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propulsione aerospaziale

Direzione Ingegneria Sistema di Gestione per la Qualità


N. 9400F
di Prodotto & Processo SPECIFICA SUI PROCESSI
Ingegneria Componenti e Laboratori Ed. 5

Titolo

CONTROLLO MAGNETICO

Le informazioni contenute nel presente documento sono di proprietà Avio. Non possono essere usate,
copiate, comunicate ad altri per scopi diversi da quelli per cui sono state fornite, senza il consenso
scritto di Avio.

Preparato da: Controllato da: Owner – Livello 3 MPI Primario:

(M. Colombo) (E. De Paolini) (M. Colombo)

APPROVAZIONI Ingegneria dei Ingegneria dei Progettazione Qualità e


AVIO Processi di Processi Speciali e Componenti Internal Audit
Controllo dei Materiali e Laboratori Certificazione

Nome (A. Zanada) (G. P. Zanon) (M. Rosso) (P. Fina)

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Autorità/Cliente
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Progettazione Componenti e Laboratori Ed. 5 Rev. F

Gestione delle modifiche


Approvazione Approvazione
Ediz. Rev. Data Oggetto
Ente Emittente ENAC

1 - NOV. 91 Prima emissione

2 - MAR. 93

3 - DIC. 94

4 - Edizione completamente riveduta ed


aggiornata

A FEB. 01 Modificati i paragrafi 5.4.1, 5.5.1, 5.6,


5.6.1.1.2, 5.6.2.1, 5.6.3.2.
Allineata Specifica alla Procedura 05.02Q.
5 - APR. 07
Rinumerati paragrafi e fotografie.
Rinominato paragrafo 4 e 7.
Eliminato vecchio paragrafo 3.3. e 6.2
(Appendice B).
Modificati i paragrafi 7.5.1, 7.6.1, 7.6.4.1.1,
7.6.5, 7.7.9, 7.7.10, 7.8.1, 4.1, 4.2,
8.1 (Appendice A).
Inseriti i paragrafi 5, 6, 7.1, 7.1.1, 7.1.2, 7.1.3,
7.1.4.
Modificati i paragrafi 4.1, 7.5.3, 7.6.1, 7.6.4,
A AGO. 07 Processi Speciali
7.6.4.1.1, 7.6.4.1.2, 7.6.4.1.2.1, 7.6.4.1.2.2,
di Sito
7.6.4.2.1, 7.6.4.2.2, 7.6.4.3, 7.7.1.3, 7.7.2.1,
7.7.3.1, 7.7.3.2, 7.7.3.3, 7.7.5, 7.7.9, 7.7.10,
7.7.11.
Rinumerate le Figure.
Aggiunti paragrafi 7.6.4.1.1.1 e 8.2.
B NOV. 08 Modificato il paragrafo 7.7. Processi Speciali
di Sito

C NOV. 08 Modificato il paragrafo 8.1 Processi Speciali


di Sito

D LUG. 10 Modificati i paragrafi 4.1, 4.2, 7.5.3, 7.7.2.1, Processi Speciali


7.7.3.1, 7.7.3.2, 7.8.1, 7.8.2, 8.1 e Laboratori
Eliminati i requisiti dei Clienti Avio.
E NOV. 11 Processi Speciali
I requisiti dei Clienti Avio sono richiamati nella
e Laboratori
specifica 9400FC.
Modificati i paragrafi 2, 4.1, 4.2, 6, 7.3.1, 7.4.2,
7.5.1, 7.5.3, 7.4.1, 7.6.1, 7.6.3.2, 7.6.5, 7.6.6,
7.7.2.1, 7.7.3.3, 7.7.6, 7.7.8, 7.7.9, 7.7.10.
Modificati i paragrafi 2, 4.1, 4.2, 7.6.1, 7.7.9,
F MAR. 12 Processi Speciali
7.7.10, 7.8.1.
e Laboratori
Eliminato il paragrafo 7.8.2.

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INDICE
1. Scopo
2. Limitazioni
3. Definizioni
4. Riferimenti e correlazioni
5. Flusso delle attività
6. Responsabilità
7. Descrizione delle attività
8. Appendici

1. SCOPO

Scopo di questa norma è di definire i requisiti generali applicabili


all'ispezione con particelle magnetiche fluorescenti, per evidenziare
discontinuità superficiali o leggermente subsuperficiali nei materiali
ferromagnetici.
Il metodo è basato sulla generazione di un campo magnetico disperso in
corrispondenza del difetto, capace di attirare e trattenere delle particelle
magnetiche molto fini.
L'accumulo di tali particelle è visibile sotto un'appropriata illuminazione.

2. LIMITAZIONI

Questa specifica è applicabile ai Fornitori Avio.


All’interno di Avio è applicabile la 9400FC.

3. DEFINIZIONI

FLUORESCENZA
Proprietà caratteristica di determinati pigmenti che, a seguito
dell'assorbimento di una radiazione elettromagnetica nel campo
dell'ultravioletto, riemettono l'energia assorbita sotto forma di radiazione
nel campo del visibile.

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FLUSSO MAGNETICO
Concezione dell'intensità del campo magnetico basata sulla forma
assunta dalle linee prodotte da particelle ferrose (limatura di ferro)
asperse su un pezzo di carta posto aldisopra di un magnete permanente.

GAUSS
Unità di misura della densità di flusso o induzione magnetica.
(In aria 1 gauss è equivalente ad 1 oersted il quale, è uguale a
79.58 Ampere/metro).

INDUZIONE MAGNETICA O DENSITA' DI FLUSSO


Quantità di flusso per unità di superficie che è presente in un oggetto che
impatta detta superficie in direzione perpendicolare a quella del flusso. E'
indicata dalla lettera B e si misura, con apposita sonda, in Wb/m² o in
Tesla.

INTENSITA' DI CAMPO
Forza di un campo magnetico misurata in punti esterni al magnete o al
conduttore. E' indicata dalla lettera H e si esprime oersted (Oe) o in A/m.

LUCE AMBIENTE
Livello di luce misurato sulla superficie da ispezionare con lampada
ultravioletta accesa.

LUCE ULTRAVIOLETTA (UV)


Radiazione elettromagnetica nel vicino ultravioletto nel range di lunghezza
 
d'onda da 320 a 400 nm 1nm  109 m con la lunghezza d'onda
predominante di 365 nm.

MAGNETIZZAZIONE
Il processo con il quale i domini magnetici elementari di un materiale sono
allineati in modo predominante in una direzione.

OERSTED
Unità di misura dell'intensità di campo che produce l'induzione magnetica.

PERMEABILITA'
Il rapporto tra la densità di flusso prodotto e la forza magnetizzante (più
elevato è il rapporto più il materiale è facilmente magnetizzabile).

RETENTIVITA'
La proprietà di un materiale a trattenere il magnetismo dopo aver
interrotto la corrente o il campo magnetizzante.

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SONDA AD EFFETTO HALL


Dispositivo di misura della componente del campo magnetico tangenziale
alla superficie del particolare.

