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D E 0 L 0 G

\
I A
ESPOSTA
DA
f

MELCHIORRE GIOJA
I
,

AUTORE DEL TRATTATO

PSL MERITO E DELLE RICOMPENSE

Tomo L

MILANO
COI TIPI DI GIOVANNI PIBOTTA
in Santa Radcgonda n.'

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Genio celeste, che comprendi appieno
Sj» secreta armonìa per cui si mesce
L' eterno spirto alla corporea creta :

Deh tu m' insegna ad isvelar V incanto


Si grazioso , che delP uom nei sensi
StilTu r investigabile natura,
AUor eh' ei ne le inanimate cose
Di passioD del pensier c di sé stesso
L' inesprimibil somiglianu ammira !

Mazza*'

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,

PREFAZIONE.

Ne’ miei 'Elementi di Filosofia tentai di svolgere


quelle regole che seguir si debbono da chiunque
aspira a conoscere ,
per quanto è permesso all’ in-

telletto umano, lo stato passato, presente e futuro


delle persone e delle cose onde farle servire al
soddisfacimento de’ propij e degli altrui bisogni :

s’ io non erro, quell’opera è un Trattato di senso


comune adattato alla capacità d’ ogni classe sociale.
Ma siccome sono assai pochi coloro che vogliano
contentarsi del senso comune ,
e tutti bramano di
spingere avanti lo sguardo , e scandagliare gli abissi
dello spirito umano, per conoscere le cause de’ mol-
tiformi e rinascenti fenomeni che vi appariscono ;

perciò mi sono proposto nell’ opera attuale d’ ab-


bozzare la st oria de’ sent imen ti e delje idee quali

vanno s uc cedendo nella vila_ dell’ uomo dalla nascita


sino aUa morte.
La massima di conoscere sè stessi è stat.! pre-
dicata anche quando la (llosoiia avendo a vile la
cognizione dell’ uòmo, andava errando colla pre- ,

sunzione dell* inesperienza ,


sulle origini delle cose

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,

IV PREFAZION».
e inventando qualche misteriosa parola si lusingava
d’averle spiegale.
Ammirando le opere che sopra questo argomento
sono comparse alla luce ,
e che il pubblico gene-
ralmente conosce ,
si può scorgere in alcune tre
speciali difetti :

i.o Eccesso di ricerche inutili;


a." Mancanza di ricerche necessarie;
.Aridissima ed astratta esposizione che
3.'’
in-'

dispone gt an numero di lettori ; e per verità


I. Ne’ libri che prevalgono in più scuole germa-
niche si sollomelle alla meditazione de’ giovani
l’unità, la pluralità, la totalità ,
l’affermazione, la
negazione ,
la limitazione ,
l’ inerenza ,
la sostanza
la causalità, la dipendenza, la possibilità, l’im-
possibilità ,
r essere ,
il non essere ,
la necessità ,
la
contingenza, l’identità, la diversità, l’accordo, la
contraddizione, l’interiore, l’esteriore, la materia,
la forma ecc., cose bellissime ed ammirabili, ma che
non ci servono gran fatto negli usi della vita ,
ossia
a soddisfare i nostri bisogni o ad accrescere i

nostri piaceri.
^Un saggio delle quistioni discusse con calore
nelle scuole francesi potrete raccorlo dalle Lezioni
di Filosofia di Laromiguiere , le quali ripetuta-
mente ci vengono proposte per modello nel celebre
Dizionario delle scienze mediche : ecco una delle
quistioni si dimanda se un essere sensibile sa
:

che esista all’istante in cui prova una prima sen-


'
sazioue ;
se ,
per esempio ,
la statua di Galatea al

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,

PREFAZIONE. »

nioinenlo m cui venne animata sótto lo scalpello


di Pigmalione, al primo inomenlo in cui cominciò
a sentire ,
potè dir io ? Lasciamo parlare quell’ il-

lustre scrittore :

« J’ai donné la solution d’un probliìme que di-


« visait les métaphysicieus. Il s’agissait de savoir ^
« si, an rnomeut où l’aine est-unie au corps et
« où elle re(;oit ane première sensation, elle a la
(( conscience de sa personalité. On était divise ,

0 parcequ’on ne mettait pas assez de précision dans


i< le langage. On peut dire ,
eu effet
,
qu’à una
« première sensation, Fame a la conscience de soa
« Tuoi ,
et qu’elle ne Fa pas ;
qu’elle le connaìt ,

« et qu’elle Fignore; qu’elle en a le sentiment , et


« qu’elle ne Fa pas j parceque toutes ces expressions
« peuvent se prendre dans deux exceptions diffé-
« rentes. Nous avons dit que Fame avoit le senti-
K meni de son existence mais qu’elle ù’en avoit pas
« Xidée. Le choix et Fespèce d’opposition de ces
« deux rnots a termine la dispute » (i). Io com-
piango la sorte della gioventù condannata ad occu-
parsi di queste dotte inezie. Allorché veggo gli

scrittori sudare nell’ esame di queste e simili qui-


stioni ,
mi pare di veder delle persone che pro-
ponendosi d’insegnare ai giovani l’anatomia del
corpo umano si pongono a ballar sulla corda.
,

II. Gli sforzi di molti ideologisti si riducono a


d|rci_che le facoltà dell’ animo son o due o tre

(>) LefOHS de philosophie, tom. I, pag. 216, 346 e 247.

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ti fREKAZlONE.
cinque o sei. In questo stato di vaga e astratta
generalità le opere d’ideologia sono perfettamente
inutili. Quale vantaggio trarreste da un Trattato di
metallurgica ,
nel quale T autore si limitasse a ri-
petere in diversi modi ,
che i metalli sono corpi
lunghi ,
larghi e profondi? Colla scorta di questa
vaga cognizione potrò io indovinare le qualità par-
ticolari di ciascun metallo? Se uC>n scendete a spie-
garmi la loro rispettiva durezza ,
la loro gravità
specifica, i gradi della loro fusibilità ecc., riuscirò
io giammai a far opportuno uso del ferro piuttosto
che del piombo, o a distinguere il mercurio dalla
?

Vogliosi gli ideologisti di scoprire le cause ,


tra-
scurano di sviluppare gli effetti e di additarci quelle
particolarità che sole possono farci conoscere gli

individui con cui dobbiamo trattare giornalmente.


E falso il seguente principio di Laromiguiere ; On
ne peut bien connoitre les effets quand leiirs causes
so?it inconnues (i). Benché non conosciamo là causa
de’ fenomeni magnetici ,
pure questi ci sono per-
fettamente noti e servono a condurci nell’ immensità
dell’Oceano, Basterebbero gli occhi per ravvisare
il color nero de’ mori e le sue gradazioni ,
quan-
d’anche ci fosse ignota la causa da cui provengono.
Non erano forse noti i fenomeni del flusso e riflusso

del mare, pria che gli astronomi ne additassero

(i) Ibid, tom. II, pag. ai.

Dlqliizr “ by Google
,

PREFAZIONE. vi

la causa nell’ azione del sole e della luna? Se am-


mettiamo non si possono ben co-
il principio, che
noscere quando ne sono ignote le cause,
gli effetti

noi consumeremo in speculazioni quel tempo che


è dovuto all’osservazione, e lascieremo di studiare
i fenomeni dello spirito umano, perchè ignoriamo
come lo spirito agisca sul corpo, e il corpo sullo
spirito ,
come molte idee possano combinarsi si-

multaneamente in un ente semplice, o come da


molti moti del cervello possa risultare l’unità del
pensiero.
Dopo d’avere tentato il sullodato scrittore di
provare che l’attenzione, il paragone, il raziocinio
sono le tre uniche facoltà dell’ intelletto ,
si propone
la seguente obbiezione :

« Il ne faut pas objecter que la comparatimi et


le raisonnement ne sont que diverses manières
«

t( de donner
.son attcntion et que par conséquent ,

« on pouvait u’admettre qu’une seule faculté; caf


« les diverses manières d'étre attentif^ les diverses

M modes d' action de Tome sont précisement ce ,

« que nous appellons Jacultés » (i).


Ma se il numero delle facoltà deve essere de-
sunto dai diversi modi d’ azione^ è chiaro che in-
vece di tre ne avremo looo e collo stesso diritto :

daremo al ballerino tante gambe quanti sono i di-


versi balli eh’ egli può eseguire.
-^111. L’Ideologia debb’ essere intelligibile ad ogni

(i) Ihid ti»ni. I, pag. 198.

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vm PREFAZIONE,
classe di persone ,
giacche traila di fenomeni che
succedono nell’ animo d’ ognuno. Non tulli gli
scrittori la intendono così ;
essi amano salire sino

alle nubi , e di là dirigerci un linguaggio mistico

che non giunge nè è inteso dalle nòstre orecchie


profane. Bonstetten nella sua opera intitolata : Etu-
des de Thomnie, dice: « J’ai quitte les sentiers battus
« et les plalnes fleuries ,
pour gravir les précipices
« et les rochers des Alpes. Je vais chercher un point
« de vue élevé ,
pour de là donner une idée du
« pays que j’ai parcouru. Que les amis des hantes
K et solitaires pensées me suivent ;
c’est pour eux
* que j’écris » (i).
Siccome è più diffìcile di farsi intendere dai sordi

e muli che dalle persone dotate di buone orecchie,


così egli è più difficile di farsi intendere dal volgo
che dagli uomini dotti. Sotto questo aspetto il me-
rito d’ un’ opera ideologica debb’ essere desunto dal
numero assoluto de’ lettori che riescono a com-
prenderla. Il sullodato scrittore ha dunque fatto
da sè stesso la censura della sua opera.
Dopo d’ avere additato alcuni néi che credo di
scorgere in scritti giustamente celebri, accennerò il

metodo che ho seguito nel mio lavoro.


I.” Fermo nell’idea, che non una frazione ma
l’intero sistema ideologico si debba presentare,
benché in ristretto, allo sguardo de’ giovani, ho
procurato di unire la storia _ del le idee a quella

(i) Tom. I , p. I
,
Litroductioa.

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, ,

PBEFAZIONIL is

de’ se Qljpié nll ,


i feilomeni dello spìrito à quelli del
corpo che sogliono accompagnarlo ,
all’ a 2 Ìone delle
cause intèrne l’azione delle cailse esteriori che loro
si associano e spesso le modifìcano.
3.0 Collo scopo di schiarire e rendere meno
arido l’ argomento, ho associalo J.’ideologia dell’uomo
a quella degli aqimàli ,
giacché dal confronto risul-*

tano nuovi argomenti della superiorità del primo


sui secondi. Altronde ,
allorché si conosce la poli-

gamia di tante specie animali, 1' estrema lascivia


cui si abbandonano le scimie ,
la ghiottoneria di
più quadrupedi e Volatili ,
le guerre eterne che
regnano tra tante classi ecc. ,
non si inclina àd at-
tribuire la corruzione de’ nostri Costumi alle sole
.

insùtuzioni sociali, comè pretesero alcuni misauttopi.


11 visionario che diceva: tout est hien en sortant
'
des mains de la tiatufe : toUt dégénhre entré les
mains de l‘hofnm€ dava egli prova di conoscere i

primi elementi della storia naturale? E quando sog-


giungeva : fase presgue assurer que Vétat de ré-
flexion est un état cantre nature ^ et que l’hom>ne
qui médite est un animai dépraué, non teiuave
egli di confondere 1’ uomo Coll’ ostrica ? , i.

3.” Quelli che ansano di leggere e non aihanar


di meditate , si lagneranno con ragione che io abbia
più volte concentrato l’attenzione del lettore sopra
serie d’idee disposte in órdine simmetrico o quadri 'j|[

sinottici e ragionati ,
acciò sensibili agli occhi stessi .)

appariscano le verità che presento all’ intelletto^ y

Forse non porteranno la stessa opinione colóro


che conoscono le rinascenti distrazioiìicni soggiace W

-OiqitizécLbiiGoogle
t PHEFA2I0NE.,
spirito de’ giovarti ,
e eoa quanta facilità la loroimagir?
tiiKtione introduca idee estranee negli altrui scritti,
e ne turbi i principj ,
l’ ordine e le conclusioni.
Del resto, se i giovani che' hanno 'letto i miei
Elementi di Fz7ojc)/?«, non riescono ad intendermi,
non della loro poca capacità dovranno lagnarsi,
ma della mia.
Lasciando scienza più sublime le quistioni sulla
natura dell’ anima ,
e partendo dalla filosòfica idea
dell’ autore del Poema sacro, cioè che noi siam vermi
I Nati a formar l’angelica farfalla,

mi ' ristringo a svilupparti rinfiusso del fisico sul


morale e del morale sul fisico ,
giusta i principj
della Scrittura Santa t

Corpus enim quod corrurnpitur aggravat ani- ,

fnatn , et terrena inhahitatio deprimit sensum


inulta pogitantenì (
Sap. IX ,
i5 .

Animus gaudens cetatem floridam facit, spi-


ritiis^ tristis exsiccat ossa (Pi-ov. XVII, aa
t
ecc.
)
- Regnano 'tuttora nell’ Ideologia molte opinioni
eh’ io credo erronee, e delle quali non ho fatto
cenno fin questo scritto, giacché saranno argomento
di altro che seguirà l’ Ideologia. Noi vedremo il

modo di trar profitto dai cattivi libri cominciando


dai miei, e di Jbrmarne dd migliori. E così utile
ai .giovani filosofi la^ cognizione degli errori come
è'utile ai giovani medici la cognizione delle ma>
lattìe. Questi vanno a studiar le malattie nelle cli-

niche degli ospitali ;


noi studieremo gli errori degli
Ideologisti ne’ loro scritti ,
e così le idee predicate
in quest’ opera nceveranno maggior lustro.

Digìllz ed by.C3 00^I^’


IDEOLOGIA

PARTE PRIMA
,
OniGlJSl DELLE SENSAZIOM.

Jn una fabbrica d’ indostria si debbono considerare p« le meno tee


oggetti :

i.“ Lo materie gresre ;

a.° Le macchine e gli instrumcnti che le modificano;


3° I prodotti e le manifatture risultanti.
Nella fàbbrica delle idee e de* sentimenti ,
cioi nel cervello umano j

si debbono esaminare :

I.’’ Le impressioni che gli oggetti esteriori fanno sopra di noi , e,

le tendenze inerenti alla nostra Organizzazione "


;

a.° Le facoltà dell’ animo che modificano quelle impressioni e-

tendenze ;

3.° 1 prodotti ideali e sentimentali che da quelle fflodificazieoj

risultano.

Se non che ,
se nelle fabbriche d’ industria compariscono distinta

le materie, le macchine, le manifatture ; nella fabbrica delle idee »


de’ sentimenti tutto è frammisto e confuso ;
non poca ofturità i sparsa,

sulle origini delle sensazioni ;


sfugge al guardo non troppo attento
l’ azione delF animo ; e i prodotti ideali 0 sentimentali celle primitiva
sensazioni si confondono.
Collo icopo di spargere qualche luce sopra questo tenebroso àr«
gomento ,
Condillac e Bonnet supposero una statua ,
per cosi dire
,

vergine di idee e non anco tocca dagli oggetti cttcriori ;


quindi faceius
ICBOLOOlà. T, 1. .
'
i

Digitized by^oc^le
j» PARTE PRIMA
doU proTtre ora una sensazione ed ora un’ altra ,
tentarono di svolgere
i fenomeni del pensiero e le facoltà dell’animo.

Per quanto ingegnoso sia questo metodo e dia diritto di lode ai

suoi inventori ,
non ispira troppa conlìdeoza ,
perchè alla storia reale

delle sensazioni ,
de’ sentimenti ,
delle idee sostitnisoe arbitrari e su pposi»

lioni. Si scorge poi che la diffidenza non è irragionevole ,


allorché si

TiOette che que’ sommi uomini vollero dedurre tutti i fenomeni della
cola azione de’ cinque sensi esteriori ,
il che ,
come vedremo ,
va lungi
infinitamente dal vero.
Sembra migliore consiglio il prendere le mosse dal paragone delle

sensazioni primitive coi prodotti ideali e sentimentali giacché cosi


,

operando, da un lato si parte dai fatti, e da’ fatti volgarmente noti


,

dall’ altro la ditl'crenza risultante dal paragone diviene misura delle fa-
coltà dell’ animo. Quando voi scliierate avanti gli occhi d’un ignorante

de’ pezzi informi d’ acciajo ,


d’ argento ,
di oro ,
e gli dite ,
con questi
pezzi informi è stato fabbricato l’ orologio che vedi ,
egli concepisce

altissima idea dell’ abilità del fabbricatore.

Ella é questa la ragione per cui la notizia delle facoltà dell’ animo
non comparirà che nelle due ultime parti di questo scritto. Siccome
però di esse feci di già distinto cenno negli Elementi di filosofia ,

perciò egli mi pare che non sarò tacciato di violare le leggi dell’ or-

dine ,
se ,
nello svolgere l'argomento ,
farò talvolta menzioue di quelle
facoltà, pr'ia d’ averne esposta compiutamente la. teoria.

ARTICOLO PRIMO.
OBIGINI ESTCnME DELLE SENSAZIONI.

CAPO PRIMO.
Insajjicieuza delle impressioni «sterne a spiegcfre le idee

e i senlimenti,

Xza sensibilità é la capacità d’ accorgerci delle impressioni che si fanno


Galla nostra macchina da stimoli esterni o interni.
Le impressioni di cui abbiamo conoscenza si chiamano sensazioni.
Le sessEzioai scevre di piacere e di dolore si dicono i dgai

Digitized by Googlc
,

OIUGTISi DELLE SENSAZIONI. S


Le Miuazioni miste di piace^s^ ili flelore li dicono sentìine^li.

Le qualità degli oggetti esteriori riguardate in sè stesse o ne’ rap>

porti che hanno tra di loro, sono fonti di idee.

Esempio : in una spada toì vedete la lunghezza , l’^e|asticilà


,
1’ a>
(ulezza, lo splendore ecc. ,
e v’accorgete che è maggiore ,
miuorc,
aguale ,
simile o dissimile da un’altra: ecco delle idee.

Le qualità degli oggetti esteriori riguardate dal lato del nostro a


dell’ altrui ben essere ,
sono fonti di sentimeiitL
Esempio : dall’ anzidetta spada gronda sangue ,
ed è il sangue dì
vostro padre : subito orrore v’ ingombra I’ animo ,
1’ amor figliale « la

rabbia vi agitano ccc. : ecco de’ sentimenti.


Altra fonte di sentimenti sono le sensazioni interne ,
sempre piacevoli
o dolorose ,
sempre oscure e confuse.
Le idee s’ associano ai sentimenti e possono risvegliarli ; i senti»

menti s’ associano alle idee e possono farle nascere.


Esempio della i.” proposizione ; allorchi Malebranche lesse per la

prima volta il TraUato dell’ uomo di Cartesio ,


le idee nuove che gli

suscitava quella lettura, gli cagioiuvano piacete sì intenso e ammira-


zione tale per I’ autore ,
che gli palpitava il cuore ,
ed era costrette

di quando in quando a .sospenderla.


Esempio della a.” proposizione allorché
presenta , per es.
; vi si

un uomo avaro ,
cioi preso dal sentimento della ricchezza , e lo vedetf

serio ,
pensoso ,
astratto ,
sappiate che il di lui animo assiste ad un
dramma ,
nel quale compariscono successivamente le idee de’ mezei
relativi al desiderio ,
e vanno combinandosi in pià modi ,
e tutte ten-
dono a far comparire sulla scena un monte d’ oro.

A misura che nel nostro animo prevalgono i sentimenti, le idee


si offuscano : quando il sentimento è massimo ,
l’ uomo ,
come si dico
volgarmente ,
non vede più nulla ,
egli ha perduta la testa.

A misura che il sentimento decresce ,


le idee sogliono essere pià
chiare : nelle matematiche la chiarezza delle idee i massima ,
perehcl ,

tra le altre ragioni ,


nessun sentimento ,
generalmente parlando ,
si

associa alle linee rette o curve ,


alle figure triangolari o qua»
drangolari.
La scuola d’ Aristotele insegnò clic tutto le nostre idee ,
tutti i nostri

sentimenti vengono dai cinque sensi. Loke riprodusse il sistema d’ .\-


ristulelc ,
c fu seguito da Condiliac ,
da Elvezio ,
da Dcstutl-Tiacjr
c dalla maggior parte de’ Psicologisti e Fisiologisti francesi.

Cabanis modificò le idee di Condiliac ,


c provò che non polcndesó
,

.4 parte prima
•pirgare lutti i fcnoiiKm dello spirita umano colla sola azione de’ sensi
esterni , conveniva aggiungere ad essi delle fonti interiori. Voi v’aspet*
favate dunque di dover riconoscere per lo meno sei sorgenti invece di

cinque; v’ingannate. Cabanis alterando l’idea primitiva del tatto, deciso


con altri 61oso6 , ebe tutte le sensazioni
,
da qualunque fonte proven-
gano, non sono che un diversa motlu d’ azione di quel senso.
Questo cambiamento di linguaggio ,
che non ha aggiunto un solo
grado di luce alia scienza, soggiace altronde a qualche dubbio, come
vedremo in altro scritto
,
cioè nella Critica, o sia arte di trarre pro-

fitto dai cattivi libri.

Con qu>'sto discorso io non intendo di scemare il diritto di Cab.inis


alla pubbiiea riconoscenza. Egli merita lode speciale per essere stato
il primo che in t rancia abbia trattato I’ Ideologia coi fatti alla mano
ed abbia lasciato da banda tutte quelle speculazioni che non possono
recar luce nè alla fisiologia, nè alla morale, ni alla medicina, ni alla
legislazione
.
;
giacche finalmente lo scopo dello studio dell’ uomo
debb’ essere la cognizione delle regole necessarie per dirigerlo.
Kant mettendo da banda le origini c.st.erne
,
pretese che tutto il

capitale ideale e sentimentale dell’ nomo nascesse dal fondo interno


dell’animo e dalle forme proprie del pensiero astratto. Kant si pre-
sentò alla Germania involto in una nube di parole scientifiche ,
e dap-

prima
1. eccitò la sorpresa ,
poscia l’ adorazione, in Italia ,
pria di piegare

il ginocchio ,
si vuol vedere l’ idolo in farcia : io ricuso dunque di

6re iti questo scritto ulteriori parole di Kant, e ripeto lux.


L’ esperienza ,
la quale non risponde alla foggia degli oracoli a quelli
che sanno interrogarla ,
I' cspericn/a ,
secondo che io ne giudico ,
di-

mostra che la quantità c la qualità delle idee c de’ sentimenti non


corrisponde nè al numero nè alla perfezione de’ sensi esterni : la

seguente tabella di confronto ne sarà la prova.


Siccome due classi di scrittori tentarono d’abbassare l’uomo ai livello

de’ bruti, gli uni per umiliarne l’orgoglio, gli altri per degradarne la
dignità, perciò odia citata tabella ho posto da nii lato i cinque sensi
e le perfezioni fisiche ideali sentimentali de’ bruti dall’altro le per-
j

fezioni ideali e sentimentali deli’ uoioo.

La ^suddetta tabella hi dunque tre scopi ;

® ICsporrc i prodotti ideali e sentimentali delle fabbriche psico-

logiche ;

2 ® Provare che i cinque sensi esterni non bastano a spiegate questi


prodotti ;

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ORIGINI DELLE SENSAZIONI. 5
3° Dar rìsaho all’ immeasa distanza clic separa l’oomo dai bruti. ,

Dopo l’ esame di que’ confronti il lettore deciderà se l’ illustre Darwin


aveva ragione di dire : apprendi or tu ,
infingardo , arti e industria
dall’ ape e dalla formica I — E tu, si fiero del tuo ragionare ,
apprendi
a conoscere un tuo fratello ,
il verme (i).

(i) Dirò qui solamente che si odono ogni giorno declauiatori a de«
eantare la previdenza della formica ,
perchè unendo questa grani ,
paglia ,
festuclie d’ ogni specie ,
si suppone che faccia magazzini pel verno. Ora
è noto che la formica ,
lungi dal fbr uso di que’ supposti uiafazziai ^ doruiu
i-iporitameote nel verno istupidita dal freddut

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,

0 #ARTE PRIMA

Ctradi di perfezione fisica Gradi di perfezione iniellcttuaie


1. negli animali. nell'uomo.

I. Vista.
® La vista .Sembra il senso do- i.° L’uomo ha invcnlato l’arte del
minante negli uccelli ; essi 1’ hanno disegno, della pittura, della scol-
.

«i|iiÌ3ÌIa. L'uccello da preda vede ‘tura; sa slendere, graduare , porre


per lo meno venti volte più lungi in contrasto i colori , e disporre le
che 1’ uomo od un quadrupede. 11 . cose in ordine simmetrico , cosicché
nibbio che s’ alza in aria a più la varietà all’ unità maritandosi , ne
di mille tese ,
scopre da quel risultano piacevoli sensazioni ignote
punto d’ elevazione la lucertola c ad ogni specie di animali.
il topo di campagna che strisciano Munito di telescopio inventato
sulla terra. da esso, l’uomo vede sì di giorno
Oltre r estensione della vista che di notte migliaja di stelle non
come aquila e nel condor , gli
nell’ mai vedute dair aquila o dal con-
animali carnivori posseggono anebe dor ; munito di microscopio , egli
1.1 rapacità di vedere di notte ,
il scuopre degli animali a8 milioni
che è negato all’ uomo (i). di volte più piccoli d’un pclicccllo.

IL Udito (a).

2 ® Negli nccelli si trova unita la a ® L’uomo ha inventato la musica


finezza e la delicatezza dell’udito alla e sa co’ suoi instrumcnti inspirare'
dcU’organo vocale;
flessibilità e forza la tenerezza , la melanconia , l’alle-
essi sono naturalmente musici; al- grezza ugualmente che le più ter-
cuni anco ripetono suoni articolati , ribili passioni , e pingere i gemiti
come la gazza e il pappagallo. del dolore, i trasporti dell’ odio,
Gli animali deboli e timidi fa- gli scoppj della collera ,
ccc.
tendo uso dell’ udito per evitare i I sordi e muti ,
privi cioè di quel
icricoli , 1’ hanno acutissimo ; il senso che é sorgente feconda di
Iepre , il conìglio , il sorcio e gli tante idee , danno segno d’ intelii-
altri rosecciiiaiiti tendono l’orec- genza superiore a queliti di qua-
chio al minimo rumore (3). lunque animale.

ITI. Odorato.
3.® Il nervo dclf odorato è più 3.® L’ nomo ha ritrovalo 1’ arte
sviluppato nella maggior parte dei di rendere fisso ,
e per cosi dire
mammìferi , degli amlìbj e de’ pesci, imprigionare il principio odorifero
che nell’uomo. L’odorato dc’car- delle piante, questo spirito fug-
nìvori si volatili che terrestri è .si giasco e leggiero che colla rapidità
fino ,
che giunge a maggiore di- del lampo svapora c passa. Sopra
stanza che la loro vista ; I’ odore questa teoria é fondala la fabbrica
de’ cadaveri chiama il lupo alla di- delle esseuzé ,
delle acque d’odore
stanza d’ una lega ; il cane può ri- delle paste dolci
,
pastiglie e pom-
conoscere le traccic d’ una lepre mate che aggiungono vezzi alla
tre o quattro ore dopo il di lei bellezza ,
e accrescono il numero
passaggio (4). delle sensazioni voluttuose.

)y Googlf
,

ORIGINI DELLE SENSAZIONI.

Note e Osservazioni.
(i) L’occhio dell’ uccello è costrutto con tal arte , che a piacere del-
l’animale s’aceòmoda a tutte le distanze e all’ intensità più o meno
grande de’ raggi luminosi , allargandosi c 'ristrìngendosi secondo il
bisogno; il suo volume, salve le proporzioni, è maggiore che quello
dell’ uomo ; fìnalmente egli è protetto contro la vivacità troppo grand*
della luce da~una terza particolare palpebra , ed è questa che permette
all’ aquila di fissar lo sguardo nel sole.
L’occhio di corti insetti è ancora più maraviglioso
,
o per dir
meglio, certi insetti posseggono più miglìaja dì occhi , mentre la favola noli
Ile aveva supposto che loo nel suo Argo. Lionnet che ne contò ven-
tiduc mila nel bruco del salice , dire che ciascun occhio è probabile
mente un telescopio a tre lenti per lo meno.
In onta <lc’ sopraccennati vantaggi gli uccelli danno talvolta sego*
d’ essere irritati dai colorì , lungi dall" esserne adescati come le donne
le quali più che gli uomini avendo il senso della vista sviluppato
,
mostrano speciale vaghezza pe’ colori vìvi e taglienti ne' loro abiti.
Paragonate il cane cogli uccelli , e vedrete che sebbene il primo non
abbia nò I’ udito si (ino , nè la vista .si c.stcsa come i secondi pure *
,
li supera di gran lunga in intelligenza e sentimento.

Omero e Milton furono ciechi quasi nella prima età ; ciò non ostante
qual forza , qual brio , quale ricchezza d’ immagini non presentano nello
loro opere ?
(a) L’ ndìto che supplisce alla vista , durante l’assenza periodica della
luce , e serve a prevenire i pericoli che non si manifestano con formo
e colori , ci avverte di quanto succede in tutta l’ estensione del^’ oriz-
zonte , mentre la vista si ristringe alla metà di esso , cioè a quella
che ci sta davanti. L’udito, oltre' d’ ezsere il senso della sicurezza,
è larghissima fonte d’ istruzione.
(d) All’ opposto le specie potenti e coraggiose , il lionc ,
la tigre ,
if
atto la lince ecc. ,
la vista delle quali è penetrante anche di notte
, ,
fanno le orecchie corte e 1’ udito debole.
Ho detto a bella posta che gli animali timidi tendono V orecchio ad
ogni rumore per ricordare ohe l’attenzione involge un’azione sui muscoli.
(4) Benché il porco abbia 1’ odorato (inissimo , pure si mostra in-
feriore in sensibilità fìsica agli altri quadrupedi domestici. « Nel tet-
ti remoto del i^Sd, che dìstru.sse la Calabria e Messina, tutti gli ani-

« mali poco prima della catastrofe diedero segno di spavento fuggendo ,


K nitrendo , mugghiando ecc., tra i quadrupedi , i cani e gli asini à
K primi , quindi i cavalli e i buoi , poscia i gatti : i porci estcrnaroms
« sentimenti meno degli altri «.
tali
quale fatto potrebbe porre in dubbio la molta sagacìtà che Darwin
Il
dice d’avere osservato ne’ porci {2jOonomiay L I p. ).
,
Riflettendo che il gusto e I’ odorato non forniscono materiali all.t
memoria , e sono molto sensibili negli animali più bruti c pre.sso i
mpoli più stupidi come i Caffri e i Nicaraquesi , si scorgerà che fa
duopo abbandonare il sentimento di Rousseau, il quale riguardava l’o-
dorato come il senso dell’ imaginazione , e b dottrina di Cardano , il
quale accorda gran fioeaza a quelli cU* sono provveduti di buon ugso.

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, ,, ,

» PARTE PREMA

Gradi di perfezione fisica Gradi di perfezione intellettuale


negli animali. nell’ uomo.

IV. Gusto.
Molti animali hanno il nervo
4.** 4.° Non il bue che rimiiiia ,
ma
linguale piil grosso , le papille piit 1’ uomo ha inventate l’ arte della
svolte , e sparse sopra piu estesa cucina , e sa soddisfare il gusto
superfìcie , il palato più vasto ,
lo con modi indefinitamente piacevoli
strato epidermoiile della lingua più talora mischiando , talora scuinpo-
lino che quello deU'uofflo. Altronde nendo i corpi, senza essere astretto
gran parte di essi , allorché ve- come gli animali ad una sola sperie
gliano , passano il loro tempo a d’alimenti, quindi a morire di
mangiare e a ruminare. fatoe allorché questa manca, 0 non
è possibile procurarsela.

V. :

5.° Gli uccelli hanno un tatto 5.® L’ uomo ha inventato instru-


generale estremamente sensibile , menti con cui determina i graili del
giacché pria degli altri animali essi freddo , del calore , dell’ umidità ,
presentono le variazioni dell' atmo- dell’ elettricità ,
salubrità c insa-
sfera ,
le annunciano co’ loro gridi lubrità dell’ aria ,
forza c direzione
c non d ingannano sull’ epoca delle de' venti ,
con una precisione ignota
loro emigrazioni (i). agli abitanti dell’ aria.
Il tatto della nottola è sì sensi- Nelle arti e nelle manifatture
bile ,
si fino ,
si sottile, che dirige l’ uomo fa uso di misure che gli
il di lei volo ,
e le tiene .luogo fanno riconoscere sino i millesimi
della vista
,
allorché ne venne pri- d’ un metro ,
con cuic di pesi
vata. pc.sando le materie più fine, arriva a
- Più zoofiti ( animali-piante ) sì riconoscere sino il i5oo."* d’ un
mostrano sensibili al tocco della grano metrico.
luce benché privi d' occhi. Forniti Lasciando da banda le indefinite
di molte ,
lunghissime ,
ilestìbilis- ingegnosissime invenzioni meccani-
sime braccia , all'crrano , abbrac- che, osservo che gli individui umani
ciano , azzannano , legano stretta- privi dalla nascita di mani e di
mente i corpi afferrati , si movono piedi eseguiscono co’ loro monche-
si piegano in ogni senso intorno rini cose sorpendenti , e non solo
A’ essi ,
dando segni evidentissimi si procurano nozioni esatte delle
di speciale sensibilità (u). distanz.e , ma s’ alzano alle idee
del bello ,
dell' onesto , del giusto ,
Contemplez l’araìgnèc cn son réduil
obscur idic delle quali non scorgiamo la

Qiie son toiicher est vif^ qdil est minima traccia presso gli animali ,

prompt/ qu’il est sàr I qualunque .sia 1’ cstcìi.siouc c la fi-

Pope. nezza de’ loro sensi (d).


ORIGINI DELLE SENSAZIONE 9

JVbtc e Osservazioni.

(i) L’uccello (li mare, avvicinandosi le Lurrasclie, spiega cJ agitale


ali
,
descrive larghi circoli sui flutti ,
sale e discende culle onde ,
e
sembra essere il mcssaggicro de’ venti e delle tempeste.
La tana del ric( io ha stame ed uscite da’ più lati ;
1’ animale esa-
minando la disposiaione dell’aria, ha 1' aS’vedutcsza di collocarsi suc-
cessivamente nelle camere le meno esposte al vento. ,

Io posseggo un pippione cui furono tagliate le ali : costui passcg>


giando per te stanze che gli sono permesse, ha l’avvertenza, nel
calore della state, di rollocarsi sugli angoli degli uscii ,
luogo in cui
i massima la veotilazione e quindi minimo il calure.

Nel cigno un piccolo ramo nervoso che scorre i contorni de’ molli

labbri del becco compresso e piano ,


gli Jà nello stesso organo il di-
scernimento del tatto e del gusto ;
quindi imbrodolandosi nel fondo
deli' acqua ,
1’ animale sente ,
riconosce e coglie la preda di cui deve
liudrirsi

(a) I pesci .serpentiformi ,


la pelle de’ quali è nuda ,
e la colonna
vertebrale molto mobile ,
possono abbracciare i corpi ,
ravvolgendosi
intorno di essi ,
e cogliere così dalla totalità della loro superlitic una
cegnizionc bastcvolmeute esatta. V

(3) Bisogna aggiungere che 1’ uomo può dare a questo e a quel


senso una superiorità sugli altri, e ,
ciò che è più, i suoi sensi pos-

sono fare le veci gli unì degli altri; quindi i ciechi perfesionano i
Segno I’ udito ,
che quasi tutti sono musici ,
e la maggior parte can-
tano con suflicicnte esattezza ;
anche il senso del tatto può giungere
in essi a grado massimo,
Presso i sordi c muti di nascita la vista giunge a perfezione 4
granile da poter indovinare tosto 1’ altrui pensiero dal molo delle lahbra ,

della lingua e dei muscoli del volto delle persone che sono loro fa-
miliari.

Questa prerogativa non nasre da migliore organizzazione ,


ma dal-
1’ c.sercìzio cui 1’ uomo , guidalo dalla sua ragione ,
sottomette i suoi

sensi ,
cosicchò l’ individuo meglio organizzato può perdere rabìtudiiie
di vedere ,
di camminare ,
di parlare ccc. ,
se si condanna lungo tempo
al .silenzio, all’oscurità, all’inazione.
All’opposto l’ordine de' sensi è costante negli animali ,
c non Te-
diamo alcuno d’ essi perfezionarsi sensibilmente ,
nò che un scuso sup-
plisca all’ altro nelle dllTorcuti specie animalesch(\

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IO PARTE PRIMA
Se non che giova ino4trarsi ulteriormente in questo argomento ,
e
porre le opinioni degli scrittori al cruciuolo dell’ esperienza.
Anassagora opinava che l’ nomo deve I’ estensione della sua intelli-

genza alla destrezza delle sue mani. Questa matta idea si t conservata
sino a’ nostri giorni ,
e venne altamente proclamata negli scritti di
Conrlillac , BuJ>n ,
Elvezio e de’ moderni fisiologisti. Buffon partico-
larmente scorgeva nel tatto tale importanza da credere che un uomo
non superava un altro in forza intellettuale ,
se non perche nella sua
infanzia aveva fatto più esteso e più pronto uso delle sue mani.

Ascoltiamo Vircy : « Tra i sensi


,
quello che contribuisce di più al-
« l’intelligenza, si è il tatto; perciò gli animali in cui questo senso ù

« più •ttuso,sono i più stupidi ;


ne sia prova il porro, il quale, invi-
se lappato in grossa copertura di lardo ,
sente appena i sorri che talvolta
vi fanno de’ fori per rosicchiare quella grascia ; ne è altra prova la
k tartaruga ; ma E elefante va debitore della sua intelligenza alla sua
« mobile proboscide che gli somministra nazioni si esatte degli oggetti

« intorno de’ quali si ripiega; il castoro, si industrioso, trova delle mani


« ne’ suoi piedi davanti ;
le scimie, si destre ,
hanno realmente quattro
« mani. Finalmente I’ uomo deve la solidità , la perfezione delle sue idee,

« ugualmente che tutte le sue opere ,


a questa mano si flessibile , a
a questo meraviglioso instrumento del tatto ,
c alla sensibilità tangibile

« sprsa sopra tutto il suo corpo (i) ».


