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IL POPOLO VENETO

Fondato nel 1921 n.12/2011 www.ilpopoloveneto.it Direttore Emanuele Bellato

LA TRATTATIVA TRA LO STATO E LA MAFIA


“Massimo Ciancimino si racconta” di Francesco Toscano
Certe volte il silenzio fa rumore. Specie quando è improvviso ed apparentemente
immotivato. Gli italiani si erano abituati alla presenza mediatica costante di un personaggio
controverso, definito a seconda delle angolazioni e della estemporaneità delle analisi, o
come una specie di oracolo o come un pericoloso mitomane, disposto a giocare una
partita pericolosissima pur di inseguire i suoi privatissimi interessi. Stiamo parlando di
Massimo Ciancimino, figlio del più famoso Vito, già sindaco di Palermo negli anni del
sacco che, con le sue dichiarazioni sugli anni delle stragi, ha indirizzato l’attenzione della
pubblica opinione su vicende buie e inquietanti che, come fantasmi, tornano dal passato.
Vicende relegate troppo frettolosamente in un angolo buio e polveroso della coscienza
collettiva di un Paese, l’Italia, che non trova il coraggio di guardarsi allo specchio fino in
fondo. …“In molti - precisa Massimo Ciancimino - si chiedono dove sia finito…
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In molti, precisa Massimo Ciancimino, Non sono un complottista ma la


si chiedono dove sia finito. Anche un coincidenza è certamente singolare. Il
giornalista attento come Nuzzi si 2 Dicembre del 2010 mi intercettano a
faceva la stessa domanda. La verità è Verona in compagnia di un
molto semplice. Ho soltanto ritenuto personaggio indagato e che non
fosse opportuno diminuire di molto la conosco, e già il 7 dello stesso mese,
mia esposizione mediatica, alcune frasi intercettate, estrapolate
considerato il nuovo ruolo di indagato dal contesto, me le ritrovo sui giornali.
che purtroppo sono stato costretto ad Singolari casualità. Non intendo
indossare. Credo sia doverosa, a comunque vestire i panni della vittima
questo punto, una speciale continenza per questo. In ogni caso non ho detto
verbale, anche per una forma di che il signor Franco è De Gennaro.
rispetto nei confronti dei magistrati. Io, Questa voce esce grazie ad una
a differenza di altri, intendo difendermi efficientissima relazione di servizio del
nelle sedi opportune. dott. Busceti sulla base di una
discussione avvenuta in un bar tra noi.
Ci tiene Ciancimino a sottolineare questo In sede di interrogatorio, come è
ultimo passaggio che evidentemente giusto che sia, il mio atteggiamento è
chiama in causa i comportamenti del stato altro. Perché sento il dovere di
premier Berlusconi, istintivamente più difendermi sapendo che quello che
portato a difendersi su terreni a lui più dico potrà essere usato contro di me.
congeniali, come i media, piuttosto che in
una austera aula di tribunale. Dalle parole Nonostante Massimo Ciancimino venga
di Massimo si evincerebbe dunque che di norma dipinto come un concentrato di
l’improvviso diradarsi delle sue presenze furbizia di luciferina efficacia, lo stesso è
televisive sarebbe frutto prevalentemente invece recentemente incappato in una
di una scelta intima e personale. Ma gli poco edificante vicenda che, comunque
osservatori più attenti non hanno potuto vada a finire, getta sul personaggio in
fare a meno di notare come, tale cappa di questione una luce molto lontana dal
silenzio, sia immediatamente successiva cliché tradizionale che lo accompagna e
alla pubblicazione di alcune indiscrezioni che, a voler essere minimalisti e
di stampa che, addebitandone il comprensivi, potremmo definire frutto di
contenuto a Ciancimino, accostavano la “straordinaria ingenuità”. Ciancimino è
figura del prefetto Gianni De Gennaro a stato infatti intercettato a Verona, in
quella del misterioso signor Franco, compagnia di un calabrese sottoposto ad
personaggio più volte evocato nei indagini perché ritenuto dagli inquirenti
racconti del giovane Ciancimino e vicino alla ‘ndrangheta, mentre parlava di
indicato come punto di incontro di mondi affari. Tutto ciò con l’ulteriore aggravante
solo apparentemente molti distanti. di essersi mosso senza scorta. Una storia
decisamente scomoda per un
Effettivamente alcune coincidenze personaggio sovraesposto come lui, al
sono curiose. Non appena sono state centro di vicende delicatissime e
rese pubbliche alcune notizie che potenzialmente dirompenti. I suoi molti
affiancavano il nome del signor Franco detrattori hanno perciò avuto gioco facile
a De Gennaro, guarda caso, sono nel cavalcare la vicenda fino a chiederne
subito spuntate su alcuni giornali delle la revoca della scorta.
intercettazioni che mi riguardavano.
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La scorta però non mi è stata revocata, trascritte sui giornali non rendono un
alcuni hanno soltanto avanzato questa servizio alla verità. Il tono delle frasi
ipotesi sulla scia delle polemiche era scherzoso e i concetti incriminati
riguardanti la mia fuga a Verona. assolutamente estrapolati dal
Quell’incontro a Verona, utilizzato contesto. E’ una colossale
strumentalmente da chi ha interesse a strumentalizzazione. Il ministro Alfano
delegittimarmi, è stato un errore, una ha detto che grazie a queste
leggerezza. Spero di essere chiamato intercettazioni ambientali finalmente
al più presto dagli organi competenti stanno facendo luce sul personaggio
per chiarire ogni aspetto di questa Ciancimino. E lo dice proprio lui che le
vicenda. Mi scuso per essermi mosso intercettazioni vuole abolirle. Vedo in
senza scorta, ma non comprendo che giro troppa doppia morale. Se le
tipo di ritorsione sia la sua eventuale intercettazioni riguardano me, per
revoca. In Italia la scorta è quasi uno molti, sono oro colato. Quelle del caso
status symbol. Dicono: “Gode della Ruby, invece, vanno interpretate. Gli
scorta”. Ma chi è che “gode” della stessi che attaccano me, quando si
scorta? Questa forma di protezione tratta di Berlusconi spiegano che al
non deve essere revocata sulla base telefono si scherza, si millanta e si
dei miei comportamenti privati ma solo inventa. Eppur di giustificarlo si
nel caso in cui cessi la condizione di inventano di tutto. Concetti che
pericolo. Se mi dicono che non corro naturalmente per me non valgono. Io,
più alcun rischio sarò felicissimo che nonostante sia stato massacrato, in
mi venga revocata. particolare dal Corriere della Sera,
continuo però a ritenere le
Nei dettagli della vicenda che a cascata intercettazioni un indispensabile
ha determinato queste polemiche strumento di indagine.
Ciancimino dice di non poter entrare. Si
limita solo ad effettuare un’analisi Massimo Ciancimino fa certamente paura
generica sulle motivazioni che lo spinsero a molti. Le sue dichiarazioni hanno
fino a Verona per incontrare un costretto l’Italia, con le sue immutabili
imprenditore calabrese risultato poi classi dirigenti, a riaprire alcuni cassetti
indagato per gravi reati. della storia che tanti vorrebbero
rimanessero chiusi per sempre. Il nome di
La storia è semplicissima. Io lavoro e Massimo Ciancimino in particolare evoca
perciò ho l’esigenza di monetizzare. lo spettro della “trattativa”, di quel
Ma che senso avrebbe per uno presunto patto cioè che vide protagonisti
esposto come me avere rapporti uomini delle istituzioni e mafiosi, con i
consapevoli con uomini della Ciancimino coinvolti nel ruolo di
‘ndrangheta o della camorra? In quel mediatori.
caso andrei condannato all’ergastolo.
Sfido qualsiasi procura a poter La mia colpa più grande è quella di
dimostrare rapporti tra me e questo avere aperto squarci di verità su un
tipo di personaggi. Quello in oggetto è periodo buio e tragico come quello
un finto caso. Ho incontrato, solo tre delle stragi. Fino al Gennaio del 2008
volte, una persona (Strangi) che non le stragi erano un argomento buono
conoscevo e che non potevo sapere solo per tristi e retoriche
fosse indagata. Le intercettazioni commemorazioni. Il giorno dopo poi
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tornava tutto come prima. Ora tesoro ma a causa del mio bagaglio di
fortunatamente grazie anche alla mia conoscenze. I vari Cicchitto e
sovraesposizione mediatica, alcune Gasparri, poi, dovrebbero spiegarmi in
coscienze si sono svegliate e a molti è concreto a quali benefici potrei
tornata improvvisamente la memoria. aspirare. Mi dovrebbero indicare
A tutti quelli che mi accusano di avere secondo quale norma di legge io
ottenuto enormi vantaggi dalla scelta potrei conservare i soldi di mio padre
di parlare, vorrei ricordare che se sono in virtù delle mie parole. Me lo dicano,
indagato per calunnia e concorso se lo sanno. L’unica legge non scritta
esterno in associazione mafiosa lo che io conosco e che generalmente
devo proprio alla scelta di non aver consente di godersi le cose in
preferito chiudermi in un interessato assoluta tranquillità è quella di farsi i
silenzio. Se mi fossi fatto i cazzi miei fatti propri.
ora certamente non dovrei rispondere
di questi reati, poiché tali procedimenti Scrutare la mente di uomo al fine di
penali sono il diretto risultato delle mie comprendere le ragioni più intime che ne
dichiarazioni. condizionano le scelte è impresa ardua e
certamente rischiosa. Più semplice è
E’ lecito chiedersi perché Massimo forse passare dalla psicologia ai fatti,
Ciancimino ha deciso improvvisamente di limitandosi ad unire quelli accertati e
frugare nel cassetto dei ricordi. Troppi valutandoli nella loro fredda oggettività.
anni sono passati. E proprio quando una
coltre di colpevoli silenzi sembrava Perché nessuno chiede a De Donno
avesse archiviato per sempre storie come mai pensò di proporre proprio a
tragiche e spaventose, ecco riemergere me l’idea di aprire un canale di dialogo
dal passato una figura capace di fare per fermare le stragi? Quando lo Stato
sanguinare ancora una ferita che pareva si presentò da me nelle vesti di De
cicatrizzata. Perché lo fa? Quale molla lo Donno io non rifiutai di garantire il mio
spinge a fare un passo tanto delicato? Le contributo perché non ho mai avuto la
possibili risposte oscillano dalle certezze struttura del mafioso e questo chi di
di chi dipinge un uomo intento solo a dovere lo sapeva benissimo.
salvaguardare le tante e illecitamente Sapevano pure che avevo già provato
accumulate sostanze del padre, fino a chi a convincere mio padre a collaborare
riconosce al giovane Ciancimino una ma fallii perché i miei fratelli si misero
leale volontà di servire le ragioni della di traverso. Il mio obiettivo è sempre
verità. stato quello di fare passare mio padre
dall’altra parte della barricata, e
Quando lo Stato mi ha porto la mano certamente sapevano pure questo.
io non l’ho mai rifiutata. Ho deciso di Vengono da me perché rappresentavo
parlare anche a causa di un crescendo l’ala dialogante della famiglia,
di situazioni e di molestie che ho dialogavo pure con Falcone. Subito
ricevuto, culminate con l’iscrizione nel dopo le stragi mio padre disse “questa
registro degli indagati per riciclaggio. non è mafia, è terrorismo”. Queste
Ma perché, mi domando, solo io, unico parole vennero interpretate come un’
di cinque figli, devo rispondere dei implicita apertura, e allora si fecero
soldi ereditati da mio padre? Hanno avanti. Mio padre accettò di fare da
preso di mira solo me non per il mio tramite per esclusivo interesse
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personale. Fondamentalmente Vito Gasparri in testa, si affanna nel


