Sei sulla pagina 1di 55

lOMoARcPSD|7437511

Appunti Lezioni Completi Prima Parte

Economia degli intermediari Finanziari (Università degli Studi dell'Insubria)

StuDocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.


Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)
lOMoARcPSD|7437511

DEFINIZIONI DI BASE

Sistema finanziario
Infrastruttura complessa chiamata ad allocare risorse e rischi tra gli operatori di un sistema economico al fine ultimo
di soddisfare le loro preferenze di consumo. Supporta il funzionamento dell’economia reale.
Infrastruttura all’interno di un sistema economico è quella cosa che rende possibili le azioni tra i soggetti.
Il sistema finanziario ha una funzione di allocazione, quindi distribuisce, sposta risorse, potere d’acquisto, moneta da
un punto all’altro del sistema economico. Sposta anche i rischi da un soggetto all’altro e nel tempo.
Il rischio è legato al fatto che prendendo decisioni in condizioni di incertezza, prendo una strada invece di un’altra
quindi accetto che si verifichi uno stato del mondo che ho immagino più probabile ma diverso da un altro stato del
mondo.

Stato del mondo —> Contadino semina e deve farlo quando le piogge sono basse, stati del mondo possibile: tra
una settimana pioverà, tra una settimana ci sarà siccità.
Sceglie di credere ad una previsione, prende una decisone, in base alla probabilità dell’80% che si verifichi l’evento
su cui basa la decisione, prende il rischio che si verifichi l’elemento probabile al 20%

Il fine ultimo del sistema finanziario è quello di soddisfare le preferenze di consumo che ogni individuo ha. Le
decisioni degli individui sono prese in un orizzonte intertemporale.
Il sistema finanziario deve servire a far funzionare al meglio l’economia reale.

Economia reale
I descrittori dell’economia reale sono i soggetti produttori e consumatori, descritta dal PIL, livello dei consumi,
livello degli investimenti (quando non c’è fiducia che i prodotti non verranno venduti, le imprese non fanno
investimenti), tasso di occupazione, tassi di inflazione, bilancia commerciale (quanto le imprese esportano e quanto
importano) e la bilancia dei pagamenti.

Economia finanziaria
Rappresentata da risparmiatori (non consumano tutto ciò che guadagnano), investitori (hanno un capitale formato
dai risparmi che conoscono meglio il mercato finanziario), mercati (strumenti finanziari dove si negoziano contratti
finanziari) e intermediari finanziari.
Descritta a livello macroeconomico da CTI (credito totale interno, quanto è il volume di credito erogato dai sistemi
finanziari a favore di soggetti residenti), quantità di moneta (quantità di moneta in circolazione controllata dalla BCE
attraverso la moneta bancaria, strumenti di pagamento), tassi di interesse (costo di un’unità di denaro per unità di
tempo), depositi bancari (tipologia di attività finanziaria per detenere moneta), capitalizzazione di Borsa (data dal
valore, dal prezzo delle azioni in circolazione per la quantità di azioni capitalizzate in borsa).

Il sistema finanziario soddisfa i bisogni finanziari dei diversi operatori economici, che rovinano dalla necessità di
trasferire potere di acquisto (moneta) e rischi tra soggetti economici, nel tempo (ci si priva oggi di potere
d’acquisto per poterne disporre in futuro; ci si procura oggi potere d’acquisto per poter fare investimenti che
produrranno ricchezza nel futuro).

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Funzione monetaria
La moneta è un servizio che il sistema finanziario offre agli operatori economici legato al fatto che gli scambi
economici non sono più collegati da una logica di baratto, ma attraverso cambiamenti di moneta.

Descritta dal punto di vista macroeconomico, il sistema finanziario nel suo complesso crea moneta.
La quantità di moneta che la BCE e le banche commerciali immettono nel sistema è uno degli indicatori delle
formulazioni di equilibrio in macroeconomia.
Se il sistema finanziario svolge una funzione monetaria, nel suo insieme crea moneta quindi determina la quantità di
moneta presente all’interno del sistema.
La funzione monetaria è la capacità di determinare quanta moneta circola, esiste all’interno del sistema.

I soggetti che svolgono funzione monetaria sono le banche.

Descritta dal punto di vista microeconomico, viene organizzato il sistema dei pagamenti, quindi la funzione
monetaria è anche analizzabile con riferimento al sistema dei pagamenti.

Il sistema dei pagamenti —> quell’insieme di strumenti e infrastrutture che consentono di realizzare l’operazione di
pagamento. Insieme di convenzioni tra gli operatori che fanno parte del sistema che consentono la circolazione di
moneta e quindi l’effettuazione dei pagamenti in maniera rapida e sicura.

Funzione di trasmissione degli impulsi della politica monetaria


La politica monetaria è una parte della politica economica, strumentale al raggiungimento degli obiettivi prefissati
dalla politica monetaria stabiliti in termini di quantità di base monetaria è di CTI (quantità di credito in circolazione)
e anche sui prezzi e sui tassi di interesse.
Il sistema finanziario è un corpo intermedio che trasmette alla economia reale gli impulsi dell’economia finanziaria.

Chi da il credito alle imprese perché ci siano investimenti? Il sistema finanziario, le banche dove si trova il credito.
La politica monetaria è svolta dalla BCE e dalla BI, la BCE ha dei rapporti d’affari con il SF che passano attraverso
relazioni di credito e di debito e attraverso la definizione di tassi d’interesse.
Il sistema finanziario ha dei rapporti con le imprese, le famiglie, il settore pubblico quindi la BCE fa le sue scelte di
politica monetaria e definisce i tassi d’interesse quindi quanto costa il credito che la BCE fa al sistema finanziario, il
sistema finanziario ha le relazioni con il mercato e gli operatori.
Il sistema finanziario recepisce le condizioni di quantità e prezzo che vengono dalla BCE attraverso la politica
monetaria e deve rispettare gli equilibri in conto economico e le dimensioni del bilancio.
Riferisce i tassi d’interessi applicati con tutte le relazioni con il pubblico, se BCE aumenta tassi d’interesse, il SF
trasmette l’aumento del costo del denaro con l’aumento del prezzo.

Funzione di intermediazione o di collegamento tra operatori


Il sistema finanziario ha la funzione di mettere in collegamento degli operatori che hanno esigenze finanziare tra di
loro diverse quindi il fatto che esista un sistema finanziario composto da intermediari e mercati serve anche ad
offrire a questi soggetti le migliori soluzioni per realizzare operazioni finanziarie tra soggetti e nel tempo.

Funzione creditizia —> il sistema finanziario determina la quantità di credito presente in un sistema (funzione
macroeconomica).
(Funzione microeconomica) è il sistema finanziario che tra le altre cose è in grado di offrire finanziamenti, fornire una
serie di contratti che finanziano soggetti che hanno bisogno di credito.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Funzione di gestione e trasferimento dei rischi


I rischi puri sono rischi che esistono in natura prescindendo da qualsiasi scelta che un soggetto può fare ad esempio
rischio di furto, di incendio.
Il sistema finanziario offre delle soluzioni per gestire e trasferire i rischi per primi quelli puri (mutualizzazione,
socializzazione dei rischi: tutti pagano un piccolo premio per un capitale che servirà ad indennizzare chi subisce un
rischio).
Rischi finanziari e soluzioni per trattare questi rischi finanziari, ridurli o trasferirli.

Sistema finanziario di compone di:

• Contratti finanziari —> strumenti finanziari o attività/passività finanziarie.

• Istituzioni finanziarie —> soggetti che sono intermediari o mediatori finanziari, svolgono tipologie di attività
diverse: un intermediario è il soggetto che trasforma il contenuto del contratto finanziario dal punto di vista della
durata e dei rischi e se ne prende carico quindi lo inserisce nel proprio bilancio mentre l’intermediatore offre un
servizio, fa da supporto ma non si prende un rischio finanziario proprio.

• Mercati finanziari —> diverse tipologie.

• Regole —> per definire la forma e assetto anche strutturale del sistema finanziario e per regolare le attività che
vengono svolte dal sistema finanziario. Inoltre esistono soggetti istituzionale che svolgono attività specifiche di
vigilanza sul sistema finanziario.

Un sistema finanziario sano ed efficiente favorisce lo sviluppo economico e il raggiungimento degli obiettivi di
politica economica (per esempio l’esistenza della tutela del risparmio).
Un sistema finanziario sano è un sistema all’interno del quale le banche non falliscono, in generale probabilità di
fallimento minimizzata e poi nel caso in cui si verifichi una situazione di crisi, quest’ultima sia governata e trattata
con l’obiettivo di preservare il valore complessivo della compagnia di assicurazione o banca ma sopratutto di
tutelare i risparmiatori, perché se così non fosse non ci sarebbero stimoli per avere fiducia nel sistema.
Il sistema è efficiente quando svolge bene le funzioni, e tutte le istituzioni raggiungono anch’essi i loro obiettivi di
efficienza.

L’altro aspetto dell’efficienza riguarda efficienza allocativa cioè fa al meglio il suo lavoro di collegamento tra
soggetti risparmiatori o soggetti in surplus finanziario o deficit finanziario. Capacità di trasferire nel miglior modo
possibile risorse e rischi nel tempo e tra soggetti finanziari e operatori economici.
Se il sistema finanziario è in crisi ci sono problemi di tutela costituzionale del risparmio ma anche alla fine ostacola lo
sviluppo economico per esempio nell’offerta di credito (razionamento del credito).
Fragilità del sistema finanziario, meccanismo delicato e quindi in periodi di crisi economica, si indebolisce e si
creano divari tra l’economia reale e l’economia finanziaria.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

LE ISTITUZIONI E I MERCATI FINANZIARI

Mercati organizzati
I mercati finanziari operano secondo un determinato sistema di regole.

• Mercati primari —> mercati dove si negozia per la prima volta un mercato finanziario, dove si emettono e
collocano strumenti finanziari. Ci sono dei soggetti che si incontrano virtualmente e scrivono un nuovo contratto.

• Mercati secondari —> si comprano e trasferiscono contratti già esistenti. Mercati che danno la possibilità di
cambiare la riportiamo decisione una volta sottoscritto un contratto finanziario.

Intermediari finanziari
Sono soggetti, imprese la cui attività è la creazione, detenzione e negoziazione di attività e passività finanziarie.
Le tre tipologie di attività:

• Broker/Dealer —> attività di interfaccia e agevolazione finanziaria

• Asset Trasformer —> intermediari trasformatori (banche e compagnie di assicurazione si pongono come
controparte)

• Consulente

Le regole
Regolamentazione rappresentata da un complesso di regole speciali che sono tecniche, che vanno in profondità nel
qualificare il tipo di attività.
La vigilanza invece è determinata dalle autorità che controllano quotidianamente le imprese del sistema finanziario
è in profondità, per assicurarsi che le regole siano rispettate.

Contratti finanziari
I tempi di svolgimento di prestazione e controprestazione nei contratti finanziari sono prestazione a pronti e
prestazione a termine. C’è un tempo che definisce un rischio, la durata di questi tempo non è un elemento che
possiamo definire in modo fisso e può essere molto breve o molto lunga.
Nei contratti finanziari quello che si scambia tra soggetti e si sposta nel tempo è potere d’acquisto (moneta) e
rischio, non necessariamente entrambi insieme.
L’intangibilità e la base di una serie di problematiche legate alla valutazione del contratto e della sua equità.
Nei contratti di debiti dove sposto il potere d’acquisto ho comunque un parametro che è la quantità di moneta, se
sposto il rischio, non ho un parametro, perché è soggettivamente definibile.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Quattro tipologie di base di contratto finanziario

• Di debito

• Di partecipazione —> o azionario, dove poi parti decidono di costituire insieme una quota di capitale che serve
per investimenti, su cui ognuno ha diritto ad intervenire in base alla quota fornita all’inizio.

• Assicurativo —> una parte promette ad un’altra soggetta ad un rischio di intervenire a suo favore se si verificano
determinati eventi.

• Derivato —> contratti che si occupano di riequilibrare determinati aspetti di un’esposizione finanziaria,
trasferendo o trasformando alcuni elementi di rischi.

Diritti e impegni del partecipanti al contratto possono essere incorporati in un’attività finanziaria, che gode di
caratteristiche più o meno elevare di standardizzazione, negoziabilità e liquidità sui mercati.
Il contenuto del contratto può essere più o meno standardizzato, quando lo è può essere incorporato in uno
strumento finanziario negoziabile.
I contratti finanziari sono sempre a titolo oneroso per cui una parte paga l’altra per stipulare il contratto.

Contratti finanziari

• Bilaterali —> ci sono possibilità maggiori di personalizzazione, si possono negoziare contratti bilaterali per
determinate somme.

• Multilaterali —> ad esempio emissione di obbligazioni, per l’impresa sorge un debito non nei confronti di una
singola banca ma di una pluralità di banche.

Stipula di un contratto finanziario genera contemporaneamente


Si genera una attività finanziaria e una passività finanziaria.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

I CONTRATTI FINANZIARI

Contratto di debito
Tempo zero in cui si scrive il contratto e tempo N in cui il contratto viene portato a termine.
Immaginando un contratto bilaterale in cui intervengono i soggetti A e B.
Gli interessi rappresentano il compenso riconosciuto al creditore.
La promessa di restituire il capitale è incondizionata, quindi obbligatoria qualsiasi cosa accada.

I contratti finanziari sono stato contingenti: quando scrivo il contratto faccio delle ipotesi ma non sono sicura di cosa si
verificherà perché in realtà l’esito del contratto è sempre legato allo stato di natura che si verificherà.
Certi contratti inseriscono un elemento di stato contingenza, ma nel contratto di debito non c’è, perché chi promette
di restituire lo fa senza condizione, qualunque stato del mondo si verifichi.

Alla scadenza del contratto, il debitore


restituisce il capitale al creditore qualunque
cosa accada.
C’è uno stato di natura in cui questo flusso a
scadenza non avviene, cioè il debitore non
onora il suo debito quando diventa insolvente.
In un sistema di regole dove chi si indebita
promette di pagare può sempre accadere che
questa promessa non si riesca ad onorare.

Bisogna definire il rischio di credito che è il rischio di insolvenza della mia controparte.
Il finanziatore si assume il rischio di credito.
Chi decide di stipulare un contratto di credito nella posizione di creditore , farà delle valutazione sul merito di credito,
cercherà di stimare la probabilità di fallimento della sua controparte.
Ci sono dei soggetti che svolgono meglio la valutazione della controparte.

Flusso di cassa —> quantità di moneta che transita.