Udiamo Darwin : « Che se nella squisitezza di alcune sensazioni

« 1’ uomo è di gran lunga inferiore ai bruti ,


la delicatezza però del

« senso ,
del tatto ,
di cui è fornito in grado eminente ,
gli dà una
« grande superiorità d’ intelletto ,
come osserva 1’ ingegnoso Budem.
« Laddove le estremità degli altri animali vanno a terminare in una
« sostanza cornea formante unghie o artigli affatto inetti a ricevere
« sensazioni ,
la mano dell’ nomo i esattamente costrutta da potere con

c quest’ Organo del senso palpare ed abbracciare i varii oggetti (a) ».

Quest’ illustre scrittore aggiunge alla pag. dello stesso volume.:

« Quest’ ammirabile proprietà di produrre il filo di seta ,


che è pur
c comune ad alcuni animali marini ( vedi il Giardino Botanico ,

c part. I ,
not. XXVIl ) ,
ed è fatta per servire alla loro trasfbrma-

« zionc come si vede nel baco da seta ,


giova ad atenni bruchi per
,

< calare dai rami alti degli alberi ai più bassi ;


ad altri per farsi dei

(i) Mceurs et instmet des animaur ^ toro. I, pag. i3i.

9
( )
Zoonoinia, toro. I, pag. ai 4-

— D4q4iz«<U)v k
ORIGINI DELLE SENSAZIONI. i r

« nidi provvisorj o delie tende; e al ragno per inviloppar la sai preda.


« Nè parrà già straordinaria cosa, che tanto intendimento possa conipeteré
a a si minuti animaluzzi ,
quando si rifletta avervi tutta la ragione di am-
ai mettere eh’ eglino siano forniti ,
e nella proboscide e nelle antenne ,

« d’ un senso del tatto esquisitissimo ; e che perciè ,


in quanto puè
ai estendersi la sfera della capacità loro ,
possano formarsi cosi esatte
« nozioni ,
e giungere ad invenzioni cosi sottili da pareggiare le sco-
ai perle fatte nelle arti dall’ ingegno stesso dell’ uomo ».

Morgan ripete le stesse idee dicendo : • Tra tutti gli organi de’ sensi

« il tatto è quello che riceve impressioni più numerose ,


c che sommi-
ai nistra la più estesa cognizione delle proprietà degli esseri esteriori. La
« capacità intellettuale degli animali deve seguire in esattissima propor-
vi zione lo sviluppo più o meno grande di quest’ organo. Gli animali chu

« hanno sostanza cornea al piede ,


nella quale i nervi distintivi del tatto
.

< si trovano rinchiusi ,


sono ,
in pari circostanze ,
più limitati che le
ai specie i cui diti sono separati e coperti d' un cuojo più sottile. Gli
ai animali che hanno delle clavicole, traggono vantaggio intellettuale ri-
c marchevolissimo dalla facilità d’ applicare i turo piedi agli oggetti ,
e
ai di ottenere cosi più esatte idee delle loro proprietà sensibili (i) ».
3.
'
Le quali idee degli antichi e de’ moderni filosofi compariranno falso
alla luce de’ seguenti fatti.

5.
I. Negli animali,
I.” ) La maggior parte degli insetti esercitano le loro facoltà all’epoca

in cui sono ancora imperfetti ,


e in cui le loro antenne non sono per
anco sviluppate. Quelli che fanno uso delle loro facoltà nello stato d!

perfetto sviluppo, come le api, le vespe, cedono ai primi nella bel-


lezza e sensibilità delle loro antenne.

a." ) A detta de’ naturalisti gli animali che hanno il tatto più fino

sono i zoofiti ,
e principalmente gli anemoni di mare ; c pure nou
scorgiamo in questi animali la più lieve traccia d’ intelligenza.

) All’ opposto le formiche sono dopo 1’ uomo la popolazione più

incivilita della terra ; e pure le formiche non danno segno di quella

delicatezza di tatto che osserviamo in altri animali.

4 ° ) La furberìa della volpe la perspicacia u la sensibilità del cane


,

sono forse in proporaione del loro tatto?


°) Gli adivi {eanis aureus ) ,
appartenenti alla famiglia de’ cani,
erano sotto il regno di Carlo IX re di Francia alquanto comuni ,
a

(i) Aiti pliil»seplàqiit tw U.i pliinamintt <fs la eie, *

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.

12 PARTE PRIAIA
della di RuQbu ,
e le donne di corte tenevano degli adivi invece di
piccoli cani ; ma la moda non potè rcsislere ali’ indole della bcslia ;
giacché, mentre questo piccolo animale è uno de’ più vezzosi, puliti s
vivaci quadrupedi ,
è anco uno de’ più furbi ,
de’ più destri e de’ più
bricconi, e i suoi talenti naturali per espiare, sorprendere, cogliere
la sua preda, ne fanno un ospite incomodo, e rendono necessaria una
continua vigilanza. Ora queste speciali inclinazioni e gradi l’intelligenza
non vanno accompagnati da speciale struttura di tatto.

6.* ) La scimia ,
i cui sensi sono si perfetti e in parte superiori a
quelli dell’ uomo ;
la scimia che non potendo giammai restare tran»
quilla, presenta l’ imagine del moto perpetuo, e che aflètta da tutti gli

oggetti dimostra di vivere più ne’ sensi che nella testa ci pone sotto
,

occhio le abituriini de’ maniaci , mentre ,


giusta l’ idea di Buflbn do-
,

vrebbe mostrarsi il modello della ragione. Ella imita grossolanamente


quanto vede fare dall’ uomo ,
senza scorgerne il fine ,
senza imitare
l’abilità dell’invenzione (i). Ella è si stupida eseguendo o imitando
le azioni umane ,
come è stupido 1’ uccello parlando ,
o sia ripetendo
parole e frasi senza aggiungervi un’ idea.
11. Nell’uomo.
1 °) Tra le donne munite di tatto sì delicato trovate voi qualcuna
che superi o in altri tempi abbia superato nelle facoltà iote.lleUaali
Voltaire ,
Milton ,
Boileau ,
Smith ,
Newton ,
Keplero ?

Paragonate la vista
,
l’udito, l’odorato, il gusto, il tatto de’ Negri
colla vista ,
udito ere. degli Europei ,
e troverete i primi infiuitamento
superiori ai secondi ,
come dimostrerò altrove ;
paragonate le loro
rispettive intelligenze ,
e troverete i secondi superiori di gran lunga
ai primi ; dunque i gradi dell’ intelligenza non corrispondono ai gradi
della perfezione sensuale.

a.” ) Molti idioti posseggono sensi perfettissimi e nessun raggio ài


iptelligenza.
3.° )
Tanto i lungi che il capitale intellettuale dipenda dalla perfe-
zione de’ sensi ,
che parecchi naturalisti hanno osservato che la civi-

ci) Allorché Condaminc e Bouquer andarono a misurare la terra sotto

l'equatore ,
videro delle scimie domesticate imitare esattamente le loro azioni
Ugualmente che questi accademici ,
le scimie piantavano de’ segnali ,
ri-

guardavano gli astri con un telescopio, osservavano l’orologio a pendolo,


prendevano la penna per scrivere ,
ripeterlo con esattezza tutti i gesti di

qpe’ dotti astronomi» ^

Djgilìzcd
^
ORIGINI DELLE SENSAZIONI. i3

4.
liz/2iionr e V abitudine di vivere in società diminuiscono l’ energia
delia Doaggiur parte de’ sensi ,
uel tempo stesso che aumentano e per*
iiezionano le farultà intellettuali.
''
) Se le facoltà dello spirito fossero in ragione delle scnsaiioni

provate e delle idee che immediatamente ne derivano ,


i primi ranghi
nella scala intellettuale non sarebbero occupati dai Cartesi ,
dai Newton
e simili personaggi che vissero nella solitudine : de’ bei modelli delta
ragione c del gusto uon audremo debitori ai solitarj.

£ per verità egli pare che la corrente continua « tumultuosa delle

sensazioni, lungi d'accrescere l’energia delle facoltà intellettuali, la

indebolisca ;
quindi un ragazzo spensierato , ciarliero ,
dissipato ,
ed
esteriormente sensibilissimo, possiede un capitale ideale assai piccolo

a fronte del giovine concentrato ,


meditativo ed apparentemente apatico ;

il primo perde in profondità ciù die guadagna in superheie ;


avviene
r opposto al secondo. Le continue distrazioni d’ uno spirito pensoso ed
astratto
5. dimostrano che i lavori della mente non vengono agevolati
dalla continua azione de’ sensi. Infatti ,
non cbiudiamo noi gli

ocelli allorcliè vogliamo raccorre i pensieri ? Non prova I’ esperienza ,

che le idee riescono pii vive nell’ oscurità che nella luce ? Quindi
molte persone diedero prova di maggiore Ingegno e intelligenza dopo'

d' avere perduta In vista


,
come Omero e Milton ,
cd altre , dopo che
rimasero prive dell'udito (i). 11 perchè Pitagora ordinava a’ suoi allievi

«n assoluto silenzio ,
ufT raccoglimento di piti anni ,
un vitto moderato
c temperante, il culto degli dei che stacca il pensiero dagli oggetti
esteriori ,
e per distrazione una musica soave ,
onde rendere conoordi
e armoniche le alfezìoni dell’ animo.
”) La storia letteraria finalmente s’alza contro l’idea di BnlTun
che misura i gradi dell’ intelligenza nell’età matura dai moti dclls
mani nella prima infanzia', egli è infatti fuori di dubbio che più uomini
celebri furono nella prima età soggetti a malattie che li condannarono
a penoso c continuo stato d’ inattività c di languore : ne siano prova
ALlcbrancbio ,
Boerbaave, Foutenclle ,
Pope, Voltaire. Lieutaud ecc.

(1) Fonlcnellc nell’ elogio di AmontoOs dire: egli non volle giammai far

uso d' alcun rimedio per liberarsi della sua sgidiià ,


sia clic disperasse di

guarirne ,
sia die si compiacesse della maggior attenzione e raccugliinriilo
che gli procurava ,
simile in qualche modo a quell’ antico ,
del i|ii.v!e si

dice che si cavò gli occhi per non essere distiallo (zellv sue mziuazium
filosofiche. (QEuyreS} tom. pg- >u3. )

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, ,

»4 PARTE PRIMA
Gradi di petfeàone fisica Gradi di perfeMne ìnUUetUudt
negli animedi. nell’ uomo.

VI. Membri.
6.® Le «cimie dall’ ourang-ou- 6.° In onta di questi vantaggi
tang sino ai babbuini e ai sapa- le scimie non riuscirono giammai
'ous , invece di due mani , come come gli uomini a ripararsi dalle*
Ì ’ uomo , ne hanno quattro , essendo stagioni con case ,
dal freddo con
che i loro piedi rassomigliano vere abiti ,
dalla fame colla coltivazione
mani con diti separati. de’ terreni ( i
).

VII. Andamento diritto e verticale.

È statolodato in tutti i tempi l’andamento diritto e verticale


dell’ uomo colla testa alta , per età abbraccia con un solo sguardo
la terra e il cieUr. Ovidio dice che Dio

Os honiini sublime dcdlt , ciclumque tueri


Jussit et ercctos ad sidera tollere vultus (a).

Montaigne ed altri scrittori Nissun animale , per quanto


obbiettano che < i cammelli , gli acuta abbia la vista , per quanta
« struzzi ed anche le oche e i polli diritta la positura , ha saputo se*
K d’ India alzano la testa come guire il cosso degli astri , deter*
« I’ uomo e che noi non riguar- minarne le leggi prevederne I
, ,
« diamo si direttamente il cielo ritorni.
K come il pesce uranoscopie , gli Nissuno seppe rappresentare i
« occhi del quale sono situati sulla moti diurni del sole con uno stilo
« sommità del cranio , e che final- inGtto nel muro.
« mente I’ uccella marino detto Nissuno riuscì a costringere i
alca tarda L. Germano magel- satellitidi Giove a servirgli di
« Ionico cammina diritto ugual- guida nel mare, quando si ccclis*
« mente che 1’ uomo ». sano , come fa 1’ uomo.

Vili. Forze fisiche.

8.® Molte specie animali superano 8.® Benchi dotato di scarsa forza'
l’uomo sotto i seguenti aspetti: r uomo vince colla sua destrezza
1 .® Massa ; tutti gli animali ;
egli colpisce colle
2 ® Forza ; sue ircccie I’ uccello al volo ; fa
Abilità al nuoto (3); cadere I’ orso ne’ suoi lacci ; va ad
4-° Leggerezza al volo ; ad'rontare nc’ mari il ean marino
,
5° Rapidità al corso (4) ;
il narwal c la balena ; egli costringe

6.® Durata della vita. gli animali ad ajutarlo ne’ suoi la*

( 5) vori , trasportarlo ne’ suoi viaggi


alimentarlo colla loro carne e ve*
(tìclo colie loto pelli ecc.
,

ORIGINI DELLE SENSAZIONE I»

Note e Osservazioni.

(i)Non caJJe giammai in mente alla scimia d’alimentare il fuoco


vicino ad estinguersi ,
coi pezzi di legno poco distanti dalla Camma.
(a)I ((uadrumani , che sembrano avvicinarsi di più all’ uomo , non

si raddrizzano sui piedi se non momentaneamente per assalire o difen-


dersi o corre gli oggetti de’ loro appetiti ; ma i’ incomoda positura li
costrìnge bentosto a ricadere e riprendere il loro andamento abituale.
Le forme , le proporzioni de’ loro membri , i diversi modi delle loro
articolazioni , tutto dimostra che la stazione diritta non è la loro sta-
aione ordinaria.
( 3 ) Se i mammiferi sanno nuotare appena usciti dal
seno materno ,
come lo dimostrano i piccoli cani c gatti che tentiamo d’annegare , non
succede lo stesso alla specie umana: la posizione orizzontale della .sua
testa , la gravità di quest’ organo , la troppo grande debolezza de’ mu-
scoli pettorali e dorsali , Gnalmcote la forma poco vantaggiosa del corpo
per questo modo d’esercìzio, provano che non siamo nati per farne uso.
Halley pretende che un nuotatore non può restare più di duo
minuti iieiì’ acqua, senza rimanere soffocato, ed anco non può starvi
tanto , se non è moltissimo esercitato nella sua arte.
( 4 ) La pulce scorre in un salto uno spazio uguale aoo volte la sua
statura.
Il condor, uccello dell’America meridionale, s’alza nell’ atmosfera

sci mila metri sul livello marittimo ( Humboldt ). f’


Una grossa balena, che peserà i 5 o kilogrammi , scorre in un mi-
nuto secondo ao metri; supponendo che la Ore al giorno fé bastino
per riposarsi, ella potrebbe fare il giro del globo in 4? giorni circa ,
seguendo l’ equatore , ed in a4 andare da un polo all’ altro lungo un
meridiano ( Lacepede , hisioire des poissons tom. V , pag 16CÌ-173).
Le termiti , formiche bianche dell’ Imlia e dell’ Affrica ^ le quali
vivono in società, costruiscono edilizj alti dai io ai ao piedi sopra la
terra ; supponiamo un’ altezza di soli 1 a piedi : siccome la termite è
lunga due a tre lince , quindi è chiaro che una fabbrica alta dodici
piedi supera ^00 volle la lunghezza dell’ animale. Ora la più alta pi-
^
ramide d’ Egitto , il Chéops , non ha più di 5 oo piedi d’ altezza per- ^
^ndicolare : non i dunque uguale a 100 volte I’ altezza ordinaria
dell’ uomo.

( 5 ) Si può qui aggiungere che negli animali a sangue caldo e freddo


le funzioni assimilattici la digestione, I’ assorbimento , la circolazione,
,
la respirazione ,
le secrezioni eseguiscono come nell’ uomo , c v’ ha
si
tra essi sotto questo rapporto pochissima differenza ;
anzi alcune di questa
funzioni succedono negli animali con maggiore energìa ; quindi mo|ti
digeriscono sostanze resistenti alla forza de’ nostri organi ; altri (‘gli
uccelli ) hanno una circolazione più rapida una respirazione più estesa ,
,

uua nutrizione più attiva , c sviluppano maggior quantità di calore.
i6 PARTE PRIMA

Gradi di perfezione fiiica Gradi di perfezione inUUettuale


negli animali. nell’ uomo.
»»»V^VV%W^rt^V.VW¥V>V\VW.%%V%\W.^WWW v%w>\vy NAw»ww»w>vw\^w»\%»w%V»»ww»v

IX. Mezzi di comunicazione.

I. Clamori.
9. AHorchè la cicogna fa risuo-
9 L’ uomo sa farsi ascoltare »
tiare la sua voce dall' alto deli’ aria chiama a parlamento in mare colle
rii nipie una sfera di circa una lega trombe parlanti.
d‘ i steiision? Le poste ,
i corrieri ,
i telegrafi
I grilli del |>aoiie ,
dell’ anitra ,
sono mezzi di comunicazione e.ste-
dell'oca , il erocitlarc del corvo sissimi , rapidissimi , potendo tras-
superano 1’ orribile raglio dell’ asi- mettere non un solo sentimento co-
no c il rauco muggito del leone. me i gridi degli uccelli ,
ma qua-
Gli uccelli di mare principalmen- lunque specie di sentimenti e di
tc mandano voci estremamente ri- idee.
suonanti , abbisogiiaiiilo di chia- L’ uomo ha inventato la scrittura
marsi da lungi in mezzo al fra- colla qu.ale rcnde.si sociale la co-
stuono delle tempeste; quindi tutti gnizione che era solamente indivi-
gli uccelli nuotatori sono muniti duale.
d’ una trachea-arteria, lunga , car- La stampa, oltre d’essere una
tilaginosa , ricurva come un corno tribuna da cui lo scrittore si fa
c elle fa uno schiamazzo pid forte ascoltare da tutto il genere uma-
di quello della tromba chiarina. no ,
trasmette alla più tarda poste-
rità ,
alle più rimote popolazioni
l’ eredità scientifica degli antenati.

II. linguaggio d’ azione.

IO. Non si può negare alle be- IO. Oltre il linguaggio d’azio-
stie un linguaggio di voci naturali ne, I’ uomo fa uso del lingu.ig-
t di gesti ,
o sia uii linguaggio gio articolato ,
il quale mentre dà
d’azione, con cui, principalmente corpo al concetti più fuggiaschi e
i quadrupedi e gli uccelli
,
si tras- tcn -ndoli presenti all.r mente faci-
mettono. i loro sentimenti, fanno lita l’ esercizio di tutte le funzioni
conoscere le loro voglie amorose ,
intellettuali ,
serve- anche a tras-
le loro antipatie e simpatie, le loro metterli agli altri e riprenderli
,
paci e le loro contese si avvisano l’ intendimento
accresciuti di quanto
,

de’ comuni pericoli, danno segno di di ciascuno v’ aggiunse in forzaed


compiacenza cee. estensione; divengono co-
e cosi
muni anche, a chi non sa legger e
le più utili invenzioni d’ai'tic me-
stieri (1).
,

ORIGINI DELLE SENSAZIONI. 17

Note e Osservazioni.
I

(') PIÙ fatti dimostrano che (]uegli animali che hanno finora potuto
preservarsi dall’ essere fatti schiavi dell’ uomo ,
e che vivono riuniti iii

torme ,
posseggono qualche sorta di linguaggio arlifiziale ed hanno al-

cune nozioni tradizionali.

« La gallina d’ India quando adocchia un nibbio che sta svolazzando

« in alto ,
o ha già veduto altra volta i proprj genitori esser presi da

< timore alla presenza di lui, 0 ha imparato dall’osservazione a cono-


a scere le ostili miro dal nibbio sulla di lei prole ; essa t tosto agitata

« da timore ,
e fa uso del linguaggio naturale di questa passione : i

a pulcini contraggono il timore per imitazione ed in un istante vanno


<c a nascondersi nell’ erba.
<( Nel tempo stesso eh’ ella dimostra col proceder suo il suo ti-

« more, mette certe particolari grida, per cui nell’avvenire, all’ udirla

c riconoscono i pulcini la presenza del nemico in tal modo annunziata ,

« e ,
sebbene non veggano come prima la madre ,
corrono ciò non
« ostante a nascondersi come prima.
« Le razze selvagge degli uccelli hanno frequentissime occasioni di
c conoscere i lo(o nemici ,
dall’ osservare la distruzione che questi fanno
« della lor prole ,
di cui ogni anno appena può salvarsi un picciol

« numero e crescere a maturità; ma ai nostri uccelli domestici queste


« occasioni si offrono così rare ,
che questa loro nozione di nemici di-
« stanti dchb’ essere sovente trasmessa per tradizione nel modo poc’anzi
spiegato, pel corso di molte generazioni.

« Questo grido di pericolo ,


come le altre grida della gallina d’india
« con cui chiama i pulcini al solito serbatolo d’ acqua ,
o a dormire
« sotto le sue ali, risulta essere un. linguaggio artifiziale ,
sia in (guanto

« espresso dalla madre ,


sia in quanto intc.so dalla prole. Imperocché
« una gallina insegna con egual facilità questo linguaggio agli anitroc-
< coli eh’ essa ha fatto nascere da uova che le son date a covare e
< che alleva come parti suoi proprj. Le cutrettole imparano esse pure
« il linguaggio artifiziale dal coccolo novello, che è loro figlio d’ali-

c mento ,
e a cui ne forniscono anche lungo tempo dopo che può vo-
« lare attorno, ovunque odono il di lui grido della fame (Syst. Nat.t.
« E parimente tutti i nostri animali domestici imparano prontamente a
« venir da noi a prendere alifflcoto quando li chiamiamo con certo
« tuono di voce ,
e a fuggir dalla nostra collera quando li cltiamiamo.
a con tuono collerico.
Ibeologia. T . J. X
, , ,

iS PARTE PRIMA
<c 1 roni)’li
,
come non ponno facilmente articolar suoni ,
e si adu>
« nano in società ,
hanno un metodo ben diverso di dare ai compa-
K gni avviso del pericolo. Allorché duni|ue havvi minaccia di pericolo

<t essi percuotono il terreno con una delle loro zampe posteriori, e
K cosi fanuo un suono che può essere udito a gran distanza dagli aoi-
K mali che stanno rasente la superficie della terra ; la qual cosa e
,

<r per la singolarità e per essere così adattata alla situazione dell’ ani-

a male, non sembra esser altro che un segno artilìziale.

« I conigli dell’ isola di Sor ,


vicino al Senegai ,
hanno la carne
« bianca e di buon gusto ;
ma non s’ intanano nella terra ,
cosicché

* possiamo benissimo sospettare che il loro scavarsi tane come fanno


K iu questo nostro clima freddo (d’Inghilterra) sia un’arte acquisita
a appunto come il lor grido di pericolo s ( Adanson ,
f'^iaggio al
Senegal).
a L’ .afibajar de’ cani è un altro cutioso grido d’allarme, e parrebbe
a piuttosto essere lingaaggio acquisito che segno naturale ; e difatti

« nell’ isola di Juan Fernandes i cani che vi si trovarono non abbaja*


< vano punto ,
sino a che essendo stati posti tra di essi alcuni cani

« europei ,
eglino incominciarono a poco a poco ad imitarli ,
anzi sulle

« prime assai gol&mente ,


come se si fossero posti ad« apprendere cosa
a ad essi non naturale » ( f^iaggio nel sud dell’jdmerica di Don G.
Juan e D. Antonio de Ulloa ,
B. a ,
cap. 4 )
« Anche Linneo osserva che i cani dell’America Meridionale non
a abbajano ai forestieri ( Syst. Nat. ). E dei cani europei trasportati
ve alla Guinea si dice che in tre o quattro generazioni perdono 1’ uso
t d’ abbaiare, ed urlano soltanto come appunto fanno i cani nativi di

<» quella costa » [TFiirld displayed voi. XVII, pag. 26 ).

« D’ un fatto non dissimile ed egualmente curioso troviamo menzione

« presso Kirchcro ( De Musurgia , cap. de Lusciniis ) ,


ed è che i

a giovani rosignuoli «die sono allevati sotto la covatura d’altri uccelK,


a giammai cantano se prima non s’ instruiscono in co^npagnia d’ altri

« rosignuoli. E Jonslon afferma che i rosignuoli di Scozia non hanno


s nn canto cosi armonioso com’ hanno quelli d’ Italia ( Zoologia di
« Pennant, 8 .°, pag. uliS ) ; ciò che fa nascere' ragionevole sospetto

« che il canto degli uccelli ,


come la musica degli uomini ,
è nn lin-

« guaggio artifiziale anzi che un’ espressione materiale delle passioui »

( Daiwm, Zoonomia tom. I, pag. 231-434).

Drqitij
_

ORFGINI DELLE SEi\SAZK)NL


Gradi di perfezione fisica Gradi di pcrfczLme inteUetiuaU
negli animali. nell’ uomo.

X. Abitazioni e simili.
II. La catuccia a due o tre piani 1 1 Senza parlare de’ palazzi, da-
•ostruita dal castoro dimostra mag- gli ardii ,
de’ punti fabbricati con
gior arte che la capanna del sel-l indefinita varietà dall’ uomo , men-
vaegio. tre le opere delle ^stie , salve
Le cellette piramidali delle api poche differenze accuientali , se-
sono la soluzione d’ un problema guono tòlte lo stesso modella , di-
che suppone la più astrusa geo- rò che le d'ghe opposte ai llulli
metria. del mare ,
il corso cambiato ai fiu-
L’alcione fabbrica con tanto in- mi , I’ arte di trasportare , navi-
gegno il suo nido sotto la forma gand* , uomini e mercanzie da un
d’ un vascello rotondo clic questo polo all’altro, r abilità di ricono-
fragilissimo edihzio naviga sul mare scere i fondi marini ,
e dirigersi iu
senza far acqua. mezzo all’ immensità dell’ Uceauo ,

consultando un ago calamitato ,


i

punti celesti ,
e gli orologi fabbri-
cati dall’ uomo ,
dimo.«traiio un ca-
pitale di cognizioni e d’ industria
ignoto a tutte le bestie.
XI. Arte di difensiersi.
in. Si vanta il toro che andando la. È quasi ridicola cosa il pa-
al combattimento solleva la polve ragonare questi rozzi melodi di di-
ranlro gli occhi del suo avversario ; fesa coi dotti movimenti delle no-
i cignali che pria d’ assalirsi acuì- atre armate , e per cui i diversi
acono i denti ; l'icneumone che non corpi di truppe, muniti darmi di-
si batte col coccodrillo se non si verse , sparsi sopra terreni distan-
k intonacato il corpo di limo ; la ti
,
si proteggono a vicenda , ed
seppia che sparisce e si salva dif- ora stringono il nemico entru densa
fondendo un lii^uor nero nell’acqua siepe di spade , ora aprendosi im-
circostante ; l’ insetto bombardiere provvisamentc |o espongono al fuoco
che per I’ auo |a una scarica con- terribile dell'artiglieria ecc. L’ arte
tro il suo nemico ,
accompagnata di difendere ed assalire le piazze
da vapore diabolico rodente , quasi forti suppone la cognitiune di quasi
razzo alla coogreve ecc. Osservate tutte le scienze fisico-niateinalirhc.
i buoi e le vacche che un lupo vìe- Osservo in generale che gli ani-
ne ad assalire in mezzo ai pascali: mali ( eccettuato qualche bastone e
all’ istante essi si uniscono in corpo sasso dì cui fiinno uso alcune spr-
« si strìngono in linea circolare , rie dì scìmie ) nascono muniti de-
al centro della quale collocano ì gliinstrwnenti che loro abbisogna-
vitelli e la giovenche, e presentando no, mentre l’uomo li inventa tutti ;
uniti la testa all’ aggressori-, l’aspet^ la cicala p. e , porla seco nascendo
tallo in questa attitudine difensiva, due suc-.hielli con cui trafora i la-
Fanno lo stesso i cavalli ;
se non mi secchi degli alberi ; una mosca
che, in vere della testa ossi pr«- • viene al mondo con doppia sega
,
sentano i falci. con cui taglia i rami verdi ju r dc-
yurvi le ««va ere.

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, ,
,

PARTE PRIMA
Gradi di perfezione intellettuale Gradi di perfezione intellettaa le
e sentimentale negli animali. e sentimentale nell’uomo.

XII. Immaginazione.

1 3.° Le bestie danno se^o d’at- 1 3.° Nessuno ha avuto il corag-


tivissima immaginazione ne' loro so- gio di porre a confronto i sogni
gni un cavallo abituato al fracasso
: degli animali colle descrizioni di
•Jcir anni , al fumo della polve, Omero ,
in cui i cocchj , le armi
al suono della tromba guerriera i combattenti passano sotto l' occhio
vede , segnando, i eombattenti ,e del lettore con tale evidenza di
crede d' essere tuttora sul campo moti ,
di altitudini ,
di colori ,
che
di battaglia. La stessa cosa .succede sembra di sentire le percosse degli
ai cani da caccia ; senza moversi scudi ,
i nitriti de’ cavalli ,
1’ e-

di luogo essi cacciano dormendo e sultanza de’ vincitori , e vedere di-


inseguono con gridi animale die I spersi i vinti , sparso di cadaveii
presenta loro T immaginazione. il suolo ,
e il Simoenta tinto di
sangue correre al mare.

XIII. JRaziocinio.

i4-° Allorché i castori tagliano i4-'’ Mentre il raziocinio dette


alberi co’ loro denti , ne formano bestie si ristringe nel circolo delle
pezzi proporzionati alle loro fab- impressioni presenti, sensibiU, abi-
liriche piantano nel suolo , li
,
li tuali , il raziocinio deli’ uomo si
annodano tra di loro , costruiscono rstcmle sopra tutti gli oggetti che
tetti
,
stabiliscano uscite ,
formano compariscono nelb sfera dell’ uni-
porte ecc. ; allorché le formiche verso ; egli determina i loro modi
di.tpongono le loro sotterranee gal- d’ azione ,
le loro leggi d’ affinità
lerie ,
in modo che tutte sboccano e contrarietà e prevede gli efietti
,
per così dire in una piazza pub- che dalle anioni o disgiun-
loro
blica ove questi inselli frequente- ziuni emergeranno. Riuscendo ad
mente .s’ adunano ;
allorché gli stcs.si allontanare col pensiero ie diflfe-
insetti collocano i loro feti in sale renze individuali che caratterizzano
basse ,
calde ,
pulite ,
ove li vi- le varie masse degli enti mondani
sitano soventi ,
e donde li estrag- coglie i principi comuni in cui si
gono per esporli al sole
,
e ad ogni confondono ,
e colla scorta di questi
minimo pericolo li riportano ne’ e deir analogia egli determina ci&
loro dormitori ecc. ; allorché ,
dissi, che successe in luogo ove non fu
.vi esaminano queste e simili azioni iresentc , e riconosce la causa che
si è costretti a concedere agli ani- f0 produsse. Egli va ad interrogare
mali r arte di combinare le idee le generazioni cne più non esistono,
c dedurne conseguenze proporzio- e proGtta delle loro risposte ; egli
nate alle loro sitoaAoni e bisogni. stabilisce piani per quelle che esi-
steranno , e associa la loro sorte a
quella della generazione attuale ecc.

-OniTjir-
,
,

ORIGINI DELLE SENSAZIONI. ai

Gradi di perfezione intellettuale Gradi di perfezione intellettuale


e sentimentale negli auimali. e sentimentale nell’ uomo.

XIV. Contratti.
iS.” Darwin dice: « La loro 5.° L’ uomo solo lia saputo
« passione scambievole e le nozioni inventare le monete ,\e cambiali ^
« acquisite dell’ esser necessaria la i vaglia e simili mezzi facilissimi
« fatica combinata d’ amendue per per eseguire contratti di qualunque
< procurar l’alimento alla futura specie , non solo per oggetti mo-
« famiglia numerosa , induce gli mentanei , al che si riducono le
> uccelli selvatici ad entrare in un viste animali , ma anco per oggetti
c contratto di nozze. futuri e lontani , di cui gli animali
« La giornaliera esperienza non non danno segno d’avere idea.
c ci fa ella vedere eh’ eglino ( gli L’ indefinita varietà de’ lavori
« animali ) formino contratti d a- umani presenta occasione a continui
c micizia I’ uno coll’ altro , ed anzi cambj ,
mentre l'uniformità co.stante
« coll’ uomo ancora ! Quando i pic- de’ prodotti animali gli esclude.
« doli gatti giuocano co’ picdoli Allorché l’ infingardaggine o l'in-
« cani , non v’ è egli forse un ta- clinazione natia lascia scoperto in
« cito contratto che l’ uno non sarà una specie animale un bisogno che
a per nuocere all’ altro ^ E il cane può essere soddisfatto da un’ altra
« vostro favorito non aspetta egli succede per lo pìà il furto , la
« da voi il giornaliero suo alimenta frode o la rapina , non il contratto ,
« pei servigi prestati e l’atten- del che per altro vediamo frequenti
« zioiie dimostratavi ? E cosi fa- esempi tra gli uomini ; con quelta
ll cendo non fa egli un cambia differenza però , che tra gii uomini
a dell’ amor suo per voi . colla pro- si riconosce l’ idea .di qualche di-

« tezione vostra per fui ? Nella vinità punitrire delle azioni mal-
« stessa maniera si fanno tutti i vagie , ed alla quale la specie umana
« contratti tra uomini . di coi gli dirige preci c lusingasi d’ottencrne
c uni non intendono il linguaggio i favori ,
f\ef che non si scorge
« degli altri». {Zuoaomia, tom. I, traccia in nìssuna specie animale.
pag. aSy-aSS ).

XV. Amot de’ sessi.


i6.® Nelle bestie la procreazione itì ° L’antore nella specie umana
è una sensazione fìsica , è lin bi- é accompagnato da entusiasmo e
sogno puramente macchinale, benché quasi direi da adorazione.' La ti-
intensissimo come la fame , e tal- ipidczza del selvaggio giunto alla
volta anco piò forte bisogno che* pubertà suppone il sentimento d’una
,

si soddisfa in alcune specie senza perfezione relativa nella giovine che


l’ intervento de’ due sessi , come , egli ama. Lo Spagnuolo a iCi anni
per es. , nella maggior parte de’ vede un angelo nella sua amante ,
pesci , le femmine ile’ quali si sgra- e il Musulmano una Hauti nella
vano degli ovi senza concorso del sua Odalisca. Tutto ciò che pos-
maschio , e il maschio viene poscia siamo concepire di Imono , di bello
a fecondarli senza il concorso della di desiderabile, si trova riunito ticl-
femmiua. !'
aggetto do' nostri piiai amari.
fARTE PREMA
C.roiU <U perfezione intellettuale Gradi di perfezione intellettuale
e sentimentale negli animali. e sentimentale nell’ uomo.

17.

XVI. Prole.

° I vitelli c i polli fatti ap- r7.° La debolezza dell’ uomo e


,

pena alcuni sforzi ,


sono capaci di la durata della sua infanzia
cnniminare subito nati ,
mentre il a) È fonte di perfezione per esso,
bambino umano v’ impiega per lo giaccliò in questo intervallo egli

meno cinque 0 .sei mesi nelle Indie impara il linguaggio articolato ,


e
stesse dove non solTrono impaccio forma cosi un magazzino d’ ogni
di vestimenta ;
e fra noi passa per maniera di idee clic gli vengono
lo meno un anno pria che «i possa comunicate da’ suoi genitori ;

reggere sui piedi. b) È un dolce vincolo che tiene


18.
L’ uomo nasce nudo ,
debole , uniti i genitori ,
premurosi a vi-
.senza armi ,
e la sua infanzia dura cenda d’ essere utili al frutto de’

più di quella di qualunque iAlro loro amori ,


e preservarlo da ogni

animale. pericolo (1).


19.

XVII. Amor de’ genitori.

° La lionessa cui furono tolti 18.° La madre che ha perduta


i suoi figli, riempie de’ suoi muggiti i suoi figli non ammette consola-
i deserti ; ella cerca ,
insvgue ,
rag- zione. Essi non sono più.', sola

giunge il rapitore ,
si vendica nel idea ,
solo sentimento che possa en-

suo .sangue e si consola. trare nel suo spirito e nel suo cuore.
° Allorcliè la prole degli ani- ic>° Nella specie umana quando
ffl.a!i può provedere alla sua sussi- nn figlio non ha più bisogno di sua
stenza senza il soccorso della madre, madre ,
questa ha tuttora bisogno
r|ucsta la allontana da essa e non di lui ;
ella ha bisogno d'amarlo ( 3 ).
la riconosce più (a).

1/ muore de’ genitori pe’ loro tigli è fonte fecondissima di attiviti,


(1 )
quindi oslM‘nlo olla diffusione de’vizj. I genitori , benché previsti di ba-
.siantepatrimonio, pure continuano ad aacrescerlo, onde procurare conve-
niente educazione alla )irolc e maggiori mezzi di sussistenza.
(a) In generale le nll'ezioni di gli animali cessano quando cessa la causa
che le fece na.scere
,
salve poche eccezioni.
Air opposto le alTezioni dell’uomo amalgamandosi co' suoi sentimenti
e colle sue idee, si colorano, sì furlificano in mille maniere, e formano
im tutto durevole ,
presentandosi di nuovo all’ anìiiio , produce nella
elio
iriaeebina quasi gli effetti stessi che la prima volta vennero prodotti dalla
presenza de’ loro oggetti.
(3) Questo amore si t.slcndc sul corso intero della più lunga vita ,
c
diviere w I ge;.te de’ più dfli*ioii s»i.tMneiiti e de’ piaceri più puri.