Ciancimino servì soltanto per catturare dimostrare che il problema è riferibile
Riina, una volta catturato il superboss a Conso, mentre prima quando tutti
lui non serviva più perché aveva inizio puntavano il dito contro Forza Italia
una fase della trattativa che vedeva esultava la sinistra. Bassezze. La
protagonisti altri personaggi. Mio verità è una sola ma temo che Sciascia
padre mi diceva sempre che la vera avesse ragione quando affermava “lo
trattativa era iniziata 19 giorni dopo la Stato non può processare se stesso”.
mancata perquisizione del covo di
Riina. Lo Stato. Un concetto nobile spesso
violentato dalla inadeguatezza di uomini
Una domanda continua ad aleggiare sullo che, rappresentandolo, ne indeboliscono
sfondo. Perché quelle stragi? A cosa il prestigio. I farisei contemporanei sono
servivano quei morti, concomitanti con la soliti stracciarsi le vesti di fronte a
caduta di un potere, quello racconti poco edificanti che riguardano le
primorepubblicano, esercitato per alte cariche istituzionali, con la
lunghissimi anni da una partitocrazia motivazione risibile che bisogna difendere
invecchiata che esprimeva sempre gli le istituzioni. La repubblica dell’ipocrisia
stessi personaggi? Dopo il ’93 nulla sarà trova così pieno compimento. Costoro si
più come prima, anche se nel Paese del indignano non tanto per il fatto che uomini
Gattopardo spesso i cambiamenti sospettati di avere giocato un ruolo in
servono solo a conservare l’esistente. vicende così oscure continuino ad
Una lettura dei fatti, ex post, può occupare posti di prestigio, no, si
suggerire qualche via di uscita dal preoccupano piuttosto di ostacolare la
labirinto di incertezze che soffocano la via ricerca della verità per un malinteso
stretta che conduce alla nuda verità. istinto di difesa di quelle istituzioni che
garantiscono una tenuta di sistema che in
Mio padre diceva che lo stragismo fondo tiene in vita anche loro.
accelera il cambiamento, isola le parti
estremiste e ricompatta al centro. Ma Sono tantissimi i personaggi pubblici
escludo categoricamente che le stragi che ancora non hanno ritrovato la
servissero ad aprire la strada a Forza memoria. Preferisco non fare nomi per
Italia. Non troveremo mai risposte se evitare altri processi per calunnia.
prevarrà la tentazione della bassa Noto però che Violante, ad esempio, si
strumentalizzazione politica di parte. è ricordato solo adesso del fatto che
Con riferimento alla trattativa, destra e forse aveva ricevuto all’epoca il
sinistra sono concetti che non hanno rapporto sul 41 bis. Lo stesso Violante
senso. La trattativa, infatti, non ha che, all’indomani della consegna del
colore politico ma solo il colore rosso Papello, (foglio contenente le richieste
sangue delle vittime. I politici che sono di Riina allo Stato per interrompere le
sopravvissuti o rinati grazie a quel stragi) si era preoccupato di metterne
sangue oggi siedono su tutti i lati del in dubbio l’autenticità con
parlamento. Bisogna inseguire i fatti e l’argomentazione che il quinto punto,
non usarli per manipolare la verità a quello riguardante la dissociazione,
piacimento delle parti interessate. I comparve solo nel 1997. Non è così.
media però non prestano la giusta Infatti di dissociazione e di revoca del
attenzione alla gravità della vicenda. Il 41bis si discuteva già nel 1993 a livello
quadro non è incoraggiante. La destra, ministeriale, come dimostrano alcuni
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documenti consegnati nel processo pentiti hanno confermato nel dettaglio