Analizzare i flussi di cassa in un contratto di debito è facile perché in tempo zero ho un flusso di cassa che va dal
creditore al debitore e il debitore ha un flusso di cassa in entrata.
Al momento del pagamento il flusso di cassa sarà opposta per quanto riguarda il capitale.
Posso pagare non nella forma bullet (restituzione di tutto il capitale alla scadenza).

Il prezzo del contratto di debito è caratterizzato dagli interessi passivi per il debitore, per aver avuto la disponibilità di
un certo capitale per una certa scadenza.
Gli interessi dal punto di vista del flusso di cassa possono essere pagati in modo anticipato o posticipato

Se pago interessi anticipati il debitore pagherà:


capitale — interessi passivi (1000 — 100 = flusso di cassa netto 900)

Se pago interessi posticipati il debitore pagherà:


capitale + interessi (1000 + 100 = 1100)

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Il debitore ha un debito 1000 in T0


Si elimina tra le passività nel momento in cui pagherà

Gli interessi 100 vanno tra i costi nel CE

Quello che cambia sono i flussi di cassa

Flussi di cassa per il debitore

• Pagamenti di interessi anticipato —> —100 quindi flusso di cassa netto è 900

T0
+ 1000 quando viene stipulato il contratto

TN
— 1000

• Pagamento di interessi posticipato

T0
+ 1000

TN
— 1000 —100 = 1100

Contratti di debito
Sono contratti di debito, i prestiti, apertura di credito in conto corrente, mutuo, deposito bancario, obbligazione con
cedole, obbligazione zero coupon, titoli di stato.

Le banche tengono un patrimonio a fronte dei rischi, le regole di definizione di quanto patrimonio devono tenere
dicono che i titoli emessi da stati europei sono tutti uguali e quindi generano tutti un fabbisogno di capitale pari a 0.

Da prendere in considerazione è il tasso d’interesse, per decidere se stipulare il contratto di debito.


Il contratto di debito continente anche la parte che comprende il costo del rischio più il premio al rischio.

R = R0 (risk free rate) + premio al rischio (parte di remunerazione che il creditore vuole per sopportare il rischio di
credito rappresentato da quale debitore)
Tanto è più alta la probabilità di fallimento, tanto più alta è l’interesse che ti chiederanno.
Il premio al rischio è difficile da calcolare perché bisogna disporre di informazioni e non è detto che le informazioni che
servono siano disponibili.

Con il rischio di credito, in caso di insolvenza il creditore perde il capitale e/o gli interessi.
Il rischio di credito è uno dei rischi finanziari che sorgono in conseguenza all’aver negoziato un contratto finanziario,
nella posizione di creditore.
Il rischio di credito viene consapevolmente assunto nel momento in cui viene fatto un contratto di debito.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

IL COSTO / RENDIMENTO DEL CONTRATTO DI DEBITO

Equità del contratto


In ogni caso il contratto di debito, è un contratto che sta in piedi se le prestazioni delle due parti sono tra di loro
equilibrate, bilanciate.
Il contratto finanziario non deve essere un contratto dove una parte guadagna a scapito dell’altra.
Un contratto finanziario equo all’interno del quale prestazione e controprestazione sono bilanciate e il costo del
contratto è proporzionale all’effettivo contenuto del contratto

Proporzionalità
Collegata al concetto di equità di contratto.
Sta nelle determinanti del contratto di debito (entità del capitale, maggiore valore nominale del debito, maggiore la
remunerazione; durata, tanto più dura il contratto, tanto maggiore sarà la remunerazione; tasso di interesse contiene
anche un prezzo del rischio).

i tiretti
regola di base che vale in tutti i contratti di debito
il tasso di interesse ha una componente di prezzo base (moneta sulle operazioni
priva di rischio e una parte di premio al rischio)
RISKFREE

Il premio al rischio nel caso dei debiti di stato si chiama SPREAD (calcolato su un tasso base solitamente il Bund
tedesco, se lo spread sale vuol dire che la probabilità di insolvenza di un paese è più alta).
Andare a vedere lo SPREAD è importante perché si rielette direttamente sul costo del debito, sul tasso d’interesse.
Se lo SPREAD si alza devo pagare di più per il mio debito.

Al momento T0 avremo un eventuale flusso di


cassa dato dagli interessi anticipati.
Quindi si può parlare di flussi di cassa lordi e
flussi di cassa netti.
Flussi di cassa lordi, al meo to T0 avremo flussi
di cassa dal creditore al debitore per il capitale
(100) e flussi di cassa dal debitore al creditore
per gli interessi (10).
Flusso di cassa netto (90).

Al momento Tn avremo restituzione de,


capitale quindi flusso di cassa che parte dal
debitore e arriva al creditore
Dato dalla restituzione del capitale (100) che
torna indietro aumentato dagli interessi
posticipati (10) quindi il flusso di cassa netto
(110)

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

IL CONTRATTO DI PARTECIPAZIONE (AZIONARIO)

Il sottoscrittore di un contratto di partecipazione trasferisce potere d’acquisto (un capitale ) ad un’impresa o a un


patrimonio comune e contestualmente acquisisce diritti patrimoniali e diritti amministrativi, cioè:

• Partecipare agli utili (incerti) creati dall’impresa o dalla attività di investimento del patrimonio
• Partecipare all’elaborazione della strategia e alla gestione dell’impresa o degli investimenti

Nel contratto di partecipazione non abbiamo diritto alla restituzione del capitale o a un pagamento predeterminato
nelle sue modalità di definizione.

L’azionista sottoscrive una parte del capitale


azionario di una società.
Il capitale azionario di una società è composto
dall’insieme dei conferimenti dei singoli
azionisti.
Il contratto di partecipazione è un contratto
dove al momento della costituzione della
società o del patrimonio comune, ogni
azionista conferisce un capitale.
Questo capitale viene utilizzato per lo
svolgimento dell’attività d’impresa.

La società promette agli azionisti di restituire


al momento della scadenza della società (del
contratto) il capitale conferiti aumentato o
ridotto del risultato della gestione o
dell’attività d’investimento.

Nel contratto di partecipazione conferisco il capitale ad un’impresa o a un patrimonio aspettandomi di aver indietro il
mio capitale alla scadenza che sarà più alto o più basso per effetto dei risultati della gestione.

Al momento T0 c’è uno scambio conferimento di capitale ma c’è anche la condivisione di un rischio.
Al momento Tn il progetto d’investimento o la società si chiude, il patrimonio di liquida e all’azionista trona indietro in
proporzione la sua offerta di capitale (azionista ha versato 100 su un patrimonio di 1000, quindi riceverà indietro il 10%
più il risultato degli effetti della gestione, riceverà indietro il 100 più un altro 100). Se il progetto è andato male, il
capitale si azzera e l’azionista non riceve niente indietro.

Responsabilità limitata
Esiste un principio di responsabilità limitata, cioè, se la società perde più del capitale l’azionista non deve
automaticamente condividere la perdita.
L’azionista perde il suo capitale.

Dividendi
Pagamenti intermedi, quote periodiche dell’utilità di esercizio che viene in parte usato per aumentare il patrimonio
della società e in parte distribuiti agli azionisti.
L’azionista non ha diritto al dividendo (a differenza di chi ha diritto di ricevere gli interessi per il contratto di debito,
perché è una scelta della Governance e non è sempre detto che si scelga di ripartirli).

Anche il contratto di partecipazione è un contratto stato contingente, anche di più di quello di debito, perché il flusso
di Tn che arriverà all’azionista dipende dallo stato di natura che si è verificato nel tempo e che ha influenzato la
gestione.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

SONO CONTRATTI DI PARTECIPAZIONE

• Azioni
‣ Con diritti (patrimoniali e amministrativi) proporzionali alla quota di partecipazione
‣ Con diritti amministrativi indipendenti dalla quota di partecipazione “una testa un voto”

• Le quote di partecipazione a fondi comuni di investimento

La differenza è la natura e la modalità della partecipazione (ai proventi, ai rischi, alla Governance)

IL RENDIMENTO DEI CONTRATTI DI PARTECIPAZIONE

• Può essere il dividendo (azioni), incerto sia nel suo effettivo pagamento sia nel valore
Il dividendo è un pagamento annuo, periodico che rappresenta una frazione dell’utilità di esercizio.
L’assemblea dei soci può decidere se distribuire tutto l’utile nella forma di dividendo oppure portare a capitale l’utile
quindi non distribuire il dividendo.

Se c’è una perdita d’esercizio, normalmente si usa il patrimonio per assorbire la perdita d’esercizio.
Il dividendo è un diritto scritto nel contratto per l’azionista.
Il rendimento è incerto sia nel suo rispettivo pagamento perché dipende dall’esistenza o meno dell’utile d’esercizio e
anche se l’assemblea decide di distribuirlo.
Inoltre il rendimento è incerto nel suo valore perché con il contratto di partecipazione, si assume un rischio di impresa è
quindi non si sa quale sarà l’utile

• Per l’investitore è condizionato dal valore di mercato del capitale investito (guadagni o perdite in conto capitale)

• In linea di principio deve tendere ad essere proporzionale al rischio

IL CONTRATTO ASSICURATIVO

A pronti c’è un flusso che interessa il trasferimento di un rischio e lo scambio di una promessa.

Il sottoscrittore (assicurato) trasferisce alla controparte (l’assicuratore) l’onore economico di un evento futuro incerto,
dietro pagamento di un compenso, detto premio assicurativo.

Contestualmente l’assicuratore si impregna a ricostruire la ricchezza e la capacità di consumo dell’assicurato, nel caso
in cui l’evento temuto di verifichi e cioè se il rischio si realizza.

L’oggetto trasferito è un rischio puro non un rischio finanziario (è sempre un rischio che accanto all’evento perdita
genera una possibilità di guadagno) generato da una posizione finanziario, o generato da un contratto finanziario.

Rischio puro
Genera possibilità di perdita con una certa probabilità ma non consente di generare degli utili.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Nel momento T0 l’assicuratore cede il rischio


contattando l’assicuratore pagandolo
attraverso il premio assicurativo.
L’assicuratore promette all’assicurato: la
promessa è di tipo stato contingente, quella di
intervenire con un indennizzo se nel periodo di
durata del contratto si verificherà un evento
corrispondente a quelli dannosi previsti.

Se non si verifica l’evento dannoso temuto in


Tn l’unico flusso di cassa che si genera è quello
relativo al pagamento del premio.
Che se si confronta con quello degli altri è
diverso perché nei contratti finanziari avevamo
due flussi (flussi a titolo di capitale e flusso a
titolo di pagamento).

COSTO E RENDIMENTO DEI CONTRATTI ASSICURATIVI

• Equità del contratto: proporzione tra premio e rischio trasferito

Premio = proporzionale (alla probabilità di accadimento ed entità danno / indennizzo)


Misurata su un orizzonte temporale

• Elementi di valutazione: probabilità di accadimento, severità della perdita


Cercare di desumere la probabilità di accadimento dalla frequenza di determinati eventi.

Il concetto di rendimenti nei contratti assicurativi ha una accezione peculiare (vita e capitalizzazione vs danni).

Nei contratti assicurativi l’elemento di difficoltà nel stabilire i termini del contratto dipende dalle asimmetrie
informative.
L’informazione nascosta nel corso del contratto (moral hazard, hidden information, hidden action).
Il contratto assicurativo ha una serie di tutele di natura regolamentare. L’assicurato ha il rischio che al momento in cui si
verifica il danno, l’assicuratore sia insolvente e quindi diventa una specie di rischio di credito.

Il premio assicurativo è il costo del contratto


I contratti assicurativi non realizzano a pronti un trasferimento di capitali, però sono variegati:

TIPOLOGIE DI CONTRATTI ASSICURATIVI

• Rami danni: indennitaria, per questi contratti non si può parlare di rendimento (infortunio e malattia, furto,
responsabilità civile)

• Rami vita e capitalizzazione, i contratti hanno rendimento ma si tratta di rendimento che passa attraverso elementi
della vita umana, esigenza di accumulazione di un risparmio (casi vita, casi morte, polizze miste)

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

n.pzni.IN Wien
Condizione di equilibrio
Il numero dei contratti per premio (quantità di premi raccolti) deve essere superiore o uguale all’insieme degli
indennizzi dove c’è indennizzo unitario (I) per il numero degli indennizzi.
Non tutti gli assicurati che hanno pagato il premio subiranno effettivamente l’evento dannoso, quello che viene
ricavato dall’assicuratore costituisce la base con la quale si pagano gli indennizzi (mutualità implicita del contratto
assicurativo).

Il contratto assicurativo preso singolarmente


La matematica che sta dietro un contratto assicurativo è come quella di una scommessa (categorie logiche e
metodologie di calcolo della scommessa)
Due soggetti privati A e B di cui uno è l’assicuratore, l’elemento negoziale che sta sotto è la scommessa perché
l’assicurazione si prende il rischio di A a proprio carico perché c’è una diversa aspettativa con manifestazione
dell’evento dannoso temuto, con diverse propensioni o avversioni al rischio (diversità di aspettative e propensione).

Il contratto assicurativo è però diverso da una scommessa perché l’assicuratore B non è un soggetto individuale privato
ma è istituzionale (intermediario finanziario) che assegna probabilità diverse di accadimento di un determinato evento
perché considera l’insieme di assicurati e non un singolo soggetto.

Finalità indennitaria e finalità di risparmio


Mantenimento di una determinata capacità di consumo attraverso gli stati di natura.

Se l’assicurato non si assicura si possono verificare eventi tipo furto, o in generale eventi dannosi per cui il signore ha
un patrimonio che si riduce per il danno subito oppure si verifica uno stato di natura qualsiasi che mantiene il suo stato
di natura fisso.
Se il signore si assicura e si verifica un qualsiasi evento diverso dal dannoso il signore avrà un patrimonio diminuito del
premio
Mentre se non si assicura e si verifica evento dannoso ha patrimonio diminuito del premio diminuito del danno ma
maggiorato dell’indennizzo
Ma se il premio copre completamente il danno il patrimonio è solo maggiorato del danno indipendentemente dallo
stato di natura che si verifica (solo per i danni registi dalla sua assicurazione)

Nel contratto di assicurazione l’elemento essenziale è il trasferimento di rischio.