SOSPENSIONE
Un sistema a due fasi consistente di particelle magnetiche disperse in un
veicolo liquido.

STRUMENTO CAMPIONE
Strumento utilizzato per la taratura degli strumenti di lavoro.

STRUMENTO DI LAVORO
Strumento destinato a misure e controlli nella fase di produzione.

4. RIFERIMENTI E CORRELAZIONI

4.1 NORME DI RIFERIMENTO


Nella stesura della presente si è fatto riferimento alle seguenti norme:

ASTM E 1444 Standard Practice for Magnetic Particle Examination


A-A-59230 Fluid, Magnetic Particle Inspection, Suspension
AMS 2641 Vehicle, Magnetic Particle Inspection
AMS 3044 Magnetic Particles, Fluorescent, Wet Method, Dry
Powder
ISO10012 Measurement management systems –
Requirements for measurement processes and
measuring equipment
AC7114/2 Audit Criteria For NonDestructive Testing Facility
Magnetic Particle Survey
AC7114/2S Supplemental Audit Criteria For NonDestructive
Testing Facility Magnetic Particle Survey
AC7114 Audit Criteria For NonDestructive Testing (NDT)
Suppliers Accreditation Program
0070Q Handbook for Supplier of Direct Materials and
Services to Avio.

4.2 REFERENCE SPECIFICATIONS – CUSTOMERS

Le informazioni contenute in questo paragrafo sono riportate nella


9400FC applicabile per uso interno Avio.

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4.2 NORME ASSOCIATE

Le sottoelencate norme sono parte integrante della presente:

ASTM D 93 Flash Point by Pensky-Martens Closed Tester


ASTM D 96 Water and Sediment in Crude Oils
ASTM D 445 Kinematic Viscosity of Trasparent and Opaque Liquids
(and the Calculation of Dynamic Viscosity)
NAS410 National Aerospace Standard Certification &
Qualification of Nondestructive Test Personnel

5. FLUSSO DELLE ATTIVITA’

Non applicabile.

6. RESPONSABILITA’

Non applicabile.

7. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’

7.1 CRITERI GENERALE PER L’ISPEZIONE

I disegni che richiamano questa specifica, richiedono l’ispezione del 100%


delle superfici del particolare (interne ed esterne) eccetto nei casi indicati
di seguito o quando esplicitamente definito a disegno.

7.1.1 Validità dell’ispezione

Un’ispezione al controllo magnetico è valida quando vengono rispettate


tutte le seguenti condizioni:

a) adeguato accesso visivo (per esempio, quando l’angolo visivo è entro


45° da una linea perpendicolare alla superficie da ispezionare; il
risultato ottimale si ottiene quando la linea di vista è perpendicolare alla
superficie da ispezionare; vedere Figura 1);
b) possibilità di confermare che le indicazioni siano rilevanti;
c) possibilità di misurare le indicazioni rilevanti a fronte di specifici
standard di accettabilità applicabili;
d) possibilità di applicare i prodotti del controllo magnetico nei tempi
richiesti da questa specifica.

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7.1.2 Aree escluse dall’ispezione


L’ispezione al controllo magnetico non può essere eseguita in certe aree
con limitazioni geometriche che impediscono una ispezione visiva delle
superfici e una corretta interpretazione e/o misurazione. Le seguenti aree
sono escluse dall’ispezione:
- superfici di honeycomb.
- superfici interne a volumi chiusi oppure superfici ostruite in seguito
all’assemblaggio, che sono state precedentemente ispezionate come
parti sciolte.
- fori di diametro inferiore a 6,3 mm (0.25 pollici) oppure altre aree con
aperture minori di 6,3 mm (0.25 pollici).
- passaggi/cavità interne a pale e settori pala
- passaggi interni in qualsiasi fusione (eccetto per le pale e settori pale)
con aperture minori di 6,3 mm (0,250 pollici).

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7.1.3 Utilizzo di attrezzature speciali


Un’ottimo accesso visivo lo ottengo quando la linea di vista è
perpendicolare alla superficie da ispezionare (vedere Figura 1); quando la
linea di vista forma un’angolo superiore a 45° rispetto alla perpendicolare
alla superficie da ispezionare oppure dove la superficie da ispezionare si
estende per una profondità superiore ad una volta la dimensione
dell’apertura, oppure dove altre limitazioni impediscono una valida
ispezione senza l’utilizzo di mezzi d’aiuto (per esempio non possono
essere rispettate le condizioni elencate al paragrafo 7.1.1), speciali
attrezzature come specchietti, endoscopi, strumenti di misura, eccetera,
dovranno essere utilizzati per rispettare i requisiti dell’ispezione.

7.1.4 Aree non ispezionabili


Ogni area del particolare che è considerata non ispezionabile
dall’ispettore al controllo magnetico (non possono essere rispettate le
condizioni elencate al paragrafo 7.1.1), dopo valutazione in accordo a
quanto riportato al paragrafo 7.1.3, dovrà essere identificata e sottoposta
all’Ingegneria Avio come richiesta di modifica a disegno.

7.2 ORIENTAMENTI E RACCOMANDAZIONI

Il controllo magnetico non dovrà essere eseguito in presenza di


rivestimenti che possono ostacolare la rilevazione di difetti superficiali in
uno substrato ferromagnetico.
Tali rivestimenti includono vernice o riporto di cromo con spessore
maggiore di 0.08 mm (0.003 pollici) o rivestimenti ferromagnetici come
l'elettrodeposizione di nickel con spessore maggiore di 0.03 mm
(0.001 pollici).
Quando i rivestimenti non sono conduttivi, essi devono essere rimossi nei
punti dove avviene il contatto elettrico.

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7.3 INSERIMENTO DEL CONTROLLO NEL CICLO DI FABBRICAZIONE

7.3.1 Sequenza di effettuazione del controllo

L'ispezione con particelle magnetiche dovrà essere eseguita dopo il


compimento di operazioni che possono causare difetti superficiali o
leggermente subsuperficiali.
Occorre inoltre tenere conto dei seguenti requisiti a seconda del tipo di
operazione:

Operazione: Ispezionare il particolare:

Verniciatura Prima della verniciatura.

Pallinatura seguita da: Dopo lavorazione finale di macchina


rivestimento di ossido ma prima della pallinatura ed anche
nero, trattamento di dopo i rivestimenti protettivi, i riporti e
fosfatazione, riporto di la deidrogenazione.
argento, cadmio, cromo
o nichel

Rivestimento di ossido Dopo tali operazioni e deidrogenazione.


nero, trattamento di
fosfatazione, riporto di
argento, cadmio, cromo
o nichel

Riporti o trattamento di Dopo lavorazione finale di macchina.


fosfatazione su particolari
non cementati con durezza
inferiore a Rc39.

Attacco nital Prima o dopo l'ispezione dell'attacco


nital.

