenziando quindi queste notizie nelle diverse versioni
della guida per i turisti di lingua francese rispetto a quelli di lingua inglese o tedesca.
Parallelamente vi fu un grosso lavoro per predisporre il corredo cartografico necessario; tutto
questo lavoro venne completato nel 1920, quando fu disponibile il testo italiano ridotto nel
limite dei due volumi.
A questo punto occorreva accordarsi con qualche grosso editore straniero per favorirne la
distribuzione; la Libreria Hachette di Parigi, editrice della guida Joanne, venuta a
conoscenza del progetto, contattò il Touring Club Italiano rendendosi disponibile a distribuire
in Francia l'edizione francese e nel Regno Unito l'edizione inglese attraverso la sua
consociata Muirhead Guide Books di Londra.
Unico vincolo posto dalla casa francese era l'obbligo di stampare i volumi in Francia e Gran
Bretagna, su testi e cartografia forniti dal Touring Club Italiano; viceversa il Touring Club
Italiano riteneva fondamentale produrre integralmente la guida in Italia per mantenerne
inalterata la sua "italianità".
Iniziarono lunghe trattative sull'argomento, ed alla fine si giunse ad un accordo valido per
entrambi: le guide sarebbero state stampate e rilegate in Italia, riportando sulla copertina e
sul frontespizio come coeditori la Libreria Hachette ed il Touring Club Italiano e sul
frontespizio come autore il nome di L.V. Bertarelli.
Analogamente per l'edizione inglese, i coeditori sarebbero stati la Libreria Hachette, la sua
consociata Muirhead Guide Books ed il Touring Club Italiano.
Questa particolare forma di collaborazione non trova analogie nel panorama europeo delle
guide turistiche, in quanto una casa editrice pubblicava le proprie guide estere senza alcuna
"ingerenza" da parte degli editori nazionali; viceversa la collaborazione Hachette - T.C.I.,
nata all'inizio degli Anni '20 e continuata per molti decenni, ha continuato ha stampare le

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guide con la doppia intestazione fino al 1960.


Dopo tale data, avendo iniziato il Touring Club Italiano la produzione della nuova serie
"Guide d'Europa" (le guide verdi), questa particolare forma di collaborazione venne a cadere
ed ognuno pubblicò le "proprie" guide estere in piena autonomia.
Analogamente sono state stampate dal 1926 le guide in tedesco con la casa editrice
Grieben Verlag Albert Goldschmidt (“Grieben Reisefuehrer”) ed all’inizio degli Anni ’30 anche
con la casa editrice L. Ravenstein A.-G. (“Die Blaunen Reisefuehrer”); negli Anni ’50 furono
pubblicate le guide in inglese, tedesco e spagnolo con la casa editrice Nagel ed in inglese e
tedesco con la casa editrice Hachette.
Normalmente tutte queste guide hanno la copertina in tela blu e sovracoperta di cartoncino
azzurro proprie della collana francese Hachette "Les Guides Bleu", ma esistono comunque,
indipendentemente dalla lingua utilizzata, alcune edizioni con la classica copertina in tela
rossa e sovracoperta di carta beige; ricordiamo inoltre che esiste una variante della 2^
edizione inglese in tela grigia e che la serie in lingua tedesca delle “Grieben Reisefuehrer”
ha la classica copertina di questa casa editrice (tela beige con scritte e bande blu).

Il primo volume in lingua francese, intitolato "Italie - Des Alpes a Rome", vide la luce nel
1922 e fu seguito due anni più tardi dal secondo volume "Rome, l'Italie Meridionale et les
Iles" che completava la descrizione dell'Italia.
Il primo volume in inglese comparve alla fine del 1924 col titolo "Northern Italy - From the
Alps to Rome" e l'anno seguente uscì il secondo volume che completava la serie inglese dal
titolo "Southern Italy including Rome, Sicily and Sardinia".
Entrambe le edizioni, francese ed inglese, andarono rapidamente esaurite e pertanto già nel
1925 uscì la 2^ edizione del primo volume in francese e l'anno seguente la 2^ edizione del
secondo volume. Nel 1927 uscì la 2^ edizione del primo volume inglese e nel 1930 la 2^
edizione del secondo volume.
Una guida abbreviata per turisti frettolosi fu pubblicata in francese nel 1927 con il titolo "Italie
en un volume", mentre la 3^ edizione della guida francese fu ampliata e portata a 4 volumi
suddivisi nel modo seguente : Italie du Nord (1929), Italie Centrale (1930), Rome et ses
environs (1934), Italie Meridionale, Sicile et Sardaigne (1935).
Sempre nel 1934 i due volumi “Italie Centrale” e “Rome et ses environs” furono accorpati per
ridurre a 3 i volumi dell’edizione francese; questo volume, intitolato “Italie Centrale et Rome”,
è semplicemente l’unione dei due singoli volumi (compresi i rispettivi frontespizi) divisi da un
cartoncino di colore azzurro.
L’anno successivo il volume “Italie Centrale et Rome” fu ristampato con una vesta grafica più
omogenea.
Per questa ragione i due volumi del 1934 sono abbastanza rari tra i collezionisti in quanto
hanno avuto, loro malgrado, vita breve.
L'edizione in lingua tedesca vede la luce con il primo volume "Oberitalien" nel 1926,
esauritosi in due anni; il secondo volume, "Mittelitalien und Rom" ed il terzo "Suditalien mit
Sizilien und Sardinien" apparvero nel 1927; l'anno successivo (1928) uscì il volume singolo
"Italien in einem Bande".
Nel 1931 fu pubblicata la 2^ edizione del 1^ volume mentre non risultano mai pubblicate le
analoghe edizioni degli altri volumi.
Con il 1938 anche le edizioni per stranieri dovettero soggiacere all'italianizzazione della
denominazione e pertanto recano la dicitura "Consociazione Turistica Italiana"; nell'edizione
francese viene comunque riportata fra parentesi la traduzione "Touring Club Italien".
Da ricordare in questo periodo la pubblicazione di un volume in francese, rimasto unico nel
suo genere, con il titolo "Adriatique" (1939) che ripercorre tutte le coste del Mar Adriatico
partendo dalla Puglia, risalendo fino a Venezia e Trieste e scendendo poi fino a Corfù.
Secondo i programmi iniziali "Adriatique" doveva essere il primo di due volumi sul
Mediterraneo, ma l'inizio del secondo conflitto mondiale bloccò qualunque attività al
riguardo.
Nel dopoguerra furono anche pubblicati due volumi in francese in coedizione con la casa
Hachette diversi da tutti gli altri.

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Il primo di questi, intitolato “Rome la Ville Sainte” ha la copertina in brossura bianca ed


azzurra e vide la luce nel 1950 in concomitanza dell’Anno Santo; fu stampato in Francia su
testo e fotografie fornite nel 1949 dal T.C.I.
Il secondo, pubblicato nel 1955 con la copertina in brossura azzurro-bianca propria delle
guide Hachette, si intitola invece “Sicile” ed era ovviamente dedicato all’isola di Trinacria.
Per concludere questo paragrafo vogliamo ricordare che anche fra le guide estere vi furono
delle edizioni a carattere pubblicitario; esse vengono ovviamente riportate nel Capitolo IX
che è dedicato specificatamente a questo sottoinsieme.

La Guida Rapida d'Italia per Stranieri


Questa guida fu predisposta durante la seconda guerra mondiale, con la copertina in
cartoncino verde smeraldo e le scritte argento (copertina analoga a quella utilizzata per il
volume pubblicitario sulla Dalmazia).
L’intestazione sulla copertina e sul frontespizio riporta solamente l’intestazione E.N.I.T. (Ente
Nazionale per le Industrie Turistiche), mentre all’interno si legge che la “copyright” è della
Consociazione Turistica Italiana.
Di questa guida, suddivisa in tre volumi analogamente alla Guida Breve d’Italia, fu stampato
il volume II nel 1941 in edizione tedesca (“Mittelitalien und Rom”) e nel 1943 in edizione
spagnola (“Italia Central y Roma”) mentre le edizioni in francese ed in ungherese, già pronte
per la stampa, non furono mai prodotte.
Del I volume (Italia Settentrionale) furono approntate le traduzioni tedesca e spagnola
mentre del III volume (Italia Meridionale ed Insulare) era pronto il testo italiano quando nel
1943 l’iniziativa venne sospesa a causa dell’evolversi della situazione bellica.

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CAPITOLO IX

PUBBLICITA’ E PROPAGANDA
NELLE GUIDE ROSSE

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Le edizioni pubblicitarie - Sardegna 1918

Con Sardegna 1918 abbiamo il primo esempio di una variante "pubblicitaria" della guida in
quanto esiste appunto un volume, con copertina in tela editoriale rosso scuro, stampata con
il patrocinio della "Banca Italiana di Sconto" le cui uniche differenze con il volume “ordinario”
sono appunto la soprastampa sulla copertina, un diverso ordine delle scritte sulla copertina
stessa ed un foglietto pubblicitario incollato all'interno prima del frontespizio.
Le scritte sulla copertina sono nell’ordine, dall’alto verso il basso :

GUIDA d’ITALIA
DEL
TOURING CLUB ITALIANO

SARDEGNA
OMAGGIO
DEL TOURING CLUB ITA
LIANO E DELLA BANCA
ITALIANA DI SCONTO

mentre il foglio incollato all’interno riporta i versi seguenti :

Propagammo negli anni tutte le bellezze d’Italia. Ora


abbiamo gridato al suo popolo : - Opera, credi, resisti ! -
Non vano suonò l’incitamento. Nostra fu la
parola ; ma il sangue che ne fa nuova Patria
è dono vostro, o Soldati !

°
Raccogliemmo e accrescemmo ricchezze. Le investimmo
in tutti gli atti di fede della presente Italia ; ne
armammo le milizie della terra, del mare, del cielo. Opera
nostra le armi ; ma il valore che le destina
a vittoria è vostro prodigio,
o Soldati !

°
Nella insurrezione del mondo contro la barbarie provocatrice,
nella prova meravigliosa dell’Italia, sublime
il tuo impeto, o Soldato Sardo ! Veglia un Eroe
a Caprera. Mille altri eroici militi gli formano
ora d’intorno una legione
immortale.

Il TOURING CLUB e la BANCA ITALIANA


ITALIANO DI SCONTO

Settembre 1918

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Le edizioni pubblicitarie - Sicilia ed isole minori 1937

Esiste una serie di questi volumi che fu utilizzata per motivi pubblicitari da un ente siciliano
senza alcun intervento da parte del Touring.
Infatti i volumi di questo periodo hanno all’inizio due fogli prima del frontespizio, uno
completamente bianco ed uno riportante il titolo del libro, titolo che viene poi ripetuto con
tutte le altre indicazioni sul frontespizio.
La serie pubblicitaria ha utilizzato il foglio bianco per stamparvi sopra, in inchiostro viola
chiaro, la scritta seguente :
OMAGGIO
DELL’ENTE
“PRIMAVERA SICILIANA”
A. XV

Le edizioni pubblicitarie - Dalmazia 1942

E’ un volume con la copertina in cartoncino verde smeraldo e le scritte argento il cui


contenuto è analogo alla copia con copertina in tela rossa; sia sulla copertina sia sul
frontespizio si leggono nell’ordine dall’alto verso il basso le seguenti scritte :

GUIDA D’ITALIA
DELLA
CONSOCIAZIONE TVRISTICA ITALIANA

DALMAZIA
EDIZIONE SPECIALE
per le Compagnie del Gruppo - “FINMARE” -
Italia - - Linee Triestine per l'Oriente -
- Adriatica - - Tirrenia -

Le edizioni pubblicitarie - Sardegna 1952

La 3^ edizione del volume “Sardegna” vide la luce nel 1952 e fu seguita negli anni successivi
da diverse ristampe.
Una di queste ristampe, quella della Tipografia Vallardi del gennaio 1955, fu utilizzata anche
per una serie di volumi a carattere promozionale su richiesta dell’Ente Regionale Sardo.
I volumi “ordinari” hanno la classica intestazione della copertina “D” mentre quelli pubblicitari
hanno la copertina “D” con sovrastampata sulla sovracoperta e sulla copertina la scritta
seguente :
EDIZIONE FUORI COMMERCIO
SOTTO GLI AUSPICI
DELL’ASSESSORATO TURISMO, SPORT E SPETTACOLO
DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

Le edizioni pubblicitarie - Liguria 1982

In occasione della presentazione del volume "Liguria" 6^ edizione del 1982, fu stampato un
piccolo estratto della guida stessa da distribuirsi ai giornalisti intervenuti alla cerimonia.
Questo piccolo estratto, pur avendo la copertina in brossura leggera, ha comunque la
copertina rossa con le scritte oro e fu fornito con la sovracoperta di plastica trasparente.

- pagina 72 -
Dott. Fabio Ghersi - via Sturla 33/3 - 16131 Genova - tel. 3282724206
La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Le edizioni pubblicitarie - Argentina, Paraguay ed Uruguay 1932

Di questo volume se ne conoscono tre tipologie prodotte in entrambe le lingue e tutte relative
alle Compagnie di Navigazione Nazionali; questi volumi erano distribuiti a bordo delle navi
che percorrevano regolarmente le rotte fra Italia e Sud America.