I CONTRATTI DERIVATI
Incorporano una promessa di eseguire una prestazione basata sull’andamento del prezzo di una o più attività (merci,
attività finanziarie, tassi d’interesse, valute, ecc) detta sottostante.
Si usano per modificare un determinato profilo di rischio che è quello di un contratto già negoziato sulla base del quale
viene scritto il contratti derivato.
È un contratto a termine per cui c’è il momento in cui si scrive prestazione e controprestazione è il momento a
scadenza in cui si chiude il contratto.
Ci sono contratti derivati che prevedono esecuzione ad una determinata data futura oppure entro una certa data
futura.
Il contratto derivato incorpora una promessa che si fanno le parti di eseguire una prestazione basata sull’andamento
del prezzo di una o più attività.
I contratti derivati sono difficilmente inquadrabili in una determinata tipologia, sono molto numerosi e diversi.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Esistono dei contratti derivate di base e altri molto articolato e complessi perché il contenuto della promessa e
dell’accordo tra le parti così come dalla scelta del sottostante che viene effettuata. Certi sono in continua evoluzione.

Funzioni dei derivati

• Copertura ossia gestione dei rischi associati alla detenzione di attività sottostanti.
Copertura cioè trasferire dei rischi finanziari che sono a carico del singolo soggetto che teme l’andamento dei tassi e
riduzione per cui negozia un interest rate swap in modo tale da coprirsi contro il rischio della riduzione dei tassi
essendosi indebitato a tasso fisso.
Se mi indebito a tasso fisso per dieci anni ma lo scenario è la riduzione con i tassi d’interessi e non faccio niente io
pago denaro per il mutuo ad un tasso più alto di quello di mercato, questo è un rischio di tasso per il debitore.
Se uso interest rate swap il tasso si adatta all’andamento del mercato e io copro il rischio.

• Investimento o speculazione per cercare di portare a proprio vantaggio aspettative e informazioni possedute
Se ho informazioni in più rispetto alla generalità del mercato posso fare operazione speculativa

Derivati simmetrici
Le prestazioni delle parti sono tra di loro simmetriche cioè se uno compra l’altro vende.
Un esempio è lo SWAP e lo IRS (il derivato simmetrico dello swap è lo scambio di un flusso di interessi).
A decide di pagare a B degli interessi a tasso fisso su un sottostante (1 milione di euro per dieci anni) parallelamente B
paga ad A un interesse calcolato suo tasso variabile.
A si impegna a pagare flusso di interessi a pagare a B a scadenza e B si impegna a pagare A flusso di interessi a
scadenza, con metodologie diverse che aggiustano però il rischio.

Derivati asimmetrici
Opzione possono esser CALL (acquisto) o PUT (vendita)
Il signore A compra un’opzione e quindi paga il prezzo a B
B vende un’opzione
Chi compra un’opzione la esercita a scadenza al momento Tn e decide se esercitarla o no e il signor B subisce gli
effetti della decisione del signor A
L’opzione è su strumenti finanziari
Il signor A compra un’opzione CALL cioè compra il diritto di decidere se comprare a scadenza 1000 azioni ad un
determinato prezzo predefinito (P=10)
Se compra fa l’azione oppure abbandona e non fa niente avendo pagato 1 centesimo per azione.

Se a Tn l’azione è9 a 15 A accetta l’opzione pagando inizialmente sperando che finisca così


Se a Tn l’azione vale 8 A abbandona l’opzione

Il contratto è asimmetrico perché c’è una parte che guadagna e una che ci perde.

Mentre per B il compenso di un centesimo per azione rappresenta la copertura di un rischio che si assume per cedere
l’azione eventualmente ad un prezzo superiore.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Contratti finanziari

• Di debito: scambiare capitale (l’onere è interesse)

• PartecipaIone: scambio capitale e condivisione del rischio (l’onere dividendo più aumento di capitale)

• Assicurativo: scambio rischio impuri (l’onere è il premio)

• Derivati: scambi rischi finanziari (l’onere è il premio/prezzo)

Rischi finanziari
Gravano su coloro che sottoscrivono un contratto finanziario e si identificano con il rischio di conseguire un risultato
diverso da quello originariamente atteso.

Rischio di inadempimento
• Rischio di credito
• Rischio di regolamento (sulle transazioni di strumenti finanziari, chi deve pagare non lo fa e quindi subentra anche
inadempimento di impegni contrattuali)

Rischio di mercato
• Rischio di tasso
• Rischio di cambio
• Rischio azionario

Quei rischi generati dal fatto che un contratto finanziario viene generato a diverse condizioni.
Le condizioni di mercato si evolvono nel tempo per esempio cambiano i tassi di mercato perché le variabili
macroeconomiche si evolvono.

Rischio di liquidità
Liquidità intesa come flusso di moneta e di capitale.
Rischio di non avere un fisiologico afflusso, spostamento della moneta sottostante ad un determinato contratto.
Ha a che fare con il profilo dei flussi di cassa di un certo contratto finanziario.

ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE


Corrispondenza individuale per contratto di debito e di partecipazione.
Tutte le volte in cui negozio un contratto finanziario si genera contestualmente un’attività finanziaria e una passività
finanziaria

Attività finanziaria è nel linguaggio flussi impiego nel linguaggio contabile una attività.
Passività finanziaria è nel linguaggio flusso una fonte.

Non tutti i contratti finanziari funzionano allo stesso modo.


Nei contratti dove c’è scambio di capitale la generazione di attività e passività finanziaria avviene su base individuale
(contratti di debito per il creditore sorge una attività finanziaria/impiego per il debitore sorge una passività finanziaria/
fonte).
(Per il contratto di partecipazione l’azionista ha attività finanziaria mentre la società emittente di azioni ha una passività
finanziaria).

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Nel caso dei contratti assicurativi la relazione è che attività e passività finanziaria nascono su un aggregato.
L’insieme degli assicurati di quella compagnia di assicurazione ha un complesso di attività finanziarie che corrisponde
alle passività finanziare di quella compagnia di assicurazione.
Quindi non è un tipo di contratto uno a uno perché la compagnia di accumulazione stima con sufficiente esattezza che
ci saranno N assicurati che subiranno il danno.

Le attività finanziarie sono solitamente analizzate in termini di:

• Liquidità
Attitudine a convertire l’attività in moneta in tempi rapidi e senza costi.
Ogni strumento ha liquidità naturale e liquidità artificiale che nasce dalla possibilità di convertire questa attività in
moneta.
La liquidità è collegata anche ai costi ovvero un’attività è liquida se riesco a trasformarla in moneta senza costi.

• Rendimento del grado di remunerazione atteso (ex ante) o effettivo (ex post)
Gli strumenti finanziari sono strumenti che hanno sviluppo nel tempo e il rendimento non è dato solo dal tasso.
d’interesse noto ma è definito anche sulla base del guadagno in conto capitale e il grado di remunerazione che prendo
in considerazione per un investimento è sempre atteso.
Un’altra cosa è il rendimento effettivo, il rendimento effettivo lo calcolo una volta realizzato l’investimento e quindi in
una logica ex post.

Il rischio assume carattere di incertezza misurabile come possibile scostamento tra risultati attesi ed effettivi.

Le attività finanziarie come moneta (profilo della liquidità)


La moneta e un’attività finanziaria particolare perché liquida per definizione ed è un’attività finanziaria a pronti che non
ha l’elemento del tempo.
Un’attività finanziaria è liquida quando io riesco a convertire con facilità questa attività finanziaria in moneta (moneta
legale o circolante) e riesco a fare questa conversione ad un costo basso.
La moneta ha costi di conversione nulli perché è l’oggetto della conversione.

Tanto più rinuncio alla liquidità tanto più rinuncio ad un rendimento esprimibile ad un tasso d’interesse.
Tra detenere strumenti finanziari caratterizzati da maggiore o minore liquidità entra in gioco il costo della liquidità e
questo costo è il tasso d’interesse a cui rinuncio per cui il tasso d’interesse ha anche il suo contenuto di remunerazione
rispetto alla rinuncia alla liquidità.

Il rischio dell’attività finanziaria


• Incertezza
Con riferimento alla determinazione del rendimento (rendimento effettivo diverso rendimento atteso)
(anche per i cosiddetti titoli a reddito fisso)

• Rischio di perdita del capitale


(non per tutti gli strumenti allo stesso modo).
Il rating dell’emittente è un indicatore

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

SALDI FINANZIARI, MERCATI E INTERMEDIARI

Allocazione delle risorse


Il sistema finanziario è un’infrastruttura complessa che alloca risorse e rischi tra gli operatori di un sistema economico
Allocazione delle risorse:
• Trasferimento di moneta e rischi tra unità economiche diverse:
• Tra operatori in surplus/deficit – «settori istituzionali» (con saldo finanziario positivo o negativo)
• Con il supporto di mercati e/o di intermediari finanziari (con saldo finanziario tendenzialmente nullo)

Il processo di allocazione può comportare una attività di trasformazione (di rischi e importi).

Un soggetto in deficit finanziario non è


in perdita ma usa più risorse finanziarie
di quelle che possiede.

Operatori hanno credito corrente


(stipendio) questi operatori hanno
reddito al netto delle tasse che può
essere utilizzato per consumare o per
acquisire beni di investimento e attività
reali (immobile)

Se il saldo finanziario è maggiore di zero


si è in surplus finanziario
Se il saldo finanziario è minore di zero
l’operatore è in deficit allora c’è
disavanzo finanziario quindi prenditore
finale

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Il saldo tra AF e PF dalla consistenza


patrimoniale di un operatore

Esempio: il patrimonio familiare netto è


la somma delle attività ma deve essere
depurato dai debiti.
Le consistenze vengono modificate dai
flussi che si rilevano in conto economico.
Il reddito disponibile viene in parte
assorbito dai consumi e la parte non
assorbita dai consumi è il risparmio
Il risparmio che si accumula nel tempo
innesca un aumento de, patrimonio
della famiglia che può essere in attività
reali o finanziarie

Queste sono le dinamiche via flussi

Il saldo finanziario è un numero che può


minore, maggiore o uguale a 0
Per gli intermediari finanziari il saldo è
uguale a 0

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

I SETTORI ISTITUZIONALI
Per le caratteristiche macroeconomiche di un paese, la contabilità nazionale passa attraverso i settori istituzionali e il
calcolo del saldo finanziario dei settori istituzionali.
La contabilità nazionale tipicamente nei paesi viene seguita dalla banca centrale.
La contabilità nazionale di riferimento è quello del sistema europeo, gestito secondo uno standard tabulati dalla BCE.

In tutto il mondo vengono individuati cinque settori istituzionali, cioè delle aggregazioni di soggetti che hanno
comportamenti finanziari tra di loro omogenei, è sensato aggregare la loro contabilità per arrivare ad una
rappresentazione delle relazioni all’interno di un sistema.

Sono operatori istituzionali in surplus finanziario, che hanno saldo finanziario positivo:

• Famiglie + imprese famigliari


• Società non finanziarie
• Società finanziarie
• Amministrazioni pubbliche
• Resto del mondo

I primi quattro settori possono essere considerati a parte, il saldo darebbe comunque 0 ma la somma di AF e PF da per
differenza la posizione sull’estero quindi guardando i conti del resto del mondo si può vedere se un paese è più
esportatore o importatore.
Se si calcola il saldo finanziario di tutti questi settori viene 0 perché i contratti finanziari generano contestualmente
un’attività finanziaria e una passività finanziaria: equilibrio del sistema economico per cui totale AF = totale PF

LATO
REALE

LATOREALE

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Esempio 2:

4 55000 8000 47000 4NETTO


47000 30000 2000 15000 S

S I SF DAF dPf
165000 S I SF
15000 f150000
SF DAF DPF S I Sf DAF DPF
165000 DAF I 80000 15000 f150000 SF 85000t80000
165000 DAF 80000
DAF 85000

Circuiti di collegamento

Le unità in surplus sono le famiglie.


Le unità in deficit sono tipicamente le
imprese non finanziarie e lo stato.
Il resto del mondo può essere entrambi,
può essere datore di fondi netto o
prenditore di fondi netto

Esprimono un fabbisogno finanziario,


domanda di fondi, di flussi e di fonti
finanziarie

Il sistema finanziario serve a mettere in


collegamento due categorie di soggetti

L’unità in deficit e in surplus fanno un contratto che può essere di tipo informale (basato su conoscenza reciproca senza
regole di alcun tipo) oppure attraverso mercati organizzati dove esistono una serie di regole ed elementi di
standardizzazione dei contratti dove è più facile trovare opportunità di investimento (unità in surplus) e collocare le
produrre passività finanziarie (unità in deficit).

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Circuito diretto
Presuppone standardizzazione del contratto perché il mercato è impersonale.
Il principale difetto del circuito è quello di far combaciare le preferenze fra le unità di surplus e deficit in termini di
importo.
Inoltre essendo impersonale, le informazioni sono scarse.
Questo avviene servizi di intermediazione creditizia e assicurativa.

Circuito intermediato
In un circuito intermedio, l’intermediario finanziario trasformatore negozia contratti finanziari attivi con l’unità in deficit
e contratti finanziari passivi con l’unità in surplus.

Esempio: con le risorse che le economie di assicurazione accumula attraverso i premi, accumula risorse per le unità in
deficit

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

LA CAPACITÀ ALLOCATIVA DEL SISTEMA FINANZIARIO

Consiste nella selezione e monitoraggio dei debitori finali.


Un sistema finanziario che funziona riesce a selezionare e monitorare i debitori finali, in un contesto per cui le risorse
sono scarse per definizione e lo fa attraverso:

• Circuito diretto via mercati: meccanismi trasparenti di fissazione del prezzo degli strumenti finanziari
elevata trasparenza cioè circolazione di informazione e qualità di informazioni che avvengono attraverso la
determinazione ed evoluzione del prezzo degli strumenti finanziari.

• Circuito intermediato: delegata agli intermediari

Incorpora le aspettative con riferimento al buon fine del progetto che è stato finanziato.
Il mercato fa salire o scendere i prezzi sulla base delle aspettative.
Le aspettative sono indotte dalle informazioni.

Il processo di allocazione tra settori, le ragioni dell’intermediazione e i temi rilevanti

• Problema della ricerca della controparte


• Diversità delle preferenze intertemporali tra risparmiatori e imprese
• Diverso atteggiamento rispetto al rischio
• Distribuzione asimmetrica delle informazioni

Gli intermediari:
• Riducono i costi di ricerca della controparte e offrono servizi di liquidità
• Redistribuiscono e trasformano rischi (finanziari e puri)
Chi lavora sopratutto sui rischi puri? Gli assicuratori, perché le banche trasformano rischi finanziari
• Riducono le asimmetrie di informazione
hanno la capacità tecnica di elaborare in modo professionale le informazioni relative ai prenditori di credito

I vantaggi del ricorso agli intermediari

Il costo della intermediazione esiste ma è inferiore ai costi di transazione in assenza di intermediari.