Riporto di Nickel-Cadmio Preferibilmente prima del riporto,


diffuso ma è possibile anche dopo le operazioni
di riporto e deidrogenazione.

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Operazione: Ispezionare il particolare:

Rivestimento di Prima di tale rivestimento.


spruzzatura termica

Equilibratura (se avviene Dopo equilibratura.


con lavorazione meccanica)

Saldatura Dopo saldatura e anche dopo


trattamento termico.

Prova pressione Dopo prova pressione.

Leggera rettifica di Immediatamente prima di tali


finitura e lappatura su operazioni, purche' non venga rimosso
elementi di rotolamento più di 25 m (0.001 pollici) di materiale
cuscinetti per lavorazione di rettifica.

7.4 PRODOTTI PER IL CONTROLLO MAGNETICO

7.4.1 Particelle magnetiche

Per il controllo secondo questa specifica, possono essere utilizzate


solamente particelle magnetiche fluorescenti.
Le particelle usate per l'ispezione magnetica sono costituite da materiali
ferromagnetici finemente suddivisi, che hanno una elevata permeabilità ed
una bassa retentività magnetica. Esse sono rivestite di pigmenti
fluorescenti, per l'ispezione con luce ultravioletta.
Le particelle magnetiche dovranno essere utilizzate come sospensione
(rif. § 7.4.3) ad una data concentrazione in un adeguato liquido che ha la
funzione di veicolo di trasporto.
Tali particelle, designate per l'applicazione con il metodo umido, dovranno
rispettare i requisiti della AMS 3044.

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7.4.2 Veicolo liquido

Il liquido usato come veicolo di trasporto delle particelle magnetiche dovrà


essere un olio leggero non fluorescente, conforme alla A-A-59230 o alla
AMS 2641 (Tipo I), avente le seguenti caratteristiche principali:
- Viscosità non superiore a 3.0 centistokes alla temperatura di 38 C
(100 °F), in accordo con il metodo ASTM D 445.
- Punto d'infiammabilità minimo di 94 C (201 F), in accordo con il metodo
ASTM D 93.

7.4.3 Sospensione

La concentrazione in volume delle particelle magnetiche di tipo


fluorescente dovrà essere da 0.1 a 0.4 ml su 100 ml di soluzione.
La viscosità della sospensione non deve superare i 5.0 centistokes alla
temperatura di utilizzo, misurata in accordo con il metodo ASTM D 445.
Questo controllo può non essere eseguito se la sospensione viene
sostituita entro tre mesi dalla preparazione iniziale.

7.5 IMPIANTI

7.5.1 Impianto di magnetizzazione

L'impianto di magnetizzazione (generalmente un magnetoscopio a


bancale, costituito da un bancale propriamente detto, da un basamento
che contiene tutta o parte dell'apparecchiatura elettrica e da una pompa
per l'alimentazione del rivelatore liquido) deve essere tale da poter
generare, sul particolare in esame, un flusso magnetico di adeguata
intensità nella direzione desiderata.
Tale impianto dovrà essere equipaggiato di amperometro per la lettura del
valore d'intensità di corrente applicato, di temporizzatore per il controllo
della durata impulsi di magnetizzazione e di un dispositivo di rapida
interruzione della corrente (quick break), da utilizzare solo su
magnetoscopi con corrente alternata raddrizzata trifase ad onda intera,
sia per la magnetizzazione longitudinale che per la magnetizzazione
toroidale.
L’impianto di magnetizzazione dovrà essere alimentato con corrrente
alternata raddrizzata trifase ad onda intera. Eventuali altri tipi di corrente
dovranno essere autorizzati per iscritto dal livello 3 Responsabile Avio.

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7.5.2 Impianto di smagnetizzazione

Qualora non fosse sufficiente il dispositivo di smagnetizzazione a bordo


dell'apparecchiatura di magnetizzazione, o questa non fosse idonea,
occorrerà prevedere un apposito impianto di smagnetizzazione.
Tale impianto dovrà essere in grado di smagnetizzare tutti i particolari in
modo tale che il valore di magnetismo residuo, misurato con un adeguato
misuratore di campo magnetico, sia inferiore a 0.24 kA/m (3 gauss).

7.5.3 Impianto di illuminazione

Per il controllo con particelle magnetiche fluorescenti, verrà utilizzata una


sorgente a luce ultravioletta. Sono proibite le lampade UV di tipo
fluorescente per l’ispezione.
Per lampade UV portatili l'intensità minima di emissione dovrà essere di
1200 W/cm² misurata alla distanza di 381 mm (15 pollici) dal filtro della
sorgente luminosa. Se si usano endoscopi a luce UV, l’intensità minima di
emissione dovrà essere di 1200 W/cm² misurata alla distanza di
ispezione.
L'area d'ispezione dovrà essere oscurata in modo tale che l'intensità di
luce ambiente misurata alla superficie di esame, con luci UV accese, sia
inferiore al valore di 2 foot candles (incluso il valore di intensità di luce
bianca emessa dalla lampada a luce UV).
Per confermare la natura delle indicazioni rivelate sotto luce UV, verrà
utilizzata una sorgente luminosa a luce bianca, la cui intensità minima di
emissione, sulla superficie dei particolari in esame, dovrà essere di 200
foot candles.
(1 foot candle = 10.76 lux).

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7.6 PROCEDURA DI CONTROLLO

7.6.1 Generalità

Per tutti i particolari sarà emessa una scheda individuale di controllo


magnetico (S.C.M.), la quale dovrà essere approvata dal livello 3.
Tale scheda dovrà riportare almeno quanto segue:
- dati per l'identificazione del particolare (part number, tipo, disegno,
denominazione, materiale);
- norma applicabile;
- metodo di applicazione delle particelle magnetiche (generalmente
fluorescente umido continuo);
- tipo di magnetizzazione e relativo amperaggio;
- standard di accettabilità applicabile;
- disegno o illustrazione del particolare sottoposto al controllo, con
indicazione delle tecniche di magnetizzazione applicabili nelle diverse
aree del particolare e dell’orientazione del particolare rispetto alle
differenti tecniche di magnetizzazione utilizzate;
- attrezzature e impianti da usare per la magnetizzazione (incluse
specifiche attrezzature);
- tipo di forma d’onda della corrente da usare;
- evidenza delle misurazioni del campo magnetico tangenziale e/o dei
controlli utilizzando gli indicatori QQI dove applicabili.
- requisiti di pre-pulizia, post-pulizia e di protezione dalla corrosione.
- diametro del conduttore, se usato nella tecnica di magnetizzazione;
- nel caso di utilizzo della tecnica con bobina, posizione del particolare
all’interno della bobina e fattore di riempimento.
- firma del preparatore (minimo Livello 2) e dell’approvazione del Livello 3.

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In Tabella 1 viene schematizzata la sequenza tipica delle operazioni


relative al controllo magnetico.

