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B a differenza degli altri due vive il periodo a cavallo fra i due secoli. Dal 92 alla morte sta a Vienna.

Bonn è espressione di cultura borghese, al contrario Vienna è legata al sistema della corte, potere
centralizzato.
Primo periodo viennese 92-98, arriva con l’intenzione di fare carriera da pianista, incontra Haydn
brevemente. Scrive composizioni legate al pianoforte.
Segue periodo di maggiore maturità perché accusa problemi all’udito e rivaluta la carriera, si dedica i più
alla composizione.
1802 testamento di Heiligenstadt chiude primo periodo della sua vita e diventa compositore, periodo
eroico 02-08, compone capolavori animati da spirito di rivalsa nei confronti della vita e del destino, 3
sinfonia, 4 5 6, concerti 3 4 pianoforte, concerto per violino.

Beeth primo esempio di musicista autonomo grazie a sostegno di mecenati aristocratici. Lichnowsky
sostiene B da 92 a 1806.
Dopo litigio con Lichnowsky è in difficoltà economiche. Organizza l’accademia 22 dicembre 1808 in cui
presenta 5 e 6 sinfonia con esiti catastrofici. Dopo quell’episodio è senza lavoro e senza mecenate in
periodo di guerra, quindi accetta ruolo di maestro di cappella a Kassel offerto da Girolamo Bonaparte,
fratello di Napoleone che era reggente della Vestalia. È paradossale perché B si era sempre rifiutato di
essere alle dipendenze di qualcuno a prescindere da chi fosse, ma è ancora più grave perché a offrirgli il
posto è proprio il fratello di Napoleone per via del quale aveva litigato con Lichnowsky, quindi è chiara la
disperazione di B per accettare quell’incarico. Accetta formalmente ma non prende mai servizio, perché
quando circola la notizia che B sta per lasciare Vienna, estimatori principi viennesi gli offrono vitalizio di
4000 fiorini per non andarsene da Vienna, si crea una cordata fra nobili per convincerlo (contessa Erdody,
arciduca Rodolfo fratello dell’imperatore e persona più vicina a B nel resto della sua vita, principi Kinsky uno
dei più ricchi di Vienna e Lobkowitz amico di vecchia data a cui B dedicò composizioni).
Tranquillità dura pochi mesi, estate 1809 guerra Francia Austria va male, truppe napoleoniche occupano
Vienna, aristocrazia fugge. Haydn muore nel 1809 durante occupazione napoleonica che dura pochi mesi. B
è nuovamente in difficoltà, arciduca Rodolfo scappa insieme alla famiglia imperiale, moneta viennese
svalutata, Lobkowitz non ha soldi perché aristocratici finanziano la guerra, Kinsky muore cadendo da
cavallo. Beethoven non vede un soldo. Teatri chiudono, orchestre si sciolgono. Malgrado ciò scrive diverse
composizioni come concerto n 5 ultimo dei concerti per pf, sonate per pianoforte, Egmont, sinfonia 7 che
chiude il periodo. Difficoltà economiche portano a crisi depressiva perché vorrebbe fare molto ma non può,
non ha sostegno economico. Ad arciduca che se n’è andato dedica sonata 26 “Les adieux”, primo
movimento sottotitolato l’addio, il secondo la lontananza, il terzo il ritorno come auspicio.
1812 è periodo intenso sul piano personale.
Relazioni con donne sposate o di classe troppo elevata, nel 1799 insegna pianoforte alle figlie della vedova
Brunswick, prima con Therese la maggiore che però viene assegnata a un aristocratico, poi ripiega sulla
minore Josephine con la quale ha una prima relazione nel 99 e anche se sposa un aristocratico sarà sempre
vicina a B per tutta la vita in relazione non ufficiale, malgrado lei sia sposata due volte, forse lei ha una figlia
da Beethoven perché rimane incinta dopo la morte del secondo marito. Dopo aver tentato una relazione
con la prima Brunswick, ci prova con la cugina Giulietta Guicciardi, figlia di conti, relazione di pochi mesi che