Digilizomtv-
ORIGINI DELLE SENSAZIONI. >3

XVni, Qualità particolari dell’ uomo.

I. Qualità fisiche.

a) L’uomo vive in tutti i climi (i).

b) Sì riproduce in tutte le stagioni (a).

c ) Si nutre d’ oggi maniera d’ alimenti.


d ) Soggiace a maggior numero di malattie che gli animali.

e) Le femmine della specie umana soggiacciono all’aborto (3).

fi) Solo il genere umano va soggetto alle polluzioni notturne ; g{j

altri mammiferi non ne dannS segno.

II. Qualità morali.

a) V uomo solo soggiace alla pazzia.

A )
Il riso e il pianto sembrano particolari all’ uomo (4)-
c ) L’ uomo tronca il filo delia sua vita quando gli piace (5).

d) Prevede la morte, comunemente la teme, e ne resterebbe altera


rito se la speranza non ne allontanasse l' idea dal suo animo.

e) « Il dolor della uoja è stato da alcuni filosofi riputato essere

« quel principio d’azione da coi vien eccitata tutta la nostra industria ,


« e che distingue il genere uauno dal restante degli animali. Cr^to 4
« che dove la noja esiste, vi si porta alleviamento mediante l’esercizio
< e dell’ anima e del corpo ,
come si può portare alleviamento a tutte
I « le altre sensazioni. Dipende perù molto dalle abitudini che acqui'
« stiamo di buonora il divenire o tolleranti dell’ inattività , o inclinali

(i) Il bue e il cavallo, ngualinenle che le piante cercali ,


hanno seguito
l’uomo per tutta la terra dalle sponde del Gange sino al fiume della Piata,
dalle coste dell’ AfiTrica sino alle pianure dell’ Antisana piò alta del picco
di TenerilT; il che per altro probabilmente non sarebbe successo senza
le cure dell’ uomo.
(a) I conigli partecipano di questo privilegio.
(3) Le femmine degli animali non vanno soggetta all’ aborto se non
quando è promosse dalla violenza dell’ uomo.
(4) Linneo per altro assicura del piangere dell’ orsa afOilta ; lo aipss*

è stato detto della cerva e di alcune specie di acimie.


(5) Gli anin^ali non si espongono al pericolo d’ incontrare la morte se
non alfine di evitarla) l'uomo solo la ricerca ed osa anVontarla, privilegia
funeste il quale dimostra ch’egli i arbitro del suo Jasliao-

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,

2» PARTE PRIMA
« all’attività per tutto il restante della nostra vita. Gli altri anitnarf

« non sembrano molto aSetti da questa malattia: ciò che dipende forse
« lueiiu dal difetto di piacevole sensazione che dalla sov i abbondanza
(c di potenza sensoria che col suo accumulamento ne’ muscuii vi produce
c dolore ; come si vede ne’ continui movimenti d' uno scojattolo rac-

« chiuso in una gabbia » (i).


di uccelli simpatia pei piaceri e dolori
J") Salve alcune specie
la

altrui è un distintivo dell’ uomo.

g ) L’ uomo è supcriore agli animali nelle aficzioni della speranza


del timore ,
della curiosità ,
dell’ amicizia (a).

A ) Se il cane si mostra sensibile ai ségni d’approvazione e di rim-


provero del suo padrone ,
V uomo è sensibile a quanto si dice di lui
in tutta la terra. Questa speciale disinteressata sensibilità all’ onore ,

di cui non si scorge traccia tra gli animali ,


è inesauribile sorgente
d’ azioni ordinarie e straordinarie ,
comuni ed eroiche ,
di sacrifizj

immensi d’ ogni specie ,


e di indehnita perfezione. Il sentimento della
vergogna nell' uomo ,
prineipaimcnte nel giovine e nell’ adulto ,
è si
gagliardo ,
che per sottrarvisi s’ appiglia talvolta alla morte (A).
I ) In tutte le popolazioni umane si scorge qualche idea della di-
vinità ,
e le si dirigono preci ,
il che è allatto ignoto ad ogni specie
di animali.

(i) Darwin ,
Zoonomia ,
tom. IV ,
pag. 465.
(a) Il cane ,
il quale ,
se si eccettua l’ odorato , è fornito di sensi al-
quanto ottusi }
supera tutti gli altri animali nella sensibilità che prova pel
suo padrone ,
sensibilità che talvolta non è inferiore a quella della specie
umana.
(3) Napoli 3 ottobre iSao.
u II aq dello scorso settembre ebbe luogo a Mnddaloiii un tristo av-.

u vonimcnio. Eravi un pubblico esame degli alunni del R. collegio ,


ni

u quale intervennero monsignor vescovo e I' intendente. Uno studente


u esterno di lìlosofia ,
D. Gabriele Durante ,
si presentò ,
ma non si fece
u troppo onore. Egli ne fu si colpito, che la sua ragione non resse. Usci
« dalla sala, e trovato uno schioppo da caccia, si diede la morte, avendo
« lasciato sul tavolino un viglictto nel quale aveva scritto : io moro, perchè
u non saprei sopravvivere alla vergogna. Quale sarebbe stata la riuscita

u d’ un giovine cosi fortemeute afiézionato al punto d’ onore f {Gaizella


di Napoli.)

: ^ Cìiibol r
,

ORIGINI DELLE SENSAZIONI. aS

CAPO IL

Risposta ad im’ obbiezioste.


I

Darwia dice: n La sciinia ha la mano discretamente adattata al


c senso del tatto ,
ciò che contribuisce alla gran facilità d’ imitazione

c in quest’ animale. Si osservi però che ,


nell’ afferrar con essa gli

« oggetti ,
come sarebbe un bastone o una meta, la scimia piega il

« pollice nella direzione medesima , in vece di far contrasto preniciulo

a con esso contro l’ altre dita ; pel qual difetto ella acquista multo più
< lentamente le idee della figura degli oggetti , in quanto clic è meno
« capace di determinare le distanze o diametri delle loro parti ,
e di
< distinguere le loro forze d’ inerzia dalla durezza. Elvezio aggiunge a
c ciò ,
che la brevità della vita di questo animale ,
l’ esser egli fug-

« gitivo. dinanzi all’ umana specie , e il non esser egli abitatore di tutti

« i climi ,
sono tutti ostacoli al di lui perfezionamento {De l’esprit,

« tom. 1 ). In questo momento per altro si mostra in Londra ,


in
« Exeter Change, una vecchia scimia, la quale ,
avendo perduti i denti
c riceve le noci che le si danno ,
e ,
pigliando una pietra con una
< mano ,
le schiaccia ad una ad ima ;
e cosi come fa I’ uomo adopci^
« all’intento suo uno stromcntu s (i).
Ne’ quali riflessi di Darwin e di Elvezio si scorgerà assai poco senno
se si ricordano i seguenti fatti ;

I.” Tanto gli individui umani difettosi nel tatto, quanto quelli che
appena escono dal secondo lustro , danno segni d’ intelligenza e d’ in-

dustria infinitamente superiore a quella di qualunque scimia più per-


fetta ,
più vecchia, più istrutta.
a.° L’essere la scimia fuggitiva dinanzi all’uomo è prova della sua
inferiore intelligenza
,
non sapendo essa inreutarc i|uelle armi nò usare
quegli stratagemmi, di cui 1’ uomo fa uso contro di lei e contro i più
feroci e più potenti animali.

3.° L’ uomo non è abitatore di tutte le regioni del globo se non


perchè egli sa difendersi dalle nocive influenze de’ climi col mezzo di
opportune vesti ed abitazioni , cui mezzo del fuoco che riscalda e cuoce
quegli alimenti che crudi sarebbero indigesti col mezzo di ragionati
,

() Zoonomia, tom. I, psg. ai6.

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,

a6 PARTE PRIJU
hvori eh» asciugano i terreni paluilosi e I! rendono produttori ,
col

mezzo della società ,


per coi i membri rendendosi reciproco soccorso ,

vincono tutte le opposizioni della natura.


° La durata della scimia ugualmente che quella di quasi tutti gli
4 ,

animali che vivono nello stato selvaggio ,


sarebbe maggiore se essi po-

tessero passare per un vero stato di vecchiezza ,


e se il principio della

loro decadenza non fosse quasi sempre il termine della loro vita. Quasi
nissun animale nello stato selvaggio ,
e privo dei soccorsi dell’ uomo
protrae la sua esistenza al di là del momento in cui le sue forze co-

minciano a indebolirsi. Quest’ epoca ,


che urli’ uomo collocato in mezzo
alla società non indica tutt'al più che i due terzi della sua vita ,
marca
la Gne dell’ animale selvaggio. Dal momento che il suo vigore decresce
egli non può nè raggiungere al corso gli animali di cui si nutro ,

sopportare la fatica d' una lunga ricerca per procacciarsi gli alimenti

che gli convengono ,


nè sottrarsi colla fuga agli inimici che lo insc-

guono ,
nè assalire o difendersi con armi superiori od uguali. Trovando
minori risorse allorché ne avrebbe più bisogno ,
esposto a maggiori
pericoliquando ha minor forza e minore velocità |>cr guarcntirscuc ,

mancando sovente degli alimenti più ncccssarj a riparare le forze che si

esauriscono ,
la sua debolezza va sempre crescendo ;
la vecchiezza non

è per lui che un istante cortissimo ,


al quale succede una decrepitezza,
i cui gradi si seguono rapidamente ;
bentosto ritirato nella sua tana ,

ove talvolta dura fatica a strascinarsi ,


egli muore per consunzione e
per fame ,
od è divorato dagli animali più vigorosi di lui. Ed ecco il

motivo per cui non si incontrano giammai animali selvaggi coi segni
della caducità. Toceberebbe la stessa sorte all’ uomo che vivesse solo

nel vero stato di natura; la sua vita cesserebbe al momento in cui


cominciasse ad indebolirsi ;
la società sola somministrandogli i necessarj

aoccorsi, la comoda abitazione, i diversi alimenti, h.i prolungato i suoi

giorni che solo coll’ ajuto di queste forze straniere possono sostenersi;
l’intelligenza umana ha raddoppiato, a cosi dire, quella vita che la

natura accordò all’ uomo; e se ì prodotti di questa intelligenza, se i

risultati della società


,
se le arti d’ ogni specie hanno condotto de’ mali

che diminuiscono le sorgenti dell’ esistenza ,


essi crearono i soccorsi

che le impediscono di esaurirsi ,


quasi al momento io cui cominciano
a non essere si abbondanti. Tutto messo a calcolo, essi hanno dato
all’ nomo più anni per tutti i beni che gli procurano ,
di quello che
glie ne abbiano tolto pe’ mali ebe traggono seco.

d bv t le
ORIGINI DELLE SENSAZIONI. ^ »7

ARTICOLO II.

OBICINI IHTEBRB DELLK SENSAZIONI.

CAPO r.

Nozione dell’ istinto.

I. Siano tre orologi ,


il primo de’ quali iodichi solamente le ore ,

il secondo le indichi e le suoni, il terzo ,


olire di indicarle e suonarle,

vi risvegli all’ ora che desiderate. — Chiunque dirà che questi diversi

affetti
,
questi diversi gradi di perfezione dipendono dalla diversa interna
organizzazione (i). ,

IL Siano tre sali disciolti in un fluida caldo : se il calore viene a ces-

sare ,
i sali scenderanno al fondo del vaso ed assumeranno ciascuna
figure speciali c regolari ; il sale marino ordinario ,
per cs.
,
formerà
de’ cubi ,
I’ allume degli ottaedri ,
il nitro de’ prismi.

Questi diversi effetti


,
in mezzo alle stesse circostanze esteriori ,
sono
dovuti alle diverse forze interne di ciascun sale ,
forze che noi non
conosciamo ,
ma che gli effetti ci costringono ad ammettere.
Un acido minerale ,
per es. ,
il solforico ,
versato sopra una disso-
luzione salina ,
per es. , il carbonato di calce ,
pone in libertà 1’ acido
carbonico ,
e impadronendosi della sua base ,
forma il solfato di calce.

Questi e simili fenomeni dimostrano che i corpi moniti d’ interno


forze diverse esercitano diverse azioni gli uni sugli altri.

Ili. Un seme gettata in terreno opportuno si impadronisce deli’ umi-


dità ,
si gonfia sensibilmente ,
caccia fuori delle radici e un fusto ,

produce fiori e frutti sempre simili in stagioni determinate.

IV. Siccome ne’ germi vegetali si scorge una tendenza a svilupparsi ,

conservarsi o produrre frutti corrispondenti ;


cosi ne’ germi animali la

stessa spontaneità vitale manifestasi ,


la stessa forza di produzione e iS

(i) n bue è un animale che mmioa, il cavallo non rumioa ,


benchà
vivano entrambi nella stessa stalla
,
si pascano della stessa erba ,
s' abbe-
verino alla stessa fonte. È necessario ricorrere all’ interna organizzazione

per spiegar* l’csiatCBza dalla rumiuasiou* mU’ uno c rioasistenza nell’altra.


a8 PARTE PRIMA
sviluppo. Il verme da seta ,
per es. ,
non avendo giammai ricevuto
istruzioni da’ suoi parenti ,
non avendo giammai veduto un bozzolo ,

costruisce il suo con tutta sicurezza ,


vi si seppellisce dentro, c ,
divenuto
poscia farfalla riconosce in un giardino i soli alberi che la sua specie
,

preferisce.

V. Un verme negli intestini ,


oltre di cagionarci dolore ,
produce
solletico all’ estremiti del naso ,
la tosse ,
la cecità ecc. ; ecco effetti

sensitivi che dipendono dall’ azione d’ una causa interna.


Tutte quelle azioni degli animali che sono accompagnate
.
da senti*

mento ,
non furono apprese per esperienza ,
non dedotte dall’ osserva-

sione ,
non ricevute per tradizione, si attribuiscono adimpuUi interni,

cioè all’ istinto.


3.

CAPO If.

Confronto tra le tendenze de' vegetaiili e quelle degli animali.

.Le azioni principali che negli animalisi attribuiscono all’istinto, pos-

sono essere ridotte ai seguenti capi :

-
i.° Conservazione dell’individuo;
a.° Propagazione della specie ;

° Educazione della prole;


° Industrie ammirabili
4 ;

5° Contrarietà ed affinità sociali.


Alcune tendenze si mostrano nelP animale al momento della sua

nascita, o per dir meglio i loro semi furono gettati all’ epoca della for-

mazione dei feto ,


e accompagnano l’animale in tutto il tempo della vita.

Altri non si presentano con certa energia se non nell’ animale adulto ,

perchi per potersi esercitare ,


abbi.sognano d’ un certo grado di forza
,

ne’ membri ,
e ne somministrano esempio gli impulsi dipendenti dalla

maturità degli organi della generazione.


Alcuni istinti si veggono in alcune specie soltanto ,
come per es. ,

le sollecitudini per la prole ,


della quale non ai curano i saltarelli
,
le

lucertole ,
le testuggini ,
i coccodrilli ,
la massima parte de’ pesci.

Altri si sviluppano nel solo sesso maschile ,


come il canto nella maggior
parte degli uccelli ;
altri nel solo sesso femminile ,
come I’ educazione
de’ figli ne’ mammiferi.

Siccome tutte queste e simili azioni da Condillac ,


da Darwin e da

altri scrittori di minor vaglia si attribuiscono all’ esperienza individuale


ORIGINI DELLE SENSAZIONI. ac,

o alla tradizione de’ genitori ,


perciò comincieremo a dubitare di qao^ta

proposizione, osservando che ne* vegetabili non 'istruiti dall’esperienza,


non diretti dalla tradizione ,
non poche tendenze si scorgono simili affatto
a quelle degli animalV.

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3o PARTE PRIMA

§ I. Confronto tra le tendenze de’ vegetabili e quelle degli animali.

Tendenze de’ vegetabili. Tendente degli animali.

I. Siluazioni.

I " Ciascuna pianta ama unVspo- i.° Ciascun animale ha le sue


sizioiic ,
un clima, una temperatura situazioni predilette ; la capra sel-
particularc ; I’edera ricerca delle vatica, leggiera figlia delie mon-
roccic e degli alberi per arrampi- tagne ,
vive iodipendente Ira i

carvisi ; la salinconiia e le sasole ghiacci delle alpi ; il bufalo s’ ag-


. .
godono delle acque salse e dell'aria gira ruminando tra umidi pascoli ;
marina , e languiscono quando ne la lepre erra tra i cespugli delle
mancano.
3. aperte
3. campagne (i).
a.° Collocate in terra un grano a.” Tutti sanno che anco la tar-
in modo die la parte dove è la ra- taruga rovesciata sulla sua calotta
dicclla o il becchetto guardi iu su, fa sforzi per riprendere la sua po-
e l'opposta ove è la piumetta guardi sizione naturale. Il mirmicoleoiie ri-
in giti; tosto che succeda il ger- pristina la forma del suo imbuto
mogliamento, la radicella si rivolge sabbioso , in fondo de.l quale giace ,
e SI profonda nel suolo, e la piu- ogni qual volta l’accidente o gli uo-
mctta si rialza e volgesi all' insù ,
mini r abbiano dilTormato.
per uscire all’aria (a).

5. 11. Ai
° Dall’ esopo sino al cedro cia- ® Il fagiano appena nato co-
scuna pianta , ciascun albero sa ri- nosce il grano del miglio e la larva
trovare nel suolo quegli elementi delle formiche; il cane etil gatto,

che più convengono ; la rosa


gli tuttora chiusi gli occhi , cercano
canina cerca e trova una sostanza le mammelle della loro madre ;
il

ahmentare nelle vene della roccia bruco del salice non va iu traccia
che la ripara dalle ingiurie dell’aria. del titimalo ecc. (3).
° Le radici delle piante dopo “ L’ anitra c la testuggine
4 4
d’ avere cominciato ad estendersi traendo tuttora seco dei rimasugli
da tutti i lati , cambiano strada e dell’evo da coi uscirono , corrono
sidirigono tutte verso il terretio verso I’ acijua più vicina (i)-
che piu loro conviene ; e se ne sono Più specie d’ uccelli e cTi pesci
separate da una pietra , da un ca- emigrano ,
allorché comincia a
nale , passano sotto e vanno a ri- scarseggiare l’ alimento di cui si
trovarlo sull’altra sponda. pascono , e vanno a ricercare re-
gioni pili, feconde.
® I vasi succhiatoij di culi L’ o.strica sulle sponde del
,
sparsa la superficie inferiore delle mare apre e chiude i suoi gusci
foglie ,
si aprono e sichiudono per per Ivvere l’acqua marina e pa-
impadronirsi dell’ umidità che nuota sceisi degli ÌKsotti die vi galleg-
ncM’ aria. giano.

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, ,

ORIGINI DELLE SENSAZIONI. 3i

Note e Osservationi.

(i) Più insetti non vivono che sulle foglie d’ una determinata pianta,
e non d’altre; anche il vischio non vuole crescere in terra ma sugli
alberi ,
come il nannunfero muore fuori delle acque ferme o de’ pV
duli ,
ecc.

(a) Se piegate un ramo d’ un albero verso il suolo ,


vedrete le foglie

sforzarsi a poco a poco di cambiare posiziona e rivolgere la superGcie


verde e verniciata al cielo ,
la superficie bianca e pelosa verso terra.

(3) La farfalla ,
la quale nella specie di noviziato in cui preparavasi
alla sua brillante trasformazione, tagliava con forti mascelle le foglie

della quercia e del rosajo ,


sa meglio del più abile meccanico ser-
virsi della proboscide di cui ha fatto recente acquisto per succhiare il

nettare de’ fiori. Il verme, il polipo, il camaleonte riescono ad estrarre


con faciliti dalla terra ,
dall' acqua ,
dall’ aria i succhi nutritori che
esse contengono.

Non si vedrà giammai 1’ elefante lacerare gli animali co’ suoi denti
per beverne il sangue e fare pasto delle loro carni. Il lioncello non
sperimentò giammai di qual sapore potevano essere fornite le erbe c i

fiori
,
nè andò al pascolo in compagnia della timida gazella.

(4) Galeno riferisce il seguente curioso sperimento: « Nel disseccare


« una capra gravida vi ritrovai un vivace capretto ,
che staccai dalla
« matrice e portai via prima ch’egli vedesse sua madre. Messolo in una
« camera ov’ erano molti vasi ,
alcuni pieni di vino ,
altri d' olio, altri

« di miele ,
altri di latte o d' altri liquori ,
ed alcuni anche di grani
« e di frutti ,
noi cominciammo a veder 1’ animale alzarsi in piedi e

« passeggiare ; quindi scuotersi e con una zampa grattard dall' un lato :


« osservammo poscia eh’ egli andò fiutando ognuna di queste cose che
* erano nella stanza ,
e ,
dppo tutte fiutate ,
si bevve il latte s ( Lib.
De locis cap. 6).
3i PARTE PRIMA
Tendenze de’ vegetabili. Tendenze degli animali.

III. Conservazione dell’ individuo.

Più viaggiatori hanno osser- 5.° a IIragno sa adattare la for-


vato che in certi paesi soggetti agli K ma di ciascheduna rete al luogo
origani , i grandi alberi non pro- a dove ha scelto di stenderla c
,
tlurono nè diflbndono le loro ra- « sa rinforzar quelle linee che vo-
dici ugualmente nè indifferentemen- « glion esserlo ,
coll’ attaccarvene
te (la lutti i lati della circonferenza a altre in mezzo ,
le quali poi egli
della loro base ,
ma spingono il « va ad ad oggetti di-
affiggere
maggior numero e più dalle torli « stanti Quest’ opera è eseguita
.
.

lato il più proprio a mantenere gli « con maggior ingegno cd esattezza


alberi in piedi,
ed opporsi alla vio- <rmatematica dai ragni abitatori
lenza de’ venti che in quelle con- « delle campagne che dagli altri
trade soffiano sempre dallo stesso c abitatori delie nostre case; pcr-
lato dell’orizzonte. « ciò che quelli fabbricano in luogo
K più esposto alle vicende tempe-
K stose dell’atmosfera ».
6'' Le piante, il cui gambo è fi.® Nell’ India gli ucrelli met-
troppo debole per sostenersi , si ar- tono in opera maggior artìRzio nella
rampicano sui muri o sugli alberi ; fabbrica de’ loro nidi ,
appunto per-
elleno sì attaccano a quanto incon- chè corrono maggiori pericoli dai
trano nel loro passaggio ; si diri- loro persecutori ,
le scimie ed i
gono costantemente dal lato ove pos- .serpenti.Alcuni fabbricano nidi pen-
sono trovare sostegni ; quelle che sili forma di borsa , profondi e
in
sono munite di viticci sii servono aperti alla sommiti ; altri fanno que-
di ipie.vto mezzo ; ma se per qual- sti nidi stessi con foro laterale ; cd

che accidente un viticcio o molti altri, ancor più circospetti, vi for-


vengono a mancare ,
sì veggono to- mano r entrata precisamente al I'oim
sto i picciuoli delle foglie più vicine do , cd essi poi si alloggiano alle
ad un appoggio ( le quali senza sommità. Ah 1’ uccellu-sarto non
questo ac( idente sì sarebbero man- affida già il suo nido all' estremità
tenute diritte ) piegarsi a guisa di di un tenero ramo , e si studia a
gomito , abbracciare quel sostegno renderlo più sicuro col fissarlo ad^
C supplire cosi al viticcio man- una foglia.
cante (i).

(i) u Una vite, ima madreselva ,


i luppoli, i fagiuoli isolati spandono
ff dei rami per o^ni verso ; ma se sì mette un palo o un ramo io quella
CI vicinanza ,
si piegano verso di quello ,
lo abbracciano e su vi salgono.
« I viticci delta vite stanno sempre distesi sino a che non sono in eontiUlo
u con qualche ramo ,
trovato il quale , Vi si avvoltano ed arroncigUano a
u spira strettamente ».
ORIGINI DELLE SENSAZIONI. ^3

Tendenze de’ vegetabili. Tendenze degli animati.

^.° I Botanici osservano che i n.° Osservano i Naturalisti, che


bottoni di molti alberi i quali nc’ ne’ paesi caldissimi i peli degli ani-
paesi caldi son nudi e privi di mali divengono rarissimi ,
o si per-
scaglie e peluria ,
dopo che si dono , come si scorge nc’ cani di
8.
naturalizzarono in si cRmi freddi , Guinea e nc’ montoni d’ Africa u
coprirono di molta peluria e molle delle Indie ; all’opposto nel Nord
scaglie per difendere dai freddi in* i peli degli animali divengono lun-
vernali i rudimenti delle loro fo- ghi9.e folti ,
come si vede nel caiio
glie e de’ loro frutti. di Siberia c nel montone d’ Islanda.

IV. Amori.
8.° In stagione determinata per * Al tempo degli amori 1 ’ uc-
ciascuna specie , il bore adorna la celletto anima la sua voce ripete
,

sua corolla , nuota in una nube di più spesso la sua canzone , cresce
profumi e soavemente olezza. lo splendore delle sue penne e di
nuovi colori fa pompa.
g.“ Nelle ^ojsi/forc, nella renr- ° £ noto che in alcune specii:
piaala il pistillo più allo degli sta- mammifere , contro la legge gene-
mi curva giù tra di rasi c si
si rale che vuole assalitore il maschio ,
rialza tosto che è fecondato. le femmine eccitano quelli che de- .

Ne’ fiori pendenti all’ ingiù non vono fecondarle.


potrebbe il pistillo ricevere la polve Se ordinariamente è il maschia
degli stami ,
ma al tempo della fe- che si colloca sulla femmina , nello
condazione il fiore si raddrizza e il api , nc' grilli, nc’ saltarelli sono le
pistillo riceve la polve fecondatrice. femmine che si slanciano sul maschio.
Nella vallisncria i fiori della In più specie d’ in.sctti i iq3*chi
pianta maschio sono prodotti sot- in certe stagioni acquistano ali c
t’acqua, e sì tosto come il loro non le femmine ,
come ,
per esem-
polline è maturo , si distaccano dalla pio ,
le formiche , il coccus ,
U
pianta ,
c sorgono alt' superficie ìamprays ,
la phalena ,
la brumai
continuando a fiorire, e .ungono ta ,
la licnaaella , nel che somi-
recati dall’ aria o trasportati dalla gliano la vallisncria giacché men-
,
corrente ai fiori della pianta fem- tre i maschi si staccano dada spi-
mina , i quali galleggiano sulla su- ga ,
i fiori della pianta femmina la
perficie deir acqua : questi dopo restano attaccati col mezzo di lun-
d' essere stali fecondati ,
scendono ghissimo peduncolo avvoltata a spira»
nell’ acqua onde perfezionare il pe-
ricarpio (i).

(1) la tutte le pi.vote al tempo 11011,-1 fecondazioiie gli stami si avvicinano


da loro stessi al loro pistillo , as]>ettando il momento dì potcrglisi unire |
pria di questo momento voi tentale invano d’ allontanarli ; essi riloiAiaiio al
loro ^Kisto , appcua rimossa la forza d’ opposizione. Ma dopo che il bisogna
è soddisfatto, quando 1’ attività che anitiiava le antere è esausta per l’emis-
sione del pulviscolo fecondatore, gli staili! si Bllonlauauo da loro stessi, c
voi fareste sforzi inutili per ravvieiBorli al pistillo.

InSULOCIA. T. I. 3
.

0
PARTE PRIMA 1

Tendenza de’ vegetali. Tendenze degli animali.

IO.” I pistilli non ammettono die io.“ Le femmine non ricevono


1 ' pollini delle specie simili o vicine. clic i masclii della loro razza o
consimili.

V. Consen'azione della specie.

li,® Pria clic gli organi più de- 1 1


” Le formiche trasportano mol-
licati d’ un fiore siano a suQicicnza te volte al giorno le loro uova ,
ora
svolti ,
temono il freddo e la piog- più presso alla superficie della loro
gia ;
quindi i petali e il calice li abitazione . ,
ora più profondamente ,

inviluppano e li riscaldano. Ma se secoiiilo che scema o cresce il ca-


un sole alquanto ardente minaccia lore della stagione ; e ne’ giorni fred-

di disseccarli troppo presto


,
tosto di vi stanno sopra tutte ammontic-
un petalo s’ allunga olliciosamente chiate per covarle meglio. Se poi
qual ombrello come ne’ 12.
fiori del ge- il luogo dove stanno è troppo freddo,
ranio d’ Africa ,
ovvero s’ incurva le trasportano dove v’ abbia abba-
qual navicella per difendere que’ te- stanza umido. Ma se troppo umido
neri organi ,
o ripararli dalle in- s’ accosta al loro nido ,
elleno
giurie del vento ,
come nelle spe- cacciano allora le uova più profon-
cie papilionacce (t). damente nel terreno o le traspor»
,

tana in altro luogo di sicurezza (a).


12.” 14.“
Il fiore cade quando il ger- L’ insetto muore subito do-
me non Ila piu bisogno della sua po che ha fecondato la femmina.
protezione.

VI. Sensibilità al!% luce.

1 3 * Le piante allevate nelle stu- 1 3 ® Le mosche le zanzare le


, ,

fe o nei tepidari spargono i loro farfalle in luogo oscuro corrono to-


rami verso le finestre o le fessure sto incontro al lume che veggono
da dove viene la luce. da lungi.
1
4 ° .Alcuni fiori s’aprono al tra- ° Alcune farfalle dette not-
montare del sole , e cbiudonsi al- turne, come notturni diconsi al-
1’ apparire del giorno come per cuni fiori non potendo soffrire la
, , ,

esempio, il gelsomino di notte, la luce ,


vanno in giro di notte ; tutti

mirabilis ,
che si chiude alle sette conoscono il pipistrello che comin-
della sera c sta aperta sino alla cia a volare dopo il tramonto del
mattina. sóle 0 cessa all’ apparir dell’ alba.

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,

ORIGINI DELLE SENSAZIONI A3

Note e Osservazioni.

(i) La balsamina d’ Europa ,


come molte altre piante, lascia cadere
le sue foglie approssimandosi la notte ; ma è facile 1' assicurarsi che
esse ,
vicino al punto dell’ inserzione al loro picciuolo ,
sono fortemente
contratte. Ciascuna foglia s’ avvicina ai rami ,
e forma ,
alil)as.sando la

sua punta, una specie di volta che ripara dall'aria fresca e d ili’ umi-
diti notturna ì
piccoli bottoni de' fìori ,
i quali sono troppo teneri per

non avere bisogno d’ esserne sottratti. Ciò che merita maggior rifles-

sione si i che le foglie delle estremiti degli steli ,


li ove ì bottoni suno
pii piccoli e pii delicati ,
sono Sempre più basse. A misura che questi
bottoni ingrossano ,
le foglie cadoqo meno ;
quando il fiore è affatto

aperto ,
e che pii non abbisogna di riparo ,
la foglia che 1’ accompa-
gna ,
resta la notte nella stessa posizione in cui trovavasi il giorno ;

ma quando i fiori sono caduti e i grani maturi ,


le foglie ,
ben lungi
dall' abbassarsi ,
s'alzano quasi perpendicolarmente ,
mentre da prima,
fiochi i bottoni e 1 fiori abbisognarono di riparo ,
elleno piegavansi nel

senso opposto. Si vede dunque che i diversi moti di queste piante va*

rìano come i bisogni della loro prole.

In somma molti fiori


,
cosi prima come dopo la loro fecondazione
erigono i laro capi pcrpendieolarmente all’ orizzonte mentre durante la
,

fecondazione e la fioritura l’abbassano.

(a) Alcune farfalle femmine sono munite d’ una specie di mano molto
destra ,
coll’ ajuto della quale si strapp.ino i proprj peli per coprire le
loro uova (Bonnet, OEuvres ,
toni. Vili, pag. laa ).

Bcer ci fa s|ipere che alcuni gorgoglioni per riparare i loro ovi li

coprono colla caluggine che col muto delle gambe di dietro staccano

dal loro ventre. v


36 PARTE PRIMA

Tendenze vegetaliili. Tendenze animali.

VII. Insidie.

i 5 .® NkII’ npocjKUOT andrò sor- i 5 .® Chiunque ha vedutoli ragno

mifolium le antere si convergono stendere la sua tela , ed aspettare


.sopra i nettar) rire sono furatati ili pazientemcnie la mosca . oude farla
cini|uc corpiisroli glamlolari ovali prigioniera , ravvolgendola ne' suoi
circondanti il germe ; ma come pri- fili e quindi ciliarseue

ma una mosca inserisce la prolio-


sridc fra i|ueste antere per depre- Ricorderò fra breve l^artifìzio del
16.
darne il mele , esse convergonsi più mirmicoleone , il quale tende in-
•Strettamente,
e con grande violenza formiche e ad ogni specie
sidie alle
imprigionano la mosca , la quale d’ insetti.
generalmente vi perisce (i).

Vili. Educatone,
» i6.° Grazie alla coltura o al- ® Un cane . il cui naturai
17. 17.
r educazione la rosa canina ha pro- pascolo è la pecora , non solaineiitc
dotto le cento specie di rose che è ammaestralo dall’ uomo a non
brillano ne’ nostri giardini ;
c la molestarla , ma (rerfino è accostu-
18. dapprima acerba c velenosa
pesca , ,
mato
18. a difenderla , e co-i pure a
è divenuta un frutto s) aggradevole cacciare o a distruggere altre specie
all’ occhio come i salutare e deli- d’animali, come uccelli ece.,in altri
zioso al palato. paesi a prendere il pesce , a ri-
trovar tartufi.
“ Multe piante mediante la “ Più animali selvatici venendo
,

coltivazione perdono le loro spine. addomesticali perdono la loro fe-


,

rocia e alcuni le corna.

IX. Forme e prodotti.


Ciascuna specie il’ alberi ® Leanimalesche si tra-
arti
presenta apparenze e prò lotti af- smettono di padre in figlio .senza
fatto simili , ovvero senza cambia- deteriorazione o miglioria. Il frin-
menti essenziali II melagrano non guello non la fa da muratore come
si copre di fichi , nè il fico pro- la rondine ; la mosca non s'accinge
duoC ciriegie ; la viola non olezza a filare come il verme da seta; e
come il giglio , nè il garofana veste il grillo non cerca la sommità degli
le forme dell’ amaranto. alfieri per stridervi colla cicala.

(1) Lo dionea muscipula iniprijjioiia ad nu tratto le mosche che si posano


sulle cime delle sue foglie articolale c cilìalc spinose
,
le quali toccale dalla

mosca, sì serrano e la racchiudono, finché esaurita di forze e priva di vita,

non ressa I’ irrii.-<zioae che vi prodiiccva col suo moto ;


e allora la foglia
si apre di nuovo.

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,

^ •

ORIGIM DELLE SENSAZIONI. 3;

§ 3. Fenomeni puramente aniiml{.

PIA specie di animali nascono abbandonate dai loro parenti ,


come
per es.
,
i rettili
,
gli insetti ,
i pesci ecc. ;
e pure c.scguiiiCODo tosto
tutte le operazioni della loro specie ;
tiUti nascono colle loro propensioni
naturali ed ereditarie; ecco aleuni escami.

a ) La mirmicoleone femmina che ha sei ale grigie ,


depone i suoi
ovi nella sabbia ,
poi muore. L’ anno seguente gli ovi ai schiudono ia
primavera ,
e da ciascuno di costoro esce un insetto senza ale ,
pati.»

ciuto ,
munito di sci zaippe c lunghe mascelle. Subita dopo la sua
nascita questo animale ,
senza maestri ,
senza parenti ,
senza studio ,
senza previe indicazioni ,
traccia ,
rinculando ,
un circolo di due a tre
pollici nella sabbia, c rigettando questa esteriormente, scava un buco
esattamente conico nel suolo mobile ;
quindi collocandosi al centro di
questo buco vi si nasconde cautamente ed aspetta la formica ,- l’insetto

imprudente, clic passano di là; appena comparìscc qualcuno di costoro,


il mirmicoleone gli getta della sabbia per isbalordirlo e farlo cadevo

nel fondo. Ciò successo, egli afferra la sua preda colle due sue tenaglie ,

la succhia ,
poscia porta lungi il cadavere o gli avanzi ,
acciò non resti

scoperta la sua frode ,


e continua ad esercitare questo mestiere da as<
sassino per due anni.
3) Le lucertole depongono le loro ova sotto la sabbia o in buchi
di roccia o sotto qualche ceppo d’ albero o di foglie ; il solo calore
dell’atmosfera fa sbucciare animalctti perfettamente simili ai loro parenti,
e capaci di ritrovare gli alimenti che loro convengono, senza il soccorso
della madre. • -
La testuggine depone le sue nova in una sabbia calda sotto i raggi
d’ un sole meridionale ed estivo ,
ma senza incubazione ,
senza cura
alcuna. Le giovani testuggini
,
appena nate ,
vanno a ricercare da loro
stesse il pascolo sulla terra o nell’acqua.
c ) Nella loro giovinezza i gallinsctti corrono qua e là sulle foglie
succhiandone I’ umore con un piccolo becco acuto ; ma a certo tempo
le femmine sì stabiliscono in un luogo dell' albero , vi piantano il loro
becco ,
ed estraendone continuamente il saco ,
ingrassano alquanto.
Frattanto i maschi acquistano delle ali e volteggiando di femmina i:i
,

femmina ,
le fecondano ,
poscia muojono. Le femmine sempre immobili
veggono il loro ventre gonfiarsi prodigiosamente per le uova che si

sviluppano iu esse. In breve ua^eono i piccoli galliusetti , mà nou tra*

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,

;« PARTE rUlMA
' andò aUri alimenti che le viscere della propria madre ,
la divorano
iivii lasciandone sossìsterc clic il dosso c lo scliclctro ,
il quale serve
loro di coperta c di casa. Queste bcstiuccie eseguiscono poscia tutti i

moli e le rivolusioiii de’ loro genitori, senza averne giammai ricevuta


la uirnoma istruzione.
ci ) Le moscke efimere ,
pria del loro ultimo stato , vivevano sotto la
forma di vermi nelle acque, e fi respiravano alla foggia de’ pesci col
mezzo di false branchie ,
pasccifdosi di piccoli insetti durante un anno
0 due. Ma allorcliil si sviluppano ale a questi vermi trasformati in mosche,
essi escono dall’ acqua verso sera ;
al mese di giugno principalmente ,

1 maschi ,
più numerosi delle femmine ,
s’ alfrettano a fecondarle ,
c

muojono nel momento venereo e quasi per eccesso di piacere : la fem-


mina depone all’ istante le sue uova nell’ acqua ,
perdendo essa pure la

vita : dalle uova nascono figli che non hanno mai veduto i loro genitori
,
non ne hanno ricevuto edurazionc, e che ciò non ostante seguono esat-
tamente i costumi di essi.
.

c ) Le vespe solitarie depoogono un ovo in un buco fatto da esse


in qualche legno, c ponendovi p.àscolo pel verme che deve uscirne,
chiudono il buco c mnnjono. La larva nata in questo albergo ,
tutta

sola nell’ oscurità rompe il muro della sua prigione ed esce alla luce

del giorno. Allora trasformata in vespa va a ritrovare una compagna ,

s’accoppia,
1.
sa scegliere il nettare in tal genere di bori che le ù ne-
2.
cessario per nutrirsi ,
poscia punta dal bisogno di sgravarsi ,
scava uii

buco in un legno ,
vi apporta dei brurhi eh’ ella non uccide che per’

metà, onde resti carne fresca alla larva che uscirà dall’ uovo-, in somma
ella si comporta come sua madre ,
senza averla mai conosciuta ,
scn/a

avere acquistato antecedenti abitudini o cognizioni.