Una di queste venne prodotta in occasione del viaggio inaugurale della m/n Neptunia;
l’edizione in lingua italiana ha sovrastampata sulla copertina la scritta :

VIAGGIO INAUGURALE
m/n “ NEPTUNIA “
5 OTTOBRE 1932 - X

OFFERTO
DALLA COSULICH S.T.N.

mentre l’edizione in lingua spagnola riporta la stessa intestazione ovviamente in spagnolo :

VIAJE INAUGURAL
m/n “ NEPTUNIA “
5 DE OCTUBRE 1932 - X

OBSEQUIO
DE LA COSULICH S.T.N.

(dove S.T.N. sta ad indicare “Società Triestina di Navigazione”).

La seconda tipologia riporta nell’edizione in lingua italiana la sovrastampa sulla copertina :

Omaggio
della Società “ITALIA” Flotte Riunite

mentre per l'edizione in lingua spagnola la pubblicità è per una di esse la soprastampa sulla
sovracoperta e sulla copertina delle scritte

OBSEQUIO DE
“ITALIA”
FLOTTE RIUNITE COSULICH, LLOYD SABAUDO, NAVIGAZIONE GENERALE
A SU AFICIONADA CLIENTELA

e sul frontespizio interno delle scritte

EDICION ESPECIAL PARA


“ITALIA”
(Flotte Riunite Cosulich, Lloyd Sabaudo, Navigazione Generale)
GENOVA

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

La terza ed ultima tipologia conosciuta riporta nell’edizione in lingua italiana la sovrastampa


sulla copertina :

Omaggio
della “COSULICH” S.T.N.

mentre per l’edizione in lingua spagnola riporta sulla copertina la seguente scritta :

OBSEQUIO DE LA
“COSULICH”
(SOCIETA’ TRIESTINA DI NAVIGAZIONE - TRIESTE)

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Le edizioni pubblicitarie - La Guida d’Italia per Stranieri

Anche in questa serie di guide vi furono alcuni esempi di volumi a carattere promozionale dei
quali però abbiamo perso quasi ogni traccia; gli unici di cui ad oggi abbiamo riscontri certi
sono le due tipologie riportate qui di seguito.

Rome, l’Italie Meridionale et les Iles 1924

Questo volume era il secondo ed ultimo volume della prima edizione della Guida d’Italia per
Stranieri in lingua francese (il primo volume, L’Italie des Alpes a Rome, era stato pubblicato
due anni prima).
Di questa edizione esiste una tipologia promozionale stampata in accordo con l’E.N.I.T.
(Ente Nazionale per le Industrie Turistiche) la cui denominazione è stampata sulla copertina
e sul frontespizio del libro insieme alla denominazione Touring Club Italien.

Italy in three weeks 1950

Con l’avvicinarsi dell’Anno Santo del 1950 venne stipulato un accordo con la casa editrice
francese Nagel che portò alla pubblicazione nel 1949 e nel 1950 di diverse guide in inglese,
spagnolo e tedesco sull’Italia e su Roma.
Il volume pubblicato nel 1950 dal titolo Italy in three weeks venne stampato in due versioni,
una con la copertina blu (tipo Hachette) ed una con la copertina rossa (tipo T.C.I.); il volume
con la copertina blu venne prodotto anche in una versione a carattere promozionale che
riporta sulla copertina e sulla sovracoperta la scritta

WITH THE COMPLIMENTS


OF
ITALIAN LINE

La sovracoperta è azzurra con il titolo di colore bianco e questa scritta pubblicitaria di colore
nero; la copertina è blu con tutte le scritte di colore argento.
Inoltre fra la pagina 4 e 5 del volume sono stati inseriti due fogli che pubblicizzano la Società
Italia, la sua storia, le sue linee con l’America Settentrionale, Centrale e Meridionale, la
composizione della sua flotta.
Poiché in questi due fogli vi sono dei diretti riferimenti a date degli anni 1953 e 1954 (la data
più recente è del 1 agosto 1954) si deduce che questo volume fu distribuito alla fine del 1954
oppure nel corso del 1955.

Planoj de Romo kaj de giaj monumentoj, Kartoj de la Cirkauajoj de Romo 1935

Nel 1935, in occasione del Congresso Universale di Esperanto svoltosi a Roma nel mese di
agosto, venne stampato un fascicolo in brossura verde e formato quadrato (cm 16 di lato
circa) dal titolo "Planoj de Romo kaj de giaj monumentoj, Kartoj de la Cirkauajoj de Romo"
offerto in dono ai partecipanti al congresso.
Questa pubblicazione riporta alcune informazioni utili ai congressisti/turisti nonchè le piante
di alcuni monumenti di Roma e dintorni.

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Le edizioni militari - Albania e Grecia

La copertina di questi volumi è in cartoncino rosso con scritte argento e reca in alto la
particolare dicitura militare, al centro il nome dello stato ed in basso la denominazione del
Sodalizio “Consociazione Turistica Italiana”.
Questi volumi sono stati preparati solamente per Albania e Grecia, a seguito dell’invasione
ed annessione della prima e della dichiarazione di guerra e successiva invasione della
seconda; nel volume “Albania” non vengono riportati né il numero di edizione né il numero di
copie stampate, mentre in “Grecia” viene riportato solamente il numero di edizione.

Per entrambi gli Stati esiste un’edizione dove in alto sulla copertina e sul frontespizio si
legge :

STATO MAGGIORE R. ESERCITO


UFFICIO PROPAGANDA R.E.

Il volume “Albania” ha all’interno la dedica “ai Camerati in Albania”, mentre il volume


“Grecia” ha all’interno la dedica "ai Camerati del Corpo di Occupazione della Grecia”.

Di “Albania” si conoscono altre due varianti; una riporta in alto sulla copertina e sul
frontespizio le scritte :

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI


SOTTOSEGRETARIATO DI STATO
PER GLI AFFARI ALBANESI
UFFICIO ASSISTENZA TRUPPE ALBANIA

mentre l’altra ha scritte leggermente diverse fra copertina e frontespizio; infatti sulla
copertina si legge :

SOTTOSEGRETARIATO DI STATO
PER GLI AFFARI ALBANESI
UFFICIO ASSISTENZA TRUPPE ALBANESI

mentre sul frontespizio si legge :

SOTTOSEGRETARIATO DI STATO
PER GLI AFFARI ALBANESI
UFFICIO ASSISTENZA
TRUPPE ALBANIA

Per “Grecia” si è a conoscenza di un’altra variante dove in alto sulla copertina e sul
frontespizio si legge :

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI


SOTTOSEGRETARIATO DI STATO
PER GLI AFFARI ALBANESI

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

La ristampa anastatica di Albania

Nel 1997 è stata pubblicata (a cura della Tipografia Bolis, in 1.000 copie solamente) la
ristampa anastatica di Albania 1940, sull'onda dell'enorme interesse destato in Italia da
questo Paese dopo la fine del regime comunista che lo aveva totalmente isolato dal resto del
mondo per 50 anni e l'apertura delle sue frontiere; questi avvenimenti generarono una
migrazione biblica verso le coste italiane con ogni mezzo possibile.
Questo volume ha la copertina in cartoncino rosso con scritte oro ed è stato messo in
vendita fornito della classica scatola in cartone rosso utilizzata per le guide odierne;
all’interno è stato inserito un pieghevole il cui contenuto riportiamo integralmente qui di
seguito a maggiore chiarimento dei motivi di questa operazione editoriale.
E’ interessante ricordare che fino a pochi anni addietro gli unici volumi “turistici” disponibili su
questo Paese erano due: quello “statale” stampato nel 1984 dalla Albturist di Tirana (in
italiano, francese, inglese e tedesco) e questo della C.T.I. del 1940.
E’ anche vero comunque che il flusso turistico verso questo Paese era ridotto al minimo viste
le enormi difficoltà burocratiche ed amministrative necessarie per ottenere il visto d’ingresso;
basti pensare che nel 1988 (anno in cui il governo albanese aveva riaperto le porte al
turismo italiano dopo alcuni anni di ostracismo totale) era stato concesso l’ingresso a “…sei
gruppi di turisti dall’Italia, tramite l’Associazione Italia-Albania…” come scriveva l’allora primo
segretario dell’Ambasciata d’Albania in Italia Nikolla Nosi su “Airone”.
Occorre sottolineare che ognuno di questi gruppi era composto di 20 persone e che il giro
turistico era di sette giorni ed uguale per tutti.

ALBANIA
Ristampa anastatica

Questa guida fu licenziata per la stampa nell’ottobre del 1939: sei mesi dopo l’annessione
dell’Albania.
Potrebbe sembrare dunque quasi un “instant book”, considerato il minimo tempo necessario
a raccogliere tutte le notizie, a stendere i testi ed a realizzare l’apparato cartografico che è
ricco di carte d’insieme, piante di città, e persino alcuni disegni, in pianta, di monumenti
importanti.

In realtà, come è detto nella prefazione, l’opera era cominciata un paio d’anni prima, poiché,
citando testualmente “…le nostre Autorità si preoccupavano assiduamente di mantenere ed
accrescere il nostro prestigio in Albania, tanto nel campo culturale quanto in quello
turistico…”.

Un lavoro attento, quindi, realizzato con cura, che annovera tra i principali collaboratori
dell’opera alcuni studiosi e cattedratici specialisti per le materie umanistiche, un paio di alti
graduati delle forze armate per capitoli di loro pertinenza (attrezzature portuali, lavori
pubblici) e persino il Ministro albanese dell’Istruzione, per la letteratura e gli usi ed i costumi.

La decisione di proporre una ristampa rigorosamente anastatica della guida Albania è una
scelta editoriale ispirata a criteri culturali onesti e corretti, senza bisogno di avvertenze e
giustificazioni.
L’opera è quella che è, con tutte le componenti dell’epoca che oggi appaiono anacronistiche,
i toni politici e gli inevitabili accenti di regime.
Tuttavia, la descrizione del territorio, gli elementi generali di nozioni geografiche e di storia
antica, le stesse indicazioni relative a città e paesi, il censimento dei luoghi e delle opere di
valore artistico, rappresentano un bagaglio di informazioni certamente datate, ma tuttavia
attendibili: forse le uniche raccolte e redatte con scrupolo e precisione, intorno a questo
Paese.

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Persino quelle parti della guida che oggi ci fanno sorridere o addirittura ci irritano,
dimostrano che il coinvolgimento dell’Italia nelle vicende albanesi è stato così stretto, lungo e
diffuso da motivare ampiamente il ruolo di primo piano che l’Italia oggi è stata costretta ad
assumere.

La guida presuppone o esplicitamente auspica il verificarsi, anche grazie alla sua


pubblicazione, di un significativo flusso turistico di italiani in Albania: auspicio che non ebbe
modo, di fatto, di concretizzarsi né allora (considerate le vicende belliche degli anni seguenti)
né nei successivi cinquant’anni di comunismo “albanese”, notoriamente il più chiuso ad ogni
genere di rapporto internazionale, né tantomeno oggi, vista la situazione del Paese ed il
drammatico flusso di cittadini albanesi verso le nostre coste.
Secondo le teorie, mai così provate e tangibili, di “geografia percepita”, l’Albania è stata, per
cinquanta lunghi anni, un Paese lontano.
Per coloro che non hanno vissuto da adulti a cavallo degli Anni ’30 e ’40 (cioè per la maggior
parte degli italiani) era certamente percepita come più “vicina” (cioè nota, presente e
raggiungibile) New York di Tirana o di Durazzo.
Oggi le reali dimensioni di questo “mare interno” che ci separa, colmabile con poche ore di
navigazione, cambiano nettamente questa prospettiva.

Conoscere dunque questo Paese vicinissimo, accedere ad un documento storico come


questo che testimonia, nel bene e nel male, l’intreccio della sua storia con la nostra, è
un’opportunità culturalmente interessante e socialmente utile.

Touring Club Italiano

Aprile 1997

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

CAPITOLO X

L’ATTIVITA’ GUIDISTICA COLLATERALE

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La collana “Sui Campi di Battaglia” (dal 1927 al 1931)


E’ una collana di sette volumi la cui prima edizione venne pubblicata dal 1927 al 1931 con
l’intento di accompagnare gli Italiani nelle visite delle zone sacre per il sacrificio dei Caduti
nella Grande Guerra, illustrando il terreno delle operazioni e gli avvenimenti salienti suddivisi
per quadro storico (il primo volume) e per aree geografiche (gli altri 6 volumi) :

- 1930; La Nostra Guerra


- 1931; Il Trentino, il Pasubio e gli Altipiani
- 1928; Il Monte Grappa
- 1929; Il Cadore, la Carnia e l’Alto Isonzo
- 1927; Il Medio e Basso Isonzo
- 1929, Il Piave e il Montello
- 1931; I Soldati Italiani in Francia

Le edizioni successive furono ampliate ed ulteriormente integrate sospendendo comunque le


pubblicazioni alla fine della guerra; i volumi pubblicati dopo il 1937 riportano ovviamente
l’intestazione della Consociazione Turistica Italiana.
Alla fine risulteranno pubblicate le seguenti edizioni :

- 1939, 3^ edizione; La Nostra Guerra


- 1941, 5^ edizione; Il Trentino, il Pasubio e gli Altipiani
- 1941, 5^ edizione; Il Monte Grappa
- 1942, 5^ edizione; Il Cadore, la Carnia e l’Alto Isonzo
- 1939, 5^ edizione; Il Medio e Basso Isonzo
- 1944, 5^ edizione; Il Piave e il Montello
- 1940, 4^ edizione; I Soldati Italiani in Francia

Le Guidine Fluviali (1936)


Come in altre Nazioni europee, anche in Italia aumentavano le persone praticanti turismo
con imbarcazioni di vario genere favorite in questo dalla grande quantità di superfici lacustri
e fluviali del nostro Paese.
Il T.C.I. in passato aveva già organizzato raid misti fluviali-motoristici quali ad esempio la
Crociera Torino – Venezia – Roma del luglio 1911 con navigazione sul Po da Torino a
Venezia e crociera nel Mediterraneo da Venezia a Roma oppure escursioni suddivise con
una parte di navigazione ed una parte in automobile quali ad esempio la Venezia –
Pomposa – Comacchio – Ferrara – Delta del Po dell’aprile 1927 oppure la Parma – Mantova
– Ferrara – Pomposa – Chioggia – Venezia del giugno 1933.
Negli Anni ’30, principalmente per il grande interessamento del marchese cremonese
Gherardo Sommi Picenardi, appassionato turista fluviale, il Touring decise di pubblicare una
serie di guide finalizzate a questo particolare tipo di turismo : le Guidine Fluviali.
Nel 1936 vennero quindi pubblicate le prime (ed ultime!) tre guide relative ai fiumi :

- Adda
- Adige
- Ticino

Ogni guida contiene anche una carta rappresentante il corso del fiume con tutte le
indicazioni necessarie ad un canoista (ponti, rapide, secche, ecc.).
Questa carta, in forma di striscia più volte ripiegata, è approssimativamente in scala
1:50.000; la striscia riportante il corso del fiume Adige è lunga circa tre metri!
Le copertine sono in brossura con grafica futurista a colori rappresentante uno dei ponti che
attraversano il fiume stesso.