Tabella 1. Sequenza tipica delle operazioni relative al controllo


magnetico.
Operazione Annotazioni
1. Verificare il magnetismo In accordo con § 7.6.6
residuo ed eventualmente
smagnetizzare
2. Pulire In accordo con § 7.6.2.1 se non altrimenti richiesto.
3. Magnetizzare ed applicare la Magnetizzazione circolare.
sospensione Magnetizzare dal piu' basso al piu' alto valore di
corrente in accordo con la S.C.M.
4. Ispezionare Dopo ogni magnetizzazione.
5. Smagnetizzare In accordo con § 7.6.6
6. Magnetizzare ed applicare la Magnetizzazione longitudinale.
sospensione Magnetizzare dal piu' basso al piu' alto valore di
corrente in accordo con la S.C.M.
7. Ispezionare Dopo ogni magnetizzazione.
8. Smagnetizzare e controllare il In accordo con § 7.6.6
magnetismo residuo
9. Pulire e proteggere In accordo con § 7.6.7

NOTA 1: E' possibile intercambiare le operazioni 1 e 2 ove prescritto.


NOTA 2: Se richiesto, è possibile intercambiare le operazioni 3 e 6.

7.6.2 Preparazione dei particolari per l’ispezione

7.6.2.1 Pulizia delle superfici

Le superfici dei particolari da ispezionare dovranno essere pulite, asciutte,


esenti da grassi, oli, scaglie di ossidi e altri materiali estranei che
potrebbero interferire con l'efficacia dell'ispezione.
La pulizia delle superfici da ispezionare può essere eseguita mediante
detergenti, solventi organici o mezzi meccanici.

7.6.2.2 Tappatura e mascheratura

Qualora esigenze particolari lo richiedessero, piccole aperture non


ispezionabili e condotti olio che potrebbero trattenere del liquido rivelatore
dovranno essere tappati con un adatto materiale non abrasivo che possa
essere facilmente rimosso. Aree contenenti materiali non metallici che
possono essere danneggiati dalle particelle magnetiche in sospensione
saranno protette mediante mascheratura.

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7.6.3 Applicazione delle particelle magnetiche

La sospensione delle particelle magnetiche dovrà essere agitata per


almeno 15 minuti prima dell'applicazione e sarà applicata sul particolare in
esame usando i seguenti metodi.

7.6.3.1 Metodo continuo

Nel metodo umido continuo la corrente magnetizzante sarà applicata


contemporaneamente e immediatamente dopo l'applicazione della
sospensione sul particolare.
La corrente magnetizzante dovrà essere applicata per una durata di
almeno 0.5 secondi per ogni applicazione, con un minimo di due impulsi in
rapida successione.
Salvo altrimenti specificato, è il solo metodo di magnetizzazione
applicabile.

7.6.3.2 Metodo residuo

Nel metodo residuo la sospensione sarà applicata sul particolare in


esame solo dopo aver interrotto la corrente o il campo magnetizzante.
Il metodo residuo è meno sensibile del metodo continuo ma può essere
utilizzato, ad integrazione di quest'ultimo, nel rilevare dei difetti sulla
superficie dei materiali con una elevata retentività o per fornire utili
informazioni sull'interpretazione dei difetti.
Questo metodo può essere utilizzato solo se autorizzato per iscritto dal
Livello 3 Responsabile di Avio.

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7.6.4 Magnetizzazione
Salvo altrimenti specificato, la magnetizzazione dei particolari dovrà
essere effettuata in due direzioni perpendicolari fra loro.
Per stabilire la direzione del campo magnetico può essere utilizzato un
indicatore di campo magnetico come mostrato in Figura 4.

Figura 4. Indicatore di campo magnetico.

L'adeguata forza di campo magnetico può essere determinata da uno o


da una combinazione dei tre metodi seguenti:
a) controllando simulacri aventi difetti di tipo, dimensione e giacitura
conosciuta, conformi ai requisiti di accettabilità;
b) usando un gaussmetro con sonda ad effetto Hall capace di
misurare il valore di picco del campo tangenziale (vedere § 8.2);
c) usando le formule date nei § da 7.6.4.1.2 a 7.6.4.2.1.3.
Usando un gaussmetro con sonda ad effetto Hall, l'adeguata forza di
campo magnetico è ottenuta quando il valore del campo tangenziale
applicato si trova nel range da 2.4 a 4.8 kA/m (da 30 a 60 gauss), salvo
diverse indicazioni del Cliente e/o Partners; la misurazione dovrà essere
effettuata sulle superfici del particolare da controllare e bisogna
assicurarsi che il valore di campo magnetico tangenziale richiesto sia
presente su tutte le aree del particolare da esaminare.
Quando viene usato il metodo c), la forza del campo magnetico deve
essere verificata attraverso i metodi a) e/o b).
NOTA: 1) Salvo altrimenti specificato, la tolleranza per l'amperaggio
non dovrà eccedere il  10% dell'amperaggio richiesto dai
documenti applicabili.
2) I valori di corrente sono espressi in valore di picco.

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3) Per tutti i metodi e/o valori di magnetizzazione di seguito


esposti, qualora si riscontrassero delle incongruenze di
carattere tecnico-operativo su norme o specifiche
applicabili occorrerà rifarsi alla presente norma.

7.6.4.1 Magnetizzazione circolare

7.6.4.1.1 Magnetizzazione circolare per contatto diretto (Codice: HS)

Il contatto elettrico, sul particolare in esame, avviene tra le espansioni del


magnetoscopio munite di tamponi in treccia di rame per assicurare un
buon contatto, prevenendo così possibili surriscaldamenti o bruciature
sulle superfici di contatto (in caso di surriscaldamenti o bruciature i
particolari devono essere fermati e segnalati a Qualità Prodotto).
Per il controllo dei particolari che non possono essere disposti sul
magnetoscopio si possono usare cavi conduttori flessibili muniti di
morsetti di contatto.
L'intensità della corrente magnetizzante dovrà essere da 120 a 320 A per
centimetro (da 300 a 800 A per pollice) di diametro della sezione
trasversale del particolare in esame. Per l'ispezione di materiali aventi
bassa permeabilità può essere usato un valore di corrente più elevato,
fino ad un massimo di 400 A/cm (1000 A per pollice). Per particolari a
sezione non tonda, anziché il diametro, viene considerata la diagonale
maggiore.
I particolari che hanno due o più diametri con rapporto tra diametro
maggiore e quello minore inferiore a 2, devono essere soggetti ad un solo
controllo utilizzando un valore di corrente appropriato al diametro
maggiore.
Quando i particolari hanno due o più diametri i cui rapporti sono uguali o
maggiori di 2, devono essere magnetizzati utilizzando diversi valori di
corrente appropriati ad ogni diametro, iniziando la sequenza di controllo
dal diametro più piccolo.