CAPO III.

False, cause cui si atbihdscano le azioni instiiUii'c.

Le cause cui si sogliono attribuire tutte le azioni degli animali .sono

le seguenti :

° Educazione o tradizione;
“ Interesse risultante dall’azione; '
3 ° Somiglianza d’ organizzazinne.
,

ORIGINI DELLE SENSAZIONI.

S I. inefficacia delle circostanze esteriori a spiegare


. i fenomeni deW istinto.

Per dimosicarc che tutte le aiioni degli animali non si possono aW


3.
tribuire all’azione delle circostanze esteriori stabilisco le seguenti pio»
,
5.
posizioni. Si dà
l.° Abilità d’ industria senza educazione ;

^ .Mancanza d’ industria in onta dell’ educazione ;

° Diversità di costumi in mezzo alle stesse circostanze;


° Somiglianza d’ industria benché diITcrenti gli organi
4 , \

° Dilfcrcnza d’ industria benché simili gli organi.


,

I,

Abilità senza educazione.


a ) Gli uccelli ,
anche quando sono stati covati in nidi stranieri, co*

stiluiscono nidi sìmili a quelli de’ loro padri e de’ loro avi.

^ ) Lo scoiattolo ,
preso cieco nel suo nido ,
ritsce tosto a tìpise e
saltare da un ramo all’altro.

c ) Il cuculo non imita il canto dell’ uccello straniero che 1’ edued.


d) Furono portati in Francia delle uova di pìccoli uccelli canori
d’Africa e d’Asia, come i bengalis (/ringilla ,
bengìilus et atnandara^
Lath. ) e le veuves (emberiza paradisea ,
regia principalis ,Lath. ) j
,

gli uccelli che ne nacquero , covati da canarini ,


senza avere imparalo
nulla dai loro padri ,
cantarono le arie del loro paese , costrussero I'

nidi ,
mostrarono le abitudini de’ loro parenti.

II.

Mancanza -d’ abilità in onta dell' educazione.


a 1 II porco non impara il raglia dell’ asino ,
il belato della pecora
co’ quali travasi spesso tutta la giornata allo stesso pascolo. La gallili:»

d’ India non impara a tubare in mezzo ai pippioni.

b) Le femmine degli uccelli generalmente non imparano a cantare


come i maschi ,
benché fornite degli stessi organi.

c )
Ciascnn animale ,
quand’ anche frequenti specie diverse dalla sua
pure conserva i proprj particolari costumi.
d ) La pernice muore di fame e di freddo negli inverni rigorosi ,
e
la passera cade dai tetti , mentre 1’ usìgnnolo e la quaglia sono di già
partiti per climi piu moderati ,
senza aspettate il freddo e la fame.
e ) Il cucolo ,
non meno della capinera
,
h.a bisogno di faro le uova j
ciò non ostante egli uon costruisce nido ,
almeno in molti paesi.

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,

PARTE PRIMA
III.

Diversità di costumi in onta delle stesse circostanze.


TI coniglio e lo scnj.ittolo son essi inseguiti ? L’uno corre a nasciin-
«lersi nella sua tana ,
l'altro sì salva sulla cima degli alberi. Il cavallo
volge al suo nemico la groppa e si difende coi calci ;
il toro abbassa
la testa c si difende colle corna.
Quindi tutto ciò clic si può attribuire all’ azione delle circostanze
esteriori ,
si riduce a porre in attività le facoltà natie. Non i il bì.sogno

del nido che dà all’ uccello la facoltà di costruirlo, ma egli fa il nido


perchè al bisogno unisce la facoltà di farlo ; ecco il motivo per cui
1’ uccello sarto fa il suo tessuto anche quando si trova in gabbia ,
e

il castoro costruisce benché sia già provvisto d’ alloggio.

Allorché in un bosco un usignuolo canta meglio c più assiduamente


degli altri ; allorché in una medesima greggia un montone o un bue
sono piò astuti che i loro compagni ; allorché un cane è piò rissoso
e piò ardito alla zuQà ,
puossi attribuire questi fenomeni all’ educa-
zione ? Basterà essa a spiegare come molti individui s’alzano al di sopra
de’ loro simili ,
e divengono, per così dire ,
i genj della loro specie t

La Coste ,
traduttore francese di Loke ,
parla d’ un cane il quale ogni
volta che nel verno i suoi compagni erano coricati intorno al focolare ,

in modo da impedirgliene 1’ accesso ,


faceva grande schiamazzo nella
corte ;
e mentre i suoi compagni v’ accorrevano ,
egli entrava frettolo-

samente in casa e prendeva un buon posto vicino al fuoco ,


c la.sciava

che abbajassero gli altri ingannati da questo stratagemma. Egli fece

soventi volte uso di questo espediente ,


ciò non ostante ottenne semprr
il suo intento ,
perché nissuno degli altri cani aveva bastante criterio
per discoprire I’ astuzia. Il signor Dupont de Nemours aveva una vacca
la quale per procurare a tutta la greggia un più abbondante alimento
sapeva sol essa far saltare colle corna la siepe da cui era cinto un
campo ; nissuna delle sue compagne sapeva imitarla ; ed allorché esse
giungevano alla siepe ,
aspettavano con impazienza I’ arrivo della loro

conduttrice ( i ).

IV.
Somiglimn'a d’ indusbia bcnchìt orgtmi differenti.

La proboscide rende ali’ elefante i servigi clic la mano rende all' uomo
e alla scifflia.

(i) G«U e Spurzeim ,


Anatomie', toni, i."

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, ,

ORIGINI t)ELI.E SENSAZIONI. 4t

La rondinella attacca il suo nido « il tordo rassoda l’ interno del

suo mediante argilla stemprata col loro becco ,


come il castoro la

stende sulle pareti della sua casuccia col mezzo della sua coda.
L’ aquila tiene la sua preda tra gli artigli ,
come il cane tiene l'osso
tra le sue zampe.
Il porco solleva la terra col muso ,
il rane la gratta colle zampe ,

il cervo la batte co’ suoi piedi per dissotterrare il tartufo.

V.
Differenza d’ industria benché organi simili.
In quante maniere diverse e con quale varietà di tele le diverse

.specie di ragni non accalappiano la loro preda ì Quale diversità di


struttura nc' nidi degli uccelli ? Quegli stessi che costruiscono nidi
simili ,
e che appartengono al medesimo genere ,
quanto non diiferiscono
nella loro maniera di vivere ,
ed in ispecic nel loro soggiorno abituale

iic' loro alimenti ,


nel loro canto ,
ed altre particolarità distintive ! Il

grosso cingallegra (parus major), a modo d’esempio, co.striiiscc il

suo nido nel tronco vuoto degli alberi ;


il cingallegra a lunga coda
{parus caudatus) ,
nelle biforcazioni e tra le corteccie c il tronco; il

cingallegra barbuto {parus barbatus ) ,


tra le canne; ed il cingallegra
pensile {parus pendulinus Lath ) sospende a sottile ramo il suo nido
rimarchevole per arte e delicatezza ,
mentre il cncolo ,
benché fornito
di becco e di piedi come gli altri uccelli ,
si risparmia la pena della
costruzione. La stessa diversa indole si ricono.scc nc’ quadrupedi dello
stesso genere ,
per es. ,
il cignale smuove col muso il terreno sempre
in linea retta ,
mentre il porco lo smuove sì a destra che a .sinistra.
Osservate la formica delle zolle fabbricare con sabbia le .sue casuccic
in piani suprapposti ed appoggiati a fdi d’erba; o le gallerìe e le ra-

scmatte delle formiche brune; o i numerosi compartimenti scolpiti nei

tronchi degli alberi dalla formica fuligginosa con corridoi paralleli p


ovvero i meandri ingegnosi costrutti colla polve del legno tarlato ,
stem-
prata c masticai.! eoa tela di ragno onde o’ esca una specie di cartone,
dalla formica etiope o ncrlosima. Già non ostante tutti questi insetti si
rassomigliano per la forma e gli in.strumenti del lavoro ; ma la div'cr-

sità delle loro opere svela tutta i’ estensione di cui è suscettìbile il

loro istinto. Questo istinto è tanto più ammirabile ,


quanto che si

esercita nella più profonda oscurità giacché questi animali lavorano


,

sotto terra ,
e temono che vi penetri la luce ,
quanto Plutone tcmc'..\

pel Tartaro lo splendore del sole.


Da cìù coDcbidderetno andare errati coloro che dalla furuìa d<.^U
,

4* PARTE rni.MA
» orfani pfotcndono potersi riconoscere le interne facoltà. Donde potreb-
liesi mai dedurre clic il mirmiroleonc scaverà nella sabbia un cono ro-
vesciato per farvi cadere le formiche di cui si pasce ? •Chi vi dirà la
ragione per cui il lepre soggiorna in merzo ai campi ,
mentre il co-
liigliò scava delle tane ? Come distinguereste voi I’ indole feroce dei
cucolo c del camoscio dalla facilità con cui si addomesticano il pippionc
ed il capro? Non avreste voi prestato il talento di fabbricare,- piuttosto

alle muscolose e flessibili della scimia curiosa


,
che ai piedi deboli

e piani del castoro ?

§ 2 . Insufficienza de’ motivi d' interesse estrinsecò.

Si domanda per quale motivo alcune specie restano unite in società

cd altre no ;
cd io domando per quale motivo il mercurio trac a sù
Puro c non il piombo o lo stagno ?

Per ispiegare l’origine di queste società cd i relativi moli animali,


più Glosofi ricorsero ail un vantaggio esteriore per es.
,
pretesero che
gli animali non vivono in società se non afline di reciprocamente di-

fendersi ; ora questa supposizione non i sempre vera ,


giacché da un
lato la maggior parte ,
come per es. i montoni ,
si separano tosto che
Sono a.ssàliti
,
dall’ altro non sono le specie più deboli che vivono in

società; per es. ,


il realtino ( luì ) c l’usignuolo vivono isolati ,
mentre
le gazze e le cornacchie sì riuniscono c fan nido in gran numero sullo
stesso albero.

Vedete il piccolo uccello-mosca ,


brillante come un rubino ,
che col-

loca il suo nido in un flore ,


e si sgrava di uovi .simili a piselli :

con quale ardore egli succhia il nettare suceberino de’ fiori per portarlo
alla sua diletta prole ? Se non che un orrido ragno ,
nero c peloso ,
^
tre volte più grosso dell' uccello ,
viene a stenderli colle sue grandi
zampe la sua tela sulla covata e schiaccia tra le sue mascelle le

teste di questi innocenti uccelli ; allora la madre accorre furiosa ,


di-

sperata ,
e gli dà un combattimento a morte ,
ma invano ; la sua fa-
miglia è distrutta ,
e questa madre infelice esala il suo dolore presso
il sub nido devastato; vi è fjui un sacrifizio che non trova compenso
in un vantaggio esteriore ni presente ni futuro, ed accusa di falsità
il sistema d’ LIvezio.
Nissuno ignora con quale alTezione c fedeltà sovente inviolabile il cane
segua il suo padrone ,
c talvolta a segno di precipitarsi nelle onde per
salv.arlo
,
o morir di dilpre e di fame sulla sua tomba E pure questo

^ ss-'

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,

OniGLM DELLE SENSAZIONE 4 ?,


6ÌCSS0 padrone fu sovente severo con questo animale ,
sovente egli lo

percosse coi calci o colla frusta ; ciò non ostante la riconoscenza supera
ili questo povero animale l’ingiuria ; egli aecarerza quello die l'oltraggiò,
c in nissuii altro mudo si vendica fuorcliò provandogli il suo attacca-
mento inviolabile in vita ed alla morte.

Dal quali fatti risulta che ,


quand’anche si concedesse a Darwin e

a Coiidillac ,
che certe azioni gli animali le appresero per esperienza
o tradizione ,
resterebbe sempre ad indicare il motit'O per cui si r/.t-

sng^cttano a sacrifizj per eseguirle : mi spiego : concediamo per un


istante che le api neutre abbiano imparato a trasportare fuori delle loro
stanze i cacchioni, ed ora esporli al sole, ora a riportarli ne’ loro dor-
mito) ,
secondo che volge favorevole o sinistra la stagione ; ma per
quale motivo si prendono esse queste brighe ,
esse che non sono madri
e che potrebbero vivere isolate c indipendenti ?

§ 3. Insufficienza della somiglianza d organizzazinnei

La simpatia è in ragione della conformità dell’ organizzazione ,


dice
lino scrittore francese (i) ; e chi è che non ami di vedere cosa che
gli assomigli ,
dimanda un dotto italiano fu) ; e non aggiunga il pro-
verbio : siniilis simili gaudet ?
I.’ esperienza risponde che i ragni si distruggono a vicenda; gli
amslers ( sorci sotterranei ) sono d’ indole si feroce ,
che non solo contro
gli individui delle altre specie
,
ma anche contro quelli della loro in-
fierisrono tosto che s’ incontrano. Bonnet avendo tentato di far coabitare
insieme degli insetti che vivono ne’ frutti costoro appena vicini si
, , ,

davano colpi terrthlli; la morte d’uno de’ combattenti ne era l’ordinaria


conseguenza. Egli osservò che sfuggivano l’ incontro c solevano tenersi
,

.a certa d:.<lanza gli uni dagli altri. È altronde nolo che più specie ,

benché non feroci


,
e composte d’ individui simili pare non vivono
,

in società.

(i) Massias ,
Rnpport de la nature d Phomme, eie.
,
lom. I, ?6.
ht Puzai ,
Lszivni rii JilosrJia , tuoi. U ,
pag. S!?. -
4T PARTE PRIMA

C A P 0 IV.

Cognizioni che s’ associano alC istinto.

I. Le sensazioni esterne, associandosi alle interne, possono sino a


certo punto modificare le abitudini degli animali ecco dì fatti :

1 .° Il produrre le uoi’a e covarle è eflfetlo dell’ interna arganizzaaiune


,
ma il mudo dell’ incubazione può variare secondo il clima e le circo-
stanze. Nel Senegai lo struzzo sta sulle uova soltanto di notte perche
,

il sole, durante il giorno ,


somministra il calore necessario all' incuba-
zione -, all’ opposto nel Capo di Buona Speranza paese men caldo lo
, ,

struzzo non abbandona le sue uova nè giorno nè notte.


a.° Me’ nostri climi temperati ,
allorché le oche c le anitre abban-
donano momentaneamente le loro uova per andar a mangiare ,
non sog-
giacciono queste a raffreddamento sensibile e nocivo ; avviene l’opposto
nelle regioni polari ;
perciò ivi questi uccelli si strappano delle penne
col becco ,
ovvero parte della caluggine esistente sotto le ali ,
e ne
fanno quasi soffice coltre ,
onde conservare alle uova il calore durante,
la loro breve assenza. .

3° Egli è si vero che le casette che con tanta industria costruiscono

i sorci muschiati del Canadà ,


sono ricoveri contro i rigori del freddo ,

che ne’ paesi caldi questi animali non costruiscono siffatti alloggi , e

sì contentano di scavarsi delle tane come i conigli.

4 .° Le formiche non disegnano come le api delle figure geometrica-

mente esatte; i loro lavori variano secondo il terreno, e si proporzio-


nano sempre alle circostanze esteriori ;
anche le cellette delle api per
altro ammettono molte variazioni (i).

U. Sembra quindi che le operazioni instlnlire di più ammali non


siano sempre disgiunte dalla cognizione di t/ucl che fanno. Infatti :

i.** Il ragno ricuciscc la sua tela ne’ fori che vi scorge, senza rifarla
interamente ;

a.° L’ uccello ripara il suo nido precisamente al luogo ove fu lace-


rato od altrimenti guasto;
3.° Il mirmicoleone racconcia il suo cono di sabbia allorché vi è

stata fatta qualche breccia ;

(1) Bon^t, OEiivres, tom. IX. pag. 365-5C5.

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ORIGINI DELLE SENSAZIONI. 4^
“ La passera che fabbrica nido alla sommità degli alberi e elic
4 il ,

per guarentirlo dalla pioggia lo copre con una specie di berrettino ,


e
al di sotto v’ applica una porta per I’ entrata e I’ uscita ,
questa passera ,

dissi ,
allorché fabbrica il suo nido sotto le tegole od i cornicioni
degli ediGzj ,
si risparmia la pena della sua artificiale copertura.
°
5 La lontra ,
si destra nel fare la guerra ai pesci ,
non si scava
una tana ma profitta abilmente delie cavità che incontra si nelle radici

de’ vecchi alberi che nelle fessure delle roccie. -

6° La volpe, meno abile minatricc del tasso, s’impossessa sovente


della tana di costui o dei sotterranei scavati da altri animali ; ella sa
ingrandirli c-rcndcrli. proprj a’ suoi bisogni.

III. Gli animali danno segno di diversi gradi di cognizione re^i


lativamenle ai loro
.
bisogni immediati. Mentre la gallina d’ India ,

punta
3.
dal bisogno di covare ,
cova come suoi anche gli ovi di specie
diversa ,
la capinera dà segno di maggiore discernimento ,
giacché se
le si danno uova straniere ,
le riconosce tosto ,
le rompe o le rigetta.

IV. Più specie di animali si instruiscono da loro stessi nel corso


della loro vita ,
aggiungendo al capitale inslintivo ed ereditario un
capitale acquisito e proprio. Infatti :

i.° Anche i ragazzi sanno che le passere novelle sono meno diffi-

denti delle vecchie, e più facilmente cadono ne’ lacci de* cacciatori.
a.” il lupo va scavando la terra per penetrare negli stabj e ne’ parchi
allorché non può superarne il recinto.
“ Quando la volpe s‘ accinge a rapire un porchetio di cignale ,
e
vuole essere sicura contro l’ ira della madre ,
va dapprima a ricono-
scerne la grandezza poi cerca un pezzo di legno dello stesso peso
,

'circa e volume, coi quale ella corre, e si prova di salire su d’ un


albero ; solamente dopo d’ essersi con questo esperimento assicurata
che potrà salvarsi e sfuggire all’ ira materna ,
solamente allora va a
rapire il porchetto e si rifugia con lui sull’ albero.
“ Giovanni Faber XVII seguente
4 ,
scrittore del secolo ,
pubblicò il

fatto : a Uno de’ miei amici soleva venire da me con un grosso cane
s mastino. Avendolo io pregato di lasciare questo animale alla porta ,

« costui os.servò che il suo padrone, per feria aprire tirava il cordone
,

« del campanello ;
egli imaginò dunque ,
mentre il suo padrone era
« entrato solo ,
di tirare egli pure quel cordone. Siccome non si sapeva
« chi suonasse, perciò un domestico andò ad aprire la porta ,
e non
a vide altro che il cane il quale tutto festivo volle entrare. Più
,

« volte siamo stati tcstimofij di questo fatto, ne abbiamo riso, ed au':*

<t miralo 1’ intelligenza dell’ animale ».


4(i PARTE PRIMA
V. Gli animaU possono ricevere dall’ uomo un’ inslruzione stra-
niera ai loro bisogni immediati. Ne sou prova le varie specie di
salti ,
contorsioni ,
destrezze che si insegnano ,
c vediamo ripetere gior*
nainii'iite dagli uccelli
,
scojattoli ,
cani gatti ,
cervi ,
cavalli scimie ccc.
, ,

il citato Faber dice : «c I ciechi che vanno mendicando per Roma e


a altrove di porta in porta ,
vengono diretti per lo più da un piccolo
u cane attaccato ad una catenella di ferro. Egli £ la loro guida nelle

« strade ; dal mattinu egli li conduce ne’ diversi quartieri di quella


tt grande città ,
e li riconduce a casa la sera ;
questo compagno sì

« t'cdele non li aI)liandona giammai in tutta la giornata ,


ed anche
« quando viene sciolto ,
dopo d’ essersi allontanato alcun poco ,
ma
« giammai troppo ,
ritorna alla minima voce del suo padrone ,
e tende
« il collo senza lagnanza alla catena. Egli dirige il povero in mezza
« di .sì grande popolazione e in luoghi lontanissimi ,
per la via piià

« diretta ,
senza deviazioni , e Io riconduce senza precipitarlo in qualche
« buca. E ciò che reca maggiore sorpresa ,
si è eh’ egli conduce il

« povero Un nelle chiese situate fuori di Roma ,


alla distanza di più
« miglia ,
come alla basilica di S. P.iulo sulla via d’ Ostia. Allorché il

a cieco, giunto ad una piazza pubblica lontana, trova più strade, due
« 0 tre
,
il che egli; riconosce mediante I’ udito ( Gnissimo ordina*
« riamente nc’ cicclii ) o per I' acqua cadente d’ una fontana ,
o pel
« rumore delle botteghe degli artigiani ,
.s’ egli vuole dirigersi verso
« le chiese di S. Pietro e Paulo ,
o a S. Giovanni Latcraiio ,
lontane

« più mila passi , e le vie delle quali fanno un triangolo , il povero


•f non deve tir altro che tirare la catenella del cane verso tale o tale
K lato ,
giacché P animala comprende tosto c vi si invia poscia rlcon-
,

« duce alla sera ,


senza giravolte ,
il suo padrone a casa.
« Se il cicco in una lunga strada suole dimandare la limosina più
« volte alla settimana in sei o sette case ,
il cane ,
giunto ad una
« delle piazze pubbliche ,
eh’ egli riconosce perfettamente ,
non man-
« cherà di condurre il povero a ciascuna di queste case caritatevoli,

•c Mentre il povero recita la sua orazione ,


il cane si corica; e appena
« sente I’ ultima parola ,
s’ alza tosto senza che vi sia bisogno d’ av-

<c venirlo ,
poi conduce il suo padrone ad altra porta.
« Io ho veduto non senza grande piacere misto a maraviglia ,
che
« quando il eieco canta nella strada , c che gli si getta da una Gnestra
qualche moneta ,
il cane industre corre a raccorla e va a riporla nella

« piccola bussola che il suo padrone tiene in mano; c se per azzarda


« l’aui.uile uaa litrovavss tuat» la moactary un avvilo dd padrone

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,

• ì

ORIGINI DELLE SENSAZIONI. 4;


« colla voce o col bastone gK'fa raddoppiare la diligenza per rinvi—
.

« iiirla. Se si getta al cicco del pane, il cane, benebe afTamalo, si

« guarda bene dal mangiarlo ; ma presentandolo al suo padrone, aspetta


«e che glie ne dia la sua parte s.
VI. La capacità degli animali a ricevere istruzioni è proporzin-
netta alla loro organizzazione ed alle loro interne tendenze ; ed essi

uon più die 1’ uomo ,


non possono imparare quella industria di cui

questa organizzazione non li ba reuduti suscettibili. Il bue non impa«


Tcrà giammai ad inseguire i sorci ,
ni il gatto a pascersi d’ erba ; nò
inai potrassi addestrare lo scojaltolo od il pippione alla caccia come il

cane c il falco. Il die in altri termini vuol dire che 1’ educazione non
può tutto ,
come pretende Elvezio.

C A P 0 V,

Schiarimenti sulle cause dell’ istinto.

In tutti gli esseri organizzati si scorge una tendenza a conservare il

proprio individuo c la propria specie ,


come in tutti i corpi leggieri

v’ è una tendenza ad inalzarsi ,


e ne’ gravi a cadere.
La tendenza a conservare gli individui e la specie si esercita negli

animali mediante gli stimoli del piacere e del dolore.

Gli stimoli del piacere e del dolore sono esterni o interni.

§ I. Prima causa dell’istinto, organizzazione c stimoli esterni.

Costruite in legno una piccola anitra e nascondete nel di lei ventre


ima calamita: questo automa, posto sull’acqua, verrà incontro alla mano
die gli presenterà del pane ,
entro di cui sia nascosto del ferro.
Sembra che gli animali abbiano più caiamite interne che li attrag-
gono verso tale o tal altra sostanza
,
come i nostri appetiti ci portano
verso tali alimenti o bevande.
L’ anitrotto s’ incammina verso 1’ acqua tosto che la vede ,
in onta
de’ gridi della madre adottiva di specie diversa , la quale ai.siosa lo

avverte del pericolo eh’ ella crede vedervi per lui.

L’ anitrotto si volge verso l’ acqua pel motiva per cui 1’ elianto si

volge verso il sole e per cui la superficie bianca delle foglie si volgo
,

verso la terra
,
cioè jier bcvcrnc I’ umidità.
L' clFctto ebe fa U SCP;iUiiouo delia vista sull' anitra ,
sulLi tcstug-

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}

48 PARTE PRIMA -
,

ginc ccc. ,
lu fa la seuaaziooe doli' (uloratu sul cane ,
sul gatto ece che
,

cercano la mamniella appena uscKi dal ventre della madre (i).


L’ animale é organizzato in modo che l' alimento che più gli conviene
eccita una impressione decisa sul suo odorato o sul suo gusto, conio
un’aria libera, aperta, serena eccita un’impressione piacevole sulla
nostra maccliina Non è quindi maraviglia se la giovine capra ,
di coi
parla Galeno ,
vedendo per la prima volta un citiso l’abbia avidamente
divorato ;
per la stessa ragione il porco mangia la prima ghiand,t che
egli trova c non conosceva dapprima ,
c I’ ape uscendo per la prima
volta dall’alveare cerca il salice ed il lampone, e trova il nettare
nascosto in fondo del fiore ( 3 ).
La condotta degli animali in queste circostanze non suppone nè
preventivo esercizio de’ sensi ,
ni idee innate dell’ alimento ,
ni para*
gone ,
nè vera scelta. L’ agnello ,
appena nato ,
si volge ver.so la mam-
mella della madre per la stessa ragione per cui noi ci volgiatno verso
la banda da cui viene odore soave di rosa ,
di garofano od altro ,
c
per cui r al&mato si volge verso la cucina che gli manda esal.izioni

di vivande. L’ agnello non ha l’ idea preventiva che il latte farà cessare

la fame ; ma la .sua organizzazione irritata dalla lame lo induce a suc-


chiare il latte
,
c succhiando ,
la fame cessa :
quindi l’ idea della ces*

sazione della fame unendosi all’ idea del succhiamento, questi, clic dap>
'

prima fu un moto meccanico ,


diviene moto intellettuale e volontario.

(1) Il signor Dupuyiren avendo SThizzctUito del latte nelle vene d' un e.-ine
,

egli vide questo animale eseguire que’ moti clic eseguito avrehlic se II

Iliildo saporoso fosse stato in eoutallo colla sua lingua : un liquido odoroso
seliizrctlato alla stessa manicia produsse cITctti ancora più nolaliili ; il cauc
apri le narici ,
alzò la testa, e s' aggirò come se cercasse fuori di lui la

sorgente dell’ odore eh' egli sentiva (


Diclionnaire des seicni ex mcdicnics ,

tom. 3 o ,
pag. 345 ).

(2) Infatti anche negli immiai qualche volta 1’ odoralo fa le veci della

vista; quindi avviene che nell' osenrità noi possiamo giudicare della di-

stanza de' corpi per le emanazioui che ci mandano ,


c questa circostanza
si osserva abitualmcute ne’ ciechi. Ci è stala trasmeesa la storia d’una gio-

vine americana sorda , muta e cieca ,


il cui odoralo era si fino ,
clic po-
teva dirsi amico ed alleato dei diti c delle lahlira. Sovente élla andava ne'
campi a corre de’ liori senz’ altra bussola che i [irofumi clic sfuggivano dal
loro scuo. Le guido che si ^reiulotio sulla strada da Smirne, u da Alepjio
a r.aliiloiiia non hauno altro espediente in mezzo ai deserti per riconoscere

la distanza da quella citlù ,


fuon hè di fiutiVt la sohliùi (
UiCiionnairc da
iiidiccs m^iiuUcs tom. Sj ;
[wg. aoó ).

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ORIGINI DELLE SENSAZIONI. 19

§ 2 . Continuazione dello stesso argomento.

Allorché una febbre ardente ri consuma le riscere noi sentiamo


,

imperioso bisogno di bevande refrigeranti ,


e nausea si svolge in noi
contro i liquori spiritosi
,
i succhi delle carni che il nostro stomaco
non potrebbe digerire.
Involontario orrore contro I’ acqua sente l’ idrofobo ,
benché sappia
ehe il farne uso possa recargli giovamento.
A consimile scnsarìone debb’ essere attribuita la renitenia degli ani»
mali per certi cibi ,
cosicché mojono piuttosto che fame uso.

Le donne clotoriche vanno in cerca e inghiottono terre ferruginose


ed altre sostanze che movono lo stomaco delle persone sane.
Per consimile motivo il cane ammalato procurasi il vomito masticando
drila gramigna ; e la troja pria di sgravarsi e dopo ,
mangia dell’ erba
pepe (
polygonum hydropiper ) che rigetta in tuU’ altra occasione.

S 3. Seconda causa deW istinto ,


organizzazione e stimoli interni.

i.° Il verme da seta Ria la sua tela per liberarsi dall’amore che lo
aggrava. Egli da principio eseguisce col capo varj movimenti quasi per
saggio ,
e segue poscia quello che ,
atteso la sua organizzazione ,
gli

riesce pié facile ,


e finisce per seppellirsi nel suo bozzolo ;
il quale
lavoro non differisce in sostanza gran fatto da quello che eseguiscono
i fasci de’ nervi del picciuolo, i quali disciogliendosi e diramandosi

nella foglia formano i nervi o costole della medesima ,


mirabili per
1’ ordine simetrico col quale sono esposti ,
e dal quale dipende la figura
, e struttura delle f^l ìe.
Il signor Huber figlio ha studiato con attenzione il bruco d'una
sorta di tignuole ,
il quale fabbricasi una cuna o letto pensile sopra
una foglia d’ albero eh’ egli ripiega col mezzo d’ una corda di seta. Se
si pone sopra questa cuna diggià preparata da altro bruco , un bruco
simile, costui, secpndo le apparenze e I’ uso d’altri animali ,
dovrebbe
impadronirsi del lavoro fatto ,
e risparmiarsi b pena di farne un altro :

ma non va così la faccenda. Infatti il nuovo bruco distrugge I’ opera


~ del suo predecessore per rifare assolutamente la stessa cosa ;
egli deve
sgomberarsi della materia setosa contenuta net suo serbatojo. Non si

riuscì ad indurla a cambiare metodo a variare la sua opera ,


susci-
j

tandogli degli ostacoli ; tutto induce dunque a cndere che le opera-


zioni sono quasi affatto macchinali in questi animalucci.

Idculouu, T . I . f
,

5t^ PARTE PRIMA, -

3" Allorcbè le vene teminali sono piene di spernia ,


e le «vaje di

ueva ,
il maschio tonde verso la femmina ,
la femmina verso il mascliio ;

tulio ciò succede senza educazione preliminare c nel modo stesso per
cui il cuore si muove al tocco del sangue ,
per cui le cavità si vuotano
ondo riempirsi di nuovo, per cui le gbndule, scelgono nelle partì 00*

slitutive del sangue gli elementi analoghi a tale o tal altra secreziono.
5.
4-° Una prova che alcuni atti animali sono bisogni dell’ organìzza-

aioue ,
si potrebbe dedurre dai fenomeni dell' incubazione ; si veggono ,

per cs. , delle galline d' India covare de' piccoli sassi ,
de’ pezzi di

creta e delle uova di specie straniera. Questi gallinacci covando faino

cessare quel prurito che noi iacciamo cessare grattandoci (i)- '

° Sì può dir anco che all’ esercizio facile delle proprie facoltà va
6. no certo piacere
unito cosìcebè gli atti corrispondono piuttosto alle
,

"forze individuali e alle circostanze esteriori ,


di quello che ai hisr^ni
animali : mi spiego : ò stato osservato che i topi di campagna ammas-
sano piò 0 meno provvisioni, secondo che il sotterraneo nel quale i

abitano è piò o meno spaziosa : non è dunque il bisogno animale ma


la capacità del luogo che regola la raccolta. Queste provisìoni fanno
sui sensi de’ sorci quelle piacevoli sensazioni che le monete fiinno sui
ensì dell’ avara; quindi essi ne raccolgono tante quante ne permette
la stagione e il luogo.
° Alcuni epiletici avvicinandosi il parossismo, credono di veliere
,

no’ orrida iigara ,


U quale ,
secondo che essi immaginano ,
li colpirà
ali’ istante della loro caduta. — Non potrebbe essere questo il motivo
per cui alcuni animali ,
alla vista d’ altri ,
fuggono se deboli ,
o li

inseguono a morte se potenti ? L’ agnello trema la prima volta che


vede il lupo : la vista del coniglio e I’ odor solo anche lontano rendono
furioso il furetto ,
riconoscendolo all’ istante per suo nemico ed oggetto
d’ invincibile inclinazione a distruggerlo ,
senza averh> giammai veduto
senza ritrovare nella sua memoria traccìa alcuna relativa a questo dcbelo
e pacifico animale.

(i) « A EUbrd, presso Ijichficld, il sig. Savriev, avendo pi'eso i ‘le-


ti proUiuì latlaoli vivi d' una lepra eh' co itala accisa ,
una galla che avevo
u appunto perduti i gatlioi,.li portò via, ciò che fu credulo eh' ella fa-

si cesse per mangiarseli : si vide poi che era alala guidata da affezione c
« nuli da fame ,
giacché diede foro a poppare e li allevò euiue se fosso
u Sti la loro propria madre » (DarwinJ.
ORIGINI DELLE SENSAZIONI. S*
Nftlo stato di dolore pief^a I’ ànimo verso la ferocia ,
come ve»
dremo nella VI parte. Allo stato di dolore abituale non potrebbesi at»
tribuire almeno in parte la rabbia della tigre che nulla può am-
, ,

mansare, nè i buoni ni cattivi trattamenti, e che piena sino alla gola

di sangue e di carne ,
non i che piò ardente a straziare tatto ciò che
le presenta E immagine della vita ?

'
§ 4- Continuazione dello stesso argomento.

* Sembra che si svolga nell’ animo della femmina 1' amore verso la

prole per V impulso stesso per cui svolgonsi le uova nell’ovaja o il latte

nel di lei seno.
Diremo noi dunque che le Idee e i sentimenti sono si Inseparabilmente
associati ai rispettivi organi esterni come l'ombra al corpo illuminato, la
figurasi corpo visibile c palpabile? E che ciascun organo esterna tende a
produrre le idee e i sentimenti della sua sfera come una piarita a pro-

durre r fiori e i frutti della suà specie ? Il sospetto non sembra vero. Infatti :

I.** 1 piccoli uccelli agitano le ale ,


tuttora prive di penna e appena
coperte di lieve peluria. Nè si può gii dire cLe ,
cosi operando,' se-
guano le lezioni e P esempio delle loro madri
,
giacché quelli che si

fanno nascere con mezzi artificiali


,
manifestano lo stesso istinto.'

su'* Osservate questo torello senza corni ,' questo piccolo "gatto senza
nnghie; essi non lasciano l’uno d’azzeccare colla festa, l’altro di az-

zannare colle sue piccole zampe ,


e ,
per così dire ,
aflfrettare I’ uscita

troppo lenta delle loro armi naturali.


Dal che potrebbesi concliiudere che non gli organi esteriori svilup-

pano l’ istìrrto ,
ma 1’ istinto precede gli organi e li perfeziona '. *

3.° Tagliate le'cortu ad un toro le nnghie ad un cane, il pungolo


,

ad uno scorpione ,
e vedrete che continueranno à difendersi nel modo
di pràM', e precisamente come se fossero fomiti delle loro armi.
Dal che si potrebbe conchiudere che 1’ istinto sussiste senza gli P

ergani esteriori che lo manifestano.