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La Guida Gastronomica d’Italia (1931)


Questa guida, unica nel suo genere all’epoca della pubblicazione, uscì in prima edizione nel
1931 e non fu mai seguita da alcun aggiornamento, mentre nel 1951 uscì una sua ristampa
ed alla fine del 2003 ne venne pubblicata la ristampa anastatica.
La copertina è in tela verde con le scritte bianche; sulla copertina del volume originale del
1931 è anche indicato il numero di edizione, la prima.
La guida suddivide la gastronomia raggruppandola secondo i tradizionali schemi regionali e
provinciali dando informazioni anche sui vini tipici e sulle specialità proprie delle località
principali evidenziando anche le differenze che lo stesso piatto può avere fra diverse città
della stessa zona.

La guida Pratica ai Luoghi di Soggiorno e di Cura d’Italia (dal 1932 al 1937)


Pubblicata e distribuita gratuitamente ai Soci dal 1932 al 1937 la collana completa si
compone di sei volumi in formato oblungo; queste guide forniscono una descrizione analitica
delle località di villeggiatura dell’Italia e delle sua Colonie.
Negli Anni ’50 questa collana fu aggiornata con due nuove edizioni, una sempre in formato
oblungo ed una in formato libro tascabile.

I volumi della prima edizione si intitolavano :

- 1932, Parte I - Le stazioni al mare; vol. I – Le stazioni del mare Ligure e del mare Tirreno
- 1933, Parte I - Le stazioni al mare; vol. II – Le stazioni del mare Adriatico e del mar Ionio
di Rodi e della Libia
- 1934, Parte II - Le stazioni alpine; vol. I – Le stazioni del Piemonte e della Lombardia
- 1935, Parte II - Le stazioni alpine; vol. II – Le stazioni della Venezia Tridentina, del
Cadore e della Carnia
- 1936, Parte III - Le stazioni idrominerali
- 1937, Parte IV - Le stazioni dei laghi, delle Prealpi e degli Appennini

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CAPITOLO XI

LE GUIDE ALPINISTICHE CON IL C.A.I.

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L’arco alpino rappresenta per l’Europa una grande ed unica ricchezza naturale ed in
particolare lo è per l’Italia della quale è il confine naturale settentrionale, indipendentemente
dai confini politici che si sono succeduti nei secoli.
Con il progredire dell’interesse geografico e naturalistico per le montagne e, in seguito, con
l’affermarsi della pratica alpinistica con carattere più spiccatamente turistico e sportivo, sorse
l’esigenza di dettagliate guide itinerarie.
La prima iniziativa che si propose una descrizione generale delle Alpi fu di John Ball, uno dei
fondatori dell’Alpine Club, e portò alla pubblicazione dal 1863 al 1868 della Alpine Guide in
tre volumi.
Nei compiti statutari del Club Alpino Italiano, fondato nel 1863, vi è l’impegno di procedere
ad una accurata e completa descrizione dell’arco alpino italiano e dei monti della penisola.
L’iniziativa, demandata alle Sezioni locali, produsse numerosi volumi tra i quali ricordiamo fra
i primi la Guida alla Valtellina e alle sue acque minerali, edita dalla Sezione Valtellinese nel
1873, la Guida de la Valleè d’Aoste di A. Gorret e C. Bich della Sezione di Aosta nel 1876, la
Guida alle Prealpi Bergamasche del 1877, a cura delle Sezioni di Milano e Bergamo del
C.A.I., la Guida delle Alpi Occidentali del Piemonte del 1880 a cura della Sezione di Torino,
riedita tra il 1889 ed il 1896 in tre volumi, la guida di Giovanni Dellepiane Alpi e Appennini
Liguri a cura della Sezione Ligure edita nel 1892 e ristampata nel 1896; le guide del Gran
Sasso (1888), dell’Abruzzo (1903) e della Provincia di Roma (1890) di Enrico Abbate del
C.A.I. di Roma, ecc…
Nello stesso periodo, nella zona dell’Italia Nord Orientale ancora appartenente all’Impero
Austro-Ungarico, vennero prodotti due volumi di argomento alpinistico-turistico che vale la
pena di ricordare; la Società Alpina delle Giulie pubblicò nel 1909 la Guida dei dintorni di
Trieste (autore Silvio Benco) mentre nel 1913 il Club Alpino Fiumano pubblicò la Guida di
Fiume e dei suoi monti (autore Guido Depoli).
Con l’intensificarsi dell’attività alpinistica e turistica si è avvertita la necessità da parte della
Sede Centrale del C.A.I. di promuovere una collana di guide che, con una impostazione
omogenea che tenesse conto dei continui progressi e della rapida evoluzione dell’alpinismo,
descrivesse l’intero arco alpino italiano e le altre montagne italiane.
Così è nata l’idea della collana Guida dei Monti d’Italia, la cui denominazione risale ad
Edmondo de Amicis, che prese avvio con la pubblicazione nel 1908 del volume di Giovanni
Bobba Le Alpi Marittime a cura della Sede Centrale.
A questo volume ne seguirono due entrambi a cura della Sezione di Milano: nel 1911 Alpi
Retiche Occidentali (di Brasca, Silvestri, Balabio e Corti) e nel 1915 La Regione dell’Ortler
(di Aldo Bonacossa).
Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale interruppe le iniziative editoriali; il volume di
Bonacossa venne distribuito ai soci solo alla fine delle ostilità poiché descriveva zone di
operazioni belliche ed analoga sorte ebbero due fascicoli di Gualtiero Laeng, Gruppo della
Presanella (1916) e Sottogruppo Lares-Carè Alto (1917). Questi due estratti sono le sole
parti pubblicate di un volume Adamello-Presanella che mai vide la luce.
Nel dopoguerra la Sezione di Torino pubblicò le Alpi Cozie Settentrionali di Eugenio Ferreri,
in tre volumi (nel 1923 la Parte I, nel 1926 la Parte II – Sezione I e nel 1927 la Parte II –
Sezione II).
Nel 1927 uscì anche il volume di Pino Prati Dolomiti di Brenta a cura della S.A.T. (Società
degli Alpinisti Trentini) e l’anno successivo le Dolomiti Orientali di Antonio Berti con editore i
F.lli Treves di Milano. Questo volume, promosso dalla Sezione di Venezia del C.A.I., venne
presentato come seconda edizione de Le Dolomiti del Cadore che, prima guida italiana delle
Dolomiti, Berti aveva pubblicato a Verona nel 1908.
Con l’emanazione delle leggi razziali fasciste del 1938 il volume del Berti del 1928 venne
ritirato dalla circolazione perché riportava sulla copertina il nome di un editore messo
all’indice; la copertina originale in tela verde venne quindi sostituita da una copertina
anonima riportante solamente l’autore ed il titolo mentre il contenuto interno rimase invariato
(di queste copertine anonime se ne conoscono due tipi, una di colore avorio ed una fregiata
scura).
Nell’ambito di questa prima serie della collana Guida dei Monti d’Italia furono ancora

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pubblicati due fascicoli relativi alle Alpi Giulie a cura della Sezione di Trieste del C.A.I.:
Tricorno di Carlo Chersi nel 1930 e la Guida del Gruppo del Montasio di Vladimiro Dougan e
Antonio Marussi nel 1932.
Tuttavia il volume del Berti fu l’ultimo consistente contributo alla collana così concepita.
Infatti nel frattempo erano maturati i tempi per una collaborazione con il T.C.I., che avrebbe
permesso la pubblicazione di collane di guide alpinistiche ed escursionistiche ed una
efficiente distribuzione sul territorio nazionale.
Questo grazie all’esperienza ormai consolidata nella pubblicazione di guide, ed alla diffusa e
capillare rete organizzativa del T.C.I.
Il C.A.I. avrebbe contribuito alla redazione con la necessaria competenza alpinistica,
proponendo gli autori e fornendo il necessario supporto.
La collaborazione fra C.A.I. e Touring portò alla nascita di due diverse collane: la Guida Da
Rifugio a Rifugio e la Guida dei Monti d’Italia.
Mentre la prima fu iniziata nel 1929 e sospesa all’inizio degli Anni ’70 senza giungere a
completamento, la seconda iniziò con il primo volume nel 1934 ed ancora oggi continua ad
essere integrata ed aggiornata, costituendo la più completa ed articolata opera sui nostri
monti.
Per le loro caratteristiche di unicità, grado di completezza, costanza di impostazione ed
impegno realizzativo ho ritenuto opportuno dedicare un capitolo a queste pubblicazioni.

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La guida “Da Rifugio a Rifugio”

Questa collana prese lo spunto dalle analoghe serie tedesche Der Hochtourist di
Purtscheller ed Hess e Von Hutte zu Hutte di J. Moriggl che permettevano ai turisti d’oltralpe
di effettuare escursioni montane pianificando percorsi e soste con grande precisione.
Nondimeno i volumi italiani, suddivisi per gruppi montuosi, descrivevano i rifugi disponibili e,
in mancanza di questi, i centri abitati che potevano fungere da base di partenza oppure gli
alberghi o le pensioni nelle loro vicinanze.
Il primo volume vide la luce nel 1929 e l’ultimo nel 1973, ma occorre chiarire subito che i
volumi pubblicati prima e quelli pubblicati dopo la Seconda Guerra Mondiale, pur se con la
stessa denominazione, si possono considerare due serie ben distinte; anche la copertina
esterna venne cambiata passando dalla tela colore kaki con scritte blu scuro della “1^ serie”
alla tela colore verde smeraldo con scritte oro e sovracoperta azzurra con scritte blu della
“2^ serie”.
Inoltre i volumi del dopoguerra sono tutti curati da Silvio Saglio con l’unica eccezione della
2^ edizione delle Dolomiti Occidentali (1970 - 1973) mentre i volumi degli Anni ’30 furono
curati da più persone (Oreste Ferrari, Vittorio Emanuele Fabbro, Gualtiero Laeng, ecc.).
I volumi pubblicati prima della guerra furono quattro e precisamente :

- 1929, vol. I - Alpi Pusteresi, Aurine, Breonie, Passirie e Venoste


- 1930, vol. II - Dolomiti Occidentali
- 1932 - X, vol. III - Ortles, Adamello, Brenta, Baldo e Adiacenze
- 1939 - XVII, vol. III - Ortles, Adamello, Brenta, Baldo e Adiacenze (edizione aggiornata)

Il terzo volume, poiché stampato nel 1939, uscì con l’intestazione di Centro Alpinistico
Italiano e di Consociazione Turistica Italiana invece che di Club Alpino Italiano e di Touring
Club Italiano; di questo volume venne anche pubblicata una ristampa nel 1949 che, pur
mantenendo la stessa intestazione “italianizzata”, non riporta però l’anno “fascista” in cifre
romane vicino al 1939.
I volumi della “2^ serie” pubblicati dopo la guerra furono invece :

- 1949, Dolomiti Occidentali


- 1951, Alpi Pennine
- 1952, Alpi Graie
- 1953, Alpi Retiche Occidentali
- 1953, Dolomiti Occidentali, ristampa
- 1954, Alpi Retiche Meridionali
- 1955, Dolomiti Orientali
- 1956, Alpi Lepontine
- 1957, Prealpi Lombarde
- 1958, Alpi Liguri e Marittime
- 1959, Alpi Cozie
- 1961, Prealpi Trivenete
- 1970, Dolomiti Occidentali, 2^ edizione
- 1971, Dolomiti Occidentali, ristampa
- 1971, Dolomiti Occidentali, ristampa 1973

Per completare la serie dovevano ancora essere pubblicati i volumi :

- Alpi Orobie
- Alpi Carniche e Giulie

quando il T.C.I. ed il C.A.I. decisero di sospendere la pubblicazione per dedicare tutte le


risorse alla continuazione della Guida dei Monti d’Italia.