Mori. i fatti riguardanti gli investimenti
mafiosi a Milano. D’altronde c’è una
La trattativa rende concreti i peggiori sentenza che dice che Dell’Utri era
pensieri. Interrogativi avvolgono anche mafioso fino al 1992. Mio padre diceva
personalità che gli italiani sono abituati a anche che lo stalliere era ad Arcore
riconoscere come baluardi sicuri in difesa per il cavaliere e non per il cavallo che,
della onorabilità delle istituzioni peraltro, non c’era. Se sia casuale poi
Repubblicane. Persino ex Presidenti della il fatto che i destinatari del Papello
Repubblica come Scalfaro e Ciampi siano poi divenuti entrambi
vengono infatti sentiti dall’autorità vicepresidenti del Csm non voglio
giudiziaria. Mentre le scelte in tema di esprimermi. Però mi interrogo. Credo
politica carceraria effettuate dal ministro che chiunque provi a mettere insieme i
Conso, all’epoca del governo Ciampi, fatti e si accosti al tutto con spirito di
disorientano parte della pubblica opinione verità capisce per forza cosa è
e sono difficilmente spiegabili. I successo. I fatti sono lì, basta trovare
destinatari delle richieste contenute nel il coraggio di guardarli. La verità, dal
Papello, inoltre, sarebbero secondo punto di vista intellettuale, è già
Ciancimino, i due ex ministri Mancino e patrimonio comune.
Rognoni che diverranno in seguito
vicepresidenti del Csm, Mancino e Massimo Ciancimino ha più volte
Rognoni. La chiamata in causa di queste espresso perplessità sulla dinamica
personalità, le cui eventuali responsabilità ufficiale riguardante la morte di suo
politiche prima che penali sono tutte da padre. Secondo lui qualcosa non torna.
dimostrare, suggestiona in maniera
particolare. Perché, diciamoci la verità, Mio padre aveva dichiarato ad Ingroia
mina quella sensazione tutto sommato che nel giorno in cui Andreotti fosse
rassicurante che per togliere quel stato condannato anche ad un solo
fastidioso alone di mafiosità dalla nostra giorno di galera lui avrebbe parlato.
vita pubblica basterebbe pensionare Guarda caso è morto esattamente il
Berlusconi e Dell’Utri. I fatti ci dicono che giorno dopo la condanna in appello di
il quadro, purtroppo, è più complesso e Andreotti a Perugia. Non dico altro.
non consente facili scorciatoie. C’è a Roma un’inchiesta sul caso.

Mio padre mi disse che nel 1992 Cosa Massimo Ciancimino è inoltre accusato di
Nostra tutti i suoi nemici li aveva fornire all’autorità giudiziaria documenti
eliminati. Con gli altri si poteva diciamo così “a tappe”.
discutere. Di Berlusconi diceva che
non era mafioso bensì un soggetto E’ vero. Per questo mi chiamano il
tenuto sotto pressione e ricattato da “Findomestic dei collaboratori”. Io mi
questa gente. Queste parole hanno ero posto inizialmente un livello di
trovato conforto nelle dichiarazioni di collaborazione incentrato
tanti collaboratori di giustizia come esclusivamente sulla trattativa. In
Giovannello Greco, Brusca e altri. A seguito è stata la Procura ad allargare
Brusca, poi, non è che sto molto il cerchio chiedendomi conto di verbali
simpatico visto che voleva spariti, di fascicoli spariti e di carte
ammazzarmi. Eppure è vero che alcuni scomparse riguardanti Berlusconi e
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Dell’Utri. Se io parlo senza un processi. Io contribuisco come posso


supporto cartaceo rischio di incorrere al fine di fare luce. Alcune cose, che
nella calunnia. Questo aspetto mi pure so, ma che non sono in grado
obbliga alla prudenza. L’inchiesta sulla dimostrare, non le dico per prevenire i
trattativa è delicatissima, non punta processi per calunnia. Mi hanno già
verso il basso. Verso il basso ci sono querelato Mancino e De Gennaro. Non
le dichiarazioni di Spatuzza che sta è facile parlare.
facendo un ottimo lavoro e infatti a
giorni la procura di Caltanissetta La magistratura non è compatta e forse
dovrebbe chiedere la revisione di ,in alcuni casi delicati, in passato ha
alcuni processi proprio grazie al commesso degli errori . I processi, ad
contributo offerto da Spatuzza. Le sue esempio, costruiti sulle parole del pentito
parole possono aiutare Scarantino, nonostante siano divenuti
nell’individuazione degli esecutori definitivi, potrebbero andare incontro a
materiali delle stragi. Le mie invece revisione.
aiutano a definire il contesto
decisionale ai massimi livelli. E’ facile Non so se i processi costruiti sulle
dire “perché Ciancimino non dice tutto parole di Scarantino siano stati
insieme?”. Mi dicono: “Ma lei ha condotti così per malafede o
ancora un fogliettino che parla di incapacità. Certo sapere oggi che il
Napolitano”? Ma poi chi risponde del questore La Barbera era pagato dai
reato di calunnia? Solo io. Troppo servizi e individuato con il nomignolo
comodo pontificare così. Ricucci di Catullo non depone favorevolmente.
aveva ragione: “E’ bello fare i froci cor Voglio chiarire un concetto. Per capire
culo dell’artri”. Quella che voi la trattativa nel suo insieme è inutile
chiamate rateizzazione delle inseguire il numero degli accordi. Il
dichiarazioni è solo doverosa cautela. famoso cantante Lou Reed diceva che
Io non sono un pentito, non è che ho “dopo tre accordi è musica…”
ammazzato qualcuno e posso dire
come sono andati esattamente i fatti. La Sicilia di oggi pare molto diversa da
Io sono un teste e quindi devo provare quella che esprimeva sindaco di Palermo
alla virgola tutto quello che dico. Il Vito Cinacimino.
Paese non è ancora pronto per
affrontare tutta la verità Pure il grande Il malessere sociale è concime per la
Buscetta, pur collaborando con mafia, oggi come ieri. La mafia armata
Falcone, aspettò dieci anni per parlare è però oggettivamente in disarmo. La
di Andreotti. Capiva che i tempi non mafia, in fin dei conti, è un organo
erano maturi. parassitario e per questo non potrà
mai sostituire lo Stato. La Licata mi ha
I tempi non sono maturi e forse non lo ricordato che mio padre è stato il
saranno mai. In Italia ancora mancano peggior sindaco che Palermo abbia
risposte esaustive persino sulle stragi mai avuto, io gli ho risposto che però
degli anni di piombo. la competizione non è ancora finita.