4-'’ E noto che le api neutre sono vere fi'mmin- ,


delle quali abor-

tirono gli organi sessuali , d atteso la strettezza delle cellcitu native


di queste api ,
che per difetta d’ abbondante alimento. Ora ,
a malgrado
di questa imperfezione ,
esse conservano vivissimo il sentimento della
maternità' per le larve di cui la sola, regina è madre ;
esse ne ese-
,

guiscono tutti i doveri con un ardore iulaticabilc con uno zelo tanto
,

piò lodevole ,
quanto è meno ricampens.vto ,
c tanto piò cost.inte quanto
,
,
,

. i
’H- parte PRIMA. .
'

A meno ctistntto da altre inciinazioni. Si potrebbe paragonare lo zelo


delle fonniche pe’ cacchioni allo zelo della fanciolla pel ano fantoccio

al quale ella dà tutte le care d’ una madre ,


facendo le viste di por-
gergli I’ alimento, condurlo al passeggio ,
porlo a dormire ecc. Allorché

Damfio disse che la' cmtdotta della formica ( citata alla pag 34 di

questo volume ) uguaglia quaiutujue rforzo d‘ umano sa/zere ,


di-

méntico le nostre ragazze e Uro Untocci. i

I fatti finora esposti aotorizzano a paragonare gli animali a certi


strumenti o congegni musici uniti agli orologi od alle scatole ,
i quali,

toccato l’uno o T'altro tasto, eseguiscono corrispondenti suonale. Unite


_ a questi strumenti il sentimento che non si può negare 'agli animali
date loro la facoltà d’arrestare o sospendere que’ movimenti ,
della

quale parimenti è certo essere gli animali fomiti ,


e concepirete in
qualche modo le loro diverse industrie. Con questa ipotesi non si am-
mettono idee innate , come non si ammettono idee innate nel germe
d’ una pianta o d’ un fiore.

Ricordatevi finalmente ciò che ho détto dì sopra ,


cioè che gli ani-

mali nascono forniti degli instrumenti con cui eseguiscono i loro larari

0 le loro sonate { non dimenticate che interamente occupati in questi


lavori, non soggiacciono alle nostre distrazioni. Mediante questi riflessi

scemerà alcun poco la sorpresa che vi cagiona il prospetto della Uro


industria. Mentre migliaja di idee passano avanti al nostro spirilo
1’ animale non esce dal circolo di due o tre : il mirmicoleone ,
per ea. ,

non conosce che U sua trappola e la preda che tenta d'nscime; i suoi
occhi ,
immobili e muti ,
non dicono nulla ai nostri : egli non ò aflètto

da alcun suono ecc. * -

1
Sembra dunque che ciascuna specie animale ,
ciascun sesso abbia

i
nella interna sua costituzione il modello delU sue azioni, i suoi rapporti
d’aifinità, contrarietà, indiflerenza cogli esseri circostanti ,
come gli acidi

e gli alcali ,
i quali hanno tra di essi preferenze
,
scelte ,
elezioni da
coi risaltano le difl'erenti combinazioni saline.

CAPOTI.
Degli istinti dell’ uomo.

V uomo può essere t^sìderatg come ente puramente animale e come


éate <U)ato dì ragione'
ORIGINI DELLE SENSAZIONI. 53

> $ I
.
^legazione d’ alcune primìtiife fiaiche operatioiU >

•comuaù all’ uomo « agli «Uri animali. '

. • . { i . .

t.° c Qoel rineretctmenUt. o molesta sensazione ,


che .è la consc-

« guenza di no’' attitudiae qualunque del corpo lungamente cuntiooatat


« e così pure le sensazioni dolorose ebe riceviamo dal caldo , dal freddo,
« dalla fame o da altre nocevoli circostanze ,
finiscono pcr .eccitarci.ail

« una generale locomozione { ed i nostri sensi sono cosi formati e

«,tempeiatì dalia mauo della natura ,


che ,
se certi. ometti ci promettono
« piacere e certi altri dolore ,
noi siamo spinti ad approssimarci agli
« uni e possederli ,
ed allontanarci dagli altri rcd abbonririi , secondo
'
« quel, die a noi dettano tali sensazioni.

• ; a Queste sensazioni e questi desideri! ,costitoiscMio una parte del


« nostro sistema tanto quanto i muscoli e le ossa ne costituiscono
« un’ altra parte ; e quindi possono anche dirsi naturali o^cqngeniU.
a.” K Noi proviamo alcune scusazioni e facciamo alcune azioni fin

« prima del nostro nascere *, le sensazioni di caldo c di freddo , d’ a*

« gitazione e di riposo ,
di ripienezza e d’ inanizione ,
sono altrettanti
« esempi della prima ,
e gli urti td sovente- ripetuti delle membra del
« feto ,
che incominciano verso la metà de^a gravidanza ,
c qne’ mo<
« vimenti per cui egli s’ avvolge bene spesso il cordone ombeficale
« attorno al collo o al corpo ,
e talvolta anche ne foro» un nodo y
«-sono altrettanti esempi della seconda.
I « Calcolaodo bene queste circostanze si troverà che moke tra le

K azioni de’ giovani animali ,


attribuite a pdmo aspetto ad inesplicabije

« istinto, sono state acquistate. o apprese, come tutte le altre azioni

a animali ,
per mraeo di ripetuti sfarsi da’ nostri muscoli sotto l»
a direzione delle nostre sensazioni o desvierii. •

a 11 pulcino nell’ uovo iucomiucia a muover le gambe al sesto giomo


a dell’ incubazione ( Matlreican, psg. i 38 ) ;
oppur nel settimo (Lan>
« gley ) ;
quindi vedesi muovere dolcemente nel fluido in cui nuota ,

a e aprire e chiuder il becco ( Harvey ,


De Generut , p. 6a e 197.
tc Form, da Soulet II
,
p. 139). Veggonsi parimente muovere i ca-
z gnolini prima che sian rotte le membrane in cu! sono involti ,
e

« aprire anch’essi e chiqder la bocca, e cacciar fuori la lìngua ( Harvey ,

a Gìppson , Riobm ,
Haller ). E i vi(elU vanno leecandosi la pelle , ^
a inghiottono molti de’ loro stessi peli innanzi dì nascere; cià. che non
a si osserva de’ cagnolini ^Swaratuerdato pag. ’}ig. Flemyng, Pini.
,

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,

«4 PARTE raiMA
K Trans. , an. 1735 - 43 ). Di tutti poi gli animali é stato diaaost rato
a che verto il fine della gravidanza il feto si beve porzione del liquido

« in cui nuota .
( Baller ,
Phis. ,
toui. 8 3o4 )• H bianco dell’ novo si

a trova nella bocca c nel ventriglio del pollo ,


ed è quasi consunto nel
c temine delF incubazione ( Ilarvey, De General 58 ). Nel feto stesse

« umauo. e,ne) vitello ti trova il liquor dell’ amnio introdotto nella

« bocca e nello stomaco. £ come si potrebbe altronde formare qotllt


n materia escrementizia che .si accumula negl’ intestini di tutti gli ani-

u mali ,
e che si evacua in gran quantiti subito dopo la loro nascita ?

« {Gippsoo, Medie. Essays. Edim. V. i. i3. HaUer , Phisiol. ,t.


« .p, 3i8 , e t 8 ) La quantità di liquido trovata nel ventricolo d’ un
« vitello, montò a circa tre piote ,
ed i peli che vi si trovavano per
« entro. craoo dello stesso colore di quelli della pelle ( Blasii ,
jénat.
« aninud.-y f m. laa) Questi fatti sono attestati da molti altri ri-

> spettabili scrittori ,


oltre gli accennati.
3.° « Si è tenuto qnal esempio sorprendente d’istinto che i vitelli

«,ed i polli
,
fatti appena alcuni sforzi ,
siano capaci di camminare
c subito
. nati ;
mentre il bambino umano, v’ impiega per lo meno cinque
• 0 sfi mesi nelle- Indie stesse dove non soQre impaccm di vestimenta p
« a fira di noi passa per lo meno un anno ptisu die si possa reggere
« sui' piedi. ,
.

; K,I dibattimenti di tatti gli animali nell’ atero devon rassomigliare


al alla loro maniera di nuotare ;
giacché appunto per tal maniera ponoo
a meglio cambiare di posizione nelle acque dell’ amnio. Ma il Domare
a de’ vitelli e de’ polli rassomiglia alla loro maniera dì camminare la
,

quale hanno egli appresa in parte prima di nascere ,


e in cui si

c. perfctwnano ben, presto con pochissimi sforzi ; laddove il nuotar


dell’ uomo é analogo a quello della rana ,
ed è totalmente diverso
« dal di lai modo di camminare.
• • V’ha poi un’altra circostanza degna d’attcnziono in questo par-
1 ticoiare ; ed ò , che comunemente non solo sono più avanzate nel
« loto accrescimento assai prima delia nascita quelle parti dell’animale
« rbe sono te più necessarie al di ini sostentamento; ma che iooitre
u fra gli animali alcuni vengono alia luce che sono più di altri com-
« pkti in tntta la loro struttura, e quindi più avanzati in tutte le
u loro abitudini di movimento. Il puledra e 1’ agnello allorché nascono
a sono animali più perfezionati del cagnolino cieco c del coniglio nudo;
a ed il fagiano -e la pernice appena nati sono più compiuti di penne
«ed’ ocr^i,^ hanno maggioi auitadine « amorecsi ,
di quello eh*
ORIGINI DELLE SENSAZIONI. 55'

« i piccio«t di nido ancora spiuoiati ,


e il ’picroliitsimo lui. I padri* di
a qucUi mn hanua che a mostrare ai loro figli I’ alimento ,
ed insegnar
K loro a beccarselo ; laddove i padri di questi sono obbligati ad ine»

« hoocar i figli per molti giorni. ‘


' '

'
« 4'° a<ldotti nel n.° a è provato che il feto apprende
« ad inghiottire prima di nascere ; e diCatti si vede at^rir la bocca ed
« avere lo stomaco ripieno del fluido in cui i immerso. Egli apre la
« prima volta la bocca ,
o sollecitato dalla fame o dal tedio della sempre
continuata altitudine dei muscoli della faccia. Il liquor dell’amnio
< è d' un sapor aggradevole al di lui palato ,
in quanto che i com-
K posto di materia nutriente ( Hallcr ,
Phyt .
,
t. 8 ,
p. ao4 ) : egli ò

« dunque tentata ad assaggiarlo di nuovo ,


ed- ecco come con pochi
« aforzi egli apprende ad inghiottire ,
al modo stesso come noi ap-

« prendiamo tutte le altre azioni animali ,


che sono accompagnate da
« coscienza ,
per mezzo di ripetuti sforzi de' nostri muscoli , sotto
« la direzione delie nostre sensazioni o uoiidoni.
K L’ inspirazione dell’ aria ne’ polmoni A una operazione talmente
« diversa da quella dell’ inghiottire il fluido in cui siamo immersi ,ehe

c non possiamo apprenderla prima deUa' nascila. Ma y at momento (piando


non può più farsi la circolazione ilei sangue per mezzo delta placenta ,

<c e quando il bambino si trova spiacevolmente afletto da una sensÌTÌQiie

« soffocante alla regione dà precordii per ,


liberarsi dalla quale tutti i

« muscoli del corpo à mettono in azione t i muscoli del petto ,


delie

« coste ,
del diaframma si trovano appunto cornspondere ali’ uopo ; c
c sì scuoprc così i’ 0110 della re.spirazione ,
la quale dura per tutta la'

« vita j
e à rinovella ogni qual- volta incominci a ricorrere quel certo'

« stato d’ oppressione. Molti bambini e molti neonati (piadrupedi si

« osservano dibattersi talora per lo spazio d’ un minuto dopo nati


« innanzi che ìncomìnemo a respirare ( Haller , Phyt. ,1. 8 , p. 4®0|
« ib. p. u p. I ). Bufibn imaginò che I' azione deli’ aria secca sui —
, ,

« nervi d’ un animale nato di fresco ,


prodneendo il conato allo sternuto,
a potesse contribuire a produrre questa prima inspirazione ,
e die quindi
« l’aria rarefatta dal ealoro dei polmoni fosse valevole ad indurre fe~
« spiraaione (iiist. Nat. ,
t 4 i p- '74). Qu<»t' ultimo < effetto può
« essere prodotto dalla dUaggradevole sensazione per la mancanza del-

« l’ aria e dal consecuàvo sforzo per alleviarsene. Molti bambini ster-

« nutano prima di respirare; ma per qaMnt’ho'io osservalo ,


o por
« qoant’ ho potato esserne informato, non ò ciò vero di tutti.

« FinalAcntc ,
diretto dai proprio senso zlell’ odorato ,
o dalle tenere

-Dicirts ed by G-liu(jIi:
;C« PARTE PRIMA . <

a premure della madie ,


il nato animale ,
che -ha di già appreso ad
« inghiottire ,
a’ accosta all’ odorifera sorgente del suo futuro alimento,

e Ma ,
per eseguir l’ atto dell’ inghiottire ,
è forza chiuder quasi la
« bocca ,
sia che l’ individuo sia immerso o no nel fluido che sta iii-

« ghiottenJu : quindi è ,
che al tentar che (a il bambino di poppare
« per la prima volta ,
egli non comprime già lievemente il capezzolo
« tra le labbra ,
poppando come farebbe un adulto col sorbire il latte ;

« ma si caccia in bocca tutto intero il capezzolo ,


lo comprime tra lo

« giogive, e quasi dirci masticandolo ripetutamente, ne tragge fuori il


« latte , precisamente al modo stesso come colle mani lo sr smunge
s (falle poppe delle vacche. Harvey osserva che il feto aell'utero deve
tt aver poppato in parte il suo nutrimento ,
perdi’ egli ha già imparata
m. l’arte di poppare ,
e poppa appena nato ,
com’ è facile il persuader-
« sene al solo porglk fra le labbra un dito ;
e perchè in pochi giorni
a. disimpara quest’ arte di poppare, e non la riapprende senza qualche
c difficoltà (Exere. de gener. oruot., p. /fi). La stess’ osservazione
« ha fatto anche Ippocrate. >

c Un po’ più d’ esperienza insegna poi al giovine animale a poppare


« per assorbimento, ugualmente come per compressione ; cioè a dire
<z ad allargare il torace
,
come si fa nel principio dell’ ispirazione , c
« cosi, rarefacendo 1’ aria nella bocca, far che I’ aria estesoa contri-

« buisca a cacciar fuori dalla poppa il latte.

all pollo, chiuso tuttavia nel guscio, ha bensì imparato ad in-


|

a gbiottire porzione del bianco dell’ uovo che gli servì di nutrimento, j

« ma non essendosi ancora provato a beccare ed inghiottire del grani |

a solidi, apprende questa operazione o dalia sollecita industria della


j

c madre ,
o da per sè stesso ,
a forza di ripetuti tentativi ,
ed impara I

« finalmente a distinguere ed inghiottire questa sorta di nutrimento. !

a E i cagnolini, benché essi pure come tutti gli altri animali ab-
|

« Liano imparato a poppare dalla previa loro esperienza dell’ inghiottire


|

K c del respirare ,
cii non ostante non acquistano cosi presto I’ arte
|

« di lambire colla lor lingua ;


la qual arte è per essi la più appro-
R prìata per sorbirsi l’ acqua ,
stante la floscezza delle loro guance e

R la lungliezza de’ loro musi » (i). |


*

- (

'

. (i) Darwin ,
Zomonùa', tom. I ,
pag. ao4-aia.
ORIGINI DELLE SENSAZIONI. -57

• ' ' • ••
.
.
; . V .

. § a. Istinti inUlUUiuiU e morali comuni alia' specie usuano^


I . • '
t

Come essere
4.
bitof;ni

particolarì.
pensante e sensibile

Bisof^no di cogniiioni o cariositA


’ •
F uomo presenU quattro

;
...» istiitti o I

•. .
r a." Bisogno di stima ;
• . t. > ,1 .

“ Bisogno di potere; i. •

3 > ,
. .

® Bisogno d’amore e di società. t.. •


. ,
. »,
A Bisogno di cognizioni. .- > .
- '

)
' Lo spirito umano A avido di cogniiioni ,
come Io stMUCo.'dì ali*

menti ,
il germe di umori.. Quale ardente curiosità non sr scorge nei

ragatro per vedere ,


toccare ,
sentire? Egli porta sopra tutti gli oggetti

le sue mani delicate ,


c vuole tutto aScrrare ; sovente egli non uccide

I’ uccello che gli si dà per suo trastullo ,


se non per cnriosilà d'aprirlo ,

come rompe le macchinette per conoscere come son £iHec non A questo
un impulso di crudeltà o malvagità innata ,
come Io supposero alcani
filp-vofi
,
ma solo desiderio di vedere ,
brama di tutto ciò che. ò nuovo ,

esercizio delle proprie facoltà. In questa età tutto è spettacolo inslrut-


3.
tivo ,
tutto i singolare e maravigUoso nell’ universo ; tutto ciòrche non
4.
nuoce, colpisce piacevolmente. Da ciò nasce e quest» desiderio di viag*
giare ,
e questo ardor di sapere ebe riscalda i giovaiii allievi delle muse.
. Quindi la memoria i ammirabile nella maggior parte de’'giovani ;

essi '
fanne tesoro nella mente di miHe cose con sorprendente rapidità :

« queste impressioni divengono anche si profonde ube fin neU’ estrema


vsccbieiaa sussistono ,
mentre veejchi dimenticano all’ istante ciò che

impararono recentemente. . . « .

La curiosità ò dunque: > : . . u


I.® Un carattoe uomo , giacebò non si scorge negli animali ;
dell’

a.® Un bisogna primitivo , giacché , come dissi , i massimo ne’ ra-


gazzi che non conoscono per anco i vantaggi dell’ istruzione ;

® Un bisogno costante giacché é difficile ritrovare un nomo die


,

potendo parlarvi con confidenza ,


non v’ assalga con mille dimande ;

® È maggiore negli ignoranti s negli scioperati ,


come é maggiore
l’avidità d> mangiare negli stomachi digiuni.
Le cognizioni servono a rassodare l’ intelletto umano , come la luce
.rcrve a rassodare le piante ;
quindi l’ intelletto' umano si volge a cosi
(lire verso il lato da cui gli vengono le cognizioni
,
come le piante si
volgono verso il Iato da cui viene la luce. Tu la curiosità ,
fu il bisogno

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5fi' PARTE PRIMA
di colmare l’ imaieuso vuoto dell’ ignoranza umana ,
die fumentù I’ a-
sirologia giu.ticiaria per tanti secolu <

Si può dimostrare la convenienza di questo bisogno nel modo se»


gunite : da una parte si vede nell’ uomo somma debolezza ,
dall' altra

indeGnitei eventualità di beni e di mali gli sovrastano; sembra quindi


che vi debba essere in lui un principio die lo spinga a conoscerle.
Siccome i mali e i beni sì Osici che morali possono eQ'cttuarSi -
ad
ogni momento, perciò doveva essere costante la voglia, il desiderio,
'
l’ istinto di prevederli.

In forza di questo bisogno noi siamo avvezzi Gn da ragazzi a rìcer>


care la causa di quanto succede intorno di noi ;
la nostra, melile corre
ad indagarla, c se la rinviene, compiacesi ,
perchè ò prova della sua
alùlità; se non la rinvieae, rattristasi, perchè è argoeaento della sua
ignoranza.
L’ abitudine genera il bisogno o lo rinforza : I’ nomo avvezzo Gn
dall infanzia a ricercare le cause de’ fenomeni che succedoito ,
ira cosi

bisugno di conoscerle ,
come l’ individuo abituato al tabacco ba bisogne
di fiutarlo.

• I Bisogno di stima.
II ragazzo ,
aoclie pria /li riconoscere i vantaggi della stima , vi si

mostra sensibilissimo; egli cerca dì farsi ammirare anche quando no«


può prevedere gli effètti deli’ ammirazione (i). <

Che questa inclinazione sia naturale all’ uomo, si può dimostrare dalle
usanze de’ selvaggi ,
giacché anche in questo stato si’ lontano dalle

nostre abitudini y sé vede universale Toso d’ abbellirsi il rorpo in mille ^

e strani modi, onde fissare sopra di sé gli altrui sguardi ; donde con-
chiuderemo che V uomo cerca di estendere l’ idea della propria per’
sona meli’ edtrui animo , come la pianta tende ad estendere le radici
no’ terreni circostanti. < ’i

fi) Frcquentcrnente avrete veduto dei ragazzi mostrare le loro icaipe.

nuove anche alle persouc che veggono la prima volta.

Io conosco un prete scimunito come un ragazzo , ed avaro sioo alt’ ec-


cesso. Questi mostrò un giorno i paramenti, di cui fa uso celebrando la
messa, ad un paesano, il quale ne fece le maravigllesinceramcnte.il prete
fu sì coutenTo del suo paesano ,
che ordinò gli fosse dato un bicchiere fR
vino. Dal qnale fatto risultano due conseguenze importanti ;

s
I.” Il piacere è fonte di gcnerosilii ;
'
.
.

3.* La ytuiili UPB ha bisogno d’ interesse per svilupporM. '

— 5Ìti2’SC-by Coogle
,

ORIGINI DELLE SENSAZIONI. S§


Se aoD che il muto estensivo dell^ radici può dirsi afibtt»' interessato'

e tendente a procurarsi maggior copia d’ umori ,


mentre il moto catena
sivo della vanità (che che ne dica in contrario Elvesio) puà essere

allatto scevro d? interesse. E per verità : . ^ t . .


n

Gli stessi individui più spreitabili danno scf^o di dispiacere anche


quando si veggono disprcriali da persor<c che non conoscono, ed anche
quando nt sperano nè temono nulla da esse ;

3.° Per conseguire stima si fanno non pochi smcriftsj d’ interesse 1

più persone si lusingano di farsi stimare in ragione àd piatti 'che som- <

ministrano giornalmente ai commensali. Si videro per l’addietro alcuni


comuni di campagna spendere volontariamente il loro denaro per’ dh
spularsi l’onore di erigere i più alti campanili {
• *

3.” Quale interesse poterà vagheggiare il pazzo che abhruciù il

tempio d’ Efeso ,
aceiè romoreggiasse tra i posteri il suo nome t Per
conseguire I’ ammirazione della posterità si fanno sacrifizi immensi e
d’ ogni specie ,
benché ciascuno sappia che i posteri non potranno
spedirci alcuna sensazione reale quando saremo nel sepolcro.

4-° La storia delle confraternite religiose ci dice che più rotte i

confratelli dimenticando la religione ,


vennero a busse e sparsero sangue
per precedere i membri di altre confraternite nelle processioni ,
a
guarentire il primo altare al loro santo protettore.
'>

5.° Se una pianta è circondata d’ erbe che crescano più presto di‘

essa, ella procura di non restarne soffocata; ella s’affretta a crescera


in lunghezsa, e fii tutti ì suoi sforzi per riuscirvi. Se la paragonate
ad altre piante della stessa specie seminate nello stesso tempo ail’acia
libera ,
la troverete molto più lunga di esse ,
ma meno - grossa ,
meno
Solida ,
meno robusta. — Col quale fatto intendo di dire che gli uomini
in generalo sacrificano e roba ,
e quiete ,
e.sainte per conseguire qualche
nome ,
qualche segno ,
qualche apparenza speciosa che li inalzi sugli

qltri
,
cioè procuri loro maggior somoaa di sguardi.

Distrutta ,
per quanto a me sembra ,
l’ idea d’ Elvezio , convengo !

che a rinforzare il bisogno primitivo di stima s’aggiungono i vìnla'T';! i

sociali ,
di cui la stima per le qualità utili è talvolta feconda. /

4 La natura dell’ argomento non richiede che segua il bisogno di stiiiis

.ine’ suoi effetti sociali, e distingua la vanità che cerca applàuso p'-r

atti inutili che feriscono i sensi de’ circostanti ,


dall’ amor della glori.*

che aspira all’ approvazione per atti grandi ,


generosi ,
utili ai conieuit
poranei e ai posteri. Mi basti il dire che ha brama rii comunicare altrui
^

le nostre cogn'izioui è una consegiteaza «lei bisogno di stima ,


c che
quindi questo bisogno può accrescere la voglia di sapere.

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,,

6o PARTE PRIMA'
C ) Biiogno di potere. . '

Nissan desiderio potendo gionf^ore al sao scopo senza neuì ,


o sm
senza potere ,
cd essendo costanti i desiderj nel cuore umano ,
i cosa

naturale di valere obbedienti ai nostri ordini Je. altrui fune quando


mancano le nostre o ci spiaccrebbe impiegarle. '
,

Dà segno di questa tendenza il bambino co' suoi gridi imperiosi e

spesso irragionevoli ,
il giovine colle costanti disobbedienze ai genitori

i padroni coll’ abituale acrimonia verso de’ servi. Il più. piccalo funzio-

nario pubblico vuole estendere la sua giurisdizione ;


il più mosehino
fattore sa commettere delle soperchieric : anche i mendicanti vogliono
un cane da coi farsi obbedite. La tirannia de’ benefattori ,
ringratiudiae
de’ beneficati si rifondono nella stessa sorgente. . . »

Qual è r inquisitore che non voglia dominare sui peosieti ? Qual è


l’oratore che, non si compiaccia di movere a sua voglia le altrui pas-
sioni ? Qual è il maestro che non si vanti potente pel numero de’ suoi

scolari ? . ,

Furono necessarie leggi, per impedire I’ abuso del potere ne’ padri

ne’ mariti ,
nc giudici ,
ne’ ministri ,
ne’ sovrani. Che più ? Le leggi
inglesi dovettero impedire la crudeltà o sia l’abuso del potere contro
de’ bruti. . v.r
Lo stato di servitù è sempre stato riguardato come uno stato ami--
liante ,
perchè la servitù limita il nostro potere. > . c..- . . >

Lo Spartano, si fiero della sua libertà, comandava dispotteamente agU.


Iloti ;
l’Ateniese che proclamava 1’ uguaglianza sulle piazze, aveva schiavi
nelle sue case e ne’ suoi poderi. Il Romano conservò il diritto di morte
sui figli e sulla sposa. -
.

i.

La storia interna di Roma si riduce alla lotta tra il senato e la plebe,


che si disputano a vicenda il poter di comandare. '
,

La storia esterna di Roma si riduce alla lotta tra il popolo romanq


che vuole comandare alle nazioni, e le nazioni che vorrebbero coman-
dare invece d' obbedire. . / i ....
Seguendo il corso de’ secoli voi vedete scoppiare da per tutto mccs-,
santi guerre tra i sovrani per acquistarsi un centinajo di, sudditi, cui
trasmettere i loro ordini.

Vedete gli antichi coati e marchesi cambiare in ereditarj i fendi vi-


talizi ,
ricusare omaggio ai principi deboli c non sultomcttersi che frr-
mcndo ai potenti.

Vedete i romani pontefici e gli imperatori tingere di sangne 1’ uni-’

verso per consètvarsi il diritto delle investiture.


. , ,, ,

ORIGINI DfLLE SENSAZIONI. 6c


Sapete per quale motivo nelle repubbntlie del medio evo tanti citta-
dini si .scannavano sulle piazte, o espulsi dalla loro patria andavanoertando
per l’ Italia 7 Perebè. ciascuno voleva elegf>cre od essere eletto alle ca-
riche ,
perchè ciascuno voleva essere giudice ,
consigliere podestà
,
'
gonfaloniere ecc. i \ i

Gran parte della storia ecclesiastica si risolve nelle contese tra i

vescovi e i metropolitani ,
tra i metropolitani e i pontefici , tra le au-

torità ecclesiastiche e le autorità civili


,
e sempre per accrescere la*,

propria giurisdizione a non volerla diminoits. i > <

Esaminate tutti i partiti di qualunque specie, eli sentirete predicarci

tolleranza allorché sono deboli ( desiderio di non obbedb'e) e li vedrete


intolleranti quando sono potenti (desiderio di comandare). -c.

Non v’ ha sacrifizio cui I’ uomo non si pieghi per acquistarsi potere :

vedete il fiero Romano ,


il generale d’ armata ,
I’ uomo prt^onsolare &r'
di cappello e toccare la mano al bifolco onde ottenere il suo voto
e" comizj
Non v’ ha delitto che non sia stato commesso per- consegoitc il co-
mando. Senza parlare de’ padri ,
de' fratelli ,
degli sposi che nell’ anti-i

chità si scannavano a vicenda per regnare ,


e che ci rnunpiono iParrarei
sulle tragiche scene ,
basterà ricordare che quando le caricbe.di vescovo
di pontefice si distribuivano dalla plebe ,
la corruzione comprava i voti

la forza dissipava i votanti, tutti i cittadini armati circondavano ie


chiese e spesso inondavano di Mngue gli altari per eleggere il più
scellerato.

Il desiderio di comandare non è così sviluppato in tutti gli uomini


come lo è il desiderio d’ essere stimato ; ma I’ esperienza prova che
nelle anime che ne sono possediite egli impone silenzio a tutti gli

altri desiderii < cupido dominandi eunetis affectibtu flagrantior dice


Tacito (i).
c L’ idea del poter* ,
dice Steward , è , almeno in parte ,
il fonda-
« mento del nostro amore della proprietà. Non ci basta di aver 1’ uso
« di una cosa : vogliamo averla a nostra disposbione -, senza doverne
a Tender conto a chicchessia.
« L’ avarizia è una particolare modificazione del desiderio del potere
<t nascente dai varj osi d'I denaro in un paese commerciale ».

(t) Avendo discusso a lungo questo argomento nel Trattata del merito

* delle ricomptOSCf tom- Ij p»g- 86-g3, no* aggiungo ulteriori riflessi.


,,‘

e» •
PARTE PRMA
'
•• 1) desHirtio del potere' ha dooqae due rami ;

• 1 .*^ Potere sMe persone , ed è io scopo dell’ amhiiione ;

''3.° Potwe aulio tose, ed è lo scopo deiP avarizia.

C ) Bisogno di soàaiilità.
1 filosofi anriclii, senza ricercare la causa ,
stabilirono come fatto che
h natura ha «reato degli atiimaH solitarj
,
come le tigri
,
il leone ,
la
pantera eec. ,
e degli animali sociali come le formiche ,
le api, i ca-
stori , l’ nomo ecc;

Questi filosofi non conoscevano lo stato puramente selvaggio del-


Puemo quale i stato osservato dappoi nelle terre nuovamente scoperte;
essi chiamavano barbaro tutto ciò che non era incivilito come la Grecia.
I filosofi moderni scorgendo che l’ nomo può sussistere egualmente

die altri aniaaali solitari ,


benché ki istato sommamente miserabile
ooUero riconoscere le basi fondamentali dello stato sociale ,
e investigare

le ragioni dello Mabilimeiito delle leggi positive tra noi.


Cumberland e Warburtou osservando che si riesce a incivilire de’ selvaggi

aia inspirando loro seothaenti religiosi ,


sia anche spaventandoli con
superstbiosi terrori ,
pretesero che la sussistenza dell’ umàna socielA
dovevasi alla sola religione ,
stmza riflettere che di questo sentimento
' -
non ai scorge traccia fra le società puramente animali.
Altri ;
come Hobbes ,
suppongono clic gli nomini siano per essenza
perfètti scellerati, e de’ quali b reciproca iniquità, distruggitricc

senza deggi e senza freno ,


li costringe necessariamente a convenire tra
dì essi in una specie di tregua legale per risparm'iarsi e vivere insi'emè

con meurezza; e che perciò si sImo dai governi stabilite le forche è


le manoaje per impedire ai cittadini di distruggersi come i lupi.

Rousseau c la maggior parte de’ pubblicisti moderni pensano che il

primo che cinse di mura un terreno e disse : Questo mi appartiene ,

fu il vero fondatore della società civile; essi le danno per base il di-

ritto di |>raprietà ,
benché esìstano società nomade senza poprictà
guarentite.

Con maggior apparenza di ragione Locke ed altri fecero derivare In

sociabilità dall’unione de’ sessi o dalle famiglie, e dal reciproco bisogno


amore ed afiézione dè’ Suoi- membri.
Infatti senza l’amore che avvicina i sessi, senza il penovo sarrifizie
«he fonno le madri per la loro prole ,
nissnoa specie si conserverebbe.
'
Ma siccome questa circostanza si alle specie solitarie che alle sociali
i Comune ,
quindi non basta a spiegare l’origine delle società stabili;
infatti nelle specie solitane le madri abbandoiiano i figli quando questi
possono provedere da loro stessi alla foro sussistenza.
ORIGINI, PELLE SENSAZIONI. 33
lorliino a credere che .il jondaocato della .$oci«tà ,
,alinCna nella
specie umana, si rifonda nel bisogQO.d'amare e d’ essen «mati., bisogno

che si scorge in tnUc le età


,
in tutte le condixiani ^
in tutti i sessi.

Voi vedrete degli uoniioi e delle donne quasi insensibili ai piaceri del-
1’ amor fisico
,
ma non vedrete un solo che non provi piacere nel scn*
tirsi amato, e dispiacere nel vedersi iq^ctto dell’ altrui odio. Lagiovioe
che si ritira in un chiostro ,
rinuncia ai lacci, d’ imeneo ,
ma non ai

diritti dell’ amore ; ella ama e crede d’ essere amata da un esEere di


natura superiore. Gli ste.ssi scellerati che vivono a danno de’ loro simili,
non sono stranieri ai piaceri dell’ amicizia, e non sempre incapaci di
ferie de’ sacrifizj. i :

Per quale motivo provate pid piacere nel vedervi. esibito di buon <

cuore un pezzo di polenta da un povero paesano ,


di quello che nel
vedervi alla mensa copiosa del ricco? Perchè nel primo caso eiele sicuM
d’essere amato, non lo siete nel secondo.
Per quale motivo scemano i vostri dispiaceri quando vedete parteciparvi
ì circostanti? Per quale motivo crescono i vostri piaceri sentendo chu
altri sinceramente se ue congratulano ? Perchè nell’ uno e nell’ alMi
caso v’è pascolo al bisogno d’ amare .e d’ esMre amati. t. i

E per verità noi viviamo più fuori che dentro di noi stessiq noi
diSundiamo le. nostre aSeziooi sopra tutto ciò che ci circonda ; noi'prc-
stiamo della sensibilità qgU esseri inauimxti ,
'e sembra ebe dimandiamo
reciprocità d’ amore all’ universo. L’ uomo abbisogna di questa illnaiono
per. vivere .felice; egli .ama l’ albero che lo protegge co’ suoi rami ; egli-

«oppone un oroocitio attento all’ eco che gli rispoodei agli ringracia-.
u Le aurctte occidenlaU ... . , . < • i

. . « Che l’srao ciel ristorsoo -


. .

'
^
o Col battere deU’ali. ,

'
Quindi ci attrista la solitudine, come la ounranza di pioggia attrista
1’ albero nella state ;
perciò l’ uomo solitario s’ associa agli animali di

specie inferiore ,
s’ alTeziooa agli i^getti inanimati ,
e cerca di riempire -

quel vuoto che lascia nel di lui animo il bisogno d’ amare non ioti-

disfatto.

A questo bisogno porisrimo, inalterabile, generale si naiscono le

affesioni particolari ed i vantaggi sociali. Infetti è naturale >

i.° L’ ÌDcliuazionc fisica dell’uomo per la donna, e della donna


peli’ noma; ' ' ‘ '

V aflenoiie genitori ,
e partìt^rnente della madre per la
G-i
.
PARTE PRIMA
3 .° Il bitogoo che ha il GgKo de’ genitofi ,
hiaogne che dura di piu
die io tutte le altre specie animali;
6.
7. Il vincolo d’ amicizia che nasce dalla coabitazione ;

5 ° La capaciti nc’ genitori di produrre un nuovo figlio ,


mentre il

primo abbisogna dì essi ;


° V. aflèzione che si sviluppa nel Gglio verso la madre ;

° L’ inclinazione ad imitare le altrui azioni ed uniformalrsi ad esse ;

8° Il dono della parola ,


cioè la facoltà di comunicarsi a vicenda
le cognizioni ,
e farne cambio con reciproco vantaggio ,
ed i biaogni

onde a vicenda soccorrersi ;

*
9.° La speranza di ajuti di cui possono abbisognare i genitori nella

loro vetcliiczza ;

10° La speranza di lode che può ritornare ad essi dalla buona con-
'
dotta de' loro Ggliuoli.
1) ) Conseguatze.
Tutto ciò che soddisfa le sopraccennate inclinazioni naturali ,
è fonte
di piaceri , come è cagione di dolori tutto ciò che le contraria.

Questi piaceri ,
questi dolori ,
allorché giungono a certo grado d' in-

tensità, eccitano^ sul nostro volto, sulle nostre membra, sopra tutto il

nostro corpo certi moti ,


attitudini ,
affezioni che non abbiamo appreso ^
per esperienza ,
nè ricevuto per tradizione. Noi iu>n abbiamo imparato '

nè ad impallidir per timore ,


pè ad arrossir per vergi^na. Quanto in

noi succede in queste occasioni è una disposizione o^anica indipendente


dalia nostra volontà. Il bambino che ignora tuttora I’ esistenza di sua

madre e le cure eh’ ella gli pretta ,


piange e grida quando ha fame o
prova altro bisr^o. I piccoli cagnolini ,
benché • privi dell’ udito nei
primi quattordici giorni delia loro vita, gridano, e cosi adoperando ot-
tengono che la madre vada in loro soccorso. Bisogna dire lo stesso
delle aieziooi deli’ adulto : il rossore 0 il pallore ci copre il volto, nosbo
nulgrado, quando siamo presi da vergogna o da timore. La macchina
animale si restringe sotto 1’ azione del dolore ,
e s’ allarga al tocco del

piacere come un cappello si ristringe alla siccità e si rilascia all’umìdu.

§ 3 . Istùai iiUeilettiigU e mortdi partieolari agli indwidid.

L’ uomo, beuchè dotato, di raziocinio ,


non lascia d’essere animalo.

Ora è innegabile che è naturale alla tigre la crudeltà ,


al castoro l’ in-

dustria ,
alE elefante il discernimento , alla scimia l’ imitazione ,
alta

Volpe la Gnezza., alla gazza il furto ecc.


ORIGINI DELLE SENSAZIONI. S5
'
Sembra che gli uomini nascano con disposizioni per I’ eloquenza ,
la

poesia ,
le matematiche ,
le arti ,
gli affari ,
come nascono gli uccelli
colle ali per volare ,
i pesci colie pine per nuotare ,
le api fém>
mine per essere regine ,
le api maschi per fecondarle ,
le api neutre
per lavorare. Le circostanae esteriori pi esentano al genio il destro di
svilupparsi ,
ma non lo creano ,
come pretende Elvezio. Il salice vegeta
in torreno umido ,
il gelso in terreno asciutto ,
ma non i il terrcnv
che crei la specie del salice e del gelso. Allorché avete caricato I’ o«
rologio ,
questi progredisce regolarmente ,
ma voi non ne avete co*
strutta l’interna organizzazione.