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7.6.4.1.1.1 Magnetizzazione circolare per contatto diretto a 90° (Codice: HS90)

Quando su una scheda di controllo magnetico, si prescrive una


magnetizzazione circolare per contatto diretto a 90° si intende la seguente
sequenza di operazioni (vedere Figura 5):
1. magnetizzare la superficie indicata per contatto diretto.
2. ispezionare
3. ruotare il particolare, lungo lo stesso asse, di 90°.
4. magnetizzare
5. ispezionare

Figura 5. Magnetizzazione circolare per contatto diretto a 90°

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7.6.4.1.2 Magnetizzazione circolare con conduttore centrale (Codice: CC)

Questo metodo è applicabile solo a particolari cavi o che presentano fori


come ad esempio, tubi, alberi, anelli, flange, ingranaggi, bielle, boccole,
ecc.
Il conduttore centrale, utilizzato ogniqualvolta la configurazione del
particolare lo permetta, è normalmente una barra di rame o di altro
materiale conduttore di adeguata sezione (massimo 50 mm), salvo
diverse esigenze dettate dalla dimensione del particolare, e può essere
isolata dal particolare.
Questo metodo permette di utilizzare la barra in posizione centrata od
eccentrica rispetto all'asse del foro.
I particolari che hanno due o più diametri con rapporto tra diametro
maggiore e quello minore inferiore a 2, devono essere soggetti ad un solo
controllo utilizzando un valore di corrente appropriato al diametro
maggiore.
Quando i particolari hanno due o più diametri i cui rapporti sono uguali o
maggiori di 2, devono essere magnetizzati utilizzando diversi valori di
corrente appropriati ad ogni diametro, iniziando la sequenza di controllo
dal diametro più piccolo.
7.6.4.1.2.1 Conduttore in posizione centrata (Codice: CCC)
Quando il particolare da esaminare è centrato sul conduttore, usando dei
coni isolanti o altri adeguati sistemi di centralizzazione, il valore della
corrente di magnetizzazione dovrà essere da 120 a 320 A per centimetro
(da 300 a 800 A per pollice) di diametro della sezione trasversale del
particolare. Per l'ispezione di materiali aventi bassa permeabilità può
essere usato un valore di corrente più elevato, fino ad un massimo di 400
A/cm (1000 A per pollice).
7.6.4.1.2.2 Conduttore in posizione eccentrica (Codice: CCE)
Quando il conduttore passante attraverso il foro è posizionato vicino alla
parete del particolare sarà applicato il valore della corrente di
magnetizzazione dato nel § 7.6.4.1.2.1 eccetto che il diametro del
particolare sarà considerato la somma del diametro della barra e due volte
lo spessore della parete.
La distanza necessaria per la magnetizzazione effettiva della
circonferenza è approssimativamente quattro volte il diametro del
conduttore centrale come mostrato in Figura 6.
L'intera superficie sarà magnetizzata ruotando il particolare sul
conduttore, lasciando approssimativamente un 10% di sovrapposizione
del campo magnetico.

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Figura 6. Regione effettiva d'ispezione con conduttore in posizione eccentrica.

7.6.4.2 Magnetizzazione longitudinale

7.6.4.2.1 Magnetizzazione longitudinale con bobina (Codice: CS)

La magnetizzazione viene effettuata facendo passare corrente attraverso


una bobina entro la quale viene posto il particolare da esaminare. In
questo modo viene prodotto un campo magnetico parallelo all'asse della
bobina.
Per bobine a basso o intermedio fattore di riempimento il campo
magnetico effettivo si estende per una distanza approssimativamente
uguale al raggio della bobina su entrambi i lati dal centro della stessa
(vedere Figura 7). Per cavi avvolti direttamente sul pezzo o per bobine ad
alto fattore di riempimento, l'effettiva distanza di magnetizzazione è di
230 mm (9 pollici) su entrambi i lati dal centro della bobina (vedere
Figura 8). Per particolari aventi lunghezza maggiore della distanza
effettiva, l'intera lunghezza sarà magnetizzata riposizionando il particolare
all'interno della bobina, lasciando approssimativamente un 10% di
sovrapposizione del campo magnetico.
Su procedure tecniche e/o S.C.M. la corrente della magnetizzazione
longitudinale sarà specificata in ampere spire.

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Figura 7. Regione effettiva d'ispezione per bobina a basso fattore di riempimento.

Figura 8. Regione effettiva d'ispezione per bobina ad alto fattore di riempimento.

7.6.4.2.1.1 Magnetizzazione con bobine a basso fattore di riempimento

Quando l'area della sezione trasversale della bobina è 10 o più volte l'area
della sezione trasversale del particolare da esaminare, la corrente
magnetizzante sarà calcolata nei seguenti modi:

a) Per particolari posizionati sulla parete interna della bobina

K
NI  ( 10%)
LD

dove I =corrente della bobina in ampere


N =numero di spire nella bobina
L =lunghezza del particolare
D =diametro del particolare
(misurato nella stessa unità di misura di L)
K = 45000 (valore costante)

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In Tabella 2 vengono riportati, a titolo esemplificativo, i valori tipici di


corrente per la magnetizzazione longitudinale, in relazione ai rapporti L/D.

Tabella 2. Valori tipici di corrente per la magnetizzazione


longitudinale.

Rapporto Ampere spire Ampere richiesti


L/D richiesti (bobina a 5 spire)

3 15000 3000
4 11250 2250
5 9000 1800
6 7500 1500
7 6430 1285
8 5625 1125
9 5000 1000
10 4500 900
11 4090 820
12 3750 750
13 3460 690
14 3215 640
15 3000 600

b) Per particolari posizionati nel centro della bobina

KR
NI  ( 10%)
6 L D   5
dove I = corrente della bobina in ampere
N = numero di spire nella bobina
L = lunghezza del particolare
D = diametro del particolare
(misurato nella stessa unità di misura di L)
R = raggio della bobina in mm (o in pollici)
K = 1690 per mm o 43000 per pollice se R è misurato in
pollici (valore costante)

Se il particolare ha parti cave, sostituire D con Deff, come specificato nel


§ 7.6.4.2.1.4.
Questa formula è utilizzabile solo se il rapporto lunghezza/diametro (L/D)
è maggiore di 3 e minore di 15.

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Se L/D è minore di 3, è possibile posizionare due o più particolari a


contatto fra loro oppure posizionare dei pezzi di materiale ferromagnetico
con lo stesso diametro del particolare da esaminare a contatto delle
estremità del particolare in modo da incrementare L/D ad un valore uguale
o maggiore di 3.
Se L/D è maggiore di 15, L/D sarà sostituito con il valore 15.