si interrompe con sordità, a cui dedica Chiaro di luna nel 1803. Poi c’è Anna Maria Erdodi a cui resta amico,
nel 1810 Therese Malfatti, rapporto epistolare molto intenso, a cui dedica per Elisa e poi altre donne
sposate, sempre aristocratiche, c’è contraddizione perché lui vuole liberare umanità dal giogo
dell’aristocrazia. Relazione con Antonia Brentano, moglie del senatore Brentano, che gli presenta Goethe.
1812 compare un personaggio indefinito a cui dedica tre lettere scritte in due giorni note come “lettera
all’amata immortale”, non si sa a chi sia rivolta (forse Josephine Brunswick, forese Brentano), tre lettere in
cui parla del suo grande amore. Le lettere mai spedite come testamento vengono trovate nel cassetto dopo
la morte. Vita sentimentale è parallela a quella artistica, molto caotica. 1812 Incidente di Teplitz, cittadina
termale in cui cercava soluzione alla sordità su consiglio di Brentano e moglie. Incontra Goethe, fanno
passeggiate parlando di arte, letteratura, filosofia. Un giorno incontrano la famiglia imperiale, ma
Beethoven non si inchina e prosegue. Questo compromette rapporto anche con Goethe perché B non
accetta che il più grande letterato austriaco si pieghi all’imperatore e lo accusa di non essere all’altezza
della sua fama. Si rifiuta di incontrarlo nuovamente. Questo suo carattere rischia di isolarlo.
1809-1812 B è in difficoltà economica, periodo complicato per sordità. Conservati i quaderni di
conversazione.
Fine 1813, sue composizioni non sono mai state eseguite per via della guerra, orchestre e teatri chiusi, anni
più critici, ha completato la sinfonia 7 nella primavera 1812. Fine 1813 guerra svolta decisiva, battaglia di
Hanau a ottobre, truppe austriache battono francesi. Prima sconfitta di Napoleone in assoluto a cui
seguono altre come quella di Vittoria in Spagna. Austriaci liberano territori viennesi e prendono coscienza
che le cose stanno cambiando. Raccolta fondi, società musicale si mette insieme per raccogliere fondi per
caduti, vedove e feriti della battaglia di Hanau sanguinosa organizzando concerto a dicembre. Scrivono
musiche originali, partecipa tutta la città. In orchestra Salieri, Hummel, Mayr, Spohr, Giuliani etc. a suonare i
tamburi, tutti coinvolti.
Concerto organizzato da Maelzel, inventore presunto del metronomo, personaggio con le mani in pasta,
trafficone, inventore. Al concerto dovevano eseguire due marce militari (Dussec, Pleyel?) come omaggio
alle vittime di Hanau e segno di rivincita austriaca, commissionato anche a Beethoven, scrive Vittoria di
Wellington in cui si rappresenta battaglia, musica descrittiva. Maelzel aveva costruito macchina
Panharmonicon che doveva sostituire strumenti di orchestra. Concerto si conclude con settima sinfonia,
prima esecuzione, capolavoro costruito più sul ritmo che diventa elemento tematico dominante che sulla
melodia, destinata a cambiare la tecnica compositiva di quegli anni, Wagner la definiva esaltazione della
danza. Questa esecuzione chiude periodo napoleonico beethoveniano. Concerto ripetuto a febbraio 1814 e
si esegue anche ottava sinfonia oltre alla 7, la 9 arriverà 12 anni dopo.
Maelzel faceva di tutto, inventa automa che gioca a scacchi e vinceva quasi sempre, ma si scopre che
dentro c’era una persona vera che aveva perso le gambe. Fu condannato per truffa. Anche Beeth finisce in
tribunale con lui per diritti d’autore della vittoria di Wellington.
Metronomo che porta il suo nome fu costruito da Linkel, orologiaio danese a cui lo ruba e lo brevetta, fugge
in America per non finire in galera dopo essere stato condannato.

1813-1817 Anni oscuri.