Tutti gli intermediari finanziari agevolano, anche se con modalità differenziate, la riduzione dei costi di transazione:
• Costi di ricerca della controparte
Andare a cercare controparte disponibile a stipulare contratto, valutare se è affidabile, sicura, valutare il livello di rischio
e remunerazione che si vuole ottenere da, contratto finanziario

• Costi di produzione del contratto


Scrivere il contratto, inserire clausole, ecc

Alcuni intermediari, i QAT (quantitative asset), assumendosi rischi imprenditoriali (es. rischio di credito, di mercato,
operativo, assicurativi):

• Riducono problemi di selezione avversa e moral hazard conseguenti ad asimmetrie nella distribuzione delle
informazioni
• Svolgono una funzione di monitoraggio delegato (delegated monitoring)
Si monitora l’evoluzione delle condizioni delle parti, aggiustando i contenuti del contratto cercando di ridurre il rischio.
Si chiama monitoraggio delegato perché si delega un intermediario per far sì che controlli (ad esempio la banca)
• Il costo dell’intermediazione è inferiore a quello connesso ai fallimenti e alle imperfezioni del mercato

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

C’è un’alternativa tra intermediari e mercati?

Esistono diversi modelli di sistema finanziario sulla base del peso relativo di mercati e intermediari nei flussi finanziari
(sistemi orientati ai mercati, orientati agli intermediari, fortemente orientati ai mercati).

Ma l’evoluzione della operatività delle banche e dei mercati ha portato ad evidenziarne le complementarietà più che
l’alternatività.

Gli intermediari operano sui mercati e contribuiscono a garantirne la funzionalità. Gli intermediari sono componente
dei mercati, in alcuni casi.
Mercati dove c’è una maggiore enfasi sul valore del prezzo, dell’informazione e sull’efficienza dei mercati

I sistemi bancocentrici sono sistemi nei quali il ruolo delle banche nell’intermediare è un ruolo prevalente.
I sistemi orientati agli intermediari sono i più rudimentali e vecchi, quando si evolve diventa orientati ai mercati e un
sistema iper evoluto è un sistema fortemente orientati ai mercati.

Indicatori di struttura del sistema finanziario della contabilità nazionale


Un sistema più o meno orientato ai mercati lo si individua in base alla contabilità nazionale

• Debiti verso banche e intermediari finanziari/Passività finanziarie delle imprese


• Obbligazioni/Passività finanziarie delle imprese
• Depositi bancari e obbligazioni bancarie/Attività finanziare delle famiglie
• Quote di fondi comuni/Attività finanziarie delle famiglie
• Riserve tecniche/Attività finanziarie delle famiglie

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

MONETA E SISTEMA DEI PAGAMENTI

La moneta: funzioni e caratteristiche

Moneta: tutto ciò che abitualmente viene accettato come mezzo di pagamento per l’acquisto di beni e servizi e per
l’estinzione di debiti pecuniari.
La moneta è il circolante ma anche un debito di una banca o di una banca centrale.
La moneta è anche una convenzione che attribuisce ad un bene un potere liberatorio cioè è una convenzione quella
attraverso la quale una banconota da 10€ vale come mezzo di pagamento.

Funzioni:
• Mezzo di scambio
• Unità di conto e misura del valore
• Strumento di riserva o fondo di valore
Stumento di conservazione della ricchezza

Funzione di mezzo di scambio

Moneta-merce
Moneta attività reale, rappresentata da un bene con valore intrinseco che coincide con valore dello scambio (oro)

Moneta-segno
Moneta attività finanziaria, rappresentata da mezzi di scambio con valore intrinseco nullo o comunque inferiore al
valore dello scambio (banconote e moneta metallica divisionale, depositi bancari)
Banconote + moneta metallica = circolante

La moneta-segno è un’attività finanziaria, accettata in pagamenti perché:

• Lo stato ne sancisce il potere liberatorio = moneta legale stampata dalle banche centrali, con una serie di vincoli
Deve sempre essere accettata, il pagamento viene sempre riconosciuto in modo immediato.

• Per accordo tra le parti = moneta fiduciaria (o moneta bancaria, moneta scritturale costituita da depositi in conto
corrente a vista), utilizzata mediante servizi di pagamento (Assegni bancari, bonifico, utilizzo di carte credito e
bancomat)
Questa moneta viene definita scritturale perché si trasferisce attraverso scritture contabili.
Viene definita fiduciaria perché diversamente dalla moneta legale, nel momento in cui accetto un pagamento fatto con
assegno o bonifico mi sto fidando del fatto che il conto ci sia, sia aperto e ci siano le disponibilità sufficienti per
eseguire il pagamento.

Funzione di unità di conto e misura del valore


La moneta legale ha:

• Valore nominale certo


• Valore reale (o potere di acquisto) che muta nel tempo insieme in base a inflazione/deflazione

Funzione di strumento di riserva o fondo di valore


La moneta segno è accettata in pagamento perché rappresenta un potere di acquisto nello spazio e nel tempo
La moneta, essendo immediatamente spendibile, non necessita di alcun processo di conversione è già un mezzo di
pagamento è uno strumento perfettamente liquido. Viceversa, per poter esercitare il potere di acquisto incorporato in
altre attività finanziarie, è necessario trasformarle in moneta (vendendole), sostenendo un costo.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Funzione monetaria del sistema finanziario

Consiste nella:

• Produzione di moneta legale e bancaria


• Erogazione di servizi di pagamento
I pagamenti sono tutte le transazioni che avvengono all’interno del sistema economico

Sistema dei pagamenti, lega tutte le banche tra loro, di un paese o dell’Unione monetaria europea legate da un unico
circuito sul quale circolano le monete (scritture contabili) che consentono di effettuare in tempo reale dei pagamenti in
tutta Europa.
Nel circuito del sistema dei pagamenti transitano anche tutti i flussi legati alle transazioni finanziarie quindi anche
relativi alla conduzione della politica monetaria. L’architettura tecnologica del sistema dei pagamenti è molto
importante per una banca centrale perché avere una buona funzionalità consente di avere una efficacia anche nella
realizzazione dei trasferimenti di moneta.

MONETA ELETTRONICA E MONETA VIRTUALE

Moneta elettronica
È un tipo di moneta (genere monetario) soggetto a regolamentazione. È un valore monetario memorizzato in un
microprocessore o elaboratore, incorporato in strumenti di pagamento utilizzabili in via telematica (carte di
pagamento).

Moneta virtuale
(O denaro digitale o cripto monete/valute): è un tipo di moneta NON regolamentato (quindi priva di qualsiasi garanzia
istituzionale) e non accettato dalla generalità degli operatori (è rilasciata e controllata dai suoi sviluppatori ed è
accettata da una specifica comunità virtuale). Gli scambi sono anonimi.
La moneta virtuale NON è moneta «completa» perché (ad oggi) è in grado di svolgere solo in parte le 3 funzioni
indicate. Ad es. Bitcoin
Ha una circolazione all’interno di un gruppo circoscritto di soggetti che hanno tra loro la convenzione di accettare
quella scrittura come regolamento di pagamenti.
Non è una moneta completa perché svolge solo in parte le tre funzioni.

Profilo della liquidità


La moneta può essere un’attività finanziaria
sulla base del grado di sostituibilità con la
moneta legale o moneta circolante, cioè:

• Del suo grado di liquidità ( = conversione


immediata in moneta-circolante)

• Del costo ( = costi della conversione in


moneta-circolante)

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

TIPOLOGIE DI ISTITUZIONI FINANZIARIE

Le istituzioni finanziare
Sono operatori professionali che, con diverse modalità, agevolano la stipulazione di contratti finanziari e il
funzionamento dei mercati (nel circuito diretto e nel circuito indiretto).

Tipologie:
• mediatori finanziari
• trasformatori finanziari

DIRETTO
MERCATI

SFIO SURPLUS
DEFICIT SRO

INTERMEDIATO

INDIRETTO

QAT

Mediatori finanziari
Operano a supporto del circuito diretto
Hanno la funzione di agevolare le transazioni e il funzionamento dei mercati, offrire servizi di natura finanziaria ma la
loro attività non comporta la stipulazione di un contratto finanziario. I mediatori finanziari aiutano la formazione di un
contratto ma non lo stipulano.
Non sono una parte del contratto ma guadagnano commissioni per il servizio di assistenza nel senso che possono
trovare valutatore, notaio, cercare banca per finanziamenti e studiare in generale le migliori soluzioni finanziarie.
I mediatori finanziari non comprano o vendono (stipulano) il contratto ma fanno si che esso venga stipulato nel migliore
dei modi.

I mediatori finanziari:
• Svolgono una funzione di agevolazione della stipulazione dei contratti e di funzionamento dei mercati
• Non stipulano contratti finanziari
• Guadagnano commissioni

I mediatori finanziari sono


broker (raccolgono manifestazioni di interesse a stipulare un certo contratto e trovano chi vuole intervenire nella
transazione)
dealer (soggetti che mettono in contatto le parti ma si costituiscono un magazzino di strumenti finanziari e titoli e lo
utilizzano per aiutare transazioni quindi sono compratori e venditori dello strumento finanziario, le fonti di i guadagni
sono le commissioni ma un dealer diversamente dal broker può avere costi e ricavi tra il prezzo di acquisto e di vendita
di un prodotto finanziario)
gestori (sgr = gestiscono patrimoni di un settore in surplus sulla base di un mandato, perché vuole attuare investimenti,
un gestore guadagna le commissioni)
consulenti (sim = società di investimento mobiliare, fanno un lavoro di advisor, di consulenza).

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Trasformatori finanziari
Qualitative Asset Trasformer (QAT)
Si pongono come controparti nella stipulazione di contratti finanziari con datori e prenditori finali di fondi.
Il risultato della loro attività si traduce nello stato patrimoniale e in attività e passività. L’attività dei trasformatori
finanziari ha una duplice misurazione: la prima è lo stato patrimoniale (contratti finanziario che definiscono attivo e
passivo).

Li differenzia l’attività di trasformazione di (anche loro hanno rischio imprenditoriale per via della trasformazione)
• Rischi
Prende su di se dei rischi perché diventa obbligato principale o creditore del contratto finanziario quindi combinando il
loro attivi e passivo, un trasformatore finanziario trasforma i rischi (finanziari e puri come compagnie di assicurazione)

• Flussi finanziari (importi, scadenze, forme tecniche)

L’input nelle istituzioni finanziarie possono essere i depositi; il capitale fisico è poco (hanno bisogno di un sistema IT), il
lavoro è importante perché svolgono il lavoro di trasformazione (labor intensive)
L’output può essere l’erogazione del credito.
I trasformatori finanziari usano:
Input come capitale finanziario e usano un altro input che è la reputazione.

La trasformazione di rischi e risorse minerarie:


• È l’oggetto della funzione di produzione dei QAT
• Ne caratterizza il rischio imprenditoriale
• Avviene impegnando il capitale e la reputazione dei QAT

Sono QAT (trasformatori finanziari)


• Banche
• Assicuratori (compagnie di assicurazione)

Si tratta di categorie astratte che non coincidono del tutto con le configurazioni istituzionali presenti in un determinato
sistema.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Funzione di produzione delle banche


La funzione della banca è l’intermediazione creditizia cioè quell’attività di contemporaneo svolgimento di un’attività di
raccolta di passività anche monetarie a cui corrisponde un’attività di impiego attraverso l’erogazione di crediti.

• Raccolta di passività (raccolta dei depositi delle famiglie)


Il deposito è un’attività finanziaria per le famiglie e una passività finanziaria per le banche.
Questi depositi possono essere anche monetari, hanno una forma tecnica che attribuisce ai depositi la capacità di
essere moneta.
All’attivo delle banche ci sono gli impieghi che descrivono l’intermediazione creditizia, sono i crediti, i finanziamenti, i
contratti di debito attivi che la banca contrae con i soggetti in deficit finanziario.
Questo procedimento avviene attraverso una trasformazione dei rischi e delle scadenze.

Un deposito monetario ha scadenza “a vista” quindi può essere movimentati come si vuole, senza preavviso.

• Erogazione di crediti
Intermediazione creditizia (trasformazione rischi e scadenze)
La loro QAT è basata su contratti di debito (attivi e passivi)

Le banche fanno affidamento sulla legge dei grandi numeri per cui non esiste statisticamente un caso in cui i
depositanti ritirino assieme i loro depositi, inoltre le regole di gestione della banca regolano il loro stato patrimoniale e
anche i depositi e il patrimonio.
Attivo (crediti e riserve di liquidità, funzione cuscinetti se i depositanti dovessero chiedere risorse più di quanti hanno
depositato).
Un depositante ha un’attività finanziaria senza rischio perché è sicuro di avere indietro il proprio deposito (in Italia).

L’attività di trasformazione qualitativa delle banche è tutta basata solo su contratti di debito.
Il guadagni delle banche hanno redditività in conto economico dato tra interessi attivi (ricavi dai contratti di credito) e
interessi passivi (passività delle banche cioè i depositi).
I depositi sono spesso considerati un output intermedio perché anche per produrre un deposito serve un lavoro
all’interno della banca.

Funzione di produzione degli assicuratori


Gli assicurati pagano un premio (costo del contratto), la funzione degli assicuratori è complicata da come è strutturato
il contratto assicurativo che ha una dinamica.
Nel conto economico di un assicuratore, processo finanziario dell’assicuratore, incassa dei premi (fatturato degli
assicuratori per stipulato i contratti) a fronte di ciò l’assicuratore scriverà un debito nel confronti della massa dei propri
assicurati, nel momento in cui negozia i contratti, incassa i premi.

Preso un gruppo di assicurati sullo stesso livello di rischio a stimare quali dei suoi assicurati subita il danno e prevede
quanto dovrà accentare per liquidare gli indennizzi.
Questa attività si esplicita nella formazione di riserve tecniche (debito che l’assicuratore registra nei confronti della
massa dei suoi assicurati).

• Raccolta di premi
• Erogazione di indennizzi
Formazione di riserve tecniche (debito nei confronti degli assicurati)

La loro QAT è basata su contratti assicurativi e contratti di debito attivi.


Particolarità funzione di produzione: I costi si verificano in una fase successiva a quando si verificano i ricavi (inversione
del ciclo finanziario).
Dal punto di vista della liquidità, hanno un esborso quando pagano indennizzi ma non è detto che ci sia nel corso
dell’esercizio quindi nell’attività delle compagnie di assicurazione ci sono gli investimenti e impieghi di gestione
(liquidità e cassa ma è una scelta subottimale).