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

La Guida dei Monti d’Italia

Durante i loro 70 anni di vita queste guide hanno avuto molte meno vicissitudini e traversie di
quante ne hanno sopportate le Guide Rosse; infatti le Rosse, visto anche l’argomento
trattato, hanno dovuto adattarsi alle mutazioni storico-geografiche dell’Italia e delle sue
Colonie mentre la Guida dei Monti d’Italia non ha avuto problemi di questo genere.
Le uniche imposizioni subite da queste guide sono state, per i volumi editi dal 1938 al 1943,
l’italianizzazione della denominazione dei due Sodalizi.
La copertina di queste guide è stata, a partire dalla pubblicazione del primo volume nel 1934
e per 60 anni, di canapa grigia con le scritte blu; dal 1995 la copertina in canapa è stata
sostituita con una copertina plastificata grigia sempre con le scritte blu e da allora pertanto
anche le ristampe dei volumi precedenti sono pubblicate con la copertina plastificata.
Uniche eccezioni sono le due guide pubblicate durante la guerra (Sassolungo Catinaccio
Latemar del 1942 e Gran Sasso del 1943) e la prima guida pubblicata nel dopoguerra
(Prealpi Comasche Varesine Bergamasche del 1948) che hanno la copertina in cartoncino
grigio ruvido per comprensibili motivi economici del periodo bellico; esiste comunque una
seconda tirata di stampa della guida del 1948 ed una ristampa datata 1953 della guida del
1942 con la classica copertina in canapa.
E’ opportuno ricordare che in diversi volumi sono inserite dediche e che alcuni volumi sono
stati stampati sia con la dedica sia senza di essa; è anche interessante sottolineare che tutti
i volumi della collana, sia quelli con la copertina in canapa sia quelli con la copertina
plastificata hanno il titolo stampato sul dorso che si legge dal basso verso l’alto tranne il
volume Alpi Carniche vol. II del 1995, il primo pubblicato con la nuova copertina plastificata,
che ha il titolo sul dorso “rovesciato” (si legge dall’alto verso il basso).
A tutt’oggi la collana non è ancora completata poiché alcuni volumi previsti nel piano
generale dell’opera devono ancora vedere la luce, mentre di altri volumi sono state
pubblicate una o più nuove edizioni oppure dei semplici aggiornamenti.
Da notare inoltre che nel piano dell’opera ove sono indicati i volumi pubblicati e quelli da
pubblicarsi (sempre presente all’interno di ogni guida) permangono alcuni errori che possono
indurre un ignaro collezionista ad inutili ricerche di volumi inesistenti in quanto mai pubblicati.
Mi spiego meglio.
Il volume Pale di San Martino è uscito nel 1935 in volume unico, ma talvolta si legge che nel
1935 uscirono il vol. I ed il vol. II; nello stesso anno sarebbe anche uscito il volume Alpi
Feltrine e Feruc che però non ha mai visto la luce (tale settore è già contenuto nelle Pale di
San Martino).
Nel 1937 uscì il volume Odle Sella Marmolada, mentre si trova che nello stesso anno
sarebbero usciti tre distinti volumi : Odle Puez Cir, Sella e Marmolada.
Nel 1939 sarebbero usciti separatamente i volumi Alpi Venoste e Passirie ed Alpi Breonie,
mentre in quell’anno uscì un unico volume dal titolo Alpi Venoste Passirie Breonie.
Nel 1942 uscì il volume Sassolungo Catinaccio Latemar (poi ristampato nel 1953), mentre
invece sembrerebbe che in quell’anno siano stati pubblicati separatamente i volumi
Catinaccio Latemar e Sassolungo.
Nel 1954 risultano pubblicati i volumi Alpi Carniche vol. I ed Alpi Carniche vol. II, mentre in
quell’anno uscirono le Alpi Carniche in volume unico.
Nel 1955 venne pubblicato il volume unico Appennino Centrale, mentre invece risultano
pubblicati nel 1955 due distinti volumi, Appennino Centrale vol. I ed Appennino Centrale vol.
II.

Pertanto le informazioni qui riportate unite all’elencazione dei volumi pubblicati dovrebbero
permettere agli interessati che ne abbiano bisogno un completo chiarimento sul piano reale
di quest’opera che rimane unica nel suo genere ancora ai giorni nostri.
Visto il carattere dell’opera ed il suo particolare sviluppo geografico, ho preferito elencare i
volumi pubblicati in ordine cronologico inserendo le nuove edizioni insieme alle precedenti;
ove non specificato diversamente, la copertina delle guide si intende in canapa per i volumi
pubblicati fino al 1994 ed in plastica per quelli pubblicati dopo (1^ edizioni o ristampe).

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

1934, Alpi Marittime


autore Attilio Sabbadini
1984, Alpi Marittime, vol. I, 2^ ed.
autori Euro Montagna, Lorenzo Montaldo e Francesco Salesi
questo volume contiene la dedica :
Ad Attilio Sabbadini
amico e maestro
gli autori
1990, Alpi Marittime, vol. II, 2^ ed.
autori Euro Montagna, Lorenzo Montaldo e Francesco Salesi
questo volume contiene la stessa dedica del vol. I della 2^ edizione

1935, Pale di San Martino


autore Ettore Castiglioni
2003, Pale di San Martino Ovest / Dolomiti di Falcade e Primiero, 2^ ed.
autore Lucio De Franceschi

1936, Masino Bregaglia, Disgrazia


autore Aldo Bonacossa
questo volume contiene la dedica :
Alla memoria di S. M. il Re Alberto dei Belgi
per le belle ore passate assieme
su queste fiere vette
1975, Masino Bregaglia Disgrazia, vol. II, 2^ ed
autori Aldo Bonacossa e Giovanni Rossi
questo volume contiene la stessa dedica della 1^ edizione
1977, Masino Bregaglia Disgrazia, vol. I, 2^ ed.
autori Aldo Bonacossa e Giovanni Rossi
questo volume contiene la stessa dedica della 1^ edizione

1937, Le Grigne
autore Silvio Saglio
questo volume esiste con e senza la dedica seguente :
Da Barzio, dove Egli riposa in
eterno, il ricordo di Nino Corsi
accompagni gli scalatori delle
Grigne che indicarono a Lui nella
Prima giovinezza la via dell’Alpe
1998, Le Grigne, 2^ ed.
autore Eugenio Pesci
questo volume contiene la dedica :
A Eleonora,
nata vicino a
queste montagne

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1937, Odle Sella Marmolada


autore Ettore Castiglioni
1991, Gruppo di Sella, 2^ ed.
autori Fabio Favaretto e Andrea Zannini
questo volume contiene la dedica :
A Berta e Gigi Grigato
1991, Gruppo di Sella, 2^ ed., (ristampa del 1997 in canapa)
autori Fabio Favaretto e Andrea Zannini
2000, Odle Puez / Dolomiti tra Gardena e Badia, 2^ ed.
autori Lorenzo e Pietro Meciani
questo volume contiene la dedica :
In ricordo di
Antonio e Pietro Meciani

1939, Alpi Venoste Passirie Breonie / dal Passo di Resia al Passo del Brennero
autore Silvio Saglio
questo volume esiste con e senza la dedica seguente :
Questo volume viene offerto a
ricordo dell’ingegnere Anacleto
Mariani, pioniere fedele e devoto
dell’Alpe, socio tra i primi della
Sezione di Milano che sempre Egli
ebbe fra i suoi affetti più cari

1939, Gran Paradiso


autori Emanuele Andreis, Renato Chabod e Mario C. Santi
1963, Gran Paradiso / Parco Nazionale, 2^ ed.
autori Emanuele Andreis, Renato Chabod e Mario C. Santi
aggiornamento di Renato Chabod
1964, Gran Paradiso, fascicolo di aggiornamento a cura del C.A.I.
1980, Gran Paradiso / Parco Nazionale, 3^ ed.
autori Emanuele Andreis, Renato Chabod e Mario C. Santi
aggiornamento di Renato Chabod, Ugo Manera e Corradino Rabbi

1942, Sassolungo Catinaccio Latemar (copertina in cartone)


autore Arturo Tanesini
1942, Sassolungo Catinaccio Latemar (ristampa del 1953)
autore Arturo Tanesini
2001, Sassolungo / Dolomiti fra Gardena e Fassa, 2^ ed.
autore Ivo Rabanser
questo volume contiene la dedica :
A Lisa

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1943, Gran Sasso d’Italia (copertina in cartone)


autori Carlo Landi Vittorj e Stanislao Pietrostefani
1962, Gran Sasso d’Italia, 2^ ed.
autori Carlo Landi Vittorj e Stanislao Pietrostefani
1972, Gran Sasso d’Italia, 3^ ed.
autori Carlo Landi Vittorj e Stanislao Pietrostefani
1992, Gran Sasso d’Italia, 4^ ed.
autori Luca Grazzini e Paolo Abbate
1992, Gran Sasso d’Italia, 4^ ed. (ristampa del 1995)
autori Luca Grazzini e Paolo Abbate

1948, Prealpi Comasche Varesine Bergamasche (copertina in cartone)


autore Silvio Saglio
1948, Prealpi Comasche Varesine Bergamasche
autore Silvio Saglio

1949, Dolomiti di Brenta


autore Ettore Castiglioni
1977, Dolomiti di Brenta, 2^ ed.
autori Gino Buscaini ed Ettore Castiglioni
1977, Dolomiti di Brenta, 2^ ed. (ristampa del 2000)
autori Gino Buscaini ed Ettore Castiglioni

1950, Dolomiti Orientali, vol. I, 3^ ed.


autore Antonio Berti
L’autore aveva pubblicato a Verona nel 1908 la 1^ edizione italiana sulle Dolomiti Orientali e
nel 1928, nella prima serie della Guida dei Monti d’Italia, la seconda; gli risultò pertanto ovvio
licenziare questo volume come 3^ edizione.
1956, Dolomiti Orientali, vol. I, 3^ ed. con aggiornamenti inseriti nel volume
autore Antonio Berti
1956, Dolomiti Orientali, vol. I, 3^ ed. con aggiornamenti allegati ma fascicolati a parte
autore Antonio Berti
1971, Dolomiti Orientali, vol. I – parte I, 4^ ed.
autore Antonio Berti
aggiornamento di Camillo Berti, Tito Berti e Carlo Gandini
1971, Dolomiti Orientali, vol. I – parte I, 4^ ed. (ristampa del 1973)
autore Antonio Berti
aggiornamento di Camillo Berti, Tito Berti e Carlo Gandini
1973, Dolomiti Orientali, vol. I – parte II, 4^ ed.
autore Antonio Berti
aggiornamento di Camillo Berti, Tito Berti e Carlo Gandini
1971, Dolomiti Orientali, vol. I – parte I, 4^ ed. (ristampa del 1999)
autore Antonio Berti
aggiornamento di Camillo Berti, Tito Berti e Carlo Gandini

1961, Dolomiti Orientali, vol. II, 3^ ed. (opera postuma)


autore Antonio Berti
1982, Dolomiti Orientali, vol. II, 4^ ed.
autori Antonio e Camillo Berti
1982, Dolomiti Orientali, vol. II, 4^ ed. (ristampa del 2000)
autori Antonio e Camillo Berti

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1954, Adamello
autori Silvio Saglio e Gualtiero Laeng
1984, Adamello, vol. I, 2^ ed.
autore Pericle Sacchi
1986, Adamello, vol. II, 2^ ed.
autore Pericle Sacchi

1954, Alpi Carniche


autore Ettore Castiglioni
1988, Alpi Carniche, vol. I, 2^ ed.
autori Attilio De Rovere e Mario Di Gallo
1995, Alpi Carniche, vol. II, 2^ ed.
autori Attilio De Rovere e Mario Di Gallo

1955, Appennino Centrale


autore Carlo Landi Vittorj
1989, Appennino Centrale, vol. I, 2^ ed.
autore Rodolfo Landi Vittorj

1957, Alpi Orobie


autori Silvio Saglio, Alfredo Corti e Bruno Credaro

1958, Alpi Apuane


autori Angelo Nerli e Attilio Sabbadini
1979, Alpi Apuane, 2^ ed.
autori Euro Montagna, Angelo Nerli ed Attilio Sabbadini
1979, Alpi Apuane, 2^ ed. (ristampa del 1998)
autori Euro Montagna, Angelo Nerli ed Attilio Sabbadini

1959, Bernina
autore Silvio Saglio
1996, Bernina, 2^ ed.
autori Nemo Canetta e Giuseppe Miotti
questo volume contiene la dedica :
Al Prof. Alfredo Corti
primo ed insuperato
studioso di queste montagne
gli autori

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1960, Monte Rosa


autori Silvio Saglio e Felice Boffa
1991, Monte Rosa, 2^ ed.
autore Gino Buscaini
1991, Monte Rosa, 2^ ed. (ristampa del 1997 in canapa)
autore Gino Buscaini
1991, Monte Rosa, 2^ ed. (ristampa del 2002)
autore Gino Buscaini