La verità processuale è lontana Un padre è un padre, qualunque cosa


soprattutto perché la magistratura non faccia. Per chiunque sarebbe complicato
è compatta. Troppe gelosie tra procure ricordarne la memoria all’interno di una
su competenze e gestione dei cornice tanto sgraziata.
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Ma Massimo Ciancimino non lascia questo. Ho sofferto del fatto che mia
trasparire emozioni particolari. Non moglie sia stata interrogata.
sembra esserci troppo spazio per i
sentimentalismi nella ricostruzione del Su Saverio Romano, tirato in ballo da
suo racconto. Ciancimino nelle sue dichiarazioni,
dribbla con una battuta
Non soffro nel ricordare questi fatti
che riguardano mio padre. Diceva uno Ormai si portano avanti con il lavoro. I
scrittore francese: “Non si può ministri se li scelgono già indagati…
giudicare chi si ama”. Io non amavo
mio padre. Massimo Ciancimino farà anche paura a
molti ma di certo non ha perso il gusto
Massimo Ciancimino è ancora giovane, della battuta.
ha una moglie e un figlio piccolo. Nelle
sue parole c’è più speranza che paura. Leggevo che il governo Berlusconi
vuole trattare con Gheddafi mentre
Io ho paura soprattutto di me stesso. cadono le bombe. Certo che in Italia il
Spero di tornare un giorno a condurre vizio non se lo levano mai…
una vita normale. Vorrei soltanto
tenere la mia famiglia lontano da tutto (Francesco Maria Toscano)

LIBRO CONSIGLIATO

Capolinea
Francesco Toscano
Pellegrini Editore

Ogni buon cittadino, anche il più allergico alla Politica in quanto tale, dovrebbe sentire il
bisogno di informarsi per contribuire a ogni livello alla formazione dei processi decisionali,
finendola così con il rilasciare ai soliti noti deleterie deleghe in bianco. E per fare ciò può
essere utile la lettura di un libro come "Capolinea". Si rivolge a tutti e può essere letto con
interesse anche da chi non ha dimestichezza con i libri che si occupano di storia e politica.
Scritto e pensato per rendere immediatamente chiari e percepibili i fatti che vengono narrati,
con il solo intento di fornire un servizio a chi legge. L'originalità dell'opera consiste nella
capacità di legare gli eventi, regalando un quadro di insieme esaustivo e documentato, reso
avvincente da una scrittura che possiede una spiccata forza narrativa, impreziosita da una
velata e amara ironia. Un libro capace di coprire un periodo storico lungo e travagliato come
quello che va dal 1992 fino ai giorni nostri, senza preoccuparsi di blandire diverse ma spesso convergenti forme di
potere.
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> Libia
Guerra e pace, una riflessione
L’ipocrisia si rivela la vera essenza della diplomazia internazionale
di Ivano Maddalena

non sembra essere chiarissimo ciò che


sta accadendo. Tanto è vero che un
pilota italiano dalla lingua sciolta è stato
rispedito a casa per aver parlato un po’
troppo con i giornalisti.
Il dispiego di forze armate per reprimere il
regime di Gheddafi è imponente e la
Francia per prima e poi via via altri aerei,
navi, basi, uomini-militari di Inghilterra,
Stati Unti e anche Italia stanno dando vita
ai raid che hanno come scopo quello di
liberare la popolazione libica dal dittatore.
Ma intendiamoci: una volta che Gheddafi
si è insediato a Tripoli, Bengasi e nelle
La guerra è guerra e la pace… un valore, altre città riconquistate, i raid che cosa
un bene prezioso, per molti un’utopia. potranno fare? Bombardare la
Eppure tutti si riempiono la bocca di tale popolazione civile perché nel mezzo ci
termine ma sarà mai possibile vivere sta Gheddafi? Perché il dittatore si servirà
serenamente in pace? di scudi umani, come se non lo si
Io credo sia difficile davvero, anche sapesse prima. Di fatto questi
perchè fino a quando qualcuno si bombardamenti produrranno morte e
prenderà troppo e ci sarà chi sarà distruzione, proprio l’opposto di quello
interdipendente da un altro che ne è che l’Onu vuole evitare.
sfruttatore e tiranno non ci sarà pace per Inoltre non sembra ci sia unità d’intenti
coloro che saranno sottomessi, succubi, nell’intervento in terra di Libia.
schiavi di chi comanda, di chi detiene il Le immagini di questa operazione militare
potere in modo anarchico. in Libia ci lasciano profondamente turbati.
Attenzione tiranno è ogni uomo che si Risulta tragico e sconcertante constatare
crede padrone di un altro uomo e ne che non si sia riusciti a trovare altra
piega la volontà, viola i diritti e toglie la strada che quella armata. La politica
libertà. internazionale non riesce a capire che le
L’attenzione dei media è impegnata nel tirannie vanno isolate per tempo e
dare conto di ciò che accade in Libia: la sarebbe bene non concludere affari con
guerra! L’attacco è avvenuto in un’area loro, vero Berlusconi?
intorno a Bengasi, dove si concentrano le Sta di fatto che ancora una volta
operazioni. Si inserisce nel quadro della l’ipocrisia si rivela la vera essenza della
risoluzione 1973 del Consiglio di diplomazia. Con la scusa nobile di
sicurezza Onu, che autorizza l’uso della difendere i diritti umani si cerca di
forza per proteggere i civili in Libia. Ora le salvaguardare di fatto l’oro liquido, l’oro
notizie di nuovi raid si susseguono ma nero, il petrolio, così necessario.
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I diritti umani non si salvaguardano con sconcertante Silvio Berlusconi. Noi non
l’uso delle armi, ma con l’intelligenza siamo ciechi e tantomeno disavveduti e
della cultura alimentata dai valori ancora una volta ci accorgiamo che chi
fondamentali quali: il dialogo, la guarda all’Italia ci irride purtroppo e la
solidarietà, la giustizia e altri ancora. causa la conosciamo.
A chi si pone la domanda: come mai Al di là di ogni possibile lettura politica,
tanto zelo verso la Libia e tanto scarso economica resta il fatto tragico che
interesse nei confronti di altri Paesi del periscono innocenti. Già troppe volte è
nord Africa e nel Medio Oriente, diciamo accaduto nella storia, ma la storia sembra
chiaramente di conoscere l’ovvia risposta. non essere maestra di vita. In Libia si sta
Ripetiamo: interessi economici e petrolio. consumando l’ennesima pagina tragica
Anche Berlusconi dopo l’iniziale: “non della storia dell’umanità.
voglio disturbare Gheddafi” è passato a Non esistono le guerre umanitarie. Le
dare appoggio, senza l’assenso della bombe ammazzano e distruggono. A
Lega, ma senza tanta enfasi o parole perdere è sempre l’uomo quando alle
(che strano, non è da lui) e perché? parole si sostituisce il lugubre suono delle
Perché quando si passa in sei mesi, bombe.
come è successo al governo Berlusconi e E da ultimo vorremmo, proprio nei giorni
a lui stesso, dagli abbracci alle armi, non in cui in Italia si celebrano i 150 della
è facile giustificarsi e capire da che parte Repubblica, ricordare che nella
si stava prima e da che parte si sta ora. Costituzione all’art. 11 si sancisce
Se da un lato ci si può aspettare che la inequivocabilmente il ripudio della guerra
minoranza abbia visioni divergenti circa per la risoluzione delle controversie
l’intervento in Libia, colpisce la non unità internazionali. Ciò ci fa riflettere e non
della maggioranza. Ma la maggioranza poco.
c’è in Italia? E se si, di che tipo è? Ad
personam. Una maggioranza raccattata, “La redazione de Il Popolo Veneto ha
comprata, prona a un sempre più aderito all’appello contro la guerra”

www.dueaprile.org
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> Società
I servi della gleba del nuovo millennio
L’Italia è una foresta pietrificata, corporativa ed oligarchica
di Francesco Toscano