7.6.4.2.1.2 Magnetizzazione con bobine ad alto fattore di riempimento

Quando l'area della sezione trasversale della bobina è meno di due volte
l'area della sezione trasversale (inclusa la parte cava) del particolare da
esaminare, la corrente magnetizzante sarà calcolata nel seguente modo:

K
NI  ( 10%)
L D   2
dove I = corrente della bobina in ampere
N = numero di spire nella bobina
L = lunghezza del particolare
D = diametro del particolare
(misurato nella stessa unità di misura di L)
K = 35000 (valore costante)

Se il particolare ha parti cave, sostituire D con Deff, come specificato nel


§ 7.6.4.2.1.4.
Questa formula è utilizzabile solo se il rapporto lunghezza/diametro (L/D)
è maggiore di 3 e minore di 15.
Se L/D è minore di 3, è possibile posizionare due o più particolari a
contatto fra loro oppure posizionare dei pezzi di materiale ferromagnetico
con lo stesso diametro del particolare da esaminare a contatto delle
estremità del particolare in modo da incrementare L/D ad un valore uguale
o maggiore di 3.
Se L/D è maggiore di 15, L/D sarà sostituito con il valore 15.

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7.6.4.2.1.3 Magnetizzazione con bobine ad intermedio fattore di riempimento.

Quando l'area della sezione trasversale della bobina è compresa tra 2 e


10 volte l'area della sezione trasversale del particolare da esaminare, la
corrente magnetizzante sarà calcolata nel seguente modo:

10  x x2
NI   NI a   NI b
8 8

dove I = corrente della bobina in ampere


N = numero di spire nella bobina
(NI)a = valore di NI calcolato con bobine ad alto fattore di
riempimento usando la formula del § 7.6.4.2.1.2.
(NI)b = valore di NI calcolato con bobine a basso fattore
di riempimento usando le formule del § 7.6.4.2.1.1
x = rapporto tra l'area della sezione trasversale della
bobina e l'area della sezione trasversale del
particolare

7.6.4.2.1.4 Calcolo del rapporto L/D per un particolare cavo o cilindrico

Nel determinare il rapporto L/D per un particolare cavo o cilindrico, D sarà


sostituito con il diametro effettivo Deff, calcolato nel modo seguente:

Deff  2 At  Ah  /  
1
2

dove At = area totale della sezione trasversale del


particolare
Ah = area della sezione trasversale della parte cava
del particolare

Per un particolare cilindrico questa è equivalente a:


Deff  De   Di 
2 2

1
2

dove De = diametro esterno del particolare


Di = diametro interno del particolare

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7.6.4.2.2 Magnetizzazione longitudinale con nuclei o poli magnetici (Codice: MF)

Con questo tipo di magnetizzazione si possono controllare i particolari


indipendentemente, entro certi limiti, dalla loro forma geometrica. Nei
magnetoscopi a nuclei o poli magnetici i particolari devono essere
posizionati tra le espansioni polari.
Il valore del campo magnetizzante deve essere determinato
sperimentalmente per ciascun particolare a causa di vari fattori che
possono interferire (dimensione, forma, materiale, trattamento, ecc.) con
l'effettivo livello di magnetizzazione presente sulla superficie.

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7.6.4.3 Magnetizzazione a corrente indotta (toroidale) – (Codice: MT)

Questo metodo di magnetizzazione è particolarmente indicato per l'esame


di particolari a forma di anello, con un rapporto diametro/spessore
maggiore di 5, specialmente quando il controllo a contatto diretto può
provocare surriscaldamenti e/o bruciature.
Se non altrimenti specificato, il valore della corrente di magnetizzazione
dovrà essere determinato sperimentalmente, accertando l'efficienza di
rilevazione con idoneo provino contenente difetti noti.

7.6.5 Ispezione

L'ispezione dei particolari dovrà essere effettuata in condizioni di


illuminazione specificate nel § 7.5.3.
L'ispettore dovrà attendere almeno un minuto dopo l'ingresso in un'area
oscurata per adattare i propri occhi al basso livello di illuminazione prima
di eseguire l'ispezione con particelle magnetiche fluorescenti.
Durante l'ispezione con particelle magnetiche fluorescenti non si dovranno
indossare occhiali con lenti che si oscurano quando vengono esposte a
luce ultravioletta o alla luce del sole.
Non è proibito l'uso di occhiali con lenti atte a riflettere la luce ultravioletta.
L'ispettore può eseguire l'ispezione per un tempo massimo consecutivo di
due ore, poi deve effettuare una sosta di almeno 15 minuti prima di
riprendere l'ispezione.
Per l'ispezione di superfici non facilmente accessibili con l'osservazione
diretta è possibile utilizzare elementi di supporto alla visione come
specchietti ed endoscopi.
I particolari saranno valutati secondo i criteri prescritti dagli standards di
accettabilità applicabili, dopo ogni magnetizzazione ed applicazione della
sospensione.

7.6.6 Smagnetizzazione

Prima di sottoporre i particolari al controllo magnetico occorre verificare


l'eventuale magnetismo residuo. Se operazioni precedenti hanno prodotto
un magnetismo residuo che potrebbe interferire con l'ispezione, essi
dovranno essere smagnetizzati.
Tutti i particolari dovranno essere smagnetizzati tra le operazioni di
magnetizzazione se c'è un cambio nella direzione del flusso magnetico e
se la forza magnetizzante della seconda magnetizzazione non sia
sufficiente a vincere il campo magnetico residuo della magnetizzazione
precedente.

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Dopo il completamento di tutte le operazioni di magnetizzazione tutti i


particolari devono essere smagnetizzati fino ad ottenere un valore di
magnetismo residuo inferiore a 0.24 kA/m (3 gauss), misurato con un
adeguato misuratore di campo.
La smagnetizzazione può essere ottenuta mediante un solenoide o
tunnel, percorso da corrente alternata, sia facendo decrescere
gradatamente l'intensità di corrente, sia mantenendo la corrente costante
ed allontanando lentamente il particolare dalla bobina per almeno 1.5 m.

7.6.7 Pulitura dopo l’ispezione

Dopo la smagnetizzazione i particolari dovranno essere puliti da tutti i


residui di particelle magnetiche, con l'uso di adeguati solventi o di altri
prodotti idonei alla pulitura, e subito protetti da ogni possibile corrosione
con l'uso di un adeguato olio protettivo.

7.7 CONTROLLI DI MANTENIMENTO E TARATURE PERIODICHE

Vengono qui di seguito riportati i controlli e le tarature da eseguirsi su


materiali, impianti e strumenti, utilizzati nel controllo magnetico, al fine di
garantirne l'efficienza e l'affidabilità.
I risultati dei controlli e delle tarature devono essere registrati ed archiviati.
Al § 8.1 (Appendice A) viene riportata la periodicità dei controlli richiesti.
In caso di non conformità ai limiti di accettabilità specificati per ognuno dei
controlli periodici, bisognerà immediatamente informare il supervisore e
risolvere il problema prima di incominciare il controllo.
Quando, a seguito dei controlli periodici o delle calibrazioni si rilevano
condizioni di fuori tolleranza, bisognerà intraprendere azioni per valutare
effetti potenziali sui controlli eseguiti precedentemente, registrando
l’attività intrapresa.
E’ responsabilità degli operatori assicurarsi di non utilizzare
apparecchiature non calibrate. Avvisare il supervisore, nel caso di
apparecchiature con data di calibrazione scaduta.
Il responsabile della Qualità Prodotto dovrà essere informato ogni volta
che ci sia il sospetto che qualche particolare possa essere stato accettato
utilizzando apparecchiature o impianti non sottoposti ai controlli richiesti.