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Le tecniche di base di trasformazione dei rischi


Trasforma il rischio dell’assicurato in certezza e lo trasforma in certezza in relativa certezza anche per sé perché riesce a
fare una stima delle riserve tecniche sulla legge dei grandi numeri

Diversificazione
• Il rischio (inteso come varianza del rendimento atteso) di un portafoglio diversificato è inferiore al rischio delle singole
attività che lo compongono

Regola fondamentale che dice che il rischio che possiamo interpretare come varianza (distanza tra valore minimo e
valore massimo) del rendimento atteso (valore atteso perché quando valutiamo progetti finanziari, si dovrà realizzare
ancora un accadimento) secondo la quale:
Il rischio di un portafoglio con attività finanziare a diverso rischio, costituisce un rischio complessivo minore di un
portafoglio come somma di attività con lo stesso rischio.

Due “vie” di realizzazione dell’obiettivo (diversificazione):

• Scelta di attività finanziarie non correlate (in correlazione perfetta Cov (A,B, C/) = -1)
Se cimoigno un portafoglio di crediti tutti nei confidenti di imprese che lavorano nel settore metallurgico e si
determina una crisi mondiale del settore, il mio portafoglio di crediti perde di qualità.
Se invece finanzio un po’ di imprese in settori diversi e quindi investo in attività non correlate la mia perdita sarà
minore perché non c’è correlazione o comunque è molto debole.

• Aumento del numero (e della tipologia) delle variabili che compongono il portafoglio
Diversificazione per rami.

Leggi dei grandi numeri


Al crescere della numerosità di un portafoglio di rischi tra loro omogenei cresce la possibilità che la probabilità di
accadimento sia uguale alla frequenza osservata (la probabilità di errore tende a zero al tendere all’infinito del numero
delle prove).

Ha insieme dimensione monetaria e finanziaria legata ai rischi.

La dimensione macroeconomica della funzione degli intermediari (QAT)

Funzione monetaria
È la capacità di creare moneta e di offrire servizi di pagamento.

• È diversa tra banche ordinarie e banca centrale (che é l’unica che può creare moneta legale e crea base monetaria)
• Le banche ordinarie creano moneta (fiduciaria) (e credito) attraverso un meccanismo normalmente descritto come
moltiplicatore

Definizione di moneta:
La moneta è passività a vista per le banche, ma la banca centrale stampa moneta mentre le altre banche stampano
moneta in base a quella centrale.

• La moneta è intesa come circolante e moneta bancaria (passività delle banche)

• Come base monetaria = debiti della banca centrale


Il debito della banca centrale è un circolante e sono i depositi a vista presso la banca centrale.

• Moneta legale e moneta fiduciaria

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

È la capacità di creare credito e di svolgere attività di screening e di monitoring dei prenditori di credito.
• È collegata alla funzione di collegamento tra settori (che può avvenire anche attraverso l’uso di strumenti finanziari)
• Le banche ordinarie creano credito attraverso un meccanismo normalmente descritto come moltiplicatore.
• Gli assicuratori «creano» credito operando investimenti in strumenti finanziari (rinvio)

Il mercato monetario è il mercato dove si negozia moneta o strumenti finanziari ad elevata liquidità che hanno la
possibilità di essere trasformati in moneta in tempi relativamente contenuti per la loro liquidità naturale (flussi di cassa
prodotti dallo strumento finanziario sulla base del funzionamento dello strumento) oppure liquidità artificiale cioè
ricavata dalla possibilità di essere trasformato senza costi

Il processo di moltiplicazione (profili macro delle funzioni)


Sono utilizzati tre moltiplicatori:
• Della moneta: lega la quantità di moneta (M) alla Base Monetaria (BM)
• Del credito: lega la quantità di credito (C) alla BM
• Dei depositi: lega la quantità di Depositi (D) alla BM

Che cosa lega base monetaria e moneta? Una relazione di moltiplicazione, cioè data una variazione di base monetaria
su determina un processo tale per cui la quantità di moneta presente in un sistema è direttamente proporzionale alla
quantità di base monetaria.

BM M
ABM 1 AMY
Mlsnottiplicatore
La banca centrale fa la politica monetaria perché è in grado di controllare i meccanismi di moltiplicazione e quindi di
controllare gli aggregati monetari.
Il moltiplicatore è un coefficiente attraverso il quale una variazione di base monetaria per il moltiplicatore della moneta
me ne da la variazione che deriva della quantità di moneta è con lo stesso meccanismo, da la variazione
dell’ammontare complessivo dei depositi e la variazione dell’ammontare complessivo dei debiti.

Politica monetaria e sua trasmissione


Gli strumenti della politica monetaria riguardano fattori di mercato (quantità –BM- prezzi – tassi a breve)

Tre aggregati monetari di riferimento:


• M1= CIRC+DEPinC/C
• M2 =M1+DEP fino 2 anni e preavviso max 3 mesi
• M3= M2+af a breve termine (pct, fci monetari, titoli di mercato monetario, obbligazioni fino a 2 anni)

La trasmissione della politica monetaria è in carico alle banche in primo luogo attraverso il meccanismo dei prezzi
(tassi) e in relazione alle funzioni di preferenza del pubblico.

ABM PUBBLICO

dare sina.ua PBfffpIacrea Ègli


ddEPH rl.ro
nn
ti ho 80
DCRC.lt c EP 100

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

C’è un impulso che nasce dalla banca centrale che è una variazione di circolante.
Questa moneta entra nel sistema economico e si trasforma in moneta che sarà al pubblico che ne terrà una parte di
risparmio (deposito in banca) e una parte lo mantiene in liquidità.
Determinerà una variazione di depositi nelle banche.
Le banche tengono una parte delle riserve come liquidità perché tutti i loro depositi sono rimborsabili a vista.
Il Delta depositi è 100 quindi il Delta crediti sarà 80.

Riserve libere
Quindi ogni banca deciderà la frazione di rapporto incrementale per stabilite le riserve liquide

Riserve obbligatorie
Liquidità che è un deposito verso la banca centrale, regolato a tassi di mercato.

Sono uno strumento di politica monetaria per la banca centrale


Se la banca centrale aumenta il coefficiente di riserva obbligatoria fa una manovra restrittiva cioè frena il processo di
moltiplicazione perché data una variazione unitaria di base monetaria l’impatto che si genera in termini di variazione
del credito è più piccolo.

La variazione di crediti entrerà in circolo nel sistema è potrà essere utilizzata di nuovo perché torna al pubblico una
variazione di liquidità e si ripete lo stesso meccanismo, la variazione è ogni volta più piccola.
La variazione di crediti è più che proporzionale rispetto alla variazione di base monetaria.

Tutto ciò genera i moltiplicatori delle tre grandezze monetarie:


• D/BM = 1/(c+rl+ro)
• M/BM = (1+c)/(c+rl+ro)
• C/BM = (1-rl-ro)/(c+rl+ro)

Funzione creditizia
(sia dalle banche attraverso finanziamenti ma anche dalle compagnie di assicurazione attraverso strumenti di debito dai
settori in disavanzo ma le compagnie di assicurazione sono investitori e potrebbero erogare crediti anche se in misura
molto piccola).

È la capacità di creare credito e di svolgere attività di screening e di monitoring dei prenditori di credito.
È collegata alla funzione di collegamento tra settori (che può avvenire anche attraverso l’uso di strumenti finanziari).
Le banche ordinarie creano credito attraverso un meccanismo normalmente descritto come moltiplicatore.
Gli assicuratori creano credito operando investimenti in strumenti finanziari (rinvio).

Definire unzione creditiriza e quali sono gli intermediari che possono svolgerla?
La funzione creditizia può essere analizzata dal punto di vista macroeconomico (creare credito) o dal punto di vista
macroeconomico (sottoscrivere passività finanziarie dei settori in deficit).
Le banche svolgono primariamente una funzione creditizia anche attraverso funzioni di screening e monitoring e le
assicurazioni funzione creditizia attraverso strumenti rappresentativi del debito.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Funzione di trasmissione della politica monetaria


Attività attraverso la quale gli intermediari sono in grado di recepire impulsi della banca centrale e tradurli al pubblico
attraverso domanda di depositi e offerta di credito.

La politica monetaria è articolata sulla base degli obiettivi finali della politica economica
Gli obiettivi finali della politica economia di un paese (fatta dal governo)

Strumenti diretti per esempio i massimali per cui si può dire che i crediti non possono crescere poi del 10% in un anno.
Ma generano delle situazioni per aggirare le norme per rispettare le pressioni della domanda.
Il vincolo di portafoglio è un vincolo per cui le banche devono comprare almeno una certa percentuale di titoli di stato
altrimenti sanzione.

Gli strumenti che usa di più la banca centrale sono interventi dove si modificano le condizioni di convenienza.
Per esempio se la banca centrale spinge i tassi verso l’alto, cambia le condizioni di mercato e quindi la banca centrale
deve essere capace di interpretare il comportamento degli operatori e leggere le funzioni di convenienza.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Fare politica monetaria in questo modo vuol dire rispettare le regole di mercato ma si rischia di non raggiungere gli
obiettivi economici.
Nel mercato monetario c’è la banca centrale che negozia la base monetaria e compra (immette base monetaria nel
sistema) e vende titoli.
Facendo operazioni sul mercato monetario, avendo come parti le banche, sono condizionate nel sistema e dal livello
dei tassi.

Eurosistema BCE e Banche Centrali

Due livelli di decisione:


Alcune tematiche di politica monetaria
riguardano tutti i paesi dell’Unione
europea ma la conduzione della politica
monetaria in senso stretto è legata
all’eurosistema

La conduzione della politica monetaria


è dell’eurosistema, parte dei paesi
dell’Unione europea

La BCE fa da interfaccia per la politica


monetaria, di cui fa parte anche la
banca d’Italia (ha perso un po’ di
sovranità)

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

BANCHE E INTERMEDIARI CREDITIZI

Definizione (giuridica ed economica) di banca


La fonte è il testo unico bancario che regola l’attività delle banche partendo dalla definizione di banca e definendo le
condizioni relative alla riserva di attività.
Per alcuni intermediari finanziari esiste una riserva di attività legale, alcune attività possono essere svolte solo da
soggetti che sono stati autorizzati a definirsi banche o compagnie di assicurazione..
Il testo unico bancario è un’aggregazione di leggi ed è lo strumento normativo che recepisce la normativa comunitaria.

Se nella ragione sociale si vuole inserire la parola banca bisogna essere autorizzato a farlo, avendo determinati requisiti
ed essendo sottoposto ad alcuni controlli.
I soggetti per cui esiste una riserva di attività, sono soggetti iscritti nell’albo pubblicamente consultabile che ha la
funzione di dichiarare che un determinato soggetto presenti determinati requisiti per esercitare l’attività.

Definizione giuridica
Intermediario che effettua contestualmente attività di credito e di raccolta dal pubblico di depositi che vengono
accettati come mezzi di pagamento.
Solo una banca può svolgere quella che è intermediazione creditizia.

Definizione economica
Si possono identificare diversi tipi di banca.

Definizione di banca
Ogni banca ha il suo business model quindi combinazione di attività definita sulla base di come la banca intende
operare per eseguire il suo obiettivo (creazione di valore).
Il suo modello di business è la modalità di svolgimento dell’attività.

Le banche svolgono prestazione di servizi di vario tipo, perché all’attivo della banca troviamo crediti, investimenti in
strumenti finanziari, investimenti fissi, partecipazioni, strumenti derivati (in attivo e passivo) e nel passivo troviamo
depositi, obbligazioni strutturate..

Il margine di intermediazione nel conto economico scalare delle banche partendo da un ricavo dato dal margine di
interesse + ricavi da commissioni + risultati dell’attività di negoziazione strumenti finanziari

Il core business è l’intermediazione creditizia (raccolta- impieghi) ma le banche si sono trasformate nel tempo e oggi
sono imprese multiprodotto/multibusiness e assumono modelli operativi (business models) variegati.
Accanto alla intermediazione creditizia le banche effettuano una prestazione di servizi di varia natura, oltre che ad
attività di investimento in strumenti finanziari.
La concreta attività di una banca può essere molto più articolata ed estesa della intermediazione creditizia e
comprendere una ampia gamma di servizi e operatività sui mercati e di mercato.

Solo le banche possono emettere passività monetarie verso il pubblico. Per questo sono inserite nelle istituzioni
finanziarie monetarie .

Cartolarizzazione
Processo finanziario che consente di incorporare il rischio di un’attività finanziaria in uno strumento finanziario e dopo
averlo incorporato verrà venduto a terzi ed esce dal bilancio della banca.
Viene costituita una società veicolo che ha un unico oggetto sociale, comprare il pacchetto di crediti da una banca.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Modelli/Stili gestionali
Il modello Originate to Hold (OTH). Più tradizionale, più facile ritrovare nei sistemi finanziari orientati agli intermediari
(Europa continentale).

Il modello Originate to Distribute (OTD), USA e UK. Più recente. Alla base e connesso con la crisi finanziaria dei
subprime quindi poi incentrata sulla securitizaton. Ma il punto di debolezza di questi modello è il rischio che chi
seleziona il credito non usi tutte le cautele che serve utilizzare per poter selezionare il credito migliore. Vedendo la
prospettiva di generare aumenti grazie alla trasformazione di rischi e crediti sul mercato, sono derivate le esplosioni di
politica economica e di difetti nella selezione del credito.

Il modello Originate to Share (OTS). Modello attraverso il quale un intermediario finanziario si preoccupa di originare il
credito e poi distribuirlo sul mercato.
Differente dal’OTD per la dimensione del credito, mentre nell’OTS hanno dimensione unitaria piuttosto ampia ma la
possibilità di cartolizzare rende il credito divisibile e frazionarlo sul mercato assieme al rischio.

Tipologie “economiche” di banca

• Banca universale
È una banca che offre alla clientela una gamma molto ampia di prodotti e servizi finanziari. Ogni operatore riesce
tendenzialmente a trovare risposta a tutte le esigenze di natura finanziaria.
L’altro modo di definire queste banche è banche miste, tutte le imprese trovano tutte le tipologie di assistenza
finanziaria. La commistione con l’industria cioè acquisizione partecipazioni ed emissione di credito.

La differenza tra banca universale e banca mista, la banca universale offre prodotti e servizi all’interno di un quadro di
regole, la regola più fondamentale è la separatezza tra banca e industria.
Oggi le banche operano in un quadro con una serie di limiti, la banca universale non ha vincoli di specializzazione di
alcun tipo.

• Banca specializzata
Il modello di business si focalizza su alcuni tipi di attività.

