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STATUTO ALBERTINO.

- Lo stato liberale è il nostro stato dal momento in cui nel nostro paese, quello che allora era il
regno di Sardegna, viene concesso lo statuto Albertino.
- La costituzione è la legge fondamentale di uno stato perché al suo interno sono trattati i
principi fondamentali su cui si fonda l'ordinamento giuridico, insieme di tutte le norme che
regolano la vita sociale.

● CONTENUTO DELLE COSTITUZIONI


In generale tutte le costituzioni hanno sono divise in due parti:
- prima parte vengono illustrati quelli che sono i principi ispiratori e vengono poi
disciplinati i diritti e doveri del cittadino.
- seconda parte delle costituzioni normalmente sempre tratta invece dell'ordinamento
dello stato, e appunto degli organi, delle loro competenze, delle loro attribuzioni e dei
rapporti che fra questi organi si vengono a istituire.
- Questa è la struttura che lo statuto Albertino ma è anche la struttura della nostra costituzione.
(La nostra è nostra costituzione ha una prima parte che è preceduta dai principi fondamentali e
che intitolata appunto "diritti e doveri dei cittadini" e una seconda parte intitolata appunto
"ordinamento dello stato", poi ci sono delle disposizioni transitorie finali che sono delle norme di
raccordo tra il vecchio ordinamento equello nuovo democratico).

C'è la differenza:
- Forme di stato (quindi parliamo dello stato assoluto, dello stato liberale, dello stato
democratico) facciamo riferimento al rapporto che é intrattenuto fra chi governa e chi è
governato: tra lo stato apparato e la società civile (quindi muta a seconda dei tempi).
- Forma di governo é il modo in cui i poteri dello stato sono distribuiti fra i diversi organi e
i loro mutui rapporti.

● TIPOLOGIE DI COSTITUZIONE.
Le costituzioni possono distinguersi fra loro in funzione delle loro tipologie:
1) Costituzione scritte e non scritte.
- Lo statuto Albertino era una costituzione scritta, lo è l'attuale nostra
costituzione, prevalentemente tutte le costituzioni sono scritte ad esclusione di
alcuni paesi anglosassoni (l'esempio tipico e quello del Regno Unito dove la
costituzione è in parte frutto di norme consuetudinarie che sono trasmesse nel
tempo).
- Nei paesi anglosassoni da sempre si adotta un questo sistema di common
law, si tratta di norme consuetudinarie.
Una delle caratteristiche che si ricorda spesso è quella riconducibile al fatto che
fonti del diritto oltre che molto spesso non essere scritte ma frutto della
consuetudine sono le sentenze: è il cosiddetto "principio del precedente
giudiziario vincolante".
Il giudice non soltanto fa riferimento a norme giuridiche ma anche a decisioni che
su casi analoghi sono stati presi dal suoi colleghi in precedenza.
- Nei sistemi di civil law dove invece, come ad esempio il nostro, le fonti del diritto
sono esclusivamente degli atti o fatti, perché anche nel nostro sistema giuridico
è prevista la consuetudine, anche se è un po' desueta poiché sempre più le
consuetudini, cioè le norme che si vengono a creare attraverso un
comportamento costante e ripetuto all'interno di un certo nucleo sociale, vengono
sempre più scritte.
2) Secondo l'origine: costituzioni votate o ottriate.
- "Ottriate" deriva dal francese significa "concesse".
La costituzione Albertina è concessa: siamo nel 1948 e Carlo Alberto concede la
costituzione ai suoi sudditi.
Le ragioni per cui la concede é perché in quel tempo la penisola ma anche tutta l'Europa
era percorsa dai moti insurrezionali e quindi Carlo Alberto muove d'anticipo e concede in
modo anche piuttosto frettoloso, e di questo lo statuto ne risente, soprattutto dove non è
chiaro bene chi debba imprimere l'indirizzo politico al paese: statuto formato da lui e dai
suoi ministri perché all'epoca non c'era un governo come sarà poi strutturato con lo
statuto Albertino.
Cioè il monarca assoluto si circondava di consiglieri e di ministri che con lui definivano la
politica dello stato.
- Le costituzioni votate é l'esempio tipico della nostra costituzione repubblicana: nel
giugno del 46, all'indomani del secondo conflitto mondiale, gli italiani si recano a votare e
non soltanto scelgono tra repubblica e monarchia , ma eleggono anche rappresentanti
dell'assemblea costituente, che avrà poi il compito di lavorare, quindi discutere e
approvare la nuova costituzione.
Quindi la nostra costituzione é votata, in questo caso dal popolo indirettamente
attraverso i loro rappresentanti che si riunì nell'assemblea costituente: le costituzioni
democratiche sono per definizione delle costituzioni votate, provengono dal basso,
dalla volontà popolare.
3) Costituzioni brevi e lunghe.
- Lo statuto Albertino è una costituzione breve nel senso che intanto consta di un
numero relativamente esiguo di articoli, sono 84, a differenza della costituzione
repubblicana dove sono 139.
- Quindi quando si parla di costituzione breve parliamo di un insieme di norme di
carattere generale che reggono i diritti e doveri dei cittadini e poi per quel che
riguarda la seconda parte la brevità è anche legata al fatto che i compiti dello stato
sono molto limitati.
- Lo statuto Albertino è anche breve perché lo stato ai tempi dello statuto era uno stato
limitato, anche nelle funzioni.
Lo stato si limita a dei compiti fondamentali essenziali: la distesa delle frontiere,
l'amministrazione della giustizia, l'emissione della moneta, la diplomazia ma poco altro.
(Enti assistenziali della chiesa si occupavano semmai dei compiti che oggi invece sono
proprio lo stato moderno).
- Comunque anche nella parte in cui si parla di diritti e doveri del cittadino gli articoli che
sono ad esso dedicati sono solo 9.
- é considerata invece una costituzione lunga la nostra attuale.
4) Secondo le modalità di modifica: costituzioni flessibili e rigide.
- Lo statuto Albertino viene ricordato soprattutto per il fatto di essere stato uno statuto
flessibile: significa che la legge fondamentale dello stato non garantisce più di tanto i
cittadini per quel che riguarda i loro diritti fondamentali, perché attraverso una
semplice legge ordinaria il Parlamento può derogare alle norme dello statuto.
- Oggi questo non sarebbe più possibile perché la nostra costituzione è una costituzione
rigida: significa che è modificabile soltanto ricorrendo a un procedimento, un iter
legislativo particolarmente aggravato e lungo volto a coinvolgere una parte
importante dei parlamentari.
La costituzione rigida consente la cristallizzazione di principi fondamentali, cosa che
la costruzione flessibile non permette: la costituzione rigida è una garanzia che viene
data ai cittadini per cui alcuni principi sono immodificabili.