Guerra contro i francesi va verso la vittoria, a Vienna il clima migliora, orchestre riaprono.
1815 Congresso di Vienna. Beethoven viene celebrato come grande musicista viennese, consacrato come
compositore nazionale, di una nazione che però non lo rappresenta. Viennesi lo celebrano, ma vita
personale lo fa cadere in uno stato depressivo. Sordità è completa, muore il fratello Karl. Cause legali per la
gestione del patrimonio, il fratello Karl gli affida il figlio in tutela che sarà la sua disperazione figlio della
nuova generazione, litigi continui. Ha diversi guai familiari col fratello e il nipote che tenta il suicidio. Per
andare a prendere il nipote fa un viaggio in inverno sotto la neve su un carro scoperto, prende polmonite
da cui non si riprende.
Muore il fratello, sordità totale, nessuna amata. Si accorge che gusto viennese sta cambiando, 14-15
esplode moda rossiniana a corte e nell’aristocrazia, moda che a lui non va giù e piuttosto che seguire le
mode alla rossini si isola, solitudine gli procura crisi economica e crisi artistica depressiva. In questo periodo
di quattro anni non scrive quasi nulla tranne un paio di sonate per pianoforte, sonata per violoncello. Il suo
nome però è molto personale.
Fine 1817, abituato a nuova condizione, ritrova sua identità. A Vienna non si trova più nell’ambiente che
insegue moda rossiniana e restaurazione. Fedinand Viez allievo di Beeth già citato che racconta episodio
dell’eroica, va a casa di B quando arriva notizia che Napoleone si è fatto incoronare. Viez dirige London
Simphony lo invita a Londra dove vita è diversa e lui è stimato, non c’è sistema aristocratico, gli
commissiona due nuove sinfonie, le abbozza, non le scrive mai, ma riacquista forza.

Nuovo periodo proficuo, ultimo Beethoven, maturità. 1818-1827 Ciò che scrive non è più ciò che ascolta,
ma ciò che ascolta interiormente. Per ovviare alle difficoltà, recupera tecniche compositive come
contrappunto, fuga, modo di comporre “a tavolino”. Opere complesse, non vengono da elaborazione di
motivi tematici ma costruiti a tavolino secondo tecniche raffinate in cui recupera studi passati ispirati alla
complessità del contrappunto, queste opere presentano sempre una parte contrappuntistica, un fugato.
Ultime sonate da 106 a 111, missa solemnis, ultimi quartetti, nona sinfonia. Tutti accomunati da scrittura
complessa. 1817-1824 periodo di composizione delle ultime opere. Dopo la sinfonia c’è la grande fuga e poi
ci sono solo abbozzi. Stava progettando una decima sinfonia, un’opera sul Faust, una ouverture, un oratorio
sacro. Aveva molti progetti non conclusi. Nel 26 arriva notizia di tentato suicidio del nipote, va in suo
soccorso e si ferma alcuni mesi a casa del fratello e della cognata. Decide di partire per Vienna portando il
nipote a gennaio, polmonite da cui non si riprende. Muore il 26 marzo 1827.