1963, Monte Bianco, vol. I


autori Renato Chabod, Lorenzo Grivel e Silvio Saglio
questo volume contiene la dedica :
Questa guida è dedicata al
Primo Centenario
del Club Alpino Italiano
1963, Monte Bianco, vol. I (ristampa del 1974)
autori Renato Chabod, Lorenzo Grivel e Silvio Saglio
questo volume contiene la dedica :
Questa guida è dedicata al
Primo Centenario
del Club Alpino Italiano
1963, Monte Bianco, vol. I
autori Renato Chabod, Lorenzo Grivel e Silvio Saglio
1994, Monte Bianco, vol. I, 2^ ed.
autore Gino Buscaini
1994, Monte Bianco, vol. I, 2^ ed. (ristampa del 1995 in canapa)
autore Gino Buscaini

1968, Monte Bianco, vol. II


autori Renato Chabod, Lorenzo Grive, Silvio Saglio e Gino Buscaini
1968, Monte Bianco, vol. II (ristampa del 1983)
autori Renato Chabod, Lorenzo Grive, Silvio Saglio e Gino Buscaini

1970, Alpi Pennine, vol. II


autore Gino Buscaini
1970, Alpi Pennine, vol. II (ristampa del 2000)
autore Gino Buscaini

1971, Alpi Pennine, vol. I


autore Gino Buscaini
1971, Alpi Pennine, vol. I (ristampa del 1983)
autore Gino Buscaini

1974, Alpi Giulie


autore Gino Buscaini
1974, Alpi Giulie Italiane e Slovene (ristampa del 2000)
autore Gino Buscaini

1978, Piccole Dolomiti – Pasubio


autore Gianni Pieropan
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1978, Presanella
autore Dante Ongari
questo volume contiene la dedica :
alla memoria dell’amico Gualtiero Laeng
di Brescia, studioso del Gruppo

1980, Alpi Graie Meridionali


autori Giulio Berutto e Lino Fornelli

1981, Alpi Liguri


autori Euro Montagna e Lorenzo Montaldo
questo volume contiene la dedica :
Questa Guida è dedicata
al primo centenario
della Sezione Ligure del CAI

1982, Alpi Cozie Centrali


autore Eugenio Ferreri

1982, Schiara
autore Piero Rossi

1983, Pelmo e Dolomiti di Zoldo


autori Giovanni Angelini e Pietro Sommavilla
1983, Pelmo e Dolomiti di Zoldo (ristampa del 1998)
autori Giovanni Angelini e Pietro Sommavilla

1984, Ortles Cevedale / Parco Nazionale dello Stelvio


autore Gino Buscaini
1984, Ortles Cevedale / Parco Nazionale dello Stelvio (ristampa del 1997 in canapa)
autore Gino Buscaini

1985, Alpi Cozie Settentrionali


autori Roberto Aruga, Pietro Losana e Alberto Re

1985, Alpi Graie Centrali


autore Alessandro Giorgetta

- pagina 92 -
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1986, Alpi Lepontine / Sempione Formazza Vigezzo


autore Renato Armelloni
1986, Alpi Lepontine / Sempione Formazza Vigezzo (ristampa del 1998)
autore Renato Armelloni

1987, Monte Viso – Alpi Cozie Meridionali


autore Michelangelo Bruno
1987, Monte Viso – Alpi Cozie Meridionali (ristampa del 1998)
autore Michelangelo Bruno

1991, Andolla Sempione


autore Renato Armelloni

1997, Alpi Pusteresi / Vedrette di Ries


autori Fabio Cammelli e Werner Beikircher

1997, Alpi Retiche / Cima di Piazzi – Piz Sesvenna


autore Renato Armelloni

1997, Sardegna
autore Maurizio Oviglia
questo volume contiene la dedica :
A mio padre Francesco,
la sua inestinguibile
passione per la montagna
vive oggi nel mio cuore
l’autore

1999, Mesolcina Spluga / Monti dell’Alto Lario


autori Alessandro Gogna e Angelo Recalcati

2001, Sicilia
autori Giuseppe Maurici e Roby Manfrè Scuderi
questo volume contiene la dedica :
In ricordo di Roby
e a mio figlio Michele
che non lo ha conosciuto

2002, Alpi Aurine / Brennero – Gran Pilastro Vetta d’Italia


autori Fabio Cammelli e Werner Beikircher

- pagina 93 -
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2003, Appennino Ligure e Tosco-Emiliano


autori Marco Salvo e Daniele Canossini

2004, Prealpi Bresciane


autore Fausto Camerini

- pagina 94 -
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APPENDICE

ELENCO DEI VOLUMI PUBBLICATI

- pagina 95 -
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Legenda del tipo di copertina

A - 1^ periodo, dal 1914 al 1929, in tela editoriale rosso scuro e scritte oro
- in alto : nome regione/regioni
- al centro : GUIDA D'ITALIA DEL TOURING CLUB ITALIANO

B - 2^ periodo, dal 1930 al 1937, in tela editoriale rosso vivo e scritte oro
- in alto : GUIDA D'ITALIA DEL TOURING CLUB ITALIANO
- al centro : nome regione/città

- in alto per Argentina… : GUIDA DELL’AMERICA LATINA DEL T.C.I.


- al centro per Argentina… : nomi stati

C - 3^ periodo, dal 1938 al 1945, in tela rosso vivo e scritte oro


- in alto : GUIDA D'ITALIA
- al centro : nome regione/città
- in basso : CONSOCIAZIONE TURISTICA ITALIANA

D - 4^ periodo, dal 1945 ad oggi, in tela rosso vivo e scritte oro


- in alto : GUIDA D'ITALIA
- al centro : nome regione/città
- in basso : TOURING CLUB ITALIANO

E - Guide Estere 1941-1943 (Grecia, Croazia, Tunisia)


- in alto : CONSOCIAZIONE TURISTICA ITALIANA
- al centro : nome stato

M - Varianti Militari Guide Estere 1940-1941 (Albania, Grecia)


- in alto : intestazione particolare
- al centro : nome stato
- in basso : CONSOCIAZIONE TURISTICA ITALIANA

Z - grafica di copertina T.C.I./C.T.I. diversa da A, B, C, D, E, M

- pagina 96 -
Dott. Fabio Ghersi - via Sturla 33/3 - 16131 Genova - tel. 3282724206
La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

LE GUIDE ROSSE
Piemonte, Lombardia, Canton Ticino (volume unico) :
- A 1914, 1^ ed. di 150.000 Capriolo e Massimino
- A 1914, 1^ ed. di 150.000 Capriolo e Massimino 25/12/1914, data incollata
- A 1914, 1^ ed. di 150.000 Capriolo e Massimino 25/12/1914
- A 1915, 2^ serie 1^ ed. Capriolo e Massimino 31/05/1915
- volume suddiviso in tre fascicoli fascicolo I
- volume suddiviso in tre fascicoli fascicolo II
- volume suddiviso in tre fascicoli fascicolo III

annesso al volume unico ("L'Arte in Italia, Torino e Milano") :


- Z 1914, 1^ ed. di 150.000 Capriolo e Massimino
- Z 1914, 1^ ed. di 150.000 Capriolo e Massimino 25/12/1914, data incollata
- Z 1914, 1^ ed. di 150.000 Capriolo e Massimino 25/12/1914
- Z 1915, 2^ serie 1^ ed. Capriolo e Massimino 31/05/1915

Piemonte, Lombardia, Canton Ticino (in due volumi) :


- A 1916, 2^ ed. 50.000 (150-200) Capriolo e Massimino 01/11/1915, parte I
- A 1916, 2^ ed. 50.000 (150-200) Capriolo e Massimino 01/11/1915, parte II
- A 1923, 3^ ed. 20.000 (200-220) Capriolo e Massimino parte I
- A 1923, 3^ ed. 20.000 (200-220) Capriolo e Massimino parte II
- A 1925, 4^ ed. 15.000 (220-235) Sironi volume I
- A 1925, 4^ ed. 15.000 (220-235) Sironi volume II
- A 1926, 4^ ed. 25.000 (220-245) Sironi volume I
- A 1926, 4^ ed. 25.000 (220-245) Sironi volume II
- A 1926, 5^ ed. 25.000 (220-245) Sironi volume I, edizione errata
- A 1926, 5^ ed. 25.000 (220-245) Sironi volume II, edizione errata

Liguria, Toscana Settentrionale ed Emilia :


- A 1916, 1^ ed. di 200.000 Capriolo e Massimino 01/07/1916, volume I
- A 1916, 1^ ed. di 200.000 Capriolo e Massimino 01/07/1916, volume II

Liguria, Toscana a Nord dell'Arno ed Emilia :


- A 1924, 2^ ed. 20.000 (200-220) Capriolo e Massimino volume I
- A 1924, 2^ ed. 20.000 (200-220) Capriolo e Massimino volume II
- A 1924, 2^ ed. 20.000 (200-220) Sironi volume I
- A 1924, 2^ ed. 20.000 (200-220) Sironi volume II

Le Tre Venezie (in due volumi) :


- A 1920, 1^ ed. di 200.000 Mondaini 01/11/1920, volume I
- A 1920, 1^ ed. di 200.000 Mondaini 01/11/1920, volume II
- Nota sui criteri adottati per i toponimi nella guida de "Le Tre Venezie", 1920, in 8°, 42 pagg.

Le Tre Venezie (in tre volumi) :


- A 1925, 2^ ed. 20.000 (200-220) Stampa Commerciale volume I
- A 1925, 2^ ed. 20.000 (200-220) Stampa Commerciale volume II
- A 1925, 2^ ed. 20.000 (200-220) Stampa Commerciale volume III
- A 1925, 2^ ed. 25.000 (220-225) Mondaini volume I
- A 1925, 2^ ed. 25.000 (220-225) Mondaini volume II
- A 1925, 2^ ed. 25.000 (220-225) Mondaini volume III

- pagina 97 -
Dott. Fabio Ghersi - via Sturla 33/3 - 16131 Genova - tel. 3282724206
La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Italia Centrale, volume I :


- A 1924, 1^ ed. di 300.000 Mondaini 01/08/1924

Italia Centrale, volume II:


- A 1922, 1^ ed. di 200.000 Sironi 01/04/1922
- A 1922, ristampa 35.000 (200-235) Sironi 01/11/1922
- A 1929, 2^ ed. Calamandrei
- B 1929, 2^ ed. Calamandrei

Italia Centrale, volume III :


- A 1923, 1^ ed. di 250.000 Sironi 01/05/1923
- A 1923, 1^ ristampa 50.000 (250-300) Sironi 01/11/1923

Italia Centrale, volume IV, con a parte fascicolo con pianta di Roma :
- A 1925, 1^ ed. di 320.000 Sironi 01/05/1925
- A 1925, 1^ ed. di 350.000 Sironi 01/05/1925
- A 1925, 1^ ed. di 360.000 Sironi 15/01/1926
- A 1925, 1^ ed. di 360.000 Sironi 15/01/1926 logo orizzontale

Italia Meridionale, volume I :


- A 1926, 1^ ed. di 400.000 Sironi 20/10/1926

Italia Meridionale, volume II :


- A 1927, 1^ ed. di 400.000 Sironi 15/08/1927

Italia Meridionale, volume III :


- A 1928, 1^ ed. di 400.000 Sironi luglio 1928

Piemonte :
- B 1930, 5^ ed. 20.000 (245-265) Capriolo e Massimino
- C 1940, 6^ ed. 10.000 (265-275) Colombi
- C 1940, 6^ ed. 10.000 (265-275) rist. 1944 Colombi
- D 1940, 6^ ed. 10.000 (265-275) rist. 1946 Colombi
- D 1940, 6^ ed. 10.000 (265-275) rist. 1950 Colombi
- D 1940, 6^ ed. 12.000 (265-277) rist. 1953 Colombi
- D 1940, 6^ ed. 14.000 (265-279) rist. 1955 Colombi
- D 1961, 7^ ed. 10.000 (280-289) Vallardi
- D 1961, 7^ ed. 13.000 (280-292) rist. 1968 Alfieri e Lacroix
- D 1961, 7^ ed. 15.000 (280-294) rist. 1972 IGIS
- D 1961, 7^ ed. 17.000 (280-297) rist. 1973 Garzanti
- D 1976, 8^ ed. Garzanti
- D 1976, 8^ ed. rist. 1979 Garzanti
- D 1976, 8^ ed. rist. 1999 Grafico Ambrosiano

Torino e Valle d'Aosta :


- D 1959, 7^ ed. 10.000 (261-270) Vallardi
- D 1959, 7^ ed. 15.000 (261-275) rist. 1965 Vallardi
- D 1959, 7^ ed. rist. 1965 Alfieri e Lacroix
- D 1975, 2^ ed. Grafico Linate edizione errata
- D 1975, 2^ ed. rist. 1978 Garzanti edizione errata
- D 1975, 2^ ed. rist. 1983 Grafico Linate edizione errata
- D 1975, 2^ ed. rist. 1986 Grafico Linate edizione errata
- D 1996, 9^ ed. Grafico Linate
- D 2001, 9^ ed. rist. agg. Grafico Ambrosiano

- pagina 98 -
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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Milano e dintorni :
- B 1931, ed. Mondaini

Milano e Laghi :
- D 1956, 7^ ed. 15.000 (296-310) Stucchi
- D 1967, 8^ ed. 10.000 (311-320) Vallardi
- D 1967, 8^ ed. 17.500 (311-327) rist. 1973 Stucchi
- D 1967, 8^ ed. 24.500 (311-334) rist. 1978 Grafico Linate
- D 1967, 8^ ed. 24.500 (311-344) rist. 1983 Grafico Linate