- Art.138: disciplina questa procedura aggravata.


L'approvazione di una legge costituzionale, che é la sola in grado di modificare, integrare la
costituzione, richiede delle maggioranze molto elevate.

- Art.139 nella nostra costituzione dice che "la forma repubblicana non è passibile di
modifica costituzionale" quindi non è possibile il ritorno, se non attraverso qualche evento
rivoluzionario al regime monarchico, è ritenuto dalla dottrina che buona parte della costituzione
comunque non sia modificabile o sicuramente i principi fondamentali, i primi 12 articoli, ma
anche buona parte della prima parte della costituzione.
Quegli articoli della costituzione che accolgono al loro interno valori fondanti del nostro
ordinamento non sono passibili di modifica costituzionale.

- Nel modello anglosassone ed americano i costituenti proprio a garanzia della rigidità della
costituzione hanno previsto un controllo di costituzionalità delle leggi, proprio perché se
questo controllo non avvenisse una legge potrebbe modificare il testo della costituzione.
- I costituenti hanno scelto un tipo di controllo accentrato ovvero l'istituzione di una corte in
tribunale per la corte costituzionale che ha come compito principale quello proprio di giudicare
sulla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge ovvero dei decreti
governativi.
- Diversamente negli Stati Uniti il controllo di legittimità è un controllo diffuso perché ogni
giudice può disapplicare una norma, la norma che serve per il caso a quo, cioè per dirimere la
controversia che ha di fronte, per poi decidere di disapplicare quella norma perché la ritiene
incostituzionale.
-In Italia questo invece il giudice non può farlo e può sollevare una questione di legittimità di
fronte alla corte costituzionale e suscitarne un giudizio, che dopo un'istruttoria può ritenere
che effettivamente quella norma è incostituzionale e quindi annullarla ed espellerla
dall'ordinamento giuridico.

- Il compito principale della corte costituzionale, quello che lo occupa per maggior tempo, è
proprio il giudizio di legittimità.
è ovvio che lo statuto Albertino non prevedeva un tribunale di questo tipo perché non si poneva
assolutamente il problema: una legge poteva tranquillamente porsi in contrasto con il contenuto
dello statuto.