Vediamo se i fatti confermano o distruggono l’ esposto sistema :

I. 1/ ahililà in un^ arte non si pub desumere dalla perfezione det


senso ch’ella esige: molti pittori hanno debole la vista; il grado dà
finezza nell’ udito non ha rapporti necessarj col vero talento delia

musica : non v’ ha differenza essenziale tra la glotta degli uccelli maschi


i quali cantano ,
e la glotta degli uccelli femmine generalmente mute }
c per verità non si lia I’ abilità di suonare- perchè si possiede un in*
strumento ,
ma si suona perchè si ha 1’ instrumcnto e i’ abilità.

II. Si danno talenti speciali in onta delle imperfezioni def sensi


corrispondenti ; « Ho veduto un ragazzo ,
dice Darwin ,
il quale pren-
« deva il massimo diletto alla musica ,
ed imparava colla massima fa*
• cHità a ripetere qualunque aria avesse egli ben ascoltato. £ pura
« aveva I’ organo dell’ udito cosi imperfetto ,
che ,
conversando con
•i lui, erg duopo parlargli assai pià forte dell’ordinario per farsi in*

« tendere > (i).

Demostene balbettava e non avrebbe potuto parlare in pubblico senz4

esporsi al ridicolo ; ma spinto dalla naturale inclinazione ,


riuscì a do*
minare questo difetto c si fece ammirare come oratore. -
Benché fornito di costituzione delicata Turenne ,
all’ età di dieci anhi
volendo addestrarsi alle iiniche della guerra ,
passiva le notti ' all’ aria
aperta sopra una carretta da cannone.
* -
«

I M I

(i) Darwin, Zoo/iomia, tom. I, pag. aSS.


Bourger dea Morliers osserva che U sordo e muto chiamato Maurizio j
il quale compiacevasi a cantare ,
accompagnava le inflessioni della sua voco
con -gesti che esprimevano pià dolci sentimenli ; dal che questo scriltoihr
coochiude che la causa di questi cllcui duvevs risedere e agire nel cerveRo
senza il concorso dell' udito. \

ioEOLOOlà. T. I. 5
, ,

B6 PARTE PRIMA
III. Si danno sommi talenti in un genere, e somma bestialità nel
TestasUe ,
aquile in una professione ,
uclie in tutte le altre.

Il giovine Roselo ,
uscito dalla scena ,
ove coglieva allori, tornava a
confondersi co’ ragazzi ,
da cui era stato tratto per suo trionfo ,
e vi
ai vedeva ad ogni istante umiliato dalla destrezza de’ suoi cumpagni di
giuoco.
Il celebre Betti, che all’età di i3 anni aveva fama di grandissimo
Causico ,
giocava cogli altri ragazzi nelle strade sino al momento io cui
doveva comparire sulla scena.

Guglielmo Crost, rinomato all’età di sei anni pel suo genio musicale,

tioD era nel resto che un ragazza di poca levata (i).

Il buono e inimitabile la Fontaioe mostravasi fuori dell’ apologo un


Dggetto di confronto assai umiliante : madama de la Sabliere diceva :

jUon chat , mon chien ,


mon la Foniaine.
CrebiUou e Desprcaux ,
nati per. essere poeti
,
non davano segno di
aenso comune negli studi legali.

Perciò à saggissimo il seguente consiglio ;

u Soyez plutdt macoli ,


si c'est votile talent

« Ouvrier eslimé dans un art ndeessaire


u Qu' éerivain sani talent et poète vulgaire ».

IV. Le grandi qualità, si fanno strada, e appariscono in ontoL I

delle circostanze esteriori.


Mosà ,
David ,
Tamcrian ,
Maometto ,
Sisto V erano gl^rdiani di
greggic.
Socrata, Pitagora, Teofrasto, Demostene, Shakespear, Moliere erano
figli di artigiani.

Pietro il grande s’ afibandonava per inclinazione alle arti meccaniche


in onta della regia dignità.
Haller in mezzo a’ snoi lavori anatomici e fisiologici ha conseguito
Celebrità di poeta.

V. La maggior parte di quelli che riuscirono eccellenti in qualche


,
Tomo d’ arti o di scienze ,
non ebbero maestri. ''

Tournefort ,
nel collegio de’ Gesuiti d’ Aix condannato come gli
,

altri scolari a studiare unicamente la lingua latina, si senti botanico


appena vide delle piante ; talvolta non compariva alla scuola per andare
a coglier erbe nelle campagne.

(>} (j.01 c bporzeim, dnaiomia, t. fi


,

ORIGINI DELLE SENSAZIONI. 67


Snofesse Io stesso a Linneo, allorché trovavasi al (olleglo di Vescia
nella provincia di Smobiula.
Il marchese de THopilal dava segni di poco gusto ed anche di poca
disposizione a studiare la lingua de’ Romani ; ma appena gK vennero
alle mani degli elementi di geometria, il sua genio matematico si

sviluppò.

Anche Giacomo Rernoulli coltivò la geometria senza istruzione ,


c vi

fece immensi progressi in onta de’ divieti di soo padre.


Le prime fortezze che vide Yauban ,
lo fecero ingegnere.

CfVVl. Il genio si sviluppa pria e in anta dell’ educazione.


Pascal a dodici anni fece travedere il suo genio pubblicando un
trattato sulle sezioni coniche.

Oxanam a i5 anni compose un trattato di matematica ,


nel quale ,

in età più matura ,


trovò idee degne d’ essere stampate.
Del geografo d' Anville dice Condourcet : Il suo gusto per la gcegralia
si mostrò dalla sua prima giovinezza : nel corso do’ suoi studi egli si

occupava ,
leggendo gli storici antichi ,
a designare le carte de' paesi

di cui parlavano, a collocarvi le città, i campi di battaglia, e deli-


'
neare le marcie de’ generali.
In onta d’ un’ educazione dur.a ,
severa, pedantesca, R genio di Mailer
si sviluppò ne’ primi anni del suo secondo lustro.
Air età di t4 anni Catone d’ Utica annunciò il suo carattere fiera

e il suo orrore contro la tirannia.



VII. jPiù uomini celebri destinati allo studio della giurisprudenza ,
alla professione ecclesiastica ,
alle cariche dello Stalo ,
seguirono la,

loro naturale inclinazione per le scienze o per la poesia y


in onta
degli sforzi de’ loro parenti in onta della prospettiva delle ricchezze
,

in onta delle suggestioni della vanità : ne sono prova Crebillon Bergman


, ,
Malonin, Fontainc ,
Lieutaud ,
liuquet ,
Bezout ,
Datcet evc. (}.
Vili. Le migliori educazioni lianao i pià iiifelici prodotti allorché
trovano ostacolo nelle inclinazioni naturali.
Nerone opponeva un cuore dì bronzo alle lezioni d’umaBÌtà che gU
profondevano Seneca e Burro. .

Alessandro, il quale da ragazzo piangeva sui trionfi di sua padre^


temendo che non gli lasciasse occasioni di gloria ,
era nato per cout

( 1 ) Vedi gli elogi di Condorctl ,


Fonlenelle, Vicq-d’Azir, d’.VIcmbcrt,,
Cuvicr ecc. ,
,

68 PARTE PRIMA ORIGINE DELLE SENSAZIONI,


quislare come I’ aquila per volare ; dovevano dunque riuscire vane le

idee di moderazione che gli inspirava Aristotele.


Un dura moderno ,
in onta delle lezioni di Condillac ,
Mahly ,
La
Seur, Jacquier ecc., rimase un uomo nullo che cantava co’ frati in coro
invece di sedere nel consiglio e attendere al bene dello Stato.
IX. Le circostanze esteriori porgono al talento il destro di svi~
lapparsi ,
crescere ,
perfezionarsi ,
ma non lo danno. Il castoro non
costruisce se non ha rami di alberi ,
ma i rami degli alberi non danno
i denti per tagliarli ,
nè le zampe per maneggiarli : I' acqua è ncccs-
aaria per nuotare : ma è forse l’acqua che 'ci dà I’ abilità al nuoto ì

Quanti uomini videro oscillare delle lampade senza scoprire la teoria

de’ pendoli come Galileo ! Quanti paesani videro cadere de’ pomi senza
indovinare il sistema del mondo come Newton Quanti ! giovani diven-

gono amanti senza divenire poeti tragici come Cornelio ! Molti sanno a

memoria Omero e Tacito senza saperli imitare ; quanto piccolo è il nu-


mero de' discepoli celebri che uscirono dalle scuole di RalTaclu ,
di

Hadyn, di Mozart! Il terreno ,> 1 esposizione ,
il clima possono bensì
accelerare la vegetazione del grano ,
ma non ne creano il seme.

$ 4- Risposta ad un’ obbiezione.

Si pretende che ammettendo disposizioni naturali e impulsi interni

ci rinuovi il sistema delle idee innate.


Al che rispondo : dicendo che la calamita attrae il ferro ,
cosicché
I’ uno move verso delT altro ,
diccsi forse che si danno moti innati ì

Dice forse che sono innate le idee de’ colori chi dice che portiamo

con noi degli occhi nascendo ?

Riguardo forse come innata la sensazione dell’ amarezza allorché dico

che 1’ amaro. produce disgusto sopra tutti i palati .sani?

Il nostro orecchio è costrutto io modo che I’ uomo e la donna can-


tando all’ unisono v’ ha costantemente tra di essi il rapporto d’ un’ ot-
tava ,
il che forma la più dolce e la più naturale delle consonanze :

cosi dicendo io ammetto innata la struttura dell’ orecchio non i tuoni


della voce ; dite lo stesso di tutti gli altri talenti ,
disposizioni ,
fa-

coltà ,
e capirete ,
per es. ,
che il canto allegro ,
vivace accelera il

polso ,
il canto grave e lento lo ritarda senza che I’ uno canto o
,

r altro sia innato.


PARTE SECONDA
ANOMALIE NELLE SENSAZIONI.

La sensibilili non i la stessa in tutte le specie animali ,


ni i costante
negli stessi individui; quindi la massa degli oggetti esteriori, relati-

vamente ai sensi delle diverse specie e de’ diversi individui


,
può essere
paragonata a que’ quadri di carta ,
sopra cui sorgono e scorrono in lun-
gheasa liste paralelle variamente ombreggiate ,
i quali guardati da ùn
punto di vista vi presentano un angiolo ,
dall’ altro un demonio ,
qua
un paesetto ove pascolano armenti ,
là un vulcano che manda nembi
di fumo verso il cielo e torrenti di lave sulle campagne. Da ciò i di*
versi moti animaleschi ,
attrattivi o ripulsivi d’ amore o d’ odio pec
,

gli stessi oggetti nelle diverse specie animali e ne’ diversi individui.
Quindi si scorge quante volte debba dare in falso la supposizione
volgare che presta ai bruti le nostre idee e i nostri sentimenti. Questa
supposizione riesce tanto più spesso erronea ,
quanto che la sensibilità

d’ un organo ,
se è massima al tocco d’ una serie d’ oggetti ,
è minima
o nulla al tocco di altri ,
benché non escano dalla sua sfera d’attività i

per es. il cane che percepisce gli efliuvi di lontanissima lepre ,


é in-

sensibile all’ odore della rosa ; il porco che rive abitualmente in mezzo
agli odori più infetti e alle immondezze più nauseanti ,
è sensibilissimo

all’ odore di certe radici ,


benché sotterrate a profondità considerabili ,

per es. , i tartuG. Quindi anche tra la plebe é trito il detto : De gu-
ttibus non est disputandum (i).

Le cause delle anomalie nelle sensazioni sono Gsiche c morali.

Le cause Gsiche (giacché delle morali si parlerà' altrove) possano

essere ridotte a’ seguenti capi. <

l.** Costituzione e modi di essa;

(i) Nel i8i3 la polizìa di llilano scoperse im individuo di gusto si de-


pravato ,, che ,
munito di cocchiajo d'argento, andava guatando per le con-
trade onde .procurarsi il destra d’ assaggiare gli escrementi umaQÌ.
y PARTE SECOiNDA
u.° Salute 0 malattia ;

3” Età ;

4° Temperatura atmosferica o clima ;

5.° Eserciiio o eccessitro o moderato o nullo (del quale clcmctlto

di variazione diOcrisco a parlare nella parte seguente ).

CAPO' I.

Anom(Éie nelle sensazioni per diversa coslituzioné.


A

fienza scendere a ricerche anotomichc ,


e che sinora sono riuscite quasi

ikutili ,
egli è facile <)i capire ,
per es. , che il palato del bue ,
il

quale trova tanto sapore nel Reno ,


deve diflerirc da quello del lupo
al ghiotto di carne c si indifferente al (iena e all’ erba. £ per verità

noi vediamo elle la sensibilità si cambia cambiandosi la corporea costi-


tuzione : sovente una specie che si pasceva d' infette carogne nello stato
di larva ,
cambiata in farfalla ,
chiamata ad un genere di vita più de-

licato e meno ignobile ,


è fornita d’ un palato che gusta solo l’ambrosia
de’ bori.

Allorché si ridette che il pelo dell’ asino è più ruvido ,


più consi-

stente ,
più luogo di quello del cavallo ; che la sua pelle è più densa ^

più dura, più secca di quella di molti altri quadrupedi ,


si inclina con
apparenza di ragione a credere che questa costituzione sia la causa
della poca sensibilità dell’ asino alle punture delle mosche ed alle

percosse.

Possiamo attribuire a difetto primitivo nella costituzione dell’ occhio


l’essere alcuni

Presbiti, cioè che non veggono distintamente che a certa distanza;


Miopi , cioè che non possono distinguere gli oggetti che da vicino ;

laschi ,
il che succede quando gli occhi sono dotati di forza ineguale.
La stessa forma esterna de’ sensi può essere occasione di sensazioni
diverse. Le persone che hanno il naso deforme, c soprattutto quelle
che lo hanno schiacciato ,
quelle che hanno narici piccole e sporgenti
in fuori ,
sono Ordinariamente fornite di scarso odorato o nullo. La
privazione del naso per mabttie o per accidente porta seco la perdita
di lutto l’odorato; e ciò è si vero, che io questi casi si ristabilisce il

senso ,
applicando alle persone un naso artificiale.

.Senza ulteriori riflessi unisco nella seguente tabella varie apparenze


della sensibiUti corrìspondenti a varii modi delle costituzioni animali.
)

ANOMALIE NELLE SENSAZIONI.

Anomalie nelle sensazioni per indole della costituzione.

( Io più ) (In meno

I. Debolezza o forza muscolare.


i.“ Le donne ,
delle quali ù nota i.° Fu osservato da{>1i antichi
)a speciale gracilità di costituzione che ^li individui più robusti ,
quelli
c la debolezza de’ muscoli ,
le donne, i cui muscoli hanno maggior vo>
la forza delle quali è appena uguale lume e maggior forza sono co- .

a due terzi di quella dell’ uomo ,


munemente meno sensibili alle im>
.
danno generalmente segni di spe* pressioni. Gli atleti avevano fama
ciale sensibilità. di non essere troppo esigenti (i).
Le
3.
donne si risentono più facii* Gli uomini si risentono più fa-
mente ai suoni acuti. cilmente ai suoni gravi.

II. Nudezza o ingombramento delle fibre.

u.” Le fibre nervose mostrano


si 3.° Le persone alquanto grasse,
tanto più sensibili quanto è minore le carni mucose de’ ragazzi le
,
l’inviluppo che si frappone al- libre un po’ cornee de’ vecchi sono
I’ azione degli stimoli di qualunque meno sensibili delle fibre e carni
specie : il callo alle mani scema degli adolescenti. I ragazzi soffrono
la sensibilità del tatto. gradi di freddo ,
cui non resiste-
rebbero gli adulti.
5.
” Le donne . decisamente iste- 3.^ Il tessuto adiposo h ai nervi
riche, sono notaoili per I’ estrema ciò che sarebbe alle corde vibranti
loro magrezza. la lana che le inviluppasse.

III. Gradi di complicazione.

4 ° L’ animale si mostra tanto 4-** piante (corpi composti


più suscettibile di pronta ed estesa di pià elementi ) si mostrano for-
sensibilità,quanto è più compjicata nite di qualche attività spotitanea
la sua costituzione ; massima sem- nelle fasi della loro vegetazione ,
plicità nel polipo e sensibilità mi- se qualche irritabilità si scorge nei
nima ; massima complicazione nel- loro slami e pristillì ; ogni attività
1’ nomo e sensibilità massima. e irritabilità cessa nelle pietre
( corpi omogenei )•

rV. Sangue caldo o freddo.


* La La minima
sensibilità ò grande nei S.° sensibilità é nelle
cetacei, ne’ quadrupedi vivipari, lucertole-, nc’ serpenti ,
ne’ pesci ^
negli uccelli , nell’ uomo ,
animali animali a sangue freddo.
a sangue caldo.

(i^ Perciò l'uomo è più sensibile de’ grossi qusdnipedi, benebò i suoi
nervi siano più piecoli die in questi , ne’ quali sembrano occupati a miio-
-vere le masse muscolari C far piuttosto I’ uffizio di nervi motori ebs di
' ' '
fifBsitiri.
)

3 » PARTE SECONDA

6. Anomalie nelle sensazioni per indole deUa costituzione.

( In più ) (In meno


7.
V. Importanza delle funzioni.
° La sensibilità è vivissima 6.° La sensibilità è nulla ne’ ra-,
negli organi della generazione (i ). pegli ne’ peli ,
nelle unghie ecc.
,

8.
• VI. Modi di moltiplicazione.
* Gli nomini
quadrupedi i 7.” Le concbiglie nelle quali
, ,
,
ì cetacei, gli uccelli che per mol* i due sessi sono riuniti nello stesso
liplicarsi abbisognano di due indi- individuo ,
si dimostrano pochis*
vidui , danno prova di sensibilità, simo sensibili.

VII. Epoche della vita. '

° La sensibilità è massima al- 8.” La sensibilità è mininia nella


l’epoca della pubertà (a)k vecchiezza.

Vili. Stato dello stomaco.

()° Un appetito moderato dà ai 9.° Una fame prolungata fa de-


sensi maggiore finezza ed attività, crescere I’ attività de’ sensi e li

turba al punto da non risultarne


che sensazioni inesatte ( 3 ).

IX. Menstruazione e gravidanza.

IO.” La sensibilità delle donne io.” Fuori della menstruazione


soggiaee a molte e bizzarre varia- e gravidanza la sensibilità delle
zioni durante la menstruazione e donne non diflerisce da quella de’
la gravidanza. cicisbei c donnajuoli.

X. Mobilità delle membra.


II.” Massima mobilità nell’uc- II.” Minima mobilità nelle tar-
cello e speciale sensibilità. tarughe e sensibilità scarsissima (4).

XI. Altre qualità tuttora ignote delle fibre animali e vegetabili.

la.” « Hannovi avuti esempi di I a.” « V’ lianno esempi di per-


a persone le quali vedevano meglio « sone che non erano capaci di
<i nella scarsa luce della seta che <c distinguere certi colori , ed i cui

a nella luce forte del giorno


,
come « occhi , sotto tqtti gli altri rap-
<r pegli animali abbiamo i gufi e a porti , non erano imperfetti » ( 5 ).
« pipistrelli > ( 5 ).
i 3 .° Il verme da seta si risente i 3 .” I punteruoli che divorano
prontamente alle variazioui dell'at- la farina del frumento, munjono sol
mosfera, e muore ad un calor mag- quando si c.spone il frumento a 4o
giore di a 5 gradi. 0 5o gradi di calore (6).
La scnsiliva si ritira c si i 4 “ Le foglie della quercia c
ristringe se viene toccata da una d' altri vegetabili non si ritirano
nuno od altro. al tocco uè si contraggono,
, ,

ANOMALIE NELLE SENSAZIONI.

Note t Osieryaztoni.

(i) Siccome sono gli organi della generazione che inalzano le crea»
Iure nella scala della perfezione ,
quindi se resta qualche traccia di
sensibilità nel vegetabile ,
o un principio d’ animalità ,
ne dà segno
nelle sue parti sessuali ;
da ciò questi maravigliosi movimenti che .m

osservano negli stami o piccoli fili di molti fiori all’epoca della fe-

condazione (
vedi pag. 33 ). Vi sono anche de’ Cori che in quell'epoca
dimostrano calore speciale ,
sensibilissimo al termometro. Tali sono t

fiori di molti arum ( Gicheri ) formati a foggia di coVnetto ,


o simili

ad un’orecchia d’animale ; uno di questi arum clic cresce in Italia ,

ed un altro all' isola di Bourbon ,


dimostrano ne' loro argani della frut-
tiCcazione sino a 3 o e 36 gradi di calore al termometro di Iteaumur
all’ epoca della Coritura.

() Vedi la nota (i).

( 3 ) Allorché lo stomaca è pieno ,


la sensibilità decresce ,
e i sensi

sì mostrano meno abili alle impressioni degli oggetti esteriori. Questa


circostanza si verìfica principalmente ne’ sensi del gusto e dell’ odorato.

Il fringuello c lo scojattolo ,
che sono agilissimi ,
sono anco
estremamente sensibili ,
mentre all’ opposto il grossiero rinoceronte ,

lo stupido germano magellanico appena possono moversi. La stessa dif-

ferenza si scorge tra gli uomini : quelli che sono forniti di minore in-
telligenza e sensibilità, sono ,
in pari circostanze ,
anche i più pigri c
più restii ai moto.

( 5) Darwin ,
Zoonomia ,
tom. VI ,
pag. 95.

() Il condor ,
uccello americano ,
s’ alza a 6000 metri sul livello

del mare , e discende prontamente al suolo passando dall’ estremo freddo


all’estremo caldo senza risentirne danno. Ora siccome a molto minore
distanza non si scorgono più vegetabili quindi non mi pare esatta-
mente vero ciò che dice Morgan {Essai philosopìdque sur Ics phéno-
mines de la vie, pag. >4^)) cioè che i gradi di temperatura, ne’ quali
gli esseri organici possono conservare la vita c il moto ,
sono più estesi
pe’ vegetabili c gli animali inferiori ,
che per le famiglie animali più
vicine all’ uomo. « Infatti tutte le volte che i viaggiatori sorvalicarono

« le montagne delle Coidoliere f I3 cìmg del Mfntebigaco ,


dice Hum»
V
)

54 PARTE SEC0N6A •

« boldt , trovarono animali in queste soKtudini. Sul Cliimimrazo , eli# ^

• i quattro volte più alto del Puy-de-Odme , noi abbiamo veduto delle
€c farfalle ed altri insetti alati Trasportati dalle correnti perpendicolari
J
’/ a dell’ aria ,
essi erravano stranieri in queste regioni ,
ove l’ inquieta

a curiositi conduce i pasii circospetti dell’ uomo ; la loro presenza

I «c dimostra che l’ organizzazione animale ,


pià flessiiile ,
può sus*
t: « àstere molta al di là de’ Umili , oye t arreitata tfuella da’ yege-
m taiili • (>)•

I
, (i) TabUeux de la nature f Um. Il, pag. 4*3.

f
,

ANOMALIE NELLE SENSAZIONI. 7S

CAPO II.

Anomalie nelle sensazioni per malattie

Il corpo amano nelle malattie acqui.sta dna maniera d' essere clie

cambia le sue ahitudihi ,


cioi ora ingrandisce i suoi rapporti coi corpi

esteriori ,
ed ora li ridace a più angusti confini. Dei medicamenti che
nono senza azione nell'uomo sano, si trovano dotati d’un potere singo-
lare nell’ ammalato , ed all’ opposto ;
quindi ora cresce ed ora scema la
somma e l’ intensità delle relative sensazioni.

Oltre r alterazione delle sensazioni in più o in meno ,


le malattie

fanìio talvolta sentire dolori in organi che sono intatti ,


ed anche
in organi che più non esistono. Siano esempio del primo raso le
donne isteriche le quali credono di sentire il moto d’ un globo che
partito dal basso ventre attraversa lo stomaco ,
giunge alla gola e là

trasformasi in sensazione di stringimento e soffocazione ; cosi pure gli

ipocondriaci si lagnano di dolori alle parti laterali dell’ abdomine


senza che queste parti siano sede di dolori reali ;
parimenti de’ maniaci
sono persuasi d’ avere le membra fragili
,
rotte ,
spezzate come vetro
o d’ essere esposti a fiamme ,
e i loro immaginari dolori manifestano con
gemiti e gridi ccc. Relativamente al secondo caso, cioè al dolore delle
parti che più non esistono ,
è noto che gli individui a' quali fu fatta

un’ amputazione ,
immaginano ,
anche dopo lungo spazio di tempo ,
di
provare una sensazione dolorosa all’ estremiti del membro amputato ; il

che dipende dalla memoria e si riproduce tutte le volte che il cervello


riproduce gli stessi moti che esercitò durante la malattia ,
come ve-
dremo nella IX parte.

Dell’ alterazione delle sensazioni in più e in meno si veggono


esempi nella seguente tabella.

Delle sensazioni falsificate si parlerà altrove.


<j6 PARTE SECONDA
AnomaUt nelle sensazioni per maialile.

(In pìà) (In meno)


I. f'ista.

Nelle malattie iateriebe alcuni am-* In certe febbri adinamiclic e atas->

malati distinguono ad occhio nudo siche la vista s' indebolisce a segno


degli oggetti microscopici ( altri veg- che gli ammalati conoscono appena
gono si distintamente nella più prò- le peisone che li circondano; os-r

fonda oscurità ,
che possano passt^- servasi lo stesso fenomeno verso la

giare con sicuMzza (i). fine delle malattie croniche che deb-
bano avere esito mortale (a).

II. Udito
In alcune malattie di carattere La sordità i un sintomo frequente
epiletico il leggier dschio delle cor- in quelle febbri infiammatorie ,
o
renti dell’aria d’ una stanza, là sensitlvccon debolezza, cui suole ge-
lespirazione di chi ci sta in com- neralmente darsi il nome di potri-

pagnia ,
ed altri lievi rumori ,
da de ; accompagna quello stato di stu-

prima non percepiti ,


ci danno inco- pore universale che ha luogo nelle
modo ; e qualche suono ,
o più forte dette febbri, e suole riputarsi di fa-
dell’ordinario od inaspettato, produce vorevole augurio (4).
scosse subitanee e convulsioni (3). *

III. Odoralo.
Nelle malattie isteriche gli am- La sensibilità dell’ odorato s’ cc-

malati riconoscono talvolta ,


alla clissa nelle costipazioni e ne' rcu-
foggia de’ cani, le persone all’ pdo- mi che occupano la testa e s’cstcn-

re ,
e gli oggetti di cui queste fe- dono alle fosse nasali,

eero uso o che solamente toccaro- I pazzi s’ accorgono assai poco


no. Una donna isterica riconosceva de’ cattivi odori in mezzo de’ quali
col sólo odorato Se il letto le era respirano, ed amano quasi tutti con
stato rassettato da un uomo o da passione il tabacco ,
benché pria
una donna (5). d’ essere ammalati non ne avessero
1’ abitudine.

IV. Gusto.
Nelle malattie isteriche il giisto Comunissimo sintomo sì é nelle
acquista una finezza particolare
,
per febbri il difetto di gusto, pfoce-
rni alcuni ammalati desiderano ,
c dente per lo più dalla siccità della
sanno scegliere gli alimenti ed an- lingua e dalla crosta dì cui si co-
rbe ì rimedj che sembrano recar pre ,
il che appartiene più all’ or-
loro vera utilità, e con una saga- gano del senso esterno di quello
cìtà che per l’ ordinario non user- che ad alcuna oQesa àe’ nervi dd
vasi che negli animali (6). gusto.
,,

ANOMALIE NELLE SENSAZIONI. 77

Note e Osservazioni.

(i) Foderi paria d'on capitano d’ infanteria, pazzo all’ ospitale d’Avi*

gnone , il dalirio del quale versava sempre sulle riviste e l’ esercizio

militare. Persuaso costui che il medico che andava a visitarlo fosse un


soldato ,
gli rìmproTerava d’ avere delle macchie sul suo abito ,
mac>
chie che esistevano realmente ,
ma che appena potevansi riconoscaro
colla lente ( Traité da dilire, tom. I ,
pag. 49>*49^}’

(a) Nell’ idrocefalo interno


,
quando ambedue gli occhi non siano di-
venuti insensibili ,
I’ ammalato sbriccia cun un occhio soltanto ,
ed os-
serva gii oggetti coll’ altro ( Darwin ,
Zootsomia , tom. I
V ,
p. aaa-aa3 ).

(3) Darwin ,
tom. IV ,
pag. 9 S- 9C :

Il minor rumore produce sovente tra i pazzi la piA grande agitazione

il che annuncia tensione e finezza nel loro udito.

(4) Nelle febbri infiammatorie 0 sensitive con debolezza ,


la surdilA
può talora aver origine da maggior secrezione ed assorbimento del ce-
rume delle orecchie ,
materia somigliantissima alla bile ,
e che essendo
troppo viscida può ostruire il meato uditorio ( Darwin ,
ibid. ,
tom. IV,
pag. aaS-aag).

(5) Si veggono soventi delle donne nervose essere persuase che


l’ aria delle loro camere sia impregnata di musco 0 d’ ambra 0 d’ altri

profumi I’ odore de’ quali le inscgua. In alcune febbri atassiche gli


, ,

ammalati sognano nel loro delirio di sentire degli odori che realmente
non esistono ,
e che vivamente li pungono ,
quantunque gli astanti non
ne ricevano veruna impressione. Del resto in queste febbri ,
in molte

allèzioni nervose e nell’idrofobia specialmente la sensazione degli odori

i talvolta esaltata a grado sorprendente. Quindi M. Bally racconta ,

che durante il corso della febbre gialla ,


da cui fu preso a San Do-
menico ,
egli distingueva nell’acqua fredda che beveva ,
l’ odore de’ ve-
getabili che costeggiano le sponde del fiume a cui era stata attinta.

(C) Il gusto presenta disordini rimarchevoli nelle ffontie clotoriche :

queste ammalate assaporano col piò vivo piacere delle sostanze ,


il cui
sapore ò detestabile per gli altri ,
per es. , il sale in grande quantiti
la creta ,
i frutti verdi e immaturi ecc.

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?« PARTE SECONDA

jtnomalie nelle sensadoni per malattie.

( In piò ) (In nwno )

V. Tatto.

Nelle malattie isteriche alcnni am* In alcune aSezioni paralitiche e


malati ,
durante il parossismo, a’ ac- nel freddo delle intermittenti la
cbrgono o di certe crisi che si pre- sensazione del latto resta molto di-
parano nella loro macchina ,
e I’ esi- minuita ,
rimanendo ciò non ostante
to delle quali giuslifìca la loro quella del calore,
sensazione ,
o di altre modifìcazioni Nell’estasi come nell’epilessia è
organiche ,
attestate da quelle del alTatto nulla la sensibilità agli sti-

polso 0 da altri segni meno dubbj (i). moli degli oggetti esteriori (a).

VE Ossa e cartilagine.

Le ossa e le cartilagini danno Le ossa c le cartilagini nello stalo

segno di particolare sensibilità nelle di sanità si mostrano assolutamente


malattie : chi non conosce i dolori insensibili
,
quindi possono essere
ostiocopi che ,
a detta degli am- tagliati ,
lacerali ,
abbruciati senza
malati ,
si estendono sino alla mem- che il cervello se ne accorga,

brana midollare ?

‘VII. Organi in generale.


Ovunque il sangue arteriale s’ ac- Tutto ciò che può ristringere o
cumula come in una parte infiam- disseccare una parte senza indurire

mata ,
per es. ,
1’ occhio nell’ oftal- di troppo i suoi inviluppi ,
la rende
mia ,
I’ orecchio nell’ otalgia
,
il più sensibile ,
dice Cabanis ; tutto

dito nel panereccio ,


gli organi ge- ciò che la rilascia e la distende ,

Ditali nell’erezione ecc., la sensibi- la rende meno sensibile alle im-


lìtà giunge al grado estremo, e i mi- pressioni. Quando il rilassauicnto
Dori contatti riescono vivissimi ed giunga ad indebolire il sistema
anche dolorosi (3). d’ uno de’ suoi centri parziali, egli

Lo st<'sso cervello può essere ec- lo rende ,


è vero ,
nel tempo stessa

citato con violenza come nella tre- più sensibile, ma ciò succede per

nesia ,
e allora uno stolto può di- un effetto indiretto e secondario ;

venire uomo di spirito. I’ effetto diretto e primitivo si è


sempre di scemate la sensibilità.
,,

ANOIVULIE NELLE SENSAZIONI. 79

Note e Osservazioni.

(i) In alcune malattie si osserva essere il senso del calore più acuto
del naturale ,
e persino quando il calore percettibile non apparisce
maggiore del naturale al tatto dell’esploratore.

1 movimenti irritabili appartenenti al senso di pressione, o sia del


tatto ,
sono per essi percepiti ,
c l’ ammalato sente il pid lieve ondeggiar
del letto ,
e arriva perfino a temer di cadérne.
£ cosi pure in uguali circostanze si percepiscono ,
come quelli degli

altri sensi, movimenti irritativi appartenenti al senso della distensione


e del calore ; e noi sentiamo perciò la pulsazione delle nostre arterie

e ci lagniamo di caldo o di freddo ,


là dove non v’ ha nè accresoi-*

mento nè diminuzione di attuai calore (Darwin, 11, 107 ).

(a) In questo stato 1’ uomo è per cosi dire morto ad ogni impres-
sione sensoria ;
i colpi più dolorosi ,
le contusioni
,
le piaghe eh’ egli
sovente si fa da sé stesso, le scottature le più estese, le più profonda
non l’ adéttano in alcun modo ,
egli non ne conserva la menoma ri-

cordanza allorché riprende cognizione; ogni operazione intellettuale ò


annientata; gli ammalati sono del tutto stranieri al loro stato presente,

e non ne sono ordinariamente avvertiti che dalla situazione in cui si

veggono ricuperando l’.uso dei loro sensi, 0 dalla fatica estrema e


dallo stupore che provano ,
e che essi sanno essere ordinarie conse-
guenze del parossismo.

'
(3) Un uomo preso da forte infiammazione agli occhi vedeva chiaro
di notte ; egli perdette questa facoltà colla guarigione ; all’ opposto le

parti prive di sangue e di calore ,


come le unghie ,
i peli ,
i capegli

non danno segno (f alcun sentimento.


So PARTE SECONDA

CAPO III.

Anomalie nelle sensazioni per età.

Quand’ anche 1’ esperienza noi dimostrasse giornalmente ,


sarebbe cosa
naturale il supporre che le età modificando iu diverso modo gli organi
de’ sensi ,
devono influire sulle relative sensazioni.

S I. f'ista.

Nel primo mese della vita il ragazza non dà segno d’essere sensibile

alla luce; i suoi occhi non si muovono che lentamente e in un modo


incerto ; solamente verso la settima settimana egli comincia a dar prova

di facoltà visiva. Dapprima ,


solamente una luce abbagliante riesce a

colpirlo e fermare la sua attenzione ; sembra ch'egli compiacciasi a ri-

guardare il sole ; ma ben presto egli si mostra sensibile alla semplice


luce del giorno.
Ciò non ostante egli non distingue ancora alcun oggetto ; i primi colori
che lo colpiscono sono i rossi ; in generale i colori più vivi sono quelli

eh’ egli predilige. Dopo alcuni giorni egli arresta la vista sui corpi ,

de’quali sembra distinguere i colori ;


,'ma nel suo animo non si ò per
anco formata l’ idea ni della distanza nè della grandezza. Infatti egli
Stende la mano per afferrare gli oggetti più distanti ; e siccome il

primo tra i suoi bisogni si è quello d’ alimentarsi ,


perciò egli porta
alla bocca tutto ciò ebe ha colto ,
qualunque ne siano le dimensioni.
Quindi la vista è imperfettissima nel primo tempo della vita ;
ma
I’ esercizio ,
e soprattutto i giudizj suggeriti dal tatto ,
o sia dal sen-
timento de’ continui errori in cui cade il ragazzo, perfeziona la vista.

Concepiremo agevolmente che ne’ primi mesi devono mostrarsi al


guardo in modo assai confuso le apparenze visibili ,
se ci ricorderemo

che un uomo ,
il quale esca da profonda oscurità in cui rimase da
lungo tempo ,
è colpito dapprima soltanto dalla luce ,
e non giunge
che gradatamente a distinguere gli oggetti che la riflettono. Parimenti
colui che assiste per la prima volta al magico spettacolo de’ balli .sce-

nici ,
non scorge al primo colpo d’ occhio che un tutto confuso che
lo diletta e non riesce che a poco a poco ad isolare i piaceri che gli
,

procurano nel tempo stesso le decorazioni, la musica ,


la danza ecc.
L’ organo della vista giunge tosto alla sua perfezione ,
e in generali:

Quu subisce iDodjJbcazioai che verso la prima vecchiezza.

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ANOMALIE NELLE SENSAZIONI Si

S a. Udito.

I rumori più forti non alTcttano sensibilmente il ragazzo neonato ;

dopo qualche tempo egli dà segno d' essere tocco dai suoni acuti ;

perciò le nudrici scelgono questa specie di suoni onde procurarsi la di


lui attenzione. Passano più mesi pria che il ragazzo giudichi sanamente
dell’ intensità e della direzione de’ suoni. Molto maggior tempo trascorre
pria eh’ egli associ un senso distinto ai suoni articolati. Siccome nel
primo esercizio degli occhi preferisce la luce vira ,
così nel primo
esercizio dell’ udito dà per lungo tempo ai suoni più intensi la preferenza.
Benché l’ apparecchio dell’ udito fisicamente si perfezioni coll’ età
,

ciò non ostante , come ognuno sa ,


I’ udito diviene duro verso gli anni
~
sessanta ,
e pochi sono i vecchi che non siano più o meno sordi.