L’unico mezzo di emancipazione sociale trasversalità è la regola e la politica,


è rimasto il sesso. Dopo anni di battaglie anziché governare l’economia, propone i
per la libertà, per l’uguaglianza e per la soliti personaggi, semplici esecutori dei
dignità, il nostro Paese si ritrova al punto desiderata dei potentati economici.
di partenza. Una nuova e più debole Destra e sinistra non significano nulla,
moltitudine di disperati affolla la nostra sono categorie inutili prima che
società, ridisegnata oramai su modelli inesistenti. La dignità dei lavoratori è
ottocenteschi. La disoccupazione stata annullata da un’opera congiunta tra
giovanile è a livelli record e i fortunati che destra e sinistra. Prima con la legge Treu
un lavoro ce l’hanno devono convivere (sinistra) e dopo con la legge Biagi
con stipendi da fame. La classe (destra), chi comanda ha ottenuto il
lavoratrice ha visto erodersi quasi tutte le risultato che voleva. Aldilà delle
faticose conquiste legislative del sofisticate teorie di tanti commentatori
novecento, mentre tanti intellettuali al prezzolati, il processo di cambiamento
soldo dei padroni del vapore ingannavano della nostra società ha seguito logiche
la gente chiamando flessibilità banali e matematiche. Per permettere ad
l’insicurezza e spacciando le moderne un ristretto nucleo di persone di vivere nel
schiavitù per nuove opportunità. Il lavoro lusso più sfrenato e al di sopra delle
è tornato ad essere una merce, e gli regole, non restava che ridurre
sfortunati che non sono nati in un sostanzialmente alla fame quello che una
contesto agiato non avranno nessuna volta si chiamava ceto medio. Siamo
concreta possibilità di vedere migliorare diventati simili ai paesi arabi, dove pochi
la loro condizione sociale. Perché l’Italia è miliardari esercitano il comando su una
una foresta pietrificata, corporativa e massa di straccioni. Chi si permette di
oligarchica, dove un ristretto gruppo di alzare la voce viene criminalizzato per
classe dirigente governa sulle cose con non disturbare l’opera pia dei nuovi
piglio autoritario e dinastico, annullando patrizi. Si invitano tutti ad abbassare i toni
la democrazia e imponendo la per non fomentare possibili climi di
perpetuazione della specie attraverso un violenza. Ma, mi domando, cosa c’è di più
nepotismo sfacciato e arrogante. Agli altri violento di un sistema che costringe così
non resta che servire i padroni nella tanta gente a vivere di stenti? Un tempo
speranza di ricevere un pezzo di pane. la differenza di salario tra un manager e
Per le ragazze, solo se belle, che non un operaio era di uno a dieci. Oggi la
vogliono fare le cassiere per 500 euro, c’è differenza è uno a mille. Gli ingordi
sempre il bunga bunga. Gli intrecci nei continuano a stringere il cappio intorno al
Cda della grandi società che formano la collo di una generazione imbelle. Ma non
spina dorsale del nostro tessuto bisogna dirlo. Non bisogna disturbare. La
economico sono impressionanti. La servitù taccia.
IL POPOLO VENETO n.12/2011 Pag.12

> Referendum
Il Veneto si schiera contro il Nucleare
La Lega vota assieme a Partito Democratico, IdV e FSV
commentato soddisfatti i consiglieri del
gruppo di Italia dei Valori Gustavo
Franchetto, Antonino Pipitone e
Gennaro Marotta. Il punto di successo,
per i tre consiglieri dipietristi, è soprattutto
l’auspicio alla più ampia partecipazione al
prossimo referendum contro il nucleare,
promosso proprio da Italia dei Valori. “In
questa mozione - proseguono Franchetto,
Pipitone e Marotta - è contenuto l’unico
vero elemento che può fare la differenza,
cioè la possibilità che avranno i cittadini di
dire no al nuclerare, votando il
Il Consiglio Regionale del Veneto auspica referendum per cui abbiamo raccolto
“la più ampia partecipazione alla 700mila firme. Il Consiglio Regionale su
prossima consultazione referendaria” sul questo tema, è finalmente entrato in
nucleare. sintonia con la gente veneta”.

Venezia - Ieri pomeriggio (23 marzo), a


Palazzo Ferro Fini, il Consiglio regionale IL PD DEL VENETO PER IL SI
del Veneto ha appoggiato una mozione
per chiedere di fermare il nucleare. Il In vista della consultazione popolare del
documento approvato in aula dall’inedita 12-13 giugno 2011 è sfilato ieri (26
coalizione formata da Lega Nord, marzo) a Roma il popolo dei “beni
Federazione della Sinistra, Partito comuni”. Quattrocentomila i partecipanti
Democratico e Italia dei Valori, ricalca i al corteo per dire sì all’acqua pubblica, sì
punti chiave della mozione presentata lo alle energie rinnovabili e sì al principio di
scorso 25 giugno dall’Italia dei Valori che uguaglianza davanti alla legge. In
invitava il governo a rispettare la volontà contemporanea alla mobilitazione
delle regioni. Inoltre il Consiglio promossa dal Comitato referendario
Regionale del Veneto ha auspicato, “Due sì per l’acqua pubblica” si è svolta
riguardo al nucleare, “la più ampia a Monastier di Treviso l’assemblea
partecipazione alla prossima regionale del Partito Democratico del
consultazione referendaria”. Veneto, che ha sancito l’impegno
L’approvazione della mozione impegna la ufficiale dei democratici a fianco della
Giunta ad esprimere subito parere causa referendaria. L’assemblea ha
negativo alla costruzione in Veneto di approvato per acclamazione un ordine
centrali nucleari; ad invitare il governo a del giorno che impegna il partito a
rispettare i pareri espressi dalle regioni; a promuovere la più ampia partecipazione
dire no agli impianti di stoccaggio, ai referendum previsti per il prossimo
smaltimento o smistamento di scorie mese di giugno e schiera il Pd a
radioattive. “È stata una grande giornata sostegno del sì ai quesiti proposti.
per il Veneto ed i suoi cittadini” hanno
IL POPOLO VENETO n.12/2011 Pag.13

> Attualità
Il federalismo delle disuguaglianze
Una riforma che arricchirà pochi e impoverirà molti
di Ivano Maddalena