Milano :
- D 1985, 9^ ed. Grafico Linate
- D 1985, 9^ ed. rist. 1986 Grafico Linate
- D 1985, 9^ ed. rist. 1994 Grafico Linate
- D 1998, 10^ ed. Grafico Linate
- D 2000, 10^ ed. rist. agg. Grafico Linate
- D 2000, 10^ ed. agg. rist. 2003 Centro Poligrafico Milano brossura rossa

Lombardia :
- B 1930, 5^ ed. 20.000 (245-265) Mondaini
- B 1930, 5^ ed. 20.000 (245-265) rist. 1930 Mondaini
- C 1939, 6^ ed. 20.000 (265-285) Colombi frontespizio con Bertarelli
- C 1939, 6^ ed. 20.000 (265-285) Colombi frontespizio senza Bertarelli
- C 1939, 6^ ed. 20.000 (265-285) rist. 1944 Colombi
- D 1939, 6^ ed. 20.000 (265-285) rist. 1946 Colombi
- D 1954, 7^ ed. 10.000 (286-295) Stucchi
- D 1954, 7^ ed. 15.000 (286-300) rist. 1963 Stucchi
- D 1970, 8^ ed. 9.000 (296-305) Colombi
- D 1970, 8^ ed. 17.000 (296-313) rist. 1975 Garzanti
- D 1970, 8^ ed. 27.000 (296-323) rist. 1979 Colombi
- D 1970, 8^ ed. 27.000 (296-323) rist. 1979 Grafico Linate
- D 1970, 8^ ed. 32.000 (296-328) rist. 1982 Grafico Linate
- D 1970, 8^ ed. 32.000 (296-328) rist. 1984 Grafico Linate
- D 1970, 8^ ed. 39.000 (296-335) rist. 1985 Grafico Linate
- D 1987, 9^ ed. Grafico Linate
- D 1987, 9^ ed. rist. 1999 Grafico Linate
- D 1999, 10^ ed. Grafico Linate

Venezia e dintorni :
- D 1951, 1^ ed. 20.000 (1-20) Colombi
- D 1951, 1^ ed. 20.000 (1-20) rist. 1956 Colombi
- D 1951, 1^ ed. 21.000 (1-21) rist. 1964 Colombi
- D 1969, 2^ ed. 12.000 (22-34) Colombi
- D 1969, 2^ ed. 24.000 (22-46) rist. 1973 Garzanti
- D 1969, 2^ ed. 34.000 (22-56) rist. 1978 Grafico Linate
- D 1969, 2^ ed. Grafico Linate

Venezia :
- D 1985, 3^ ed. Grafico Linate
- D 1985, 3^ ed. rist. 1986 Grafico Linate

- pagina 99 -
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Veneto :
- B 1932, 3^ ed. 10.000 (225-235) Capriolo e Massimino
- C 1932, 3^ ed. 10.000 (225-235) Capriolo e Massimino frontespizio T.C.I.
- C 1932, 3^ ed. 10.000 (225-235) Briantea Airoldi
- C 1932, 3^ ed. 10.000 (225-235) rist. 1944 Briantea Airoldi
- D 1932, 3^ ed. 10.000 (225-235) rist. 1947 Buzzetti
- D 1954, 4^ ed. 10.000 (236-245) Vallardi
- D 1954, 4^ ed. 14.000 (236-249) rist. 1963 Vallardi
- D 1969, 5^ ed. 10.000 (249-259) Colombi
- D 1969, 5^ ed. 20.000 (249-269) rist. 1974 Garzanti
- D 1969, 5^ ed. 20.000 (249-269) rist. 1978 Grafico Linate
- D 1969, 5^ ed. 30.000 (249-279) rist. 1978 Grafico Linate
- D 1969, 5^ ed. 40.000 (249-289) rist. 1981 Grafico Linate
- D 1969, 5^ ed. 50.000 (249-299) rist. 1984 Grafico Linate
- D 1969, 5^ ed. 50.500 (249-300) rist. 1986 Grafico Linate
- D 1969, 5^ ed. rist. 1987 ISBN
- D 1992, 6^ ed. Grafico Linate
- D 1992, 6^ ed. rist. 2000 Grafico Ambrosiano

Venezia Tridentina e Cadore :


- B 1932, 3^ ed. 10.000 (225-235) Mondaini copertina Ven. Tridentina
- B 1932, 3^ ed. 10.000 (225-235) Mondaini copertina Ven. Trid. e Cad.
- C 1939, 4^ ed. 10.000 (235-245) Colombi
- C 1939, 4^ ed. 10.000 (235-245) rist. 1944 Colombi
- D 1939, 4^ ed. 10.000 (235-245) rist. 1947 Colombi
- D 1939, 4^ ed. 10.000 (235-245) rist. 1952 Colombi

Venezia Tridentina :
- D 1958, 5^ ed. 15.000 (246-260) Stucchi

Trentino Alto Adige :


- D 1976, 6^ ed. Garzanti
- D 1976, 6^ ed. rist. 1977 Garzanti
- D 1976, 6^ ed. rist. 1984 Grafico Linate
- D 1976, 6^ ed. rist. 1992 Grafico Linate
- D 1976, 6^ ed. rist. 2002 Grafico Ambrosiano

Venezia Giulia e Dalmazia :


- B 1934, 3^ ed. 10.000 (225-235) Mondaini

Venezia Giulia :
- C 1934, 3^ ed. 10.000 (225-235) Colombi frontespizio T.C.I.
- C 1934, 3^ ed. 10.000 (225-235) rist. 1944 Perego
- D 1934, 3^ ed. 10.000 (225-235) rist. 1950 Perego
- D 1934, 3^ ed. 10.000 (225-235) rist. 1954 Allegretti frontespizio C.T.I.

Dalmazia :
- C 1934/1942, 1^ ed. Colombi tela editoriale
- C 1934/1942, 1^ ed. Colombi
- Z 1934/1942, 1^ ed. Colombi cartoncino verde, scritte argento
(edizione speciale per le compagnie del Gruppo Finmare - Italia - Linee Triestine per
l'Oriente - Adriatica -Tirrenia)
- D 1934/1942

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Friuli Venezia Giulia :


- D 1963, 4^ ed. 10.000 (236-245) Stucchi
- D 1963, 4^ ed. 10.000 (236-245) Vallardi
- D 1963, 4^ ed. 10.000 (236-245) rist. 1966 Stucchi
- D 1963, 4^ ed. 10.000 (236-247) rist. 1972 Colombi
- D 1963, 4^ ed. 15.000 (236-252) rist. 1974 Stucchi
- D 1963, 4^ ed. 19.000 (236-236) rist. 1978 Grafico Linate
- D 1982, 5^ ed. Grafico Linate
- D 1982, 5^ ed. rist. 1984 Grafico Linate

Liguria :
- B 1933, 3^ ed. 10.000 (220-230) Calamandrei
- C 1933, 3^ ed. 10.000 (220-230) rist. 1942 Calamandrei
- C 1933, 3^ ed. 10.000 (220-230) rist. 1943 Unione Tipografica
- D 1933, 3^ ed. 10.000 (220-230) rist. 1947 Buzzetti
- D 1952, 4^ ed. 10.000 (231-240) Vallardi
- D 1952, 4^ ed. 5.000 (241-245) rist. 1959 Vallardi
- D 1967, 5^ ed. 10.000 (246-256) Colombi
- D 1967, 5^ ed. 15.000 (246-261) rist. 1973 IGIS
- D 1967, 5^ ed. 22.000 (246-268) rist. 1976 Grafico Linate
- D 1967, 5^ ed. 27.000 (246-273) rist. 1980 Grafico Linate
- D 1982, 6^ ed. Grafico Linate
- D 1982, estratto della 6^ edizione
- D 1982, 6^ ed. rist. 1995 Grafico Linate

Emilia Romagna :
- B 1935, 3^ ed. 10.000 (220-230) Capriolo e Massimino
- C 1935, 3^ ed. 10.000 (220-230) rist. 1944 Perego
- D 1935, 3^ ed. 10.000 (220-230) rist. 1948 Colombi
- D 1957, 4^ ed. 15.000 (231-245) Stucchi
- D 1971, 5^ ed. 11.000 (245-256) Vallardi
- D 1971, 5^ ed. 21.000 (245-266) rist. 1975 Garzanti
- D 1971, 5^ ed. 36.000 (245-281) rist. 1979 Grafico Linate
- D 1971, 5^ ed. 40.000 (245-285) rist. 1983 Grafico Linate
- D 1971, 5^ ed. 41.000 (245-286) rist. 1985 Grafico Linate
- D 1971, 5^ ed. rist. 1986 ISBN
- D 1971, 5^ ed. rist. 1987 ISBN
- D 1971, 5^ ed. rist. 1988 ISBN
- D 1991, 6^ ed. Grafico Linate
- D 1991, 6^ ed. rist. 1994 Grafico Linate
- D 1998, 6^ ed. rist. agg. Grafico Alma

- pagina 101 -
Dott. Fabio Ghersi - via Sturla 33/3 - 16131 Genova - tel. 3282724206
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Toscana :
- B 1935, 2^ ed. 10.000 (300-310) Capriolo e Massimino
- C 1935, 2^ ed. 10.000 (300-310) Capriolo e Massimino
- C 1935, 2^ ed. 10.000 (300-310) rist. 1944 Briantea Airoldi
- D 1935, 2^ ed. 10.000 (300-310) rist. 1948 Archetipografia
- D 1935, 2^ ed. 15.000 (300-315) rist. 1952 Buzzetti
- D 1935, 2^ ed. 15.000 (300-315) rist. 1954 Allegretti
- D 1959, 3^ ed. 15.000 (315-330) Stucchi
- D 1959, 3^ ed. 20.000 (315-335) rist. 1967 Unione Tipografica
- D 1959, 3^ ed. 24.000 (335-339) rist. 1970 Colombi
- D 1974, 4^ ed. 10.000 (341-351) Garzanti
- D 1974, 4^ ed. rist. 1977 Garzanti
- D 1974, 4^ ed. rist. 1980 Garzanti
- D 1974, 4^ ed. rist. 1984 Grafico Linate
- D 1974, 4^ ed. rist. 1986 Grafico Linate
- D 1974, 4^ ed. rist. 1989 Grafico Linate
- D 1974, 4^ ed. rist. 1995 Grafico Linate
- D 1997, 5^ ed. Grafico Linate
- D 1997, 5^ ed. rist. 2003 Centro Poligrafico Milano brossura rossa

Firenze e dintorni :
- B 1937, 3^ ed. 10.000 (351-360) Calamandrei
- C 1937, 3^ ed. 10.000 (351-360) Calamandrei tela editoriale
- D 1937, 3^ ed. 10.000 (351-360) rist. 1945 Colombi
- D 1937, 3^ ed. 15.000 (351-365) rist. 1948 Colombi
- D 1950, 4^ ed. 20.000 (365-385) Colombi
- D 1950, 4^ ed. 20.000 (365-385) rist. 1956 Allegretti
- D 1964, 5^ ed. 12.000 (386-397) Stucchi
- D 1974, 6^ ed Garzanti
- D 1974, 6^ ed. rist. 1975 Garzanti
- D 1974, 6^ ed. rist. 1980 Garzanti
- D 1974, 6^ ed. rist. 1984 Grafico Linate

Firenze e provincia :
- D 1993, 7^ ed. Grafico Linate
- D 1993, 7^ ed. rist. 1999 Grafico Ambrosiano

Marche :
- B 1937, 2^ ed. 10.000 (311--320) Mondaini
- C 1937, ed. Calamandrei logo interno rovesciato
- D 1937, 2^ ed. 10.000 (311-320) rist. 1946 Colombi
- D 1937, 2^ ed. 10.000 (311-320) rist. 1954 Allegretti
- D 1962, 3^ ed. 10.000 (321-330) Stucchi
- D 1962, 3^ ed. 10.000 (321-330) rist. 1970 Alfieri e Lacroix
- D 1962, 3^ ed. 15.000 (321-335) rist. 1974 Garzanti
- D 1979, 4^ ed. Garzanti
- D 1979, 4^ ed. rist. 1987 ISBN
- D 1979, 4^ ed. rist. 2001 Grafico Ambrosiano

- pagina 102 -
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Umbria :
- B 1937, 2^ ed. 10.000 (321-330) Calamandrei
- C 1937, 3^ ed. 10.000 (321-330) Calamandrei edizione errata, tela editor.
- C 1937, 3^ ed. 10.000 (321-330) Calamandrei edizione errata
- D 1937, 3^ ed. 10.000 (321-330) rist. 1946 Perego edizione errata
- D 1950, 3^ ed. 20.000 (331-350) Colombi
- D 1950, 3^ ed. 20.000 (331-350) rist. 1959 Vallardi-
- D 1966, 4^ ed. 10.000 (351-360) Stucchi
- D 1966, 4^ ed. 10.000 (351-360) rist. 1970 Alfieri e Lacroix
- D 1966, 4^ ed. 16.000 (351-366) rist. 1973 Stucchi
- D 1966, 4^ ed. 25.000 (351-375) rist. 1974 Garzanti
- D 1978, 5^ ed. Garzanti
- D 1978, 5^ ed. rist. 1981 Garzanti
- D 1978, 5^ ed. rist. 1994 Grafico Linate
- D 1999, 6^ ed. Grafico Ambrosiano
- D 1999, 6^ ed. rist. 2002 Grafico Ambrosiano brossura rossa