S 3. Odorato.

L’apparecchio olfattorio è poco sviluppato all’epoca della nascila;


le fosse nasali ,
i diversi cornetti esistono appena ,
i seni non esistono ;

ciò non ostante il ragazzo esercita alcun poco 1’ odorato ,


e prohabif-
mentc è attratto dall’ odor del latte. Col progresso dell’ età le cavità
nasali si sviluppano ,
i .seni si formano ,
e sembra che sotto questo

rapporto l’apparecchio dell’olfatto si perfezioni sino alla vecchiezza.


L’ odorato in fatti conservasi anche negli ultimi momenti della vita ,

a meno che a particolari lesioni non soggiaccia I’ apparecchio ,


lesioni

tra le quali collocheremo le modificazioni che non di rado accaitono


nella secrezione del muco. ,

L’ odorato ,
poco svolto ne’ primi anni ,
aon acquista che verso gli

anni sette una sensibilità relativa agli alimenti. Infatti gli odori che
escono ,
per così dire ,
dalla sfera degli alimenti ,
e soprattutto quelli

che sono relativi ai sessi


,
non esercitano influenza atliv.'i sopra il ra-

gazzo. La vera epoca dell’odorato si è quella della giovinezza ,


quella
dell’amore. Gli odori infntli agiscono fortemente .sopra tutto il sistema
nervoso, come vedremo ,
ed esercitano azione spedale sugli organi,
cui vanno uniti i piaceri più voluttuosi.

§ 4- Gusto.

Le impressioni del gusto sembrano vive nel ragazzo neonato ,


come
.si può averne prova punendogli sulle labbra una .sostanza amara o sabata.
Ideologia. T. 1. fi

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,,,

82 PARTE SECONDA
II discerniinento del gusto per altro in quell’ epoca si limita a di-

stinguere I’ amaro dal dolce.


I ragazzi eccitati dal frequente bisogno di mangiare ,
divengono na-
turalmente voraci : la loro sensibilità confina con quella del porco; il

loro gusto è più avido che delicato.

II gusto nella giovinezza i ,


per cosi dire ,
offuscato dalle sensazioni

relative alla procreazione; l’amore succede alla voracità, il tatto al

palato.

Rousseau pretende che la ghiottoneria appartenga all’ epoca che


precede I' adolescenza. Sembra all’ opposto che solo all’ età matura
all’ epoca in cui le sensazioni relative alla generazione cominciano a
scemare d’ intensità ,
sembra ,
dissi ,
che allora solamente I’ uomo di-

venga più esigente • ricercato ne’ suoi pranzi ;


la vera età degli apici
non distà della vecchiezza (i).

S 5. Tatto.

La sensibilità del tatto, estremamente ottusa nella prima infanzia, non


oltrepassa le sensazioni del freddo e del calore ,
dell’ asprezza e della
mollezza.
All’ epoca della pubertà tutto il corpo diviene più irritabile ,
più sen-
sibile; tutti i sensi, e principalmente il tatto, acquistano maggior fi-

nezza c perfezione. £ all’ epoca della pubertà che il sangue bolle nelle
vene ,
che una soprabbondanza di vita tenta di espandersi esterior-
mente ; lo spettacolo della natura
,
fino allora indifferente, si anima agli

sguardi dell’ uomo ; un desiderio ignoto fermenta nelle nostre viscere

un fuoco segreto le divora ;


I’ animo s’ associa a tutti gli esseri circo-'
stanti ,
e riceve da tutti speciali sensazioni.
Se la sensibilità ò massima nell’ intensità all’ epoca della pubertà
col progresso degli anni acquista maggiore estensione e si conserva
,

quasi intatta sino ai cinquanta circa ;


poscia si riduce entro più angusti
confini ,
e diviene nel tempo stesso meno dilicata. La pelle disseccandosi
nella vecchiezza, scemando contemporaneamente la traspirazione ed il

calore ,
il latto deteriora a vista d’ occhio si conserva per altro sen-
,

sibili.ssimo al freddo e al calore ,


all’ umido e al secco, senza parlare
della podagra ed altre malattie.

fi) Cabauis.
,

ANOMALIE NELLE SENSAZIONI. 8^


Vedremo nelVArte critica che conveniva ricordare le idee esposte nei

cinque antecedenti paragrafi ,


giacchi corrono tra gli scrittori alcune
epioioni contrarie.

CAPO IV.

Anomalie nelle sensazioni per indole del clima.

Il clima ,
0 per dire meglio la temperatura calda ,
fredda ,
umida
ventosa dell’ atmosfera, deve produrre anomalie nelle sensazioni giacchi
,

i.° Influisce su tutti i punti delle costituzioni organiche;


a.° S’ estende a tutte le età e a tutti i sessi ;

3.** Agisce in tutti i tempi e senza interruzione.


I pesci non sono ,
come gli altri esseri organizzali ,
ugualmente sot*

temessi all’ influsso dell’ atmosfera ,


perchè abitano in un mezzo che
uguale grado di calore conserva quasi dappertutto. Se infatti la super-
ficie deir oceano è agghiacciata al nord e calda sotto I’ equatore ,
i

profondi abissi de’ mari non diflèriscono tra di loro. Quindi le sole

specie che vivono alla superficie delle onde ,


soggiacciono all’ influenza
del clima ,
e vanno a ricercare altrove una patria convenevole ai loro

bisogni ,
allorché I’ eccesso del freddo o del calore le respinge ,
o quando
gli stimoli della generazione le pungono.
Le piante acquatiche si trovano presso a poco tutte ne’ diOTerenti
climi ,
giacché I’ acqua non risente le subite e vive impressioni del

freddo e del calure che caratterizzano gli strati atmosferici.

Salve dunque le suddette eccezioni fa d’ uopo dire chu il clima


altera V intensità ,
la qualità ,
la somma ,
la durata delle sensore
rioni, perché altera o migliora le costituzioni organiche ,
accelera •
ritarda I’ epoca della pubertà , toglie od aggiunge for.* agli appetiti

diminuisce od accresce il potere di soddisfarli ,


allunga od accorcia la

durata della vita.

E siccome più filosofi rispettabili tra’ quali Elvezio in Francia ,


,

Hume in Inghilterra, chiamarono in dubbio 1’ influenza de’ climi ,


perciò

nella seguente tabella accennerò i fatti che accusano di falsità la loro

opinione relativamente all’ influenza immediata sulle sensazioni riser-


,

bandomi di parlare dell’ influenza sulle combinazioni ideali e sentimen-

tali nella V parte.

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,

t/i PARTE SECONDA

Infiuenta del clima sulle eostìtuzioiti


de' t>egelaiilì degli animali

I Epoche della generazione.

Gli or(;3ai sessuili , sì poco vi- Il calore accelerando il corso del


sibili e sì poco svolti nc’ vegetabili sistema vitale ,
avvicina ne’ paesi
vicini ai poli , SI sviluppano tanto caldi r infanaia all'epoca della pu-
più ijuaiilo più il sole è ardente. bertà Un ladou un Persiano
— L epoca della fioritura è acce- un Arabo sono puberi a i.l o a i 4
, ,

Icr.ita dal calore e ritardata dal anni ; all' opposto un Filandese ,


fieddo ;
perciò le piante biennali ,
un Danese non lo è che a i$
riposte nelle stufe o trasportate od anche a aa , percliè il freddo
Sotto i tropici . fìnriscono il primo rallenta lo sviluppo della loro co-
alino; e parecchie piante die soiìu stiliirione ; succede lo stesso agli
annue ne' paesi caldi ,
divengono animali ed in ispecie agli ucccIlL
Eiennali in Francia (i)

li. Segni di sensiiilità.

La .sensitiva ,
pianta originaria Nel verno gli animali a sangue
del Br.a.silc e delle parti mcridio- freddo giungono a t.ile grado d'in-
nali dell America , la quale ha la , che compressi
sensibilità punti ,
,

facoltà di coiitrarsi e di ristringere tagliati in pezzi ,


non danno in-
alcune delle sue parti , quando dizia di dolore ;
ma basta di av-
viene toccata , non da seguo <li vicinarli al fuoco per rendere loro
questa sensibilità che in tempi caldi, il sentimento e la vita.

111. Cambiamento delle abitudini.

Se ciascun (ioresi sviluppa nella Le lane e i pelami della maggior


stagione più favorevole a' suoi a- parte degli ammali .s'ammolliscono
mori , le diverse contri le del globo nelle contrade umide , mentre nelle
ne determinano le epoche ; iiivano contrade ariile ed ardenti i peli
r inverno attristi le nostre regioni divengono più ispi li c più duri ;

la pianta della iNovella Olanda o lercio le pecore d .Africa, di ruvida

dell’ emisfero au.vtrale non dimen- fana, acquistano un vello molle tra
tica in Europa di' ella ritrovava in gli umidi e ver.li p.ascoli ilcll’ In-
questo tempo e la sua estate c i ghilterra ; c le .setole spinose dei
suoi amuri ; ella Gorisce in mezzo nostri cignali divengono lanose sotto
ai ghiacci ,
finché si sia nituraliz- i climi freddi Ali’ opposto sotto
aata o che abbia ritiuiiciato
,
per 1’ azione dell' aria secca ed ardente
così dire ,
alle antiche abitudini dell’ Etiopia le lane delle pecore si
eli ella ricevette da' suoi padri tu 1 in lurano si rinforzano s’anucrauo
, ,
suol natio (a). Vedi la pag. iÒ come il criue ^ 3 ).
al n.“ 7.

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,,

ANOMALIE NELLE SENSAZIONI. 85

Note e Osservazioni.

(i) Nelle feliri rontndr che il c.ilor fecondante dell' atmosfera non
abb.indona gianmi.ii , il 6ore soltentra tosto al fruito che è caduto ,
un.i nidiata d’ uccelli è scg lita immcdiataincotc da un altra ; la genera-
alone ihi.ama le gciiiTarioiii
Ilmulo diviene (alvulla fecondo ne' parsi caldi.
Se non clic non è iicrcssorio d' andavu al nuovo mondo per ricono-
scere gli eff tii del calure sulla generazione. La lodala in Francia r iti
Germani.) non attende all' incuba/ione che due volte all anno; in Italia
clima più caldo Ire volle ; la prima
,
all' apparire di maggio , la se-
conda al mese di luglio, la terza al mese d' agos'o. ^

(ai Le secche e fredde sulle montagne


esposizioni ventose ed alle
, o
svolgono nelle piante delle barbe, una lanugine , un cotone, un velluto,
degli uncinetti ccc , i i|uali si perdono più o menu ne' lunghi caldi ,
umidi bas«i e terreni difesi
,

Le famiglie portoghesi stabilite al Capo Verde nel XV secolo sono


divenute i|uasi interamente simili ai negri indigeni del |>aesc e a quelli
del continente vicino.

(3)
c Ilo saputo per mezzo di esatte osservazioni , dice D.irwin , che
c le api , le (inali furono tra.sportate alle Barbade e ad altre isole
« orientali , dal primo anno in poi cessarono di lare il miele, trovando
« chi- non ne avevan più d'uopo al loro uso; e son ora divenute assai
« mole.ste a quegli abitanti , coll' infestar che fanno le luio l'jbbriclie
a dello zucchero: laddove le api trasportate alla Giamaica cuntinuaiio
« a far miele , siccome i venti freddi del Nord e ì tempi piovosi che
dominano in quell' isola , le obbligano a star chiuse per più seiiimane
« nelle oro abitazioni E le spi del Senegai , che sono diverse da
« quelle d’ Europa soltanto in volume , fanno un miele sup.-riore non
« .solamente in delicatezza di sapore , ma che ha inoltre la proprict.!
« singolare di non diventare giammai conrrvto , rimanendo sempre
« liquido come lo sciroppo.

« Siccome la morte de' no.tti alveari d' api sembra doversi a ciò che
« questi insetti sono mantenuti tanto caldi da aver aiieoia bisogno d'a-
c limenti allora quando la loro provigione ù esausta , pregai un amico
« mio , buon osservatore , a tenere per molte settimane due alveari in
« una cantina ben asciutta : egli osservò che per tutto quel tempo
K cileno non ronsumarono nuoto della loro provigiune , il peso degli
« alveari non essendo diminuito , eume accadeva quaud' eiaiiu tenuti
« all’ aria aperta La stessa osservazione trovo es.sere stata notata
« nell' yinntial Resister pel 1768 ,
p 11 3 'Ed il signor Wliije , nel
.

« suo Metodo per preservare le api , soggiunge che le api .silu.ite al


« Nord della di luì casa consumavano in inverno minor copia di miele
< di quella che consumassero le altre situate al Sud » ( Zoonoinia ,
tom. 1 , pag. 376-278 ).
, ,, ,

88 PARTE SECONDA

Jnfiueiua del clima sulle costituzioni

de’ vegetabili degli euiimnli

IV. Migliorazione delle specie.

A misura che ci scostiamo dai Nelle fortunate contrade dell’Asia


freddi climi del Nord , la forza ve- meridionale le farfalle non solo ac-
getativa va creseendo ; tutte le forme quistano eleganti magnifici sor-
, ,

de’ vegetabili divengono più larghe, prendenti colori ,


ma le loro forme
,

più succolenti ,
più pompose ,
più la loro grandezza ,
la loro statura

colorite. In generale sotto i climi si presentano diversissime trai bril-


caldi le erbe ,
i fiori ,
! frutti rie- lanti fiori dell’ India; e la molti-
scono più odorosi
,
più saporiti ,
plicazione della specie
,
e la fecon-

più nutritivi di quelli che nascono dità delle razze


,
e la produzione
sotto fredda e rigida temperatura. delle varietà crescono io modo ap-
pena concepibile (i).

V. Degradazione delle specie.

I belli e larghi fiori de’ paesi Alcune farfalle de’ paesi freddi ,

caldi non danno più che degli aborti le femmine soprattutto, non tuono
ne’ nostri climi più freddi ;
più al talvolta che ali abortite ,
come i

Nord ,
come per es. in Svezia vermi lucenti ,
le phalcena bra-
l’ ammania latifolia ,
la ruelia mata ,
lichenella ,
antiqua ecc.
clandestina, e molte altre non È il gran freddo che impedisce
producono piu petali ; i tagetes ,
alle corna delle vacche di svilup-

i bellis la matricaria non pre- parsi in iseozia ed in Nsrlanda.


sentano più de’ mezzi-fioroni radiati Il maggior freddo deH'Amerira
intorno al disco, altre ravvicinano dice Darwin ,
sembra causa che gli

la loro corolla polypetala e la ren- animali come le tigri e i serpenti


dono monopetala ,
come la sapo- hanno minor volume e robustezza

naria anglica; o ristringono le rispettivamente a quelli dell’ Asia


loro foglie e le spaccano qua e là e dell’ Africa.
rome il sambucus laciaiatus ,
la (S)-

ruta montana ecc. (a).


,

ANOMALIE NELLE SENSAZIONI. 87


/

Note e Ostervadoni.

(1) L’ asino va perfezionandosi a misura che vive in clima caldo;

egli vi acquista un grado di forza e mezzi fisici ignoti alle contrade


settentrionali.

Sotto il molle c sempre dolce clima della Siria e d’ Ancira i ruvidi

peli delle nostre capre divengono una seta fina ,


dilicata ,
lunga ,
che
serve a fabbricare i begli scballs di kasimir.

(2) Il rigido freddo ristringendo le parti esteriori delle piante e

degli animali ,
li costringe a rimanere imperfetti ,
e soventi nello stato

di germe o d' embrione. Perciò nelle Alpi molli graminifoli ,


come la

poa alpina ,
la foituca oi/iaa ,
I' atra coespitosa ecc. ,
non potendo
sviluppare perfettamente i loro fiori ,
prendono degli stami e .le' pistilli

che trasformano in germi immediati ,


e questi cadendo col calice sten-
dano radici in terra come se fossero grani. Ecco dunque dei gramini-
foli divenuti in qualche maniera vivipari ,
abbreviando I’ opera della
fecondazione per eflfetto del freddo.

( 3) I grossi buoi panciuti e bianchi dell’Olanda ,


trasportati al Capo
di Buona Speranza, divengano bruni ,
secchi ,
in uno stato semiselvaggio,

acquistano un piccolo ventre e lunghe gambe ,


e si rendono agiK e
snelli sopra un terreno arido e secco.

I gran cavalli della Frisia e dell’ Holsticn divengono piccoli ,


secciai

vivaci ,
se vanno a ripire sulle roccie della Corsica od a vivere tra le

pianure sabbiose e ardenti dell’ Arabia.

Fa d’ uopo per ultimo o.ssrrvare che ciò che fa degenare una specie
spessa ne rigenera un’ altra ;
quindi a modo d’ esempio , l’irrigazione
,

soffoca e fa imputridire le mesemhryanthemum , piante succolenti che


vivono nelle più aride sabbie de’ deserti d’ Africa ; mentre all’ opposto
il riso diguazza voloiitieri nell’ acqua ,
e l’ irrigazione ù necessaria alla

maggior parte delle piante.

\
,

SS PARTE SECONDA
TI. Durata della vita.

Di alcuni arbusti equinoziali sce- I battiti del polso giungono nou


ma la durata dell’esistenza in Eu- di rado ne’ paesi caldi a lao pct
roj)3 ; cosi il ricino {
palma christi) minuto, mentre ne’ freddi non ol-

(he diviene arboscello durevole ncl- trepassano i 90 ; quindi la durata


I’ Oriente, non i che annuale in della specie umana è più breve nei
Europa, come il tabacco, il quale primi che ne’ secondi.
vive due o tre anni nella Virginia. La temperatura di ao gradi ,
che
ù ottima pel lionc della Libia ,
fa

Le nostre erbe annuali da orti morire i zibellini e gli orsi bianchi

rome, pcre.sempio, la lattuga e la del Nord.

cicoria, trasportate a S. Domenico, II renne ,


clic non si trova che
formano gambi quasi legnosi clic virino al polo artico in Europa ,

vivono più anni, ma cessano d’es- in Asia al di là del circolo po-


sere atti- alla cucina ,
atteso I’ a- lare ,
in America a latitudini mi-

marezza e la durezza che contrag- nori ,


perché il freddo vi è mag-
gono. giore che in Europa; il renne che
tic’ detti paesi fa le veci della vacca,

Le piante delle Alpi ,


della Si- di-lla pecora , della capra e del c.i-

beria ,
del Caiiadà ,
dell’ Inghil- vallo
,
questo prezioso animale non
terra periscono a 3o gradi di ca- ha potato vivere io Francia ,
come
lore ,
mentre alcune resistono a 3o i leopardi abitatori degli aridi de-

gradi di freddo. serti del Sahara non possono sus-


sistere tra i ghiacci dello Spitberg.

Le piante de’ climi temperati Questi animali rimangono confinati


(Italia ,
Provenza, Spagna cd anche entro certi limiti eh’ essi non ol-

Siria) non possono tollerare io trepassano quasi giammai ,


mentre
gradi di freddo. all’ oppo.sto il cane ,
il bue, il lupo,

noti tra climi temperati ,


possoim
Le piante de’ paesi caldi delle naturalizzarsi più facilmente per

Indie Orientali ,
dell’ America Me- tutta la terra.

ridionale, dell’Egitto, dell'Afri- La natura ha dato alla maggior


ca ecc. ,
mojono a 5 gradi di parte degli animali e de' vegetabili
freddo mentre sopportano senza de’ climi temperati ,
la facoltà di
,

disagio 4o gradi di calore. ( il tutto estendersi di più che alle specie


giusta il termometro centigrado ). abitatrici da’ clini estremi (i).

; >jcn5ytì6ogle
.

ANOMALIE NELLE SENSAZIONI.

Note c Osscrt^azioni.

(i) Io generale bcnclii i corpi organizzati possano naturalirzirsi


,

sino a certo punto nelle contrade vicine alle loro ,


vi sono però '
1

limiti naturali ,
giacché non si farà giammai crescere sulle ro'-ri.' j-

ghiacciate del Nord i teneri alberi nati sotto la zona torrida '
•: i

animali e le piante della Norvegia non potranno gi.immai accostum.r vi

al terreno infiammato del Senegal Le modificazioni di temperatura de>

Tono essere molto leggiere per esseri nati in climi estremi ,


mentre
all’ opposto gli animali c le piante de’ paesi temperati hanno il van-

taggio di naturalizzarsi più facilmente in un paese più freddo o più

caldo. In pari circostanze il mezzo dista meno dagli estremi ,


di quello

che questi dislino tra di loro; dal che segue che gli esseri in-

termedj sono più favoriti sotto questo aspetto. Un Francese potrà


vivere a Torneo e al Senegai ;
ma un Samoiedo perirà di caldo nella

Guinea ,
e un Negro lolef morirà di freddo in Siberia ; dicasi lo stesso

dì tutte le piante e di tutti gli animali.

Quindi tulli i nostri animali domc.;tici del Nord e del Mezzodì si

trovano originariamente selvaggi nel mezzo temperato dell’ Asia ; ma


ciò che dimostra i limiti de’ climi, si ù che, sebbene i due poli ollìauo

gradi corrispondenti di freddo ,


e possano così divenire la patria d’ a-

ìmalj e vegetabili similissimi ,


ciò non ostante essi non nutrono asso»
lutamente le stesse specie al polo artico e antartico. Così la chimera
artica e gli altri pesci de’ nostri mari del Nord ,
ugualmente che alcuni
uccelli marini
,
trovano al polo Sud corrispondenti specie molto ana-
loghe ,
ma non sono assolutamente le stesse come si era supposto. La
zona torrida che li separa ,
è una barriera che essi non oltrepassano
giammai. Parimenti le fredde cime delle Cordoliere presentano piante
del genere rosa, rammculus, ed altre specie comuni nelle regioni del

Nord ; ma sono specie molta dilTcrenti e proprie a que’ paesi


,

ga PARTE SECONDA-

VII. V estremo freddo impiccolisce la statura


di tutti (^li esseri organizzati.
Osservate vicino ai poli , allo Gli abitanti delle contrade po-
Spitzberg , iu Greolandia , al Kamt- lari ,
Lapponi ,
i Samolcdi , gli i

scliakka ,
Lapponia , la terra
nella Osliachi Tsutschì ,
, iKoriachi , i

coperta di porracina, d’erbe sot- i Jukapres , gli Esquinaux , i Kam-


tili
,
d’ eriche nane , piccoli cc- scadali sono uomini piccoli , roac-
spogli, betulle sformate , mal ere- ciangberi , appena alti quattro pie-
scinte , intristite pel freddo che di ,
rannicchiati per l’ eccessivo ri-
agghiaccia continuamente le esTre- gore del loro clima : la loro pelle
mità de’ loro rami per poco che raggrinzata è anco annerita dal vio-
s’ allunghino ;
quindi lì gli alberi lento fredda che la colpisce (i).
rimangono arbusti , c questi minute Per la stessa cagione gli animali
macchie che si ristringono, s’aggo- domestici , i cavalli sono di già più
mitolano intrecciando i loro pie- pìccoli che i nostri asini in Isco-
coli rami quasi per guarentirsi più zia, nel Nortwales , in Svezia, ìit
che possono dal freddo; gli abeti Oelanda e Smolanda ; i buoi pari-
e i pini resinosi si vestono del loro menti e le vacche ri si impiccolisco-
fogliame serrato e stretto , per me- no , perdono le corna , e , come tutti
glìo resistere alla costante invernata, gli animali e vegetabili esposti a
Ircddo secco, divengono bianchi (a).
Vili. L'umidità, e il calore accrescono la statura
di tutti gli esseri organizzati.
Ne' terreni più umidi e più caldi Sulle sponde de’ fiumi e dcdle
dell’Africa e dcll’Asi.i nasceil bau- maremme che occupano le calde e
hab , albero di sorprendente di- fertili pianure dell’ Asia , ove ser-
mensione , d’ una te.ssìtura molle c peggiano il Gange c il Sind , sulle
quasi cotonosa , il vasto ceiba , il rive soventi inondate dal Zairo
fico indiano dai cui rami pendano dai Niger, dal Senegal ,
dalla Gam-
di-lle radici che arrivano a terra e bia, e nell’ Oecangarali in Africa
formano un sostegno o altra specie si propagano c crescono gli eie-
di tronco , col quale mezzo que- fanti ,
i rinoceronti ,
gli ippopota-
st’ albero occupa prodigiose estcn- mi, coccodrilli , gaviais , gli im-
i ì

sioni
,
formando come un vasto m'nsi serpenti boa c tutti i colossi
loggiato all’intorno; così che sotto del regno terrestre,
di esso si può acquartierare un li bue esso pure e il porco vi
esercito (3). acquistano un’ enorme taglia (4).
IX. L’estremo calore impiccolisce la statura
di tutti gli esseri organizzati.
Ne' deserti aridi , infuocati , sab- Gli uomini del mezzodì e dei
biosi del Sahara e della Nubia non tropici sono pìccoli, magri, arsicci,
crescono che erbe secche , ispide , deboli , bruni , poco longevi. Nella
spinose acri come gli cuforbi , o
,
Nubia e ncirAbissinii gli antichi
aloè ; o saline come il kali non avevano collocato i loro pigmei , i
, ,

meno impiccolite , intristite, dissec- loro Iroglo lìti , uomini piccoli , vi-
tate di quelle delle montagne già- venti appena 4» anni, puberi nel-
culi 0 degli steppì aridi e sabbiasi l’infanzia ,
disseccati dai raggi del
della Siberia. sole del quale abbonivano la luce (5).
,

ANOMALIE NELLE SENSAZIONI. Qt

Note e Osservazioni.

(i) L’uomo delle montagne, i barbelti delle Alpi, banditi d^ Pirenei,


t Baschi, i Caotabri, iMarsi degli Appenini,i Tirolesi cacciatori ere. , sono
piccoli individui, magri ,
secchi ,
attivi a ripire solle roccie come le capre.
(a) Gli Albin^s individui pallidi ,
esseri fiacchi e deboli . di pelle
pallidissima ,
di calvelli d’ un bianco setoso e argenteo ,
ocelli rossi e
pavidi della luce come conigli bianchi ; hanno l’udito duro e insen-
i

sibile , la maggior parte incapaci di grandi e intensi lavori di spirilo


e di corpo ; mancano di vigore e di coraggio. Essi trovausi per 1’ or-
dinario ne’ paesi freddi del Nord dell’ Europa ( ove tutti gii uomini
essendo in generale biondi ,
inclinano g questa degenerazione )
e sulle
montagne delle Alpi e della Svizzera.
,
(il) Targioiii Tozzrtli ,
Istilutioni botaniche, tom. Ili 4o5-4otì.
’p.
Sullo le accennate calidc ed umide contrade i minori graminifogli
sisviluppano come un bosco e .sorgono alla straordinaria altezza di i5
a ao piedi ; le canne del bambiV sorpas.sano nostri pii! alti alberi ; i i

rami de’ (valmizj s’ alzano quasi a uoo piedi come il pino araucaria ,
i cesaurina eco.
(4) Sotto lo stesso parallelo le vacche da latte delle valli Svizzere
quelle della Gueldrìa e della Frisia divengono voluminose in mezzo a quei
grassi ed umidi pascoli , mentre quelle delle montagne vicine sono pic-
cole ,
magre ,
scarse di latte ,
benché più sostanzioso.
Ne’ climi caldi ed umidi la stes.va natura umana ottiene talvolta il

massima sviluppo. Il negro del Congo veduto da VanderbroaK ( t'oyn-


ges pag. 4 o ) sembra segnare il massimo grado d’ altezza cui possa
'

giungere I’ uomo. La Caille cita nel suo Journal historique , p. i4ó ,


un (Jttentotto alto sei piedi e sette pollici; gli abitanti d’ Utaiti e delle
bole vicine , allorché ben nodrili , presentano alte e belle stature.
Prescìndendo.da questi casi , fa d’uopo dire che gli uomini giungono
al massimo grado a altezza e di vigore nelle contrade mediocremente
fredde ed umide , come la Polonia , la Livonia , I’ Ucrania , la parie
meridionale della Svezia , della Uanimarca , la Prussia , la S.issonia , le
contee del Nord dell’ Inghilterra. Gli antichi Germani e Galli erano
più grandi c più biondi degli Italiani , ed in ispecie de’ Romani , a
detta di Tito Livio , Plinio , Vilruvio ed altri scrittori. Attualmente le
truppe francesi non presentano .soldati di si àlta statura quanto le
truppe de’ popoli nordici.
La legge del massimo sviluppo prodotto dal mediocre freddo e dal-
P umidità sì vede confermata ne’ Guanchi alle Azorre ed alle Canarie ,
ne’ Patagoni abitanti del Chili, verso le terre magellaniche nell’.Anu-ru.a
Meridionale. I P.itagoni giungono alt’ altezza di setto piedi od otto al più.
(5) Dunque dai luoghi ove il freddo è abbastanza moderato per iiuu
opporsi al libero sviluppo dell’uomo, sino ai climi piu vicini alla lìnea
equatoriale , la statura umana diminuisce sensibilmente.
Questa legge di decremento suppone che i terreni abìtaU divengano
progressivamente più secchi e più aridi a misura che ricevono maggior
calore. Ella sì trova quindi modificaU dall’altra non meno potente legge
per cui cresce la vegetazione e la taglia degli animali e de’ vegetabili
a misura che al calore s’ unisce P umidità del clima.

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S»-*
PARTE SECONDA

X. Effelli del calore e del freddo sulla somma, (jualilà ,


intensità
delle sensazioni.

Effetti del calore. Effetti del freddo.


Ne’ paesi meriijianali il calore di- Ne’ paesi polare il freddo incre-
blando .
liilti i poti ,
accresce la sen- spando la pelle rende ottuso il latto ;

sibilllà del sistema nervoso ;


quindi e ciò tanto più quanto clie..glr or-
I
° Serisarioni più forti c più vive; gani sono inviluppati da .grascia.
4.
a° Sensibilità alle impressioni Quindi r uomo non resta ecci-

più .
lievi ; tato che dagli stimoli più forti ,

3 ° Rapiilo passaggio da una sen- più copiosi. Per ubbriacare 'un fac-
sazione aJ un’ altra ,
cosicché i n chino a Pietroburgo è necessaria

breve si scorre tutta la scala della maggior acquavite che a Parigi


sensibilità umana ; ed anche a Londra ove I' abuso di
” Scarso a|.pfctito e passione questa bevanda è massimo.,
per le droghe stupefattive ; .11 palato agghiaccialo non resta
5 ° Passione per gli udori : i po- offeso dall’ uso della carne cruda e
7.
poli meridionali respirano con tra- putrefatta degli animali marini che
sporlo gli efliutii delle piante ,
si i Samoiedi ,gli Esquimiui,i Kamt-
traforano le caridagini del naso e scadali divorano con incredibile vo-

i lobi degli orecchi per applicarvi racità.

dc’Bori e godere continuamente di L* odorato non si risente all’ esc»

questa inebbriante e deliziosa sen- crabilc puzza del' olio della balena ,

sazione ; di cui que’ popoli fan aso appas-


6 ® Sommo trasporto per gli spet- sionato.
tacoli ,
per la musica ,
per la danza, L’ abitante de’ paeài gelati non
per tutto ciò che colpisce forte- ù suscettibile di ricevere più im-

men'e i sensi ; pressioni simultanee ;


egli le riceve

® Pubertà precoce abuso di più isolate più lente più deboli :


, , ,

essa e di droghe stimolanti ,


acriù le determinazioni de’ suoi organi
il fisieo impotente corrisponda ai sono più durevoli ,
e le nuove im-
bisogni deir immaginazione ,
il che pressioni non riescono a cambiarle
accelera l'arrivo della vecchiezza ( l
); che difficilmente (2).
8 “ Inclinazione per P esagera Quest'apatia del sistema nervosa
xione e pel meraviglioso, quindi rende qiic’ popoli quasi indifferenti
talento per l' eloquenza ,
la poesia ,
ai piaceri dell'amore come ai do-

e in geneiale per le arti J’ ima- lori fìsici, per es.


,
alle ferite, alla

ginazione. perdita del naso, delle orecchie


per freddo eco. ( 3 )..

1
Digitizedi.
ANOMALIE NELLE SENSAZIONI.* g3

Note e òttervazioni.

(i) I popoli clip divengono puberi di buonora, sono anco di bnonnn


vecrlii ed impotenti; all’ opposto quelli; la pubertà de" quali i lenta e
tarda, conservano il loro vigore, la loro l'rescli-zra ,
la loro forza ge-

neratrice sino ad un'età avanzata. Pre.sso, gli. orientali cìie sono pubeii
a I danni, la facoltà procreatrice decresce .agli anni 3o ;
e senza I' uso
di rìmedj stimolanti .tono inetti ai doveri conjugali Le loro donne ces-
sano a queir età d’ essere menstruate ,
e la loro bellezza sviene c spa-

risce come un fiore cui -sia stata tagliata la radice; quindi II massima
tormento della vita, la noja, rende tristi i giorni della precoce vcccliiezza.

All'opposto nelle regioni mediocremente fredde del Nord le donne


sono capaci di generare sino agli anni 5o ,
e gli uomini ai 6o ,
e la

loro veccliiezza si conserva più verde ;


si pud paragonarli agii alberi

che ne’ nostri climi spogliandosi ciascun verno delle loro foglie ,
ot-
tengono più lunga vita di quelli de’ paesi caldi
,
sempre in istato di

.vegetazione e produzione.
(a) A misura che il freddo diviene più acuto e la sua applicazione
dura di più ;
tutti gli organi esterni ,
tutte le fibre motrici contraggono
un maggior grado di ruvidezza.

Altronde all’ u\t^rmc e costante spettacolo d zlla neve s’ agghiacciano


le idee e i sentinbw'.'i nell’ animo come I’ alito sulla barba Voi non
sentite un augello salutar col canto l' aurora ; non vedete una greggia
andar lasciva al pascolo ; nissun margine erboso vi invita a riposare

il fianco; cercate invancauna futile da cui esca mormorando un ru-


scello ; invano un fiore degno d’ ornare un gentil seno ; invano la voce
d’ una forosetta che desti I’ ero della valle. Tutta la natura incanutita
e bianca sembra rannicchiarsi al soflìo dell’aquilone che solo domina
sulle campagne : la macchina umana tende dunque ad assopirsi come
le tante specie animali clic, intorpidite dal freddo, dormono tutto il verno.

(3) L’ uso delle 'stufe nelle città distanti dagli estremi gradi del

fredda diminuisce ed annulla gli effetti del clima ; si trovano a Pietro-


burgo e a Mosca delle donne che non la cedono io sensibilità alle

Sicìliatie

Muntesquieu ha esagerato in generale l’ insensibilità de’ popoli, del

Nord. Da qneslo lato i Russi e i Polacchi non ditferiscono dagli altri

popoli europei : la massima insensibilità si deve ricercarla piuttosto


fra gli Egiziani e gii Arabi.

; . Digjiized by Google
ÌÉ
9^ PARTE SECONDA ANOMALIE NELLE SENSAZIONI.

XI. L’estremo calore e l’estremo freddo distruggono ugualmente


la sensibilità nelle macchine unuute.

« La temperatura ardente del Le belle descrizioni di Pallas at>

« Sayd ,
dicono i nostri medici ,
testano quanto il freddo distrugga

« producendo sugl! abitanti di quel- la sensibilità negli abitanti della


« le regioni l’ inerzia ,
l’ abbatti- parte fredda e boreale dell’ Asia.
« mento e la più grande apatia , 1 grossieri abitanti del Labra*
« rende l’organo del tatto così dor ,
della baja d’ Hudson ,
di
« stupido ed ottuso come il senti- Nootka-Sound ccc. ,
si fanno pro-
te mento morale ,
e fa loro soppor- fondi tagli nella carne e vi-
« tare con indiSérenza l'azione del gono scorrerne il sangue con stoica
« ferro e del fuoco che sono le insensibilità e senza dar segno di
a loro principali medicine » (i). dolore (a).

fi) Pugnet, jiperfii physique et mèdie, de la Hautf^.jrple, pag. y3.


(a) u Si concepisce facilmente soggiunge Fodcré ,
che le emorragie vi
devono essere rare e U mensiruazione penosa ,
giacché la vita vi è con-
ti centrata ai di dentro ,
atteso 1' assidcratamento delle superScie e la re-
ti sistenza eh’ ella prova a portarsi alla pelle divenuta simile alla corteccia
Il degli alberi ,
di cui quelle miserabili popolazioni si nutrono.
u Gli ultimi navigatori ai quali si debbono si belle descrizioni delle coste
II occidentali del Nord dell’ America ,
dice Cabanis ,
hanno osservata presso
j
' u i selvaggi abitanti dell'entrata di Cook un’ insensibilità 6sica si grande ,

[
>1 che appena è uguagliata dalla ferocia delle loro morali abitudini. Essi li

'
hanno veduto cacciarsi nella pianta de’ piedi ,
ordioariamentc si sensibile

u per le innumerabili estremità nervose che la tappezzano, dei lunghi pezzi


u di bottiglie rotte ,
le ferite de’ quali sono tra noi si dolorose ,
perchè
a lacerano invece di tagliare j ed essi eseguivano quest’ operazione senza
'
Il aver 1’ apparenza di farvi attenzione. Furono essi veduti a tagliuzzarsi
Il tulio il corpo coi medesimi pezzi di vetro per uuica risjiosta agli umani
u consigli che a questo riguardo davaao loro i nostri marina] ».

“Digitized EyTioOgle
,

PARTE TERZA
LEGGI DELLE SENSAZIONI

C A P 0 I.

Cenno sui diversi stimoli.

'X' ra gli stimoli diversi die agiscono sulla nostra macchina ,


alcuni

ristringono la loro azione sopra la parte coi vengono applicati, o su


quelle che hanno con essa qualche simpatia ; altri dilTondono la loro

azione direttamente o indirettamente sopa tutta la macchina o gran


parte di essa.

§ I. Stimoli particolari.