Continuano in questi giorni le celebrazioni fra alcune regioni del Nord e il resto delle
per la festa dei 150 anni dell’unità d’Italia regioni italiane, in maniera molto forte e
e tra uno sguardo alla nube tossica e al marcata”. Aggiunge pure: “Nessuno si
disastro Giapponese da una parte e l’altro illuda che amplificando queste differenze
alla guerra in Libia dove sembra acuirsi il sostanziali, qualcuna di queste regioni
conflitto e dilungarsi i tempi della possa agganciare il treno virtuoso
conclusione del conflitto, c’è chi pone dell’Europa più competitiva. Anzi -
l’attenzione su un fatto che inquieta. La aggiunge - questa riforma non farà altro
moratoria nucleare? No, non intendiamo che aumentare l’incapacità del Paese di
quello, che tra l’altro è un tema assai affrontare le questioni strutturali legate
scottante e di cui sarebbe bene parlare. allo sviluppo economico-sociale”.
Vogliamo porre l’attenzione ad alcune “Purtroppo - rileva Bruno - questo
affermazioni sul Federalismo. I più sono Federalismo regionale finirà per far
consapevoli che la riforma è una vera e aumentare le tasse nelle regioni più
propria “furbata” e che ingenererà disagiate, finendo per gravare in
separazione, disuguaglianze e divisioni. particolare sul Sud e andando a creare
Una riforma che porterà ad allargare il una sorta di fiscalità di svantaggio”.
divario con buona parte degli stati Ciò che più sconcerta è che secondo il
europei. Si tratta di una riforma che senatore di ApI, c’è il “concreto rischio di
strozzerà alcuni e ingrasserà altri, che un allentamento dei vincoli unitari del
arricchirà pochi e impoverirà molti. Paese ed è particolarmente sorprendente
Colpiscono alcune affermazioni del l’atteggiamento di quelle forze politiche
responsabile degli Enti locali di Alleanza che ondeggiano nell’atteggiamento da
per l’Italia, Franco Bruno: “Questo tenere nei confronti dei decreti sul
Federalismo finirà per acuire le differenze federalismo, condizionate tra le spinte dei
IL POPOLO VENETO n.12/2011 Pag.14

economica nella Chiesa il federalismo è


ben rodato. Pensate, si ripartiscono nelle
Diocesi i soldini a partire dalla conta delle
teste dei fedeli, dei preti, delle parrocchie.
Tot fedeli, tot preti, tot parrocchie, uguale
tot soldini.
In base ai numeri si ripartisce, salvo poi
eventuali eccezioni. Certo anche qui non
mancano i furbetti che fanno lievitare i
numeri per avere di più.
Come leggere quanto detto da Calderoli,
ministro per la Semplificazione al Corriere
della Sera: “L’unità d’Italia oggi non
esiste. Non è stata fatta né 150 anni fa,
né il 2 giugno del '46. Perché le Italie
sono due”? Che fuori. Neppure la Lega
propri amministratori del nord e gli sa da che parte si sta andando.
interessi complessivi del Paese. Non è Così si è espresso Maroni in un’intervista
mostrandosi ossequiosi alla filosofia rilasciata all’Avvenire: “Potrà sembrare
leghista - conclude - che si stravagante, magari paradossale, ma il
riconquisteranno ruoli politici nel nord federalismo è il modo migliore per
Italia”. celebrare l’unità nazionale”.
Berlusconi dice che: “Governare è fare Insomma, il cavallo di battaglia del
non dichiarare”. Così si è espresso a Carroccio: “è una strada per rifondare
Bruxelles il presidente del Consiglio. Io l’unità del Paese, per tenere insieme le
dico che assegnare poltrone a ministri e diversità. Anzi, per trasformarle in una
sottosegretari e posti di comando e farlo forza: finalmente e pienamente in una
litigiosamente sfiorando la crisi con il opportunità”.
Colle è da dementi. Dividere e governare. A me pare che le idee e la strada da
Spartire senza scontentare, anzi percorre non siano chiare.
accontentare per ricattare, per avere voti, Dunque a pensarla bene è chiaro che di
sempre cercando di far capire che la fatto il Federalismo come pensato andrà
cerniera del portafogli è nelle disponibilità a minare l’unità dell’Italia. Occorre dirlo
di pochi e che star dalla loro parte è apertamente e non tacere. Occhio a non
vantaggioso anche a discapito del bene farsi imbrogliare. Purtroppo l’inganno è
dell’Italia. Cosa sta facendo il governo del già in atto.
fare? Niente. Aggiungiamo che anche
destinare e dividere le risorse in modo
ingiusto fa litigare e inasprire le relazioni
tra regioni, tra comuni.
IL POPOLO VENETO
Fondato nel 1921 Anno 90 n. 12 / 2011
Nel popolo italiano. Così operando, si www.ilpopoloveneto.blogspot.com
diffonde divisione e non la passione per e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com
l’unità. Ho l’impressione che passate le Direttore Responsabile: Emanuele Bellato
feste, l’unità della nazione possa pure Reg. Tribunale di Rovigo Numero 16/04
andarsi a far benedire. R.A.A. Cron.2287/04 del 21/10/2004. Reg.
A dire il vero per questo ci sono sempre i stampa N. 11/04. Stampa in proprio
Vescovi italiani sempre più incapaci di (27/03/2011). Giornale gratuito
dare a Cesare ciò che è di Cesare e a
Dio ciò che è di Dio. In materia
IL POPOLO VENETO n.12/2011 Pag.15

> Osservatorio Sicurezza Lavoro


Morti bianche, la strage continua
Sono 83 le vittime nei luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno

del primo bimestre 2010. Ciò significa che


ogni giorno muore almeno una persona
mentre sta svolgendo la propria attività. E
nel solo mese di febbraio sono state 33 le
vittime.Intanto il primo posto
‘storicamente’ appartenuto alla
Lombardia viene condiviso con l’Emilia
Romagna che, appunto come la
Lombardia, conta 12 morti bianche
dall’inizio del 2011. Seguono Sicilia (10
decessi), Campania (8), Piemonte (6) e
Veneto (5). Viene rilevata ‘solo’ una
vittima del lavoro in Toscana, Marche,
Sardegna e Friuli Venezia Giulia.
Sono 83 le vittime nei luoghi di lavoro
Analizzando, invece, i dati in rapporto al
registrate nei primi due mesi dell’anno in
numero di occupati, ad indossare la
Italia contro le 69 del primo bimestre
maglia nera è la Valle D’Aosta con un
2010. Lombardia, Emilia Romagna e
indice di incidenza pari a 35,5 contro la
Sicilia sullo scomodo podio, seguite da
media del Paese che arriva a quota 6. Al
Campania, Piemonte e Veneto. In
secondo posto la Basilicata (21), mentre
rapporto al numero di occupati, invece,
terza è la Sicilia (6,8). Milano è la
ad indossare la maglia nera è la Valle
provincia maggiormente colpita
D’Aosta. Milano la provincia
dall’emergenza con 6 morti, seguita da
maggiormente colpita, seguita da
Catania, Napoli e Torino (4), da Messina
Catania, Napoli, Torino, da Messina e
e Bologna (3). Sul fronte dell’incidenza è
Bologna. Nel settore agricolo il 36,1 per
invece Aosta a detenere lo sconfortante
cento delle morti bianche, seguito da
primato (35,5). Seguita da Matera (30,7)
quello delle costruzioni (18,1 per cento
e da Terni (22,2). Per macroaree la
delle vittime). La fascia d’età
situazione peggiore viene rilevata nel
maggiormente a rischio è quella che va
Nordovest con 24 morti bianche, seguita
dai 40 ai 49 anni con 25 vittime (30,5 per
dal Centro (22), dal Sud (20), dalle Isole
cento del totale). E l’epigrafe del lavoro
(10), e dal Nordest (7). Sul fronte
non conosce spazi vuoti neppure nel fine
dell’incidenza sul numero degli occupati,
settimana perché tra sabato e domenica
però, è il Sud ad avere la triste leadership
viene accertato il 20,4 per cento delle
con un valore pari a 5,5, seguito dal 4,9
tragedie
delle Isole, dal 3,5 del Nordovest, dal 3
del Centro e dal 2,3 del Nordest. Ed è
Morti bianche: la strage continua. Sono
nuovamente il settore agricolo ad essere
83 le vittime nei luoghi di lavoro registrate
protagonista dell’emergenza con il 36,1
nei primi due mesi dell’anno
per cento delle morti bianche registrate
dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di
da Vega Engineering nel primo
Vega Engineering di Mestre contro le 69
IL POPOLO VENETO n.12/2011 Pag.16