Specializzazione di due tipi:

Temporale
Deve svegliare se operare nel breve termine (depositi monetari utilizzati per fare finanziamenti a breve termine ma non
fanno finanziamenti degli investimenti) o nel medio-lungo (finanziamenti degli investimenti).
Non raccoglie risparmio nella forma monetaria ma attraverso strumenti a medio-lungo e a fronte di questi realizza
investimenti di medio-lungo termine (mutui e finanzia progetti di investimenti delle imprese).
In ogni caso diventano banche commerciali.
Una specializzazione temporale doveva essere di maggiore sicurezza per evitare che le banche prendano troppi rischi e
vadano di nuovo in crisi. Questa specializzazione, dagli anni ‘36 in avanti, questo vincolo è stato ammorbidito, quindi
alle aziende di credito è stato acconsentito di emettere obbligazioni e concedere strumenti a medio-lungo termine.

Funzionale
Divide le banche in categorie giuridiche (s.p.a., banche popolari, casse rurali artigiane) erano banche mutualistiche (una
testa un voto) nella forma di cooperative quindi non nella forma di società per azioni, inoltre l’operatività di queste
banche è rivolta con preferenza verso i soci.
La differenza tra banche popolari e casse rurali artigiane (banche di credito cooperativo oggi), è che le banche popolari
avevano dimensioni più grandi e non avevano connotazioni particolari nella tipologia dei soci (la maggior parte
imprenditori), mentre le casse rurali artigiane avevano il particolare orientamento verso soci che fossero agricoltori e
artigiani.
Le banche di credito cooperativo sono piccole e ad operatività semplificata e sono limitate a livello territoriale.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Casse di risparmio
Banche particolari il cui obiettivo è il piccolo risparmio, educare persone a risparmiare. Banche che non avevano
nessuna particolare inclinazione a finanziare le imprese perché il loro obiettivo era dare al risparmio un investimento
sicuro e quindi avere all’attivo titoli o crediti verso lo stato.
Erano fondazioni o associazioni creati dalla società civile.

La forma giuridica delle banche


(TUB d.lgs. 385/1993)

• Banche s.p.a.
Il loro obiettivo consiste nella crescita della ricchezza degli azionisti tramite la generazione di utili e la creazione di
valore.

• Banche cooperative: banche popolari e di credito cooperativo


Le banche popolari sono le vecchie casse rurali artigiane.
Vi sono limiti dell’ammontare del capitale sociale detenibile da ciascun socio, principio del voto capitario , vincoli
all’operatività nei confronti dei soci (mutualità prevalente, limiti alla distribuzione degli utili.
Se le banche mutualistiche aumentano di dimensione e si confrontano a livello di capitale con le banche s.p.a. allora
emergono i difetti di Governance (modalità attraverso la quale si forma la volontà e si elabora la strategia e quindi si
persegue l’obiettivo sociale).

Obiettivi divergenti: empire building (amministratore delegato non controllato può portare la banca a fare delle scelte
che non sono economicamente buone ma che lo fanno sentire più importante e basta, per questo serve un consiglio di
amministrazione)

Oggi il modello prevalente in Italia e in Europa è il modello delle banche s.p.a.

• Banca commerciale
A che fare con la clientela retail

• Banca d’investimento
Non ha operatività al dettaglio.
Non ha sportelli perché ha un modello di business focalizzato.

Merchant banks
Cura del reperimento di capitale da parte delle imprese. Tipicamente sottoscrive una parte del capitale dell’impresa
relativamente giovane o in un momento di discontinuità, poi quando l’impresa supera la fase la aiuterà a collocare la
azioni sul mercato e recuperare quotazioni.
Tutte le società che si occupano di venture capital.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

I modelli organizzativi di banca


Le banche molto piccole non sono mai un’unica struttura societaria ma è diffusa la configurazione del gruppo bancario,
Le banche si strutturano spesso nella forma di gruppo.
Società capogruppo che detiene partecipazione in altre società che possono essere totalitarie (100% del capitale) o
partecipazioni di maggioranza (la società capogruppo esercita pieno controllo sulle società del gruppo) o di minoranza
(non è detto che la capogruppo eserciti controllo).

Le banche si strutturano in gruppo per:

• Crescita dimensionale
Acquisendo un’altra società cioè comprare capitale di un’altra società

• Diversificazione (società prodotto)


Società che offrono carte di crediti, servizi di gestione del risparmio, riserve legali di attività (compagnie di
assicurazione e i servizi di gestione del risparmio in monte cioè non individuale) le compagnie di assicurazione possono
fare attività assicurativa assumendosi u rischi attraverso la stipulazione di contratti assicurativi e di polizze. Lo stesso
vale per il monte dei patrimoni, attività riservata ad alcuni tipi di società.
Se si vuole mettere dei prodotti di natura assicurativa o dei risparmi in monte non può farlo direttamente, può fare
degli accordi oppure acquisire società di gestione del risparmio che svolgono queste attività.
C’è in questo modo una separazione legale dal punto di vista giuridico, anche se per la strategia c’è unitarietà.

• Sviluppo di attività strumentali


Ad esempio società di elaborazione dati, custodia e trattamento della documentazione cioè attività strumentali allo
svolgimento dell’attività finanziaria che la banca può decidere se comprare come servizio che un terzo gli offre o
sostituendo l’attività di una società del genere.

La rilevanza delle strutture di gruppo bancario:

• Esigenze organizzative dell’attività —> produzione e distribuzione


L’intermediario che produce un contratto finanziario si prende il rischio del contratto.
La distribuzione dei prodotti finanziari invece avviene attraverso la rete distributiva (canali distributivi) gli sportelli e le
filiali e il web banking, chi distribuisce non si assume il rischio.
I prodotti che vengono distribuiti possono essere della banca o delle società del gruppo o di società con cui è stato
stipulato un accordo.

Qual è la differenza tra produzione e distribuzione e che ruolo ha il gruppo bancario nel contesto di questa scelta?

• Superamento delle riserve di attività —> Bancassurance e Risparmio gestito


Bancassurance, sono dei gruppi che però al loro interno, con uguale peso hanno una componente bancaria (parte
considerarla bancaria) e hanno una componente che è assicurativa (parte di business assicurativo) e una componente di
gestione del risparmio (sgr).
Il conglomerati finanziario è quindi un gruppo dove è più la prevalenza della banca.
A differenza delle Bancassurance, i conglomerati finanziari hanno assicurazioni banche che hanno più o meno lo stesso
peso. Il conglomerato finanziario tiene insieme soggetti che fanno business diversi e hanno ciascuno la sua riserva di
attività.
L’offerta di prodotti e servizi è a favore dei risparmiatori

Assure banking
È una banca captive, svolge un’attività che sia funzionale ai progetti del gruppo

• Le problematiche della governance —> Gruppo come risultato delle aggregazioni

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

La struttura dell’industria bancaria in Italia

Numero di banche e sportelli:

• Concentrazione (via M&A)


Il numero di banche si riduce e vi è la necessità di conseguire delle economie di scala cioè per poter svolgere secondo
criteri di economicità l’attività bancaria è necessario raggiungere una dimensione via via più elevata.
La redditività bancaria si sta riducendo ma una patrimonializzazione adeguata si può assicurare attraverso redditività
adeguata che riesca ad attrarre nuovi e più capitali.

• Crescente densità della presenza sul territorio (sportelli per abitante) —> bancabilità
Le reti distributive:

• Tradizionali (sportelli a piena operatività e sportelli leggeri)

• Innovative —> reti distributive e promotori finanziari, online banking

Un altro modo di valutare l’industria bancaria in Italia:


• Numero di gruppo bancario e composizione societaria dei gruppi
Partecipazioni in banche, partecipazioni in società finanziarie specializzate, partecipazioni in società strumentali

• Specializzazione e despecializzazione delle banche e dei gruppi:


specializzazione temporale e specializzazione funzionale

• Gruppo internazionali (UniCredit)


• Grandi gruppi nazionali (IntesaSanPaolo, UBI, MPS)
• Banche regionali (Banco Popolare, BPM)
• Banche locali (sistema delle BCC)

L’internazionalizzazione del sistema bancario:


• Passiva = presenza di filiali e filiazioni di banche estere
• Attiva = espansione all’estero —> quanto le banche italiane vanno all’estero e cosa fanno

L’affiliazione è una società autonoma che dipende completamente dalla società madre
Modalità: uffici di rappresentanza, filiali a piena operatività

I cambiamenti in corso nel sistema bancario italiano


Sono emersi fabbisogni di capitale per alcune banche.
Potranno rendersi necessarie operazioni di aggregazione tra banche.
È ancora da verificare l’efficacia del “doppio” sistema di vigilanza. Accrescerà l’omogeneità dei sistemi bancari?
Lascerà aree di differenziazione? Avremo un mercato bancario unico in Europa?

Sta cambiando significativamente il contesto competitivo: FinTech e TechFin nuove componenti del sistema finanziario.

Le aree di gestione delle banche


• Asset e Liability management (gestione finanziaria)
• Gestione del credito (anche NPL)
• Gestione dei rischi (credito, mercato, operativi, rischi di primo pilastro e altri rischi, reputazione, legale, cyber)
• Gestione del patrimonio (risorsa fondamentale all’interno della banca, scelta di dimensione e composizione del
patrimonio)
• Obiettivi di redditività e creazione di valore

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Clientela e altre banche

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Conto economico a scalare per far vedere come si forma la redditività partendo da un dato di fatturato.
Nel caso delle banche non si ha una produzione e un fatturato ma si ragiona in termini di margini (la particolarità della
produzione di una banca prende avvio sull’intermediazione creditizia quindi raccolta di depositi ed erogazione di
prestiti la cui differenza è il margine di interesse —> interessi att - interessi pax).
I depositi generano interessi passivi in termini di costi.
Il margine di interesse qualifica il tipo di atifivta delle banche.

Invece il margine di intermediazione è il vero indicatore del fatturato di una banca, imperniata sulla intermediazione
creditizia ma le banche fanno anche altri servizi che condizionano il livello complessivo di reddito e fatturato prodotto.

La differenza tra il margine di interesse è quello di intermediazione è il risultato delle attività non di intermediazione
creditizia che comunque una banca svolge.

Voci che portano dal margine di interesse al margine di intermediazione:


• Commissioni nette: sono una componente sulla quale le banche puntano (vuol dire che si stanno concentrando
sull’offerta di servizi, la redditività dell’intermediazione creditizia si sta riducendo. I livello basso dei tassi d’interessi
ha l’effetto di comprimere il margine di interesse e quindi i ricavi da interesse)

Mark to market di uno strumento finanziario (banche obbligate ad applicare principi contabili internazionali, quindi applicano IFSR
quindi attività e passività devono essere scritti a bilancio al loro valore di mercato e ciò genera il fatto che ad ogni scadenza di
scrittura del bilancio, bisogna andare a vedere portafoglio di strumenti finanziari e qual è il valore di mercato e scrivere il valore di
mercato a bilancio questo perché la differenza tra il valore di mercato e il valore delle mie attività e passività passa al conto
economico).
Banca ha in portafoglio BTP al 2% ma i tassi poi si alzano
Il mercato reagisce in modo tale da allineare il rendimento effettivo degli strumenti finanziari al livello dei tassi.
Il prezzo di quei BTP si abbassa in modo che il suo rendimento si avvicini al tasso di mercato.
Questo significa che una banca che ha un’attività a 98 ma il valore di mercato è 95, per le regole di bilancio internazionali il valore si
abbassa a 95 quindi avrà una perdita (seppur non monetizzata).
Il 3 di differenza lo scriviamo a conto economico al 110 (risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value).

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

• Rettifiche/Rieoese di valore netto per deterioramento


Quando i crediti diventano meno esigibili, il credito va riscritto per il suo valore reale.

• Costi operativi
Il più significativo sono le spese per il personale

Si illustri il business model di una banca e su indichi come questo possa essere desunto dal conto economico (?)
Individuare attività della banca attraverso la lettura dello stato patrimoniale e della banca (?)
Si commenti la struttura del conto economico della banca dando le aree di formazione della redditività (?)
Le aree di formazione della redditività si possono osservare dal conto economico in forma scalare.
Il margine di interesse, banche con elevata incidenza percentuale del tasso di interesse sul risultato operativo hanno
particolarmente sviluppata l’attività creditizia.
Il margine di intermediazione rappresenta un risultato più ampio, indicativo della redditività dell’attività di una banca
perché comprende i ricavi di commissioni, commissioni nette è il risultato del margine di intermediazione.
Una banca con incidenza del margine di intermediazione è di interesse particolarmente significativa è una banca che
sta potenziando l’attività di prestazione di servizi (commissioni nette) e attività di gestione finanziaria.
Dentro il margine di intermediazione entrano anche i risultati dell’attività di negoziazione di strumenti finanziari e i
risultati della valutazione degli strumenti finanziari.
Una voce importante è la voce 130 cioè quella riferita alla svalutazione/valutazione delle attività e in particolare dei
crediti di cattiva qualità inoltre è importante anche vedere le voci di costo (costo operativo) e tra questi
particolarmente importante i costi del personale e un’altra voce importante è quella delle tasse.

Gli intermediari creditizi non bancari in Italia


Sono generalmente intermediari specializzati ai quali è fatto divieto di raccogliere depositi dal pubblico. Tra questi vi
sono:

• Merchant Banks e società di venture capital


Queste società offrono servizi nell’ambito della fornitura di capitale di rischio alle imprese
Il capitale di rischio delle imprese sono azioni e quote di capitale. Le società finanziarie e i fondi di venture capital
sostengono imprese in fase di forte crescita che non hanno tutti i requisiti di bancabilità (accedere al credito bancario).
Durante la fase di quotazione, la merchant bank acquisita azioni sperando di rivenderle ad un prezzo più alto.
• Società di leasing
La società di leasing compra il bene è lo concede in leasing, alla fine del periodo di leasing la società può decidere se
riscattare il bene e diventarne proprietario oppure chiudere il contratto.

• Società di factoring
È anche un servizio quindi la società di factoring accompagna servizi di incasso al finanziamento (mandare avviso
all’impresa che deve pagare, ecc).

• Società di credito al consumo


Forma di credito rivolto ai consumatori, quindi alle famiglie e non alle imprese. Può essere finalizzato o non finalizzato.
Le carte di credito, erogo una carta di credito sto facendo un credito al consumo non finalizzato quindi do al titolare la
possibilità di usare un credito che può pagare a fine mese o anche a rate (carte revolving).
Il credito al consumo può anche essere per l’acquisto di beni di consumo durevoli (acquisto di un’auto).