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7.7.1 Sospensione

7.7.1.1 Concentrazione

7.7.1.1.1 METODO
Agitare la sospensione per almeno 30 minuti per assicurare una completa
sospensione delle particelle magnetiche.
Riempire un tubo da centrifuga graduato da 100 ml, come specificato in
ASTM D 96, con la sospensione direttamente dal tubo di irrorazione.
Smagnetizzare e lasciare decantare il contenuto per almeno 60 minuti, ma
non oltre 120 minuti.
Leggere il volume delle particelle depositate.

7.7.1.1.2 LIMITI DI ACCETTABILITA'


Il valore della concentrazione volumetrica delle particelle magnetiche
dovrà essere quello specificato nel § 7.4.3.

7.7.1.1.3 CORREZIONI
Qualora il valore della concentrazione non rientrasse nei limiti prescritti al
§ 5.3.3:
a) aggiungere polvere magnetica nel caso di valori di concentrazione
inferiori al limite minimo ammesso e procedere alla verifica della
concentrazione in accordo ai § 7.7.1.1.1 e 7.7.1.1.2.
b) aggiungere olio nel caso di valori di concentrazione superiore al
limite massimo ammesso e procedere alla verifica della
concentrazione in accordo ai § 7.7.1.1.1. e 7.7.1.1.2.

7.7.1.1.4 REGISTRAZIONI
Le aggiunte di particelle magnetiche e olio devono essere registrate.

7.7.1.2 Viscosità

METODO
La viscosità della sospensione sarà controllata in accordo con la
ASTM D 445.

LIMITI DI ACCETTABILITA'
Il valore non dovrà essere superiore a 5 centistokes alla temperatura di
utilizzo della sospensione.

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7.7.1.3 Stato della sospensione

METODO
Un campione di riferimento della sospensione magnetica ottenuta con
prodotti nuovi (sospensione magnetica non in uso), dovrà essere
conservato in luogo oscurato e portato nell’area di ispezione solamente
per effettuare il confronto con la sospensione magnetica in uso.
Il campione della sospensione è la porzione graduata del tubo da
centrifuga impiegato per il controllo della concentrazione della
sospensione magnetica.
Confrontare sotto luce UV e sotto luce bianca, il campione di sospensione
magnetica non in uso con il campione di sospensione magnetica in uso.

LIMITI DI ACCETTABILITA'
In presenza di una riduzione della fluorescenza della sospensione
magnetica in uso per confronto con il campione della sospensione
magnetica non in uso di riferimento e/o di una agglomerazione allentata in
contrasto con uno strato solido delle particelle, bisognerà far drenare la
sospensione magnetica, pulire la macchina e reintrodurre della nuova
sospensione magnetica.
Bande e striature possono indicare contaminazione.
Se il volume totale dei contaminanti (incluse bande e striature) eccede un
terzo del volume totale delle particelle magnetiche e/o la sospensione
mostra un eccesso di background di fluorescenza superiore a quello del
campione della sospensione magnetica non in uso, bisognerà far drenare
la sospensione magnetica, pulire la macchina e reintrodurre della nuova
sospensione magnetica.

7.7.2 Luce ultravioletta

7.7.2.1 Intensità

METODO
L'intensità della luce ultravioletta sarà misurata con un misuratore digitale
di luce UV, di nota taratura, senza interposizione di ulteriori filtri. Lampade
o endoscopi devono essere accese almeno 15 minuti prima di iniziare il
controllo.
L'intensità minima di emissione dovrà essere controllata alla distanza di
381 mm (15 pollici) dal filtro della sorgente luminosa. Se si usano
endoscopi a luce UV, l’intensità minima di emissione dovrà essere
misurata alla distanza di ispezione.

LIMITI DI ACCETTABILITA'
Il valore dell'intensità di emissione dovrà essere quello specificato nel
§ 7.5.3.

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7.7.3 Luce bianca

7.7.3.1 Intensità

METODO
L’intensità della luce bianca sarà misurata con un misuratore di luce
bianca, di nota taratura.
L’intensità minima di emissione dovrà essere controllata sulla superficie
dei particolari in esame.

LIMITI DI ACCETTABILITA’
Il valore dell’intensità di emissione dovrà essere quello specificato nel
§ 7.5.3.

7.7.3.2 Intensità luce ambiente nell'area d'ispezione

METODO
L'intensità di luce ambiente sarà misurata con un misuratore di luce
bianca, di nota taratura, nell'area d'ispezione oscurata includendo la
superficie di esame delle parti con le lampade a luce UV accese e
operative in posizione fissa alla distanza di 381 mm.

LIMITI DI ACCETTABILITA'
Il valore dell'intensità della luce ambiente nell'area d'ispezione dovrà
essere quello specificato nel 7.5.3.

7.7.3.3 Intensità luce bianca emessa dalla lampada a luce UV

METODO
L'intensità della luce bianca emessa dalla lampada a luce UV, usata per
l'ispezione, sarà misurata alla distanza di 381 mm (15 pollici) dal filtro
della sorgente luminosa con un misuratore digitale di luce bianca, di nota
taratura.

Nota: Se si utilizzano endoscopi, l'intensità della luce bianca emessa


dall’endoscopio UV, sarà misurata alla distanza di ispezione.

LIMITI DI ACCETTABILITA'
Il valore dell'intensità di emissione non dovrà superare i 2 foot candles.

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7.7.4 Amperometro

METODO
Verifica per confronto con amperometro campione e relativo derivatore di
corrente (shunt) collegato tra le testate del magnetoscopio o in serie alla
bobina.
Un minimo di cinque letture saranno rilevate nel range di lavoro di ogni
amperometro.

LIMITI DI ACCETTABILITA'
 10% del valore indicato dall'amperometro a bordo impianto rispetto al
valore dell'amperometro campione.

7.7.5 Temporizzatore

METODO
Verifica per confronto con cronometro digitale campione abilitato a
contare da uno shunt collegato tra le testate del magnetoscopio o in serie
alla bobina.
La calibrazione dovrà essere eseguita su almeno tre punti nel range di
utilizzo dello strumento.

LIMITI DI ACCETTABILITA'
 0.1 secondo rispetto alla lettura del cronometro campione.

7.7.6 Quick break

METODO
Il controllo dovrà essere effettuato attraverso uno dei seguenti metodi:
Metodo 1. Utilizzando un Quick Break Tester Magnaflux P/N 148335
posizionato sulla superficie del diametro interno della bobina
ed allineato perpendicolarmente alle spire della stessa,
regolare la corrente a circa 2000 A ed azionare per almeno 25
volte consecutive il comando degli impulsi di magnetizzazione.
Metodo 2. Misurare il tempo di interruzione della corrente, utilizzando un
appropriato oscilloscopio.