● LO STATO LIBERALE.
- La concessione dello statuto Albertino segna il passaggio dallo stato assoluto che reggeva il
Regno di Sardegna sino a quel momento a uno stato liberale.
- Lo stato assoluto era contraddistinto per una concentrazione dei poteri in capo al sovrano, la
sua centralità
- Era uno stato più borghese:
- Nei moti rivoluzionari si parla di una classe sociale che é la borghesia emergente che
non si accontenta più poiché detiene fuor di dubbio il potere economico ma é esclusa
dalla cosiddetta "stanza dei bottoni" cioè non ha voce in capitolo per quel che riguarda le
decisioni politiche, l'indirizzo politico del paese.
- Ha bisogno che il monarca venga ingabbiato in un sistema di regole e che le rispetti in
modo tale da consentire che commercio, industria, produzione si svolgano in una
situazione stabile.
- Quindi è la borghesia che si fa carico di modificare lo status quo attraverso queste
rivoluzioni.
- Infatti l'esito di tutto questo l'esito è che intanto con lo stato liberale viene ad esistenza il
Parlamento bicamerale: una camera é la Camera bassa dei deputati ed è appunto il
luogo in cui i borghesi possono far valere le proprie istanze.

Nota: Lo statuto si chiama statuto e non si chiama costituzione perché la parola "costituzione"
ricorda molto da vicino le idee liberali radicali della rivoluzione francese.

1) Diritti politici
- ll potere politico viene eletto dal basso, non viene eletto dall'alto.
- Suffragio ristretto: nel 1861 gli elettori sono 2% della popolazione italiana,
perché il diritto di voto cioè il diritto di eleggere i rappresentanti della Camera dei
deputati è riconosciuto soltanto a chi paga un certo ammontare di imposte, di
tasse.
- Le imposte sono misurate in proporzione al proprio reddito, quindi alla propria
ricchezza, quindi chi vota sono i borghesi fondamentalmente, voltano gli
industriali del Nord e del Sud, i commercianti: sono veramente pochi coloro che
hanno diritto di voto.
- Quindi questo vale tra l'altro sia per l'elettorato attivo, cioè per chi vota, sia per
l'elettorato passivo ossia per chi è votato.
- Tra l'altro lo stato di deputato all'epoca non era remunerato: quindi fosse stato
anche più ampio il suffragio in quegli anni pochi avrebbero potuto rinunciare al
lavoro per dedicarsi per 5 anni alla vita politica attiva, era una prerogativa che
era riconosciuta soltanto ai borghesi.
2) Diritti civili.
- Vengono riconosciuti dei diritti civili in modo molto limitato: nello statuto
Albertino si tratta di soli 9 articoli e quindi si parla di libertà personale, di libertà di
manifestazione del pensiero e di riunione.
3) Formale separazione dei poteri.
- Quindi il potere legislativo viene affidato ad un parlamento che ha il compito di
legiferare, un potere esecutivo affidato ad un governo ed un potere giudiziario ai
magistrati.
- Formalmente c'è una separazione di poteri perché la corona conserva la sua
centralità: in realtà continuano a far capo al monarca.
4) Principio di legalità.
- Ovvero gli atti della pubblica amministrazione, del governo, della magistratura, sono
subordinati alla legge e viene ad esistenza il cosiddetto stato di diritto (in cui anche chi
esercita il potere é sottoposto alla legge= fine dell'arbitrio) che garantisce questa stabilità
del sistema.
5) L'eguaglianza di fronte alla legge.
- è un principio di uguaglianza formale (comma 1 dell'articolo 3 della nostra
costituzione) ovvero che tutti sono uguali di fronte alla legge indipendentemente
da qualsiasi altra condizione.
- La nostra costituzione dichiarerà, al comma 2 dello stesso articolo, anche
l'eguaglianza sostanziale: non è sufficiente trattare tutti allo stesso modo, ma
invece nella prospettiva di una redistribuzione anche della ricchezza è bene che
ogni individuo che parte da una situazione diversa venga portato al livello degli
altri attraverso una politica attiva dello stato.
6) Lo stato liberale è uno stato costituzionale.
- con lo statuto Albertino diremo che è una monarchia costituzionale.
- Quindi nella costituzione (flessibile) che é la legge fondamentale vengono
illustrati i diritti dei cittadini e l'organizzazione del potere politico: è un patto tra
borghesia e nobiltà, è una concessione che il re fa alla classe borghese.
7) L'organizzazione del potere politico.
- Lo Statuto Albertino nasce come sistema costituzionale puro però ben
presto, attraverso una consuetudine, una prassi, le cose cambiano, e c'è un
trasferimento di poteri della corona da altri organi: quindi dallo stato
costituzionale puro diventa uno stato costituzionale parlamentare, una
monarchia parlamentare.