bimestre dell’anno (dati disponibili nel sito seguita ad un’esplosione riguarda il 4,8
www.vegaengineering.com), seguito per cento delle croci bianche e l’incendio
come sempre da quello delle costruzioni come il contatto con mezzi in movimento
(18,1 per cento delle vittime). A distanza il 3,6 per cento delle vittime.
si trovano i decessi rilevati nel commercio Tra le 83 persone che hanno perso la vita
all’ingrosso e al dettaglio e nelle attività al lavoro nei primi due mesi dell’anno, le
artigianali (9,6 per cento), nei trasporti, donne sono 3 mentre gli stranieri sono 11
magazzinaggi e comunicazioni (7,2 per ovvero il 13,3 per cento del totale, e vale
cento), nei servizi (6 per cento), nello a dire di due punti percentuale superiore
smaltimento rifiuti così come nella rispetto alla media rilevata nel 2010.
produzione distribuzione manutenzione di Rumeni ed albanesi i più colpiti.
energia elettrica, acqua e gas (3,6 per La fascia d’età maggiormente toccata dal
cento). dramma è quella che va dai 40 ai 49 anni
La caduta dall’alto, poi, è stata con 25 vittime (30,5 per cento del totale),
sorpassata dallo schiacciamento dovuto seguita da quella compresa tra i 30 e i 39
alla caduta di oggetti pesanti nella (16 vittime) e tra i 50 e i 59 anni (14
graduatoria delle cause principali che morti). Significativo anche il dato che
conducono alla morte nei luoghi di lavoro. riguarda gli ultrasessantenni (21 decessi).
Lo schiacciamento ha infatti coinvolto il Nell’elaborazione dei giorni della
26,5 delle vittime e la caduta dall’alto il settimana in cui si perde la vita è il
24,1 per cento. Si continua a morire mercoledì a ‘spiccare’ con il 20,5 per
piuttosto frequentemente per il cento degli eventi mortali, seguito dal
ribaltamento di un veicolo o di un mezzo giovedì (18,1 per cento). Purtroppo
in movimento (15,7 per cento dei casi), e l’epigrafe del lavoro non conosce pausa
per investimento di mezzo semovente o neppure nel fine settimana perché tra
per contatto con organi lavoratori in sabato e domenica viene accertato il 20,4
movimento (9,6 per cento). La morte per cento delle tragedie.

La Redazione de Il Popolo Veneto aderisce alla manifestazione contro la precarietà


www.ilnostrotempoeadesso.it
IL POPOLO VENETO n.12/2011 Pag.17

> 150° Unità d’Italia


“Destino comune”. Da Maniero a Vanzan
Presentazione del libro del giornalista Emanuele Compagno
La storia di Matteo Italia potrà compiere la sua maturazione
Vanzan entra in un ed il suo riscatto. Tra tanti libri che
libro e viene parlano di mafia, finalmente un libro narra
paragonata a quella un’Italia che vince la mafia.
di Felice Maniero. Perché la storia, con la S maiuscola, si
Per la prima volta in scrive anche nei piccoli centri, come
Italia, e in occasione Camponogara, dove è vissuto Vanzan e
dei 150 anni dove la mala ha operato. Con questo
dall’Unità, esce un libro, alla presenza dei sindaci della
libro che narra la Riviera del Brenta, si sancirà il
storia di un militare superamento definitivo della stagione
caduto nelle missioni all’estero. Un della mafia del Brenta. Le tante storie
accostamento con Felice Maniero, il boss raccontate nel libro dimostrano come la
della mala del Brenta, che lascia coscienza comune si formi passando
emergere i profondi contrasti della nostra attraverso una riflessione su ciò che ogni
terra veneta. Uno stimolo a riflettere oggi, giorno ci capita accanto. Il libro, oltre al
a 150 anni dall’Unità, sul bisogno della curioso accostamento tra Vanzan e
nostra Nazione di ritrovare la sua nuova Maniero, narra di tante altre storie vere.
unità. “Destino comune” vuole essere un In ognuna si scopre pian piano la
incoraggiamento a superare ciò che ci maturazione di una terra. Dai recenti
divide per stringerci intorno a ciò che ci allagamenti che hanno segnato la nostra
unisce. L’esempio di questa maturazione vita insieme, alle grandi opere che
arriva da una terra, quella veneta, che spesso sono motivo di forti polemiche tra
diventa trampolino per tutta l’Italia. la gente, dal rapimento di due bambini ai
Proprio qui si è compiuta l’evoluzione che campioni veneti nello sport. Una
l’ha resa famosa, non più per le cronistoria che si colora di romanzo dove
infiltrazioni mafiose che l’avevano colpita, un filo conduttore tiene unito tutto.
ma per i nuovi eroi italiani nel mondo. Da L’autore, Emanuele Compagno,
Felice Maniero, il capo della mafia del avvocato, ha seguito per “Il Gazzettino” le
Brenta, a Matteo Vanzan, il lagunare vicende raccontate nel libro. La
morto a Nassirija in Iraq. Dal male al prefazione è affidata a Vittorio Pierobon,
bene, dall’egoismo al dono si sé. Due vicedirettore de “Il Gazzettino”. (c.s.)
simboli, due esempi di tante altre storie
presenti nel libro. Questa fetta d’Italia è La presentazione si terrà il 5 aprile alle
riuscita a compiere l’evoluzione facendo ore 21.00 al teatro Dario Fo di
crescere dentro di sé la consapevolezza Camponogara (piazza Castellaro).
di un destino comune e cioè facendo Interverranno: Emanuele Compagno,
tesoro delle mille esperienze vissute nel autore. Vittorio Pierobon, vicedirettore
suo quotidiano e da cui scoprire i valori de “Il Gazzettino” e autore della
che rendono preziosa la nostra vita prefazione. Presenterà la serata Maurizio
insieme. Solo con il riconoscimento in Crovato, giornalista Tg3.
comune di valori condivisi anche l’intera
IL POPOLO VENETO n.12/2011 Pag.18