LIMITI DI ACCETTABILITA'
Applicando il Metodo 1, la spia luminosa del tester deve dare un lampo di
luce (flash) al termine di ogni impulso.
Applicando il Metodo 2, il tempo di interruzione della corrente dovrà
essere inferiore a 10 ms; copia dell’oscillogramma, che dimostra il valore
di tempo rilevato, dovrà essere conservata.

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7.7.7 Assenza di corto circuito nel bancale

METODO
Predisporre l'impianto per la magnetizzazione circolare e dare l'impulso di
magnetizzazione in assenza di un conduttore tra le testate.

LIMITI DI ACCETTABILITA'
L'amperometro a bordo impianto non deve indicare passaggio di corrente.

7.7.8 Efficienza del sistema

METODO
La verifica dell'efficienza del sistema viene eseguita mediante l'utilizzo, a
seconda delle esigenze, di appropriati provini:
(1) Provino "Ketos ring" o TAM 140608 mostrato in Figura 9, utilizzato
per la magnetizzazione circolare. Il provino viene magnetizzato
circolarmente mediante un conduttore centrale del diametro di
25 mm, inserito nell'apposito foro, applicando i valori di amperaggio
riportati in tabella III.
Le indicazioni devono formarsi in corrispondenza dei fori,
estendendosi per l'intero spessore del provino.
(2) Provino mostrato in Figura 10 (disponibile come Magnaflux
Corporation P/N 153750), utilizzato per la magnetizzazione con il
metodo residuo. Il provino viene magnetizzato circolarmente
applicando un valore di corrente di 1000 A ( 10%) attraverso un
conduttore centrale.
La sospensione deve essere applicata dopo la magnetizzazione e
dovrà rivelare la discontinuità in modo netto e per l'intero spessore
del provino.

NOTA: Dopo l'utilizzo, ogni provino dovrà essere smagnetizzato e


misurato il magnetismo residuo con un adeguato misuratore di
campo.

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LIMITI DI ACCETTABILITA'
(1) Il numero minimo di fori di cui si richiede la visibilità sulla
circonferenza esterna del provino è indicato in Tabella 3 (riferiti
all'uso di corrente trifase raddrizzata ad onda intera).

Tabella 3. Requisiti per verifica efficienza del sistema con


provino "Ketos Ring".

Particelle usate Conduttore centrale Minimo numero di


Amperaggio usato fori indicati

Sospensione umida, 1400 3


fluorescente 2500 5
3400 6

Foro N° 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

D (mm) 1.8 3.5 5.3 7.1 8.9 10.7 12.4 14.2 16.0 17.8 19.6 21.3
 0.13

Tolleranze :  0.76 mm , eccetto dove specificato.

Materiale : acciaio da utensile AISI 01 con durezza HRb da 90 a 95.

Figura 9. Provino per la magnetizzazione circolare.

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Tolleranze :  0.25 mm

Materiale :
Blocco - acciaio da utensile con durezza HRc 58 minimo. Riporto di cromo
su tutte le superfici esterne con spessore da 3.81 a 6.35 m .
Barra - rame.

Figura 10. Provino per la magnetizzazione con il metodo residuo.

7.7.9 Misuratore luce UV

METODO
In accordo alla ISO 10012.
La calibrazione dovrà essere eseguita su almeno tre punti nel range di
utilizzo dello strumento.

LIMITI DI ACCETTABILITA’
 5% della lettura nel campo di utilizzo dello strumento.

7.7.10 Misuratore luce bianca

METODO
In accordo alla ISO 10012.
La calibrazione dovrà essere eseguita su almeno tre punti nel range di
utilizzo dello strumento.

LIMITI DI ACCETTABILITA’
 5% della lettura nel campo di utilizzo dello strumento.

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7.7.11 Misuratore di campo magnetico

METODO
Verifica per confronto con strumento campione tarato da un centro SIT
(NIST).
La calibrazione dovrà essere eseguita su almeno tre punti nel range di
utilizzo dello strumento.

LIMITI DI ACCETTABILITA'
 10% della lettura nel campo di utilizzo dello strumento.

7.8 QUALIFICAZIONI

7.8.1 Personale

Il personale dei Fornitori Avio dovrà essere qualificato e certificato


secondo i requisiti della NAS410 e 0070Q.

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8. APPENDICI

8.1 APPENDICE A

Periodicità dei controlli di mantenimento e delle tarature strumenti.

Para. Controlli Frequenza

7.7.1 Sospensione
7.7.1.1 Concentrazione All'inizio di ogni turno e ad ogni
sostituzione
7.7.1.2 Viscosità Ogni tre mesi
7.7.1.3 Stato della sospensione Ogni settimana

7.7.2 Luce UV
7.7.2.1 Intensità All'inizio di ogni turno e ad ogni cambio
lampada

7.7.3 Luce bianca


7.7.3.1 Intensità Ogni settimana e ad ogni cambio lampada
7.7.3.2 Intensità luce ambiente Ogni giorno e ad ogni cambio lampada
nell'area d'ispezione
7.7.3.3 Intensità luce bianca Ogni giorno e ad ogni cambio lampada
emessa dalla lampada
a luce UV

7.7.4 Amperometro Ogni tre mesi

7.7.5 Temporizzatore Ogni sei mesi

7.7.6 Quick break Ogni due mesi

7.7.7 Assenza di corto circuito nel Ogni tre mesi


bancale

7.7.8 Efficienza del sistema All'inizio di ogni turno

7.7.9 Misuratore luce UV Ogni sei mesi

7.7.10 Misuratore luce bianca Ogni sei mesi

7.7.11 Misuratore di campo magnetico


strumento di lavoro Ogni sei mesi
strumento campione Ogni due anni

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8.2 APPENDICE B

Misurazione del campo magnetico tangenziale

La misurazione del campo magnetico tangenziale, così come richiesto al


paragrafo 7.6.4 deve essere eseguita con particolare attenzione. L’area attiva
della sonda ad effetto Hall non dovrebbe essere più grossa di 0.20 inch (5.1
mm) x 0.20 inch (5.1 mm) e dovrebbe avere il centro localizzato ad una
distanza massima di 5.0 mm dalla superficie del particolare. Il piano della
sonda di Hall deve essere perpendicolare alla superficie del particolare nella
zona di misura entro 5 gradi. Se la corrente è applicata ad impulsi oppure se
viene usata corrente alternata o corrente alternata raddrizzata a semionda, il
gaussmetro deve essere settato per la lettura del valore di picco durante
l’impulso di corrente. Il gaussmetro dovrebbe avere una risposta in frequenza
da 0 a 300 Hz o superiore. La direzione e l’intensità del campo magnetico
tangenziale sulla superficie del particolare può essere determinata attraverso
due misurazioni effettuate a 90° gradi l’una dall’altra nello stesso punto. I cavi
della sonda del gaussmetro dovrebbero essere schermati per prevenire errori di
lettura a causa di tensioni indotte durante le grosse variazioni di campo
magnetico che si incontrano durante il controllo magnetico.

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