- La legge elettorale sabauda era quella del Regno di Sardegna e viene stesa al regno
Regno d'Italia.
- Nel 1882 la riforma sotto il governo Depretis, con cui si passa dal 2 al 7% dei sudditi
che possono votare con l'abbassamento del censo e poi solo del 12 %, con il governo
Giolitti, eliminando il censo, si arriva il suffragio universale naturalmente inteso come
maschile.
- L'età era differenziata a seconda se si era alfabetizzati, invece se non si era
alfabetizzati bisognava avere fatto il servizio militare oppure aver compiuto 30 anni.
● CONTENUTO STATUTO ALBERTINO.
- Il fatto che la Costituzione Albertina sia flessibile fa sì che il contenuto di questi diritti e
libertà possa essere compressi.

- Diritti e doveri dei cittadini però assai limitati.


- Art.24 -> principio di eguaglianza ma "salve le eccezioni determinate dalla
legge".
Se io escludo dal voto una determinata razza io posso perché detto dalla
Costituzionione.
- Art.32 -> diritto di riunirsi pacificamente senza armi però in base alle leggi che
possono regolare l'esercizio e se in un luogo pubblico soggette alle leggi di
polizia.

- Per quanto riguarda l'assetto istituzionale:


- prima nella monarchia assoluta il re detiene tutti i poteri.
- ora nello stato liberale con lo statuto la separazione soprattutto formale.

- Organi più importanti dello stato:


1) Il parlamento ai tempi dello statuto era costituito da due camere.
- La camera alta, il senato del regno è costituito da un numero non ben
precisato di senatori ed era una camera vitalizia e venivano nominati dal
re ed era costituita soprattutto da alti prelati, nobili molto vicini alla
corona.
- L'altra camera era eletta sulla base di un criterio elettorale molto
ristretto, solo i borghesi e pertanto portavano avanti una politica
funzionale alla loro classe sociale.
2) Il governo era formato da ministri nominati dal re, che poteva nominarli e
revocarli a suo piacimento: rispondevano soltanto al re.
3) Il re poteva anche:
- aveva potere di sanzione, quindi una volta che la legge era formata il re
poteva non firmarla e poteva rifiutarsi che quella legge entrasse in vigore.
- potere di promulgazione, che è una dichiarazione solenne con cui il capo
dello stato afferma che la legge è stata approvata.
- dichiarava la guerra, firmava i trattati.

- Oggi esiste qualcosa di analogo alla sanzione che è il voto sospensivo.


- Il presidente della Repubblica può porre un veto sospensivo cioè fronte di una legge che
è stata appena approvata dalle camere può rimandare alle camere e chiedere che
vengano apportate delle modifiche al testo perché lui ritiene che esistono delle palesi
violazioni della costituzione.
- Secondo lo statuto Albertino il governo e il Parlamento sono assolutamente separati
perché il Parlamento non ha legami con il Governo, il quale è nominato dal re, che può
revocare i ministri: non ci sono rapporti di fatto.
- Ma nella realtà politicamente i due organi sono collegati perché i ministri devono
necessariamente spiegare i motivi della propria politica alle camere, in particolare alla
Camera dei deputati, quindi cosa intendevano fare, qual erano le loro finalità, e quindi il
governo deve motivare di fatto i suoi atti di fronte al popolo ed ai rappresentati del
popolo chiedendone una preventiva approvazione.
Questo evidentemente ha un'incidenza enorme sulla distribuzione dei poteri perché il
governo non dipenderà soltanto dal monarca ma dipenderà anche dal governo.
- Quindi viene a crearsi il nuovo istituto della fiducia che tuttora opera nel nostro
sistema democratico.
Cioè il governo per governare deve ottenere la fiducia della maggioranza dei
parlamentari.

- Quindi se da una parte il Parlamento acquista potere e autonomia nei confronti della
corona, il monarca si vede svuotato dei suoi poteri a vantaggio degli altri due organi.
- Quindi da una parte il re dovrà aver riguardo per le persone che nomina come
ministro, dall'altra il governo si accerterà che queste non siano invise al
parlamento.
- Quindi vedete anche il rapporto fra governo e Parlamento si rafforza perché le
stesse camere in un certo qual modo sono indipendenti dal governo, nel senso
che le loro scelte vanno ben ponderate perché esiste pur sempre il rischio che il
governo sciolga la camera dei deputati e mandi i parlamentari a casa.
Il senato del regno è un senato di nomina regia con mandato perpetuo e quindi
nulla può il governo nei confronti di questa camera.
- Sarà il governo anche a proporre le nomine dei senatori e il senato si
limiterà ad accettarle: quindi questo è un momento molto significativo e
segna proprio il passaggio dalla monarchia costituzionale alla monarchia
parlamentare e gli equilibri vengono completamente mutati.
- Il re di fatto viene quasi esautorato.