I. Ciascuna parte del nostro corpo ha il suo modo di sentire i suoi

gusti ,
le sue indiirerctize ,
le sue alTinitii
,
le sue ripulsioni. Siccome
l’ occhio non si risente al suono ,
I’ orecchio è indilTcrente alla luce ,

cosi la vescica non percepisce il zolfo ,


il cervello è insensibile al

mercurio. L’ emetico che muove lo stomaco ,


si colloca impunemente
sulla congiuntiva dell' occhio, benché vi trovi la stessa speciedi mem-
brana ;
e l’ oppio che istupidisce l' albero nervoso cerebro-spinale
non agisce sui nervi del gran simpatico: che più ! Vi sono de' sapoii
che agiscono principalmente sulla gola ,
mentre altri pungono sol-

tanto le estremità della lingua.


Siccome in un mi.sto di più limature metalliche la calamita attrae

quella del ferro, il mercurio quella dell'oro, cosi nel medesimo chilo
e nel medesimo sangue ciascun organo attinge gli elementi che gli

convengono ,
e naturalmente le particelle si collocano ne’ condotti die
sono loro più analoghi. L’ azione specifica de’ medicamenti dipende da
queste affinità e da queste scelte ;
quindi i reni e la vescica sono
sensibili alle cantaridi ; i vasi linfiitici e le glandole salivali al mer-
curio ,
i muscoli ,
e principalmente lo strato muscolare degli intestini

al piombo ecc.
;

96 PARTE TERZA
II Alcuni slimoK ,
I quali non esercitano die impressioni leggeris-
sime sul tessuto cui vengono applicati ,
provocano azioni violente sopra
parti luntanKsime. Il solletico alla gola ereitato con una penna produce
tosto convulsione nello stomaco; alcuna goccie d’olio d’ amandorle
amare applicate sulla lingua sospendono all’ istante le funzioni del cer-

vello ,
mentre se si applicano immediatamente al cervello gli riescono

innocue.
Vi sono dunque in tutte le parti del corpo diverse su.scettibililà per

tale 0 tal genere di dolori ,


di piaceri ,
d’ irritazioni ,
d' impressioni

qualunque ,
benché non si scorga intrinseca diirerenza nel sistema nerveo
che vi si diffonde. Parimenti vi sono veleni e malattie die non agiscono
che sopra determinati organi ;
ogni altra parte vi è invulnerabile.

§ a. Continuazione dello stesso argomento.

Tre sono gli scopi di questo paragrafo.

i.° Confermare colla storia degli animali quanto ho detto nel


§ an-
eedcnle
a ° Aggiungere nuova luce alle idee relative all’ istinto esposte alla

pag 39- Sa;


3.® Prevenire i giovani contro tyjtelle precipitose conseguenze che
da apparenti somiglianze r. dalla legge dell’ uniformità male ap-
plicata si sogliono dedurre :

I. Odori.
I più nauseosi odori delle piante non stornano sempre gli animali
dal farne uso ;
quindi i buoi amano la stchys ^sylvatica ,
il lalhyrus
sylvestris ,
la irida syhratica ed altre erbe fetide ;
essi non si mo-
strano schivi all’ amarezza dell’ assenzio che ripugna sì fortemente

ai porci.

Dei lumacliini si nutrono della noce puzza ( datura strainoniiim )

che ha un fctiilo odore come di topi o di pelo bruciato ,


ed é fuggita

dagli animali domestici. Questi lumacliini mangiati ,


anche senza il

loro tubo intestinale ,


avvelenano gli uomini ,
i cani e i gatti.

II. Sapori.
II cavallo ama il rhaomus catharticus ( spino merlo )
che non ié

tocco d.i altri animali ,


e resta avvelenato dall’ angelica ,
die a noi è
innocua ed aggradevole. Lo stesso quadrupede ama I’ agrezza del ra-
nuncolo Jlammula che uccide le pecore. Gli euforbi dei deserti dd-
r .Africa ,
malgrado il loro latte acrimonioso
,
che allontana da essi tanto

. .r
'Oigìtizerfby C.
,
W" 1
>

LEGGI DELt,E SENSAZIONI tjj

spfcic seWa^ie ,
rìcscono gradito alimento al cammello che ne mangia

abitoalmente ; e i porci &n tanto pranzo col loglio ,


e se ne ingrassano ,

benché ricusato da altri animali. Si vedono degli asini e dei muli


mangiare senza incomoda dei gerou^li d’aconito bianco , benché que-sti
purghino fbrtemeate i cavalli che pur son quadrupedi dello stesso genere.
III. Digestione.
Il lupo che appena cesta purgato da quella dose d’ arsenico che fa-
rebbe perire venti uomini ,
non riesce a digerire i migliori fbnglii che
noi mangiamo senza incomodo.
IV. releni.
I 11 veleno della vipera non agisce che poco o nulla sugli animali a
sangue fredda; e ciò che minaccia la vita dell’ uomo non fa succom-
bere neanche una sanguisuga.
Dei pesci di mare, come i diodoni, i tetraodoni, dei crustacei, come
i granchi di mare ,
divorano dei zoofiti caustici ,
delle meduse ,
degli
acalefi ecc. ,
i quali più eli* i sopraccitati euforbi spargano nn umore
SKcimooioso e tale che stacca V epideeme dalla mano che li coglier

Questi pesci ,
questi crustacei non rimangono avvelenati da quegli ali-

menti ; ma se la proprietà caustica riesce innocua alla loro carne ,


essi

divengono un veleno pe’ marinai che per inavvertenza ne mangiano.


Il cane ,
come é nolo ,
succombe all’ azione della noce vomica ; salve

le proporzionr, es.sa lo fa perire più presto che I’ uomo ; eppure «Ila

non uccide i vermi intestinali ,


mentre gli antelmìntici che cagionano
la morte a questi vermi ,
sono innocui all’ animale che li porta nello

sue viscere.

§ d. Stimoli generali..

Questa specie di stimoli debb' essere divisa in due classi:


La prima contiene quegli stimoli die estendono la loro azione sopra
tutta la macchina ,
atte.so la loco indole diffusiva ; tati sono il calore

F umidità, I’ dettricità ,
l’acquavite, le altre sostanze spiritose, più
specie di contagi ,
alcune specie di veleni ecc. : il morso, per esempio ,
del serpente crotalo fa cadere tutte 1« parti e tutti gli umori in ubo
stato di putrida dissoluzione.

La seconda specie contiene quegli stimoli che non diffondono la loro,

azione sopra tutta la macchina, se ngn se quando giungendo a certo


grado d’ intensità producono la. sìucope ,
del che ci porgono esempi lu
sensazioni di ciascun senso esterno. Infatti

loBOLoniji. T. I. 7

, Digitized by Google
g8 PARTE TERZA
I. Odorato.
i.° L’irritazione della membrana ^mucosa nasale prodnce un fcnmneuo
«ingoiare, cioè lo starnuto, il quale consiste in ona irritazione subita

• quasi convulsiva de’ muscoli iuspiratorj ,


per lo più ripetuta parecchie
volle consecutive.

Questo fenòmeno ,
secondo che opinano i fisiologi
,
è senza dubbio
prodotta dal cervello
.

,
perchè da prima è muscolare ed ci citato da
sensazioue
3. ,
e perchè non si scorge comunicazione diretta tra la >ucm~
braiia nasale ed i muscoli suddetti.
a.” L’ eccitazione troppo prolungala degli odori anche più soavi ca-

giona ,
come tutte lo impressioni troppo vive o lioppo protratte nella
loro azione ,
diversi accidenti cerebrali
,
per esempio ,
essa può inde-
bolire ,
alterare ,
sospendere le facoltà dell’animo, o risvegliarle allorché

sono sospe.se o indebolite (i).


5.° Le ailézioni proprie degli organi della generazione possono essere
eccitate o calmate con dllfercnti odori. La maggior parte de' rimedi

,somministrali con successo nelle allczioni isteriche , sono sostanze do»


tate d’ un odor forte ,
dice Cabanis.
° Gli odori forti possono produrre vomito, degli accessi d’iste-
4 il

rìa ,
la sincope ed anche la morte ;
essi riescono a risvegliare le forzo
vitali in apparenza estinte in uno svenimento ,
come vi riesce la sen-
'
sazione subita dell’ acqua fredda gettata sul volto.

L’ odore delle balle di zalfcranu cagiona talvolta la sincope anche


ai muli che le trasportano.
" Chi non ha provato un brn essere universale una specie di sod»
,

dìsfazionc fisica e morale respirando in primavera l’ aria delle campagne


carica delle emanazioni de’ fiori ?

( 1
)
Ij polve del laljacco, «Ueso la sua virtù slliiiolaute sulla mucosa
nas.ile ,
ed smrbe j>er la sciisaziuue che provoca introdotta nel naso, eccita
pì.vccvolinrnle il ezirvcllo ,
rende più attive le sue facoltà; le persone che
hanno cnntr.atto 1’ ahltiidine di rame uso si trovano in uno stato di disa-
,

gio c solTrono moUissiino , allorcl^ sono costrette a fame senza per molle
orej esse sono assalite da tormenti, da inquietudini, da cefalalgia, da ve-
glie ,
da inabilità ai lavori intellelluali ccc. j
vi sono pochi bisogni si pres-
santi come rpielli di prendere tabacco per le persone che vi souo abituate t

dei mcschiucUi preferiscono di restare senza pane piuttosto che senza


tabacco.

Digiti^ed by Google
,

LEGGI DELLE SENSAZIONI.


II. Gusto.
1.* Ne’ casi di fatica e d’ csaurinirDto ,
le sensazioni di generale de»

bolezza cessano immediatamente allorché si prende qualche alimento, c


spariscono quasi all’ istante in cui i primi bocconi giungono in contatto
cullo stomaco. La locale sensazione piacevole che si sviluppa ,
si dif-

fonde tosto per tutto il corpo pria che l’alimento sia portato in cir-

colo dal sangue.


Pili sostanze si liquide che solide diminuiscono la sensibilità ge-

nerale della macchina ,


c i medici se ne servono per alleviare i dolori.

I condannati alla tortura ne’ secoli passati .sapevano procurarsi una specie?
d’ insensibilità col mezzo di forte dose d’ alcool o <i’ oppio pria di com-
]>arire av^ti i giudici c i manigoldi.
-
d.° Una doso straordinaria di stimolo dilfusibilc può cagionare subi-

tamente la morte; è noto che una pinta d'acquavite spiritosa pre.s.a ad


un tratto è sufliciente ad uccidere un uomo come se fosse colpito dal

fulmine ;
e questo effetto forse é meno crudele de’ rinascenti c lunghi

tormenti che queste bevande cagionano quando sono prese a piccole dosi.
III. Tatto.
I. Il solletico ,
come tatti sanno ,
é una sensazione che non si ri-

stringe alla parte della pelle solleticata.


Il solletico è accompagnato da sentimento di disagio locale ,
sorpresa
ilarità forzata ,
oppressiune del pensiero, riso smodato ,
involontario ,
e
bentosto convulsivo e penoso.
Se questo stato continua qualche tempo ,
i disordini cerebrali c re-
spiratori vanno crescendo ,
e la morte ne é infallibile conseguenza.
Le circostanze che accrc.scono I’ azione del solletico sono quelle cho
tendono ad esaltare la sensibilità; quindi in generale riesce maggiora
1’ azione del solletico ;

t.® Nelle donne che negli uomini ;


'

a.® Ne’ giovani che ne’ vecchi ;

3.® Nelle parti del corpo in cui i nervi seno meno coperti e più espansi
(palmo delle mani, pianta de’ piedi ,
ccc. eco.) (t)

(i) 1 barbari no.stri padri profittarono della sensazione dolorosa del sol-
letico per fame un modo di tortura criminale; ecco come:
L accusato veniva spogliato de’ suoi alìiti cd esteso sopra una panca ; si
poneva sul suo ombcUico uno scarafaggio il quale era ritenuto da un boc-
,

cale rovesciato e reso immobile sul ventre col una coi reggia,
mezzo d’ di

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,00 parte terza
de’ testicoli eccita dolore si gagliardo e sì esteso ,
La compréssione
elle abbatte all’ isunte le forze dell' uomo più robusto e più furibondo;
quest’ animale ne’ te-
i cani nella caccia del toro procurano di mordere

sticoli per farlo svenire.


II. Qualche parte del tatto anco in grossi quadrupedi è si sensibile,

dolore cagionato ad essa toglie la vita all animale; i tajassus


che il

ed i patinis (specie di cignali del Nuovo Mondo ) hanno il muso si

delicato che se si di loro un colpo di bastone sul grugno, cadono morti

all’ istante il che non succede in altre specie.


,

IV. Fisia.

I. Le sensazioni della vista, allorché presentano forme bruttissime,


^i produrre
apparenze schifose, moti tumultuosi e irregolari, sono capaci
vertigini vomito cefalalgia. La pelle viscosa e tubercolosa del luma-
,
,

cone e della salamandra ,


le strisele -d’ un giallo sucido che tagliano la

livida pelle del rospo ,


fanno non solamente sugli occhi ,
ma anco su-

gli altri sensi ,


tutf altro eiretto che la viola, il giglio ,
il garofano o
la rosa. Giornalmente vediamo delle donne svenire alla vista d'un ragno,

d' un pi|)islrcìlo d’ un rospo o dì tutf altra cosa stomachevole. La


,

vista anzi la semplice memoria di oggetti schifosi ,


cagiona tiaasea c
,

non di rado move lo stomaco.

H. H rivolgersi rapidamente sui propri piedi ed anche il moto di


rotazione delle cose alquanto grandi che osserviamo aUenUmente ,
pui
cagionare vertigini e sincope.

modo che T insetto che non poteva fuggire, movendosi irrequìpto qua e U
eccitava sopra quella parte eminentemeole sensibile un prurito insopporta-
Itile ovvero ungevasi con salamoja la pianta de' piedi al paziente ,
quindi
i

si faceva avvicinare una capra, animale, come è noto, avidissimo del sale $

la capra leccando coslanteinente i piedi cosi bagnati , eccitava un solletico

tanto piò crudele ,


quanto che il paziente non poteva moversi.
Questo modo di tortura sembrava apparentemente meno crudele degli

altri, ma in realtà lo era di più; giacche egli è piò facile di resistere al

dolore che al prurìto, e può questo riuscire violento al punto da cagionare la

sincope e la morte. È noto che in certe malattie cutanee il prurito che ci


stimola a grattarci è superióre al potere della volontà. Molti ragazzi suc-

combéttero all' azione del solletico che alle volte in giuochi grossolani e

indiscreti viene eseguito sopra di es.si. In questo stato ,


tutto il sistema

nervoso è violentemente scosso ,


mejztrc una sola porzione ne è agitata

r azione del dolore locale.

Digitìzed by Goo^e
LEGGI DELLE SENSAZIONI. loi

III. Secondo I' oMcnaiione di Volnej i fluiti di luce ardente die


colpiscono da ogni lato l’abitante delia zona torrida, danno al suo volto
quella forma raggrinzata che presenta momentaneamente il nostro al*

lorchi fissiamo lo sguardo nel sole in pien meriggio.


IV. La privazione della palpebra clic cagiona dolore vivissimo in chi

i costretto a restare alla presenza del sole, era un supplizio usalo dagli
antichi ;
con esso i Cartaginesi punirono il magnanimo sacrifizio di Regolo.
V, Udito.
La storia ribocca di fatti rhe attestano l’ influenza dalla musica noa
solo sulle facoltà fisiche ma anco sulle morali. M’arresto alle fisiche,

rimettendo il discorso sulle facoltà morali alla VI parte.

I. Influenza del suono sugli animali.


Il) Il cavallo sembra compiacersi alla musica : tjuclli che sono addetti
al servizio della cavalleria ,
danno soveme segni di soddisfacimento at

clangore di strumenti guerreschi indicanti allegria o marcie militari.

6) È stato osservato che le greggìe pascolano pià a fango c eoa


maggiore appetito al suono del zufolo, della zampogna ed altri stru*
menti ,
il che fa dire agli Arabi che la musica le ingrassa.

ef. È noto con quale piacere ,


con quale attenzione il canarino ascolta
le arie che a sua instruzione vengooo sonate ; egli si avvicina all’ in*
airumcnto ,
e muto immobile aspetta che la sonata sia finita ;
poscia
batte le ali quasi in attcstato di soddisfacimento, e procura d’ imitare la
arie eh' egli ascoltò ( i ).

(i) n padre Labat nella sua descrizione della Martinica riferisce un fallo
il quale i nuova dimostrazione del potere che la musica esercita sopra certi
animali g
ecco ciò eh’ egli racconta a proposito della caccia del lucertolone :

ti Noi vi fummo accompagnati da un negro che portava una lunga pertica,


« all’ estremità della quale pendeva una piccola corda foggiata a nodo acor.<
SI revole. Noi scoprimmo im lucertolone il quale esteso per lungo sopra ua
SI r.vmo secco rìscaldavasi ni sole. 11 negro incoininciù tosto a zufolare, al

ti che 1' animale risentiva tanto piacere che avanzava la testa per discoprirà
< donde proveniva il suono. Poco dopo il negro s’ avvicinò a lui sempre
« zufolando, e procurò di solleticargli le coste e quindi la gola coll’ estro-

si mità della pertica. Sembrava che 1’ animale vi si compiacesse, giacché si

u stendeva e volgevasi dolcemente qual gatto che é avanti il fuoco nel


SI verno g il negro seppe solleticarlo sì beoe, e, per così dire, indormen-

SI tarlo col suo zufolo ,


che riuscì a largii avanzare la testa fuori dal rm»
u a seguo che potè stringergli tl collo col nodo o-
,

ivr*- PARIE TERZA •

d) AÙ opposto la melodia e il tllmo mnsicale riescono dolorosi al


coni. (Questi animali abbajaiio, urlauo o fuggono ai suono degli iiistru-

lui'nli; quello stesso della voce più melodiosa riesce loro importuno.

Mcad riferisce la .storia d’ uno di questi animali che mori di dolore


udendo forzatamente una lunga musica che lo faceva urlare. Vengono
citati dagli scrittori altri animali morti per la stessa causa ,
e Ira questi
la civetta.

a. liifluema del suono sugli uomini.


<i) Un canto nieludieso ,
dolce e iin po’ lento fa tacere i dolori che
tormentano i ragazzi ,
e riesce a procurar loro il sonno. >

.. ù) Il maresciallo di Sassonia osservò che il soldato i più allegro ,


più lesto ,
allorché marcia al suono del tamburo.

c) Fu visto ,
al rumore del tamburo ,
spicciare con maggior vivacità
il sangue dalla vena d’una persona cui facevasi un salasso (i).
d) Delle malattie sono stale guarite col mezzo della musica.
e) Ateneo’ ri fcrisce che all’assedio d’Argo, seguito per ordine di
Demetrio Poliorcete ,
i soldati non riuscendo ad avvicinare alla ma'*

raglia una pesante macchina destinala ad atterrarla ,


Erodoto di Mcgara,
uomo robustissimo ,
il quale suonava due trombe alla volta collo stessa
Calo, avendo suonato con gran rumore, giunse a comunicare vigoC
tale ai soldati ,
eli’ essi scossero la macchina e riuscirono a portarla al
luogo convenevole.

J) Cresce
1’ impressione de’ suoni sui nostri organi se è accompagnata
da gesti e moti corrispondenti. In una piccola città delia Spagna i

monaci dell’inquisizione avevano dato accusa d’empietà ad alcuni baN


lerini c ballerine i quali divertivano il pubblico colla lasciva dahza del
fandango. Questi poveri diavoli, condotti avanti il tribunale dcF santo
uOìeio ,
si difesero come poterono ,
c supplicarono il tribunale di voler
permettere loro d’ eseguire alla sua presenza questa danza rlie essi di-
cevano essere rosa naturalissima e affatto innccenic. L’ equità ,
o se
Tolde la curiosità ,
indusse il tribunale ad acconsentirvi. II suono dol-
cissimo di due chitarre apre la scena ; i danzatori ,
sciolti dai vincoli
“cominciano il ballo e vi si abbandonano col più vivo ardore : i musici
raddoppiano gli sforzi per dare all' aiia della danza F espressione vo-
luttuosa clic la caratterizza. Il sentimento che provano gii esecutori si.

comunica insensibilmente al reverendi padri ,


i quali comìnciauo aT

(i) Zodiacia medico-ffdlic.is . toni. Il p. i4p.


,
LEGGI DELLE SENSAZIONI. jo3
sgìUrsi 5tti loro scanni ; bentosto rapiti dal potere, pef cosi dire elet-
trico dell’ armonia ,
eccoli che dansano cogli accasati. È inutile I’ ag-
giungere che i ballerini non furono dichiarati emp{ ,
ma posti in li*

berla (i). Dal che si scuige che l’effetto Bsico sui nervi si cambia in.

effetto intellettuale e morale.

g) L’ eccesso del piacere che cagiona la musica pud produrre la


sìncope. Fuurnicr-Pcscaj cita un abate amantis.simo di musica , il quale

udendo un giorno suonare la chitarra dal celebre Bodrìgo ,


cadde in
terra come soffocato dal piacere ,
e rimase in quello stato per tre giorni ;

assicurò |>oscia che .sarebbe realmente morto se avesse coiitìnuato piik


lungo tempo ad udire il suono dì. quella chitarra maravigliosa. — IV
suono dell’ armonica fa cadere in delìquio piò p«'sone dilicate.

c A r 0 1 1.

Leggi ti’ intensità.

S ^
yicriò uno stimolo produca il suo effetto sopra un tessuto vù/entCf
''
fa tìnopo che la di lui azione continui per cerio tempo. '

1 lampi passano soventi attraverso della nostra sfera visuale ,


senr3
che ce ne accorgiamo ,
atteso la loro rapidità ; alle volte delle palla

di piombo penetrano nella nastra macchina .scura cagionarci grande ed


immediata sensarionc. Egli è necessario che i corpi restino qnalche

tempo nella bocca, acciò i saporì possano es.scrc gustati ;


allorché pas*

sano rapidamente ,
I’ impree.sìone che vi producono é quasi nulla ; ella

i questa la ragione per cui inghiottiamo presto ì corpi ,


il cui saporft

ci dispiace ; ed all’ opposto ri compiacciamo di lasciar dimorare nellar


•'
bocca i corpi ,
cui sapore ci è aggradevole (a).

(i) DictioAnnire des Sciences mèdicales ,


voi. XWV ,
p.ig. Sa.

(al <( Il tempo impiegato nel tonnare un'idea, dice Darwin, é press’a
<1 poco uguale a quello impiegato nel formare un movimento muscolare. Dn
o suouatorc percorre colle dita le corde d’ un’ arpa ^
con quell’ ordine eliu
« gli detta la pratica acquistata , ed in quel breve .spazio di tempo nel
« quale può rappresentarsi alla mente le note corrispondenti. Cosi noi
« audiam ricuoprendo moIlissìrAe volte in un dato tempo il globo dell' occhio
u colle palpclirc ,
senza nemmeno accorgerci d’ cs.ser giammai all’ oscuro )

« quindi s' iuteude cU« la percexioM o ridei della lue* non .si cangia in

I
'
frt4 tARtE TERZA
s»-
i diversi stimoli impiegano diverso tempo a produrre i loro rt^
spettivi effètti; e questa diversità è in certi casi ragguardevolissima.

I vescicanti non irritano la pelle se non se alcune ore dopo die


furano applicali i contagi febbrili restano assopiti o nob sensibilmente
attivi per alcuni giorni t c la saliva degli animali idrofobi non eccita
1’ idrofobia che alla fine d’ un tempo incetto e variabile.

Negli avvelenamenti si trae profitto da quesn legge amministrando


droghe emetiche proprie a muovere c a rovesciare lo stomaco , cosicché
egli evacua la sostanza velenosa ,
pria che il veleno abbia avuto il

tempo d’agire sui di lui tessuti c difibndersì. Ella è questa la ragione

per cui applicando un ferro rovente alla parte morsa dal cane idrofobo ^

si taglia il corso al male.


La rapidità dell’ efifetto che succede all’applicazione dello stimolo, è
variabile ,
secondo
I .* La qualità più o meno attiva di esso ;

a." La quantità di esso ;

3.° L’ energia o la debolezza ,


lo stato di salute o di malattia l’es*
,

sere intatta o lacerata 1’ epìderme del tessuto vivente cui venne appli*
rato ( Vedi il
§ i8 di questo capo ).

li eJfetUì d’ uno stimolo continua per cerio tempo dopo che ne ì


cessala azione.
Fissando per poco il sole che tramonta ,
a quindi coprendo gli occhi
colla mano ,
si continua a vedere l’ imagine di esso per alcuni minuti
secondi ,
e si continuerebbe pure a veder le imagini di altri oggetti ,

ti quelld delle tenebro in cosi corto spazio di tempo ,


quanto sia un batter
« d’ occhio ;
di modo che in questo caso il movimento muscolare della

« palpebra si eseguisce più rapidamente di quello che la percezione della


u luce arrivi a trasmutarsi io quella delle tenebre. Cosi un tizzone di
•• fuoco che si faccia girare attorno nelle tenebre ,
presenta all' osservatore
u un cerchio luminoso non interrotto ; se si faccia girare più lentamente ,

u il cerchio appare interrotto da una parte ; e finalmente il tempo impie-


u gato nell' aggirar del tizzone è altrettanto ,
quanto quello impiegato dal-
<1 l’ osservatore nel cambiar le sue idee : cosi il dolikoskoton ankos d'Oinero
L’ ombra allungata dello slrnl fuggente
u è opportunissima espressione per darci un’ idea della velocità ,
non della
M lunghezza dello strale » (Zoonomia-f lom. I, pag. 3a).

Digitized T5yXjf)Ogli
,,

LECCI DELLE SENSAZIONI. toS

Bnch< riosossi dall’ occliio ,


x’ elleno non fossero cancellate dal perpetuo

cambiamento dei movimenti delle estremità nervose della retina nel-

r attenzione che prestiamo a tanti altri o(>gcttl.

11 primo sforzo del vomito espelle in generale tutta la droga emetica


ina r azione dello stomai'o si riproduce ancora più volte ,
non essendo
estinta I’ impressione che la droga vi eccitò.

S4-
X’ applicazione tV uno stimolo ,
anche senza ledere V organo tid
> applicato ,
giunto a certa dose ,
esaurisce la di lui capacità.
Il freddo annulla le sensazioni del tatto anche pria di prodarre la

cancrena : decrcsrono le sensazioni del gusto a misura che le vivande,

vanoo accumulandosi nello stomaco ecc.

S5.
L’ organo dì cui fu esausta la capacità, ha mestieri di certo tempo
^per riprodurla.
Senza eonvenicnte sonno e riposo gli organi de’ sensi esterni ed il

Cervello divengono uicapaci ad eseguire le loro funzioni.

§ 6 .

Ciascun organo ha òeiiA il suo grado Specifico di capacità ,


ma
questo grado non è prescritto con (fucila esatta invariabilità che si
osserva nelle forze fisiche degli esseri inorganici.
Le forze delle aflinità chimiche sono sempre eostanti ,
e i risaltati

delle combinazioni ,
una volta noti
,
possono essere esattamente e con
perfetta certezza calcolati Me’ corpi organici all’ opposto v’ ha un’oscil-
lazione continua nelle forze motrici entro certi limiti ,
cosicché dopo
l’ applicazione di dato stimolo una maggiore o minore reazione risulta
secondo che la sensibilità del tessuto che iic é tocco ,
si trova esausta
od accumulata, superiore od inferiore all’intensità medi.a. Un grano
4' emetico provoca il più violento vomito in un ammilato mentre
,

quattro grani o sei non commovono che debolmente un altro.

S 7-
J gradi d’eccitamento ai (fuali gli organi possono essere sotto-
messi ,
e che permettono loro di riprendere tordìnaria azione ,
non
sono estesissimi e se si oltrepassano
,
ne risultano nuovi modi d’ a-
zionc,chenè coll’esistenza dell’organo sono compatibili, né cogli
altri movimenti della macchina. La conseguenza dì questa azione si è
la malattia e talvolta la morte dell’ individuo : la massima ne quid
nimis é fondata sopra un fatto fisico. Tutti i Untativi per accrescere
la somma delle sensaziooi piacevoli risultanti dalle funziooi organich*
.
?o8 Ì^ARTE TERZA
tlIonlanlYio dal laro scopo e sono arrompagnali da propor/.lonato in*
tcrvallo di debolezza. Non si può accelerare il processo della digcsl'cne
come si accelera il moto del menarrosto; nè si può impedire l' oiriisca»

meato della ragione a misura che si trangugiano liquori. Se coslrin*


gete quest’ oggi un cavallo ad una corsa doppia dell' ordinaria ,
sarete

costretto a lasciarlo riposare non solamente dimani ,


ma anche dimani
l’altro, seppur non crepò alla fine del primo giorno.
Alle apparenze della sensualità non corrisponde dunque ,
come sup-
pone stoltamente il volgo ,
una propor^ioii.ata .somma di piaceri reali ;

.si può essere assisi a lauta mensa senza appetito ,


e tremare di freddo
febbrile vicino al fuoco.

§ 8 .

L’ assenta degli stimoli consueti è la sorgente dcìlì appetenze


animali.
La sensazione penosa della fame , la rabbia amorosa degli animali ^
la noja che opprime gli oziosi ,
devono essere classiGcate sotto questo
articolo.

Il disagio che provano i nostri quadrupedi domestici nel rimanere


lungo tempo racchiusi nelle stalle ,
si fa palese da] giubilo che dimo-

strano allorché n’ escono.


Gli sbadigli ,
gli stiramenti
,
le inquietudini nervose ,
la facile ira-

scibilità dell’uomo annojato, sono argomento che la mancanza di sen-


sazioni nell’uomo svegliato equivale a stalo doloroso.
Egli è quindi neces-sario con lavori qualunque ed anche con qualche
dolore di procurare sfogo alla sensibilità disoccupata. Le astinenze dai
piaceri ,
dalle passioni ,
e le altre privazioni cui si sottomettono gli
austeri divoti, rendono necessarii i cilicii c le flagellazioni, come sono
necessarie le cavate di sangue ad un picttorico (i).

S 9-
Ogni che un organo ha cessato dalle sue funzioni per uti

certo tempo ,
diviene ,
ristabilendosi ,
sensibilissimo all* azione *dei
differenti stimoli co’ quali suole essere in contatto.

(i) È noto che ne' primi otto secoli della chiesa i moDact d' Oriente ,

<|uando alzava il capo qualche eresia a Costantinopoli od altrove, uscivano


dai loro chiostri ed eremitaggi, e spargevano lìumi di sangue nelle città e
ne' borghi. la questi atti non si deve considerare solamente T azione del
fan.'itismo
,
ma anche T azione della sensibilità disoccupata che aveva bisogn»
<ii sfogo.
LLGGI DKLLE SENSAZÌOM. )oy

L’ oi'diio rimasto lungo tempo in luogo oscuro risciit.’' una srnsa-


itionc dolorosa al priuio turco delia Iure oi dinaria. Lo stomaco privalo

tl' aliairnli per molli giorni o molte setliuiaiie non può ricevere clic al-
cune curcliiajate di lirodo.

In generali: il ra/^ido /xissfi^f^io da unti tinto d.^ eccitamento al


swì opposto ,
suol essere nocino al rclntino organo ,
e talcolta In
distruiige
Le ap|dirazioiii di ipie.sta li'gge sono iprinitc. 1 Russi, istruiti dall.t

sola rspetienra, seguono le sue indicazioni nel trallauirnto degli organi


as.saliti dal gelo del luto rigido clima. 1 corpi in questo s^tu sono st

seiisiliìli allo slini.ilo dri calure, che alla sua subita applirazione coiri-

S|ioiidr una reazione disliuttrioc della vita. Quindi allorcliè un membro


b rimasto gelato ,
la prima cosa da farsi si è un lieve frrg.imenlo colla

neve ,
l.i quale rs.seiido di aleuni gradi inferiore alla tem|>rratnra drl-
!•’
atmosfera ,
diviene uno stimolo propor/iorvto allo stalo dell' org.ino
,

e può ccritare quel grado d' azione clic è necessario per ristabilire la

salute. L’arresto della circolazione prodotto dal freddo estremo non è


accompagnato da dolore; è quindi facile di Cadere in questo stato senza
accorgersene entrando in una stanza calda; la cancrena sopraggiunge
tosto ,
e I’ organo è allatlu distrutto.

I cambiamenti di temperatura subiti e ragguardevoli sbgliono pro<


durre malattie ,
principalmente quando distruggono I’ equilibrio delle

funzioni ,
cioè quando affettano una parte del corpo e non le altre ,
a
non le affettano ugualmente. Una corrente d' aria fredda die venga da

un foro qualunque ,
abbassando la temperatura della parte .sulla quale
rade ,
ne accresce di multo la scnsibilitì ,
cosicché il ritorno della tem-

peratura abituale la getta in uno stato d’infiammazione; ed è questa


l’ordinaria cagione de’ catarri e de’ reumi (i).

Jl rapido passaggio dal dolore al piacere ,


dal piacere al dolore
può produrre ugualmente la morte ,
come sarà dimostrato nella VI parte.

(i) Tutti sanno ebe se si espone un retro a piccolo calore, il quale


vada gradatamente crescendo sino al grado massimo ,
il vetro non si spezza s.
aH'oppoato se si espone il retro all’ immediato contatto di calore fortissimo s
il vetro va in pe'zzi. Colla scorta di questo e simili fatti sembrami di poter
asserire die nelle alTe/ioni ergaiiiibe lisullaiili da rapidi canibìamcnti noti
iulluiscono so!» le leggi deiU fetuibiiiU, ma anco quelle della mcecaiticai
jo« tARTE TERifl
§ IO,

Si diminuisce la sensibilità comprimendo i relativi organi.


a L’ 9pplic3zionc J’ una fasciatura in giri fortemente stretta sul corpo

« sugli arti , dice Kicherand ,


calma le convulsioni d’ una donna iste-

« cica. Sovente bo diminuito il dolore nella medicatura delle piaghe,


« che sono in quello stato di corruzione conosciuto sotto il nome di
« cancrena d’ospe<lalc^ facendo stringere fortemente dalle mani d’ un
* ajulante 1' arto al di sopra della ferita ».

S ”•
La eon%mata applicazione d’uno stimolo ne diminuisce V inten-
sità ,
eccettuati i casi che verranno accennati nel paragrafo 1 3.

Le sostanze sapide tenute lungo tempo in bocca cessano di eccitare


k consueta sensazione.de! gusto. Parimenti gli anelli e gli altri lega*

menti cagionano da prima una sorta d’ incomodo ne’ punti della loro

compressione ,
itu ben tosto quest’ incomodo non è più sentito ; risulta

da ciò il metodo di facilitare la memoria ponendo al dito un anello che


non si era abituati a portare; l’irritazione insolita eh’ egli cagiona ,
in-

duce a pensare alla cosa di cui vogliamo ricordarci.


Siccome I’ applicazione continua d’ uno stimolo cancella la sensibilità
del relativo tessuto cosi tende a diminuire l’ intensità degli effetti
,

eh’ egli è solito di produrre. È noto che F abuso giornaliero de’ liquori
inebbrianti indebolisce la loro impressione sulle facol'à intellettuali. Un
novizzo nell’ nbbriacchezza è vinto da alcuni bicchieri di vino, mentre
l’ ubbriaco professo può .inghiottire molle bottiglie senza perdere la pic-

cola dose di buon senso che gli rimane. Succede lo stesso nell’ uso

dell’ oppio e degli altri stimoli diffusibili. Certe persone s' abituano a

poco a poco a prendere dosi ragguardevoli di questa sostanza clic

avrebbero cagionato loro la morte se le avessero prese la prima volta (i).


I medici sono soventi costretti a ricorrere a nuove droghe le quali

producono effetti analoghi a quello delle prime ,


aihuc di annullare

(i) L’ uomo che conduce una vita dura e faticosa ,


risente meno viva-

mente il dolore di quello che l’ eflemmlnalo o il sibarita che resta imo-

modato da una foglia di rosa. I soldati e i marinai soffrono giomalmcntr

mille privazioni che porrcbliero a pericolo la salute e la vita del scdcnlarm


citudino. I fabbriferrai i fabbricatori di vetro passano le loro giornate
,

ad un grado di calore che altri non potrebbero tollerare ìinpuuemenlc. Le


robuste villane occupate in lavori faticosi hanno de parti tnen luiigfii c meno
^ricolosi delle cittadine costautemeute immerse ueUa tnoUezsg c nell ozio.
,

LEGGI DELLE SENSAZIONI. log


Farccnnata tendenza dell’economia orf;anica ,
quando vogliono mante-
nere un’ azione costante sui loro ammalati.
La grand' arte della vita consiste nell’ evitare l’ apatia che risulta
dall’ iiifluenza dell’ abitudine ,
il che si ottiene

i." Economizzando le sensazioni piacevoli in modo da lasciarne parte

all’ età provetta ;

'Variando le sensazioni acciò la novità ravvivi


\
i tessati che l’ ahi-
ladine tende a smussare.
'»•
S
V abitudine di far uto d’uno stimolo ne crea un bùogno tale

L’abitudine del tabacco dimostra che la natura finisce per volere


imperiosamente ciò che da principio ostinatamente ricusava. In mezzo
alle tempeste giura il nocchiero di abbandonare la sua perigliosa pro-
fessioue ,
ma appena ha passato un .mese in terra ,
s’ annoja della sua
.>ituazione^e vola di nuovo in mezzo ai pericoli del mare. — Se non
prendete il solito thè, il solito caffè alla mattina, sarete tristo ,
sgar-
^

bato ,
di mai umore tutta la giornata.

S *3.

abitudine d’ uno stimolo non ne diminuisce l’ intensità ne' se-

guenti casi :

i.° Quando lo stimolo lede l’organizzazione : applicate cento volte


un bottone di fuoco a diverse parti del corpo o alla stessa parte priva

d’ escara ,
e proverete sempre la stessa