Lezione 5 dopo pausa


Beethoven è compositore artista, punto di svolta fra 6 e 700, espressione di classe borghese, luterana,
tedesca, legata a dimensione libertaria. Però opera a Vienna e si deve adattare a ciò a cui il pubblico è
abituato. Difficilmente collocabile come compositore classico o romantico, è entrambi e nessuno dei due.
Da un lato va verso superamento di compositore che impara la tecnica e poi scrive per commissione alle
dipendenza di aristocratici, vuole rendere ogni opera un’opera d’arte, dall’altro deve fare i conti con la
forma tradizionale. Non vuole superare la forma, ma usarla per fare cose personali. Il suo modo di lavorare
così diverso da quello del passato rende B una figura emblematica agli occhi dei romantici. Non ha niente a
che vedere con romanticismo, ma sarà considerato da romantici come loro padre putativo. Dimensione
spirituale ma poco religiosa, più morale, legata a tradizione luterana, vita come riscatto verso libertà felicità
attraverso duro lavoro e confronto con la propria arte, ciascuno è debitore con se stesso della sua vita,
attraverso le proprie opere si conquista la vita eterna, nulla ti è dato, nemmeno se sei principe.
700 musicista artigiano della musica, da B 800 musicista intellettuale, deve conoscere letteratura, filosofia,
classici antichi. Beethoven legge Schiller. La nona sinfonia rompe per la prima volta gli schemi formali
introducendo il coro con il testo di Schiller quasi contemporaneo di B. B era presente nel suo tempo, si era
iscritto all’università, conosceva Russeau, Kant, Schiller, Goethe. Questa formazione culturale rimane
incastrata in modo di comporre classico, forme sonata sinfonia che vengono dal passato, infatti quando ha
bisogno di recuperare la tecnica compositiva si rivolge a Bach e Handel. C’è contraddizione di un
compositore che porta verso nuovo secolo, originalità, ma fa i conti con ciò che vuole il pubblico, la
tradizione. Lui stesso non si pone mai nell’ottica di superare la forma tradizionale che continua ad essere il
cuore sella sua composizione. Personalità molto forte, pensiero luterano borghese lo accompagna per tutta
la vita, sa di non dovere niente a nessuno e di essersi costruito da solo. Difficoltà della vita come cifra
dell’intera esistenza, come nella lettera alla contessa Erdody, amante che poi diventa amica fidata nel
periodo di difficoltà: siamo nati per la gioia e la sofferenza (vedi slide), i migliori raggiungono la gioia
attraverso la sofferenza. Non è negativo o sofferente, B vede sempre la luce in fondo, la sofferenza serve
per conquistare ciò che vogliamo e vivere una vita migliore, riscatto è elemento conduttore della sua
produzione, come sinfonia 5 dove attraverso la musica esprime questo percorso: si comincia in do minore e
si finisce in do maggiore con ultimo momento trionfale, anche la nona che è in re minore ma inno alla gioia
in re maggiore, catarsi universale porta a scoprire Dio. Finale positivo è la sintesi del lungo percorso
attraverso la coscienza del ruolo del compositore che deve rendere fruibile percorso di catarsi
all’ascoltatore comune, composizione non può più avere ruolo di puro intrattenimento. B scrive musica di
intrattenimento (vedi per Elisa), ma nelle sinfonie e grandi sonate c’è l’intento di comporre per l’umanità,
non per i contemporanei, per gli aristocratici, per le feste, infatti dice che la sua musica sarà compresa fra
50 anni.
B compone a partire da brevi motivi che poi trasforma originando tutto il materiale tematico. Il modo di
comporre non è istintivo, di getto. B lavora su schemi compositivi, elabora schema di tutto, e poi stende
versione definitiva. C’è progettualità, non consequenzialità casuale. Tutto è progettato sapendo come andrà
a finire più avanti. Vettorialità della forma in cui i movimenti sono relazionati l’uno all’altro, c’è filo
conduttore. Nella nona nella parte iniziale dell’ultimo movimento c’è riassunto dei movimenti precedenti
che recupera temi precedenti che preludono l’arrivo dell’inno alla gioia. Elaborazione fatta a tavolino.
Anche per questo B impiega così tanto a comporre. Molte novità anche sul piano tecnico.
Orchestra di B è uguale a quella di Haydn, ma modo di usare strumenti diverso, non ci sono ruoli
prestabiliti, c’è compartecipazione, dinamiche nuove, forte, per questo compositori del primo 800
guardano B come riferimento. B è più rivoluzionario di tanti romantici successivi. Composizioni dell’ultimo
periodo sono mastodontiche, molto dilatate, non era mai successo, come Hammerklavier composizione
molto complessa. Trasformazione della forma, si supera bitematismo, sviluppo parte fondamentale a
scapito dell’esposizione. Inserisce polifonia del passato soprattutto negli ultimi movimenti. Variazione come
trasformazione. Schoenberg nel manuale di armonia prende B come esempio di ogni elemento
assoggettato a trasformazione continua che dà continuità e genera varietà e interesse. Reputa la sua la
tecnica compositiva più avanzata nella storia della musica.