Lazio :
- B 1935, 2^ ed. 10.000 (300-310) Mondaini
- C 1935, 2^ ed. 10.000 (300-310) rist. 1944 Perego
- D 1935, 2^ ed. 10.000 (300-310) rist. 1952 Vallardi
- D 1935, 2^ ed. 15.000 (300-315) rist. 1954 Allegretti frontespizio C.T.I.
- D 1964, 3^ ed. 9.000 (316-324) Stucchi
- D 1964, 3^ ed. 14.000 (316-329) rist. 1969 Alfieri e Lacroix
- D 1964, 3^ ed. 19.000 (316-334) rist. 1972 Stucchi
- D 1964, 3^ ed. 24.000 (316-339) rist. 1974 Garzanti
- D 1964, 3^ ed. 28.000 (316-344) rist. 1977 Grafico Linate
- D 1964, 3^ ed. 31.000 (316-347) rist. 1979 Grafico Linate
- D 1964, 3^ ed. 34.000 (316-350) Grafico Linate
- D 1964, 3^ ed. Stucchi
- D 1981, 4^ ed. Grafico Linate
- D 1981, 4^ ed. rist. 1984 Grafico Linate
- D 1981, 4^ ed. rist. 1987 ISBN
- D 1981, 4^ ed. rist. 1996 Grafico Linate
- D 1981, 4^ ed. rist. 1999 Grafico Ambrosiano

- pagina 103 -
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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Roma e dintorni :
- B 1931, 2^ ed. 10.000 (350-360) Mondaini
- B 1933, 3^ ed. 10.000 (360-370) Mondaini
- B 1934, 3^ ed. 10.000 (360-370) Mondaini
- C 1938, 4^ ed. 10.000 (371-380) Colombi tela editoriale
- C 1938, 4^ ed. 10.000 (371-380) Colombi
- D 1938, 4^ ed. 15.000 (371-385) rist. 1946 Perego
- D 1938, 4^ ed. 16.000 (371-386) rist. 1947 Colombi
- D 1950, 5^ ed. 20.000 (395-415) Colombi
- D 1950, 5^ ed. 20.000 (395-415) rist. 1950 Colombi
- D 1950, 5^ ed. 30.000 (395-425) rist. 1954 Colombi
- D 1950, 5^ ed. 40.000 (395-435) rist. 1957 Colombi
- D 1962, 6^ ed. 15.000 (436-450) Stucchi
- D 1965, 6^ ed. 25.000 (436-460) rist. agg. Stucchi
- D 1965, 6^ ed. 35.000 (436-470) 3^ rist. Alfieri e Lacroix
- D 1965, 6^ ed. 41.000 (436-476) 4^ rist. Alfieri e Lacroix
- D 1965, 6^ ed. 50.000 (436-485) 5^ rist. Stucchi
- D 1965, 6^ ed. 65.000 6^ rist. 1974 Garzanti
- D 1977, 7^ ed. Garzanti
- D 1977, 7^ ed. rist. 1984 Grafico Linate
- D 1977, 7^ ed. rist. 1985 Grafico Linate
- D 1977, 7^ ed. rist. 1990 ISBN

Roma :
- D 1993, 8^ ed. Grafico Linate
- D 1993, 8^ ed. rist. 1995 Grafico Linate
- D 1999, 9^ ed. Grafico Ambrosiano
- D 1999, 9^ ed. rist. 2002 Grafico Ambrosiano brossura rossa

Abruzzo e Molise :
- C 1938, 2^ ed. 10.000 (361-370) Unione Tipografica tela editoriale
- C 1938, 2^ ed. 10.000 (361-370) Unione Tipografica
- D 1938, 2^ ed. 10.000 (361-370) rist. 1951 Colombi
- D 1938, 2^ ed. 10.000 (361-370) rist. 1956 Colombi
- D 1965, 3^ ed. 8.000 (371-378) Colombi
- D 1965, 3^ ed. 13.000 (371-384) Stucchi
- D 1965, 3^ ed. rist. 1975 Garzanti
- D 1979, 4^ ed. Grafico Linate
- D 1979, 4^ ed. rist. 1987 ISBN
- D 1979, 4^ ed. rist. 2000 Grafico Ambrosiano

Campania :
- C 1940, 2^ ed. 10.000 (401-410) Colombi
- D 1940, 2^ ed. 10.000 (401-410) rist. 1945 Colombi
- D 1963, 3^ ed. 5.000 (411-415) Stucchi
- D 1963, 3^ ed. 14.500 (411-429) Garzanti
- D 1963, 5^ ed. 17.500 (411-428) rist. 1977 Grafico Linate edizione errata
- D 1963, 5^ ed. 20.500 (411-431) rist. 1979 Grafico Linate edizione errata
- D 1981, 4^ ed. Grafico Linate
- D 1981, 4^ ed. rist. 1984 Grafico Linate
- D 1981, 4^ ed. rist. 1997 Grafico Linate
- D 1981, 4^ ed. rist. 2002 Grafico Ambrosiano

- pagina 104 -
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Napoli e dintorni :
- B 1931, 2^ ed. 10.000 (400-410) Calamandrei
- C 1938, 3^ ed. 10.000 (411-420) Calamandrei tela editoriale
- C 1938, 3^ ed. 10.000 (411-420) Calamandrei
- D 1938, 3^ ed. 10.000 (411-420) rist. 1946 Unione Tipografica
- D 1938, 3^ ed. 10.000 (411-420) rist. 1949 Perego
- D 1938, 3^ ed. 10.000 (411-420) rist. 1952 Vallardi
- D 1938, 3^ ed. 15.000 (411-425) rist. 1954 Allegretti
- D 1960, 4^ ed. 10.000 (426-435) Stucchi
- D 1960, 4^ ed. rist. 1970 Alfieri e Lacroix
- D 1976, 5^ ed. Garzanti
- D 1976, 5^ ed. rist. 1979 Garzanti
- D 1976, 5^ ed. rist. 1988 Grafico Linate
- D 2001, 6^ ed. Grafico Ambrosiano

Puglia :
- C 1940, 2^ ed. 10.000 (400-410) Unione Tipografica frontespizio con Bertarelli
- C 1940, 2^ ed. 10.000 (400-410) Unione Tipografica frontespizio senza Bertarelli
- D 1940, 2^ ed. 10.000 (400-410) rist. 1951 Colombi
- D 1962, 3^ ed. 10.000 (411-420) Stucchi
- D 1962, 3^ ed. 15.000 (411-425) rist. 1966 Stucchi
- D 1962, 3^ ed. 15.000 (411-425) rist. 1966 Stucchi rilegatura rovesciata
- D 1962, 3^ ed. 10.000 (411-420) rist. 1970 Alfieri e Lacroix
- D 1962, 3^ ed. 19.000 (411-429) rist. 1973 Stucchi
- D 1962, 3^ ed. rist. 1974 Garzanti
- D 1978, 4^ ed. Garzanti
- D 1978, 4^ ed. rist. 1985 Grafico Linate
- D 1978, 4^ ed. rist. 1989 Grafico Linate

Lucania e Calabria :
- C 1938, 2^ ed. 10.000 (401-410) Calamandrei tela editoriale
- C 1938, 2^ ed. 10.000 (401-410) Colombi
- D 1938, 2^ ed. 10.000 (401-410) rist. 1947 Lucini
- D 1938, 2^ ed. 10.000 (401-410) rist. 1956 Colombi

Basilicata e Calabria :
- D 1965, 3^ ed. 10.000 (411-420) Stucchi
- D 1965, 3^ ed. 10.000 (411-420) rist. 1970 Alfieri e Lacroix
- D 1965, 3^ ed. 19.500 (411-427) rist. 1974 Garzanti
- D 1980, 4^ ed. Garzanti
- D 1980, 4^ ed. rist. 1985 Grafico Linate
- D 1980, 4^ ed. rist. 1999 Grafico Ambrosiano

Sicilia :
- A 1919, 1^ ed. di 200.000 Capriolo e Massimino 01/02/1919
- A 1919, 1^ ed. di 200.000 Capriolo e Massimino 01/02/1919, brossura rossa
- A 1919, 1^ ed. di 200.000 Capriolo e Massimino 01/02/1919, brossura blu

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Sicilia ed isole minori :


- A 1928, 2^ ed. 20.000 (201-220) Capriolo e Massimino
- B 1928, 2^ ed. 20.000 (201-220) Capriolo e Massimino
- B 1928, 2^ ed. 20.000 (201-220) Mondaini
- B 1937, 3^ ed. 10.000 (331-340) Mondaini
- B 1937, 3^ ed. 10.000 (331-340) Mondaini “Ente Primavera Siciliana”
- C 1937, 3^ ed. 10.000 (331-340) rist. 1938 Colombi
- D 1937, 3^ ed. 10.000 (331-340) rist. 1947 Colombi

Sicilia :
- D 1953, 4^ ed. 10.000 (341-350) Unione Tipografica
- D 1953, 4^ ed. 17.000 (341-358) rist. 1958 Allegretti
- D 1968, 5^ ed. 8.000 (359-366) Colombi
- D 1968, 5^ ed. 13.000 (359-371) Colombi
- D 1968, 5^ ed. 24.000 (359-382) rist. 1974 Garzanti
- D 1968, 5^ ed. 32.000 (359-391) rist. 1977 Grafico Linate
- D 1968, 5^ ed. 40.000 (359-399) rist. 1978 Grafico Linate
- D 1968, 5^ ed. 57.000 (359-416) rist. 1980 Grafico Linate
- D 1968, 5^ ed. 34.000 (359-393) rist. 1983 Grafico Gaiani
- D 1968, 5^ ed. 34.000 (359-393) rist. 1984 Grafico Gaiani
- D 1968, 5^ ed. 59.000 (359-421) rist. 1985 Grafico Linate
- D 1989, 6^ ed. Grafico Linate
- D 1989, 6^ ed. rist. 1998 Grafico Ambrosiano

Sardegna e Corsica :
- A 1929, ed. 20.000 (200-220) Mondaini

Sardegna :
- A 1918, 1^ ed. di 200.000 Capriolo e Massimino 01/08/1918
- A 1918, 1^ ed. di 200.000 Capriolo e Massimino 01/08/1918, brossura rossa
- A 1918, 1^ ed. di 200.000 Capriolo e Massimino 01/08/1918, brossura blu
- Z 1918, 1^ ed. di 200.000 Capriolo e Massimino “Banca Italiana di Sconto”
- B 1929, ed. Unione Tipografica
- B 1929, ed. Mondaini
- C 1929, senza ed. frontespizio T.C.I.
- C 1929, ed. Calamandrei
- D 1929
- D 1952, 3^ ed. 10.000 (331-340) Unione Tipografica
- D 1952, 3^ ed. 10.000 (331-340) rist. 1955 Vallardi
- D 1952, 3^ ed. 10.000 (331-340) rist. 1955 Vallardi “Assessorato Turismo,…”
- D 1952, 3^ ed. 15.000 (331-345) rist. 1958 Vallardi
- D 1967, 4^ ed. 8.000 (346-353) Stucchi
- D 1967, 4^ ed. 15.000 (346-360) rist. 1973 Stucchi
- D 1967, 4^ ed. 22.000 (346-368) rist. 1977 Grafico Linate
- D 1967, 3^ ed. 30.000 (346-376) rist. 1979 Grafico Linate
- D 1967, 3^ ed. 39.000 (346-385) rist. 1980 Grafico Linate
- D 1984, 5^ ed. Grafico Linate
- D 1984, 5^ ed. rist. 1986 Grafico Linate
- D 1984, 5^ ed. rist. 1991 Grafico Linate
- D 1984, 5^ ed. rist. 1994 Grafico Linate

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Corsica :
- C 1929, ed. Colombi tela editoriale, frontespizio T.C.I.
- C 1929, ed. Colombi
- C 1929, ed. rist. 1942 Unione Tipografica
- D 1929

Possedimenti e Colonie :
- A 1929, 1^ ed. di 400.000 Capriolo e Massimino agosto 1929
- A 1929, 1^ ed. di 400.000 Capriolo e Massimino agosto 1929, tela rossa

Rodi e le minori isole italiane dell'Egeo :


- Z 1930, ed. Capriolo e Massimino tela kaki

Libia :
- Z 1937, 2^ ed. 10.000 (341-350) Capriolo e Massimino tela marrone
- B 1937, 2^ ed. 10.000 (341-350) Capriolo e Massimino
- C 1937, 2^ ed. 10.000 (341-350) rist. 1938 Capriolo e Massimino tela editoriale
- C 1937, 2^ ed. 10.000 (341-350) rist. 1938 Capriolo e Massimino
- D 1937

Africa Orientale Italiana :


- Z 1938, 1^ ed. di 490.000 Colombi tela kaki senza decreto
- Z 1938, 1^ ed. di 490.000 Colombi tela kaki con decreto

Albania :
- C 1940, 1^ ed. di 10.000 Unione Tipografica frontespizio “C. TURISTICA I.”
- C 1940, 1^ ed. di 10.000 Unione Tipografica frontespizio “C. TVRISTICA I.”
- C 1940, 1^ ed. di 10.000 Unione Tipografica frontespizio “C. TVRISTICA I.”
- C 1940, 1^ ed. di 10.000 rist. 1941 Un. Tipografica frontespizio “C. TVRISTICA I.”
- C 1940, 1^ ed. di 10.000 rist. 1941 Un. Tipografica cartoncino rosso, scritte argento
- M 1940, ed. Unione Tipografica cartoncino rosso, scritte argento
(Stato Maggiore R. Esercito / Ufficio Propaganda R.E.)
- M 1940 , ed. Unione Tipografica cartoncino rosso, scritte argento
(Min. Affari Esteri/ Sottosegr. di Stato per gli Affari Albanesi/ Uff. Ass. Truppe Albania)
- M 1940, ed. Unione Tipografica cartoncino rosso, scritte argento
(Sottosegretariato di Stato per gli Affari Albanesi / Ufficio Assistenza Truppe Albanesi)
- C 1997, edizione di 1.000 Bolis cartoncino rosso, scritte oro
(ristampa anastatica)

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LE ALTRE GUIDE
Libia, Parte I, Tripolitania :
- Z 1923, ed. Capriolo e Massimino tela grigia
- Z 1923, senza ed. tela grigia
- Z 1923, ed. Capriolo e Massimino brossura azzurra
- Z 1923, senza ed. brossura azzurra

Libia, Parte II, Cirenaica :


- Z 1923, ed. Capriolo e Massimino tela grigia
- Z 1923, senza ed. tela grigia
- Z 1923, ed. Capriolo e Massimino brossura azzurra
- Z 1923, senza ed. brossura azzurra

Argentina, Paraguay, Uruguay in italiano (in tela editoriale rosso vivo e scritte oro) :
- B 1932, ed. Capriolo e Massimino
- B 1932, ed. Capriolo e Massimino viaggio inaugurale m/n Neptunia
- B 1932, ed. Capriolo e Massimino Omaggio della Società Italia
- B 1932, ed. Capriolo e Massimino Omaggio della Cosulich S.T.N.