• Confidi (consorzi di garanzia fidi)


Sono delle società cooperative che offrono i loro servizi solo ai loro soci e questi soci sono degli imprenditori.
I confidi offrono garanzie sui crediti che i loro associati ricevono dalle banche quindi il loro ruolo è quello di garante.
Può servire perché senza garanzia ci sono maggiori difficoltà per ottenere un finanziamento.
Spesso i confidi aiutano società che senza il consorzio fidi non otterrebbero il credito bancario.
Il rischio è che i confidi vadano in default per via del default delle imprese che garantiscono.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Questi intermediari non sono banche e hanno un attivo che è rinvenibile anche nell’attivo delle banche ma non fanno
raccolta monetaria tra il pubblico. Quindi hanno una struttura del passivo diversa da quella delle banche, la loro
struttura del passivo, finanziano i crediti che erogano emettendo obbligazioni (strumenti negoziabili quindi non
passività monetarie) oppure indebitandosi spesso con banche (indebitamento con operatori professionali).

Società di leasing, società di factoring e società di credito al consumo fanno forme di credito specializzato.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE E FONDI PENSIONE

Gli intermediari assicurativi e previdenziali


Sono soggetti che intervengono nel circuito di intermediazione indiretto.
Gestiscono in pool (rischi puri tra di loro omogenei, in modo da attuare le leggi dei grandi numeri) rischi che vengono
loro ceduti dagli assicurati, dietro corrispettivo di un premio, e si impegnano a indennizzare l’assicurato se il rischio si
verifica entro il periodo di validità del contratto.
Rischio di inferenza: la probabilità di accadimento viene individuata osservando la frequenza di accadimento.

Sono intermediari trasformatori, dal momento che trasformano i rischi puri assunti con i contratti assicurativi.

Sono investitori istituzionali perché investono i premi assicurativi (meglio le riserve) in attività finanziarie (reali).
Sono soggetti che investono le riserve in attività finanziarie e anche reali.

La regolamentazione
Esiste una riserva di legge per l’attività assicurativa. La fonte normativa principale è il codice delle assicurazioni.
La normativa impone una specializzazione delle compagnie di assicurazione in rami assicurativi (criterio omogeneità dei
rischi riconosciuto legislativamente).
La normativa riconosce il principio di base del funzionamento del meccanismo assicurativo, quindi che i rischi devono
essere omogenei.

Cosa è la riserva di attività (?)


Una determinata attività di natura finanziaria può essere svolta solo da un soggetto che può effettivamente svolgerà.
Le principali sono le banche, le assicurazioni e le attività di gestione del risparmio.

Rami assicurativi

• Assicurazione vita e capitalizzazione (6 rami)


Nelle assicurazioni vita i rischi su cui si scrivono le assicurazione riguarda al durata della vita umana che si declina in
rischio di premorienza (morte precoce) e sopravvivenza (rischio che il soggetto viva troppo a lungo)
Sono entrambi da valutare in senso relativa, cioè muoia troppo presto o muoia più tardi rispetto alla sua capacità di
consumo.
Nel caso di premorienza il rischio legato al profilo di consumo (ad esempio padre di famiglia che è l’unico titolare di
reddito muore, c’è un’esistenza di consumo da parte della famiglia per cui ci sono tipologie di polizze che coprono
questi rischio)

• Assicurazioni danni/elementari (18 rami)


Raggruppabili in 3 comparti:
• Assicurazione di cose (furto, incendio..)
• Assicurazione di persone (malattia, infortuni..) sono rischi puri
• Assicurazioni di responsabilità (RCauto, professionale..)

Una compagnia che è autorizzata ad operare nei rami vita non può operare nei rami danni e viceversa.
Configurazione del gruppo ,in un gruppo si ha una holding e avere due compagnie che operano in rami diversi però
devono esserci delle separazione dal punto di vista legale perché le logiche di funzionamento tra le due assicurazioni
sono diverse (assicurazioni generali).
C’è anche una separazione a livello contabile quindi il bilancio ha sezioni dedicate ai diversi rami, per rappresentare
separatamente le due attività tra di loro diverse.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Le imprese di assicurazione
Se operano nei rami danni gestiscono rischi in capo all’assicurato (orizzonte temporale breve):
• Attinenti il suo patrimonio (incendio, furto, responsabilità civile, ecc)
• Attinenti la persona (infortunio, malattia, ecc)

Se operano nei rami vita e capitalizzazione gestiscono rischi attinenti alla vita umana dell’assicurato (orizzonte
temporale lungo):
• Rischio di longevità
• Rischio di morte

Le differenze tra assicurazione danni e vita

• Assicurazione danni
Obiettivo di sottrarsi all’incertezza e reintegrare il patrimonio nel caso in cui si verifichi l’event dannoso.
Funzione indennitaria: propria delle assicurazioni di puro rischio, se si verifica l’evento, la compagnia di assicurazione
indennizza.

• Assicurazione vita
La finalità non è precisamente indennitaria.
L’elemento di puro rischio si associa a quello di accumulazione e investimento del risparmio. La durata dei contratti e la
loro natura genera l’inserimento di logiche di capitalizzazione.

Distinguere tra garanzia assicurativa (essenza del contratto, cioè contenuto della promessa) e polizza assicurativa
(contratto che cotonine una pluralità di garanzie) assicurativa quindi è il prodotto che comprende un pacchetto di
garanzie. Quando si guardano le polizze si trovano principalmente combinazioni miste tra garanzie caso morte e vita.

Classificazione tecnica (garanzie, del caso vita):


• Caso vita (costruire un capitale/rendita per sé)
Promette di pagare un capitale all’assicurato se l’assicurato alla data di scadenza del contratto sarà in
vita o fino a quando rimarrà in vita. Nel caso vita è più forte l’obiettivo di affrontare il rischio di
sopravvivenza e quindi di costituire un capitale e una rendita per se stessi. (Fondi pensioni sono una rendita
vitalizia).

• Caso morte (costituire un capitale/rendita per beneficiari)


Rischio di premorienza

• Miste (capitale a favore dei beneficiari, sia in caso di vita che di morte dell’assicurato entro la
scadenza contrattuale)
Insieme di garanzie vita e garanzia morte.

Il rischio di sopravvivenza e di premorienza è un rischio incerto solo nel tempo e quindi quando si colloca all’interno
della copertura assicurativa.
Se l’obiettivo e accumulare ricchezza si oppone di rinunciare oggi a del consumo per poter accumulare risparmio che
gli servirà in un futuro.
Un altra prospettiva è quella di chi ha già accumulato ricchezza.

Classificazione finanziaria:
• Rivalutabili: maggiorazione annuale del capitale/rendita mediante utili delle gestioni sperate
Il capitale assicurato è un meccanismo che si rivaluta nel tempo attraverso un meccanismo di
capitalizzazione. Una parte dell’attivo è segregato in una gestione separata i cui rendimenti conseguiti
vengono retrocessi agli assicurati

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

PAX CE
tnnzzp.to
ATIAIfRONTERT
Risiamo.IE

GESTIONESEPARATA

Calcolo la riserva tecnica e posso investirla nei mercati finanziari costruendo un portafoglio di attività finanziarie.
Per questo le compagnie di assicuratori sono investitori istituzionali.
L’arrivo a fronte delle riserve tecniche deve avere certe caratteristiche perché gli investimenti devono pur sempre
essere abbastanza sicuri. Prevenire rischio di insolvenza che mette in forse gli indennizzi.
Questo attivi a fronte delle riserve tecniche produce interessi attivi , dividendi e guadagni in conto capitale (utili e
perdite da negoziazione).

Le polizze rivalutabili vengono vendute all’assicurato dicendo che il capitale assicurato nella polizza potrà rivalutarsi per
effetto della gestione finanziaria quindi ciò che deriva dal risultato di guadagni in conto capitale non sarà interamente
destinato alla compagnia di assicurazione.

Argomentare la natura finanziaria delle polizze vita (?)

• Index linked: entità del capitale assicurati e rendimento dipendono dall’andamento di mercato
dell’indice azionario, eventuale garanzia del capitale investito o capitale minimo.
Vengono utilizzate per stare investimenti a un capitale già esistente. Sono normalmente a premio unico
che è un capitale nelle quali l’entità del capitale assicurato e dunque il rendimento dipendono dal
rendimento di mercati di un indice azionario. Il capitale assicurato lo definiamo 100 poi quello che renderai
alla scadenza della polizza dipende da quello che è stato l’andamento dell’indice (apprezzamento e
deprezzamento).
Il contenuto assicurativo che lo differenzia da un elemento finanziario sta nel fatto che spesso una parte
del premio assicurato viene usato per alimentare una polizza caso morte o mista.

• Unit linked: entità del capitale assicurato e rendimento dipendono dal valore di fondo di
investimento interno costituti dalla compagnia assicurativa investendo i premi versare
Il capitale sarà denominato in quote di un fondo comune di investimenti e quindi il rendimento dipenderà
dal rendimento del fondo comune di investimento.

L’elemento dannoso si deve verificare nel periodo di validità della polizza altrimenti la compagnia assicurativa non
interviene, per cui il rischio è a carico.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

L’equità del contratto passa


attraverso la prestazione
dell’assicurato e la prestazione
dell’assicuratore.

Prestazione assicurato = premio


Prestazione assicuratore = capitale

Il valore attuale è il risultato del


portare ad oggi un capitale che
viene a maturare ad una certa
scadenza. Il calcolo avviene
attraverso il tasso tecnico e il tempo
che serve per arrivare ad
un’equivalenza premio e capitale.

Si calcolano i premi usando delle


tavole attuariali che riguardano le
probabilità e coefficienti della
popolazione.

Condizioni per l’assicurabilità di un rischio

Rischio omogenei
Esistenza di un numero elevato di soggetti esposti in ugual misura allo stesso rischio.
L’applicazione della legge dei grandi numeri consente di formulare previsioni attendibili in merito all’incidenza dei
sinistri sulla collettività degli assicurati (frequenza dei sinistri).
Esistono operatori che assicurano rischi relativamente meno frequenti, ad esempio rischi catastrofali.
Probabilità di accadimento dell’evento temuto da ciascun soggetto non correlate e indipendenti dal comportamento
del soggetto assicurato (moral hazard). Il livello di rischio è comunque contenuto o regolabile.
Misurabilità del danno cioè ricerca o possibilità di trovare un’unità di misura adeguata per l’entità del danno.

Si illustri il processo produttivo dell’impresa di assicurazione


Nel caso della compagnai di assicurazione operante sulla durata della vita umana il parametro non è solo la probabilità
di accadimento ma anche un parametro finanziario in senso proprio di accumulazione del capitale.

Un’impresa di assicurazione stima le probabilità di accadimento degli eventi dannosi e, sulla base di ciò, determina i
premi (unico o periodici) da far pagare agli assicurati (incassi).

Il processo produttivo è sempre lo stesso: c’è un rischio, si scrive il contratto, si calcola il premio sulla base della
probabilità di accadimento di evento temuto, nel caso delle assicurazioni vita oltre a ciò si tiene conto anche
dell’elemento strettamente finanziario (interesse sull’accumulazione).
Le assicurazioni pagano le prestazioni a favore degli assicurati.

Cioè che differenzia le assicurazioni vita o danni è l’orizzonte temporale cioè il momento del pagamento del premio e il
momento del’indennizzo
Nel caso delle compagnie vita il tempo è lungo e questa durata, assieme alla funzione di accumulazione del capitale di
risparmio genera nel fatto che le compagnie di assicurazione fanno questo lavoro in modo più marcato.
Le riserve tecniche dei rami vita sono riserve matematiche cioè il debito nei confronti degli assicurati che va maturando
nel tempo e la funzione, oltre a quella di coprire un certo rischio è quella di supportare un processo di accumulazione o
investimento del capitale.
Le riserve matematiche rappresentano il valore del debito nei confronti degli assicurati che va nel tempo crescendo per
effetto del processo di accumulazione.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Nel caso dei rami danni, la distanza temporale cioè il processo produttivo è breve.
Non si parla di riserve matematiche ma di due tipologie di riserve:
• Riserve premi
Hanno a che fare con un processo di competenza contabile.
• Riserve sinistri
L’assicurato contro incidenti auto, avviene incidente, il danno denunciato e passa del tempo tra la denuncia del danno
e il pagamento dell’indennizzo.

La gestione di un’impresa di assicurazione

Gestione tecnico-assicurativa (attuariale):


• assunzione rischi
• costituzione e gestione del portafoglio rischi
• attività di coassicurazione e riassicurazione
Se il portafoglio rischi è un po’ sbilanciato e squilibrato posso scrivere un contratto di assicurazione di secondo grado e
questa operazione si chiama riassicurazione. Trasferisce un pezzo del portafoglio i rischi ad un’altra compagnia di
assicurazione.
• ispezione dei danni e liquidazione dei sinistri

Gestione finanziaria e patrimoniale:


• gestione degli investimenti in attività reali e finanziarie effettuati con le riserve
È la gestione degli attivi delle compagnie di assicurazione
• il portafoglio di investimenti ha una composizione differenziata a seconda che si tratti di ramo vita o danni (in
quest’ultimo caso si osserva una maggiore incidenza di investimenti di ml/t, soprattutto in immobili e titoli azionari)

Il peso delle assicurazioni in Italia


Il mercato assicurativo italiano è caratterizzato da un elevato livello di concentrazione.
La RCauto è obbligatoria, per cui c’è domanda prodotti assicurativi spinta.

La struttura del mercato assicurativo


La crescita della bancassurance:
• integrazione tra banche e assicurazione non solo nella commercializzazione congiunta di prodotti bancari/assicurativi,
ma anche nella definizione di strategie, modelli operativi e organizzativi
Ha introdotto un cambiamento nelle tipologie e nelle specifiche tecniche dei prodotti.

Il grado di concentrazione del settore è molto


• pochi operatori detengono quote di mercato significative

Il grado di internazionalizzazione (in entrata e uscita) è molto elevato.

La crescita della multicanalità nella distribuzione delle polizze.