Catalogo
Diviso in due grandi gruppi, quelli che hanno numero d’opera e quelli che non ce l’hanno. Alcune opere
hanno numero di catalogo, 1955 Kinsky-Halm musicologi recuperano cronologicamente le opere
numerandole, ne esce catalogo con 138 numeri d’opera che è quello che usiamo oggi. È incompleto perché
fanno catalogo di opere già catalogate da B. ne mancano circa 200 che B non ha catalogato, si trovano con
WoO (slide) ossia opere senza numero di catalogo, B non le considerava degne di pubblicazione, giovanili, o
successive ma minori. Biamonti, musicologo italiano, 1968, conta 849 composizioni e frammenti. Ufficiali
138, 202 senza numero d’opera.
Delle 138:
9 sinfonie, prime due primo periodo haydniano, 3-6 periodo eroico composte in 4/5 anni, 7-8 periodo
napoleonico, ultima tardo periodo. Ricorrenza di 12 anni: 12 anni per scriverne 8, altri 12 per avere la nona.
Sinfonie accoppiate, quelle dispari hanno carattere titanico, eroico, ritmico. Quelle pari più pastorali,
classiche, tranquille. Sono in coppia, a ogni sinfonia titanica ne corrisponde una più serena. Le coppie di
sinfonie sono scritte contemporaneamente. La nona fa eccezione perché arriva dopo molti anni e perché da
sola riassume tutta l’estetica beethoveniana.
Ouverture sono movimenti di sinfonia. Coriolano, Egmont, Leonora che è l’unica destinata a fare da
ouverture a un’opera.
5 concerti per pianoforte destinati ad essere suonati da lui composti nella prima parte della vita. Quando
non può più suonare, smette di comporli. 8 sinfonia nata nel 1812 doveva essere concerto per pianoforte
per accademia insieme a settima sinfonia. Sinfonia all’inizio, sinfonia alla fine, in mezzo concerto, brani
corali o vocali etc. Trasforma concerto in sinfonia.
Concerto per violino.
Musica pianistica: 32 sonate, più variazioni come op. 34 35, rondò, bagatelle. Sonate sono molto diverse fra
loro perché accompagnano B per tutta la vita, dai primi anni in cui inizia attività da pianista fino a ultimi
anni in cu composizione diventa più interiore e complessa. Musicologi distinguono 4 diversi periodi: 1
haydniano 2 maturazione sintesi 3 grande maturità 4 ultime 4 sonate.

4 periodi:
1 elaborazione dei modelli: prime 11 sonate giovanili le suonava nei concerti della fine 700, tournée 96-98
2 maturazione della sintesi: prime due sinfonie 1800-1802, op 26 27 28. Compare identità, marchio di
fabbrica, chiaro di luna
3 (anni di magistero?) 1802-1810 periodo eroico parallelo a grandi sinfonie da 3 a 6: Waldstein,
Appassionata, Tempesta, Les Adieux
4 la maturità dopo 1817 (errore nelle slide): ultime 4 sonate, più complesse, 106, 109, 110, costante la
presenza di fuga e variazioni, riscoperta della tecnica passata per assenza di udito

MUSICA DA CAMERA
Quartetto è forma importante per i compositori classici
6 quartetti op 18, ispirati a Haydn, stile tipico di quegli anni come per sinfonie e sonate
op 59, maturità
ultimi quartetti, forma prediletta nell’ultimo periodo (oltre a missa solemnis e nona sinfonia scrive solo
quartetti), op 133 la grande fuga, inizialmente era ultimo movimento dell’op. 132, editore rifiuta di
pubblicarla e B la recupera come opera indipendente, molto complessa, fuga in avanti straordinaria

Settimino op 20 1801 anni di Eiligenstadt coscienza di sordità, mentre si dispera opere leggere e gioviali
Trii con pianoforte
Sonate per violino e violoncello

Triplo concerto per violino violoncello e pianoforte in do maggiore, leggero come numeri pari delle sinfonie
Musiche di scena
Fidelio, diverse riscritture, 3 opere diverse 1805, 1806, terza nel 1814 ha successo. Storia di amore
coniugale che lui non riesce a celebrare.
Missa solemnis, secondo B migliore sua composizione, poco eseguito perché complesso ma difficile da
apprezzare. Contenuti morali, sintesi di pensiero etico di B. Scritta per arciduca Rodolfo che diventa
arcivescovo e poi cardinale, per riconoscenza per il suo sostegno. La messa è pronta dopo due anni dalla
nomina a cardinale.
Nona sinfonia, sintesi della sua vita, inno dei popoli, esaltazione di principi di libertà, fratellanza.