> 150° Unità d’Italia


Vicenza: Menu speciale per l’Unità d’Italia

Vicenza - settentrionali, abituati a mangiare zuppe o


Quello dei riso, e che al loro ritorno portassero al
150 anni nord i maccheroni: così la pasta trionfa
dell’Unità come piatto nazionale per eccellenza, ma
d’Italia non non come primo piatto per antonomasia
è l’unico poiché, stando ai princìpi artusiani, il
anniversario pranzo doveva iniziare con delle
che si preparazioni a base di ingredienti poveri.
celebra in Nell’Ottocento inoltre prevaleva ovunque
questo in Italia la minestra, a base di cereali o
2011. Non legumi coltivati, mentre tra i piatti di carne
tutti sanno era diffuso il cosciotto di castrato arrosto
che e, tra i contorni, le pastinache (carote
ricorrono bianche) e i petonciani (melanzane).
anche i cent’anni dalla morte di un illustre Dulcis in fundo, nel menu come dolce si
scrittore e gastronomo, ritenuto da tutti il propone il tiramisu con i “savoiardi”.
“padre” della cucina italiana: Pellegrino Colori e sapori d’Italia si potranno
Artusi, al quale nella provincia di Vicenza assaporare anche attraverso storici vini:
è intitolato l’Istituto alberghiero di Barbera piemontese, Durello vicentino e
Recoaro Terme. Tale fortunata Marsala siciliano. Accanto al menu
coincidenza non poteva sfuggire agli principale, a prezzo ridotto i ristoranti
attenti “gastronauti”, e in particolare ai aderenti proporranno anche quello per le
Ristoratori Confartigianato del scolaresche che quest’anno
Mandamento di Vicenza che, in approfondiranno il tema con visite nei
collaborazione con l’Istituto alberghiero luoghi del Risorgimento, un piatto
“Almerico da Schio”, hanno avviato una costituito da pasta con “garibaldini”
ricerca storica sulle tradizioni alimentari asciutti e scaloppa al Marsala, più il
all’epoca del Risorgimento. La proposta tiramisu. Come in altre occasioni,
di un menu sui 150 anni dell’Unità d’Italia partecipa all’iniziativa anche il prof.
vuole dunque invitarci a riconoscere che il Galliano Rosset, autore di alcune stampe
nostro paese non è solo un’identità didascaliche sui temi del Risorgimento.
geopolitica, ma soprattutto culturale. E Tra gli obiettivi dell’iniziativa, anche
proprio Pellegrino Artusi fu il primo a questa offerta gastronomica ai gruppi
formulare uno studio sull’identità della turistici in viaggio nel Vicentino: da qui il
cucina italiana: nel 1891 pubblicò il coinvolgimento di alcuni operatori turistici
manuale La scienza in cucina e l’arte di e del Museo del Risorgimento di Villa
mangiar bene. Da questo libro prende Guiccioli a Vicenza, con il quale i
spunto il menu dei Ristoratori Ristoratori hanno avviato una
Confartigianato, i quali propongono una collaborazione per dare al visitatore il
scelta esatta di alcuni piatti che hanno piacere della conoscenza unito a quello
fatto la nostra storia. Si racconta per della buona tavola.
esempio che i Mille fossero per lo più
IL POPOLO VENETO n.12/2011 Pag.19

> Sport - Canoa Discesa Fluviale


Il Valbrenta Team fa il pieno di medaglie
Hansjorg Mayr: Obiettivo riconoscimento come sport Olimpico

1^ GIORNATA DI GARE (26/3/2011) agli altri atleti del Valbrenta Team,


Claudia Nordio, Leonardo Pontarollo e
Gli atleti del Valbrenta Team Riccardo Mocellin che hanno
riconfermano i successi della passata partecipato con impegno alla
stagione agonistica anche nella competizione.
competizione, valevole per i Campionati
Italiani 2011 di canoa discesa, che si è 2^ GIORNATA DI GARE (27/3/2011)
svolta sabato 26 marzo sulle acque del
fiume Brenta. Davide Maccagnan ha Altro bottino di medaglie per il Valbrenta
conquistato il secondo posto nella Team nella gara classica, valevole per i
categoria K1 senior, dietro a Jaka Campionati Italiani 2011 di canoa
Jazbec del Corpo Forestale dello Stato, discesa, che ha avuto luogo oggi sulle
piazzamento che gli ha permesso di acque del fiume Brenta, nel tratto
ottenere la qualificazione per la Coppa compreso tra Valstagna (VI) e la Casa sul
del Mondo. Pierpaolo Bonato ha vinto Fiume a Solagna (VI)
nel K1 junior e, insieme a Stefano
Scremin e Marco Trippetta, si è anche Davide Maccagnan ha conquistato la
classificato al secondo posto nella K1 a seconda posizione nella categoria K1
squadre under 21, dominata dal Canoa senior, a poco più di un secondo dal
Club Oriago. Il Titolo Italiano Under 21 primo classificato, Luca Panziera del
nella canadese è andato al portacolori Canoa Club Pescantina, che si è
Marco Trippetta. Noemi Pellin, giovane aggiudicato il 1° Trofeo Renzo Fantasia,
promessa della squadra, si è classificata dedicato al noto gestore del Ristorante
seconda nella categoria K1 cadette, che “Al Mondo” di Valstagna e grande amico
ha visto al primo posto Mathilde Rosa dei canoisti, scomparso prematuramente
del KCC Palazzolo. Un bravo va anche il 6 dicembre 2009. Pierpaolo Bonato si
riconferma vera e propria promessa della
IL POPOLO VENETO n.12/2011 Pag.20

specialità, sia in velocità che nella gara vinto nella categoria K1 cadette, ma
classica, vincendo anche oggi nel K1 anche sugli altri piccoli valligiani, Daniele
junior con un tempo di tutto rispetto, un Gaudiano, Pietro Marinello e Leonardo
18:28 che gli è valso anche il settimo Pontarollo. A conferma, il Valbrenta
posto in classifica generale. Oltre a ciò Team ha in programma una serie di corsi
Pierpaolo, insieme ai suoi compagni di di avviamento alla canoa, il prossimo dei
squadra Davide Maccagnan (foto) e quali sarà organizzato nei primi giorni di
Stefano Scremin, ha dominato anche aprile. Il consigliere della Federazione
nella K1 a squadre senior. Grazie agli Italiana Canoa Kayak Hansjorg Mayr,
ottimi piazzamenti di tutti i suoi atleti, il intervenuto a Valstagna in occasione
Valbrenta Team ha conquistato il titolo di delle competizioni, sostiene: “È un
vice Campione Italiano di Società, a soli momento di riflessione, questo, per la
tre punti dalla Canottieri Comunali nostra specialità. Si dovrà metter mano ai
Firenze. Per ottenere il titolo tricolore, regolamenti federali e dare il giusto
sarebbe stata sufficiente una prestazione supporto alle società per l’organizzazione
adatta al giusto valore di Stefano delle gare, in modo da far crescere
Scremin, che purtroppo non si è questa disciplina. La discesa fluviale è
dimostrato al massimo della forma in un’attività accessibile a tutti e, pertanto,
questo inizio di stagione. Estremamente dobbiamo cercare di far crescere la base
soddisfatti il Presidente dell’associazione, e la competitività. Il nostro obiettivo deve
Elio Rigotto, e Robert Pontarollo, essere il raggiungimento del
allenatore della squadra nazionale ed ex riconoscimento, da parte del CIO,
campione di specialità, che puntano come sport olimpico.” (c.s.)
l’occhio sugli atleti più giovani: in
particolare su Noemi Pellin, che oggi ha http://picasaweb.google.com/102905569592973064635