Le filiali di una banca ci sono i dipendenti della banca, l’agenzia assicurativa è un’agenzia dove c’è un imprenditore che
è il titolare che ha con la compagnia di assicurazione un accordo, un mandato

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

I FONDI PENSIONE

Dal punto di vista della prestazione i fondi pensione svolgo un’attività assimilabile alla polizze assicurative. Le
polizze di rendita e caso vita sono il meccanismo logico dentro al quale si collocano le prestazioni fondi pensione.
Il sistema previdenziale italiano risponde al bisogno sociale di fronteggiare il rischio di sopravvivenza. Esiste una
previdenza pubblica obbligatoria per cui chi lavora deve versare in parte a carico proprio, in parte a carico del
datore di lavoro, una parte del suo stipendio per alimentare la previdenza pubblica.
I fondi pensioni sono patrimoni separati gestiti da una SGR.
La pensione è una rendita vitalizia reversibile, cioè può essere versata a certe condizioni al coniuge sopravvivente.
Si versano dei contributi previdenziali per pagare le pensioni.

I fondi pensione costituiscono il 2 pilastro del sistema previdenziale italiano:


1 - previdenza pubblica
2 - fondi pensione (previdenza integrativa)
3 - assicurazioni e fondi pensione con adesione individuale

Meccanismo a capitalizzazione
Verso la mia contribuzione e questa contribuzione viene accantonata solo per me e viene dato investimento alla
contribuzione in modo che la pensione sarà definita partendo dal capitale che è andato accumulandosi.

Il funzionamento dei fondi pensione

• Fase di accumulazione (l’aderente versa contribuzioni periodiche nel periodo lavorativo)


Lo statuto del fondo dice come devono essere fatti i fondi e chi deve farli

• Fase di gestione del portafoglio (ANDP, attivo netto destinato alle prestazioni; ruolo della banca depositaria)

• Fase di erogazione della prestazione pensionistica (è una rendita; erogata a partire dall’uscita dalla fase lavorativa
pensione)

A seconda che il fondo sia sindacale o offerti da un operatore finanziario possiamo parlare di 2 o 3 pilastro

Le similarità con i fondi comuni di investimento

• Fase di accumulazione
Compro quote del fondo comune di investimento che è un capitale

• Fase di gestione del portafoglio

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

I MERCATI FINANZIARI E I MERCATI MOBILIARI

Canale intermediato (QAT)


Canale diretto (operazioni di mercato, attorno al quale è strutturata la securities industries)

Il mercato è un luogo dove si cambiano beni e servizi dove si scambiano contratti o strumenti finanziari.

Mercato primario e mercato secondario


I servizi offerti dagli intermediari mobiliari agevolano le emissioni (mercato primario) e le negoziazioni (mercati
secondario) di strumenti finanziari.

Negli strumenti finanziari la liquidità naturale è quella generata dal pagamento dei dividendi.
La liquidità artificiale è la possibilità di uscire dall’investimento vendendo lo strumento finanziario.

Che differenza c’è tra liquidità natura e liquidità artificiale di uno strumento finanziario e come si ricollega alle tipologie
di mercato (?)
Flussi di cassa naturalmente prodotti e flussi di cassa generato attraverso la vendita e mercato primario dove lo
strumento viene emesso e collocato e poi mercato secondario dove ad un primo sottoscrittore ne subentra un altro per
cui lo strumento finanziario viene negoziato.

Holding period: periodo in cui un investitore mantiene nel suo portafoglio lo strumento finanziario
Maturity: durata contrattuale

Esiste un legame tra efficienza e funzionalità del mercato secondario e primario perché per un investitore sapere che
potrà uscire dall’investimento e modificare il suo holding period.
L’efficienza del mercato secondario deve essere effettiva e ci deve essere garanzia che funzioni, dove la venuta di
strumenti finanziari è ben accolta a prezzi adeguati, in modo che ci sia mercati anche sul primario è che quindi vengano
emessi strumenti finanziari che rispondono a più esigente contrattuali.

I servizi di intermediazione mobiliare


Il broker riceve ordini di acquisto e di vendita e ne da esecuzione così come lo riceve.
I broker odorano all’interno di mercati che possono funzionare secondo modalità ad asta o mercati a chiamata e le
transazioni avvengono secondo uno schema in fasce orarie o a chiamata.

Market maker —> detiene un portafoglio di strumenti con l’obiettivo di realizzare guadagni in conto capitale.
A un ruolo riconosciuto all’interno del funzionamento del mercato, cioè è un soggetto ala aule è attribuito il compito di
fare il prezzo di uno strumento finanziario.

Specialist —> detiene un portafoglio di strumenti finanziari di una determinata tipologia con l’obiettivo di individuare
alcune caratteristiche per trovare soggetto disposto a contrattare su quel determinato strumento.

Servizi all’emissione
Un soggetto finanziario consigli le condizioni particolari dello strumento

Servizi di collocamento
Emissione sul mercato, collocare l’emissione vuol dire trovare gli investitori, trovare sul mercato chi sottoscrive questi
strumenti di nuova negoziazione. Questo servizio è spesso offerto dai consorzi.

Servizi di negoziazione
Ricezione etrasmissione di rondini, trasmissione di ordini ed esecuzioni.
Questi intermediari finanziari sono negoziatori.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Servizi di ricerca di controparti e di liquidità


Rendere concreta liquidità artificiale dell’investimento.
Operatività a, dettaglio, cioè negoziazione di strumenti finanziari per importi relativamente piccoli da operazioni che
sono all’ingrosso (pacchetti significativi).

Servizi di consulenza
Un soggetto ha un certo capitale a cui dare investimento e quindi richiede consulenza di un operatore esperto.

Servizi di gestione dell’investimento in titoli su base individuale


Un soggetto ha un patrimonio di un certo ammontare ma non ha tempo o conoscenze tecniche per monitorare
andamento dei mercati lo affida alle SIM e SGR
Su base individuale perché è una gestione del patrimonio che va incontro alle specifiche esigenze.
Nella gestione individuale, il singolo cliente da il patrimonio e il gestore esegue e gestisce quel patrimonio
individualmente.
Nella gestione collettiva il gestore proporne delle soluzioni standardizzate che sono racchiuse in patrimoni collettivi,
quindi l’individuo compra una quota di questo patrimonio che poi viene gestito come unico.

La gestione avviene se i patrimoni individuali sono elevati.


Le gestioni in monte sono invece servizi analoghi più o meno per tipologia di contenuto ma che vengono offerti a
operatori che hanno una taglia di patrimonio anche molto più bassa di quelli che hanno un trattamento personalizzato.

Lo strumento attraverso il quale si fa gestione collettiva di investimento è OICR (patrimonio che nasce
dall’aggregazioni dei conferimenti di più soggetti) e il fondo comune di investimento.
Può essere svolta solo da SGR soggetto che sceglie l’asset allocation (scelta delle attività finanziarie nelle quali
investire), ed è un servizio di gestione.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

SIM
Società di Intermediazione Mobiliare.
Possono offrire l’intera gamma di gestione di intermediazione mobiliare tranne la gestione collettiva che è esclusiva
delle SGR.
Sono autorizzate anche ad intervenire solo per singoli ambiti dell’intermediazione mobiliare.
Il loro processo produttivo dipende dalle scelte gestionali e dipendono dalla security industries.

Il conto economico delle SIM fornisce indicazioni sulla tipologia dell’attività svolta

OICR Organismi di Investimento Comune del Risparmio

DI
COMPAGNIA ASSICURAZIONE

F
1 BANCA patrimonio ATTIVOFINANZIARIO
t.toPENSIONE
DEPOSITARIA
NONNE

Il valore della quota viene definito dividendo il valore del patrimonio per il numero delle quote in circolazione.
Allora la banca depositaria trova il valore delle quote periodicamente.
La SGR lancia un nuovo fondo, lo colloca sul mercato ma lo fa avvalendosi di una rete di soggetti che collocano
attraverso una rete di promotori finanziari o può essere una rete bancaria

La SGR è titolare di fonti giuridici e ha personalità giuridica mentre i FCI sono fondi.

La crisi della SGR non si riverbera nel fallimento del fondi gestito.
Quando vanno in crisi una delle prime cose che fanno nel fondo è cambiare gestore ed è una scelta degli investitori.
Le commissioni pagate dagli investitori delle SGR vanno a creare i ricavi (commissioni una tantum come iniziali di
sottoscrizioni.
Commissioni di incentivo di performance (pagate quando il rendimento dell’investimento supera un certo parametro di
riferimento detto benchmark).

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

REGOLAMENTAZIONE E VIGILANZA

Sono entrambi elementi di specificità per il sistema finanziario.

Regolamentazione
È il quadro normativo che disciplina il sistema finanziario. Queste norme non sono solo di tipo primario (leggi) ma sono
anche norme secondarie (norme amministrative).
Le leggi stabiliscono dei principi generali.
Omogeneità di regole per raggiungere l’omogeneità dei sistemi finanziari a livello internazionale.

Vigilanza e supervisione
Gli intermediari finanziari sono soggetti vigilati, sottoposti ad un’attività di controllo finalizzata ad ottenere il rispetto
della

Elementi che rendono necessaria la regolamentazione


Infrastruttura composta da contratti, mercati e istituzioni particolari nella loro funzione di produzione.
Infrastruttura dove si negoziano rischi e informazioni dove il tema importante è la distribuzione delle informazioni e
parità di trattamento e reputazione.
Il sistema finanziario ha una sua fragilità, delicatezza ma ciò giustifica il fatto di regolare e controllare la funzionalità di
questo sistema attraverso la regolamentazione e vigilanza.

• Centralità del sistema finanziario nelle moderne economie monetarie

• Fattori di contagio che accompagnano il malfunzionamento (crisi) delle strutture del sistema finanziario:

• Rischio sistemico (effetto domino anche a livello internazionale)


La crisi di un importante intermediario provoca la crisi del sistema finanziario
Attraverso meccanismo di tipo informativo (il diffondersi di informazioni attendibili o meno sulla
possibile crisi di un intermediario si innesca un meccanismo che ha da un lato la reputazione e
dall’altro può determinare una corsa agli sportelli “run bancario”) e operativo (gli intermediari
trasformativi sono tra loro legati da operatività comuni e partecipano al sistema di pagamenti,
hanno tra di loro relazioni di credito e debito. Se in questa rete operativa una oggetto va in crisi e
diventa insolvente, inadempiente, questo mette in difficoltà anche le altre istituzioni che hanno
relazioni d’affari)

• Recessione economica da perdita di ricchezza finanziaria dei risparmiatori

• Malfunzionamento dei sistemi dei pagamenti

• Dispersione di informazioni su debitori e credit crunch

Fondo interbancario di assicurazione debiti (chi ha un deposito fino a 100 000 se dovesse generarsi un’insolvenza della
banca e il totale dell’attivo liquidato non fosse sufficiente a liquidare i depositi con queste caratteristiche, possono
essere sicuri che intervenga a copertura il fondo).
Se è un fondo di tipo virtuale, il versamento dell’importo viene effettuato solo quando si verifica la necessità e non
esiste sempre materialmente ma la banca sa che ha questo obbligo.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Gli obiettivi della regolamentazione sul sistema finanziario (intermediari e mercati)


La finalità ultima è quella della tutela del risparmio:
• Stabilità
• Efficienza
• Trasparenza / Correttezza

I risparmiatori non sono necessariamente investitori sui mercati finanziari, ma investitori comuni che fanno la scelta di
non consumare e di accantonare per consumare meglio in un momento successivo.
Il risparmio è dunque meritevole di tutela all’interno di un quadro di regole.

Nel caso del circuito indiretto (operatività sui mercati e trasparenza vengono ancora prima dell’efficienza)
Nel caso degli intermediari trasformatori si da priorità alla stabilità, mentre la priorità per i mercati è la trasparenza.

Stabilità
Si considera come obiettivo specifico della regolamentazione e della vigilanza la macrostabilità (minimizzare la
probabilità di fallimento) cioè quella che nel meccanismo della banca d’Italia si chiama sana e prudente gestione.
Prevenire quindi il rischio sistemico e l’insorgere di situazioni patologiche nelle istituzioni finanziarie.
Per quanto riguarda la microstabilità si tratta di fare degli accertamenti microprudenziali e quindi verificare la stabilità
dei singoli intermediari finanziari.

Efficienza
La concorrenza spinge a ridurre il prezzo ma distoglie l’attenzione dalla stabilità dell’apparato complessivo per
esempio quando si cerca il sottocosto.
L’efficienza di tipo allocativa, fare la migliore allocazione possibile e quindi svolgere al meglio i suoi compiti per il
collegamento tra settori e selezionare i progetti da finanziare. Far arrivare le risorse scarse su soggetti che sono
effettivamente meritevoli e quelli che hanno migliori progetti e sono in grado di creare più ricchezza rispetto agli altri.
Il sistema è fatto di tanti intermediari quindi non ci deve essere dispersione di compiti (ottimizzazione della divisione
del lavoro).
L’efficienza tecnico-operativa è la capacità di produrre al minimo prezzo unitario per trovare la dimensione ottima.

Trasparenza
Trasparenza di tipo micro-aziendale per cui si rende necessario relativamente alla gestione dell’intermediario la
comunicazione dei dati che riguardano la sua gestione.
Nel rapporto con l’intermediario-cliente è necessaria la trasparenza dei comportamenti nella tutela del contraente
debole (consumatore).
Trasparenza di tipo informativo (mercati), per cui si assicura la diffusione delle informazioni e meccanismi di formazione
dei prezzi, subentra la correttezza perché perché il consumatore di servizi finanziari deve avere informazioni adeguate
per prevenire l’abuso di informazioni privilegiate.

L’impianto della regolamentazione


È basta si tre aree:
• Banche e intermediari creditizi (TUB)
• Mercati (TUF)
• Intermediari assicurativi e previdenziali (Codice delle Assicurazioni e Normativa sui Fondi Pensione)

Il mercato è ricco di conglomerati finanziari e siedono tutte e tre le aree di vigilanza per regolare appunto i casi
conglomerati.
Lo sviluppo di queste aree è disomogeneo a livello europeo ma anche nazionale.
Ci sono le autorithy per il mercato unico di strumenti finanziario ma non per un mercato unico assicurativo.

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)


lOMoARcPSD|7437511

Le autorità di vigilanza
Istituzioni che definiscono regole di funzionamento del sistema finanziario e a verificarne l’applicazione da parte dei
mercati e intermediari finanziari.

Basilea: non ha valore normativo se


non viene incorporato in una direttiva
europea o se non viene reperito negli
Stati nazionali.

I tre pilastri dell’Unione Bancaria Europea


• Vigilanza integrata
• Sistema di risoluzione delle crisi bancarie a livello europeo
Quando i genera una crisi bancaria, chi governa e chi decide non è più la banca centrale nazionale ma è il Bank
Recovery and Resolution Directive
• Sistema europeo di garanzia dei depositi

Scaricato da Hesiquio Carhuanina (hesiquiocarhuanina1@gmail.com)