Argentina, Paraguay, Uruguay in spagnolo (in tela blu e scritte oro) :


- Z 1932, ed. Capriolo e Massimino
- Z 1932, ed. Capriolo e Massimino viaje inaugural m/n Neptunia
- Z 1932, ed. Capriolo e Massimino Obsequio de Italia
- Z 1932, ed. Capriolo e Massimino Obsequio de Cosulich

Guide estere - Grecia :


- E 1941, 1^ ed. Unione Tipografica cartoncino rosso, scritte oro
- E 1941, 1^ ed. Unione Tipografica cartoncino rosso, scritte argento
datato : aprile 1941
- E 1941, 1^ ed. Unione Tipografica cartoncino rosso, scritte argento
datato : 5 aprile 1941
- E 1941, 1^ ed. Unione Tipografica cartoncino rosso, scritte argento
(all'interno dedica "ai Camerati del Corpo di Occupazione della Grecia")
- M 1941, 1^ ed. Unione Tipografica cartoncino rosso, scritte argento
(Stato Maggiore R. Esercito / Ufficio Propaganda R.E.)
- M 1941, 1^ ed. Unione Tipografica cartoncino rosso, scritte argento
(Ministero Affari Esteri / Sottosegretariato di Stato per gli Affari Albanesi)

Guide estere - Croazia :


- E 1942, 1^ ed. Colombi tela rossa, scritte oro
- E 1942, 1^ ed. Colombi cartoncino grigio, scritte rosse

Guide estere - Tunisia :


- E 1943, 1^ ed. Colombi tela rossa, scritte oro
- E 1943, 1^ ed. Colombi cartoncino rosso, scritte argento

La Verda Guidlibro - Milano kaj Lagoj de Lombardio :


- Z 1931, ed. Capriolo e Massimino tela editoriale verde

La Verda Guidlibro - Romo kaj Cirkauajoj :


- Z 1935, ed. Capriolo e Massimino tela editoriale verde

Planoj de Romo kaj de giaj monumentoj, Kartoj de la Cirkauajoj de Romo :


- Z 1935, ed. Capriolo e Massimino brossura verde
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LA GUIDA BREVE D’ITALIA


Italia Settentrionale :
- T.C.I., 1937, 1^ ed. di 480.000
- C.T.I., 1937, 1^ ed. (ristampa)
- C.T.I., 1940, 2^ ed. di 10.000 (480-490)
- T.C.I., 1948, 3^ ed. di 20.000 (500-520)
- T.C.I., 1948, 3^ ed. di 20.000 (500-520) ristampa 1948
- T.C.I., 1953, 4^ ed. di 20.000 (520-540)
- T.C.I., 1953, 4^ ed. di 20.000 (520-540) ristampa 1953
- T.C.I., 1953, 4^ ed. di 25.000 (520-545) ristampa 1954
- T.C.I., 1953, 4^ ed. di 35.000 (520-555) ristampa 1956
- T.C.I., 1953, 4^ ed. di 40.000 (500-560) ristampa 1958
- T.C.I., 1947, aggiornamento
- T.C.I., 1948, Milano e dintorni, estratto da Italia Settentrionale 3^ ed.
- T.C.I., 1953, Venezia e dintorni, estratto da Italia Settentrionale 4^ ed.

Italia Centrale :
- C.T.I., 1939, 1^ ed. di 480.000
- T.C.I., 1948, 2^ ed. di 20.000 (480-500)
- T.C.I., 1948, 2^ ed. di 20.000 (480-500) ristampa 1949
- T.C.I., 1952, 3^ ed. di 20.000 (500-520)
- T.C.I., 1952, 3^ ed. di 20.000 (500-520) ristampa 1952
- T.C.I., 1952, 3^ ed. di 20.000 (500-520) ristampa 1954
- T.C.I., 1952, 3^ ed. di 30.000 (500-530) ristampa 1956
- T.C.I., 1952, 3^ ed. di 40.000 (500-540) ristampa 1957

Italia Meridionale ed Insulare - Libia :


- C.T.I., 1940, 1^ ed. di 480.000

Italia Meridionale ed Insulare :


- T.C.I., 1951, 2^ ed. di 20.000 (480-500)
- T.C.I., 1951, 2^ ed. di 20.000 (480-500) ristampa 1953
- T.C.I., 1951, 2^ ed. di 30.000 (480-510) ristampa 1956 con parziali aggiornamenti
- T.C.I., 1951, 2^ ed. di 40.000 (480-520) ristampa 1957

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LA GUIDA D’ITALIA PER STRANIERI


Casa editrice Hachette (copertina blu) :
- L’Italie des Alpes a Rome 1922, 1^ ed.
- 1926, 2^ ed.
- Rome, l’Italie Meridionale et les Iles 1924, 1^ ed.
- 1924, 1^ ed. (edizione E.N.I.T.)
- 1924, 1^ ed. rist. 1926
- 1926, 2^ ed.
- Italie du Nord 1929, 3^ ed.
- 1938, 4^ ed. (intestazione C.T.I.)
- Italie Centrale (Rome exceptèe) 1930, 1^ ed.
- Italie Centrale et Rome 1930/1934 (edizione “composta”)
- 1935, 3^ ed.
- Italie Meridionale, Sicile et Sardaigne 1935, 2^ ed.
- Adriatique 1939, 1^ ed. (intestazione C.T.I.)
- Italie en un volume 1927, 1^ ed.
- 1932, 2^ ed.
- 1938, 3^ ed. (intestazione C.T.I.)
- 1949
- 1950
- 1952
- 1954
- 1956
- 1958
- Rome et ses environs 1934
- 1949
- 1950
- 1960
- Italy 1956
- Italien 1955

Casa editrice Hachette (copertina rossa) :


- L’Italie des Alpes a Rome 1922, 1^ ed.
- 1926, 2^ ed.
- Rome, l’Italie Meridionale et les Iles 1924, 1^ ed.
- Italie en un volume 1949
- 1950
- Rome et ses environs 1949

Casa editrice Hachette (brossura bianca ed azzurra) :


- Rome, la Ville Sainte 1950
- Sicile 1955

Casa editrice Muirhead’s (copertina blu) :


- Northern Italy - From the Alps to Rome 1924, 1^ ed.
- 1927, 2^ ed.
- Southern Italy including Rome, Sicily and Sardinia 1925, 1^ ed.
- 1930, 2^ ed.

Casa editrice Muirhead’s (copertina rossa) :


- Northern Italy - From the Alps to Rome 1924, 1^ ed.
- Southern Italy including Rome, Sicily and Sardinia 1925, 1^ ed.

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Casa editrice Muirhead’s (copertina grigia) :


- Southern Italy including Rome, Sicily and Sardinia 1930, 2^ ed.

Casa editrice Grieben Verlag (copertina beige con bande blu) :


- Oberitalien 1926, 1^ ed.
- 1931, 2^ ed.
- Mittelitalien und Rom 1927, 1^ ed.
- Suditalien mit Sizilien und Sardinien 1927, 1^ ed.
- Italien in einem bande 1928, 1^ ed.
- Italien in einem bande 1928, 1^ ed. (copertina “Italien”)

Casa editrice Ravenstein (copertina blu) :


- Oberitalien 1931, 2^ ed.
- Mittelitalien und Rom 1927, 1^ ed.
- Suditalien mit Sizilien und Sardinien 1927, 1^ ed.
- Italien in einem bande 1928, 1^ ed.

Casa editrice Nagel (copertina blu) :


- Italy in one volume 1949
- Italy in three weeks 1950
- Italy in three weeks 1950 (edizione “Italian Line”)
- Rome and its environs 1950
- Italien in einem band 1950
- Italia en un tomo 1949
- Roma y sus alrededores 1950

Casa editrice Nagel (copertina rossa) :


- Italy in one volume 1949
- Italy in three weeks 1950
- Rome and its environs 1950 (copertina in tela)
- Rome and its environs 1950 (copertina in plastica)
- Italien in einem band 1950
- Italia en un tomo 1949
- Roma y sus alrededores 1950

LA GUIDA RAPIDA D’ITALIA PER STRANIERI (E.N.I.T.)


- C.T.I., 1941, Mittelitalien und Rom
- C.T.I., 1943, Italia Central y Roma

- pagina 111 -
Dott. Fabio Ghersi - via Sturla 33/3 - 16131 Genova - tel. 3282724206
La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

BIBLIOGRAFIA

- pagina 112 -
Dott. Fabio Ghersi - via Sturla 33/3 - 16131 Genova - tel. 3282724206
La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

1) 1901; Touring Club Italiano; Rivista mensile del mese di dicembre (Anno VII, n. 12)

2) 1912; Touring Club Italiano; Le segnalazioni stradali e i “Cartelli Indicatori” del Touring

3) 1917; Ottone Brentari; La Guida d’Italia del Touring

4) 1924; Touring Club Italiano; L’attività geografica del T.C.I. nel triennio 1921-1923

5) 1934; Touring Club Italiano; L’attività geografica del T.C.I. nel quadriennio 1930-1933

6) 1942; Consociazione Turistica Italiana; La Nostra Guerra 1940-41

7) 1942; Attilio Gerelli; Le Guide Italiane

8) 1943; Consociazione Turistica Italiana; L’Europa ed il Mondo attraverso due guerre

9) 1954; Touring Club Italiano; I Sessant’anni del Touring Club Italiano

10) 1961; Touring Club Italiano; Conosci l’Italia, Volume V, Italia Storica

11) 1963; Club Alpino Italiano; 1863-1963 - I Cento Anni del Club Alpino Italiano

12) 1983; Touring Club Italiano; Atlante Stradale d’Europa

13) 1984; Touring Club Italiano; 90 Anni di Turismo in Italia

14) 1984; 8 Nentori; Albania

15) Archivio del Centro Documentazione del T.C.I.

16) Collezione guide dell’autore

17) Collezione guide di Baldo Podic

18) Collezione guide di Girolamo La Lampa

19) Collezione guide di Andrea Pardelli

20) Collezione guide di Fausto Gagliardi

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

INDICE

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La Signora in Rosso (90 anni…ma non li dimostra)

Presentazione -

Capitolo I - Introduzione

Capitolo II - Quando non c’erano le guide rosse : 1894 - 1913

Capitolo III - Si scriveva delle Guide Turistiche


- Un articolo di Ottone Brentari
- Un articolo di Attilio Gerelli
- Il centenario della nascita di Karl Baedeker

Capitolo IV - Il primo periodo : 1914 - 1929

Capitolo V - Il secondo periodo : 1930 - 1937

Capitolo VI - Il terzo periodo : 1938 - 1945

Capitolo VII - Il quarto periodo : dal 1945 ad oggi

Capitolo VIII - I "parenti" delle guide rosse


- La guida della Libia
- La guida dell’Eritrea
- La guida Argentina, Paraguay ed Uruguay
- La guida Breve d’Italia
- Le guide in esperanto (Milano, Roma)
- Le guide estere (Grecia, Croazia, Tunisia)
- La guida d'Italia per stranieri
- La guida rapida d'Italia per stranieri

Capitolo IX - Pubblicità e propaganda nelle guide rosse


- Le edizioni pubblicitarie
- Le edizioni militari
- La ristampa anastatica di Albania

Capitolo X - L’attività guidistica collaterale


- La collana “Sui Campi di Battaglia”
- Le guidine Fluviali
- La guida Gastronomica d’Italia
- La guida pratica ai Luoghi di Soggiorno e di Cura d’Italia

Capitolo XI - Le guide alpinistiche con il C.A.I.


- La collana “Da Rifugio a Rifugio”
- La collana “Guida dei Monti d’Italia”

Appendice - Elenco dei volumi pubblicati

Bibliografia -

- pagina 115 -
Dott. Fabio Ghersi - via Sturla 33/3 - 16131 Genova - tel. 3282724206

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